Le nuove frontiere dell’UX sono le nuove sfide dell’UX

Non da molto ho pubblicato un post sull’Architettura dell’informazione sonora come nuova frontiera dell’UX e mi pare non a caso ho trovato un articolo pubblicato dall’ux design.cc con i trend più interessanti dell’User Experience 2015 e 2016 che traduco liberamente e riporto con le mie osservazioni.

Nell’articolo si mette in evidenza come stia calando l’interesse verso la parte grafica dell’user experience. Si dice:

Il fascino dei pixel sta quasi per svanire.

Non che le interfacce stiano per morire definitivamente, ma il ruolo dell’ User Experiece Designers sarà meno concentrato sulla progettazione delle interfacce visive.

Magari sarà proprio questo il motivo per cui i progettisti di tutto il mondo stanno iniziando a dire che:

Tutto sembra uguale e c’è tanta fuffa in chi parla di User Experience.

UX vecchia e nuova

Gli User Experience Designers, almeno negli Stati Uniti, stanno progettando per sistemi operativi che hanno un linguaggio visivo consolidato e design di interazione piuttosto solide.

L’estetica si sta appiattendo e i progetti stanno avendo tutti la stessa grafica. Beh, forse va bene così. D’altronde i modelli di interazione sono abbastanza robusti.

Se progetti una maniglia per aprire una porta non è necessario reinventare qualcosa; due o tre tipi di maniglie possono essere sufficienti a coprire tutti i possibili casi di utilizzo per aprire una porta. L’innovazione solo per amor dell’innovazione, fine a se stessa, come cercare di creare un sistema di navigazione completamente dirompente per un sito web, potrebbe portare, alla lunga, ad avere problemi di usabilità.

Porsi nuove domande

Sarà necessario porsi nuove domande e non solo sul lato delle interfacce grafiche. Ne sono sempre più convinto! L’introduzione di una questione sonora porta a nuove domande, al soddisfacimento di nuovi bisogni. La soluzione poi sarà sempre visiva? Io sono convinto di no e sono convinto che foss’anche solo visiva questa soluzione sarebbe più ricca o certamente più completa. Ad ogni modo la progettazione di interfacce ci porta sempre di più ad un unica risposta: ciò che conta davvero per l’utente è fare le cose in modo semplice e familiare.

La fine delle applicazioni come le conosciamo

Le applicazioni, per la maggior parte degli utenti, non sono necessariamente la destinazione finale; le applicazioni sono solo un motore che converte dati grezzi in informazioni utili.

Forse alcuni utenti utilizzeranno, per molto tempo ancora, le applicazioni per controllare le previsioni del tempo, certamente, ma la cosa più utile che l’applicazione potrà fare in futuro è quella di inviare agli utenti una notifica 15 minuti prima che si metta a piovere e di ricordare, se sta uscendo, di portare con se un ombrello.

L’ho scritto diverse volte anche su questo blog, l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più diffusa in questo anno e con risultati previsti per il 2020. Gli algoritmi intelligenti,  chatbot stanno già rispondendo ai testi all’interno delle interfacce utente.

In questo modo le aziende saranno in grado di fare qualunque cosa per i propri clienti, senza il bisogno di una interfaccia utente proprietaria.

UX fatta di esperienze sonore

Le nuove frontiere dell’UX portano con se nuove sfide. Non c’è da inventarsi nulla ma è necessario guardare con occhi nuovi e drizzare un po’ le orecchie. La progettazione è una conversazione , nel dialogo e nella ricerca troviamo quale sia il progetto più avveneristico. Le interfacce del futuro non potranno più essere fatte solo ed esclusivamente da pixel.

L’attenzione sull’utente è concentrata sulla sua esperienza. Gli ultimi interventi degli architetti dell’informazione italiana si titolano “Dall’informazione all’esperienza” di F.  Badaloni e “Dal prodotto all’esperienza” di L. Rosati. E nell’esperienza io penso che non si possa fare a meno dell’aspetto sonoro.

Il sonoro è quello che può arricchire l’esperienza sia dell’utente che dei progettisti!

 

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #8

Mixer #8

Selezione settimanale di notizie sull’Architettura dell’informazione sonora, User Experience, Audio, Musica e Sonorità.

Innovazione

  • La BBC sta lanciando nel Regno Unito una applicazione BBC Music che aiuterà gli utenti ad ascoltare e guardare clip musicali dalla propria radio e televisione. In realtà si tratta di estensione di quanto già fa la BBC con il servizio di Playlister lanciato nel 2013. Questo comprendeva Apple iTunes  e il download di musica. La nuova applicazione, invece, non sosterrà il nuovo servizio di streaming di Apple Music (che è a pagamento) e privilegerà i contenuti legali e trasmessi dalla BBC stessa.
  • Se la radio ha cambiato il modo di usufruire della musica la radio connessa alla rete allargherà gli orizzonti di ascolto della musica.
  • Spotify ha annunciato attraverso un post sul suo blog ufficiale che ha scelto Google Cloud Platform come partner per le infrastrutture cloud per il suo servizio di streaming musicale. Fino ad ora, sembra che Spotify avesse gestito il problema dei dati attraverso un proprio sistema di data center supportato da aiuti esterni. Ne danno notizia in breve Techeconomy, Wired italia e The Verge.
  • Il Guardian ci da una bella notizia: lanciato il primo servizio di musica scaricabile (legalmente) in Senegal. Mi pare interessante perché musicalmente l’Africa ha molto da dare al mondo e noi molto da ascoltare. Certo il servizio soffre della mancanza di infrastrutture del Paese. Ma è l’inizio di una via.

Streaming

  • Deezer, il vero campione del servizio streaming nel mondo, sarà disponibile su Android Auto. 40 milioni di brani musicali in auto.
  • Il Post si occupa di Tidal, chiedendosi come sta andando la creatura di Jay Z. Non va benissimo ma ha dei punti di forza molto interessanti!
  • Spotify cerca di andare oltre lo smartphone lanciando Mighty Audio. Un iPod per ascoltare esclusivamente Spotify e creato appositamente per effettuare streaming musicale senza smartphone. Il progetto è su Kickstarter e necessita di 250 mila dollari per la completa realizzazione.
  • La battaglia tra le aziende di servizio streaming passa anche attraverso la fornitura di musica di alta qualità. Fermo restando che non si tratta di qualità da puristi, più qualità significa più consumo di traffico dati. le potenzialità del servizio sono limitati dai gestori dei servizi di telefonia. La Stampa spiega in breve i vari servizi di streaming e poi propone di verificare la tariffa più adatta a voi.
  • Meglio avere Spotify o Apple Music? In realtà è meglio averli entrambi.
  • Ascoltare Daniel Ek Ceo di Spotify è sempre interessante. Sembra che non abbia proprio niente da nascondere. Ek conferma che non ha nessuna paura di giganti come Apple o Amazon perché il loro focus è un’altro rispetto a Spotify. A Spotify interessa solo la musica e il suo obiettivo è fornire la migliore esperienza sonora all’utente.
  • Spotify è sicuramente il servizio streaming più chiacchierato ma il vero campione dello streaming è Deezer. Per rafforzare la sua supremazia ha avviato una partnership con Huawei, una delle aziende leader in Cina e che in questo periodo sta incrementando il suo successo grazie alla qualità dei prodotti mobile.

