Google Home, cos’è e come funziona

Google Home è un diffusore acustico a comando vocale.

Ossia, un altoparlante ad attivazione vocale.

Nell’articolo precedente abbiamo parlato del

nome dato da Google al suo assistente vocale rispetto ai concorrenti

e sulla scelta della neutralità senza dare una umanità all’assistenza vocale. 

Notizie recenti, però, dicono che anche Google voglia dare un volto.

Google Assistant note importanti

Google Assistant per funzionare richiede una connessione Internet.

Se volete controllare qualcosa con Google Home

in casa o con altri dispositivi sono necessari dispositivi intelligenti compatibili.

Ad esempio, se chiedi “Riproduci Stranger Things sulla TV” è necessario avere una TV collegata a Chromecast, mentre per controllare dispositivi come luci e termostati sono necessari luci e termostati intelligenti collegati a Google Home. Per  controllare dispositivi come macchine del caffè, baby monitor e ventilatori di casa sono necessari interruttori e/o prese intelligenti compatibili. E quindi si tratta di costi che non sono compresi con il dispositivo Google Home.

Infatti, per accedere ad alcuni contenuti potrebbero essere necessari altri abbonamenti.

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Google Home funzionalità multiutente

Ed in fine, si possono collegare fino a sei account per ciascun Google Home e ottenere risposte personalizzate.

Anche se utilizzi la funzionalità Multiutente e Google Home è impostato per riconoscere la tua voce, tieni presente che una voce simile alla tua o una registrazione della tua voce potrebbe far sì che Google scambi qualcun altro per te.

Aggiornamento 05 aprile 2018

L’articolo che segue è stato pubblicato il 17 ottobre del 2016. E si parla di Google Assistant al futuro. Oggi Google Home è disponibile anche in Italia. Ed acquistabile con Google Assistant italiano.

Google Home. Cosa è?

Google Home è un diffusore collegato attraverso Wi-fi dal quale è possibile controllare la propria casa (connessa) e un assistente vocale per chi lo vuole utilizzare. Google Home è un accessorio senza interfaccia. O meglio, la sua interfaccia è l’audio e l’ascolto della voce dell’utente. Senza voce non funziona.  Sul dispositivo l’unica cosa che si può premere è un pulsante per il mute che impedisce di ascoltare e di essere ascoltati.

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Google Home: come funziona e cosa fa

Google Home Bianco è principalmente uno speaker wifi, una piccola cassa. Per questo è possibile ascoltare musica, streaming, podcast e tutto l’audio che c’è disponibile sul cloud o sulla rete internet a cui si è collegati. Al momento del lancio, Google Home funzionerà con le applicazioni tipo YouTube Music, Spotify, Pandora, Google Play Music, TuneIn, e iHeart Radio. Grazie a queste applicazioni e al supporto di Google Assistant, l’intelligenza artificiale di Google, si potrà chiedere di avviare una canzone del proprio cantante preferito e se già si fosse ascoltato una canzone più volte, Assistant  capirà di quale canzone si tratta e la riproporrà. Oppure si può essere  più precisi sul titolo e Google Assistant eseguirà il comando.

Ovviamente i grandi assenti sono i servizi musicali e video di Amazon e Apple. Non sto qui a spiegarlo ma Google sta sfidando proprio Amazon e Apple su un mercato occupato già dai due brand.

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Controllo della casa

Ma Google Home è anche di più. Perché può (e vuole) essere il centro di una casa connessa. Il primo centro operativo dell’internet delle cose, l’interfaccia audio con cui si potrà controllare la propria casa. Google Home avrà già installato la compatibilità con Nest, SmartThings, Philips Hue, e IFTTT. Questo significa che sarà in grado di controllare i dispositivi selezionati dello Smarthome, attivare le vostre ricette IFTTT e agire su Chromecast. Grazie a Chromecast, infatti, sarà pure possibile controllare altri diffusori audio. In questo modo con il comando vocale si potrà controllare l’audio multi room di una casa. Ma anche controllare il televisore e tutto ciò che è connesso.

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Motore di ricerca

E infine, Google Home è (e resta), anche, un motore di ricerca. Google, infatti, non tradisce la propria missione principale, che è quella di cercare parole per gli utenti, nel modo migliore. Google Assistant è il suo plus. In pratica, oltre ad una ricerca semplice, del tipo

Consigli su come scegliere un registratore digitale

E’ possibile fare ricerche più complesse. Si potranno fare domande del tipo: “Qual’era la popolazione degli Stati Uniti quando è stata fondata la Nasa?” Oppure si può simulare una vera e propria conversazione. Se, infatti, state chiedendo informazioni a Google Home riguardo un attore o una attrice, alla fine della risposta, potete continuare il dialogo senza ripetere il nome dell’attore e usare i pronomi. Google Assistant assocerà il “lui” o il “lei” alla persona di cui stavate parlando ed eseguirà ricerche in quel senso.

Google Home Assistant. Come funziona.

Google Assistant è una intelligenza artificiale e su Google Home si potrebbe usare in modo utile. Google ha immaginato una serata tipo di una famiglia che vuole andare al cinema, da soli o con i bambini. In questo caso Google Assistant potrebbe indicare i film migliore per i più piccoli, fornire informazioni sulle recensioni, indicarti un luogo dove mangiare prima di entrare in sala e guidarti per tutto il percorso senza incontrare traffico. Ovviamente Google Assistant sarà collegato a tutti i vostri accessori, meglio se facenti parte della gamma Google, ma anche con Google Android Auto.

La nota ufficiale di Google ha spiegato la sua nuova assistenza in questo modo:

“L’assistente è colloquiale – un dialogo a due vie in corso tra l’utente e Google che capisce il tuo mondo e consente di ottenere le cose fatte. Rende facile l’acquisto dei biglietti per il cinema, mentre sei in viaggio, scopre il ristorante migliore per la vostra famiglia, oppure dove mangiare un boccone prima che inizi il film, e poi vi aiuta a guidare fino alla sala. “

Ovviamente usando solo la tua voce. Per approfondire vi potrebbe interessare il mio articolo su Google Assistant.

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Attivazione vocale speaker wireless home page di google

Innanzitutto bisogna impostare e settare i dispositivi. Per fare questo si deve installare l’app Google Home sul proprio smartphone di ultima generezione e configurare le impostazioni iniziali per l’altoparlante. Ciascun modello ha le proprie forme di settaggio. A seconda del proprio abbonamento, per esempio, potrebbe essere necessario dover creare un account in aggiunta all’account Google.

1 Accedere a Google Play o all’App Store dallo smartphone/iPhone.
Installare l’app Google Home sullo smartphone/iPhone.
Per i dettagli visitare il sito web all’indirizzo google.com/cast/setup/.
2 Avviare l’app e seguire le istruzioni su schermo per configurare le impostazioni iniziali dell’altoparlante.
Impostare l’altoparlante in modo che utilizzi la stessa connessione Wi-Fi dello smartphone/iPhone.

Google Home vs Amazon Echo

Google Home nasce come diretto avversario di Amazon Echo. Che come spesso ho detto è tra gli assistenti vocali più interessanti dal punto di vista commerciale. Gli assistenti vocali di Apple e Microsoft aiutano l’utente a fare determinate cose. Ma nella sostanza aiutano ad usare, in un determinato modo, i software di cui fanno parte.

Amazon Echo, oltre ad avere le funzioni di un comune assistente vocale, permette di fare acquisti diretti sullo store Amazon. Puoi acquistare un album mentre è riprodotta una canzone. Oppure acquistare un libro mentre stai ascoltando un programma radio. O ancora acquistare un prodotto che ti viene in mente di comprare, in qualunque momento della giornata. Alexa è la concretizzazione della commessa o del commesso del negozio Amazon. La potenza di Alexa sta nel fatto che non deve richiamare una app terza. Alexa è integrato con l’ecosistema Amazon. E questo funziona, tanto che Echo ha venduto molti dispositivi e  Amazon ha lanciato ulteriori versioni del dispositivo. E così ha iniziato lo sviluppo per altri Paesi oltre gli Stati Uniti.

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Google Home vincerà la lotta? Quale futuro?

Fino a questo momento Amazon Echo era stato l’unico assistente vocale che offrisse determinati servizi di acquisto. Adesso invece c’è un nuovo concorrente diretto sullo stesso mercato. Amazon Echo ha alcuni vantaggi su Google Home. Come dicevo prima, Alexa è integrata con l’ecosistema Amazon, gode della sua stessa fiducia degli utenti. L’assistente vocale Amazon  ha più di 3.000 opzioni che personalizzano la personalità di Alexa. E in più Amazon ha già avviato la compatibilità con altre app esterne, tra le quali Uber.

Google Home, dal canto suo, ha aperto la possibilità a tutti gli sviluppatori per creare opzioni extra. Ma ci vorrà del tempo per equipararsi ad Alexa che certamente non resterà immobile. Almeno teoricamente. La battaglia è appena cominciata, anche se lentamente. Come riportato da Gartner, la gente potrebbe spendere fino a 2.1 miliardi di dollari per l’acquisto di altoparlanti intelligenti, entro il 2020. E’ comprensibile che non si voglia lasciare scoperto questo mercato.

La stampa italiana

Google Home parla inglese e ci vorrà del tempo prima che parli pure italiano. Come ho detto già nell’introduzione, per permettere a Google Home di parlare una lingua diversa è necessario riprogrammare il software e programmare, di conseguenza, tutta la semantica linguistica. Per Google, probabilmente non sarà difficile, ma si richiedono investimenti che prevedano ritorni almeno equivalenti.

Eppure già in Italia si crea allarmismo e preoccupazione.In alcuni articoli della stampa (oggi scomparsi dal web) si chiedeva se usare Google Home sia un bene o se l’ascolto continuo del dispositivo fosse un incubo. Certo, i problemi ci sono. Chi segue il mio blog li conosce. Qualcosa ho già detto riguardo gli assistenti vocali sul mercato. Che ben venga la discussione su tecnologia ed Etica. Ancora nello specifico su Assistenza vocale ed Etica . Parliamo dello svanire dei confini tra virtuale e reale, come ricordavo parlando dell’Onlife Manifesto. Ma analizziamo con distacco la tecnologia che ci viene proposta per poterla comprendere. E creare in questo modo consapevolezza sull’uso dello strumento.

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Cosa fare con Google Home. Un elenco

Il sito webnews fa un utile elenco delle cose che si possono fare con Google Home.

Le cose che si possono fare sono moltissime, trasformando un semplice device da poche decine di euro in un elemento per il controllo completo dell’esperienza tra le mura domestiche:

sveglia: si impartiscono le istruzioni e la sveglia viene automaticamente programmata e avviata;

timer, per avere un promemoria rapido circa qualcosa che si deve fare entro pochi minuti;

calcolatrice: si chiede a Google Home di effettuare un calcolo;

agenda: si possono esplorare gli appuntamenti già in calendario o se ne possono aggiungere di nuovi;

chiacchiere: si può chiedere a Google Home una barzelletta;

dizionario: si possono chiedere informazioni circa specifiche parole ottenendone pronuncia e significato;

traduzioni: si può chiedere una traduzione a Google;

informazioni e ricerche: se si chiede a Google Home di indicare la distanza tra la Terra e la Luna, la ricerca su Google sarà automatica e la risposta direttamente riprodotta sullo speaker attraverso il sintetizzatore vocale;

finanza, per restare aggiornati sugli indici azionari;

voli aerei, per avere aggiornamenti sugli orari e sui ritardi;

giochi: perché con Google Home si può anche giocare, pur nei limiti di una interazione vocale;

IFFTT, ossia impartire ordini sulla base di uno schema IF-THEN: “se esco di casa spegni le luci”;

controllo delle luci;

guide locali, per avere istruzioni circa orari, numeri di telefono, indirizzi e altre informazioni;

notizie, ottenendo aggiornamenti sui temi preferiti;

chiedere il meteo;

nutrizione, per sapere calorie e altre informazioni sul cibo;

podcast, da cercare e riprodurre senza un solo click;

lista degli acquisti, per non dimenticare nulla;

sport, per avere informazioni continue sulle partite in corso;

controllo del termostato, portando avanti un ulteriore controllo domotico sulla casa.

