Servizio Comunicazione, comunicazione come servizio

Qualche anno fa scrivevo un post su LinkedIn dal titolo comunicazione come servizio. 

Avevo persino dedicato un sito all’argomento, che però poi ho dismesso per mancanza di tempo. Il mio interesse principale è e resta l’architettura dell’informazione, il mio blog personale e il mio ecosistema digitale che unisce passato e presente.

Comunicazione come servizio, comunicazione al servizio delle persone

Da quando ho aperto la mia attività di consulenza verso aziende e privati, ho ripreso a riflettere su quanto ho appreso negli anni.

E sicuramente il concetto di comunicazione come servizio è tra i concetti fondamentali della mia formazione.

Servizio, quindi, che è collaborazione, aiuto, supporto, attenzione, ausilio, sostegno, contributo, partecipazione a progetti e idee che già esistono e che sono già forti di per se, almeno, anche in parte.

Direi, per sintetizzare, mettere le persone al centro. E pare poco, ma è tutto!

Architetto della comunicazione dal cuore social

Questo blog, che si è trasformato in un sito personale, ha anche una sua sezione dedicata al marketing e alla comunicazione. Anche se poi, oggi la comunicazione, ancor più che nel passato, è disciplina trasversale che ciascuno declina rispetto alla propria formazione culturale e professionale.

Io penso che l’architettura dell’informazione o della comunicazione, come è chiamata da Federico Badaloni nel suo libro, sia anch’essa un servizio. Anzi, ancora meglio, un atto utile. O se vogliamo anche una radical collaboration che sarà obiettivo dei designer a venire, per i prossimi anni futuri. Ma non solo.

Un web migliore

Stare sul web, infatti, penso sia un atto di umiltà. L’arroganza, la presunzione, sono presto scoperti e subito messi alla berlina.

A volte, pensare di rendere il web un posto migliore sembra un’utopia. In realtà è una cosa possibile. Certo, non bisogna pensarla come il tentativo di salvare il mondo.

Però, a me viene subito da pensare al pezzo sugli altoparlanti, per esempio, dove su una base comune, alcuni lettori hanno voluto contribuire a migliorare quella pagina. Permettendo alla pagina di essere tra le più lette e seguite del blog.

Segno questo che sul web c’è una voglia di migliorare e contribuire.

Passato e presente

In questo senso sto lavorando a progetti personali di sperimentazione. Tra il passato ho recuperato la mia tesi di laurea che ha colpito un po’ tutti fin dalla sua presentazione nell’aula magna dell’allora Facoltà di Lettere.

Ho deciso, infatti, di pubblicare la mia tesi di laurea sul sito i nomi della carne. Appunto. Ne parlerò presto su queste pagine per raccontare un po’ la sua storia e il suo divenire.

Il presente è questo sito. Sempre più letto, sempre più seguito. Era nato esclusivamente come blog sull’architettura dell’informazione. Ma oggi è molto di più. Grazie alla sperimentazione ho allargato i miei orizzonti. E come dicono alcuni maestri, è anche naturale che questo avvenga.

La progettazione dei chatbot sta diventando sempre più interessante e questo mi entusiasma e mi spinge a fare sempre di più.

Altri progetti

Sullo sfondo un piccolo progetto di marketing territoriale dedicato alla mia terra di origine, la Sicilia.

Si tratta di un luogo meraviglioso abitato da un popolo che, dal punto di vista antropologico, è di interesse universale. Diciamo che è una sfida.

Come mio solito parto dal mio microcosmo, da Sciacca. Vedremo che succede. Nome e titolo del sito è Sciacca Terme Notizie.

Nuove sfide

Restano poi sempre presenti le sfide di lavorare in provincia e di avere una tribù a cui appartenere, una rete a cui aggrapparsi, una comunità di riferimento.

E prima o poi bisognerà tirare le somme, avviare qualcosa anche su questo versante. Ritornerò sull’argomento magari raccontando cosa è accaduto al Wiad Palermo 2019. E delle innumerevoli opportunità che (forse) abbiamo davanti.

Wiad Palermo 2019. Design for difference.

Ritorna a Palermo il WIAD, il World Information Architecture Day, l’evento che celebra la giornata mondiale dell’architettura dell’informazione.

Gli speakers del WIAD 2019

Quest’anno gli speaker del Wiad Palermo saranno molto interessanti. Come recita il sito ufficiale

Sarà fantastico!

E la mattinata sarà sicuramente tutta da ascoltare.

