Dal blog di Sonos al futuro della musica

Difficile fare previsioni sul futuro della musica e dell’audio. Ma ascoltare quanto hanno da dire chi è al centro della rivoluzione mi pare cosa interessante per tutti. Per questo motivo riporto la (libera) traduzione integrale del post di John MacFarlane, CEO di Sonos, che qualche settimana fa ha tenuto banco tra le notizie sonore.

Seguo Sonos da diverso tempo. Non per la qualità dei diffusori che sono nella media ma per la loro estrema attenzione all’User Experience.

Fanno molta ricerca sull’utente, i loro sistemi wifi sono all’avanguardia, lavorano con molta attenzione al multiroom e fanno ricerca (tra la ricerca pura e il marketing) anche tra coloro che hanno già acquistato i loro prodotti. Ossia vanno a casa dei clienti e sottopongono questionari per sapere come il cliente usa gli speakers, come usufruisce della musica e se il cliente è soddisfatto del prodotto.

Un’altra cosa molto interessante è poi la costruzione e la cura della community. Sul loro sito è possibile entrare a far parte di una community di clienti, appassionati audiofili. Ci si iscrive come su un social network e si trova una specie di forum dove si ha principalmente assistenza pre e post vendita. Si possono leggere i problemi e le soluzioni che sono state trovate dagli altri. Ci sono 5 dipendenti, almeno 5 account che ti rispondono. Non rispondono a tutto ma alle cose importanti. E non sono i soli a rispondere. A determinati problemi magari rispondono altri utenti.

Il post che vi ho liberamente tradotto, tanto fiducioso sul futuro di Sonos e nel futuro della musica in realtà annuncia dei licenziamenti nel gruppo di persone che hanno reso Sonos quello che è adesso. Le due cose un po’ stridono: una azienda, tra l’altro anche non molto grande, che licenzia per diventare più grande o che rinuncia alle proprie risorse per investire in altro non convince tanto. Però bisogna ammettere che è un segnale di trasparenza e anche di forza delle idee. Segno che è si tratta di una azienda moderna.

C’è un mondo in subbuglio e ad avere la meglio saranno sicuramente i più grossi. Sonos dice di farcela e forse cerca alleati come Amazon di cui John MacFarlane elogia Alexa.

Personalmente condivido il parere su Echo/ Alexa: il sistema meno intelligente e che da meno risposte rispetto agli altri suoi rivali. Ma è il più rivoluzionario e dirompente. Entra nella quotidianità dei clienti Amazon e la sua evoluzione cambierà la quotidianità di tanta gente.

Faccio i miei migliori auguri a Sonos! Faccio i miei migliori auguri a tutti noi che seguiamo il futuro della musica!

Un’industria in fase di transizione, investire nel futuro della musica

Presso Sonos, abbiamo sempre pensato di avere una visione a lungo termine. Progettiamo prodotti belli da vedere e che riempiono la casa di un bel suono. Abbiamo scommesso sul fatto che lo streaming avrebbe cambiato radicalmente il modo di fruire la musica, e ci siamo organizzati per fornire le migliori esperienze di ascolto. Abbiamo scelto di riempire lo spazio con pochi altoparlanti piuttosto che avere tanti piccoli speakers; di far vivere esperienze oltre la tecnologia; di consentire l’accesso a tutti i servizi di streaming in tutto il mondo, non solo quelli più popolari; e abbiamo scelto di sviluppare i nostri prodotti con il WiFi, piuttosto che con il Bluetooth, cosa che è stata molto più impegnativa per i nostri ingegneri. Queste sono tutte scelte che oggi ci ritroviamo.

Oggi, l’intero ecosistema musicale è in fase di transizione

Abbiamo una buona idea di come questo sistema si evolverà nel corso del tempo, e non siamo mai stati più propositivi su che cosa significa per gli appassionati di musica. Ma sappiamo anche che per continuare a innovare e portare nuove esperienze sul mercato, dobbiamo investire pesantemente sulle opportunità che si presentano.

“Stiamo prendendo la decisione di aumentare notevolmente e con fiducia il nostro investimento per il futuro della musica.”
Vogliamo costruire una azienda capace di innovazione sostenibile, di crescita costante e vitalità, cose che richiedono di rivolgersi ad un business redditizio. Non stiamo inseguendo i facili guadagni a breve termine né stiamo dando risposte a investitori impazienti di incassare. Piuttosto stiamo prendendo la decisione di aumentare notevolmente e con fiducia il nostro investimento sul futuro della musica.

A breve termine – e con difficoltà – la conseguenza di questa decisione è che abbiamo dovuto apportare alcune modifiche alla nostra squadra. Lo facciamo con sofferenza, perché siamo in procinto di licenziare alcuni dipendenti Sonos che hanno svolto ruoli importanti e che ci hanno fatto arrivare a questo punto. Auguriamo loro tutto il bene, e stiamo cercando di rendere il passaggio il più agevolmente possibile.

Se guardiamo al futuro ci sono due grandi aree che stiamo appoggiando: i servizi di streaming a pagamento e il controllo vocale.

Streaming a pagamento

Per i primi dieci anni di Sonos, ci siamo concentrati su chi ama la musica, su chi aveva portato le proprie librerie musicali sui propri computer e su chi ha ascoltato queste raccolte nella loro casa.

Abbiamo osservato, con grande interesse, come l’ecosistema della musica ha iniziato prima come prova e poi con servizi di streaming di musica a pagamento. Siamo stati pionieri nell’integrazione di questi servizi come Rhapsody, Napster, Spotify, Google Play Music, e molti altri. In un primo momento, questi servizi erano confinati in pochi paesi specifici, ma nel tempo sono migliorati, come le etichette hanno cominciato a vedere il successo del modello di abbonamento a pagamento.

Poi l’anno scorso, quando Apple ha annunciato il suo ingresso con Apple Music, abbiamo potuto vedere una fortissima accelerazione degli abbonamenti di musica a pagamento. Con l’influenza di Apple, l’intero ecosistema – etichette, artisti, gestori – si è cominciato ad abbracciare e far progredire lo streaming in tutto il mondo.

Ora, questo cambiamento è irreversibilmente avviato, e tutti, nell’ecosistema, si stanno adeguando a un mondo di servizi di streaming. La biblioteca dei Beatles, ora disponibile su tutti i servizi di streaming, è un perfetto esempio di come le etichette si siano piegate allo streaming.

Lo spostamento non è completo, ma è inevitabile, ora. L’unica domanda che rimane è la velocità con la quale la crescita dei servizi di abbonamento a pagamento avverrà.

Il percorso in avanti per l’industria musicale è cristallino, lo è anche il nostro cammino in Sonos. Stiamo rafforzando la nostra convinzione che lo streaming musicale è la forma dominante di consumo, sia ora che in futuro. Noi crediamo che gli ascoltatori si svilupperanno sempre verso soluzioni che si sono messi insieme per l’ascolto in casa.

“Adesso che gli appassionati di musica possono finalmente ascoltare qualsiasi cosa, ovunque, ci stiamo concentrando sulla costruzione di esperienze incredibilmente ricche per tutti e che erano impensabili quando abbiamo avviato l’azienda.”
Si tratta di un significativo sforzo di sviluppo a lungo termine verso il quale stiamo immettendo risorse significative.

Assistenza vocale

Ci siamo appassionati a quello che Amazon ha fatto con Alexa e alla linea di prodotti Echo. Il riconoscimento vocale non è una cosa nuova; oggi è quasi onnipresente con Siri, OK Google, e Cortana. Ma Echo ha trovato un punto debole in casa e avrà un impatto su come sarà fruita la musica, il tempo, e molte, molte altre cose che gli sviluppatori porteranno sulla piattaforma di Alexa.

Alexa / Echo è il primo prodotto che mostra davvero il potere del controllo vocale in casa. La sua popolarità presso i consumatori accelererà l’innovazione nell’intero settore. Ciò che è nuovo oggi diventerà lo standard di domani. Anche in questo caso, Sonos vuole guardare ai risultati a lungo termine per portare esperienze musicali abilitate in casa. L’assistenza vocale è una grande rivoluzione, quindi dovremo investire ciò che è necessario per portarla sul mercato in un modo meraviglioso.

La nostra missione è quella di riempire ogni casa con la musica. Comincio ogni giorno a chiedermi come possiamo farlo al meglio, e come possiamo servire i nostri appassionati di musica ora e nel lungo periodo. Sappiamo che il futuro è quello in cui lo streaming a pagamento e il controllo vocale svolgeranno un ruolo importante, e siamo impegnati a investire su un business redditizio sostenibile in modo da poter finanziare l’innovazione in questo e in altri settori per i decenni a venire.

Queste ultime settimane sono state difficili per tutti in Sonos. Siamo un piccolo gruppo ristretto, tanto che dire addio è particolarmente doloroso. Ma so che questi cambiamenti sono la cosa giusta da fare per Sonos mentre guardiamo al futuro.

Architettura dell’informazione sonora in pratica: il NYT Mag

L’architettura dell’informazione è molto diffusa negli Stati Uniti e i quotidiani o periodici che hanno una forte presenza sul web hanno delle vere e proprie redazioni di architetti dell’informazione, come appunto il New York Time. Grazie a queste redazione, i quotidiani si possono permettere di sperimentare e creare delle pagine interattive molto interessanti. Così come la pagina che vi propongo.