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Google Home Spotify

È possibile usare Spotify su Google Home e così ascoltare la propria musica preferita. Basta usare i comandi vocali. Basta configurare l’app e smart speaker. Il primo passo è quello di impostare Google home con l’apposita app. Dall’app collegare gli account Google e Spotify. E infine impostare Spotify come servizio di riproduzione musicale predefinito. A questo punto è già possibile usare i comandi vocali per usufruire del servizio.

I comandi che possono essere richiesto sono in inglese.

“Ok Google, play Spotify”

“Ok Google, play my Discover Weekly”

“Ok Google, play Pop”

“Ok Google, what song is this?”

Lettore mp3.

Sei alla ricerca di un lettore mp3?

Ne hai posseduti?

Quali sono i migliori per te?

Quali sono i migliori lettori mp3

presenti sul mercato?

Come altri settori della tecnologia sonora

anche questo è un mercato strapieno di dispositivi.

Personalmente posseggo un iPod Mini,

oggi fuori produzione,

che mi fu regalato dalla mia amica Maria Grazia.

Dal 2005 ad oggi ha funzionato e funziona.

E sebbene oggi la batteria duri davvero poco,

per i miei ascolti notturni va più che bene.

Ma se dovessi acquistare un lettore mp3 cosa sceglierei?

Di seguito trovate i primi dialoghi che ho avuto con i miei amici del web. E sul tema cercherò, di volta in volta, di coinvolgere amici, lettori ed esperti. Domande ed osservazioni possono continuare anche nei commenti.

Lettore mp3 iBasso

Un mio lettore ha acquistato (scusate il gioco di parole) un lettore mp3 che ritengo importante, sia per qualità della componentistica che per qualità dell’audio che rende. E da questo spunto ho realizzato che qualcosa avrei dovuto scrivere prima o poi.

Si tratta del iBasso DX150 32 GB Portable audio. E a tal proposito riflettevo ad alto tweet.

Prima o poi dovrò scrivere qualcosa riguardo i lettori audio mp3 #Musicplayer digitali
Si tratta di prodotti interessanti oltre alla #Apple
Toni Fontana (@toni_fontana) 11 settembre 2018


Il consiglio di un lettore del blog

A questo mio tweet risponde l’amico twittero Luca Spatocco che racconta la sua esperienza con il Sandisk Sansa Clip+

Tra i lettori che ho avuto, il migliore è stato il Sandisk Sansa Clip+, fuori produzione: ottimo suono, piccolo, economico e versatile, soprattutto con l’installazione del firmware alternativo di Rockbox. In seguito Sandisk non è riuscita a replicarne la qualità e il successo.

Luca Spatocco (@LucaSpatocco) 12 settembre 2018

Che a dirla tutta, io manco sapevo che la Sandisk, di cui acquisto qualche scheda, producesse lettori mp3.

Lettore mp3 personale

Dicevo all’inizio che il mio lettore personale è l’iPod Mini. Lo conoscete? Probabilmente no. Quando lo dico, nel 99% dei casi, viene confuso con l’iPod Nano o addirittura con l’ iPod Shuffle. In realtà si tratta di un iPod che venne prodotto davvero per poco tempo e surclassato dall’iPod Nano appunto.

Per allora, fu un regalone. Ho sempre pensato che per quei tempi la mia amica avesse fatto una follia. Era il mio primo (e ultimo) prodotto e lettore mp3 targato Apple. E fino ad oggi non ho acquistato altri lettore mp3.

Perché in effetti, non essendo un gran sportivo non ho avuto gran bisogno di musica in movimento. Ho riempito tantissimi anni fa il lettore di capisaldi che mi piacevano e di tanti audio vocali, audiolibri e corsi vari. E meno male, devo aggiungere. Perché se un limite ho avuto è quello di non avere altri prodotti Apple. L’uso di iTunes non ha facilitato la mobilità dei pezzi da caricare e ascoltare.

Lettori mp3 Astell & Kern

Con questo spirito ignorante, però, mi sono messo a leggere un po’ sul tema. E già si scopre che ci sono alcuni lettori audio per audiofili come per esempio quelli della astell & kern. Li conoscete? Forse chi li acquista non si mette a scrivere recensioni di prodotto. Ma chissà, che magari su questo blog qualcuno che lo possiede si voglia esprimere.

Tre lettori notevoli pare che siano appunto

L’Astell & Kern AK 70 MKII High End.

L’innominabile High End Player della Astell and Kern;

E il più abbordabile ak70 Nero di base.

Astell & Kern AK380

Farei un discorso a parte per l’Astell & Kern AK380.

Specifiche

DAC: AKM AK4490 x2 (Dual DAC)
Storage: 256GB, espandibile con altri 128GB (Micro SD)
Formati supportati: WAV, FLAC, WMA, MP3, OGG, APE(Normal, High, Fast), AAC, ALAC, AIFF, DFF, DSF, PCM

Decoding: 32bit / 384 kHz B2B

Bluetooth: V4,0 (A2DP, AVRCP) – Wi-Fi: 802,11 b/g/n 2,4GHz

Peso: 230g

Materiale: Aircraft Grade Duralumin.

Osservazioni

Il Duralumin non è altro che alluminio e sono proprio gli elementi di cui è composto l’AK380 a caratterizzarne il prezzo. Perché la forma forse può non piacere a tutti. Ma la definizione del suono dovrà sicuramente essere notevole. Non so se un mio lettore potrà mai permetterselo. Ma se decidete di acquistarlo, pensate anche di investire, in tutti gli accessori che vi serviranno per ascoltarlo. Come per esempio dovrete assolutamente acquistare le migliori cuffie del mondo. Perché altrimenti avrete buttato i vostri soldi. E non è proprio il caso.

Lettori mp3 Sony

A seguire nell’Olimpo dei lettori per audiofili a quanto pare ci sono anche i walkman. E mi vien da dire… chiamali se vuoi walkman. Perché personalmente avevo un’altra idea dei walkman. Ero rimasto ai walkman con cassetta. Ma oggi sono dei veri e propri gioielli.

Per cui si trova il Sony nw-zx300 64 GB ad alta risoluzione audio

Qual è il miglior lettore mp3 per correre?

In un mondo pigro e sedentario molte persone si stanno attivando diventando runners o bikers. Gli accessori per queste persone sono davvero tanti. Quale sarà dunque il miglior lettore mp3 per correre all’aria aperta? Ma sarà sicuro andare in bici con le cuffie alle orecchie? Ma anche solo correre? Chissà se qualche ciclista si è inventato qualcosa!?

Io ho trovato alcuni esempi di lettori venduti appositamente per lo sport. Ma qual è il migliore?

Sarà l’Olycism Lettore MP3 Bluetooth Sport 16GB ?

Oppure l’AGPTEK Lettore MP3 in Metallo con Bluetooth 4.0 ?

Potrebbe essere, invece, utile un lettore impermeabile subacqueo come l’ AGPTEK S12 oppure il lettore Transcend TS8GMP330W?

La parola a voi lettori

Dovrò assolutamente chiedere ai miei amici.

Dallo spunto di Luca Spatocco e del mio lettore,

ma anche dall’elenco che trovate sarebbe bello se, a questo punto, qualche altro lettore raccontasse la sua esperienza. Se a questo elenco sarebbe necessario aggiungere altro, o se addirittura togliere qualche lettore mp3 per nulla valido, fatemi sapere. Provvederò a correggere l’articolo.

Insomma, per voi, qual è il miglior lettore mp3?

Le ricerche delle persone sui lettori MP3

Di seguito trovate le ricerche delle persone. Cercherò di rispondere e aggiornare l’articolo il prima possibile.

lettore mp3 economico
mp3 economici
lettore mp3 ipod
miglior lettore mp3 subacqueo

lettore mp3 piccolo
bluetooth
subacqueo migliore
migliori mp3
player mp3
riproduttori mp3

lettore mp3 per fare sport

lettori musicali mp3
migliore mp3
mp3 acquisto
olycism mp3
lettore mp3 con wifi
mp3 per running

migliori lettori mp3 android
migliori mp3 qualità audio
lettore mp3 con app spotify
migliori lettori musicali

mp3 bluetooth migliore

quale lettore mp3 scegliere
lettore mp3 youtube
migliori mp3 qualita audio
ipod fuori produzione
miglior lettore mp3 bluetooth
amici miei mp3
olycism mp3 player
lettore per audiolibri
mp3 bluetooth migliori

come funziona un mp3
miglior lettore mp3 android
lettore ipod

Prodotti Sony 2018

In questo articolo Prodotti Sony 2018 trovi tutte le novità audio sonore di questo anno. Sono esclusi tutti i prodotti video e fotografici, se non strettamente collegati ai prodotti che riguardano il campo dell’audio.

Questa pagina non è sponsorizzata. Né ho relazioni di lavoro con la Sony, né possiedo punti vendita. I testi che trovi di seguito sono l’adattamento, per i miei lettori, dei comunicati stampa che Sony mi invia periodicamente.

Prodotti Sony 2018

L’anno scorso ho scritto un articolo finale dei Prodotti Sony 2017. Quest’anno, grazie ad una maggiore organizzazione questo post sarà aggiornato ogni qualvolta la Sony mi invierà comunicati che riterrò interessanti per i miei lettori.

IFA 2018

Dal 6 all’11 settembre si è svolto IFA 2018, le’vento in cui i maggiori produttori di tecnologia si sono riuniti a Berlino. Di seguito i prodotti presentati dalla Sony

Cuffie WH-1000XM3 di Sony con tecnologia di eliminazione del rumore.

Le cuffie wireless sportive WF-SP900, resistenti all’acqua, ma anche resistenti al sale marino e al cloro delle piscine? Certamente molto interessanti per i runner ed i ciclisti.

È stato poi presentato un nuovo diffusore portatile SRS-XB501G che permette di portare ovunque il suono dei festival musicali.

Poi ci sono ancora le cuffie premium MDR-Z7M2 non ancora disponibili.

Audio Hi-Res – nuova frontiera delle cuffie firmate Sony

Dopo il successo delle apprezzatissime MDR-1A lanciate nel 2014, le MDR-1AM2 presentano una serie di nuove funzioni ottimizzate e destinate a lasciare il segno nel settore delle cuffie di fascia premium. Sony ha applicato, infatti, tutto il proprio consolidato know-how in materia di qualità di ascolto, migliorando ulteriormente le caratteristiche del suono.

Qualità sonora

Pensate per chi non ammette compromessi in fatto di qualità sonora, le nuove cuffie ampliano ulteriormente le proprie credenziali Hi-Res. Sono compatibili con frequenze di riproduzione fino a 100 kHz e vantano un driver HD da 40 mm di nuova concezione, per offrire un’ampiezza di banda completa. I diaframmi in LCP (Liquid Crystal Polymer) rivestiti in alluminio assicurano, inoltre, la fedele riproduzione di ogni nuance musicale.

La griglia basata sulla successione di Fibonacci supporta le frequenze ultra-elevate, mentre i conduttori in OFC (Oxygen Free Copper) con rivestimento in argento riducono le perdite di segnale in fase di trasmissione. Completa il quadro delle ottimizzazioni tecniche la possibilità di scegliere fra la connessione standard da 3,5 mm e quella bilanciata da 4,4 mm, a tutto vantaggio della funzionalità. Realizzate sulla scorta della Serie Signature (MDR-Z1R), le nuove cuffie seguono la stessa direzione sonora.

