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Festival balli popolari

I festival dei balli popolari sono dei grandi meeting di ragazzi che si riuniscono per ballare e divertirsi in modo sano, tra danze e buona musica.

Il mio unico evento di balli popolari a cui ho partecipato  è VeneziaBalla. Un’esperienza davvero bella, appassionante e divertente.

Venezia Balla 2018

Purtroppo l’edizione 2018 non ci sarà. Lo spiega chiaramente il comunicato che si trova sull’home del sito ufficiale.

Si trattava e si tratta di un festival che ha attirato l’attenzione di musicisti e ballerini proveniente da tutta Europa. Considerato che la maggior parte delle persone sono sempre stati volontari, molte strutture non sono certo gratis.  E giustamente si avrebbe (avuto) bisogno di un sostegno sia pubblico che privato. Ma a quanto pare questo non avviene.

Un vero peccato. Confidiamo nell’ultima frase che ci da speranza.

Venezia Balla va dunque in vacanza per il 2018 ma non temete, si tratta di un arrivederci e non certo di un addio!

In assenza del Festival, vi consiglio di seguire i vari gruppi che sono presenti sul territorio veneto.

Nel sito potete trovare informazioni riguardo a:
> CORSI di danze popolari promossi dai membri dell’associazione nel territorio di Venezia, Mestre
> EVENTI & NEWS folk nei dintorni di Venezia\Mestre
> FESTIVAL VENEZIA BALLA
> Eventi nel Veneto (INFORMADANZE)
> Cos’è la DANZA POPOLARE

Folkalooonga

Non sarà certo VeneziaBalla ma lo spirito e l’organizzazione sono quelli dei gruppi di balli popolari veneziani. E quindi mi fa molto piacere che si organizzi questa Folga longa, che farà danzare per ore e ore chi ha voglia di danzare. Appuntamento il 29 settembre 2018. Tenetevi in formati seguendo la pagina facebook di cerchi nell’acqua.

Vialfrè

Vialfrè è invece il festival dei festival. Quello a cui tutti vanno o vogliono andare. Chissà, un giorno, andrò anch’io sebbene ho perso il mio allenamento e non ho più le occasioni di ballo che avevo a Venezia.

Anche in questo caso lascio parlare il sito del granbaltrad.

Il Gran Bal Trad è un festival dedicato alla danza e alla musica tradizionale, nato dal desiderio di mettere in contatto differenti modi di esprimere la danza e la musica. Si propone di offrire ai partecipanti un quadro variegato di alcuni esempi delle varie culture presenti in Europa, non dimenticando di proporre uno spaccato di tradizionale tipico della nostra Italia.

Le giornate del Gran Bal Trad si articolano in atelier di danza e di strumento al mattino e al pomeriggio, e proseguono fino all’alba con le serate di ballo su 5 grandi palchi.

Sono presenti più di 250 tra insegnanti ed artisti, provenienti da tutta Europa, impegnati ad ogni ora del giorno e della notte in atelier di danza e di strumento, concerti serali, conferenze.

Sono cinque giorni durante i quali migliaia di persone sono spettatori e protagonisti di una full immersion nella danza e nella musica tradizionali. Quest’anno il Festival si terrà dal 27 Giugno al 1 Luglio.

Calendario aggiornato Balfolk, workshop e Festival

Di festival ce ne sono abbastanza in giro. Potete essere aggiornati dal calendario del sito io ballo folk. Rudimentale come sito, ma aggiornatissimo e funzionale.

Balli popolari e balfok in Italia e all’estero

Di seguito un po’ di link utili da seguire per la vostra zona di riferimento.

LOMBARDIA

TOSCANA

PIEMONTE e VALLE D’AOSTA

FRIULI VENEZIA GIULIA

VENETO

MARCHE

PUGLIA

Eventi tutto l’anno gruppo facebook.

E le altre regioni?

Difficile tenere nota o andare a rintracciare tutti gli appuntamenti che si svolgono in Italia. Si tratta di un mondo interessantissimo ma altrettanto sommerso.

Se vorrete aggiungere la vostra regione o aggiungere qualche evento basta commentare questo articolo. Aggiornerò volentieri l’articolo.

FRANCIA

http://www.musictrad.org/concerts/index.php

http://www.tradzone.net/forum/

solo bretagna: http://www.tamm-kreiz.com/agenda.html

zona di Parigi: http://trad75.free.fr/

SVIZZERA

 http://www.danseinfo.ch/

Euro IA 2018 – Cosa andrei a seguire, se andassi veramente.

L’Euro IA 2018 è la conferenza europea dell’architettura dell’informazione. Ed è un momento importante per tutti coloro che si occupano di user experience design. Ogni anno, personalmente, mando la mia proposta di intervento. Ma non è facile, perché la competizione è mondiale. Da un lato si preferiscono i professionisti già riconosciuti e che lavorano per brand di rilevanza internazionale. E poi in tre giorni c’è un massimo di persone da poter ascoltare.

Proponetevi!

Ad ogni modo, la cosa che trovo molto interessante, è che per poter intervenire ti giudicano tre persone a cui viene affidato il compito di leggere la proposta di tutti coloro che hanno l’ardire di proporsi. Al momento ho sempre trovato una persona entusiasta della proposta. Una a cui piace l’idea ma molto di nicchia. E una terza completamente in disaccordo con l’intervento e che giudica il mio inglese troppo semplice. Con un voto di uno e mezzo si viene respinti.

Non vi nascondo che trovo sempre molto belli i consigli di chi sarebbe entusiasta ad ascoltarmi. Interessanti le osservazioni del secondo e un po’ troppo zelante il terzo che mi boccia. Ma va bene così.

Se continuo a scrivere è perché in ogni caso, queste risposte mi forniscono utili suggerimenti; mi permettono di migliorare i miei studi per me stesso e per i miei lettori. Così come per i miei clienti.

E poi, quest’anno, finalmente, ci si occupa di architettura dell’informazione conversazionale. Chissà che un giorno vogliano ascoltare anche il piccolo uomo di provincia che ha da dire la sua.

Cos’è L’Euro IA 2018

Di se stesso l’EURO IA dice nell’ About.

Il Summit EuroIA è la principale conferenza sull’architettura dell’informazione (IA) e User Experience (UX) in Europa. È organizzato da un team di volontari ogni anno a settembre, in una diversa città europea. EuroIA 2018, a Dublino, sarà la 14a edizione.

Avendo una relazione così consolidata con la comunità di Information Architecture e User Experience, EuroIA ha visto e ospitato alcuni dei momenti decisivi nella progressione della nostra industria e del nostro modo di lavorare. In questo modo, abbiamo abbracciato argomenti dalla ricerca degli utenti a test e analisi, modellazione dei contenuti, workshop creativi o gestione delle competenze.

Programma completo EURO IA 2018

Euro IA 2018 si svolgerà a Dublino dal 27 al 29 Settembre. E ci sarà un programma fitto di interventi interessanti.

Programma di Giovedì

I workshop del Venerdì

Programma di Sabato

Cosa andrei a seguire, se andassi veramente

Io ormai mi sono relegato ai confini dell’impero, per cui non andrò. Ci vorrebbe uno sponsor che mi mandasse ad ascoltare. Il costo degli spostamenti e della conferenza stessa non sono sostenibili.

La mia azienda è ancora troppo piccola per poter investire in un evento del genere. Però mi piace sognare; mi piace progettare il viaggio e immaginare quali conferenze andare ad ascoltare.

Humanogy e non Humanology

Il tema di quest’anno è Humanogy. E lo faccio spiegare a Euro18 stesso cosa vogliono dire.

Le persone e la tecnologia condividono entrambi un tratto comune. Entrambi hanno memoria, capacità e capacità di pensare. Mentre la tecnologia espande e connette la razza umana alla rete digitale globale, il nostro mondo fisico si sta rapidamente fondendo con un mondo digitale in cui ogni azione e movimento possono essere monitorati, archiviati e analizzati all’interno di un enorme universo digitale che non dorme mai. Cosa significherà questa convergenza per l’uomo? Quale sarà il nostro futuro in questa inaffidabile era digitale? (Cit. Urban Dictionary)

Come user experience designer  e architetti dell’informazione, trascorriamo gran parte del nostro tempo a pensare alla relazione tra tecnologia e umani da una prospettiva sociale, economica, storica e tecnologica. Inoltre, ci impegniamo costantemente per migliorare l’aspetto umano con tecnologie rivoluzionarie.

Con organizzazioni e imprese sociali che finalmente riconoscono il valore dell’esperienza utente e dell’architettura dell’informazione, abbiamo un’opportunità unica per avere un impatto significativo. Ora è il nostro tempo.

Da non perdere! Secondo me.

Giovedì 27 Settembre 9:30 – 13:30

A re-introduction to information architecture / Donna Spencer

Un ripasso fatto con Donna Spencer non sarebbe affatto male. Anche perché si tratterebbe di una re-introduzione. Rinforzare, ogni qualvolta sia possibile, le basi permette di alzare i propri obiettivi.

Classification schemes: Audience, topic, geography etc
IA structures: Hierarchies, matrices, facets
Scientific and folk classifications
Supplementary IA: Search, indexes, links
Testing IA
Enterprise IA

—-

Venerdì 28 Settembre 9:00 – 13:00

Beyond the Screen / Abi Reynolds / Jessica Cameron

Si tratta di un Tutorial Workshop dal titolo User-centred psychology and new ideas in interaction design.

To create engaging and effective digital experiences, it helps to have a solid understanding of user-centred psychology. By taking advantage of people’s perceptual tendencies, cognitive biases, and very human susceptibilities to emotional experience and social influence, designers have proven able to create compelling, even addictive, screen-based experiences.

But now we are entering a new frontier. Our digital interactions have been primarily visual, but we are now moving towards a more holistic experience – one that encompasses conversational UIs, the Internet of Things and wearable tech. How can an understanding of key psychological principles help us design effectively for these new opportunities?

In this session, we will give attendees an introduction to user-centred psychology, identifying and explaining the ideas and research findings that help designers create effective desktop and mobile experiences. We will then move beyond the screen, and explore the challenges and opportunities presented by new interfaces. Throughout, we will remind ourselves that while technology changes rapidly, human needs do not.

Sabato 29 Settembre sarei davvero combattuto tra due interventi che si svolgono entrambi dalle 9:00 alle 13:00.

Il primo riguardante

The Art of Conversation / BBC Architects

Altro Tutorial Workshop dal titolo What we can learn about IA from Voice UI design.

Voice interaction is a natural playground for UX practitioners and Information Architects in particular. After all, we’re building experiences out of language and staging transactions within invisible structures.

But how should we research, prototype and design these experience, especially when they span contexts and content domains within the same experience. And what can we learn from VUI design as we create IA across any other digital environments?

Learn to develop ideas for voice and other invisible structures.
Practice describing and diagramming information architectures for new types of structure
Prototype and research propositions, from transactions to more exploratory experiences
We’ll also share some thought-provoking examples of what the BBC has learned in designing for voice platforms, asking questions like:

When pausing a live broadcast, where does it resume from?
Does “last” mean “previous” or “final”?
How do you gracefully handle errors without a screen?
How might we design for discovery in a conversational interface?
The tools and lessons in this workshop will give you a new perspective to take back to your professional work, and shine a light on something fundamentally human: the art of conversation.

Il secondo invece riguarda

AI for IA (and UX and Content Strategy) / Marianne Sweeny

Workshop che ritengo molto utile e di immediato uso e consumo per progetti reali e vicini alle persone.

There is an absolute truth about AI and that is artificial is always a pale comparison to the real thing especially when intelligence is involved. If you’ve noticed in increase in attention from the SEO down the hall, it is because Google has determined that UX is the most SEO-proof ranking influence for search results.

If you’re Stephen Hawkings (or Elon Musk and others), you believe that artificial intelligence brings with it doom and destruction. IF you’re Forbes magazine AI will merely redefine the enterprise. Most important, if you’re Google, you see its AI product RankBrain as the culmination of a goal to deliver the right information to the right people from the entire corpus of online information whether on sites, devices or structured depositories for the best experience.

However, this is not the experience that we design for. It is UX that is calculated, not observed. It is predicted based on past behavior rather than informed by human understanding. It is determined by machine intelligence rather than guided by collaborative design thinking. Information Architects have always recognized the essential role of the user. To be successful, IA must work for people. But as artificial intelligence and machine learning increase in power and prevalence, how can we ensure that technology serves human needs, and not the other way around?

Se qualcuno andasse…

Se qualcuno tra i lettori si recherà a Dublino il blog è a disposizione ad ospitare quanti vogliono condividere la loro esperienza.

Canzoni per eventi aziendali – musica per convention – presentazioni aziendali

Canzoni per eventi aziendali, musica per convention, presentazioni aziendali, sono il cruccio di molti organizzatori di eventi che devono pensare anche a come iniziare un evento o come ravvivarlo.

Questo articolo vuole dare una mano, uno spunto, un punto di raccolta per una bella playlist collettiva. Si tratta di una playlist tratta dai consigli di molte persone e a cui puoi continuare a contribuire attraverso i commenti.

Se qualcuno ti chiedesse, infatti, un consiglio per introdurre un evento, cosa consiglieresti?

