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Comandi Alexa in italiano – Le novità

I Comandi Alexa in italiano

vengono implementati periodicamente.

Amazon ha aperto una pagina apposita

e invia, a tutti coloro che hanno effettuato l’acquisto,

una mail con tutte le novità di Alexa.

Insomma, ci insegnano e ci educano

a come rivolgerci al nostro smart speaker.

Si tratta di una guida ai comandi vocali.

Ma io lo considero un vero e proprio corso di formazione

lento e inesorabile che seguirò e riproporrò su questo blog di volta in volta.

Avevo già scritto a riguardo i 50 comandi da chiedere ad Alexa.

Ma adesso sono in italiano.

Acquista Amazon Echo (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con Alexa – Tessuto blu-grigio.

Alexa! Buongiorno.

Amazon per esempio sostiene che

Le mie mattine non sono mai uguali.
Basta dire, “Alexa, buongiorno”.

Con questo comando Alexa ti informa di cosa accade in quel giorno, tipo partite importanti o curiosità del momento.

Cose da provare

Premettendo sempre la parola di accensione Alexa puoi chiedere.

“che cos’è una Skill?”
“qual è la circonferenza di Marte?”
“dammi un Easter egg.”
Scopri i divertenti contenuti nascosti di Alexa per aggiungere un elemento di sorpresa alla tua giornata.
“apri Virgin Radio.”
“raccontami una barzelletta.”
“metti l’ultimo brano di Katy Perry su Amazon Music.”

Il brano, per esempio, è in esclusiva su Amazon Music.

“dove posso vedere la Juve?”
“qual è il tuo libro preferito?”
“metti canzoni di Andrea Bocelli.”

Oppure chiedi. “Alexa, canta”. E con la sua voce e senza musica si improvvisa cantante.

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa di Amazon.

Cose da chiedere ad Alexa

“Alexa,

a cosa stai pensando?”
metti musica per dormire.”
alza il volume.”

com’è il meteo nel weekend?”
apri RDS.”
fammi un indovinello.”

“Alexa, chi è il capocannoniere della Champions League?”
qual è la tua musica preferita?”
a che ora tramonta il sole?”

“Alexa, ti bastan poche briciole.”
fai il rumore della foresta notturna.”
chi è il sindaco di Parma?”

Metti Alexa in ogni stanza Echo Dot (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con integrazione Alexa – Tessuto antracite.

Elenco comandi Alexa

“Alexa, buonasera.”
cos’è successo il 7 dicembre?”
apri Campane tibetane.”
cosa posso chiederti?”
hai un albero di Natale?”

“Alexa, apri Radio 105.”
è bello il film Bohemian Rhapsody?”
riproduci musica di Natale.”
qual è il tuo dolce preferito?”
apri Parola Magica.”

“Alexa, quanti anni ha l’universo?”
che animale è Balto?”
quanti giorni mancano a Capodanno?”

Genere musicale: “Alexa, metti musica rock.”
Scelta: “Alexa, testa o croce?”

Ricerca locale

“Alexa, qual è la pizzeria più vicina?”
Per ricevere risultati locali, indica la posizione del tuo dispositivo nell’App Alexa.

  • seleziona l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra,
  • Echo & Alexa,
  • scegli il tuo dispositivo Echo
  • inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

Comando sveglia Amazon Echo

“Alexa, metti una sveglia per le 7:00 del mattino.”
Per gestire le sveglie è necessario andare sull’App Alexa e seleziona una sveglia dal menu Promemoria e sveglia.

Per creare o modificare una sveglia nell’App Alexa:

  • scheda menu, seleziona Promemoria e sveglie.
  • Scegli il tuo dispositivo dal menu a discesa.
  • Seleziona la scheda Sveglie.
  • Seleziona Aggiungi sveglia per creare una sveglia.

Per modificare una sveglia esistente, torna alla scheda Sveglia e seleziona quella esistente.
Sui dispositivi Echo compatibili, puoi dire “Mostra le mie sveglie” per visualizzare un elenco. Quando suona la sveglia, puoi eseguire anche le seguenti azioni:

  • Per eliminarla, trascina il dito verso sinistra su una sveglia.
  • Per ignorarla, trascina il dito verso l’alto su Ignora.

Ma puoi anche chiedere “Alexa, svegliami con della musica classica.” Svegliati con la tua musica preferita da Amazon Music, Spotify o TuneIn.

Promemoria

“Alexa, ricordami di comprare carta da regalo.”

Per non dimenticare appuntamenti, scadenze o altre occasioni importanti puoi usare i promemoria. Per gestirli + necessario andare sull’App Alexa e selezionare

  • Promemoria e sveglia dal menu.

“Alexa, inizia la mia giornata.”

Routine

Ci sono cose che ripeti ogni giorni? Azioni che ripeti oppure che ti piace fare quotidianamente. Sei un abitudinario? C’è qualcosa che ti piace ascoltare ogni giorni? Ecco, Alexa ti da la possibilità di creare una Routine per utilizzare un singolo comando e attivare una serie di azioni automaticamente. Per esempio

  • accendere la luce
  • ascoltare le notizie
  • sapere qual è il tuo prossimo impegno.

Per creare una Routine, si va sempre sull’App Alexa e selezionare Routine dal menu.

Servizio musicale predefinito Amazon

Per scegliere il servizio musicale predefinito tra Amazon Music, Spotify e TuneIn, è necessario andare  sull’App Alexa e selezionare

Impostazioni > Musica.

“Alexa, apri Suoni Rilassanti.”
Una delle skill di Alexa è Suoni Rilassanti. Infatti, oltre alla musica è possibile richiedere dei suoni come la pioggia o le onde del mare, o il suono di un ruscello. In questo modo si può ricreare un’ atmosfera personalizzata. Amazon dice per rilassarsi, dormire o studiare meglio.

“Alexa, prossima canzone.”
“Alexa, recita una poesia.”

Amazon Music

“Alexa, metti la playlist Best of 2018 su Amazon Music.”

Così come puoi chiedere durante l’esecuzione di che canzone si tratta. Fosse mai che non conoscessi le canzoni che la playlist ti propone. La pronuncia inglese purtroppo non è delle migliori e non sempre si capisce il titolo della canzone.  Oppure puoi chiedere i dettagli della canzone.

Notizie e Notiziari Alexa

Alexa fornisce un sommario delle notizie più importanti del giorno. In automatico ti rinvia al TG di Sky TG24. Però è anche possibile scegliere le emittenti preferite e personalizzare il Sommario quotidiano.

  • Apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni
  • > Sommario quotidiano

Però è pure possibile leggere le prime pagine o l’editoriale di diversi giornali quotidiani che si sono premuniti di creare delle skill. Interessante ascoltare l’editoriale del giorno del Corriere della Sera.

Meteo Alexa

“Alexa, oggi pioverà?”

Per ricevere le previsioni del tempo locali, si indica la posizione del dispositivo nell’App Alexa. Sul mio è impostata la posizione del mio primo ingresso su Amazon. Questa la procedura

  1. Aprire l’App Alexa
  2. Selezionare l’icona Dispositivi (nell’angolo in basso a destra)
  3. > Echo & Alexa
  4. > scegli il tuo dispositivo Echo
  5. > inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

“Alexa, che rumore fa l’oceano?”
“Alexa, qual è la capitale del Cile?”

Giocare con Amazon Alexa

“Alexa, apri Vero o Falso.”

Filastrocche per bambini

“Alexa, apri Filastrocche della Buonanotte.” Per ascoltare 20 brevi racconti per bambini, bisogna consentire l’accesso alle Skill per bambini.

  • Apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni
  • > Account Alexa
  • > Skill per bambini.

Il gioco delle tabelline

Alexa, apri il gioco delle tabelline.

Con Alexa le tabelline diventano un gioco! Consenti l’accesso alle Skill per bambini per iniziare a giocare. Per farlo, apri l’App Alexa e seleziona Impostazioni > Account Alexa > Skill per bambini.

Clem Quiz

Clem Quiz è un vero e proprio quiz della Clementoni. Puoi giocare da solo, contro Alexa, o in due. Dai primi tentativi però pare che ci sia qualche problema. Perché sebbene sia divertente alcune risposte non sono comprese. E quindi si interrompe il divertimento. Comunque da provare, certamente da implementare da parte di Amazon.

“Alexa, apri Clem Quiz.”

Per usare questa Skill, devi consentire l’accesso alle Skill per bambini. Per farlo,

  1. apri l’App Alexa e seleziona
  2. impostazioni
  3. > Account Alexa
  4. > Skill per bambini.

Interessante che la Clementoni ci tenga a dire, sulla pagina della privacy, che non raccoglie dati.

Quiz di Frisbee

“Alexa, apri I Quiz di Frisbee.”

Testa la tua conoscenza sui cartoni animati di Frisbee. Consenti l’accesso alle Skill per bambini per iniziare il quiz.

  • apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni,
  • Account Alexa
    • Skill per bambini.

Comando luci Amazon Alexa Echo

“Alexa, accendi la luce.”
Il prossimo passo per la domotica è connettere Alexa ai dispositivi per Casa Intelligente compatibili, come luci e prese.

Se possiedi un dispositivo Echo Plus, ti basterà dire “Alexa, scopri i miei dispositivi” per connetterli ad Alexa. Altrimenti hai bisogno di un hub compatibile con Alexa e i tuoi dispositivi, ossia serve un ponte wifi che colleghi l’Amazon Dot o Amazon Echo ai dispositivi intelligenti della casa, come lampadine, termostati, etc.

Amazon Prime

Dov’é il mio ordine?

Se sei cliente Prime, puoi chiedere ad Alexa di dirti per quando è prevista la consegna del tuo ordine Amazon, anche se non l’hai effettuato usando Alexa.

LE PIÙ RICHIESTE di ottobre

Età di Alexa: “Alexa, quanti anni hai?”
Musica: “Alexa, metti un po’ di musica.”
Programmi TV: “Alexa, cosa c’è stasera in TV?”

Queste tre frasi mi suggeriscono che le persone stiano giocando e provando le capacità di Alexa. Voler sapere la sua età è segnale di un gioco, e nello stesso tempo di umanizzazione dello strumento. La musica invece è il cuore di questo strumento, che almeno inizialmente sarà sempre pensato come una cassa. E infine la buona vecchia TV, che tutti vogliono scalzare e che invece non si riesce. Chissà, staremo a sentire.

Comandi Novità dicembre 2018

Le novità di dicembre sono tutte dedicate alle feste natalizie. del tipo, “Alexa, come si dice ‘buone feste’ in inglese?” Oppure si può augurare un Buon Natale!

E poi c’è sempre la parte musicale: “qual è la tua canzone di Natale preferita?”. Cosa molto utile è farsi suggerire il cenone di Natale. O meglio qualche ricetta per il Natale. Aggiungere alla lista della spesa un panettone, per controllare poi proprio la lista.

Alexa, può riprodurre, chiedendolo musica di Natale per bambini. Oppure Raccontare una storia. O ancora, si può chiedere. Alexa, aiutami a rilassarmi.

Alexa Auto

Con Alexa auto basta chiedere “Alexa, c’è traffico?” Se lo chiedi, Alexa ti chiede la tua posizione, attraverso l’App e poi vuole sapere il percorso. In effetti, trovandoti a casa… difficiel saperlo. Per aggiungere il punto di partenza e la destinazione, vai sull’App Alexa e seleziona

Impostazioni > Traffico dal menu.

Domande varie

“Alexa, pronto sorveglianza?” “apri Capitali del Mondo.” quanto è alto il monte Cervino?” “apri Rumore del Ruscello.”

Santo del giorno: “Alexa, che Santo è oggi?”
Affetto: “Alexa, ti voglio bene.”
Preferenza: Alexa, qual è il tuo colore preferito?”

Comandi Novità novembre 2018

Alexa!
Dimmi un colmo.
Apri Radio Italia.
Mi dici una curiosità sul cibo?
Metti l’ultimo album di Marco Mengoni.
Chi è stato il primo Presidente della Repubblica Italiana?
Com’è finito il campionato di Formula 1?
Racconta una fiaba.
Fai il rumore del temporale.
Apri Corriere della Sera.
Quanto è il 20% di 59?
Alexa, giochiamo a carta, sasso, forbice.
Quanti anni ha Piero Angela?
Chi ha scritto La Divina Commedia?

Cinema e geolocalizzazione

Che cosa c’è al cinema? Per ricevere risultati locali, indica la posizione del tuo dispositivo nell’App Alexa:

  • Seleziona l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra
  • Echo & Alexa
  • Scegli il tuo dispositivo Echo
  • Inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

Versi di animali: “Alexa, come fa il cane?” 
Popolazione: “Alexa, quante persone ci sono al mondo?”
Chiamata: “Alexa, effettua una chiamata.”

Novità dicembre 2018

Per il periodo natalizio si può chiedere ad Alexa di cantare un grande classico delle canzoni natalizie.
“Alexa, cantami ‘Jingle Bells’”.

Cose nuove da provare

Tenendo presente che il comando di accenzione è sempre Alexa, o computer o altro che decidete, queste sono le novità di dicembre

Qual è il tuo film di Natale preferito?

Cosa significa ossimoro?”

Dimmi l’oroscopo di oggi.. Che è l’oroscopo di Paolo Fox

Fammi un indovinello sul Natale.

Hai cucinato gli arancini per il 13 dicembre?

Fai il rumore del fuoco.

Dove sono le Maldive?

“Alexa, fai Drop In.”

Connettiti ai dispositivi Echo registrandoli sullo stesso account o a quelli dei tuoi contatti (se questi ti hanno concesso l’autorizzazione).

Per esempio, quando la cena è pronta, puoi chiamare il dispositivo Echo del salotto da quello della cucina per comunicare che è pronto in tavola.

Non disturbare

Attiva la modalità Non disturbare quando non desideri ricevere chiamate e messaggi sul tuo dispositivo.

Giochi e sport

Apri Il gioco della bottiglia.

Quanti scudetti ha vinto la Fiorentina?

Con chi passi il Natale?

Alexa, quanti metri sono 10 piedi?

Aggiungi un evento al calendario.

Collega il tuo calendario e chiedi ad Alexa di aggiungere un nuovo evento o dirti cos’hai in programma.

Per iniziare, vai sull’App Alexa e seleziona Impostazioni > Calendari dal menu.

Le più richieste di novembre

Temperatura: “Alexa, quanti gradi ci sono?

Citazione cinematografica: “Alexa, qual è la prima regola del Fight Club?”

Traduzione: “Alexa, come si dice ‘buongiorno’ in giapponese?

EISA Awards – I migliori dispositivi audio dell’anno

Gli EISA Awards sono un elenco dei migliori dispositivi audio/video di tutto il mondo, provati e testati dalle migliori riviste di settore. L’European Imaging and Sound Association, chiamato EISA, è, infatti, l’organizzazione, senza fini di lucro, che raggruppa le più importanti riviste europee specializzate in audio, hi-fi, home theater, video, fotografia, elettronica, auto e multimedia portatili. Ogni anno redige una classifica dei migliori dispositivi da loro testati durante l’anno.

L’associazione conta oltre 50 riviste di settore di 29 diverse nazioni. Riviste di settore che per il loro prestigio sono riconosciute da tutti gli esperti del mondo.