Comfort

La maggiore leggerezza rispetto al modello precedente rappresenta un vantaggio, a casa o fuori casa. Grazie infatti ai padiglioni progettati nel segno di una vestibilità confortevole, le cuffie assicurano un comfort duraturo, complice l’imbottitura in schiuma poliuretanica a bassa resilienza rivestita in lussuosa e comoda similpelle.

Le MDR-1AM2 saranno disponibili da inizio aprile 2018.

Il cavo MUC-S12SB1 sarà disponibile da primavera 2018.

CES 2018 – Sony presenta nuovi prodotti

Lo stand di Sony ospiterà gli ultimi prodotti dell’azienda, tra cui i televisori OLED 4K e le cuffie stereo wireless a cancellazione del rumore, che permettono di allenarsi al ritmo della migliore qualità audio. Verranno poi presentate le ultime iniziative riguardanti i sensori d’immagine per il settore automotive, che contribuiranno all’avvento della guida totalmente autonoma, e i sistemi AI (Artificial Intelligence) x Robotics, come il robot aibo™ annunciato di recente, per la prima volta esposto al di fuori del Giappone.

Audio e home entertainment

Al CES verrà anche presentato un prototipo del processore d’immagine di ultima generazione X1TM Ultimate, che, rispetto all’attuale X1 Extreme, offre il doppio della potenza di elaborazione in tempo reale. Grazie alla capacità di valorizzare al massimo i display sia LCD che OLED, il nuovo processore punta a raggiungere la qualità d’immagine più alta della storia dei televisori BRAVIA. Esposto al CES anche un prototipo di display 8K con processore X1 Ultimate, che, unito all’esclusiva tecnologia di retroilluminazione di Sony, darà sfoggio della propria capacità di elaborare in tempo reale contenuti HDR 8K, con un picco di luminosità pari a ben 10.000 nit, il più alto nel formato HDR.

Soundbar compatte HT-ZF9 e HT-XF9000

Come complemento perfetto per i televisori BRAVIA, Sony presenta le soundbar compatte HT-ZF9 e la soundbar 2.1 HT-XF9000.

Entrambe supportano i più avanzati formati audio Dolby Atmos® e DTS:X™. Integrano la rivoluzionaria tecnologia Vertical Surround Engine di Sony, che si traduce in un’acustica tridimensionale attraverso i soli speaker frontali. In particolare, il modello HT-ZF9 rappresenta la prima soundbar a 3,1 canali al mondo compatibile con il formato Dolby Atmos.2 Utilizzate insieme ai TV Serie AF8 e XF90 compatibili con il formato Dolby Vision™3, oltre che al lettore Blu-Ray™ 4K Ultra HD (modello UBP-X700), le nuove soundbar promettono un’esperienza travolgente, fatta di spettacolari immagini 4K HDR unite alle più evolute tecnologie audio.

Cuffie stereo wireless WF-SP700N con tecnologia di cancellazione del rumore

Altra novità, il modello wireless stereo noise cancelling WF-SP700N porta la qualità sonora negli stili di vita più dinamici. Integrando per la prima volta al mondo la tecnologia di cancellazione del rumore e l’impermeabilità (classe di protezione IPX4) in una cuffia completamente wireless.

Le nuove cuffie firmate Sony permettono così di concentrarsi al massimo su qualsiasi attività sportiva o allenamento. E al tempo stesso ascoltare la propria musica preferita, senza il disturbo dei rumori circostanti e senza temere il contatto con sudore o pioggia.

Se, invece, si desidera continuare a percepire i rumori esterni mentre ci si allena e si ascolta musica, è possibile attivare la modalità Ambient Sound. La novità nella categoria delle cuffie wireless con archetto per la nuca è invece rappresentata dal modello WI-SP700N. Anch’esso a forte vocazione sportiva.

Il CES vedrà anche la presentazione dei nuovi dispositivi con funzione di assistenza vocale.

Sony ha in programma di rendere compatibili con Google Assistant le cuffie wireless a cancellazione del rumore dell’acclamata serie 1000X lanciata lo scorso anno. Ma anche i modelli WF-SP700N e WI-SP600N appena annunciati. Ampliando la gamma di dispositivi compatibili con Google Assistant, Sony punta a offrire ai propri clienti funzioni sempre più smart per la vita di tutti i giorni, ovunque ci si trovi.

Inoltre, in un ambiente domestico appositamente riprodotto presso lo stand, con soggiorno e cucina simulati, è prevista una dimostrazione pratica dei dispositivi audio/visivi di Sony dotati di assistente vocale. LF-S50G, lanciato lo scorso anno, si collega a svariati servizi e dispositivi IoT. Ad esempio per azionare elettrodomestici, fornire le ultime notizie e fare shopping online. BRAVIA supporta inoltre la funzione di controllo a comando vocale attraverso Amazon Echo 8, Google Home 9 e lo speaker LF-S50G9.

Gaming e servizi di rete

Il sistema di realtà virtuale PlayStation®VR propone il nuovo capitolo di “The Last Guardian,” il videogioco d’azione/avventura che ruota attorno al legame tra un ragazzino e una gigantesca e misteriosa creatura di nome Trico.

AI x Robotics

In occasione del Corporate Strategy Meeting del giugno 2016, Sony ha annunciato di voler abbinare i propri punti di forza nei settori delle tecnologie audio e video. Sensori e Meccatronica ad altri comparti, quali intelligenza artificiale, robotica e comunicazioni, per proporre al mercato nuove soluzioni. Da allora, l’azienda ha lavorato incessantemente ai diversi progetti avviati in questi campi.

Uno di questi progetti è aibo, un robot da compagnia che verrà presentato per la prima volta al di fuori del territorio giapponese in occasione del CES.

La soundbar Dolby Atmos® capace di produrre un audio Surround Virtuale tridimensionale

La soundbar al top della gamma HT-ZF9 con Dolby Atmos inonda il salotto di casa con suoni di qualità cinematografica grazie alla tecnologia Virtual Surround di Sony. Con il nuovo Vertical Surround Engine di Sony, si può godere di un audio surround virtuale tridimensionale mozzafiato senza necessità di speaker a soffitto o puntati verso l’alto.

Sony presenta anche la soundbar HT-XF9000 con speaker frontali a 2 canali, progettata per abbinarsi elegantemente ai TV BRAVIA. Pur avendo meno diffusori, anche questa soundbar offre lo spettacolare audio surround cinematografico del Dolby Atmos e il Vertical Surround Engine.

Funzionale e compatta

Compatibile con i formati Dolby Atmos e DTS:X™, la soundbar HT-ZF9 è in grado di incollare il pubblico al divano con sonorità a trecentosessanta gradi.

Il Vertical Surround Engine della HT-ZF9 dà la sensazione di elicotteri in volo sopra la testa. Combinato alla tecnologia S-Force PRO Front Surround che ottimizza il campo sonoro frontale, fa quasi dimenticare che l’audio proviene da una soundbar a 3.1 canali.

Inoltre, anche senza contenuti Dolby Atmos e DTS:X, si può comunque godere di un suono virtuale tridimensionale con il pulsante “Vertical S.” sul telecomando, che porta i contenuti stereo da 2 canali fino a 7.1.2 canali, creando così una sensazione di verticalità.

coppia di speaker posteriori SA-Z9R

In alternativa, è possibile aggiungere una coppia di speaker posteriori SA-Z9R, espressamente progettati per accompagnare la soundbar HT-ZF9, e ampliare la portata dell’audio surround con una reale configurazione surround degli speaker.

L’HT-ZF9 supporta il pass-through 4K HDR e Dolby Vision™. Esso trasmette la qualità delle immagini originali direttamente dalla soundbar al televisore, senza alcuna perdita di qualità, colore, nitidezza o luminosità. Sul versante audio,
l’HT-ZF9 supporta i formati High Resolution Audio, anche da sorgenti USB.

In alternativa, si può ascoltare qualsiasi altro file musicale con una qualità prossima all’Alta Risoluzione Audio. Da dispositivi mobili attraverso la connessione Bluetooth®, grazie alla tecnologia DSEE HX™ (Digital Sound Enhancement Engine HX).

Intesa perfetta

Le soundbar HT-ZF9 e HT-XF9000 sono espressamente progettate per accompagnare al meglio alcuni dei nuovi TV Sony BRAVIA® e dare vita a un set di grande eleganza sotto ogni punto di vista, dai materiali alla forma e le finiture.

Ideale per gli interni minimal e lineari, il design di entrambe soundbar si integra perfettamente nello spazio e, sempre in un’ottica di complementarietà,
l’HT-XF9000 è smussata ai bordi per adattarsi alla base del TV KD-XF90 di Sony.

Entrambi i modelli sono privi di cavi e si connettono al TV via Bluetooth®[2], senza il minimo ingombro.

L’HT-ZF9 dispone anche di connettività Wi-Fi, perciò si può approfittare con facilità dei vantaggi di avere Chromecast built-in e di utilizzare Google Assistant, che permette di vivere nuove esperienze musicali impartendo semplici comandi vocali.

Comunicando con uno speaker “smart”, si può riprodurre musica dai servizi di streaming tramite l’HT–ZF9, oppure attivare la riproduzione multi-ambiente, che trasmette la stessa musica in tutta la casa nello stesso momento. Con Spotify Connect in dotazione, inoltre, è tutto a portata di clic. Senza contare che l’interfaccia utente, rivista e ancora più intuitiva, semplifica ulteriormente l’installazione e l’utilizzo con il TV.

Con fino a 2 ingressi HDMI e 1 uscita, l’HT-ZF9 può essere collegata a vari dispositivi, ampliando ulteriormente il sistema di home theatre. Entrambe le soundbar dispongono di connettività Bluetooth® e porte USB per ascoltare musica da dispositivi mobili o supporti USB.

Il modello HT-ZF9 sarà disponibile da primavera 2018.

Il modello HT-XF9000 sarà disponibile da primavera 2018.

Cuffie sportive wireless con tecnologia di cancellazione del rumore

Sony lancia tre nuovi modelli di cuffie sportive wireless per gli amanti della musica attenti allo stile e sempre in movimento. L’elevata qualità e l’imbattibile funzionalità le rendono ideali per qualsiasi occasione, dalle lezioni di cardio-fitness ad alta intensità alle sessioni di yoga olistico, fino alla vita di tutti i giorni.

Un design completamente wireless è importante quando si indossano le cuffie. Perché consente di muoversi liberamente e praticare qualsiasi sport senza l’intralcio dei cavi. La prima novità è il modello completamente wireless WF-SP700N, che abbina per la prima volta al mondo due caratteristiche fondamentali quando ci si allena. La tecnologia di cancellazione del rumore, che consente di isolarsi dal caos e concentrarsi sugli esercizi, e il design a prova di spruzzo.

Al bando i rumori

La tecnologia Noise Cancelling di Sony permette di concentrarsi sugli esercizi e di godere della propria musica quando ci si allena, a dispetto dell’ambiente chiassoso della palestra con il rumore delle macchine e il chiacchiericcio circostante. Quando invece si praticano sport all’aperto e non si vuole perdere la cognizione dei rumori ambientali, basta attivare la modalità Ambient Sound, funzione che può risultare utile anche in palestra, quando si desiderano percepire suoni e rumori relativi all’allenamento.

C’è poi la funzione EXTRA BASS™[3] di Sony che, in abbinamento alla tecnologia Noise Cancelling, permette di sentire bassi ancora più profondi e penetranti e di trovare nella musica la motivazione a potenziare le performance in palestra. In più, con la app Sony | Headphones Connect, è persino possibile personalizzare le impostazioni di equalizzazione.

Impermeabilità, calzata sicura e portabilità

La classe di protezione IPX4 rende le cuffie WF-SP700N resistenti agli spruzzi, così da poterle indossare sotto la pioggia o durante gli allenamenti più intensi, senza alcun rischio di danneggiarle con l’acqua o il sudore.

