I migliori altoparlanti per creare un sistema audio perfetto non esiste. È tutto un equilibrio che dipende dai nostri/vostri gusti sonori. Ciascun appassionato di audio lo sa bene. Questa è solo una guida per chi si sta accingendo ad un acquisto consapevole di diffusori acustici e sistemi di altoparlanti.

Voglio acquistare i migliori altoparlanti

Personalmente non ho mai avuto uno stereo tutto mio degno di questo nome. Quindi non ho mai avuto il problema di dover scegliere un sistema di altoparlanti. Poi tra regali e piccoli acquisti ho avuto modo di ascoltare la musica in vari modi. Fino a quando ho iniziato a lavorare in radio e quindi ho soddisfatto i miei bisogni negli studi radiofonici. Eppure questo desiderio è sempre stato sommerso.

Ho vissuto a Venezia per nove anni e avere uno stereo in casa era impossibile. Ma se stai in un condominio hai lo stesso problema. Tra la ristrettezza degli spazi e il vicinato a portata di mano, avere uno stereo sarebbe stato inutile e folle. Adesso che ho a disposizione spazi più grandi, mi è ritornata la voglia ed ho iniziato nuovamente a fantasticare e a cercare.

Visto che ci sono dunque, ho deciso di condividere con voi le informazioni che ho trovato e ve li ripropongo alla mia maniera. Magari questo articolo può essere utile a chi sta pensando di acquistare delle casse per il proprio stereo.

Secondo gli audiofili più sfegatati scegliere un sistema di altoparlanti è una scelta che coinvolge le emozioni, i propri sentimenti e le proprie convinzioni più profonde. Insomma, coinvolge l’anima di chi ascolta.

In parte è vero ma al di là dei tecnicismi e delle prove di forza è bene sapere che non esistono i migliori altoparlanti da comprare. La scelta finale, nella stragrande maggioranza dei casi, si basa su prezzo e forma degli altoparlanti. I più attenti e meticolosi fanno attenzione a dove saranno posizionate le casse. Ma oltre a questo si possono dare pochi consigli.

Sistema audio per l’ascolto

L’articolo, mi sono reso conto, è lunghissimo. E voi sapete che tengo in gran conto il tempo che mi dedicate. Per questo motivo metto le conclusioni all’inizio. Per evitare che i lettori non interessati all’acquisto, vero e proprio, perdano tempo. Magari prendendo spunto da queste considerazioni ritornerete sulla pagina un’altra volta.

Se si pensa di acquistare un sistema di altoparlanti, casse acustiche o speakers, (o come volete chiamare voi gli strumenti che emettono i suoni dal vostro stereo) partite sempre dalla somma di denaro che volete e potete spendere. Girate un po’ su internet. Andate in qualche negozio dove potete ascoltare le casse che si avvicinano al prezzo che avete deciso di spendere. E in base anche al vostro gusto estetico fate il vostro acquisto.

Bene o male, a parità di prezzo, tecnicismi, caratteristiche e capacità da verificare sono, grosso modo, tutte le stesse. Il prezzo è l’unica cosa fondamentale. Grazie alla tecnologia a disposizione, infatti, potete spendere qualunque cifra. E soprattutto se dovete scegliere tra il comprare il villino con piscina in montagna o una coppia di casse (vedi gli altoparlanti oltre i 100.000,00 euro), è evidente che il potere di acquisto, prima della qualità, è tutto.

Attenzione alle nostre orecchie

Non solo. L’uso smodato di cellulari e di cuffie, l’inquinamento acustico e i vari rumori di sottofondo dei nostri personal computer, ogni giorno, rovinano la nostra capacità di ascolto. Diventiamo sempre più sordi. La percezione del suono e della musica si riduce, periodicamente, anche con l’età. Ai concerti o nelle feste ci roviniamo sempre un po’ le orecchie. Sporcizia, inquinamento e cotton fioc fanno il resto. Insomma, anche ad acquistare delle casse stratosferiche, alla fine si rischia di sentire veramente poco di quello che trasmettono i nostri diffusori acustici.

Quindi, secondo me, l’unica cosa che conta è quanto volete spendere e il vostro gusto sonoro. Dei tecnicismi non ve ne fate niente. Infatti, alla domanda come scegliere il sistema di diffusori acustici l’unica risposta utile è ascoltando.