Qualche canzone che trasmetta allegria, voglia di ballare, felicità e gioia. Che cosa diresti? Ciascuno di noi intende queste emozioni in modo diverso. Ed è quello che è accaduto a Valentina Falcinelli, per chi non la conoscesse Pennamontata, che a fine gennaio 2018 ha chiesto ai suoi amici sulla bacheca di facebook, per piacere.

qualche canzone che trasmetta allegria, voglia di ballare, felicità, gioia?

Ti presentiamo Echo Show 8Resta sempre in contatto con l’aiuto di Alexa.

Presentazioni aziendali, le richieste impossibili

Una volta un mio datore di lavoro mi chiese di inviargli qualche proposta musicale per la conclusione di un evento. Qualcosa di inspirazionale e nelo stesso tempo energico.

Mandai le prime tre canzoni, niente. Ne mandai altre 5, non convincevano. Poi 10 e ancora 10 e altre dieci ancora. Ma niente. Continuai ancora a mandare, perché chiedeva di continuare la ricerca.

Alla fine, pur avendo snocciolato vaste discografie non ne venne fuori niente e niente musica.

Quella preziosa corrispondenza è andata perduta. Con questo articolo, mi metto nei panni di coloro a cui viene fatta questa richiesta, sperando di essere utile.

Consigli per una canzone che trasmetta allegria, voglia di ballare, felicità, gioia?

Da quella richiesta è nata una serie di consigli che io riporto tra le mie conversazioni. Le conversazioni, per chi è nuovo del blog, sono una rubrica che raccoglie i migliori dialoghi che io incontro sui social. Dove tutto si perde nel tempo.

Io cerco di raccogliere il meglio e di dare spazio a contenuti che possono essere di interesse comune. Per i miei lettori, principalmente, ma anche per altri che capitano per caso.

Canzoni per eventi aziendali

Per cui se stai organizzando anche tu un evento e vuoi iniziare con una musica viva qui potrai trovare qualcosa di interessante. Consigliato, oltretutto da persone che già di eventi ne hanno organizzati tanti, o che comunque hanno partecipato a tanti eventi.

Ti presentiamo Echo StudioAltoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa.

Musica per convention

Don’t stop me now dei Queen

Ho hey The Lumineers

Vivir mi vida, Mark Anthony.

Come on Let’s go – Ritchie Valens

https://youtu.be/oHQ8wI6BlVE

Toda joya toda beleza

Feel it still dei Portugal The man

Jennifer Lopez – Let’s Get Loud

Francesca Borghi Se ti propongo qualcosa di meno conosciuto ma con una voce pazzesca? Questo pezzo è stato scritto apposta per un evento social :)https://soundcloud.com/aless…/con-tutta-la-forza-che-ho…
Gestire

Con Tutta La Forza Che Ho_Demo for #BattleRoyale

I will wait Mumford & Sons

Pharrell Williams – Happy

The Blues Brothers

Luigi Ferrara Volendo anche la colonna sonora quasi intera di The Blues Brothers, da Soul man a Sweet home Chicago.

https://youtu.be/TmfOl2e5Ib4

Phoenix – If I Ever Feel Better

I’m gonna be (500 miles)” dei The Proclaimers.

Hair Up ~ ITA

Happy Together – Turtles

Dave “Baby” Cortez – The Happy Organ

https://youtu.be/vK7rBXfZtAU

Think [Aretha Franklin]

Reach out [Gloria Gaynor]

https://youtu.be/bIAHgmDTZqk

Eye of the tiger [Survivor]

R.E.M. – Shiny Happy People (Official Music Video)

The Beach Boys – Good Vibrations

Quantic & Flowering Inferno – Cumbia Sobre el Mar

Bobby McFerrin – Don’t Worry Be Happy

Robin Schulz – Sugar (feat. Francesco Yates).

Can’t stop the feeling

Tequila _ The Champs!

https://youtu.be/3H6amDbAwlY

Coldplay viva la vida

Adrenalina <Lopez, Martin, Wisin>

Do You Love Me – The Contours

DJ Fresh – ‘Gold Dust’ (Official Video)

Instituto Mexicano del Sonido (IMS) – Pa La Calle feat. Lorna

LP- Night Like This

Walk of life dei Dire Straits Let the river run di Carly Simon (colonna sonora del film “Una donna in carriera”)

marc Anthony, Los Van Van (qualcuna)

Victor Manuelle

Grouplove – Good Morning

Un po’ di Bregovic?

e un pochetto di Buju Banton?

Alegria- Cirque du soleil

I Believe In A Thing Called Love – The Darkness

High on Humans degli Oh Wonder

Delta Goodrem “In This Life” Live Sunrise

Go – The chimical brothers

The Cure “Why Can’t I Be You?”

Noel Gallagher: holy mountain.

 Chet Faker – 1998

 Fool’s Garden – Lemon Tree

Pirates of the Caribbean Orchestral Medley, He’s a Pirate

We Found Love – Lindsey Stirling (VenTribe)

Footloose – Kenny Loggins

A Little Girl Plays For A Street Musician And Gets The Best Surprise In Return

https://youtu.be/TRktavB7KRQ

Bob Marley – Don’t worry be Happy

Imagine Dragons – On Top Of The World (Official Music Video)

The Cure- Friday im in love (lyrics)

Ferris Buller Sing’s – Twist And Shout

Simon & Garfunkel – The Sound of Silence (from The Concert in Central Park)

Grease – Summer Nights HD

R.E.M. – Man On The Moon (Official Music Video)

Cotton Eye Joe

Katrina & The Waves – Walking On Sunshine

Maria Rita – O Homem Falou

Let the music play, Barry White

Don’t stop ‘til you get enough, MJ

Teacher I Need You – Elton John

Presentazioni aziendali

Qualcuno consiglia di cercare su Spotify un paio di playlist che sono disponibili sull’app.

– Operazione buonumore
– Feelin’ good

Personalmente il mio consiglio è stato più che altro ispirazionale.

A me pare che trasmetta delle belle emozioni.

E a te? Quale canzone piace di più tra quelle proposte? Cosa consiglieresti per un evento? Che musica per eventi preferisci? Condividi la tua sigla ideale per il tuo evento ideale!

WIAD Palermo 2018 – Intervista a Luisa Di Martino

Il WIAD Palermo 2018

è uno degli appuntamenti più importanti

per Palermo e per la Sicilia.

Come ci racconta di seguito Luisa Di Martino,

un momento che non capita tutti i giorni.

WIAD Palermo 2018

Il 24 febbraio ci troveremo negli spazi di Cre.Zi. Plus – Cantieri culturali alla Zisa in Via P. Gili 4 per parlare di architettura dell’informazione. Anche Palermo, tra l’altro capitale della cultura italiana 2018, si svolgerà uno dei 56 incontri sparsi nel mondo.

I relatori del WIAD Palermo 2018

I relatori di questa giornata saremo quattro. Dico saremo, perché ci sarò anch’io a parlare e a raccontare il mio punto di vista dell’architettura dell’informazione, come al solito, infarcita di sonorità. Il tema sarà come in tutto il mondo IA for good. A Palermo declinato in “Come usare l’architettura dell’informazione per proteggere l’umanità dalla dis-informazione”.

Quindi ci sarà un grande Mauro Curcuruto che parlerà di “Realtà, finzione, discrezione. Dove finisce il ruolo del Design e comincia quello delle Persone?”. Il sottoscritto Toni Fontana parlerò di assistenza vocale con un intervento dal titolo “Senti chi parla”. La mitica Maria Cristina Lavazza esprorrà il suo “Manifesto per un design sostenibile”. E Daniele Mondello ci parlerà di come “Creare, gestire e trovare informazioni all’interno di un ambiente sanitario. Dato strutturato VS dato destrutturato”

Tra l’altro anch’io tempo fa mi ero affacciato al mondo sanitario che avrebbe bisogno di grandi opere di architettura dell’informazione sanitaria.

Luisa Di Martino

Ad organizzare il WIAD Palermo,

insieme a Maurizio Schifano e Maria Pia Erice (che sentiremo più avanti tra le interviste),

è Luisa Di Martino.

Ho conosciuto Luisa al WIAD Palermo 2017, l’anno scorso; quando non conoscevo nessuno degli organizzatori e non sapevo cosa aspettarmi. Anche se già si capiva che il calore umano della Sicilia non ha eguali.

Luisa Di Martino è donna siciliana, ragazza palermitana. Il suo entusiasmo, la sua professionalità, il suo sorriso e la sua assertività la contraddistinguono. Ma soprattutto Luisa è una donna che sta in mezzo alla gente, che si sporca le mani organizzando, direttamente o indirettamente. È una di quelle persone che crea occasioni di incontro, per il bene comune. E lo fa in Sicilia.

E se è vero che svolgere attività di progettazione è un’azione politica, allora l’attività di Luisa Di Martino è la più alta espressione della Politica, nel senso di polis, nel territorio siciliano.

Di se stessa Lusia dice

Sono un geek umanista, un designer freelance e un tecnico. La mia educazione combina teorie e know-how.

Intervista a Luisa Di Martino

Luisa Di Martino è una designer, progettista di software, disegna architetture dell’informazione, percorsi utente, interfacce basate su usabilità ed ergonomia. Mentore di  molte edizioni di Startup Weekend Palermo, è anche tra le promotrice del gruppo organizzativo dei CreativeMornings di Palermo, UX Book Club e WIAD.

Se volete saperne di più visitate il suo portfolio.

Luisa, come sei venuta a contatto con l’architettura dell’informazione e l’User Experience?

Ho scoperto e amato queste discipline nel 2011, mentre scrivevo la tesi di laurea, quando finalmente sono riuscita ad inquadrare con criteri oggettivi quella sensazione di frustrazione e costante fastidio provato nella mia quotidiana esperienza da utente di pessime interfacce web.
Le ricerche bibliografiche (grazie, Luca Rosati!) mi hanno guidato nel progettare il concept di un’app che riproponesse allo studente, in chiave user-friendly, i contenuti del farraginoso portale di Unipa. Il mio interesse per l’usabilità e l’ergonomia cognitiva si è così tradotto in attenzione progettuale e demolizione costruttiva. Si tratta di discipline che riguardano chiunque, anche soltanto nel ruolo di utente finale, ma per un progettista è impossibile non sentirsi reclutato e militante.

Il tuo lavoro si svolge prevalentemente a Palermo e in Sicilia. Io ho scritto tempo fa che la Sicilia ha grande bisogno di architettura dell’informazione. Dal punto di vista professionale come vedi questa città e questa Regione?

Sono estremamente d’accordo con la tua affermazione, una cultura dell’architettura dell’informazione potrebbe avere un impatto determinante sul territorio: credo che il disinteresse per l’utente finale sia una peculiarità tutta italiana, ma se possibile la situazione in Sicilia è esasperata da una scarsa alfabetizzazione informatica e dalla gattopardesca volontà di simulare un’innovazione “di facciata”, intesa come semplice cosmesi di dinamiche poco limpide e tristemente consolidate.

Specialmente in tutte quelle situazioni e procedure che prevedono l’abbandono di un cittadino inerme davanti ai portali delle pubbliche amministrazioni malfunzionanti, incomprensibili, progettati da burocrati per rispondere a requisiti prefissati da altri burocrati, sarebbe fondamentale l’intervento di UX designer e architetti dell’informazione.
Ciò che manca a monte è una presa di coscienza, soprattutto da parte delle istituzioni, della necessità di una progettazione dal basso, collettiva, limpida e su misura.

Quale parte del tuo lavoro preferisci?

Amo (e a volte odio, non è un mistero) la relazione con la committenza, che rende ogni progetto diverso dall’altro e che mi consente di prendere a cuore e per mano ogni volta una realtà differente, accompagnandola e guidandola nel suo percorso di maturazione. Cambiare interlocutori è sempre e comunque una forma di arricchimento, come persona e come professionista.

Quali sono i tuoi strumenti di lavoro?

Carta e penna, G-suite, post-it, intuito, empatia.
In un secondo momento subentrano i software.

La tua attività partecipativa è straordinaria. Fai parte dei gruppi organizzativi dei CreativeMornings di Palermo, UX Book Club e WIAD. Come si vive in gruppo?

Together we stand, divided we fall (cit.)
Innescare e propagare dinamiche nuove e positive in una comunità ha per me una valenza quasi politica (sebbene fermamente apartitica: nel senso greco del termine, la intendo più come restituzione ai cittadini dell’amore e del senso di appartenenza verso la polis).

Per questo ritengo fondamentale che coloro che hanno scelto di restare al Sud non si arrendano passivamente all’incuria e allo status quo, ma provino ad opporre resistenza insieme, diventando artefici, dal basso, di dinamiche rivoluzionarie positive. E lo è oggi più che mai, vista la vera e propria diaspora di brillanti professionisti e studenti siciliani che non saranno, per scelta o per necessità, artefici del risollevamento delle sorti della nostra terra.

Mi piace utilizzare spesso una metafora: nella materia è l’energia di ogni singola particella che si trasmette alle altre e vince l’inerzia. Creare occasioni per scambiarsi entusiasmo e voglia di cambiamento rimette in movimento ogni particella della materia – anche quella che, avendo ceduto energia in abbondanza senza apparenti risultati, si sta “spegnendo”. Un diffuso pessimismo sta paralizzando il rinnovamento del tessuto economico e sociale di Palermo come di molte altre realtà italiane: sorridere, rimboccarsi le maniche, diffondere fiducia, aiutare gli altri a trovare la propria vocazione e mettere in comunione il capitale umano presente in ognuno di noi è già di per sé un atto sovversivo.

