La progettazione chatbot 2018 è al centro della discussione di progettisti che sono impegnati nella costruzione di Vocal User Interface. Il tema è talmente nuovo, che al momento possiamo solo parlare di sperimentazione, sebbene già di chatbot sulla rete ce ne siano a migliaia. Più o meno funzionanti; più o meno progettati.

Fatto sta che quello che possiamo dire oggi, potrebbe essere smentito già la prossima settimana.

Per cui se già avevamo dei dubbi sulle predizioni sull’user experience 2018. Figurarsi sul tema chatbot.

Cosa raccogliamo del 2017

Il 2017 ci lascia un bel po’ di materiale da osservare. Molte cose sono cambiate.

  • si è spostata l’attenzione dal processo del linguaggio naturale alla comprensione del linguaggio naturale.

Le aziende hanno speso un bel po’ di soldi per far comprende alle macchine quali sono gli intenti degli utenti. E anche se i chatbot parlano una lingua sconosciuta, la cosa funziona ed è partito l’allarmismo.

  • Le tendenze portano a credere che il miglior approccio del momento sia quello delle interfacce ibride.
  • Preso atto che i chatbot falliscono senza architettura dell’informazione si cerca di limitare al minimo la frustrazione di chi utilizza lo strumento chatbot.
  • I costi per la gestione di conversazioni massicce sono notevoli e vanno ridimensionati.

Progettazione chatbot 2018

In qualsiasi momento potrebbe essere immesso sul mercato uno strumento che modifichi le nostre attuali convinzioni sui chatbot. Non che i chatbot da soli possano superare il test di Turing. Almeno non a breve. Però un nuovo strumento potrebbe spostare la nostra attenzione da un punto di vista ad un altro.

Progressi nello sviluppo dell’IA

In questo galoppo al cambiamento il ruolo fondamentale ce lo ha l‘intelligenza artificiale. Più questa tecnologia si sviluppa, più diventa a basso costo. E più persone possono lavorare su questa tecnologia per renderlo di uso comune al maggior numero di persone.

Da questo 2018 in poi i miglioramenti saranno sicuramente significativi.

Esperienze vocali in continua evoluzione

Perché tanto ottimismo? Perché aziende come Amazon e Google stanno spingendo nella ricerca. Il loro obiettivo non è salvare il mondo, ma portare avanti e vendere Smart Speakers in tutto il mondo.

Amazon ha già venduto oltre 20 milioni di dispositivi Amazon Echo. Questo ha oltre 20.000 competenze disponibili su Alexa Store. Il mio articolo sui 50 comandi da dare ad un assistente vocale sono solo un assaggio.

Google, dal canto suo, vende Google Home che si interfaccia e comunica con tutti i dispositivi Android come smartphone, Androidwear, Smart TV, altoparlanti intelligenti, e tanto altro ancora.

I primi vincitori nelle interfacce di conversazione

Ma se l’assistenza vocale è solo appannaggio delle Big Company, il campo delle interfacce conversazionali si sta sviluppando.

In particolar modo il mondo del marketing sta spingendo per la realizzazione di queste interfacce.

L’attenzione delle persone è sempre più bassa, il rumore di sottofondo sempre più alto. Molte domande degli utenti sono basiche e ripetute. Per questo motivo le interfacce conversazionali possono essere la soluzione. Risposte semplici e ripetute all’infinito per lasciare spazio ad operatori umani specializzati.

Risultato è la costruzione di una esperienza iper personalizzata per il cliente.

I vincitori di questa battaglia? Le interfacce ibride.

Blockchain

Non sta a questo blog spiegare cosa sia la blockchain. Per cui rimando l’approfondimento ai siti specializzati. Difficile spiegarla con parole semplici.

Ci provo e forse sbaglio a spiegarla così. Gli esperti mi perdonino e in caso di errore aggiungano un commento chiarificatore per arricchire l’articolo.

Pensate al vostro computer come fosse una calcolatrice collegata ad altre migliaia di pc/calcolatrici. E che a queste calcolatrici si richiedano calcoli matematici molto complessi. Ecco, pensate che per ogni calcolo effettuato, per ogni blocco di calcolo svolto, vi venga riconosciuto un valore in denaro virtuale (come lo sono i vostri calcoli). Ogni rete di pc/calcolatrici (come fossero nazioni virtuali) ha una valuta differente.

Blockchain e Chatbot

Questa premessa è stata necessaria perché per coloro che stanno investendo nella creazioni di queste reti, la blockchain è il nuovo internet. E chi sviluppa chatbot ha iniziato a sperimentare con la nuova internet.

Cosa fanno queste aziende? Creano prima di tutto nuove reti dove il chatbot è il protagonista della piattaforma di messaggistica. Ma anche ci sono aziende che offrono un servizio umano di consigli che incentivano l’uso del bot. Questo è poi il gancio per continuare ad offrire consigli su argomenti che vanno dalle relazioni (più popolari) a dove trovare immagini e meme.

Insomma entrano nel mercato delle criptovalute per rafforzare la loro posizione.

Conclusioni

Questa è semplicemente una fotografia di quello che è accaduto nel solo mese di dicembre 2017. E sapere cosa accadrà nel mese di febbraio 2018 è pura fantasia.

Certo è che anche gli scettici oggi stanno provando a costruire il proprio chatbot per i propri progetti. Le opportunità sono reali, le startup sempre più numerose, l’interesse sempre più alto.

Difficile che sia una bolla. Nel senso che è difficile che prodotti come gli smart speaker scompaiano dal nostro quotidiano.

Forse per quanto riguarda lo sviluppo, l’assistenza vocale o i migliori chatbot saranno appannaggio delle Big Company. Forse la tecnologia dell’intelligenza artificiale resterà nel tempo sempre molto costosa e inarrivabile per la grande massa degli sviluppatori. Ma è certo che nei prossimi 5 anni avremo familiarità con assistenti vocali e chatbot.

Per questo motivo sviluppatori e progettisti si dovrebbero alleare nella progettazione di chatbot, per risolvere i problemi fin qui incontrati e portare alla grande massa le interfacce vocali.

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