L’interfaccia vocale è una realtà?

L’interfaccia vocale è una realtà? Ne ho parlato al wiad palermo proprio sabato scorso (18 febbraio 2017). Il mio intervento tra architettura dell’informazione e audio “Dal suono come quarta dimensione dell’UX Design ad Alexa”. Ma già sul blog ho parlato e messo in evidenza le interfacce conversazionali. Oggi, c’è una buona fetta di persone che usa gli assistenti vocali, ma si tratta di una ristretta cerchia di persone che ha un’ottima confidenza con gli strumenti innovativi.
Sul web si legge un po’ di tutto. Dai tecno entusiasti che scrivono di quanto immediata sia la venuta degli assistenti vocali e tecno pessimisti che danno già per spacciata questa tecnologia.
Personalmente sul blog, come sa chi mi segue da più tempo, ho un’idea laica a riguardo. E penso che siamo ad un bivio. O impariamo a conoscere bene questi strumenti; sia per progettarli, sia per farne un buon uso. Oppure le aspettative saranno troppo alte e disattese e i vantaggi di questa tecnologia saranno messi da parte.

Parlare con i computer

L’idea di parlare colloquialmente ai computer è un sogno che arriva da lontano. Si parla di automi meccanici fin dall’antica Grecia. E proprio in questi giorni mi è tornato in mente un ricordo che avevo messo da parte. Nel 1994 mi trovai a Parigi e per la prima volta in vita mia parlai con interfaccia vocale. Si trattava di una veggente virtuale. Mi faceva delle domande e poi proponeva due parole da scegliere. Alla fine delineava la mia personalità e il mio futuro. Non ricordo cosa mi disse, ma evidentemente, a distanza di 23 anni mi ha colpito profondamente.
Adesso siamo al punto in cui parlare con un assistente vocale è una cosa aperta alle masse. E l’interesse cresce, tanto che ne parla anche chi poco segue questo campo. Mi auguro che pubblicando ogni settimana un articolo sul tema, qualcuno riconosca questo blog come punto di riferimento e di incontro tra chi si occupa del tema.

Interesse verso i prodotti vocali

In previsione dell’interesse verso i prodotti vocali la rivista online TechPinions ha svolto un’indagine quantitativa su Alexa di Amazon, Siri di Apple e Ok Google di Alphabet, che qui di seguito ripropongo.
Chi si occupa, come me, di assistenti vocali e interfacce sonore concorda nel fatto che non si è ancora al punto di svolta. Sebbene chi ne parla, genericamente, sottolinea i mirabolanti vantaggi. Certo è che si può essere fiduciosi sul fatto che siamo in stato avanzato. Ma ci vorrà ancora del tempo.

Lo studio

TechPinions ha svolto due studi separati
  1. Il primo studio ha riguardato Amazon Echo. Ossia ci si è chiesto come viene utilizzato da chi lo possiede l’altoparlante intelligente. In particolar modo nel contesto commerciale e conversazionale. Il numero dei partecipanti non è statisticamente esaustivo dato che lo studio si è basato sulle persone che sono state trovate in possesso di un Amazon Echo. Appunto.
  2. Il secondo studio ha riguardato l’uso di Siri e di Ok Google. Per questo studio sono stati intervistati 518 consumatori

Amazon Echo e l’interfaccia vocale

Su 1300 persone intervistate il 13,86% possedeva un Amazon Echo e quasi tutti coloro che hanno un Amazon Echo posseggono un iPhone (83.72%).

Dove si utilizza Amazon Echo?

E’ stato rilevato che Amazon Echo viene utilizzato maggiormente in casa e nel soggiorno. Ci si è chiesto dove si utilizza l’assistente vocale per capire il tipo di domande che si possono fare ad Alexa.
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Cioè se l’assistente vocale è posto in cucina si potranno chiedere determinate cose che magari non si chiedono quando ci si trova nel soggiorno. Ovviamente in un futuro prossimo si potrà pensare alla presenza dell’assistenza vocale diffusa in tutta la casa e in tutte le camere.

In seguito è stato chiesto due cose principali che chiedono ad Amazon Echo.

