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Sonoro da Oscar 2020

Un sonoro da Oscar per film da oscar ovviamente. Le nomination sonore non vengono quasi mai menzionate. Di solito fanno numero ma non sono mai messe in rilievo. Eppure non si tratta di film muti. In questo articolo trovate tutte le colonne sonore, i trailer e i documentari che hanno ricevuto la nomination agli Oscar. Almeno quello che di più rilevante sono riuscito a trovare. Non è un post da leggere in pochi minuti. Anzi, c’è da mettersi comodi e ascoltare. E se siete in viaggio, ancora meglio.

Nomination audio 2020

Migliore colonna sonora 2020

Il vincitore è Joker, dalla compositrice islandese Hildur Guonadottir .

Piccole Donne
Storia di un matrimonio
1917
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Migliore canzone originale 2020

Elton John e il suo fidato collaboratore Bernie Taupin vincono per la miglior canzone originale.

«(I’m gonna) love me again», nel film «Rocketman», sulla vita di Elton John.

“I’m standing With You”, da Atto di fede
“Into the Unknown”, da Frozen II – Il segreto di Arendelle
“Stand Up”, da Harriet
“(I’m Gonna) Love Me Again”, da Rocketman
“I Can’t Let You Throw Yourself Away”, da Toy Story 4

Miglior sonoro (“sound editing”) 2020

1917 Oscar come miglior sonoro 2020

Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”) 2020

Miglior montaggio sonoro 2020 va a Le Mans 66 che vince anche la statuetta per il miglior montaggio.

1917
Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Ad Astra

Nomination audio 2019

Migliore colonna sonora 2019

Ludwig Göransson – Black Panther
Terence Blanchard – BlacKkKlansman
Alexandre Desplat – L’isola dei cani (Isle of Dogs)
Marc Shaiman – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Nicholas Britell – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)

Migliore canzone 2019

Shallow (musica e testi di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt) – A Star Is Born
All the Stars (musica di Sounwave, Kendrick Lamar e Anthony Tiffith; testi di Kendrick Lamar, Anthony Tiffith e SZA) – Black Panther
I’ll Fight (musica e testi di Diane Warren) – Alla corte di Ruth – RBG
The Place Where Lost Things Go (musica di Marc Shaiman; testi di Marc Shaiman e Scott Wittman) – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
When a Cowboy Trades His Spurs for Wings (musica e testi di David Rawlings e Gillian Welch) – La ballata di Buster Scruggs (The ballad of Buster Scruggs)

Miglior sonoro 2019

Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali – Bohemian Rhapsody
Steve Boeddeker, Brandon Proctor e Peter J. Devlin – Black Panther
Jon Taylor, Frank A. Montaño, Ai-Ling Lee e Mary H. Ellis – First Man – Il primo uomo (First Man)
Skip Lievsay, Craig Henighan e José Antonio Garcia – Roma
Tom Ozanich, Dean A. Zupancic, Jason Ruder e Steve A. Morrow – A Star Is Born.

Miglior montaggio sonoro 2019

John Warhurst e Nina Hartstone – Bohemian Rhapsody
Benjamin A. Burtt e Steve Boeddeker – Black Panther
Ai-Ling Lee e Mildred Iatrou Morgan – First Man – Il primo uomo (First Man)
Ethan Van der Ryn e Erik Aadahl – A Quiet Place – Un posto tranquillo (A Quiet Place)
Sergio Díaz e Skip Lievsay – Roma

Nomination audio 2018

Migliore colonna sonora 2018

Alexandre Desplat – La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water)
Carter Burwell – Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Jonny Greenwood – Il filo nascosto (Phantom Thread)
John Williams – Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)
Hans Zimmer – Dunkirk

Migliore canzone 2018

Remember Me (musica e testi di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez) – Coco
Mighty River (musica e testi di Mary J. Blige, Raphael Saadiq e Taura Stinson) – Mudbound
Mystery of Love (musica e testi di Sufjan Stevens) – Chiamami col tuo nome (Call Me By Your Name)
Stand Up For Something (musica di Diane Warren, testi di Diane Warren e Lonnie Lynn) – Marcia per la libertà (Marshall)
This is Me (musica e testi di Benj Pasek e Justin Paul) – The Greatest Showman

Miglior sonoro 2018

Mark Weingarten, Gregg Landaker e Gary A. Rizzo – Dunkirk
Ron Bartlett, Doug Hemphill e Mac Ruth – Blade Runner 2049
Christian Cooke, Brad Zoern e Glen Gauthier – La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water)
David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce e Stuart Wilson – Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)
Julian Slater, Tim Cavagin e Mary H. Ellis – Baby Driver – Il genio della fuga (Baby Driver)

Miglior montaggio sonoro 2018

Richard King e Alex Gibson – Dunkirk
Mark Mangini e Theo Green – Blade Runner 2049
Nathan Robitaille e Nelson Ferreira – La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water)
Julian Slater – Baby Driver – Il genio della fuga (Baby Driver)
Matthew Wood e Ren Klyce – Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)

Nomination Oscar 2017

Miglior colonna sonora 2017

Justin Hurwitz – La La Land
Mica Levi – Jackie
Dustin O’Halloran e Hauschka – Lion – La strada verso casa (Lion)
Nicholas Britell – Moonlight
Thomas Newman – Passengers

Miglior canzone 2017

City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) – La La Land
Audition (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) – La La Land
Can’t Stop the Feeling! (Justin Timberlake, Max Martin e Karl Johan Schuster) – Trolls
The Empty Chair (J. Ralph e Sting) – Jim: The James Foley Story
How Far I’ll Go (Lin-Manuel Miranda) – Oceania (Moana)

Miglior sonoro 2017

Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow – La La Land
David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson – Rogue One: A Star Wars Story
Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye – Arrival
Greg P. Russell[5], Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth – 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

Miglior montaggio sonoro 2017

Sylvain Bellemare – Arrival
Wylie Stateman e Renée Tondelli – Deepwater – Inferno sull’oceano (Deepwater Horizon)
Robert Mackenzie e Andy Wright – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
Ai-Ling Lee e Mildred Iatrou Morgan – La La Land
Alan Robert Murray e Bub Asman – Sully

Nomination audio 2016

Miglior colonna sonora 2016

  • John WilliamsStar Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior canzone 2016

Miglior sonoro 2016

Miglior montaggio sonoro

Un post da conservare e da riascoltare. La musica ringrazia per il tuo tempo!

E per voi? Quale sonoro preferite? Quale colonna sonora fareste vincere?

Home cinema, Home theatre, soundbar, altoparlanti esterni per la tv

L’Home cinema, home theatre,

merita una pagina dedicata sul blog.

Il sistema che permette di avere un audio cinematografico

e di immergersi nel suono dal proprio divano di casa

rientra tra le sonorità di cui mi occupo.

Il tema è correlato al miglior sistema di altoparlanti

per ascoltare musica dove potete trovare anche le specifiche tecniche

per poter scegliere al meglio un impianto audio.

Qui, ho preferito, raccogliere i consigli e i pareri specifici per un audio casalingo.

Home theatre speaker system

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Il sistema va composto con

Altoparlanti esterni per la tv

Il picco delle vendite di home cinema, home theatre, si ha avuto nel 2012. All’inizio è stata solo una moda, adesso, con i televisori “slim” spesso sono anche una necessità. Le casse dei televisori non riescono sempre a soddisfare le esigenze degli audiofili. E anche oggi, sebbene si parli di video in 4K, tranne in alcuni casi, non si fa gran riferimento alla qualità audio.

L’Home cinema è caratterizzato dall’avere delle mini casse diffuse nell’ambiente. E poi un enorme subwoofer da nascondere da qualche parte. Il modello è stato quello delle Bose® Acoustimass®, che costano un bel po’. E che poi sono state imitate nel tempo da tutto gli altri brand che si occupano di altoparlanti esterni per la TV. Se dunque da un lato, i televisori non suonano e dunque si ha bisogno di qualcosa che accompagni le immagini. E anche innegabile che avere delle casse esterne piccole permette di avere le migliori casse acustiche per casa.  Un audio di qualità in poco spazio.

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L’ambiente dove suona l’home cinema, home theatre

Come già scritto nell’articolo sui sistemi audio, metterei in evidenza alcune cose. E sicuramente bisogna ricordare che oltre alla qualità del sistema è bene avere cura della collocazione delle casse nello spazio che abbiamo a disposizione.

Infilarle, per comodità, in una libreria, attaccarle al muro (se non prescritto dal manuale), metterle dove si trova spazio, è qualcosa da evitare. Le casse, in genere, suonano meglio se si trovano distanziate dal muro. Capisco perfettamente che spesso è necessario. Ma è bene sapere che posizionate in maniera adeguata, le stesse casse suonano meglio. Magari siete già, più che soddisfatti dell’audio del vostro impianto. Questo è quello che importa. Il suono deve piacere a voi! Ma se potete distanziare le casse dalla parete vi accorgerete subito di avere a disposizione un suono migliore.

Ponendovi al centro di una stanza…

La posizione ideale è su un lato di una parete, distante dalla parete stessa e ad altezza delle vostre orecchie da seduti. Il punto di ascolto, invece, sarebbe al vertice di un triangolo equilatero dove negli altri due vertici ci sono le casse.

È buona norma che lo spazio alle spalle delle casse acustiche sia sgombro così come quello compreso tra le stesse casse. Spazio che deve essere riempito dal suono e non da tavoli o altro.

