Al CES 2019, ma fondamentalmente in questo inizio d’anno, Google ha immesso alcune cose interessanti e innovative nel suo ecosistema, che vale la pena osservare.

Era un po’ che non mi occupavo di Google e di Google Home. Troppo preso da Amazon Echo e da Alexa, essendo il sistema che ormai vivo quotidianamente. Nel frattempo Google, ma in questo caso è meglio dire Alphabet, l’azienda nel suo complesso, in modo molto più pachidermico sta rispondendo colpo sul colpo alla sfida dell’assistenza vocale.

Sono passi lenti ma che ritengo importanti e, forse, persino rivoluzionari.

La posizione zero

A mio parere, anche se non ho conferme ufficiali o pareri da altri miei colleghi, Google, è già da tempo che, allunga il passo verso un uso privilegiato del suo assistente vocale.

Si tratta di una azienda globale e certi cambiamentinon possono essere repentini. Noi possiamo percepire micro cambiamenti, che vanno verso una certa direzione. Difficile poi capire quanto corretti siano questi passi.

Avete presente la posizione zero, per esempio? Quel piccolo riquadro in alto alla SERP, a cura di Google? Lo abbiamo visto tutti durante le elezioni presidenziali americane, o durante i mondiali di calcio, lo vediamo in alcune risposte secche.

A mio parere, la posizione zero, non è altro che la risposta immediata che da e darà Google Home. Una risposta secca, edita da Google, o che prende a piene da mani da articoli che soddisfano la sua convenienza.

Google App

Ma possiamo anche vedere una serie di notizie prese dal web e che ci rimandano a nostri argomenti di interesse.

Cosa sono questi elenchi se non risposte alle nostre domande?

Notizie di Google dal CES 2019

Uno degli appuntamenti tanto attesi per vedere le novità dell’anno è sicuramente il CES, evento dove le maggiori aziende mondiali di tecnologia presentato le loro novità più avanzate.

Io non ci sono stato. E questo mi dispiace moltissimo. Anche se l’internet avvicina gli spazi, le sensazioni a pelle mi mancano. Ho potuto solo leggere qualche commento da parte di chi ci è stato e qualche comunicato stampa che mi è stato inviato come i prodotti Sony 2019 presentati al CES.

Chi era presente ha potuto vedere ed ascoltare, con le proprie orecchie, le varie declinazioni degli assistenti vocali sull’internet delle cose.

Mi sembra molto interessante il parere di Giorgio Taverniti.

Taverniti pensa (come me) che i piccoli passi fatti da Google siano rivoluzionari.

Tre update da tenere d’occhio

  • Integrazione dei booking attraverso google maps e di conseguenza la possibilità per le persone di prenotare tramite Google Assistant.
  • La possibilità di tradurre da 27 lingue. Update per incrementare lo strumento Google Home.
  • Il rilascio di Google Assistant su hardware non proprietari (non di Google). Lo specchio, auto, televisioni, internet delle cose. Così come Android.

Questi tre elementi possono apparire poco rilevanti. In realtà segnano alcuni cambiamenti che, se ben accolti, possono dare inizio a cambi di paradigma.

Andiamo con ordine.

Prenotazioni su Google Maps

La possibilità di prenotare attraverso Google maps significa saltare tutta la fila di agenzie e OTT; per intenderci Booking e compagnia varia. Google, inizia a tentare di scavalcare altri pachidermi e arriva a diretto contatto con le piccole aziende.

Se la prenotazione in loco diventerà una cosa facile da fare, le prenotazioni di un albergo mesi prima, non sarà più la norma. La norma potrebbe diventare il viaggio avventuroso senza prenotazione da casa.

All’interno di Google potrebbero nascere E-commerce, negozi, vetrine, di facile costruzione per le aziende. E la spesa di noi consumatori potrebbe essere suggerita in base alla nostra posizione in città.

Google Home per le strutture alberghiere

Google Home e Google translate sono e saranno una accoppiata vincente. Lo dice anche Taverniti nel suo video. Pensate alla possibilità per gli hotel di poter posizionare sul bancone della reception uno Smart Speaker Google Home e poter accogliere chiunque, da qualunque nazionalità provenga, e avere una traduzione simultanea in 27 lingue diverse.

Anche se all’inizio non sarà perfetta, soldi alla mano, l’importante sarà capirsi. E con poche parole sarà facile affittare, prenotare o disdire una camera. Così come richiedere più servizi all’albergatore, senza problemi di lingua.

Google e l’internet delle cose

E, infine, il rilascio di Google Assistant su hardware non proprietari. Questo significa che si avrà la possibilità per qualunque azienda di creare oggetti tecnologici e poter installare l’assistente vocale al suo interno.

Ovviamente, l’interesse di Google sono i dati e il rilascio non è gratuito in senso assoluto. Ossia, anche se gratuitamente Google Assistant potrà entrare in ogni oggetti, ogni oggetto, restituirà a Alphabet un’ immensità di dati.

Si tratta dello stesso problema o opportunità di cui avevo parlato rispetto a Carplay e Google android auto, ossia rispetto all’auto a guida autonoma. Cioè, come già scrivevo due anni fa, l’integrazione tra assistenze vocali e auto non sarebbero state possibili fin tanto che non si risolveva il problema dello scambio di dati tra le parti.

Riprogettazione di Google Translate

E infatti, guarda caso, subito dopo il lancio di Google Home e di subito dopo il rilascio di Google Assistant, ecco che anche Google Translate è stato ri progettato.

Pendar Yousefi, UX manager presso Google Translate , racconta alcuni passi fatti durante la riprogettazione riguardo all’User eXperience di Google Translate.

Lui parla del lancio, della ricerca, del nuovo layout e della nuova interfaccia. Non fa cenno all’integrazione con Google Home. Ma come è possibile che non ci sia un nesso?

Personalmente, forse anche per deformazione professionale, vedo che il nesso esiste ed è a lungo termine.

3 elementi di UX

Elenco gli elementi UX, visto che mi si rimprovera di non dare attenzione ai miei lettori architetti dell’informazione.

Nuovo sito web reattivo di Google Translate

  • I tuoi utenti sono la tua sfera di cristallo

Si è tentati di ossessionare per avere il design perfetto prima di mostrarlo agli utenti reali. Ma è meglio concentrarsi sulla progettazione di un piano di sperimentazione a fasi che consente di raccogliere e rispondere al feedback degli utenti su larga scala. Aiutalo a capirlo.

  • Sollecitare la preferenza negli studi di usabilità può essere una trappola
  • Lascia che il test A / B sia il tuo arbitro

I progetti di ri-progettazione possono essere difficili.
Non sapere come reagiranno le persone può essere spaventoso. Quello che ho imparato attraverso la ri-progettazione di Google Translate nel mondo del processo di progettazione.

Progettando una strategia di implementazione pianificata con cura che consenta agli utenti di inviare feedback, è possibile ottenere dati preziosi su vasta scala da quelli che contano di più, aiutandoti a prendere decisioni di progettazione migliori.

Conclusioni

Insomma, io credo che sia palese agli occhi di tutti la forte spinta che Google sta imponendo all’uso degli assistenti vocali.

La capacità di sviluppo dell’intelligenza artificiale da parte di Google è altissima. La potenza di calcolo e la quantità di dati in suo possesso è inimmaginabile.

Si tratta di un’ ulteriore conferma che gli smart speaker, così come questa tecnologia, non è di passaggio. E chi è ancora scettico se ne dovrà fare una ragione.

Ne sentiremo ancora delle belle! E se avete domande o osservazioni mi farebbe piacere leggere e ascoltare i vostri commenti.

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