Segue l’articolo lungo per non addetti ai lavori, che però vogliono davvero acquistare e rendersi conto del perché di queste conclusioni. Parto dai modelli base.

Altoparlanti per pc

Di casse per pc o sistemi audio per PC ,ce ne sono in grande quantità e per tutti i gusti. Di solito si prende il primo paio che si trovano nel negozio sotto casa. Mio padre, per esempio, non si è fatto scrupoli ad acquistare le Nilox 10NXCA49AC001 Minispeaker ad appena dieci euro. A lui servivano solo per ascoltare le chiamate su skype. Ma servono a poco, proprio per ascoltare il minimo indispensabile

È vero che io non le uso molto. Ma avrei comprato sicuramente le Logitech Z313 un sistema di altoparlanti 2.1 per PC, con Jack da 3.5 mm, che costano un po’ di più ma sicuramente rendono giustizia al sonoro di un film. Per PC, senza andare a scomodare il Sistema Audio 5.1 consiglio di scegliere tra un più comodo e comunque potente sistema di casse 2.1. Per PC personalmente ho sempre usato questo sistema.

Se poi avessi un po’ di soldi in più, o volessi chiedere un regalo, comprerei volentieti il Sonos Play:1 Lettore All-in-One, Wireless, Controllabile da Smartphone, Tablet e PC, Bianco È piccolo, wireless, controllabile anche da Smartphone. Un piccolo gioiello.

Home cinema, Home theatre, soundbar, altoparlanti esterni per la tv

Inizialmente avevo inserito anche la il tema degli altoparlanti esterni per la tv in questo articolo. Mi sono reso conto però di aver reso la lettura molto faticosa. Per venire incontro ai miei lettori ho dunque deciso di dividere l’articolo in più parti. E di dedicare un intero articolo all’ home cinema, home theatre, soundbar e altoparlanti esterni per la tv

I migliori altoparlanti per ascoltare musica

Arriviamo finalmente alle casse acustiche da casa, per lo stereo, per ascoltare la nostra musica. Anche qui parto dalla fine e due cose mi sembrano importanti. L’ascolto delle casse e l’ambiente in cui verranno posizionate.

Uno strumento di moda è ultimamente il Multiroom Wireless Sonos PLAY:5 Smart Speaker Hi-Fi. È un unico pezzo, è comodo, senza fili, ma come capirete leggendo più avanti, i limiti sono tanti. E comunque… Il vostro gusto sonoro viene sempre prima.

Ascoltare gli altoparlanti

Lo strumento di misura audio più sofisticato che esiste al mondo è il vostro orecchio. Anche se fosse malmesso e mal funzionante, risponde ai vostri gusti sonori e musicali.

Dato che non esiste un sistema di diffusori acustici perfetto vi dovrete affidare, appunto, alle vostre orecchie e al vostro gusto sonoro. Come? Ascoltando. Ascoltate le casse acustiche che già avete a casa vostra. È la prima cosa da fare. Poi ascoltate le casse degli amici, dei parenti. Fate paragoni sonori con casse e marche diverse. Magari osservando o cercando di capire i materiali della componentistica, evitando i prodotti con troppa plastica intorno. Sempre che ve lo possiate permettere. E tenete presente sempre l’ambiente. Lo stesso impianto, le stesse casse acustiche, in ambienti diversi, suonano in modo diverso. Questo è fondamentale. Da non dimenticare.

Le casse sono l’anello di una lunga catena, quello finale. Se le casse sono un acquisto che fate per conto vostro, ricordatevi la compatibilità con quanto già avete in casa. Qui qualche tecnicismo ci è utile. Impedenza, potenza ed efficienza devono essere compatibili con l’amplificatore. A sua volta compatibile con lo stereo.

Alla fine il suono deve piacere a voi e le casse devono incontrare e soddisfare i vostri gusti. Nessuno può giudicarli.

Ascolto in negozio

Gli audiofili veri ascoltano gli altoparlanti in negozio e poi portano fisicamente le loro casse nel negozio per fare il paragone con le casse che vogliono acquistare. Stiamo parlando di negozi di alto profilo. Dove vai a spendere cifre importanti. Non si tratta del centro commerciale.