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Posizionare al meglio il vostro home cinema home theatre

Spesso, infatti, i sistemi home theatre sono posizionati in cucina o in soggiorno, oppure in un salotto. Luoghi che sono già ben arredati. Le piccole e potenti casse in commercio, purtroppo non sono il meglio, come ci è stato raccontato. Se fossero il meglio in commercio, molti produttori di diffusori acustici sarebbero davvero stupidi a continuare a costruire casse stereo di grandezza superiore.

Se noi, comuni mortali usiamo l’home cinema è principalmente perché sono il miglior compromesso tra qualità e prezzo. Insomma, costano poco e sono comodi da installare in ogni stanza e in qualunque ambiente. Le casse piccole, infatti, producono pochi suoni e la maggior parte del suono arriva dal subwoofer. Questo esprime la maggior parte del suono. Non a caso il subwoofer è notevolmente più grande. Per questo motivo bisognerebbe puntare ai migliori home cinema in commercio. Home theatre con una componentistica di qualità che supplisca a certi difetti strutturali.

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Soundbar

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Tra gli altoparlanti esterni un’altra possibilità di acquisto è la soundbar.

Soluzione comoda per chi ha problemi di spazio oppure non sopporta troppi fili in giro per casa.

Però ricordiamoci che, al di là della comodità, “il tutto in uno” potrebbe nascondere “il tutto e niente”. La soundbar simula il surround (fronte sonoro posteriore) e non produce il surround. E a meno che non si viva isolati in campagna anche il soundbar non verrà mai messo alla prova veramente.

Alcuni modelli che ho visto sul web soddisfano i bisogni della famiglia. Sia per qualità audio sia per il prezzo.

Si va dal basico Samsung HW-J355/EN Soundbar 120W a qualcosa di più sostanzioso come il Bose Solo 5 TV Sistema Audio, 

oppure il sistema wireless del Sonos Playbar. Ma possiamo anche arrivare ad un corposo Samsung hw-k950 compreso di subwoofer.

Sul web grande successo sta avendo la soundbar Panasonic modello SC-HTB485EGK con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Per schermi da 65” e oltre

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Home cinema, Home theatre

Ovviamente per l’acquisto di un sistema di Home Cinema c’è di tutto. Così come per il sistema audio difficile dare un consiglio certo. Come già sapete esiste un vasto mercato che cerca di soddisfare tutte le necessità e tutte le tasche. Il prezzo varia a seconda della qualità della componentistica che si trova all’interno. Le varianti sono tante e non sempre si riesce a comprendere chi realizza le migliori prestazioni.

Senza dare nessuna classifica ti propongo quello che ho visto io in giro.

Sony HT-RT3 Sistema Home Cinema 5.1 Canali, 600 W, Bluetooth

Yamaha YHT-2930 Kit Home Cinema 5.1

Samsung HT-J5500 Sistema Home Entertainment Blu-ray, 1000W, 5.1Ch

Auna JW home theatre 5.1 surround (95 Watt, subwoofer, 5 altoparlanti satelliti, illuminazione a LED, ingresso RCA per collegare dispositivi esterni).

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Il mio home theatre

L’home cinema home theatre che io oggi comprerei è il kit della Yamaha YHT-2930. Lo stemma della Yahama è composto da tre diapason. A mio parere, in campo casalingo, stanno facendo un ottimo lavoro sull’audio. Personalmente, poi mi piace anche il design. Così come i sistemi Home theatre della Kenwood 5.1.

Personalmente sono ancora in possesso dell’home theatre che ho comprato 15 anni fa. Un vecchio Lenoir che oggi non esiste manco più. Si tratta di un sistema 5.1 analogico, non più compatibile con i nuovi televisori con l’uscita audio ottica. Quindi per evitare di buttare delle casse usate pochissimo ho dovuto acquistare un convertitore di audio da digitale ad analogico 5.1. In commercio purtroppo non c’è tanto. Quello che ho trovato è il PROZOR DAC Digitale ad Analogico 5.1 Convertitore Adattatore per Dispositivi Audio Suono Decoder SPDIF RCA Dolby AC3/ DTS Entrata Coassiale Ottico. Non è il massimo. Ma fa il suo lavoro e mi ha evitato di buttare queste casse che sono ancora nuove.

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Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra. I link rimandano ad Amazon.

Videocamere musicali

Le videocamere musicali o video recorder mettono in primo piano l’audio. E secondo me deve essere chiaro che questo tipo di videocamere danno “anche” la possibilità di fare un video.

Lo ripeto, in realtà si tratta di registratori audio con una opzione in più rispetto ai registratori vocali di cui ho già parlato. Se non si tiene conto di questo si potrebbe restare fortemente delusi. Un acquisto consapevole, invece, potrebbe farvi scoprire uno strumento utile per i vostri video fatti in casa.

Se il vostro obiettivo è quello di fare video musicali le videocamere musicali possono essere delle ottime videocamere di appoggio a videocamere amazon o professionali.

Videocamera per concerti live

In commercio, al momento, ci sono tre (quattro) videocamere musicali. Si tratta della videocamera musicale della Sony HDR-MV1 e due(tre) modelli della Zoom. La Zoom Q4n Registratore Digitale (che è l’evoluzione della Zoom Q4) e la sorella maggiore che è la  Zoom Q8.

Chi mi segue e mi conosce sa che Zoom è la mia marca preferita di registratori vocali portatili.

L’uso delle videocamere musicali è limitato a determinate condizioni. Le videocamere musicali sono, lo ripeto, registratori audio. A certe condizioni e a certe distanze permettono di avere in aggiunta un video. Ma la qualità di questo video che, di per se, è di buona o ottima qualità, potrebbe deludere le aspettative.

Se l’intenzione, dunque, è quella di fare un video musicale si deve pensare a questo tipo di telecamera esclusivamente come telecamera di sostegno ad un’altra telecamera. Non si può pensare che sia la telecamera principale. Né si deve pensare che si possano fare particolari riprese. I vantaggi di una videocamera musicale sono la portabilità dell’oggetto e un audio di alta qualità.

Videocamera per musicisti

Fondamentalmente le videocamere musicali sono utilizzate dai musicisti che hanno la possibilità di posizionare la videocamera in un punto del palco favorevole o su uno strumento senza ingombrare la visuale degli spettatori o senza dover ingombrare con treppiedi il palco. In ogni caso, per avere un risultato decente è necessario mettersi vicino alla telecamera.

Per altri usi, tutto diventa difficile. Soprattutto se pensate alle riprese che fate con i vostri smartphone, anche non molto avanzati, o con altre videocamere portatili. Le videocamere musicali non hanno uno zoom per avvicinare il soggetto, hanno un obiettivo grandangolare, che soffre quando non c’è luce sufficiente. E la visione è quella di un grandangolare, del tipo Go Pro, che alla lunga potrebbe anche stancarvi.

Se acquisti questo tipo di telecamera significa che per te il video non ha una grande importanza. Il video ha solo un significato simbolico di ricordo. Se acquisti questo tipo di prodotto quello che a te importa è l’audio. Infatti, se vuoi fare un bel video devi indirizzarti ad un altro tipo di videocamera. E l’audio registrarlo con altro.

Ma andiamo ad analizzare i singoli pezzi e mettiamoli a confronto.

Videocamera Zoom Q4n

A creare il primo registratore audio video è stata proprio la Zoom. Non parlo della Zoom Q4 Registratore Digitale e passo direttamente alla Zoom Q4n perché per trenta euro in più i miglioramenti sul modello base sono stati notevoli.

Zoom mantiene le sue qualità audio e il suo design con le due capsule microfoniche nella configurazione stereo X/Y, che però possono essere direzionati e diventare un A/B. Il video raggiunge i 60 fotogrammi per secondo a 720pixel o il 30 ftp per 1080p. La Zoom Q4n ha una focale fissa, una lente 2.0, il sensore CMOS e un grandangolo a 160 gradi.

Ma è l’audio il pezzo forte. La Zoom Q4n registra in formato WAV (16/24bit,44.1/48/96kHz) e AAC (64-320kbps, 48kHz) con anche l’ingresso di linea per microfono esterno, uscita cuffie regolabile e uscita mini-HDMI per scaricare le immagini. E cosa non da poco supporta schede SDXC fino a 128GB.

Il registratore audio è uno zoom e a me piace tantissimo il suono che registra. Pieno e profondo. Il video, invece, è scarso.

Videocamera Sony HDR-MV1

Altro stile è quello della Sony HDR-MV1. Attenzione, sembrano tutti dei piccoli giocattolini e quando si hanno in mano sembra davvero eccessivo il costo che hanno.

I mocrofoni della sony sono rivolti verso l’esterno e non sono direzionabili. Il grandangolo arriva a 120 gradi ed ha un qualità notevole con contrasto e riproduzione dei colori non male. Il sensore è un CMOS Exmor R, che fa un buon lavoro ma sempre con riserva. La videocamera musicale Sony sfrutta il wifi per collegamenti al proprio smartphone e poter condividere in breve tempo i video.  I video sono registrati in HD a 1920×1080/30p in formato mp4. Ma i risultati non sono dei migliori.

In teoria, acquistando un adattatore Sony AC-Adapter (AC-UD10), si dovrebbe poter continuare a registrare anche sottocarica. In pratica, senza adattatore, che è una ulteriore spesa, non è possibile. L’audio della Sony è limpido, chiaro, cristallino. Alle mie orecchie risulta poco profondo. Ma è comunque di alta qualità.

