L’ Active Noise Control è una tecnologia in uso nel mondo del sonoro da diverso tempo. L’idea in sé è abbastanza vecchia, del 1934, con le prime applicazioni negli anni ’50 e poi per silenziare i rumori esterni alle cuffie nel 1986. La novità semmai sta nella sua applicazione all’interno delle auto.

Come abbiamo già visto nei post precedenti un’automobile ha suoni propri analizzati dalle case madri .

Riprendo quanto detto da Tim Maly qualche anno fa:

Ci può essere stato un tempo in cui i rumori di un auto erano semplicemente una conseguenza della sua funzione meccanica, ma quel tempo è passato da tanto. Come ogni altra componente della vettura odierna, l’esperienza audio è stata attentamente progettata e ottimizzato.
Non basta che l’auto funzioni perfettamente, ma è necessario si senta quanto l’auto sta funzionando bene. Il suono è parte dell’esperienza dell’utente, ed è anche una parte fondamentale dell’interfaccia utente.

Ed è proprio di questo che vi voglio parlare.

L’Active Noise Control in auto

Da alcuni anni si fa già uso della tecnologia Active Noise Control per la riduzione attiva del rumore all’interno dell’abitacolo ma solo per macchine top di gamma.

Cristiano Ghidotti, che ne parla nel suo articolo “Esperienza sonora in auto: il valore del silenzio”, scrive:

Active Noise Control mira ad incrementare il comfort e la sicurezza a bordo: si tratta di un modo originale di affrontare il problema, ponendo l’obiettivo di un miglioramento sostanziale dell’esperienza di guida e di viaggio.

Da Wikipedia capiamo il funzionamento

Il suono è un’onda che consiste in una fase di compressione e di una fase di rarefazione. Un altoparlante con tecnologia noise-cancellation emette due onde sonore: il suono che si vuole trasmettere e una seconda onda con la stessa ampiezza e con fase opposta rispetto al suono esterno che si vuole cancellare. Questa seconda onda e il rumore esterno si combinano (tramite un processo chiamato interferenza) e si cancellano.

In pratica tre microfoni percepiscono i rumori prodotti dall’auto nei punti più rumorosi: motore, trasmissione e attrito dell’aria. Le casse dell’auto produrranno delle onde analoghe che andranno ad interferire con le onde sonore dei rumori e le annulleranno, producendo, appunto, il silenzio.

Questa tecnologia è sta già usata anche in cuffie di alta qualità come vediamo spiegato in questo video di qualche anno fa.

Il rumore è un elemento intrusivo che riduce la capacità di concentrazione del guidatore e altera le funzioni di analisi del cervello, incrementando i livelli di distrazione e di stress.

https://youtu.be/T4Lv0RaKImw

Ma perché la necessità del silenzio in una macchina? Sulle lunghe percorrenze il rumore è sempre stato un grosso problema ma oggi inizia a subentrare anche un nuovo concetto di auto che sarà un luogo dove si svolgeranno anche altre attività, che non sia il guidare.

La macchina del futuro secondo Volvo

Come vi ho potuto già proporre nel post Apple CarPlay e Google Android Auto le possibilità di espansione sono ancora numerose.

Anzi! Se guardiamo le notizie che ci arrivano da questo mondo l’interazione e la connessione con il veicolo saranno destinati ad essere sempre più pervasive. Ad ottobre 2015 Toyota presentava il prototipo dell’auto a guida autonoma che sarà pronta e in produzione per il 2020.

Sempre Toyota, a brevissimo, a gennaio 2016, aprirà una nuova società, la Toyota Research Institute Inc, con base a Palo Alto, nella Silicon Valley, vicino all’Università di Stanford, che si occuperà di intelligenza artificiale. L’investimento per i primi cinque anni di attività è di un miliardo di dollari.

L’iniziativa sarà guidata da Gill Pratt, già program manager presso DARPA e responsabile dell’evento Robotics Challenge, e avrà come obiettivo principale – nell’immediato – lo sviluppo di algoritmi informatici, tecnologie per l’interazione uomo-macchina e robotica per la riduzione degli incidenti automobilistici sulle autostrade e non.

E siamo solo all’inizio!

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