Buon Anno! Buon 2019

Buon 2019! Buona fine e buon principio!

Sapete quanto tengo alle date, alle occasioni, alle feste comandate. Per me sono un punto di arrivo e di partenza. Da qui, come ormai sapete scaturiscono riflessioni su ciò che ho fatto e su quello che dovrò fare.

Insomma, tiro una linea, guardo un po’ indietro e tanto in avanti. 

Il 2018 anno delle meraviglie

Nonostante i presagi non del tutto buoni, questo 2018 per me è stato un anno pieno di meraviglie. Non so come spiegarlo o raccontarlo e, forse, fa sempre meglio Facebook che lo racconta in poche ma significative immagini.

Buoni propositi 2019

A rivedere i buoni propositi del 2018 sinceramente quest’anno preferisco tenermeli per me i buoni propositi del 2019. Mi ripropongo quelli dell’anno scorso che restano validi e comunque erano e sono sempre a lungo termine.

  • Continuare a dare costanza al blog. Magari anche con il tuo sostegno.
  • Condividere i talenti, i miei e anche quelli di altri.
  • Mettere in luce valori del blog e dell’architettura dell’informazione. Perché solo attorno a dei valori si può costruire qualcosa.
  • Magari riuscire a creare una comunità intorno a questo blog. Forse c’è già. Forse altre comunità si stanno già incontrando. Boh, vediamo di trovare il modo quest’anno di incontrarci.
  • Scrivere qualche articolo in inglese. Anche se tanti dei miei articoli sono ripresi da testate inglesi.
  • Finire di leggere la mia lista di libri sul comodino. Che di libri non ne mancano da leggere.
  • E infine, ma non meno importante, mi piacerebbe imparare a conoscere meglio la gente. Che non si finisce mai.

Una agenzia di comunicazione e un corso

In più, rispetto ai propositi realizzati e comunque da mantenere, poche cose ma significative sono nate in questo 2018. Come la nascita della mia agenzia di comunicazione e la prima edizione del corso sulla progettazione chatbot che ha riscosso un grande successo di partecipanti.

Sono già aperte le preiscrizioni per le prossime edizioni. In attesa del numero minimo di partecipanti per Roma e una data certa, il 17 giugno per Milano.

Per quanto è accaduto durante i corsi precedenti, è risultato anche il modo per incontrarsi e parlare e confrontarsi. Grazie all’apertura mentale dei partecipanti questo corso è stato l’inizio di progetti reali e anche motivo di incontro tra esperti di settore. Per questa ragione, sebbene il prezzo del corso può sembrare esoso, vale molto di più.

Cose da fare nel 2019

Ho a lungo riflettuto sui miglioramenti da attuare sul blog. E sinceramente l’unica cosa che mi servirebbe davvero è allargare la redazione. Il progetto cresce e ci sarebbero tante cose da fare.

La scelta è tra il mantenere le cose come sono, per solidificare i risultati raggiunti o l’andare avanti a sperimentare. Per questo motivo aumenteranno gli spazi per la ricerca e per i contenuti complessi.

Lo scopo è quello di far crescere il blog e contribuire sempre più ad un web migliore.

Poi ci sono altre cose da fare. Tutto ancora in fase di progettazione. Non posso chiedere altro che di seguirmi per vedere l’effetto che fa.

Le parole sono importanti

Diceva Nanni Moretti che le parole sono importanti. Ogni tanto lo dimentico. In questi tre anni e mezzo di blogging le mie parole hanno acquistato un peso.

Ricordo ancora la scrittura dei primi articoli, l’ansia e la paura di schiacciare il pulsante “Pubblica”. E poi c’era sempre qualcosa che dimenticavo. Sembrava che il mondo aspettasse me al varco dell’internet.

Nessuno mi aspettava, anche se alcuni di quegli occhi per me erano e sono ancora oggi importanti. E nonostante il blog sia virato su diverse sonorità (rispetto al primo post), spero davvero che quegli occhi non allontanino troppo il loro sguardo.

La newsletter e le comunità

Alla fine di questo post trovate anche la possibilità di iscrivervi ad una nuova newsletter.

Mi frullava per la testa da diverso tempo, ne ho bisogno per condividere una gran mole di link che non riesco a leggere o che sfiorano le tematiche di cui mi occupo. Ma soprattutto la voglio scrivere perché voglio rafforzare il legame con i miei lettori.  

Si tratta di 6 numeri per il 2019. Secondo me ne vale la pena.

Buon 2019!

E niente! Io questo buon 2019 ve lo dico con il cuore. Vi auguro buon anno! Vi auguro un 2019 generoso, ricco, avvolgente! Spero che lavoro, fatica ed entusiasmo vi piovino addosso come non mai. Che tutto il bene del mondo sia vostro e ne possiate condividere tutti i frutti tanto è abbondante.

Godetevi lo stare insieme, il perder tempo per la vostra salute mentale. Rallentate se siete troppo accelerati. Fermatevi se il vostro cervello non riesce più a guardare alla vostra vita, al vostro corpo, al vostro futuro.

Un abbraccio caldo, coccoloso e abbandonato a tutti i miei lettori. Perché mi vogliono bene e io gliene voglio un po’ più di altrettanto!

Buon 2019!

Ti iscriveresti alla mia newsletter? Mixer

In questo articolo ti chiedo di iscriverti ad una nuova newsletter. Cosa vorreste che diventasse? Sarebbe davvero interessante costruirla insieme. Abbiamo tempo e sarebbe bello poter condividere qualche idea. Iscrivetevi e nei commenti aggiungete il vostro contributo.

