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Come impostare la privacy su uno smart speaker

Oggi spiego come impostare la privacy su uno smartspeaker.

La scorsa settimana dicevamo che, tra le persone che decidono di creare una casa intelligente o smarthome , una delle preoccupazioni delle persone che acquistano uno smart speaker è proprio la privacy. Preoccupazione ben alimentata da vari articoli giornalistici che raccontano di smart speaker che ascoltano anche quando non dovrebbero.

Il blog se ne occupa da tempo, cercando di essere il più laico possibile. Domande e dubbi sono leciti, ma restando ai fatti e a quanto sappiamo fino ad adesso, le aziende che stanno investendo in assistenza vocale registrano solo ed esclusivamente le nostre interazioni volontarie.

Se avremo, in futuro, le prove che gli assistenti vocali registrano le nostre conversazioni oltre il dovuto, questo blog non avrà nessun problema a darne notizia e a ragionare su questo.

Intanto, fin quando non ci sono le prove, sia che abbiamo qualche dubbio, sia che la cosa non ci interessi, usiamo la consapevolezza che ci salverà sempre! Ci salverà dagli assistenti vocali, così come dai nostri dispositivi mobile o indossabili.

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Smart speaker che ascoltano quando non dovrebbero

Di recente, proprio per mettere alla prova la sicurezza delle nostre conversazioni private, i tre principali assistenti vocali presenti sul mercato sono stati messi alla prova.

Alexa, Google Assistan e Siri, secondo l’articolo di Consumer Reports, sarebbero stati sottoposti a 21 ore di ascolto continuo di serie tv e in queste ore si sono attivati 63 volte.

L’articolo non riporta, però, che cosa accade queste 63 volte e come ci rendiamo conto che accade. Si limita a sottintende che tutte le 63 volte lo smart speaker registri qualcosa che non dovrebbe.

Chi possiede uno smart speaker, invece, conosce benissimo questo “difetto” chiamato da Amazon attivazione involontaria. Ossia durante la visione di un film o di una serie TV, alcun suoni, alcuni richiami, alcuni nomi, attivano l’assistente vocale. In pratica si attiva il segnale luminoso, così come quando pronunciamo la parola di attivazione. Ma questo, essendo un bug, non porta ad alcuna azione, e lo smart speaker si rispegne immediatamente.

Se da un lato, dunque, non siamo stati noi ad attivare l’assistente vocale, sappiamo perfettamente quando si è attivato, perché il dispositivo ce lo dice, e sappiamo pure quando si spegne.

Cosa sono le “attivazioni involontarie”?

Amazon la spiega così

In alcuni casi il tuo dispositivo con integrazione Alexa potrebbe interpretare un’altra parola o un altro suono come parola di attivazione (ad esempio, il nome “Alex” o qualcuno che dice “Alexa” alla radio o alla televisione). Identifichiamo questi comportamenti come “attivazioni involontarie”. Il nostro team di scienziati e ingegneri di livello mondiale lavora costantemente per migliorare la nostra tecnologia di rilevazione della parola di attivazione e prevenire che possano verificarsi attivazioni involontarie, anche attraverso il meccanismo di verifica del cloud descritto alla Domanda frequente “Come fa Alexa a minimizzare la quantità di dati inviati al cloud?”.

Tutte le volte che il tuo dispositivo Echo rileva la parola di attivazione, la registrazione dell’audio e il relativo invio al cloud ti vengono segnalati da un indicatore visivo o acustico e tu potrai rivedere e cancellare le registrazioni vocali associate al tuo account (compresi gli audio risultanti da attivazioni involontarie) dalla tua cronologia voce all’interno dell’App Alexa seguendo il percorso Impostazioni > Account Alexa > Privacy Alexa o dal sito www.amazon.it/impostazioniprivacyalexa.

Sappiamo che ci sentono

Ripeto sempre la stessa cosa; l’assistente vocale ci sente ma non ci ascolta. E non è una differenza da poco. Sappiamo ormai tutti che gli assistenti vocali ci sentono. Se lo acquistiamo, o pensiamo di comprarne uno, vogliamo che ci senta e che, una volta attivato ci ascolti ed esegua i nostri comandi.

Se non ci sentisse, se non eseguisse i nostri comandi, quale senso avrebbe? Il nostro dubbio, se fosse una certezza, ci spingerebbe certamente a comprare delle casse acustiche. E per di più analogiche.

I nostri comandi vocali vengono elaborati su un cloud che ci da delle risposte immediate. Poi le aziende di sviluppo di assistenza vocale verificano se queste risposte sono corrette. Queste analisi avvengono attraverso le macchine. Ma, al momento, niente di più preciso delle orecchie umane può correggere eventuali errori o incomprensioni.

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.

Perché ci ascoltano

I produttori di assistenza vocale Amazon, Apple e Google dichiarano di registrare e far ascoltare i comandi che noi diamo al nostro assistente vocale per migliorare le prestazioni del dispositivo.

Di contro chi dubita di questi dispositivi e delle intenzioni di questi produttori afferma che l’ascolto è frequente nella giornata, oltre alle accensioni volute. E questo avverrebbe per profilare, segmentare e dividere per fasce di interesse le persone, anche attraverso conversazioni private e proporre annunci pubblicitari e di prodotto sempre più mirati.

Cosa che sarebbe gravissima nei confronti delle persone che hanno acquistato questo tipo di prodotti.

Per venire incontro a queste pressioni o comunque per dare sempre maggiore sicurezza ai clienti Amazon, Apple e Google hanno aggiunto nuovi controlli da parte degli utenti per quanto riguarda la privacy.

Quali altre informazioni utilizza Alexa?

A seconda di come utilizzi Alexa, Amazon raccogli altre tipologie di informazioni per fornire e migliorare l’esperienza delle persone.

  • Casa Intelligente: informazioni e controlli dei dispositivi tramite la tua App Alexa.
  • Chiamate e Messaggi Alexa: se utilizzi il servizio Chiamate e Messaggi Alexa per fare chiamate e mandare messaggi e consenti ad Alexa di accedere ai tuoi contatti,
    • Puoi disabilitare l’utilizzo dei tuoi messaggi per migliorare l’accuratezza delle trascrizioni accedendo alla sezione Privacy di Alexa nelle Impostazioni dell’App Alexa o nella sezione “I miei contenuti e dispositivi” del tuo account Amazon.
  • Funzionalità di scansione di un oggetto o del codice a barre. Se usi la funzionalità che permette la scansione di un oggetto o del codice a barre di Echo Show,
    • Puoi eliminare le immagini scansionate associate al tuo account visitando la pagina “I miei contenuti e dispositivi” al link www.amazon.it/mycd.
  • Profilo vocale: se presti il tuo consenso alla creazione di un profilo vocale, si creare un modello acustico delle caratteristiche della tua voce così che Alexa possa riconoscere la tua voce, chiamarti per nome e fare altro per personalizzare la tua esperienza.
    • Puoi revocare il tuo consenso e cancellare qualsiasi profilo vocale da te creato selezionando “Cancella la mia voce” nell’App Alexa.

Smart speaker e case intelligenti

La buona notizia è che se possiedi uno smart speaker è relativamente facile disattivare l’audio del microfono quando non viene utilizzato ed eliminare le interazioni che sono già state registrate.

Ecco come modificare le impostazioni sulla privacy sul tuo dispositivo.

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Impostare privacy Amazon Alexa

  • Apri l’app Alexa sul tuo smartphone
  • Tocca il pulsante menu nella parte superiore sinistra dello schermo.
  • Seleziona Impostazioni> Privacy Alexa> Gestisci come i tuoi dati migliorano Alexa.
  • Disattiva l’interruttore accanto a “Migliora servizi Amazon e sviluppa nuove funzionalità”.

Quindi disattiva l’interruttore accanto al tuo nome in

  • Usa messaggi per migliorare le trascrizioni.

Disattivare il microfono

Per disattivare l’audio dell’altoparlante un modo semplice ma radicale è spegnere il microfono. Sul dispositivo Amazon Echo sono presenti 4 pulsanti, due per il volume + e -, uno per chiedere qualcosa senza dire Alexa e l’altro per spegnere il microfono. Il segnale luminoso diventa rosso, e lo smart speaker è spento.

Ovviamente, l’assistente vocale non risponderà ai comandi vocali finché non si riaccende e il segnale luminoso si spegne. Cosa che avviene se si preme nuovamente il pulsante.

Come eliminare tutte le registrazioni di oggi

Amazon memorizza le tue interazioni registrate nel cloud e attraverso l’applicazione scaricata sul cellulare si ha la possibilità di vedere quanto abbiamo chiesto ed eliminare i nostri comandi.

  • Apri l’app
  • Seleziona Impostazioni> Alexa Privacy> Rivedi cronologia vocale. Questo ti mostrerà le registrazioni, che possono essere ricercate per una parola chiave o ordinate per data.

Per eliminare tutta la registrazione sul dispositivo,

  • tocca Intervallo date
  • Tutta la cronologia.

La cancellazione di tutte le registrazioni potrebbe ridurre la capacità del diffusore di riconoscere la tua voce.

Amazon ha anche introdotto due comandi vocali per aiutarti a gestire le registrazioni:

  • “Alexa, elimina ciò che ho appena detto”
  • “Alexa, elimina tutto ciò che ho detto oggi”.

Prima di poter utilizzare la funzione, è necessario attivarla.

Sull’app Alexa

Vai sul menu in alto a sinistra e scegli

  • Impostazioni> Privacy Alexa> Rivedi cronologia vocale>

e attiva l’interruttore a levetta per abilitare la cancellazione vocale.

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Condizioni d’uso di Alexa

Per maggiori informazioni su Alexa, ti invitiamo a consultare le Condizioni d’Uso di Alexa. Per le domande frequenti, incluse quelle relative ai modi in cui funzionalità o altri dispositivi con integrazione Alexa funzionano, ti invitiamo a consultare le Domande Frequenti su Alexa e sul Dispositivo Alexa.

Impostazione privacy Assistente di Google

Quanto diciamo su Google assistant vale per lo smartspaker Google Home ma vale anche per tutti gli smartphone con sistema Android dove è attivo Google Assistant.

Dopo la notizia che alcuni dipendenti si scambiavano le registrazione dei clienti, per impedire ad altre persone di ascoltare i messaggi delle persone, Google ha annunciato una “pausa globale” . Al momento, il programma di miglioramento dell’ascolto è fermo. Ma indicativamente riprenderà nel 2021. Forse quando le acque saranno più calme.

Ad ogni modo è possibile fin da adesso rinunciare al Voice & Audio Activity, impedendo a Google di utilizzare le registrazioni per migliorare la sua tecnologia di riconoscimento vocale fin da adesso.

Impostazioni richieste da Google Assistant

Per fornirti un’esperienza completa, l’assistente può chiederti di attivare le seguenti impostazioni:

Se attivi queste impostazioni vengono attivate per l’assistente e per gli altri servizi Google che utilizzi. 

Leggi ulteriori informazioni sulla raccolta di dati vocali e audio dalle funzionalità per bambini sull’Assistente Google.

Assistente virtuale Google Assistant

Qui di seguito, passo passo, come mettere al sicuro la tua privacy.

Sull’app Google Home del tuo smartphone,

  • Apri la scheda Account in basso a destra
  • Seleziona Gestisci il tuo account Google.
  • Tocca “Gestisci i tuoi dati e personalizzazione”,
  • Scegli Attività vocale e audio e disattiva l’interruttore.

Disattivazione microfono su smart speaker

Google Home ha un pulsante di disattivazione dell’audio, mentre Home Max e Home Mini hanno un interruttore a levetta sul lato.

Anche in questo caso, il dispositivo non funzionerà più

Rivedere o eliminare registrazioni

Google consente di vedere le conversazioni che sono state registrate dal tuo smart speaker e di eliminare i contenuti.

  • Account nella parte inferiore destra dell’app Google Home.
  • Seleziona La mia attività per vedere le tue interazioni individuali.
  • Puoi cercare per parola chiave o per data
  • Eliminare singolarmente o in gruppi.

L’opzione più sicura della privacy è eliminare tutte le tue attività con un solo comando.

  • Tocca l’icona con tre punti e scegli “Elimina attività per”.
  • Seleziona Sempre
  • Tocca Elimina per eliminare l’intera cronologia.

Puoi anche utilizzare una nuova funzione che elimina periodicamente i dati per te.

  • Vai alla pagina Le mie attività e tocca
  • Scegli per eliminare automaticamente”.

Tieni presente inoltre che questa impostazione influisce solo sulle registrazioni già effettuate e non impedirà all’altoparlante di registrarti in futuro.

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Sicurezza dati e privacy Assistente Google

Difficile che si arrivi a questo articolo prima di arrivare a tutte le risposte che Google riguardo Google Home e la Privacy degli utenti. Ma aggiungo qui alcune risposte per completezza dell’articolo.

In che modo Google utilizza i nostri dati?

Google utilizza i dati per rendere utili i servizi, come l’Assistente Google.

Le interazioni con l’Assistente Google vengono utilizzate per migliorarlo?

Google è impegnata a rendere l’Assistente Google sempre più utile. I miglioramenti si basano in parte sull’apprendimento dalle attività passate con l’Assistente Google.

Google utilizza le interazioni con l’Assistente Google per personalizzare gli annunci che mi vengono mostrati?

Se interagisci con l’Assistente Google, Google utilizzare queste interazioni per fornire annunci più utili. Puoi eliminare le interazioni che hai avuto con l’assistente in qualsiasi momento.

Google Assistant privacy

Se l’assistente ha accesso al tuo Account Google e la funzionalità Attività web e app è attiva, le tue interazioni con l’assistente vengono salvate nella pagina Le mie attività del tuo account. Scopri come eliminare l’attività dell’Assistente Google in qualsiasi momento.

Privacy Apple Siri

Anche Apple sostiene di aver fermato temporaneamente la revisione delle registrazione da parte di propri dipendenti. E che questa pratica sarà ripresa al prossimo aggiornamento del software.

Apple che vuole apparire il marchio più sicuro di tutti, tanto che molti acquirenti acquistano i suoi prodotti in base a questa certezza, afferma di non voler avere le registrazioni delle persone.

Ma Apple ha bisogno, come tutti, di migliorare il proprio assistente vocale, tra l’altro rimasto indietro rispetto ai competitor. E l’unico modo per migliorarlo è far ascoltare a delle persone in carne ed ossa i comandi che vengono dati all’assistente.

La politica futura sarà quella di chiederà ai propri clienti, su base volontaria, di campionare e registrare la propria voce, che poi sarà ascoltata.

Disattivare il microfono

Al contrario degli altri dispositivi l’HomePod di Apple non ha un pulsante fisico di disattivazione.

Per disattivare il microfono è necessario un comando vocale: “Ehi, Siri, smetti di ascoltare”.

L’altoparlante ti ricorderà che questo comando spegne il microfono e che dovrai toccare il pulsante in alto per riaccendere il dispositivo. Quindi puoi dire “Ehi, Siri, inizia ad ascoltare”.

In pratica l’hompod non risponde più ai comandi vocali ma tecnicamente, il microfono rimane acceso e continua a sentire fino al comanda di riaccensione.

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Disattivare da App

  • Pagina Dettagli sull’app Apple Home
  • Disattivare l’opzione “Ascolta Hey Siri”.

Nella pagina Dettagli, c’è anche un’opzione per sostituire la funzione “Ascolta per Hey Siri” con una in cui premi e tieni premuto il pulsante sull’altoparlante per avviare Siri.