Un sistema di altoparlanti suonerà in maniera diversa se si cambia ambiente di ascolto, anche se i criteri di base, le caratteristiche sonore, rimarranno le stesse in un intervallo ragionevole di prestazioni.

Collocazione dei diffusori acustici in casa

L’ideale per costruire un ambiente sonoro ottimale sarebbe quello di posizionare il vostro impianto stereo o i vostri diffusori acustici in mezzo ad uno spazio vuoto dove desiderate ascoltare la vostra musica e poi iniziare a costruire la casa tutto intorno. Non sto scherzando. Se non avete questa possibilità, cioè di comprare prima l’impianto stereo e poi costruire la casa allora avrete qualche problema e dovrete trovare sempre qualche compromesso.

Diciamo che se siete gente comune l’impianto stereo si compra dopo aver comprato cucina e stanza da letto. E quasi sicuramente anche molto dopo l’acquisto del soggiorno e del salotto. Insomma, ci pensate davvero alla fine di tutti gli acquisti possibili e immaginabili. Anche dopo la televisione. Quindi sappiate che la vostra scelta è di compromesso. E le casse non sono mai posizionate nel posto giusto.

Altoparlanti fuori le librerie

Sarebbe utile evitare di infilare le casse in librerie e scaffali o appenderle ai muri. Un audiofilo non fa queste cose. Non azzardatevi a definirvi tali se avete fatto qualcosa del genere nella vostra vita.

La posizione ideale è su un lato di una parete, distante dalla parete stessa e ad altezza delle vostre orecchie da seduti. Il punto di ascolto, invece, sarebbe al vertice di un triangolo equilatero dove negli altri due vertici ci sono le casse.

E buona norma che lo spazio alle spalle delle casse acustiche sia sgombro così come quello compreso tra i tuoi stessi, che deve essere riempito dal suono e non da tavoli o altro.

Se non potete fare questo dovete sopportare il disgusto e lo sdegno degli audiofili.

Prezzo degli altoparlanti

Torno ancora sul prezzo perché, quando scrivo, penso al mio lettore come ad un amico che mi chiede un consiglio. Trovandomi tra amici di media agiatezza e con uno stipendio normale non posso immaginarmi che il prezzo non sia un problema. Il prezzo è la cosa che dovete davvero valutare. Solo così potrete restringere la gamma delle vostre scelte.

Se volete rivolgervi a qualcosa di relativamente economico potete fare riferimento ai costruttori italiani che offrono prodotti interessanti. Ma non si tratta solo di costi. Se avete casa in Italia è consigliabile acquistare da queste marche vicine sonoramente alle nostre orecchie. Come vedremo tra poco.

Potete acquistare gli Indiana Line, per esempio, Indiana Line TESI 260 C – Diffusori a 2 vie da libreria. Si possono scegliere le casse acustiche della nota e diffusa RCF che propone Rcf Art 712-A Mk2 oppure il Diffusore amplificato da 700 WATT CONO 15″ DRIVER 3.5″ TWEETER 1.5″. E infine c’è la Chario con la sua Coppia di diffusori a 2 vie, 1 tweeter 38 mm soft dome, 1 woofer 130 mm paper compound. Che poi… economico per modo di dire. Visto che possiamo anche spendere oltre gli 8000 euro con la coppia di diffusori HARIO URSA MAJOR

Un diffusore acustico per ogni cultura

Ciascun brand, in effetti, ha un suo modo di suonare. E non è che sia un caso. Ciascun progettista, progetta il diffusore acustico per determinati mercati. Ciascun mercato è influenzato da una cultura musicale diversa. A questa cultura sonora si rifa anche quando progetta un sistema di altoparlanti o un diffusore acustico specifico.

Ogni cultura vive dei propri suoni e delle proprie melodie.

I progettisti devono pensare a quale mercato si riferiscono. Se il progettista pensa di vendere le proprie casse al mercato inglese deve tenere conto che le case degli inglesi hanno quasi tutte la moquette. Questa smorza il suono e quindi la cassa suonerà diversamente di come suonerebbe in una stanza con pavimento di marmo.