GIANNI DI MATTEO, Architetto
DOMENICO SCHILLACI, Fondatore del Laboratorio di Design PUSH
ALESSANDRO TARTAGLIA, Progettista e operatore culturale
MARCO RIZZO, Giornalista e Scrittore
LUCA ROSATI, Architetto dell’informazione e User Experience Designer

Dove si svolge il WIAD Palermo 2019?

Il Wiad è sempre alla ricerca di posti belli e innovativi. Quest’anno ci farà scoprire (o ritornare, se siamo abbastanza vecchi) in uno dei padiglioni dell’ex Fiera del Mediterraneo, nel quartiere Montepellegrino.

Precisamente ci incontreremo allo Scalo 5B, uno spazio attrezzato condiviso che crea opportunità e crescita per le persone e il territori.

SCALO 5B, VIA ANWAR SADAT 13, PADIGLIONE 5B, 90142 PA

Chatbot_ti_amo

Quest’anno mi è stato chiesto di organizzare un workshop. Che ho titolato chatbot_ti_amo. Un invito, una dichiarazione, un esperimento. Così come ho scritto nella presentazione del workshop.

“La progettazione di chatbot richiede un lungo percorso di ricerca. Per la realizzazione vera e propria sono necessarie molte competenze specifiche. Non è facile dunque racchiudere in un unico workshop la progettazione di un chat che richiederebbe più giornate lavorative.
In questo workshop ci occuperemo della scrittura dei dialoghi.

Domande e risposte come se non ci fosse un domani.

In questo modo metteremo mano alle differenze tra conversazioni reali e conversazioni progettate.

La simulazione dei dialoghi progettati evidenzierà le difficoltà da affrontare e l’importanza della progettazione rispetto all’uso degli strumenti.

Le conclusioni

E infine, ampio spazio sarà dato alla discussione. Ai problemi incontrati, alle riflessioni che ne scaturiranno.

Quello che mi piacerebbe arrivasse alle persone dal mio workshop sono semplicemente due osservazioni.

La prima osservazione è che si comprenda l’importanza della progettazione.

La seconda è la presa di coscienza delle difficoltà di un dialogo. Se ciascuno porterà a casa una consapevolezza in più rispetto a questa tecnologia avrò raggiunto il mio obiettivo.

Architettura dell’informazione sonora al WIAD Palermo

Per chi non mi conoscesse o si fosse perso i miei interventi precedenti, di seguito trova gli articoli che scrissi e i miei interventi.

Wiad Palermo 2017

Wiad Palermo 2018

Ci vediamo sabato!

Google, Google Home e Google Translate

Al CES 2019,

ma fondamentalmente in questo inizio d’anno,

Google ha immesso alcune cose interessanti

e innovative nel suo ecosistema,

che vale la pena osservare.

Era un po’ che non mi occupavo di Google

e di Google Home.

Troppo preso da Amazon Echo e da Alexa,

essendo il sistema che ormai vivo quotidianamente.

Nel frattempo Google, ma in questo caso è meglio dire Alphabet,

l’azienda nel suo complesso,

in modo molto più pachidermico

sta rispondendo colpo sul colpo alla sfida dell’assistenza vocale.

Sono passi lenti ma che ritengo importanti e, forse, persino rivoluzionari.

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La posizione zero

A mio parere, anche se non ho conferme ufficiali o pareri da altri miei colleghi, Google, è già da tempo che, allunga il passo verso un uso privilegiato del suo assistente vocale.

Si tratta di una azienda globale e certi cambiamentinon possono essere repentini. Noi possiamo percepire micro cambiamenti, che vanno verso una certa direzione. Difficile poi capire quanto corretti siano questi passi.

Avete presente la posizione zero, per esempio? Quel piccolo riquadro in alto alla SERP, a cura di Google? Lo abbiamo visto tutti durante le elezioni presidenziali americane, o durante i mondiali di calcio, lo vediamo in alcune risposte secche.

A mio parere, la posizione zero, non è altro che la risposta immediata che da e darà Google Home. Una risposta secca, edita da Google, o che prende a piene da mani da articoli che soddisfano la sua convenienza.

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Google App

Ma possiamo anche vedere una serie di notizie prese dal web e che ci rimandano a nostri argomenti di interesse.

Cosa sono questi elenchi se non risposte alle nostre domande?

Notizie di Google dal CES 2019

Uno degli appuntamenti tanto attesi per vedere le novità dell’anno è sicuramente il CES, evento dove le maggiori aziende mondiali di tecnologia presentato le loro novità più avanzate.

Io non ci sono stato. E questo mi dispiace moltissimo. Anche se l’internet avvicina gli spazi, le sensazioni a pelle mi mancano. Ho potuto solo leggere qualche commento da parte di chi ci è stato e qualche comunicato stampa che mi è stato inviato come i prodotti Sony 2019 presentati al CES.