In Sicilia ci sono tante piccole realtà di grande interesse. A Palermo c’è una forte rigenerazione di spazi e di luoghi. Pare che qualcosa stia cambiando. E’ un cambiamento di facciata o c’è pure della sostanza? C’è una rete sul territorio o ciascuno coltiva il proprio orticello?

Ho la sensazione che la città stia cambiando negli ultimi anni, sviluppando una sensibilità nuova in tal senso. Mi piacerebbe poter parlare di un cambiamento genuino, diffuso e condiviso dalla maggioranza dei palermitani; si tratta in realtà di un’epidemia virtuosa allo stadio iniziale, con alcuni focolai di entusiasmo e rinnovamento che stanno realmente creando un impatto sul tessuto sociale, seppure circoscritto ad un target specifico.

Siamo rimasti in pochi e l’idealismo non aiuta a pagare le bollette, ma forse è proprio per questo che chi decide di lanciarsi in progetti di rigenerazione urbana lo fa con passione ed entusiasmo. Per questo ritengo fondamentale che il contagio fra luoghi, associazioni, individui, accademie, aziende sia incoraggiato da iniziative aperte, multidisciplinari e inclusive.

La rete esiste, forse anche grazie all’uso dei Social, ma rischia di disgregarsi con la partenza di ogni siciliano che fa le valigie: ha bisogno di estendersi, includendo nuovi individui, e di fortificarsi, nell’ottica di creare i presupposti relazionali e di aggregare competenze che possano generare valore e opportunità lavorative appetibili, per chi ha voglia di restare o di tornare al Sud.

Si vede e si sente che dai tutta te stessa nel tuo lavoro così come nell’organizzare eventi e divulgare l’architettura dell’informazione. C’è qualcosa che proprio si dovrebbe fare ma da sola non riesci? Ad avere tempo e denaro, cosa ci sarebbe da fare?

Formazione di qualità per tutti, a qualsiasi livello, sulle discipline inerenti alla progettazione (inclusa l’etica). Soprattutto per i formatori e i professionisti siciliani, per evitare che si adagino sulla mediocrità del contesto in cui operano, ma anche per l’imprenditore, il legislatore, l’assessore, il cittadino comune. Ridisegnando i processi con strumenti adeguati, le ricadute sui maggiori problemi della città sarebbero inimmaginabili.

Il WIAD Palermo è un momento importante per la città. Cosa ti porti dentro ogni volta che finisce?

Come per qualsiasi format internazionale che viene replicato a Palermo, per me anche WIAD è un’occasione fondamentale per dimostrare che Palermo può mettersi in gioco su una scacchiera intercontinentale, con le dovute specificità e talvolta le limitazioni che la caratterizzano.

Candidare la città ad essere presente sul mappamondo di iniziative internazionali del calibro di WIAD significa scoprire che spesso possiamo a pieno titolo confrontarci con il resto del mondo.

Perché venire al WIAD Palermo?

Quando vi ricapita l’opportunità di sentir parlare di architettura dell’informazione a Palermo, ad un evento gratuito e di partecipare persino ad un workshop di settore?

E di incontrare dei partecipanti propositivi, curiosi, frizzanti, idealisti, nerd, quelli con cui senti che sia ancora possibile far partire una pacifica rivoluzione che parte dalle idee e arriva a progetti concreti?

Consiglia un libro

Le leggi della semplicità” di John Maeda: il mantra “Semplicità significa sottrarre l’ovvio e aggiungere il significativo” è uno spunto per il designer come per chiunque di noi.

Consiglia un brano musicale o un cd

Underclass Hero” dei Sum 41. Lettura e traduzione delle lyrics obbligatoria!

Consiglia un film

Inside out. Straordinaria metafora (geniale il sistema di classificazione dei ricordi) e meritatissime lacrime!

Ringraziamenti

Con questa intervista si conclude la serie di interviste dedicate al WIAD 2018. E se sono felice di aver deciso di contattare tutti gli organizzatori dei vari WIAD, e dare voce e spazio qui sul blog, sono proprio felice di questa intervista a Luisa Di Martino. Intervista che mi rende orgoglioso si essere siciliano e in attività in questa terra difficile ma anche piena di energie inestinguibili. Per cui a lei va un grazie speciale che porterò anche in presenza, proprio il 24 febbraio.

Sono felice di aver avuto l’onore di ospitare sul blog chi sul territorio, in Italia, sviluppa e organizza eventi di divulgazione. E per questo i miei ringraziamenti vanno a tutti.

Ci dividono tanti chilometri ma ci unisce un’unica passione per il bene comune. E su questo è necessario lavorare.

Le interviste, dunque, continueranno. E se vi siete persi le puntate precedenti lee potete sempre recuperare.

Marco Tagliavacche per il WIAD Genova 2018

Bianca Bronzino per il  WIAD Bari;

Daniela Costantini per il WIAD Trento, 

e Carlo Frinolli per il WIAD Roma.

WIAD Trento – Intervista a Daniela Costantini

Il WIAD Trento sarà l’evento che riunirà tutta la comunità del Nord Est, tra trentini, veneti, friulani e (immagino) anche parte della Lombardia (che si dividerà tra Trento e Genova). Una grande opportunità per un territorio molto attivo, che risponde positivamente a molte novità di business.

Wiad Trento 2018

Per tutte le informazioni vi invito a visitare il sito uffiiciale del wiad!

Qui vi anticipo, come indicato sul sito, che la giornata sarà strutturata in due momenti.

mezza giornata di talk e presentazione di casi studio, che parleranno di Architettura dell’Informazione, #UX design, accessibilità e usabilità. E mezza giornata, dopo pranzo, con sessioni di workshop parallele.

Relatori

Al WIAD Trento sono tanti i relatori di valore che si divideranno tra talk e presentazioni. Ci saranno:

Massimo Zancanaro: “La User eXperience per la co-narrazione di conflitti”. Raffaella Roviglioni o meglio conosciuta come @raffiro: “Da organizzazioni umanitarie a human-centered”. Antonio Matera “Design inclusivo: l’accessibilità come opportunità di progettazione”. Silvia Remotti : “Design for public services: riprogettiamo una comunicazione più semplice e chiara”.

E per concludere il nostro grande Luca Rosati .”Ciascuno a suo modo. Progettare per le diverse strategie di ricerca dell’informazione”. Letizia Bollini : “Senza le basi dimenticatevi le altezze. L’architettura visiva dell’interfaccia”. E Gabriele Francescotto : “Strutturare i contenuti dei siti web secondo standard: opportunità per cittadini e PA”.

Intervista a Daniela Costantini

Daniela Costantini è una persona molto rispettata all’interno della comunità degli architetti dell’informazione. La sua “fissazione” è la formazione. E forse la sua immagine di copertina su Linkedin è la migliore metafora del suo essere una persona immersa nei libri.

Daniela, come sei venuta a contatto con l’architettura dell’informazione e l’User Experience?

Grazie a questa domanda, a causa della quale ho costretto i “dolomitici” – che sono Dario Betti, Stefano Bussolon*, Nicola De Franceschi, Francesca Marangoni, Marco Calzolari – ad una forzata sessione sul nostro gruppo WhatsApp per ricostruire la storia, ho potuto vedere la chiusura di un cerchio, iniziato (guarda un po’) a Trento nel 2007, in occasione del secondo summit italiano di Architettura dell’informazione.

La scintilla però si è accesa prima, con la scoperta in rete degli studi di Luca Rosati sulle faccette, ispirati dal biblioteconomista Ranganathan e, successivamente, del suo libro sull’architettura dell’informazione. Immagina quanto possa essere particolarmente felice e onorata della sua presenza al WIAD di quest’anno…

Subito dopo, nel 2008, c’è stata la collaborazione con Bux* (Stefano Bussolon) alla progettazione dell’allora sito PoliMi (all’epoca vivevo e lavoravo a Milano), l’appuntamento annuale con quasi tutti i summit di Architecta, la mia seconda famiglia, la fondazione del MilanUXBookClub nel 2012, quella del DolomitiUX nel 2014 (insieme ai compagni di merende di cui sopra), l’organizzazione del WIAD a Verona dell’anno scorso insieme agli amici veneti e, pare, nessuna voglia ancora di fermarmi. Il mio sogno inconfessato? Riportare il WIAD a Milano, prossimamente 😉

Qual è la tua “giornata tipo” professionale?

Vivo in Trentino ormai da quasi sei anni e lavoro all’Università di Trento da poco più di tre. Da qualche mese sono tornata, con infinita gioia, ad occuparmi di web e comunicazione digitale a 360 gradi, in un contesto in cui non sono ancora sviluppati i modelli, le tecniche e i processi dell’architettura dell’informazione e dello User eXperience design. Quale sfida migliore, dunque, sarebbe potuta capitarmi?

Non esiste per ora una “giornata tipo”, perché sono sempre tutte diverse: esiste la filosofia del fare un passo alla volta, nell’inserire nel lavoro quotidiano i principi del buon design. Ho la fortuna di lavorare con un ottimo team, composto da persone in gamba, che hanno voglia di mettersi in gioco e – con il giusto tempo – di provare ad innovare.

Quale parte del tuo lavoro preferisci?

Amo molto lavorare in squadra, meglio se composta da più competenze e sensibilità differenti. Tuttavia, per indole, la parte del lavoro che preferisco è quella che mi vede “in solitaria”, quando cerco di dare corpo ad un’idea, spesso alle prese con carta e matita.

Quali sono i tuoi strumenti di lavoro?

Appunto, carta e matita in primis, nasce tutto da lì, con molti testi (io nasco come content strategist), mappe mentali e wireframes casalinghi. Poi affino con i tools digitali: uso parecchio Slack, tutto il pacchetto Google – in particolare, mi piace moltissimo Meet per la comunicazione video sincrona, tanto da aver sostituito Skype, Hootsuite per la gestione dei social, Balsamiq per i mockup, Drupal e GRAV come CMS. Odio Trello.

La comunità del Nord Est è tra le comunità più attive. Qual è il segreto?

Dovresti chiederlo ai veneti, loro sì che sono in fermento costante. A Trento non mi risulta che siamo tra le comunità più attive. O almeno, non ancora! Per questo abbiamo organizzato il WIAD, volutamente tarato sul territorio, sia in termini numerici che in termini di sponsor, dando il massimo respiro possibile ai contenuti e ai relatori (hai visto che nomi e che bello il nostro programma?).

Cosa consiglieresti alle altre comunità?

A quelle esistenti nulla. A quelle che non esistono, e so per certo che basterebbe poco per farle emergere, non ho consigli da dispensare, solo incoraggiamenti. Per esperienza, so che non dobbiamo aspettare che le cose succedano, ma dobbiamo fare noi stessi da collante, affinché i nodi si uniscano a formare una rete (questa ti ricorda qualcosa?).

Da questo WIAD Trento cosa ti aspetti? Cosa si deve aspettare chi viene ad ascoltare?

Sinceramente non so bene cosa ne uscirà, abbiamo lavorato molto alla costruzione di un ottimo programma, lasciando volutamente parecchio margine ai tempi di networking e ai momenti di scambio tra i partecipanti. Io sono molto curiosa di ascoltare tutti gli interventi e – soprattutto – felice di poter rivedere gli amici e fare nuove conoscenze.

Il risultato che spero, anche se non sarà immediato, è quello di infondere nella maggior parte delle persone che verranno la conoscenza dell’architettura dell’informazione, nelle sue diverse sfaccettature, sperando in una disseminazione più ampia possibile.

Immaginiamo di fare un salto nel tempo e siamo alla vigilia del WIAD Trento 2028. Di che si parlerà?

Caro Toni, a questo tipo di domande sembra abbia risposto, nemmeno tanto bene, l’ultimo World Economic Forum di Davos: si spazia dai big data e Intelligenza Artificiale, ai bitcoin e voice-shopping, fino alle auto volanti, anche a noleggio (“Uberair”).

Io però mi chiedo cosa avrebbero risposto le persone nel 1438, cioè dieci anni prima della rivoluzione Gutemberg, oppure nel 1981, cioè dieci anni prima che Berners-Lee pubblicasse il primo sito web? Probabilmente, banalità predittive.

Ed è proprio questo il bello del nostro lavoro, non possiamo prevedere granché, non comunque a lungo termine. Quello che a mio avviso possiamo fare è allenarci per diventare elastici, resilienti, e a restare curiosi. Quindi un AI o UX designer dovrebbe mirare ad essere non unicorno, ma araba fenice. Eternità dello spirito: fallire, sapendo rinascere. Evolversi, sempre, così nel 2028 saremo pronti, qualunque cosa succeda.

E per finire le ultime 3 domande più leggere. Consiglia un libro

Tutta la serie di (della) Fred Vargas.

Consiglia un brano musicale o un cd

La musica dipende così tanto dal momento… in questo periodo sto rispolverando tutti i CD dei Police e di Sting (avendo un preadolescente alle prese con basso e contrabbasso…).

Consiglia un film

Ultimamente mi è piaciuto molto “La pazza gioia“, di Virzì

Grazie!

Non mi resta che ringraziare anche Daniela per il suo impegno nella diffusione dell’architettura dell’informazione e per aver concesso al blog il suo contributo alla mia serie di interviste.

E come ci ricorda Letizia Bollini dal suo blog, che spiega cosa farà al WIAD Trento, Sono aperte le iscrizioni!