Grazie ai supporti ad arco, restano saldamente inserite nelle orecchie indipendentemente dall’attività svolta. Le quattro colorazioni disponibili, ossia rosa, giallo, nero e bianco, si abbinano perfettamente agli outfit sportivi e rispecchiano la tendenza del momento- Indossare capi sportivi anche fuori dalla palestra.

Il modello WF-SP700N, che offre un’autonomia di circa tre ore, ha in dotazione una custodia compatta ad apertura “one-touch”, che serve anche da stazione di ricarica. Le due ricariche aggiuntive offerte dalla custodia portano a nove le ore totali di autonomia.

Praticità di connessione

Le cuffie WF-SP700N sono dotate di connettività “one-touch” NFC™ con la custodia e sono compatibili con la app Sony | Headphones Connect, che offre ora la funzione “Quick Sound Settings” per richiamare le impostazioni preferite relative a equalizzatore e controllo dei rumori ambientali, regolabili toccando due volte il pulsante delle cuffie.

Oltre a offrire libertà di movimento senza l’impaccio dei cavi, il modello WF-SP700N sarà ottimizzato per Google Assistant tramite un aggiornamento.

Le cuffie Noise Cancelling di Sony con Google Assistant

Le cuffie Noise Cancelling di Sony verranno ottimizzate per Google Assistant tramite un aggiornamento. L’assistente Google personale sempre pronto a rispondere a qualsiasi domanda e a dare una mano; ad esempio, per svolgere compiti, selezionare musica, ascoltare messaggi in arrivo, effettuare chiamate e molto altro ancora.

I modelli che saranno ottimizzati per Google Assistant sono.

WH-1000XM2, il modello WI-1000X, ed anche WF-1000X. Poi ci sono i modello WF-SP700N, WI-SP600N, WH-CH700N, ed anche il modello WH-H900N.

I modelli WF-SP700N e WI-SP600N saranno disponibili da giugno 2018.

Il modello WI-SP500 sarà disponibile da aprile 2018.

Crea la festa dell’anno con uno dei sistemi High Power Audio di Sony

Grazie allo Spread Sound Generator integrato, i sistemi High Power Audio “one-box” diffondono un suono intenso e potente in tutta la stanza.

Il modello V71D offre la modalità LIVE SOUND, condivisa anche dal modello V81D ma in versione avanzata, ossia a 360°, mentre entrambi i modelli illuminano l’ambiente con luci psichedeliche a 360˚ per creare l’atmosfera perfetta. La funzione “Gesture Control” ti permette poi di diventare il DJ della festa senza dover uscire di casa, poiché sarà la discoteca a entrare.

La nuova modalità TAIKO, come suggerisce il nome stesso in giapponese, consente di utilizzare i sistemi “one-box”. Basta infatti sfiorare il pannello touch per aggiungere alla musica l’effetto di diversi campionatori di batteria. E, grazie alla funzione “Gesture Control”, puoi riprodurre una grande varietà di strumenti musicali semplicemente facendo passare la mano sopra il diffusore. TAIKO si trasforma anche in gioco.

Funzioni pensate per il divertimento e per fare colpo

Il modello V81D, il modello V71D e il modello V41D sono dotati di funzioni interattive esclusive, capaci di coinvolgere e far divertire. Usa la funzione “Party King” e fai sapere ai tuoi contatti social che stai organizzando una serata speciale. Oppure posta le immagini della tua spettacolare festa grazie alla nuova apposita funzione della app “Fiestable”.

Puoi anche ottenere la certificazione di “Party King” e ambire alla vetta della classifica. Più feste organizzi, più punti guadagni. I risultati conseguiti possono anche dare accesso all’utilizzo di speciali campionatori.

Inoltre, grazie alla funzione “Wireless Party Chain”, puoi collegare fino a 50 sistemi compatibili, per amplificare al massimo il divertimento, e far partecipare anche i tuoi amici alla colonna sonora della serata. La connettività multi-dispositivo ti permette poi di condividere il ruolo di DJ, collegando al diffusore diversi smartphone. Così che anche i tuoi invitati possano far partire i propri brani preferiti.

Quando “tre” è il numero perfetto

Sony ha anche sviluppato un nuovo modello a 3 elementi, l’M60D. Gli speaker garantiscono una pressione sonora elevata e ottimizzata, mentre l’amplificatore fornisce tutta la potenza necessaria a far decollare ogni tuo party. C’è poi lo spettacolo degli effetti luminosi prodotti sia dagli speaker che dall’unità principale.

Infine, il sistema consente di riprodurre la musica da qualsiasi sorgente grazie agli ingressi per CD, DVD, USB, Bluetooth, microfono e chitarra, cui si aggiunge la porta HDMI OUT per il collegamento a uno schermo!

I nuovi sistemi High Power Audio di Sony (MHC-V41D, MHC-V71D, MHC-V81D e MHC-M60D) saranno disponibili da aprile 2018.

Bassi profondi e ampio campo sonoro surround. Ssubwoofer integrato e tecnologia S-Force PRO Front Surround.

Una soundbar elegante e compatta, disponibile in due colori, in grado di armonizzarsi facilmente con qualsiasi ambiente

La nuova soundbar compatta a 2,1 canali di Sony, HT-SF200, porta la qualità sonora cinematografica nel salotto di casa. Con qualunque film o programma televisivo, vengono riprodotte tutte le frequenze basse e i dialoghi risuonano con chiarezza, senza bisogno di un subwoofer separato.

Compatta ed elegante, la soundbar è dotata di subwoofer integrato e supporta il codec Dolby Digital. La presenza della tecnologia S-Force PRO Front Surround dà l’impressione di essere circondati da più diffusori, senza l’ingombro dei cavi.

Semplicità di connessione

L’SF200 si collega al televisore con facilità tramite porta HDMI ARC oppure mediante connettività di tipo ottico o Bluetooth®[1], così l’ambiente rimane in ordine e libero dal fastidio dei cavi. La tecnologia Bluetooth® consente anche il collegamento wireless ad altri dispositivi smart.

C’è anche un pratico ingresso USB, per ascoltare immediatamente una canzone da qualsiasi dispositivo USB.

L’abbinamento perfetto

La nuova soundbar è un’elegante soluzione “all-in-one” caratterizzata non solo da una qualità sonora eccellente, ma anche da un’estetica capace di armonizzarsi con qualsiasi ambiente. Si posiziona facilmente su mensole o console, davanti o accanto al televisore. I materiali, quali la finitura in similpelle per la sezione superiore e il rivestimento in composito sui due lati, sono stati appositamente selezionati per adattarsi a qualunque stile d’arredamento. Due le colorazioni disponibili, entrambe attualissime. Nero antracite (HT-SF200) e bianco crema (HT-SF201).

I modelli HT-SF200 e HT-SF201 saranno disponibili da fine febbraio/inizio marzo 2018.

Suoni e immagini come al cinema con il nuovo lettore Blu-ray™ 4K Ultra HD e il nuovo sintoamplificatore AV di Sony

Con le ultimissime novità di Sony nel panorama del 4K HDR, il salotto di casa si trasforma in un’autentica sala cinematografica. A integrazione dell’attuale gamma di lettori Blu-ray 4K Ultra HD, l’UBP-X700 offre prestazioni superiori rispetto ai lettori Blu-ray standard in termini di colori, contrasto e luminosità.

In più, Sony è orgogliosa di ampliare la sua apprezzata gamma di home theatre con il nuovo sintoamplificatore AV STR-DH790, che, grazie alla configurazione a 5.1.2 canali e alla compatibilità con le codifiche Dolby Atmos e DTS:X emette un potente audio surround.

Coppia vincente

Accendi il tuo lettore Blu-ray e avvia la riproduzione per godere di tutti i dettagli che solo la tecnologia 4K Ultra HD sa regalare, avvicinando la finzione alla realtà come mai prima d’ora.

L’UBP-X700 supporterà i formati HDR10 e Dolby Vision restituendo particolari, luci e colori impeccabili. Così da ottimizzare il modo in cui le immagini HDR vengono trasferite dal lettore allo schermo della TV. Anche il sintoamplificatore DH790 è compatibile con lo standard HDR10 e Dolby Vision. La combinazione dell’X700 con il DH790 apre a un nuovo mondo di suono, a complemento della qualità dell’immagine.

Grazie al supporto delle codifiche Dolby Atmos e DTS:X, il sintoamplificatore DH790 permette di riempire l’ambiente di suoni tridimensionali. Dai tuoni alle sirene che attraversano le strade delle città, con il set up a 5.1.2 canali.

Non solo film

Il lettore X700 consente un facile accesso a un mondo di servizi di streaming in 4K. Da Netflix™ a Prime Video™ e YouTube™. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Questo lettore Blu-ray 4K Ultra HD supporta anche diversi formati audio e video di alta qualità, tra cui MP4, DSD, FLAC, e molti altri ancora.

Facile installazione

Sia il lettore Blu-ray 4K Ultra HD X700 sia il sintoamplificatore AV DH790 hanno un design sottile e compatto, che arreda qualsiasi ambiente della casa.

Progettato per adattarsi alle moderne aree living, il DH790 semplifica l’impostazione e la personalizzazione degli speaker. Grazie al sistema di settaggio automatico Advanced D.C.A.C (Digital Cinema Auto Calibration). Sfruttando il microfono plug-in in dotazione, la tecnologia Advanced D.C.A.C analizza una serie di suoni di prova per calibrare correttamente ogni cassa. Tenendo conto della posizione e delle proprietà acustiche della stanza.

L’UBP-X700 sarà disponibile da gennaio 2018 mentre l’STR-DH790 da primavera 2018.

Nuovi speaker wireless EXTRA BASS™ di Sony

La ricerca della cassa perfetta per un party è finita. Sony ha annunciato oggi i nuovi speaker wireless EXTRA BASS™ SRS-XB41, il modello SRS-XB31 e infine SRS-XB21. Portatili, resistenti e dotati di tutta la potenza della tecnologia EXTRA BASS™, oltre che dell’innovativa modalità LIVE SOUND, i modelli della nuova gamma saranno l’anima della festa, sempre e ovunque.

Nuova modalità LIVE SOUND

Il nuovo processore DSP (Digital Signal Processor), insieme allo speaker angolato, è il cuore della modalità LIVE SOUND. Consente di diffondere il suono in senso sia orizzontale che verticale. Inoltre, il design dei diffusori è perfetto per dare corpo a bassi profondi e penetranti, per riprodurre al meglio generi musicali come la dance elettronica, il garage rap o l’hip hop.

Parola d’ordine: solidità

Grazie alla nuova struttura rivestita in tessuto, disponibile in 5 diverse colorazioni, gli schizzi accidentali non saranno più un problema. Gli speaker sono solidissimi e lavabili.

La certificazione IP67 garantisce una perfetta resistenza all’acqua e alla polvere. Sarà possibile portare gli speaker in spiaggia o appoggiarli a terra o a bordo piscina senza timore di danneggiarli. A questo si aggiunge un’efficace protezione anti-ruggine, che li salvaguarda anche in caso di caduta in acqua.

Con l’aggiunta di questi tre nuovi modelli, la gamma EXTRA BASS™ di Sony diventa più versatile e robusta che mai ed è pronta ad affrontare le avversità degli ambienti esterni e della vita quotidiana.

Party su misura

Ad accogliere i tuoi ospiti e intrattenerli al meglio ci pensa la nuova, energica funzione Party Booster. Lo speaker si trasforma in un vero e proprio strumento musicale. Grazie all’accelerometro integrato, è in grado di rilevare i comandi provenienti da 5 direzioni e di adeguare il suono e l’illuminazione di conseguenza. In questo modo, ogni festa diventa un’esperienza veramente condivisa e interattiva. Basta dare il là e lasciarsi andare al ritmo!

Un concerto di luci

Le luci multicolori e gli effetti stroboscopici del modello XB41 movimentano la festa. Si adattano al tuo sound preferito. E ricreano l’atmosfera di un festival o di una discoteca.