EISA Awards 2018-2019

In questo breve articolo presento gli EISA Awards 2018-2019, raggruppati rispetto agli “Expert Group”, che riguardano il blog e dunque l’audio.

Chi è interessato a tutti i premi, può visitare il sito ufficiale degli EISA Awards e troverà anche altro.

Ovviamente non posso dare un parere mio personale perché non ho testato questi dispositivi, né ho un negozio di vendita di alcun dispositivo. Se, però, qualche lettore ha esperienza o cognizione di qualcuno di questi dispositivi sarebbe un piacere poterlo ospitare tra i commenti o anche in un aggiornamento di questo articolo.

HI-FI EXPERT GROUP

ANALOGUE MUSIC SYSTEM 2018-2019: Pro-Ject Juke Box S2
COMPACT MUSIC SYSTEM 2018-2019: Denon CEOL N10
ALL-IN-ONE SYSTEM 2018-2019: Naim Audio per il suo Uniti Atom
WIRELESS SYSTEM 2018-2019: DALI per il modello Callisto 6C & Sound Hub
STEREO SYSTEM 2018-2019: Marantz ND8006 – PM8006
STEREO RECEIVER 2018-2019: Yamaha R-N803D
AMPLIFIER 2018-2019: Primare  I15 Prisma
BEST BUY AMPLIFIER 2018-2019: Pioneer A-40AE
HIGH-END AMPLIFIER 2018-2019: NAD M32
STREAMER 2018-2019: Pro-Ject Stream Box S2 Ultra
DAC 2018-2019: Chord Electronics Hugo 2
TURNTABLE 2018-2019: Technics SL-1200GR
LOUDSPEAKER 2018-2019: ELAC Adante AS-61
BEST BUY LOUDSPEAKER 2018-2019: Q Acoustics 3050i
SMART LOUDSPEAKER 2018-2019: Harman Kardon Citation 500
HEADPHONE 2018-2019: Sennheiser HD 660 S
HIGH-END HEADPHONE 2018-2019: Focal Clear
HI-FI INNOVATION 2018-2019: Micromega M-One M-150

HOME THEATRE AUDIO EXPERT GROUP

HOME THEATRE AMPLIFIER 2018-2019: Denon AVC-X8500H ma in Italia si trova il Denon AVR-X1400H  
HOME THEATRE RECEIVER 2018-2019: Pioneer VSX-933
HOME THEATRE SPEAKER SYSTEM 2018-2019: KEF Q Series
BEST BUY HOME THEATRE SPEAKER SYSTEM 2018-2019: Jamo S 809 HCS / S 810 SUB / S 8 ATM
HOME THEATRE IN-WALL SPEAKER 2018-2019: Focal 300IWLCR6 / 300IW6
SOUNDBAR 2018-2019: LG SK10Y
BEST BUY SOUNDBAR 2018-2019: Polk Audio MagniFi MAX
HOME THEATRE SUBWOOFER 2018-2019: SVS SB-4000

HOME THEATRE VIDEO & DISPLAY EXPERT GROUP

HOME THEATRE TV 2018-2019: Philips 65OLED903
BEST BUY OLED TV 2018-2019: Philips 55OLED803
BEST BUY LCD TV 2018-2019: TCL 55DC760
ARTIFICIAL INTELLIGENCE TV 2018-2019: LG 65SK9500
PREMIUM OLED TV 2018-2019: LG OLED65E8
PREMIUM LCD TV 2018-2019: Samsung 65Q9FN
MONITOR INNOVATION 2018-2019: Sharp Aquos LV-70X500E
BEST BUY PROJECTOR 2018-2019: BenQ W1700
PREMIUM PROJECTOR 2018-2019: Sony VPL-VW760ES

COMBINED WITH HOME THEATRE AUDIO EXPERT GROUP
EISA HIGH-END UHD BLU-RAY PLAYER 2018-2019: Panasonic DP-UB9000 series
EISA BEST BUY UHD BLU-RAY PLAYER 2018-2019: Sony UBP-X700

IN-CAR ELECTRONICS EXPERT GROUP

HEAD UNIT 2018-2019: Pioneer AVIC-Z910DAB
HIGH-END COMPONENT 2018-2019: Audison TH K2 II A Coro
SMART UPGRADE 2018-2019: Match UP 7BMW
SUBWOOFER 2018-2019: Audison APBX 10 AS
PROCESSOR 2018-2019: Helix DSP MINI
AMPLIFIER 2018-2019: Ground Zero GZPA 4SQ
DSP AMPLIFIER 2018-2019: JL Audio VX800/8i
INTEGRATION 2018-2019: Mosconi Gladen Pico 8|12 DSP

MOBILE DEVICES EXPERT GROUP

Aggiungo i mobile device su cui sono installati gli assistenti vocali. La loro potenza e qualità permette a questi di funzionare al meglio.

CONSUMER SMARTPHONE 2018-2019: Nokia 7 Plus
LIFESTYLE SMARTPHONE 2018-2019: Honor 10
BEST BUY SMARTPHONE 2018-2019: NOA Element N10
NOISE CANCELLING HEADPHONES 2018-2019: AKG N700NC
MOBILE LOUDSPEAKER 2018-2019: JBL Xtreme 2
WIRELESS IN-EAR HEADPHONES 2018-2019: JBL Endurance DIVE
ARTIFICIAL INTELLIGENCE LOUDSPEAKER 2018-2019: LG XBOOM AI ThinQ WK7
MOBILE AUDIO PLAYER 2018-2019: Pioneer XDP-02U
EISA BEST SMARTPHONE 2018-2019: Huawei P20 Pro

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Oppo Digital: analisi di una fine che segna nuovi inizi.

Non conoscevo Oppo digital, azienda di elettronica leader nel settore dei lettori audio e video, fin quando non ha chiuso e Giulio Salvioni, di Audio Review, si è occupato della questione. La chiusura di questa azienda ha determinato i commenti allarmati di molti esperti del settore audio che sono rimasti spiazzati davanti all’improvvisa comunicazione.

Molti sono convinti che sia un segnale di un mutamento più ampio e proprio per questo motivo ho deciso di condividere con voi i pensieri e le opinioni sulla questione. Sono stato molto in dubbio se scriverne, dato che sarebbe una vera e propria digressione. Eppure, per certi versi, come state per leggere, riguarda in buona parte anche gli assistenti vocali.

Oppo Digital

Da Wikipedia apprendiamo che

Oppo Digital è un’azienda, fondata nel 2004, che nello stesso anno ha concesso il proprio marchio all’azienda cinese OPPO Electronics Corp. che è un produttore di elettronica con sede a Dongguan, Guangdong in Cina.

In particolar modo, la Oppo Digital era (è) specializzata nella produzione di strumenti per video in alta risoluzione e audio a due canali.

Oppo Digital si distingueva dalle altre aziende perché offriva strumenti con un rapporto qualità prezzo davvero imbattibile. Ed i prezzi, per quel che offriva, erano altamente vantaggiosi. Parliamo di lettori audio e video che comunque superavano i 2000 euro. Costi che sebbene alti, per quel che offriva, erano ritenuti accessibili. I lettori di punta erano due. Il primo l’Oppo UDP-203 e l’Oppo UDP-205 ovviamente non più disponibili.

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Oppo Digital chiude

In molti si sono chiesti perché un’azienda che creava prodotti di qualità abbia chiuso: non solo, l’azienda stava andando molto bene, i clienti erano e sono soddisfattissimi dei prodotti. E inoltre, la chiusura della Oppo Digital non determina la chiusura definitiva dell’azienda. Nel senso che per i prossimi anni, coloro che avranno bisogno di assistenza, riparazioni e quant’altro avranno tutto il supporto possibile. L’Oppo Digital chiude la produzione dei lettori ma continua la sua attività.

E allora? Cosa significa?

Sul sito audioholics si fa un’analisi ad ampio raggio.

The Decline of Disc Media

It’s not difficult to guess why Oppo is shutting down manufacturing operations. Oppo Digital USA is the sister company to a popular cell-phone manufacturer out of China called Oppo Mobile. On this side of the ocean, Oppo Digital specialized in disc players and the popularity of disc media has been in steady in decline over the last few years and shows no sign of coming back.

According to Statista, 2016 saw a milestone in home theater’s switch to streaming as subscription services like Netflix and Amazon earnings surpassed disc-media in the United States for the first time. The trend continued through 2017, as streaming video subscriptions gained an additional 31-percent market share, while market share for DVD & Blu-ray shrank an additional 14-percent. A trend that is sure to continue.

Statista Media Sales

Perché mi occupo di Oppo Digital?

Mi ha particolarmente colpito questa notizia perché già tempo fa mi ero occupato del mercato musicale mondiale e del presunto aumento delle vendite del vinile. E ancora. Mi ha incuriosito come una notizia di nicchia come la chiusura di questa azienda di settore, possa avere risvolti molto più ampi. Aiuta dunque a capire quello che sta accadendo nel mondo del video come dell’audio.

Rispetto a quanto scrivevo io, le vendite di download digitale sono diminuite ulteriormente arrivando ad una quota di 1,3 miliardi di dollari; mentre le vendite di tutti gli altri supporti fisici diminuiscono ancora e si fermano a 1,5 miliardi di dollari.

Scrive Salvioni.

Nel 2016, l’industria musicale ha prodotto per la prima volta più della metà delle entrate derivanti dallo streaming e la crescita è proseguita anche nel 2017. L’anno scorso quasi i due terzi di tutti i i ricavi, oltre 5,7 miliardi di dollari, provenivano dallo streaming, con un incremento del 43%.

Stiamo parlando dei servizi di streaming come Spotify, Apple music, Youtube music, Amazon Music, Deezeer e altri ancora.

Limited tier paid subscriptions

A favorire lo streaming sono le nuove forme di abbonamento che le aziende si stanno inventando e che riscuotono grande successo.

La rivista The Verge, in un articolo dell’anno scorso, riprendendo i dati della RIAA 2017, conferma che negli Stati Uniti ci sono già 30 milioni di sottoscrittori di abbonamenti musicali.

A farla da padrone un particolare abbonamento detto Limited tier paid subscriptions che limita l’abbonamento ad un solo dispositivo. Ossia, mentre un normale abbonamento di streaming, sia video che audio, è aperto e sincronizzato a più dispositivi, con questo nuovo tipo di abbonamento si sceglie un solo dispositivo dove installare l’app e si paga solo per quello.

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Amazon ed Amazon Echo

Ed eccoci a quanto interessa al blog e a voi che mi leggete. Negli USA, Amazon permette di acquistare un abbonamento Limited tier paid subscriptions a 4 dollari al mese che funziona solo su Amazon Echo. E con soli 4 dollari si ha comunque a disposizione tutto l’archivio musicale.

Si tratta di un nuovo modo liquido di ascoltare la musica, all’interno della propria abitazione. Economico e comodo.

Oppo digital ha, insomma, preso atto di questi cambiamenti, del declino ormai segnato riguardo ai formati fisici. E comunque del disinteresse da parte del grande pubblico nei confronti dell’alta qualità.

Panasonic e Sony

Steve Guttenberg, esperto di audio, audiofilo e autore di un noto canale di Youtube, sottolinea come i prezzi della Oppo Digital potevano essere mantenuti se i costi della ricerca fossero spalmanti in una grande massa di pezzi venduti. Cosa che evidentemente non si è più verificato e non si verificherà mai più. Prendendo atto che questo modello di business è destinato a morire.

Restano certamente i prodotti di Panasonic e Sony che in un certo senso si avvicinano all’alta fedeltà di Oppo Digital. Ma si tratta di aziende vicine al mondo dell Home video e non dell’audio come lo era Oppo digital.

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Conclusioni

Insomma, il mercato sonoro musicale è destinato a nuove frontiere. I nuovi modelli di business che si stanno espandendo vengono sempre più legati agli assistenti vocali e al loro funzionamento.

Personalmente vedo in giro molti mutamenti in essere come una fase propedeutica al grande lancio degli assistenti vocali a livello globale.

Io ne ho parlato più volte. L’assistenza vocale entrerà a breve nelle nostre vite quotidiane. E quando lo farà sarà tutto al posto giusto per poter essere acquistato. Avere un assistente vocale sarà ugualmente necessario come oggi è necessario avere uno smartphone con una videocamera.

Così come la storia dell’mp3 fu determinata da piccole azioni che determinarono mutamenti globali, così piccole chiusure possono essere lette per la definizione di mutamenti su scala mondiale.

Migliori casse bluetooth impermeabili

Quali sono le migliori casse bluetooth impermeabili? Chissà! Avevo già parlato di bluetooth Speakers e Auricolari e per l’occasione di alcune casse testate da amici miei. E non stiamo certo parlando di altoparlanti e casse di migliaia di euro. Le piccole casse bluetooth che elenco di seguito costano poche decine di euro, sono impermeabili all’acqua e utili d’estate.

Di queste casse, anche per quanto costano, potrete farne quel che volete. Siamo già in mezzo all’estate e fra bagni e docce frequenti ci sta poter ascoltare un po’ di musica anche quando siamo in doccia senza rischiare la pelle o il nostro impianto elettrico.

Se portate la cassa in spiaggia, ovviamente, mi raccomando, state attenti alla sabbia e rispettate i vostri vicini che magari non gradiscono la musica.

Ad ogni modo queste casse possono essere utilizzate anche d’inverno nel vostro bagno e come dicevo in piena sicurezza.

Le casse bluetooth impermeabili più vendute

Tra le più vendute e quindi più recensite ci sono.

  • La cassa Neuftech Bluetooth Altoparlante Impermeabile da Doccia – Wireless Speaker Waterproof Con Microfono Integrato per Smartphone Apple iphone 6s 6 Plus 5s 5c 4s, ed anche per Samsung Galaxy S6 Edge S5 Note 5 4 3, HTC, Mp3 Player.
  • La VicTsing Altoparlante da Doccia è una cassa bluetooth 5W Impermeabile con Ventosa e Gancio di Metallo, utilizzabile anche come speaker vivavoce con microfono integrato, per iPhone Smartphone Android Tablet e PC.
  • E infine l’Altoparlante Bluetooth 20W, VTIN Cassa Bluetooth 4.0 Portatile Impermeabile, Crashproof, Speaker Senza Fili con Incorporato Microfono e Doppia Cassa, 25 Ore di riproduzione, raggio di connessione bluettoth di 10 Metri, Ingresso Aux-in, per iPhone Smartphone Android e Tablet PC. Molto interessante!

Casse bluetooth impermeabili scelti da Amazon

Poi ci sono le casse scelte e garantite da Amazon. Tra queste le VicTsing, che abbiamo anche tra i più venduti Altoparlante da Doccia. Cassa Bluetooth 5W Impermeabile IPX5 con ventosa e gancio di metallo.

Inoltre si hanno marche blasonate come l’altoparlante Sony SRS-XB30 Wireless Portatile, Extra Bass, Bluetooth, NFC, USB, Resistente all’Acqua IPX5; e le Bose SoundLink Revolve+ Diffusore Portatile, con Bluetooth,  oppure le Bose SoundLink Color II Diffusore Bluetooth.

Luca, tramite twitter condivide la sua esperienza, consigliando le Bose Soundlink Micro. Che a questo punto, io preferirei.