  • Il 34% riproduce un brano musicale
  • Il 30% controlla le luci intelligenti
  • Il 24% imposta il timer del riscaldamento di casa
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Considerazione sull’utilizzo di Amazon Echo

La riproduzione di un brano come uso principale dell’assistente vocale corrisponde a quanto indicato da Amazon.it che vende Amazon Echo come un altoparlante intelligente.
Il controllo delle luci è, invece, legato allo sviluppo e diffusione dell’internet delle cose. Un giorno diventeranno molto diffuse, ma questo giorno pare tardi ad arrivare nelle case di tutti.
Certamente nel momento in cui le nostre case diventeranno connesse, la voce sarà sicuramente una interfaccia usabile e accessibile.

Come sono utilizzati Siri e Ok Google?

Siri è certamente l’interfaccia vocale più usata.
Su 518 consumatori, il 44% possiede un iPhone, il 40% sono proprietari di Android, il 2% di Windows Phone o Blackberry, il 13% non possiedono uno smartphone.
La maggior parte delle persone usano Siri e OK Google.
Qui è possibile notare che c’è un uso molto diverso rispetto ad Amazon Echo. E che Siri e Ok Google sono utilizzati, prevalentemente come motori di ricerca vocale.
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Questo ci dice anche a che punto è il mercato degli assistenti vocali.
i prodotti sono ancora un po ‘limitati nelle loro capacità, ma potrebbero anche essere, perché sono quelli che funzionano meglio e più coerente.
Infine, il contesto di utilizzo per le interfacce vocali ci fa comprendere meglio questi strumenti.
Siri o OK Google sono usati per il 51% dei consumatori nella propria auto, mentre il 39% lo usa in casa.

Conclusioni

Da questo studio, come riferito dagli stessi autori, pare che l’assistenza vocale sia riconosciuta come utile e apportatrice di valore e convenienza. Gli utenti lamentano ancora qualche imperfezione ma quando funziona le persone pensano che sia molto utile. Tanto che le persone si aspettano che gli assistenti vocali migliorino le proprie capacità.
La sfida dunque è ancora aperta. Magari anche con l’aiuto dell’architettura dell’informazione conversazionale, si riuscirà a migliorare l’esperienza dell’utente.

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #33

Mixer. Notizie sonore su Architettura dell’informazione, User Experience, Sonorità, Assistenza vocale, Intelligenza artificiale, Streaming, Musica e… tutto il suono che ha un senso e un significato. 

Dal blog

Ho aggiornato l’articolo su Isis stato islamico comunicazione sonora marketing e reclutamento Lo ritengo un ottimo articolo e un buon esempio di architettura dell’informazione.

Mixer #33

Ogni anno la rivista di analisi aziendale Fast Company stila una classifica delle società più promettenti. Quest’anno nella categoria media è apparso il nome di Radiotopia, network di podcasting attivo a partire dal 2013. Ne parla il sito the sub marine in italiano.

L’intelligenza artificiale (in breve AI – artificial intelligence) è un programma informatico, cioè software, che impara ad assolvere compiti che richiedono forme di intelligenza come quella umana. Due video per capirla.

‘La La Land’ sound mixer Ai-ling Lee in inglese.

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Effetti della musica sul nostro cervello. 5 TED Talks

Gli effetti della musica sul nostro cervello sono tanti. E generalmente sono benefici. A volte, induce pure alla felicità. Così come scrivevo nell’articolo la voce della felicità un tono felice ci rende felici.

Ad occuparsi della questione sono in tanti. E quello che vi propongo io è la raccolta di 5 TED Talks molto interessanti sull’argomento.

Effetti della musica: i benefici di chi suona uno strumento

Già se si ascolta musica, il nostro cervello riceve stimoli notevoli, ma quando si suona uno strumento, l’attività del nostro cervello si moltiplica. In particolar modo si mette in funzione la nostra parte callosa del cervello. Cioè quella parte di congiunzione tra emisfero destro ed emisfero sinistro.

Suonare uno strumento migliora, dunque, la creatività, la capacità di risolvere problemi o di avviare strategie e progettazione. Ma anche la memoria di un musicista è migliore di altre categorie di professionisti. Insomma, suonare o imparare a suonare uno strumento aiuta anche altre aree della nostra vita.

 

Effetti del ritmo sul cervello

Jessica Grahn è una neuroscienziata che si occupa degli effetti del ritmo sul nostro cervello.

Il primo effetto è che istintivamente il ritmo ci spinge a muoverci. Gli esseri umani, pare che abbiano un loro immaginario del ritmo e sono capaci di continuare uno stimolo anche quando lo stimolo non c’è più.