Iscrizione newsletter Mixer

Cosa rispondi ad una richiesta di iscrizione newsletter? Ti iscrivi sulla fiducia? Oppure vorresti sapere di che si tratta? Oppure proprio ormai non ne vuoi più sapere di ricevere mail che riempiono la tua casella postale? O ancora, non hai proprio tempo di leggere tutto quello che ti interessa?

Io questa fiducia l’ho già chiesta alla fine dei miei articoli da qualche giorno. Se ti sei già iscritto ti ringrazio di vero cuore. Se non lo hai ancora fatto, invece, ascolta la mia idea. Arriverai alla fine comodamente e avrai qualche elemento in più per decidere cosa fare.

E se ti viene in mente qualche spunto, basta dirlo.

Una newsletter per parlare

Chi mi segue da più tempo conosce forse già Mixer. Si trattava di un digest sui temi dell’assistenza vocale, intelligenza artificiale e innovazione.

Il format del digest è molto bello ma è anche molto impegnativo per chi lo compone. Ho cercato di capire come riescono a farlo altri professionisti che lo fanno anche quotidianamente.  Mixer era un settimanale. Ogni venerdì raccoglievo gli argomenti principali della settimana e ne facevo la sintesi su brevi blocchetti.

Se però all’inizio era molto divertente, alla lunga non sono riuscito a mantenere il ritmo. Tra l’articolo settimanale e le decine di notizie da filtrare dedicavo intere giornate solo al blog. Per carità, piacevole, ma poco sostenibile. Tanto più che il digest era gratis.

Un appuntamento bimensile

La newsletter, invece, è e sarà un piccolo esperimento. Che avverrà per tutto il 2019.

Chi si iscriverà riceverà sicuramente 6 numeri, l’ultima domenica del mese, a partire da febbraio 2019. 

Quindi, calendario alla mano, il prossimo appuntamento con Mixer sarà il 24 febbraio, poi il 28 aprile e così via, il 30 giugno, il 25 agosto (penso di farcela), il 27 ottobre e  il 29 dicembre.

Quanti link persi…

Tengo a precisare che il bisogno di una newsletter è più mio che dei miei lettori. Non ho avuto richieste specifiche. Questo, però, è il momento di fare qualche richiesta, se ne avete qualcuno.

Perché dunque si tratta di un bisogno mio? Il fatto è che per scrivere un articolo a settimana mi ritrovo a leggere tanti articoli. Dai più interessanti traggo i pezzi, le mie riprese e le mie riflessioni settimanali.

Tanti sono davvero di poco interesse e per questo ve li evito. Ma ce ne sono pure di interessanti, che sfiorano i temi principiali del blog. E che per forza di cose restano fuori dalla condivisione.

Un foglio di collegamento

Ma non si tratterà solo di una enorme elenco di link. Anzi, i link saranno di supporto ai trend che osserverò nel tempo. Mi piacerebbe molto, invece, che questo nuovo spazio diventasse davvero il motivo di una nuova connessione.

Non sarà come sedersi attorno ad un tavolo, però il tentativo lo voglio fare comunque. Ho a lungo parlato delle difficoltà di chi vive in provincia. Chissà che una newsletter, un foglio di collegamento, anche virtuale, non riesca a soddisfare questo mio bisogno.

Se è anche il vostro allora iscrivetevi in fondo alla pagina.

Una newsletter a pagamento?

Pagheresti per un digest? Lo vorresti sui temi del blog? Te ne servirebbe uno per altri argomenti? Parliamone. Io intanto comincio così. Poi si vedrà!

Ci sentiamo presto! Intanto, buon Natale!

Assistenza vocale nel futuro. Del perché (io penso) sarà sempre più diffusa

L’assistenza vocale nel futuro sarà sicuramente sempre più parte del nostro quotidiano. E gli assistenti vocali saranno sempre più usati. Sono ancora in molti gli scettici a riguardo, sebbene qualcuno si sta ricredendo e altri stanno correndo ai ripari occupandosi dell’argomento.

Io mi sono fatto l’idea che questa tecnologia sarà sempre più presente nell’immediato futuro perché basta osservare i movimenti delle aziende che sviluppano questa tecnologia e come le persone stanno reagendo (o comunque reagiscono) nei confronti della tecnologia.

Assistenza vocale nel futuro, nessun entusiasmo

Io spero sempre che il messaggio passi correttamente. Io non dico (e non ho mai detto) che saranno abbandonati del tutto gli schermi e si navigherà solo tramite assistenza vocale.

Quando pensiamo agli assistenti vocali, gli smart speaker, sono la punta più avanzata della tecnologia. E sebbene negli Stati Uniti la diffusione sia abbastanza vasta, nel mondo, questa diffusione potrebbe essere più limitata. Per ragioni, a mio parere, culturali.

Ma la vera rivoluzione è la capacità che i nostri dispositivi, quali smartphone, portatili e personal computer, i dispositivi del nostro quotidiano, stanno acquistando. Ossia quella di essere controllati dalla voce. Già su questo sta lavorando Microsoft con la sua assistente vocale, Cortana; già Google al suo stato embrionale, con l’ultima versione di Google Chrome, permette di effettuare ricerche vocali evitando la tastiera.

Una interazione con una interfaccia grafica esisterà ancora per molto tempo. E chi ha imparato, magari in ritardo, ad usare uno schermo, non è detto che imparerà a farne a meno.

Un grande fratello fatto da sensori

Quando mi trovo con qualche amico o conoscente che vuole capire di cosa mi occupo spiego che mi occupo di progettazione chatbot e studio gli assistenza vocale. E subito il mio interlocutore inizia a immaginare il mondo possibile. Tendenzialmente distopico e fatto di tanto immaginario cinematografico.