Casse e diffusori impermeabili

Sfogliando e navigando si trova davvero di tutto per cui aggiungo

Bluetooth audio speakers

Non mancano poi sul mercato gli speaker. Questi si aggiungono ai sistemi audio per ascoltare musica non bluetooth. Anche in questo caso, l’amico Michele consiglia le CasseBluedio BS-3 con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Ottimo prodotto.
Anche qualche giorno di autonomia della batteria.
Ottima fedeltà, considerato per il costo.

Giovanni, altro mio amico, che mi ha confessato di voler aprire un negozio di dispositivi consiglia invece la Cassa 4.0 Wireless Portatile Impermeabile VTIN

Aggiornamento 04/08/2018

Ti potrebbero interessare anche le casse bluetooth impermeabili.

L’ormai amico (virtuale) e lettore attento dei miei tweet, Luca Spatocco, che contribuisce con i suoi tweet al blog, consiglia la proposta AmazonBasics – Altoparlante portatile, nero.

Adattatori bluetooth audio

I modelli presenti sul mercato sono molti, come al solito. Per fortuna, in questo caso, tra i prodotti concorrenziali e quelli davvero da considerare non si ha una grossa differenza economica. Supportato anche dal parere di riviste di settore vi posso consigliare l’uso di alcuni adattatori.

Il Philips AEA2500 Adattatore Hi-Fi.

Il Logitech Audio, anche accompagnato con il Sistema di Altoparlanti, formato da Subwoofer e due Satelliti.

Il ricevitore Arcam Miniblink.

L’Adattatore Y11 della Yamaha

E il sofisticato Bose SoundTouch Wireless Link.

Inoltre è consigliato anche l’adattatore bluetooth della Sony che purtroppo non è disponibile ma di cui si possono apprezzare le specifiche sul sito della SonyMobile.

Bluetooth cuffie e auricolari

Gli auricolari in commercio sono davvero tanti. E comunque il prezzo di acquisto è sostenibile.

A darmi un parere sui dispositivi di questo genere è il mio amico Michele, che stanco di cavi e fili ha comprato due dispositivi bluetooth.

Il primo dispositivo consigliato sono le Cuffie HIPPOX. Auricolari Sportivi con Microfono a prova di rumore per palestra corsa e trekking. Sono resistenti al sudore e compatibili con iPhone 7 e dispositivi Android Samsung.
Michele mi dice.

mediamente soddisfatto.
buona qualità,
si interfaccia contemporaneamente al telefono ed all’altro dispositivo.
Per cui mentre ascolti la musica al computer e ti arriva la telefonata entro in circolo il telefono.
La durata non è eccessiva due tre ore e copre una distanza di circa 2 metri.

E la tua esperienza?

E tu? Hai esperienza di casse bluetooth impermeabili? Cosa hai acquistato? Cosa hai preso? E con quali ti trovi meglio? Aggiungi il tuo contributo nei commenti!

Precisazioni

Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra.

Canzoni per eventi aziendali – musica per convention – presentazioni aziendali

Canzoni per eventi aziendali, musica per convention, presentazioni aziendali, sono il cruccio di molti organizzatori di eventi che devono pensare anche a come iniziare un evento o come ravvivarlo.

Questo articolo vuole dare una mano, uno spunto, un punto di raccolta per una bella playlist collettiva. Si tratta di una playlist tratta dai consigli di molte persone e a cui puoi continuare a contribuire attraverso i commenti.

Se qualcuno ti chiedesse, infatti, un consiglio per introdurre un evento, cosa consiglieresti?

Qualche canzone che trasmetta allegria, voglia di ballare, felicità e gioia. Che cosa diresti? Ciascuno di noi intende queste emozioni in modo diverso. Ed è quello che è accaduto a Valentina Falcinelli, per chi non la conoscesse Pennamontata, che a fine gennaio 2018 ha chiesto ai suoi amici sulla bacheca di facebook, per piacere.

qualche canzone che trasmetta allegria, voglia di ballare, felicità, gioia?

Ti presentiamo Echo Show 8Resta sempre in contatto con l’aiuto di Alexa.

Presentazioni aziendali, le richieste impossibili

Una volta un mio datore di lavoro mi chiese di inviargli qualche proposta musicale per la conclusione di un evento. Qualcosa di inspirazionale e nelo stesso tempo energico.

Mandai le prime tre canzoni, niente. Ne mandai altre 5, non convincevano. Poi 10 e ancora 10 e altre dieci ancora. Ma niente. Continuai ancora a mandare, perché chiedeva di continuare la ricerca.

Alla fine, pur avendo snocciolato vaste discografie non ne venne fuori niente e niente musica.

Quella preziosa corrispondenza è andata perduta. Con questo articolo, mi metto nei panni di coloro a cui viene fatta questa richiesta, sperando di essere utile.

Consigli per una canzone che trasmetta allegria, voglia di ballare, felicità, gioia?

Da quella richiesta è nata una serie di consigli che io riporto tra le mie conversazioni. Le conversazioni, per chi è nuovo del blog, sono una rubrica che raccoglie i migliori dialoghi che io incontro sui social. Dove tutto si perde nel tempo.

Io cerco di raccogliere il meglio e di dare spazio a contenuti che possono essere di interesse comune. Per i miei lettori, principalmente, ma anche per altri che capitano per caso.

Canzoni per eventi aziendali

Per cui se stai organizzando anche tu un evento e vuoi iniziare con una musica viva qui potrai trovare qualcosa di interessante. Consigliato, oltretutto da persone che già di eventi ne hanno organizzati tanti, o che comunque hanno partecipato a tanti eventi.

Ti presentiamo Echo StudioAltoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa.

Musica per convention

Don’t stop me now dei Queen

Ho hey The Lumineers

Vivir mi vida, Mark Anthony.

Come on Let’s go – Ritchie Valens

https://youtu.be/oHQ8wI6BlVE

Toda joya toda beleza

Feel it still dei Portugal The man

Jennifer Lopez – Let’s Get Loud

Francesca Borghi Se ti propongo qualcosa di meno conosciuto ma con una voce pazzesca? Questo pezzo è stato scritto apposta per un evento social :)https://soundcloud.com/aless…/con-tutta-la-forza-che-ho…
Gestire

Con Tutta La Forza Che Ho_Demo for #BattleRoyale

I will wait Mumford & Sons

Pharrell Williams – Happy

The Blues Brothers

Luigi Ferrara Volendo anche la colonna sonora quasi intera di The Blues Brothers, da Soul man a Sweet home Chicago.

https://youtu.be/TmfOl2e5Ib4

Phoenix – If I Ever Feel Better

I’m gonna be (500 miles)” dei The Proclaimers.

Hair Up ~ ITA

Happy Together – Turtles

Dave “Baby” Cortez – The Happy Organ

https://youtu.be/vK7rBXfZtAU

Think [Aretha Franklin]

Reach out [Gloria Gaynor]

https://youtu.be/bIAHgmDTZqk

Eye of the tiger [Survivor]

R.E.M. – Shiny Happy People (Official Music Video)

The Beach Boys – Good Vibrations

Quantic & Flowering Inferno – Cumbia Sobre el Mar

Bobby McFerrin – Don’t Worry Be Happy

Robin Schulz – Sugar (feat. Francesco Yates).

Can’t stop the feeling

Tequila _ The Champs!

https://youtu.be/3H6amDbAwlY

Coldplay viva la vida

Adrenalina <Lopez, Martin, Wisin>

Do You Love Me – The Contours

DJ Fresh – ‘Gold Dust’ (Official Video)

Instituto Mexicano del Sonido (IMS) – Pa La Calle feat. Lorna

LP- Night Like This

Walk of life dei Dire Straits Let the river run di Carly Simon (colonna sonora del film “Una donna in carriera”)

marc Anthony, Los Van Van (qualcuna)

Victor Manuelle

Grouplove – Good Morning

Un po’ di Bregovic?

e un pochetto di Buju Banton?

Alegria- Cirque du soleil

I Believe In A Thing Called Love – The Darkness

High on Humans degli Oh Wonder

Delta Goodrem “In This Life” Live Sunrise

Go – The chimical brothers

The Cure “Why Can’t I Be You?”

Noel Gallagher: holy mountain.

 Chet Faker – 1998

 Fool’s Garden – Lemon Tree

Pirates of the Caribbean Orchestral Medley, He’s a Pirate

We Found Love – Lindsey Stirling (VenTribe)

Footloose – Kenny Loggins

A Little Girl Plays For A Street Musician And Gets The Best Surprise In Return

https://youtu.be/TRktavB7KRQ

Bob Marley – Don’t worry be Happy

Imagine Dragons – On Top Of The World (Official Music Video)

The Cure- Friday im in love (lyrics)

Ferris Buller Sing’s – Twist And Shout

Simon & Garfunkel – The Sound of Silence (from The Concert in Central Park)

Grease – Summer Nights HD

R.E.M. – Man On The Moon (Official Music Video)

Cotton Eye Joe

Katrina & The Waves – Walking On Sunshine

Maria Rita – O Homem Falou

Let the music play, Barry White

Don’t stop ‘til you get enough, MJ

Teacher I Need You – Elton John

Presentazioni aziendali

Qualcuno consiglia di cercare su Spotify un paio di playlist che sono disponibili sull’app.

– Operazione buonumore
– Feelin’ good

Personalmente il mio consiglio è stato più che altro ispirazionale.

A me pare che trasmetta delle belle emozioni.

E a te? Quale canzone piace di più tra quelle proposte? Cosa consiglieresti per un evento? Che musica per eventi preferisci? Condividi la tua sigla ideale per il tuo evento ideale!

Intervista a Stefano Arciero e la ripresa binaurale

Ho conosciuto Stefano Arciero grazie a Francesca Clementoni, amica conosciuta grazie alla passione comune per la radio e per i suoni. Lettrice del blog, radiofonica e amante dell’audio ha avuto il piacere di contribuire mettendomi in contatto con Stefano. E gliene sono davvero grato.

Da qualche mese a questa parte, infatti, il blog è diventato un centro di studio che unisce coloro che amano il suono e l’innovazione. I commenti stanno diventando sempre più numerosi e c’è davvero uno scambio e una costruzione di valore intorno ai temi trattati.

Tutte le foto di questo articolo sono state concesse al blog da Stefano Arciero e Vs3D.

Chi è Stefano Arciero?

Dal suo sito professionale Vs3D si legge.

Stefano Arciero si laurea nel 2007 con una Tesi Sperimentale (durata nove mesi) sulla Sintesi Binaurale, realizzata mediante Filtri Digitali e tanto calcolo matematico.
Subito dopo inizia il percorso di “Specializzazione” ed ha la fortuna di imbattersi nel sito Terzo Orecchio di Franko Russo e di ascoltare le Registrazioni Binaurali da lui realizzate.
Usando semplicemente il suo allenato orecchio, Stefano comprende subito che non è possibile eguagliare la qualità ed il realismo del Sistema Binaurale Neumann®, né l’esperienza raggiunta da Franko nei suoi lunghi anni di sperimentazione diretta.
Così decide di abbandonare il suo percorso di ricerca sulla sintesi, formule comprese, per dedicarsi completamente alla Ripresa Binaurale, come allievo, socio, amico, fratello di Franko.

Ma ci sarebbe molto altro ancora da dire. La sua competenza sul suono è molto vasta. Quando ci siamo sentiti mi ha raccontato di un mondo sonoro in evoluzione pieno di meraviglie.

Intervista a Stefano Arciero

Ci sarebbe sicuramente tanto altro da chiedere a Stefano. Ma non aggiungo altro. E magari più avanti ci saranno altre occasioni per invitarlo. Stefano Arciero è stato generosissimo nelle risposte. Più che una intervista si tratta di una guida all’audio binaurale. Ed è davvero un onore poter ospitare qui sul blog le sue parole.

Solo un consiglio prima di cominciare a leggere, recuperate un paio di cuffie. Sarebbe meglio avere delle cuffie di ottima qualità, ma vanno bene quelle che vi ritrovate. Durante la lettura Stefano consiglia alcuni brani da ascoltare e che vi faranno capire, al meglio, di cosa stiamo parlando.

L’audio 3D è una esperienza! Ricorderete a lungo questo articolo. Mettetevi comodi e, come dice lo stesso Stefano Arciero, godetevi il viaggio!

Ascolto

Cos’è per te l’ascolto? Quale definizione emozionale/affettiva daresti?

Esistono differenti modi di ascoltare che dipendono dal tipo di attenzione e concentrazione che mettiamo nell’ascolto. L’attenzione dovrebbe essere sempre presente e vigile come ad esempio quando camminiamo in città circondati dai rumori del traffico e delle persone.

Ascoltare Audio in 3D può sicuramente stimolare e favorire un ascolto consapevole, e saper ascoltare è una competenza peraltro sempre più richiesta nel mondo del lavoro.

Ascoltare per me significa fare davvero attenzione al tipo di suono che riceviamo e alla sua posizione nello spazio e attraverso l’ascolto 3D è possibile monitorare l’ambiente circostante a 360°. Da anni ascolto materiale audio utilizzando o ottimi diffusori oppure tramite cuffie stereo di buona qualità (attualmente ho cinque modelli di cuffie). Sono sicuro che utilizzare buoni diffusori o buone cuffie ed ascoltare materiale sonoro originale in una sala trattata può favorire il relax, la concentrazione nel lavoro e può migliorare l’umore.

In base alla mia esperienza posso dire con certezza che la cosa più importante quando ascoltiamo è l’attenzione e che, solo concentrandosi ed allenandosi, è possibile riuscire a raggiungere un ascolto sempre più consapevole.

Anni fa non ascoltavo musica con buoni impianti o buone cuffie, mi facevo bastare un 2.1 da 90 euro dell’elettronica di consumo e cuffie da 70 euro. È stato bello riscoprire le sfumature e i dettagli di tante produzioni e album che ho ascoltato per ore, durante veri e propri allenamenti dell’orecchio, nei primi mesi in cui ho iniziato ad occuparmi seriamente di registrazioni binaurali ed utilizzavo, come oggi, Monitor Adam e cuffie da studio.

Da un punto di vista emotivo, la musica è legata alle nostre esperienze passate ed è normale che alcuni brani o registrazioni ambientali possano evocare ricordi affettivi che in qualche modo sono legati al tipo di suoni utilizzati e che questi ricordi possano influenzare l’ascolto. Allo stesso modo i pensieri che abbiamo nel momento in cui andiamo ad ascoltare. Quando si lavora ad un mix, infatti, sarebbe meglio fare qualche esercizio di respirazione e liberare la mente.

Riassumendo per me l’ascolto è fortemente legato a quanto siamo attenti e concentrati sia nell’ascoltare i nostri pensieri e sia nell’ascolto di materiale sonoro per così dire “esterno” a noi, facendo attenzione a capirne il significato, utilizzando elementi intrinseci della sorgente sonora X, come la profondità, la naturalezza, la timbrica, il panorama sonoro in cui è immersa, il riverbero naturale e la posizione nello spazio XYZ;

Audio 3D o Binaurale

Intanto Audio 3D e Binaurale sono la stessa cosa? O mi sbaglio?

La ripresa Audio Binaurale professionale è una ripresa a 360° sferici. Ciò significa che possiamo posizionare una sorgente sonora in qualsiasi punto dello spazio e possiamo registrare ed ascoltare questa illusione sonora provenire dalla medesima posizione che aveva rispetto alla testa artificiale al momento della registrazione.