Zoom Q4N vs Sony HDR- MV1

Premetto che le due videocamere hanno grossi limiti. La Zoom Q4n ha un ottimo suono e un video pessimo. La Sony HDR-MV1 ha un ottimo video e un audio abbastanza buono. Anche se il suono della Zoom Q4n a me piace molto, penso che una videocamera deve fare i video. E che il video sia, almeno, decente. Per cui, secondo il mio modesto parere, tra le due videocamere musicali, la partita del confronto è vinta dalla Sony HDR-MV1.

Zoom Q8

L’evoluzione di Zoom nella Zoom Q8 Registratore Digitale è certamente notevole e di grande valore. Anche l’aumento del costo, a dire il vero. E tante sono le novità.

Dal punto di vista dell’audio è un ottimo registratore. I microfoni integrati sono intercambiabili a seconda dell’uso che si vuole fare. In più è possibile aggiungere fino a due microfoni con entrata XLR (mi pare in mono).

La videocamera musicale Zoom Q8 vince su tutte le videocamere musicali. Vince il confronto con la sorella minore Zoom Q4n, guadagnando sul lato video. E vince anche contro la Sony hdr-mv1 di cui supera sia la qualità video, sia la qualità audio. Il grandangolare è leggermente più ampio rispetto ad entrambe le rivali. Il video è più luminoso. E insomma, si può utilizzare per fare più cose. Mantiene il suono profondo (che piace a me). E il mio parere è che se si vuole acquistare un prodotto di questo genere la Zoom Q8 Registratore Digitale è da preferire, rispetto alle altre.

Videocamere musicali. Videocamera per registrare musica

L’audio di queste videocamere è superiore a tutte le altre videocamere o telecamere della stessa gamma di prezzo e anche superiori. Con una videocamera musicale voi potrete registrare la vostra musica e conservare un video ricordo di un vostro concerto o di una vostra registrazione in studio.

Altre telecamere, anche più economiche, non avranno la stessa qualità audio, ma certamente avranno qualità video molto superiori rispetto alle videocamere musicali.

Infatti, per avere una qualità audio comparabile con le videocamere musicali si deve alzare di tanto la gamma delle videocamere. E nonostante tutto, i più professionali, usano registratori esterni per garantirsi una qualità audio alta. Registratori come Zoom o Tascam sono utilizzati come accessori per le videocamere o per le reflex che, vanno tanto di moda fra i videomakers, ma che hanno un audio pessimo.

Zoom Q2n

Ci sarebbe anche la Zoom Q2n. Ma più che una videocamera musicale io la definirei una webcam musicale. Piccola, comoda, personale. Come consigliano direttamente dallo ZoomLab utile per i Facebook live audio. La posizioni davvero dappertutto e non da fastidio a nessuno. Il prezzo è alto, secondo me, ma risponde al bisogno di piccole nicchie di mercato che spendono tranquillamente queste cifre per i loro bisogni.

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Videocamere Amazon – Le 2 migliori videocamere che ho usato + un’Action Cam

Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra.

Zoom Italia, ha notato i miei articoli e mi offre di poter testare i suoi prodotti su richiesta. I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. L’analisi di queste videocamere musicali deriva dall’uso professionale e personale che ne ho fatto nel tempo. Inoltre sono possessore di una GoPro con gli stessi limiti che ho elencato sopra. Inoltre scambio spesso pareri con altri professionisti del settore audio.

Se volete approfondire la vostra conoscenza di registratori vocali potete visitare il post che aggiorno periodicamente.

Sono a disposizione dei miei lettori. Ma prima ti chiedo, almeno di condividere l’articolo. Se sei arrivato fin qui magari l’articolo potrebbe essere utile anche per altri. Grazie!

Nuovi business emergenti – Trend vocali – Internet trends report

Tra i nuovi business emergenti si sta affermando la ricerca vocale e l’uso dell’assistenza vocale. A dirlo è Mary Meeker che il 31 maggio 2017 ha presentato e pubblicato il celebre report sui principali trend dell’anno in corso. Ho ritenuto importante per i miei lettori estrapolare alcune slide che vanno a rafforzare alcune cose che ho detto nel tempo sul blog.

Chi è Mary Meeker?

Mary Meeker è una donna statunitense che vive nella Silincon Valley e si è da sempre occupata di internet e nuove tecnologie. Il suo lavoro di venture capitalist consiste nell’intercettare i trend di internet. Lo fa perché investe e fa investire nelle start up di maggiore interesse e a maggior impatto economico. Nel 2014 è stata inserita nella lista di Forbes al settatasettesimo posto tra le donne più potenti nel mondo.

Da 22 anni  a questa parte rende pubbliche le slide delle sue presentazioni. Condividendo il suo parere. E se da un lato la Meeker raccoglie trend che sono già in atto, certamente le sue parole favoriscono alcuni di questi trend. Se non altro per l’attenzione che ne deriva.

Nuovi business emergenti 2017

Queste slide confermano molte delle cose che ho già detto e analizzato sul blog. Dico questo non per paragonarmi a Mary Meeker. Vivo nella provincia italiana dove la gente ha problemi di sopravvivenza e il successo del singolo è ritenuto il fallimento della comunità. Ma lo dico semplicemente per affermare che alcuni trend sono talmente evidenti che chiunque può rendersi conto di quello che sta accadendo. Basta una connessione decente e saper osservare il mondo.

Ricerca vocale

Intanto si conferma l’uso della voce come metodo di ricerca.

Smart speaker

Così come già detto sull’ architettura dell’informazione conversazionale e come sottolineato nel mio intervento tra architettura dell’informazione e audio, che ho tenuto al WIAD Palermo,  Amazon Echo si conferma tra gli smart speaker più interessanti. Le sue capacità migliorano in maniera notevole e l’aggiunta dello schermo nel nuovo Amazon Echo Show porterà nuovi sviluppi.

Linguaggio Naturale

La capacità di comprensione degli assistenti vocali ha raggiunto i livelli umani. In effetti, noi non capiamo e sentiamo tutto quello che ci viene detto e spiegato. Per cui un margine di errore è nella natura umana così come nella natura dell’assistenza vocale.

Musica e streaming

La musica e lo streaming hanno subito un notevole mutamento delle abitudini dei fruitori. Proprio nelle scorse settimane si è dato per morto il file mp3. Magari andate a rivedere la vera storia dell’mp3. E capirete l’origine della disfatta di questo mercato un tempo tanto florido.

Oggi il mercato musicale è in ripresa. Ma siamo ancora lontani dai tempi d’oro degli anni 2000 quando si compravano gli oggetti fisici quali cd musicali e dvd per ascoltare musica. Ed anche in questo grafico si può vedere/capire che il ritorno al vinile è una notizia da contestualizzare.

Perché si diffonde lo streaming? Perché sono proprio cambiate le modalità di fruizione della musica.

Musica e Video

L’evoluzione del digitale vedrà audio e video sempre più connessi.

 

Sottoscrizione a Spotify e streaming

Come ho raccontato nell’articolo sulla storia dell’mp3, un’intera generazione ha commesso un reato quale il furto di musica. Questi file, però andavano incamerati in un lettore mp3 o in un hard disk. I giovani di oggi, invece, oggi preferiscono sottoscrivere un abbonamento Spotify Music.

Anche se poi, altro dato di interesse è sapere che pochi sono gli artisti tengono davvero su l’interno mercato musicale.

Ricerca e algoritmi

Ricerche correlate, algoritmi, machine learning, saranno tutti gli strumenti utilizzati per migliorare la nostra esperienza e la nostra relazione con i video e la musica. Netflix per i video e Spotify per la musica sono i pionieri in questo campo. Ma rendiamoci conto che le big company sono alla ricerca di nuovi mercati pronti a scalzare anche i pionieri.

Conclusioni

Come potete osservare voi stessi il sonoro è un tema abbastanza rilevante. E anche molto complesso. Al suo interno c’è molta evoluzione. Tutto può accadere. La ricerca vocale può prendere il sopravvento, come potrebbe essere superata dalla realtà virtuale. Spotify sembra farla da padrone sul mercato. Ma come sappiamo ci sono grandi interessi in campo. I servizi streaming sono sempre in competizione. I margini non sono altissimi e si può cadere da un momento all’altro.

Detto questo difficile che si possano fare previsioni. Si possono solo osservare le tendenze. E se avete interessi ai nuovi business emergenti, potete lanciarvi ma con la consapevolezza che si tratta di scommesse. Dove la vittoria non è affatto scontata.

 

Analisi sonora del trailer Her, il film di Spike Jonze

Oggi vi propongo una analisi sonora del film Her per sottolineare alcune delle difficoltà che progettisti e ingegneri devono affrontare nella realizzazione degli assistenti vocali. Il discorso è sempre ampio. Come al solito, cerco di sintetizzare, per quanto posso. E per forza di cose sarò parziale.

Come già sa chi mi segue, sono stato intervistato da Fabio Bruno per il mio intervento al Wiad Palermo. Su cosa sia l’architettura dell’informazione e sugli assistenti vocali. Fabio, tra le altre cose, mi ha chiesto se arriveremo presto ad avere un assistente vocale come nel film di Spike Jonze.

Per chi non lo conoscesse o non avesse visto il film racconto in breve di che si tratta. Ho riletto e mi pare che non ci sia nessuno spoiler. Ma meglio avvertire che dopo questa lettura, probabilmente, vedrete il film con occhi e orecchie molto diverse. Quindi, se non lo avete ancora visto, consiglio una prima visione del film senza lettura del presente articolo.

Her recensione film

Purtroppo, come capirete presto, non mi sono goduto a pieno il film. Perché, già dal trailer, avevo fatto caso ad una serie di cose che stonavano.

