Echo Amazon istruzioni

Questa pagina

si alimenta

delle risposte e dei dubbi

che ho rispetto al mio

Amazon Echo di seconda generazione.

Dopo

le mie prime impressioni

ho voluto scrivere alcuni passaggi

della guida completa,

almeno su quei problemi che ho riscontrato io.

Echo Amazon istruzioni

Spero che sia utile per tutti coloro

che cercano istruzioni riguardo

il proprio dispositivo Amazon.

Per domande e contributi usate i commenti,

magari arricchiamo maggiormente questa pagina.

Amazon Echo anello luminoso

Lo stato dei dispositivi Echo avviene attraverso segnali visivi e attraverso l’anello luminoso che si trova in alto del dispositivo.

Se c’è una cosa che mi ha colpito, per esempio, è che il dispositivo è attivo e pronto per rispondere alle domande quando tutte le luci sono spente.

Luce Blu / Ciano

Blu fisso con sfumature ciano che ruotano: Il dispositivo è in fase di accensione.

Blu fisso con sfumature ciano che puntano verso la persona che parla: Alexa sta elaborando la richiesta.

Alternanza di blu fisso e ciano: Il dispositivo sta rispondendo alla richiesta.

Luce arancione / rossa / gialla

Luce arancione che ruota in senso orario: Il dispositivo si sta connettendo alla rete Wi-Fi.

Luce rossa fissa: Hai disattivato il microfono sul dispositivo. Premi il pulsante Microfono per riattivarlo.

Luce gialla lampeggiante: Hai un messaggio o una notifica in attesa. Di’ “Riproduci i miei messaggi” o “Che notifiche ho?” Per maggiori informazioni, visita Informazioni su Messaggi Alexa.

Luce verde

Luce verde lampeggiante: Hai ricevuto una chiamata. Oppure, qualcuno sta facendo Drop In sul tuo dispositivo. Per maggiori informazioni, visita Rispondere o ignorare chiamate su Echo o su un altro dispositivo supportato.

Luce verde che ruota in senso orario: Sei in una chiamata attiva. Oppure, sei in una chiamata Drop In attiva sul tuo dispositivo.

Luce bianca / violetta

Luce bianca: Stai regolando il livello del volume sul dispositivo.

Luce violetta lampeggiante: Si è verificato un errore durante la configurazione del Wi-Fi. Per maggiori informazioni, consulta Echo non si connette al Wi-Fi.

Luce viola singola dopo aver interagito con Alexa: La modalità Non Disturbare è attiva. Per maggiori informazioni, consulta Utilizzare la funzionalità Non disturbare per Alexa.

Cambiare la posizione del dispositivo Alexa

I primi dati che Amazon Alexa raccoglie sono quelli che trova sul proprio account Amazon. Non so perché ma è andato a prendere il primo indirizzo che avevo registrato, quando mi sono iscritto, tanti anni fa, ad Amazon. Per cui, quando chiedevo che tempo farà domani, invece di darmi le previsioni della Sicilia, mi indicava il meteo di Venezia.

E allora ho dovuto aggiungere l’indirizzo corretto al mio dispositivo.

Per cambiare la posizione dei tuoi dispositivi Alexa è necessario entrare nell’app Alexa sullo smartphone e seguire la procedura.

  • Seleziona l’icona Dispositivi, in basso a destra.
  • Clicca sul tuo dispositivo che ti interessa o aggiungine uno nuovo.
  • Andare su Posizione (dispositivo)
  • Inserire l’indirizzo completo.
  • Salvare premendo il tasto Salva, in alto a destra.

Per cambiare il Paese, basta selezionare Cambia accanto al nome del paese.

In ogni caso l’applicazione ti offre alla fine anche dei suggerimenti, se avessi sbagliato qualcosa, o aggiunto qualcosa in più. Se si hanno più dispositivi Alexa è necessario aggiornare il percorso per ciascun dispositivo. Così come è necessario verificare le sveglie. Immagino se si cambia, addirittura, fuso orario.

Impostare una sveglia

Per impostare una sveglia è sufficiente dire con la propria voce

  • “Imposta una sveglia per [ora della giornata]”.