Tale registrazione non solo cattura la sorgente diretta ma anche tutte le sue riflessioni nell’ambiente circostante a 360°. Molti ascoltatori commentano: “sembra di essere lì”, proprio sul luogo della ripresa! Questo perché siamo circondati dal Suono che, nell’ascolto in cuffia, viene percepito esterno alla scatola cranica e non interno come il Mono (che suona al centro della testa) o lo Stereo (non Binaurale che si sposta da sinistra a destra sempre dentro la testa). I Suoni Binaurali sono esterni a noi e caratterizzati da una distanza “r”, distanza tra la Dummy Head e la sorgente sonora.

I segnali L e R che arrivano alle nostre orecchie vengono, all’interno del Microfono Binaurale, elaborati da un circuito “psico-dinamico”, un vero gioiello (!) della Tecnologia Neumann. Questo circuito elettronico, che fa molte cose, riesce ad imitare il comportamento dei tre ossicini dell’orecchio medio (i più piccoli del corpo umano) e quindi cattura più o meno suono in base all’intensità e restituisce una dinamica Naturale, ideale per la Musica Classica, Sperimentale e per il Jazz. Il tutto a partire dalle due capsule Neumann di elevatissima qualità alloggiate nel condotto uditivo della Testa, una per l’orecchio sinistro e l’altra per il destro. Quindi alla domanda spesso ricorrente: quanti microfoni ci sono dentro? Possiamo rispondere con certezza: Due!

Esistono molti sistemi di spazializzazione del suono, alcuni usano molti diffusori per poter posizionare al meglio le sorgenti intorno l’ascoltatore.

Il Binaurale invece ha la miglior resa utilizzando cuffie stereo (meglio se di buona qualità, anche se la spazializzazione si può apprezzare con cuffie scarse o mediocri).

Nell’ascolto in cuffia sei tu che entri nell’ambiente dove sono stati registrati i suoni. La frase che ricorre più spesso fra i tanti che si sottopongono ad ascolti di materiale Binaurale è appunto: ”sembra di essere lì”. Hai, infatti, davvero l’illusione di essere al posto della testa artificiale nel punto in cui è stata realizzata la registrazione. Per me è un modo unico di ascoltare i suoni nello spazio circostante! Non solo davanti o dietro come si può fare con i sistemi surround, dove viene a mancare l’asse verticale (… e quindi sono 2D) e le sorgenti possono essere posizionate su un piano (e non nello spazio!) ma a 360 gradi sferici.

Con l’Audio Binaurale possiamo apprezzare una voce che ci sussurra vicino l’orecchio o uno strumento in lontananza oppure i tuoni dall’alto e la pioggia intorno a noi. Il Binaurale copre quasi tutto il campo sonoro intorno a noi, vicino l’orecchio (sussurrato) – lontano, in base al raggio r che c’è tra la testa artificiale e la sorgente sonora.

Credo che si debba utilizzare il sistema più adatto al tipo di progetto che si intende realizzare e in base ai risultati artstici che si vogliono ottenere. Spesso mi capita di suggerire ai musicisti, che mi propongono idee che secondo me non sono compatibili con il Binaurale, le tecniche di ripresa stereo tradizionali. Quello che noi vogliamo fare è preservare la naturalezza di queste riprese e concretizzare dei progetti di qualità che siano stati pensati per usare lo spazio intorno all’ascoltatore quindi andando a stimolare l’ascolto di sorgenti sonore che provengono, ad esempio, da dietro o da sopra o da sotto.

C’è da dire una cosa. Nel campo visivo, dove appunto vediamo, molti non riescono a percepire la profondità. Questo è dovuto chiaramente al fatto che proprio perché davanti vediamo, il cervello se non vede le sorgenti sonore non si convince abbastanza e viene a mancare la profondità proprio nel campo visivo. Questo mi è capitato con alcuni studenti durante i corsi. Però, dopo alcune sedute di ascolto mirate, anche queste persone riescono a percepire la profondità nel campo visivo. Quindi alla fine è tutto un discorso di allenamento dell’orecchio, che inizia con ascolti di registrazioni naturalistiche ad occhi chiusi.

Vorrei anche aggiungere che se si utilizza una testa professionale (come la Neumann) i suoni sono ottimizzati per l’ascolto tramite diffusori grazie al circuito psico-dinamico che vi è all’interno. Se i diffusori sono posizionati davanti a noi perdiamo il 3D. La qualità timbrica e la dinamica naturale restano invariate. Ma provate invece a mettere i diffusori uno di fronte l’altro, come una grossa cuffia, ed ascoltate materiale Binaurale. Accadono cose davvero notevoli ed interessanti!

Registrazione binaurale

Come sei arrivato alla registrazione binaurale?

Ho scoperto l’Audio Binaurale durante il corso di Audio Digitale all’Università Tlc di Roma, tenuto dal Prof. Aurelio Uncini, un esperto in materia.

Mi ero talmente appassionato che decisi di fare una tesi sperimentale e cercare di creare un plug-in in grado di spazializzare sorgenti mono. Feci tantissime ricerche iniziando da Shaffer e il paesaggio sonoro, poi ho scoperto le registrazioni Olofoniche di Hugo Zuccarelli, genio dell’Audio (vanta collaborazioni con Pink Floyd, Michael Jackson e molti altri grandi della musica). Per il progetto tesi utilizzai il Pure Data, un software basato sul c++ e open source. Avevo progettato un plug in ed utilizzavo quattro microfoni per catturare i segnali ambientali. Dopo mesi di test riuscivo a spazializzare una sorgente mono, ad esempio una voce.

Prendevo la voce di Marley o di Morrison in mono e la facevo girare intorno la testa. Tutto molto carino ma la qualità timbrica mancava chiaramente perché i microfoni impiegati erano di basso costo e poi si sovrapponevano i quattro rumori di fondo. Dopo la tesi iniziai a cercare studi di registrazione e un giorno mi sono imbattuto nel sito di Franko Russo. Utilizzava un microfono Binaurale professionale dal 2001. Ascoltai le prime due rec, le onde del mare “In Barca”

e “il Temporale”

e rimasi a bocca aperta. Sembrava davvero di essere su una barchetta bagnati dalle onde intorno. Scrissi a Franko per fargli i miei complimenti e da quel giorno c’è stato un feeling particolare, sicuramente basato sul modo di ascoltare in comune che abbiamo, e che ci ha portato a fare tante esperienze e tante collaborazioni con Artisti italiani, molti dei quali stimavo già da anni.

Registrazione in audio 3D

L’audio 3D è una rivoluzione per chi ascolta, ma anche una rivoluzione per chi registra. Cosa hai dovuto cambiare nel tuo modo di lavorare?

Prima di iniziare ad occuparmi di Audio 3D avevo avuto solo alcune esperienze pratiche di registrazione. E questo da un lato è stato un vantaggio perché chi inizia, ma ha già metabolizzato un metodo di lavoro, fa fatica a comprendere che con il Binaurale si lavora diversamente.

Per prima cosa è molto più importante la fase di pre-produzione rispetto alla post-produzione perché non è possibile avere tutto il controllo che si ha nelle riprese mono. Si devono scegliere le location, gli ambient e i riverberi naturali che si desidera utilizzare. Si devono fare degli schemi sulla posizione delle sorgenti sonore, siano esse acustiche o amplificate.

Bisogna fare delle prove per poi riascoltare ed eventualmente correggere, andando a spostare le sorgenti: il che significa fare il mix fisicamente, alzando o allontanando amplificatori, disponendo sistemi di più diffusori, regolando i volumi rispetto alla testa e rispetto all’ascolto dei musicisti e così via. Parlo già di mix, nel senso che lo si fa prima della registrazione. Se metto una chitarra a sinistra rispetto alla testa poi non potrò cambiare la sua posizione. Quando parlo di pre-produzione intendo proprio dire che si inizia a mixare facendo delle prove e regolando il tutto prima della rec, dopo si va in scena!

Per molte persone la registrazione è un atto passivo. Così non è. Ma in questo caso più che mai. Ci racconti del tuo lavoro di progettazione?

Conosco molti musicisti che secondo me non amano molto riascoltarsi, altri invece sono appassionati di registrazione, di sperimentazione ed alcuni sono anche dei bravissimi tecnici ed ingegneri del suono. Non credo che la registrazione sia un atto passivo, anzi.

Credo invece che sia molto simile alla fotografia sia a livello emozionale sia per il fatto che puoi immortalare quel momento, puoi per un attimo fermare il tempo e conservarlo per sempre. E come nella fotografia puoi essere quanto più naturale possibile e vicino alla realtà o puoi ritoccarla (nel limite del possibile) per tentare di migliorarla.

In particolare mi riferisco alla musica live, lì devono funzionare alcune cose: l’acustica della location (e qui si apre un capitolo enorme sugli spazi in cui si fanno live, almeno di musica rock in Italia); la qualità dell’amplificazione, la bravura e l’orecchio del fonico, la magia e l’affiatamento dei musicisti, il coinvolgimento del pubblico. Quando progetto una ripresa professionalmente è su questi parametri che ragiono in collaborazione con gli artisti.

Nella ripresa Binaurale c’è sempre un’importante componente creativa, abbiamo la possibilità di registrare una soggettiva sonora, quale soggettiva ricreare? Il punto di ascolto del pubblico a centro sala o il punto d’ascolto del direttore d’orchestra? Ci sono infinite possibilità. Ma ciò dipende anche dalla componente e dal contributo creativo che può desiderare l’artista. Audio immersivo significa che, usando una cuffia, io posso essere trasportato in una scena sonora. La scena va progettata e creata, possiamo portare i fan e gli ascoltatori dentro il suono, questo per me è magico ma bisogna farlo bene.

Da quello che ho letto, forse mi sbaglio, mi pare di capire che c’è bisogno di team multidisciplinari. Quali incontri inaspettati sono arrivati?

Ci sono stati molti incontri inaspettati. Oltre ad aver conosciuto Franko Russo, pioniere delle tecniche di ripresa Binaurale, ho
conosciuto validi Videomaker e registi aperti alla tecnologia Audio Binaurale, come Filippo Chiesa, grazie al quale abbiamo realizzato un interessante progetto di realtà aumentata per il Museo Casa Natale Giuseppe Verdi di Busseto. Lì Abbiamo girato scene in Audio3D/Video ambientate nell’800 dove la soggettiva era quella di G.Verdi da bambino. I visitatori possono fruire di questi contenuti utilizzando iPad e cuffie che vengono dati all’ingresso del museo.

Un altro compagno di viaggio è stato Victor Ortega che ha filmato i nostri primi esperimenti di utilizzo di due Teste Binaurali sincronizzate, ciò che noi chiamiamo “6D-Audio” basato sulla provocatoria formula 3D+3D=“6D”! Vi invito a consultare i loro lavori, decisamente eleganti e di classe.

Poi c’è Oscar Serio, regista specializzato in videoclip musicali con il quale stiamo collaborando ad un progetto di ripresa Video in 360 con Audio Binaurale.

Sicuramente non può mancare Hugo Zuccarelli che abbiamo avuto l’onore di ascoltare via skype in collegamento da Buenos Aires e che ci ha raccontato della sua tecnologia di diffusione sonora in Audio 3D attraverso casse acustiche opportunamente progettate e che sta avendo un grande successo nel Teatro Ciego dove fa ascoltare interi album con la platea interamente al buio.

Come ti prepari quando devi registrare?

Per prima cosa ascolto materiale audio dell’artista che andrò a registrare. Nel caso di progetti multimediali invece cerco di ragionare sul metodo più semplice che può essere adottato per ottenere il risultato migliore. Mi capita quasi sempre di immaginare prima quello che andremo a realizzare. Cerco di visualizzare la location, la disposizione degli strumenti, delle voci e gli ambient. Ovviamente ragiono a 360 gradi, chiedendomi ad esempio “cosa posizioniamo dietro, cosa davanti, cosa in alto?”

Il suono della chitarra ad esempio preferisco posizionarlo dietro la testa quando uso configurazioni che prevedono suoni intorno al microfono. Per me la scena sonora è come un disegno in cui gli equilibri dei suoni sono paragonabili agli equilibri dei colori. Sono convinto, e lo dico da chitarrista che da adolescente amava sperimentare con i microfoni ambientali per registrare le prove, che almeno una volta nella vita bisogna registrare il proprio sound in Audio Binaurale, grazie al quale si scoprono sfumature probabilmente ignorate prima e un’elevata qualità timbrica.

Chi ha ascoltato l’audio binaurale dice di aver vissuto un’esperienza. A quali esperienze hai lavorato fino ad oggi?

La prima esperienza magica fu l’incontro tra me, Franko Russo e John De Leo, che rimase effettivamente colpito dal nostro tipo di registrazione. Con lui provammo il primo esperimento in “Giochi di Voce in 3D”

ottenendo davvero un risultato sorprendente. La voce strepitosa di John De Leo, venne spazializzata e resa ancora più unica grazie alla pulizia della registrazione Binaurale. Dopo questo incontro le collaborazioni furono tantissime.

Tra i tanti artisti con cui abbiamo avuto l’onore di lavorare sicuramente va citato il Banco del Mutuo Soccorso, storica Band del Rock Prog. italiano, con i quali registrammo diversi live durante il Tour 2011/2012, e fu un’esperienza incredibilmente emozionante. Catturare il sound dal vivo del Banco, la magia della Voce di Francesco Di Giacomo significava per me portarmi a casa ogni sera un pezzo di storia. Così come l’incontro con i 99 Posse, registrati dal vivo a Napoli nel 2014, con il microfono circondato da un pubblico di 30.000 persone che cantavano a ritmo!

Grazie a speciali microfoni è possibile realizzare delle registrazioni dalla qualità mai sentita prima, raccontaci di questi microfoni. Di che si tratta?

Si tratta di microfono speciali del marchio tedesco Neumann. Vengono chiamati “Dummy Head” o Teste Artificiali. Una robot, forma di testa umana in grado di replicare la fisiologia dell’udito umano. Basati sul concetto di due capsule microfoniche alloggiate in un simulacro di testa, i Neumann possiedono tutta la tecnologia per ottenere dei suoni spazializzati, potenti e ricchi nel contenuto informativo in frequenza.

I microfoni sono alloggiati nel condotto uditivo e i due segnali vengono inoltrati al circuito interno che simula i tre ossicini dell’orecchio medio e restituisce una dinamica davvero naturale. I microfoni sono dotati di uscite per l’oscilloscopio e permettono di effettuare misure acustiche molto accurate.

L’aspetto che a noi interessa è la creazione di mondi sonori tridimensionali che possono avere diverse applicazioni, dalla produzione di musica o audiolibri, allo streaming in audio immersivo fino ai contenuti multimediali per le strategie di marketing.

C’è anche un lavoro di editing dopo? O bastano i microfoni speciali a rendere l’audio tridimensionale?

C’è un lavoro di post-produzione. Come ogni altro microfono anche il KU 100 ha un proprio diagramma polare e in base a quello bisogna equalizzare il materiale sonoro acquisito che comunque risulta già spazializzato. L’equalizzazione, le automazioni sui volumi, servono per rendere la traccia più fluida. In un secondo momento si può intervenire con i compressori per comprimere leggermente e tirare su di volume la traccia badando bene a stare lontani dai valori di compressione raggiunti a causa della Loudness War. Le nostre tracce vengono ottimizzate per l’ascolto con più cuffie e diffusori e mantengono sempre una dinamica naturale.

