In questi giorni di lockdown alcune attività commerciali hanno trovato il modo di creare un sito web da zero o hanno cominciato a studiare. Hanno fatto bene? Hanno fatto male? Dipende. Poco prima che scoppiasse l’emergenza ho scritto un articolo sul come essere digitali nel 2020.

Quello che osservavo è che, già prima di questa emergenza, nel 2019, il mercato fosse stato bruciato da professionisti, che facendo (diciamo) anche “bene” il loro lavoro, non hanno guardato al futuro del loro mercato così come non hanno fatto gli interessi dei loro clienti, a cui non hanno dato prospettive digitali.

L’emergenza, che ho raccontato nel mio osservatorio coronavirus, ha azzerato molti mercati, il turismo con tutta la sua filiera, ma anche il mercato dell’auto, ha visto una brusca frenata, e vedremo a breve le conseguenze del nuovo mondo sul mondo della moda.

La depressione economica che si sta abbattendo sul nostro Paese, ma anche nel mondo, è forse immaginabile. Anche se tutti coviamo la speranza di sbagliarci.

La verità è che comunque vada, anche nel migliore dei casi, senza un ritorno ad un secondo lockdown, solo chi ha le spalle larghe potrà ripartire facendo le cose per bene. Chi dovrà reggere alla sopravvivenza non è certo che avrà la lucidità di guardare lontano, iniziando un lavoro efficace e da prosegue nel tempo, almeno da qui al prossimo biennio o triennio.

Consapevoleza diffusa

In questi giorni la tecnologia e i nostri dispositivi sono stati centrali nel nostro quotidiano. Abbiamo sperimentato un po’ tutti l’importanza di internet e della connessione mobile.

  • Abbiamo utilizzato e navigato i siti di informazione;
  • Sappiamo, anche per grandi linee, cosa sia un e-commerce.
  • Conosciamo le difficoltà che abbiamo incontrato in certi funnel di vendita.
  • Abbiamo fatto delle osservazioni sui vari servizi.
  • Abbiamo lanciato i nostri consigli a commercianti e attività varie rimasti aperti in questi giorni.

In questo tempo di costrizione abbiamo utilizzato applicazioni varie, forse, ne useremo di nuove per convivere con il Covid.

Qualcuno sprovvisto di una pagina social si è mangiato le mani per non aver accettato le proposte ricevute in tempi non sospetti, quando non era importante, come oggi, comunicare velocemente decisioni e cambiamenti.

Altri, invece, mettendo le mani in pasta comprendono il lavoro e la fatica di un lavoro digitale. Hanno imparato l’efficacia di certi comportamenti, così come hanno sperimentato che non tutte le loro azioni sono andate a buon fine. Insomma, tutti siamo diventati un po’ più digitali e tutti sappiamo quanto tempo si dedica ad un sito, come alla creazione di contenuti di qualità.

È in questa nuova consapevolezza che si trova l’opportunità del momento. Nella conoscenza comune si può parlare onestamente e ad armi pari.

Opportunità per social media marketer

Chi resisterà nel mondo del turismo e del commercio avrà chiaro che bisogna stare sui social in modo professionale.

E dunque potrebbero nascere nuove professionalità, nuovi posti di lavoro.

Gestire i social di varie attività, farlo in maniera efficace, programmato, con etica e rispetto di valori.

La situazione attuale potrebbe generare, a detta di molti professionisti, moltissima richiesta di SMM nei prossimi mesi.

Opportunità per aziende

Chi domani vorrà usufruire di un servizio, o di un lavoro, sul digitale saprà bene cosa gli viene proposto e se ha visto bene, potrà rendersi conto che le ricette facili non esistono e che solo la serietà e professionalità rendono un lavoro efficiente.

Questa è una bella opportunità, perché avere dei clienti informati e consapevoli può far crescere il mercato,

Se dunque le aziende avranno le risorse per resistere a questo cambiamento epocale, forse intuiranno anche il valore di una presenza efficace sul web.

Avere una visione di lungo periodo

Sarebbe disastroso, però, se oggi le piccole e medie imprese si affidassero alle persone sbagliate. Sarebbe un disastro se investissero nuovamente in modo scorretto e maldestro, commettendo gli stessi errori del passato.

Ossia, facendo quello che fanno tutti, senza analizzare le strategie e le tattiche più efficaci per il loro specifico comparto.

E ancora peggiore, nel 2020, in questa fase, sarebbe, non avere una visione di lungo periodo.

Lavoro di valore

Cercate il lavoro di valore, cercate professionisti che mettono le persone al centro e che hanno una visione.

Purtroppo vedo freelance che vendono i loro servizi al ribasso. Vedo agenzie pubblicizzarsi offrendo lavori (come ecommerce) gratis.

Personalmente, a me sembrano, messaggi di disperazione. Pur di lavorare si lavora gratis.