Se hai la moquette o tanti tappeti in casa pare che si consigli l’acquisto di queste casse. Le INFINITY Kappa 9. Se hai un pavimento in marmo e poche tende in giro puoi comprare qualcosa del genere DB TECHNOLOGIES OPERA 12 – Cassa Attiva 1200W . Oppure puoi affidarti alle marche italiane che ho segnalato poco fa. E se si può spendere qualcosa in più si può comprare la coppia di diffusori Sonus Faber Toy Tower Bianco HG.

Negli Stati Uniti, invece, vanno di moda i diffusori da pavimento KLIPSCH RF7 II BLACK adatti per ampie stanze e con un suono che le riempie.


Tecnicismi, caratteristiche e capacità da verificare

Gli altoparlanti si possono chiamare trasduttori, driver, speakers, duffusori, diffusori acustici o casse acustiche.

Un lettore del blog, Paolo, ci tiene a precisare.

Gli altoparlanti si possono chiamare trasduttori, driver, speaker, NON diffusori, diffusori acustici o casse acustiche, con questi termini si indica il diffusore completo, cioè l’altoparlante più il mobile (cassa).

Gli altoparlanti per diffondere musica sono genericamente formati da tre elementi di base chiamate anche vie come spiegato nel capitolo Cosa sono le vie?
.Un tweeter per le frequenze alte; un midrange per le frequenze medie e un woofer per le frequenze basse. Non è detto che in una cassa siano sempre presenti tutti e tre gli elementi. Abbiamo casse acustiche con uno solo di questi elementi o con due.

Il segnale udibile dall’orecchio umano si estende dai 20 ai 20.000 Hz (unità di misura della frequenza). 20 Hz rappresentano un tono molto basso mentre 20.000 Hz un tono molto acuto.

Come funziona un altoparlante?

Ora io non sono un ingegnere e quindi mi posso permettere di semplificare. Gli esperti di settore non leggeranno queste parole. Altrimenti non sarebbero esperti. Gli altoparlanti in vendita sono quasi tutti altoparlanti dinamici. In pratica l’altoparlante trasforma il segnale elettrico in suono. Questo lo riesce a fare perché gli impulsi elettrici arrivano alla calamita che si trova nel diffusore. La calamita vibra, vibra la membrana e abbiamo il suono.

Paolo precisa

La corrente arriva alla bobina che, immersa nel flusso magnetico provocato dalla calamita, vibra e fa vibrare la membrana dell’altoparlante, funziona come un microfono, ma al contrario, è pure assimilabile ad un motore elettrico.

Il progetto

Un diffusore acustico è il risultato di un progetto. Ci sono diffusori per spazi aperti e diffusori per spazi chiusi. Utilizzare delle casse nel luogo sbagliato o per finalità diverse da quello per cui sono state progettate darà dei pessimi risultati.

La costruzione

In base a come è costruito il mobile della cassa abbiamo indicativamente tre grandi famiglie, a seconda che il mobile sia completamente chiuso o aperto verso l’esterno. Sospensione pneumatica (cassa chiusa). Bass reflex (cassa aperta tramite un tubo) e linea di trasmissione (cassa aperta tramite un labirinto acustico). Questa configurazione è anche denominata con il termine caricamento.

caricamento, con questo termine si indicano i vari tipi di caricamento del woofer, cioè in sospensione pneumatica, bass reflex etc.
I diffusori non sono l’ultimo anello della catena, lo è il nostro cervello, la catena è composta dalla sorgente, dal preamplificatore, dal finale di potenza (spesso questi due elementi sono integrati nello stesso componente), dai diffusori, dall’ambiente di ascolto, dalle nostre orecchie (conformazioni diverse equalizzano diversamente) e dal nostro cervello, che reagisce diversamente in ognuno di noi.

Mentre per quanto scritto da Mario Bon la linea di trasmissione è

detto anche labirinto acustico. La linea di trasmissione è sostanzialmente un condotto di sezione costante dove una estremità è chiusa dell’altoparlante mentre l’altra lato è aperto (o chiuso). Storicamente la linea di trasmissione nasce per sfruttare woofer con fattore di merito totale Qts maggiore di uno e non adatti per una cassa chiusa o reflex.

E per approfondire cos’è il caricamento rimando al PDF di Mario Bon che lo spiega nel dettaglio.

Cassa chiusa…?