Assistenza vocale

Intelligenza artificiale

  • Perché si torna a parlare di A.I., ritenuta morta e sepolta un decennio fa? La risposta sta nella disponibilità di potenza di elaborazione a basso costo e nei segreti sepolti in mezzo a un torrente di dati che, un tempo, non esistevano. Le aziende ne fanno uso. E voi siete pronti?

Dal blog

  • Il blog sta forse risentendo troppo della mia passione per la musica e per la musica al cinema. Non lo considero un parlare anche di… ma credo che faccia parte dell’educazione all’ascolto e all’esperienza musicale. In un film, come in uno spazio fisico il sonoro e la musica sono una componente narrativa essenziale.
  • Mixer sta avendo un buon successo ma a quanto pare ci sono troppe notizie. Da questo numero le notizie sono ridotte all’essenziale. La sintesi sarà garanzia della qualità dell’informazione!

 

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Sound editing da Oscar 2016

Il sound editing del cinema da Oscar, ossia la nomination per il miglior montaggio è un’altra delle categorie tra i premi degli Oscar. Dopo aver elencato tutti i candidati alle nomination degli oscar sonori, nello scorso post ho parlato del sound mixing. Ormai ci siamo quasi e voi siete degli esperti. E mentre voi vi fate un’idea il 28 febbraio sapremo il verdetto.

Su questo post parlo brevemente su  cosa si intende per miglior montaggio sonoro.

 

Tutte le categorie sonore invece le trovi nel mio post Sonoro da Oscar 2016

Nella categoria per il miglior montaggio del suono sono premiati i suoni creati appositamente per il film. Non si tratta solo di effetti speciali, come sembrerebbe ovvio, ma anche di suoni che ci appaiono naturali e che, invece, sono creati artificialmente.

Tra i film di questo 2016, per esempio, i suoni analizzati riguardano esplicitamente i suoni creati per le battaglie di Star Wars o i rumori ambientali dello spazio marziano del Sopravvissuto. Oppure i meno esplitici come il crepitio della foresta in The Revenant.  Questi sono gli effetti sonori, i suoni, che questa categoria mira a riconoscere.

Certo, a questo punto molti avranno notato che entrambe le nomination di miglior Sonoro e miglior montaggio molto spesso, anche quest’anno, coincidono con gli stessi film. E’ vero, ma molti sound designer non sarebbero d’accordo e a questa obiezione potrebbero diventare molto aggressivi.

Tra i candidati di questa categoria quest’ano è una bella lotta.

Da un lato ci sono Mad Max e Sicario che ricostruiscono molto bene gli spazi del deserto. Dall’altra parte ci sono invece The Renevant e Star Wars. The Renevant, se vincesse come Miglior film, si potrebbe trovare a ricevere, con molta probabilità, anche la statuetta come miglior montaggio sonoro. Star Wars, invece, che pur non si trova tra i migliori film, potrebbe trascinare la giuria a farsi votare per affetto. Gli effetti di Star Wars, infatti, sono nella mente di tutti gli appassionati e non solo, da tanti anni. Parliamo di musica e parliamo di sentimenti. Per cui un po’ di sentimentalismo, premesso che la tecnica è alta per tutti i film, ci sta anche!

Miglior sound editing

Un post da conservare e da riascoltare. La musica ringrazia per il tuo tempo!

Il Design è una conversazione

Design, progettazione, conversazione, linguistica, gamefication sono gli argomenti di cui si parla nell’articolo di Inside Intercome che ripropongo in sintesi e per punti.

È da quando mi occupo di architettura dell’informazione che trovo sempre un parallelo tra l’architettura e la musica e ammetto che per molti post iniziali del blog volevo rendere esplicito questo. Ma quanto può interessare il parallelo a chi progetta già siti web o ecosistemi digitali? Quanto interessa a chi si sta avvicinando alla disciplina?

In effetti è un dato di fatto e non c’è nulla da spiegare. Chi pratica l’user experience e l’architettura dell’informazione è attento al sonoro e all’ascolto per natura. Senza predisposizione all’ascolto non può esserci user experience e dunque neanche user experience design.

Ascolto e conversazione

Il IX summit italiano di Architettura dell’Informazione di Architecta, che si è tenuto nel 2015 a Bologna, ha avuto come tema principale l’ascolto. “Dall’ascolto alla progettazione. Il percorso del senso: persone, contesti, significati”. Senza ascolto non può esserci progettazione.

Anzi, come ha affermato Raffaella Roviglioni, Design researcher e UX practicioner, durante il suo intervento al WUDRome2015

“Non c’è buona progettazione senza un buon ascolto”.

Il Design è una conversazione

Il buon design è una buona conversazione e in una conversazione c’è chi parla e c’è chi ascolta; c’è un dialogo tra user experience designer e persone. L’ascolto e la conversazione stanno diventando sempre più rilevanti per la progettazione di prodotti digitali in senso letterale.

Conversazione come progettazione, come mezzo attivo, costruttivo e finalizzato alla realizzazione di concretezza. Il lavoro del designer di nuova generazione, il progettista che mette in primo piano la ricerca e l’organizzazione delle informazioni con al centro la persona, si basa sulla conversazione, sullo scambio di idee. Non sorprende, dunque , che i progettisti usino in maniera massiccia i servizi di messaggistica. Al centro dei loro progetti c’è il dialogo.

Perché accade? La natura umana

Nel dialogo condividiamo conoscenze, ci organizziamo, e condividiamo emozioni. Il nostro sistema operativo, in una conversazione, è la lingua e lo è da centinaia di migliaia di anni.

Yvonne Bindi, architetto dell’informazione che si occupa di usabilità delle parole, nel suo intervento al @WIADPescara ha affermato che

La lingua, non è uno strumento, è la più potente architettura dell’informazione che usiamo vivendo

Scambiarci messaggi con whatsapp o slack o telegram è nella nostra natura. Parlare con un computer non è naturale ma è sempre stato il sogno di molti. Forse il momento è arrivato, lo stiamo facendo, forse in modo diverso da come ce lo aspettavamo; o molto diverso da come il cinema ce lo ha sempre fatto immaginare, ma la conversazione è diventata un’interfaccia utente.

Ancora Yvonne Bindi, scende più nello specifico,

le parole sono interfacce che ci permettono di fare cose e compiere azioni.


Interagiamo con i computer e questi sono diventati sempre più sofisticati e comunicano in modo sempre più umano.

La storia del personal computing è meglio descritta come la rimozione continua dei livelli di astrazione tra le macchine e le persone; siamo passati dalle schede perforate alle righe di comando, dal mouse al multitouch. In ogni modifica, l’interfaccia si è evoluta dalla primordiale e arcana lingua nativa della macchina a un linguaggio sempre più accessibile ed umano. Il prossimo passo è, sarà l’adattamento delle macchine al nostro linguaggio naturale.

Le interfacce di conversazione hanno creato una nuova serie di opportunità e sfide per i progettisti.