Nella stessa pagina, puoi attivare le impostazioni che fanno illuminare il dispositivo o emettono un segnale acustico quando si utilizza Siri.

Per rivedere o eliminare le tue registrazioni: per ora, Apple non fornisce un modo per visualizzare o eliminare le tue interazioni con Siri o HomePod senza eliminare tutte le informazioni associate al tuo account.

Sei tu ad avere il comando e il controllo di Siri

Riporto di seguito quanto spiega Apple riguardo le impostazione di Siri.

Puoi disattivare “Chiedi a Siri” o Dettatura in qualsiasi momento. Per disattivare “Chiedi a Siri”, apri Impostazioni > Siri e ricerca, quindi disattiva “Abilita ‘Ehi Siri’” e “Premi il tasto Home per Siri” o “Premi il tasto laterale per Siri”. Per disattivare Dettatura, apri Impostazioni > Generali > Tastiera, quindi disattiva “Abilita dettatura”. Disattivando sia Siri sia Dettatura, Apple eliminerà i dati di Siri associati all’identificativo casuale.

La cronologia di richieste associata a un identificativo casuale e conservata per un periodo fino a sei mesi può essere eliminata in Impostazioni > Siri e ricerca > Cronologia di Siri e Dettatura > Elimina cronologia di Siri e Dettatura.

Puoi controllare quali app sono integrate con “Usa con Siri” in qualsiasi momento in Impostazioni > Siri e ricerca > [nome dell’app] > Usa con Siri.

Puoi scegliere di disattivare i servizi di localizzazione per Siri. Per farlo, apri Impostazioni > Privacy > Localizzazione > Siri e Dettatura e seleziona l’opzione Mai.

Se non desideri che le opzioni di personalizzazione di Siri vengano sincronizzate su tutti i tuoi dispositivi, puoi disabilitare Siri nelle impostazioni di iCloud.

È inoltre possibile limitare la possibilità di utilizzare Siri e Dettatura in Impostazioni > Tempo di utilizzo > Restrizioni contenuti e privacy > App consentite > Siri e Dettatura.

Puoi controllare quali app utilizzano Siri per la trascrizione in Impostazioni > Privacy > Riconoscimento vocale.

Utilizzando Siri o Dettatura, accetti e autorizzi la trasmissione, la raccolta, la conservazione, l’elaborazione e l’utilizzo di tali informazioni (inclusi i dati relativi al tuo input vocale e di Siri) da parte di Apple e dei suoi partner e licenziatari al fine di fornire e migliorare Siri e la funzionalità di dettatura per i prodotti e servizi Apple. In qualsiasi momento, le informazioni raccolte da Apple tramite il tuo utilizzo di Siri o Dettatura verranno trattate in conformità alle norme sulla privacy di Apple che possono essere consultate sul sito www.apple.com/it/privacy.

Impostare la privacy degli smartspeaker

Insomma, Apple che si vuole differenziare e che dice di mettere la privacy al primo posto alla fine sarebbe il meno sicuro, perché è l’unico dispositivo che tiene il microfono sempre in allerta.

Il colosso americano si fa forte della fiducia dei propri utenti, disposti a difenderlo anche davanti all’evidenza.

Se disponi di un altoparlante intelligente di terze parti che utilizza un assistente vocale consulta le istruzioni del produttore per scoprire come silenziare il dispositivo.

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Sempre che ci sia una privacy

Questo articolo paradossalmente è dedicato a chi ancora non ha uno smartspeaker, o che sta ancora ragionando sul suo acquisto.

Chi già lo ha comprato o ha superato la paura di essere controllato o ha già smanettato sull’app per impostare la privacy secondo le proprie scelte.

Forse la mia opinione può sembrare di parte. A mia difesa dico solo che a me non interessa il mercato degli smartspeaker ma il tema, la discussione che c’è intorno, le considerazioni pro e contro che ne scaturiscono.

A me interessa la progettazione e la realizzazione. Di questo vive il blog.

Sulla privacy, poi, se appaio leggero e superficiale, forse questo accade perché parto dal presupposto che una vera privacy non esiste più.

Anche coloro che a ragione e con cognizione di causa proteggono la privacy si trovano poi dentro i meccanismi della società che è trasparente, così come ne parlo sull’articolo le case invisibili. Grazie ai social entriamo nelle case di amiche e amici, conoscenti e sconosciute. Entriamo nelle loro stanze, nella loro intimità, persino nei loro letti.

Poi quelli un po’ avveduti ti dicono che ti fanno vedere solo una piccola parte della loro vita. Ma io mi chiedo davvero, dopo aver visto quello che mostrano, cosa davvero c’è da vedere? Cosa davvero c’è da mostrare?

Insomma, è un tema ampio e questo articolo o questo blog, non saranno mai esaustivi. Per cui se avete qualcosa da aggiungere potete farlo nei commenti aperti a coloro che vogliono essere costruttivi.

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Come creare una casa intelligente con la domotica

Oggi, realizzare una casa intelligente è abbastanza facile. Io ho cominciato da poco. Al momento, ho installato un condizionatore e l’aspira polvere Roomba, che controllo entrambi con Alexa.

Presto avrò le luci e qualche presa, che di solito sono le prime cose che si acquistano insieme ad un assistente vocale.

La lista potrebbe essere ancora lunga. Nel 2018 mi ero occupato dell’assistenza vocale per la domotica. Oggi a quei dispositivi se ne sono aggiunti tanti altri. E mentre a quei tempi Google sembrava avanti, oggi è Amazon che sta in testa.

Il problema da risolvere, penso la cosa riguarda buona parte delle persone comuni, di volta in volta, è che devo adattare i nuovi dispositivi su una casa pensata per essere del tutto analogica.

Casa smart significato

L’espressione Smart Home o casa smart o nella versione italianizzata “casa intelligente” si riferisce alla possibilità di gestire i dispositivi della propria casa in maniera automatica o da remoto.

In pratica avere una smart home significa avere una casa in cui gli elettrodomestici, le luci, la radio, i televisori e tutto ciò di elettrico che possediamo, siano connessa al wifi e alla rete internet.

Tutto questo può essere controllato attraverso applicazioni native dei vari dispositivi e attraverso assistenza vocale di cui mi occupo in questo blog.

Dai campanelli ai termostati

Il mercato offre una grande quantità di dispositivi che si possono controllare con la voce. Parliamo di campanelli con videocamere per vedere chi suona alla porta, o di termostati per impostare programmi abituali. Ma anche motorini per le tapparelle, luci e ripeto, tutto ciò che è automatizzabile.

Sarebbe bello poter pensare ad una casa intelligente fin dalla sua costruzione o ristrutturazione, ma spesso la casa te la ritrovi così com’è, costruita, nel migliore dei casi, da qualche decennio e, ahimè, pensata da altri.

Ad ogni modo, quando si inizia a pensare a creare una casa intelligente da controllare con la voce ci sono alcune domande comuni che ci si pone.

  • Quale assistente vocale dovrei scegliere?
  • Gli smart speaker ascoltano tutte le nostre conversazioni private?
  • Ma gli smart speaker stanno davvero mettendo in discussione la nostra privacy?
  • Quali sono i migliori dispositivi domestici intelligenti?

Cerco di rispondere.

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Quale assistente vocale dovrei scegliere?

Piccola premessa. Personalmente in casa ho uno smart speaker amazon Echo. Ho preordinato lo smart speaker quando è stato comunicato che stesse arrivando in Italia. Ed ho scelto Alexa, perché mi trovo molto bene con Amazon . Da quando vivo in provincia, i negozi locali non offrono tutto quello che offre il web e manca una flessibilità dei negozi di prossimità ad offrire un servizio su ordinazione.

Per cui molti acquisti sono costretto a farli su Amazon.

Scegliere un assistente vocale

Scegliere un assistente vocale significa legarsi al sistema da cui proviene. Per questo motivo bisogna capire a quale sistema o ecosistema si è già legati o a quale sistema vogliamo legarci.

Ossia, dobbiamo chiederci: facciamo molti acquisti su Amazon? Oppure preferiamo acquistare dallo Store di Google? O ancora, siamo sommersi da accessori Apple? Samsung è la marca di tutti i nostri dispositivi?

In base alle nostre risposte abbiamo già scelto il nostro assistente vocale di riferimento, ossia rispettivamente Alexa, Google Assistant, Siri o Bixby.

Attenzione, un assistente vocale non esclude l’altro. Anzi, in un futuro domotico probabilmente avremo tutti e quattro gli assisteniti.

Controlla ogni cosa con la tua voce

Al momento, se si vuole controllare ogni cosa con la propria voce la scelta è così obbligata. In particola modo se si vuole uno smart speaker si è obbligati a scegliere tra Amazon Echo e Google Home.

Si tratta ormai dei due smart speaker più popolari i cui assistenti vocali funzionano meglio di altri concorrenti (vedi Apple KitHome o altre sottomarche) e che si connettono ad un gran numero di dispositivi, che appunto si sono legati, a loro volta, a questi due ecosistemi.

Scegliere un altoparlante intelligente

Uno smart speaker, una volta connesso al proprio wifi diventa una centrale per controllare i tuoi dispositivi domestici, anche loro connessi.

Come ho già detto io posseggo un Amazon Echo e ne sono entusiasta. Alexa, poi. è sicuramente l’assistente vocale più acquistato. La qualità audio. le sue linee di design, la sua dimensione, la sua compattezza offrono grandi prestazione

Ma se si ha dimestichezza con il proprio Google Assistant, magari perché già si usa sul proprio smartphone , si può cominicare con Nest Mini.

Nest Mini è facile da configurare, regola automaticamente il volume della risposta dell’altoparlante quando c’è troppo rumore in sottofondo e risponde rapidamente ai comandi vocali. È leggermente più grande di un disco da hockey e viene fornito con un supporto a parete integrato sul retro per appenderlo facilmente.

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Gli smart speaker ascoltano tutte le nostre conversazioni private?

Secondo quanto dichiarato dalle case di produzione gli assistenti vocali ci sentono ma non ci ascoltano. Nel sensoche i microfoni ci ascoltano e stanno in attesa del comando di accensione., ma non registrano 24 ore su 24 ore quello che accade nella stanza.

Prima di ogni comando o richiesta, infatti, per ciascun assistente vocale è necessario ripetere la parola magica.

Un po’ come fossero degli bambini dormienti, che non ascoltano cosa gli accade intorno, ma che si svegliano se vengono chiamati per nome.

Qualcuno sostiene che dopo aver parlato di un determinato prodotto, si è ritrovato una qualche pubblicità poi in siti che frequenta sul desktop. Diciamo che non ci sono ancora prove di questo ascolto.

Si tratta di una questione molto delicata su cui Google ed Amazon tengono per dare sicurezza ai propri clienti. Avere la prova che avviene una registrazione continua potrebbe far crollare un mercato su cui stanno investendo molto.

Ma gli smart speaker stanno davvero mettendo in discussione la nostra privacy?

Nel blog mi sono occupato più volte degli assistenti vocali e la pivacy. Così come mi sono espresso contro il modo di affrontare l’argomento da parte dei giornalisti. Senti chi parla. La mia opinione.

Gli smart speaker, come sempre detto, mettono in luce un problema che ha radici lontane. I nostri smartphone ci pedinano, i nostri browser controllano la nostra navigazione sul web, ciascun sito chiede di accettare dei cookie per poter servire meglio i propri lettori.

Personalmente, infatti, continuo a predicare (auto citandomi), che

si tratta di divulgare cultura digitale, di educare ed educarsi ad un uso consapevole di tutti i dispositivi.

Registrano cosa chiediamo

Quello che viene chiesto, dopo la parola di accensione, invece, viene registrato. Si. La nostra voce, il nostro comando, viene registrato e talvolta viene analizzato insieme alla risposta che l’assistenza vocale ha dato.

Questa analisi serve per verificare che la risposta sia stata corretta o per migliorare la comprensione dell’assistente vocale.

Alcuni giornalisti si sono scandalizzati perché alcuni dipendenti di Amazon, addetti a questo lavoro, si sono scambiati alcuni messaggi con questi vocali. Nessuno si è chiesto cosa si fossero scambiati. Magari qualche difetto linguistico o qualche richiesta assurda.

Ecco, diciamo piuttosto che semmai il problema sta in che tipo di domande facciamo e non nel dispositivo in se.

Cosa chiediamo?

Qualche lettore si lamenterà che divago con le “chiacchiere” rispetto al titolo. Ne parlerò più a lungo in un altro post. Ma anticipo già questo pensiero.

Stiamo attenti, semmai, a cosa diciamo e chiediamo al nostro assistente vocale. Se registra una mia incertezza linguistica, mi pare poca cosa. E la verifica da parte di un umano migliorerà certamente il grado di comprensione. E ci sta.

Purtroppo ci sono persone che parlano con gli assistenti, che li ritengono degli amici e a cui confidano e confessano le proprie vite. Tanto che se dici ad Alexa di essere triste o depresso, un messaggio ti invita a parlare con un amico.

Quindi è necessario essere consapevoli e mai sostituire l’empatia umana con un assistente vocale.

Quali sono i migliori dispositivi domestici intelligenti?

Se si comprende e si decide in quale ecosistema rientrare, non c’è un miglior dispositivo rispetto ad un altro. O meglio, la prima cosa da verificare è la compatibilità dei dispositivi.

Cioè se vogliamo il frigorifero con le telecamere interne e con cui comunicare per l’acquisto dei prodotti con un servizio delivery, stiamo già pensando a Samsung e a Bixby. Ci sono frigoriferi migliori? Può darsi. Magari un frigorista può parlarcene più approfonditamente nei commenti. Magari confermerà che si tratta di frigoriferi anche di alta qualità.

Se abbiamo l’abbonamento con iTunes o Apple Music, è evidente che già siamo più propensi ad acquistare un Apple HomeKit e usare Siri.

Compatibilità dei dispositivi

Dunque prima di tutto dobbiamo accertarci della compatibilità tra i servizi che vogliamo o che già possediamo e i rispettivi dispositivi o viceversa.

Google Assistant

Google è molto interattivo e può gestire fino a tre comandi contemporaneamente. Ed è integrato in almeno 30.000 dispositivi.

Alexa

Alexa vince la battaglia di compatibilità perché funziona con 85.000 dispositivi.

I costi di una smart home

Ovviamente l’acquisto di dispositivi connessi, di spine intelligenti o elettrodomestici che si connettono al wifi hanno un costo superiore rispetto agli elettrodomestici privi di connessione.

Che sia chiaro. Non è un regalo. La capacità di controllo con la voce ha un prezzo. Fortunatamente non eccessivo, ma appunto, non è gratuito ed è certamente di molto superiore alla spesa comune.

Per cui, anche all’interno dei dispositivi compatibili, poi c’è da fare una scelta di spesa non indifferente.

Per quel che mi riguarda, aggiungere il controllo vocale al mio condizionatore ha fatto lievitare di 50 euro il prezzo del condizionatore.

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Spine intelligenti

Le spine intelligenti o smart plug sono degli accessori che aiutano ad adattare dispositivi non connessi e che richiedono solo di un pulsante di accensione: di solito si tratta di luci, tipo piantane, radio, televisori.

Queste spine si collegano alle tradizionali prese di corrente e di solito hanno anche una propria applicazione per smartphone e che a sua volta viene connessa tramite skills di Alexa o Action di Google Assistant.