Il diffusore pneumatico è completamente “chiuso” e l’aria al suo interno non ha alcun contatto con quella esterna. La cassa chiusa in genere presenta un andamento più dolce alle basse frequenze. Questa caratteristica è una cosa positiva. Ma la rivista Audio Review dice che ci sono anche i contro

I contro della cassa chiusa sono sostanzialmente due. La scarsa tenuta teorica alle basse frequenze e poca estensione alle frequenze più profonde per le quali occorrono discrete dimensioni del woofer. Questa configurazione mal si addice a trasduttori di diametro inferiore agli 8 pollici ossia 20 cm con conseguenti volumi di lavoro inferiore ai 30 litri.

… o bass reflex?

Il diffusore in bass-reflex ha un buco sul mobile e l’aria al suo interno è in diretto contatto con quella esterna. In questo modo i bassi risuonano più forti. Ma anche qui Audio Review dice la sua.

Il bass reflex promette e permette pressioni simili ma con una estensione notevolmente maggiore rispetto alla sospensione pneumatica di identiche dimensioni. Sembrerebbe la panacea allora, ma il bass reflex si porta dietro altre limitazioni che la cassa chiusa no ha.

Si impone una scelta relazionata l’ambiente e alle caratteristiche sonore che ci possiamo permettere,  per non dover sopportare un divario stridente tra teoria e pratica punto.

Potenza

La prima domanda che in genere si fa sulle casse è: che potenza ha la cassa?

Intanto la cassa non ha potenza in sé. Si tratta di accessori passivi. La cassa sopporta una potenza, cioè sopporta una certa quantità di corrente. Non è cosa da poco capire la differenza tra avere una potenza di XXX Watt e sopporta una potenza di XXX Watt. Quando ho compreso questo ho capito che la potenza non ha poi così tanta importanza. Infatti, diventa chiaro che gli altoparlanti devono essere allineati alla potenza dell’amplificatore. L’amplificatore, si che, trasmette potenza (elettricità) e potrebbe bruciare le casse, se queste non lo sopportano a sufficienza.

Ma come vedremo tra poco si tratta davvero di equilibri fisici che adesso andiamo a vedere.

Caratteristiche della potenza

Quando leggete le caratteristiche di un diffusore la potenza viene espressa in Watt RMS o Watt PMPO (o solo PMP). Che cosa significano queste sigle?

RMS = Root Mean Squared. Indica la potenza continua gestibile dal diffusore;

PMPO = Peak Music Power Output. Indica la potenza di picco gestibile dal diffusore.

Quindi la misura “vera” che indica la potenza di un diffusore è quella RMS.
E soprattutto ricordate che conoscere la potenza RMS ha senso SOLO SE si conosce anche l’efficienza del diffusore. Una cassa con 40 watt RMS e 98 db suona molto più forte di una con 100 watt RMS e 85 db.

La potenza applicabile dipende strettamente dall’efficienza.

Efficienza

L’efficienza è la capacità del diffusore di reagire al segnale in ingresso. Qualcuno la chiama anche sensibilità. È una caratteristica importante perché a parità di potenza dell’amplificatore, un altoparlante più efficiente o sensibile, suona più forte. Ovviamente più un altoparlante è sensibile, più è difficile costruirlo, più è costoso.

Praticamente, per avere lo stesso volume, un diffusore poco efficiente ha bisogno di amplificatori più potenti rispetto ad un diffusore più efficiente.

Un diffusore “normale” generalmente ha un’efficienza intorno agli 88 db e suona normalmente se pilotato da un amplificatore intorno ai 60 watt.
Un diffusore efficiente va intorno ai 90-92 db; è adatto a amplificatori di bassa potenza, tipo i valvolari, e suona alla grande con potenze intorno ai 20 watt. Famosi sono i diffusori Klipsch, che arrivano anche a 105 db! Diffusori con queste sensibilità tirano giù i soffitti con amplificatori da 3 watt!
Un diffusore poco efficiente ha una sensibilità minore di 85 db; questi diffusori hanno bisogno di amplificatori potenti, intorno agli 80 o ai 100 watt per suonare come si deve.

Gianni Cornara sulla confusione tra sensibilità ed efficienza spiega.

Spesso si usano indifferentemente i termini sensibilità ed efficienza, e spesso si utilizzano gli altoparlanti in modo improprio, avendo interpretato le specifiche tecniche in modo non coerente con i protocolli in base ai quali le specifiche tecniche sono definite.