Il nuovo XB31 è dotato di luci multicolori e stroboscopiche. Mentre lo speaker XB21 opta per un brillante profilo monocolore. Con questo sapiente mix di luci e suoni, vivere notti memorabili non potrebbe essere più semplice.

Nuova funzione Wireless Party Chain

Per la prima volta, Sony ti offre la possibilità di moltiplicare esponenzialmente i bassi collegando tra loro fino a 100 speaker compatibili (SRS-XB41/31/21). Riempi la stanza o realizza un muro sonoro per creare una potente esperienza audio EXTRA BASS™ da far vivere a tutti i tuoi amici.

I nuovi speaker sono senza fili e progettati per essere trasportati ovunque. Le dimensioni compatte e l’autonomia di 24 ore.

Sony Corporation

Sony Corporation è un’azienda leader nella produzione di apparecchiature audio, video, imaging, gaming e di Information & Communications Technology destinate al mercato consumer, alle aziende e ai professionisti. Grazie alle divisioni musica, cinema, computer entertainment e online, Sony si posiziona a pieno titolo quale azienda di elettronica e di intrattenimento leader a livello mondiale. Sony ha registrato un fatturato consolidato di circa 76 miliardi di dollari nell’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2017.

Per ulteriori informazioni relative a Sony è possibile visitare il sito ufficiale dei Prodotti Sony 2018.

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Storytellers Project: intervista a Laura Boffi

Ho avvistato The Storytellers project di Laura Boffi per caso; navigando all’interno della mia bolla sonora. E mi è sembrato fin da subito un bel progetto. Perché parla di relazioni, di ascolto e innovazione. E non potevo non parlarne. Quello che mi interessa maggiormente infatti è proprio la parte della lettura e di ascolto dei bambini. Mi sembra un progetto che trasuda umanità e che vedrà collaborare persone molto belle.

Non so come il progetto si evolverà. Il blog lo seguirà. Magari Laura Boffi ci aggiornerà nel tempo, se vorrà. Al momento vedo un grande fermento e mi sembra un progetto interessante. Per questo ho pensato di scriverne sul mio blog e di chiedere l’intervista che trovi di seguito a Laura Boffi.

Il post che ho letto diceva e chiedeva.

Il progetto Storytellers cerca persone adulte, pensionate e non, che vogliano leggere libri per l’infanzia al telefono 🙂

Il progetto si prefigge di creare un servizio di lettura remota per bambini attraverso la creazione di una comunità di lettori senior.

The Storytellers project

Sia per dare una mano, che per divulgare la richiesta, ho deciso di scrivere all’ideatrice del progetto.

Il progetto vuole essere un servizio di biblioteca innovativo dove una comunità di lettori avanti con gli anni, disponibili e con molto tempo a disposizione legga a bambini libri per bambini. La lettura avviene a distanza e al telefono.

Lo strumento di interazione però è il robot Storybell che trasmette le loro letture e proietta immagini a parete della storia che viene letta.

Il progetto Storytellers mira a promuovere relazioni intergenerazionali che siano benefiche per tutte le generazioni coinvolte: anziani, bambini e giovani genitori. Il progetto vorrebbe attivare un ecosistema di comunità che sfrutti:

  • l’aspirazione degli anziani ad essere buoni per le giovani generazioni
  • bisogni dei bambini per lo sviluppo psicologico
  • il bisogno di sostegno dei giovani genitori nella cura dei bambini.

Laura Boffi

Non conoscevo Laura Boffi e non l’ho mai incontrata. Le ho scritto una mail per capire meglio il suo progetto ed è stata fin da subito disponibilissima.

Laura è una interaction & service designer e ricercatrice italiana.

Vive la vita quotidiana come fosse sul campo e raccoglie intuizioni per i suoi progetti dalle persone e contesti intorno a sè. Spesso queste intuizioni le fanno scoprire nuove opportunità progettuali in cui immagina l’uso di tecnologie per propositi diversi da quelli per cui sono state destinate.

Laura esplora le proprie idee di progetto dall’inizio del processo di ricerca attraverso i prototipi che costruisce e che utilizza come strumento di conversazione e progettazione con i suoi utenti. Durante la fase di co-creazione e di “prototipazione dell’esperienza”, Laura lascia manipolare i prototipi dalle persone attorno a cui si focalizza il progetto affinché possano appropriarsene, commentarli e definirne meglio lo scopo, l’uso e le caratteristiche in base ai propri valori ed il contesto in cui vivono. In questo modo, allena ed alimenta la sua unica prospettiva su ciò che le tecnologie possono fare per arricchire l’esperienza delle persone.

The Storytellers Project: intervista a Laura Boffi

Dai la tua definizione affettiva di interaction design?

Per me significa progettare esperienze significative per le persone, partendo da una loro osservazione e conoscenza nel contesto (fieldwork) ed immaginando futuri scenari in cui le tecnologie favoriscono sia l’ interazione tra le persone che il benessere individuale.

Come sei venuta a contatto con questa disciplina?

Durante i miei studi in design in Olanda alla Design Academy Eindhoven. In quel periodo ho messo a fuoco il fatto che non mi appassionava “creare oggetti”, ma ero interessata a progettare usi alternativi delle nuove tecnologie, partendo dalla ricerca con le persone. Mi affascinava capire come le persone potessero appropriarsi delle tecnologie, definendo nuove abitudini e attribuendo loro un valore personale o culturale.

Attraverso una mia ricerca personale, ho scoperto che esisteva un campo che si occupava esattamente di immaginare e disegnare nuovi rapporti tra le persone e le tecnologie, ovvero l’interaction design, ed ho cominciato a documentarmi su dove poter proseguire i miei studi. Il Copenhagen Institute of Interaction Design, fondato da una ex professoressa dell’Interaction Design Institute Ivrea (IDII) ed un paio di ex studenti che, dopo la chiusura dell’IDII, si erano spostati in Danimarca, era in procinto di iniziare il secondo anno del loro pilot e poiché gli studenti ammessi avrebbero avuto tutti una borsa di studio ho deciso di fare domanda. È così che nel 2009 mi sono spostata a Copenhagen ed ho finalmente iniziato a formarmi in
interaction design!

Ti occupi di interaction design da molti anni. Quali prospettive vedi per la professione?

Personalmente considero la mia professione la ricerca, in interaction design. Per l’immediato futuro trovo veramente interessante come, attraverso la ricerca in design, potremmo progettare oggetti, servizi ed ambienti che utilizzano l’intelligenza artificiale, dai social robot alle auto autonome.

Lavorare alla definizione dei comportamenti di oggetti e sistemi del genere comporta una grande responsabilità, sensibilità ed umanità. Bisogna lavorare in team con varie tipologie di esperti (da ingegneri ad umanisti) e portare il proprio contributo con umiltà. Come designer mi auguro di poter lavorare con queste nuove tecnologie, di collaborare con studiosi internazionali e continuare a stupirmi di come le persone possano appropriarsene
nella loro vita reale.

Dai tuoi profili leggo che sei molto centrata sulla ricerca, qual è la tua “giornata tipo” professionale?

Ti giuro che non avevo letto questa domanda quando rispondevo sopra :). La mia giornata tipo è molto variabile. Dipende se ho in ballo una consulenza per una compagnia oppure se posso dedicarmi ai miei progetti di ricerca. Se ho un progetto di ricerca in mano, allora mi occupo di disegnare il piano del progetto e di mandare avanti le varie fasi, dalla ricerca sul campo alla costruzione di prototipi. Significa quindi che mi occupo sia di reclutare partecipanti che di progettare gli strumenti che utilizzerò durante la ricerca o le attività da fare con loro. Qualche volta, quando ho dei risultati da comunicare o una conferenza interessante a cui partecipare, mi prendo del tempo per scrivere un articolo scientifico. Sono molto lenta se lavoro a progetti di ricerca personali.

Cerco di imparare quanto più posso. Se invece si tratta di consulenze, il tempo è pattuito dall’inizio e di solito svolgo un  progetto di innovazione oppure dei workshop in cui insegno la metodologia del People centred Design alle persone che lavorano per quella compagnia.
Di sicuro quotidianamente vado, fisicamente, in studio, dove ho tutti i miei materiali da prototipazione, i miei libri, il mio spazio.

Quale parte del tuo lavoro preferisci?

Quando metto insieme i pezzi della ricerca sul campo fatta con le persone ed iniziano ad emergere idee ed associazioni a cui non avrei mai pensate, oppure quando porto un prototipo non finito dalle persone e loro iniziano a vederci altri mille possibili significati ed utilizzi, e portano avanti il progetto in territori inesplorati.

Quali sono i tuoi strumenti di lavoro?

Carta, pennarelli, colla, macchina fotografica (che fa anche video) e un pò di computer. Questo è il corredo necessario per iniziare una ricerca nel contesto con dei partecipanti perché li intervisto, li filmo e faccio fare loro delle attività che mi aiutano ad avere insights sul loro punto di vista rispetto a ciò su cui sto focalizzando il progetto.
Poi utilizzo materiali analogici (da legno a stoffe) per costruire prototipi e, se serve, Arduino e qualche sensore, ma non sono per niente brava a programmare, quindi alla fine cerco di prototipare nel modo più indolore possibile per me. Fortunatamente per far provare l’esperienza del prodotto o del servizio ai miei partecipanti posso progettare vari modi di experience prototyping!

Al momento stai lavorando al progetto storytellers. Come nasce questo progetto?

Nasce dallo stratificarsi di vari insights che avevo raggiunto attraverso il lavoro a progetti europei sugli anziani e l’invecchiamento attivo e sul mio diventare mamma. Da un lato, la mia ricerca con persone anziane, pensionate, mi ha portato a scoprire quanto è eterogeneo oggigiorno questo gruppo di persone e a riconoscere che spesso i progetti finanziati per sviluppare oggetti, servizi ed ambienti per il loro benessere sono stereotipati sulla figura dell’anziano da assistere.

Spesso si tratta di progetti technology driven, non guidati da una iniziale ricerca sul campo ma dalle tecnologie che si sanno sviluppare. Questo determina che si scopra, solamente in un secondo tempo, la domanda di ricerca che ha veramente significato, quando si è stabilito già a priori cosa progettare. La mia partecipazione a questi progetti e l’interazione con vari anziani europei ha fatto sì che io incamerassi intuizioni sull’importanza del coinvolgimento sociale delle persone in via di pensionamento o pensionate, nonché dell’importanza di restituire loro ruolo attivo e responsabilità sociali.

Nel frattempo sono diventata mamma e ciò ha contribuito a convogliare “naturalmente” i miei interessi di ricerca sulle relazioni intergenerazionali, anche come risposta all’ approccio assistito nei confronti dei “più grandi”.

Il progetto

Il progetto Storytellers vuole incentivare le relazioni intergenerazionali affinchè le generazioni coinvolte ne traggano beneficio: adulti, bambini e giovani genitori.

Il progetto ha come scopo quello di promuovere un ecosistema di comunità che si basi su:
• l’ aspirazione degli adulti di essere utili alla società dopo il pensionamento e di creare “qualcosa di buono”per le giovani generazioni
• il bisogno dei bambini di ascoltare storie e di legarsi a persone di età differenti per il loro sviluppo psicologico
• il bisogno di aiuto nell’ educare i figli da parte dei giovani genitori.

Storytellers è un servizio delle biblioteche che unisce una comunità di lettori adulti con i bambini e le loro famiglie per momenti di lettura a distanza. I bambini usano il robot Storybell (ovvero “Campana delle storie”) per comunicare con gli adulti-lettori, la Storybell trasmette la lettura degli adulti e proietta sulle pareti le immagini della storia che si sta leggendo.Bambini e lettori si parlano come se fossero al telefono attraverso il robot Storybell.