Per la loro facilità d’uso sono davvero il primo oggetto che la maggior parte delle persone acquista insieme allo smart speaker. La spina si inserisce in una presa elettrica standard e viene fornita con una, o due o tre prese frontali che possono essere controllate indipendentemente.

Alcune smart plug, offrono il monitoraggio energetico in tempo reale e raccomandano programmi di accensione / spegnimento in base all’utilizzo.

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Illuminazione intelligente

Per quanti riguarda l’illuminazione le migliori recensioni sono date alle luci a LED Philips Hue.

Le lampadine intelligenti offrono un interessante punto di partenza per coloro che vogliono farsi strada lentamente verso l’illuminazione domestica intelligente.

A quanto si dice sono facili da configurare ed hanno un’app intuitiva.

Mentre le spine intelligenti possono essere utilizzate per controllare le vecchie lampadine.

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Come scegliere l’illuminazione intelligente?

La prima cosa a cui si deve pensare è se stiamo adattando la nostra casa o abbiamo la possibilità di intervenire nell’impianto elettrico.

Al momento, le soluzioni più vendute sono gli accessori di adattamento come spine e lampade.

Gli interruttori invece richiedono interventi sull’impianto per sostituire gli interruttori manuali con gli smart switch.

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Lampadine intelligenti

Se si sta pensando di testare il campo e vedere l’effetto che fa ad avere una casa intelligente, la scelta delle lampadine intelligenti sono un ottimo modo per cominciare. Si usano come le comuni lampadine e non si devono toccare fili o cavi elettrici.

Tutto quello che si deve fare è avvitare la lampadina intelligente nella presa della luce e seguire le istruzioni di installazione nell’app della lampadina stessa.

Cosa hanno in più rispetto alle normali e comuni lampadine? Che nel loro programma includono la possibilità di cambiare colore, per esempio.

Questa è sicuramente la soluzione più facile. Ma bisogna tenere presente che la sostituzione di ogni lampadina può risultare costosa.

Interruttori intelligenti

Se si sta pensando di convertire tutte le luci contemporaneamente e quindi avere un controllo su tutta la casa, su tutta la casa intelligente, forse è preferibile pensare agli interruttori intelligenti. Non è necessario un elettricista, ma bisogna un po’ maneggiare i fili e aggiungere o sostituire i vecchi interruttori.

Se si acquistano gli interruttori si possono usare le lampadine comuni e quindi risparmiare sulla loro periodica sostituzione. Certo, non cambiano di colore, ma quello può valere per singole piantane o lampade sparse per la casa.

Un interruttore intelligente può controllare tutte le lampadine in un unico apparecchio. E se abbiamo luci dimmerabili, ossia di cui possiamo controllare l’intensità è possibile avere anche interruttori dimmer intelligenti a parete.

Centralina o no

Altro elemento da verificare è se i dispositivi hanno bisogno di una centralina oppure ne fanno a meno. La centralina può avere un costo aggiuntivo non indifferente.

Un grosso difetto

Un grosso difetto, grande quanto una casa, è proprio il caso di dirlo, è che c’è bisogno di avere una connessione costante. Teniamone conto, è necessario avere consapevolezza di questo per non tornare a casa con il nostro dispositivo che magari non funziona perché il wifi non arriva in quel determinato punto della casa.

Tutti i dispositivi connessi funzionano, appunto, se sono connessi al wifi.

Per cui il wifi deve essere presente in tutta la casa intelligente e non ci devono essere zone d’ombra, almeno dove dobbiamo disporre i dispositivi.

Ma soprattutto dobbiamo essere consapevoli che andando via il wifi, il controllo non c’è più.

Ormai diamo per scontato alimentazione e wifi in tutte le case, ma se ci fosse qualche disservizio potrebbe causare qualche problema.

Giovanni, un lettore del blog però già nel 2018 mi scriveva

Il problema dell’eventuale mancanza della rete elettrica, secondo me che dal ’68 installo sistemi di sicurezza, è un falso problema per la domotica o comunque per la smart home e l’assistenza vocale di casa: se manca la rete tutte le apparecchiature NON FUNZIONANO indipendentemente che sia una casa tradizionale o smart !

Per i sistemi di sicurezza il problema non sussiste perché dotati di batterie e nel caso dovesse perdurare la mancanza, parte un avviso con il GSM, per la videosorveglianza, ovviamente bisogna mettere un UPS, per il resto della casa, se si vuole e si è disposti a spendere bisogna mettere un ulteriore UPS in gradi di supportare le necessità specifiche. Il vero problema se manca l’alimentazione ai gestori della connettività, io ad esempio ho fastweb, il router è sotto UPS, ma se per assurdo alla centralina di FW dovesse mancare l’alimentazione rimarrei senza connessione, ma l’allarme funzionerebbe comunque e le telecamere continuerebbero a registrare. Non potrei in quel momento vedere poiché non andando la rete internet non potrei collegarmi ne al mio sistema direttamente ne tramite cloud poiché esso non riceverebbe dal mio impianto.
Tirando le somme non cambia nulla.

Casa intelligente

Per avere una casa intelligente possiamo connettere elettrodomestici, luci e tanto altro ancora.

Abbiamo visto, insomma, che possiamo connettere elettrodomestici e luci in modo semplice e veloce. Ma ci sono tante altre cose che possono essere connessi. Dicevamo i condizionatori, i termostati, ma anche le tapparelle o il vostro garage può essere controllato con il wifi.

E voi cosa volete connettere al vostro wifi? Cosa vorreste controllare con la vostra voce?

Funzionalità Amazon Echo


Tra le tante funzionalità Amazon Echo

c’è la possibilità

di telefonare, chiamare o inviare messaggi

tramite Alexa.

Lo smart speaker

di Amazon, infatti,

sta entrando ormai in tutte le case.

Da alcune notizie lette sul web,

a quanto pare, il 70% di chi possiede uno smart speaker

possiede proprio un Amazon echo.

Mentre la restante percentuale del 30 % si divide tra Google Home

e l’ormai quasi dimenticato Apple Home,

che con l’assitente vocale Siri

non è riuscita ad attrarre i propri clienti,

come ha fatto con tutti gli altri prodotti della Mela.

Ti presentiamo Echo Show 8Resta sempre in contatto con l’aiuto di Alexa – Tessuto antracite.

Come fare, dunque, per trasformare Amazon Echo in un telefono o un interfono? Si possono inviare essaggi, messaggi vocali, basta essere registrato ad Amazon e che dall’altra parte ci sia un altro Amazon Echo. Insomma gli smart speaker si chiamano fra di loro.

Chissà che in futuro ci sia la possibilità anche di chiamare telefoni e smartphone. Forse questo accadrà quando davvero gli assistenti vocali si troveranno in ogni casa.

In questo momento, a mio parere, l’obiettivo è quello di spingere le persone ad acquistare e ad allargare il mercato di un singolo ecosistema, ossia quello di Amazon.

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa.

Comandi Amazon

Ti potrebbero interessare anche cosa fare con Alexa dove trovi la maggior parte delle domande da fare all’assistente vocale di Amazon.

Funzionalità Amazon Echo

Amazon fornisce le domande e le relative risposte come funzionalità Amazon echo che ho riportato qui di seguito.

Echo Dot (3ª generazione) Altoparlante intelligente con integrazione Alexa.

Domande e risposte

Con quali dispositivi posso inviare e ricevere messaggi e telefonate con Amazon Alexa?

È possibile inviare e ricevere messaggi e telefonate con Alexa sugli smartspeaker AmazonEcho e smartphone, cellulari, e tablet che hanno installato l’App Alexa.

Come posso inviare e ricevere messaggi e telefonate con Amazon Alexa?

Basta dire al proprio Amazon Echo: “Alexa, invia un messaggio a mamma” o, sull’App Alexa, toccando l’icona del messaggio sulla scheda di contatto di Mamma).

Quando riceverai un messaggio su un dispositivo Echo compatibile, sentirai un suono e visualizzerai una notifica.

Per ascoltare il messaggio si dice: “Alexa, riproduci i miei messaggi”.

Posso inviare e ricevere messaggi di testo indirizzati o provenienti da numeri di telefono.

No. La funzionalità Messaggi Alexa non supporta questo servizio.

Posso effettuare chiamate con Amazon Alexa?

Puoi utilizzare i dispositivi Echo compatibili e l’App Alexa per chiamare un altro utente che possiede Amazon Echo.

Quando riceverai una chiamata Alexa sui tuoi dispositivi Echo compatibili, Alexa ti dirà che hai una chiamata in arrivo e identificherà la persona che ti sta chiamando.

Vedrai anche un anello luminoso verde in movimento circolare sui dispositivi Echo senza schermo e la schermata di una chiamata in arrivo sui dispositivi Echo dotati di schermo.

– Per rispondere alla chiamata, si dice: “Alexa, rispondi”.
– Per terminare la chiamata si dice : “Alexa, riattacca”.

Posso ricevere o inviare chiamate da un numero di telefono qualsiasi?

No. La funzionalità Chiamate Alexa non supporta le chiamate verso o provenienti da numeri di telefono.

Posso inviare messaggi di testo o chiamare i servizi di emergenza utilizzando Amazon Echo?

No. Per chiamare i numeri di emergenza, come il 118, il 112, o il 113, devi chiamare tramite un telefono cellulare o un telefono fisso.

Come posso aggiungere contatti Amazon Alexa?

– Seleziona l’icona Comunicazione (la nuvoletta).
– concedi le autorizzazioni per chiamate e messaggi.
– importa l’elenco dei contatti del telefono cellulare quando richiesto.

Una volta importati i tuoi contatti dal tuo dispositivo verranno visualizzati come contatti nell’App Alexa.

È possibile aggiungere i contatti manualmente aggiornando i contatti dall’App Alexa o accedendo ad alexa.amazon.it.

Quando vuoi puoi disabilitare l’importazione dei contatti dall’App Alexa.

Devo fornire un’autorizzazione affinché gli altri possano chiamarmi o inviarmi messaggi?

Devi essere registrato su Comunicazione Alexa. Dopo la registrazione se un tuo amico o conoscente ha i tuoi recapiti, può contattarti tramite Alexa.

Chi riceverà le mie chiamate o i miei messaggi?

Se chiami o invii un messaggio ad una persona che conosci anche lui registrato su Comunicazione Alexa, la chiamata o il messaggio verranno indirizzati a tutti i suoi dispositivi Amazon Echo associati a quel contatto.

Che cos’è la modalità Non disturbare?

La modalità Non disturbare è la modalità silenziosa di Amazon Echo.

Quando questa modalità è attiva non riceverai chiamate o messaggi tramite Alexa.

Come si attiva la modalità “Non disturbare?

Per attivare modalità, basta dire
“Alexa, attiva la modalità Non disturbare” .
Oppure accedi all’App Alexa e clicca sull’icona Dispositivi > Echo & Alexa > [Nome del tuo dispositivo] > modalità Non disturbare.

Quando vorrai ricevere chiamate e messaggi, puoi chiedere: “Alexa, disattiva la modalità Non disturbare”.

Come posso rimuovere i messaggi dalla mia lista di conversazioni?

Per i dispositivi iOS.
– fai scorrere una conversazione verso sinistra e premi “Rimuovi”.

Per i dispositivi con sistema Android.
– Tieni premuta una conversazione per selezionarla,
– Tocca l’icona Cestino nella barra di navigazione in alto.

La conversazione dalla tua lista verrà rimossa solo dal tuo dispositivo, mentre rimarrà archiviata nella lista delle conversazioni del tuo contatto. Non è possibile rimuovere i messaggi inviati o ricevuti dalla lista delle conversazioni di un altro contatto.

Come posso cancellare la registrazione a Comunicazione Alexa?

Puoi chiamare il Servizio Clienti e sarai assistito dagli operatori che cancelleranno la tua registrazione a Comunicazione Alexa.

Trascorri al meglio il tempo a casa con l’assistenza vocale

A casa con l’assistenza vocale? Oppure non hai ancora uno smart speaker con cui giocare? Come trascorrere al meglio il tempo a casa? Non possiamo negarlo, stare a casa ci sta stancando almeno quanto andare a lavorare. Il nostro corpo chiede fatica, sudore. Il nostro animo chiede meno ansie e meno paure.

C’è chi segue corsi, chi li fa, chi prosegue l’attività di yoga, chi fa allenamenti di mantenimento. Chi si è scoperto più pigro di quanto non lo era e chi invece comincia a mangiare sano e a darsi da fare a casa.

Ognuno affronta il proprio distanziamento sociale come può.

Dice Google che in questo periodo particolare, l’assistenza vocale può aiutare a far trascorrere il tempo a casa per ritrovare una certa serenità. Così hanno pensato di dare alcune idee su cosa fare a casa.

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Comandi vocali Ok Google

Prima di tutto è necessario avere sul proprio dispositivo l’assistente Google, disponibile su Android e iPhone.

L’Assistente Google è già disponibile sui telefoni Android Lollipop, Marshmallow, Nougat e Oreo.

Si inizia sempre dicendo “Ok Google”.

Ma se avete un Amazon Echo, chiamando “Alexa!”

Ricette

Puoi trovare ricette in base agli ingredienti che hai a disposizione in frigo e dunque chiedere.

Cosa posso cucinare con tonno e zucchine?

Leggi ricettari di cucina italiana.

Fitness

Continua (o inizia) la tua routine di allenamento con dei video di fitness.

Metti un video di yoga su YouTube.

Acquista Abbigliamento Sportivo.

Sorridere

Puoi chiedere anche un video di yoga oppure puoi dedicarti un momento per sorridere.

Fammi sorridere

Musica

Metti della musica per rilassarti o ritrovare il buonumore.

Metti della musica allegra

Ascolta musica su Amazon. Abbonati.

Chiama gli amici e le persone care

Rimani connesso con amici o parenti, anche quando hai le mani impegnate.

Chiama mamma in vivavoce

Appuntamenti e promemoria

E alle 18, sul balcone o dalla finestra…

Metti l’Inno d’Italia

Timer

L’assistente vocale può aiutare a lavarsi le mani per la giusta durata di tempo con un’apposita canzone.

Canta una canzone mentre mi lavo le mani

Farsi compagnia

Raccontami una favola.

Ascolta fiabe sonore.

Libri, traduzioni e compiti

Come si dice ‘Andrà tutto bene’ in Inglese?

Scopri la sezione libri di Amazon.

Se stai a casa con l’assistenza vocale…

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Assistenza vocale

Come impostare la privacy su uno smart speaker.

50 comandi per Amazon Echo – Cosa puoi chiedere ad Alexa

Cosa puoi chiedere ad Alexa?

Amazon

ha creato una serie di video

pubblicati sul suo canale youtube

per spiegare e insegnare

ai propri clienti

come utilizzare Amazon Echo.

E quali sono i comandi più usati

o di uso comune per il suo smart speaker.

Sul blog ci stiamo occupando

dell’assistente vocale da molti punti di vista.

Qui di seguito

trovi un elenco approfondito di domande

che puoi porre ad Alexa

ed alcuni link con consigli di acquisto,

inerenti Alexa.

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I comandi più comuni per iniziare con Alexa?

Le domande più comuni che puoi chiedere ad Alexa sono

“alexa, che ore sono?”

Ma puoi chiedere informazioni chiedendo quale sia il sommario quotidiano, le informazioni sul meteo, che tempo farà a “nome città”, oggi/domani.

Ma puoi anche chiedere curiosità generali (chi è Lucio Dalla, dove è nato, le canzoni più famose, ecc.). Puoi prendere delle note, segnare un prememoria o ascoltare una playlist.

