Subwoofer

Oggi parliamo di subwoofer.

Una nuova pagina

che arricchisce l’articolo

sui migliori altoparlanti e sistemi audio.

Subwoofer

I sub meritano un capitolo a parte.

Scegliere di avere nel proprio sistema di altoparlanti

un subwoofer significa ridurre l’estensione sonora

verso le ottave inferiori.

Paolo mi riprende.

Scegliere di avere nel proprio sistema di altoparlanti un subwoofer significa AUMENTARE l’estensione sonora verso le ottave inferiori.
Generalmente i subwoofer per uso hi fi funzionano dalla frequenza più bassa che riescono a riprodurre indistorta fino a 60/80 hertz al massimo.

Questo serve per avvicinare le prestazioni dell’impianto audio al suono reale. Per i comuni mortali qualunque subwoofer che abbassi l’estensione sonora andrebbe bene. Per un audiofilo non basta. Le frequenze devono andare sotto i 200 – 300 Hz. E stare intorno ai 90 Hz. Perché al di sopra queste frequenze il nostro orecchio capisce da che parte viene il suono.

Nel tempo ci sono stati molti abusi sull’uso del subwoofer. Facendo amare o odiare questo, chiamiamolo, accessorio. Eppure se si fa un uso attento e rispettoso del suono si possono avere delle buone soddisfazioni.

Il parere dell’esperto sui subwoofer

Andrea Allegri su Audio Review scrive.

Analizzando il mercato si nota che attualmente la tipologia del subwoofer amplificati in cassa chiusa sembra aver preso una certa supremazia su modelli bass reflex. Almeno nei prodotti di fascia medio-alta. Un’affermazione non dovuto ad una presunta supremazia tecnica o sonora. Quanto dettato da esigenze progettuali per ottenere elevate prestazioni in cabinet. Nel caso del subwoofer, infatti, si può ben dire che le dimensioni contano. Siano esse quelle del diffusore, dell’altoparlante o quelle della sala di ascolto. Tanto da influenzare in modo sensibile le soluzioni adottate dal costruttore.

Caratteristiche

Questo capitolo meriterebbe il parere di un esperto. Diciamo che per un subwoofer valgono le caratteristiche dei migliori altoparlanti che ho fin qui esposto. Tranne appunto che puntiamo a sonorità più basse del woofer.

Su wikipedia si legge

Le casse per subwoofer contengono generalmente uno o più altoparlanti, con coni di un diametro che varia da 10 a 86 centimetri circa. Generalmente si preferisce usare coni di grande diametro, perché la riproduzione delle basse frequenze implica lo spostamento di una grande quantità d’aria. Di norma in una catena di riproduzione stereo o home theater viene impiegato un solo subwoofer, in quanto le frequenze molto basse (avendo un’onda molto lunga) non sono realmente direzionali e non creano reali effetti di diafonia. Attualmente la tecnologia punta anche su un’ampiezza maggiore del movimento del cono piuttosto che sulla dimensione, arrivando ad un’escursione di 10 o più millimetri.

I subwoofer vengono alimentati da amplificatori di adeguata potenza e la frequenza a loro dedicata è tagliata con un circuito di crossover, in modo da assicurare che medie ed alte frequenze non vengano inviate all’altoparlante stesso. Esistono subwoofer particolari, generalmente usati nelle discoteche o nei cinematografi, capaci di operare con potenze superiori ai 2000 watt RMS, con la possibilità di riprodurre frequenze inferiori ai 20 hertz.

Quale subwoofer scegliere?

Magari tenete presente l’utilità di avere un telecomando con cui gestire da seduto il subwoofer e avere un filtro passa alto per il segnale destinato ai diffusori satellite. In questo modo ai satelliti non arriveranno più i suoi bassi che appunto saranno affidati al subwoofer stesso.

Tra i subwoofer che comprerei ce ne sono tre. Lo Yamaha YST-SW012 ed YST II e diffusione frontale. Il subwoofer Klipsch R-10SW una marca e una garanzia di pienezza del suono. Oppure il Sonos Sub Wireless che ad avere altri Sonos in giro della casa è integrabile con il sistema.

AGGIORNAMENTO 10/08/2017

Un lettore nei commenti mi ha segnalato che riguardo al tema avrei scritto delle inesattezze, senza però segnalare quali.

Da parte mia ho rivisto il capitolo, verificato nuovamente le fonti e aggiunto alcuni brani da wikipedia, a conferma di quanto già scrivevo.

Chi mi segue (pubblico tutti i lunedì un articolo) sa che non ho alcuna pretesa di essere un tuttologo.

Come avevo già scritto prima dell’intervento del lettore, i capitoli vanno sicuramente approfonditi. Resto in attesa del contributo del lettore che, eventualmente, arricchirà l’articolo o di altri che vogliano dare il loro parere per migliorare l’articolo. Tutto è perfettibile.

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