Come ascoltare al meglio l’audio tridimensionale? Nei video presenti su internet si consigliano cuffie e occhi chiusi. Tu cosa consigli?

Il miglior ascolto è proprio con le cuffie correttamente indossate, L a sinistra ed R a destra ad occhi chiusi. Abbiamo comunque utilizzato diverse tecnologie dal video 2D alla stereoscopia grazie al Prof. Roberto Soldati di IAF Visualresearch.

Accade che alcune persone non riescano a percepire la profondità nel campo visivo. Questo succede perché quando le sorgenti entrano nel campo visivo e non le vediamo, poiché non c’è una ripresa video, il cervello si convince di meno dell’illusione sonora. Dietro di noi, invece, riusciamo a percepire tutti i movimenti delle sorgenti sonore e la profondità.

Integrando una ripresa Binaurale con il Video diamo la possibilità all’ascoltatore di vedere cosa accade nel campo visivo e quindi di ottenere una percezione sonora ancora più immersiva dove si rafforza la profondità dei suoni.

Badate bene è un problema di noi vedenti che si risolve con l’allenamento e che i non vedenti non hanno poiché abituati ad ascoltare senza vedere, bypassando le informazioni visive.
Con molti videomaker abbiamo lavorato sulle sceneggiature andando a pianificare le riprese prima della registrazione, con schemi e disegni in cui il punto di riferimento delle scene è sempre la soggettiva Audio/Video formata dal blocco Microfono Binaurale + Videocamera.

Il Microfono Ku100 è forse l’unico che risolve tutte le problematiche legate all’ascolto tramite diffusori come ad esempio il “Crosstalk”. Possiamo quindi godere della timbrica, della naturalezza e della profondità di una ripresa Binaurale utilizzando due casse che, di solito, sono posizionate davanti a noi. Questo in qualche modo fa perdere l’effetto tridimensionale ma: provate ad ascoltare con due casse poste ai lati della testa come una grossa cuffia! Cosa accade?

Leggo su una rivista “Il termine 3D audio, quindi, dovrebbe essere usato soltanto in quei casi dove le casse sono più di tre e queste disposte come minimo a tetraedro, sicuramente ad altezze diverse l’una dall’altra. Non sono tecnicamente 3D, di conseguenza, tutti i sistemi 5.1 o 7.1 con le casse disposte alla stessa altezza, tutti i sistemi stereo e, meno che mai, i sistemi binaurali da ascoltare utilizzando una cuffia. Possono riprodurre audio 3D i sistemi Ambisonics, 3D-EST e in generale tutti quelli che prevedono il posizionamento delle casse a diverse altezze, come il VBAP, il DBAP e il Level Control System”. Che si fa? Come si ascolta?

Non per essere di parte ma, dopo aver provato diversi sistemi, l’unico modo che ho avuto per ascoltare una voce sussurrata vicino l’orecchio è stato il Sistema Binaurale. E questo permette ad esempio nella musica di poter fare cose che non è possibile fare con altre tecnologie se non con il Binaurale o con l’Olofonia.

Uso spesso sorgenti spazializzate che vicino l’orecchio come back vocal che entrano ed escono all’interno di un brano. Si ha davvero la sensazione che la persona sia a pochi centimetri da noi.

La magica Voce di John De Leo, Artista che per me è sempre stato un punto di riferimento sin da quando ascoltai per la prima volta i suoi vocalizzi, in Giochi di Voce 3D è una testimonianza di cosa si può sperimentare.

Ad ogni modo c’è molta fiducia da parte nostra nel lavoro che sta facendo Hugo Zuccarelli con i suoi diffusori progettati per coprire intere platee. Lì il pubblico fa un ascolto immersivo senza l’ausilio delle cuffie e io non vedo l’ora di provare questo sistema anche perché siamo in contatto con Hugo ed è un personaggio straordinario che vi consiglierei di intervistare.

Nonostante sono anni che si studia l’audio tridimensionale, non si hanno ancora lavori su larga scala con questa tecnologia. O comunicati tali. Secondo te perché?

Credo che ci siano diversi problemi come il metodo di lavoro che è completamente diverso dagli altri e ci sono pochi tecnici che se ne occupano. Poi bisogna utilizzare location particolari che non sempre si trovano facilmente e comunque hanno dei costi che incidono sul budget.

Il microfono Neumann è poco utilizzato poiché con il suo costo i tecnici preferiscono comprare 3/4 microfoni mono, ma il risultato sarà di un altro tipo. La speranza è che con l’aumentare dell’uso degli smartphone, sempre più persone useranno nel quotidiano le cuffie e questo favorirà la diffusione dell’Audio Binaurale come riportato in un articolo dell’AES  .

Una nostra idea che abbiamo realizzato è stato trasmettere in streaming Audio 3D e lo abbiamo fatto dal Roxy Bar di red Ronnie. Abbiamo dimostrato che è possibile, proprio perché la traccia Binaurale è Stereo, trasmettere live e dare la possibilità agli ascoltatori di avere la sensazione di essere nel luogo della ripresa, circondati non solo dai suoni ma dal pubblico. Qui trovate un paio di finali di puntata del Roxy Bar in cui veniva spento l’impianto per favorire i suoni acustici.

Ed in Italia? Come senti il panorama sonoro?

Se parliamo di musica devo dire che in Italia ci sono situazioni molto differenti tra loro.

Da una parte ci sono artisti che lavorano per grandi major e che magari sono entrati nel circuito degli show televisivi, realizzati proprio per “testare” questi ragazzi, andando ad analizzare tutte le variabili in ballo per poter capire su chi investire. A quel punto hanno tutti i mezzi per produrre musica, di consumo?

Dall’altra parte ci sono artisti e musicisti che, partiti dal basso, continuano a portare la loro musica e il loro messaggio con progetti autoprodotti. Ho conosciuto artisti che sono davvero puri. Scrivono testi impegnati denunciando ciò che non funziona in questo sistema e continuano a lottare per portare energia positiva nei luoghi dove le persone si aggregano per ascoltare un genere di musica, sicuramente non commerciale, che stimola la riflessione.

Quello che stiamo cercando di fare è di far capire agli Artisti che, tralasciando la parte tecnica della tecnologia, sul piano creativo si possono realizzare davvero tante cose, molte già testate e tante altre ancora da scoprire essendo il campo dell’Audio Binaurale ancora non totalmente esplorato, anzi.

Progetti futuri?

Molti. Stiamo sviluppando un sistema di trasmissione streaming Audio 3D / Video portatile e di facile installazione. Come dicevo sopra, abbiamo già trasmesso l’audio Binaurale in streaming durante alcune delle puntate del Roxy Bar di Red Ronnie ed abbiamo verificato che se il tutto viene fatto per bene gli ascoltatori da casa o tramite uno smartphone possono essere, come diciamo noi, “tele-audiotrasportati” nel posto in cui stiamo facendo la ripresa audio 3D / Video live.

E questo è uno dei progetti a cui tengo particolarmente, ha il suo fascino. Poter pensare di indossare una buona cuffia ed avere la sensazione di essere in un qualsiasi teatro del mondo ed ascoltare un concerto di musica classica o jazz in tempo reale con l’audio immersivo è davvero bello.

L’altro progetto è una grande libreria di suoni, rumori, ambient, Binaurali ed abbiamo già molto materiale. E poi ci saranno i miei brani ovviamente in Binaurale.

Ringraziamenti

Non posso che fare i miei migliori auguri a Stefano Arciero per i suoi progetti. Come amante delle sonorità non posso che augurarmi una diffusione capillare di questo tipo di suoni. Per cui…

Grazie Stefano e alla prossima!

Potete seguire Stefano anche su Facebook alla pagina Vs3D “Viaggi Sonori 3D”.

Context is the king!

Context is the king!

Non si tratta di un refuso.

Siamo abituati a sentirci dire che Content is the king,

specialmente da chi si occupa di marketing.

Ma nelle conversazioni conta il contesto!

Nelle architetture dell’informazione conta il contesto.

Quando parliamo di architettura dell’informazione conversazionale dobbiamo mettere in primo piano il contesto.

Lo ripeto.

Quando parliamo di architettura dell’informazione stiamo parlando di contesti.

E questo è vero nella progettazione così come nello sviluppo.

Lunga vita al re

Wired augura lunga vita al re contesto. Racconta di come agli albori del world wide web il contenuto fosse il re. Affermazione che, se contestualizziamo, possiamo dire essere in buona parte vera ancora oggi. Appunto. Contestualizziamo, mettiamo in evidenza il contesto; mettiamo in relazione questa affermazione con altre affermazioni.

Anche se sono passati 20 anni le cose non sono cambiate, si sono complicate. Al contenuto si sono aggiunti, in questi ultimi e pochi anni, altri fattori che necessitano di contesto per essere capite. Il mobile, il nostro smartphone, che ci rende, umani, digitali ed iperconnessi, ha complicato la relazione che abbiamo con l’ambiente che ci circonda. Il nostro essere Onlife ha modificato le case e gli spazi che abitiamo.

Il “modo” di comunicare è contestuale al modo di recepire l’informazione. La forma che questa esperienza assume è diventata importante quanto il contenuto effettivo che viene trasmesso. Il contesto è tutto. Il contesto è il re. Per qualcuno il contesto è Dio.

Context is King

Quando ci relazioniamo con una informazione dobbiamo determinare il significato del testo. Vogliamo e dobbiamo capire cosa significa quel testo. In quale contesto è stato scritto e in quale contesto viene letto?

Si tratta di una esperienza comune quella di osservare che le persone assumono conclusioni prima di iniziare a leggere un testo. Le persone tendono a creare sempre un proprio contesto. Ciascuno di noi tende a convalidare le proprie conclusioni predeterminate. Conclusioni corrette o scorrette a seconda del contesto.

Creare contesto per il proprio pubblico

La creazione di un contesto non è cosa facile e immediata. Ci vuole tempo, ricerca, metodo. Ci vuole rispetto e cura. E non basta sapere la ricetta. E non è detto che, anche con tutte le buone intenzioni, ci si riesca.

Rispettare le persone

Quando si vuole creare un contesto il rispetto per le persone è fondamentale. Rispetto per quello che stanno facendo e dove lo stanno facendo. Rispettare dove le persone vogliono avere il loro punto di contatto con noi e con il nostro contenuto.

Curare l’esperienza

Curare l’esperienza significa non interrompere le persone in quello che stanno facendo. Fosse anche che stiano perdendo tempo. E questo non lo sappiamo. Dipende. Ma ancor più attenzione dobbiamo avere se le persone sono impegnate seriamente a leggere o ad informarsi, attraverso un video o un testo.

Abbiate cura dell’esperienza e abbiate cura della risorsa più preziosa: il tempo.

Il contesto per capire

Il contesto serve a capire. Senza contesto si è privi delle fondamenta della comprensione. Per comprendere una notizia abbiamo sempre avuto bisogno di un contesto. E se a leggere i giornali sono sempre meno persone non è perché non si ha bisogno di notizie. Anzi. C’è bisogno di notizie e c’è bisogno di capire. Sempre

Come sarebbe possibile comprendere la situazione politica siriana se non si avesse conoscenza del contesto? Cioè senza essere a conoscenza delle relazioni che questa nazione ha con le altre nazioni che gli stanno intorno; senza conoscere le relazioni che ha con il passato, con la sua storia. Come possiamo comprendere il format comunicativo dell’Isis, senza sapere quale sia la differenza tra un sunnita e uno sciita?

Ovviamente il contesto richiede un formato più lungo, richiede mappe, grafici. Ma se alla fine si capisce quello che sta accadendo, chi rinuncerebbe a questa soddisfazione?

Perché il contesto è re

David Walsh, ceo e presidente di Genband, lo dice in altre parole.

In un mondo in cui tutti e tutto può essere collegato, in un mondo dove le macchine e gli esseri umani possono interagire in molteplici modi, l’opportunità di comprendere il comportamento e offrire esperienze più utili e divertenti sta diventando il vero gioco della comunicazione in tempo reale.

I social media hanno creato un mondo completamente nuovo. Le persone sono più veloci a informare gli altri. Più veloci dei media tradizionali.

Basta seguire i più attivi produttori di contenuti per Instagram Stories, per esempio. Si tratta di vere e proprie televisioni. Altro che grande fratello. La vita intima delle persone è sempre più originale di qualunque script di qualunque autore.

Context is King per Jodi Beggs

Jodi Beggs spiega come il contesto modifica la percezione della realtà e quindi determina anche il valore delle persone e dei prodotti in un determinato contesto.

Il contesto in cui viviamo è in continuo mutamento. E il successo di un determinato prodotto (anche musicale) dipende dal contesto.

Guarda il video di Jodi Beggs al TedxBoston – Conten is the kink.

Scegli il microfono più adatto alle tue esigenze

I microfoni sono un argomento

strettamente legato all’articolo sui registratori vocali digitali.

Articolo che sta avendo un grande successo di lettori e contatti.

Uno dei lettori, infatti, dopo aver acquistato il Tascam DR – 05 mi ha chiesto un consiglio per un nuovo acquisto riguardante un microfono esterno.

Indice microfoni

Il commento del lettore

Filippo è un affezionato lettore del blog che si è lasciato consigliare da me e dal blog per l’acquisto di un registratore. Dopo un po’ di tempo mi scrive.

Ciao, mi trovo molto bene con il registratore che hai consigliato, Tascam DR-05, vorrei prendere un microfono esterno, e non so quale prendere, alcuni hanno il condensatore altri no.
Ho visto questi due, vanno bene o c’è di meglio? non intendo prendere, un microfono di bassa qualità.
Grazie

Filippo mi indica un paio di microfoni davvero basici. Si tratta di un certo Zalman Microfono e del microfono Speedlink Spes Microfono Clip.

Una risposta veloce

Trattandosi di un commento ho risposto nell’immediato.

Ciao Filippo, mi fa molto piacere che i miei consigli ti siano stati utili. E che ti trovi bene con il Tascam DR-05. Sui microfoni apri un nuovo capitolo. Approfitto per scrivere degli appunti e scrivere un articolo dedicato. I due microfoni che mi sottoponi sono davvero basici. E se mi dici che vuoi un microfono di qualità, te li sconsiglio vivamente.

Forse per cominciare. Io ne ho comprato uno di questi quando facevo interviste per la mia tesi. Mai usato. Forse non ha mai funzionato. Non ricordo. Si, c’è di meglio. Qualcosa di molto meglio potrebbe essere il Rode  a cui molti ormai si affidano per una buona qualità ad un costo contenuto. Se invece vuoi il massimo dovresti prendere il Sennheiser MKE40. A cui dovresti aggiungere un adattatore da Lemo 3 Pin a Jack. In mezzo ci sta il Sennheiser ME2. Il Rode mai usato. Gli altri due, invece, li ho utilizzati personalmente. ME2 è ottimo. MKE40 è superlativo!
Alla prossima!

Ma mi sono impegnato a scrivere l’articolo che stai leggendo, perché Filippo, che non conosco e che non ho mai incontrato, è un lettore che stimola a rendere questo blog un luogo migliore. Uno di quei lettori che studia e che mi sottopone quello che ha visto. Per cui merita una risposta approfondita ai suoi quesiti.

