Buon Natale

Caro lettore…. Tanti auguri di Buon Natale!

Chi mi segue sa che questa pandemia mi ha toccato profondamente e un blog condivide anche i momenti più difficili.

Durante il lockdown di marzo il blog si è fermato. Io mi sono fermato. Non riuscivo a scrivere, sovrastato dalle preoccupazioni private e dall’infodemia. Non riuscivo a parlare di altro. E sono solo riuscito a scrivere una pagina come osservatorio coronavirus.

Nel mio privato, ho quasi radicalmente sospeso gli incontri sociali in presenza. E sul sito ho ripreso a scrivere solo da qualche mese, riorganizzando le idee. Ma di questo ne parlerò la prossima settimana.

Le nuove routine

Paradossalmente, questa seconda ondata, non mi ha sorpreso. Tutto sommato ho già metabolizzato le mie nuove routine. Ho ripreso a scrivere, ho ripreso a progettare per il nuovo anno 2021.

Mi spiace, per i tanti professionisti depressi, che si erano fatti prendere dal facile ottimismo dell’Andrà tutto bene e che si aspettavano grandi cose per questo fine anno.

Così non è, così non sarà.

Certo, mancano anche a me tutte le persone che abbracciavo e toccavo, ma ho ritrovato nuove routine, nuove cose da fare. Ho ripreso contatto con la terra. La mia terra.

Il lato negativo

Come leggevo da qualche parte, non ricordo dove, in realtà non stiamo godendo dei vantaggi dello smartworking. Chi lavorava già da remoto, in questa situazione di stress si sta stancando come tutti coloro che non erano abituati a stare per ore davanti al computer.

Il contatto con le persone ci rende umani, ci insegna a stare tra la gente e in società. Allontanarsene, senza un paracadute, non penso ci renderà migliori. Anzi.

Come sostiene GIORGIA SERUGHETTI (filosofa)

Zoom è l’altro virus nella società dell’iper-stanchezza

Tra l’altro, guardando da lontano il mondo, forse si corre il rischio di guardare il mondo in modo distaccato. Meno sentimentale e più analitico. Come si dice? Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Forse è accaduto anche a me. Prima del Covid guardavo con più trasporto il mondo. Avevo fiducia nelle persone. Gli aspetti romantici della vita mi coinvolgevano. Oggi, ammetto che questo succede molto meno.

Il lato positivo

Vivendo tra i luoghi più lontani dall’Italia, pur vivendo in territorio italiano. in questi anni è stata dura restare al passo con le mie comunità di riferimento. E si comprende ancora meglio se davvero queste comunità sono davvero di riferimento.

Durante questi ultimi 5 anni, spostarsi, recarsi in città, ha richiesto fatiche fisiche ed economiche non indifferenti. Organizzarsi a casa, liberarsi di impegni, fare spazio per almeno una settimana per avere il lusso di incontrare qualcuno, partecipare a conferenze e convegni, non è stato facile.

Molti incontri sono saltati. Anche qualche opportunità è stata perduta perché mi trovavo ai confini dell’impero.

Oggi, invece, che tutto si è spostato online le distanze si sono annullate. Non importa più dove vivo, il luogo dove mi trovo, ma importa solo la presenza, una telecamera ed una buona connessione.

Città e periferia

Qualche tempo fa avevo in mente un progetto sulle città. E mi dispiace non averlo sviluppato. Oggi il mondo dell’era Covid si è capovolto.

Chi, negli anni, si è spostato nelle grandi città per approfittare delle opportunità che offriva, così come chi è emigrato al Nord, oggi è penalizzato. Non solo perché i rischi di contagio sono maggiori, ma perché le opportunità di incontro, come i convegni, le conferenze, i concerti, la musica dal vivo, sono stati del tutto eliminati. Se qualcosa avviene, si svolge online, fruibile da tutti, ovunque ci si trovi.

In città, restano però gli alti costi della vita, e una qualità della vita, che già da tempo, non è più all’altezza delle aspettative.

A dire il vero, già prima dell’era Covid non erano tanti che si potevano permettere di frequentare cinema, concerti, ristoranti e quant’altro. Ma qualche briciola arrivava. Se non altro, i contatti e la vicinanza fisica ai “centri di potere”, permetteva relazioni più efficaci.

Oggi, come dicevo, la periferia sta vivendo il suo momento di gloria. Distanziamento, bassi costi della vita. Basta avere una connessione stabile e ci si connette con il mondo.

Questo era già possibile anche prima, ma oggi è tutto più strutturato. tanto che non sono pochi i ritorni al borgo natìo.

Buon Natale

Parleremo del blog la prossima settimana, per rinnovare gli auguri del nuovo anno.

Questa settimana volevo appunto condividere il mio nuovo spirito e il mio nuovo punto di vista. Anche per salvare gli ultimi sprazzi di sentimentalismo che posseggo.

E volevo poi concentrami nell’augurare a tutti un mega Buon Natale, di vero cuore!

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