Mi rendo conto che le opinioni di queste persone sono indirizzate molto dalle paure indotte dai giornali. Qualcuno di più attento, volge la sua attenzione al costo dei sensori, altri puntano alla possibilità di essere ascoltato. E questi, per esempio, sostengono che l’essere umano reagirà a questa dose di controllo, respingendo la tecnologia.

Personalmente non ho la palla di vetro per prevedere il futuro. Anche se mi pare difficile il ritorno ad una età pre-tecnologica, visto che ci si può difendere dalla tecnologia con altra tecnologia. Però so per certo che i sensori costano sempre meno. Aziende come Xiaomi stanno sbarcando nel mercato occidentale e hanno tutte le intenzioni per affermarsi anche con questi prodotti.

Smart speaker negli Stati Uniti

Gli utenti di Smart Speaker crescono del 48% ogni anno e negli Stati Uniti, quest’anno, hanno raggiunto il numero di 90 milioni.

Si tratta di una crescita esplosiva rispetto a qualsiasi altro prodotto tecnologico, come lo smartphone o rispetto al trend delle tecnologie indossabili.

In Italia, purtroppo, è sempre difficile avere analisi di questo genere. Ma basta guardarsi intorno, tra i propri amici. Io vedo confermato il trend nella mia bolla informativa. Così come ho iniziato a vedere amici e conoscenti che iniziano ad acquistare i primi sensori, un po’ per gioco e un po’ per vantarsi.

Sensori di sicurezza

Quanto costa un impianto di sicurezza? In quanti possono permetterselo? Non lo so. Fatto sta che su Youtube aumentano i tutorial che invitano a trasformare una semplice webcam o il vecchio smaryphone in una telecamera di sorveglianza per controllare casa quando non si è presenti.

Si tratta e si tratterà di una nicchia, come sempre, ma una nicchia sempre più avanzata e sempre più a basso costo.

Un tempo per essere degli innovatori si dovevano spendere interi stipendi. Oggi, con poche decine di euro compri un interruttore o una lampada a controllo vocale.

Assistenza vocale e User experience

L’user experience frena l’assistenza vocale. L’ho scritto. In parte è vero e in parte no. E molti miei colleghi restano scettici. È pure vero che nessuno di noi mai si occuperà di progettare uno smart speaker, ma presto ci chiederanno di progettare i servizi e dunque di progettare chatbot.

In Italia, ma neanche in Europa, difficilmente avremo un’azienda che sviluppa un prodotto come uno smart speaker con un assistente proprietario. Ma personalmente mi sento in dovere di essere un buon amico dell’assistenza vocale e occuparmi di architettura dell’informazione conversazionale.

Se mai qualcuno avrà un dubbio in più o in meno rispetto alla tecnologia grazie a questo blog, io avrò raggiunto il mio obiettivo. E siccome sono convinto che questa tecnologia prenderà sempre più piede, sono qui ogni lunedì ad osservare cosa accade.

Noi non siamo l’utente medio

Anche in questo caso, o forse, più che in altri casi, dobbiamo tenere in mente che

noi non siamo l’utente medio.

Non posso dire che siccome io non faccio uso di uno strumento questo strumento non avrà successo. Non posso affermare che i miei dubbi sono e saranno i dubbi delle masse.

Prendiamo, per esempio, i problemi della privacy che giornali e giornalisti mettono sempre in primo piano. E che la stessa Unione Europea ha evidenziato con l’adeguamento al GDPR. Quanti, oggi, pongono attenzione alla propria privacy? A me pare che si tratti di una minoranza. Io personalmente non faccio dirette facebook. Ma quando ci troviamo nel bel mezzo di una manifestazione tutto intorno si accendono telefonini che trasmettono in diretta l’evento indicando a tutta la cerchia di amici di Facebook ( o gli sconosciuti di Instagram), dove si trovano e con chi si trovano. Svelando posizione, parole ed emozioni anche di chi sta accanto.

Foto di bambini e minorenni, di mamme incinte, di famiglie intere diffuse e condivise sono state sdoganate anche dalle mamme più attente.

Questo cosa ci dice? Ci dice che il concetto di privacy è stato ampiamente superato dalle persone. Le persone raccontano dove sono, cosa fanno, in tempo reale; indicano esattamente i luoghi dove si trovano, le loro abitudini. Per non parlare poi delle numerose app per chi è in cerca di relazioni.

Le app di geolocalizzazione sono sempre più insistenti. Le nostre case sempre più invisibili. E i nostri smartphone ci spingono a farci geolocalizzare sempre più frequentemente. La paura di telecamere sparse per la città sono solo un vecchio ricordo. Anzi, in nome della sicurezza, sempre più cittadini ne fanno richiesta in ogni dove.

Quante scope hai in casa?

Ad agosto 2018, l’associazione Ritrovarsi, ha organizzato un festival di arte contemporanea per la riqualificazione di un quartiere di Sciacca, in provincia di Agrigento. Il quartiere San Leonardo. Si tratta di un quartiere bellissimo, perché si tratta del centro storico, a struttura araba e con forti elementi della cultura ebraica. Il quartiere, oggi, è abitato da gente che economicamente è messa male. Molti disoccupati, molti piccoli delinquenti, diseredati di ogni tipo, persone con handicap vari. Molte case sono chiuse e abbandonate, alcune quasi diroccate.

