La relazione tra smart speaker e radio è naturale come la relazione tra smart speaker e musica. Qualunque sia l’opinione che si ha degli smart speaker e degli assistenti vocali, è certo che, questi dispositivi e questa tecnologia stanno ponendo delle domande importanti sul futuro e sui nuovi modi di comunicare.

E qualunque sia l’opinione dei giornali e delle TV l’uso degli Smart Speaker sta crescendo. Le ragioni sono varie e ne ho parlato spiegando il perché gli smart speaker e l’ assistenza vocale saranno sempre più diffusi, già un po’ di tempo fa. A confermarlo è anche il Nieman Report in un articolo di Gabe Bullard.

Smartspeaker e radio

Il lungo articolo di Bullard è molto interessante per chi si occupa di radio e voglia immaginare il futuro delle notizie in Radio.

Bullard racconta che durante la notte elettorale di metà mandato la NPR, la radio pubblica nazionale americana, ha svolto un doppio lavoro. Da un lato ha effettuato i suoi servizi di diretta radio e dall’altro lato, una piccola redazione, ha fornito aggiornamenti per Alexa che rispondeva alle richieste sulle ultime notizie.

Bullard sostiene che questo nuova prospettiva di lavoro potrebbe cambiare gli scenari della radio e potrebbe essere qualcosa di davvero rivoluzionario.

E’ possibile immaginare una nuova radio?

L’obiettivo di lavorare alle risposte di Alexa era di testare due ipotesi.

  • Gli ascoltatori avrebbero trovato questa servizio utile?
  • NPR sarebbe stata capace di dare questo nuovo servizio?

La risposta a quest’ultima domanda è stata sicuramente positiva. La redazione, pur seguendo un metodo di lavoro diverso rispetto alla tradizionale redazione, è riuscita a rendere disponibili aggiornamenti alle risposte, due volte ogni ora.

Le news su smart speaker sono utili?

Difficile rispondere alla prima domanda. Ossia se gli ascoltatori hanno trovato o trovano utile questo servizio.

Si dovrebbe conoscere il numero di persone che hanno fatto domande sulle notizie e poi andare a verificare il grado di soddisfazione di ciascuno. Cosa che ancora non è facile capire.

Ma la NPR non cercava certo il successo. Né, a quanto pare, ci si aspettavano grandi numeri. Da un lato, il loro obiettivo era quello di verificare la sostenibilità dell’operazione. E poi sperimentare.

I numeri erano relativi. Il servizio non è stato pubblicizzato, e come la radio all’inizio delle sue trasmissione del 1920 non ebbe successo, nessuno si aspettava e si aspetta che il mondo accolga con clamore servizi di questo genere.

Certo è che la redazione è pronta alle elezioni del 2020 quando si prevede che gli smart speaker saranno sempre più presenti nelle case delle famiglie americane.

La realtà aumentata arriva in audio

Quello che sottolinea più volte Bullard è la trasformazione delle notizie in conversazioni. E la possibilità degli ascoltatori di poter creare flussi di ascolto diversi a seconda delle scelte che fanno.

In effetti, sebbene l’assistenza vocale sia presente da anni sugli smartphone, la presenza di un oggetto che lo “impersona” o lo “oggettifica” ha cambiato la prospettiva di relazione. Nascono nuove abitudini e le persone ripensano il modo in cui interagiscono con i loro dispositivi.

Tra le nuove abitudini c’è e ci sarà l’ascolto dei notiziari.

“Se [la voce] fa diventare l’interfaccia sempre più dominante, allora probabilmente avrà effetti molto profondi sul modo in cui le informazioni e i contenuti vengono consumati”, dice Mukul Devichand, direttore esecutivo del settore per la BBC.

L’Istituto Reuters per lo Studio del giornalismo ha rilevato che solo il 18 per cento dei proprietari americani degli smart speaker chiede

“Quali sono le notizie di oggi?” O frasi simili.

Notiziari radiofonici

I notiziari radiofonici vengono trasmessi in orari specifici. E per chi ascolta le notizie online è comunque messo in risalto la parte testuale e visiva delle notizie.

I risvolti dunque del cosiddetto “vocal first” sono tutti da verificare.

Per esempio, su notizie che si aggiornano nell’arco di una giornata, l’assistenza vocale dovrà dare l’ultimo aggiornamento? O dovrà comunque dare un sunto dell’intera giornata?

Al momento, dagli smart speaker è possibile ascoltare l’ultima edizione di un intero radiogiornale. Cosa che è ormai molto diffusa.

La direttrice digitale di KCUR, Briana O’Higgins, dice che questi sono per lo più nuovi ascoltatori del flusso, non persone che passano dallo streaming sul telefono allo streaming sul proprio altoparlante. (I dati non sono ancora disponibili per indicare se gli altoparlanti intelligenti stanno sostituendo l’ascolto della radio analogica.) O’Higgins attribuisce i numeri a una campagna on-line che incoraggia gli ascoltatori della trasmissione KCUR a chiedere ai loro assistenti intelligenti di giocare con la stazione.