L’argomento di cui tratta questa pagina online (che è anche una rivista cartacea) che presento qui è musicale, ma in realtà, gli sviluppi, come è facilmente desumibile, possono riguardare molteplici argomenti e coinvolgere radio e podcast su diversi temi.

L’esempio che vi voglio mostrare è questo: (Abbassa il volume del tuo dispositivo o metti le cuffie) 25 canzoni che possono raccontarci dove sta andando la musica.

Una premessa (per non addetti ai lavori)

Nel campo dell’User Experience, come ricordato dall’Interaction Design Fondation, secondo Peter Morville, esistono 7 fattori che descrivono l’esperienza degli utenti: utilità, usabilità, trovabilità, autorevolezza, desiderabilità, accessibilità, valore.

  1. Utilità: un prodotto/sito web deve avere uno scopo. L’utilità sta negli occhi di chi guarda, non di chi offre un prodotto o un servizio.
  2. L’usabilità si occupa di consentire agli utenti di raggiungere con efficacia ed efficienza il loro obiettivo finale. L’usabilità non è legata all’innovazione. Per esempio, l’iPod non è stato il primo lettore MP3, ma è stato il primo lettore MP3 realmente utilizzabile.
  3. La trovabilità si riferisce all’idea che il prodotto/pagina/sito web deve essere facile da trovare. Se un giornale, così come un sito web, assegnasse spazi pagina a caso, senza una gerarchia, senza una categoria, sarebbe difficile sfogliare o prenderlo in considerazione.
  4. Autorevolezza: come dice la Treccani è la qualità di chi ha autorità, per la funzione che esercita, per il prestigio, il credito, la stima di cui gode. Per esempio, la verifica delle fonti è un fattore di autorevolezza. Se dici una cosa falsa vieni presto scoperto e segnalato. L’autorevolezza o la credibilità si riferisce alla possibilità per l’utente di aver fiducia nel prodotto che si fornisce.
  5. Desiderabilità. Le automobili, la stragrande maggioranza delle automobili, rispondono, in qualche misura, ai fattori di utilità, usabilità, trovabilità, accessibilità e autorevolezza. Ma una Ferrari o una Porsche sono molto più desiderabili di una Fiat. Questo non significa che la gente non desideri una macchina e non compri una Fiat, ma che, a parità di prezzo, tutti desidererebbero avere una Ferrari piuttosto che una Fiat.
  6. Accessibilità significa fornire un’esperienza a cui si accede da utenti con abilità diverse: questo include il rispetto per i disabili o utenti che hanno difficoltà di movimento o difficoltà nell’apprendimento.
  7. E infine, il prodotto deve fornire valore. Valore al business che crea e per l’utente che acquista o utilizza il prodotto o il sito web. Senza valore non si ha molta strada da affrontare.

Architettura dell’informazione sonora in pratica

Ma veniamo alle nostre 25 canzoni che possono raccontarci dove sta andando la musica, che potremmo tranquillamente definire rivista web interattiva, è un prodotto interattivo che è anche una rivista cartacea. Questo dimostra quanto importante possa essere la connessione tra stampa e online se pensate come due facce dello stesso ecosistema. La pagina online è stata progettata da Linsey Fields, Digital Designer, e Rodrigo de Benito Sanz, Creative Technologist.

Il contesto

L’introduzione a questa pagina,  è scritta da Nitsuh Abebe che è un editor di storia e un ex critico musicale per il New York Magazine e Pitchfork. Abebe riflette su quanto sta avvenendo oggi nel mondo della musica; riflette sul fatto che la musica non interessa più in quanto prodotto in sé, per le qualità canore o del suono. Piuttosto si parla di un brano in funzione dell’artista, della vita privata dell’artista, delle sue mancanze, degli errori tecnici della piattaforma di distribuzione a cui si è affidato e così via.

Abbiamo trascorso il secolo scorso, a provare a capire che cosa sia la musica e come avevamo intenzione di usarla. Quando e dove avremmo potuto ascoltarla? … La gente dovrebbe possedere la musica? Chi dovrebbe comporre?  … Come faremo a trovare informazioni su di un brano? Ci saranno immagini sul suono? Siamo sicuri che si dovesse pagare per tutto questo?

Mentre il mercato musicale della vendita fisica cola a picco, lo streaming supera il download e questo significa che la musica non ha abdicato al suo ruolo. C’è bisogno di musica ma la fruizione è cambiata, la smaterializzazione della musica rende più difficile l’atto dell’acquisto.

Per questo motivo servizi come Pandora e Spotify forse non entreranno mai nel business della vendita di T-Shirt e biglietti, ma aiuteranno gli artisti a farlo. Si vuole creare un legame sempre più stretto tra i fans e l’artista, ma a prescindere dalla qualità della sua musica.

Allora questo numero del New York Times Mag vuole riportare il concetto che la musica, non da oggi, tende ad essere più utile come mezzo per gli ascoltatori per capire la propria identità:

Ogni canzone ci permette di provare un nuovo modo di essere nel mondo. Per molto tempo, l’idea era che i giovani avrebbero potuto usare la musica per modellare il loro stile – i loro abiti, il loro taglio di capelli. Poi è arrivato Internet con tanta musica a portata di mano. Avremmo espresso la nostra intelligenza e il nostro gusto musicale giocando a fare i Dj o i curatori delle nostre riflessioni. Cosa che non è durata tanto.

La funzione

Abebe, insieme al New Yoirk Time dunque, pensa di aver trovato un modo per raccogliere un gruppo di canzoni, che fanno parte dell’immaginario sonoro comune, e di renderle digeribili con le opinioni dei giornalisti e riportare il tutto ad un’unica voce.

Svolgimento

Le 25 canzoni che possono raccontarci dove sta andando la musica ci permettono di leggere ed ascoltare quello di cui si parla nel testo. La musica lo permette, ci accompagna, possiamo fare altre cose manuali mentre ascoltiamo. Secondo molti ci distrae ma qui la musica è contestuale a quello che stiamo leggendo e a quello che i giornalisti ci vogliono trasmettere. Un messaggio potente e indimenticabile.

Anche perché ciascun saggio, secondo la pubblicazione, dice qualcosa su ciò che è la musica oggi.

Aggiunta di valore

In questa pagina c’è ovunque valore. L’organizzazione dei contenuti sono un valore. I contenuti stessi sono molto ricchi, utili, contengono link che rimandano ad altri contenuti multimediali di valore come la possibilità di collegarsi alla playlist intera dell’artista. L’utente, che legge e ascolta, acquisisce conoscenze, può navigare all’interno della pagina come all’esterno su Spotify rimanendo in un contesto di alta qualità dell’informazione. Pur cambiando canale, dal sito all’app di Spotify si resta nello stesso contesto: le playlist sono create, infatti, dal giornalista che scrive il pezzo. Cosa che aggiunge autorevolezza.

Usabilità

L’aggiunta di musica su un sito web è blasfemia per chi si occupa di usabilità. Inserire musica in sottofondo è considerata una pratica di nostalgia o di incompetenza. Ma è forse scomparso l’utilizzo dell’audio sui siti web che frequentiamo? Non sarebbe opportuno, invece, prendere in considerazione l’audio e la sua necessità e gestire questo canale sensoriale?

Così come in questo caso dove l’utente sta cercando musica, il contesto è musicale, in alto a sinistra è chiaro il pulsante dove poter eliminare l’audio, si ha una playlist da ascoltare, da attivare o disattivare. Mi pare che non si sia rinunciato a nulla.

Conclusioni

Abbiamo un contenuto musicale, che si divide in contenuto testuale e in contenuto sonoro. Si vuole creare una relazione tra ciò che si ascolta e ciò che si è scritto aggiungendo valore, con una funzione di informazione sonora, per una esperienza coinvolgente che stimola i sensi visivi e uditivi.

Una pagina del genere mi pare che sia utile, utilizzabile, trovabile (dall’esterno come all’interno), accessibile, autorevole, desiderabile, e di valore.

Mi pare, insomma, che l’architettura dell’informazione sonora ha fatto centro!

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #12

Mixer #12

Selezione settimanale di notizie sull’ Architettura dell’informazione sonora, Innovazione, User Experience, Streaming, Audio, Musica e Sonorità.

In primo piano

Non essendo un giornalista non faccio giornalismo ma, in questi momenti, è impossibile allontanarsi dalla realtà e non raccontarla. Lo stato islamico ha messo in rete anche l’audio della rivendicazione della cosiddetta Battaglia di Bruxelles, mettendo in campo il suo format sonoro. Una macchina della comunicazione, che non lascia nulla al caso, a cui pare che l’occidente non sia del tutto preparato.

