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Sonoro da Oscar 2020

Un sonoro da Oscar per film da oscar ovviamente. Le nomination sonore non vengono quasi mai menzionate. Di solito fanno numero ma non sono mai messe in rilievo. Eppure non si tratta di film muti. In questo articolo trovate tutte le colonne sonore, i trailer e i documentari che hanno ricevuto la nomination agli Oscar. Almeno quello che di più rilevante sono riuscito a trovare. Non è un post da leggere in pochi minuti. Anzi, c’è da mettersi comodi e ascoltare. E se siete in viaggio, ancora meglio.

Nomination audio 2020

Migliore colonna sonora 2020

Il vincitore è Joker, dalla compositrice islandese Hildur Guonadottir .

Piccole Donne
Storia di un matrimonio
1917
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Migliore canzone originale 2020

Elton John e il suo fidato collaboratore Bernie Taupin vincono per la miglior canzone originale.

«(I’m gonna) love me again», nel film «Rocketman», sulla vita di Elton John.

“I’m standing With You”, da Atto di fede
“Into the Unknown”, da Frozen II – Il segreto di Arendelle
“Stand Up”, da Harriet
“(I’m Gonna) Love Me Again”, da Rocketman
“I Can’t Let You Throw Yourself Away”, da Toy Story 4

Miglior sonoro (“sound editing”) 2020

1917 Oscar come miglior sonoro 2020

Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”) 2020

Miglior montaggio sonoro 2020 va a Le Mans 66 che vince anche la statuetta per il miglior montaggio.

1917
Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Ad Astra

Nomination audio 2019

Migliore colonna sonora 2019

Ludwig Göransson – Black Panther
Terence Blanchard – BlacKkKlansman
Alexandre Desplat – L’isola dei cani (Isle of Dogs)
Marc Shaiman – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Nicholas Britell – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)

Migliore canzone 2019

Shallow (musica e testi di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt) – A Star Is Born
All the Stars (musica di Sounwave, Kendrick Lamar e Anthony Tiffith; testi di Kendrick Lamar, Anthony Tiffith e SZA) – Black Panther
I’ll Fight (musica e testi di Diane Warren) – Alla corte di Ruth – RBG
The Place Where Lost Things Go (musica di Marc Shaiman; testi di Marc Shaiman e Scott Wittman) – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
When a Cowboy Trades His Spurs for Wings (musica e testi di David Rawlings e Gillian Welch) – La ballata di Buster Scruggs (The ballad of Buster Scruggs)

Miglior sonoro 2019

Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali – Bohemian Rhapsody
Steve Boeddeker, Brandon Proctor e Peter J. Devlin – Black Panther
Jon Taylor, Frank A. Montaño, Ai-Ling Lee e Mary H. Ellis – First Man – Il primo uomo (First Man)
Skip Lievsay, Craig Henighan e José Antonio Garcia – Roma
Tom Ozanich, Dean A. Zupancic, Jason Ruder e Steve A. Morrow – A Star Is Born.

Miglior montaggio sonoro 2019

John Warhurst e Nina Hartstone – Bohemian Rhapsody
Benjamin A. Burtt e Steve Boeddeker – Black Panther
Ai-Ling Lee e Mildred Iatrou Morgan – First Man – Il primo uomo (First Man)
Ethan Van der Ryn e Erik Aadahl – A Quiet Place – Un posto tranquillo (A Quiet Place)
Sergio Díaz e Skip Lievsay – Roma

Nomination audio 2018

Migliore colonna sonora 2018

Alexandre Desplat – La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water)
Carter Burwell – Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Jonny Greenwood – Il filo nascosto (Phantom Thread)
John Williams – Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)
Hans Zimmer – Dunkirk

Migliore canzone 2018

Remember Me (musica e testi di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez) – Coco
Mighty River (musica e testi di Mary J. Blige, Raphael Saadiq e Taura Stinson) – Mudbound
Mystery of Love (musica e testi di Sufjan Stevens) – Chiamami col tuo nome (Call Me By Your Name)
Stand Up For Something (musica di Diane Warren, testi di Diane Warren e Lonnie Lynn) – Marcia per la libertà (Marshall)
This is Me (musica e testi di Benj Pasek e Justin Paul) – The Greatest Showman

Miglior sonoro 2018

Mark Weingarten, Gregg Landaker e Gary A. Rizzo – Dunkirk
Ron Bartlett, Doug Hemphill e Mac Ruth – Blade Runner 2049
Christian Cooke, Brad Zoern e Glen Gauthier – La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water)
David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce e Stuart Wilson – Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)
Julian Slater, Tim Cavagin e Mary H. Ellis – Baby Driver – Il genio della fuga (Baby Driver)

Miglior montaggio sonoro 2018

Richard King e Alex Gibson – Dunkirk
Mark Mangini e Theo Green – Blade Runner 2049
Nathan Robitaille e Nelson Ferreira – La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water)
Julian Slater – Baby Driver – Il genio della fuga (Baby Driver)
Matthew Wood e Ren Klyce – Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)

Nomination Oscar 2017

Miglior colonna sonora 2017

Justin Hurwitz – La La Land
Mica Levi – Jackie
Dustin O’Halloran e Hauschka – Lion – La strada verso casa (Lion)
Nicholas Britell – Moonlight
Thomas Newman – Passengers

Miglior canzone 2017

City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) – La La Land
Audition (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) – La La Land
Can’t Stop the Feeling! (Justin Timberlake, Max Martin e Karl Johan Schuster) – Trolls
The Empty Chair (J. Ralph e Sting) – Jim: The James Foley Story
How Far I’ll Go (Lin-Manuel Miranda) – Oceania (Moana)

Miglior sonoro 2017

Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow – La La Land
David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson – Rogue One: A Star Wars Story
Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye – Arrival
Greg P. Russell[5], Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth – 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

Miglior montaggio sonoro 2017

Sylvain Bellemare – Arrival
Wylie Stateman e Renée Tondelli – Deepwater – Inferno sull’oceano (Deepwater Horizon)
Robert Mackenzie e Andy Wright – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
Ai-Ling Lee e Mildred Iatrou Morgan – La La Land
Alan Robert Murray e Bub Asman – Sully

Nomination audio 2016

Miglior colonna sonora 2016

  • John WilliamsStar Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior canzone 2016

Miglior sonoro 2016

Miglior montaggio sonoro

Un post da conservare e da riascoltare. La musica ringrazia per il tuo tempo!