Sperimentazione

La cosa interessante resta, al momento, la sperimentazione che ha riguardato, non tanto l’ascolto del notiziario da parte delle persone ma rendere le notizie distintive rispetto al tradizionale notiziario.

C’è una bella differenza, infatti, tra il dare una notizia in diretta e trasmettere la sua relazione.

L’aspirazione di chi sta lavorando a queste sperimentazione è duplice. Da un lato è quella di dare una risposta su un argomento; ma si vorrebbe che questa risposta sia pure molto simile ad una conversazione tra esseri umani. Come se a rispondere fosse il giornalista stesso e non una macchina che riproduce qualcosa di registrato per milioni di persone che lo ascoltano in un determinato momento.

News on Google Assistant

Sulla questione non poteva mancare la sperimentazione Google. Google sta sviluppando e testando un nuovo servizio chiamato News per Google Assistant, che sfrutta i propri algoritmi e servizi già presenti.

Al momento si tratta della raccolta di notiziari. Ossia un prodotto costruito per rispondere a richieste generiche. Come

“Quali sono le notizie di oggi?” o “Riproduci NPR One”.

Il futuro vorrebbe essere altro. Ossia che ad una domanda si risponda con una storia. E questa storia potrebbe avere infinite varianti. E sempre più specifiche.

I dati di chi ascolta

Gli scenari che si aprono sono tanti. Per i giornalisti e i produttori di contenuti sarà necessario imparare a dare le notizie in modo diverso. Ma anche dal punto di vista dell’analisi si dovrà fare un bel salto di qualità, perché bisognerà che i giornalisti osservino più spesso dati e metriche di ricerca.

Dati che sarebbero diversi rispetto ai dati che ci regalano i siti web con i contenuti testuali. Perché non è detto che una persona sia disposta ad ascoltare le stesse cose che è disposto a leggere.

Alcune redazioni radiofoniche hanno sviluppato serie radio molto popolari basate proprio sulla risposta a domande inviate dagli ascoltatori.

Avere le metriche audio potrebbe migliorare ulteriormente questi contenuti. E nello stesso tempo potrebbe rendere l’analisi ancor più complicata.

Bisognerà usare i dati con cura, ed usarli non solo per inseguire il pubblico, ma anche per attrarlo verso argomenti di interesse.

Infatti,

Conoscere le domande degli utenti e i dettagli nei particolari, le abitudini di ascolto degli utenti potrebbe spingere i produttori di audio a creare storie che si adattino perfettamente alle abitudini e alle preferenze degli ascoltatori.

Smart speaker per costruire fiducia

Costruire la fiducia tra una voce e un ascoltatore è una sfida a cui gli editori stanno lavorando.

Man mano che la tecnologia vocale si sviluppa, gli editori si ritrovano a fare affidamento su grandi aziende tecnologiche per distribuire i loro contenuti, insieme al contenuto dei loro concorrenti.

La facilità di utilizzo di un dispositivo vocale è in parte dovuta alla sua semplicità. Una domanda, una sola risposta.

Da qui gli editori possono provare a convertire questi followers in sottoscrittori, donatori o possibilmente obiettivi pubblicitari.

Lavorare tutti insieme

Lavorare con queste aziende tecnologiche significa dare forma a piattaforme in crescita. E come sostiene Bullard si tratta di una rara opportunità per gli editori di esercitare un certo controllo su una tecnologia che non possiedono.

I produttori radiofonici che si muovono verso la tecnologia vocale hanno spazio per sperimentare in queste prime fasi. Il loro pubblico primario rimane sintonizzato sui vecchi dispositivi: più del 90% degli adulti americani ascolta la radio ogni settimana.

Le valutazioni radiofoniche pubbliche non sono mai state più alte. Questo potrebbe non durare. E le promozioni per le skills degli smartspeaker sono mostrate tra le storie dei notiziari radiofonici; mentre gli smart speaker diventano un altro tipo di arredamento sempre in più case americane.

Non è garantito che le persone in quelle case chiedano notizie. Ma per ora, gli editori e le aziende tecnologiche si stanno preparando, quindi se qualcuno lo chiede, avrà una risposta.

Conclusioni

Insomma, si aprono nuovi scenari. Questi scenari sono tutti da immaginare e da costruire. Non conosciamo i risvolti.

Chi si occupa di radio, ma come i tanti che si occupano di giornalismo, dovrà pensare a come dare queste notizie. Ad un nuovo modo di scrivere e di costruire le proprie storie.

Certo è che se si vorrà monetizzare immediatamente non ci si può rivolgere a questa tecnologia. Ci vuole e ci vorrà un tempo di sperimentazione.

La cosa positiva può essere che si può cominciare a progettare, almeno. Perché se la diffusione è veloce, dopo il grande salto degli ultimi anni, adesso lo sviluppo è abbastanza lento.

Abbiamo il tempo di costruire qualcosa di bello. Ma lo dobbiamo fare insieme.

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