The storytellers project: partecipa

Gli adulti che vogliono leggere ai bambini possono diventare Storytellers facendo il corso di Lettura a Distanza presso la biblioteca locale. Gli Storytellers possono stabilire i giorni e le ore in cui sono disponibili per leggere ai bambini.

Il bambino può prendere in prestito in biblioteca una Storybell da portare a casa e iscriversi al servizio con l’aiuto di mamma e papà. Quando il bambino ha voglia di ascoltare una storia, può prendere la Storybell dalla maniglia ad anello e suonarla come una campana. Allo scuotere della campana una richiesta di lettura giunge a tutti i lettori. Il primo che risponde alla richiesta sarà lo storyteller del bambino per quella volta.

Cercasi lettori

Per lo sviluppo del progetto Storytellers stai ricercando lettori adulti, pensionati e non, che si entusiasmino all’idea di poter ricevere una telefonata e leggere una storia al bambino dall’altro capo del telefono”. Quali saranno i passaggi di selezione.
Ora sto effettuando una primissima sperimentazione dell’idea del progetto in Italia e coinvolgerò 5-10 lettori senza però sviluppare nessuna nuova tecnologia. Farò provare loro l’esperienza del progetto Storytellers come se esistesse utilizzando il telefono. Il mio scopo è quello di raccogliere feedback sull’esperienza di tutte le persone coinvolte: il bambino che ascolta la storia, il lettore e il genitore (mamma/papà) che sarà chiamato a dare fiducia ad un lettore sconosciuto.

Per reclutare i lettori in questa prima fase sto utilizzando innanzitutto il mio network personale e persone che hanno partecipato ad altri progetti con me. Sto anche raggiungendo gruppi di lettura. L’entusiasmo ed un po’ di tempo disponibile sono i requisiti. Insieme ad una attrice che collabora al progetto sto pensando di fornire loro alcuni consigli utili per cimentarsi nella lettura al telefono. Pensiamo di creare un piccolo video da diffondere ai lettori. In seguito, e penso alla prossima fase di sperimentazione, il reclutamento verrebbe fatto dalle biblioteche, dove i lettori riceverebbero il piccolo training di lettura a distanza che nel frattempo avrò sviluppato con la mia collaboratrice.

Due biblioteche italiane ed una olandese mi hanno dato la loro massima disponibilità. Per questo sono sempre alla ricerca di fondi, per potermi permettere di avviare una sperimentazione più ampia e reclutare partner di progetto.

Scrivi che la tua ricerca riguarda anche scrittori e illustratori che possono essere ispirati ad inventare nuovi modi di produzione di storie. Hai già avuto qualche riscontro?

Un mio amico scrittore è molto intrigato dall’idea dello Storybell e di leggere storie a distanza. Insieme a lui e ad una illustratrice danese abbiamo fatto un piccolo esperimento iniziale per cominciare a pensare a come dovrebbe essere strutturata ed illustrata una storia affinché potesse essere letta a distanza al meglio. La sfida è quella di mantenere viva l’attenzione del bambino e rendere la lettura dialogica tra bambino e lettore.

Magari la storia può prendere varie direzioni, guidata dell’interazione bambino-lettore…ma è ancora prematuro dire qualcosa. È solo una delle possibili strade che testeremo.

La ricerca sarà rivolta anche all’ascolto?

Certo, il bambino è il principale fruitore. Lui ascolterà la storia ed interagirà con il lettore, come se si parlassero al telefono in modalità viva-voce. Per capire le reazioni del bambino alla lettura, durante questa prima fase sperimentale le sessioni di lettura a casa del bambino verranno video-registrate poiché io non potrò essere presente. Riguarderò le registrazioni ed intervisterò le mamme per capire l’esperienza che hanno vissuto i bambini ed il loro coinvolgimento.

E per finire le ultime 3 domande più leggere. Consiglia un libro

Niccolò Ammanniti, Che la festa cominci.

Consiglia un brano musicale o un cd

The Pixies, Where is my mind?

Consiglia un film

Ponyo

Hai tempo? Partecipa anche tu!

Se hai tempo, ti piace leggere e ti piace leggere libri ai bambini è possibile offrirsi come volontario e partecipare al progetto iscrivendosi. L’iscrizione è una fase molto importante perché in questa fase ci si presenta e ci si conosce. A la selezione avviene per salvaguardare i bambini.

È importante sapere, quanto dice la stessa Laura.

  • Amo i bambini e mi interessa che siano al sicuro, protetti e rispettati.
  • I bambini che partecipano al processo Storyteller saranno sempre circondati e supportati dai loro genitori durante le sessioni di co-creazione e prototipazione.
  • Nessuno è in pericolo di elettroshock;).
  • I prototipi saranno realizzati con materiali non nocivi (carta, legno, ecc.) E basati sulla tecnologia a bassa tensione.
  • Non c’è bisogno di avere alcuna conoscenza particolare sulla letteratura per bambini o sulla tecnologia.
  • Ogni sessione di co-creazione e prototipazione durerà circa un paio d’ore. Concorderemo insieme sul momento migliore per te e rispetteremo i tempi.
  • Mi piacerebbe incontrarti di persona e tenere sessioni pratiche con te, ma organizzerò anche con sessioni remote su Skype con persone fisicamente lontane da me che vorrebbero contribuire.
  • Le assunzioni si svolgono a rotazione tutto l’anno e, in base alla fase in cui si svolge il progetto, parteciperai a diverse attività di ricerca.

Grazie

Ringrazio Laura Boffi per la gentile concessione del suo tempo e delle sue parole. Io cercherò di seguire le evoluzioni di questo progetto, che spero abbia i migliori risultati e la più ampia partecipazione possibile.

Se Laura vorrà aggiornare il blog e i suoi lettori, sarò davvero felice di pubblicare i nuovi sviluppi. Ancora grazie e tutto il meglio a The storytellers project.

Navigatori per moto. TomTom o Garmin? Quale voce scegli?

In commercio

si trovano navigatori per moto

per tutti i gusti e di diverse marche.

Anche se la competizione si concentra 

tra TomTom e il brand avversario Garmin.

Ciascun motociclista ha poi la sua idea di viaggio e di navigatore e ascoltare il loro parere non aiuta tantissimo a decidere quale sia il miglior navigatore per moto.

Sicuramente un navigatore deve essere utile per i motociclisti che viaggiano e voglio avere la certezza del loro percorso per arrivare dritti alla meta.

Il navigatore è utile per chi vuole programmare prima il proprio percorso. O anche per quelli che volendo deviare e darsi all’avventura vogliono essere sicuri di non perdersi.

Ne fanno tranquillamente a meno chi ama l’avventura e chi sta in sella a prescindere.

Il bello di un viaggio in moto sta nel viaggio stesso, la meta è solo una banale scusa.

Aggiornamento navigatori per moto 2018/2019

TomTom Rider 550

Dalla prima pubblicazione di questo articolo sono arrivati nuovi modelli. Di seguito per esempio vi presentiamo il TomTom Rider 550

Test Tom Tom Rider 550, il nuovo navigatore per chi viaggia.

Per quel che ci riguarda il TomTom Rider 550 è un navigatore compatibile con Siri e Google assistant che sblocca tutte le funzioni vocali dello smartphone. Quindi abbiamo lettura ad alta voce e risposta ai messaggi, chiamate e riproduzione di musica.

Interessante, per chi considera lo scooter anche una moto (senza offesa), è da valutare il TomTom 1SP0.001.04 VIO. un navigatore per Scooter con navigazione dettagliata della città. Mostra gli avvisi sulla presenza di tutor e autovelox fissi. Offre percorsi alternativi per evitare il traffico e visualizza le chiamante dello smartphone.

Garmin Zumo

Altro navigatore non preso in considerazione nella prima stesura dell’articolo e che oggi presentiamo senza giudizio è il Garmin Zumo 346LMT-S WE – Navigatore per Moto con Mappa Italia e Europa Occidentale, Connessione Smartphone e aggiornamenti mappe via WiFi Display 4.3″.

Navigatore per moto. Oltre le mappe, la voce.

Un navigatore dovrà sicuramente guidarti con delle mappe ben aggiornate. Di seguito pongo l’attenzione su tre modelli consigliati dagli utenti sul web. Personalmente non so quale sia il miglior navigatore. Quello che mi interessa sottolineare è la cura che TomTom e Garmin pongono alla voce. Dal punto di vista sonoro, infatti, i due brand hanno due filosofie leggermente diverse.

TomTom è impegnata nella creazione di voci ufficiali e preconfezionate per i propri utenti. Questi si possono limitare a scaricare la voce che preferiscono.

Garmin propone, invece, una sola voce standard, Silvia, per tutti. E lascia agli utenti la creazione di ulteriori varianti. Infatti, la Garmin ha creato un software apposito dove ciascun utente può creare la propria voce personalizzata.

Quest’ultima possibilità fa si che gli utenti possano offrire archivi di voci alternative. Però sinceramente, o ci si fida ciecamente del sito e della persona che propone il file, oppure caricare voci non ufficiali o di dubbia provenienza è certamente sconsigliato. O meglio. Personalmente non utilizzerei mai questi file.

Voce tomtom

Per TomTom sono disponibili 3 tipi di voci di navigazione ufficiali.

Le voci standard che sono preinstallate su tutti i dispositivi TomTom. Si tratta di voci registrate che forniscono istruzioni vocali per il percorso.
Le voci sintetizzate che utilizzano la tecnologia di sintesi vocale per la lettura dei nomi delle strade, dei messaggi di testo in arrivo, delle informazioni meteo e così via. Non tutti i dispositivi supportano l’utilizzo delle voci sintetizzate.
Le voci premium che sono state registrate da personaggi famosi e sono disponibili per l’acquisto.

La voce italiana di Chiara è una voce gratis per TomTom ma se si vuole qualcosa di più interessante TomTom ha aperto un vero e proprio negozio delle voci.

Si va dalle voci dei cartoni come le voci dei Simpson (in lingua inglese), alle voci di celebrità, comici e films (tutte a pagamento e in inglese).

Le voci standard che offre TomTom per tutte le lingue, invece, sono voci gratis. TomTom offre delle istruzioni su come installare e gestire le voci per TomTom.

Garmin Voice Studio

Garmin offre la voce italiana denominata Silvia. Se si vuole si può scaricare dall’apposita pagina di Garmin. Ma offre a tutti la possibilità di personalizzare, come si preferisce, la voce del proprio navigatore Garmin.

La stessa Garmin presenta il proprio software gratis.

Voice Studio™ è un’applicazione software gratuita di Garmin grazie alla quale è possibile realizzare la propria voce guida personalizzata da utilizzare sui navigatori Garmin compatibili. Con Voice Studio™ la creazione della nuova voce guida è gratuita, semplice e rapida. Grazie a Voice Studio™, e alle decine di veicoli gratuiti disponibili in Garmin Garage, il navigatore Garmin diventa completamente personalizzabile.

Se poi si è in cerca di ulteriori aggiornamenti si può andare direttamente su Garmin Garage e trovare il necessario per personalizzare il proprio navigatore.

3 modelli di navigatori per moto consigliati dai motociclisti

Difficile capire il perché di certi giudizi. E purtroppo non ho la possibilità di comparare i due brand. Gli utenti si limitano a dire che l’uno o l’altro è un ottimo modello in quanto soggettivamente si trovano bene. Ma nessuno mi pare dia un parere oggettivo.

Ad ogni modo, i modelli di cui i motociclisti si fidano sono essenzialmente tre.

Il miglior navigatore per moto

Il miglior navigatore satellitare per moto deve essere realizzato con materiali solidi e robusti, infatti è cosa diversa rispetto navigatori per auto.

Per questo motivo lo schermo del navigatore è uno schermo antiriflesso e possiede un touch screen da utilizzare anche con i guanti.

I modelli più moderni e aggiornati sono compatibili con gli assistenti vocali in modo da collegarsi con il proprio smartphone o con una videocamera o un interfono per parlare o ascoltare musica.