Mentre ciò può essere poco rilevante nel caso di diffusori HiFi, che difficilmente vengono sollecitati, durante l’uso normale, cioè domestico, ai limiti delle loro potenzialità, nel caso di utilizzo professionale o musicale la corretta interpretazione dei parametri tecnici può evitare cattive sorprese.

Impedenza

L’impedenza è il valore della resistenza alla corrente continua del diffusore e si misura in “ohm”

Basta ricordarsi che a 0 Ohm si ha il classico cortocircuito elettrico ovvero polo positivo e negativo collegati insieme (e sapete quel che succede qualora vi capitasse una cosa del genere nell’impianto elettrico di casa…). Quindi, paradossalmente, più si sta lontani dallo zero e meglio è. 8 Ohms sono una impedenza di tutta sicurezza per tutti gli amplificatori, 4 Ohm vanno ancora bene ma è meglio usare allora amplificatori ben dotati in termini di capacità di pilotaggio (quasi tutti gli amplificatori moderni possono pilotare diffusori da 4 ohm).

Più della metà dei diffusori in commercio ha come impedenza il classico 8 ohm, che equivale all’impedenza più alta che troverete in comercio. Esistono diffusori con impedenza maggiore. Tutti gli altri oscillano tra i 6 e i 4 ohm.
Fortunatamente i moderni amplificatori sono tutti protetti contro gli eccessi di carico.

Crossover o filtro crossover

È un circuito elettronico che divide il segnale audio nelle singole componenti da inviare agli altoparlanti. La divisione della gamma audio in porzioni (o vie) viene effettuata da un circuito elettrico passivo interno alla cassa detto filtro crossover o più semplicemente crossover.
Tale filtro divide il segnale audio proveniente dall’amplificatore in più vie e può anche svolgere altre funzioni più complesse come regolarizzare l’impedenza o l’abbinamento dei diversi altoparlanti. Normalmente è costituito da condensatori, resistenze ed induttanze.

Cosa sono le vie?

Sarebbe il numero degli altoparlanti, o meglio il numero dei tipi di altoparlanti, installati sul diffusore.
La stragrande maggioranza dei diffusori sul mercato è a due o tre vie, cioè due2 vie indicano una cassa con (almeno) un woofer e (almeno) un tweeter. Tre vie indica che una cassa ha (almeno) un woofer (almeno) un midrange e (almeno) un tweeter.

Normalmente nessun altoparlante è capace di riprodurre con la stessa correttezza la stessa fedeltà suono. Ossia è impensabile che una membrana che si muove 20 volte in un secondo, si muova anche 20000 volte al secondo con la stessa precisione.

il due vie è costituito da due altoparlanti specifici per riprodurre la gamba bassa e quella alta con una frequenza di incrocio tra i due con un solo punto, una potenziale criticità del rivoluzione, proprio dov’è il WR inizia ad attenuare la sua emissione e il Twitter viceversa inizia ad emettere pressione.

Meglio un due vie o un  tre vie?

Grazie al miglioramento della tecnologia si ha più facilità tecnica nel trovare il punto di incontro e quindi si hanno costi minori.

Questo non significa che i diffusori a 2 vie suonino sempre meglio di quelli a 3 vie. Se il progetto è fatto come si deve un diffusore a 3 vie è inarrivabile come qualità rispetto a uno a 2 vie. Purtroppo però in questo caso i costi lievitano verso l’alto.

Esistono poi anche soluzioni diverse. Con costi, anch’essi diversi.

Esistono anche diffusori monovia, cioè con un singolo altoparlante “larga banda”. Anche qui è questione di gusto sonoro e solo l’ascolto può darvi una risposta “giusta”.

Risposta in frequenza

È la quantità di frequenze che il diffusore è in grado di riprodurre. In genere si trova scritto che un altoparlante ha una risposta in frequenza tra i 20 Hz e i 22 kHz. Questo significa che la cassa riproduce tutti i suoni che noi, come esseri umani siamo in grado di percepire.