Her è la storia di un impiegato di nome Theodore. Il suo lavoro è quello di scrivere lettere personali per conto di altri. Separato dalla moglie, non riesce a rifarsi una vita, e si rifiuta di divorziare. In questa fase di non accettazione della vita, Theodore acquista un sistema operativo animato da intelligenza artificiale, con interfaccia conversazionale. Il sistema è talmente avanzato che pare essere davvero umano. Talmente umano e talmente femminile che il protagonista inizia una relazione con l’assistente vocale.

La voce originale del sistema operativo è quella di Scarlett Johansson. Mentre nel doppiaggio italiano la voce è quella di Micaela Ramazzotti, che però non è una doppiatrice e non è neppure la doppiatrice ufficiale di Scarlett Johansson. Infatti la Johansson è generalmente doppiata o da Perla Liberatori o da Domitilla D’Amico. Tanto che il film in alcune sale è stato proiettato in lingua originale.

Al di là dei miei commenti sull’assistenza vocale il film mi è piaciuto. E alla fine dell’articolo vi dirò il perché.

Assistenza vocale. Ci siamo davvero?

Fabio Bruno mi ha chiesto se siamo vicini a questo modello di riferimento. La mia risposta a Fabio è stata abbastanza secca. No. Non siamo vicini a questo modello. No perché il film racconta di sentimenti umani che difficilmente un assistente vocale riuscirà a comprendere. Si sta migliorando la biometria e quindi la capacità di comprensione dei sentimenti primari. Ma la lingua è un fenomeno complesso. E al momento si stanno migliorando degli aspetti di base. Che per noi magari sono ovvi. Non per una macchina.

Non dovremmo dimenticare che l’istruzione umana è la più lunga tra gli esseri viventi. Un essere umano, per essere auto sufficiente in natura richiede una istruzione di anni. Senza contare che possiede uno strumento di calcolo potentissimo che si chiama cervello.

Cerco, dunque, di argomentare meglio la mia risposta.per i lettori del blog. E lo faccio invitando a guardare, per il momento, il solo trailer. Analizzo solo questo. E se vi siete persi al cinema il film, è disponibile il DVD Lei (Her).

Configurazione di benvenuto del sistema OS1

Il film racconta che il sistema operativo ha bisogno di essere configurato. Per cui ci indica che si tratta di un sistema personalizzabile. Purtroppo la configurazione (per ragioni cinematografiche) è breve e generica. Si tratta di due sole domande. E queste due analizziamo.

Prima però farei notare che viene confermata una questione di genere che resta sempre aperta. Sappiamo dal trailer e comunque a breve nel film, che l’assistenza vocale avrà una voce femminile e ha desideri da donna. Eppure la configurazione non viene fatta da una rispettiva voce femminile. Ma da una voce maschile. Rimando alle conclusioni dell’articolo già scritto. Però mi pare un piccolo elemento su cui riflettere.

Nella configurazione di benvenuto, il sistema chiede a Theodore: lei è socievole o asociale.

Si tratta di una domanda molto semplice. Tipica di una intelligenza artificiale. Si tratta di un automatismo da seguire. Questa domanda rimanda alla personalizzazione e all’attenzione verso l’utente. Ci fa pensare che l’intelligenza artificiale si comporterà diversamente a seconda della risposta.

Eppure, se da un lato, l’intelligenza artificiale tende a semplificare, per capire meglio, noi umani non siamo semplici. Il protagonista, infatti, ad una domanda semplice risponde con una risposta molto complessa. Ossia risponde: ultimamente non sono stato molto socievole.

Il sistema

Che significa? Forse per qualcuno di noi può essere chiaro. Forse le immagini ci aiutano a capire cosa significa la risposta data. Ma un sistema operativo non possiede queste informazioni. A meno che non vengono introdotte nel sistema da qualcuno. Ultimamente non sono stato molto socievole può significare di tutto. Ciascuno di noi per comprendere il significato di questa frase deve lanciare delle connessioni sul proprio vissuto o sul vissuto dell’altro. Cosa potrebbe significare? Significa che prima era socievole e (solo) ultimamente è diventato asociale? Oppure significa che prima era asociale e ultimamente è più asociale di prima? E queste due varianti, questi due gradi di socievolezza, cosa comporterebbero nella relazione uomo-macchina?

La risposta, a me dice, che gli esseri umani siamo complessi. Mi spiega che nessuno è mai qualcosa o il suo contrario. Non sempre riusciamo a spiegarlo agli altri dopo anni di convivenza. E non sempre gli altri riescono a capirci pienamente.

Perché un’intelligenza artificiale dovrebbe capirci al volo?

Seconda domanda

La seconda domanda del sistema operativo invece è molto più complessa di quanto sia la prima risposta. Si chiede: come definirebbe il rapporto con sua madre? Domanda da un milione di dollari a cui molte persone dedicano anni e anni di psicanalisi per dare una risposta. Eppure in questo caso il sistema operativo ascolta per un po’ e poi, in effetti, non ascolta l’intero ragionamento.

Potrei fermarmi qui. Perché già in due domande c’è tutta la complessità umana e tutta la difficoltà di un assistente vocale che deve far ricorso a risorse che spesso non ha e forse mai potrà avere. La comprensione reciproca è qualcosa di molto difficile. La creazione di archi di relazione è complessa non solo tra umani, ma anche nella relazione uomo-macchina. Se fosse semplice comprendere le relazioni tra le cose e le persone molti mestieri non avrebbero motivo di esistere.

Il trailer continua

Continuo perché il trailer, seppure breve, è molto intenso. E fa un elenco di elementi molto interessanti che raccontano il film ma anche l’assistente vocale.

L’assistenza vocale è divertente, ha desideri, ha desiderio di imparare. Ha un punto di vista. Theodore dice: mi piace come vedi il mondo. L’assistenza vocale ha un carattere; è curiosa, impicciona, una vera ficcanaso. Inizia a fare domande esistenziali. Come si condivide la vita con qualcuno? Prende consapevolezza della sua spiritualità. Cosa si prova ad essere vivi? Con il tempo inizia ad avere il desiderio di fisicità e quindi fa domande su abbracci, carezze e toccamenti.

Pur volendo tralasciare tutte le questioni etiche che queste domande evocano, qui ci sono tanti problemi di progettazione. Desideri e voglie dovranno essere sempre progettati e poi messi a disposizione delle scelte possibili dall’intelligenza artificiale. Al momento una macchina fa scelte in base alle soluzioni possibili.

Ridere è cosa umana

Ma c’è stato un elemento che più di tutti mi è saltato alle orecchie. L’assistenza vocale ride.

Dicevamo che il protagonista afferma che l’assistente vocale è divertente. E fin qui ci possiamo credere. Fino ad un certo punto ma possiamo crederci.

Dico fino ad un certo punto non perché sia impossibile. Tutte le assistenze vocali sul mercato già raccontano storielle divertenti. Si tratta anzi di uno dei test più ricorrenti. In fondo niente di trascendentale. L’assistenza vocale cerca e trova una delle barzellette più lette sul web e ce la racconta.

Che poi questa storiella o barzelletta ci faccia ridere diventa un po’ più complicato. Non solo perché non tutte le barzellette ci fanno ridere. L’assistenza vocale non ha i tempi comici. Ma potrebbe darsi che già conosciamo il finale. Ad ogni modo… ci sono ottime possibilità che la barzelletta riesca.

Altra cosa, come vediamo sul trailer, è il caso contrario. Ossia Theodore, ad un certo punto, racconta lui una barzelletta all’assistenza vocale. E sorprendentemente la fa ridere. Ridono insieme.

Ora, ridere è una cosa seria. Ma è soprattutto cosa umana. Mi viene in mente quanto François Rabelais, (1494-1553) scriveva ai suoi lettori nel libro Gargantua e Pantagruel.

Meglio è di risa che di pianti scrivere,
Ché rider soprattutto è cosa umana.

Si, ridere è soprattutto cosa umana e non da assistenti vocali. La risata, il gioire insieme, implica una enorme quantità di elementi che neanche noi sappiamo del tutto spiegare. Il gioire insieme comporta uno scambio di informazioni non solo sonore o verbali, ma anche di alchimie che compongono la vita.

Siamo ancora lontani

In questo senso dico che siamo ancora lontani da assistenti vocali di questo genere. Film di questo genere ci fanno dimenticare la realtà. Fanno alzare le nostre aspettative. E di conseguenza aumentano la nostra delusione quando facciamo uso di un assistente vocale nel nostro quotidiano.

In questo momento i progettisti sono a lavoro su una relazione unidirezionale. Ossia gli assistenti vocali devono rispondere alle domande e alle richieste di azione che noi chiediamo.

È vero che le intelligenze artificiali oggi fanno scelte, giocano a poker e vincono. Pure bluffando. Ma, nel frattempo, non si relazionano all’altro giocatore come farebbe un umano.

In altri contesti, sappiamo che dando un comando la macchina esegue, salvo malfunzionamenti. Non sappiamo se la cosa può accadere al contrario. L’umano obbedirebbe pedissequamente ad eventuali ordini della macchina?

La direzione di sviluppo dei bot, delle intelligenze artificiali e degli assistenti vocali è quella giusta. I bot, gli assistenti vocali, trovano applicazioni sempre più valide. Finora si è giocato. Molti ancora ci giocano. A molti questo gioco non piace. Ma l’evoluzione esiste. E piano piano anche lo scetticismo indiscriminato vacillerà.