I migliori navigatori per moto possiedono anche le opzioni di scegliere percorsi avventurosi o panoramici. e alcuni indicano persino gli itinerari con curve e la difficoltà del manto stradale per una maggiore sicurezza del motociclista.

Navigatori TomTom

TomTom Rider 400

Il TomTom Rider 400 GPS per Moto, Europa Completa è tra i navigatori più usati della TomTom. Gli utenti sono molto soddisfatti del nuovo aggiornamento che ha risolto diversi problemi. Tra questi problemi c’era la lentezza del ricalcolo del percorso. Adesso pare che tutto sia molto più fluido. Inoltre, grazie all’ultimo aggiornamento è possibile effettuare le chiamate direttamente dal TomTom.

TomTom aiuta nella scelta dei propri modelli a seconda dell’uso che se ne vuole fare. Infatti, se si è motociclisti occasionali ci si può limitare a comprare il modello TomTom Rider 42 Navigatore GPS per Moto, con le mappe di 23 Paesi. Oppure se si è dei motociclisti accaniti ci si può spingere su modelli più avanzati come TomTom Rider 450. Se si aggiungono altri cento euro si ha anche il pacchetto premium NAVIGATORE GPS TOMTOM RIDER 450 PREMIUM PACK che garantisce mappe a vita.

Su Wired scrivono

Il 450 funziona anche offline per non perdere mai la copertura e offre anche 150 percorsi preinstallati curati da MotoPlus, Adventure Bike Rider e Tourenfahrer

Compatibilità auricolari per TomTom Rider

TomTom ha verificato la compatibilità di una serie di interfoni e auricolari compatibili con i propri modelli Rider 400/410 e Rider 40. Tuttavia se dall’elenco ufficiale mancasse il proprio auricolare, TomTom dichiara che

se il tuo auricolare è dotato di un profilo Bluetooth® dovrebbe essere supportato dal dispositivo Rider.

Garmin navigatori

Garmin Zumo 390

Di contro c’è il Garmin. I modelli più gettonati sono il Garmin Zumo 390LM Navigatore Moto Impermeabile con Schermo da 4.3″, Mappa Europa Completa e Aggiornamento Mappa a Vita e il modello successivo Garmin Zumo 395LM EU sempre con Display 4.3″. Si tratta di modelli equivalenti al TomTom rider 400.

Secondo le riviste di settore la serie Zumo pare essere davvero all’avanguardia.

Un’altra caratteristica esclusiva di Garmin ed estremamente utile è la Smart Notification, tecnologia attraverso la quale è possibile leggere sullo schermo le notifiche del proprio Smartphone: email, sms, info dai social… sarà quindi sempre possibile stare in contatto con i propri amici.

Garmin Zumo LM 590

A quanto pare in passato i TomTom, erano lenti nel ricalcolo, avevano una autonomia di batteria scarsa, touch scadente. Per questo motivo chi ha acquistato il Garmin Zumo 595LM Navigatore per Moto Avanzato si è ritrovato su un altro pianeta.

Pur tuttavia i motociclisti si lamentano del costo eccessivo di questo modello rispetto ai modelli inferiori. Il Garmin offre molte funzionalità per il motociclista e la grafica è molto accattivante, ma secondo alcuni il TomTom è migliore per la pianificazione dei percorsi. Idem per l’aggiornamento degli autovelox.

Quanti pollici?

Altro problema per chi deve acquistare un navigatore per moto è la dimensione. Senza dubbio è necessario verificare i propri gusti estetici. Ma altro elemento da tenere in considerazione è la vostra capacità visiva. Con l’età questa diminuisce e un 5 pollici potrebbe essere la soluzione migliore rispetto al 4,3” per evitare di avere problemi in futuro.

Comparativa Garmin TomTom di Motociclismo.it

Il sito Motociclismo.it ha effettuato una bellissima comparativa tra 4 modelli. 2 modelli di navigatore per moto Garmin e due navigatori per moto TomTom. Luca Nagini, che firma l’articolo, ha stilato la classifica seguente.

Al primo posto ha messo il Garmin Zumo 396LM – Navigatore Gps per Moto, Schermo da 4,3″.

Segue il Navigatore per moto TomTom Rider 500, da 4,3 pollici, con percorsi tortuosi e collinari dedicati alle moto, aggiornamenti tramite WiFi, compatibile con Siri e Google Assistant.

Il terzo posto è del Garmin Zumo 595LM EU Navigatore per Moto Avanzato, Mappa Italia e Europa Completa, Spotify e Funzioni Smart, Display 5.0″.

E ultimo, per modo di dire, il TomTom Rider 40 GPS per Moto.

Accessori e strumenti dei navigatori per moto

Per quanto riguarda l’acquisto degli accessori molti sono davvero indispensabili. Abbiamo gli accessori TomTom originali oppure gli accessori originali Garmin.
Oppure si possono preferire accessori compatibili per navigatori.
Abbiamo così un comodo Parasole impermeabile con aggancio per manubrio, una serie di supporti per moto e bici.

Supporto Moto / Bici Da Manubrio Per Navigatore TomTom Serie START 60

BuyBits bulloni a U Supporto per moto con 17mm adattatore per Garmin Nuvi Navigatore satellitare Culle / Supporti

Supporto per Manubrio Moto per TomTom XXL

Supporto per forcella moto per TomTom Rider Rider 40 & 400

Custodia Antiurto rigida per TomTom Rider

E anche un Caricatore universale per moto USB da attaccare al proprio GPS, navigatore satellitare, Smart Phone, ecc. può essere utile.

Classifica dei migliori navigatori per moto: i primi 4

Su internet ci si diverte a fare le classifiche e alcuni siti specializzati danno questa classifica

Garmin Zumo 346LMT-S WE – Acquista su Amazon

Garmin Zumo 396LMT-S EU – Acquista su Amazon

TomTom Rider 50 – Acquista su Amazon

Garmin Zumo 595LM EU – Acquista su Amazon

Il porta navigatore

Un buon porta navigatore deve dare la possibilità di essere posizionato sopra il quadro comandi. Questa posizione secondo molti motociclisti è la posizione ideale ( e a me sembra anche al più sensata). Dato che permette di guardare la strada senza distrarsi.
Ciascun brand offre il proprio porta navigatore, ma a quanto pare non sono in tanti a montarlo. Generalmente vengono venduti dei Supporti universali per montare il navigatore Tom Tom Rider 40 e 400 a cui poi ciascuno adatta il proprio navigatore.
La GiVi offre la Staffa Traversino da montare dietro il cupolino anche come porta smartphone.

Givi S957B – Acquista su Amazon

Altri si affidano alle proprie officine di riferimento per avere dei supporti artigianali fatti ad hoc per il proprio navigatore, il modello della propria moto e soprattutto per le proprie necessità estetiche personali.
I problemi che si affrontano per un porta navigatore sono il peso del navigatore e le vibrazioni del manubrio. Se, infatti, non si è soddisfatti degli accessori originali del proprio navigatore, né di un supporto artigianale, le case di produzione di accessori come la GiVi offrono qualcosa a tal proposito. Così è possibile acquistare un porta smarphone.

Per chi acquista un Garmin Zumo 390 LM la staffa per moto dovrebbe essere in dotazione.

Contenuto della confezione:
zūmo 390LM
City Navigator® NT precaricato per l’Europa
Aggiornamenti mappe a vita¹ (indicato da “LM” dopo il numero di modello sulla confezione)
Staffa da moto con cavo alimentazione a fili liberi
Staffa a ventosa per automobile
Cavo alimentazione con adattatore accendisigari
Cavo USB
Guida rapida

Prudenza. Sempre!

Nell’augurarvi tutto il meglio, non trovo miglior conclusione a questo articolo se non con la mitica frase di Nico Cereghini.

Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza. Sempre!

Senza dimenticare Casco, protezioni e paraschiena.

Navigatore per auto

Tralascio la possibilità di avere un navigatore per auto, in quanto ormai, è possibile utilizzare e trasformare in un navigatore il proprio cellulare o tablet. Tanto più che gli stessi navigatori per auto si stanno trasformando in tablet.

Navigatore auto con l’app di Google Maps

In molti casi basta collegarsi a google maps e/o scaricare l’app. Oppure è possibile scaricare una applicazione come Waze. In tanti ormai utilizzano il proprio smartphone o il proprio iPhone come navigatore. Google offre un supporto chiaro sulle impostazioni da seguire. Sia per sistemi Android, sia per iPhone e iPad.

Navigatore auto con app TomTom per Android

Se, invece, ci si vuole affidare comunque ad un brand affermato come TomTom si può caricare sul proprio smartphone l’applicazione TomTom per Android. Il TomTom Navigazione GPS Traffic – TomTom GO Mobile.

La nuova app TomTom GO Mobile combina la più recente tecnologia di navigazione TomTom per auto con informazioni all’avanguardia sul traffico. Sceglierai sempre il miglior percorso disponibile grazie a informazioni sul traffico precise e in tempo reale per arrivare a destinazione più velocemente, ogni giorno.

Tante sono le persone soddisfatte da questa applicazione. Ma attenti agli aggiornamenti dello smartphone che potrebbero bloccare l’app. Meglio avere un tablet o smartphone di qualità. In questo caso si vedono tutti i limiti di uno smartphone rispetto ad un navigatore.

Ma quando si è in moto magari è meglio evitare di sottoporre il proprio smartphone o iPhone a vibrazioni e pericoli vari. O semplicemente alle intemperie. Per risolvere queste problema, infatti TomTom ha messo in commercio TomTom Vio che è un monitor del telefono da porre sul manubrio.

Occhi puntati sulla strada

Nel tempo mi sono occupato di auto connesse, assistenti vocali o dell’uso di un vivavoce durante la guida. Si tratta di temi correlati al blog. Ogni giorno che passa vedo sempre più gente usare i cellulare mentre guida in maniera esagerata. Ormai il cellulare si posiziona sul manubrio e si leggono e scrivono messaggi mentre si guida con estrema leggerezza. Senza curarsi minimamente del rischio.

Gli incidenti inspiegabili tra amici e conoscenti sono in continuo aumento. La gente perde il controllo della propria macchina lungo il rettilineo senza alcuna ragione apparente. E per questo, predico ormai ovunque che bisogna guidare e basta. Se non rispondi non muore nessuno!

Un navigatore dunque deve permetterti al meglio di tenere gli occhi sulla strada e di stare attento alla guida e agli automobilisti che possono venirti a finire sopra.

Perché trovi navigatori per moto su questo blog non specializzato?

Io non sono un motociclista. Sono stato un possessore di un Fantic Motor e di una Vespa Special ma non sono andato oltre.

Mio fratello, invece, è sempre stato un motociclista. E siccome spesso gli parlo dei miei lavori e del blog, ecco che tra una cosa e l’altra ci siamo messi a parlare dei navigatori TomTom e dei loro vantaggi.

Mio fratello mi ha parlato entusiasticamente dei navigatori per moto. In particolar modo dei TomTom e delle sue  capacità vocali. E così sono andato a vedere di che si trattava. E dato che il tempo è sempre qualcosa di importante ho ottimizzato la cosa condividendo con voi quanto ho trovato io. Porgendo il mio orecchio anche ai navigatori per moto Garmin.

Tengo a dire che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui parlo.

I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. E le proposte che faccio derivano dall’uso professionale e personale che ne ho fatto nel tempo. Ed anche dai pareri scambiati con altri professionisti del settore audio.

Non ho attività di vendita di navigatori per moto.

Progettare chatbot: nuovo corso UXUniversity

Progettare chatbot significa studiare tutte le possibilità di realizzazione di un chatbot. E come? Pensando, insieme, a tutti i modi possibili per simulare una conversazione reale.