Chi era presente ha potuto vedere ed ascoltare, con le proprie orecchie, le varie declinazioni degli assistenti vocali sull’internet delle cose.

Mi sembra molto interessante il parere di Giorgio Taverniti.

Taverniti pensa (come me) che i piccoli passi fatti da Google siano rivoluzionari.

Tre update da tenere d’occhio

  • Integrazione dei booking attraverso google maps e di conseguenza la possibilità per le persone di prenotare tramite Google Assistant.
  • La possibilità di tradurre da 27 lingue. Update per incrementare lo strumento Google Home.
  • Il rilascio di Google Assistant su hardware non proprietari (non di Google). Lo specchio, auto, televisioni, internet delle cose. Così come Android.

Questi tre elementi possono apparire poco rilevanti. In realtà segnano alcuni cambiamenti che, se ben accolti, possono dare inizio a cambi di paradigma.

Andiamo con ordine.

Prenotazioni su Google Maps

La possibilità di prenotare attraverso Google maps significa saltare tutta la fila di agenzie e OTT; per intenderci Booking e compagnia varia. Google, inizia a tentare di scavalcare altri pachidermi e arriva a diretto contatto con le piccole aziende.

Se la prenotazione in loco diventerà una cosa facile da fare, le prenotazioni di un albergo mesi prima, non sarà più la norma. La norma potrebbe diventare il viaggio avventuroso senza prenotazione da casa.

All’interno di Google potrebbero nascere E-commerce, negozi, vetrine, di facile costruzione per le aziende. E la spesa di noi consumatori potrebbe essere suggerita in base alla nostra posizione in città.

Google Home per le strutture alberghiere

Google Home e Google translate sono e saranno una accoppiata vincente. Lo dice anche Taverniti nel suo video. Pensate alla possibilità per gli hotel di poter posizionare sul bancone della reception uno Smart Speaker Google Home e poter accogliere chiunque, da qualunque nazionalità provenga, e avere una traduzione simultanea in 27 lingue diverse.

Anche se all’inizio non sarà perfetta, soldi alla mano, l’importante sarà capirsi. E con poche parole sarà facile affittare, prenotare o disdire una camera. Così come richiedere più servizi all’albergatore, senza problemi di lingua.

Google e l’internet delle cose

E, infine, il rilascio di Google Assistant su hardware non proprietari. Questo significa che si avrà la possibilità per qualunque azienda di creare oggetti tecnologici e poter installare l’assistente vocale al suo interno.

Ovviamente, l’interesse di Google sono i dati e il rilascio non è gratuito in senso assoluto. Ossia, anche se gratuitamente Google Assistant potrà entrare in ogni oggetti, ogni oggetto, restituirà a Alphabet un’ immensità di dati.

Si tratta dello stesso problema o opportunità di cui avevo parlato rispetto a Carplay e Google android auto, ossia rispetto all’auto a guida autonoma. Cioè, come già scrivevo due anni fa, l’integrazione tra assistenze vocali e auto non sarebbero state possibili fin tanto che non si risolveva il problema dello scambio di dati tra le parti.

Riprogettazione di Google Translate

E infatti, guarda caso, subito dopo il lancio di Google Home e di subito dopo il rilascio di Google Assistant, ecco che anche Google Translate è stato ri progettato.

Pendar Yousefi, UX manager presso Google Translate , racconta alcuni passi fatti durante la riprogettazione riguardo all’User eXperience di Google Translate.

Lui parla del lancio, della ricerca, del nuovo layout e della nuova interfaccia. Non fa cenno all’integrazione con Google Home. Ma come è possibile che non ci sia un nesso?

Personalmente, forse anche per deformazione professionale, vedo che il nesso esiste ed è a lungo termine.

3 elementi di UX

Elenco gli elementi UX, visto che mi si rimprovera di non dare attenzione ai miei lettori architetti dell’informazione.

Nuovo sito web reattivo di Google Translate

  • I tuoi utenti sono la tua sfera di cristallo

Si è tentati di ossessionare per avere il design perfetto prima di mostrarlo agli utenti reali. Ma è meglio concentrarsi sulla progettazione di un piano di sperimentazione a fasi che consente di raccogliere e rispondere al feedback degli utenti su larga scala. Aiutalo a capirlo.

  • Sollecitare la preferenza negli studi di usabilità può essere una trappola
  • Lascia che il test A / B sia il tuo arbitro

I progetti di ri-progettazione possono essere difficili.