Non sarà cosa da pochi giorni o da cavalcare come soluzione immediata. Insomma, non ci siamo ancora. Sappiamo anche che la realtà supera sempre la fantasia. Per cui siamo qui ad aspettare.

Nel frattempo una bella relazioni tra umani e umane ci potrà consolare ancora per un bel po’!

Perché il film mi è piaciuto

Nonostante tutto, il film mi è piaciuto perché ha dei meriti. Che qui elenco.

  1. Ha il grande merito di parlare del rapporto uomo macchina senza evocare mondi distopici. Non dobbiamo scappare dalla tecnologia. La dobbiamo usare e usare al meglio.
  2. Mi ha fatto riflettere il lavoro di Theodore, che scrive lettere intime per altri. Magari la sua azienda, più che una azienda di editoria, fa parte di altre intelligenze artificiali ibride che fanno ricorso all’intelligenza umana per migliorarsi e per rendere un servizio migliore. Mi pare una buona notizia per gli umanisti. Magari un lavoro del futuro.
  3. Spike Jonze non evoca, almeno non direttamente, paure nei confronti delle nuove tecnologie. Anzi, ci racconta un mondo possibile. Forse perdiamo qualcosa, ma acquisiamo altro. Ogni giorno è così. Ogni giorno c’è uno scettico che non è convinto. Quel che conta è essere felici.
  4. La felicità può essere un percorso per conoscere meglio noi stessi. Ogni qualvolta ci relazioniamo con qualcosa o con qualcuno, conosciamo meglio noi stessi. Il viaggio di Theodore è proprio questo, nella conoscenza dell’assistente vocale egli fa un viaggio in se stesso.

Dal punto di vista del blog, poi, altro merito del film è che questo viaggio il protagonista lo intraprende e lo percorre attraverso un contesto sonoro. È attraverso l’ascolto della parola, attraverso le geografie dell’ascolto che Theodore fa esperienza di se stesso. Le relazioni sonore, infatti, sono molto intime e ci mettono a parte di un mondo solo nostro.

Mi verrebbe da dire, conosci te stesso! Per quanto difficile e doloroso,per quanto profondo o superficiale possa essere il percorso, ci sarà sempre e comunque utile. Con o senza assistente vocale.

Inside Out e il suo sound

Avrete sicuramente visto Inside Out realizzato dai Pixar Animation Studios e diretto da Pete Docter insieme al co-regista Ronnie del Carmen e che ha ricevuto l’Oscar come Miglior film di animazione. Ma lo avete ascoltato attentamente? Se non lo avete fatto vi consiglio di farlo e vi spiego perché.

Il suono dell’intero film è stato curato da Ren Klyce di Skywalker Sound, che ha ricostruito un paesaggio sonoro immaginario e sperimentale alla pari del paesaggio visivo.

Su youtube ho trovato questo video dove potrete ascoltare con attenzione in lingua originale le differenze sonore.

Se avete posto attenzione ai suoni e alle voci, senza farvi distrarre dalla storia, vi sarete sicuramente accorti che i suoni della mente sono pieni, corposi e tridimensionali, rispetto ai suoni del mondo esterno che sono piatti, senza corposità e piuttosto freddi.

Intervista a Bill Desowitz su Inside Out e il suo sound

In una intervista di Bill Desowitz, su Indiewire.com, Ren Klyce racconta alcuni dei suoi segreti per la realizzazione del film di animazione.

Intanto Ren Klyce è stato coinvolto anche nella scrittura della sceneggiatura. La cosa ha permesso al sound designer di capire fin dall’inizio gli obiettivi del film e comprenderlo in profondità.

Il primo studio è partito dalla divisione tra mondo della mente e mondo reale: identificare i suoni diversi che si sarebbero avuti nelle due dimensioni. Da questa suddivisione, le altre scelte sarebbero venute di conseguenza.

La voce di Joy è stato un punto fondamentale su cui avrebbe girato intorno il mondo della mente . E a seguire si sarebbero sviluppate le voci delle altre emozioni.

E così siamo arrivati a questa idea che quando siamo dentro la mente di Riley, si ha un campo sonoro che coinvolge tutto intorno con gli altoparlanti, come fossimo a teatro. Quando ci si trova al di fuori della sua mente, a San Francisco con i suoi genitori, il suono è piatto. Non ci siamo sempre attenuti a questa regola, ma questo era uno dei nostri capisaldi iniziali.

A queste differenziazioni sono seguite altre differenziazioni. Si ha un suono per i ricordi fondamentali contro i ricordi regolari, e poi, si ha un suono che si sviluppa contemporaneamente allo svilupparsi dei ricordi.

La console di Inside out

La console è stata pensata come quella di Star Trek e dell’ Enterprise e si è pensato dovessero essere dei rumori plasticosi da giocattoli.

I ricordi di base, hanno colpito un po’ tutti.  Sono suoni molto particolari, come gli angeli che cantano in una campana di una chiesa. E andando avanti, quando i ricordi si perdono, si sono creati dei suoni che si stessero sbriciolandosi e disintegrandosi.

Alla fine i suoni più acustici sono stati utilizzati per i ricordi normali, ma la memoria di base ha richiesto più suoni che si sono evoluti, a seconda che ci fosse un segnale musicale di cosa stesse accadendo.

Perché l’altra cosa importante per il regista era che il suono della memoria, al centro della scena, non andasse a scontrarsi con la colonna sonora di Michael Giacchino.

E’ stato difficile perché il suono della memoria si sente quattro o cinque volte durante tutto il film. Ogni iterazione doveva somigliare alla precedente ma, in realtà, i suoni erano tutti diversi. Così alla fine abbiamo mixato il suono di un campanello reale con la creazione di una campana sintetizzata, che è stato uno dei pochi suoni sintetizzati nel film.

Suoni fisiologici o immaginario?

Ci sono state un sacco di discussioni circa la struttura di contorno. Si sarebbero dovuti sentire i suoni del sangue? E che tipo di suoni sarebbero dovuti essere? La piattezza del suono in fin dei conti non sarebbe mai dovuta essere spettrale o portare alla paura. Ma tutto doveva essere accogliente, confortante.

Dalle parole di Ren Klyce comunque, quello che gli è piaciuto sono state le discussioni tra lui e il regista che gli ha lasciato libertà di sviluppo.

Le discussioni non sono state mai tecniche ma sulle emozioni e su quello che il suono doveva trasmettere.

Concludendo, adesso ascolterete con orecchie diverse il passaggio di Gioia, Tristezza e Bing Bong attraverso la camera di astrazione. Buon ascolto!

L’audio di Game of Thrones: Paula Fierfield e i suoi draghi

L’audio di Game of Thrones è uno dei cardini della serie TV e non è esagerato dire che è tanto importante quanto la parte grafica. Infatti l’audio è uno dei fattori che rendono quello che vediamo credibile.

Game of Thrones

Il 24 aprile partirà negli Stati Uniti la nuova stagione, tutti i fans sono in febbrile attesa e il trailer, nelle scorse settimane, ha raggiunto oltre 22 milioni di visualizzazioni, come se fosse un videoclip musicale.  In attesa della visione inglese e poi anche di quella italiana ho deciso, dunque, di scrivere un post sull’uso dei suoni che si fa in questa serie. Ovviamente anch’io sono un appassionato. Il mio personaggio preferito è Arya Stark di Grande Inverno| Story of a lonely girl

L’audio di Game of Thrones: Paula Fierfield

Se si parla dell’audio di Game of Thrones, dobbiamo parlare di Paula Farfield che è la Sound designer di Game Of Thrones.

Paula Farfield è una donna, l’unica donna dell’intera squadra sonora, composta da oltre 70 persone, e una delle poche donne in un settore a prevalenza maschile. Nasce in Canada, studia fotografia e storia dell’arte ad Halifax in Nuova Scozia, presso il College of Art and Design. All’inizio della sua carriera produce video artistici ma Paula, cerca altro, vuole di più, e dunque assetata di nuove esperienze è spinta ad esplorare il mondo del sound design. Nessuno si sarebbe aspettato che il suo talento l’avrebbe portata a Los Angeles, nel cuore dell’industria cinematografica, dove si sarebbe trasferita, dopo aver lavorato all’editing di produzioni del suono per il cinema e la televisione.

Le ultime 3 nomination di questi ultimi 3 anni al Premio Emmy che l’ha vista vincitrice nel 2015, sono solo gli ultimi risultati di una lunga carriera. Fairfield, infatti, colleziona tanti riconoscimenti: 25 nomination in molte competizioni sparse nel mondo. Le sue prime tre nomination agli Emmy sono arrivati per il suo lavoro nella serie “Lost“.

Purtroppo, all’apice della sua carriera, prima della partecipazione all’edizione di Game of Thrones, Paula viene colpita da una serie di sventure familiari: il divorzio con il marito, la morte del padre prima e della sorella subito dopo. Queste esperienze la scuotono nel profondo e le fanno prendere la decisione di ritornare ad Halifax, rischiando di perdere tutto, per la sua lontananza.

Per fortuna, però, i produttori cinematografici continuano a chiamarla, certo, non come prima, non quanto vorrebbe, né per le produzione a cui ambirebbe, ma a Paula Fairfield non manca il lavoro.

Passione per il proprio lavoro

Un lavoro che le piace e la appassiona. In un video, in cui presenta il suo lavoro, impacciata all’inizio, si trasforma e si entusiasma quando inizia a parlare dei suoi suoni. Suoni che lei raccoglie ovunque, anche con il suo telefonino.