E per voi? Quale sonoro preferite? Quale colonna sonora fareste vincere?

Scegli il microfono più adatto alle tue esigenze

I microfoni sono un argomento

strettamente legato all’articolo sui registratori vocali digitali.

Articolo che sta avendo un grande successo di lettori e contatti.

Uno dei lettori, infatti, dopo aver acquistato il Tascam DR – 05 mi ha chiesto un consiglio per un nuovo acquisto riguardante un microfono esterno.

Indice microfoni

Il commento del lettore

Filippo è un affezionato lettore del blog che si è lasciato consigliare da me e dal blog per l’acquisto di un registratore. Dopo un po’ di tempo mi scrive.

Ciao, mi trovo molto bene con il registratore che hai consigliato, Tascam DR-05, vorrei prendere un microfono esterno, e non so quale prendere, alcuni hanno il condensatore altri no.
Ho visto questi due, vanno bene o c’è di meglio? non intendo prendere, un microfono di bassa qualità.
Grazie

Filippo mi indica un paio di microfoni davvero basici. Si tratta di un certo Zalman Microfono e del microfono Speedlink Spes Microfono Clip.

Una risposta veloce

Trattandosi di un commento ho risposto nell’immediato.

Ciao Filippo, mi fa molto piacere che i miei consigli ti siano stati utili. E che ti trovi bene con il Tascam DR-05. Sui microfoni apri un nuovo capitolo. Approfitto per scrivere degli appunti e scrivere un articolo dedicato. I due microfoni che mi sottoponi sono davvero basici. E se mi dici che vuoi un microfono di qualità, te li sconsiglio vivamente.

Forse per cominciare. Io ne ho comprato uno di questi quando facevo interviste per la mia tesi. Mai usato. Forse non ha mai funzionato. Non ricordo. Si, c’è di meglio. Qualcosa di molto meglio potrebbe essere il Rode  a cui molti ormai si affidano per una buona qualità ad un costo contenuto. Se invece vuoi il massimo dovresti prendere il Sennheiser MKE40. A cui dovresti aggiungere un adattatore da Lemo 3 Pin a Jack. In mezzo ci sta il Sennheiser ME2. Il Rode mai usato. Gli altri due, invece, li ho utilizzati personalmente. ME2 è ottimo. MKE40 è superlativo!
Alla prossima!

Ma mi sono impegnato a scrivere l’articolo che stai leggendo, perché Filippo, che non conosco e che non ho mai incontrato, è un lettore che stimola a rendere questo blog un luogo migliore. Uno di quei lettori che studia e che mi sottopone quello che ha visto. Per cui merita una risposta approfondita ai suoi quesiti.

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Cosa devi fare con un microfono?

Innanzi tutto, come mia consuetudine, è sempre bene riflettere su cosa devi fare con il microfono. Qual è l’attività che vuoi o devi svolgere con quel microfono? Per situazioni diverse sono necessari microfoni diversi. Per registrare in studio o registrare interviste in strada si richiedono microfoni diversi. Registrare un conferenza o un relatore ad un tavolo potrebbe richiedere un microfono diverso da quello che si utilizza per far intervenire le persone del pubblico.

Ci sono alcune domande da porsi e a cui rispondere.

Che cosa vuoi registrare?

Hai bisogno di registrare la tua voce, un parlato, il canto? Oppure il microfono ti serve per registrare uno strumento musicale?

Per voci potenti, tamburi e chitarre hai bisogno di un microfono dinamico. Per strumenti acustici o un parlato in studio è preferibile un microfono a condensatore.

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Dove devi registrare?

Sapere il contesto dove devi registrare apre un capitolo complesso quale è quello dell’acustica dei luoghi. Ma è facile capire che usare un microfono in una sala conferenze o in uno studio di registrazione sono cosa diversa.

In determinati contesti, come in un concerto di musica classica, è meglio scegliere un microfono direzionale per determinati gruppi di strumenti. Mentre per una conferenza dove c’è un parlato costante potrebbe andare bene anche un omnidirezionale.

Quale microfono scegliere?

Vai sul sito Audio Test Kitchen e verifica la qualità di 65 e oltre microfoni di alta qualità.

Ormai la tecnologia sonora è talmente avanzata che trovi davvero di tutto e a qualunque prezzo. Su Amazon si trovano microfoni per tutte le tasche. Mi è capitato un paio di volte di sentirmi dire che 100 euro per un microfono siano una cifra esorbitante. In realtà è il minimo sindacale. Al di sotto di questa cifra non sono il solo che pensa che stiamo parlando di giocattoli fatti bene. Certo anche un microfono economico può soddisfare le nostre necessità. Ma non pensiamo che quel prezzo sia troppo alto o troppo basso. Quel che costa, vale. Per cui, il prezzo è già una discriminante su che tipo di microfono vogliamo o possiamo avere.