Non sapere come reagiranno le persone può essere spaventoso. Quello che ho imparato attraverso la ri-progettazione di Google Translate nel mondo del processo di progettazione.

Progettando una strategia di implementazione pianificata con cura che consenta agli utenti di inviare feedback, è possibile ottenere dati preziosi su vasta scala da quelli che contano di più, aiutandoti a prendere decisioni di progettazione migliori.

Conclusioni

Insomma, io credo che sia palese agli occhi di tutti la forte spinta che Google sta imponendo all’uso degli assistenti vocali.

La capacità di sviluppo dell’intelligenza artificiale da parte di Google è altissima. La potenza di calcolo e la quantità di dati in suo possesso è inimmaginabile.

Si tratta di un’ ulteriore conferma che gli smart speaker, così come questa tecnologia, non è di passaggio. E chi è ancora scettico se ne dovrà fare una ragione.

Ne sentiremo ancora delle belle! E se avete domande o osservazioni mi farebbe piacere leggere e ascoltare i vostri commenti.

Lelo Sona – Il piacere del suono

Questa settimana mi occupo di Lelo Sona, un vibratore sonoro che mette al centro non solo le persone ma anche e soprattutto il loro piacere.

Per questo motivo ho contattato l’azienda che mi ha risposto e ha dedicato del tempo nel rispondere alle mie domande.

Premetto, che questo post non è sponsorizzato e non ho alcuna relazione con l’azienda Lelo. E come leggerete, l’interesse è solo incentrato sulla progettazione del prodotto, sulla capacità innovativa dell’azienda e sugli sviluppi che il suono ha nella quotidianità del nostro vivere.

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Traduzione e domande a Lelo Sona

Le risposte sono arrivate in inglese e le ho pubblicate integralmente e in lingua originale, appunto, alla pagina Lelo Sona Interview. Non sono un traduttore per cui se ci sono dubbi è bene avere le risposte originali. E se ci fossero correzioni da fare, sarò lieto di migliorare quanto tradotto.

Di seguito, infatti, trovate la mia traduzione.

Le parole che trovate in grassetto, invece, sono mie personali sottolineatura, a parole e frasi che ritengo di rilievo per voi lettori.

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Lelo Sona, il lancio

Il lancio di Lelo Sona è avvenuto il 10 ottobre 2017.  Il brand svedese di Sex Toy LELO ha svelato il nuovo oggetto di design che abbatte miti e credenze sul clitoride, uno degli organi più unici e incomprensibili del corpo umano.

Il lussuoso prodotto di piacere, chiamato LELO SONA utilizza le onde sonore e gli impulsi invece delle vibrazioni tradizionali per stimolare l’INTERO clitoride – oltre alla già nota parte esterna, raggiunge anche la struttura interna più larga. Ciò consente un’eccitazione diretta fino al 75% in più del clitoride rispetto a quella offerta da un vibratore “standard”.

La star e femminista internazionale Amber Rose, ha persino affermato che il prodotto è stato “clitoridealmente sconvolgente” ai suoi 16 milioni di fan, creando una domanda diffusa per SONA – unico nel suo genere.

Come funziona Lelo Sona, il video

Guarda Lelo Sona in Italiano

Intervista a Lelo

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Come è nato il progetto LELO SONA?

LELO ha costruito il suo patrimonio e la sua reputazione per il lusso esplorando, scoprendo e inventando sensazioni completamente nuove. Siamo i leader mondiali di prodotti per il piacere che impiegano vibrazioni convenzionali, ma circa 6 anni fa volevamo esaminare altri modi per creare una sensazione piacevole.

Dopo alcune sperimentazioni e ricerche, ci siamo chiesti se potessimo usare il suono per stimolare un utente. Ci siamo già dilettati con il nostro massaggiatore SIRI 2 (vedi le caratteristiche sul sito ufficiale ndr), che è reattivo al suono, ma volevamo fare il passo successivo e vedere se il suono stesso poteva essere imbrigliato.
Una delle sfide che affrontiamo a LELO è che ci sono solo un certo numero di modi in cui un prodotto può interagire con il corpo, a causa delle leggi naturali e biologiche. Tradizionalmente, è stato solo attraverso la vibrazione. Ora, però, abbiamo aperto una porta per un nuovo mondo di sensazioni.

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Che tipo di ricerca vi ha portato all’uso di impulsi sonici?