Per chiedere di impostare una sveglia ripetuta, puoi dire

  • “Imposta una sveglia ripetuta per [giorno della settimana] alle [ora]”.

Puoi impostare inoltre una sveglia ripetuta alla stessa ora ogni giorno, per un giorno della settimana, settimanale o festivo. Pronuncia il comando

  • “Imposta una sveglia ripetuta per ogni [giorno/giorno della settimana/fine settimana] alle [ora]”.

Al suono della sveglia, puoi dire “Posponi” per rimandarla di altri 9 minuti.

Sui dispositivi Echo compatibili, puoi anche toccare lo schermo per rimandare di altri 9 minuti. In alternativa, puoi dire “Stop” quando la sveglia suona.

Dopo aver creato una nuova sveglia con la tua voce, puoi modificarla dall’App Alexa.

Una cosa interessante è che per le sveglie e i timer non è necessario avere la connessione internet o il wifi.

Per creare o modificare una sveglia nell’App Alexa:

  • Nella scheda menu, seleziona Promemoria e sveglie.
  • Scegli il tuo dispositivo dal menu a discesa.
  • Seleziona la scheda Sveglie.
  • Seleziona Aggiungi sveglia per creare una sveglia.
  • Per modificare una sveglia esistente,
  • torna alla scheda Sveglia
  • Seleziona quella esistente.

Quando suona la sveglia, puoi eseguire anche le seguenti azioni:

  • Per eliminarla, trascina il dito verso sinistra su una sveglia.
  • Per ignorarla, trascina il dito verso l’alto su Ignora.

Non riesco a capire

Può capitare che all’accensione di Alexa, la risposta sia: in questo momento non riesco a capire, mentre si accende l’anello rosso.

Perché non capisce quello che gli diciamo? Cerchiamo di capire assieme quali sono le cause per il quale Alexa non capisce e scopriamo come risolvere il problema, prima di farsi prendere un infarto.

Intanto, partiamo dal presupposto che può capitare. E non è un problema di Alexa o del nostro smart speaker ma è un problema di connessione.

Il cerchio rosso illuminato, infatti, indica che il dispositivo non è collegato a internet.

Le operazioni da fare in ordine sono.

Staccare la corrente elettrica, aspettare almeno dieci secondi e far riavviare Amazon Echo. Se alla fine di questa operazione l’anello passa da blu a rosso, significa che il dispositivo è ancora disconnesso.

Connessione satura

Può capitare che la connessione sia satura. Ossia ci siano connessi troppi dispositivi alla connessione di casa, oppure state scaricando troppi dati, come uno streaming in alta definizione. E non c’è banda sufficiente per Alexa per connettersi.

Quindi staccate o interrompete queste attività di download e riprovate.

Riavviate il modem

Se ancora non succede nulla, provate a riavviare il modem.

Configurate Alexa

Può accadere che Alexa abbia dimenticato la password o perso del tutto la configurazione. La configurazione avviene tramite app. Andate su dispositivi, vi indicherà che il dispositivo è off, cliccate e seguite la procedura.

L’applicazione dice che dopo la luce azzurra, si accende la luce arancione. A me non è comparsa la luce arancione, quindi ho provveduto all’accenzione manuale, ossia premendo il tasto di attivazione (per intenderci il tasto con il punto) per 6 secondi, o almeno fin quando Alexa non dice che sta procedendo alla configurazione. A questo punto, Alexa si connette con la rete wifi o con il vostro cellulare. Decidete la rete di connessione e provvedete a ricaricare la password.

A questo punto, se non è accaduto altro, avrete Alexa nuovamente in rete e funzionante!

Come gli Smartspeaker rivoluzioneranno il mondo con la loro voce

Gli smartspeaker rivoluzioneranno il mondo con la loro voce? E come? Lo rivoluzioneranno per davvero? Oppure, molto più semplicemente, il mondo lo stiamo rivoluzionando noi e gli assistenti vocali ne prenderanno atto? Forse non c’è nulla di rivoluzionario a parlare con una macchina, se poi questo ci fa tornare ad essere umani.