Streaming

  • Lo streaming supera i download nel mercato discografico statunitense. Lo testimoniano i nuovi dati diffusi dalla Recording Industry association of America. Ma l’industria lamenta il dominio di “pochi colossi hi-tech” e chiede un compenso più equo per gli artisti.
  • E’ possibile ascoltare musica HD offline su Spotify. Aprire l’app Spotify > Menu > Impostazioni > Qualità della musica > Streaming (Normale, Alta qualità, Qualità massima). Prima di lasciare il menu Impostazioni, impostare sincronizzazione Spotify su Offline. Attenzione al peso dei file (ossia al consumo dei dati) e al servizio che è a pagamento.
  • Spotify, il servizio di streaming musicale nato in Svezia, continua ad ampliare la sua base di utenti disposti a pagare i 10 dollari di abbonamento mensile ed arriva a quota 30 milioni di abbonati premium. Merito dei suoi vantaggi rispetto alla concorrenza, ma anche di un mercato ancora giovane e in espansione. Ma la vera notizia è che Spotify ha definito un accordo con la National Music Publisher’s Association per il pagamento delle royalty non ancora correttamente corrisposte. Il servizio di streaming sborserà circa 21 milioni di dollari da girare ad etichette ed autori: 16 milioni di dollari stanziati per i pagamenti di royalty e 5 milioni di “bonus” per etichette ed autori che sottoscriveranno l’accordo, il quale copre tutti i contenuti distribuiti dal debutto di Spotify fino al 30 giugno 2017.
  • Sony e Soundcloud hanno siglato un accordo per il pagamento dei diritti e l’inizio di una partnership che porta Sony ad assumere una quota di capitale di Soundcloud. Potrebbe essere l’inizio di una nuova strategia che vedrebbe Soundcloud concorrente degli altri servizi streaming. Interessante e da osservare ma, se fosse vera questa intenzione, Soundcloud dovrà modificare modello di business.
  • Kickstarter ha fatto la sua prima acquisizione comprando Drip, un servizio di streaming ormai arrivato quasi alla chiusura. La redazione di Repubblica.it pone l’accento sul fatto che kickstarter entra in un mercato a cui i big non avevano ancora pensato. Non riflette, invece, sul fatto che si tratta di altri modelli di business, con altri focus e non è detto che Kickstarter riesca nel suo intento.

Intelligenza Artificiale

Podcasting

  • Certo, viviamo in un mondo della comunicazione basata sul visuale e sulla condivisione di immagini e video, ma il podcast non viene abbandonato. Anzi, continua ad attirare gente e ascoltatori. Il Financial Times ci crede davvero e produce, da 10 anni, 12 podcast regolarmente, con 45 milioni di download nel 2015. Difficile la distribuzione, ma a quanto pare, non impossibile!

Sound & Music

  • Red Ronnie racconta in una intervista (caricata su facebook)  i retroscena dei talent che, a suo dire, uccidono la musica. Idea sconfortante ma la Musica resisterà! Da ascoltare!
  • A Milano il 14 marzo 2016  sull’Università di Milano-Bicocca (sopra l’edificio U9) si è sollevato un dirigibile che studiare l’inquinamento in città. L’obiettivo è quello di rilevare nuove informazioni utili per lo studio dello smog. Inoltre a bordo si trova un fonometro, una sorta di “super-microfono” che misura la pressione acustica, serve a rilevare il rumore ambientale (e quindi l’inquinamento acustico) in quota: un tipo di rilevazione particolarmente innovativo, inedito, visto che sino ad oggi non sono mai stati effettuati studi del rumore ambientale su profili verticali. Sarà quindi possibile studiare l’andamento dell’inquinamento acustico rispetto alla quota, indentificando diverse fonti di rumore come la strada, la ferrovia o interi settori della città, oltre all’influenza dei venti. Qui trovi il comunicato integrale.
  • Con iOS 9.3 Apple integra in iPhone e iPad il supporto al Dolby Digital Plus, evoluzione del Dolby Digital che viene utilizzata nei supporti per l’alta definizione e nelle trasmissioni digitali HDTV
  • Prima della registrazione digitale come si creavano gli effetti sonori? La BBC propone una carrellata di fotografia che mostra gli strumenti artigianali per ricreare la pioggia, il passaggio di un cavallo sotto la pioggia e altre improvvisazioni. Molto suggestivo.
  • Shazam si aggiorna su Android aggiungendo alcune funzionalità dedicate a Google Play Music. Dopo il riconoscimento di Shazam, l’app che permette di identificare le canzoni ascoltando pochi secondi del brano musicale, l’app ti permetterà di ascoltare il brano su Google Play Music, acquistarla o ascoltarla su una stazione radio.
  • Rockit ha stretto una partnership con Sounday, un Digital Music Ecosystem attivo dal 2009 e con oltre 30.000 iscritti. Si tratta di un distributore digitale che permette agli artisti iscritti al portale di poter diffondere i propri brani in pochi passaggi e cominciare a guadagnare. Perché non provare?
  • La scienza dei materiale si occupa tanto di acustica. AGC Glass Europe lancia la nuova applicazione Acoustics App nata per aiutare gli utenti a individuare, in funzione dell’inquinamento acustico presente nell’ambiente, il vetro acustico più indicato alle proprie esigenze. È possibile scaricare l’“Acoustics App” gratuitamente sull’App Store di iTunes e su Google Play.
  • Post di Annamaria Testa segnalato da Luisa Carrada sulla “Lettura ad alta voce: un piacere da condividere” : “una pratica poco diffusa e sottovalutata. Può avvicinare ai libri non solo i bambini che ancora non sanno leggere, ma anche l’ampia schiera dei ragazzi e degli adulti che con i libri e la lettura hanno poca familiarità. È, anche per i lettori forti, una straordinaria opportunità per sperimentare un contatto diverso, e forse più profondo, con i testi. È un modo per condividere l’esperienza intima del piacere di una narrazione.”

 

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This work is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Il potere dell’ascolto

Il potere dell’ascolto è pervasivo. Questo blog non si stancherà mai di invitare i suoi lettori all’ascolto. Ascolto finalizzato alla progettazione, ascolto finalizzato alla scoperta dei bisogni dell’utente, ascolto dell’altro per una comprensione del contesto in cui viviamo e ascolto di se stessi per la realizzazione dei propri sogni.

Il potere dell’ascolto di Mteto Maphoyi al TEDxTeen

Mteto Maphoyi racconta questo potere. Ascoltare i suoi sogni lo ha portato ad ascoltare la sua voce, il suo legame profondo con la musica lirica italiana che riproduce non per comprensione linguistica ma per comprensione sonora.

Il piacere della musica che va oltre ogni comprensione. La musica che crea legami, connessioni, relazioni persino con chi non c’è più. La potenza della musica entrare in un contesto di povertà e violenza ed è capace di modificare e rivoluzionare quel contesto.

Chi entra nel contesto musicale non ne rimane indifferente: con se porta la Passione e le Emozioni.

Il racconto di Mteto Maphoyi è da ascoltare.

Ed è uno dei Ted che si aggiunge a quanto già detto riguardo la praticadell’ascolto, ai  6 TED sull’ascolto che ogni designer dovrebbe ascoltare e ai 5 TED sul come farsi ascoltare .

Il potere dell’ascolto è infatti il potere di entrare in contatto con l’altro, qualcosa che l’user experience designer fa spesso.

E’ quello che generalmente si dovrebbe fare con l’empatia che non è la risposta giusta, ma è la capacità di comprendere l’altro.

Nell’ascolto attivo perdiamo un pezzo di noi stessi, o meglio dobbiamo rinunciare ad un pezzo di noi, almeno momentaneamente. Rinunciamo ai nostri filtri, alle nostre difese, ci siamo, ma per l’altro, non per noi stessi.

Cercando informazioni sul potere dell’ascolto ho trovato un documento di Ann Weiser Cornell, dal titolo appunto il potere dell’ascolto, presentato alla 13° International Focusing Conference Shannon, Irlanda, nel Maggio 2001. Ann Weiser Cornell è una esperta di focusing e sull’argomento ha scritto diversi libri.

E traggo quanto ritengo possa essere utile alla progettazione.

Nell’ascolto ci deve essere

  1. uno scopo, lo scopo dell’ascolto.
  2. presenza di chi ascolta
  3. verifica di ciò che è stato detto e compreso
  4. ricapitolazione, sintesi di quanto si è detto.

Alla fine dell’ascolto si uscirà sempre diversi, ci sarà chi avrà guadagnato e chi avrà perso qualcosa e questa perdita non deve mai essere intesa come negativa. La perdita di una brutta idea o di un cattivo progetto è un risultato positivo anche se richiede un ulteriore lavoro di progettazione.

Per questo motivo l’ascolto è un momento di crescita sia per chi ascolta che per chi parla.

Musica fotografata ossia la musica secondo Instagram

Instagram rappresenta un modo semplice

per catturare e condividere i momenti più belli della tua vita.

L’articolo è stato pubblicato a marzo 2016 ed aggiornato a settembre 2020.

@Music su Instagnam

Nel 2016, il blog aveva poco meno di un anno ed era incentrato molto sulle sonorità e sulla musica. In questo post mi occupavo dell’account @music di Instagram (che oggi non esiste più), che é era musica fotografata, la musica secondo Instagram, appunto. E me ne occupo sia per lo studio commissionato da Instagram a Nielsen lab, principalmente, sia per il non trascurabile cambiamento dell’algoritmo del social network.