Ci sono voluti anni di ricerca prima che venisse realizzato un prototipo. Alla fine, abbiamo usato il pad del subwoofer di un altoparlante come ispirazione. Ti sei mai fermato di fronte a un grande altoparlante e hai sentito il basso risuonare profondamente in tutto il corpo? Questa è la sensazione che volevamo creare e concentrarci sulle zone erogene.
Usando le onde sonore invece delle vibrazioni, le risonanze vengono trasmesse molto più profondamente nel corpo – forse sullo stesso principio di qualcosa come un ultrasuono o sonar – da qui il nome, SONA.

Quali bisogni delle donne sono emersi dalle ricerche / sondaggi (rispetto ad altri prodotti già creati da LELO)?

Sappiamo da molto tempo che il clitoride, contrariamente alla credenza popolare, è una struttura molto più ampia di quanto sembri. Lungi dall’essere un piccolo fascio di tessuti e piacevoli terminazioni nervose sulla superficie del corpo, è una costruzione lunga con due “gambe” che si estendono verso il basso internamente e attorno alla vagina, e quindi indietro, forse formando la parte anteriore del punto G. Questo è una parte del clitoride che non viene stimolato dalle vibrazioni convenzionali.

Questa è la sfida che SONA risolve e che lo rende unico. È l’unico prodotto di piacere che stimola l’intero clitoride, anziché solo la parte esterna. Questo è tutto grazie al nostro uso di onde soniche invece di un motore a vibrazione.

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Quali sono i vantaggi delle onde soniche rispetto alle vibrazioni meccaniche?

Il piacere è soggettivo, e alcuni utenti potrebbero preferire vibrazioni meccanicamente solitarie alla profonda intensità delle onde sonore. Le vibrazioni meccaniche sono, dopo tutto, ciò che ha reso LELO il marchio di piacere leader a livello mondiale.

Ma SONA offre un’alternativa. Ci sono molti altri vantaggi: il motore necessario per creare le onde soniche è più efficiente di un motore a vibrazione, il che significa che la batteria può essere più piccola e durare più a lungo, ed è più silenziosa, ecc. Ecc.
Ma ciò che conta davvero è come ci si sente. Questo è il vero vantaggio: ora offre ai clienti una vera scelta rispetto alle sensazioni che portano al loro corpo.

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Vi sono paure o sospetti riguardo a questo metodo innovativo?

No, non proprio. È completamente sicuro. In effetti, SONA è più delicato sul clitoride di un prodotto di piacere convenzionale perché trasmette le onde attraverso l’aria, piuttosto che attraverso il contatto diretto con il corpo. Ciò significa che l’utente può goderne più a lungo, più volte, senza bisogno di fare una pausa.

La gente sembra comprenderne il concetto molto facilmente, e se c’è una cosa che noi di LELO abbiamo imparato più e più volte, è che le persone AMANO nuove sensazioni e sono desiderose di provarlo da soli, alla ricerca di modi nuovi e interessanti per usarlo. L’altro nostro prodotto basato sul suono, SIRI, era famoso per essere utilizzato da un insegnante di canto americano per aiutare gli studenti a condizionare le loro voci, per esempio. (Lo terrebbero sulla loro gola e terrebbero un appunto, regolando le loro corde vocali con le vibrazioni che rispondono al suono).

Quali sono le domande più comuni a riguardo?

La domanda più comune è “come ci si sente?” E questo è difficile da dire, perché è impossibile descriverlo senza essere poetici. Tendo a descriverlo come “come un coro di angeli che canta in perfetta armonia cantando il tuo inno preferito direttamente nel tuo corpo”.

Ci viene anche chiesto esattamente come crea le sue sensazioni. Non possiamo rivelare la tecnica brevettata in dettaglio, quindi usiamo il confronto dei diffusori riverberanti che ho delineato in precedenza per aiutare le persone a immaginarlo.

Dai una occhiata a Lelo HEX.

LELO SONA è stato lanciato, cosa vi aspettate da questo prodotto in futuro?

SONA è stata incredibilmente popolare da quando l’abbiamo lanciata. In effetti è diventato il nostro bestseller di tutti i tempi durante la notte e continua ad essere il nostro prodotto più venduto.

Ma i nostri clienti maschi si sentivano esclusi e chiedevano che la stessa sensazione fosse resa disponibile per loro. Non sapevano che ci stavamo già lavorando, ed è attualmente disponibile come LELO F1. Prende la stessa teoria e tecnologia che crea le onde sonore di SONA e le traspone in una tazza, progettata per massaggiare il pene nello stesso modo in cui SONA stimola il clitoride.

Il vostro focus è sul mondo delle donne. Dal vostro punto di vista, il piacere femminile è ancora un tabù?