Questo articolo è stato scritto il 23 aprile 2018 e aggiornato il 19 novembre 2018

A tal proposito mi è molto piaciuto, per esempio, l’incipit di un articolo di Antonio Garcia Martinez che dice.

La voce è il medium umano primordiale. I neonati riconoscono la voce della madre nel momento in cui sono nati, avendo sentito una versione soffocata di esso in utero. Nell’ultimo minuto, urliamo o piangiamo per aiuto o gioia.

Anche le nostre comunicazioni più astratte testuali o informatizzate sono inquadrate come “conversazioni”, imitando il tipo di dialogo faccia a faccia – ricco di corpo, sotto testo, calore emotivo e insinuazioni – la cui crescente assenza ha generato un centinaio di sostituti virtuali.

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Conversazioni del passato, conversazioni del presente futuro

Stiamo assistendo ad una rivoluzione unica. Se pensiamo che abbiamo impiegato secoli per imparare a parlare come parliamo adesso, l’italiano di Dante non è il nostro italiano, ogni forma di cambiamento ci appare come un deterioramento. Ma la lingua cambia, si modifica. Lo fa perché quando ci esprimiamo dall’altra parte c’è qualcuno che ci ascolta e reagisce a quello che noi diciamo. Reagisce perché comprende.

Il fatto che a comprendere e a reagire sia un piccolo oggetto meccanico non cambia molto. Perché dietro quell’oggetto ci sono persone che parlano anch’esse. E che anzi, vogliono comprenderci al meglio. Tecnicamente molto complesso, nella pratica continua ad essere una evoluzione naturale.

Lingue eterne

Quando ho studiato linguistica all’università, mi colpì molto il fatto che una lingua muore quando muore il penultimo essere umano che la usa. La lingua non è qualcosa di unidirezionale. Esiste fin quando comunica. Quando l’ultimo uomo parla con se stesso non sta usando la lingua; può pure elencare al vento milioni di parole, inventarne di nuove. Ma dirà solo parole morte di una lingua morta.

Affidare la lingua ad una macchina forse significa affidare una lingua all’eternità. Sebbene un po’ meccanica e non tanto melodica. Anche con questa rivoluzione linguistica dovremo fare i conti.

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Qualche prova interessante

Stiamo tutti facendo le nostre prove con il nuovo Google Assistant. Abbiamo aspettato a lungo questo momento.

Se non le avete ancora letto ci sono due belle prove fatte in casa Robino – Del Buono.

Hanno acquistato un Google Home mini e lo chiamano “il sasso”. E mi piace molto questo termine.

Per quanto in molti sperano che fallisca, per quanto l’user experience non sia ottima, per quanto gli scettici sono numerosi e la diffusione sarà limitata anche nel tempo, l’assistenza vocale entrerà ed entra con prepotenza nelle case. Lo fa e lo farà in modi del tutto nuovi, inaspettati, originali. Fosse solo per curiosità, avremo qualcosa di questo genere in casa.

Per tutti diventerà un oggetto vivo. Più vivo di altri oggetti nonostante più simile ad un sasso. Oggetto che darà vita ad altri oggetti. Una interfaccia di azione unico.

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Smartspeaker rivoluzioneranno il mondo

Antonio Martinez si lancia in una predizione.

Tra touchscreen e voce, il battere a macchina tornerà ad essere l’abilità di un professionista specializzato, limitata a autori molto anziani, programmatori e (forse) antiquari hipsters che faranno il caffè ancora con la moka. Mia figlia di 2 anni non imparerà mai a guidare, invece guiderà la sua auto a guida autonoma.

Si parlerà in una stanza vuota e ti aspetterai che il cloud, insieme alle sue ancelle dell’IA, risponda.

Gli annunci mirati saranno generati dinamicamente, basati su quelle richieste, riempiranno le lacune del  flusso onnipresente di musica, podcast e libri. Forse saranno persino sintetizzati dal momento che le cosiddette pubblicità “host-read” superano le voci umane casuali.

Le tastiere dei computer si uniranno alle macchine da scrivere nei display dei musei storici e quella laringe complicata, unica tra i primati, sarà la prima serie degli assistenti vocali.