Un secondo elemento da verificare è la qualità del suono. E quanto meno che non abbia fruscii o rumori di sottofondo. Anche se qui le variabili non dipendono solo dal microfono. Il microfono va poi in un registratore o in un mixer o su un amplificatore e in casse e altoparlanti per ascoltare musica che possono migliorare come peggiorare il risultato.

E infine la sensibilità del suono. Si tratta di quali frequenze il microfono riesce a registrare rispetto ad altre. Per cui a seconda della sensibilità del microfono puoi captare un suono a una determinata distanza oppure no.

Microfoni dinamici e a condensatore

I microfoni dinamici sono preferibili ai microfoni a condensatori se si deve andare a registrare in esterno; per cantare e se devi andare spesso in giro. I microfoni dinamici sono resistenti, comodi, molto versatili per molti usi.

I microfoni a condensatore sono invece preferibili per registrazioni in studio o al chiuso. Si tratta di microfoni molto sensibili. Il suono della voce risulta molto naturale. Ma si tratta anche di strumenti molto fragili, sensibili all’umidità e ai colpi bruschi. È bene tenerli fermi in un posto.

Attenzione. I microfoni a condensatore (generalmente) richiedono una alimentazione. Per cui è necessario che il microfono abbia una batteria, o avere un mixer, o una scheda audio che alimenti il microfono.

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Microfoni cardiodi e microfoni direzionali

In base a come il microfono è costruito riceve il suono da una data direzione. Il microfono cardioide è detto così perché riceve il segnale in uno spazio, intorno al microfono, che ha la forma di un cuore. Generalmente i microfoni gelato e a condensatore sono cardioidi.

I microfono cardiodi si differenziano dai microfoni detti direzionali, in quanto questi, generalmente più lunghi e affusolati, prendono poco suono intorno al microfono e tanto nella direzioni in cui sono puntati.

Attacchi del microfono

Attenzione anche agli attacchi del microfono. Ossia verificate se l’entrata che avete a disposizione; quella dove dovete attaccare il microfono e il cavo sia un attacco XLR, che aumenta la qualità del suono ripreso, oppure un attacco jack o minijack. Oppure se  avete a disposizione solo una entrata USB.

Microfoni per tutti i gusti

Dette queste quattro parole sui microfoni ho scelto alcuni microfoni che possono essere utili e interessanti in base a quello che dovete fare.

Sia inteso che io ne ho usati una parte. Personalmente, prima dell’acquisto di alcuni di questi, mi sono lasciato consigliare dai fornitori che vincevano le gare d’appalto alla Radio. Non mi reputo un esperto del settore. Semmai un buon fruitore di microfoni.

Microfono per voce e cantato

Shure SM58

Se ti stai avviando alla carriera del canto è bene avere il popolarissimo Shure SM 58. Si tratta di un microfono robusto con una buona tecnica costruttiva. Ottimo per i live, ma adattabile anche alla registrazione in studio. Anche economico.

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Un microfono da studio

Rode NT1A

Un microfono con un ottimo rapporto qualità prezzo è il Rode NT 1A. Non considerato tra i microfoni professionali, ma fa bene il suo lavoro. Se stai costruendo il tuo primo studio radiofonico è  un ottima scelta.
Forse conviene comprare anche l’intero kit con Antipop sempre molto utile.

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Microfoni per podcast professionale

Shure SM7B

Lo Shure SM 7B è un microfono senza età indicato proprio per la voce. Puoi creare degli ottimi podcast come ci puoi cantare canzoni rock. A quanto pare è stato utilizzato anche da Michael Jackson per il suo album Thriller.

sE Electronics SE2200A II

L’sE Electronics sE2200a II è un microfono con cui è possibile registrare strumenti acustici, pianoforti e ovviamente la tua voce. Permette riprese stereofoniche ed è davvero molto versatile. Se hai una web radio direi che questo è un ottimo microfono per i tuoi programmi.

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Neumann TLM 102

Il TLM 102 è più che professionale. È un microfono mitico. Si tratta di un microfono che in tanti vorrebbero possedere. Il prezzo non è affatto abbordabile e deve essere associato a strumentazione studio di valore equivalente.

Ecco, con il Neumann TLM 102, che ha bisogno di potenza, avrete bisogno di una scheda audio esterna di qualità.

Microfoni lavalier

Per i microfoni levalier ripropongo quelli di cui sopra. Il Rode con Filtro Anti-pop, per Smartphone e Tablet.

Il Sennheiser ME2 che è un classico. Anche se mi bisogna ingegnarsi per non farlo strusciare sulle giacche.

E, infine, il Sennheiser MKE40. A cui si deve aggiungere un adattatore da Lemo 3 Pin a Jack o minijack.

Il Rode non l’ho mai usato. Gli altri due, invece, li ho utilizzati per il mio lavoro Video con i radio trasmettitori. Come pure un buon prodotto pare essere RODELink Filmmaker Kit.

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Microfono radio per conferenze

Akg SR40

Se organizzate qualche festa o conferenza. Se volete passare un microfono a molte persone senza dover pensare ai fili e volete spendere poco vi possono consigliare un microfono radio AKG SR40. Devo ammettere che fa bene il suo lavoro. Sempre di entry level stiamo parlando. Ma per cominciare non è male.

Microfoni usb

Esistono centinaia di microfoni usb e ognuno ha le sue caratteristiche. Ognuno di essi riprende l’audio in modo diverso e con un qualità diversa. Un microfono usb è un microfono per PC e che puoi collegare al tuo computer senza bisogno di altri attacchi.