WIAD Italia

Se sei arrivato fin qui, forse ti interessano anche le interviste a

WIAD Genova – Intervista a Marco Tagliavacche

Il WIAD Genova, come leggiamo dal sito dedicato

è nato dalla volontà di portare nella città un evento dall’alto contenuto formativo. Che mettesse in risalto le tematiche legate all’ Architettura delle Informazioni facendo da volano ad iniziative pubbliche o private. E che potesse attrarre sia le comunità locali ma essere anche punto di riferimento per il Nord Ovest.

World Information Architecture Day

Il World Information Architecture Day, detto anche WIAD, è la giornata mondiale, organizzata dall’Information Architecture Institute, in cui la comunità degli architetti dell’informazione di tutto il mondo, si ritrova per condividere informazioni, idee, ricerche. Lo fa organizzando eventi a livello locale in un modo coinvolgente e non convenzionale.

Il WIAD 2018 si terrà il 24 febbraio contemporaneamente in 56 sedi, 25 paesi e 5 continenti diversi.

In Italia si terrà in 5 città: Bari, Palermo, Roma, Trento e Genova.

IA for Good

Tema di quest’anno è “IA for Good”. Architettura dell’informazione per il bene comune. Come usare l’IA per proteggere la civiltà umana dalla disinformazione. Imparare. Condividere. Crescere.

WIAD Genova

Il Wiad Genova si svolgerà presso la Facoltà di Architettura, che si trova  in  Stradone di Sant’Agostino, 37 di Genova.

La mattina sarà l’occasione per ascoltare gli ospiti e gli speakers esperti. Nel pomeriggio si potrà partecipare ad un workshop. Un momento di formazione e confronto.

Gli speakers di Wiad Genova 2018

Gli speakers del WIAD Genova sono molto interessanti. Si potranno ascoltare gli interventi di Chiara Danese ( Designer, Digital Strategist, Consulente), Andrea Resmini, (Information Architect, Professor, Researcher); Marco Bertoni (Product Envisioning & User Experience) tra i più conosciuti. Ma anche Andrea Violante, Diego La Vecchia e Marco Tagliavacche. Quest’ultimo anche organizzatore del Wiad Genova e che intervisto di seguito.

Tutte le informazioni e i biglietti si trovano sul sito wiadgenova.it

Intervista a Marco Tagliavacche

Marco Tagliavacche, oltre ad essere il promotore del WIAD Genova, è architetto dell’informazione. Ed è anche l’attuale presidente di Architecta, l’associazione nazionale che riunisce i maggiori architetti dell’informazione italiani.

L’associazione promuove la conoscenza, la diffusione e la crescita dell’architettura dell’informazione in Italia. E sarà sponsor di tutti i Wiad italiani.

(Anzi, se qualcuno vuole contribuire a diventare sponsor del WIAD più vicino alla propria zona di riferimento, la disciplina e i suoi cultori ringrazieranno di cuore).

Come sei venuto a contatto con l’architettura dell’informazione e l’User Experience?

In università, quando follemente mi sono re-iscritto nel 2009, per completare qualcosa che fino a quel momento non ero riuscito :-). Due professori illuminati di ingegneria durante le loro lezioni mi parlarono di architettura dell’ informazione e user experience e mi suggerirono di seguire “Architecta” da li in poi fu solo amore.

Qual è la tua “giornata tipo” professionale?

La mia giornata tipo professionale, lavorando con un team dislocato in tutto il mondo, è iniziare con un paio di call conference per fare il punto della situazione e lo stato avanzamento lavori dei vari task UX/UI aperti. Poi verifico le mie attività e inizio la mia giornata che attualmente è molto incentrata sulla definizione delle brand guideline e UX Guideline dei prodotti interni.

Quale parte del tuo lavoro preferisci?

Ce ne sono due. La prima è quando posso fare un po’ di ricerca sullo stato della UX in campo industriale, guardando quello che succede e cosa stiamo facendo noi come azienda, prima di tutto. L’altra è la parte di prototipizzazione delle interfacce.

Quali sono i tuoi strumenti di lavoro?

Carta, penna, matite , pennarelli , post it, lavagne adesive e un paio di tool per prototipizzare (non li cito per non fare pubblicita occulta).

Stai organizzando il WIAD Genova ed è la prima volta per la città (anche se non è il primo evento UX). Che accoglienza stai ricevendo?

Ah ah ah Genova è una matrigna un po’ cattiva con i suoi figli. Potrò risponderti solo dopo l’evento credo. Spero, comunque, che sia una buona occasione per la città per parlare di architettura dell’ informazione e User experience. Ce ne è’ bisogno soprattutto a Genova.

Da questo WIAD Genova cosa ti aspetti? Cosa si deve aspettare chi viene ad ascoltare?

Mi aspetto che chi viene inizi un po’ a capire cosa siano IA e UX. E inizino a capire che sono due competenze al giorno d’oggi fondamentali per realizzare qualcosa di effettivamente utile e soddisfacente per le persone. Ma soprattutto mi aspetto che anche gli addetti ai lavori capiscano il ruolo etico che hanno come designer ovvero come progettisti.

Oltre ad organizzare il Wiad Genova sei anche presidente di Architecta. Cambia qualcosa? Come vivi/vivrai questa giornata mondiale dell’architettura dell’informazione?

Si è vero. Ma sinceramente non cambia molto. Cerco di pormi sempre come un addetto ai lavori. Essere il presidente di Architecta è per me un onore e soprattutto uno sprone a fare sempre meglio. Ma in realtà non cambia molto. Metto lo stesso entusiasmo in entrambe le cose. Anche se Architecta per l’arco temporale e le aspettative è una sfida più a lunga durata.

Parliamo spesso di resistenze al cambiamento. E della difficoltà di comprensione della disciplina. Pensi sia un problema di cultura digitale? Oppure siamo noi architetti a non spiegarci bene? Qual è il tuo punto di vista?

Bella domanda! È un problema di cultura digitale che forse manca, di una cultura e knowledge che arrivi dal basso, magari dalla scuola. Ma è anche un nostro problema come architetti: dobbiamo imparare a comunicare bene e meglio, cercando di far capire cosa facciamo e perché. Abbiamo una grossa responsabilità e non è facile.

Architecta ha gli stessi problemi, ovvero quello di essere conosciuta e riconosciuta. Come Board ci stiamo lavorando, ma è complesso perché il nostro lavoro è fatto su base volontaria. Mentre Architecta richiederebbe un Full time da 24 ore al giorno. Ma ci riusciremo. Comunque sono fiducioso. Vedo che c’è maggiore interesse, più consapevolezza. Il settore sta crescendo dobbiamo crescere con lui

Immaginiamo di fare un salto nel tempo e siamo alla vigilia del WIAD Genova 2023. Di che si parlerà?

Uhaooo, saperlo … si parlerà della blockchain e della sua integrazione nella vita quotidiana e del rapporto fra uomo e robot in ambito giornaliero casalingo.

E per finire, consiglia un libro.

La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo di Luciano Floridi. Ho iniziato a leggerlo e… beliN!

Consiglia un brano musicale o un cd

Per me domanda difficile perché non sono cosi bravo. Pero… Empire State of Mind di Alicia Keys , mi permetto anche un fumetto PK 🙂

Consiglia un film

Matrix 🙂 (per non dire Star Wars) perché, in fondo, Matrix è l’inizio e la fine di tutto 🙂

Ringraziamenti

Grazie a Marco Tagliavacche per questa intervista. E grazie a tutti coloro che hanno accettato le successive interviste che trovate qui di seguito sul blog.

Bianca Bronzino per il  WIAD BariDaniela Costantini per il WIAD Trento; Carlo Frinolli per il WIAD Roma e Luisa Di Marino per il WIAD Palermo 2018.

Concerti 2020 Italia. Cosa portare e cosa non portare ad un concerto allo stadio

Cosa non portare ad un concerto allo stadio? Scrivo questo articolo per rendere un servizio ai miei lettori che questa estate si recheranno a concerti e manifestazioni all’aperto o in luoghi chiusi.

Sapere cosa poter portare con sé e cosa invece lasciare a casa penso sia una cosa importante. In questo modo sarà possibile per tutti noi trascorrere una bella serata e permettere alle forze dell’ordine di svolgere al meglio il loro lavoro.

Grandi eventi e concerti posticipati al 2021

Niente concerti di rilievo o grandi eventi live in questa estate 2020

Alla luce delle linee guida disposte dal governo in tema di salute pubblica sono vietati assembramenti al di sopra di 1000 persone. I grandi eventi dal vivo sono dunque tutti posticipati al 2021.

Estate 2020. I grandi eventi live si fermano, alla luce delle disposizioni governative in tema di salute pubblica che vietano assembramenti di persone.

Porta con te del disinfettante tipo AMUCHINA.

Comunicato Assomusica

Una decisione condivisa dalla gran parte dei produttori e organizzatori di spettacoli di musica dal vivo, che fanno sentire unita la loro voce. Un segnale necessario che non significa che la musica dal vivo si arrenderà.

L’appuntamento con i grandi eventi live dell’estate 2020 è infatti rimandato al 2021, che sarà una stagione ancora più grande e magica che mai.

CLICCA QUI per l’elenco degli eventi previsti in cartellone sui quali verranno dati dettagli prossimamente da ogni singolo organizzatore.

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Le condizioni per organizzare eventi al di sotto di 1000 persone

Posti a sedere pre assegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori.

Il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. le regioni e le province autonome possono stabilire una diversa data, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori.

Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni.

Restano comunque sospese le attività in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi.

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Spettacoli dal vivo e cinema

Mantenimento del distanziamento interpersonale, anche tra gli artisti.

Misurazione della temperatura corporea agli spettatori, agli artisti, alle maestranze e a ogni altro lavoratore nel luogo dove si tiene lo spettacolo, impedendo l’accesso in caso di temperatura maggiore di 37,5 °C.

Utilizzo obbligatorio di mascherine anche di comunità per gli spettatori.

Utilizzo di idonei dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori che operano in spazi condivisi e/o a contatto con il pubblico.

Garanzia di adeguata periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti chiusi e dei servizi igienici di tutti i luoghi interessati dall’evento, anche tra i diversi spettacoli svolti nella medesima giornata.

Adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria e rispetto delle raccomandazioni concernenti sistemi di ventilazione e di condizionamento.

Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.

Divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.

Utilizzo della segnaletica per far rispettare la distanza fisica di almeno 1 metro anche presso le biglietterie e gli sportelli informativi, nonché all’esterno dei luoghi dove si svolgono gli spettacoli.

Regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale nell’accesso.

Limitazione dell’utilizzo di pagamenti in contanti, ove possibile.

Vendita dei biglietti e controllo dell’accesso, ove possibile, con modalità telematiche, anche al fine di evitare aggregazioni presso le biglietterie e gli spazi di accesso alle strutture.

Comunicazione agli utenti, anche tramite l’utilizzo di video, delle misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire nei luoghi dove si svolge lo spettacolo.

Prevenzione e sicurezza concerti in Italia 2018

Personalmente ritengo che non sia un caso che l’ISIS abbia preso di mira proprio i concerti. Così come l’arruolamento dell’ISIS avviene, anche, attraverso la musica, così si colpisce un momento sociale particolare che lo stato islamico avversa con estrema ferocia.

In Italia si sta procedendo ad un piano straordinario della sicurezza per rendere queste manifestazioni più sicure possibile.

Sul sito del ministero dell’interno avremo tutte le news riguardanti la sicurezza. E se ci rechiamo ad un concerto che comprendiamo essere di particolare interesse, come quello di Vasco Rossi, per esempio, è meglio informarsi e aggiornarsi sulla situazione.

I prefetti adotteranno le ordinanze in applicazione delle leggi di Pubblica Sicurezza. Per cui in tutti gli eventi pubblici si avrà il divieto di vendita e assunzione di superalcolici e a tutte le bevande contenuti in bottiglie di vetro. Al di là delle ordinanze dei singoli sindaci dei comuni interessati.

Cosa non portare ad un concerto allo stadio?

Il nuovo piano di Sicurezza per i concerti 2018 prevede una serie di oggetti non consentiti. In ogni caso, di volta in volta che ci si reca in uno stadio o ad un concerto, sarà sempre necessario prendere visione dei regolamenti dell’impianto in cui si svolge l’evento.

Ad ogni modo non sono più consentiti più gli zaini, le valigie e/o i trolley.

Poi non sono consentiti bombolette spray (antizanzare, deodoranti e creme solari), trombette da stadio, armi, materiale esplosivo, oggetti da punta o da taglio, catene, bevande alcoliche, sostanze stupefacenti, veleni, sostanze nocive, materiale infiammabile, lattine, bottiglie di vetro, borracce di metallo, bottiglie di plastica, animali di qualsiasi genere e taglia, bastoni per selfie, treppiedi, ombrelli, aste, strumenti musicali, penne, puntatori laser.

A questi si aggiungono alcuni consigli di ordine generico, come non portare cose di valore, macchine fotografiche, videocamere e tablet. Quest’ultimi espressamente vietati.