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Cosa devi fare con un microfono?

Innanzi tutto, come mia consuetudine, è sempre bene riflettere su cosa devi fare con il microfono. Qual è l’attività che vuoi o devi svolgere con quel microfono? Per situazioni diverse sono necessari microfoni diversi. Per registrare in studio o registrare interviste in strada si richiedono microfoni diversi. Registrare un conferenza o un relatore ad un tavolo potrebbe richiedere un microfono diverso da quello che si utilizza per far intervenire le persone del pubblico.

Ci sono alcune domande da porsi e a cui rispondere.

Che cosa vuoi registrare?

Hai bisogno di registrare la tua voce, un parlato, il canto? Oppure il microfono ti serve per registrare uno strumento musicale?

Per voci potenti, tamburi e chitarre hai bisogno di un microfono dinamico. Per strumenti acustici o un parlato in studio è preferibile un microfono a condensatore.

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Dove devi registrare?

Sapere il contesto dove devi registrare apre un capitolo complesso quale è quello dell’acustica dei luoghi. Ma è facile capire che usare un microfono in una sala conferenze o in uno studio di registrazione sono cosa diversa.

In determinati contesti, come in un concerto di musica classica, è meglio scegliere un microfono direzionale per determinati gruppi di strumenti. Mentre per una conferenza dove c’è un parlato costante potrebbe andare bene anche un omnidirezionale.

Quale microfono scegliere?

Vai sul sito Audio Test Kitchen e verifica la qualità di 65 e oltre microfoni di alta qualità.

Ormai la tecnologia sonora è talmente avanzata che trovi davvero di tutto e a qualunque prezzo. Su Amazon si trovano microfoni per tutte le tasche. Mi è capitato un paio di volte di sentirmi dire che 100 euro per un microfono siano una cifra esorbitante. In realtà è il minimo sindacale. Al di sotto di questa cifra non sono il solo che pensa che stiamo parlando di giocattoli fatti bene. Certo anche un microfono economico può soddisfare le nostre necessità. Ma non pensiamo che quel prezzo sia troppo alto o troppo basso. Quel che costa, vale. Per cui, il prezzo è già una discriminante su che tipo di microfono vogliamo o possiamo avere.

Un secondo elemento da verificare è la qualità del suono. E quanto meno che non abbia fruscii o rumori di sottofondo. Anche se qui le variabili non dipendono solo dal microfono. Il microfono va poi in un registratore o in un mixer o su un amplificatore e in casse e altoparlanti per ascoltare musica che possono migliorare come peggiorare il risultato.

E infine la sensibilità del suono. Si tratta di quali frequenze il microfono riesce a registrare rispetto ad altre. Per cui a seconda della sensibilità del microfono puoi captare un suono a una determinata distanza oppure no.

Microfoni dinamici e a condensatore

I microfoni dinamici sono preferibili ai microfoni a condensatori se si deve andare a registrare in esterno; per cantare e se devi andare spesso in giro. I microfoni dinamici sono resistenti, comodi, molto versatili per molti usi.

I microfoni a condensatore sono invece preferibili per registrazioni in studio o al chiuso. Si tratta di microfoni molto sensibili. Il suono della voce risulta molto naturale. Ma si tratta anche di strumenti molto fragili, sensibili all’umidità e ai colpi bruschi. È bene tenerli fermi in un posto.

Attenzione. I microfoni a condensatore (generalmente) richiedono una alimentazione. Per cui è necessario che il microfono abbia una batteria, o avere un mixer, o una scheda audio che alimenti il microfono.

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Microfoni cardiodi e microfoni direzionali

In base a come il microfono è costruito riceve il suono da una data direzione. Il microfono cardioide è detto così perché riceve il segnale in uno spazio, intorno al microfono, che ha la forma di un cuore. Generalmente i microfoni gelato e a condensatore sono cardioidi.

I microfono cardiodi si differenziano dai microfoni detti direzionali, in quanto questi, generalmente più lunghi e affusolati, prendono poco suono intorno al microfono e tanto nella direzioni in cui sono puntati.

Attacchi del microfono

Attenzione anche agli attacchi del microfono. Ossia verificate se l’entrata che avete a disposizione; quella dove dovete attaccare il microfono e il cavo sia un attacco XLR, che aumenta la qualità del suono ripreso, oppure un attacco jack o minijack. Oppure se  avete a disposizione solo una entrata USB.

Microfoni per tutti i gusti

Dette queste quattro parole sui microfoni ho scelto alcuni microfoni che possono essere utili e interessanti in base a quello che dovete fare.

Sia inteso che io ne ho usati una parte. Personalmente, prima dell’acquisto di alcuni di questi, mi sono lasciato consigliare dai fornitori che vincevano le gare d’appalto alla Radio. Non mi reputo un esperto del settore. Semmai un buon fruitore di microfoni.

Microfono per voce e cantato

Shure SM58

Se ti stai avviando alla carriera del canto è bene avere il popolarissimo Shure SM 58. Si tratta di un microfono robusto con una buona tecnica costruttiva. Ottimo per i live, ma adattabile anche alla registrazione in studio. Anche economico.

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Un microfono da studio

Rode NT1A

Un microfono con un ottimo rapporto qualità prezzo è il Rode NT 1A. Non considerato tra i microfoni professionali, ma fa bene il suo lavoro. Se stai costruendo il tuo primo studio radiofonico è  un ottima scelta.
Forse conviene comprare anche l’intero kit con Antipop sempre molto utile.

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Microfoni per podcast professionale

Shure SM7B

Lo Shure SM 7B è un microfono senza età indicato proprio per la voce. Puoi creare degli ottimi podcast come ci puoi cantare canzoni rock. A quanto pare è stato utilizzato anche da Michael Jackson per il suo album Thriller.

sE Electronics SE2200A II

L’sE Electronics sE2200a II è un microfono con cui è possibile registrare strumenti acustici, pianoforti e ovviamente la tua voce. Permette riprese stereofoniche ed è davvero molto versatile. Se hai una web radio direi che questo è un ottimo microfono per i tuoi programmi.

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Neumann TLM 102

Il TLM 102 è più che professionale. È un microfono mitico. Si tratta di un microfono che in tanti vorrebbero possedere. Il prezzo non è affatto abbordabile e deve essere associato a strumentazione studio di valore equivalente.

Ecco, con il Neumann TLM 102, che ha bisogno di potenza, avrete bisogno di una scheda audio esterna di qualità.

Microfoni lavalier

Per i microfoni levalier ripropongo quelli di cui sopra. Il Rode con Filtro Anti-pop, per Smartphone e Tablet.

Il Sennheiser ME2 che è un classico. Anche se mi bisogna ingegnarsi per non farlo strusciare sulle giacche.

E, infine, il Sennheiser MKE40. A cui si deve aggiungere un adattatore da Lemo 3 Pin a Jack o minijack.

Il Rode non l’ho mai usato. Gli altri due, invece, li ho utilizzati per il mio lavoro Video con i radio trasmettitori. Come pure un buon prodotto pare essere RODELink Filmmaker Kit.

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Microfono radio per conferenze

Akg SR40

Se organizzate qualche festa o conferenza. Se volete passare un microfono a molte persone senza dover pensare ai fili e volete spendere poco vi possono consigliare un microfono radio AKG SR40. Devo ammettere che fa bene il suo lavoro. Sempre di entry level stiamo parlando. Ma per cominciare non è male.

Microfoni usb

Esistono centinaia di microfoni usb e ognuno ha le sue caratteristiche. Ognuno di essi riprende l’audio in modo diverso e con un qualità diversa. Un microfono usb è un microfono per PC e che puoi collegare al tuo computer senza bisogno di altri attacchi.

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Microfoni usb per pc o mac per registrare musica e podcast

Quando si parla di microfono a condensatore con cavo usb non possiamo pensare che si abbia la stessa qualità del microfono a condensatore con cavo XLR e scheda audio esterna. La qualità è molto più bassa anche se soddisfa pienamente le necessità di tutti gli ascoltatori.

Samson Meteor USB

Samson meteor è un microfono molto comune per il suo prezzo. Si tratta di un microfono assemblato in plastica e piccolo. Però la base è accessorio comodo. Non aspettiamoci grandi cose. Per un uso molto casalingo o per chiamate skype di bassa qualità.

Samson G-track

Per avere qualcosa in più, sempre sulla stessa marca possiamo scegliere il Samson G-track. Microfono con cui è possibile registrare musica e creare podcast.  È possibile controllare il suono. Meglio fare delle prove e sperimentare i livelli che più vi piacciono.

Zoom H4n

C’è da dire che lo Zoom H4n, oltre ad essere un registratore, è anche un microfono. E tra l’altro anche di ottima qualità. Se si collega ad un Pc tramite il cavo USB, il sistema ti da la possibilità di usare il registratore come microfono. Se usato con Camtasia o altro programma di screenshot video, è necessario sincronizzare le impostazioni del programma al microfono.

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Microfoni per iPhone

iRig Field

Se possedete un iPhone conoscerete sicuramente l’IK Multimedia. L’iRig Mic Field è un microfono digitale per iPhone adatto per registrare musica, come per registrare l’audio di un video. Si collega all’iPhone o all’ iPad ed è possibile registrare audio di ottima qualità.

Rode iXY

Altro microfono sempre per i dispositivi Apple è il Rode iXY con connettore Lightning. Anche qui si parla di ottima qualità di ripresa. Un ottimo accessorio per chi usa l’iphone per motivi professionali ed ha bisogno di leggerezza per potersi muovere.

Microfono per iOS

Zoom IQ7 – Registratore portatile iOS

Lo Zoom IQ7 è il registratore che Zoom ha pensato per i possessori di smartphone Apple. Audio di alta qualità per dispositivi iOS. Compatibile con connettore lightning. Per registrazioni in formato verticale od orizzontale è sufficiente spostare le capsule. Da utilizzare con app originali Apple.

Se si vuole risparmiare qualcosa si può acquistare lo Zoom IQ5.

Shure Motiv MV88

Altro bel gioiello per chi possiede un iPad è il microfono Shure Motiv MV88 . La Shure non poteva che presentarsi al meglio anche in questa occasione. Inoltre si ha a disposizione una applicazione che permette di regolare con preset standard alcuni tipi di registrazione in base all’ambiente in cui ci si trova.

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Microfono per Youtube

Se sei già uno youtuber o se si vuole iniziare a creare video per il proprio canale Youtube il microfono maggiormente consigliato sul web è il Blue Yeti Pro. Un microfono che è un vero e proprio investimento sulla propria carriera.

Sempre per youtuber professionisti si ha il Blue Spark. Di solito viene utilizzato al posto del Blue Yeti. Certamente ha un bel design vintage e prestazioni elevate. Inoltre il sostegno per la scrivania è sicuramente molto utile.

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Microfoni USB per registrazioni musicali

Rode NT- USB

Per registrazioni musicali si ha il Rode NT. Il microfono si attacca al vostro PC e potete controllare tutto da li.

Marshall MXL – USB

Un altro microfono per artisti musicali  molto usato è il Marshall MXL USB da non confondere con il Marshall Mxl condenser. IL primo ha l’attacco USB e si collega al pc. Il secondo ha bisogno dell’attac XLR. Con questo microfono si hanno alcuni controlli integrati che ti permettono di adattarlo al cantato o al semplice parlato. Secondo i propri gusti.

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Microfono per smartphone

Per dotare un o smartphone di microfono esterno potrebbe essere necessario acquistare un adattatore rode sc6 che permette due ingressi microfonici.

Dunque si può acquistare un rode video mic pro. Ha un pad con un filtro per il vento e un preamplificatore con 20db in più.

L’alternativa economica è adattare rode sc6l uno o due microfoni lavallier tra i cinesi tipo boya bym1 con 6.5 metri di cavo o se vuoi spendere un po di più ma con tanta qualità in più rode smart lav ha il filo corto quindi potrebbe servirti una prolunga sempre rode.

Se non si vogliono avere fili allora adattatore rode sc6l e rode wireless go.

Rode VideoMic Me

Rode presenta il VideoMic Me come microfono per smartphone. Come si può notare è un microfono direzionale molto leggero, che va collegato direttamente allo smartphone. Qualche utente si lamenta dei rumori di sottofondo non filtrati, ma si ritiene che un accessorio come questo sia per uso personale e per migliorare le proprie dirette Facebook live audio.

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Accessori per microfoni

Gli accessori di base sono molto spesso forniti in abbinamento al microfono. Però magari qualcosa può mancare oppure è necessario avere il ricambio. Di solito si ha bisogno di un para microfono in spugna. Attenzione a scegliere quello che si adatta meglio alla forma della griglia del microfono.

Se si vuole evitare del tutto il vento (quando si è in esterna) è necessaria una cuffia antivento. Sempre da adattare al modello del proprio microfono.

Se si vuole restare con le mano libere e ci si trova in studio si può acquistare un’asta microfonica a giraffa. Io ho sempre amato un’asta di sospensione a braccio. Però con il tempo e se si usa un microfono pesante la regolazione non è delle migliori. L’accessorio più comodo e che dura nel tempo è certamente un’asta da tavolo con base in ghisa.

L’asta a volte è venduta separatamente dal supporto del microfono, ossia dove viene fissato il microfono. Per cui verificate.
Se usate l’asta da tavolo forse potrebbe essere necessario un supporto elastico antivibrazione. Per evitare anche il pop delle labbra esistono dei filtri antipop.

Se acquisti un microfono non usb avrai bisogno di cavi xlr. E se si vuole creare uno studio in casa e si ha bisogno di silenzio si può pure acquistare uno Schermo fonoassorbente.

La lista potrebbe continuare. Si sa che negli accessori ci si può sbizzarrire. Però in questo caso, molti di questi accessori per microfoni proposti migliorano il modo di lavorare e il livello di registrazione.

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Per chi vuole approfondire

Questo post non è indirizzato a chi è un tecnico ma a chi vuole o deve fare un primo acquisto. A chi è indeciso nella scelta e i microfoni gli sembrano tutti uguali. Se hai già una buona conoscenza dei microfoni magari è necessario qualche altro tipo di approfondimento. E se poi si vuole arricchire l’articolo è sempre possibile farlo.

Se hai voglia di studiare avrai già dato un’occhiata alla parola su Wikipedia e probabilmente hai già visitato il sito ufficiale della Shure. Si può iniziare da queste prime fonti.

Se invece si vuole acquistare qualche libro ce ne sono di datati ma che offrono le basi di come è fatto un microfono.

Così abbiamo “I segreti dei microfoni” di Davide Scullino oppure i “Microfoni” di Umberto Nicolao.

Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra. I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. Ad ogni modo, ribadisco che alcuni dei microfoni proposti sono stati da me utilizzati. E che l’elenco è stato composto da ricerche personali sul web.

Non ho attività di vendita di questi prodotti.

E tu quale microfono hai scelto?

Musica sul posto di lavoro. In Italia si ascolta musica in ufficio. E la fonte?

Musica sul posto di lavoro? Pare che in Italia non si faccia altro. L’85% dei lavoratori ascolta musica in ufficio. Da non crederci! Lo dice una ricerca. Ma quale ricerca? Qual è la fonte?