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Microfoni usb per pc o mac per registrare musica e podcast

Quando si parla di microfono a condensatore con cavo usb non possiamo pensare che si abbia la stessa qualità del microfono a condensatore con cavo XLR e scheda audio esterna. La qualità è molto più bassa anche se soddisfa pienamente le necessità di tutti gli ascoltatori.

Samson Meteor USB

Samson meteor è un microfono molto comune per il suo prezzo. Si tratta di un microfono assemblato in plastica e piccolo. Però la base è accessorio comodo. Non aspettiamoci grandi cose. Per un uso molto casalingo o per chiamate skype di bassa qualità.

Samson G-track

Per avere qualcosa in più, sempre sulla stessa marca possiamo scegliere il Samson G-track. Microfono con cui è possibile registrare musica e creare podcast.  È possibile controllare il suono. Meglio fare delle prove e sperimentare i livelli che più vi piacciono.

Zoom H4n

C’è da dire che lo Zoom H4n, oltre ad essere un registratore, è anche un microfono. E tra l’altro anche di ottima qualità. Se si collega ad un Pc tramite il cavo USB, il sistema ti da la possibilità di usare il registratore come microfono. Se usato con Camtasia o altro programma di screenshot video, è necessario sincronizzare le impostazioni del programma al microfono.

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Microfoni per iPhone

iRig Field

Se possedete un iPhone conoscerete sicuramente l’IK Multimedia. L’iRig Mic Field è un microfono digitale per iPhone adatto per registrare musica, come per registrare l’audio di un video. Si collega all’iPhone o all’ iPad ed è possibile registrare audio di ottima qualità.

Rode iXY

Altro microfono sempre per i dispositivi Apple è il Rode iXY con connettore Lightning. Anche qui si parla di ottima qualità di ripresa. Un ottimo accessorio per chi usa l’iphone per motivi professionali ed ha bisogno di leggerezza per potersi muovere.

Microfono per iOS

Zoom IQ7 – Registratore portatile iOS

Lo Zoom IQ7 è il registratore che Zoom ha pensato per i possessori di smartphone Apple. Audio di alta qualità per dispositivi iOS. Compatibile con connettore lightning. Per registrazioni in formato verticale od orizzontale è sufficiente spostare le capsule. Da utilizzare con app originali Apple.

Se si vuole risparmiare qualcosa si può acquistare lo Zoom IQ5.

Shure Motiv MV88

Altro bel gioiello per chi possiede un iPad è il microfono Shure Motiv MV88 . La Shure non poteva che presentarsi al meglio anche in questa occasione. Inoltre si ha a disposizione una applicazione che permette di regolare con preset standard alcuni tipi di registrazione in base all’ambiente in cui ci si trova.

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Microfono per Youtube

Se sei già uno youtuber o se si vuole iniziare a creare video per il proprio canale Youtube il microfono maggiormente consigliato sul web è il Blue Yeti Pro. Un microfono che è un vero e proprio investimento sulla propria carriera.

Sempre per youtuber professionisti si ha il Blue Spark. Di solito viene utilizzato al posto del Blue Yeti. Certamente ha un bel design vintage e prestazioni elevate. Inoltre il sostegno per la scrivania è sicuramente molto utile.

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Microfoni USB per registrazioni musicali

Rode NT- USB

Per registrazioni musicali si ha il Rode NT. Il microfono si attacca al vostro PC e potete controllare tutto da li.

Marshall MXL – USB

Un altro microfono per artisti musicali  molto usato è il Marshall MXL USB da non confondere con il Marshall Mxl condenser. IL primo ha l’attacco USB e si collega al pc. Il secondo ha bisogno dell’attac XLR. Con questo microfono si hanno alcuni controlli integrati che ti permettono di adattarlo al cantato o al semplice parlato. Secondo i propri gusti.

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Microfono per smartphone

Per dotare un o smartphone di microfono esterno potrebbe essere necessario acquistare un adattatore rode sc6 che permette due ingressi microfonici.

Dunque si può acquistare un rode video mic pro. Ha un pad con un filtro per il vento e un preamplificatore con 20db in più.

L’alternativa economica è adattare rode sc6l uno o due microfoni lavallier tra i cinesi tipo boya bym1 con 6.5 metri di cavo o se vuoi spendere un po di più ma con tanta qualità in più rode smart lav ha il filo corto quindi potrebbe servirti una prolunga sempre rode.

Se non si vogliono avere fili allora adattatore rode sc6l e rode wireless go.

Rode VideoMic Me

Rode presenta il VideoMic Me come microfono per smartphone. Come si può notare è un microfono direzionale molto leggero, che va collegato direttamente allo smartphone. Qualche utente si lamenta dei rumori di sottofondo non filtrati, ma si ritiene che un accessorio come questo sia per uso personale e per migliorare le proprie dirette Facebook live audio.

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Accessori per microfoni

Gli accessori di base sono molto spesso forniti in abbinamento al microfono. Però magari qualcosa può mancare oppure è necessario avere il ricambio. Di solito si ha bisogno di un para microfono in spugna. Attenzione a scegliere quello che si adatta meglio alla forma della griglia del microfono.

Se si vuole evitare del tutto il vento (quando si è in esterna) è necessaria una cuffia antivento. Sempre da adattare al modello del proprio microfono.

Se si vuole restare con le mano libere e ci si trova in studio si può acquistare un’asta microfonica a giraffa. Io ho sempre amato un’asta di sospensione a braccio. Però con il tempo e se si usa un microfono pesante la regolazione non è delle migliori. L’accessorio più comodo e che dura nel tempo è certamente un’asta da tavolo con base in ghisa.