Conclusioni

Ora io non so se Martinez abbia ragione. Sapete che le predizioni non mi piacciono. Io non so se questa rivoluzione sia più o meno imminente. Certo è che il corso di questa tecnologia si è avviato e stia aprendo a nuovi mercati in pieno sviluppo. Ma guardando alla Storia, io mi aspetto che, prima o poi, dovremo fare i conti con qualche fermata di arresto. Vedi anche il recente provvedimento del GDPR il regolamento europeo sulla Privacy che obbliga ad un consenso informato e consapevole delle persone.

Sono e saranno inevitabili le resistenze di chi verrà scalzato da questa tecnologia. Ad ogni modo la Legge sarà sempre e comunque in ritardo rispetto alle potenzialità e ai pericoli che sono sottesi ad ogni spinta innovativa.

Dovrà essere chi usa queste tecnologie a farne un uso etico. Per quanto possibile.

Consapevolezza

E, insomma, il problema non è se assistenti vocali e smartspeaker rivoluzioneranno il mondo o meno. Non credo sia possibile fermare il mondo e il suo corso storico. Il problema è aumentare la consapevolezza. Lo ripeterò fino alla nausea. È necessario essere consapevoli del mondo che stiamo vivendo.

C’è da mettersi insieme, fare rete, per questo scopo, per contribuire ad un web migliore. Che significa, poi, nell’era dell’Onlife, un mondo migliore. Dove, con buona pace di tutti, ci saranno schermi e interfacce conversazionali. E semmai il problema sarà quello di restare umani, profondamente umani. Capaci di azioni di valore e condivisione.

Aggiornamento 19 novembre 2018

La rivoluzione è arrivata anche in Italia, nel momento in cui smart speaker come Google Home o l’appena acquistato Amazon Alexa Echo hanno iniziato a parlare italiano.

Ti potrebbe interessare i 50 comandi che puoi dare ad Amazon Alexa oppure i comandi in italiano che Amazon stessa aggiunge periodicamente e che suggerisce ai suoi clienti.

Io ho iniziato a scrivere le mie prime impressioni sul Amazon Echo. Certo, si tratta di un solo dispositivo, la famiglia Echo è molto grande, però sto cercando altre persone che ne possano parlare a tutti.

Stai in ascolto!

Amazon Alexa Echo a casa mia. Le prime prove e impressioni.

Amazon Alexa Echo è arrivata a casa mia! Qualche giorno di ritardo, in mezzo ad allerte meteo abbastanza gravi, ma ce l’ha fatta. Nelle prossime settimane vi racconterò le mie impressioni e come sempre le mie osservazioni. Anche se in questi giorni non potrò testarlo a lungo, ma ci sarà tempo.

Queste settimane sono colme di eventi. Arriva Amazon Alexa in Italia, Google Home si propone come assistente vocale senza paura. E come un battito di farfalla, arriva il mio corso di progettazione chatbot. E, per finire, l‘incontro con la comunità di Bari, per parlare di assistenza vocale, contesti sonori e sonorità.

Racconterò di come si evolve la reciproca conoscenza, tra me e Alexa. E ci vorrà del tempo. Purtroppo non faccio parte di coloro a cui è stato inviato già da giorni. In giro si trova già un bel po’ di materiale. Mi spiace. Qui il blog va lentamente. Cerco di ragionare, di pensare, di non farmi prendere dall’entusiasmo. Che già è difficile. Ad ogni modo, non è questione di velocità. A me, come a chi segue questo blog, piace comprendere.

Vuoi scrivere anche tu di Amazon Alexa?

Io ho già iniziato a chiedere in giro pareri ed opinioni riguardo questa tecnologia. Paura? Curiosità? Vedremo.

Già sui miei canali social si è alzata l’attenzione. In tanti mi hanno chiesto di far sapere loro la mia opinione. Son qua apposta!

Quindi commentate, o meglio, scrivetemi ad architettodellinformazione [at] gmail.com pubblicherò le vostre impressioni e le vostre opinioni. Ne scriverò e ne parlerò molto volentieri. Per cui se possiedi un dispositivo della famiglia Amazon Alexa fatti avanti.