Questo immaginario, al contrario di altri esseri viventi, fa si che per noi la musica diventa anche intrattenimento.

Ma gli effetti del suono sul corpo possono anche essere terapeutici. Dato che le parti del cervello che si attivano al suono del ritmo sono le stesse parti che si attivano per il movimento. La musica permette di migliorare i nostri movimenti anche in situazione di malattia e difficoltà dei movimenti.

Il cervello improvvisa

Charle Limb è un neurochirurgo che studia la creatività. Le sue domande sono molto profonde. Come improvvisa il nostro cervello? Ma anche, come innova il nostro cervello?

Limb mette in risalto che il linguaggio musicale esiste anche dal punto di vista neurologico. Quando due musicisti hanno uno scambio di battute musicali le aree del cervello che si attivano sono le stesse delle aree del linguaggio. Insomma, la musica attiva parti del cervello abitualmente usate per parlare. Limb sostiene di essere solo all’inizio della ricerca e che i risultati sulla comprensione dell’arte, su cosa sia l’innovazione, dal punto di vista neurologico, si vedranno tra 10/20 anni. La buona notizia è che siamo sulla buona strada.

La musica può essere meglio del sesso e del cioccolato

Deanna Choi non dice nulla di nuovo, sono cose che si sanno ma che è bene ripetere. La Musica può essere migliore del sesso e del cioccolato. Non solo perché la musica in massa è più socialmente accettabile. Ma perché ascoltare musica, o suonare, fa produrre al nostro cervello dopamina e ossitocina (la chimica dell’amore). Si tratta di elementi che producono, facilitano e trasmettono il piacere in tutto corpo. Questo è il motivo per cui ascoltiamo e riascoltiamo i brani che più ci piacciono.

Ancora di più. In pazienti con perdita di memoria o affetti da demenza senile, la musica fa risalire memorie e ricordi perduti, o evidentemente, sotterrati. Se le nostre memorie sono connesse e sono connesse anche con la musica, questi ricordi saranno molto più profondi e molto più ricordabile nel tempo, rispetto ad altri ricordi.

La musica è piacere, è memoria, è voglia di costruire qualcosa insieme. Come il sesso e una torta di cheescake. Sono cose che ci piace consumare, si ricordano nel tempo ed è meglio farle insieme ad altri.

Rivelare la musica con le neuroscenze

E infine Ardon Shorr, parla di musica classica come di informazione. Ascoltare musica significa imparare. Il meccanismo è uguale. Ci sono due tipi di noia. Il primo tipo di noia è quando qualcosa ci annoia perché troppo facile. Il secondo tipo di noia è quando qualcosa ci risulta troppo difficile. La musica classica appartiene a questo secondo tipo. La musica è complessa da capire. Le informazioni che può contenere una sinfonia sono troppe per essere assorbite contemporaneamente se non abbiamo gli strumenti per apprendere e capire. Se raggruppiamo le informazioni, se comprendiamo che la musica ha delle frasi e una struttura, anche la musica classica può diventare più facile da capire. Come nell’architettura dell’informazione la comprensione della struttura ci fa comprendere il contenuto. Forma e contenuto, struttura e contenuto sono strettamente legati. Questo ci permette di capire meglio che la musica è qualcosa di cui abbiamo bisogno.

Gli effetti della musica sul nostro cervello dunque sono davvero positivi. Ascoltare musica è qualcosa di piacevole, cercare di imparare, non è necessario diventare concertisti, produrrà effetti positivi in ogni ambito della nostra vita. Sia dal punto di vista lessicale, motorio, psicologico e umorale.

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #32

Mixer. Notizie sonore su Architettura dell’informazione, User Experience, Sonorità, Assistenza vocale, Intelligenza artificiale, Streaming, Musica e… tutto il suono che ha un senso e un significato. 

Dal Blog

Domani sarò al wiad palermo. Parlerò alle 11.30. Vi aspetto!

Mixer #32

L’assistente vocale di Microsoft Cortana farà da promemoria leggendo le mail.

Samsung inserirà all’interno del prossimo flagship, il Galaxy S8, un nuovo assistente vocale. Al club degli Alexa, Siri e Google Assistant si unirà quindi anche Bixby, progettato da Viv, società composta da fuoriusciti del gruppo che ha ideato Bixby.

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WIAD Palermo

Il wiad palermo si svolgerà il 18 febbraio 2017, così come in tutto il mondo, per celebrare, anche in Sicilia, l’architettura dell’informazione.