La notizia è stata diramata dall’agenzia ANSA e diffusa dai maggiori giornali italiani. Sottolineando il fatto che si tratta di un primato europeo e quasi mondiale. La cosa non interessa molto gli italiani, sui motori di ricerca, non si trovano ricerche a riguardo. Piuttosto l’interesse verte sul sapere se si può ascoltare musica sul posto di lavoro o la relazione tra musica e produttività (su cui tornerò).

Musica sul posto di lavoro

Intanto rispondo ai lettori che possono finire su questo articolo cercando proprio una risposta a questa domanda. È possibile ascoltare musica sul posto di lavoro? Il datore può impedirlo?

La risposta è che l datore di lavoro non può vietare di ascoltare musica sul posto di lavoro a due condizioni.

  1. La prima condizione è che non sia stato redatto un regolamento, condiviso con i lavoratori, dove espressamente si vieta l’ascolto di musica sul luogo di lavoro. Vale su tutto il regolamento interno, che stabilisce anche i buoni rapporti tra colleghi.
  2. La seconda condizioni è che non si violino le norme di sicurezza. Ossia, per esempio, se lavori in un luogo con macchinari dove un allarme ti salva la vita, non puoi tenere le cuffie con la musica a tutto volume.

In ogni caso valgono le norme di civile convivenza e contrattazione con i propri colleghi e superiori.

La notizia ANSA

Ma veniamo alla ricerca e alla notizia che rimbalza di sito in sito.

L’Italia è il primo paese in Europa per l’ascolto di musica al lavoro e il secondo a livello globale dopo gli Stati Uniti. Lo dice una ricerca di LinkedIn e Spotify. Se gli Usa si attestano all’87%, il nostro paese è all’85%, e in Europa ha il primato superando Spagna (83%) e Francia (73%). Secondo l’indagine, più dei tre quarti dei professionisti tricolore pensa che la musica li renda più produttivi, mentre più della metà dei lavoratori (56%) che ascoltano musica in ufficio sostengono che aumenti la loro motivazione, creatività (52%) e trasmetta una sensazione di calma (39%).

Mentre il 17% dei lavoratori ammette di ascoltare musica per coprire il rumore prodotto dai colleghi soprattutto negli ‘open space’. Tra gli artisti giudicati “più appropriati” mentre si lavora ci sono i Coldplay (44%), la canzone che aiuta di più a prepararsi a una giornata lavorativa è ‘Viva la Vidà (35%). Il pop (61%) è il genere preferito dai professionisti, insieme alla musica classica (30%) e al rock (30%).

(ANSA)

I giornali e la musica sul posto di lavoro

La notizia è stata ripresa dai maggiori giornali e riviste sul web. Tutti riprendendo, su per giù, lo stesso titolo

Italia dopo Usa paese dove si ascolta più musica in ufficio

Ricerca LinkedIn-Spotify, Coldplay i più appropriati

E altri ancora continuano in queste ore a riprendere la notizia. Tutti parlano e scrivono di una ricerca svolta da Linkedin e Spotify. Tutti snocciolano i dati con il quale l’Italia si è conquistata la prima posizione in Europa e il secondo posto nel mondo. E pare di capire che in ufficio gli italiani si divertano, sempre che ascoltare musica aumenti la produttività. Quindi senza scriverlo, ma tra le righe, si fa un complimento a tutti coloro che lavorano ascoltando musica.

La cosa molto strana è che nessuno chiede quale sia la fonte di questi dati. Nessuno tiene a informare i lettori da dove arriva la ricerca. Almeno per capire se è una ricerca pubblicata ed effettuata da un ente terzo o se si tratti di una comunicazione di Linkedin arrivata attraverso un comunicato stampa.

Di che ricerca si tratta?

Ho cercato in lungo e in largo la fonte di questa notizia. E non ho trovato tantissimo. Ho usato i principali strumenti consigliati dal Verification Handbook e dopo lunghe letture in italiano e in inglese ho trovato due righe chiarificatrici.

L’unico sito a dare notizia della ricerca è Player.it che spiega.

Censuswide ha intervistato 1.000 adulti italiani lavoratori e impiegati tra il 16 e il 22 Agosto 2017 utilizzando dei dati presi forniti da Spotify per elaborare la lista degli artisti più popolari in Italia nel 2017.

E questa insomma sarebbe la fonte, che con ogni probabilità si trova nel comunicato stampa, alla fine, tra le note a margine. E che nessuno pubblica.

Cosa ci dice la ricerca?

Il primato che viene attribuito all’Italia mi pare che barcolla. Da queste due righe capisco che gli italiani, salvo ricerche contrarie, come tutti i lavoratori del mondo, quando lavorano, molto probabilmente lavorano, senza musica. Salvo le eccezioni personali di chi lavora con una musica di sottofondo.

Mancano, a mio modo di vedere, alcuni elementi su cui ragionare. Sarebbe stato interessante sapere chi sono questi lavoratori, che ruolo svolgono, per esempio. Si tratta di artigiani o di impiegati all’ufficio statistico? Sono dirigenti aziendali o sono stagisti dell’ufficio posta?

Il periodo poi mi pare dei più assurdi per affermare che in Italia si ha il primato dell’ascolto in ufficio. Si sottintende che gli italiani ascoltino musica sempre (ricordo l’85% degli intervistati). Altro che uffici, pare che stiamo parlando di aziende radiofoniche. La ricerca, infatti, non è stata fatta, tra gennaio e giugno, quando i carichi di lavoro degli uffici, a pieno regime e in vista delle chiusure, sono gravosi.

Ma è stata fatta durante la settimana di ferragosto. È stata fatta quando in Italia le maggiori aziende ed enti pubblici sono chiusi, e i lavoratori e impiegati sono per la maggior parte in ferie.

Certo! L’impiegato che sta lavorando nella settimana di ferragosto molto probabilmente sta solo presidiando un ufficio in attesa di una telefonata che forse non arriverà tutto il giorno o tutta la settimana. Verosimilmente è da solo; e se lavora sul serio sta sbrigando questioni interne e anche personali. Magari sta sistemando un ufficio troppo disordinato, in un momento di calma, per riprendere a settembre con più ordine.

Nessuno troverà nulla di male a pensare che trovandosi da solo, in ufficio, a pensare come i colleghi si divertano al mare, il povero impiegato, per ammazzare il tempo, ascolti la propria musica preferita.

Pubblicizzare una playlist

Insomma, pare che si tratti di una notizia verosimile, o vera in parte. Infatti, premesso tutto questo, e ammesso che l’85% dei lavoratori italiani, nella settimana meno lavorativa dell’anno, ascoltino musica, tutti rimandano, alla fine, ad una playlist di 50 brani che i lavoratori ascoltavano a lavoro. Se vi interessa qui trovate la playlist globale pubblicata da LinkedIn su Spotify.

Così come, in modo trasparente, ne ha parlato per primo Darain Faraz, Communications & Brand Marketing presso LinkedIn. E come proprio il 21 settembre, ha fatto eco Marcello Albergoni, Head of Italy presso LinkedIn italia.

Entrambi i dirigenti di Linkedin rimandano ad un hashtag su Twitter #Musicatwork e sempre alla stessa playlist.

Conclusioni

La frase, “lo dice una ricerca” pare immobilizzare tutti e zittire chiunque. Frase sufficiente a dare autorevolezza a tutto quello che viene dopo. Un tempo si diceva “lo ha detto la televisione!” E tutti dovevano accettare quanto detto. Ma adesso qualcosa in più si può dire. Qualcosa in più si deve dire. Non penso sia un delitto.

Vogliamo dare spazio ad una playlist? Riteniamo interessante sapere che musica ascoltano gli italiani. Diciamolo. Cosa ci sarebbe di male?

Sarò un lettore esigente, sarò pure sempre più fissato con i dati e con i numeri, sebbene ho una laurea in lettere; sarà pure che voglio essere consapevole di quello che leggo, però oggi, da lettore, mi aspetterei che ci sia un link che rimanda ad una fonte, se si parla di dati.

Chiedo articoli che non trovo. E a volte preferirei leggerli certi articoli, piuttosto che dovermeli scrivere.

 

Videocamere musicali

Le videocamere musicali o video recorder mettono in primo piano l’audio. E secondo me deve essere chiaro che questo tipo di videocamere danno “anche” la possibilità di fare un video.

Lo ripeto, in realtà si tratta di registratori audio con una opzione in più rispetto ai registratori vocali di cui ho già parlato. Se non si tiene conto di questo si potrebbe restare fortemente delusi. Un acquisto consapevole, invece, potrebbe farvi scoprire uno strumento utile per i vostri video fatti in casa.

Se il vostro obiettivo è quello di fare video musicali le videocamere musicali possono essere delle ottime videocamere di appoggio a videocamere amazon o professionali.

Videocamera per concerti live

In commercio, al momento, ci sono tre (quattro) videocamere musicali. Si tratta della videocamera musicale della Sony HDR-MV1 e due(tre) modelli della Zoom. La Zoom Q4n Registratore Digitale (che è l’evoluzione della Zoom Q4) e la sorella maggiore che è la  Zoom Q8.

Chi mi segue e mi conosce sa che Zoom è la mia marca preferita di registratori vocali portatili.

L’uso delle videocamere musicali è limitato a determinate condizioni. Le videocamere musicali sono, lo ripeto, registratori audio. A certe condizioni e a certe distanze permettono di avere in aggiunta un video. Ma la qualità di questo video che, di per se, è di buona o ottima qualità, potrebbe deludere le aspettative.

Se l’intenzione, dunque, è quella di fare un video musicale si deve pensare a questo tipo di telecamera esclusivamente come telecamera di sostegno ad un’altra telecamera. Non si può pensare che sia la telecamera principale. Né si deve pensare che si possano fare particolari riprese. I vantaggi di una videocamera musicale sono la portabilità dell’oggetto e un audio di alta qualità.

Videocamera per musicisti

Fondamentalmente le videocamere musicali sono utilizzate dai musicisti che hanno la possibilità di posizionare la videocamera in un punto del palco favorevole o su uno strumento senza ingombrare la visuale degli spettatori o senza dover ingombrare con treppiedi il palco. In ogni caso, per avere un risultato decente è necessario mettersi vicino alla telecamera.

Per altri usi, tutto diventa difficile. Soprattutto se pensate alle riprese che fate con i vostri smartphone, anche non molto avanzati, o con altre videocamere portatili. Le videocamere musicali non hanno uno zoom per avvicinare il soggetto, hanno un obiettivo grandangolare, che soffre quando non c’è luce sufficiente. E la visione è quella di un grandangolare, del tipo Go Pro, che alla lunga potrebbe anche stancarvi.

Se acquisti questo tipo di telecamera significa che per te il video non ha una grande importanza. Il video ha solo un significato simbolico di ricordo. Se acquisti questo tipo di prodotto quello che a te importa è l’audio. Infatti, se vuoi fare un bel video devi indirizzarti ad un altro tipo di videocamera. E l’audio registrarlo con altro.

Ma andiamo ad analizzare i singoli pezzi e mettiamoli a confronto.

Videocamera Zoom Q4n

A creare il primo registratore audio video è stata proprio la Zoom. Non parlo della Zoom Q4 Registratore Digitale e passo direttamente alla Zoom Q4n perché per trenta euro in più i miglioramenti sul modello base sono stati notevoli.

Zoom mantiene le sue qualità audio e il suo design con le due capsule microfoniche nella configurazione stereo X/Y, che però possono essere direzionati e diventare un A/B. Il video raggiunge i 60 fotogrammi per secondo a 720pixel o il 30 ftp per 1080p. La Zoom Q4n ha una focale fissa, una lente 2.0, il sensore CMOS e un grandangolo a 160 gradi.

Ma è l’audio il pezzo forte. La Zoom Q4n registra in formato WAV (16/24bit,44.1/48/96kHz) e AAC (64-320kbps, 48kHz) con anche l’ingresso di linea per microfono esterno, uscita cuffie regolabile e uscita mini-HDMI per scaricare le immagini. E cosa non da poco supporta schede SDXC fino a 128GB.

Il registratore audio è uno zoom e a me piace tantissimo il suono che registra. Pieno e profondo. Il video, invece, è scarso.

Videocamera Sony HDR-MV1

Altro stile è quello della Sony HDR-MV1. Attenzione, sembrano tutti dei piccoli giocattolini e quando si hanno in mano sembra davvero eccessivo il costo che hanno.

I mocrofoni della sony sono rivolti verso l’esterno e non sono direzionabili. Il grandangolo arriva a 120 gradi ed ha un qualità notevole con contrasto e riproduzione dei colori non male. Il sensore è un CMOS Exmor R, che fa un buon lavoro ma sempre con riserva. La videocamera musicale Sony sfrutta il wifi per collegamenti al proprio smartphone e poter condividere in breve tempo i video.  I video sono registrati in HD a 1920×1080/30p in formato mp4. Ma i risultati non sono dei migliori.

In teoria, acquistando un adattatore Sony AC-Adapter (AC-UD10), si dovrebbe poter continuare a registrare anche sottocarica. In pratica, senza adattatore, che è una ulteriore spesa, non è possibile. L’audio della Sony è limpido, chiaro, cristallino. Alle mie orecchie risulta poco profondo. Ma è comunque di alta qualità.

Zoom Q4N vs Sony HDR- MV1

Premetto che le due videocamere hanno grossi limiti. La Zoom Q4n ha un ottimo suono e un video pessimo. La Sony HDR-MV1 ha un ottimo video e un audio abbastanza buono. Anche se il suono della Zoom Q4n a me piace molto, penso che una videocamera deve fare i video. E che il video sia, almeno, decente. Per cui, secondo il mio modesto parere, tra le due videocamere musicali, la partita del confronto è vinta dalla Sony HDR-MV1.

Zoom Q8

L’evoluzione di Zoom nella Zoom Q8 Registratore Digitale è certamente notevole e di grande valore. Anche l’aumento del costo, a dire il vero. E tante sono le novità.

Dal punto di vista dell’audio è un ottimo registratore. I microfoni integrati sono intercambiabili a seconda dell’uso che si vuole fare. In più è possibile aggiungere fino a due microfoni con entrata XLR (mi pare in mono).

La videocamera musicale Zoom Q8 vince su tutte le videocamere musicali. Vince il confronto con la sorella minore Zoom Q4n, guadagnando sul lato video. E vince anche contro la Sony hdr-mv1 di cui supera sia la qualità video, sia la qualità audio. Il grandangolare è leggermente più ampio rispetto ad entrambe le rivali. Il video è più luminoso. E insomma, si può utilizzare per fare più cose. Mantiene il suono profondo (che piace a me). E il mio parere è che se si vuole acquistare un prodotto di questo genere la Zoom Q8 Registratore Digitale è da preferire, rispetto alle altre.

Videocamere musicali. Videocamera per registrare musica

L’audio di queste videocamere è superiore a tutte le altre videocamere o telecamere della stessa gamma di prezzo e anche superiori. Con una videocamera musicale voi potrete registrare la vostra musica e conservare un video ricordo di un vostro concerto o di una vostra registrazione in studio.

Altre telecamere, anche più economiche, non avranno la stessa qualità audio, ma certamente avranno qualità video molto superiori rispetto alle videocamere musicali.