Ai miei colleghi e ad altri esperti chiederò poi una chiacchierata da inserire tra le mie interviste.

L’arrivo di Amazon Alexa Echo

A quanto pare sono stato abbastanza fortunato ed ho ricevuto il pacco due giorni dopo il previsto. Chi ha ordinato un Amazon Alexa Plus a quanto pare dovrà aspettare ancora. Le istruzioni sono ridotte al minimo. E questo mi fa ben sperare. Mi immagino una presentazione in grande stile, un benvenuto, una presentazione tra trombe e violini.

Così apro il pacco e mi appresto a dare energia elettrica ad Amazon Echo. Ma niente trombe. Peccato.

Alexa mi chiede di configurare Echo attraverso l’applicazione e aspetta.

Devo ammettere, poi, che mi sarebbe piaciuto configurare verbalmente Alexa. Ma la configurazione avviene tramite applicazione, appunto. Ad indicare, forse, che sulla configurazione le persone hanno bisogno di una interfaccia visiva.

Scarica l’App Alexa

Vado allora a riprendere le istruzioni che mi erano arrivate già via mail. Mi accorgo solo in un secondo momento che all’interno del pacco c’è un bugiardino che spiega.

Leggo

Dopo aver ricevuto il tuo nuovo Amazon Echo, scarica l’App Alexa dal browser del tuo cellulare (andando sul sito https://alexa.amazon.it) o dal tuo Appstore preferito (per Android o iOS).

Il processo di configurazione verrà avviato automaticamente all’apertura dell’App. Durante la configurazione dovrai connettere Echo a Internet, quindi assicurati di avere la password della tua rete Wi-Fi a portata di mano.

Dopo aver effettuato la connessione e associato Echo al tuo account Amazon, potrai iniziare a usare il tuo dispositivo. L’App Alexa ti consente di gestire i tuoi contatti, consultare le Liste della spesa e di cose da fare, controllare da remoto la musica sul tuo Echo, collegare i tuoi account, accedere al menu Impostazioni e molto altro.

Perché non posso dettare la configurazione? Si tratterebbe di dettare la password del proprio wifi.

Grande capacità di comprensione e suono

Oltretutto Alexa comprende davvero in maniera sorprendente. E questa sua capacità mi fa dimenticare le due piccole delusioni iniziali. Alla parola di accensione Amazon echo risponde immediatamente. Ho la sensazione che sia molto più reattiva di Google Assistant. Comprende se accelero nel parlato. Comprende anche se le mie frasi si allungano.

Alexa è in allerta sempre. Posso alzare o abbassare il volume dello smartspeaker mentre è in esecuzione il brano.

Tra l’altro Amazon Echo possiede un suono potente ma equilibrato. Giorgio Robino mi diceva che il suo Amazon Dot tende verso i bassi. Al primo approccio devo dire che Amazon Echo ha un suono piacevole e non forzato. I bassi mi sembrano abbastanza equilibrato. E diciamo che oltre alla mia impressione uditiva, la presenza di un Amazon Echo Sub, un subwoofer per Amazon Echo, mi fa intendere che per chi ama i bassi si deve affidare ad un secondo strumento.

Anello luminoso di Amazon Alexa Echo

Configuro Amazon Alexa, configuro l’App Alexa e tutto mi sembra che funzioni alla grande. A questo punto faccio le prime domande e verifico il buon funzionamento dello smartspeaker. Funziona!

Ma Amazon Echo ha, nonostante tutto, una componente visiva di comunicazione. L’anello luminoso. Vedo, infatti, uno strano anello luminoso acceso. Quando Alexa ti ascolta questo anello è di un blu ipnotico. Ma senza ascolto e senza avergli chiesto nulla, l’anello luminoso è giallo. Chiedo ad Alexa una spiegazione. La risposta non è delle migliori. Ossia mi risponde di fare riferimento alla sezione assistenza del sito.