L’asta a volte è venduta separatamente dal supporto del microfono, ossia dove viene fissato il microfono. Per cui verificate.
Se usate l’asta da tavolo forse potrebbe essere necessario un supporto elastico antivibrazione. Per evitare anche il pop delle labbra esistono dei filtri antipop.

Se acquisti un microfono non usb avrai bisogno di cavi xlr. E se si vuole creare uno studio in casa e si ha bisogno di silenzio si può pure acquistare uno Schermo fonoassorbente.

La lista potrebbe continuare. Si sa che negli accessori ci si può sbizzarrire. Però in questo caso, molti di questi accessori per microfoni proposti migliorano il modo di lavorare e il livello di registrazione.

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Per chi vuole approfondire

Questo post non è indirizzato a chi è un tecnico ma a chi vuole o deve fare un primo acquisto. A chi è indeciso nella scelta e i microfoni gli sembrano tutti uguali. Se hai già una buona conoscenza dei microfoni magari è necessario qualche altro tipo di approfondimento. E se poi si vuole arricchire l’articolo è sempre possibile farlo.

Se hai voglia di studiare avrai già dato un’occhiata alla parola su Wikipedia e probabilmente hai già visitato il sito ufficiale della Shure. Si può iniziare da queste prime fonti.

Se invece si vuole acquistare qualche libro ce ne sono di datati ma che offrono le basi di come è fatto un microfono.

Così abbiamo “I segreti dei microfoni” di Davide Scullino oppure i “Microfoni” di Umberto Nicolao.

Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra. I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. Ad ogni modo, ribadisco che alcuni dei microfoni proposti sono stati da me utilizzati. E che l’elenco è stato composto da ricerche personali sul web.

Non ho attività di vendita di questi prodotti.

E tu quale microfono hai scelto?

Le music experience di Airbnb

Le music esperience di Airbnb sono già state lanciate, annunciate e riprese dalla stampa. Io arrivo per ultimo. Ma spero sempre di riuscire a raccogliere i pensieri e le riflessioni più utili per chi ha già letto e sa di cosa parlo e per chi invece ha tutto da scoprire.

Le music esperience sono un nuovo programma di Airbnb, che permette ai clienti di accedere a concerti dal vivo in modo esclusivo. Lo segnalava Andrea Borraccino su DataMediaHub.it di Pier Luca Santoro.

Lo scopo, a quanto pare, è quello di allargare il bacino di utenza e di variare il business di Airbnb.

Al momento le esperienze proposte da Airbnb sono tutte americane. E le esperienze musicali sono in fase di sperimentazione. Però non ho dubbi che il fattore esclusività, farà esplodere il fenomeno.

Architettura dell’informazione di Airbnb

Airbnb, per quanto riguarda l’architettura dell’informazione e non solo, è una delle aziende tecnologiche da tenere d’occhio per la sua attività sul web. Già mesi fa scrivevo e parlavo di AirBnB. Grazie alla versatilità e robustezza della sua struttura gli è (stato) possibile attuare una architettura dell’informazione in stati di emergenza. Qualcosa di utile che mette in contatto gli utenti, in modo versatile e utile, crea una comunità e mette in rete azioni reali. E ancor di più, anche in modo veloce.

Airbnb ultimamente poi, sembra aver messo l’acceleratore sull’esperienza. Confermando quanto gli architetti dell’informazione predicano da tempo. La progettazione dell’esperienza e la felicità dell’utente, vanno messi al primo posto in tutte le attività di business e no.

Airbnb Design

Airbnb non è impegnata nella costruzione di nuove case o alla ricerca di luoghi eccezionali dove trascorrere una vacanza. No. Queste attività sono eseguite dalle persone reali. Il sistema reale alimenta la rete online messa su da Airbnb. E la società, infatti, si occupa di connessioni, di creare relazioni, di creare ponti.

Airbnb scrive di se stessa

Airbnb trasuda design. Due dei suoi cofondatori sono designer e l’apprezzamento per la potenza del design è in tutto ciò che facciamo. Persino le nostre dashboard interne hanno una splendida grafica. Secondo noi il design ha a che vedere più con il comportamento e l’emotività che con l’efficacia e la funzionalità. Insieme formiamo un grande team che lavora per indicare una direzione e ottenere risultati di grande maestria, perfetti nei minimi dettagli. A fianco del team di progettazione, ci muoviamo rapidamente, ma, allo stesso tempo, abbiamo abbastanza tempo e spazio per creare idee innovative e di ampio respiro. Amiamo la semplicità, ma anche quel certo gusto per il capriccio. Ti sembra di riconoscerti? Unisciti a noi.

Vogliamo attrarre i migliori designer del mondo e stiamo attivamente ricercando i migliori candidati. Visita il nostro blog del design all’indirizzo Airbnb.Design, troverai maggiori informazioni sul nostro lavoro e la nostra cultura.

AirBnB ti fa sentire a casa tua

Sul sito AIGA si parla di come l’utilizzo della User Experience punti a far sentire gli utenti come se si trovassero a casa loro.

Rivoluzionando l’UX, come Airbnb sta facendo, gli utenti si sentono a casa. Si tratta di un cambio di mentalità, un cambio di paradigma che porta diverse squadre provenienti da prospettive globali ad unirsi per uscire dai confini trascendentale.

La prima attività di Airbnb è, forse vi stupirà, il design e l’applicazione di professionalità fortemente rivolte all’utente. Insomma Airbnb si occupa di progettazione user center design.

“Il design è preso molto seriamente qui,” dice Alex Schleifer, VP del design. “E’ allo stesso livello di gestione del prodotto o di marketing.”

