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10 motivi per far parte di una Web Radio Universitaria

Una web radio universitaria è una vera e propria radio, nata all’interno del contesto universitario e gestita, almeno nella realizzazione e conduzione dei programmi, dagli studenti.

Per quello che ho vissuto io personalmente e per come l’ho sempre pensata, una web radio universitaria è uno spazio, un luogo, un ritrovo, una passione, una dimensione.

Ho preso spunto dall’articolo di Emma Westlund 7 buone ragioni per far parte di una radio.

Emma Westlund elenca i punti di vista degli studenti, giustamente. Io che ho diretto per quasi 9 anni una web radio universitaria, pur condividendo con gli studenti lo spirito e il punto di vista, aggiungo qualche sfumatura.

Far parte di una radio è un sogno, un sogno per chi ama la radio e per chi la ascolta. Il sogno è alla base di ciascun speaker. Chiunque oggi fa radio a livello nazionale o internazionale è partito da una piccola radio. Da una radio personale, fatta in casa, magari, o anche una radio locale, la radio del proprio paese o quartiere.

Far parte di una radio, diventare un dj o un autore di una radio è un sogno che cresce nel tempo. Si tratta di un sogno che non tutti realizzano. Ma è un percorso che vale la pena percorrere. Comunque vada a finire.

Provare, all’università, non costa nulla. Ed è una buona opportunità.

Far parte della web radio è una opportunità 

Iniziare a collaborare all’interno di una struttura fa capire com’è il mondo del lavoro. Di solito si tratta di un entità strutturata dove ciascuno ha il suo ruolo. Intanto si decide il proprio ruolo, ma poi si inizia a fare esperienze relazionali professionali. Si imparare, tra le altre cose, quelle che sono dette le soft skills, le competenze trasversali che mettono in luce le qualità personali e le capacità di entrare in relazione con gli altri.

Fa Curriculum

In una web radio universitaria si impara una professione. Non si impara solo a parlare al microfono. La voce, che conta in radio, spesso è solo la punta di un iceberg. Si possono imparare tutte le professioni che stanno dietro ai microfoni. Collaborare alla propria web radio universitaria fa curriculum.

Poter scrivere di aver fatto parte di una radio, aver ricoperto un ruolo organico o di responsabilità è qualcosa che non tutti i laureati possono vantare.

Durante i primi colloqui la radio sarà certamente al centro della discussione per le vostre prime selezioni.

È divertente

Entrare in una web radio universitaria è un modo per staccare dagli studi, allentare la tensione e lo stress degli esami. La radio è un luogo divertente, dove si incontrano altri ragazzi e ragazze, studenti e studentesse di altri corsi di laurea e dove si conoscono persone nuove e interessanti.

Si fa amicizia, certamente. Ma è un modo per allargare i vostri orizzonti. Insomma, si può imparare divertendosi.

Avere un programma radiofonico

Creare un programma è impegnativo.

È necessario studiare per davvero. Rendere fruibile e radiofonicamente ascoltabile un contenuto, non è facile. Non si studia per l’esame ma per far capire agli altri. Si cerca il modo per comunicare e informare chi ci ascolta un messaggio o una informazione tutta nostra.

Più cose si conoscono, più si padroneggiano gli argomenti, più piacevole sarà l’ascolto. Il giudizio verso noi stessi è spesso molto più severo dei professori.

Avere un programma significa prendersi la responsabilità di quello che si dice.

Un laboratorio per imparare

La web radio universitaria è un laboratorio.

Nessuno chiederà di essere già un professionista. Da una web radio tutto comincia. Un format, una voce, un programma, un dj. Da qui nascono i professionisti del futuro. In una radio universitaria si impara. Più si ha voglia e passione, più si scoprono cose nuove. Anche se non si diventerà una/un professionista, parlare in radio arricchisce.

Con il tempo si diventa più bravi a parlare e ad avere un eloquio più sciolto. E una volta imparate le basi, se non si è troppo istituzionalizzati, si può persino sperimentare.

Bando alla timidezza

In una web radio non si può essere timidi.

In una web radio oltre a parlare alla radio, non si è obbligati, si avranno tantissime relazioni.

In una radio, per far funzionare una radio, sono presenti tante professioni che stanno in silenzio e non stanno davanti al microfono. Se si è timidi, se non si è abituati a parlare in pubblico, si può cominciare da questi ruoli, forse più nascosti ma sicuramente più essenziali. La web radio universitaria può spezzare la timidezza e far scoprire nuovi talenti.