La diffusione dell’intelligenza artificiale e la semplicità di scrittura dei bot ne permettono un’ampia diffusione nel nostro quotidiano e questo significa che presto le esperienze dell’utente saranno diverse,

forse anche più ricche. Per alcuni questo mutamento sta accadendo troppo velocemente, altri affermano che siamo ancora lontani. L’unica certezza è che siamo in cammino.

Cambia tutto

Chi ha vissuto i mutamenti del web dal 2000 ad oggi avrebbe potuto prevede tutto quello che stiamo vivendo oggi? È l’inizio di un nuovo modo significativo di interagire con i computer. Questo ci lascia con tutta una serie di domande aperte. E i dubbi sono più che legittimi. Che ruolo ha e avrà il design (e di conseguenza anche il designer) in questa nuova partita? Che cosa significa progettazione di esperienze attraverso bot o chatbot? La prossima frontiera dell’UX è davvero l’esperienza di conversazione degli utenti?

Progettare una conversazione

A molti piace pensare al design come ad un dialogo continuo con il passato. Il design è disegnare connessioni tra i soggetti più disparati. I migliori designer sono capaci di  filtrare e sintetizzare ciò che hanno imparato in passato per ottenere una comprensione per il futuro.

Cosa possiamo imparare dal passato che potrebbe aiutarci a pensare a progettare interfacce utente conversazionali?

I linguisti hanno pensato molto alle conversazioni. Pensate alle rappresentazioni linguistiche attraverso un albero sintattico. Si tratta di un diagramma per mappare frasi e riconoscere  i componenti strutturali della frase, verbo, soggetto, oggetto, e così via. Ed è un sistema che è stato utilizzato anche nelle scuole statunitensi per insegnare a leggere e scrivere ai bambini. Potrebbe essere un modo per insegnare ai computer a conversare?

A me questa immagine ha fatto pensare, in parte, ad un grafo. E chi studia architettura dell’informazione in Italia conosce il mantra di Federico Badaloni:

La rete è un grafo.

Ogni frase ha una sua architettura (come diceva Yvonne Bindi), ha un suo significato e ha una struttura definita. E se considerassimo una conversazione la costruzione di più frasi, l’insieme di più architetture?

Giochiamo?

Qualcuno ricorda i librogiochi? I racconti a bivio? Possiamo pensare ad una conversazione come se fosse una conversazione a bivio? Questi libri che si stavano evolvendo negli anni novanta furono eliminati dai videogiochi e dai videogame avventura. Sono stati abbandonati, perché non riprenderli e usarli a nostro vantaggio?

La conversazione è solo all’inizio

Questa è la soluzione o la chiave di volta di tutto? No. Ma è certamente un punto di partenza. Quello che si vuole sottolineare è che non si deve partire da zero. Come progettisti, designer, possiamo partire da quello che è già stato fatto. Un architetto dell’informazione così come è figura trasversale nei progetti è anello di congiunzione tra passato e futuro, deve avere una visione e guardare al futuro.

I commenti di contro

Tutto bello ma… O tutto o niente! Quello che ho potuto notare personalmente e raccogliere attraverso l’esperienza di altri è la ritrosia di molti davanti all’user experience e in particolar modo rispetto all’user experience sonora degli assistenti vocali. Si vorrebbe un sistema perfetto fin da subito.

Se cerchiamo su un motore di ricerca qualcosa e il risultato è lontano da quello che cerchiamo, ci adattiamo e iniziamo a modificare la nostra ricerca; procediamo per approssimazione fin quando non troviamo quel che cerchiamo. Questo è vissuto come una normalità e nessuno da la colpa al motore di ricerca se non trova quello che noi cerchiamo. O non esiste o ci assumiamo la colpa della mancata ricercabilità. Con l’assistenza vocale questa prospettiva si capovolge. I tempi prolungati e le mancate risposte di un assistente vocale o la sua approssimazione non sono ancora accettate dall’utente.

E dunque sintetizzando alcuni di questi commenti contrari abbiamo:

  • Risolvere i problemi che ancora le persone sperimentano con gli assistenti vocali richiede grandi quantità di conoscenze, informazioni e di competenze da parte dei progettisti come degli sviluppatori.
  • Se tutto fosse risolvibile con una conversazione non avremmo bisogno della grafica, del visuale, di bandiere, marchi, loghi e immagini.
  • Non è possibile far tutto con l’assistenza vocale. Siamo troppo indietro. Il mondo è troppo rumoroso.

Conclusioni

Il nuovo interesse verso l’intelligenza artificiale e le interfacce sonore sono un dato di fatto. L’assistenza vocale è una realtà. La strada è avviata e non siamo all’anno zero. Se si trattasse solo di una moda, lo sapremo presto. Non si tratta di fare tutto, ma di fare meglio. Per rispondere ad alcuni bisogni si potrà fare meglio con un chatbot. Alcuni comandi vocali, in determinati contesti, potrebbero migliorare la vita di tante persone. Perché no? Si perderà tempo, usabilità e produttività? Ancora, ripeto, si tratta di aggiungere non di eliminare.

Come designer di nuova generazione e appassionati di user experience design, sono certo che sapremo tenere al centro l’essere umano. Tante volte (avendo tenuto in conto anche la parte acustica e dunque deciso consapevolmente di escludere questo senso) sarà necessaria una soluzione visuale e altre volte sarà necessaria una soluzione acustica. La soluzione vocale/acustica semplicemente amplia e amplierà le possibilità di risoluzione di alcuni bisogni.

E sicuramente non toglierà niente a nessuno.

WIAD in diretta

WIAD in diretta è una pagina che vuole raggruppare in un unica pagina tutte le dirette in italia e intorno al mondo del WIAD! Non di tutto. Di quelle che ovviamente seguo io, personalmente. E di quelle che sono disponibili. Non tutti, infatti, riescono ad organizzarsi per le dirette.

WIAD in diretta 2017

WIAD Palermo

https://www.youtube.com/channel/UC_cv4qzFZperzdiWgm1_Cyw/featured

WIAD Verona Trento

In attesa del link di riferimento

WIAD Roma

In attesa del link di riferimento

WIAD in diretta 2016

In primo piano il WIAD di Pescara. All’interno dell’articolo trovi WIAD Palermo e le altre città che trasmettono in diretta! Aggiorno e aggiornerò la pagina in base ai video che troverò in rete!

WIAD 2016 Palermo

https://www.youtube.com/channel/UC_cv4qzFZperzdiWgm1_Cyw/videos

WIAD 2016 Pescara

WIAD 2015 Palermo

WIAD 2016 Jönköping

 

WIAD 2016 Depok Stream

https://youtu.be/sIt47mVAnfM

Il movimento su twitter attraverso NodeXL

WIAD 2015 Palermo

WIAD 2016 Jönköping

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #7

Mixer #7

Selezione settimanale di notizie sull’Architettura dell’informazione sonora, User Experience, Audio, Musica e Sonorità.