Come si lavora in Airbnb

Nella sede di San Francisco di Airbnb, lavorano oltre 120 progettisti suddivisi in cinque squadre. Ricerca, progettazione del prodotto (designer UX), contenuto (scrittori), traduzione globale, e il gruppo per le operazioni di progettazione (project manager e architetti).

Schleifer racconta che alla base del successo c’è il fatto che la squadra di ricerca è una squadra interna all’azienda.

Da un lato dunque lavorano come se lavorassero per una ditta. Dall’altro lato però il cliente è all’interno della squadra e l’adesione al progetto è totale da parte di tutti. Questo permette di studiare meglio l’impatto di ciascuna scelta, affrontare nell’immediato le sfide da affrontare e risolvere i problemi man mano che si presentano.

Se lavorate in una agenzia, per sapere come si evolve e si sviluppa il vostro progetto, forse dovrete aspettare un anno.

Airbnb si evolve e si aggiorna continuamente. Sia per migliorare l’esperienza dell’utente, sia per costruire strumenti utili ai dipendenti e alla intranet. In questo modo

i progettisti, sia attraverso l’ufficio o in tutto il mondo, sono in grado di cambiare qualcosa e di ricevere feedback dal sistema.

Ovunque ci si trovi, chi lavora su Airbnb può correggere, aggiornare e far funzionale le cose. Lo strumento principale è l’app Airshots. Una app capace di apparire su qualsiasi schermo, su qualsiasi dispositivo in qualsiasi lingua.

Airshots

I progettisti di Airbnb sono dunque sempre a lavoro. L’attenzione per l’usabilità e l’esperienza utente porta ad una costante compromesso tra forma e funzione. Schleifer intervistato dice.

E’ la sfida eterna, assicurare che si integri la visione creativa con quella di una grande esperienza utente. Gran parte del nostro lavoro di progettazione è tipografica. Pensiamo molto ai colori, al linguaggio e allo spazio bianco. Ci chiediamo continuamente se possiamo mostrare questo lavoro a chiunque e se è compreso e ben usato. Si tratta di un po’ di arte e un po’ di scienza.

Vogliamo creare piccoli momenti di gioia ogni tanto, proprio per ricordare che si sta utilizzando qualcosa di diverso. Il modo in cui si passa da una pagina all’altra, o come si anima un’icona, o i messaggi che di leggono quando si effettua un pagamento.

La nostra missione è quella di creare un sistema in cui chiunque può andare ovunque.

Ma anche dare la possibilità a chiunque di mettere in mostra la propria casa e se stessi in sicurezza.

Music experience di Airbnb

E’ in questo contesto lavorativo che nascono le music experience. Mi viene da dire che non poteva essere altrimenti. Airbnb è indirizzata alla costruzione continua di relazioni, di relazioni sicure, di ricerca di felicità, di ricerca di intimità. E tutte queste caratteristiche sono pienamente soddisfatte dalla musica.

La musica crea comunità, fa emergere o mete in luce comunità già esistenti. La musica mette insieme le persone e crea legami, ponti, connessioni.

Borraccino spiega

Nel concreto, il sistema permetterà di mettersi in lista per un evento nella città desiderata. Se tra i prescelti, si potrà acquistare il biglietto per una manciata di dollari senza sapere fino alla sera prima la location o, addirittura, l’artista sul palco. Il tutto accompagnato dalla richiesta di portare con sé una bottiglia da condividere con gli altri spettatori. Sharing economy fino al midollo.

Brian Chesky, Ceo di Airbnb ha commentato

La musica è uno strumento incredibile per unire le persone. Attraverso la piattaforma saremo capaci di sostenere gli artisti locali portando i fan ai loro eventi e portando la loro musica in tutto il mondo.

Conclusioni

Dovrebbe dunque essere chiaro che Airbnb è quello che è perché usa la progettazione come strumento principale di sviluppo. E’ il design, la sua applicazione e la sua continua ricerca a far crescere ogni giorno Airbnb. Le music experience sono la naturale conseguenza di un percorso, di una ricerca e del continuo contatto con i propri utenti.

Porto con me quattro parole: progettazione, connessione, esperienza ed esclusività.

Quattro parole semplici ma non banali. Anzi, sono parole che portano con se la complessità che stiamo vivendo. E questo da architetto dell’informazione non può che affascinarmi.

 

Musica streaming per il 2016: 5 previsioni

La musica streaming sarà il futuro? La rivista Fast Company fa un bel resoconto di quanto è accaduto negli ultimi 3 anni nel mercato della musica liquida e dello streaming. Vi riporto, in italiano, le parti più interessanti e cosa aspettarsi nel prossimo futuro.

Nel 2013 abbiamo avuto la nascita di iTunes Radio e di Google Play Music Unlimited.

Il 2014 ha avuto come protagonista Taylor Swift che ha mollato letteralmente Spotify. Google ha acquistato Songza. E YouTube ha lanciato il proprio servizio di abbonamento musicale.

Ma il 2015 è stato un anno pieno di sorprese! L’anno era cominciato con la creazione da parte di Jay-Z del proprio servizio di musica streaming, TIDAL, che non sta avendo i risultati sperati. Grooveshark ha chiuso i battenti. Apple ha lanciato a giugno Apple Music. YouTube ha annunciato YouTube Music. E Spotify con l’acquisizione di Echo Nest ha messo a frutto nuove funzionalità.

Non dimentichiamo che Pandora ha acquistato Next Big Sound. E poi ha acquisito TicketFlym, e infine,  il patrimonio di Rdio, rivale diretto di Spotify.

A fine anno poi, per non farsi mancare nulla, i Beatles entrano nella disponibilità su tutti i principali servizi di streaming in tutto il mondo.

Quale sarà il futuro della musica streaming nel 2016?