Non a caso la scelta di riqualificare quello che è diventato un luogo sospeso. Ebbene, ad un certo punto, volendo spazzare un po’ di cartacce sparse per i vicoli, abbiamo chiesto una scopa e una paletta agli abitanti che ci stavano dando una mano. Ebbene, abbiamo avuto difficoltà a trovare una scopa. Per intenderci, manico di legno e spazzola. La risposta che abbiamo ricevuto è stata che quasi tutti avevano e posseggono una scopa elettrica. Per fortuna, alla fine, abbiamo trovato una famiglia faceva e fa uso di scopa e paletta, che ci ha gentilmente prestato.

Eppure scommetto che chi mi sta leggendo (se sei arrivato fin qui) ha più di una scopa per spazzare casa. E forse la scopa elettrica l’ha sempre desiderata ma non se l’è mai comprata.

Io, per esempio, in casa ne ho 4 di scope! Una per il terrazzo, due per la casa, una per la strada.

Una nicchia o una parte della popolazione

A mio parere ci sono fette di popolazione che saranno investite da questa tecnologia e ne faranno un uso massiccio.

La prima è sicuramente la nicchia dei curiosi degli intellettuali, quelli che compreranno gli smart speaker per provarli, per poterne parlare, e averne consapevolezza. Come hanno fatto Giorgio Robino e la sua compagna Giuditta Del Buono. (leggete il suo commento alla fine dell’articolo). Così come ci sarà la nicchia dei curiosi. Tanto più che, come dicevo poc’anzi, un tempo per essere innovativo dovevi spendere un botto di soldi, oggi basta davvero poco. Il solo limite è la curiosità.

Poi ci sarà una parte della popolazione benestante che lo comprerà per dire che lo ha comprato. Per mostrarsi e mostrare l’assistenza vocale agli amici, ai propri pari, che non saranno più pari. Lo farà perché può permettersi lussuriosamente di riempire di sensori la casa. Così come ha fatto Mark Zuckerberg.

Così come ci sarà chi non può permettersi di avere questa tecnologia in casa, ma avrà voglia di paragonarsi a chi sta davvero in alto. E acquisterà l’assistenza vocale a qualunque costo.

L’assistenza vocale oltre internet

In questo blog ho parlato di Google Duplex. E a parte le paure che si sono volute divulgare non ho trovato articoli che ne abbiano parlato in modo obiettivo.

Il fatto che l’assistente risponda al telefono significa che può fare anche a meno della rete internet. Questo significa che una moltitudine di persone oggi fuori dai giochi della rete, saranno riammessi dagli assistenti vocali. Allora il problema non sarà più se avere paura o meno della tecnologia, il problema, torno a dire, è di natura Etica.

Ossia, in parole sempre più chiare, quali risposte saranno date alle persone? Come saranno accolte da chi non ha nessun filtro a questa tecnologia?

Librerie contro televisori

Ebbene si, perché sarà proprio chi, in teoria, non può permettersi questa tecnologia a divulgarla sempre più. Saranno le persone, disoccupate, senza un mestiere, senza arte né parte.

Sono queste fasce di popolazione che hanno in casa lo Smart TV 70 pollici 4K. Queste famiglie non hanno pareti piene di librerie. Non acquistano libri o kindle, ma acquistano smartphone e tablet come se non ci fosse un domani.

Acquistano scope elettriche, non scope con cui ripulire economicamente la propria casa.

Assistenza vocale nel futuro, conclusioni

Ora quello che dico è questo. Siccome la diffusione di questa tecnologia, al momento, pare inarrestabile, non è bene per tutti parlarne e divulgare consapevolezza? Io ne sono pienamente convinto. E sono qui.

Forse, tra i miei lettori, ma anche tra i miei colleghi, c’è chi pensa che non dovrei essere io a occuparmene in quanto architetto dell’informazione. In quanto tale dovrei parlare di etichette e tag. Tra l’altro penso di farlo pure. O forse fraintendo io, ho capito male qualcosa. Ci sta anche. Se proseguo nel mio percorso è perché è stata l’architettura dell’informazione a darmi gli strumenti per giungere fin qui. E sono anche disposto ad uscire dal seminato ed aprire il dibattito. Se necessario.

Concludo qui dicendo che, certamente, ci sarà chi non userà mai i chatbot, gli assistenti vocali e continuerà ad entrare nei siti web tramite tastiera e grafica. Premerà pulsanti e clicckerà vita natural durante, come se nel mondo non accadesse nulla.

Ma ci sarà una parte che parlerà con gli strumenti. Forse non sarà la parte più istruita, forse sarà la parte più negletta. Molto probabilmente ancora sarà la parte esclusa, fino ad oggi, dall’internet come dimostra il rivoluzionario servizio di telefonia My Line.

Gli altri ne resteranno fuori? Quando i servizi parlanti saranno obbligatori? Sarà ancora così?

Insomma, il dibattito è aperto, così come (secondo me) la strada dell’assistenza vocale nel futuro.

L’immagine in evidenza è un opera d’arte esposta durante il festival di arte contemporanea Ritrovarsi 2018. Si tratta dell’opera “Rebus (7,1,4,1,5,1, 6)” di Zoo che su Instagram si definiscono: “Trois femmes ensemble” ci muoviamo all’interno di uno spazio che ci viene proposto, col dialogo troviamo punti in comune che diventano l’opera stessa.

Regali di Natale 2018 – Per un amico che ama la musica

E tempo di regali di Natale. E se non hai già ordinato in tempo, potresti essere persino in ritardo. Questo post vuole essere solo di ispirazione, magari lo usi per capodanno o addirittura per il prossimo anno. L’anno scorso ho scritto un pezzo per i regali agli architetti, quest’anno invece voglio scrivere idee regalo per chi ama la musica.