I comandi di Alexa sono davvero tanti. Alcuni sono standard e sono implementati da Amazon stessa. Altri invece sono creati dai fornitori di servizi attraverso le skills.

Cosa sono le skills di Alexa?

Si tratta di applicazioni create per alcune funzionalità di Alexa legate a servizi che stanno fuori da Amazon.

Per cui, se acquisti un irobot roomba, attraverso la skill Alexa di IRobot puoi controllare l’aspirapolvere. E così via. Tramite le skills non utilizzarai più l’applicazione principale, ma chiederai direttamente ad Alexa di attivare il dispositivo in questione.

Servizi e piattaforme che offrono le skill sono canali di notizie, radio e tv, dispositivi per la domotica e smart home, e altro .

Le funzionalità di Alexa sono le stesse per tutti i dispositivi?

Le funzionalità base di Alexa sono uguali sia che si usi Amazon Echo, Echo plus o dot ecc.

Escluso alcune funzionalità di Amazon Echo Show e Echo Studio, che hanno l’aggiunta di funzionalità più speciche come il video.

A quali domande risponde Alexa?

Comandi Alexa di base

basta/silenzio/stop
attiva/disattiva la modalità muto
alza/abbassa il volume
imposta il volume a 5
perché lampeggi in giallo
leggi/dimmi le mie notifiche
attiva modalità sottovoce (basterà sussurrare per ricevere risposte sussurrate, per esempio durante la notte)
elimina tutto quello che ho detto oggi.

Cosa chiedere a Alexa? Una casa connessa

Una premessa è necessaria. Molti dei comandi utili che si possono dare ad Alexa sono legati al mercato della domotica. Amazon, infatti, pensa ad una casa iperconnessa. E lo stesso dobbiamo pensare noi quando parliamo di assistenza vocale. Ripeto, per l’ennesima volta, saranno i mercati accessori a divulgare l’assistenza vocale e non il contrario.

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Amazon punta su questo. Sul futuro delle nostre case. Case di cui abbiamo già parlato, case invisibili. Ma anche gli altri big del settore spingono a trasformare le nostre abitazioni. Stanze con diffusori e sensori ovunque. Case con videocamere a circuito chiuso. Lampade connesse alla linea LAN e dispositivi connessi con il Wi-Fi.

Crediamo che il mercato della domotica crescerà? Crediamo che le nostre case si trasformeranno? Siamo tra coloro che connetteremo le nostre stanze? Crediamo che le carte di credito saranno usate sempre più spesso?

Se la risposta è affermativa crediamo anche alla diffusione degli assistenti vocali. Se la risposta è negativa, saremo scettici su tutta la linea.

Cosa posso chiedere ad Alexa?

Di seguito trovi circa 50 comandi che puoi dare ad Alexa

Aggiornamento 24 novembre 2018

Dopo l’arrivo di Amazon Echo a casa mia ho iniziato a fare le prime prove di Alexa. Ma soprattutto sto ricevendo periodicamente aggiornamenti sulle capacità di Amazon Alexa con le novità sui comandi alexa in italiano.

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Comandi Alexa Italia

Le domande che si possono fare ad Alexa si espandono e si arricchiscono quotidianamente.

Molte domande e risposte sono sviluppati da Amazon stesso, altre invece sono sviluppati da terzi parti, ossia da aziende che hanno interesse a farsi conoscere attraverso questo servizio. Per questi è necessario attivare le skill dall’app Alexa.

Comando di attivazione

Alexa che vive attraverso i dispositivi della famiglia Echo si attiva solamente se si pronuncia la parola “Alexa”. Oppure, scegliendo attraverso l’app, tra Alexa, appunto “Echo”, “Computer” o “Amazon”.

Cosa fare con Alexa

  • ricercare notizie, meteo, sport
  • eseguire streaming di musica, radio, video (solo su echo show) e audiolibri
  • creare liste della spesa e delle cose da fare,
  • creare promemoria, sveglie, impegni e calendario
  • effettuare chiamate e videochiamate (solo su echo show)
  • inviare messaggi tra dispositivi Echo o utilizzando Skype
  • controllare dispositivi smart della tua casa intelligente come termostati WiFi, lampadine smart e luci a LED, telecamere e videocitofoni connessi, serrature WiFi, ecc.)

Comandi Alexa su dispositivo

  • Riconosci la mia voce (Impostazioni>Account Alexa>Voci riconosciute>la tua voce)
  • stop / basta / silenzio
  • attiva/disattiva la modalità muto
  • alza/abbassa il volume
  • perché lampeggi in giallo?
  • riproduci/leggi/dimmi le mie notifiche
  • attiva modalità sottovoce (basterà sussurrare per ricevere risposte sussurrate, per esempio durante la notte)
  • elimina tutto quello che ho detto oggi

Riprodurre musica

Riproduci della musica/ musica rap/ musica allegra.
Metti Madonna nel salotto/Alexa, metti Shakira in tutte le stanze.
Riproduci musica per fare festa.
Riproduci l’ultimo album di Caparezza
Aggiungi questa canzone alla mia playlist.
Metti playlist Successi del momento su Apple Music
Segui Jovanotti su Amazon Music
Apri Radio 105
Riproduci Foresta notturna / Campane tibetane
Rriproduci rumore ambientale pioggia (temporale, ruscello, oceano, ecc.)
Alexa connetti dispositivo Bluetooth/connetti il mio telefono.

Mettere in pausa la musica

Musica per concentrarsi

Ti presentiamo Echo Flex – Controlla i dispositivi per Casa Intelligente con comandi vocali grazie ad Alexa

Tenersi informati

Chiedere qualunque cosa

Chiedere che ore sono

Svegliare qualcuno in camera.

Riprodurre le proprie playlist preferite

Consiglio di acquisto Amazon Echo (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con Alexa – Tessuto blu-grigio

Scegliere determinati generi musicali

Fare chiamate telefoniche specifiche

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Telefonare a Uber

Leggere messaggi

Inviare messaggi

Chiedere consigli in cucina

Cambiare canali in TV

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Rimanere connesso con la chiamata stanza-a-stanza

Parlare da una stanza all’altra con l’interfono

Accendere le luci

Controllare colore e tonalità delle lampadine

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa

Chiedere conferma degli appuntamenti presi

Sintonizzarsi sulla proprie preferenze

Utilizzare Alexa come cronometro

Con il nuovissimo Echo Show, anche il time-out può essere una bella cosa. Chiedi a Alexa di creare timer con nome e osservare il conto alla rovescia. Inoltre puoi guardare video e notizie, controllare casa intelligente e altro ancora.

Controllare i robots della casa

Trovare cereali in più posti rispetto alla cucina? Pulisci la tua casa senza alzare un dito. Chiedete ad Alexa di controllare i dispositivi domestici intelligenti, compresi Roomba vacuum.

Controllare gli accessori connessi della casa

Consiglio di acquisto Echo Plus (2ª generazione) – Hub per Casa Intelligente integrato e suono di ottima qualità – Tessuto antracite

Creare liste di cose da fare

Alexa, svegliami domattina alle 7 / disattiva sveglia (di domani)
Svegliami alle 8 con “We will rock you” dei Queen

Imposta una sveglia ricorrente nei giorni feriali alle 6.30

Svegliami alle 6 con Radio 105 (esempio)
Imposta il timer per 20 minuti
Imposta il timer per la torta per 40 minuti
Annulla il timer per la torta
Che ora è?
Quali sono i giorni festivi quest’anno?
Aggiungi cena con Luigi il 3 maggio al calendario
Quali sono i miei impegni oggi?
Mi ricordi di controllare il forno tra 10 minuti?
Skill Raccolta rifiuti potrai creare un calendario che ti ricordi quale tipo di rifiuto buttare in quale giorno.

Trovare un negozio nelle vicinanze

Ordinare una pizza

Segnare appuntamenti e anniversari sul calendario

Fare ingelosire la propria ragazza

Echo SubIl potente subwoofer per il tuo Echo – Richiede un dispositivo Echo e un servizio di musica in streaming compatibili.

Lanciare la monetina

Connettere Alexa alle telecamere a circuito chiuso

Connettere amici e familiari

Controllare accessori Amazon

Acquistare prodotti di vario genere nello store Amazon

Acquistare biglietti del cinema

Acquista Nuova Ring Stick Up Cam Battery, videocamera di sicurezza in HD con sistema di comunicazione bidirezionale, colore bianco, compatibile con Alexa.

Trasmettere emozioni

Intrattenimento

Alexa, canta una canzone rap
Dimmi una barzelletta
Qual è il significato della vita?
Quando morirò?
Come stai?
Chi è tuo padre?
Mi vuoi sposare?
Suona la chitarra
Dimmi un colmo
Come fa il leone?
Qual è la prima regola del Fight Club
Raccontami una storia
Racconta il Brutto Anattracolo
Qual è il tuo supereroe preferito
Apri Domanda del giorno
Raccontami una barzelletta su Pierino
Dimmi una freddatura
Dimmi uno scioglilingua
Fammi un indovinello
Fai beatbox
Fai il rumore del vento
Dimmi un proverbio
Racconta una fiaba.

Comunicare con gli animali

Petlexa il tuo assistente vocale per animali.

Comandi di Streaming audio e video

Avrai bisogno di abbonamento Unlimited se hai intenzione di ascoltare l’intero catalogo (+50 milioni di brani). L’azienda offre comunque un piano mensile ad hoc per i dispositivi Echo.

Se invece sei un utente Prime potrai usufruire di Prime Music ed ascoltare una parte limitata del catalogo (2 milioni). Clicca sul banner qui sotto per maggiori informazioni.

E’ comunque possibile utilizzare ed impostare come servizio predefinito Spotify, anche se è necessario un account Spotify Premium. Non solo, anche il supporto ad Apple Music è stato aggiunto. Basta attivare la skill Apple Music.

In quanto allo streaming di video, se disponi di uno smart display, potrai chiedere di vedere video su Prime Video, Vevo, ecc.

Come con Chromecast per Google, Fire TV Stick (la versione con il telecomando Alexa), permetterà di chiedere all’assistente (direttamente dal telecomando) di controllare la navigazione.

Gestione tempo, sveglie e calendario

Creare liste

Che tempo fara? il Meteo

Cibo, ricette e attività commerciali

Curiosità, calcoli matematici, fatti storici

Imparare l’inglese

Chiedere come si dice in inglese una frase

Chiedere di fare conversioni matematiche.

Shopping e acquisti su Amazon

Farti intrattenere

Chiedere citazioni di film e scambi di battute ironici

Alexa, canta una canzone rap
dimmi una barzelletta
qual è il significato della vita?
quando morirò?
come stai?
chi è tuo padre?
mi vuoi sposare?
suona la chitarra
dimmi un colmo
dammi un Easter egg sul cinema
come fa il leone?
qual è la prima regola del Fight Club
raccontami una storia
racconta il Brutto Anattracolo
qual è il tuo supereroe preferito
apri Domanda del giorno
raccontami una barzelletta su Pierino
apri Questo o quello
dimmi una freddatura
dimmi uno scioglilingua
fammi un indovinello
fai beatbox
fai il rumore del vento
dimmi un proverbio
racconta una fiaba

Chiamare con Skype

Controlla la domotica di casa tua

Philips Hue, Lifx, Osram, Hive, Yeelight, D-Link, TP-Link, Netatmo, Bticino, Tado, Arlo, Ring, iRobot Roomba, Proscenic, Asus e Neato.

Amazon Alexa Moments

Amazon Alexa Moments è una serie di video che l’azienda ha girato per presentare il suo assistente vocale. Alexa appunto. Lo ha fatto in modo divertente, ironico, e credo anche utile. Cioè simulando situazioni quotidiane e familiari. Alexa è installato in 3 dispositivi. L’ormai conosciuto smart speaker Amazon Echo, il fratello minore Amazon Echo dot e il nuovo Amazon Show.

In questi video si racconta come interagire con l’assistente vocale. E quali comandi dare o poter dare. Infatti è bene pensare ad Alexa come ad un telecomando universale.

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Comandi Alexa in italiano

La tecnologia vocale è qui

La tecnologia vocale è qui. A testimoniarlo non è più solo questo blog ma anche altri più autorevoli si sono aggiunti. Basta pensare a come oggi in molti annunciano che uno dei trend del 2020 è proprio la Vocal Research di cui ho già scritto.

Qui, oggi, riporto alcune osservazioni di John Campbell, amministratore delegato e fondatore di Rabbit and Pork. agenzia specializzata in esperienze vocali, che lavora su questi temi.

Essere un brand innovativo

Un fattore molto importante per chi si avvicina alla tecnologia vocale o alla progettazione di chatbot è certamente la volontà di presentarsi come una azienda innovativa.

Essere tra i primi in un mercato che sta crescendo e si sta sviluppando è una bella presentazione.

Certo, le diffidenze sono ancora tante. Le previsioni non possono garantire una buona riuscita al 100%. La stessa progettazione potrebbe rivelare che non è necessario avere un chatbot o che non si è ancora pronti per averne uno funzionante.

Tuttavia, il panorama vocale è cresciuto negli ultimi anni a causa del suo collegamento intrinseco alla ricerca web tradizionale, uno spostamento delle richieste dei consumatori e importanti rilasci di investimenti e hardware da parte di Google e Amazon.

I giganti hanno anche aperto le loro piattaforme alle aziende per creare le proprie app vocali chiamate Google Actions e Alexa Skills.

Ma anche altre aziende sono coinvolte, ad esempio Samsung ha aperto il suo assistente virtuale Bixby agli sviluppatori, consentendo loro di creare una Bixby Capsule, la versione Samsung di Action e Skill.

Chatbot e marketing

I nuovi prodotti di applicazioni vocali hanno fornito ai marchi un canale più accessibile, con risultati visibili, su cui investire tempo e denaro.

Ad esempio, l’esperienza vocale creata attraverso di essi potrebbe essere una spinta al marketing dei contenuti, un servizio clienti o un modo per invitare all’acquisto dei prodotti del marchio.

Eppure oggi le aziende sono molto caute.

Avviare un’applicazione vocale che esegue un’attività semplice

Quello che le aziende stanno facendo oggi è quello di raccogliere dati e feedback dai proprio utenti.

Ma se c’è qualcosa che dovrebbero tenere presente le aziende è quella di ragionare a lungo termine.

Dave Isbitski, capo Alexa ed evangelista di Amazon Echo, consiglia spesso di avere un piano di un anno e cinque anni. Cosa puoi fare ora con una Alexa Skill e quale potrebbe essere la visione in cinque anni per il tuo marchio?

Ricerca vocale

Uno degli altri motivi per cui i marchi devono distribuire un’app vocale, prima o poi, è l’idea di diventare l’opzione predefinita per le ricerche generiche.

La ricerca vocale su entrambi i dispositivi Google Home e Amazon Echo tendono a leggere solo un risultato, quindi la ricompensa per essere quel risultato è ovviamente molto alta.

Come iniziare?

Le opzioni da considerare quando si investe in nuove tecnologie sono tante. Indipendentemente dal mezzo (che si tratti di VR, Voice, Podcast o una nuova piattaforma social), è possibile seguire la stessa metodologia.

  • Lavorare su un ambito limitato all’avvio e poi espandersi.
  • Avviare un periodo di prova
  • Prototipare

Conclusioni

In breve sintesi, il consiglio è sperimentare con piccoli progetti, semplici operazioni e per tempi ben determinati.