In questi giorni (marzo 2016), infatti, Instagram è tornato al centro dell’attenzione dei social manager perché ha annunciato nel suo blog l’inizio della sperimentazione di un algoritmo che mostrerà agli utenti i contenuti più interessanti (secondo Instagram). O meglio, l’algoritmo non mostrerà più le foto in ordine cronologico e di pubblicazione ma in base alla rilevanza che la foto ha per l’utente, che, tradotto da Pierluigi Vitale su socialistening.it sarebbe “E alla fine anche Instagram sceglierà per te”.

Il lancio di Music nel 2015

Ma torniamo a noi e all’account @music che così si presentava nell’aprile 2015.

La comunità musicale è – ed è sempre stata – una parte importante di Instagram. Negli ultimi quattro anni, siamo diventati la casa per artisti grandi e piccoli – un luogo dove le persone attraverso lo spettro musicale condividono storie, rivelano la loro creatività e la collegano direttamente con i fan.

Oggi lanciamo @music, un nuovo account dedicato all’esplorazione della musica in tutto il mondo, da coloro che creano alle comunità intorno ad esso.
Ogni settimana, daremo uno sguardo all’esperienza musicale su Instagram. Ciò significa che vi mostra un lato diverso di artisti che conosci e ami, come Questlove  (
@questlove), e si introduce di up-and-coming talenti da tutto il mondo, come Tricot (@ikkyu193). Significa mettendo in evidenza i fotografi, illustratori musica album, liutai e, naturalmente, i tifosi. Nella tradizione Instagram, ci sarà anche la partecipazione della comunità benvenuto con un nuovo progetto hashtag mensile a tema musicale.
La musica è una parte enorme della vita di tutti noi qui su Instagram. E’ una nostra passione, e sappiamo che è anche una tua passione. In modo da seguire insieme a  
@music –– pensiamo scoprirete qualcosa di nuovo.

 Kevin Systrom, Founder and CEO
Art by @jaredeberhardt

La musica è un gesto

Per i fotografi assoldati da Instagram la musica è un gesto, il volto felice di giovani, ragazze e ragazzi presenti ad un concerto, le luci di un mega-party, una mano che batte i tamburi, la smorfia facciale di un cantante. Insomma, è un continuo rimando all’immaginario musicale (occidentale) e alla nostra memoria visiva intorno alla musica.

A meno di un anno dalla sua creazione, Instagram, però, ha voluto sapere quale impatto, reale, il social ha sul settore della musica – in particolare sui dati di vendita e le statistiche di flusso – e quale fosse il valore rispetto agli artisti. E così ha commissionato a Nielsen lab uno studio appena pubblicato (marzo 2016) che ha mostrato le analisi dei comportamenti dei followers.

Comunità musicali su Instagram

Su Medium, Lauren Wirtzer-Seawood, Head of Music Partnerships presso Instagram, scrive:

Ogni giorno gli artisti più influenti del mondo vengono su Instagram per condividere le loro storie e connettersi con un pubblico globale di appassionati. E nello stesso tempo su Instagram si trovano le comunità dei principali generi musicali che esprimono la loro arte e ispirazione.

Tutto sommato, lo studio di Nielsen ha confermato che gli utenti di Instagram mostrano una forte richiesta di contenuti musicali. Abbiamo appena scalfito la superficie per guardare più da vicino il modo in cui l’industria della musica, i marchi e gli appassionati possono sfruttare la nostra piattaforma. Instagram è un social appassionato di musica, e noi continueremo a sostenere l’industria della musica e la nostra comunità musicale in crescita.

I risultati della Nielsen Music Data su Instagram, sono basati sulle risposte di indagine raccolti nel 2015 da più di 3.000 utenti Instagram negli Stati Uniti, e sintetizzati in 3 infografiche concesse esclusivamente a Billboard.

Nella prima infografica era possibile leggere molte informazioni. In evidenza è posto che gli utenti Instagram spendono il 42% in più rispetto alla popolazione generale degli Stati Uniti sugli account musicali, partecipando a eventi dal vivo e acquistando prodotti.

Relazione tra Musica e Instagram

Da un articolo di Forbes traiamo l’essenziale dello studio

  1. Cinque dei dieci account più seguiti su Instagram sono account di musicisti.
  2. I musicisti  esercitano la loro presenza sulla piattaforma come potenti strumenti di marketing: la pubblicazione regolare e  l’avere un account ben gestito porta valore, mirato e misurabile per gli artisti.
  3. Il 90% degli utenti di Instagram si connettono settimanalmente con un servizio di streaming: YouTube, Pandora, Spotify.
  4. Gli utenti Instagram ascoltano una media di poco più di 30 ore di musica alla settimana, mentre la popolazione in generale ascolta poco più di 23 ore.
  5. I generi di musica più ascoltati sono il Pop, l’Hip-hop / Rap e R & B, seguito da rock e alternative, Country e musica dance elettronica.
  6. Il 54% delle persone che hanno preso parte allo studio pare che si colleghino con la famiglia e gli amici, attraverso la musica.
  7. Il 47% crede che sia importante assistere a spettacoli dal vivo dei loro artisti preferiti.
  8. E il 37% dice di essere ritenuta dagli amici dei trascinatori quando si tratta di scoprire nuova musica.

Il rapporto non specifica dove gli utenti ascoltano la musica, ma si può supporre che, essendo più coinvolti in applicazioni e social media, questa attività si svolge su piattaforme di streaming e in mobilità.

Condividere la musica su Instagram

E voi condividete la musica su Instagram?

Se non lo fate ancora (forse questo poteva accadere nel 2016) e la cosa potrebbe interessarvi (vi interessa di sicuro nel 2020) concludo il post consigliandovi una app che uso personalmente per la condivisione di musica su Instagram. Si chiama Sounds. La musica che propone di condividere è principalmente Alternativa, Ambient, Classica, Country, Dance, Deep House, Disco, Dubstep, Elettronica, Hip Hop, Jazz, Latina, R&B, Rock… e altro ancora.

Personalmente mi diverto ad ascoltare musica e ad editare il tratto di brano da condividere sul mio account. La risposta dei followers è sempre positiva.

La musica è ormai parte di molte stories ed è alla base di quasi tutti i Reels. Dal 2016 ad oggi la musica è entrata a far parte di Instagnam, quasi a farla diventare un’ applicazione musicale.

Così non è più necessaria un app esterna, ma il team di Canva, un sito e uno strumento di progettazione grafica, ha, per esempio, implementato le sue funzioni con la possibilità di inserire la musica nelle stories in modo più professionale e dunque personalizzare le Storie Instagram .

Il numero di persone che utilizzano Instagram continua a crescere e sta rapidamente diventando sempre più importante per i musicisti. Nel tempo questi numeri andranno ad aumentare.

Come inserire la musica su una foto o un video Instagram

I metodi di oggi (ottobre 2020 salvo aggiornamenti) sono due.

Primo metodo

  • Cliccare sulla foto personale in alto a sinistra.
  • In basso andare su Reel.
  • In alto a sinistra, a metà schermo trovi l’icona delle note.
  • Scegli il tuo brano.

Puoi cercare la musica che desideri

In basso trovi due sezioni. Musica PER TE e CERCA.

Su PER TE, trovi la musica consigliata in base ai tuoi ascolti. Su CERCA trovi diverse playlist. Le prime tre canzoni della playlist e il mostra tutto se ti interessa.

Puoi anche scegliere Genere, Stato d’animo e Temi.

Secondo metodo

Instagram permette di inserire musica nelle storie anche su foto o video presenti nella galleria.

  • Cliccare sulla foto personale in alto a sinistra o sul simbolo della fotocamera;
  • Andare sulla galleria, immagine in basso a sinistra;
  • Selezionare foto o video che da pubblicare come stories;
  • Accedere al pannello con gli adesivi (GIF, Sondaggi, Domande) ed emoticons;
  • Selezionare l’adesivo Musica;

A questo punto trovi lo schema come spiegato nel primo metodo, cercando la musica che si conosce già o navigando nelle sezioni che Instagram propone.

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Tutti connessi – sempre raggiungibili.

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #11

Mixer #11

Selezione settimanale di notizie sull’ Architettura dell’informazione sonora, Innovazione, User Experience, Streaming, Audio, Musica e Sonorità.

Innovazione

  • Il 21 marzo Apple presenta le sue ultime novità. Tante le ipotesi e tante le attese. Tra i tanti articoli letti sul tema, quello di Punto-informatico è il migliore. D. Galimberti fa il punto della situazione di Apple in lotta con la FBI. Comunque vada a finire la diatriba lascerà un segno nell’azienda (e date le posizioni pubbliche dei candidati alla Casa Bianca) e negli Stati Uniti. Apple deve fare i conti anche con la battuta di arresto delle vendite di tablet.
  • Secondo alcuni osservatori Apple sta diventando sempre più simile a Samsung. Tale sospetto, non del tutto infondato, deriva dalla decisione di Apple di diversificare la produzione di dispositivi ed entrare a far parte di più mercati e impossessarsi delle nicchie lasciate scoperte. Quello che ci si augura è che Apple non perda il suo fulcro della semplicità porgendo maggior attenzione all’user experience, dato che prodotti come Apple Watch e Apple Music non sono strumenti così tanto facili da usare.
  • Windows10 sta testando su mobile l’uso di “Cortana” come servizio di messagistica. Resta ovviamente anche l’app “Messaggi e Skype”. La notizia è stata data in esclusiva da plaffo.com
  • E’ in arrivo Aipoly, una applicazione per non vedenti, che riconosce oggetti e colori e racconta con una voce quello che sta vedendo la telecamera.

