Il featured snippet google è quello che viene comunemente chiamato dai non addetti ai lavori posizione zero di google.

Se ci avete fatto caso, infatti, ogni tanto, per alcune parole che cercate su google, trovate un box di approfondimento che vi permette di leggere il contenuto senza entrare nel sito. In questo modo avete una risposta immediata restando nell’ecosistema google.

Se, infatti, Google mantiene la sua homepage ben definita come motore di ricerca, il sito diventa più complesso e a favore di azienda dopo che è stata affettuata una domanda o una richiesta.  la home è solo l’inizio. E infatti è minimal, essenziale, funzionale.

Qui Google, ultimamente sta facendo dei test che cambieranno il nostro modo di cercare quello che vogliamo sapere.

Featured snippet google e Meta description

Google si sta adoperando per cambiare radicalmente l’esperienza delle meta description. I più attenti, infatti, avranno notato due cose. La prima più evidente è che lo snippet, la frase che riassume cosa trovi dentro l’articolo (o post), è sempre più lunga del solito.

La seconda, secondo me meno evidente a chi non è del settore, che questo snippet non riguarda più solo la meta description, ma mette in evidenza anche parti dei contenuti dell’articolo.

Cioè Google diventa sempre più pervasivo nella ricerca. E non si accontenta più di quello che dice l’autore stesso dell’articolo, ma cerca all’interno dell’articolo una risposta che lui stesso ritiene più pertinente.

Il parere degli esperti

Per molti esperti del settore allargare il meta box è un tentativo di Google per tenere le persone al suo interno. E quindi navigare il motore di ricerca come fosse un vero e proprio sito. Insomma, è un invito a leggere la risposta che cerchi senza dover uscire da Google ed entrare nel sito di altri. Che a questo punto sarebbero come dei dipendenti del motore di ricerca.

Esperimento che Google a già adottato in alcuni grandi eventi come ad esempio le elezioni americane. Google in quel caso dava in prima pagina, scalzando le maggiori testate giornalistiche che seguivano l’evento, i risultati in tempo reale.

Insomma, chi produce contenuti di mestiere si è ritrovato a competere con il padrone di casa. E quindi ha perso. Competizione che si ripeterà sempre più spesso.

Il mio punto di vista

Io non sono un esperto di SEO, ma da quasi tre anni, lavorando al blog ho fatto i conti con questa disciplina. Ho studiato, imparato le basi e metto in pratica alcune delle tecniche che mi permettono di salire in SERP.

Anch’io ho avuto un articolo nella posizione zero. La pagina era quella relativa alle migliori cuffie per ascoltare musica.

E la parola da cercare era “migliori cuffie al mondo“. (al momento in cui scrivo il mio articolo si trova in quinta posizione).

Devo ammettere che la scoperta casuale di quella posizione mi ha molto imbarazzato. Perché? Perché mettendomi nei panni del lettore, all’interno di quell’articolo non si trovava davvero la cuffia migliore al mondo.

Featured snippet google. Cosa ho fatto

In realtà si trattava di una serie di consigli di cuffie di media qualità. Così, ho approfondito l’articolo, l’ho migliorato in alcune parti ed ho aggiunto la migliore cuffia al mondo, che costa duemila euro.

Qual è stato il risultato? Google mi ha scacciato da quella posizione e ha posto nella posizione zero un altro sito che propone cuffie dai cento ai trecento euro. Che saranno ottime cuffie, ma non certo le migliori al mondo. Sarei potuto restare ancora un po’ in quella posizione, forse Google me lo avrebbe permesso. Ma eticamente non l’ho ritenuto corretto.

I test di Google

Questo per dire che nella posizione zero non sempre c’è davvero il meglio. Così come non sempre il risultato migliore e più autorevole si trova in prima pagina. Se si da una occhiata in seconda pagina i risultati sono ancora attinenti a quello che si cerca.

Per esempio la mia pagina sull’architettura dell’informazione è in undicesima posizione. Meriterebbe di più? Forse. Dato che altri motori di ricerca pongono il sito in prima pagina.

Google conosce i nostri comportamenti e i suoi limiti. E sa di non essere perfetto. E quindi cerca di migliorarsi cambiando l’algoritmo continuamente. Cerca persino l’aiuto di chi usa il motore di ricerca chiedendo un feedback. E non tralasciando nulla di quello che noi facciamo abitualmente.

Perché Google vuole dare una risposta alla posizione zero?

Gli esperti dicono che è interesse di Google dare la risposta migliore. E questo è verissimo. Se google smettesse di dare risposte adeguate o pertinenti gli utenti smetterebbero di usarlo e userebbero maggiormente Facebook. Che ormai ha anche lui il suo motore di ricerca interno. Ma che ancora non è del tutto efficiente. Oppure andrebbe a cercare altri motori di ricerca come Bing o altri.

Quindi dal mio punto di vista, tenuti per buoni i pareri di chi è più esperto di me, c’è un elemento in più. La mia risposta è che Google, presto si troverà a dare una sola risposta ai suoi utenti. E questa risposta deve essere univoca e corretta, con un margine di errore ridottissimo.

A mio parere Google sta preparando il terreno al suo smart speaker Google Home.

Google Home

Su questo blog ne ho scritto in lungo e in largo. Gli smart speaker danno una sola risposta alle domande che gli vengono poste. Non avendo uno schermo a cui appoggiarsi non daranno mai una serie di risposte da cui le persone potranno scegliere. Cosa che avviene da desktop. L’assistente vocale cercherà sempre di dare una risposta. Una e una sola. E questa risposta deve essere corretta.

A domanda precisa, quando è google a gestire le risposte, Google Home vuole rispondere esattamente.

Una questione etica

Ma questa risposta sarà sempre esatta? E tutte le altre risposte che fine faranno? E se alcuni contenuti non saranno graditi? La risposta vera quale sarà?

In teoria sarà la risposta più pertinente. E ci dobbiamo credere. Il tema delle fake news oggi “limitato” al mondo del giornalismo potrebbe diventare sempre più complesso. Google e Facebook, che non hanno ancora ben chiaro il loro ruolo di editori, saranno in grado di dare una risposta?

Quando l’aria diventerà irrespirabile, che cosa avranno da dire? Ho parlato di fake news proprio in termini di inquinamento, proprio come sono intese dall’architettura dell’informazione le fake news .

Assistenti vocali e smart speaker pongono ancora una questione Etica alla lettura di questa realtà. Le relazioni tra esseri umani, poteri pubblici e privati, ci pressano per interrogarci sulle strade che vogliamo percorrere in futuro.

Spesso, a me pare, ci si dimentica che le Big Company per quanto utili ci sono nella vita, tanto restano compagnie private con interessi privati.

Qui apriamo un capitolo enorme. Che non basterebbe un convegno a snocciolare. E che, sicuramente,  riuscirei da solo ad esplicare. Quello che mi preme dire qui è che bisogna essere consapevoli di quel che accade. E Consapevoli dei prodotti che utilizziamo.

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