Non sarebbe opportuno insegnare ad Alexa come funziona? Immagino che l’assistenza debba risolvere problemi più grossi che non spiegare il funzionamento dell’anello luminoso. Tanto è vero che lì’esperienza di ricerca non è delle migliori. Per capire cosa accade ad Amazon Alexa devo cercare bene su Google. L’assistenza infatti comprende una guida completa di Amazon Alexa.

Scopro che ho un messaggio. Chiedo ad Alexa di leggermelo e lei lo fa. Si tratta di un messaggio che mi dice che io stesso ho configurato l’applicazione.

La reazione dei miei genitori

Dopo le prime prove e dopo aver ascoltato un po’ di musica, ho presentato Alexa ai miei genitori.

Con mia grande sorpresa si sono fatti delle grasse risate ad ascoltare Alexa. Lei che rispondeva alle mie domande sul meteo o che mi ha subito proposto una canzone napoletana per mio padre.

Mia madre ha fatto memoria di KIT: Supercar. Vi ricordate? È stata una lunga serie televisiva che abbiamo visto per tanti anni a casa mia. Chissà che la passione per l’assistenza vocale non sia nata anche da lì.

Mio padre, invece, ha rivelato di sentirsi come in un film di fantascienza. Davvero sorpreso e meravigliato di essere parte di un futuro a cui forse neppure pensava di poter partecipare.

Mi ha fatto davvero un gran piacere. Anche perché finalmente i miei genitori hanno capito di cosa scrivo su questo blog. Sapevano già, ma non riuscivano ad immaginare.

Vi terrò aggiornati sulle prossime prove!

Come impostare Google Assistant per inviare messaggi

Sapete che è possibile impostare Google Assistant per inviare messaggi? Perché se siete alla guida della vostra macchina…

  • dovreste guidare e basta.
  • Potreste utilizzare il buon vecchio vivavoce.
  • Attivare Google Assistant.

Google Assistant, infatti, senza spendere un centesimo, vi permette di far eseguire alcuni comandi su qualunque smartphone. Lo avete già sul vostro telefonino se avete un sistema Android. Mentre chi possiede un Apple può chiedere a Siri.

Guida e basta

Pensa che quando ero vivo, non guidavo neanche male. Qualche volta ho anche frenato su una striscia pedonale, ma se ero un po’ in ritardo ad un nuovo appuntamento, io passavo sulle strisce a non meno di duecento.

Quando guidi, guida e basta. Cosa ti costa?

Scrivo questo articolo semplicemente per autodifesa. Non lo scrivo per nessun altro motivo. Voglio salvarmi la vita. E approfitto anche del mio blog personale per cercare di capire il perché avete in mano una tecnologia utile come un vivavoce o un assistente vocale, a costo zero, e continuate a non utilizzarla.

Alcuni giorni fa, per andare a trovare mio fratello in negozio ho dovuto attraversare la strada. Quante volte vi capita in un giorno di attraversare una strada? Guardo a sinistra, guardo a destra. Non passa nessuno. In lontananza una macchina procedeva lentamente e secondo i miei calcoli sarei passato in sicurezza.

Nonostante la distanza di sicurezza attraverso di corsa e in totale sicurezza. Quando arrivo sul marciapiede la macchina si trovava molto distante da me. Ripeto, mi trovavo sul marciapiede. Guardo all’interno della macchina e la signora alla guida stava inviando un messaggio. Ad un tratto, forse per un balzo della macchina o vedendo un’ombra, la signora sterza all’improvviso, verso il marciapiede, dove mi trovavo io.

Si è trattato di un attimo nel vedermi schiacciato dall’auto. Fortunatamente con una seconda sterzata, la signora riporta l’auto in carreggiata.

Io mi sono spavento tantissimo. La signora ha continuato a inviare messaggi o non so chissà che cosa.

Guidare e basta. È troppo?

Il mio amico Sandro Franzo, ha pubblicato qualche giorno fa, sul suo profilo Facebook, questa foto.

Fortunatamente è sceso dall’auto illeso dicendo che stava scrivendo un messaggio alla sua ragazza…

Ecco. Un altro che scrive e invia messaggi mentre guida. Non si è fatto nulla, non è successo nulla di grave. Eppure quanti incidenti accadono per la distrazione? E nello specifico per la distrazione di uno smartphone?