Se non si è in grado di impegnarsi in progetti a lungo termine, è bene definire i tempi.

E in ogni caso, la parola d’ordine sia SPERIMENTARE.

Puoi ascoltare l’articolo sul Canale Youtube.

Amazon echo, studio, dot, ring. Alexa ovunque.

Alexa è ormia al centro di tutti i prodotti che Amazon presenta al mercato.

Al momento solo in lingua inglese e prevalentemente per il mercato americano. Ma presto arriveranno anche dalle nostre parti e in italiano.

Siete pronti?

Acquista Amazon Echo (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con Alexa.

La voce di Alexa

Amazon ha dichiarato che sta lavorando al miglioramento della voce di Alexa, per renderla sempre più naturale ed espressiva e ancora, sarà in grado di rispondere alle richieste in più di una lingua.

A permettere questo sarà il nuovo algoritmo text-to-speech.

Alexa e la voce delle celebrità

Samuel L.Jackson: Alexa’s newest celebrity voice

Alexa nel prossimo e breve futuro potrà avere la voce delle celebrità. Si è cominciato con Samuel L. Jackson famosissimo per le sue scene di Pulp Fiction e di tanti altri film.

Amazon venderà pacchetti vocali che modificheranno la voce del nostro dispositivo. In italiano, sarà un buon affare per i nostri doppiatori.

Pulp Fiction ITA – Ezechiele 25 – 17

Nuova modalità multi-lingua

Come dicevamo il miglioramento di Alexa riguarderà la capacità di comprensione di due lingue in contemporanea. Inglese e spagnolo negli USA, francese e inglese in Canada, hindi e inglese in India.

Sarà una bella sfida.

Automobili

Avevamo già parlato di Apple Car e Android auto. Amazon non poteva tenersi ancora lontano per altro ulteriore tempo da questo mercato.

Nei veicoli della General Motors, tra cui le Cadillac, Chevrolet, Buick e GMC hanno di serie l’assistenza vocale di Amazon, Alexa.

Privacy

Mettiamo ogni giorno i nostri dati sul web senza alcun ritegno, ma continuiamo ad avere paura che la nostra privacy sia sempre compromessa.

Per limitare questa paura Amazon ha inserito alcuni nuovi comandi in favore della trasparenza.

  • Dimmi cos’hai sentito
  • Perché hai fatto così?

Prodotti Amazon Alexa

Oltre ad Amazon Echo, che ormai conosciamo e che usiamo anche in Italia, Amazon ha messo in campo altri prodotti di nuova generazione e che coinvolgono sempre maggiormente le persone.

Echo Dot

Acquista Echo Dot (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con integrazione Alexa – Tessuto antracite.

Amazon ha presentato una nuova versione di Echo Dot. Alla vecchia versione è stato aggiunto un orologio nella parte frontale.

Il nuovo Echo dot si può utilizzare, infatti, come una sveglia da comodino.

Mostra l’ora, l’impostazione della sveglia, svolge l’attività di conto alla rovescia quando si avvia un timer ed indica la temperatura nella città in cui ci si trova.

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Echo Studio

Echo Studio è un altoparlante mirato principalmente all’ascolto della musica. Ha una qualità audio superiore rispetto ai suoi fratelli maggiori ed è pensato principalmente per i clienti Amazon Music HD.

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa di Amazon

Echo Show 8

L’ultima versione di Echo Show dà la possibilità di consultare il Web, utilizzare alcune applicazioni e avviare videochiamate, che ora possono essere di gruppo coinvolgendo tutti i membri della propria famiglia che possiedono un Echo.

Acquista Echo Show 5 – Resta sempre in contatto con l’aiuto di Alexa, Nero.

Sicurezza della casa

Amazon allarga i propri mercati di interesse. La domotica sarà uno dei campi di maggiore interesse per gli assistenti vocali, come abbiamo più volte detto su questo blog.

Alexa Guard, il dispositivo di sicurezza per la casa rileva rumori come vetri rotti o allarmi dei rilevatori di fumo.

Quando è in modalità Away Mode, ossia a casa deserta si avvia l’analisi di varie attività umane come passi, colpi di tosse, discorsi e porte che si aprono e chiudono.

Acquista Sensore di Movimento Third Reality per Echo Flex “Made for Amazon”.

Ring

Ring è l’azienda che si occupa di sistemi per la sicurezza della casa.

La novità più importante è una nuova versione della Ring Stick Up Cam, ora disponibile sia in una edizione a batteria sia in una alimentata da un pannello solare, per l’utilizzo nelle aree esterne.

La videocamera serve per sorvegliare l’interno e il perimetro della casa: quando rileva un movimento, invia una notifica al proprio smartphone avvisando che sta succedendo qualcosa mentre non si è in casa.

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Fetch

Amazon ha messo a punto un nuovo sistema radio a bassa larghezza di banda che consente di collegare e tenere sotto controllo dispositivi a notevole distanza. Si chiama Sidewalk.

La prima applicazione di questa nuova soluzione è Fetch, una sorta di tracker che può essere applicato ad un guinzaglio, o su un indumento del figlio per tenerlo sotto controllo.

Il sistema funziona fino a oltre un chilometro di distanza e secondo Amazon la copertura potrà essere estesa, man mano che altri utenti lo adotteranno.

Dai una occhiata Ring Door View Cam | Il nuovo videocitofono che sostituisce il tuo spioncino, con video in HD a 1080p e comunicazione bidirezionale | Compatibile solo con porte dallo spessore compreso tra 34 e 55 mm.

Echo Flex

Echo Flex è una spina elettrica dotata di un piccolo altoparlante che sfrutta le funzionalità di Alexa.

Si tratta di un dispositivo che si può dunque inserire in una qualsiasi presa della casa e allargare l’assistenza vocale in ogni stanza-

Echo Flex presenta anche una presa USB, che può essere utilizzata per ricaricare il proprio smartphone oppure per aggiungere altri moduli al dispositivo.

Per ora gli accessori presentati sono due: un sensore di movimento e una luce notturna.

Ti presentiamo Echo Flex – Controlla i dispositivi per Casa Intelligente con comandi vocali grazie ad Alexa.

Echo Glow

Echo Glow è una lampada che può essere controllata tramite gli altri Echo.

La luce che produce non è molto intensa. Ma i LED di cui è fornita possono avere vari colori. Questi possono anche accompagnare la musica producendo effetti luminosi particolari.

Eero

Di recente Amazon ha acquistato il marchio Eero. Una azienda che produce dispositivi router per accedere a Internet e offrire una migliore copertura WiFi all’interno della propria casa.

Una nuova rete modulare, ossia si possono aggiungere più dispositivi a seconda delle necessità e della grandezza dello spazio in cui si vuole utilizzare il WiFi, integra Alexa nei dispositivi connessi.

Amazon Smart Oven

Lo scorso anno Amazon aveva presentato un microonde “intelligente”, che dava la possibilità di cucinare con l’aiuto di Alexa per quanto riguarda le ricette e i tempi di cottura.

Di recente si ha un nuovo forno, Amazon Smart Oven, che è sia un microonde sia un forno tradizionale.

Per funzionare deve essere collegato a un Amazon Echo.

Scansionando il codice a barre di una pietanza attraverso un Amazon Echo Show, il nuovo Amazon Smart Oven si auto-programmerà per cucinare la pietanza nel modo migliore.

Il database include moltissimi prodotti di Whole Foods, catena di supermercati che Amazon possiede da un paio d’anni.

Lezioni di cucina

Sui dispositivi Echo Show saranno disponibili lezioni di cucina, sia in tempo reale sia on-demand, realizzate in partnership con Food Network.

Alexa Replenishment

Alexa avviserà se i dispositivi smart home presenti in casa avranno bisogno di qualche tipo di rifornimento – per esempio batterie da cambiare per una serratura smart o il filtro di un robot aspirapolvere.

Tecnologia indossabile

Altro mercato che nel futuro avrà un grande sviluppo è il mercato delle tecnologie indossabili.

Echo Loop

Amazon ha presentato Echo Loop, un piccolo anello da indossare e che consente di avere Alexa a portata di mano.

Il dispositivo si collega allo smartphone. Si può utilizzare come un telefono per telefonare, portando l’anello all’orecchio.

Echo Frames

Alexa si troverà pure nella montatura degli occhiali.

L’idea è di poterla utilizzare per ottenere informazioni, comandare altri dispositivi e rispondere alle telefonate senza utilizzare direttamente lo smartphone.

Echo Buds

Gli echo buds sono auricolari senza fili.

Sfruttano un sistema di cancellazione del rumore e, a seconda dello smartphone che si utilizza, possono interagire con altri assistenti vocali oltre ad Alexa, come Siri e l’Assistente Google.
Echo Buds costano 129,99 dollari e saranno disponibili da fine ottobre negli Stati Uniti, mentre non sono noti prezzo e data di vendita per l’Italia.

Amazon echo, studio, dot, ring, Alexa

Molti di questi dispositivi, al momento, sono dei prototipi o in via sperimentale. Alcuni, invece, saranno presenti sul mercato americano entro fine anno.

Non sappiamo bene quale sarà l’accoglienza del grande pubblico. Io sono convinto di si. Lo spiegavo nel mio perché gli assitenti vocali avranno successo.

Comunque la pensiate questi dispositivi esistono e offrono una grande gamma di utilizzo.

Senza fare alcuna previsione, se saranno ben accolti saranno realtà anche in Italia e nel nostro contesto.

Fino ad un paio di anni fa, infatti, io stesso sostenevo che gli assistenti vocali entravano in un contesto di cui non facevano parte.

Oggi, il discorso sta cambiando. Negli Stati Uniti aumentano le vendite degli Smart Speaker. E gli assistenti vocali, anche se non utilizzati, diventano sempre più protagonisti.

Insomma, è sempre più il caso di prendere consapevolezza e sapere come vanno utilizzati.

Come interagire con gli assistenti vocali

Chi produce e sviluppa la tecnologia dell’assistenza vocale ha tutto l’interesse ad educare e insegnare come interagire con gli assistenti vocali.

Aziende come Amazon e Google, le uniche che hanno preso campo e che sono impegnate costantemente nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni di tecnologia vocale, inviano periodicamente nelle nostre caselle mail le loro novità.

Perché, per quanto il linguaggio sia naturale, ci sono ancora limiti da superare. E non tutti i comandi sono compresi come li comprenderebbe una persona vera.

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Cinque consigli per interagire con assistenti vocali e chatbot

Su Cwi.it si sintezzano 5 consigli su come interagire con gli assistenti vocali.

  • Vai dritto al punto senza perderti in convenevoli
  • Non sentirti oggetto di valutazione
  • Rilassati subito: non dovrai più aspettare
  • Non temere per la sicurezza (quando il sistema è valido)
  • Sii chiaro, preciso e sintetico quando parli.

Questione di lingua e di linguaggio

La questione è ampia e come spesso ho detto anche nei miei corsi di progettazione chatbot, (il prossimo si svolgerà a Roma il 2 dicembre 2019) ciascun punto apre argomenti, temi e professioni, che né io, né questo blog può trattare in modo esaustivo.

Google e Amazon, dunque, sono impegnati anche ad educarci linguisticamente. Chiedono, nella nostra interazione con gli smartspeaker , di utilizzare un linguaggio secco, asciutto, senza fronzoli; un linguaggio che per forza di cose è molto diverso dalle conversazioni umano-umano.

Ne avevo parlato tempo fa in un articolo che ritengo ancora rilevante “conversazioni e assistenza vocale” a cui rimando per un approfondimento.

Dobbiamo sempre avere presente il fatto che per quanto chiamiamo queste interfacce conversazionali, di conversazioni, al momento ce ne sono poche.

E che sia una questione di linguaggio ce lo conferma che dietro Alexa ci sono due linguisti.

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Seo e ricerca vocale

Questa nuova “alfabetizzazione” cambierà il nostro modo di parlare in futuro? Non saprei. Certo è che lo influenzerà tanto quanto questi dispositivi saranno parte delle nostre vite.

Google, nell’ultimo periodo, sta cambiando. Dopo anni di dare risposte, oggi comincia, su alcune parole chiavi, a suggerire pure le domande.

Google non è più (solo) un motore di ricerca e sempre più spesso prova a condizionare la nostra navigazione, in modo sempre più palese.

Per quanto mi riguarda, noto che rimanda sempre più verso bolle informative sempre più definite. Chi vuole usare canali diversi per formarsi deve fare un notevole sforzo.

Le persone hanno chiesto anche

La fatidica dicitura

Le persone hanno chiesto anche

condiziona i nostri ragionamenti che diventano guidati.

Di Ricerca vocale e SEO ne avevo già parlato, in parte, nel novembre del 2017. Oggi Google suggerisce in SERP domande che altri utenti avrebbero posto sul tema e propone quelle che il sistema ritiene le migliori risposte.

Il dialogo del futuro

In futuro molte più persone interagiranno con le macchine e con gli assistenti vocali. Così come oggi molti iniziano ad evitare di digitare sullo schermo e a dettare le proprie domande.

Qualcuno prevede che l’essere umano creerà un nuovo linguaggio capace di essere efficiente e insieme gradevole e naturale.

Si tratta di un processo in corso d’opera. A volte anche inconsapevole ma, dal mio umile punto di vista, inesorabile. Si veda anche il rapporto assistenza vocale e bambini.

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Comandi Alexa in italiano

Cosa puoi chiedere ad Alexa

Siri, Cortana, Alexa, Ok Google

Cosa hanno da dire gli assistenti vocali

Assistenza vocale e bambini

Il tema assistenza vocale e bambini

è un tema

di grande rilievo

che va analizzato

con molta attenzione.

La relazione

che si sta instaurando

tra i nuovi dispositivi

e i nostri cuccioli,

penso sia davvero interessante.

La questione va monitorata.

E se avete qualche testimonianza da condividere,

i commenti sono aperti e benvenuti.

Sai chi è Siri?

Il mio amico Michele chiede alla figlia Viola di 5 anni.

Sai chi è Siri?

Risposta

È quella che ti mette le cose senza che tu le premi.

Diciamo che a 5 anni ne sa già più di tanti adulti. E per il suo linguaggio funziona anche bene. Magari Siri, come Alexa o Ok Google, non soddisfa le aspettative di noi adulti il cui immaginario ci distrae. Per noi adulti gli assistenti vocali funzionano male. A lei, cinque anni, funziona.

In più, con l’assistenza vocale, lei, oggi cinquenne, ci sta crescendo insieme. Quando Viola avrà 20 anni, quello che per qualche vegliardo era una moda passeggera, per lei sarà una voce che ha sempre soddisfatto le sue richieste.

Gli assistenti vocali per i bambini

Gli assistenti vocali stanno puntando a conquistare la simpatia dei bambini.

Poco tempo fa, per esempio, condividevo un articolo che informava di come sempre più genitori si affidano ad Alexa per leggere le favole della buona notte mi sono arrivati molti commenti indignati per la tristezza della cosa.

Certo, il saluto della buonanotte è importante per un bambino e sarebbe bello che tutti i genitori se ne ricordassero. Ma è anche vero, che forse, in alcune situazioni familiari, questo saluto, alcuni bambini non lo avrebbero comunque. E allora… sarà comunque triste, ma magari un assistente vocale potrebbe essere un buon surrogato.

Uno studio del MIT

Uno studio del MIT molto interessante e ripreso da insidemarketing.it ha approfondito lo studio sull’ interazione tra i bambini e gli assistenti vocali.

