Dall’informazione all’esperienza è il titolo dell’intervento di Federico Badaloni al WUD Rome 2015 organizzato da nois3, in cui si festeggiavano i 10 anni di usabilità in Italia e dove si è parlato principalmente di innovazione. Federico Badaloni non ha bisogno di grandi presentazioni e chi frequenta questo blog lo ha già sentito nominare diverse volte.

Da qualche giorno è stato pubblicato su youtube il video che riprendo perché Badaloni, nei suoi interventi, fa riferimento alle informazioni sonore e alle informazioni che arrivano all’orecchio.

L’innovazione modifica la realtà

Per esempio per parlare dell’innovazione nella realtà, Federico Badaloni racconta una storia. La storia parla di una bambina che ascolta per la prima volta nella sua vita la radio. Attraverso la radio, infatti, molte persone hanno cambiato il loro modo di usufruire della musica, così come oggi Spotify sta cambiando il modo di usufruire la musica, che è qualcosa di diverso rispetto a qualche anno fa. La radio e Spotify, sono delle innovazioni tecniche che hanno e stanno, concretamente, modificando la realtà.

Dall’informazione…

Le informazioni ci arrivano dall’esterno, abilitano le relazioni, e attraverso la loro funzione si trasformano in esperienza.

Badaloni prosegue

per poter entrare in relazione, le cose devono avere un contesto che esiste prima di loro, qualcosa fatto di spazio o di tempo. La cultura, per esempio, orienta le nostre scelte. Ma oggi non ha senso, oggi non siamo più in relazione grazie ad un contesto ma grazie ad una connessione.

La connessione non è dunque una cosa, un filo LAN o un filo elettrico, la connessione è qualcosa di più spirituale. Attraverso la connessione e la funzione che ha la connessione si arriva al significato.

Innovare è architettare la connessione, la connessione è il contesto, il contesto è il comportamento e il comportamento è la relazione.

Badaloni ci dice che nel creare un sistema dobbiamo pensare alla funzione che deve avere quel determinato sistema.

Un sistema è qualcosa che ha una funzione principale e ogni sua parte ha una funzione secondaria che serve a sostenere la funzione principale.

In fondo l’usabilità cos’é se non una armonia funzionale?

… all’esperienza

E per far capire meglio Badaloni utilizza un altro esempio sonoro.

L’orchestra è un sistema, la sua funzione è eseguire un brano. Il sistema orchestra è composto da strumenti che hanno funzioni secondarie. Ci sono strumenti che hanno la funzione di creare il ritmo, altri hanno la funzione di comporre la melodia, alcune parti restano in sottofondo e seguono o arricchiscono le funzioni principali.

Per i matematici una funzione è qualcosa che mette in relazione un insieme (l’orchestra) con un altro insieme (gli ascoltatori) ma anche tra un gruppo di bisogni e un gruppo di soluzioni.

E’ in questo preciso punto che si diventa creativi, il modo in cui si uniscono è creativo.

Dall’informazione all’esperienza

Il mondo vuole soluzioni ma

Per l’innovazione è necessario volgere lo sguardo ai bisogni e non alle soluzioni, perché la soluzione può essere reinventata.

Un architetto dell’informazione dunque deve avere una visione, una visione a lungo termine e deve immaginare il futuro. Per far questo il dono che Federico Badaloni fa a tutti sta sintetizzato in questa frase, con 4 fronti su cui lavorare, da tenere sempre a mente:

Quando progettiamo o quando innoviamo dobbiamo chiederci sempre: quali contenuti, per creare quali relazioni, con quali funzioni, e per quali esperienze.