WIAD Italia

La prima osservazione è che il WIAD si svolge, in Italia, in ben 3 città: Palermo, Roma, Verona/Trento. In quella che la scorsa settimana ho chiamato WIAD Italia. Non è una cosa banale e non è cosa da poco. Se andate a spulciare i programmi conoscerete i teorici dell’architettura dell’informazione italiana.

Questo conferma che, nonostante la figura professionale dell’architetto dell’informazione tardi ad affermarsi, l’Italia è tra le Nazioni più attente all’innovazione. In Italia l’architettura dell’informazione si pratica ad alti livelli ed è pronta a divulgare cultura digitale a chi ne ha bisogno.

Palermo, la Sicilia… tutto il mondo è paese!

La seconda osservazione è più personale e soggettiva.

A Palermo c’è molta attenzione verso l’architettura dell’informazione. E questo  ha fatto molto piacere. E’ davvero entusiasmante. Non dico questo perché sono stato invitato a parlare. Tornare nella città che hai lasciato da studente è una bella emozione. Certo. Non posso negarlo.

Ma è entusiasmante anche perché in Sicilia, più che altrove, c’è bisogno dell’applicazione della disciplina. C’è bisogno di ordine, di parlare alla gente, di cercare quali sono i veri bisogni delle persone. In una Regione martoriata da problemi atavici, l’architettura dell’informazione potrebbe alleviare, almeno in parte, i disagi della gente comune. Almeno nei rapporti con gli enti pubblici e privati.

Raggiungere l’impossibile?

Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile.

Nonostante le esperienze negative, continuo ad avere fiducia nella gente, credo nel prossimo. Da umanista credo in un risveglio consapevole, che venga dalla condivisione di conoscenza.

Il WIAD dura solo un giorno e passerà velocemente. Eppure, anche in un solo giorno, si può prendere coscienza di sé, degli altri, del proprio contesto e aggiungere il proprio significato. E questo è vero tanto più se si pratica l’architettura dell’informazione e si predica l’User Experience. In qualunque parte del mondo connesso ci si trovi, ciascuno di noi non si trova più in periferia e non è più solo. Ciascuno di noi può cercare e trovare un senso al contesto in cui vive.

Io, personalmente, per quanto mi sarà concesso, darò il mio contributo.

Il mio intervento al WIAD Palermo

Concludo con una breve anticipazione sul mio intervento di sabato 18 febbraio.

Architettura dell’informazione conversazionale: dal suono come quarta dimensione dell’ UX Design ad Alexa

Nel mio intervento partirò da una domanda. Cosa accade quando i nostri dispositivi sono troppo silenziosi? Farò ascoltare alcuni suoni. I suoni da cui deriviamo. E mostrerò alcuni esempi di dispositivi divenuti silenziosi. Sarà una brevissima storia del suono che arriverà alla progettazione di suoni per i dispositivi diventati, appunto, troppo (o del tutto) silenziosi.

Dalla progettazione dei suoni alla progettazione delle interfacce vocali il passo è breve. O quanto meno, in linea di principio, è breve. Nei fatti poi è molto complesso e le implicazioni sono molte. Però progettare suoni e voci segue la stessa logica. Avere risposte di senso da un dispositivo.

Parlare con le macchine è stato da sempre il sogno di ricercatori e pionieri della scienza. Tante sono le interfacce vocali presenti sul mercato. Quelle più conosciute sono Siri della Apple, Cortana di Microsoft e Alexa di Amazon. Ciascuna interfaccia ha una sua caratteristica. Ma è Alexa l’assistente vocale più interessante. Concluderò spiegando proprio questo, in relazione all’architettura dell’informazione.

Se siete curiosi venite a Palermo, sarà un piacere stringervi la mano e ascoltare le vostre opinioni.

Dovrei intervenire alle 11.30 subito dopo Yvonne Bindi, autrice del libro Language design: guida all’usabilità delle parole per professionisti della comunicazione.

Vi aspetto!

Visitate il sito www.wiadpalermo.com  per tutte le informazioni logistiche, gli sponsors, gli altri speakers.

