Grazie!

3 luglio 2015 – 3 luglio 2016. Un anno di Architettura dell’informazione sonora. Oggi il blog compie un anno. Non mi pare vero. Non pensavo fosse così pesante, non pensavo richiedesse tutte queste energie. E’ stato un anno incredibile, di grande formazione e di grande presa di coscienza della realtà.

Prima di tutto, devo ringraziare i lettori di questo blog. Una nicchia della nicchia. Si tratta, in fondo, di un argomento vecchio, vecchio come l’audio, appunto, ma proposto con strumenti nuovi. Se non si è davvero interessati, non si ritorna facilmente a leggere i miei articoli. Oltre 5000 utenti sono venuti a curiosare, ma a restare sono stati ovviamente i migliori. Voi che state leggendo, che siete più di quanto mi sarei aspettato.

Grazie al blog ho potuto studiare e approfondire tante cose che mi appassionano. Ritengo questa esperienza fondamentale anche per il mio futuro. Per questo motivo, così come è stato consigliato a me, consiglio a tutti di avere un proprio blog, con un proprio argomento e con la propria passione.

Cosa ho imparato

In questo anno ho studiato tanta architettura dell’informazione. Guardare e osservare il mondo attraverso il filtro dell’UX Design permette di vedere più in profondità quello che sta accadendo: gli scenari, i contesti. Il blog mi ha permesso di scegliere i filtri giusti.

Un anno fa ho scelto tre parole come sottotitolo del blog per darmi una direzione. Sono state tre parole che, a volte, ho sentite lontane ma le confermo perché per me sono tre parole significative: Contesti – Relazioni – Sonorità. Raccontano perfettamente questo blog, raccontano perfettamente chi sono io.

Contesti

Non esiste un unico contesto. I contesti sono tanti. Ciascuno di noi vive in un contesto diverso. Ciascun contesto è complesso. Siamo immersi in un contesto sonoro. L’architettura dell’informazione crea contesti. La musica crea contesti.

L’Italia è un contesto complesso. L’Italia ha bisogno (urgente!) di architettura dell’informazione. Al sud come al nord, il caos regna sovrano. L’architettura dell’informazione, quella vera, quella che migliora la vita dei cittadini, deve affrontare sfide importanti. In Italia non ha e non avrà vita facile. Prima di tutto deve affrontare coloro che nel caos prosperano e nascondono i propri misfatti. L’architettura dell’informazione è onesta, porta con se Fiducia e Trasparenza. L’architettura dell’informazione porta con se dei valori. Ancora è lontana la visione di avere un architetto dell’informazione in ogni progetto digitale. Ma è una speranza.

Relazioni

L’unica cosa che conta sono le relazioni. L’unica cosa che interessa a ciascuno di noi sono le relazioni. La gente, in strada, si occupa e preoccupa solo delle relazioni. La gente ha relazioni in base alle relazioni degli altri. La gente usa le relazioni. Se le relazioni non servono l’arco di relazione viene tagliato. Quando perdi tutto capisci cosa sono sono le relazioni. Le relazioni che restano quando perdi tutti e che resistono a prescindere dalle altre relazioni si chiamano amicizie. Sono rare nella Vita.

Tutti usiamo strumenti per migliorare le relazioni. La gente vuole avere relazioni, vuole conoscere gli altri, vuole sapere cosa fanno gli altri. Gli altri vogliono imparare, vogliono essere guidati, condotti attraverso relazioni.

Le relazioni ti possono salvare la vita. Non tutte le relazioni sono uguali. Comprendere questo significa migliorare la vita. Le relazioni possono essere, infatti, pericolose. Se non si comprendono possono far male. La persone vogliono ottenere il massimo con il minimo sforzo. Se riescono ad avere tutto da una relazione senza dare niente, prenderanno tutto senza dare niente.

La maggior parte dei contatti e delle relazioni sono inutili e insignificanti. L’esperienza insegna ad aumentare le relazioni significative. A volte, l’esperienza non insegna nulla.

Sonorità

Viviamo in un mondo rumoroso. I rumori di fondo sono tanti. I rumori ci confondono. L’inquinamento acustico è un problema, paradossalmente, inascoltato. Il mondo produce rumori quanto produce spazzatura.

C’è un mondo che grida, che ha bisogno di farsi sentire. Più grida e più diventa sordo. Tutti oggi siamo un po’ più sordi.

Abbiamo bisogno di silenzio. Il silenzio è ciò che ci fa comprendere i suoni.

Il rumore si palesa in maniera diversa, multiforme. Sappiamo tutto di tutti. Dobbiamo sapere tutto di tutti. Tutto è sempre più eccezionale, sempre più esplosivo. Siamo circondati da rumori.  Siamo distratti da continue notifiche. Acustiche e visive: applicazioni, sms, messaggi. Siamo sempre connessi a qualcosa, al continuo flusso di informazioni, uno tsunami di stimoli che si gonfia, sempre più confuso. Tutto così lontano, tutto così vicino. Il rumore ci sovrasta.

Abbiamo bisogno di silenzio. Il silenzio permette di staccare e di riposare.

Mettere ordine alla sonorità potrebbe significare mettere ordine alle nostre vite.

Buon compleanno!

Un anno di architettura dell’informazione sonora. Il primo anno. Buon compleanno a me, al blog, a voi e buona fortuna a tutti!

Niente canzoncine però. Silenzio. Solo silenzio.

Abbiamo bisogno di silenzio.

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