Regole da rispettare

ALL’INTERNO DELL’IMPIANTO È VIETATO introdurre:
VALIGIE, TROLLEY, BORSE e ZAINI.
BOMBOLETTE SPRAY (antizanzare, deodoranti, creme solari, etc…)
TROMBETTE DA STADIO
detenere ARMI, MATERIALE ESPLOSIVO, ARTIFIZI PIROTECNICI, FUMOGENI, RAZZI DI SEGNALAZIONE, PIETRE, COLTELLI o ALTRI OGGETTI da PUNTA o TAGLIO; e CATENE;
bevande alcooliche di qualsiasi gradazione;
detenere SOSTANZE STUPEFACENTI, VELENI, SOSTANZE NOCIVE, MATERIALE INFIAMMABILE;
Accedere e trattenersi in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti;
vendere all’interno dell’impianto bevande contenute in LATTINE, BOTTIGLIE DI VETRO, BORRACCE DI METALLO o BOTTIGLIE DI PLASTICA di qualsiasi dimensione;
ANIMALI DI QUALSIASI GENERE E TAGLIA;
BASTONI PER SELFIE e TREPPIEDI;
OMBRELLI e ASTE;
STRUMENTI MUSICALI;
PENNE e PUNTATORI LASER;
DRONI e AEREOPLANI TELECOMANDATI;
APPARECCHIATURE PER LA REGISTRAZIONE AUDIO/VIDEO;
MACCHINE FOTOGRAFICHE PROFESSIONALI e SEMIPROFESSIONALI;
VIDEOCAMERE, GOPRO, IPAD e TABLET;
BICICLETTE, SKATEBOARD, PATTINI e OVERBOARD;
TENDE e SACCHI A PELO;
TUTTI GLI ALTRI OGGETTI ATTI AD OFFENDERE;

Inoltre è vietato.

Esporre materiale che ostacoli la visibilità agli altri spettatori o che interferisca con la segnaletica di emergenza o che, comunque, sia di ostacolo alle vie di fuga verso le uscite;
Svolgere qualsiasi genere di attività commerciale che non sia stata preventivamente autorizzata, per iscritto, dalla società organizzatrice dell’evento;
Porre in essere atti aggressivi nei confronti del personale addetto al controllo;
Danneggiare o manomettere in qualsiasi modo strutture, infrastrutture e servizi dell’impianto;
Arrampicarsi su balaustre, parapetti, divisori ed altre strutture non destinate alla permanenza del pubblico;
Stazionare su percorsi di accesso e di esodo e su ogni altra via di fuga.

Cosa portare ad un concerto allo stadio?

Alcuni consigli per poter trascorrere un concerto nel modo migliore sono quelle di avere un bel paio di scarpe comode e un abbigliamento comodo e leggero. Niente magliette o pantaloni bianchi, ma indumenti che si possono sporcare o con il quale ci si possa sedere sull’erba senza problemi. Inoltre, ricordate che se ci si bagna o si viene bagnati dagli idranti gli indumenti bianchi diventano trasparenti.

Zaini trasparenti

Se prima gli zaini e zainetti erano una vera comodità, adesso non è più possibile portarli con se. Almeno non quelli di grandi dimensioni. Il consiglio dunque è quello di procurarsi uno zaino trasparente, dove tutto è  reso visibile anche dall’esterno. L’acqua e le bevande sono da acquistare all’interno dell’impianto. Mentre è preferibile che si mangi prima di partire da casa. Così potrai evitare le code agli stand e dedicherai tutto il tempo al concerto.

Ma soprattutto collabora con le forze dell’ordine e rendi le procedure di controllo le più veloci possibili.

Aggiornamento 14 luglio 2017

Questa mattina ho ascoltato in radio che la misura massima consentita di uno zaino equivale alla grandezza di un foglio A4. Ossia di uno zaino grande 21 centimetri per 30. Tipo uno zaino di questo genere, con una capienza di 10 litri: Eastpak Orbit – Zaino piccolo, 33.5 x 23 x 15 cm. Insomma, bisogna portare davvero il minimo indispensabile. Se i controlli saranno severi questa sarà la misura massima di uno zaino consentito.

Concerti 2018 Italia

Un articolo di Gabriele Antonucci del 9 maggio 2018 su Panorama ci regala un elenco di 100 concerti da non perdere nel 2018.

In cartellone da Roger Waters agli U2, dalla coppia Jay-Z e Beyoncé ai Guns ‘N’ Roses, fino a Vasco Rossi, Jovanotti e Negramaro

Concerti 2017 Italia

L’estate è la stagione dei concerti e delle manifestazioni musicali di maggior interesse.

Giovanni Ansaldo, giornalista di Internazionale, offre una “Piccola guida ai concerti dell’estate 2017”. Ma anche Cooming soon, ha stilato un elenco esaustivo per tutti i concerti 2017 in Italia. Mentre l’ansa sull’articolo sulle misure di sicurezza regala una infografica dei concerti rilevanti.

Così se segui i consigli di Momondo che propone di viaggiare inseguendo i migliori concerti in Italia, cerca di seguire queste regole. Sempre.

Un momento di gioia

Collabora con le forze dell’ordine. Non polemizzare su controlli più severi e non intraprendere discussioni se non sono costruttive. Segnala se vedi qualcosa di strano, ma non allarmare inutilmente né i tuoi vicini, né le forze dell’ordine.

Non diffondere notizie di cui non sei sicuro. Questo vale nella realtà come nel web. Evita di divulgare “i sentito dire” che possano aumentare la paura o il panico.

Un concerto è un momento di gioia. E dunque trascorretelo con serenità.

Buon divertimento!

E se questo articolo ti è stato utile, almeno un po’, condividilo per favore.

Dal Suono come quarta dimensione dell’UX Design ad Alexa

Grazie alla mia presenza in Sicilia, i ragazzi che hanno organizzato il WIAD Palermo hanno deciso di invitarmi.

Toni Fontana Foto by Francesco Stagno D'Alcontres

Purtroppo non è stato possibile registrare gli interventi. Oggi ormai siamo abituati alla registrazione di tutto. E se non viene registrato qualcosa, questo qualcosa non è mai esistito.

Per recuperare questo vuoto di realtà, anche se in ritardo, ripropongo l’audio del mio intervento sul blog. Non saranno le stesse parole. Ma accontentatevi. Quando si è sul palco e in un determinato contesto, si risponde al pubblico, alle reazione degli spettatori. Chi parla in pubblico reagisce in maniera diversa rispetto alla registrazione in studio.

Quella che ascolterete è una sintesi. In pratica, si tratta di una delle prove che ho fatto qualche giorno prima per capire i tempi e su quali parti avrei voluto soffermarmi o cosa poter approfondire.

Abstract

Avevo già anticipato ai miei lettori il mio intervento. E lo ripropongo per quanti non hanno avuto modo di leggerlo.

Toni Fontana Foto 02 by Francesco Stagno D'Alcontres

Parto da una domanda. Cosa accade quando i nostri dispositivi sono troppo silenziosi? Farò ascoltare alcuni suoni. I suoni da cui deriviamo. E mostrerò alcuni esempi di dispositivi divenuti silenziosi. Sarà una brevissima storia del suono che arriverà alla progettazione di suoni per i dispositivi diventati, appunto, troppo (o del tutto) silenziosi.

Dalla progettazione dei suoni alla progettazione delle interfacce vocali il passo è breve. O quanto meno, in linea di principio, è breve. Nei fatti poi è molto complesso e le implicazioni sono molte. Però progettare suoni e voci segue la stessa logica. Avere risposte di senso da un dispositivo.

Parlare con le macchine è stato da sempre il sogno di ricercatori e pionieri della scienza. Tante sono le interfacce vocali presenti sul mercato. Quelle più conosciute sono Siri della Apple, Cortana di Microsoft e Alexa di Amazon. Ciascuna interfaccia ha una sua caratteristica. Ma è Alexa l’assistente vocale più interessante. Concluderò spiegando proprio questo, in relazione all’architettura dell’informazione.

In evoluzione

Questo intervento a meno di 4 mesi dalla presentazione è già in buona parte vecchio. Considerato che gli smart speaker di ultima generazione prevedono uno schermo, le considerazioni da fare sono diverse rispetto a qualche giorno fa.

Per cui mi toccherà essere invitato da qualche parte per poter presentare le novità a riguardo. Intanto, continuate a seguire il blog. Penso di essere abbastanza generoso nei miei articoli. E una idea sull’evoluzione di questo mondo sia abbastanza chiara per tutti i miei lettori.

Condivisione

Ho reso l’intervento “Dal suono come quarta dimensione dell’UX Design ad Alexa” disponibile in più canali. In modo da rendere l’intervento più fruibile ai lettori. E se qualcuno volesse condividerlo non avrebbe nessuna barriera.

Potete trovare le mute slide. Oppure potete ascoltare, scaricare e riascoltare il podcast. E se invece vi trovate davanti ad un PC magari preferite vedere il video delle mie slide e ascoltare la mia voce di sottofondo.

Slideshare

Le slide (mute) del mio intervento.

Soundcloud

L’audio delle mie prove editato e reso pubblico. E’ possibile ascoltare il podcast anche offline!

 

Youtube

Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, uso il mio canale youtube come canale sonoro. Ultimamente ho aggiunto anche dei video personali. Ma fondamentalmente lo uso per fare la mia sperimentazione sonora. In questo caso ho unito l’audio alle mie slide.

Alcuni riferimenti

Di seguito alcuni link di riferimento che rimandano a precedenti articoli sul blog e sui link a cui rimando nella presentazione.

Il suono come quarta dimensione dell’user experience

Architettura dell’informazione conversazionale secondo Peter Morville

Abbiamo le dita grosse

Il sito sonoro della gatebox La wifu

Jorge Arango e l’architettura dell’informazione al Summit 2017 di Architecta

Architettura dell’Informazione Badaloni

Conclusioni

Toni Fontana Foto 03 by Francesco Stagno D'Alcontres Se non ti va di ascoltare o vedere l’intervento, al di là di quello che è l’architettura dell’informazione, il messaggio principale che voglio trasmettere è quello di avere consapevolezza degli strumenti che usiamo. Questi strumenti saranno sempre più pervasivi, faranno parte della nostra quotidianità. Opporsi a questo futuro è possibile solo se si faranno scelte radicali e negando buona parte dell’evoluzione degli ultimi vent’anni.

Forse qualcuno prima o poi farà queste scelte. Nel frattempo è meglio che impariamo ad usare questi strumenti prima di essere usati. E dunque, non smetterò di ripetere, almeno ai lettori che mi seguono e condividono i miei valori… Consapevolezza!

 

P.s.

Un grazie particolare va a Francesco Stagno D’Alcontres che si trovava tra il pubblico ed ho conosciuto per la prima volta proprio al WIAD Palermo. Lo ringrazio per queste bellissime foto in bianco e nero.

 

 

 

WIAD Palermo

Il wiad palermo si svolgerà il 18 febbraio 2017, così come in tutto il mondo, per celebrare, anche in Sicilia, l’architettura dell’informazione.

WIAD Italia

La prima osservazione è che il WIAD si svolge, in Italia, in ben 3 città: Palermo, Roma, Verona/Trento. In quella che la scorsa settimana ho chiamato WIAD Italia. Non è una cosa banale e non è cosa da poco. Se andate a spulciare i programmi conoscerete i teorici dell’architettura dell’informazione italiana.

Questo conferma che, nonostante la figura professionale dell’architetto dell’informazione tardi ad affermarsi, l’Italia è tra le Nazioni più attente all’innovazione. In Italia l’architettura dell’informazione si pratica ad alti livelli ed è pronta a divulgare cultura digitale a chi ne ha bisogno.

Palermo, la Sicilia… tutto il mondo è paese!

La seconda osservazione è più personale e soggettiva.

A Palermo c’è molta attenzione verso l’architettura dell’informazione. E questo  ha fatto molto piacere. E’ davvero entusiasmante. Non dico questo perché sono stato invitato a parlare. Tornare nella città che hai lasciato da studente è una bella emozione. Certo. Non posso negarlo.

Ma è entusiasmante anche perché in Sicilia, più che altrove, c’è bisogno dell’applicazione della disciplina. C’è bisogno di ordine, di parlare alla gente, di cercare quali sono i veri bisogni delle persone. In una Regione martoriata da problemi atavici, l’architettura dell’informazione potrebbe alleviare, almeno in parte, i disagi della gente comune. Almeno nei rapporti con gli enti pubblici e privati.

Raggiungere l’impossibile?

Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile.

Nonostante le esperienze negative, continuo ad avere fiducia nella gente, credo nel prossimo. Da umanista credo in un risveglio consapevole, che venga dalla condivisione di conoscenza.

Il WIAD dura solo un giorno e passerà velocemente. Eppure, anche in un solo giorno, si può prendere coscienza di sé, degli altri, del proprio contesto e aggiungere il proprio significato. E questo è vero tanto più se si pratica l’architettura dell’informazione e si predica l’User Experience. In qualunque parte del mondo connesso ci si trovi, ciascuno di noi non si trova più in periferia e non è più solo. Ciascuno di noi può cercare e trovare un senso al contesto in cui vive.

Io, personalmente, per quanto mi sarà concesso, darò il mio contributo.

Il mio intervento al WIAD Palermo

Concludo con una breve anticipazione sul mio intervento di sabato 18 febbraio.

Architettura dell’informazione conversazionale: dal suono come quarta dimensione dell’ UX Design ad Alexa

Nel mio intervento partirò da una domanda. Cosa accade quando i nostri dispositivi sono troppo silenziosi? Farò ascoltare alcuni suoni. I suoni da cui deriviamo. E mostrerò alcuni esempi di dispositivi divenuti silenziosi. Sarà una brevissima storia del suono che arriverà alla progettazione di suoni per i dispositivi diventati, appunto, troppo (o del tutto) silenziosi.