Per questi motivi di vita quotidiana ritengo necessario e urgente questo articolo. Nulla di nuovo, nulla di originale. Semplicemente l’ennesimo contributo sul web.

Io voglio salvarmi la vita e non è detto che con questo articolo io ci riesca.

Come impostare Google Assistant per inviare messaggi

Innanzitutto è necessario avere sul proprio telefonino Google Assistant. In genere, tutto si dovrebbe preimpostare quando si accede per la prima volta sul proprio smartphone. Ma se avete negato permessi e altro, magari non c’è nulla di impostato.

Dunque partiamo proprio dai primi passi.

  • Andate su Google Store, scaricate gratis l’applicazione e apritela.
  • In basso a destra trovate > altro. Cliccate , poi su > impostazioni.
  • Voce
  • Mach voice.
  • Sbloccate

Usate la vostra voce! La tecnologia non serve per farci perdere solo tempo. La tecnologia serve per migliorare la nostra vita. Evitare gli incidenti significa vivere meglio. Salvare la vita a se stessi e agli altri significa vivere in un mondo migliore. Arrivare a casa sani e salvi e abbracciare le persone che amiamo è vivere alla grande! Non lo pensate anche voi?

Allora, rilassatevi per un attimo, prendete il vostro smartphone e seguite le istruzioni!

“Ok Google!” invia messaggio whatsapp

Ho già scritto riguardo ai comandi che potete dare a Google Assistant. Non è difficile.

Qui di seguito le parole esatte da pronunciare per fare eseguire esattamente i comandi.

L’assistente vocale si accende dicendo “Ok Google” e dopo potete chiedere:

  • Invia messaggio WhatsApp a “Nome Contatto”
  • Invia WhatsApp
  • Messaggio WhatsApp
  • Messaggio WhatsApp a “Nome Contatto”
  • Dettare il messaggio,
  • correggere o confermare

La qualità del riconoscimento vocale di Google Assistant è abbastanza buona. Qualche volta però, può capitare che non capisca. I motivi possono essere vari, un rumore di sottofondo, una nostra pronuncia non corretta. Per esempio, tra i miei contatti, Google Assistant ha problemi nel riconoscere il cognome Friscia, che sente come Brescia. In questo caso basta modificare il contatto con qualcosa di più semplice, in modo che sia univoco e facile da riconoscere.

Leggere i testi dei messaggi ricevuti con Android

Con un assistente vocale si possono pure leggere i messaggi e le notifiche ricevute. Questa operazione è leggermente più complicata. Ossia, per fare questo dovete scaricare sul vostro smartphone un’altra applicazione.

Tra quelle più consigliate, e che ti consiglia lo stesso google assistant, c’è il “Lettore di notifiche free, messaggi SMS, email” se ne avete provate altre, basta commentare in fondo.

A detta dell’autore si tratta di una applicazione

per utenti ESPERTI, in grado di gestire più di 100 opzioni e con la pazienza di consultare fino a 23 video di YouTube in inglese o in italiano! Se non sei esperto, non scaricarla, oppure, se la scarichi comunque, e poi non sei in grado di usarla, EVITA ALMENO DI SCRIVERE RECENSIONI NEGATIVE, io ti avevo AVVERTITO, e poi leggi il punto 2 per capire perché sarebbe CONTRO IL TUO STESSO INTERESSE!

La sua caratteristica è che è gratuita e che l’autore, se siete costruttivi, è disponibile a correggere eventuali difetti.

Codice della strada – Articolo 173

Anche se gli inasprimenti della legge, dice Wired, sono una bufala l’articolo 173 del codice della strada prescrive.

1. Il titolare di patente di guida, al quale in sede di rilascio o rinnovo della patente stessa sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l’obbligo di usarli durante la guida.
2. È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani).
3. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 326.
3-bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 161 a euro 647. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.

Adesso, se hai letto questo articolo non hai più scuse. Usa lo smartphone in modo utile. E se non ti trovi bene con questi sistemi, o il tuo smartphone non è all’altezza del compito, non farti alcun problema. Guida e basta!