In realtà, il nostro obiettivo non è il mondo delle donne, ma il mondo del piacere indipendentemente dal genere. Vorremmo dire che non è il piacere femminile il tabù di per sé, ma il piacere nel suo insieme che è socialmente disapprovato. Questo è l’atteggiamento che LELO ha scelto di combattere.

Nella maggior parte del mondo, però, il piacere femminile è particolarmente sotto assedio. Quando le donne alzano la loro voce nelle richieste di parità di trattamento, il loro piacere personale diventa un campo di battaglia. Stiamo dando loro le armi di cui hanno bisogno per combattere.

Le cose sembrano che peggioreranno prima di migliorare, ma è un progresso di un certo tipo. L’uguaglianza sessuale, il piacere e i diritti riproduttivi sono discussi apertamente come mai prima d’ora, anche se questa discussione è occasionalmente macchiata da preconcetti e incomprensioni – o addirittura ostilità.

Finché sarà necessario combattere, LELO sarà proprio lì, in prima linea.

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È possibile pensare a LELO come a una società che si trasformerà in piacere maschile in futuro?

Come ho detto, il nostro obiettivo è il piacere, non il genere. A tale proposito, offriamo già agli uomini un’enorme suite di prodotti per il piacere mozzafiato e lussuosi, dagli anelli vibranti ai masturbatori e persino ai massaggiatori della prostata.

L’obiettivo è quello di aiutare tutti a capire che è possibile trarre piacere dal piacere degli altri – tutti noi beneficiamo del piacere reciproco.

Dopo gli impulsi sonici, cosa dovremmo aspettarci per il futuro?

È un momento emozionante per LELO. Siamo ancora alla ricerca di creazioni e sensazioni completamente nuove ed esploriamo nuovi modi per soddisfare i nostri clienti.

Stiamo esplorando il mondo digitale, esaminando l’integrazione delle app e nuovi modi per connettere le coppie. In LELO, il cliente viene sempre al primo posto.

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Conclusioni

Ritengo doveroso ringraziare l’azienda Lelo e il suo ufficio stampa europeo per il tempo e l’attenzione che hanno riservato al blog.

Ma soprattutto ringrazio l’azienda perché ha seguito il mio discorso che, non voleva essere tanto sul prodotto stesso, ma proprio sulla progettazione, su tutto il lavoro di ricerca che è stato fatto per arrivare a qualcosa di nuovo e innovativo. Grazie e complimenti!

Anche questa intervista dimostra che l’innovazione arriva dopo un lungo lavoro di sperimentazione e ricerca. LELO è davvero un grande esempio.

In generale, si tratta di una questione di mentalità. In altri campi, infatti, conosciamo grandi aziende che mungono mercati esauriti ed esausti ed ogni giorno si rifiutano di innovare.

La progettazione con le persone al centro

E poi c’è l’human center design, cioè la progettazione con al centro le persone, la progettazione che mette le persone a collaborare in maniera radicale.

Non vi dovete stupire se tra il dire “mettiamo le persone al centro” e il mettere, davvero, le persone al centro, esistono abissi di incomprensione inimmaginabili.

Certo, le persone e il piacere delle persone, per Lelo, sono davvero il loro centro di interesse. Ma ripensare un prodotto, cercare nuove soluzioni a “limiti” fisiologici insormontabili a me è sembrato un esempio straordinario, che valeva e vale la pena raccontare.

Battaglie sociali

E infine, le battaglie sociali dell’azienda. Le sue posizioni “politiche” sono alte e di grande impatto. La difesa dei diritti delle donne che è anche il diritto per il genere umano al piacere. Mi sembra qualcosa di straordinario per una azienda di vibratori. Non solo una questione di genere, ma una presa di posizione nelle battaglie di parità e di eguaglianza dei diritti.

Presentazione Lelo Sona

A questo punto pubblico volentieri la presentazione ufficiale e le comunicazioni che ci raccontano storia e curiosità su ciò che sta al di là delle labbra.

Per migliaia di anni, si supponeva che il clitoride consistesse solo nelle 8.000 terminazioni nervose sulla superficie corporea – presenti nella sua parte visibile. Ma questo assunto è stato contestato nel primo maggiore studio sul clitoride, nel 2005, concludendo, scientificamente e in modo accademico, che: “Le descrizioni dei tradizionali libri di testo sul clitoride mancano di dettagli e apportano imprecisioni” e per la prima volta in assoluto si iniziò a dettagliare l’intricata struttura dell’intero organo. La verità venne finalmente a galla.

Secondo LELO, brand pionieristico nel settore dell’autoerotismo, il fatto che solo recentemente, dal 2005, si sia iniziato a comprendere questo organo unico, la dice lunga sugli atteggiamenti verso il piacere femminile.