Quale sarà il nostro rapporto con la musica digitale in questo anno? L’articolo di JOHN PAUL TITLOW indica 5 previsioni che ritengo attendibili.

1. La musica in streaming sarà nei prossimi anni l’unico modo di ascolto che le major musicali concederanno.

Ci sono ancora dei problemi da risolvere, non è tutto chiaro e non si risolverà tutto in questo anno. Ma i guadagni e i numeri degli utenti faranno si che artisti e distributori troveranno gli accordi giusti. Forse agli utenti non piaceranno i risultati e i risvolti potrebbero essere inaspettati.

Dal punto di vista degli utenti:

  1. non è bello avere la musica in affitto.
  2. Per la musica per cui si paga il servizio, si paga anche un costo per i dati che si scaricano. Costo che in Italia, per esempio, non è indifferente.

Dall’altro lato, lo strapotere dei servizi streaming non piace neanche agli artisti.  Anche loro sono in affitto su piattaforme di cui non sempre conoscono i veri dati e il loro guadagno è minimo.

Purtroppo a vendere i dischi e mantenere l’industria musicale sono veramente in pochi. Pensate che Taylor Swift ha venduto, in tutto il mondo, 15 milioni di copie del suo singolo 1989, mentre Adele con “25” ha venduto oltre 4 milioni di dischi in una settimana.

2. Pandora si modificherà in qualcosa di diverso dopo l’acquisizione di Rdio.

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Pandora non ha intenzione di abbandonare il modello di radio personalizzata di cui è pioniere. Invece, è ben posizionata sulle nuove funzioni e flussi di dati. Con i nuovi mezzi di recente acquisizione di Rdio, Pandora, oltre a poter personalizzare le stazioni radio, permetterà agli ascoltatori di selezionare manualmente brani e album da una libreria di milioni di brani.

Nel maggio 2015, la società ha acquisito Next Big Audio, un servizio di analisi che offre agli artisti uno sguardo completo sulla loro presenza online utilizzando i dati da YouTube, Spotify, SoundCloud, Facebook e altri.

Insomma, Pandora si prepara a controllare una massa enorme di dati che potrà utilizzare in diversi modi. Conoscendo meglio i dati degli utenti, gli artisti potrebbero utilizzare Pandora sia per lanciare i loro brani, sia per organizzare concerti.

3. Le nostre canzoni preferite saranno in HD

Ormai tra piani free, freemium e a pagamento le librerie musicali sono qualcosa di assodato. E il modo di fare la differenza tra i vari servizi streaming a disposizione è attraverso la qualità del suono.

Tidal di Jay-Z, offre qualità audio ad alta risoluzione e questo per gli audiofili è qualcosa di molto importante.

Deezer è sbarcato negli Stati Uniti con il lancio di Deezer Elite, un servizio di streaming ad alta fedeltà che è disponibile solo su sistemi di altoparlanti hi-fi wireless Sonos (per ora).

Apple starebbe lavorando ad un nuovo formato streaming ad alta fedeltà. Il formato non ha ancora un nome ma permetterebbe di avere canzoni a 96 kHz con una profondità di 24 bit. Tale risoluzione va oltre la qualità del comune CD e avrebbe due implicazioni:

  1. la prima è che Apple, grazie ai suoi utenti e al suo rapporto con gli utenti, potrebbe fare della qualità audio il suo punto di forza, mettendo in difficoltà Spotify che al momento trasmette agli utenti premium a 320kbps.
  2. La seconda implicazione è che, ad ogni modo, l’hardware dal quale ascolti la musica è importante tanto quanto la fonte di streaming.

Il consumatore medio può essere soddisfatto di come suona la musica digitale adesso sul proprio device, ma se la tecnologia si evolve e la competizione tra i brand si alza, si potrebbero aprire le orecchie a qualcosa di più chiaro nel 2016. Senza contare che la nicchia degli audifili sarebbe davvero contenta di questo innalzamento della qualità.

4) Uno dei servizi di streaming fallirà (o verrà acquisito)

service streaming

Al momento i giganti della distribuzione musicale, a livello mondiale, sono 6. I 4 soliti Apple, Google, Microsoft, e Amazon affiancati da 2 servizi streaming specifici, Spotify e Deezer. Queste aziende sembrano abbastanza forti per resistere a qualunque tempesta. Ma chi può dirlo? Anche di Napster si diceva la stessa cosa. Intanto altri servizi di streaming minori come Rapsody e Tidal fanno già gran fatica. E SoundCloud o Bandcamp? E’ possibile che vengano inghiottiti da Youtube che si appresta a diventare, anche lui, un servizio in abbonamento. Ma anche SoundCloud non sta con le mani in mano. Difficile prevedere chi cadrà per primo. Difficile prevedere chi prevarrà.

5) La musica si ascolterà a pagamento.

Al momento la possibilità di ascoltare musica free è abbastanza ampia. Ma l’entrata nel mercato di Apple che non prevede alcuna possibilità di abbonamento free ha cambiato i giochi in tavola. Anche perché Apple paga meglio gli artisti rispetto ai concorrenti come Spotify che si vede abbandonata dagli artisti.

Spotify è ancorata al suo modello freemium ma starebbe considerando di dare agli artisti la possibilità di aprire una “finestra” alle loro nuove uscite rendendo alcuni brani disponibili solo agli abbonati paganti. Questo può essere in contrasto con lo spirito fondatore di Spotify, ma ha senso se si seguono i guadagni e se non si vogliono perdere altri pezzi importanti. Basti pensare ad Adele che andando via da Spotify ha venduto i suoi dischi alla grande, mettendo in imbarazzo coloro che pretendevano di essere il futuro della musica.