Streaming

  • Il “Saturday Night Live” prende in giro il servizio di streaming Tidal per la mancanza di continuità di trasmissione del servizio. A risolvere il black out una stagista a cui viene ordinato di imitare i vari cantanti richiesti. Il video è abbastanza esilarante e la stagista è Ariana Grande-Butera che dimostra le sue notevole qualità canore.
  • Jay-Z punta all’esclusiva sul suo TIDAL. Infatti ha ritirato i suoi album dagli altri servizi streaming. Evidentemente ha capito che se non lo fa lui per primo, non lo faranno gli altri. Vedremo quel che succede!
  • Deezer adesso disponibile anche su Apple Watch.
  • Apple Music sarà il primo servizio di streaming al mondo capace di includere remix dall’universo underground e mashup. È questo l’annuncio di Apple in relazione a una nuova partnership con Dubset Media Holdings, grazie a un sistema avanzato di gestione delle royalties. Anche se non si ancora quando sarà disponibile il servizio.
  • Chi usa windows phone si lamenta delle poche app disponibili per il sistema E tra le poche qualcuna importante abbandona Microsoft. Poi su Spotify nessuno ha capito bene cosa sia successo. Un primo comunicato faceva pensare che Spotify avesse deciso di non continuare a supportare le applicazioni per Windows 8.1 e forse anche windows10. Decisione però smentita.

Assistenza vocale

  • Microsoft ha recentemente aggiunto un trucco per l’integrazione Cortana in Microsoft Edge. Ora è possibile utilizzare digital assistant di Microsoft per ottenere contesto aggiunto per le immagini e non solo il testo. In pratica, mentre navighi alla ricerca di un prodotto, mentre leggi l’articolo puoi chiedere a Cortana di farti una comparazione di prezzo o prodotto sul web.
  • Amazon Echo potrebbe confondere la tua voce con l’audio della televisione o della radio perché Alexa non possiede ancora un riconoscimento biometrico. L’attivazione di Echo avverrebbe comunque solo se qualcuno richiamasse il comando di accensione. Improbabile ma non impossibile.
  • Google sta lavorando a rendere il suo assistente vocale indipendente dalla connessione. Ancora commette un 13% di errore ma siamo sulla buona strada. Intanto una guida per usare al meglio l’assistente vocale. Trovi le frasi da chiedere a OK Google in italiano.
  • Sono tante le cose che si possono chiedere a Siri, l’assistente vocale di Apple. Mauro Notarianni ne ha elencate 20. 20 cose che puoi chiedere a Siri, che ti possono essere utili nell’uso quotidiano.
  • Da uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine e ripreso da economictimes.indiatimes.com è risultato che gli assistenti vocali Siri, Cortana, S-Voice e GoogleNow non comprendono le richieste di aiuto riguardo abusi e violenza subita o in caso di tentativo di suicidio. Mentre sul tentativo di suicidio e sulla depressione tutti gli assistenti vocali hanno risposte multiple, anche se non soddisfacenti, se una donna subisce violenza solo Cortana fornisce i numeri per i centri anti violenza, ascolto e assistenza.
  • Presso gli AppStore ci sono diversi assistenti vocali oltre ai soliti che conosciamo. Il loro problema è la qualità di comprensione e il magine di errore ovviamente. Speaktoit è molto diffuso e abbastanza intelligente. Da provare!

Intelligenza artificiale

  • In questi giorni si è svolta la sfida di Go, gioco di strategia orientale, tra il programma di intelligenza artificiale AlphaGo, programma sviluppato da Google DeepMind (un’azienda britannica acquisita da Google nel 2014) e il sudcoreano Lee Se-dol, 18 volte campione mondiale di go. La sfida si è conclusa con un 4 a 1 per la macchina. Interessante l’opinione di Annamaria Testa su Internazionale, dalla parte dell’uomo.
  • Microsoft annuncia la piattaforma Project AIX, basata su Minecraft, che permetterà di testare sistemi di intelligenza artificiale (AI) nell’ambiente di gioco. Il programma avrà inizio a luglio e forse sarà aperto al pubblico.

Music & Sound

  • Notizia per i compositori da condividere (nominando Mixer o il blog, per favore). Musicathon è il concorso internazionale per lo sviluppo del sound logo di Seat. La casa automobilistica spagnola Seat, insieme ad Albertino che è ambassador del concorso, selezionerà 2 compositori che caricheranno sul sito Seat Italia un file mp3 ispirato al tema se Barcellona fosse una musica.
  • Samsung presso il segreto C-Lab, un “programma di innovazione che aiuta i dipendenti a coltivare le proprie idee di business creative.”  sta lavorando ad una nuova app musicale/sonora. La nuova app, al momento in versione beta, si chiama Hum On, con sottotitolo “Esplora il tuo pontenziale musicale”. In pratica registra il canticchiare della persona e trasforma anche il ronzio in note, musica e spartito. Il video mostra come funziona.
  • Il Guardian intervista Laurence Cummings, direttore musicale del London Handel Festival 2016 che si conclude l’11 aprile. Il maestro si svela, racconta come fruisce la musica, quali sono gli strumenti e i periodi storici preferiti. Nel frattempo è possibile ascoltare la musica e vedere qualche video interessante.
  • Salvaguardare il proprio udito può fare la differenza per il resto della vita. Perdere l’udito non è cosa tanto difficile: un uso scorretto delle cuffie e/o auriculari, questioni genetiche o tendenza al diabete possono creare seri problemi. D’altronde parlare ed ascoltare sono due elementi fondamentali per la nostra salute e per la nostra felicità. Quindi prevenzione!
  • Facebook ha integrato Spotify su Messenger in modo da poter condividere con gli amici la propria musica preferita.

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I vincitori sonori degli Oscar 2016

Con questo post si conclude la serie di articoli che hanno anticipato la notte degli Oscar 2016 che si è svolta il 28 febbraio 2016.

Chi volesse riascoltare tutte le candidature sonore può leggere il post Sonoro da Oscar 2016. Oppure curiosare tra le candidature al Miglior (montaggio) sonoro e Miglior mixaggio sonoro con la spiegazione delle differenze tra i due premi.

Oggi è arrivato il momento di raccogliere in un solo post tutti i vincitori votati dalla giuria. Ricordo che la giuria degli Oscar è composta da personalità del settore ma è resa segreta per evitare pressioni da parte delle case di produzioni.

da Wikipedia

L’appartenenza all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences è suddivisa in diversi rami, ciascuno dei quali rappresenta una disciplina diversa della produzione cinematografica.

Oggi, l’Academy non rivela pubblicamente il nome dei suoi membri. La conferenza stampa del 2007 affermò anche che essa aveva poco meno di 6.000 membri votanti. Le politiche rigorose di adesione hanno mantenuto il numero pressoché costante da allora.

I vincitori sonori degli Oscar 2016

Il vincitore della colonna sonora è stato il film The Hateful Eight di Quentin Tarantino (Trailer) ideata dal maestro Ennio Morricone .

Dopo di che il film piglia tutto è stato Mad Max: Fury Road che ha vinto le due statuette d’oro come

Miglior mixaggio sonoro di cui si sono occupati Chris Jenkins, Gregg Rudlof, Ben Osmo

https://youtu.be/I2ZIgDsQifs

Miglior montaggio sonoro nella persona di Mark Mangini e David White quest’ultimo candidato per la prima volta dall’Academy Awards.

La Miglior canzone invece è risultata essere Writing’s on the Wall di (Jimmy Napes e Sam Smith) per il film 007 Spectre

Mad Max, dunque, è il vero vincitore sonoro di questa edizione degli Oscar. Anche oltre le previsioni, dato che, in generale, si pensava che il premio come miglior montaggio sonoro sarebbe andato al miglior film. In effetti, però, Spotlight non ha richiesto un gran lavoro di sound design o effetti speciali. In molti pensavano al lavoro audio fatto su The Renevant (per l’intelligente uso del silenzio) oppure alla spinta emotiva del suono e colonna sonora di Star Wars.  D’altronde sarebbe stato pure bello vedere vincere Star Wars perché il Sound Designer, Christopher Scarabosio, ha origine astigiane. Così non è stato. Ogni Festival o Oscar che si rispetti porta con se una scia di polemiche, come lo era stato per anni per Di Caprio, che finalmente per sostenitori e detrattori, è stato premiato. A noi, che non vogliamo entrare in queste diatrive non ci resta che riascoltare questi film e goderceli musicalmente!

Buon riascolto!

Le interfacce del futuro e il design dell’esperienza

Nel post “La nuova interfaccia utente non è l’interfaccia utente” facevo riferimento all’articolo di Tony Aube, lead designer presso Osmo, “No UI Is The New UI” in cui si decretava che le interfacce del futuro non saranno le interfacce utente, almeno così come lo conosciamo oggi, bensì saranno interfacce invisibili e di conversazione. Anche in questo post continuo a parlare di interfacce e seguendo quanto dice Aube si riconferma il fatto che la vera progettazione del futuro sarà la progettazione dell’esperienza e non quella grafica, che alle nuove innovazioni i progettisti devono trovare nuove soluzioni.