Idea regalo 2018? Uno Smartspeaker

Se hai un amico che ama la musica o una amica, il regalo di questo 2018 è sicuramente uno degli smartspeaker che ci sono in commercio. Sia uno smart speaker della famiglia Echo, oppure Google Assistant. I due che al momento parlano in italiano.

Lo dico non solo perché ne parlo da anni e adesso che li sento parlare in Italiano ne sono molto contento. Ma perché principalmente questi dispositivi sono nati per riprodurre musica. E devo dire che sono delle ottime casse.

L’ Amazon Echo al massimo del volume ricopre almeno 4 stanze. Davvero si può mettere al centro della casa e servire tutta la famiglia. Poi se qualcuno si chiude in camera va bene anche raddoppiare l’acquisto.

Regali di natale online

Se vuoi qualche idea sui regali da fare, io ho creato una lista dall’esplicito nome “Fammi un regalo”. Puoi farmi davvero un regalo che mi piacerebbe ricevere. E se proprio non vuoi farmi un regalo per sostenere il blog, potresti prendere spunto da quello che consiglio per un regalo che vive nella mia stessa bolla.

Un’idea può essere un abbonamento a Spotify Premium o ad Amazon Music. Oppure, se fa parte dell’ecosistema Apple un abbonamento Apple Music.  Senza mai dimenticare che oltre al mondo digitale esiste ancora un mondo fisico come quello dei cd e del sempre verde vinile. Questo comprendo anche una lunga serie di accessori che possono essere un bel regalo: dai mobili ai raccoglitori.

Senza contare che poi, se il tuo amico/ amica, o tu stesso sei un musicista, puoi sempre regalare uno strumento musicale o qualche accessorio utile per le esibizioni.

Regali di natale economici?

Per i musicisti o gli appassionati di musica sul serio c’è davvero poco di economico. La strumentazione costa. Nella ricerca di qualche idea regalo ho trovato qualcosa di attinente e che potrebbe esser simpatico regalare o ricevere.

Per esempio c’è la cosidetta MUG, una tazza di ceramica simpatica con strumenti musicali attaccati al manico.

Oppure due simpatici cappelli, per le zone del nord dove fa freddo che sono anche delle comode cuffie wireless USB Ricaricabile Bluetooth o addirittura un Cappello Musicale Stereoscopico.

A me sembrano il regalo perfetto. Della serie non le comprerei mai ma sono davvero originali, che se me li regali, mi fa piacere.

Regali musicali per bambini

La musica piace molto ai bambini. Forse perché hanno più contatto con la realtà. Nel tempo poi ci appassioniamo all’estetica e agli aspetti visuali. C’è davvero di tutto per far sviluppare la loro creatività uditiva.

Si trovano diverse selezioni di Giochi e giocattoli.  Così come si può trovare un po’ di tutto nel negozio di Strumenti Musicali.

Idee regalo Natale Amazon

Ho travato una bellissima lista di qualche anno fa che qui ripropongo in parte perché mi è sembrata davvero interessante.

Per esempio per gli appassionati di percussioni si propone questo utile compositore per creare nuovi suoni. Il TR-09 compositore. Oppure se piace la chitarra ma non si è ancora convinti di intraprendere una carriera da rockstar si può optare per una chitarra the squier Fender. Non è la Fender che vale migliaia di euro e non costa così tanto da pentirsi dell’acquisto se si lascia all’angolo. In fondo fa sempre la sua figura.

Se già la vostra amica o amico qualche concerto lo ha fatto, probabilmente un mixer potrà servirgli. Certo, magari ce ne ha già uno. Ma magari gliene serve uno migliore. O diverso. In questa fase, forse è meglio chiedere all’interessato. Il Mixer wireless ProDX4 infatti costa intorno ai 200 euro.

Per i fruitori che sono ancora appassionati di giradischi e vinili potete acquistare il Giradischi audiofile MMF-2.3 della Music Hall. Bisogna avere il posto dove metterlo e soprattutto avere molta nostalgia del vinile. Non c’è bisogno di odiare l’mp3.

E infine si può scegliere di regale della musica liquida. Un abbonamento a spotify o ad altro servizio premium, per i mesi che si vogliono potrebbe essere una cosa gradita.

Cuffie

Ricevere come regalo delle cuffie o degli auricolari mi sa che non possa che fare piacere. Anche se non ci servono nell’immediato, sicuramente le nostre prima o poi si rompono e ne dobbiamo comprare delle altre.

Sulle cuffie ho scritto un intero articolo dove trovi anche cuffie importanti. Persino le migliori al mondo! Così come cuffie chiamiamole economiche.

Se vuoi fare un regalo importante ti puoi buttare su queste Cuffie MDR-1000X della Sony, uno dei tanti prodotti della Sony che fin qui ho anch’io raccontato. Mentre a meno della metà del prezzo ci sono anche le Cuffie ATH-M50X di  Audio Technica.

Regali per natale 2018

Insomma, ormai è sempre Natale. I regali si possono scambiare a Natale, ma di occasioni ce ne sono ogni giorno. Anzi, ormai molte compagnie si incontrano per regalarsi regali brutti, trash, regali non graditi e regali sbagliati. Acquisti incauti e fondi di cassetto. Bomboniere ricevute mal volentieri e regali ingombranti.

Altro che regali pensati per l’altro! Ognuno sceglie a caso. Il divertimento sta proprio a chi fa il regalo peggiore.