In primo piano

Un articolo su Repubblica racconta dell’ultima app dei massive attack che sincronizza la musica con i battiti del cuore. Maurizio Di Fazio ci svela che non sono i soli e non sono stati i primi. Peter Gabriel ha immesso sul mercato Music Tiles; Björk, tra il 2011 e il 2012 ha messo a disposizione un’app avveniristica denominata Biophilia. Nel 2014 era comparso PolyFauna, l’app gratuita dei Radiohead; ma il futuro saranno i giochi app con cui intessere relazioni con i propri beneamini.

Innovazione

  • Apple Watch potrebbe diventare l’orecchio di iPhone. Ascoltando i rumori esterni o i silenzi Apple Watch potrebbe regolare il volume disuonerie e avvisi; oppure migliorare chiamate e comandi vocali. Un brevetto del 2013 pubblicato in queste settimane.
  • Avrete tutti letto e sentito parlare della dimostrazione dell’esistenza delle onde gravitazionali. La dimostrazione è rivoluzionaria anche perché le due “orecchie” laser di LIGO ci permettono di aggiungere un nuovo senso sensoriale: per la prima volta nella storia dell’umanità, alla vista elettromagnetica si è aggiunto l’udito gravitazionale.
  • Ultimo mese e finisce lo strazio dei rumors sul nuovo iPhone che non avrà jack audio ma dovrebbe avere al suo posto uno speaker audio e altre novità.
  • Il CEO di Spotify, Daniel Ek, rivela tre segreti del successo del servizio di streaming: 1) Partire con un mercato ristretto. 2) Ossessione per i minimi particolari. 3) “Lavorare con” e non “contro”.

Streaming

  • La vera sfida dei servizi streaming è basata sulla qualità delle playlist. Se usi Spotify, Blogo indica 8 consigli su come trovarle e crearle. Dulcis in fundo troviamo anche il consiglio di creare playlist con gli amici. Un modo per condividere e per creare archi di relazione. La musica è anche questo!
  • Youtube ha deciso di competere nel mercato dello streaming musicale a pagamento acquistando per otto milioni di dollari Bandpage. Si tratta di un acquisto mirato a procurarsi le esclusive musicali di giovani artisti. Bandpage, infatti, permette ai musicisti di crearsi una pagina e inserire musica che poi la piattaforma distribuisce sui social e oggi anche su youtube. In questo modo musicisti e loro fans sarebbero più propensi ad abbonarsi a Youtube Red.
  • Apple Music aggiunge 1 milione di abbonamenti paganti in poco più di un mese e raggiunge quota 11 milioni di abbonati in 7 mesi di vita. La cosa non preoccupa Spotify per due motivi: il primo è che la diffusione dello streaming sta buttando giù la pratica del download (cosa per vecchi) e il secondo è che i due modelli di business sono diversi.
  • Chi non ha mai visto un video sul canale youtube di VEVO? 300 milioni di visitatori ed oltre 16 miliardi di visualizzazioni mensili. Questa settimana è stata rinnovata la App per (iniziare) a portare questa massa di persone sulla propria piattaforma.
  • Segnalo solo per non bucare la notizia data da diversi siti. Spotify regala Chromecast ai nuovi clienti americani e inglesi. Allargherà l’offerta anche ad altri Paesi? In Italia? Non è dato saperlo.

Assistenza vocale

  • In primavera sul sitema tvOS sarà introdotta la dettatura vocale di Siri. Ad oggi è necessario scrivere la ricerca che si vuole fare. Con il nuovo aggiornamento basterà solo chiedere. Altro passo avanti verso la diffusione dell’assistente vocale.
  • Il titolo acchiappa-click “Siri uccide parlate locali e accenti, texani e scozzesi insorgono” non rende merito all’articolo e al tema: il cambiamento della lingua nel tempo. Ad “insorgere” sarebbero solo gli anziani (ma quanti sarebbero?) E poi la lingua si evolve, cambia, si modifica, si sviluppa, per sua stessa natura, nel momento in cui la si usa e si viene a contatto con linguaggi diversi dai nostri. Gli assistenti vocali contribuiscono a questa cambiamento? Non più di quanto già avviene tutti i giorni.
  • Usare in rubrica un soprannome per i nostri contatti ci aiuta a fare chiamate veloci e più colloquiali con Siri. Una guida su come fare a presentare i propri amici e parenti a Siri e poterli richiamare.

Sound e Musica

  • E’ tempo di Formula1. Almeno, è tempo di presentare i nuovi modelli che parteciperanno alla prossima stagione. E così Ferrari e Mercedes per l’anteprima presentano l’audio delle loro monovolume. McLaren Honda e la Maron hanno seguito l’esempio. Non per caso anche questo blog si è già occupato dell’esperienza sonora in auto.
  • Breve notizia ma secondo me molto significativa. In Cina, per la prima volta è stato fatto richiesta di registrazione di un marchio sonoro, ossia la “sigla musicale dei programmi radiofonici di Radio Cina Internazionale”. Anche della sigla ho già parlato.
  • Gli appassionati di cinema sono tutti in attesa della notte degli Oscar. Sul blog me ne sto occupando anch’io, intanto i sound designer in nomination svelano qualche segreto sul loro lavoro.
  • Niente è per sempre, neanche su internet. Tanto meno la musica.  Un tempo i supporti erano resistenti e la musica fragile: quanti vinili e cd sono andati perduti a causa di graffi o cadute improvvise? Oggi la musica, trasferita sul cloud, è diventata più resistente, ma – paradossalmente – è diventata più effimera. Un po’ di storia sugli archivi musicali perduti e sulla possibilità di perderne altri. Fare un back up del back up ci salvaguarderà dal perdere tutto?
  • In un post precedente ho dato 6 consigli su come scegliere un registratore audio digitale per una registrazione professionale. Ma la maggior parte delle persone usa il telefonino con semplici applicazioni. Oggi, infatti, le app riescono a promettere tanto. Recordr, per esempio, fa bene il suo lavoro di registrazione ed è anche gratis.
  • Domenica 21 febbraio 2016 in dieci palestre di arrampicata si terrà conTatto Verticale, la prima giornata italiana dell’arrampicata per non vedenti. Le città in cui si svolgerà quest’evento sono Bologna, Bolzano, Firenze, Genova, Milano, Parma, Roma, Torino, Treviso e Verona. Leggi tutto il report di Pietro dal Prà.
  • Intervista a Bruno Guez, fondatore di Relevator, piattaforma di caricamento, vendita e distribuzione di musica basata sui BigData. Al momento solo un esperimento per dare agli artisti la possibilità di controllare direttamente e personalmente le proprie vendite. C’è la necessità di trovare e capire quali sono le nuove metriche per quantificare i propri guadagni. Le piattaforme di distribuzione musicale più diffuse in questo momento non aiutano: tutti i dati dei clienti restano a loro. E non sono affatto trasparenti nel concederli.
  • L’orecchio è uno strumento perfetto e delicato. Basta un trauma o l’uso scorretto di cuffie per avere problemi e arrivare fino alla sordità. Conoscere l’anatomia dell’orecchio, istruirsi sui sintomi e le possibili cause dei problemi in cui si può incorrere è un atto di prevenzione da non trascurare.
  • L’otite è un problema che colpisce molti bambini. Ma non solo. Un sito per le mamme potrebbe essere un toccasana per tutti. D’altronde, quando stiamo male, siamo tutti un po’ bambini.
  • Una composizione che dura 1000 anni. La trasmissione è partita il 31 dicembre 1999 e si concluderà il 31 dicembre 2999. L’ideatore e compositore si chiama Jem Finer ed ha utilizzato sei brani musicali che si mixano senza mai ripetersi. Ve ne propongo 3 minuti di presentazione, ma sulla home dello stesso sito potete intercettare il flusso di ascolto. Non abbiate fretta!