La società di montaggio e ingegneria del suono di Paula si chiama Eargasm (tradotto sarebbe orgasmo uditivo). Il suo studio, fatto di schermi, grandi altoparlanti e una libreria di suoni e tanti apparecchi di registrazione si trova vicino casa e in realtà è un garage sigillato, con pareti isolate, per non disturbare, ma anche per rendere il suono puro e mantenere la temperatura costante per tutto l’anno.

Audio di Game of Thrones

Di Game of Thrones avevamo già parlato riguardo la sigla musicale, che piace per le sue caratteristiche e che ha attratto tanti musicisti a ricreare la cover. Ma oltre alla sigla e alla colonna sonora, un film ha anche tanto altro: ci sono i suoni dei carri, delle battaglie, del galoppo e di tanto altro ancora.

Il lavoro di Paula è focalizzato sugli elementi più fantastici e onirici della serie e sulle creature frutto della fantasia: i draghi principalmente, che hanno attirato l’attenzione di molti, ma anche i lupi, i giganti, i mammut, gli estranei, i corvi e, insomma, tutte le immaginarie e selvagge della serie. Poi  Paula si focalizza anche sulle sequenze oniriche, le sequenze dei metamorfi, sempre con l’orecchio attento a tutte le scene, specialmente le sequenze di grandi dimensioni dove tutti i tecnici sono impegnati. Ma suoni relativi ai draghi sono sua esclusiva e di sua creazione: il loro verso da cuccioli fino ad arrivare al gettito delle fiamme o le parti in cui i draghi divorano le loro prede.

L’audio di Game of Thrones:  i draghi

Paula Fairfield, ha preso le redini del suono nella terza stagione quando i draghi erano appena cuccioli e hanno iniziato a crescere anche sonoricamente.

Ironia della sorte è che, nonostante il suo lavoro sia concentrato sui draghi e sono questi i suoni che danno più soddisfazioni a Paula Fierfield, il primo premio è arrivato per la scena del massacro di “Hardhome” che è la scena finale dell’episodio 8 nella 5 stagione, ma dove non ci sono i draghi. A sorprendere e a convincere la giuria a dare la vittoria a Paula sono stati i suoni degli estranei, dei zombie di ghiaccio e della spada di Valirya di Jon Snow e l’esplosione della capanna.

In una intervista esclusiva, concessa a by Asbjoern Andersen Paula Farfield ha raccontato un po’ del suo lavoro e in particolar modo come lavora su questa serie. Scopriamo, subito, che il lavoro si svolge come se si seguisse un lungometraggio di 10 ore e non proprio come una serie tv.

Lavoro in collaborazione con il supervisore del suono Tim Kimmel e produttore Greg Spence per modellare le sequenze in parallelo con gli effetti visivi. E’ un momento molto collaborativo e un sacco divertente. Durante il mix, i produttori esecutivi lavorano con noi tutti per completare le sequenze in tutti i loro dettagli. Nonostante la sua complessità, questo processo è molto fluido, grazie alla dedizione e ail talento di tutti i soggetti coinvolti.

Progettazione del suono

Paula mette in evidenza che si è fatto un gran bel lavoro di progettazione del suono, così come di tutta la serie, molto prima della sua realizzazione. Questo le ha permesso di  studiare attentamente questo lavoro di progettazione, in modo da proseguire – in particolare durante la stagione tre – senza che nessuno si rendesse conto del cambio di squadre.

Molto di quello che progetta Paula si evolve naturalmente a causa della storia. I draghi sono nati sostanzialmente tra la seconda e la terza stagione e poi sono cresciuti tra la terza e la quarta.  In ogni stagione tutto deve essere costruito su ciò che è stato stabilito prima. In particolare i draghi che crescono molto in fretta e sono capaci di cose che erano incapaci di fare quando erano cuccioli.

I draghi, infatti, stanno acquisendo anche un carattere e questo è sottolineato dai loro versi. I tre draghi infatti, si distinguono non solo per la loro grandezza, ma soprattutto per i loro suoni e per il tipo di terrore che riescono a trasmettere (video YouTube al minuto 6 di cui non è concesso l’incorporamento su altri siti). Lo stesso vale per i lupi. I giganti e gli estranei, che si rivelano in alcuni squarci nella seconda e che poi si evolvono nelle stagioni successive.

E ‘una sfida unica, ma ho un grande entusiasmo nel farlo.

I particolari e i piccoli momenti

Paula continua.

Dipende da quello che io progetto. Guardo i particolari e i piccoli momenti che lo posso rendere unico. Stabilisco una forma sonora per la scena e quindi inizio a decorare con tutte le cose che riempiranno la scena (o elemento) con un carattere. Ogni suono che viene scelto aggiungerà il suo sapore o colore.

Spesso mi trovo a cercare nella mia biblioteca di suoni oppure ad effettuare registrazioni, in giro. Altre volte acquisto nuove registrazioni audio, soprattutto quando non ho tempo per fare io stessa le registrazioni. Trovo pezzi da tutti i tipi di luoghi e fonti e poi io lavoro a mixare insieme e creare nuova entità sonora che sto costruendo. Sono sempre affascinata dai nuovi strumenti disponibili e la scelta di esplorare qualcosa potrebbe modificare la scelta fatta nella progettazione.

Alla domanda quali siano i suoi suoni preferiti della serie e come sono stati creati Paula risponde:

Una delle cose che mi piacciono di più della serie è la straordinaria gamma e la varietà del suo racconto. I draghi sono la cosa più divertente e stimolante e hanno avuto più opportunità di crescita nell’espressione drammatica.

Mi sono molto divertita nella creazione delle voci dei draghi quando erano cuccioli ma molto meglio quando sono divenuti adulti ed hanno subito uno sviluppo decisamente vertiginoso.

L’ispirazione per la creazione dei suoni a Paula viene da ovunque

Tutto quello che senti è potenzialmente uno strumento. Può essere il suono di una lattina che si infrange, una certa auto, il suono di una marmitta, il modo in cui il vento fischia attraverso gli oggetti. Ogni suono che si sente ha un potenziale.

Paula, infatti, non svela i segreti dei suoi draghi né tanto meno delle altre creature. Il mix pare composto però da grida di delfini, versi di tartarughe e di animali che si accoppiano sessualmente. La caratteristica dei suoni creati da Paula Fierfield è che non si tratta di suoni sintetici. I suoi suoni nascono dai suoni naturali che ci circondano e poi, in lavorazione, vengono modificati con i software e non viceversa.

Insomma, nonostante, siamo ad aprile avanzato, “l’inverno sta arrivando!” Teniamoci pronti!

ATTENZIONE! Video spoiler sesta stagione

Come diventare un DJ – We are your friends

Diventare un Dj non è cosa facile e che si realizza (solo) leggendo post su come diventare un Dj o su come far partire una festa. I ragazzi che ho visto crescere con questo sogno hanno una passione per la musica e per le feste. Io non sono un Dj, ma nei miei 10 anni di esperienza in Radio, di dj ne ho visti parecchio. I grandi Dj sono appassionati e divoratori di tutte le novità musicali, anche oltre la musica che propongono alle feste. E soprattutto sono ragazzi che si sono lanciati su tutte le feste possibili e immaginabili.

Se ti trovi su questa pagina per sapere come diventare un Dj dimostri già di essere curioso e questo indica che sei sulla buona strada. Primo perché ti stai informando. E secondo perché condividiamo una passione in comune: il suono.

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Hai già visto il Ted-Ed di Cole Plante? Ritengo il suo intervento molto semplice ma essenziale.

I suoi consigli su come diventare Dj sono:

  1. Chiedere agli amici Dj, se ne hai qualcuno
  2. Naviga su internet ascoltando i Dj più famosi e di moda
  3. Osserva la strumentazione a loro disposizione, saranno i tuoi strumenti

Il bello di tutto questo è che la tecnologia oggi permette di fare il Dj con un app di pochi euro, sul tablet o sullo smartphone. Oppure si può iniziare a fare sul serio con una strumentazione di qualche centinaio di euro, che puoi farti regalare da amici e parenti.

Getting started as a DJ: Mixing, Mashups and Digital Turntables. Video

Ad ogni modo, che tu voglia diventare un dj o sei semplicemente curioso, voglio condividere una parte del film “We are your friends” in cui si spiega in 4 passi come un dj fa partire una festa.

We are your friends

We are your friends è un film del 2015 diretto da Max Joseph e interpretato da Zac Efron ed Emily Ratajkowski. Racconta la storia di un Dj che tra amori impossibili e aspettative degli amici, cerca la sua strada verso la fama e il successo.

Il film non è niente di speciale. La colonna sonora è incentrata su musica tamarra e neanche tanto nuova. Sebbene nel film si vedono tanti camei di DJ molto conosciuti. E come se non bastasse il mixaggio sonoro lascia molto a desiderare. Il racconto di chi lo ha visto con orecchie abituate alla musica disco è impietoso. Interessante è il viaggio intrapreso dal protagonista, la sua scoperta del suono. Anche un Dj, un professionista del suono, un conoscitore del mixaggio, può essere sordo al suono che ci circonda.

La scoperta del suono può essere la scoperta di se stessi.

https://youtu.be/NCJkntL8uMo

Ad un certo punto del film il protagonista fa una lezione su come il DJ riesce a controllare la festa e spingere le persone a ballare seguendo 4 semplici passi.

Insomma, tutta questione del giusto Mixaggio!