Dalla progettazione dei suoni alla progettazione delle interfacce vocali il passo è breve. O quanto meno, in linea di principio, è breve. Nei fatti poi è molto complesso e le implicazioni sono molte. Però progettare suoni e voci segue la stessa logica. Avere risposte di senso da un dispositivo.

Parlare con le macchine è stato da sempre il sogno di ricercatori e pionieri della scienza. Tante sono le interfacce vocali presenti sul mercato. Quelle più conosciute sono Siri della Apple, Cortana di Microsoft e Alexa di Amazon. Ciascuna interfaccia ha una sua caratteristica. Ma è Alexa l’assistente vocale più interessante. Concluderò spiegando proprio questo, in relazione all’architettura dell’informazione.

Se siete curiosi venite a Palermo, sarà un piacere stringervi la mano e ascoltare le vostre opinioni.

Dovrei intervenire alle 11.30 subito dopo Yvonne Bindi, autrice del libro Language design: guida all’usabilità delle parole per professionisti della comunicazione.

Vi aspetto!

Visitate il sito www.wiadpalermo.com  per tutte le informazioni logistiche, gli sponsors, gli altri speakers.

L’evento è gratuito, la registrazione però è gradita per organizzare meglio l’accoglienza e per usufruire del pranzo insieme alla comunità. Registrati su eventbrite

Il programma e le informazioni sono tratte dal sito www.wiadpalermo.com

Saluto degli organizzatori e introduzione alla giornata di Roberto Ragonese, Pmo Coworking, Domenico Schillaci, PUSH, Eliana Messineo, FabLab Palermo, Luisa Di Martino, UX Book Club Palermo

10:20 – Saluto degli Sponsor
10:30 – Gaetano Lombardo

Prodotti e produttori: una rete di materie prime

In piena globalizzazione dei consumi la loro differenziazione si polarizza attorno alle storie dei singoli prodotti e dei loro produttori: una rete di informazioni da mettere a sistema per crescere congiuntamente come territorio, sfruttando l’originalità di ogni nodo, per difenderne l’identità.

11:00 – Yvonne Bindi

Linguaggio, design e usabilità delle parole

Per progettare buoni oggetti e ambienti i designer devono conoscere come si comportano le persone, che rapporto hanno con lo spazio, con il tempo, con forme e colori. Così, chi progetta interazioni verbali, messaggi e segnaletica deve conoscere che rapporto hanno i parlanti con le parole, come le usano, come le percepiscono, per quali ragioni le interpretano male e perché certi significati sono più probabili o facili di altri. Le parole che incontriamo spesso fanno bene il loro lavoro, ma se sono progettate male, aggregate in messaggi difficili, posizionate in modo improprio diventano inutili o addirittura dannose, causando disagi e problemi. Nel talk saranno analizzati alcuni messaggi per comprendere come usare meglio le parole ovunque esse si trovino: nelle interfacce, nella segnaletica, nei comandi vocali, nei menù, negli ambienti fisici come in quelli digitali.

11:30 – Toni Fontana

Architettura dell’informazione conversazionale: dal suono come quarta dimensione dell’ UX Design ad Alexa

12:00 – Mauro Filippi

La trovabilità nell’arte urbana. Street Art Factory: la città come dispositivo museale

E se le opere di street art avessero anch’esse le targhette? Come si fruisce il patrimonio di arte urbana delle città? Come si accede in modo diretto alle informazioni sugli artisti e suoi luoghi?
Street Art Factory come caso sperimentale di mappatura digitale aumentata dell’arte di strada di Palermo.

12:20 -Spazio domande e conclusioni mattina

13:30 – Pausa pranzo al Sanlorenzo Mercato

14:30 – Diego Lavecchia, Fabio Nucatolo, Maurizio Schifano

Workshop: Fruttato o secco? I diversi gradi dell’esperienza

Tutti sappiamo quanto spesso, per i non esperti, sia difficile riuscire a scegliere il vino giusto. Come possono un software, un ambiente o un prodotto migliorare la nostra esperienza? Il workshop vuole fare immergere i partecipanti in questo scenario, dando la possibilità ai partecipanti di partire da una classificazione dei dati di base, stimolandoli successivamente a ricercare una buona idea e a concretizzare la rapida realizzazione di un elaborato finale, esplorando metodi di brainstorming, elaborazione di pattern e prototipazione rapida.

A sabato 18 febbraio!

WIAD Italia – il blog ospite al WIAD Palermo

Il WIAD Italia è parte integrante della Giornata Mondiale dell’Architettura dell’informazione. Il WIAD è la celebrazione annuale incentrata sull’incontro e la formazione degli architetti dell’informazione. Il wiad si svolge in contemporanea in 24 Paesi e nei 5 continenti. Un evento organizzato dall’Information architecture Institute.

Tutte le informazioni sul WIAD Mondiale 2017 le trovi sul sito dedicato.

WIAD Italia – 2017

Il tema di quest’anno è: Information Strategy and Structure.

Il WIAD 2017, la giornata mondiale dell’informazione dell’architettura, in Italia, si celebrerà, quest’anno, in 3 città: Palermo, Roma e Verona (a Verona si è avuto l’incontro degli architetti dell’informazione di Verona e Trento).

Architettura dell’informazione sonora tra gli speakers del WIAD Palermo

Quest’anno sarò in visita al #wiadpalermo. Ed ero curioso di incontrare e ascoltare i relatori. In previsione di questa visita avevo già preso appunti e scrivevo.

Da questa visita mi aspetto molto. Dalla Sicilia, da questa terra bella e disgraziata mi aspetto che arrivino idee rivoluzionarie. Le realtà di sperimentazione possono essere anche le più interessanti. Si ha più voglia di raccontare (lo spero) e di superare gli ostacolo (lo auguro).

Non aspettavo il messaggio di Eliana Messineo, Project Manager di FABLABPalermo che mi scrive:

vista la tua presenza a Palermo, non ti andrebbe di raccontarci qualcosa del tuo lavoro?

Devo dire che la cosa mi ha molto lusingato. E mi ha fatto molto piacere l’interesse dimostrato dall’organizzazione verso il mio lavoro. Ed ho accettato. Così sarò tra gli speakers del WIAD17.

Il mio intervento, lo anticipo ai miei lettori, avrà come titolo. Architettura dell’informazione conversazionale. Dal suono come quarta dimensione dell’UXDesign ad Alexa.

Se dunque ti trovi in Sicilia o nei paraggi di Palermo e sei anche un lettore del blog mi farebbe davvero piacere incontrarti e conoscerti.

L’evento si svolgerà presso il Mercato San Lorenzo tra Viale Strasburgo e Via Tommaso Natale. Se non lo conosci segui le indicazioni stradali. Personalmente non ci sono mai stato ma mi dicono che è un posto molto bello. Insomma, a prescindere dal mio intervento, un luogo da visitare.

WIAD Palermo

www.wiadpalermo.com/

Nel mondo di oggi, le organizzazioni, di qualsiasi natura e tipo, hanno la necessità di strutturare e gestire un’enorme mole di informazioni. Queste ultime devono essere il più possibile chiare, accessibili, comprensibili e utilizzabili da parte di tutti. Tale necessità di definire una strategia e una struttura informativa, tuttavia, non riguarda solo le imprese, ma è ormai parte integrante delle nostre vite quotidiane.

Sarà un piacere poter incontrare e ascoltare i relatori. Quest’anno, infatti, sarò in visita al #wiadpalermo. Se sei fra i lettori del blog, mi farebbe piacere conoscerti di persona. L’esperienza del contatto resta sempre l’esperienza principale per crescere. Da questa visita mi aspetto molto. Dalla Sicilia, da questa terra bella e disgraziata mi aspetto che arrivino idee rivoluzionarie. Le realtà di sperimentazione possono essere anche le più interessanti. Si ha più voglia di raccontare (lo spero) e di superare gli ostacolo (lo auguro).

Gli speaker presenti saranno

Yvonne Bindi – Architetta dell’informazione
Fabio Nucatolo – Interaction Designer
Gaetano Lombardo – Comunicazione e Marketing, Sanlorenzo Mercato
Mauro Filippi – Designer, PUSH
Diego Lavecchia – Interaction designer
Maurizio Schifano – UX/UI Designer, HypeBang, InformAmuse

e Il sottoscritto, Toni Fontana – Architetto dell’informazione

Il sito è in fase di aggiornamento. Ma voi, il 18 febbraio, tenetevi liberi. E’ un appuntamento molto interessante.

WIAD Verona Trento

www.wiadveronatrento.it/

Ricchissimo il programma del WIAD Verona con nomi di grande richiamo. Tutti gli speakers presenti hanno un Curriculum di tutto rispetto. Vantano collaborazioni con realtà internazionali. Insomma, un wiad che anche a perderselo bisognerà recuperare dalle registrazioni del wiad in diretta.

Interventi della mattina

Federico Badaloni – Federico Badaloni è un architetto dell’informazione e un giornalista. È responsabile dell’area di Architettura dell’Informazione e User Experience Design della Divisione Digitale del Gruppo Editoriale l’Espresso, ha fondato il master in IA e UXD presso l’università IULM di Milano e ne coordina la didattica. Ha pubblicato di recente “Architettura della Comunicazione, progettare i nuovi ecosistemi dell’informazione”. È autore di numerosi articoli e saggi e collabora regolarmente con diverse riviste. Ha approfondito la metodologia Agile e ha ottenuto la certificazione come Scrum Master presso la Scrum Alliance. È stato presidente di Architecta, la società italiana di architettura dell’informazione, nel biennio 2013/2014. In una vita parallela, ha studiato pianoforte, violino, clarinetto e ha compiuto gli studi di composizione. Oltre a varie composizioni per orchestra, ensemble di strumenti da camera e per coro, ha scritto diverse colonne sonore per spettacoli teatrali, documentari televisivi e film.

Alberta Soranzo – Alberta è un’incorreggibile nomade – nata e cresciuta in Italia, ha vissuto in California e ora lavora a Londra come Direttore dell’End-to-End Service Design presso Lloyds Banking Group. Alla guida di un gruppo di systems thinkers e service designers, sta cercando di plasmare il futuro dei servizi finanziari trasformando l’organizzazione dall’interno. Alberta fa sketchnotes delle riunioni di lavoro cui partecipa (e sono tante), è una giocatrice di hockey su ghiaccio risoluta e ha a cuore i dettagli che, dice, “contano molto”.

Stefano Bussolon – Psicologo, PhD in scienze cognitive, insegno Interazione Uomo Macchina all’Università di Trento, e lavora come ux designer, occupandosi di ricerca con gli utenti, architettura dell’informazione partecipativa, responsive interaction design e test di usabilità, con clienti di medio-grandi dimensioni, in ambito bancario, assicurativo, turistico, della pubblica amministrazione.

Luca Mascaro – designer. Nei miei 15+ anni di esperienza professionale si è ispirato alla fantascienza, all’architettura, alla cultura giapponese e all’esperienza delle persone. Nel 2006 ho fondato Sketchin per raccogliere una sfida: dare forma a un mondo in cui le persone possano vivere esperienze al di sopra delle loro aspettative. A Sketchin, ha lavorato con clienti che spaziano da startup a global brand per evolvere l’esperienza che questi offrono ai propri clienti.

Interventi del pomeriggio

Marco Calzolari – Di formazione umanistica e filosofo, lavora e si diverte con il digitale dal 1999. È stato webdesigner, interaction designer, software developer e project manager. Ha preso parte alla nascita della comunità italiana di Information Architecture. Svolge attività di temporary management, coaching e training su sviluppo organizzativo e del potenziale umano. Sviluppa temi di filosofia del management e conversation design. Imprenditore, co-founder e socio in Agile Reloaded, Graffiti, PRSD e start-up innovative di cui è advisor. Rock’n’roll!

Ilaria Mauric – Studia e applica da diversi anni i principi agile e i processi lean nel campo dell’experience design. Usa le sue conoscenze dei processi e degli strumenti di design per creare l’esperienza di un prodotto o un progetto digitale e guidare le decisioni dei team che ci lavorano.

Anna Mormile – Dal 2014 sono Experience Designer in GNV&Partners. Progetto interfacce e componenti visivi che aiutano gli utenti a realizzare i propri obiettivi nel modo più semplice ed efficace. Lavoro sempre in team e seguo il processo di design in tutte le sue fasi: dalla ricerca con gli utenti, al wireframing, prototipazione, visual design e front-end.

Cosimo Accoto – Cosimo Accoto è visiting scientist al MIT (Boston) presso il SSRC (Sociotechnical Systems Research Center), affiliato al MIT IDSS Institute for Data, Systems and Society. Il suo ultimo libro si intitola: “Il mondo dato. Cinque brevi lezioni di filosofia digitale” (Egea, 2017, prefazione di Alex Pentland). È autore e coautore di diversi saggi e articoli di business apparsi, tra gli altri, su Economia & Management e Harvard Business Review Italia. Filosofo di formazione, è lecturer in digital analytics e big data alla IE University (Madrid). Il suo percorso professionale è maturato nella consulenza strategica di management come partner e responsabile per le strategie d’innovazione, nell’industria della misurazione di internet e in società internazionali leader nello sviluppo software e di piattaforme per la data intelligence.