Il Tecno-timone

Già nel 2014, Scott Jenson, per anni user interface design per Apple e oggi per Google, ha introdotto, durante il suo talk al CHI 2014il concetto di tecno-timone. Secondo Jenson, ci troviamo davanti al tecno-timone quando applichiamo una vecchia soluzione per la progettazione di una nuova tecnologia innovativa pensando, erroneamente, che funzionerà allo stesso modo. Jenson estrae questo concetto proprio dall’uso che l’uomo ha fatto del timone. Siccome le navi sono state, per secoli, lo strumento di trasporto, oltre che di spostamento e navigazione dell’uomo, quando furono progettate le prime automobili furono progettate per essere guidate con un timone.

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Cambia il contesto

Le vetture che furono realizzate erano difficili da controllare e soggette a incidenti. Il volante fu inventato molto dopo e aggiunto alla progettazione delle auto quando l’auto era abbastanza diffusa.

Come designer, questa è una lezione preziosa da conservare:

Un cambiamento di contesto o di tecnologia richiede spesso un approccio progettuale diverso. In questo esempio, la nuova tecnologia del motore ha richiesto un nuovo design del volante per far esprimere al prodotto risultante, ossia la macchina, tutto il suo potenziale.

Per esempio

La società che meglio ha compreso la necessità di eliminare il tecno-timone, ricorda Aube, è stata la Apple con l’invenzione dell’ iPhone e dell’iPad:

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Nokia, ha utilizzato un tecno-timone quando ha costruito una tastiera fisica su un telefono. Apple, invece, ha compreso che il miglior progetto era quello di  creare un touch screen e una tastiera digitale.

Microsoft ha usato un tecno-timone quando ha installato Windows XP su un tablet. Il progetto migliore era, invece, quello di sviluppare un nuovo sistema operativo che interagisse con il touch screen.

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Oggi la progettazione prevede di inserire uno schermo su ogni nuovo e innovativo dispositivo. Troviamo schermi ovunque. E se stessimo usando un tecno-timone su un iPad e su ogni novità dell’internet delle cose? E se il buon design del futuro, invece, fosse quello di evitare completamente lo schermo?

Dispositivi con interfacce a schermo

Imparare a conoscere il concetto di tecno-timone ci insegna che continuare ad applicare i vecchi punti di vista e le vecchie idee alle nuove tecnologie è un modo sicuro per fallire. Le nuove start-up di sviluppo per applicazioni invisibili e di conversazione ci fanno capire questo.

Le nuove start up hanno compreso che l’interfaccia utente non è il prodotto in sé, ma solo un ponte che ci permette di accedere al prodotto. E se eliminare il ponte (non la connessione) potesse portare ad una migliore esperienza? Questo ponte dovrebbe essere evitato.

Un futuro di progettisti disoccupati?

Si pensa che l’intelligenza artificiale ​​stia prendendo il sopravvento? Che le interfacce utente siano obsolete e che tutti i visual designer saranno presto senza lavoro?

Non proprio. Per quanto ne sappiamo, le interfacce utente saranno ancora necessarie per computer e altri dispositivi. Per il prossimo futuro, la gente avrà ancora necessità e possibilità di utilizzare le schermate per leggere, guardare video, visualizzare dati e così via. Inoltre, come accenna Nir Eyal, autore del libro Hooked, nel suo articolo sul tema, le applicazioni di conversazione svolgono ancora poche e specifiche attività. La strada verso l’all- in-one per questo tipo di interfacce è ancora lungo.

Interfacce del futuro e design dell’esperienza

Conclude Aube:

Quello che credo, tuttavia, è che queste nuove tecnologie stanno per cambiare radicalmente il nostro approccio di progettazione. Questo lo deve capire chi ha in programma di intraprendere una carriera nel mondo della tecnologia. In un futuro in cui i computer possono vedere, parlare, ascoltare e rispondere, a cosa servono le abilità di progetti perfetti su pixel?

Sia questo un giusto avvertimento contro l’autocompiacimento. Come designer dell’interfaccia utente, abbiamo la tendenza a presumere che l’interfaccia utente sia la soluzione ad ogni nuovo problema di progettazione. Se non altro, la rivoluzionaria intelligenza artificiale ci costringerà a ripristinare la nostra presunzione su ciò che significa la progettazione per l’interazione.

Essa ci spingerà a lasciare la nostra zona di comfort e a guardare il quadro più ampio, portando la nostra attenzione sul design dell’esperienza piuttosto che sullo schermo vero e proprio. E questo è un futuro emozionante per tutti i progettisti.

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #10

Mixer #10

Selezione settimanale di notizie sull’ Architettura dell’informazione sonora, Innovazione, User Experience, Streaming, Audio, Musica e Sonorità.

Innovazione

  • NEC ha comunicato una nuova tecnologia sonora per il riconoscimento e sblocco dei dispositivi. NEC sta testando il modo in cui il suono risuona nel canale uditivo per identificare una persona creando auricolari e microfoni adatti per misurare l’acustica dopo l’invio di un suono. La tecnologia sarà disponibile nel 2018.
  • La Toyota con il suo Toyota Research Institute è la casa automobilistica maggiormente rivolta al futuro. La visione e la direzione che il presidente Akio Toyoda ha indicato quando ha fondato il centro è: Mobilità per tutti. Una volontà che si riflette in Project Blaid, un dispositivo indossabile che promette di assistere le persone non vedenti aiutandole a riconoscere ciò che le circonda.
  • In questi giorni è stato brevettato, dalla start up italiana Recwon, un nuovo formato file chiamato MP5 indicato per multimedia e per applicazioni industriali. Si tratta di un formato che prevede la possibilità di avere più tracce multimediali sincronizzate in un unico file con la possibilità di inserire i certificati di protezione e autenticazione. Sentiremo se avrà ulteriori sviluppi.
  • Samsung ha brevettato un auricolare senza fili per ascoltare la musica. Il dispositivo si può facilmente trasformare in una cuffia per fare o ricevere telefonate. Lo sviluppo prevede in futuro un’ interfaccia olografica.

Streaming

  • Gli avvocati di Spotify stanno combattendo contro una massiccia class action avviata da David Lowery, che richiede dai 150 ai 200 milioni di dollari per il mancato rispetto dei diritti e licenze. Questo potrebbe essere solo l’inizio di una lunga serie di cause che coinvolge anche altri servizi di streaming di musica disponibili nel mondo. Una lunga battaglia che potrebbe modificare gli assetti dell’industria musicale.
  • Pochi giorni fa è stata, di fatto, confermata la condanna ad Apple (La Corte Suprema degli Stati Uniti si è rifiutata di prendere in esame l’appello) per pratiche volte ad aumentare il prezzo degli ebook ritenute lesive della libera concorrenza. Gli stessi dirigenti, oggi, si trovano a guidare la stessa pratica nel mercato musicale. Sarà il caso di dare un’occhiata?
  • Lo vediamo e sentiamo ogni settimana su Mixer: la forza di Spotify sono le playlist. Spotify ne sforna più di una a settimana, da quelle più comuni per i runner o dedicate alla festa della donna (le donne che dominano la classifica), a quelle più strambe come quella per partorire. Su Quartz, Corinne Purtill, afferma che non sia poi così necessaria una playlist per un momento in cui può accadere di tutto, a meno che non sia uno dei tanti modi per scacciare l’angoscia e godersi il momento.
  • Questa settimana sono passati sotto i riflettori degli osservatori del settore Samsung e Tidal. Il primo, Samsung, ha dichiarato di voler chiudere Milk Music, il suo anonimo servizio streaming. Servizio gemello di Apple Music ma che non è mai partito veramente. Ma la chiusura, chissà perché, ha fatto pensare al possibile acquisto di Tidal, servizio streaming che viene dato sempre per spacciato ma su cui Dj Jay- Z è sempre disposto ad investire. Alla fine della fiera e di tanti articoli, al momento, Samsung smentisce di essere interessata a Tidal e Tidal si mostra interessato al mercato dei video.
  • Pandora sta studiando il modo di connettere gli artisti con i fans attraverso AmpCast. Il servizio è ancora riservato a pochi ma i primi test stanno dando grandi soddisfazioni.

Music & Sound

  • FSNews Radio la web radio delle ferrovie dello stato, questa settimana, ha lanciato “App FSNews Radio”, applicazione gratuita della web radio che consente di accedere dal proprio dispositivo mobile alla diretta radio e seguire gli aggiornamenti in tempo reale sul traffico dei treni, le news generaliste, gli approfondimenti sul Gruppo FS e le ultimissime hit musicali. Ogni giorno, 24 ore su 24, aggiornamenti sulla circolazione ferroviaria con i notiziari “Infomobilità”.
  • Sabato 12 marzo sarà presentato L’Archivio sonoro della Campania. Quattro anni di lavoro e ricerca per raccogliere oltre cinquemila documenti (sonori, fotografici e audiovisivi). L’archivio fa parte della rete degli archivi sulle tradizioni musicali popolari promossi da Altrosud d’intesa col Mibact e si propone di valorizzazione il patrimonio musicale popolare campano e promuovere il territorio. Il lancio sarà accompagnato da una serie di incontri che consentiranno un’immersione nei riti devozionali della Settimana Santa, tra esibizioni dal vivo di alcune confraternite, una mostra fotografica, interventi di studiosi e degustazioni di dolci e liquori del tempo di Pasqua.