L’evento è gratuito, la registrazione però è gradita per organizzare meglio l’accoglienza e per usufruire del pranzo insieme alla comunità. Registrati su eventbrite

Il programma e le informazioni sono tratte dal sito www.wiadpalermo.com

Saluto degli organizzatori e introduzione alla giornata di Roberto Ragonese, Pmo Coworking, Domenico Schillaci, PUSH, Eliana Messineo, FabLab Palermo, Luisa Di Martino, UX Book Club Palermo

10:20 – Saluto degli Sponsor
10:30 – Gaetano Lombardo

Prodotti e produttori: una rete di materie prime

In piena globalizzazione dei consumi la loro differenziazione si polarizza attorno alle storie dei singoli prodotti e dei loro produttori: una rete di informazioni da mettere a sistema per crescere congiuntamente come territorio, sfruttando l’originalità di ogni nodo, per difenderne l’identità.

11:00 – Yvonne Bindi

Linguaggio, design e usabilità delle parole

Per progettare buoni oggetti e ambienti i designer devono conoscere come si comportano le persone, che rapporto hanno con lo spazio, con il tempo, con forme e colori. Così, chi progetta interazioni verbali, messaggi e segnaletica deve conoscere che rapporto hanno i parlanti con le parole, come le usano, come le percepiscono, per quali ragioni le interpretano male e perché certi significati sono più probabili o facili di altri. Le parole che incontriamo spesso fanno bene il loro lavoro, ma se sono progettate male, aggregate in messaggi difficili, posizionate in modo improprio diventano inutili o addirittura dannose, causando disagi e problemi. Nel talk saranno analizzati alcuni messaggi per comprendere come usare meglio le parole ovunque esse si trovino: nelle interfacce, nella segnaletica, nei comandi vocali, nei menù, negli ambienti fisici come in quelli digitali.

11:30 – Toni Fontana

Architettura dell’informazione conversazionale: dal suono come quarta dimensione dell’ UX Design ad Alexa

12:00 – Mauro Filippi

La trovabilità nell’arte urbana. Street Art Factory: la città come dispositivo museale

E se le opere di street art avessero anch’esse le targhette? Come si fruisce il patrimonio di arte urbana delle città? Come si accede in modo diretto alle informazioni sugli artisti e suoi luoghi?
Street Art Factory come caso sperimentale di mappatura digitale aumentata dell’arte di strada di Palermo.

12:20 -Spazio domande e conclusioni mattina

13:30 – Pausa pranzo al Sanlorenzo Mercato

14:30 – Diego Lavecchia, Fabio Nucatolo, Maurizio Schifano

Workshop: Fruttato o secco? I diversi gradi dell’esperienza

Tutti sappiamo quanto spesso, per i non esperti, sia difficile riuscire a scegliere il vino giusto. Come possono un software, un ambiente o un prodotto migliorare la nostra esperienza? Il workshop vuole fare immergere i partecipanti in questo scenario, dando la possibilità ai partecipanti di partire da una classificazione dei dati di base, stimolandoli successivamente a ricercare una buona idea e a concretizzare la rapida realizzazione di un elaborato finale, esplorando metodi di brainstorming, elaborazione di pattern e prototipazione rapida.

A sabato 18 febbraio!

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #31

Mixer. Notizie sonore su Architettura dell’informazione, User Experience, Sonorità, Assistenza vocale, Intelligenza artificiale, Streaming, Musica e… tutto il suono che ha un senso e un significato. 

Dal Blog

Ieri sono stato intervistato da Radio Star me Up Lunedì, posto l’intervista.

Mixer #31

Gli speaker intelligenti Amazon Echo ed Echo Dot con al loro interno l’intelligenza artificiale Alexa sono arrivati in Germania e Gran Bretagna.

Arriva Davis, l’assistente virtuale che misura le performance dell’azienda.

Secondo alcune fonti interne, Google avrebbe unito i team che lavorano su YouTube Music e Play Music.

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WIAD Italia – il blog ospite al WIAD Palermo

Il WIAD Italia è parte integrante della Giornata Mondiale dell’Architettura dell’informazione. Il WIAD è la celebrazione annuale incentrata sull’incontro e la formazione degli architetti dell’informazione. Il wiad si svolge in contemporanea in 24 Paesi e nei 5 continenti. Un evento organizzato dall’Information architecture Institute.

Tutte le informazioni sul WIAD Mondiale 2017 le trovi sul sito dedicato.

WIAD Italia – 2017

Il tema di quest’anno è: Information Strategy and Structure.

Il WIAD 2017, la giornata mondiale dell’informazione dell’architettura, in Italia, si celebrerà, quest’anno, in 3 città: Palermo, Roma e Verona (a Verona si è avuto l’incontro degli architetti dell’informazione di Verona e Trento).