Ho visto ragazzi e ragazze molto timidi, con un filo di voce, sbocciare e diventare adulti davanti ad un microfono.

Quale migliore occasione?

Gestione del tempo

In una web radio si impara a gestire il tempo.

Il tempo degli studi fondamentalmente. Perché prima di tutto siete studenti.

La radio è una scelta che deve essere fatta consapevolmente e non si deve aggiungere ad altre mille cose. Non può diventare la scusa per non laurearsi.

La radio richiede tempo, non solo per la creazione del format. Ci vuole tempo per creare il programma e ci vuole tempo per pensare alla puntata, per organizzarla e poi gestirla.

La sala di trasmissione o di registrazione, poi, non sarà sempre disponibile. La condivisione di uno spazio richiede il rispetto per il luogo e per il lavoro degli altri.

Poi ci sarà il tempo del programma in se, la sua durata, anche questa da decidere. Sarà il tempo di dire l’essenziale in un dato tempo e che sia tutto quello che si vuol dire in quel tempo.

Puntualità e Spirito di Servizio

Puntualità e spirito di servizio sono al centro di una “buona” web radio.

Dal momento che si avrà il proprio programma radiofonico, si richiederà puntualità nella messa in onda. Il rispetto dei tempi, della puntata, lo richiede la radio e il programma, come dicevamo.

Ma prima della radio lo richiedono gli ascoltatori. A questi, sia che siano degli amici o dei perfetti sconosciuti, si offre un servizio. Se il servizio sarà puntuale e di qualità gli ascoltatori ritorneranno. Altrimenti, ogni sforzo sarà fine a se stesso e non si vedranno i risultati.

Ricerca musicale

In Italia non si fa una grande ricerca musicale.

In radio, generalmente, si ascoltano le musiche e i cantanti più ascoltati. Il che significa che più le radio trasmettono la stessa canzone, più quella canzone diventa la più ascoltata.

In una web radio universitaria e nel proprio programma, al di fuori di certi circuiti, si possono evitare questi meccanismi.

Anche se si usa un format di radio parlata, ci dovrà essere comunque una scelta musicale minima, di sottofondo o di contorno. Si condivide la musica e gli autori che più si amano.

Nelle web radio si fa ricerca musicale, non perché ci siano competenze professionali, ma perché c’è la curiosità del conduttore o degli autori che su questo campo supera le competenze più comuni. E poi ci sono anche ragazzi che musicalmente sono più avanti dei professionisti.

Creare archi di relazione

Durante la prima puntata il numero di ascoltatori oscilla tra lo zero e il maggior numero di persone, di solito amici e parenti, che hai convinto/costretto ad ascoltarti.

Raggiungere gli altri significa imparare a crescere, a curare un programma, rendersi conto di tutte le difficoltà che si devono affrontare per far crescere qualcosa. Il successo di un programma è qualcosa che arriva dopo del tempo, dopo aver offerto qualcosa di interessante.

Una radio ben affermata aiuta, ma a ciascun programma è affidata la propria responsabilità.

Web radio universitaria

Una lista di buoni motivi deve sempre avere un bonus, qualcosa che accomuna un po’ tutti e che è il filo conduttore che lega tutti i punti precedenti. Ed eccomi qui con il mio bonus.

Spesso in radio ci si avvicina da soli.

La passione per la radio è qualcosa che accomuna la stragrande maggioranza dei giovani. Ma voler fare radio non è un desiderio comune, come si può pensare. Non tutti hanno il desiderio o la voglia di condividere qualcosa con il maggior numero di persone possibile.

Molti pensano che quello che pensiamo non interessi a nessuno. Questo pensiero, insieme al pensiero che sia solo una perdita di tempo può tenere lontano un ragazzo o una ragazza dalla radio.

Il mio consiglio spensierato è di lanciarvi, andate, fatevi avanti. Sarete sempre e comunque ben accolti.

Farete sicuramente esperienza.

A volte, facendo radio si cucca. Non è vero, o forse si?

Si può entrare da soli e uscirne in coppia. Non è una certezza ma una buona possibilità. A vent’anni non è male!

Viva la Radio, viva la Web Radio Universitaria!

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