Ad ogni modo, questi sono solo suggerimenti. I primi che mi sono venuti in mente per chi vuole far felice una persona a prevalenza uditiva. Poi ognuno vive a modo suo il natale, anche senza regali, che certamente non sono un obbligo. Questa mia lista non è altro che un modo per entrare nell’atmosfera natalizia che sembra non arrivi mai, e invece arriva in un batti baleno.

Comandi Alexa in italiano – Le novità

I Comandi Alexa in italiano

vengono implementati periodicamente.

Amazon ha aperto una pagina apposita

e invia, a tutti coloro che hanno effettuato l’acquisto,

una mail con tutte le novità di Alexa.

Insomma, ci insegnano e ci educano

a come rivolgerci al nostro smart speaker.

Si tratta di una guida ai comandi vocali.

Ma io lo considero un vero e proprio corso di formazione

lento e inesorabile che seguirò e riproporrò su questo blog di volta in volta.

Avevo già scritto a riguardo i 50 comandi da chiedere ad Alexa.

Ma adesso sono in italiano.

Acquista Amazon Echo (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con Alexa – Tessuto blu-grigio.

Alexa! Buongiorno.

Amazon per esempio sostiene che

Le mie mattine non sono mai uguali.
Basta dire, “Alexa, buongiorno”.

Con questo comando Alexa ti informa di cosa accade in quel giorno, tipo partite importanti o curiosità del momento.

Cose da provare

Premettendo sempre la parola di accensione Alexa puoi chiedere.

“che cos’è una Skill?”
“qual è la circonferenza di Marte?”
“dammi un Easter egg.”
Scopri i divertenti contenuti nascosti di Alexa per aggiungere un elemento di sorpresa alla tua giornata.
“apri Virgin Radio.”
“raccontami una barzelletta.”
“metti l’ultimo brano di Katy Perry su Amazon Music.”

Il brano, per esempio, è in esclusiva su Amazon Music.

“dove posso vedere la Juve?”
“qual è il tuo libro preferito?”
“metti canzoni di Andrea Bocelli.”

Oppure chiedi. “Alexa, canta”. E con la sua voce e senza musica si improvvisa cantante.

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa di Amazon.

Cose da chiedere ad Alexa

“Alexa,

a cosa stai pensando?”
metti musica per dormire.”
alza il volume.”

com’è il meteo nel weekend?”
apri RDS.”
fammi un indovinello.”

“Alexa, chi è il capocannoniere della Champions League?”
qual è la tua musica preferita?”
a che ora tramonta il sole?”

“Alexa, ti bastan poche briciole.”
fai il rumore della foresta notturna.”
chi è il sindaco di Parma?”

Metti Alexa in ogni stanza Echo Dot (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con integrazione Alexa – Tessuto antracite.

Elenco comandi Alexa

“Alexa, buonasera.”
cos’è successo il 7 dicembre?”
apri Campane tibetane.”
cosa posso chiederti?”
hai un albero di Natale?”

“Alexa, apri Radio 105.”
è bello il film Bohemian Rhapsody?”
riproduci musica di Natale.”
qual è il tuo dolce preferito?”
apri Parola Magica.”

“Alexa, quanti anni ha l’universo?”
che animale è Balto?”
quanti giorni mancano a Capodanno?”

Genere musicale: “Alexa, metti musica rock.”
Scelta: “Alexa, testa o croce?”

Ricerca locale

“Alexa, qual è la pizzeria più vicina?”
Per ricevere risultati locali, indica la posizione del tuo dispositivo nell’App Alexa.

  • seleziona l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra,
  • Echo & Alexa,
  • scegli il tuo dispositivo Echo
  • inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

Comando sveglia Amazon Echo

“Alexa, metti una sveglia per le 7:00 del mattino.”
Per gestire le sveglie è necessario andare sull’App Alexa e seleziona una sveglia dal menu Promemoria e sveglia.

Per creare o modificare una sveglia nell’App Alexa:

  • scheda menu, seleziona Promemoria e sveglie.
  • Scegli il tuo dispositivo dal menu a discesa.
  • Seleziona la scheda Sveglie.
  • Seleziona Aggiungi sveglia per creare una sveglia.

Per modificare una sveglia esistente, torna alla scheda Sveglia e seleziona quella esistente.
Sui dispositivi Echo compatibili, puoi dire “Mostra le mie sveglie” per visualizzare un elenco. Quando suona la sveglia, puoi eseguire anche le seguenti azioni:

  • Per eliminarla, trascina il dito verso sinistra su una sveglia.
  • Per ignorarla, trascina il dito verso l’alto su Ignora.

Ma puoi anche chiedere “Alexa, svegliami con della musica classica.” Svegliati con la tua musica preferita da Amazon Music, Spotify o TuneIn.

Promemoria

“Alexa, ricordami di comprare carta da regalo.”

Per non dimenticare appuntamenti, scadenze o altre occasioni importanti puoi usare i promemoria. Per gestirli + necessario andare sull’App Alexa e selezionare

  • Promemoria e sveglia dal menu.

“Alexa, inizia la mia giornata.”

Routine

Ci sono cose che ripeti ogni giorni? Azioni che ripeti oppure che ti piace fare quotidianamente. Sei un abitudinario? C’è qualcosa che ti piace ascoltare ogni giorni? Ecco, Alexa ti da la possibilità di creare una Routine per utilizzare un singolo comando e attivare una serie di azioni automaticamente. Per esempio

  • accendere la luce
  • ascoltare le notizie
  • sapere qual è il tuo prossimo impegno.

Per creare una Routine, si va sempre sull’App Alexa e selezionare Routine dal menu.

Servizio musicale predefinito Amazon

Per scegliere il servizio musicale predefinito tra Amazon Music, Spotify e TuneIn, è necessario andare  sull’App Alexa e selezionare

Impostazioni > Musica.