Architettura dell’informazione sonora tra gli speakers del WIAD Palermo

Quest’anno sarò in visita al #wiadpalermo. Ed ero curioso di incontrare e ascoltare i relatori. In previsione di questa visita avevo già preso appunti e scrivevo.

Da questa visita mi aspetto molto. Dalla Sicilia, da questa terra bella e disgraziata mi aspetto che arrivino idee rivoluzionarie. Le realtà di sperimentazione possono essere anche le più interessanti. Si ha più voglia di raccontare (lo spero) e di superare gli ostacolo (lo auguro).

Non aspettavo il messaggio di Eliana Messineo, Project Manager di FABLABPalermo che mi scrive:

vista la tua presenza a Palermo, non ti andrebbe di raccontarci qualcosa del tuo lavoro?

Devo dire che la cosa mi ha molto lusingato. E mi ha fatto molto piacere l’interesse dimostrato dall’organizzazione verso il mio lavoro. Ed ho accettato. Così sarò tra gli speakers del WIAD17.

Il mio intervento, lo anticipo ai miei lettori, avrà come titolo. Architettura dell’informazione conversazionale. Dal suono come quarta dimensione dell’UXDesign ad Alexa.

Se dunque ti trovi in Sicilia o nei paraggi di Palermo e sei anche un lettore del blog mi farebbe davvero piacere incontrarti e conoscerti.

L’evento si svolgerà presso il Mercato San Lorenzo tra Viale Strasburgo e Via Tommaso Natale. Se non lo conosci segui le indicazioni stradali. Personalmente non ci sono mai stato ma mi dicono che è un posto molto bello. Insomma, a prescindere dal mio intervento, un luogo da visitare.

WIAD Palermo

www.wiadpalermo.com/

Nel mondo di oggi, le organizzazioni, di qualsiasi natura e tipo, hanno la necessità di strutturare e gestire un’enorme mole di informazioni. Queste ultime devono essere il più possibile chiare, accessibili, comprensibili e utilizzabili da parte di tutti. Tale necessità di definire una strategia e una struttura informativa, tuttavia, non riguarda solo le imprese, ma è ormai parte integrante delle nostre vite quotidiane.

Sarà un piacere poter incontrare e ascoltare i relatori. Quest’anno, infatti, sarò in visita al #wiadpalermo. Se sei fra i lettori del blog, mi farebbe piacere conoscerti di persona. L’esperienza del contatto resta sempre l’esperienza principale per crescere. Da questa visita mi aspetto molto. Dalla Sicilia, da questa terra bella e disgraziata mi aspetto che arrivino idee rivoluzionarie. Le realtà di sperimentazione possono essere anche le più interessanti. Si ha più voglia di raccontare (lo spero) e di superare gli ostacolo (lo auguro).

Gli speaker presenti saranno

Yvonne Bindi – Architetta dell’informazione
Fabio Nucatolo – Interaction Designer
Gaetano Lombardo – Comunicazione e Marketing, Sanlorenzo Mercato
Mauro Filippi – Designer, PUSH
Diego Lavecchia – Interaction designer
Maurizio Schifano – UX/UI Designer, HypeBang, InformAmuse

e Il sottoscritto, Toni Fontana – Architetto dell’informazione

Il sito è in fase di aggiornamento. Ma voi, il 18 febbraio, tenetevi liberi. E’ un appuntamento molto interessante.

WIAD Verona Trento

www.wiadveronatrento.it/

Ricchissimo il programma del WIAD Verona con nomi di grande richiamo. Tutti gli speakers presenti hanno un Curriculum di tutto rispetto. Vantano collaborazioni con realtà internazionali. Insomma, un wiad che anche a perderselo bisognerà recuperare dalle registrazioni del wiad in diretta.

Interventi della mattina

Federico Badaloni – Federico Badaloni è un architetto dell’informazione e un giornalista. È responsabile dell’area di Architettura dell’Informazione e User Experience Design della Divisione Digitale del Gruppo Editoriale l’Espresso, ha fondato il master in IA e UXD presso l’università IULM di Milano e ne coordina la didattica. Ha pubblicato di recente “Architettura della Comunicazione, progettare i nuovi ecosistemi dell’informazione”. È autore di numerosi articoli e saggi e collabora regolarmente con diverse riviste. Ha approfondito la metodologia Agile e ha ottenuto la certificazione come Scrum Master presso la Scrum Alliance. È stato presidente di Architecta, la società italiana di architettura dell’informazione, nel biennio 2013/2014. In una vita parallela, ha studiato pianoforte, violino, clarinetto e ha compiuto gli studi di composizione. Oltre a varie composizioni per orchestra, ensemble di strumenti da camera e per coro, ha scritto diverse colonne sonore per spettacoli teatrali, documentari televisivi e film.