Ovviamente questa comunicazione distrugge la professionalità di chi ha una partita IVA, di chi paga le tasse, di chi studia quotidianamente per offrire servizi all’avanguardia.

Se esistono agenzie che creano ecommerce gratis perché una azienda dovrebbero pagare? Il messaggio che l’agenzia invia è una bomba atomica che distrugge il suo mercato e dunque il lavoro di tutti i suoi colleghi.

Potrebbe guadagnare 1000 e invece guadagna 100 o addirittura 10. Quale visione imprenditoriale sarebbe questa? Qual è il valore che viene dato al proprio lavoro? E proprio in un momento in cui ci scopriamo tutti non essenziali.

Dunque, io chiederei a chi ha una piccola o media impresa che piuttosto che cercare un lavoro scadente meglio continuare (o iniziare) a gestire i propri social, in casa, senza intermediari.

Almeno la comunicazione che farà sarà coerente e vera. Meritevole di fiducia. Sicuramente più efficace.

Recuperiamo il ritardo con intelligenza

Così come scrivevo sul mio precedente post come essere digitali in provincia nel 2020.

Purtroppo le aziende meridionali virtuose sono e restano davvero poche. Le aziende, anche le più attive e promettenti, portano con se un ritardo digitale notevole. Un ritardo tecnologico visibile. La loro mentalità è ancora legata all’analogico. I loro modelli di vendita sono antiquati e le loro sofferenze lo dimostrano.

C’è da dire anche che le risorse delle aziende piccole, medie e grandi, nel tempo, sono state investite in altro. In questi ultimi anni (prima del 2020) hanno dovuto affrontare sfide notevoli. Prime fra tutte, in tempo di crisi, la sopravvivenza. E si sa, quando devi sopravvivere, non pensi a lungo termine.

Chi era già in crisi non si riprenderà facilmente da questa ulteriore sbandata, specialmente se è rimasto chiuso per due o tre mesi.

Il mio consiglio è quello di restare lucidi ed onesti con se stessi e con gli altri.

Non è il momento di fregare il prossimo per campicchiare qualche altro mese. Ma soprattutto non è il momento di prendersi in giro. Guardate avanti e analizzate quali sono le vostre prospettive con realismo e conti alla mano. Meglio perdere che straperdere.

Creare un sito web da zero

Avere un sito web costa. Sia per farlo che per gestirlo nel tempo.

Chi si propone per la creazione di un sito web senza una strategia, o si offre per una consulenza comunicativa senza una strategia a lungo termine, è chiaro che si starà vendendo anche “bene”, ma non sta facendo gli interessi dei propri clienti.

Pagare le competenze

Si possono utilizzare tutti i prodotti gratuiti, ma quello che si paga di un sito web, oggi, come di una pagina social, sono la competenza di costruire una strategia, è la cultura digitale, il tempo che si dedica alla creatività e alla gestione dei contenuti, l’efficacia della comunicazione.

La conoscenza degli strumenti è solo una piccola parte e arriva solo alla fine.

L’ Ecommerce è un secondo negozio

Dunque un’ultima avvertenza a chi si vuole lanciare sul web e volesse addirittura creare un ecommerce da zero.

Aprire un ecommerce sul web significa aprire un secondo negozio. Non si tratta solo di pagare un affitto minimo al server ed una tantum a chi sviluppa il sito.
Un ecommerce è un’attività che richiede lavoro digitale, di progettazione e sviluppo. Richiede assistenza al cliente 24 ore su 24 e un sito aggiornato quotidianamente.

Un ecommerce sottopone a degli obblighi e doveri onerosi tanto quanto quelli che richiede una attività fisica. L’ecommerce non è fuori dal mondo ed esiste anche se è virtuale.

Un ecommerce richiede un cambio di mentalità e di prospettiva rispetto all’analogico. A cui non tutti sono pronti.

Senza contare che se si parte oggi, anno 2020, il web non ha aspettato voi. Se non ci avete mai pensato prima, sappiate che ci sono già tanti imprenditori che hanno lavorato in questi anni, concorrenti che l’ecommerce lo hanno aperto da molto tempo e lo fanno già molto meglio di altri.

Un ecommerce non è per tutti. Quindi attenzione a chi propone indistintamente a tutti la stessa soluzione.

Siate consapevoli e cercate la serietà

Insomma, se volete entrare nel mondo del web e farvi notare, siate consapevoli di cosa state facendo. Abbiate chiaro in testa quali sono gli obiettivi che volete raggiungere.

E se queste cose non sono chiare, cercate professionisti seri che vi fanno vedere la strada da percorrere.

Chi vuole lanciarsi oggi sul web, come imprenditore o cliente, non ha più scuse per ignorare la questione. E ha il dovere di una conoscenza di base del digitale.

Insomma, affrontate la sfida con consapevolezza. Sempre!

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