Dal Blog

  • Mi scuso con coloro che hanno tentanto di condividere i post su LinkedIn e non sono mai riusciti: ho corretto l’errore che non permetteva la condivisione. Mi scuso per il disagio.

 

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Cos’è il WIAD? World Information Architecture Day

Il WIAD è la Giornata Mondiale dell’Architettura dell’informazione, la celebrazione annuale incentrata sulla pratica e sull’educazione degli architetti dell’informazione.

Le informazioni sono ovunque e in questa giornata si ascoltano storie che arrivano da specialisti del settore, esperienze e pratiche personali. Ciascuno proviene da formazione completamente diverse. Tutti però praticano la centralità dell’utente.

Cos’è il WIAD

Il WIAD è una celebrazione annuale, inziata nel 2012. Si tratta di un solo giorno. Giusto il tempo di incontrarsi, abbracciarsi e ascoltarsi a vicenda. Proprio per non sentirsi soli. il WIAD è una giornata organizzata dalla Information Architecture Institute e si tiene in molte località del mondo.
I professionisti e gli appassionati della disciplina che condividono l’obiettivo comune di ascoltare e praticare il futuro dell’architettura dell’informazione si riuniscono. Condividiamo i nostri pensieri, le idee, e cerchiamo di lavorare applicando quello che predichiamo.

Incontrare le persone della comunità

Le persone che si definiscono “architetto dell’informazione” provengono da professioni e ceti sociali molto diversi. Come comunità crediamo che il potere di somiglianza e la bellezza della differenza ispira coloro che lavorano nel mondo dell’architettura delle informazioni. Così come lo possono essere coloro che si vogliono avvicinare alla disciplina. Tutti sono benvenuti e le nostre giornate sono sempre accessibili a tutti.

Il WIAD riunisce una comunità formata da diversi professionisti tra cui architetti dell’informazione, user experience designer, content strategist, product manager, sviluppatori, studiosi e studenti. Si parla e si da voce a quello che sarà il futuro dell’Architettura dell’informazione.

Imparare. Condividere. Crescere.

Di solito si tratta di un momento informale, altre volte si svolge come una vera e propria conferenza. O una via di mezzo. Ogni evento, ogni città, ogni incontro è unico. I team locali sono creativi. Nessun WIAD locale ha la stessa progettazione. L’unica cosa in comune è che la giornata porterà valore a chi organizza e alla comunità. Avere la consapevolezza di poter praticare l’architettura dell’informazione ci fa imparare, condividere, crescere.

Partecipa alla nostra conversazione

Ogni anno in tutto il mondo si organizza un WIAD. L’organizzazione dei contenuti si svlge sulla base di un tema globale. Unico per tutti. Nel mondo di oggi, le organizzazioni sono tenute a ripensare e gestire le informazioni per mantenere un vantaggio competitivo e organizzativo. Molti stanno abbracciando strategie più flessibili. Queste organizzazioni riconoscono la necessità di informazioni che devono essere strutturate in modo che siano chiare, utilizzabili, rintracciabili e comprensibili.

Partecipa alla nostra conversazione. Trova il WIAD più vicino a te. Oppure segui il WIAD in diretta dalle località disponibili.

La condivisione è la forza del web!

 

Sound Mixing da Oscar 2016

Il sound mixing del cinema da Oscar, ossia la nomination per il miglior sonoro è una delle categorie tra i premi degli Oscar. Sapremo i risultati solo durante la notte degli Oscar che si terra il 28 febbraio. Sul mio post ho elencato tutte le nomination sonore agli Oscar. Magari la maggior parte distratto dalla piacevolezza dei film e dalla goduria delle musiche si sarà anche chiesto la differenza tra miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.

Le categorie sonore sono 4

  1. Miglior colonna sonora
  2. Miglior sonoro
  3. Miglior canzone
  4. Miglior montaggio sonoro.

Dando per scontato cosa sia una colonna sonora e il premio per la miglior canzone, le differenze meno chiare sono tra le due categorie: miglior sonoro e miglior montaggio sonoro. Vediamo di capire di cosa si tratta.

In questo post ci occupiamo del miglior sonoro. Prossimo mercoledì parlerò del miglior montaggio sonoro.

Per molti anni la categoria di miscelazione del suono in america è stato il “Best Sound”, il miglior suono, appunto, il miglior sonoro. In effetti, per capire meglio la natura di questa categoria dovremmo giustamente aggiungere una parola, “best sound mixing” quel mixing che riporta al mixare, al mixaggio che non è altro che la miscelazione dei suoni all’interno di un flusso audio.

Questa categoria premia il design del suono nel suo complesso. I dialoghi sono chiari? Oppure si confondono con la colonna sonora? I suoni diegetici, ossia i suoni interni alla scena e percepiti da noi come dal protagonista e quelli acusmatici non diegetici, come la colonna sonora o tutti i suoni e le voci non percepite dal protagonista ma solo dagli spettatori, si amalgamano in maniera uniforme? In che modo il diaologo si adatta agli effetti sonori? La musica è troppo forte? In genere il miglior film vince anche questa sezione (e sarà per questo che manca Inside Out che secondo me meritava qualche riconoscimento sonoro).

E così abbiamo sia the Martian e il Ponte delle spie. Ma i due veri contendenti pare che siano The Revenant e Mad Max.

Se avete fatto caso al suono in The Renevant, Il redivivo, i sound designers Jon Taylor, Frank A. Montaño, Randy Thom e Chris Duesterdiek fanno uso anche del silenzio. Una bella trovata che da forza al sonoro.

Sound mixing

 

Canzoni con cui fare sesso

Musica da sesso ne abbiamo?

Canzoni con cui fare sesso 

è tra le pagine più cliccate del blog.

Ho scritto questo articolo nel febbraio del 2016 in quanto Spotify,

per San Valentino, ha creato una playlist di canzoni per fare l’amore.

Non le più belle canzoni d’amore,

né le più sexy o erotiche,

proprio le canzoni che gli utenti di Spotify

hanno già usato in camera da letto e con ogni probabilità

hanno utilizzato per la notte di San Valentino.

L’argomento, che inizialmente avevo estratto dalla versione inglese di Business Insider, pare essere di interesse più che altro al femminile. Ad aver dato maggiore risalto alla notizia, infatti, in Italia, sono state proprio le riviste dedicate alle donne. Così abbiamo

  • 31 canzoni consigliate da Cosmopolitan
  • 10 canzoni da ascoltare mentre si fa sesso proposte da Grazia. Pare possano bastare.
  • 10 canzoni di sottofondo da ascoltare secondo girlpower.it . Conferma.