Alberta Soranzo – Alberta è un’incorreggibile nomade – nata e cresciuta in Italia, ha vissuto in California e ora lavora a Londra come Direttore dell’End-to-End Service Design presso Lloyds Banking Group. Alla guida di un gruppo di systems thinkers e service designers, sta cercando di plasmare il futuro dei servizi finanziari trasformando l’organizzazione dall’interno. Alberta fa sketchnotes delle riunioni di lavoro cui partecipa (e sono tante), è una giocatrice di hockey su ghiaccio risoluta e ha a cuore i dettagli che, dice, “contano molto”.

Stefano Bussolon – Psicologo, PhD in scienze cognitive, insegno Interazione Uomo Macchina all’Università di Trento, e lavora come ux designer, occupandosi di ricerca con gli utenti, architettura dell’informazione partecipativa, responsive interaction design e test di usabilità, con clienti di medio-grandi dimensioni, in ambito bancario, assicurativo, turistico, della pubblica amministrazione.

Luca Mascaro – designer. Nei miei 15+ anni di esperienza professionale si è ispirato alla fantascienza, all’architettura, alla cultura giapponese e all’esperienza delle persone. Nel 2006 ho fondato Sketchin per raccogliere una sfida: dare forma a un mondo in cui le persone possano vivere esperienze al di sopra delle loro aspettative. A Sketchin, ha lavorato con clienti che spaziano da startup a global brand per evolvere l’esperienza che questi offrono ai propri clienti.

Interventi del pomeriggio

Marco Calzolari – Di formazione umanistica e filosofo, lavora e si diverte con il digitale dal 1999. È stato webdesigner, interaction designer, software developer e project manager. Ha preso parte alla nascita della comunità italiana di Information Architecture. Svolge attività di temporary management, coaching e training su sviluppo organizzativo e del potenziale umano. Sviluppa temi di filosofia del management e conversation design. Imprenditore, co-founder e socio in Agile Reloaded, Graffiti, PRSD e start-up innovative di cui è advisor. Rock’n’roll!

Ilaria Mauric – Studia e applica da diversi anni i principi agile e i processi lean nel campo dell’experience design. Usa le sue conoscenze dei processi e degli strumenti di design per creare l’esperienza di un prodotto o un progetto digitale e guidare le decisioni dei team che ci lavorano.

Anna Mormile – Dal 2014 sono Experience Designer in GNV&Partners. Progetto interfacce e componenti visivi che aiutano gli utenti a realizzare i propri obiettivi nel modo più semplice ed efficace. Lavoro sempre in team e seguo il processo di design in tutte le sue fasi: dalla ricerca con gli utenti, al wireframing, prototipazione, visual design e front-end.

Cosimo Accoto – Cosimo Accoto è visiting scientist al MIT (Boston) presso il SSRC (Sociotechnical Systems Research Center), affiliato al MIT IDSS Institute for Data, Systems and Society. Il suo ultimo libro si intitola: “Il mondo dato. Cinque brevi lezioni di filosofia digitale” (Egea, 2017, prefazione di Alex Pentland). È autore e coautore di diversi saggi e articoli di business apparsi, tra gli altri, su Economia & Management e Harvard Business Review Italia. Filosofo di formazione, è lecturer in digital analytics e big data alla IE University (Madrid). Il suo percorso professionale è maturato nella consulenza strategica di management come partner e responsabile per le strategie d’innovazione, nell’industria della misurazione di internet e in società internazionali leader nello sviluppo software e di piattaforme per la data intelligence.

WIAD Roma

www.wiadroma.it

Evento al minimo storico quest’anno per il WIAD di Roma.

Due i relatori: Matteo Moretti, Ricercatore in Visual Journalism della Libera Università di Bozen – Bolzano con un intervento dal titolo “DATAVIZ: breaking the rules” e Andrea Lai, Communication Manager per Viteculture. L’intervento di Adrea Lai avrà il titolo “Digli quello che stai per dire, diglielo e ripetigli quello che gli hai detto (in musica)”.