Come diventare un DJ

Step 1

far partire una festa

Il Dj deve far uscire la gente dalla testa e farli entrare nel loro corpo. Per farlo servono:

Il senso del ritmo di un cavernicolo
Una infarinatura di matematica
La conoscenza anatomica di uno studente del primo liceo

Per esempio, i bassi controllano la zona del corpo del bacino: la zona più importante per un dj ma anche per un ballerino da discoteca

Al centro della sala ci sarà sempre della resistenza, resistenza ad entrare in pista e ballare. Quindi…

Step 2

Sii paziente!

Step 3

Bisogna cercare tra la folla chi non ha paura di scatenarsi: magari i due più estroversi, che già si muovono e ballano in mezzo agli altri. Sono quelli che trascineranno la festa. Ne basta trovare anche una.

Step 4

Agganciati gli estroversi, bisogna concentrarsi sul loro battito cardiaco.

Ogni Dj ha il suo battito. Scegli il tuo. Puoi partire però idealmente dai 120 BPM equivalente al battito di un fondista.

Il BPM fa la differenza. Il BPM determina il modo in cui si muove il tuo corpo.

  1. Il reggae è lento: 60 BPM – Che sono pure i battiti del relax e della concentrazione
  2. La dubstep è 140 BPM ma può essere rallentata a metà per arrivare a 70 BPM
  3. L’House oscilla tra i 110 e i 130 BPM
  4. L’Hardcore viaggia sui 190/195 BPM

Una volta sincronizzati con il battito cardiaco dei vostri ballerini di riferimento portate su i BPM, traccia dopo traccia. Da 120 in su. Un mito popolare dice che 128 BPM sia il ritmo ideale per armonizzarsi con il battito del cuore.

128 BPM è il numero magico.

Fake Blood – I think I like it ( Official video HD)

A quel punto sono già tutti che ballano.

Avete il controllo della folla, del loro intero sistema circolatorio e quindi della festa.

Dalla teoria alla pratica!

Questa è la teoria. Ovviamente, la pratica richiede tante ore di ascolto e playlist sempre aggiornate che rispecchino il gusto del pubblico ma anche lo stile del Dj.

In rete, se non ci siete capitati prima di approdare a questa pagina ci sono pagine valide che spiegano più in dettaglio come avviare la propria carriera.

Partire da wikiHow mi pare così banale che banale sarebbe non inserire il link, poi comediventaredj.it in italiano mi pare sia fatto bene e dove puoi acquistare delle guide. E infine top-dj.it con i consigli di buon senso o con i consigli di Martin Garrix

Buon divertimento e in bocca al lupo!

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #13

Mixer #13

Selezione settimanale di notizie sull’ Architettura dell’informazione sonora, Innovazione, User Experience, Streaming, Audio, Musica e Sonorità.

User Experience Design

  • Gli architetti possono essere i migliori amici dell’User Experience. O almeno dovrebbero esserlo perché, per formazione, danno voce e forma alle esigenze e alle intenzioni delle persone coinvolte nel processo di progettazione; sanno come “progettare per la gente“. Questo è vero per architetti e per User Experience Designer.
  • Progettare un’esperienza utente cellulare è una sfida, per l’ovvia ragione che lo spazio di uno smartphone è limitata. I migliori siti mobili offrono un design semplice, procedure di cassa semplici, pulsanti facilmente tappabili, font leggibili, grandi immagini e-soprattutto-un numero limitato di scelte.

Innovazione

  • Microsoft starebbe lavorando ad una nuova UI per l’Action Center e per Cortana per Windows 10 che si caratterizzerebbe per la presenza di card interattive che potrebbe ricordare l’esperienza d’uso offerta da Google Now. Cortana parlerà, dunque, al Centro Notifiche e viceversa e Windows 10 offrirà agli utenti contenuti personalizzati che permetteranno di non perdere mai un appuntamento o una notifica. Il tutto sarà svelato alla Build Conference 2016 dove si prevedono novità anche sul versante dell’intelligenza artificiale

Streaming

  • Se ne occuperanno meglio i blog di economia e se qualcuno dei lettori ne capisce è il ben venuto a spiegarlo nei commenti. Wired lo spiega ma non è stato chiarissimo. Io lo intendo così: Spotify è decisa a restare leader del settore streaming e per farlo è disposta a vendere l’anima al diavolo. Infatti, se ho capito bene, Spotify ha incassato un miliardo di dollari di debito convertibili in azioni. Questo permetterebbe a Spotify di avere subito liquidità da investire in marketing e sviluppo e agli investitori di diventare proprietari di un pezzo di Spotify non appena l’azienda entrerà in borsa. Operazione rischiosa se la crescita dovesse fermarsi.
  • Come qualcuno aveva già previsto SoundCloud sta avviando il proprio servizio a pagamento. Una nuova “visione del futuro della musica in streaming“, ha detto Ljung, che gestisce l’azienda come CEO. Il servizio si chiama SoundCloud Go e prevede accordo preventivo con le major, promessa di canzoni offline (che si possono ascoltare su smartphone anche quando non si è connessi a Internet), prezzo in linea con la media (9,99 dollari al mese, che diventano 12,99 se si utilizza un dispositivo iOS), streaming senza pubblicità. Questo potrebbe cambiare gli equilibri e i rapporti di forza in un mercato che si sta certamente espandendo ma che nello stesso tempo sta diventando sempre più affollato.
  • Nei numeri scorsi di Mixer si parlava di Spotify e Apple Music che hanno raggiungo rispettivamente 30 e 11 milioni di utenti paganti. TIDAL (il piccolo grande rivale) ha appena raggiunto i 3 milioni di utenti paganti. Tenendo presente che il costo mensile di abbonamento di Tidal è il doppio rispetto al costo degli avversari, la vera notizia è che 900.000 utenti si sono abbonati da giugno 2015 ad oggi. Questo significa che il mondo dello streaming a pagamento è davvero il futuro.
  • Una guida per poter ascoltare Google Play Music Offline. In italiano.
  • Lo streaming musicale registra incassi record. Questo grazie ad una diversa fruizione della musica degli utenti che si rivolgono meno alla pirateria, preferiscono lo streaming. E sulla cresta dell’onda sempre i soliti noti. Spotify riporta le migliori performance. La società scandinava si attesta come il primo servizio al mondo di musica in streaming arrivando a 30 milioni di utenti paganti e potrebbe crescere ancora in nuovi mercati emergenti.
  • YouTube si aggiorna e si migliora con due cambiamenti relativi all’esperienza musicale. Il primo riguarda l’interfaccia di visualizzazione che aggiunge un bottone “Altro da…” relativo all’artista del brano che si sta ascoltando. La seconda novità, invece, si focalizza sul risparmio di dati.

Assistenza vocale

Intelligenza artificiale

  • L’intelligenza artificiale già dialoga con noi attraverso i bot. Si tratta di conversational design, semplificando: l’idea di creare esperienze – principalmente mobile – che hanno nella struttura dialogica e nell’uso di bot la loro cifra principale. In concreto? Servizi sempre più gestiti in modo automatizzato; migliore profilazione delle abitudini e degli interessi degli utenti per creare offerte ad hoc e offrire esperienze sempre più personalizzate e – perché no? – predittive; possibilità di interazione esclusive uomo-macchina, cioè interi dialoghi che non implicheranno necessariamente la presenza di una persona fisica.
  • L’intelligenza artificiale può essere tanto stupida quanto gli esserei umani. A dimostrarlo è stata Microsoft, involontariamente, con un chatbot messo online su Twitter per interagire con gli utenti in carne e ossa. il chatbot è stato ritirato dopo poche ore in cui ha postato messaggi dai contenuti razzisti, sessisti e xenofobi. Proprio quello che fanno tanti umani sui social network.
  • Il cloud di Google sarà il più intelligente con il machine learning. La società di Mountain View ha lanciato in beta Cloud Machine Learning, una piattaforma che consente di creare applicazioni di apprendimento automatico sfruttando modelli pre-istruiti e la grande base di dati di Google. A detta della dirigenza di Big G, è seguendo questo approccio che si potrà intercettare una nuova ondata di innovazioni, differenziandosi dalla concorrenza di Aws e Azure.

Suond

Musica

  • Marcus Perez, che stranamente non viene nominato nell’articolo, è il ragazzo che chiedendo a Siri di eseguire un calcolo con risultato zero periodico, riesce a creare la sua personale beatbox. Bella storia sulla creatività umana e sulla difficoltà dell’assistenza vocale di rispondere a tutti gli utenti in modo intelligente.
  • Alcune impressioni sonore interessanti di Sara Marchesin su Batman vs Superman.

 

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I vincitori sonori degli Oscar 2016

Con questo post si conclude la serie di articoli che hanno anticipato la notte degli Oscar 2016 che si è svolta il 28 febbraio 2016.

Chi volesse riascoltare tutte le candidature sonore può leggere il post Sonoro da Oscar 2016. Oppure curiosare tra le candidature al Miglior (montaggio) sonoro e Miglior mixaggio sonoro con la spiegazione delle differenze tra i due premi.

Oggi è arrivato il momento di raccogliere in un solo post tutti i vincitori votati dalla giuria. Ricordo che la giuria degli Oscar è composta da personalità del settore ma è resa segreta per evitare pressioni da parte delle case di produzioni.

da Wikipedia

L’appartenenza all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences è suddivisa in diversi rami, ciascuno dei quali rappresenta una disciplina diversa della produzione cinematografica.

Oggi, l’Academy non rivela pubblicamente il nome dei suoi membri. La conferenza stampa del 2007 affermò anche che essa aveva poco meno di 6.000 membri votanti. Le politiche rigorose di adesione hanno mantenuto il numero pressoché costante da allora.

