Design for difference è stato il tema del WIAD 2019. E anche quest’anno si è ripetuto l’evento a Palermo, grazie alla determinazione di persone speciali come Maurizio Schifano e Luisa Di Martino e il sostegno di Architecta.

Come sempre il tema è (e deve essere) uno spunto e trovo sempre interessante ascoltare le diverse declinazioni che ciascun professionista propone.

Così, questa settimana, vi voglio raccontare il mio WIAD Palermo.

Comunità

Intanto è sempre un piacere incontrare la comunità siciliana. Bello rivedere le persone che incontri solo al WIAD, bello poter conoscere altre persone con cui confrontarti.

Maurizio Schifano e Luisa Di Martino, motori e organizzatori del WIAD Palermo, hanno raccontato di come la comunità siciliana si assottiglia di anno in anno. Molti giovani partono, i professionisti cercano fortuna altrove. In Sicilia ci sono tanti studenti e pochi professionisti.

Devo ammettere che questo fa un po’ male. Almeno fa male a me che, per certi versi, ho dovuto e deciso di rientrare. Ad ogni modo, chi lavora sul web c’è, molti professionisti offrono servizi e innovazione. Quale approccio usano? A quale filone innovativo si rivolgono? Non hanno bisogno di una comunità? Quali altre comunità esistono? Non hanno bisogno di incontrarsi nel territorio? Sarebbe interessante saperlo. E poi riuscire a coinvolgerli.

Comunità di pratica

Le idee per una comunità di pratica sono tante. Bianca Bronzino, attuale presidentessa di Architecta, ha scelto Palermo per parlare ai siciliani. Ha presentato le nuove idee.

Una bella e significativa presenza la sua a Palermo. Le idee e i progetti in cantiere per Architecta sono tanti. E farà piacere far parte di una comunità di pratica che accolga e che ci faccia sentire meno soli professionalmente.

C’è tanto da fare. Ma nello stesso tempo c’è tanto entusiasmo per raggiungere nuove frontiere. Bianca ci ha fatto ben sperare.

Design for difference secondo PUSH

Domenico Schillaci, fondatore del Laboratorio di Design PUSH, ha voluto immaginare il nostro futuro tra 12 anni. Quale sarà il tema del WIAD 2031? Considerato che è già un miracolo ritrovarsi alla quinta edizione del WIAD Palermo, penso che il messaggio che abbia voluto dare Domenico è che il futuro è nelle nostre mani.

Secondo molti, abbiamo appunto 12 anni di tempo per poter porre rimedio ai nostri errori ambientali. Ed eventualmente correggere le storture di una intelligenza artificiale sempre più intelligente.

Quale futuro ci aspetta? Se oggi parliamo di design for difference, nel futuro parleremo di design for indifference? Le macchine penseranno per noi e noi saremo indifferenti a tutto e a tutti?

SOS Scuola open sourse

Alessandro Tartaglia, della scuola open source, ha raccontato di un mondo e di piattaforme aperte e libere.

La Scuola Open Source è un luogo dedicato all’innovazione, sociale e tecnologica, dove svolgere attività didattiche, culturali e di ricerca:
☛ un hackerspace, dove persone con interessi comuni nei campi dell’artigianato, tecnologia, scienza, arti visuali e poetiche, editoria, robotica, domotica, biologia ed elettronica e non solo, possano incontrarsi, socializzare e/o collaborare;
☛ un centro di promozione del riuso in cui si svolge un servizio di raccolta per oggetti con tecnologia obsoleta al fine di promuoverne un riuso intelligente;
☛ un FabLab: una piccola officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitale, dotato di una serie di strumenti di prototipazione (stampa 3d, taglio laser, etc.).
♥ Questo genera nuove opportunità.

E’ stato un piacere poter conoscere Alessandro.

Il suo approccio di attivista del web mi è molto piaciuto. E spero di poterlo applicare in buona parte anche su questo blog. Più avanti cercherò di intervistarlo e conoscere meglio il suo pensiero.

Salvezza

Marco Rizzo, ha presentato il suo ultimo libro Salvezza. Il racconto di tre settimane trascorse a bordo della nave Aquarius. Marco Rizzo racconta le sue storie attraverso il fumetto.

Marco ha raccontato l’evoluzione del graphic jornalism che oggi è anche fumetto, data journalism, un modo per raccontare vicende, situazioni dove non ci sono testimoni, ma parlano i fatti.