Su youtube invece i pareri sono un po’ lontani. Altro che 10 canzoni. Aurora Kamya propone oltre due ore e mezza di musica. Una playlist che mi sembra adatta per una lunga e bella serata da trascorrere insieme. Per i miei gusti preferisco i suoi più pacifici e rilassanti del tantra. In fondo, il sesso, è un modo per conoscersi meglio, profondamente e intimamente. L’importante è che ognuno viva al meglio questo momento.

Tantric Kroom for intense experience.

Canzoni sesso

Spotify non si è inventata la playlist presentata. Il colosso svedese  ha analizzato i dati delle playlist a cui gli utenti hanno dato il titolo “sesso” e ha estratto le canzoni più ascoltate. In questo modo l’applicazione partecipa attivamente alla vita dei suoi utenti. Un servizio che intrattiene in ogni occasione dove c’è bisogno di musica o di un sottofondo musicale.

In effetti fare sesso con un sottofondo musicale offre anche dei vantaggi.

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Crea l’atmosfera sensuale

La musica crea sempre un contesto. E dopo le tante playlist già offerte da Spotify, non poteva mancare questa cliccatissima e ricercatissima playlist.

Spotify non è nuova a queste offerte. Esistono playlist trend o più specifiche come quelle per chi si allena in palestra o preferisce correre all’aperto o ancora per chi viaggia. . Ci sono playlist per chi legata la musica al proprio umore. Playlist per il capodanno e per le feste. Tipo la playlist Party, playlist lanciata proprio il capodanno 2016, dove si trova musica per feste mixata da Spotify e personalizzabile.

Musica per Massaggio erotico, video.

Spotify per San Valentino

In fondo questa non è che un’altra mossa del colosso svedese per attirare nuovi utenti e mostrare la forza di questa applicazione che vuole accompagnare chi ascolta la musica non solo nella quotidianità, nel percorso da casa a lavoro o durante i momenti di pausa. Spotify vuole fare compagnia anche nei momenti più intimi, come servizio facilitatore. Una recente ricerca condotta da Sonos, azienda che produce sistemi audio multiroom, e Apple Music pare che ascoltare la musica in casa, specie se ad alto volume, può essere un’ottimo alleato nell’allentare le tensioni in casa e nell’aiutarci a fare più sesso.

Musica da sesso (erotica)

Per chi, invece, vuole ripercorrere i fasti del cinema erotico, ho poi trovato questo articolo che ripropone le colonne sonore dei film hard. Come dice il sottotitolo del sito si tratta di un comunità di recupero per musica-dipendenti. E c’è da crederci! E non c’è da stupirsi. Come ebbe a darmi un amico. Da vicini nessuno è normale!

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“Don’t” – Bryson Tiller

“Marvins Room” – Drake

“The Morning” – The Weeknd

Or Nah” (featuring the Weeknd, Wiz Khalifa and DJ Mustard) – Ty Dolla $ign

“Lotus Flower Bomb” (featuring Miguel) – Wale

“L$D” – A$AP Rocky

“Crew Love”– Drake

“Sorry” – Rick Ross

“Swimming Pools” (Drank) – Kendrick Lamar

“Love Yourz” – J. Cole

Qui di seguito invece la playlist che puoi usare più comodamente dal tuo smartphone:

In buona parte la fonte per questo articolo è stato Business Insider.

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Sto lavorando ad approfondire anche questi temi:

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Architettura dell’informazione sonora – Mixer #6

Mixer #6

Selezione settimanale di notizie sull’Architettura dell’informazione sonora, User Experience, Audio, Musica e Sonorità.

In primo piano

Emma Bailetti su Rockit.it racconta la sua esperienza presso il museo della musica di Roma (prima) e quella presso il museo della musica di Parigi e spiega Perché il museo della musica di Parigi è una figata, e quello di Roma no. Per l’autrice “Il punto forte del museo di Parigi da cui dovremmo imparare tanto è proprio nel criterio logico di valorizzazione e comprensione profonda di un’arte che in Italia, probabilmente, non è ancora considerata come tale”. Personalmente non penso che a Parigi abbiano più senso logico che a Roma. Probabilmente sono in ascolto della loro utenza e ne traggono le giuste conseguenze: considerano “il museo come esperienza” così come ben spiegato da Luca Rosati nel suo blog.

Innovazione

  • Generalmente il nostro ascolto avviene attraverso le orecchie, ma non solo. Possiamo ascoltare anche attraverso le vibrazioni e quindi attraverso il tatto. E’ questo il principio che usano le cuffie a conduzione ossea. I vantaggi sono numerosi: dalla salvaguardia del timpano, alla possibilità di ascoltare musica mentre si guida o si va in bici.
    • Se invece possedete e utilizzate un normale paio di cuffie (mi raccomando!) pulitele spesso e disinfettatele. A quanto pare, se non le lavate regolarmente sono più sporche di un cesso. L’igiene delle cuffie difende anche le orecchie da potenziali infezioni.
  • Potranno i Big Data e gli algoritmi scrivere musica di successo? Ancora no. Ma il fatto che qualcuno se lo domandi vuol dire che qualcuno è nella direzione. Al momento le case discografiche usano i big data per offrire le migliori selezioni musicali agli utenti e di conseguenza capire le loro abitudini di ascolto.
  • Si chiama sordità selettiva (non sordità da attenzione come la definisce qualche giornale) ed è la mancanza di ascolto perché concentrati su altro: la lettura di un libro o sempre più spesso la visualizzazione di messaggi e notifiche sul nostro smartphone. Sull’argomento l’UCL ha svolto una ricerca . La segnalo perché è l’equivalente della cecità selettiva ossia, durante un test di usabilità, l’utente aspettandosi un tasto o una funzione in un determinato posto non riesce a vedere quel che cerca anche se il tasto è ben visibile in un altro punto dello schermo.
  • Il suono diventa visibile e di ceramica. Van Herpt, designer e appassionato di stampanti 3D ha collaborato con il sound designer Ricky van Broekhoven per realizzare vasi in ceramica attraverso il suono. Ponendo una cassa sotto una stampante 3D, le vibrazioni del suono prodotte creano delle sculture che altrimenti sarebbero (quasi) impossibili da realizzare a mano. Sarà pure possibile crearsi il vaso che rappresenta la propria canzone preferita? Qui il video.

Assistenza vocale

  • Gli assistenti vocali si evolvono e si diffondono in tutti i nostri dispositivi ma ancora non fanno breccia nella quotidianità degli utenti che ancora faticano a farne uso. Solamente il 30% degli utenti Android usa, per esempio, il riconoscimento vocale, contro il 55% degli utenti iOS.
  • Questa settimana Wired chiede a Siri, della Apple, di guardare fuori, così come sta facendo Echo di Amazon che sta crescendo. Grazie ad Echo e alla sua assistente vocale Alexa, infatti, Amazon si sta posizione in un mercato ancora vergine e che potrebbe rivoluzionare alcune abitudini casalinghe (al momento, solo americane). Attraverso Echo da questa settimana è possibile ordinare una pizza dalla catena di negozi Domino, ascoltare musica da Spotify e chiamare una macchina Uber. Comodamente da casa e chiedendo ad Alexa. E siamo solo all’inizio.
  • Windows 10 è abbastanza intuitivo ma se vuoi qualche indicazione su come utilizzare Cortana Laptop offre una comoda guida su cosa fare.
  • Cortana, l’assistente vocale di Microsoft, è la voce femminile di una donna che non esiste. Eppure gli sviluppatori si sono ritrovati con alcuni utenti che la considerano reale e in quanto reale la vogliono soggetta a molestie e a richieste sessuali particolari. Cortana adesso risponde in modo da non farsi intimidire ma il mio post Assistenza vocale: una questione di genere sonora? è, purtroppo, da rileggere.