“Alexa, apri Suoni Rilassanti.”
Una delle skill di Alexa è Suoni Rilassanti. Infatti, oltre alla musica è possibile richiedere dei suoni come la pioggia o le onde del mare, o il suono di un ruscello. In questo modo si può ricreare un’ atmosfera personalizzata. Amazon dice per rilassarsi, dormire o studiare meglio.

“Alexa, prossima canzone.”
“Alexa, recita una poesia.”

Amazon Music

“Alexa, metti la playlist Best of 2018 su Amazon Music.”

Così come puoi chiedere durante l’esecuzione di che canzone si tratta. Fosse mai che non conoscessi le canzoni che la playlist ti propone. La pronuncia inglese purtroppo non è delle migliori e non sempre si capisce il titolo della canzone.  Oppure puoi chiedere i dettagli della canzone.

Notizie e Notiziari Alexa

Alexa fornisce un sommario delle notizie più importanti del giorno. In automatico ti rinvia al TG di Sky TG24. Però è anche possibile scegliere le emittenti preferite e personalizzare il Sommario quotidiano.

  • Apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni
  • > Sommario quotidiano

Però è pure possibile leggere le prime pagine o l’editoriale di diversi giornali quotidiani che si sono premuniti di creare delle skill. Interessante ascoltare l’editoriale del giorno del Corriere della Sera.

Meteo Alexa

“Alexa, oggi pioverà?”

Per ricevere le previsioni del tempo locali, si indica la posizione del dispositivo nell’App Alexa. Sul mio è impostata la posizione del mio primo ingresso su Amazon. Questa la procedura

  1. Aprire l’App Alexa
  2. Selezionare l’icona Dispositivi (nell’angolo in basso a destra)
  3. > Echo & Alexa
  4. > scegli il tuo dispositivo Echo
  5. > inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

“Alexa, che rumore fa l’oceano?”
“Alexa, qual è la capitale del Cile?”

Giocare con Amazon Alexa

“Alexa, apri Vero o Falso.”

Filastrocche per bambini

“Alexa, apri Filastrocche della Buonanotte.” Per ascoltare 20 brevi racconti per bambini, bisogna consentire l’accesso alle Skill per bambini.

  • Apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni
  • > Account Alexa
  • > Skill per bambini.

Il gioco delle tabelline

Alexa, apri il gioco delle tabelline.

Con Alexa le tabelline diventano un gioco! Consenti l’accesso alle Skill per bambini per iniziare a giocare. Per farlo, apri l’App Alexa e seleziona Impostazioni > Account Alexa > Skill per bambini.

Clem Quiz

Clem Quiz è un vero e proprio quiz della Clementoni. Puoi giocare da solo, contro Alexa, o in due. Dai primi tentativi però pare che ci sia qualche problema. Perché sebbene sia divertente alcune risposte non sono comprese. E quindi si interrompe il divertimento. Comunque da provare, certamente da implementare da parte di Amazon.

“Alexa, apri Clem Quiz.”

Per usare questa Skill, devi consentire l’accesso alle Skill per bambini. Per farlo,

  1. apri l’App Alexa e seleziona
  2. impostazioni
  3. > Account Alexa
  4. > Skill per bambini.

Interessante che la Clementoni ci tenga a dire, sulla pagina della privacy, che non raccoglie dati.

Quiz di Frisbee

“Alexa, apri I Quiz di Frisbee.”

Testa la tua conoscenza sui cartoni animati di Frisbee. Consenti l’accesso alle Skill per bambini per iniziare il quiz.

  • apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni,
  • Account Alexa
    • Skill per bambini.

Comando luci Amazon Alexa Echo

“Alexa, accendi la luce.”
Il prossimo passo per la domotica è connettere Alexa ai dispositivi per Casa Intelligente compatibili, come luci e prese.

Se possiedi un dispositivo Echo Plus, ti basterà dire “Alexa, scopri i miei dispositivi” per connetterli ad Alexa. Altrimenti hai bisogno di un hub compatibile con Alexa e i tuoi dispositivi, ossia serve un ponte wifi che colleghi l’Amazon Dot o Amazon Echo ai dispositivi intelligenti della casa, come lampadine, termostati, etc.

Amazon Prime

Dov’é il mio ordine?

Se sei cliente Prime, puoi chiedere ad Alexa di dirti per quando è prevista la consegna del tuo ordine Amazon, anche se non l’hai effettuato usando Alexa.

LE PIÙ RICHIESTE di ottobre

Età di Alexa: “Alexa, quanti anni hai?”
Musica: “Alexa, metti un po’ di musica.”
Programmi TV: “Alexa, cosa c’è stasera in TV?”

Queste tre frasi mi suggeriscono che le persone stiano giocando e provando le capacità di Alexa. Voler sapere la sua età è segnale di un gioco, e nello stesso tempo di umanizzazione dello strumento. La musica invece è il cuore di questo strumento, che almeno inizialmente sarà sempre pensato come una cassa. E infine la buona vecchia TV, che tutti vogliono scalzare e che invece non si riesce. Chissà, staremo a sentire.

Comandi Novità dicembre 2018

Le novità di dicembre sono tutte dedicate alle feste natalizie. del tipo, “Alexa, come si dice ‘buone feste’ in inglese?” Oppure si può augurare un Buon Natale!

E poi c’è sempre la parte musicale: “qual è la tua canzone di Natale preferita?”. Cosa molto utile è farsi suggerire il cenone di Natale. O meglio qualche ricetta per il Natale. Aggiungere alla lista della spesa un panettone, per controllare poi proprio la lista.