Cavi

Infine ci sarebbero anche i cavi da verificare. Anche qui c’è un mondo da esplorare. Gli audiofili sostituiscono i cavi di fabbrica sia interni che esterni. A volte, dicono, che il cambio migliori notevolmente il suono. Il risultato del suono sarà certamente migliore. Ma ve la sentite di smontare e risaldare tutti i cavi? Di una cassa nuova? Io no. Una cassa non è molto complicata. Ma saldare e saldare bene non è cosa da tutti.

Subwoofer

E infine abbiamo i subwoofer. Anche i sub meriterebbero un capitolo a parte. Ma ciascun capitolo fin qui esposto meriterebbe una dispensa.

Scegliere di avere nel proprio sistema di altoparlanti un subwoofer significa ridurre l’estensione sonora verso le ottave inferiori.

Paolo mi riprende.

Scegliere di avere nel proprio sistema di altoparlanti un subwoofer significa AUMENTARE l’estensione sonora verso le ottave inferiori.
Generalmente i subwoofer per uso hi fi funzionano dalla frequenza più bassa che riescono a riprodurre indistorta fino a 60/80 hertz al massimo.

Questo serve per avvicinare le prestazioni dell’impianto audio al suono reale. Per i comuni mortali qualunque subwoofer che abbassi l’estensione sonora andrebbe bene. Per un audiofilo non basta. Le frequenze devono andare sotto i 200 – 300 Hz. E stare intorno ai 90 Hz. Perché al di sopra queste frequenze il nostro orecchio capisce da che parte viene il suono.

Nel tempo ci sono stati molti abusi sull’uso del subwoofer. Facendo amare o odiare questo, chiamiamolo, accessorio. Eppure se si fa un uso attento e rispettoso del suono si possono avere delle buone soddisfazioni.

Il parere dell’esperto sui subwoofer

Andrea Allegri su Audio Review scrive.

Analizzando il mercato si nota che attualmente la tipologia del subwoofer amplificati in cassa chiusa sembra aver preso una certa supremazia su modelli bass reflex. Almeno nei prodotti di fascia medio-alta. Un’affermazione non dovuto ad una presunta supremazia tecnica o sonora. Quanto dettato da esigenze progettuali per ottenere elevate prestazioni in cabinet. Nel caso del subwoofer, infatti, si può ben dire che le dimensioni contano. Siano esse quelle del diffusore, dell’altoparlante o quelle della sala di ascolto. Tanto da influenzare in modo sensibile le soluzioni adottate dal costruttore.

Caratteristiche del subwoofer

Questo capitolo meriterebbe il parere di un esperto. Diciamo che per un subwoofer valgono le caratteristiche degli altoparlanti che ho fin qui esposto. Tranne appunto che puntiamo a sonorità più basse del woofer.

Su wikipedia si legge

Le casse per subwoofer contengono generalmente uno o più altoparlanti, con coni di un diametro che varia da 10 a 86 centimetri circa. Generalmente si preferisce usare coni di grande diametro, perché la riproduzione delle basse frequenze implica lo spostamento di una grande quantità d’aria. Di norma in una catena di riproduzione stereo o home theater viene impiegato un solo subwoofer, in quanto le frequenze molto basse (avendo un’onda molto lunga) non sono realmente direzionali e non creano reali effetti di diafonia. Attualmente la tecnologia punta anche su un’ampiezza maggiore del movimento del cono piuttosto che sulla dimensione, arrivando ad un’escursione di 10 o più millimetri.

I subwoofer vengono alimentati da amplificatori di adeguata potenza e la frequenza a loro dedicata è tagliata con un circuito di crossover, in modo da assicurare che medie ed alte frequenze non vengano inviate all’altoparlante stesso.

Esistono subwoofer particolari, generalmente usati nelle discoteche o nei cinematografi, capaci di operare con potenze superiori ai 2000 watt RMS, con la possibilità di riprodurre frequenze inferiori ai 20 hertz.

Quale subwoofer scegliere?

Magari tenete presente l’utilità di avere un telecomando con cui gestire da seduto il subwoofer e avere un filtro passa alto per il segnale destinato ai diffusori satellite. In questo modo ai satelliti non arriveranno più i suoi bassi che appunto saranno affidati al subwoofer stesso.