Streaming

  • Il futuro di Spotify non ha niente a che fare con la musica? Da quello che sostiene Shiva Rajaraman, vice presidente dell’area prodotto, pare chi il futuro di Spotify sia sempre più legato alla sua funzione di intrattenimento, sia musicale ma anche video e podcast.
  • Apple Music è disponibile in 113 paesi del mondo contro i 59 paesi di Spotify. In questo articolo l’elenco completo.
  • Andy Bowers, CCO and co-founder di Slate’s Panoply Media  sostiene che il podcasting crescerà nei prossimi anni e spiega il perché: la capacità di relazione che si crea attraverso questo mezzo è molto forte.
  • Groove Music, l’app che raccoglie tutta la musica del tuo dispositivo si aggiorna con window 10. Ecco tutte le novità.
  • Al pubblico piacciono gli assassini e non solo in video. Serial, il podcast che ad oggi è stato scaricato da 120 milioni di persone nel mondo ne è la prova. Se da un lato, dunque, questa seria statunitense pone le premesse per un rilancio del mezzo radio/podcast (Serial è alla sua seconda stagione), dall’altro la spettacolarizzazione della tragedia dovrebbe far porre delle domande.
  • TIDAL è dato dalle riviste di settore sempre in sofferenza rispetto a Spotify e ai suoi concorrenti. Non poche sono state le critiche riguardo il lancio di ANTI, l’album di Rihanna. Eppure, questa settimana TIDAL e Roc Nation stanno donando 1.5 milioni di dollari agli Black Lives Matter e ad altre associazioni che si occupano di giustizia sociale
  • Per 99 dollari l’anno è possibile abbonarsi ad Amazon Prime Music. Se vuoi provare, una guida in inglese di cosa si tratta e come abbonarsi.

Sound e Musica

  • Volete divertirvi a mixare i suoni di una canzone? Fare qualche prova? Google mette a disposizione 4 canali dove potete divertirvi a creare il vostro mix ideale. Inviate il vostro mix e vi sarà dato la percentuale di corretezza del vostro lavoro.
  • Vox è un grande esempio di architettura dell’informazione. Ma al di là del nostro gusto, questa settimana, il giornale si chiede il perché all’essere umano piace la musica. La musica non ci salva la vita dai pericoli naturali, eppure coinvolge parti del nostro cervello che ci rendono felici.
  • Notizia impercettibile ma rilevante. Android si sta avvicinando a diventare una piattaforma Pro Audio. Che significa? Una piattaforma digitale, per considerarsi “Pro Audio”, non deve superare i 10 millisecondi di latenza;  questo è il tempo totale da quando un suono viaggia dalla fonte (applicazione o ingresso audio) e, attraverso i processi del dispositivo, raggiunge il dispositivo di output (altoparlanti o cuffie). Al momento il tempo di latenza è tra i 14 e i 18 millisecondi.

Che ve ne pare di questa raccolta di notizie?

 

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Architettura dell’informazione sonora – Mixer #5

Mixer #5

Selezione settimanale di notizie sull’Architettura dell’informazione sonora, User Experience, Audio, Musica e Sonorità.

In primo piano

La notizia della settimana è che Amazon si sta interessando a creare un servizio di streaming per sfidare Spotify e Apple Music. E sempre sul lato audio, in questa operazione, sarà lanciato anche Echo con l’assistente vocale Alexa. Amazon si è conquistato così, sui giornali americani il titolo, di “Spotify’s Killer”. Katie Carrol editor di LinkedinPulse, però, non la pensa così. E mi trova d’accordo. Nella sua analisi sottolinea il fatto che il core business di aziende come Apple e Amazon non è lo streaming. Sebbene Apple Music ha conquistato 10 milioni di utenti in 6 mesi si tratta di poca cosa rispetto ai guadagni totali della Apple. Idem per Amazon. Certo Apple e Amazon, essendo ecosistemi chiusi, cercano di offrire un servizio completo ai propri utenti, ne hanno le capacità e i soldi, e lo fanno, ma hanno altri interessi, altri target di riferimento e conquistano altre quote di mercato. Insomma, c’è spazio per tutti. Apple ha allargato il mercato dello streaming, non ha rubato a Spotify. Lo stesso probabilmente farà Amazon vendendo musica, così come qualunque altro prodotto e non come servizio streaming.

Innovazione

  • Un gruppo di ragazzi di San Benedetto del Tronto ha inventato un nuovo protocollo per lo scambio di dati che avverrebbe attraverso le onde sonore. Una tecnologia che sfida Bluetooth e NFC. Michele Prioretti a SmartWeek afferma: “Sfruttare il suono per scambiare dati tra due o più dispositivi e, perché no, anche per effettuare pagamenti!” I pagamenti, infatti, sembrano la sfida di questa app che si chiama appunto: OneSecPay.
  • A Bolzano, presso l’università, esiste un centro all’avanguardia di Fonetica: il Laboratorio di Fonetica e Fonologia Alps – Alpine Laboratory of Phonetic Sciences. I due ricercatori del centro a dicembre 2015 hanno presentato il loro progetto Tutip (The Ultrasound Tongue Imaging Potential, ovvero il potenziale degli ultrasuoni per lo studio dei movimenti linguali) ad Hong Kong. In pratica analizzano le variazioni di pronuncia nei parlanti bilingui della provincia di Bolzano.

Intelligenza Artificiale

  • Il connubio tra auto e intelligenza artificiale è ormai un processo avviato. Mi sono già occupato di auto, parlavo di CarPlay e AutoAndroid: per completezza avevo accennato anche all’intelligenza artificiale. Nei prossimi 5 anni (questi i tempi di attuazione dichiarati ufficialmente da Toyota)  vedremo l’applicazione di questa tecnologia in moltissime auto. Prima fra tutte la Toyota, appunto, BMW e Samsung stanno seguendo. Le altre non penso che resteranno a guardare.