Progettare chatbot, il perché di un corso

Molte aziende si stanno interessando alla realizzazione di chatbot. E al solito, c’è chi lo sta facendo molto bene e chi male. A rispondere a questa esigenza di sviluppo, sono stati per primi gli informatici e gli ingegneri. Dico anche giustamente, perché all’inizio di questo trend, i primi strumenti di costruzione necessitavano la conoscenza di linguaggi di codice.

Essendo dei veri e propri tecnici la maggior parte di questi ottimi professionisti si sono concentrati nello studio degli strumenti. Ossia il focus della loro attività sta nello studio di quei programmi che ti permettono di realizzare un chatbot con o senza la conoscenza di un linguaggio di codice. Attenzione. Senza di loro non avremmo avuto la possibilità di questa tecnologia a disposizione di tutti. Per cui gliene saremo sempre grati!

Ma senza una progettazione, senza un percorso, ci si affida principalmente alla sensibilità del singolo professionista. Che può afferrare il senso del nostro business, così come può fraintenderlo.

Certo, lavorando sullo strumento, si è in parte costretti a pensare, per carità. Ma se ci sono percorsi che permettono di avere a disposizione un maggior numero di attrezzi? Perché non utilizzarli?

È certo, infatti, che il momento della progettazione e della ricerca siano più importanti della realizzazione vera e propria. Perché se abbiamo studiato, fatto ricerca sulle persone e se abbiamo progettato bene, il processo di realizzazione è più semplice e veloce.

Lo scenario

Nel sesto appuntamento di UX on the Sofa ho parlato di come il web stia cambiando, e dei nuovi modi per navigare sul web con l’aiuto degli assistenti vocali. Ci sarà una grande diffusione della domotica, come di smart speaker per la casa. Insomma, saremo circondati da sistemi sonori che cambieranno la nostra quotidianità.

Certamente questi mutamenti non riguarderanno l’intera popolazione, anche se questo è l’obbiettivo degli assistenti vocali. Staremo a vedere. Il blog sarà vigile sul tema.

Un nuovo corso UXUniversity

Nel corso si lavorerà insieme per creare un chatbot semplice ma efficace. Ma soprattutto con tutti gli elementi necessari perché funzioni.

I chatbot e i servizi di assistenza vocale sono il nuovo trend delle interfacce conversazionali. Volete sperimentare anche voi questa nuova tecnologia? State pensando di aggiungere un chatbot ai vostri servizi? Molte grandi imprese li stanno già sperimentando da tempo e anche i privati iniziano ad affidarsi a questi servizi di customer care.

Questo corso parte dalla conoscenza della tecnologia, fornisce un percorso da seguire per ideare e realizzare un chatbot semplice ma efficace. Metteremo al centro della nostra progettazione i principi dell’Architettura dell’informazione e dell’UX Design.

Si tratta di un lavoro multidisciplinare, che richiede competenze trasversali per creare un chatbot con una personalità e una funzionalità mirata. Faremo riferimento ad altri corsi dell’UXUniversity.

Argomenti trattati

Architettura dell’informazione sonora
Cosa sono i chatbot e gli assistenti vocali: storia e differenze
I settori di sviluppo – Benefici e monetizzazione
Casi studio in Italia e negli USA
Come si crea un chatbot – Un percorso trasversale
(Chatbot strategy, Naming, Personas, Sceneggiatura, Tone of voice, UX Storytelling.)
Progettazione delle conversazioni
Gli strumenti
Come parlano gli strumenti
Distribuzione e analisi
Argomenti non trattati
Chatbot Engine
Intelligenza artificiale e machine learning
Linguaggi di programmazione e codici
Cosa imparerete
A cosa serve un chatbot, se ti serve davvero un chatbot
Come progettare un chatbot
Scrivere dialoghi per chatbot
Cosa non dimenticare

Cosa c’è dentro?

Dentro al corso ci sono tante cose. Troverete me, i miei studi classici e umanisti, i corsi di formazione e di sceneggiatura che ho seguito, così come quelli di social media marketing; sarà possibile scorgere le mie letture, la mia passione per il cinema, ma anche i miei corsi di lingua straniera. Ci sono le mie esperienze personali, le mie passioni e desideri, così come la mia attività professionale tra architettura dell’informazione e radio. E poi ci sono tre anni e passa mesi di blogging, di discussioni sul campo, di commenti, e contributi di lettori e amici.

Ma soprattutto dentro questo corso c’è il cuore e l’amore di far bene le cose. Spero che vi sia utile!

WIAD Palermo 2018

In questo corso, forse, ci troverete anche un po’ del WIAD Palermo 2018 che, se non mi conoscete ancora, vi ripropongo con il mio intervento Senti chi parla. Che magari vi fa venire voglia di saperne di più!

Iscriviti, iscrivetevi!

Se dunque hai letto il programma intero del corso progettare i chatbot.

E se sai chi sono o hai già letto la presentazione che UX University fa di me.

E se sei interessato a costruire e progettare chatbot per i tuoi canali personali o aziendali non ti resta che iscriverti.

Hai la possibilità di farlo a Roma o a Milano.

  • Venerdì 9 novembre a Roma
  • Lunedì 3 dicembre a Milano.

E a Palermo? E in Sicilia? Possiamo pensarci. Se ci sono persone interessate e raggiungiamo un buon numero di persone possiamo organizzare anche nella mia regione di origine!

La prossima fase dell’User Experience

Quale futuro dell’User Experience ci aspetta? “La prossima fase dell’User Experience” non è un titolo che mi sono inventato io. Ma è il titolo di articolo della rivista online fastcodesign. Chi mi segue da tempo, sa benissimo, che in questo blog non sono mai stato auto celebrativo e che semplicemente e umilmente mi sono messo a studiare un argomento che solo tre anni fa era come fantascienza ed oggi è piena realtà.

Di cose già dette e scritte

Parlare del futuro dell’user experience comporta seguire sentieri non battuti e significa anche essere soggetti a critiche; o prendersi le battute degli scettici. Però chi mi legge sa che io preferisco parlare delle tendenze. Credo che chi guarda in profondità il web, come fanno gli architetti dell’informazione, ogni tanto, debba essere un po’ visionario.

In fondo se non avessi guardato al futuro con fiducia oggi non sarei qui a scrivere di un argomento attualissimo.

Ho sempre pensato all’User experience come cambio di paradigma. In questi anni ho scritto articoli come La nuova interfaccia utente non è l’interfaccia utente. Ma ho scritto anche in termini critici e dubbiosi dando spazio a scettici come Tony Aube che parlava di interfacce del futuro. Ho osservato che le interfacce del futuro saranno interfacce ibride (passatemi il termine, che devo ancora chiarire ai miei lettori).

Niente false promesse

Ancora ci sono dubbi, mille domande. Ma dove di dovere stanno lavorando alle risposte. E se è vero che in Italia non si avrà la tecnologia o la disponibilità di creare lo smart speaker del futuro, da qui, da questo blog, possiamo far partire idee, sollevare dubbi o possiamo semplicemente ragionare.

Che le interfacce conversazionali siano la nuova tendenza nel design dei prodotti digitali è un dato di fatto. E questo nasce dal fatto che gli assistenti vocali od anche i semplici chatbot possono diventare il centro delle nostre case o delle nostre vite, aprendo e chiudendo una serie di applicazioni adatte per la nostra casa o sul nostro smartphone.

Futuro dell’User Experience

Ho già scritto di come l’UX frena lo sviluppo degli assistenti vocali. La prossima fase dell’UX nascerebbe dunque da una domanda. Cosa succede se il bot ci annoia o se ci fa perdere interesse? Nelle interfacce conversazionali, la personalità è la nuova UX.

Autori e interpreti hanno evocato personalità artificiali per millenni. È logico che siano all’avanguardia nella progettazione di nuove interazioni software.

“Vogliamo che le persone si divertano a gestire il nostro software, ma ora abbiamo una tavolozza molto limitata con cui progettare l’esperienza”, afferma Ben Brown, co-fondatore di Howdy, un chatbot “digital coworker” che viene eseguito all’interno dello strumento di comunicazione dell’ufficio Allenta e automatizza le cose come riunioni sullo stato del progetto e prendere ordini di pranzo.

“È quasi l’ultima sfida per il design digitale, perché nella maggior parte dei casi non si ha il controllo di ciò che sembra. Come puoi far bollire l’intera esperienza dell’app in due righe di testo? Non c’è nient’altro sullo schermo ma quello. “

Lo sforzo tecnico, la tecnologia si va via nascondendo. E, lo ripeto ancora una volta, l’interesse delle aziende di sviluppo è quello di inserire servizi all’interno degli assistenti vocali.

In primo luogo, ripensare il “designer”

Quando la parte grafica non sarà più la parte principale, i requisiti di base per la progettazione di un robot diventeranno radicalmente diversi.

Ed oggi nel mondo dei designer sono entrati a far parte artisti performativi, autori teatrali, radiofonici, sceneggiatori. E tutta questo con buona pace di chi pensa che l’User Experience design sia una nicchia. A mio pare non è così. E come chi si occupa oggi del micro copy di moduli e bottoni, così questa nuova generazione di designer sta entrando nel nostro mondo di progettisti.

A chi ci rivolgiamo?

Dispositivi come Google Home sono e saranno oggetti con cui parliamo. E noi designer, così come le persone comuni dobbiamo chiederci, o meglio, avere consapevolezza, “a cosa stiamo parlando?”

L’assistente vocale del futuro sarà più simile ad HAL del film 2001 Odissea nello spazio? Oppure sarà più vicino a Samantha del film HER? O ancora, sarà più simile a R2-D2?

Cosa combina Facebook?

Facebook M, ad esempio, un chatbot per l’assistente personale che vive nell’app Messenger di Facebook, vuole che sia trattato come un genio digitale che può fare qualsiasi cosa, dalla prenotazione di un tavolo al ristorante all’acquisto di un’auto.

Non vogliamo limitare le persone ai tipi di cose che chiedono a questo punto.

Afferma Jeremy Goldberg, product designer del team M.

Può essere incredibilmente personale e vogliamo che costruiscano una relazione con esso.

Come se fosse un “dio in una scatola”:

L’evidente impegno di Facebook nel creare un UX genio è così rigorosa che Goldberg non descrive come M risponde (o meglio, come non risponde) quando non può fare qualcosa. È letteralmente un yes man. Tanto che, per il momento, quando non sa qualcosa fa ricorso all’aiuto dell’uomo.

Oltre a Facebook c’è di più

Ma non c’è solo Facebook. Un altro assistente intelligente è Howdy che ha un approccio opposto.

“Vediamo davvero Howdy come un droide astro-mech [di Star Wars]”, dice Brown. “R2-D2 è il droide di Luke Skywalker, ma puoi avere il tuo, ognuno con le sue stranezze e le cose uniche che ha imparato e che hai insegnato.” A proposito, Brown e il suo team hanno creato una personalità a metà strada tra R2 -D2 e TARS, il robot a forma di monolite di Interstellar. “Un elemento fondamentale per la personalità del nostro robot”

Ma c’è anche il bot di pianificazione delle riunioni di X.ai (di nome Amy o Andrew a seconda delle preferenze) che, per esempio, non è autorizzato a utilizzare pronomi di genere. I progettisti del bot, infatti, non vogliono che un utente si possa offendere. Così come non vogliono che il bot sia troppo invadente. Per questo, bastano poche parole, come “zitto!” O “stai zitto”, per spegnere il bot.

Architettura dell’informazione conversazionale

Se una nuova generazione di designer faranno il loro lavoro, la via è già tracciata. Le persone non abbandoneranno il bot.

Perché se è vero che in alcuni casi la gente sbaglia e litiga con gli assistenti vocali, che non ascoltano o non capiscono, le persone inviano anche segnali di cortesia agli assistenti vocali. E questo fa ben sperare.

Il software deve fare un buon lavoro, perché la gente sa che è un robot, ma sente ancora il bisogno di dire grazie.

E secondo te? Quale futuro dell’User Experience ci aspetta?