WIAD Roma

www.wiadroma.it

Evento al minimo storico quest’anno per il WIAD di Roma.

Due i relatori: Matteo Moretti, Ricercatore in Visual Journalism della Libera Università di Bozen – Bolzano con un intervento dal titolo “DATAVIZ: breaking the rules” e Andrea Lai, Communication Manager per Viteculture. L’intervento di Adrea Lai avrà il titolo “Digli quello che stai per dire, diglielo e ripetigli quello che gli hai detto (in musica)”.

La giornata sarà comunque arricchita dal BarCamp

Il BarCamp è una non-conference nella quale non esistono spettatori ma siamo tutti partecipanti. Sarà un’occasione unica per discutere insieme e scambiare esperienze e opinioni sulle nuove sfide dell’architettura dell’informazione e dello user experience design. Chiunque potrà quindi proporre un talk, una pillola di formazione o un caso di studio.

Se vuoi proporre un intervento per il BarCampo puoi inviare la richiesta dall’apposito form dedicato oppure proporti la mattina presentandoti alla registrazione.

WIAD Italia – 2016

Il tema di quest’anno, il 20 febbraio 2016 è “Information Everywhere, Architects Everywhere”.

In italia il WIAD è sostenuto da Architecta e si svolgerà a Roma, Pescara e Palermo.

Grazie mille to our Italian friends @ArchitectaIA, helping to make #WIAD16 happen in 3 Italian locations this year! pic.twitter.com/AoQSJEYomz

— WorldIADay (@WorldIADay) 29 Gennaio 2016

Gli speaker che condivideranno la loro esperienza saranno

WIAD ROMA

www.wiadroma.it

Davide “Folletto” Casali – User Experience Director & Startup Advisor (Automattic)

Jacopo Romei – Independent Strategy Consulting Professional (Cocoon Projects)

Domenico Polimeno – Experience Designer (Fifth Beat)

Mauro Uzzeo – Fumettista, Sceneggiatore & Regista di cortometraggi animati

WIAD PESCARA

www.wiadpescara.it

Luca Rosati – prof. di Architettura dell’informazione presso l’Università di Perugia – LUCAROSATI.IT

Hoang Huynh – Indipendent Consultant

Valeria Adani – Epoca

Vincenzo Di Maria – Presidente di Architecta – Commonground people

Claudia Busetto – Board Architecta – Commonground people

Yvonne Bindi – Architetto dell’informazione Freelance

Andrea Violante – Architetto dell’informazione Niew Design

Alessandra Cianchettini – Cocoon Projects

WIAD PALERMO

www.wiadpalermo.com

Andrea Borruso – Geomatico – Civic Hacker

Daniele Bruneo – Web & UX Desiger – Sensei Open Source Things Server

Betty Chatzisavvidou – UX Designer – Ad Axem

Chiara Curti – Architetto – professoressa presso l’Istituto Europeo di Design IED

Maria Cristina Lavazza – Architetto dell’informazione -Head of Experience Design presso usertest/lab

Peppe Sirchia – UX Designer – Meedori

Tanta carne al fuoco, tante idee da ascoltare e condividere. Tutto un mondo da scoprire!

La mia UXWeekRome

La uxweekrome , la settimana italiana dedicata all’user experience, si è svolta a Roma dal 4 al 12 novembre. Chi mi segue su twitter se ne sarà accorto #IIAS16. Due lunghi e intensi fine settimana dove si è potuto partecipare a workshop e conferenze di altissimo livello.

E’ stata una settimana molto intensa. E sarà che quest’anno avevo gli anticorpi giusti, ma ho potuto assorbire molto meglio l’enorme quantità di impulsi che è arrivato da questi incontri. L’anno scorso alla fine del Summit di Bologna mi ero depresso.  Davvero! Ero andato in over information. Vedevo l’architettura dell’informazione come una disciplina talmente avanzata e lontana all’orizzonte che non pensavo di riuscire a gestirla.

Oggi, a distanza di un anno, molte cose mi sono più chiare. E un anno di maturità professionale sul campo, su questo blog, pensando alle mie start up, mi hanno fortificato.

I lettori del blog

Grazie agli analytcs so che mi leggete e mi seguite. Anche in tanti, devo dire, per un settore di nicchia come l’architettura dell’informazione sonora. Il blog cresce, le letture sono approfondite e in molti ritornano. Il summit di quest’anno, però, mi ha permesso di incontrare alcuni di voi che si trovavano, come me, alla UXWeekRome. Che dire, ancora una volta, grazie! Guardarvi negli occhi, sentire cosa pensate di questo blog e dei miei articoli, mi ha fatto molto piacere. Sapere che le mie connessioni vi spingono ad altre riflessioni mi ripaga di tutto il lavoro fatto fin qui. Grazie di cuore!

La mia #uxweekrome

Molti degli impulsi che mi sono giunti da questa settimana diventeranno presto delle lezioni e delle presentazioni, per cui dovrete aspettare per la loro pubblicazione. E così, nell’attesa, vi parlerò della mia uxweekrome, di come ho vissuto io l’avventura di quest’anno.

Co-design Jam

Dal 4 al 6 novembre si è svolta la codesign jam e il tema di quest’anno è stata la Sostenibilità.

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L’ONU propone gli obiettivi di sviluppo sostenibile . Come potete vedere qui di seguito non si tratta solo di ambiente e di riciclaggio. La Sostenibilità riguarda ormai tutto e tutti: azzeramento della povertà, istruzione, pace e giustizia, riduzione dell’ineguaglianze, lavoro e crescita sostenibile. Il nostro sviluppo se non sarà sostenibile non ci porterà da nessuna parte.english_sdg_17goals_poster_all_languages_with_un_emblem_1

A tal proposito sto iniziando a lavorare alla sostenibilità di questo blog e alcuni spunti saranno applicati al blog stesso nel 2017.

I gruppi di lavoro

Quest’anno ho fatto parte di un gruppo molto bello. Io, Luigi, Imma e Alessandra abbiamo trovato un buon equilibrio di gruppo. C’è stato un ottimo feeling, tanto da far dire a Luigi che quello sarebbe il miglior modo di lavorare anche nel lavoro di tutti i giorni. Infatti, la realtà è che l’user experience design porta a capovolgere la metodologia di lavoro più diffusa. Il committente, che sia il tuo capo o il cliente, non vuole rinunciare al suo ruolo autoritario. Della serie “A me piace così e lo fai così!”. Progettare insieme significa portare avanti un progetto ascoltando tutti, partendo dai bisogni e dagli utenti. Se si sbaglia e si dovrà ricominciare, lo si fa,  non perché al capo non piace, ma perché all’utente non funziona.

Consiglio sempre l’ascolto e la lettura dell’amica Maria Cristina Lavazza che nella presentazione Codesign: progettazione collaborativa con gli utenti, i committenti e gli altri attori dell’ecosistema. from Maria Cristina Lavazza mostra molto bene di cosa si tratta.

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I 4 gruppi che si sono formati sono partiti da qualcosa che somigliava ad un libro che fluttuava nell’aria. Qualcuno lo ha inteso come riutilizzo di materiali, altri come condivisione dei libri, altri ancora come creazione di giochi interculturali attraverso materiale di riciclo.

15094973_1250865668311545_6619708149615925710_nNon so se nascerà qualcos’altro da questa esperienza. Il bello di tutto questo è comunque incontrarsi e confrontarsi con gli altri. Non sempre qualcuno vuole continuare un rapporto che nasce da un momento trascorso insieme. Ma è comunque una esperienza da vivere e da ripetere nel tempo. Qualcosa e qualcuno rimane, però.

famocoseEntrare nel gruppo giusto è questione di fortuna. Uscire dalla co-design jam più ricchi e creativi è questione personale. Intanto mi porto a casa la verifica del metodo e l’applicazione su altri progetti. Mi piace ascoltare gli altri. E fin quando sarò capace di confrontarmi so che potrò crescere.

Il WUD – World Usability Day 2016

15056513_1250892281624150_8955397481335132558_nAnche il WUD, il World Usability Day,  ha avuto come tema la Sostenibilità.

Gli interventi sono stati molto variegati. Peccato che qualcuno sia caduto nell’auto-promozione. Ma capita. Io un paio di contenuti interessanti me li sono portati a casa e questo può bastare. Se non altro ho incontrato tante persone interessanti. Parlato con altre persone che condividono il mio percorso e i miei interessi. E questo è quel che conta.14963390_1770263499862627_8894588246086577104_n

Abby Covert – Architettura dell’informazione per tutti

Ho seguito poi il workshop di Abby Covert.

No matter what your job or mission in life: if you are working with other people you are dealing with information architecture. Information Architecture is the way that we arrange the parts of something to make it understandable. Whether it is determining the labels for your products and services or creating navigational systems to help users move through a complex ecosystem of marketing channels, everybody architects information.
The concepts one has to understand to practice information architecture thoughtfully are not hard to learn or based on expensive tools. In fact they are tools and concepts we at the Information Architecture Institute think everybody should know. This workshop is meant to introduce the concepts of IA and give you confidence in practicing IA yourself.

Un gran bel ripasso sull’architettura dell’informazione e un ottimo momento di crescita. Abby parte dal presupposto che tutti siamo o dovremmo essere architetti dell’informazione. E in effetti è così. Chiunque organizza, cataloga, mette ordine, è già in buona parte architetto dell’informazione. Magari in tanti lo fanno empiricamente, senza avere la formazione o senza l’uso degli strumenti adatti. Ma lo è.

Il ripasso fa bene.

Lasciare il segno

Il summit è stato ricco. Anzi ricchissimo. Abby Covert come introduzione, Andrea Resmini e Annamaria Testa nel mezzo e Jeorge Arango come finale. Forse questi nomi vi dicono poco. Ma per gli addetti ai lavori questo significa “tanta roba”. E tutti gli altri interventi sono stati all’altezza della situazione e non certo un riempitivo. Anzi.

La mia sensazione a pelle è che comunque questi 10 anni di Summit non sono certo un traguardo. Sono solo, purtroppo, un punto di partenza. In questi 10 anni l’architettura dell’informazione avrebbe dovuto affermarsi in tanti ambiti del nostro Paese. La professione dell’architetto dell’informazione dovrebbe essere diffusa e presente nella stragrande maggioranza delle aziende e delle start up italiane. Se non altro avrebbe dovuto affermarsi, con forza, almeno in tutte le redazione dei maggiori editori italiani. Così non è. La pubblica amministrazione sta cominciando adesso ad assumere i primi architetti dell’informazione. Non sappiamo secondo quali principi. Si richiede esperienza certificata e dimostrabile di 5 anni, in alcuni casi, o di 10 anni. Ma non esistono certificazioni italiane così in dietro negli anni. Chi ha 10 anni di esperienza nel settore, o è già affermato e fa altro, o viene dagli Stati Uniti. Staremo a vedere.

summit-finaleIl mondo dell’informazione e della comunicazione, così come è cambiato in questi ultimi anni, ha bisogno e richiede questa figura professionale. Chi sta a capo di questo mondo, purtroppo, al momento, non sa che esistiamo e non comprende cosa facciamo.

L’ hashtag, coniato da Andrea Resmini , #Daje, che ha concluso il suo intervento, dice tante cose. A me viene da rispondere “Eccomi! Io ci sono!”

Relazioni

a-tavolaPer me il Summit dell’architettura dell’informazione è stato il summit delle relazioni. Ed ha lasciato il segno, almeno a me. Purtroppo la logistica di Roma, della bella e meravigliosa location di quest’anno, non ha permesso un grande scambio di relazioni tra la comunità intera. L’anno scorso a Bologna il summit si era svolto tutto in un solo luogo, dove si dormiva anche. In questo modo si era vissuta maggiormente la comunità. Ad ogni modo, a Roma, dove si sono creati i punti di incontro, questi sono stati, certamente, molto intensi.

Nei momenti di convivialità ci sono state discussioni molto profonde tra belle persone.

E poi ho rivisto e abbracciato gli amici di una comunità di pratica ricca di entusiasmo e godereccia. Gente bella, pulita, che si vede, magari una volta l’anno, ma che quando si incontra fa sempre una festa.

Il trofeo

foto-storicaCome avrete capito mi sono portato a casa più di qualche informazione e molto più di quello che può essere la formazione. Porto con me l’energia per un nuovo anno. La necessità e la voglia di divulgare ancor di più la disciplina. E porto con me un trofeo. La foto scattata da Marco Tagliavacche che ritrae Jason Ulaszek, Jeoge Arango, Andrea Resmini, Stefano Bussolon, Luca Rosati e me, con Paola Avesani in adorazione per questi mostri sacri. Un trofeo. Una foto storica.

La sicilia e l’architettura dell’informazione

Tra le relazioni di quest’anno ci sono stati gli incontri con i siciliani. Quest’anno numerosi al summit. Ciascuno vive la propria relazione con l’user experience e l’architettura dell’informazione da solo nella propria città. Ma pare che ci sia fermento. Voglia di connettersi. Qualcosa si muove. La Sicilia è sempre stata laboratorio di innovazione. Sono quasi certo che questa comunità di pionieri potrebbe diventare qualcosa di importante. La nostra sicilianitudine potrebbe portare con se un forte spirito di competizione per affrontare nuovi esperimenti. Io ci sono. Si può fare!

La sfida è lanciata. Le prospettive sono tante. Le opportunità stanno per arrivare.

Insomma.

Daje!