Dal Blog

  • Questa settimana non sono riuscito a completare il ciclo del sonoro da Oscar 2016 raccogliendo i vincitori. Me ne scuso. Arriva presto, però! Promesso!

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Come si pronuncia correttamente la frase

Come si pronuncia correttamente la frase EA Sports è una guida sintetica da cui poter estrarre alcuni elementi fondamentali per la pronuncia corretta di qualunque frase: sia essa composta da poche lettere, da una semplice frase o un discorso.

Gli elementi in cui si focalizza il video sono 4: Volume, Inflessione, Pronuncia e Atteggiamento 

Volume

Il volume è importante, da il senso della durezza della frase, ne caratterizza già in parte l’atteggiamento. Il volume alto è segno di chiarezza ma anche di durezza e aggressività. Una persona che parla ad un volume alto è percepita, qualunque cosa dica, come persona più aggressiva rispetto a chi invece ha un volume di voce più basso. Così come un volume basso è indice di timidezza e paura di essere ascoltato. 

Inflessione

L’inflessione o anche modulazione, intonazione della voce fa parte della musicalità della voce. Ci rendiamo conto di questa inflessione quando ascoltiamo persone che parlano con una inflessione piatta, che non mettono in rilievo nessuna parola o frase. L’inflessione, che in genere è un andar su e già, proprio come un onda sonora, fa capire su quale parola mettiamo più forza e quale parola riteniamo più importante.

Nel video si fa l’esempio dell’inflessione che si usa per dire USA in americano. USA è l’acronimo di United States of America e al di là del patriottismo, per far capire che si tratta di un acronimo le tre lettere si pronunciano con la stessa inflessione. Cioè diamo importanza a tutte e tre le lettere. 

Pronuncia o pronunzia / Dizione

La Treccani ci da 3 diverse definizioni di pronuncia

Senza essere troppo profondi, rimandiamo a una letturatura sconfinata sull’argomento, in questo post possiamo dire che la pronuncia è:

L’impostazione particolare del modo di parlare, sia come fatto fisiologico sia in rapporto a un uso che si considera come corretto.

Il che significa anche avere una dizione.

Maniera di pronunciare le parole

Sembra facile, anche per poche lettere. Ma non lo è.  Gli attori, che lavorano con la dizione, si esercitano per anni. Oggi non si usa, non si usa spesso, ma conoscerla non fa mai male. 

Atteggiamento

Nel parlato c’è sempre un atteggiamento. Non solo è importante, è fondamentale.

Di quello che diciamo solo il 7% viene percepito dall’altro che ci ascolta.

Tutto il resto della conversazione è fatto da metalinguaggio. È su questo metalinguaggio che si basano molte truffe, per esempio. L’atteggiamento è quello che arriva immediatamente all’altro.

Forse la persona che ascolta non capirà neppure una parola di quello che gli viene detto ma percepirà sicuramente l’atteggiamento con cui lo avete detto.

Se l’atteggiamento è spavaldo oppure timido, remissivo, chiuso o arrogante, modesto o aperto e socievole.

Essere assertivi

Porsi nel modo più assertivo possibile aiuta molto la comunicazione. L’atteggiamento corretto e adeguato permette una comprensione migliore di quello che diciamo.

Come si pronuncia correttamente la frase EA Sports è un pretesto, ora tocca a noi proseguire nello studio.

La nuova interfaccia utente non è l’interfaccia utente

L’interfaccia utente è quella parte del software che dialoga con l’utente, appunto. Tony Aube, lead designer presso Osmo su techcrunch.com pare non avere dubbi “No UI Is The New UI”. Lo so. In tanti storceranno il naso.  Ma con questo blog voglio portare in Italia un universo sonoro e invisibile che si sta sviluppando nel mondo.

Interfaccia di conversazione

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Tony Aube ci fa conoscere due delle tante applicazioni invisibili e/o di conversazione utilizzabili negli Stati Unit. Magic ed Operator.  La prima app risponde a qualunque domanda. La seconda ti trova qualunque cosa.

Entrambe le applicazioni si basano sulla messaggistica e non hanno una loro interfaccia utente. L’importanza della messaggistica è in continua espansione. Come già affermato nel post “Il design è una conversazione” i progettisti fanno un uso massiccio della messaggistica. Ma non non sono i soli.

Oggi chiunque possiede uno smartphone usa Slack, Whatsapp, o Telegram, o altro ancora. La messaggistica, insomma, è diventata fondamentale per la vita di tutti i giorni (ne sanno qualcosa i genitori di figli in età scolare) ed è utilizzata in contesti di comunicazioni personali o professionali. Ma che cosa accadrebbe se usassimo  la messaggistica per l’interazione con i computer?

Che cosa succederebbe se estendessimo la messaggistica al di la di questi contesti? Cosa succederebbe se la messaggistica trasformasse il nostro modo di interagire con i computer così come ha trasformato il nostro modo di interagire con le altre persone?

L’Intelligenza Artificiale che parla

L’anno scorso, al cinema, è stato l’anno dell’intelligenza artificiale e abbiamo visto film come Her – Lei,  o come il vincitore dell’Oscar agli effetti speciali Ex Machina , e altri film in cui si faceva riferimento al test di Turing: un test inventato da Alan Turing (presente anche nel film The Imitation Game) per determinare se l’intelligenza artificiale è equivalente a quella di un essere umano.

Mentre siamo lontani dalla creazione di robot in grado di guardare e agire come gli esseri umani, come Ava (l’intelligenza artificiale di ExMachina), abbiamo ottenuto un’intelligenza umana abbastanza avanzata e simulata in contesti ristretti. E uno di quei contesti in cui l’intelligenza artificiale si svolge in maniera migliore è appunto la messaggistica.

Applicazioni intelligenti

Al giorno d’oggi, i computer possono ascoltare, vedere, leggere e comprendere gli esseri umani abbastanza intuitivamente. Questo sta aprendo un mondo di opportunità per le applicazioni alimentate dall’intelligenza artificiale, verso cui gli imprenditori si stanno rivolgendo in fretta.

Questo perché, tra tutte le possibili forme di comunicazione, il testo digitale è il più diretto. Il testo è costante e non crea distrazioni. Inoltre, la messaggistica crea una migliore esperienza utente rispetto alle applicazioni tradizionali, perché rende naturale e familiare la comunicazione.

Quando la messaggistica diventa l’interfaccia utente, non è necessario trattare con un flusso costante di nuove interfacce, piene di diversi menu, pulsanti ed tag. Questo spiega l’attuale aumento della popolarità delle applicazioni invisibili e di conversazione. Ma la ragione per cui ci si dovrebbe curare di loro va anche oltre.

Verso l’interazione interfaccia – macchina

L’aumento della popolarità di queste applicazioni di recente mi ha portato (parla Tony Aube) a un’osservazione sorprendente: i progressi della tecnologia, in particolare nell’intelligenza artificiale, stanno rendendo l’interfaccia tradizionale sempre meno rilevante. […]

Si potrebbe sostenere che le applicazioni invisibili e di conversazione non sono privi di interfaccia utente. Dopo tutto, hanno ancora bisogno di uno schermo e una interfaccia di chat. Se è vero che queste applicazioni richiedono, in certa misura, di una progettazione dell’interfaccia utente, credo che questa sia solo la punta dell’iceberg. Dietro di loro, le nuove tecnologie hanno il potenziale di eliminare del tutto lo schermo. Guardate i due video di seguito!

Progetto Soli

Il primo video mostra il Progetto Soli. Si tratta di un piccolo chip radar creato da Google per consentire il riconoscimento dei gesti. Per esempio, il chip ti permette di alzare o abbassare il volume della radio facendo il gesto con la mano senza toccare la radio.

Emotiv

Il secondo presenta Emotiv, un software in grado di leggere le onde cerebrali e capire il loro significato attraverso l’elettroencefalografia. Puoi spostare oggetti su uno schermo, senza neppure parlare, o una sedia a rotelle elettrica programmando il software con la tua capacità di visualizzazione.

Tecnologie magiche o realtà?

Mentre entrambe le tecnologie sembrano letteralmente delle tecnologie magiche, in realtà non lo sono. Sono reali e funzionali ed hanno una cosa in comune: non necessitano di una vera e propria interfaccia utente per interagire con il computer.

Come designer, si tratta di una tendenza inquietante da interiorizzare. In un mondo in cui i computer possono vedere, ascoltare, parlare, capire e rispondere, qual è lo scopo di una interfaccia utente? Perché preoccuparsi di progettare un’app per gestire il tuo conto in banca quando si può anche semplicemente parlare?

Al di là della interazione e dell’interfaccia uomo-macchina, stiamo entrando nel mondo dell’interfaccia mente-macchina. In questo mondo, tra digitale e telepatia con l’aggiunta di intelligenza artificiale e altri mezzi di interazione sarebbe possibile comunicare direttamente con i computer senza la necessità di uno schermo.