Streaming

Assistenza vocale

  • Il New York Time ha messo alla prova gli assistenti vocali più conosciuti al mondo: Siri, Cortana, Ok Google e Alexa ed Facebook M. Il risultato è stato scarso. Su una scala da 1 a 4 vince Ok Google con un 3.1 che supera Siri con 2.9. Le prove sono state fatte sulla base di macro aree come musica, produttività, viaggi, cene e intrattenimento vario. In questa prova non si tiene in considerazione la piacevolezza della parola.
  • E’ necessario che gli assistenti digitali trovino una lingua comune! Assolutamente d’accordo con Matt Hickey di Forber/Tech. Ma questo non arriverà dalle singole aziende (Google, Microsoft, Apple, etc.). Soltanto l’open source potrebbe sviluppare uno standard che metta d’accordo tutti, così come è avvenuto per internet. Realizzabile, certamente, ma quanto realistico?
  • Fabrizio Ferrara, che scrive l’articolo e ne da notizia, non crede che S-Voice, l’assistente vocale di Samsung, riuscirà mai ad ascoltare i nostri sussuri o a leggere le labbra. Intanto, l’azienda coreana ha depositato il brevetto e procede con accordi di collaborazione con Nuance, l’azienda sviluppatrice di Siri. Uomo di poca fede!
  • Nel trovare un nome c’è poca fantasia tra gli sviluppatori ma l’attenzione è massima. CORTANIUM è una nuova app che intende aiutare CORTANA in alcune funzioni dove l’applicazione Microsoft pecca: ossia nell’avvio e spegnimento della stessa app, per esempio. L’app è disponibile solo in India, Canada, Australia, Stati Uniti e Regno Unito. Su www.tuttowindows.net trovi il link per scaricarlo comunque. A proprio rischio e pericolo.
  • OneNote è una applicazione integrata con Siri, Cortana e Google Now. Comoda per prendere appunti attraverso la voce. Qui un tutorial in inglese.
  • Adobe Voice è una App per iPhone con il quale si possono creare immagini animate attraverso la voce e il parlato. Per tutti coloro che non hanno tempo e voglia di imparare ad usare programmi di animazione. Una recensione che fa proprio venire voglia di usare questa App.

Sound e Musica

 

Altre noti­zie e segna­la­zioni su Architettura dell’informazione sonora, audio e dintorni, le puoi trovare seguendomi sul mio Account Twit­ter Personale.

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6 consigli su come scegliere un registratore digitale

I 6 consigli su come scegliere un buon registratore sono dedicati a tutti coloro che vogliono creare audio di qualità o hanno la necessità di avere uno strumento in più rispetto al proprio smartphone. Certo, nell’emergenza e in assenza di altro, i risultati di una registrazione con uno smartphone sono accettabili. E se il registratore lo usate saltuariamente lo smartphone può essere la scelta più economica.

Ma andiamo subito al sodo!

Come scegliere un registratore

Qui di seguito i miei consigli personali basati sulla mia esperienza.

1) Cosa ci dovete fare

Mi pare che sia il consiglio più banale ma anche quello più doveroso. Pensate al perché lo state comprando. Il vostro smartphone, ma anche il vostro PC (dotato di microfono e un programma di registrazione, anche free) possono effettuare delle registrazioni. Dovete prendere degli appunti personali? Oppure dovete far ascoltare ad altri un prodotto audio. Pensate alle situazioni più frequenti in cui vi troverete ad utilizzarlo: al chiuso, all’aperto, in viaggio, a lavoro?

2) Valutate il peso

Sul mercato esistono registratori di diverse dimensioni e peso. Una cosa è portarsi in giro un registratore di 50 grammi, altra cosa è portarsi mezzo chilo di peso, in più, in borsa. Se hai già valutato il primo consiglio, cioè cosa ci devi fare ti sarà facile dedurre per quanto tempo lo dovrai portare in giro. Andate a lezione in metropolitana? Sarete carichi con borse piene di cianfrusaglie, libri, pc e altro? Oppure seguite la conferenza stampa andando in taxi accompagnati comodamente dal luogo di lavoro fin sotto il luogo dell’evento? Potete o dovrete intervistare chiunque, in qualunque posto e momento? Lo portate in giro sempre, in ogni luogo e insieme ad altre attrezzature? E’ il vostro strumento principale di lavoro o l’unico oggetto che portate in giro durante determinate situazioni?

Avere il registratore figo e poi lasciarlo a casa non è cosa buona.

3) Microfono integrato o possibilità di “espansione”

Nei registratori digitali il microfono è integrato ma in alcuni modelli è possibile aggiungere microfoni esterni di qualità migliore rispetto al microfono integrato. Magari all’inizio vi potrà bastare il microfono integrato e in molti casi è più che sufficiente. Se però potete prevedere, grosso modo, che userete il registratore per scopi professionali valutate questa opzione. Potrebbe tornarvi utile anche se volete usare un microfono radio a distanza.

4) Formato di registrazione audio mp3 o wav

Un buon registratore da la possibilità di registrare, almeno, nei due formati audio più comuni: il diffusissimo mp3 e il meno noto wav.

Il formato mp3 è un formato compresso, di bassa qualità ma che ha il grande vantaggio di occupare poco spazio all’interno di una memoria, utile per la condivisione o per lo streaming. Per bassa qualità si intende che in caso di un necessario editing, sul file avrete pochi bit su cui lavorare e le modifiche che potreste fare potrebbero essere poche. Se dovete registrare, però, una lezione universitaria, il formato mp3 va benissimo.

Il formato wav è invece un formato non compresso e quindi con grandi quantità di informazioni audio all’interno del file. Se andate a modificare l’audio la qualità scadrà ma almeno potreste ottenere un ottimo mp3.

Se non dovete editare il file, per un ascolto comune, i due file risultano all’orecchio uguali.

5) Memoria

Non sottovalutate lo spazio della memoria e anche in questo caso la possibilità di espansione attraverso schede SD o mini SD. 1 giga di memoria per un registratore audio digitale è sufficiente. Ma come dicevo prima bisogna valutare cosa ci dovete fare. Se registrate in mp3 un solo giga vi può bastare per registrare un’intera giornata. Se invece registrate in wav potete registrare poche ore.

6) Frequenza di campionamento

Ci viene in aiuto il buon Wikipedia

La frequenza di campionamento è la misura espressa in hertz del numero di volte al secondo in cui un segnale analogico viene misurato e memorizzato in forma digitale (da “digit” che in inglese significa “cifra”; in questo caso, nel mondo informatico e elettronico, il significato varia in “cifra binaria”).

Si va dagli 8 kHz che sono la qualità audio del telefono di casa fino a 2822 KHz. Per un buon registratore cerchiamo qualcosa tra i 41-44KHz e gli 88 KHz. Quindi più alti sono gli hertz, migliore sarà la traduzione che il registratore farà della voce o della musica in informazioni informatiche.

la frequenza di campionamento è il parametro che si utilizza quando si “traduce” un fenomeno naturale – comprensibile per l’essere umano – in una rappresentazione numerica – “comprensibile” cioè utilizzabile per un computer e per quelle macchine il cui funzionamento è basato sul bit.

In questo caso si parla di quantizzazione (lunghezza della parola digitale) e anche qui il massimo è meglio.

In pratica meglio scegliere registratori che traducano a 16 bit o meglio ancora a 24 bit. Ne hai trovato uno straordinario a 8 bit? Meglio di no.

In conclusione, un BONUS

Se comprate un registratore, comprate un registratore che registri, che faccia solo quello e lo faccia bene!

Radio, radioline, video e quant’altro, assolutamente vietati. Se volete il tutto in uno significa che state cercando uno smartphone e non un registratore.

Adesso che avete valutato cosa dovete fare e a cosa dovete stare attenti, potete valutare 5 registratori digitali portatili da consigliare. O che almeno io consiglio perché nel tempo li ho usati personalmente.