Nel corso dello studio, mentre giocavano con quattro assistenti digitali diversi (tra cui Alexa e Google Home), i bambini spesso riscontravano alcune difficoltà nel farsi comprendere e quando questo accadeva cercavano di riformulare la frase o di alzare la voce.

Nonostante ciò, i partecipanti comunque hanno imparato velocemente a interagire nel modo migliore con l’assistente, cambiando strategia quando questo non rispondeva alle loro domande.

Cosa pensano i genitori

Il 94% dei genitori che possiedono un assistente vocale vede con tranquillità l’uso di questa tecnologia da parte dei propri figli, secondo una ricerca condotta dal Family Online Safety Institute.

Anche perché, in effetti, gli assistenti vocali potrebbero essere particolarmente utili per i bambini che non sanno ancora leggere né scrivere, dato che essi possono accedere comunque a grandi quantità di informazioni utilizzando la propria voce. S

otto questo punto di vista, il rapporto tra bambini e assistenti vocali si rivela particolarmente interessante nell’incoraggiare la loro curiosità e la voglia di imparare cose nuove, ma anche a livello di linguaggio, aiutandoli a scandire meglio le parole pur di farsi capire.

Accompagnare i genitori

Google Home ha sempre qualcosa di diverso e propone di non sostituirsi ai genitori ma di accompagnarli nella lettura di libri dedicati ai bambini.

Read along with Google Home Mini.

Aristotele della Mattel

Un esperimento che non è stato commercializzato è stato poi Aristotele. L’assistente vocale della Mattel, presentato ad inizio 2017, come baby sitter per bambini. Il suo compito era prettamente educativo. Avrebbe dovuto insegnare a leggere e scrivere, far ascoltare musica per bambini e tenere d’occhio i bambini con una telecamera.

A bloccare il tutto, appunto la telecamera, che avrebbe potuto compromettere la privacy dei bambini.

La Mattel ha preferito non avviare la vendita piuttosto che iniziare una controversia con i genitori.

Mattel’s Aristotle Smart Home.

Genitori consapevoli?

Sul “Family Online Safety Institute” è stata pubblicata una ricerca sui tempi di connessione dei bambini attraverso dispositivi e giocattoli connessi. Tra questi è stato considerato anche Alexa.

Quasi la metà (45%) dei genitori di bambini connessi indica che il proprio bambino ha tre o più dei propri dispositivi connessi, una cifra che sale al 53% tra i genitori di colore. Anche i genitori sono fortemente connessi, con una media di 6,2 ore al giorno impiegate a casa tramite dispositivi elettronici.

Le Smart TV sono in cima alla lista come il dispositivo di casa intelligente più diffuso tra i genitori di bambini connessi, con due terzi (67%) che ne segnalano uno in casa. Il 38% dei genitori riferisce di possedere altri dispositivi domestici connessi come sistemi di sicurezza domestica abilitati a Internet, termostati intelligenti o altoparlanti intelligenti.

Complessivamente, sette genitori su dieci sono a proprio agio con il figlio che ha un giocattolo collegato, ma i genitori i cui figli li hanno sono notevolmente più a proprio agio con il figlio che ha un giocattolo collegato (il 94% è a suo agio) rispetto ai genitori il cui figlio non ne ha uno (59) % sono a proprio agio).

Allo stesso modo, la maggior parte dei genitori si sente fiduciosa nella propria capacità di tenere traccia e gestire l’uso della tecnologia del proprio bambino, e più dispositivi connessi ha il proprio bambino, più i genitori sono sicuri di sé. In generale, più tecnologia viene utilizzata in casa, più i genitori si sentono sicuri.

Crescere con un assistente vocale

Il tema, come al solito, vede fazioni contrapposte. Ci sono coloro che spingono ad un uso consapevole della tecnologia per favorire lo sviluppo di competenze utili ai bambini. Dall’altro lato ci sono coloro che, invece, affermano i pericoli di bambini che non conoscono la noia e la sua importanza.

Come al solito ciascuno pone a supporto della propria tesi dati e ricerche che confermano quanto dice ciascuna fazione.

Consapevolezza, sempre

Dal mio punto di vista, pur non avendo figli, posso solo invitare alla consapevolezza. Innanzi tutto i genitori. E questo vale per gli smartspeaker quanto per tutti i dispositivi connessi.

E poi, molto probabilmente, i vostri figli avranno un rapporto molto più rilassato. La tecnologia degli assistenti vocali, piano piano verrà messa in secondo piano, e quel che importerà sarà il risultato.

I ragazzi e i genitori del futuro, molto probabilmente useranno la propria voce, uno sguardo, un gesto, con estrema naturalezza, non distinguendo cosa sia meglio o peggio.

Come sempre saremo concentrati sul risultato, sul raggiungimento dell’ obietivo, sulla conquista di quello che a noi interessa e di cui abbiamo bisogno. E poi passeremo oltre, andremo avanti con le nostre vite fino a quando non torneremo con un’altra richiesta su tutti i canali possibili e immaginabili.

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Chi c’è dietro Alexa?

Ti sei mai chiesto chi c’è dietro Alexa?

Ti stai chiedendo di chi è la voce di Alexa? O forse stai pensando a chi ha riscritto dall’inglese la versione italiana di Alexa? Oppure chi manovra dall’alto le sorti dell’azienda? O ancora chi controlla e vigila sulle conversazioni delle persone?

Cerco di rispondere alle tue domande, qualunque sia stato il fine che intendevi. Certo che dietro ad Alexa ci sono delle persone. Persone in carne ed ossa.

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Di chi è la voce di Alexa?

Secondo un video trovato su youtube (forse una parodia) che potete vedere di seguito, nella lingua inglese la voce di Alexa è la voce Susan Caplin.

Ma non ho trovato nessuna fonte da parte di Amazon che confermi questa notizia. Anzi su Google non si trova neppure il nome di una attrice che si chiama Susan Caplin.

Da quello che sono riuscito a trovare la voce di Alexa è stata generata grazie alle regole di sintesi vocale (TTS) e tecnologia di intelligenza artificiale.

Grazie alla tecnologia di selezione dell’unità vocale, viene creata un’esperienza realistica. Per questo motivo la domanda su chi sia la voce di Alexa è un po’ più complessa.

Ho chiesto direttamente ad Alexa di chi fosse la sua voce e lei ha risposta che la sua voce è solo sua e del tutto originale.

La mente dietro Amazon Alexa

Ma chi ha avuto l’idea di creare Amazon Echo e successivi dispositivi smart speaker? La mente che si cela dietro Amazon Alexa è quella di Toni Reid, Vice Presidente di Alexa Experience & Echo Devices, Amazon.

Toni Reid supervisiona l’organizzazione di Alexa Experience. Si concentra sulla promozione della consapevolezza e del coinvolgimento delle funzionalità, sullo sviluppo della personalità di Alexa e sul mantenimento della fiducia dei clienti, tra le altre aree. Toni Reid è entrata a far parte del team Alexa nel 2014.

Ma ToniReid è diventata dipendente Amazon già nel 1998 come reclutatore e ha lavorato in diversi team Amazon, tra cui Amazon Fresh, IMDb e Amazon Media Group. Nel corso della sua carriera, ha contribuito a lanciare alcune delle iniziative di alto profilo di Amazon, come Dash, i raggi X su Amazon Video e, più recentemente, i dispositivi Echo e Alexa.

Si trova nell’elenco delle donne più potenti di Fortune, nell’elenco delle persone più creative di Fast Company e Recode 100.

Toni si è laureata in Antropologia all’Università del Nord del Texas.

Ci sono loro!

Se non hai ancora soddisfatto la tua curiosità puoi continuare la lettura su altri punti di vista, almeno su altri due.

Il primo punto di vista è quello del complotto. E se pensi che dietro all’assistenza vocale ci sia la costruzione di un grande fratello, ti avverto che, non sei solo. I giornali e i giornalisti, in generale, la pensano proprio così.

E il secondo punto di vista, chiamiamolo più laico, è quello di sapere chi siano i programmatori, le persone che stanno lavorando al progetto Alexa Italia.

Se credi al complotto

In tanti, nonostante le vendite siano in continuo aumento, pensano che gli assistenti vocali siano stati creati per spiare le nostre case.

Secondo alcuni si tratta, infatti, di dispositivi che stando in ascolto ventiquattro ore al giorno, dovrebbero poi prevedere i nostri acquisti, le nostre scelte.

Al momento, non c’è nessuna evidenza che questo possa accadere.

È vero che Alexa ti sente, ma non ti ascolta. Ossia ti sente quando chiami “Alexa” e ti ascolta solo dopo il comando di accensione.

Se ipotesi dell’ascolto continuo fosse pure vera dovrebbe essere vera su tutti i dispositivi e telefonini e smartphone che hanno in se un microfono. Anche questi ultimi sarebbero in continuo ascolto. Non c’è sistema operativo che non abbia il suo assistente vocale. E non c’è applicazione di messaggistica che non chiede il consenso a collegare microfono e telecamera.

Perché ci chiederebbero il consenso?

Se Amazon Echo sta in casa, il nostro smartphone sta ovunque.

Il nostro smartphone ci geolocalizza in ogni dove e spia già tutte le nostre conversazioni. Poi se si decide di usare un qualche servizio Google, ci arrivano richieste di opinioni su luoghi e locali che frequentiamo. Incrociando i dati potrebbero pure sapere chi frequentiamo maggiormente. Ed entrare, senza problemi nella nostra intimità.

Qualcuno studia le nostre risposte

Qualche settimana fa, il Guardian, insieme ad altri giornali americani e poi ripresi da quelli italiani, ha lanciato l’allarme.

Ad Amazon ci sarebbero degli impiegati addetti ad ascoltare le nostre domande. Nell’articolo si svelerebbe che alcuni dipendenti sono addetti ad ascoltare alcune domande scelte a campione.

Personalmente non ci trovo niente di male. Principalmente perché Amazon nell’informativa chiede il permesso di poter inviare le registrazioni a persone umane.

Lo scopo è quello di migliorare l’esperienza dei clienti. E immagino che si tratti di risolvere parole ambigue, pronunce difettose e cose del genere.

L’obbiezione è che queste registrazioni poi vengono inviate in tutto il mondo e questo non viene chiarito da Amazon.

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Analisi della lingua

L’ analisi delle risposte permette alla macchina di imparare. Chi, se non una persona vera, dovrebbe insegnare una lingua? La presenza umana istruisce la macchina a correggere gli errori e a dare risposte più pertinenti.

Se poi qualcuno si è scambiato qualche pronuncia divertente, per ridere tra colleghi, ha sbagliato ma non penso sia questo il complotto, se si tratta di un complotto.

Come già scritto tempo fa l’intelligenza artificiale è ancora tutta da far crescere e se le macchine parlano, parlano il nostro linguaggio.

Dietro Alexa ci sono delle persone

E allora è bene ribadire cosa sia Alexa. Dato che l’ho già detto più volte, magari, dirlo con altre parole.

Possiamo intanto imparare cosa puoi chiedere ad Alexa e tutti i comandi che vengono aggiornati ed implementati periodicamente.

Per esempio, possiamo ricordarci qualche scadenza, impostare un timer, possiamo acquistare sensori per la domotica che ci permettano di spegnere le luci di una stanza come di una intera casa; in certe città possiamo pure ordinare la spesa.

Michele Ravetta, 34 anni, Senior Product Manager per il team di Alexa spiega.

Alexa è un servizio vocale in grado di semplificarci la vita rispondendo a comandi vocali.

Un servizio intelligente

Alexa è un servizio vocale basato sul sistema Cloud, uno strumento che ‘comprende’ il linguaggio naturale ed esegue le nostre disposizioni sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale e machine learning.

Il sistema consta di due parti: Alexa è il ‘cervello’, un servizio nel Cloud che comprende ed elabora i comandi; poi c’è il dispositivo fisico, dotato di microfoni e altoparlanti, che ci permette di interagire con Alexa. Questo tipo di dispositivo si chiama Echo, ed è disponibile in vari formati e prezzi, per ogni stanza della casa.

Manuel Giollo e Claudio Delli Bovi, scienziati del linguaggio

Ad insegnare la lingua italiana ad Alexa sono due scienziati del linguaggio italianissimi: Manuel Giollo, dottorato in Informatica e Claudio Delli Bovi, dottore in Linguistica Computazionale ed Elaborazione del linguaggio naturale.

Entrambi fanno parte di un team di ricercatori con base a Torino.

Chi ha reso Alexa italiana?

Come funziona Alexa?

I due scienziati ci spiegano in dettaglio come funziona Alexa.

Ossia, pronunciando la parola Alexa, o la parola Computer, lo smart speaker si accende. Questa parola viene anche detta parola di attivazione. Il dispositivo Amazon Echo si connette al Cloud, dove vive l’assistenza vocale Alexa, e riceve il nostro comando vocale.

Una volta ricevuta la domanda o l’ordine che impartiamo, l’assistenza vocale interpreta quello che diciamo ed esegue il comando.

L’intelligenza di Alexa si sviluppa in modo non dissimile da quella umana,” spiega. “Un essere umano ci mette circa 15 anni ad apprendere una lingua attraverso l’esperienza: fin da piccolo è esposto a stimoli vocali, dal parlato di genitori e amici, ai film, alla musica.

A un computer, invece, vengono sottoposti milioni di campioni audio perché ‘faccia esperienza’ di tutte le variazioni del linguaggio in modo accelerato.” Modi di dire e inflessioni regionali compresi: “Alexa capisce gli accenti, da Milano a Palermo, e le espressioni locali, come la variante toscana ‘spengere’ per ‘spegnere’.

Imparare grazie all’esperienza

Ma che significa quando diciamo che Alexa ‘comprende’ il linguaggio?

Come primo passo ‘trascrive’ la frase pronunciata e ne classifica le combinazioni più importanti per interpretarne il significato: pizza, ordina, una. A questo punto può eseguire l’ordine impartito dall’utente.

La lingua italiana è complessa. Il linguaggio che usiamo abitualmente non è di facile comprensione per una macchina. Mentre tra noi umani molte parole possono essere sottintese, la macchina ha bisogno di avere esplicato quasi tutto.

I due raccontano che l’espressione “Mettimi l’ultimo di Jovanotti” , per esempio, non è una domanda immediata come la possiamo intendere noi. L’ultimo cosa?

Di fronte a una frase mai sentita prima, Alexa può inizialmente avere dei dubbi: ma più interagiamo con lei, più lei impara. È un sistema dinamico, che migliora con l’uso. Alexa diventa sempre più intelligente.

E se moltiplichi tutte le varianti possibili si comincia a capire la difficoltà della previsione e quanto sperimentale è ogni novità che viene proposta.

Una personalità italiana

La squadra del cuore di Alexa.

Alexa è un computer, ma i clienti interagiscono con lei come con un individuo. Per questo è dotata di personalità,” chiarisce Lorenzo Bruschetti, 34 anni, Product Manager Localization. “Io ho aiutato a italianizzarla: se l’Alexa originale ama il baseball e le camminate nel parco del Grand Canyon, la nostra Alexa è fan del calcio e per una passeggiata sceglierebbe un luogo storico come il parco di Villa Borghese a Roma.

Le skill – abilità aggiuntive

Al di là delle funzioni di base che Alexa offre, per arricchire ulteriormente l’esperienza, esistono le skills.

Ad occuparsi di questa parte è un’latra persona; Giulia Poli, responsabile del team.