Alla fine dell’anno quindi tutti pagheranno un abbonamento streaming? Assolutamente no. Ma gli utenti riceveranno sicuramente più pressione a pagare e questo servizio vedrà sicuramente più utili.

Insomma, ne sentiremo tante e il blog starà con le orecchie ben attente per te!

Omaggio a David Bowie

In un blog che si occupa di sonoro non poteva mancare un omaggio a David Bowie.

Ma non voglio raccontarvi la sua storia che trovate su Wikipedia, non scrivo neppure coccodrilli da pubblicare al momento giusto, nè tanto meno dare giudizi sulla sua grandezza, dare un giudizio critico su questa o quella canzone, fare classiche o top ten. Un omaggio, penso, debba essere spontaneo e sincero e mi spiace solo che sia postumo.

Il mio omaggio a David Bowie è un invito all’ascolto di questo artista, che come ascolterete e vedrete è stato un camaleonte della musica rock, mai uguale a se stesso, sempre teso alla ricerca musicale, stilistica e alla sperimentazione. L’8 gennaio 2016 aveva compiuto 69 anni e lanciato il suo ultimo album.

La notizia data dai familiari ha sconvolto i fans

Tanto che in questi giorni gira una petizione a Dio per Dire di no alla morte di David Bowie

Ho letto, poi, articoli di critici musicali dei maggiori giornali italiani che con sofferenza hanno fatto classifiche ed eliminato brani, scelto uno piuttosto che un altro. E mi hanno trasmesso questa sofferenza. Per me scrivere per questo blog è un piacere e se un mio post deve essere una sofferenza, preferisco risparmiarvelo.

Io, sinceramente, vi propongo una scelta di 37 canzoni senza classifiche. Le più belle? Le più ascoltate? Le più conosciute? Si, forse, boh, può darsi! Sono 37, nè 30, nè 40. Forse ho saltato o dimenticato qualcosa, sicuramente la vostra preferita. Ma magari ne trovate un’altra che certamente avete ascoltato e vi piace lo stesso. David Bowie ha registrato 28 album durante la sua carriera artistica.

Ma se c’è chi da per scontato che alcuni grandi della musica, che hanno portato innovazione nel proprio campo, siano sempre conosciuti e acclamati da tutti, pochi prevedono che ci sia una ignoranza musicale sparsa e diffusa. Non è una colpa! Assolutamente. Il materiale musicale a nostra disposizione è talmente ampio che non si può ascoltare tutto. C’è chi è nato dopo una certa epoca, chi ascolta altro, chi ascolta le radio istituzionali, dove si fa, ahimè, pochissima ricerca musicale, (va meglio per chi ascolta le web radio). E c’è anche chi non si avventura per pudicizia o per pigrizia o proprio per mancanza di tempo alla ricerca del meglio di un cantante.

Per questo motivo ho scelto di creare io stesso per voi una playlist. Non c’è nulla da fare, tranne che premere il play, la voglia di scoprire o di riascoltare un grande cantante e musicista.

Se avete una certa età e lo conoscete già, sarà un piacere ricostruire i vostri archi di relazione, la musica ai vostri ricordi più cari, le feste di compleanno, le risate, gli amici, i concerti, i viaggi, le cover, i baci, gli amori e le litigate.

Se invece non lo conoscete, o pensate di non conoscerlo, vi accorgerete che magari qualche successo lo avete già ascoltato e sentito da qualche parte.

Non ho più di tanto da dire se non lasciarvi all’ascolto libero: penso che l’ascolto guidato sia importante, ma penso anche che non sia obbligatorio. L’ottima architettura di Youtube vi permetterà, se interessati nella ricerca, di spaziare in lungo e in largo, tra video ufficiali, concerti, live, remix, cover e quant’altro su David Bowie.

Non mi resta che augurarvi un buon ascolto! E segnalarvi che, fino alla fine del mese, La Rough Trade Records donerà alla ricerca contro il cancro tutti i ricavati dalla vendita dei dischi di David Bowie.

Italian Information Architects and their music

Gli architetti dell’informazione e la musica

Tomorrow is 15th August and I will not bore you. This week no information architecture! Let us put aside the theory and study! Today we talk, however, only music or better yet, the music they listen to information architects. A post that will keep you company under the big umbrella and that will satisfy some of your curiosity. And in fact in the best journalistic tradition of the summer deal of curiosity and gossip. For you, and only for my readers, I went to browse the profiles of the social architects to listen to the music that they listen and riproporvela.
I hope it will enjoy yourself! From full-blown article gossip, the news could not be verified, it is said that this is really the music that appeals to architects, however, is certainly the music that goes around. Anyway, this post is as superficial, the musical taste of the architects is cultured and refined.
Let’s start with the fact that information architects, generally, people are solar and you know entertain.
But let’s start by listening!
Some people at the end of a chapter study on User Experience listens and offers something energizing.

There are who share music a bit quieter (but not so)

Experiment

Research

More Architects are romantic

Who love revolution

Who want to understand user’s psicology

Omit who listen De Andrè and Sinatra; who seem very interested, although not to overlook listening Pink Floyd, GOTAN PROJECT and Pat Metheny; and who, in the end, it seems completely disinterested in this art form, so that there is no trace of musical tastes on social.

And me? And I, I love the cinema and the Information Architecture in musical contexts, listening “to the music you see” ie movie soundtracks. There propose one of many that synthesizes arches relationship, architecture and sound.

… qui la versione integrale

Che il meritato riposo vi porti tanta serenità ed energia per affrontare le prossime sfide!

Un fresco saluto!

Contesti – Relazioni – Sonorità