Tra i subwoofer che comprerei ce ne sono tre. Lo Yamaha YST-SW012 Subwoofer Advanced YST II e diffusione frontale. Il subwoofer Klipsch R-10SW una marca e una garanzia di pienezza del suono. Oppure il Sonos Sub Subwoofer Wireless che ad avere altri Sonos in giro della casa è integrabile con il sistema.

AGGIORNAMENTO 10/08/2017

Un lettore nei commenti mi ha segnalato che riguardo il subwoofer ho scritto delle inesattezze, senza però segnalare quali. Da parte mia ho rivisto il capitolo, verificato nuovamente le fonti e aggiunto alcuni brani da wikipedia, a conferma di quanto già scrivevo. Chi mi segue (pubblico tutti i lunedì un articolo) sa che non ho alcuna pretesa di essere un tuttologo. Come avevo già scritto prima dell’intervento del lettore, i capitoli vanno sicuramente approfonditi. Resto in attesa del contributo del lettore che, eventualmente, arricchirà l’articolo o di altri che vogliano dare il loro parere per migliorare l’articolo. Tutto è perfettibile.

AGGIORNAMENTO 21/11/2017

Un nuovo lettore del blog, Paolo, ha contribuito, con un commento, al miglioramento di questo articolo. Gliene sono grato. Intanto perché mi ha spinto a migliorare l’articolo e arricchirlo con link più tecnici e approfonditi. E poi penso che grati gliene devono essere tutti coloro che leggeranno questo articolo. Grazie a Paolo che ha dedicato il suo tempo nel condividere le sue conoscenze, questo articolo migliora il web.

Grazie!

Altoparlanti oltre i 100.000,00 euro

Ecco cosa intendo quando dico che il prezzo fa davvero la differenza. Ad essere sincero, anch’io mi sono stupito la prima volta che ho visto che un Cabasse Ocean da pavimento che costava 100 mila euro tondi. Fin quando non ho visto che un Raidh Acoustic D5.1 può costare anche 200 mila euro tondi. Poi ho visto che un altoparlante Gaudi mk ll della german-physics costa 226 mila euro e la Rokport technologies propone il suo Arrakis a 286.995,00 euro.

E se questi vi sembrano prezzi assurdi, sono ancora poca cosa rispetto alle casse Kharma. Questa ditta offre altoparlanti per tutte le tasche fino ad arrivare alla serie Enigma Veyron modello EV-1D  che si trova a 700.000,00 euro. Non preoccupatevi. A questo prezzo ti vendono la coppia.

Ora, penso che tra i miei lettori non ci siano persone che si possano permettere questo tipo di sistemi audio. Ma non si sa mai. Se ci fossero mi propongo come direttore artistico personale. Organizzo personalmente concerti direttamente a casa vostra. Un concerto dal vivo costa decisamente meno e farò in modo che l’orchestra dal vivo si senta meglio.

Altoparlanti per tutte le tasche

Concludo questo lungo articolo sperando di essere stato utile e di avervi chiarito le idee su come comportarvi se decidete di acquistare un sistema di diffusori acustici o di costruire un sistema di altoparlanti.

Ci sono altoparlanti per tutte le tasche. Intorno ai 50 mila euro c’è roba buona. Ma anche intorno ai 20 mila euro non fanno proprio schifo. Che poi se abitate in un condominio dove al pomeriggio non potete accendere la tv, vanno bene anche le casse da pc di cui vi ho parlato sopra. E amen ai diffusori acustici.

Fonti

Per la creazione di questo articolo, così come dicevo all’inizio mi sono avvalso della mia personale ricerca su internet da cui ho tratto gli spunti tecnici. E la lettura di riviste di settore che ho trovato in edicola.

Inoltre, come avrete notato, l’articolo è perfettibile per cui aperto ai contributi dei lettori che vogliono correggere eventuali errori, precisare parole e concetti espressi male, aggiungere nozioni e conoscenze utili per migliorare il contenuto.


Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra. I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. Questo mi permette di rendere sostenibile il lavoro di ricerca svolto dal blog. Ribadisco che le proposte che faccio derivano dall’uso professionale e personale che ne ho fatto nel tempo. Ed anche dai pareri scambiati con altri professionisti del settore audio. Mentre le ulteriori proposte sono prodotti che ho visto sulla carta, insieme ai lettori che me li hanno sottoposti per un parere o richiesto un consiglio. Non ho attività di vendita di questi prodotti.

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