Si tratta di abilità che permettono ad Alexa di fornire servizi di altre aziende o sviluppatori, come controllare i programmi in TV per un giorno specifico o raccontarci una ricetta di cucina.

E queste skills saranno quelle parti di Alexa che faranno entrare l’assistente vocale all’interno della nostra quotidianità. Cosa che è ancora in divenire.

Chi c’è dietro Alexa Amazon?

Al di là di come la pensiate, di tutto questo interesse su chi c’è dietro Alexa, come su chi c’è dietro ogni assistenza vocale, quello che mi interessa di più è che gli assistenti vocali stanno ponendo delle domande, che evidentemente richiedono delle risposte.

Dubbi sulla privacy, domande sul futuro della comunicazione così come sul futuro della radio.

La mia paura è però che queste domande rimangano relegate all’assistenza vocale e non a tutti i dispositivi digitali che ci circondano. Non credo che si possa o si debba ritornare all’età della pietra. E mi pare eccessivo rinunciare a tutte le comodità che la tecnologia ci offre per le storture umane.

Sono convinto che siamo ancora in tempo per riappropriarci della consapevolezza d’uso. Non è mai troppo tardi.

Tutti i nostri dispositivi possono essere utilizzati senza farci utilizzare. Noi possiamo ancora fermarci a pensare. O possiamo almeno rallentare e riflettere.

Assistenza vocale e Privacy

La scorsa settimana ho scritto la mia opinione, a proposito della puntata di Rai Report “Senti chi parla” sugli assistenti vocali, nella quale ho voluto sottolineare la divergenza tra il taglio giornalistico e allarmistico rispetto alla tecnologia in sé.

Oggi, proseguo il mio ragionamento su questo connubio tutto giornalistico, a mio parere, sbagliato (o meglio, non del tutto corretto) tra assistenza vocale e violazione della privacy.

Domande legittime

Le domande e i dubbi che riguardano gli assistenti vocali sono tutti legittimi. E non mi sottraggo dal pormi anch’io tali domande. Però il discorso non può limitarsi ad una caccia alle streghe rispetto ad una tecnologia in divenire.

La nostra privacy viene corrosa quotidianamente da tutto il mondo digitale.

Tanto è vero che, evitando di acquistare uno smartspeaker o disattivando l’assistenza vocale dai nostri dispositivi, la nostra privacy resta comunque in pericolo e i nostri dati continuano ad essere in mano a sconosciuti che ne fanno gli usi più convenienti ai loro interessi.

I nostri dati sul telefonino sono al sicuro? Tutte le nostre conversazioni e i messaggi, email, sms, whatsapp, intimi o no, comunque privati, sono davvero al sicuro? In quali server vengono tenuti? Chi li può leggere? E chi li può analizzare?

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La guerra dei dati

A mio parere il tema è mal posto. Se parliamo di dati sarebbe corretto parlare dell’enorme quantità di dati che ci vengono sottratti in ogni dove e con qualunque mezzo. Gli assistenti vocali , semplicemente, si aggiungono a tutti gli altri dispositivi connessi, ma stanno alla fine della lunga catena.

I dispositivi connessi, in fondo, ci permettono ogni giorno di vivere meglio e di fare più velocemente quello che in passato, o non si faceva, o non si poteva fare.

Rinunciamo, ogni giorno, ad un pezzo di privacy, in cambio di un servizio, che riteniamo essere gratis, ma che appunto paghiamo in questo modo.

Inquietante?

Aldo Grasso, sul Corriere, occupandosi di TV scrive

«Report» e l’inchiesta sul boom dei «maggiordomi digitali»
Il servizio più inquietante del programma di Rai3 (condotto da Sigfrido Ranucci) è stato quello sugli assistenti vocali che eseguono i nostri ordini.

E conclude

I dati raccolti dagli oggetti connessi sono sempre più al centro dell’attenzione e portano con sé tematiche fondamentali: privacy, cyber security e nuovi algoritmi di Intelligenza artificiale per estrarre valore. Insomma, chi utilizza uno smart speaker deve essere consapevole del rischio che corre per la riservatezza dei suoi dati. Ma, come sempre, ci si rassegna.

Rassegnazione o consapevolezza?

Dispiace innanzitutto il finale di rassegnazione. Il discorso è abbastanza vasto e complesso. E semplificare il tutto con la rassegnazione mi pare banale.

Qui non si tratta di rassegnarsi. Semmai si tratta di divulgare cultura digitale, di educare ed educarsi ad un uso consapevole di tutti i dispositivi.

Almeno, io scrivo, ogni settimana, su questo blog da quasi 4 anni, per questo. Non per rassegnarmi o far rassegnare gli altri ad una tecnologia inevitabile.

Non è che smettiamo di sottoporre le persone ad esame per la patente di guida, solo perché certi incidenti sono inevitabili. Anzi. Speriamo che ci siano esami sempre più duri, e automobilisti sempre più consapevoli.

Lo faccio io in questo piccolo blog, dovrebbe farlo un giornale a tiratura nazionale.

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Sempre connessi e costretti?

Dal mio punto di vista io noto una certa diseducazione digitale. Ci è stata data una tecnologia straordinaria. Oggi, il peggior smartphone contiene la tecnologia che ha permesso alla NASA di andare sulla Luna.

Ecco. Dovremmo avere rispetto di questa tecnologia, dovremmo essere consapevoli di cosa stiamo maneggiando.

Dove sta scritto che dobbiamo essere sempre connessi? Chi ha prescritto l’accensione continua di tutti i dispositivi?

Educazione digitale

È proprio grazie alla nostra mancanza di cultura digitale, grazie alla nostra diseducazione e maleducazione digitale che le case di costruzione si permettono di spadroneggiare con le loro imposizioni.

Sopra tutta questa ignoranza sono nati degli imperi. Pensiamo che un dispositivo più costoso sia migliore rispetto ad un altro solo per il suo marchio; senza chiederci quale sia il valore reale dei suoi componenti. per esempio.

Io personalmente non mi rassegno. Possiedo uno smartphone, uso i social ed ho in casa persino il mio assistente vocale. E cerco per quanto possibile di usarli in modo consapevole.

Ugo Mattei: perché non ti fanno più togliere la batteria dallo smartphone.

Dati come petrolio

La questione è chiara da anni. Se c’è stato un tempo in cui si diceva che i dati (i nostri dati) sarebbero stati il nuovo petrolio, oggi le aziende stanno intraprendendo accordi per scambiarsi questi dati.

Semmai se un merito hanno avuto gli assistenti vocali è stato quello di portare alla ribalta il tema. Ma non dobbiamo utilizzare l’argomento per distrarre.

Sulla guerra dei dati e dei dati come petrolio ne ho parlato al WIAD Palermo 2018, che aveva proprio il titolo “Senti chi parla” e nell’articolo in cui ho parlato di Carplay e Android Auto.

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Le conversazioni

Nello specifico, sugli assistenti vocali dovremmo pure fare un passo indietro e capire da dove arriva questa tecnologia. Da quale bisogno sono venuti fuori gli smartspeaker, considerato che gli assistenti vocali esistevano già da prima.

L’aumento delle conversazioni private su applicazioni di messaggistica varie hanno accelerato lo sviluppo dell’assistenza vocale. Siamo noi che ogni giorno, con il nostro consenso, colleghiamo queste applicazioni al microfono del nostro smartphone.

Vite trasparenti

Ho già scritto riguardo le case invisibili, su come, noi stessi, rendiamo le nostre vite trasparenti. Entriamo nelle case di amici, di conoscenti, così come di perfetti sconosciuti, come nulla fosse.

Impariamo a conoscere gusti, abitudini, luoghi e pensieri di altre persone che nella vita reale, altrimenti, non avremmo incontrato mai.

A tal proposito rimando alla lettura dell‘Onlife manifesto, che pur essendo un vecchio documento resta ancora attuale.

Privacy contro servizi?

Sono anni che perdiamo pezzi di privacy. Sono anni che compiliamo form, accettiamo condizioni, consentiamo di collegare telecamere, mail, gallerie di foto a smartphone e applicazioni varie.

Lo abbiamo accettato di buon grado in cambio di servizi. Accettiamo volentieri di essere controllati nei nostri spostamenti pur di non aspettare più alla fermata del bus; o per conoscere meglio il percorso da fare con l’auto.

Chissà cosa abbiamo accettato in tutta la nostra vita. Chissà se le nostre telefonate sono state registrate, messe sotto controllo. Se andassimo a controllare tutte le applicazioni che abbiamo nel nostro smartphone, ci renderemmo conto che, il nostro smartphone, informa il mondo intero delle nostre telefonate, chiamate, spostamenti, fotografie e su tutta la nostra vita.

Vite sotto controllo

Internet è una struttura militare. E in quanto tale è stata sempre sotto controllo. Quanti conoscono Edward Snowden? Quanti si stanno interessando della vicenda di Julian Assange?

Snowden – Trailer italiano.

Voglio eludere il problema? No. Semplicemente voglio dire che il problema è a monte. Mi volete dire che con gli assistenti vocali è più evidente? Forse.

Contro le interfacce vocali

Contro le interfacce vocali ho scritto diverse volte. Qui si fa analisi, non resistenza a favore o contro.

Vogliamo parlare di acquisti incauti, di semplificazione del linguaggio, delle relazioni uomo macchina? Dell’empatia tutta umana che abbiamo nei confronti degli assistenti vocali? Ottimo. Sull’assistenza vocale queste sono le questioni.

Le questioni di privacy sono a monte e riguardano ambiti giuridici e costituzionali. E semmai dobbiamo appurare l’arretratezza e la mancanza di strumenti da parte degli Stati di affrontare al tema.

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa di Amazon.

Opportunità per il futuro

Grazie al giornalista Luigi Rancilio, che si è occupato tempo fa dei maggiordomi digitali su Avvenire.it, ho avuto modo di parlare di alcune opportunità. E sull’importanza di occuparsi del tema che riguarda tutti.

Anche qui il titolo non era dei più rassicuranti.

Maggiordomi digitali, un grande Fratello senza Dio.

Risposte di senso

Anche se Luigi Rancilio ha calcato la mano sulla privacy, mi è molto piaciuto come ha concluso il suo articolo.

Visto che pochi setteranno in maniera precisa questi strumenti, chi garantirà le voci ‘minoritarie’ (e tra queste ormai ci sono anche quelle cattoliche) in campo informativo e culturale? E che ne sarà delle domande sulla religione, sulla morale o sulla cultura visto che al momento le risposte attingono a enciclopedie molto generiche? Per capirci, oggi alla domanda: Dio esiste? La risposta di Alexa è: ognuno ha la sua opinione al riguardo. Come dire: risposte sì, ma in alcuni casi più di maniera che di senso vero.

Cioè piuttosto che andare a bruciare i dispositivi, qui dobbiamo dare consapevolezza a cosa ci sta dentro. Prima che il sistema si inquini, come si è inquinato l’internet, possiamo ancora intervenire con i nostri contenuti.

Non è facile, lo sarà presto. Meglio essere pronti.

Commenti

Riporto anche il commento di Luisa Di Martino che ringrazio per il proficuo confronto.

Continuo a cercare di far riflettere chiunque, sempre, che qualsiasi interazione online è come se fosse “sorvegliata” da qualcuno che naviga con te (a prescindere dall’uso dei browser anonimi e per lo meno nelle operazioni svolte dagli utenti medi).
Riscontro sempre stupore, perplessità, timore da parte di chi realizza all’improvviso che del “qualcuno” in questione, a cui concediamo con tanta leggerezza il consenso al trattamento dei dati, non conosciamo fattezze, finalità, intenzioni o potenziali minacce.
Ben vengano gli approfondimenti che sollevano dubbi nell’utente medio, ma come sempre nel mondo del giornalismo è facile guardare il dito e non la luna, demonizzando il singolo aspetto dell’interfaccia vocale “che ci ascolta” e perdendo di vista la questione della costante raccolta e dell’utilizzo dei big data, che è assolutamente più complessa e controversa e che apre non pochi interrogativi.

Per chi vuole contribuire costruttivamente a questo articolo, il blog è aperto ad altre opinioni.

Senti chi parla. La mia opinione

Il 22 marzo, il programma della RAI, Report si è occupata degli smart speaker di Google e di Amazon con un servizio di Cecilia Andrea Bacci.

Sapevo di questo servizio perché la giornalista, in seguito alla citazione su Avvenire, ha trovato il blog e mi ha contattato per parlare, insieme, delle opportunità di questa tecnologia. Purtroppo vivendo nella provincia più lontana e più profonda d’Italia non è stato possibile incontrarsi.

Sono consapevole, inoltre, che probabilmente, nel breve tempo concesso di un intervento televisivo, non avrei aggiunto nulla di nuovo all’intero servizio. Dato anche il taglio su cui non mi trova del tutto d’accordo.

Senti chi parla di Report

Il mio intervento al WIAD 2018 aveva come titolo Senti chi parla.

Report così introduce e sintetizza il servizio.

Entro la fine dell’anno potrebbero essere 260 milioni in tutto il mondo: sono gli smart speaker, agglomerati di microfoni e altoparlanti animati da intelligenza artificiale. Smuovono un mercato da sette miliardi di dollari l’anno e sono in continua crescita. Fanno capolino nell’intimità delle nostre case, nelle nostre auto. Ma rispettano la nostra privacy? Per interagire con loro basta pronunciare la parola chiave e formulare una richiesta. Ma che fine fa la nostra voce? Come e per quali fini vengono conservati i dati che le aziende raccolgono sul nostro conto?

La mia osservazione a caldo

Ho affidato la mia reazione a caldo ai social, come è di moda.

Poi, Luisa Di Martino mi ha chiesto un’osservazione a riguardo. Ed eccomi qua.

Uniscili?

Non voglio adottare un atteggiamento benaltrista. Ossia non voglio eludere un problema sostenendo che ce ne siano altri, più importanti, da affrontare. No. Assolutamente no. Anzi.

Proprio il binomio smart speaker / assistenza vocale, invasività / privacy mi pare che eluda altri problemi, come, per esempio, il livello basico, ad oggi, di questi dispositivi, almeno per quello che fanno; o ancora le opportunità di questa tecnologia.

Si unisce, per esempio, l’assistenza vocale, la tecnologia, con lo smartspeaker, il dispositivo. Quest’ultimo porta l’assistenza vocale all’interno della casa, mentre l’assistenza vocale si trova già anche in altri dispositivi.

Il tema è complesso. Sono 4 anni che mi occupo di assistenza vocale e ogni settimana mi rendo conto che manca una sfumatura a quanto già detto.

La notiziabilità

Ma andiamo con ordine.

Perché quando si parla di assistenza vocale si finisce sempre a parlare di Privacy? Perché anche se vengono elencati i vantaggi alla fine ci deve essere sempre un “ma” o un “però” che nega i vantaggi precedenti?

Credo abbia a che fare con il concetto di notiziabilità.

Evidentemente, i problemi della privacy sono molto più notiziabili degli studi relativi alla relazione uomo macchina.

La privacy

I giornali e relativi giornalisti, infatti, non parlano quasi mai degli assistenti vocali in se. Ma legano l’assistenza vocale ai problemi di privacy.

Come se la privacy fosse un problema che riguardasse solo gli assistenti vocali. E non riguardasse, invece, tutto il mondo digitale. Come se, ad oggi, in casa, non ci fossero dispositivi digitali e comparisse per la prima volta nella storia un PC con webcam in casa.