INVIDIA DEL PENE?

Stuart Nugent, Brand Communications Manager di LELO, afferma: “È assurdo che oggi conosciamo il suolo lunare e possiamo stimare con certezza le dimensioni di pianeti lontani anni luce dal nostro, ma stiamo iniziando solo adesso a capire la struttura del clitoride.

Conosciamo l’anatomia del pene fin dal Medioevo. Ora che ne sappiamo altrettanto sul clitoride, è tempo di concedergli l’amore e la devozione che merita.”

PERCHÉ É COSĺ IMPORTANTE?

È comunemente risaputo che la maggior parte delle donne – secondo gli ultimi studi più di ¾ – richiede una stimolazione clitoridea prima di raggiungere l’orgasmo. Risulta, quindi, importante capire bene come stimolarlo adeguatamente.

Ma soprattutto, il piacere femminile ha continuamente subìto pregiudizi di genere, tema su cui LELO si è sempre battuto contro, fin dall’inizio nel 2003.

COME FUNZIONA SONA?

SONA si discosta dai classici motori vibranti, prediligendo una tecnologia ad impulsi. Grazie ad una sorta di cuscinetto sonico all’interno del collo di SONA, si creano delle onde che si propagano fino al clitoride e vengono trasmesse attraverso l’intera struttura del membro, per una sensazione che pare quasi provenga dall’interno – al contrario di un vibratore classico, che trasmette le vibrazioni solo ed esclusivamente dall’esterno.  

DETTAGLI E PLUS: “CRUISE CONTROL”

Completamente impermeabile e ricaricabile via USB, con 8 modalità di stimolazione, i tecnici LELO sono andati oltre, integrando la tecnologia Cruise Control nella parte finale di SONA.

Mentre molti vibratori perdono potenza se premuti con forza a contatto con il corpo, il motore interno di SONA risponde alla pressione compensandola: ciò assicura una continua e lineare stimolazione. Non si tratta di una regolazione particolare, ma di un plus completamente automatico che garantisce il 100% di soddisfazione, evitando spiacevoli perdite di stabilità.

PER MASSA…GGIO CLITORIDEO

Stuart Nugent prosegue: “Comprendere il piacere femminile è fondamentale. Pone le basi per una propria realizzazione a livello individuale, che a sua volta può contribuire a migliorare profondamente le disuguaglianze di genere. Il nostro massaggiatore sonico SONA non è solo un sex toy – è il simbolo di un cambiamento culturale e sociale.

È un panorama difficile per il sesso in questo momento, ma al contempo eccitante. Stiamo lanciando il prodotto a uno speciale prezzo di lancio con l’obiettivo di diventare il catalizzatore di massa per l’apprezzamento del clitoride. Vogliamo che le persone possano avere una comprensione maggiore sulle profondità del clitoride. SONA aiuta a sbloccare quel potenziale.”

5 IMPRESSIONANTI FATTI SUL CLITORIDE

  • Gli scienziati continuano giorno dopo giorno a scoprire i segreti racchiusi nel clitoride: molti, infatti, stanno iniziando a credere che lo stesso punto G sia una parte dell’intera struttura clitoridea.
  • 3 donne su 4 sono incapaci di avere un orgasmo senza una stimolazione clitoridea, a causa di alcuni fattori come la forma e la grandezza del pene o la durata del coito.
  • Il clitoride è l’unico organo il cui unico scopo in natura sia provare piacere.
  • Il clitoride in natura è raro: solo pochissimi animali come le iene e gli struzzi si sono evoluti con quest’organo, suggerendo diverse tipologie di evoluzione.
  • L’origine del termine “clitoride” è ampiamente sconosciuto, ma se ne possono trovare tracce nell’antica etimologia Proto-Indo-Europea “kleitor”, che indica “scalare”, con il senso quindi di piccolo avvallamento.

Lelo Sona Interview

How was the LELO SONA project born?

LELO built its heritage and reputation for luxury by exploring, discovering and inventing completely new sensations. We’re the world leaders of pleasure products that employ conventional vibrations, but about 6 years ago we wanted to look into other ways to create a pleasurable feeling.
After some experimentation and research, we wondered if we could use sound to stimulate a user. We already dabbled in it with our SIRI 2 massager, which is responsive to sound, but we wanted to take the next step and see if the sound itself could be harnessed.
One of the challenges we face at LELO is that there is only a certain amount of ways that a product can interact with the body, due to natural, biological laws. Traditionally, it’s been through vibration alone. Now, though, we’ve opened a door to a whole new world of sensation.

What kind of research brought you to the use of sonic impulses?