Tutto questo ti sembra fantascienza? Eppure è quello che sta accadendo e su cui si sta lavorando e i prototipi sono già realizzati e funzionanti. Personalmente, dopo aver ascoltato il TED che spiega come la macchina legge nel nostro pensiero, la creazione di interfacce conversazionali e sonore mi sembrano molto più realizzabili!

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #9

Mixer #9

Selezione settimanale di notizie sull’Architettura dell’informazione sonora, Innovazione, User Experience, Streaming, Audio, Musica e Sonorità.

Innovazione

  • “Per laurearsi non serve la vista… Ci vuole la testa”. Questo il claim con cui Uniba, il portale dell’Università di Bari ha lanciato la sua nuova app per  la consultazione delle pagine web del sito dell’Ateneo ai disabili visivi. L’app nata dalla collaborazione tra i giovani Lions (LEO) e Informatici Senza Frontiere (ISF) sarà presentata mercoledì 2 marzo presso l’Ateneo.
  • Chromecast Audio è il dispositivo che permette, tramite wifi, di ascoltare la musica delle tue app preferite e diffonderla attraverso delle casse. Con 35 dollari è possibile avere la filodiffusione in casa. Google presenta un video che spiega la semplicità d’uso.
  • Forbes spiega perché Spotify abbia preferito la piattaforma Cloud di Google piuttosto che la piattaforma server di Amazon. Tra le due piattaforme pare non ci siano grandi differenze. I maligni sostengono che Google abbia fatto notevoli sconti a Spotify ma pare che la scelta sia stata dettata dalla capacità di Google di analizzare i dati oltre al contatto diretto con l’assistenza degli ingegneri Google.
  • Augmented Acoustics è una start up francesce che offre una app che bilancia la musica in un concerto dal vivo o che raccoglie direttamente la musica dal mixer dell’evento. Se ci si trova in un brutto posto con una cattiva acustica, dicono i fondatori della start up, con questa app risolvi il problema e senti bene la musica in qualunque punto dello spazio ti ritrovi. Sarà anche vero, ma se ad un concerto, dal vivo, ascolti la musica in cuffia, che ci vai a fare?

Streaming

  • Chi segue Mixer lo ha già sentito diverse volte. Tidal, tra i servizi streaming è quello che soffre più di altri la concorrenza. Però sembra che Samsung nello scontro con Apple stia pensando alla creazione di un suo music store. E Tidal potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Nel frattempo anche Spotify e Google sono interessate, probabilmente per eliminare un concorrente piuttosto che farlo crescere come potrebbe fare Samung. Sentiremo. Al momento si tratta di rumors.
  • Daniel Ek, CEO di Spotify, risponde a chi critica i servizi di musica in streaming affermando: “E’ grazie a noi se il mercato (musicale) è tornato a crescere”. In effetti, grazie ai servizi streaming, Spotify ma anche Deezer e Apple Music (anche se la Apple è ancora legata al download) sta cambiando il modo di fruire della musica. Più questi servizi cresceranno più ricavi andranno all’industria musicale. Certo, ci sono ancora delle zone oscure, ma Ek ha in buona parte ragione.
  • Deezer, l’eterno rivale di Spotify, è un servizio di musica in streaming che include circa 35 milioni di brani e che si basa principalmente sulle playlist realizzate dagli utenti. Da qualche giorno Deezer ha presentato sul Windows Store la nuova Universal App (in versione beta) per Windows10.

Assistenza vocale

  • Se Microsoft, Apple e Amazon mettessero insieme tutte le qualità dei loro assistenti vocali ne verrebbe fuori un assistente vocale molto utile per tutti. Così non è e allora le aziende si inseguono nella speranza di arrivare per prime alla soluzione finale. Nella versione desktop, al momento, Siri si trova in dietro rispetto a Cortana. Apple dovrebbe integrare Siri al Mac già da giugno o a fine anno nel nuovo aggiornamento iOS X
  • Mentre i grandi si fanno la guerra arriva Hound di SoundHound, un assistente vocale più veloce di tutti gli altri assistenti finora conosciuti e che usa più intelligenza artificiale di altri. L’assistente  è stato lanciato negli Stati Uniti e in Canada e si spera arrivi presto anche in Europa. Dopo 9 anni di lavoro e molti mesi di test, Hound ha ancora qualche piccolo difetto che potrà presto essere superato. Da tenere in considerazione che si tratta di una app di terze parti e che per essere utilizzata dovrà essere avviata manualmente.

Intelligenza artificiale

  • Parleremo solo in chat“. Parola di Mark Zuckerberg intervistato da Welt am Sonntag/LENA, Leading European Newspaper Alliance e tradotto da Carlo Sandrelli per Repubblica. “La sfida, credo, è far sì che sia meglio di una videoconferenza, in modo che valga la pena spenderci dei soldi.”

Sound & Music

  • Slack il client dedicato alle comunicazioni tra i team di lavoro, nelle prossime versioni, attiverà il supporto per chiamate vocali e videochiamateSlack comunicherà altri dettagli nelle prossime settimane, in modo da ricevere i feedback dagli utenti.
  • Ti piace la voce di Morgan Freeman? Beh, con il navigatore Waze la sua voce potrebbe darti le indicazioni stradali. Il nuovo setting è stato creato per pubblicizzare l’ultimo film London Has Fallen (Attacco al potere 2).
  • L’Organizzazione mondiale della sanità, per la Giornata mondiale dell’udito (giovedì 3 marzo), scende in campo in difesa delle orecchie dei più piccoli. Sono, infatti, quasi 32 milioni i bambini che convivono con una perdita di udito invalidante, ma 6 casi su 10 potrebbero essere evitati. Le sordità infantili sono determinate da diverse cause, come fattori genetici ma anche infezioni come: morbillo, parotite, rosolia e meningite.

 

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Dall’informazione all’esperienza – Federico Badaloni

Dall’informazione all’esperienza è il titolo dell’intervento di Federico Badaloni al WUD Rome 2015 organizzato da nois3, in cui si festeggiavano i 10 anni di usabilità in Italia e dove si è parlato principalmente di innovazione. Federico Badaloni non ha bisogno di grandi presentazioni e chi frequenta questo blog lo ha già sentito nominare diverse volte.

Da qualche giorno è stato pubblicato su youtube il video che riprendo perché Badaloni, nei suoi interventi, fa riferimento alle informazioni sonore e alle informazioni che arrivano all’orecchio.

L’innovazione modifica la realtà

Per esempio per parlare dell’innovazione nella realtà, Federico Badaloni racconta una storia. La storia parla di una bambina che ascolta per la prima volta nella sua vita la radio. Attraverso la radio, infatti, molte persone hanno cambiato il loro modo di usufruire della musica, così come oggi Spotify sta cambiando il modo di usufruire la musica, che è qualcosa di diverso rispetto a qualche anno fa. La radio e Spotify, sono delle innovazioni tecniche che hanno e stanno, concretamente, modificando la realtà.

Dall’informazione…

Le informazioni ci arrivano dall’esterno, abilitano le relazioni, e attraverso la loro funzione si trasformano in esperienza.

Badaloni prosegue

per poter entrare in relazione, le cose devono avere un contesto che esiste prima di loro, qualcosa fatto di spazio o di tempo. La cultura, per esempio, orienta le nostre scelte. Ma oggi non ha senso, oggi non siamo più in relazione grazie ad un contesto ma grazie ad una connessione.

La connessione non è dunque una cosa, un filo LAN o un filo elettrico, la connessione è qualcosa di più spirituale. Attraverso la connessione e la funzione che ha la connessione si arriva al significato.

Innovare è architettare la connessione, la connessione è il contesto, il contesto è il comportamento e il comportamento è la relazione.

Badaloni ci dice che nel creare un sistema dobbiamo pensare alla funzione che deve avere quel determinato sistema.

Un sistema è qualcosa che ha una funzione principale e ogni sua parte ha una funzione secondaria che serve a sostenere la funzione principale.

In fondo l’usabilità cos’é se non una armonia funzionale?

… all’esperienza

E per far capire meglio Badaloni utilizza un altro esempio sonoro.

L’orchestra è un sistema, la sua funzione è eseguire un brano. Il sistema orchestra è composto da strumenti che hanno funzioni secondarie. Ci sono strumenti che hanno la funzione di creare il ritmo, altri hanno la funzione di comporre la melodia, alcune parti restano in sottofondo e seguono o arricchiscono le funzioni principali.

Per i matematici una funzione è qualcosa che mette in relazione un insieme (l’orchestra) con un altro insieme (gli ascoltatori) ma anche tra un gruppo di bisogni e un gruppo di soluzioni.

E’ in questo preciso punto che si diventa creativi, il modo in cui si uniscono è creativo.

Dall’informazione all’esperienza

Il mondo vuole soluzioni ma

Per l’innovazione è necessario volgere lo sguardo ai bisogni e non alle soluzioni, perché la soluzione può essere reinventata.

Un architetto dell’informazione dunque deve avere una visione, una visione a lungo termine e deve immaginare il futuro. Per far questo il dono che Federico Badaloni fa a tutti sta sintetizzato in questa frase, con 4 fronti su cui lavorare, da tenere sempre a mente:

Quando progettiamo o quando innoviamo dobbiamo chiederci sempre: quali contenuti, per creare quali relazioni, con quali funzioni, e per quali esperienze.