La giornata sarà comunque arricchita dal BarCamp

Il BarCamp è una non-conference nella quale non esistono spettatori ma siamo tutti partecipanti. Sarà un’occasione unica per discutere insieme e scambiare esperienze e opinioni sulle nuove sfide dell’architettura dell’informazione e dello user experience design. Chiunque potrà quindi proporre un talk, una pillola di formazione o un caso di studio.

Se vuoi proporre un intervento per il BarCampo puoi inviare la richiesta dall’apposito form dedicato oppure proporti la mattina presentandoti alla registrazione.

WIAD Italia – 2016

Il tema di quest’anno, il 20 febbraio 2016 è “Information Everywhere, Architects Everywhere”.

In italia il WIAD è sostenuto da Architecta e si svolgerà a Roma, Pescara e Palermo.

Grazie mille to our Italian friends @ArchitectaIA, helping to make #WIAD16 happen in 3 Italian locations this year! pic.twitter.com/AoQSJEYomz

— WorldIADay (@WorldIADay) 29 Gennaio 2016

Gli speaker che condivideranno la loro esperienza saranno

WIAD ROMA

www.wiadroma.it

Davide “Folletto” Casali – User Experience Director & Startup Advisor (Automattic)

Jacopo Romei – Independent Strategy Consulting Professional (Cocoon Projects)

Domenico Polimeno – Experience Designer (Fifth Beat)

Mauro Uzzeo – Fumettista, Sceneggiatore & Regista di cortometraggi animati

WIAD PESCARA

www.wiadpescara.it

Luca Rosati – prof. di Architettura dell’informazione presso l’Università di Perugia – LUCAROSATI.IT

Hoang Huynh – Indipendent Consultant

Valeria Adani – Epoca

Vincenzo Di Maria – Presidente di Architecta – Commonground people

Claudia Busetto – Board Architecta – Commonground people

Yvonne Bindi – Architetto dell’informazione Freelance

Andrea Violante – Architetto dell’informazione Niew Design

Alessandra Cianchettini – Cocoon Projects

WIAD PALERMO

www.wiadpalermo.com

Andrea Borruso – Geomatico – Civic Hacker

Daniele Bruneo – Web & UX Desiger – Sensei Open Source Things Server

Betty Chatzisavvidou – UX Designer – Ad Axem

Chiara Curti – Architetto – professoressa presso l’Istituto Europeo di Design IED

Maria Cristina Lavazza – Architetto dell’informazione -Head of Experience Design presso usertest/lab

Peppe Sirchia – UX Designer – Meedori

Tanta carne al fuoco, tante idee da ascoltare e condividere. Tutto un mondo da scoprire!

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #30

Mixer. Notizie sonore su Architettura dell’informazione, User Experience, Sonorità, Assistenza vocale, Intelligenza artificiale, Streaming, Musica e… tutto il suono che ha un senso e un significato. 

Dal Blog.

Ci riprovo. A distanza di qualche mese dall’ultimo numero riprovo a fornire questo servizio. Che è utile, principalmente, a me stesso. L’intenzione è sempre la stessa. I temi pure. Ma un formato diverso. Si tratterà di semplice curatela dell’informazione. Pochi link, massimo tre. Sarà tutto? Sarà il meglio? Ovviamente no.

Il digest e l’eventuale commento (spontaneo), la copertura di tutte le notizie, per come l’ho realizzato per 29 settimane, non è sostenibile, se non è sostenuto dai lettori che sarebbero interessati.

Nella speranza di non rubare tempo ma di aggiungere conoscenze, vi lascio a questa nuova versione. E grazie sempre dell’attenzione!

Mixer #30

Intelligenza artificiale

L’Intelligenza artificiale batte uomo a poker. E vince 1,7 milioni di dollari. Mentre la Fondazione Zuckerberg, acquisisce una startup dell’intelligenza artificiale che si chiama Meta ed è un search engine per ricercatori. E’ in grado di riconoscere autori e citazioni e fornire i documenti più rilevanti invece di quelli ottimizzati dal SEO. La Chan Zuckerberg Initiative lo renderà gratis per tutti. La conferma di un mercato pronto a esplodere.

Assistenza vocale

Siri potrà pescare dati dagli account iCloud per farsi più intelligente, ma gli utenti dovranno darle il permesso.

 

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