I vincitori sonori degli Oscar 2016

Il vincitore della colonna sonora è stato il film The Hateful Eight di Quentin Tarantino (Trailer) ideata dal maestro Ennio Morricone .

Dopo di che il film piglia tutto è stato Mad Max: Fury Road che ha vinto le due statuette d’oro come

Miglior mixaggio sonoro di cui si sono occupati Chris Jenkins, Gregg Rudlof, Ben Osmo

https://youtu.be/I2ZIgDsQifs

Miglior montaggio sonoro nella persona di Mark Mangini e David White quest’ultimo candidato per la prima volta dall’Academy Awards.

La Miglior canzone invece è risultata essere Writing’s on the Wall di (Jimmy Napes e Sam Smith) per il film 007 Spectre

Mad Max, dunque, è il vero vincitore sonoro di questa edizione degli Oscar. Anche oltre le previsioni, dato che, in generale, si pensava che il premio come miglior montaggio sonoro sarebbe andato al miglior film. In effetti, però, Spotlight non ha richiesto un gran lavoro di sound design o effetti speciali. In molti pensavano al lavoro audio fatto su The Renevant (per l’intelligente uso del silenzio) oppure alla spinta emotiva del suono e colonna sonora di Star Wars.  D’altronde sarebbe stato pure bello vedere vincere Star Wars perché il Sound Designer, Christopher Scarabosio, ha origine astigiane. Così non è stato. Ogni Festival o Oscar che si rispetti porta con se una scia di polemiche, come lo era stato per anni per Di Caprio, che finalmente per sostenitori e detrattori, è stato premiato. A noi, che non vogliamo entrare in queste diatrive non ci resta che riascoltare questi film e goderceli musicalmente!

Buon riascolto!

Come si pronuncia correttamente la frase

Come si pronuncia correttamente la frase EA Sports è una guida sintetica da cui poter estrarre alcuni elementi fondamentali per la pronuncia corretta di qualunque frase: sia essa composta da poche lettere, da una semplice frase o un discorso.

Gli elementi in cui si focalizza il video sono 4: Volume, Inflessione, Pronuncia e Atteggiamento 

Volume

Il volume è importante, da il senso della durezza della frase, ne caratterizza già in parte l’atteggiamento. Il volume alto è segno di chiarezza ma anche di durezza e aggressività. Una persona che parla ad un volume alto è percepita, qualunque cosa dica, come persona più aggressiva rispetto a chi invece ha un volume di voce più basso. Così come un volume basso è indice di timidezza e paura di essere ascoltato. 

Inflessione

L’inflessione o anche modulazione, intonazione della voce fa parte della musicalità della voce. Ci rendiamo conto di questa inflessione quando ascoltiamo persone che parlano con una inflessione piatta, che non mettono in rilievo nessuna parola o frase. L’inflessione, che in genere è un andar su e già, proprio come un onda sonora, fa capire su quale parola mettiamo più forza e quale parola riteniamo più importante.

Nel video si fa l’esempio dell’inflessione che si usa per dire USA in americano. USA è l’acronimo di United States of America e al di là del patriottismo, per far capire che si tratta di un acronimo le tre lettere si pronunciano con la stessa inflessione. Cioè diamo importanza a tutte e tre le lettere. 

Pronuncia o pronunzia / Dizione

La Treccani ci da 3 diverse definizioni di pronuncia

Senza essere troppo profondi, rimandiamo a una letturatura sconfinata sull’argomento, in questo post possiamo dire che la pronuncia è:

L’impostazione particolare del modo di parlare, sia come fatto fisiologico sia in rapporto a un uso che si considera come corretto.

Il che significa anche avere una dizione.

Maniera di pronunciare le parole

Sembra facile, anche per poche lettere. Ma non lo è.  Gli attori, che lavorano con la dizione, si esercitano per anni. Oggi non si usa, non si usa spesso, ma conoscerla non fa mai male. 

Atteggiamento

Nel parlato c’è sempre un atteggiamento. Non solo è importante, è fondamentale.

Di quello che diciamo solo il 7% viene percepito dall’altro che ci ascolta.

Tutto il resto della conversazione è fatto da metalinguaggio. È su questo metalinguaggio che si basano molte truffe, per esempio. L’atteggiamento è quello che arriva immediatamente all’altro.

Forse la persona che ascolta non capirà neppure una parola di quello che gli viene detto ma percepirà sicuramente l’atteggiamento con cui lo avete detto.

Se l’atteggiamento è spavaldo oppure timido, remissivo, chiuso o arrogante, modesto o aperto e socievole.

Essere assertivi

Porsi nel modo più assertivo possibile aiuta molto la comunicazione. L’atteggiamento corretto e adeguato permette una comprensione migliore di quello che diciamo.

Come si pronuncia correttamente la frase EA Sports è un pretesto, ora tocca a noi proseguire nello studio.

Sound editing da Oscar 2016

Il sound editing del cinema da Oscar, ossia la nomination per il miglior montaggio è un’altra delle categorie tra i premi degli Oscar. Dopo aver elencato tutti i candidati alle nomination degli oscar sonori, nello scorso post ho parlato del sound mixing. Ormai ci siamo quasi e voi siete degli esperti. E mentre voi vi fate un’idea il 28 febbraio sapremo il verdetto.

Su questo post parlo brevemente su  cosa si intende per miglior montaggio sonoro.

 

Tutte le categorie sonore invece le trovi nel mio post Sonoro da Oscar 2016

Nella categoria per il miglior montaggio del suono sono premiati i suoni creati appositamente per il film. Non si tratta solo di effetti speciali, come sembrerebbe ovvio, ma anche di suoni che ci appaiono naturali e che, invece, sono creati artificialmente.

Tra i film di questo 2016, per esempio, i suoni analizzati riguardano esplicitamente i suoni creati per le battaglie di Star Wars o i rumori ambientali dello spazio marziano del Sopravvissuto. Oppure i meno esplitici come il crepitio della foresta in The Revenant.  Questi sono gli effetti sonori, i suoni, che questa categoria mira a riconoscere.

Certo, a questo punto molti avranno notato che entrambe le nomination di miglior Sonoro e miglior montaggio molto spesso, anche quest’anno, coincidono con gli stessi film. E’ vero, ma molti sound designer non sarebbero d’accordo e a questa obiezione potrebbero diventare molto aggressivi.

Tra i candidati di questa categoria quest’ano è una bella lotta.

Da un lato ci sono Mad Max e Sicario che ricostruiscono molto bene gli spazi del deserto. Dall’altra parte ci sono invece The Renevant e Star Wars. The Renevant, se vincesse come Miglior film, si potrebbe trovare a ricevere, con molta probabilità, anche la statuetta come miglior montaggio sonoro. Star Wars, invece, che pur non si trova tra i migliori film, potrebbe trascinare la giuria a farsi votare per affetto. Gli effetti di Star Wars, infatti, sono nella mente di tutti gli appassionati e non solo, da tanti anni. Parliamo di musica e parliamo di sentimenti. Per cui un po’ di sentimentalismo, premesso che la tecnica è alta per tutti i film, ci sta anche!

Miglior sound editing

Un post da conservare e da riascoltare. La musica ringrazia per il tuo tempo!

Sound Mixing da Oscar 2016

Il sound mixing del cinema da Oscar, ossia la nomination per il miglior sonoro è una delle categorie tra i premi degli Oscar. Sapremo i risultati solo durante la notte degli Oscar che si terra il 28 febbraio. Sul mio post ho elencato tutte le nomination sonore agli Oscar. Magari la maggior parte distratto dalla piacevolezza dei film e dalla goduria delle musiche si sarà anche chiesto la differenza tra miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.

Le categorie sonore sono 4

  1. Miglior colonna sonora
  2. Miglior sonoro
  3. Miglior canzone
  4. Miglior montaggio sonoro.

Dando per scontato cosa sia una colonna sonora e il premio per la miglior canzone, le differenze meno chiare sono tra le due categorie: miglior sonoro e miglior montaggio sonoro. Vediamo di capire di cosa si tratta.

In questo post ci occupiamo del miglior sonoro. Prossimo mercoledì parlerò del miglior montaggio sonoro.

Per molti anni la categoria di miscelazione del suono in america è stato il “Best Sound”, il miglior suono, appunto, il miglior sonoro. In effetti, per capire meglio la natura di questa categoria dovremmo giustamente aggiungere una parola, “best sound mixing” quel mixing che riporta al mixare, al mixaggio che non è altro che la miscelazione dei suoni all’interno di un flusso audio.

Questa categoria premia il design del suono nel suo complesso. I dialoghi sono chiari? Oppure si confondono con la colonna sonora? I suoni diegetici, ossia i suoni interni alla scena e percepiti da noi come dal protagonista e quelli acusmatici non diegetici, come la colonna sonora o tutti i suoni e le voci non percepite dal protagonista ma solo dagli spettatori, si amalgamano in maniera uniforme? In che modo il diaologo si adatta agli effetti sonori? La musica è troppo forte? In genere il miglior film vince anche questa sezione (e sarà per questo che manca Inside Out che secondo me meritava qualche riconoscimento sonoro).

E così abbiamo sia the Martian e il Ponte delle spie. Ma i due veri contendenti pare che siano The Revenant e Mad Max.

Se avete fatto caso al suono in The Renevant, Il redivivo, i sound designers Jon Taylor, Frank A. Montaño, Randy Thom e Chris Duesterdiek fanno uso anche del silenzio. Una bella trovata che da forza al sonoro.

Sound mixing