There were years of research involved before a prototype was made. In the end, we used the subwoofer pad of a speaker as inspiration. Have you ever stood in front of a large loudspeaker and felt the bass resonate deeply throughout your body? That’s the sensation we wanted to create and focus into the erogenous zones.
By using sonic waves instead of vibrations, the resonations are transmitted much more deeply into the body – perhaps on the same principle as something like an ultrasound, or sonar – hence the name, SONA.

Which women’s needs have emerged from the research / surveys (compared to other products already created by LELO)?

We’ve known for a long time that the clitoris, contrary to popular belief, is a much larger structure than it seems. Far from being a little bundle of tissue and pleasurable nerve-endings on the surface of the body, it’s a long construction with two ‘legs’ that extend downwards internally and around the vagina, and then back, perhaps forming the anterior of the G-spot. That’s a lot of clitoris that goes unstimulated by conventional vibrations.

That’s the challenge that SONA solves, and what makes it unique. It’s the only pleasure product that stimulates the entire clitoris, instead of just the external part. That’s all thanks to our use of sonic waves instead of a vibrating motor.

Which are the advantages of sonic waves compared to mechanical vibrations?

Pleasure is subjective, and some users may prefer rumbly mechanical vibrations to the deep intensity of sonic waves. Mechanical vibrations are, after all, what made LELO the world’s leading pleasure brand. But SONA offers an alternative. There are lots of other advantages: the motor needed to create sonic waves is more efficient than a vibrating motor, which means the battery can be smaller and last longer, and it’s quieter, etc etc.
But what really matters is how it feels. That’s the real advantage: it now offers customers a true choice over the sensations they bring to their body.

Are there any fears or suspicions regarding this innovative method?

No, not really. It’s entirely safe. In fact, SONA is gentler on the clitoris than a conventional pleasure product because it transmits waves through the air, rather than through direct contact with the body. This means the user can enjoy it for longer, multiple times, without needing to take a break.
People seem to understand the concept of it very easily, and if there’s one thing we at LELO have learned over and over again, it’s that people LOVE new sensations and are eager to try it for themselves, looking for new and interesting ways to use it. Our other sound-based product, SIRI, was famously used by an American singing coach to help students condition their voices, for example. (They would hold it to their throats and hold a note, regulating their vocal cords with the sound-responsive vibrations.)

Which are the most common questions about it?

The most common question is ‘how does it feel?’ and that’s difficult, because it’s impossible to describe without being poetic. I tend to describe it as ‘like a choir of angels singing in perfect harmony singing your favorite hymn directly into your body’.
We also get asked exactly how it creates its sensations. We can’t reveal the patented technique in detail, so we use the reverberating loudspeaker comparison that I outlined earlier to help people picture it.

LELO SONA has been launched, what do you expect from this product in the future?

SONA has been wildly popular since we launched it. In fact it became our all-time bestseller overnight, and continues to be our biggest seller.
But our male customers felt left out and demanded the same sensation be made available for them. Little did they know that we’d already been working on it, and it’s currently available as the LELO F1s. It takes the same theory and technology that creates the SONA’s sonic waves and transposes them into a cup, designed to massage the penis in the same way SONA stimulates the clitoris.

Your focus is on the world of women. From your point of view, is the female pleasure still a taboo?

In fact, our focus is not on the world of women, but the world of pleasure regardless of gender. We would argue that it’s not female pleasure that’s taboo per se, but pleasure as a whole that’s socially frowned upon. That’s the attitude LELO has chosen to fight against.
In most of the world, though, female pleasure is particularly under siege. As women become more vocal in their demands for equal treatment, their personal pleasure has become a battleground. We’re giving them the weapons they need to fight with.
Things seem like they will get worse before they get better, but it’s progress of a kind. Sexual equality, pleasure and reproductive rights are discussed openly like never before, even if that discussion is occasionally tainted with bias and misunderstanding – or outright hostility.
As long as the fight continues, LELO will be right there, on the front line.

Is it possible to think of LELO as of a company that will turn to male pleasure in the future?

As I mentioned, our focus is pleasure, not gender. In that regard, we already offer men a huge suite of breathtaking, luxurious pleasure products, from vibrating rings to masturbators and even prostate massagers. The goal is to help everyone realise that you can derive pleasure from others’ pleasure – we all benefit from pleasuring each other.

After the sonic impulses, what should we expect for the future?

It’s an exciting time for LELO. We’re still looking for entirely new creations and sensations, and exploring new ways to please our customers. We’re exploring the digitalworld, looking at app-integration and new ways to connect couples. At LELO, the customer always comes first.