Gli assistenti vocali invadono la nostra privacy? E’ un dubbio. Un dubbio legittimo. Ma è pure vero che è un dubbio fortemente alimentato dai giornali. Pur non avendo evidenze tecniche a riguardo. Almeno non di più di altri dispositivi connessi.

Le nostre case sono già invisibili. E le nostre vite già pubbliche.

Vi stanno fregando?

Sigfrido Ranucci non usa mezzi termini. Quando azionate un assistente vocale, vi capisca o meno, in quel preciso momento…

Vi stanno fregando. Perché vi stanno studiando. E vengono registrate le nostre voci, le nostre informazioni, e messe in un server. Non si sa dove e a disposizione di chi.

Cosa che si può dire di ogni preciso momento in cui prendiamo uno smartphone e schiacciamo un pulsante, facciamo una chiamata o inviamo un messaggio.

Inoltre, forse, non sappiamo e non vogliamo sapere a chi diamo i nostri dati se scarichiamo ed usiamo l’ultima app meteo. Ma se usiamo Amazon Echo i dati vengono inviati ad Amazon, se usiamo un Google Home i server saranno quelli di Alphabet Google. Alla prima affidiamo le nostre carte di credito, per i nostri sempre più numerosi acquisti; alla seconda affidiamo tutte le nostre ricerche e dubbi.

Apple Homepod

In questo contesto, Apple ha gioco facile con il suo slogan.

Quello che accade sul tuo iPhone resta sul tuo iPhone

Forse detto, anche, da chi possiede un iPhone. Peccato che lo slogan appaia come il racconto della volpe che non riesce ad arrivare all’uva.

Apple, appunto, pur essendo stata l’azienda più innovativa in fatto di assistenza vocale, la prima a lanciare l’assistente vocale Siri, oggi è rimasta in dietro.

Apple, in questo momento, si trova all’inseguimento dei concorrenti. E pur avendo costruito il proprio smart speaker Apple Homepod non ha trovato uno spazio di mercato che la facesse primeggiare.

L’assistente vocale ti sente ma non ti ascolta

E’ vero. Lo smart speaker ti sente ma non ti ascolta. Perché è necessario che si attivi quando la persona dice la parola di attivazione. Diciamo che è in continuo standby.

Per ascolto, invece, in questo caso, intendiamo l’invio della voce al cloud.

Come detto nel servizio, in futuro lo smart speaker dovrebbe anche riconoscere le voci con il riconoscimento biometrico. Lo fanno già alcune banche. Non è impossibile.

Assistenza vocale e pubblicità

Siamo nel mondo della sperimentazione e tutto è sperimentale. Ogni conversazione, ogni comando è un esperimento. Riesce sempre? No. Per cui dobbiamo stare a guardare con attenzione.

I colossi della tecnologia hanno investito tanto ed hanno voluto lanciare gli smartspeaker per recuperare subito un po’ di quanto investito. Ma anche per iniziare ad istruire linguisticamente l’assistenza vocale è necessario lanciarlo con poca istruzione. Infatti, migliora con l’esercizio.

Sicuro è che c’è ancora molta strada da fare. E siamo solo all’inizio.

Interazione uomo macchina

Il pezzo, a mio parere, più interessante di tutto il servizio è l’intervista al professore Paolo Gallina dell’Università di Trieste.

Questo è un tema che ritengo importante. Addirittura centrale.

La percezione dell’oggetto, la relazione che instauriamo con l’oggetto. Il lavoro di empatia in cui sono impegnati i costruttori e i progettisti.

Tutte le reazioni psicologiche che l’essere umano ha nei confronti della macchina. E nello specifico della macchina parlante.

L’etica di un assistente vocale

Non certo trascurabile poi l’Etica degli assistenti vocali di cui ho parlato molto anche sul blog.

Anche qui ci sarebbe da parlare per ore e scrivere libri sul tema.

GDPR

Peccato che, invece, si torni nuovamente a parlare di Privacy e di come, la periferia del mondo di oggi, l’Europa, si stia occupando degli assistenti vocali e delle tecnologie digitali in generale.

Il GDPR a cui fa riferimento il segretario generale per l’autority della privacy, senza nominarlo, stabilisce che l’utente deve essere informato. E solo in mancanza di questa informazione si incorre in sanzioni.

Dunque una legge pericolosa per chi magari dimentica di farti flaggare un box, ma che non risolve affatto il problema.

La domotica

Altro capitolo è la domotica. Anche qui, ci sarebbe da fare altre puntate a riguardo.

Interessante l’esperienza dell’olandese che costruisce uno strumento per assordare lo smart speaker.

Il paradosso è che il maker olandese può creare con tale facilità e con strumenti a basso costo il suo dispositivo salva-privacy, proprio grazie alla tecnologia che sta dietro all’assistenza vocale che combatte.

Consapevolezza

Ormai lo ripeto in ogni dove. E forse diventerò davvero noioso. Ma quello che ho sempre detto è di avere consapevolezza.

Lo sottolinea anche lo sviluppatore del servizio, Karmann.

L’importante è che decida tu cosa farne della tua Privacy.

Avendo consapevolezza i pericoli e i rischi diminuiscono. E con questo blog, chissà, magari, qualche lettore sarà più attento.

Il finale

Il finale riassuntivo continua ad instillare dubbi. Ma ormai sarà chiaro a tutti. Le ricerche di spionaggio sanitario, lo studio del DNA da parte delle case farmaceutiche, l’invito a inviare il tuo DNA a laboratori che poi ti raccontano che sei mezzo irlandese, un quarto indiano e un’altro quarto mongolo, non sono ricerche spinte dall’assistenza vocale.

E’ tutto un complotto? Qui apriamo altri capitoli che lascio a ciascuno di voi esplicare. Se vi trovate a leggere questa mia opinione, state davvero sbagliando qualcosa.

I commenti social al servizio

Vi invito, infine, a leggere e a seguire i commenti che le persone comuni scrivono sotto il post di Facebook, che qui vi riporto.

Si ritrovano due schieramenti, certamente non risolutivi. Che mi convincono maggiormente della necessità di questo blog e del lungo lavoro che ho da fare. Con fatica ma con equal entusiasmo, io ci sono.

Osservazioni contro l’interfaccia vocale

Chi ha seguito il mio corso di progettazione chatbot (il prossimo corso si terrà a Milano il 17 giugno) ed ha ascoltato i miei workshop, potrà confermare che ho sempre dedicato buona parte della mia introduzione a rimettere a posto le idee riguardo chatbot e assistenza vocale.

Sono pienamente convinto delle grandi opportunità di questa tecnologia, ma sono altrettanto convinto che senza l’aiuto di architetti dell’informazione e user experience designer, aperti alle nuove frontiere, la strada sarà ancora tanto lunga.

Alexa, uccidimi adesso!

E’ un dato di fatto, infatti, che tra i designer ci siano molti più detrattori che sostenitori. E le osservazioni contro le interfacce vocali di Alan Cooper, che vi riporto di seguito, non sono certo isolate.

Alcune persone pensano che le difficoltà di dirigere la tecnologia digitale si attenueranno drammaticamente quando perfezioneremo l’interfaccia vocale. Cioè, quando potremo semplicemente parlare con i nostri computer e interagire con loro diventerà semplice, chiaro e facile. Questa idea esiste da decenni e, come un fuoco di pneumatici che brucia eternamente ai piedi delle colline, non si placherà mai. Dato che il software di riconoscimento vocale è migliorato – ed è abbastanza buono, ora – le fiamme nocive si innalzano sempre più in alto.

Assistenti vocali superumani

Qualche tempo fa, scrivevo sull’intelligenza artificiale di Facebook e sulle paure che la stampa ha alimentato riguardo i chatbot che parlano tra di loro e che più che una lingua sconosciuta parlano la nostra lingua.

La verità è che il nostro immaginario è colmo di film e fumetti che raccontano questa tecnologia secondo canoni cinematografici e non scientifici.

Nella mia analisi sonora del film Her, per esempio, sottolineo tutti i limiti che l’intelligenza artificiale ha oggi e come quel film falsi molto la realtà odierna.

E’ possibile pensare che le macchine sostituiscano in meglio gli esseri umani? Ma soprattutto è possibile pensare che le macchine sostituiscano in tutto gli esseri umani?

Non è questo l’obiettivo di chi pensa al bene di questa tecnologia.

Conversazioni e comprensione

Il fatto che si possa simulare una conversazione non significa che sia una vera conversazione. E conversare non significa comprendere.

Se pensiamo di parlare ad una macchina come al nostro migliore amico o di conversare con nostra moglie o marito, non so quando si potrà avere un risultato quantomeno accettabile.

Molto divertente è l’aneddoto che racconta Alan sul fatto che i nostri stessi familiari hanno impiegato anni prima di capire cosa vogliamo dire. Magari ci sono persone con le idee poco chiare; che hanno un modo di chiedere le cose indiretto; che non sanno impartire ordini.

Per cui se domani l’assistenza vocale di turno non ci comprenderà, molto probabilmente non è colpa della tecnologia ma proprio del fatto che alcuni di noi sono davvero incomprensibili.

Alexa, spegni le luci!

Una cosa certa è che grazie ad un assistente vocale è possibile controllare la propria casa e la domotica in essa contenuta.

Il paradosso è che i detrattori della tecnologia, i più scettici, coloro che pensano che non avrà futuro, affermano che è troppo poco. Che se di assistenza vocale dobbiamo parlare, dovrebbero fare molto di più che spegnere o accendere una luce.

Per coloro che, invece, sostengono questa tecnologia, invece, pensano che, già questo è un buon inizio, un inizio fantastico e che apre, già con questa semplicità ad un mondo molto più complesso.

Qualcosa può andare storto

Certo si può verificare nella realtà quotidiana uno scambio verbale di questo genere.

“Alexa, spegni le luci!” “Non quelle luci!” “No, le altre luci!”

“Alexa, solo le luci nel garage!” “No, Alexa, spegnile, non acceso.”

“Accidenti a te, Alexa! “

E’ chiaro che l’assistenza vocale non sarà adatta a persone disordinate. Ad ogni luce, infatti, deve essere attribuito un nome ed, ogni qualvolta si vuole far qualcosa, è necessario ricordarsi esattamente quel nome. E lo dovranno ricordare tutti i componenti familiari.

Sarà complesso nella quotidianità di una famiglia numerosa mettersi d’accordo. Può darsi. Vedremo il livello di adattamento dell’essere umano.

Assistenza vocale e chatbot in ambito business

In molti ambiti lavorativi, una gran parte dei lavoratori, anche ad alti livelli, trascorrono il proprio tempo a prendere appunti o a stilare relazioni sul lavoro fatto.

Una gran perdita di tempo. Tempo che chatbot e assistenza vocale stanno facendo recuperare.

Ogni tanto sbagliano? Si. E’ necessario rivedere il materiale dettato.

Tutti i dati sono sempre al loro posto? Probabilmente è meglio dare un’occhiata sempre.

Accettiamo l’errore umano, non possiamo accettare l’errore delle macchine?

Magari è meglio iniziare in ambiti dove non si mettono a repentaglio le vite di persone umane.

Si tratta di una conversazione?

Quando parliamo con un assistente vocale o scriviamo ad un chatbot dobbiamo essere consapevoli di quello che stiamo facendo. Stiamo parlando con una macchina!

Se dimentichiamo questo e parliamo ad un mucchio di fili come al nostro miglior amico o a nostra moglie, stiamo sbagliando noi. Si tratta di un bug nostro e non del dispositivo che ha già tanti bug per i fatti suoi.

Senza contare che su alcuni ambiti non va bene applicare piattaforme conversazionali.

Abbiamo bisogno di progettazione

Non mi stancherò mai di dirlo. In un mondo complesso come il nostro abbiamo bisogno di progettazione. Abbiamo bisogno di poter prevedere un minimo quello che accadrà nel breve come nel lungo termine di un nostro progetto.

Pubblicità ingannevole?

Alan Cooper poi critica gli spot pubblicitari dove belle e attraenti donne al volante chiedono al proprio bot di chiamare l’altrettanto giovane e in carriera marito e fila tutto liscio.

Mentre nella sua quotidianità accade che l’assistente vocale non comprende alla prima richiesta chi chiamare.

“Mi dispiace, non capisco.”

Che magari bisogna scandire più volte lo stesso nome e che nell’incazzatura da incomprensione si perde l’uscita dall’autostrada.

Si, capita, può capitare.

Un mondo ideale in un mondo rumoroso

Ma basta guardare all’evoluzione di cosa diventerà tra qualche anno la macchina, per capire che presto non guideremo più. E che tra non molto la nostra attenzione sarà rivolta ad altro e non all’uscita da prendere.

E’ in questa prospettiva che avrà senso una assistenza vocale. Oggi, l’ho pure detto più volte, l’assistenza vocale entra in un contesto di cui non fa parte.

Uno dei limiti degli assistenti vocali è l’entrata di questa tecnolgia in contesti in cui non sempre sono i ben venuti.

A volte il mondo, nonostante gli impegni dell’uomo a silenziare tutto, resta un mondo rumoroso.

Economia dell’assistenza vocale

Cooper sostiene che l’incertezza dell’interazione vocale ci sarà sempre. Ma nello stesso tempo sottolinea che i vantaggi economici saranno notevoli, almeno per le aziende.

Dove oggi è necessario avere una persona, domani sarà possibile avere una interfaccia conversazionale.

In questa evoluzione non ci sarebbe al centro l’utente. Anzi. Ci sarebbe appunto, l’azienda e la tecnologia.

Assistenza vocale come frontiera

Per me l’assistenza vocale, così come questo blog che ne analizza da qualche anno l’evoluzione, è una frontiera.

Affrontare le frontiere non è mai stato facile. Così come non è facile essere un pioniere.

Se domani, tra un anno, dieci anni, cento anni, parleremo colloquialmente con le macchine, non lo so. So solo che alimentare questa tecnologia, potrà fare bene all’essere umano, foss’anche per riscoprirsi; e farà bene alla progettazione con tutto il web che ci sta intorno.

Conclusioni

Forse i cambiamenti climatici stroncheranno ogni qualsivoglia ottimismo. Forse una guerra ci farà ritornare all’era della pietra. Quanto scrivo è scritto sulla base dell’osservazione quotidiana.

Se l’assistenza vocale fallirà, io sarò qui ad osservare quello che avviene. E sarà comunque un successo.

Intanto, questa tecnologia, da un lato, comunque la si pensi, è fortemente voluta da aziende che stanno investendo enormi capitali. E dall’altro è altamente attrattiva nei confronti dell masse. In un precedente articolo ne spiego i (miei) perché sull’assistenza vocale nel futuro.

Con ogni probabilità, salvo nuovi sviluppi, sarà una tecnologia che ritroveremo in casa di amici e parenti. Non è dunque meglio cercare di far spostare la bilancia verso le persone?

Forse sono solo un inguaribile ottimista, ma così come l’ User eXperience si sta ancora infiltrando nei siti web (spesso anche solo come facciata e non nella concretezza) non è bene iniziare a instillare il dubbio anche nelle interfacce vocali, proprio oggi che sono all’inizio del loro percorso, e iniziare a progettare e sviluppare questa tecnologia in un modo nuovo? Piuttosto che doverla recuperare chissà quando?

Insomma, se fosse vero che con i chatbot l’usabilità avesse fatto un salto indietro di anni, nel ricominciare, non sarebbe meglio non commettere gli stessi errori fatti in passato?