L’assistenza vocale adesso è l’argomento del momento, come fosse una moda e, in effetti, per molti, è considerata tale. Nelle scorse settimane abbiamo iniziato un ragionamento sulla diffusione dell’assistenza vocale. Ho parlato di come, piano piano Tutti i nostri dispositivi vogliono parlare e del perché sempre più assistenti vocali hanno qualcosa da dire come sostenuto nell’articolo di Edward C. Baig dell’ USA TODAY .

Perché questo accade ora? Se già segui il blog da un po’ l’ho già detto forse in maniera breve e discontinua. Lo ripeto.

Potenza di calcolo

  • Primo: perché è aumentata la quantità di potenza a disposizione dei singoli utenti.

Pensateci. Dopo il primo iPhone che rivoluzionò il mercato, i successivi modelli di smartphone, di tutti i brand, si sono limitati a potenziare il primo modello. In sempre meno spazio abbiamo sempre più potenza. Con sempre più potenza abbiamo costi sempre più contenuti. E almeno, fin quando non sarà trovato un dispositivo, ancor più rivoluzionario, il trend di potenziamento dell’esistente non sarà interrotto.

AGGIORNAMENTO Luglio 2017

Sul tema trovi il mio articolo sull’ iPhone7

Big data

  • Secondo: la raccolta e l’estrazione di enormi quantità di dati a nostra disposizione, anche eterogenei, conosciuti come Big Data.

I Big Data sono raccolte di dati estesi in termini di volume (grandi quantità appunto), che viaggiano a grandi velocità e che sono altrettanto eterogenei nel loro contenuto.

Non sono un esperto di Big Data e nei commenti potete correggere quanto sto per dire. Un esempio di Big Data è un algoritmo che in base alle ricerche che una donna fa sul web, delle parole ricercate, delle pagine che legge più di frequente, capisce e predice che quella donna è incinta.

L’estrazione di questo valore è complesso e richiede tecnologie e metodi analitici specifici. Ma come ben sapete alla prima ricerca commerciale di un prodotto tutti ci ritroviamo quel prodotto o altri prodotti simili tra le mail o sui social. I Big Data e la loro diffussione hanno contribuito molto a migliorare l’attivazione vocale, di pari passo con i progressi fatti dal Deep Learning e dagli studi sulle reti neurali.

Potenza di calcolo a disposizione di tutti

  • Terzo: tutta questa potenza e capacità di calcolo, tutta questa immensa quantità di informazioni ce la portiamo in tasca.

Il cambiamento che stiamo vivendo, come ricorda sempre Federico Badaloni, “è un cambiamento culturale e non tecnologico. La tecnologia tende sempre più a nascondersi.” Oggi con una applicazione sul nostro smartphone riusciamo a scrivere, comunicare con gruppi più o meno numerosi, che si trovano in contesti diversi; possiamo modificare siti web o creare podcast, editare video, senza toccare neppure una riga di codice o dover seguire corsi di formazione per la regia.

Non importa a nessuno quanto complesso sia il lavoro o il codice dietro l’applicazione. A tutti interessa cosa fa e come lo fa. Seppure la frase “il mondo sta cambiando” o “il mondo è cambiato” è il mantra di molte discussioni sul futuro del nostro mondo occidentale, ancora non conosciamo la portata del cambiamento culturale che stiamo vivendo.  Vedere in giro persone che camminano per strada senza staccare gli occhi dallo schermo del proprio smartphone è solo un sintomo. I cambiamenti veri stanno avvenendo molto più in profondità.

Riconoscimento vocale alto

  • Quarto: da una ricerca fatta da Google, i tassi di errore di riconoscimento vocale sono in discesa e si attestano intorno all’8% rispetto a circa il 25% di errore che si aveva fino a pochi anni fa.

Tanto più gli assistenti vocali migliorano, tanto più migliora e aumenta il livello di confidenza degli utenti, che dunque sono maggiormente spinti a usarli.
Secondo un recente sondaggio condotto da MindMeld, una piattaforma di interfacce vocali, il 2015 è stato l’anno della svolta per l’adozione di assistenti vocali su smartphone. Il 55% degli utenti interpellati hanno usato regolarmente gli assistenti vocali nei tre mesi presi in esame, un 6% in più rispetto al trimestre precedente.
E poco meno della metà degli intervistati da Mindmeld hanno dichiarato di essere soddisfatti dai loro assistenti vocali, rispetto al 13% che invece sono insoddisfatti.

AGGIORNAMENTO Luglio 2017

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Assistenza vocale adesso?

Per quanto i progressi siano stati tanti, ed io sia fermamente convinto che sia il momento buono per l’assistenza vocale. Il mondo è ancora molto rumoroso e questo pone delle grandi sfide. Non solo il mondo è rumoroso, noi umani non parliamo tutti allo stesso modo; accenti, cadenze, espressioni colloquiali e tutte le nostre imperfezioni linguistiche mettono a dura prova gli assistenti vocali e gli sviluppatori.
Persino Vlad Šejnoha, CTO di Nuance, la compagnia che ha fornito la tecnologia per sviluppare Siri ammette:

Stiamo cercando di capire meglio che cosa dice la gente. Ma poi far eseguire un comando in modo efficiente è una bella sfida.

Eppure la strada è aperta. Echo di Amazon riconosce la tua voce ed esegue il comando anche durante la produzione di musica, il che significa che le soluzioni, seppur difficili, ci sono.
A frenare, in questo momento, gli sviluppi sempre più veloci e all’avanguardia, sono più i problemi etici che quelli tecnologici.
Ci torniamo la prossima settimana!

AGGIORNAMENTO Luglio 2017

Scopri cosa sono e a cosa servono gli Smart Speakers

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