Il suo racconto anche delle evoluzioni del fumetto sul web, è stato molto interessante. Penso, però, che Marco Rizzo sia un architetto dell’informazione inconsapevole.

Il fumetto, infatti, è una delle frontiere di sperimentazione più aperte all’organizzazione dello spazio sul web. Sono certo che a breve avrà modo di sviluppare al meglio la disciplina e sono certo di un ritorno come architetto dell’informazione di Marco.

Architettura dell’informazione

Ospite speciale, perché grande professionista e persona speciale in se, Luca Rosati. Luca ha presentato una vera e propria lezione di Architettura dell’informazione. Credo che sia la forza di Luca, quella di restare legato all’architettura dell’informazione.

Pensare alle informazioni come a dei mattoncini lego è un buon modo di ragionare. Così come utilizzare la musica come metafora.

Luca ha poi aperto la propria cassetta degli attrezzi mostrando nelle slide il suo metodo di lavoro. Prezioso come sempre.

Chatbot_ti_amo

Sinceramente quest’anno volevo solo ascoltare. E godermi il WIAD da spettatore. E invece, sotto richiesta degli organizzatori, ho tenuto un workshop sulla progettazione di chatbot.

In così poco tempo non si può fare molto. Ma anche in breve tempo i quattro gruppi che hanno partecipato sono riusciti ad estrapolare concetti della progettazione molto profondi.

Quello che è venuto fuori e che interessava che venisse fuori non è stato tanto il limite dei chatbot, che come ho spesso ripetuto hanno ancora bisogno di essere aiutati, ma il limite di chi crea chatbot senza una vera progettazione.

Abbiamo bisogno di progettazione

Tutto si può fare senza progettazione. Ma senza una progettazione dove si arriva? Quanto tempo e denaro è possibile risparmiare grazie ad una buona progettazione?

Non ci possono essere buoni prodotti senza progettazione.

La mia declinazione del tema è stata quella di progettare per migliorare. Dove i chatbot, con tutti i limiti che possono avere, devo essere supportati da una buona progettazione.

Spero di poter replicare altrove questo workshop perché è stato molto bello e a detta di alcuni partecipanti anche molto divertente.

Scalo 5B

Ed in fine è doveroso ringraziare il luogo che ci ha ospitato.

Lo Scalo 5B di Palermo. Uno spazio enorme all’interno della ex Fiera del Mediterraneo. Uno spazio che è da supportare, insieme a tutte le attività innovative che stanno nascendo nel meridione e in Sicilia, in particolare.

Devo ammettere che entrare nell’ex fiera dove andavo da bambino che è stato abbandonato nel tempo è stato un po’ triste. Quando la Fiera era in attività ho visto cose che ai miei occhi erano bellissime.

A rincuorarmi tante attività che stanno nascendo al suo interno con lo scopo di portare il luogo a nuova vita. Non vedo l’ora di ritornare insieme a tante persone in questo luogo.

Lisca Bianca

Come racconta Eleonora Orfanò

Dall’associazione Lisca Bianca, organizzazione nata per favorire l’inclusione sociale e lavorativa di giovani svantaggiati, il patrocinio del Comune di Palermo e il supporto di Fondazione CON IL SUD nasce Scalo 5B, la prima officina sociale condivisa in Sicilia.

Il progetto mira a favorire lo scambio continuo di competenze, saperi e conoscenze tra giovani e professionisti, coniugando antichi saperi artigiani e nuove tecnologie.

Sito nel quartiere Monte Pellegrino di Palermo, reso agibile grazie al lavoro dei tecnici altamente specializzati di Sika Italia, viene pensato come una sorta di “banca del tempo dell’artigianato”.

All’interno di un hangar di circa 1000 metri quadri, makers, designers, artigiani e tecnici specializzati possono incontrarsi, mettendo a disposizione di studenti e semplici appassionati le proprie conoscenze ed usufruendo, in cambio, dello spazio di coworking, di macchinari tradizionali e di ultima generazione.

Grazie

Un grazie dunque a Scalo 5B, a Luisa, a Maurizio e Pia, e a tutte le persone che hanno supportato questo evento vitale per tutti noi user experience design di Sicilia.

Tra le tante cose che mancano, ci sono certamente i momenti di incontro e di condivisione. Per cui non si può che restare grati verso coloro che permettono tutto questo.

Grazie!

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