IA Summit 2016 – Lasciare il segno

Il summit dell’architettura dell’informazione 2016, quest’anno, giunge alla sua decima edizione ed ha come titolo Lasciare il segno.

Per chi, tra i miei lettori, non lo sapesse, si tratta di uno dei momenti più importanti dell’anno per chi studia e crede nell’architettura dell’informazione. Il summit si svolge su due giorni, l’11 e il 12 novembre. Un giorno di formazione e un giorno di conferenza dove si ascolta, si studia e si impara.

Per noi architetti dell’informazione è un evento dove poter incontrare i propri simili. Parliamo dei progetti che abbiamo in corso, del tema del summit. Ma parliamo anche di prospettive. I miei post sull’etica, per esempio, sono nati dagli spunti ricevuti durante le chiacchierate al summit precedente.

Per chi non è già all’interno della disciplina, invece, potrebbe essere un modo per avvicinarsi all’architettura dell’informazione. Qui è possibile conoscere coloro che vogliono progettare un web migliore, sempre più a misura d’Uomo e  che vogliono progettare il futuro, in Italia.

Di seguito il mio video (non ufficiale) che mostra cosa è stato fatto nei precedenti summit.

IA Summit 2016 – Lasciare il segno

Il tema

Progettare prodotti, servizi o sistemi complessi significa lasciare un segno. Un segno che può avere un impatto memorabile o trascurabile sul mondo, sul mercato, sulla comunità di pratica o su te stesso. Dove c’è un impatto c’è anche un cambiamento, frutto di scelte progettuali e partecipative, come quelle che hanno accompagnato Architecta in questi dieci anni.

https://www.iasummit.it/

Il tema è certamente molto affascinante. Lasciare un segno è rivolto al passato, a tutto quello che è stato fatto. Ma, lasciare un segno, è anche un invito a fare meglio, a fare le cose con una prospettiva. Mi vengono in mente le “Memorie di Adriano”, il Romanzo di Marguerite Yourcenar, in cui si legge di come i romani dell’antichità costruivano edifici e monumenti “a futura memoria”, nell’intento costante di lasciare un segno.

Certamente, altri saranno i punti di vista e le ispirazioni che verranno da tutti i partecipanti. Non vedo l’ora di ascoltare il maggior numero di persone possibile!

Se ti trovassi a Roma, in quei giorni, in fondo trovi la mappa dei luoghi del Summit, con i rispettivi luoghi dove poter soggiornare!

Sabato 12 Novembre 2016 – Conferenza

Saremo al Centro Congressi Frentani di Roma, in zona San Lorenzo.

Registrazioni

Saluti dal Board di Architecta

Coffee break

SALA 1 – Etica, politiche e poetiche del postdigitale – Andrea Resmini

SALA 2 – Progettare per il futuro: dall’internet delle cose all’internet del cibo – Antonella Turchetti

SALA 1 – Tra dire e mostrare – Annamaria Testa

SALA 2 – Changing public service delivery with user centred design (ENG) – Katy Arnold

Pranzo
14:00

SALA 1 – An Undesigned World (ENG) – Jason Ulaszek

SALA 2 – Design sistemico: implicazioni etiche e socio-comportamentali della progettazione e dell’architettura dell’informazione – Clementina Gentile

SALA 1 – I messaggi virali. Appunti per una architettura della comunicazione digitale – Guido Saraceni

SALA 2 – Symbols which include colors (ENG) – Miguel Neiva

Coffee break

PLENARIA – IA per la PA: le Linee Guida di design dei siti web della Pubblica Amministrazione e implicazioni per l’infoarchitettura – Claudio Celeghin |Lightning Talk

PLENARIA – Ux Book Club Brescia – Percorsi di crescita – Sergio Venturetti/Luca Lamera |Lightning Talk

PLENARIA – Leaving a mark (ENG) – Jorge Arango | Keynote di chiusura

Saluti e ringraziamenti

Prossime iniziative, chiusura lavori

Five Minute Madness – Se avete sempre fatto i timidi, questa è la vostra opportunità

 

I balli popolari

Balli popolari, irlandesi, greci, campani, pugliesi, russi, siciliani, ungheresi, ebraici. Ne conoscete qualcuno?

I balli popolari sono un fenomeno di nicchia che si sta espandendo in Italia e in Europa in modo sempre più diffuso fra i giovani. In tanti luoghi del nord – nordest italiano e via su e giù per tutto lo stivale gruppi di giovani si incontrano periodicamente per ballare, per imparare a ballare i balli delle nostre nonne, ma anche dei nonni e delle nonne d’oltralpe.

Il fenomeno è ancora poco osservato e forse anche poco conosciuto ai più. L’etnologia e l’etnomusicologia accademica guarda con diffidenza a questo fenomeno ritenendolo non popolare ma elitario. La spiegazione di questo giudizio, a mio parere erroneo, è che si tratta di un fenomeno che si sta espandendo molto tra le studentesse e gli studenti universitari. Ma dove è scritto che questo, che anche questo, non sia il popolo, il popolo contemporaneo? C’è una parte dei giovani, che nel tempo diventa sempre più consistente, che non balla nelle campagne o nei paesi di montagna, balla in città, negli spazi pubblici, nelle piazze e si incontra e socializza per questo. Lo fa senza tanto rumore e fuori dai consumi di massa: si svolge spesso nelle notti sussurrando la propria musica e si basa molto spesso sul volontariato di insegnanti e musicisti.

E’ un fenomeno che io seguo da un paio di anni, dal 2014 precisamente: la mia prima intervista a Christian Doni e Margherita Donà  già mi vedeva un curioso ed entusiasta sostenitore dei balli popolari. Poi, facendone parte personalmente, andando ai corsi, ho avuto il piacere di conoscere questa comunità che è strettamente legata anche a musicisti che compongono musica per balli popolari contemporanea.

La musica Neo Trad

Penso che la musica NeoTrad meriterebbe più attenzione, fosse anche solo per la passione che questi musicisti ci mettono nel suonare e divulgare i balli popolari. Senza nessuna presunzione credo di essere stato il primo in Italia ad aver organizzato una tavola rotonda sul Futuro della musica per balli popolare di cui vi propongo di seguito il video. E se ne conoscete altri, vi prego, aggiungeteli ai commenti.

In questa tavola rotonda parlano Alessandro Marchetti e Matteo Marcon, componenti del duo Folk Fiction, che potete ascoltare su soundcloud e  di cui mi sono già occupato per una recensione al loro ultimo album Avan Trad e Maurizio Vianello.

Nella mia introduzione ho spiegato che la musica neotrad rientra e rientrerà nella Storia musicale di questi anni. Così come nella Letteratura, ciò che distingue un autore da uno scrittore di diari personali è che il primo rientra in una tradizione, il secondo no. L’autore assorbe la letterautratradizionale, la fa propria, e poi la traduce e la trasporta ai contemporanei, con parole sue e contemporanee. Allo stesso modo i musicisti di musica neo tradizionale, ascolta musiche antiche, anche del ‘500, del ‘700, le assorbe, le suona e le riscrive, producendo, infine, musiche originali proprie contemporanee, per ballerini contemporanei.

Al contrario di quanto pensano gli accademici, dunque, io ritengo che questo sia un fenomeno popolare, nel senso che nasce dal basso, da giovani con pochi mezzi, lontano dai riflettori, ma con una passione vera per la naturale propensione dell’uomo che ha di muoversi. Ballare significa rendersi conto di avere un corpo e di poterlo muovere. Quante volte, ascoltando musica, ci siamo ritrovati a muovere un piedi, la testa, a picchiettare con le dita il tempo? Il nostro cervello all’ascolto della musica pulsa di energia e questa energia arriva ai nostri arti; e quando le due cose si uniscono esplode l’adrenalina.

In genere si balla nei patronati delle chiese, nelle palestre o negli auditorium dei municipi. Per ballare c’è bisogno di un grande salone e gli spazi pubblici a disposizione non sono tanti. Oltre agli incontri periodici, i gruppi che gestiscono i corsi di danza, organizzano anche le così dette Klandestine.

La più famosa delle klandestine è la Mazurka Klandestina, nata (a quanto dicono) a Milano e adesso diffusa in molte altre città d’Italia. In cosa la Mazurka è Klandestina? Nel fatto che si tratta di un assembramento di persone non autorizzato. Oltre a questo l’incontro è pubblico, pacifico e divertente. Attraverso i gruppi facebook (lascio a voi la ricerca) ci si da appuntamento un certo giorno, in una data piazza intorno alle 22.00 e da lì si comincia a ballare per tutta la notte. Si gira per le piazze della città fino all’alba, quando il sole annuncia l’ultimo ballo.

E’ un modo di conoscere una città in modo diverso, attraverso la danza; di apprezzare il valore e la bellezza della nostra Italia attraverso il contatto fisico degli abitanti e il movimento; di vedere i nostri monumenti e ascoltare la loro colonna sonora.

La regola che tutte le klandestine seguono è quella di non disturbare: le piazze italiane, in genere non sono abitate e sono deserte, e dove non è possibile trovare piazze inabitate, al minimo segnale di lamentela, si va via, seguendo il percorso verso una nuova piazza. Per le poche klandestine a cui ho partecipato, però, la musica popolare affascina, sia se suonata da musicisti dal vivo con strumenti acustici, sia che venga suonata da una cassa. Quando qualcuno si affaccia, più incuriosito che arrabbiato, resta meravigliato a guardare la bellezza di quel che accade.

Più in vista e magari più conosciuti sono, invece i festival, in giro per l’Italia e per l’Europa. I ragazzi (giovani e meno giovani) si fanno tanti kilometri tra viaggi, passaggi, autostop e avventure varie. Ho visto fare un po’ di tutto pur di non perdersi l’appuntamento. E chi non può andare resta con la tristezza di non poter ballare fino allo sfinimento. I luoghi preferiti sono luoghi poco conosciuti, sui monti, in piccoli paesi che per la loro testardaggine di nicchia, sono diventati i punti di riferimento per queste masse di ragazzi.

I festival dei balli popolari

venezia- balli popolari-balla-cerchiTra i più importanti festival in Europa, che si svolgerà tra pochi giorni, dal 9 al 12 giugno, c’è il festival “VENEZIA BALLA – Cerchi nell’acqua” un festival di balli folk attesissimo che si tiene nell’area del parco di San Giuliano Venezia Mestre.

I festival sono aperti a tutti e tutti possono partecipare, anche chi non ha mai ballato, sono balli popolari. Certo, se si è seguito uno dei corsi della stagione ci si diverte molto di più, ma durante i festival il programma prevede tante ore di corsi per principianti e non solo per ballerini più avanzati. Per chi è più sciolto poi ci sono i workshop dove insegnanti esperti, provenienti da altre nazioni introducono alcune tipologie di balli diverse da quelle conosciute.

Insomma si balla in continuazione per 3 giorni, instancabilmente, accompagnati da gruppi musicali folk provenienti sia dall’Italia che dall’estero.

Ma non c’è solo Venezia. Anzi. I festival, che i giovani non si perdono per nessuna ragione, sono tanti:

  1. Sicuramente sentirete parlare spesso del festival di Vialfrè in provincia di Ivrea. Sul sito trovate tutte le informazioni.
  2. Poi, forse, il più internazionale dei festival, quello di Gennetines a cui segue, quasi d’obbligo il festival di Saint-Gervais
  3. Dicono, poi, molto bello il festival di Boombal, un luogo dove non si finisce mai di ballare. Guardate pure voi il programma.
  4. Altro festival molto suggestivo è FestInVal a Tramonti di Sotto, tra i cortili e le piazze della città montana con gran finale tra monti e stelle.
  5. Su altre montagne, sempre a metà strada tra la terra e il cielo si può andare al festival Etetrad, ma non ancora confermato per l’edizione 2016. Il sito indica ancora il programma dell’edizione 2015. Insomma da tenere d’occhio, se siete interessati a visitare la zona di Gressan in provincia di Aosta.

Questi solo alcuni dei tanti e numerosi festival che si organizzano in giro per l’Italia e per l’Europa. Informatevi, cercate questi gruppi anche nella vostra città e se ne trovate uno, andate a provare, vi divertirete sicuramente. E anche se non sarete costanti, sarete sempre i benvenuti.

Conoscersi ballando è un’esperienza indimenticabile.

E la vostra esperienza? Avete altri festival da consigliare?

 

P.s.

Per questo articolo ringrazio Christian Doni, Margherita Donà che me ne hanno parlato con entusiasmo coinvolgente; Paolo, Paolo, Ragù , Andrea, Giulietta, Agnese, Agnese e Elisa, Elisa, Silvia, Silvia, Silvia e Margherita, Sofia, Giulia e Alessia e Martina che danza anche quando cammina e tutte le ragazze del gruppo Corso Giovani Danze Popolari Venezia che hanno avuto la pazienza di insegnarmi a ballare con me e di vivere questa bellissima esperienza che è la danza e i balli popolari. Grazie a Diego Vallongo, tra gli instancabili organizzatori di Venezia Balla che mi ha insegnato la Mazurka e mi ha fatto amare questa danza. E grazie ancora a Christian Doni e Alessandro Marchetti che mi hanno introdotto in questo meraviglioso mondo fatto di musicisti, passione, di giovani dall’animo puro. Entrambi,  gentilmente, mi hanno indicato i festival più conosciuti e riconosciuti, che io vi ho riproposto.

Grazie! Grazie davvero!