Alexa, può riprodurre, chiedendolo musica di Natale per bambini. Oppure Raccontare una storia. O ancora, si può chiedere. Alexa, aiutami a rilassarmi.

Alexa Auto

Con Alexa auto basta chiedere “Alexa, c’è traffico?” Se lo chiedi, Alexa ti chiede la tua posizione, attraverso l’App e poi vuole sapere il percorso. In effetti, trovandoti a casa… difficiel saperlo. Per aggiungere il punto di partenza e la destinazione, vai sull’App Alexa e seleziona

Impostazioni > Traffico dal menu.

Domande varie

“Alexa, pronto sorveglianza?” “apri Capitali del Mondo.” quanto è alto il monte Cervino?” “apri Rumore del Ruscello.”

Santo del giorno: “Alexa, che Santo è oggi?”
Affetto: “Alexa, ti voglio bene.”
Preferenza: Alexa, qual è il tuo colore preferito?”

Comandi Novità novembre 2018

Alexa!
Dimmi un colmo.
Apri Radio Italia.
Mi dici una curiosità sul cibo?
Metti l’ultimo album di Marco Mengoni.
Chi è stato il primo Presidente della Repubblica Italiana?
Com’è finito il campionato di Formula 1?
Racconta una fiaba.
Fai il rumore del temporale.
Apri Corriere della Sera.
Quanto è il 20% di 59?
Alexa, giochiamo a carta, sasso, forbice.
Quanti anni ha Piero Angela?
Chi ha scritto La Divina Commedia?

Cinema e geolocalizzazione

Che cosa c’è al cinema? Per ricevere risultati locali, indica la posizione del tuo dispositivo nell’App Alexa:

  • Seleziona l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra
  • Echo & Alexa
  • Scegli il tuo dispositivo Echo
  • Inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

Versi di animali: “Alexa, come fa il cane?” 
Popolazione: “Alexa, quante persone ci sono al mondo?”
Chiamata: “Alexa, effettua una chiamata.”

Novità dicembre 2018

Per il periodo natalizio si può chiedere ad Alexa di cantare un grande classico delle canzoni natalizie.
“Alexa, cantami ‘Jingle Bells’”.

Cose nuove da provare

Tenendo presente che il comando di accenzione è sempre Alexa, o computer o altro che decidete, queste sono le novità di dicembre

Qual è il tuo film di Natale preferito?

Cosa significa ossimoro?”

Dimmi l’oroscopo di oggi.. Che è l’oroscopo di Paolo Fox

Fammi un indovinello sul Natale.

Hai cucinato gli arancini per il 13 dicembre?

Fai il rumore del fuoco.

Dove sono le Maldive?

“Alexa, fai Drop In.”

Connettiti ai dispositivi Echo registrandoli sullo stesso account o a quelli dei tuoi contatti (se questi ti hanno concesso l’autorizzazione).

Per esempio, quando la cena è pronta, puoi chiamare il dispositivo Echo del salotto da quello della cucina per comunicare che è pronto in tavola.

Non disturbare

Attiva la modalità Non disturbare quando non desideri ricevere chiamate e messaggi sul tuo dispositivo.

Giochi e sport

Apri Il gioco della bottiglia.

Quanti scudetti ha vinto la Fiorentina?

Con chi passi il Natale?

Alexa, quanti metri sono 10 piedi?

Aggiungi un evento al calendario.

Collega il tuo calendario e chiedi ad Alexa di aggiungere un nuovo evento o dirti cos’hai in programma.

Per iniziare, vai sull’App Alexa e seleziona Impostazioni > Calendari dal menu.

Le più richieste di novembre

Temperatura: “Alexa, quanti gradi ci sono?

Citazione cinematografica: “Alexa, qual è la prima regola del Fight Club?”

Traduzione: “Alexa, come si dice ‘buongiorno’ in giapponese?

Controlla ogni cosa con la tua voce

Questo articolo, Controlla ogni cosa con la tua voce, è un articolo di raccolta di alcuni articoli scritti nel tempo su questo blog.

Proprio in questi giorni, infatti, mi giungono richieste di maggiore informazione su cosa chiedere ad Amazon Alexa, cosa si può fare con uno smartspeaker. Per questo motivo ho scritto articoli come Amazon Alexa istruzioni, ho elencato 50 comandi da chiedere ad Alexa, oppure ho raccontato delle prime impressioni in casa mia, così come il lancio italiano di tutti gli smart speaker di Amazon.

Ma avevo già scritto, nel tempo, anche dei lanci precedenti e delle altre assistenze vocali. L’uso di ciascuna assistenza vocale è simile, ma non uguale. Cambia innanzitutto l’ecosistema di cui fanno parte, hanno scopi finali diversi tra di loro; favoriscono, insomma, il loro ecosistema, ed hanno stili di presentazione diversi.

Qui di seguito gli articoli raccolti. Poi potete navigare sul sito e scoprire altri contenuti, spero interessanti.

Smart speaker

Google Assistant

Siri

Skills Amazon Alexa

Cortana

E gli altri?

Distratto dai vari lanci degli smartspeaker ho interrotto questa serie di articoli per presentare (quasi) tutti gli assistenti vocali presenti sul mercato. Questi sono certamente i principlai e i più conosciuti.

Ma anche altri non meno grandi marchi si sono lanciati nella realizzazione di assistenza vocale proprietaria.

E’ una grande guerra. E difficile capire chi sarà il vincitore. Questo blog resta in ascolto dei propri lettori che ne fanno uso. E se volete raccontare le vostre impressioni è in preparazione un articolo a più mani..