Infatti, per avere una qualità audio comparabile con le videocamere musicali si deve alzare di tanto la gamma delle videocamere. E nonostante tutto, i più professionali, usano registratori esterni per garantirsi una qualità audio alta. Registratori come Zoom o Tascam sono utilizzati come accessori per le videocamere o per le reflex che, vanno tanto di moda fra i videomakers, ma che hanno un audio pessimo.

Zoom Q2n

Ci sarebbe anche la Zoom Q2n. Ma più che una videocamera musicale io la definirei una webcam musicale. Piccola, comoda, personale. Come consigliano direttamente dallo ZoomLab utile per i Facebook live audio. La posizioni davvero dappertutto e non da fastidio a nessuno. Il prezzo è alto, secondo me, ma risponde al bisogno di piccole nicchie di mercato che spendono tranquillamente queste cifre per i loro bisogni.

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Videocamere Amazon – Le 2 migliori videocamere che ho usato + un’Action Cam

Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra.

Zoom Italia, ha notato i miei articoli e mi offre di poter testare i suoi prodotti su richiesta. I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. L’analisi di queste videocamere musicali deriva dall’uso professionale e personale che ne ho fatto nel tempo. Inoltre sono possessore di una GoPro con gli stessi limiti che ho elencato sopra. Inoltre scambio spesso pareri con altri professionisti del settore audio.

Se volete approfondire la vostra conoscenza di registratori vocali potete visitare il post che aggiorno periodicamente.

Sono a disposizione dei miei lettori. Ma prima ti chiedo, almeno di condividere l’articolo. Se sei arrivato fin qui magari l’articolo potrebbe essere utile anche per altri. Grazie!

Effetti sonori online

Di effetti sonori online ce ne sono diversi

e c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Per chi si occupa di audio o di video,

gli effetti sonori sono elementi che migliorano

il messaggio che si vuole trasmettere.

E qui di seguito vi offro un bel po’ di siti dove poter raccogliere alcuni di questi effetti sonori.

Chi si occupa di audio o di video per hobby tende a non prendere in considerazione gli effetti sonori. E capisco anche perché. Diciamo che si tratta principalmente di pigrizia. Per avere un buon risultato c’è bisogno di tempo, di pazienza e di tanta capacità di ascolto. Trovare gli effetti sonori adeguati o correlati al significato che vogliamo inviare non è facile. E più elementi aggiungiamo, più il montaggio diventa lungo e complicato.

Eppure se si vuole dare spessore alla propria registrazione o al proprio video gli effetti sonori sono necessari e spesso sono fondamentali per creare l’atmosfera giusta.

Dai una occhiata a Effetti speciali low budget. Prontuario di computer grafica per cortisti e registi indipendenti (Italiano) .

Effetti sonori fai da te

Prima di iniziare una ricerca online sarebbe utile iniziare a registrare i propri effetti sonori. Avendo il proprio registratore audio e portandolo in giro si possono registrare tanti suoni utili o che possono tornare utili. Questo è quello che fanno tutti i professionisti. Lo raccontavo, per esempio, parlando dell’ audio di Game of Thrones e del verso dei draghi creato da Paula Fierfield di Game Of Thrones.

Registrare da se i suoni è un atto di coraggio. Ma è ciò che vi permetterà di creare suoni e sonorità uniche. E darà sicuramente spessore ai vostri suoni.

Effetti sonori online

Se però non si ha il tempo o la voglia di lanciarsi nella registrazione ci sono molti siti che offrono gratuitamente effetti sonori.

Il sito che offre una lista davvero notevole è certamente il sito “Idee per computer ed internet” che propone 40 siti dove scaricare musica ed effetti gratis. Peccato che la pagina non è del tutto aggiornata e molti link rimandano a siti che non esistono più  o che da siti con effetti sonori gratis sono diventati siti a pagamento.

Qui di seguito vi propongo 10 siti che ho visitato e provato per i lettori del mio blog.

Flash Kit

Flash Kit ha una lista sempre crescente di shareware e freeware di FX audio per il download. Il sito possiede un motore di ricerca molto interessante. E’ un sito ben organizzato, dove è possibile usufruire delle anteprime permettendo l’uso di flashplayer. E’ necessario iscriversi alla community per usufruire dei servizi, come indicato nella pagina di benvenuto.

Free Sound Effects

In SoundBible.com si trovano effetti sonori sotto la licenza Attribution 3.0. Ossia puoi usare e modificare il file audio riconoscendo la menzione all’autore. Rispettare queste poche regole non è difficile. Così come se è indicato di fare un uso personale del suono, che sia davvero personale. Su SoundBible basta sfogliare la libreria di suoni e scegliere i suoni che si desiderano. Basta un click per scaricare il file. I suoni vengono aggiornati, generalmente, tre volte la settimana.

SoundSnap

Soundsnap è una piattaforma ottima per trovare effetti sonori. Sul sito si trovano raccolte di suoni originali realizzati o registrati dagli utenti del sito. Ma attenzione la piattaforma è a pagamento! 3 dollari ad effetto/suono oppure usufruire dei vari pacchetti di suoni per progetti grossi dove l’audio è fondamentale.

FindSounds

FindSounds.com è un motore di ricerca per il sonoro. Un sito gratuito per la ricerca di effetti sonori e campioni di strumenti musicali sul web. Come motore di ricerca è molto semplice, da la possibilità di trovare un suono secondo il formato desiderato e una determinata qualità. Peccato che bisogna essere davvero precisi nella denominazione del file. Se FindSounds non trova la denominazione corretta non propone suoni simili. Bisogna provare più volte.

Musica su Amazon. Ampia Scelta, piccoli prezzi.

AudioJungle

AudioJungle è un sito legato al mondo envanto. Ti concede i diritti free a pochi euro. Puoi cercare l’effetto che ti serve e poi decidere se pagare o meno. Le anteprime sono disturbate da una registrazione sovrapposta all’audio.

SFX Source

Se fate un uso massiccio di effetti sonori, forse vale la pena sottoscrivere un abbonamento a qualche servizio come SFX Source. Sul sito si trova di tutto. troverete alcuni esempi di suoni fantasiosi realizzati con appassionata competenza per l’uso in tutti i livelli di produzione, dal professionista al dilettante, per l’uso nei film, in TV, nei giochi e sui social. Ovviamente la qualità di paga.

FreeSFX

FreeSFX fornisce un numero limitato di suoni, anche strani e insoliti. Forse un limite. O forse puoi trovare subito i suoni e gli effetti che cerchi senza dover ascoltare migliaia di file audio mettendoti in imbarazzo sulla scelta.

Effetti sonori a pagamento

Se invece preferisci una selezione ristretta e già bella e pronta non ti resta che acquistare compilation di effetti sonori in cd e utilizzarli.
Tra i cd che ti possono essere utili

Buon ascolto e buon divertimento!

Adesso hai davvero l’imbarazzo della scelta per poter scegliere il suono più adatto alle tue necessità.

Comunque, il mio consiglio finale è quello di dare una scorsa a tutti questi siti. Verifica il sito che si adatta di più alle tue necessità, in base al lavoro che fai, e poi usa solo questo. In questo modo saprai usare al meglio il sito. Sfrutterai al massimo le potenzialità del sito e troverai in breve tempo il suono che cerchi.

Te lo dico semplicemente perché in questo modo non perderai troppo tempo quando lavori. Certo, ogni tanto curiosare altrove non è male. Ma quello va fatto nel tempo libero. Buon divertimento!

Nuovi business emergenti – Trend vocali – Internet trends report

Tra i nuovi business emergenti si sta affermando la ricerca vocale e l’uso dell’assistenza vocale. A dirlo è Mary Meeker che il 31 maggio 2017 ha presentato e pubblicato il celebre report sui principali trend dell’anno in corso. Ho ritenuto importante per i miei lettori estrapolare alcune slide che vanno a rafforzare alcune cose che ho detto nel tempo sul blog.

Chi è Mary Meeker?

Mary Meeker è una donna statunitense che vive nella Silincon Valley e si è da sempre occupata di internet e nuove tecnologie. Il suo lavoro di venture capitalist consiste nell’intercettare i trend di internet. Lo fa perché investe e fa investire nelle start up di maggiore interesse e a maggior impatto economico. Nel 2014 è stata inserita nella lista di Forbes al settatasettesimo posto tra le donne più potenti nel mondo.

Da 22 anni  a questa parte rende pubbliche le slide delle sue presentazioni. Condividendo il suo parere. E se da un lato la Meeker raccoglie trend che sono già in atto, certamente le sue parole favoriscono alcuni di questi trend. Se non altro per l’attenzione che ne deriva.

Nuovi business emergenti 2017

Queste slide confermano molte delle cose che ho già detto e analizzato sul blog. Dico questo non per paragonarmi a Mary Meeker. Vivo nella provincia italiana dove la gente ha problemi di sopravvivenza e il successo del singolo è ritenuto il fallimento della comunità. Ma lo dico semplicemente per affermare che alcuni trend sono talmente evidenti che chiunque può rendersi conto di quello che sta accadendo. Basta una connessione decente e saper osservare il mondo.

Ricerca vocale

Intanto si conferma l’uso della voce come metodo di ricerca.

Smart speaker

Così come già detto sull’ architettura dell’informazione conversazionale e come sottolineato nel mio intervento tra architettura dell’informazione e audio, che ho tenuto al WIAD Palermo,  Amazon Echo si conferma tra gli smart speaker più interessanti. Le sue capacità migliorano in maniera notevole e l’aggiunta dello schermo nel nuovo Amazon Echo Show porterà nuovi sviluppi.

Linguaggio Naturale

La capacità di comprensione degli assistenti vocali ha raggiunto i livelli umani. In effetti, noi non capiamo e sentiamo tutto quello che ci viene detto e spiegato. Per cui un margine di errore è nella natura umana così come nella natura dell’assistenza vocale.

Musica e streaming

La musica e lo streaming hanno subito un notevole mutamento delle abitudini dei fruitori. Proprio nelle scorse settimane si è dato per morto il file mp3. Magari andate a rivedere la vera storia dell’mp3. E capirete l’origine della disfatta di questo mercato un tempo tanto florido.

Oggi il mercato musicale è in ripresa. Ma siamo ancora lontani dai tempi d’oro degli anni 2000 quando si compravano gli oggetti fisici quali cd musicali e dvd per ascoltare musica. Ed anche in questo grafico si può vedere/capire che il ritorno al vinile è una notizia da contestualizzare.

Perché si diffonde lo streaming? Perché sono proprio cambiate le modalità di fruizione della musica.

Musica e Video

L’evoluzione del digitale vedrà audio e video sempre più connessi.

 

Sottoscrizione a Spotify e streaming

Come ho raccontato nell’articolo sulla storia dell’mp3, un’intera generazione ha commesso un reato quale il furto di musica. Questi file, però andavano incamerati in un lettore mp3 o in un hard disk. I giovani di oggi, invece, oggi preferiscono sottoscrivere un abbonamento Spotify Music.

Anche se poi, altro dato di interesse è sapere che pochi sono gli artisti tengono davvero su l’interno mercato musicale.

Ricerca e algoritmi

Ricerche correlate, algoritmi, machine learning, saranno tutti gli strumenti utilizzati per migliorare la nostra esperienza e la nostra relazione con i video e la musica. Netflix per i video e Spotify per la musica sono i pionieri in questo campo. Ma rendiamoci conto che le big company sono alla ricerca di nuovi mercati pronti a scalzare anche i pionieri.

Conclusioni

Come potete osservare voi stessi il sonoro è un tema abbastanza rilevante. E anche molto complesso. Al suo interno c’è molta evoluzione. Tutto può accadere. La ricerca vocale può prendere il sopravvento, come potrebbe essere superata dalla realtà virtuale. Spotify sembra farla da padrone sul mercato. Ma come sappiamo ci sono grandi interessi in campo. I servizi streaming sono sempre in competizione. I margini non sono altissimi e si può cadere da un momento all’altro.

Detto questo difficile che si possano fare previsioni. Si possono solo osservare le tendenze. E se avete interessi ai nuovi business emergenti, potete lanciarvi ma con la consapevolezza che si tratta di scommesse. Dove la vittoria non è affatto scontata.

 

Effetti della musica sul nostro cervello. 5 TED Talks

Gli effetti della musica sul nostro cervello sono tanti. E generalmente sono benefici. A volte, induce pure alla felicità. Così come scrivevo nell’articolo la voce della felicità un tono felice ci rende felici.

Ad occuparsi della questione sono in tanti. E quello che vi propongo io è la raccolta di 5 TED Talks molto interessanti sull’argomento.

Effetti della musica: i benefici di chi suona uno strumento

Già se si ascolta musica, il nostro cervello riceve stimoli notevoli, ma quando si suona uno strumento, l’attività del nostro cervello si moltiplica. In particolar modo si mette in funzione la nostra parte callosa del cervello. Cioè quella parte di congiunzione tra emisfero destro ed emisfero sinistro.

Suonare uno strumento migliora, dunque, la creatività, la capacità di risolvere problemi o di avviare strategie e progettazione. Ma anche la memoria di un musicista è migliore di altre categorie di professionisti. Insomma, suonare o imparare a suonare uno strumento aiuta anche altre aree della nostra vita.

 

Effetti del ritmo sul cervello

Jessica Grahn è una neuroscienziata che si occupa degli effetti del ritmo sul nostro cervello.

Il primo effetto è che istintivamente il ritmo ci spinge a muoverci. Gli esseri umani, pare che abbiano un loro immaginario del ritmo e sono capaci di continuare uno stimolo anche quando lo stimolo non c’è più.

Questo immaginario, al contrario di altri esseri viventi, fa si che per noi la musica diventa anche intrattenimento.

Ma gli effetti del suono sul corpo possono anche essere terapeutici. Dato che le parti del cervello che si attivano al suono del ritmo sono le stesse parti che si attivano per il movimento. La musica permette di migliorare i nostri movimenti anche in situazione di malattia e difficoltà dei movimenti.

Il cervello improvvisa

Charle Limb è un neurochirurgo che studia la creatività. Le sue domande sono molto profonde. Come improvvisa il nostro cervello? Ma anche, come innova il nostro cervello?

Limb mette in risalto che il linguaggio musicale esiste anche dal punto di vista neurologico. Quando due musicisti hanno uno scambio di battute musicali le aree del cervello che si attivano sono le stesse delle aree del linguaggio. Insomma, la musica attiva parti del cervello abitualmente usate per parlare. Limb sostiene di essere solo all’inizio della ricerca e che i risultati sulla comprensione dell’arte, su cosa sia l’innovazione, dal punto di vista neurologico, si vedranno tra 10/20 anni. La buona notizia è che siamo sulla buona strada.

La musica può essere meglio del sesso e del cioccolato

Deanna Choi non dice nulla di nuovo, sono cose che si sanno ma che è bene ripetere. La Musica può essere migliore del sesso e del cioccolato. Non solo perché la musica in massa è più socialmente accettabile. Ma perché ascoltare musica, o suonare, fa produrre al nostro cervello dopamina e ossitocina (la chimica dell’amore). Si tratta di elementi che producono, facilitano e trasmettono il piacere in tutto corpo. Questo è il motivo per cui ascoltiamo e riascoltiamo i brani che più ci piacciono.

Ancora di più. In pazienti con perdita di memoria o affetti da demenza senile, la musica fa risalire memorie e ricordi perduti, o evidentemente, sotterrati. Se le nostre memorie sono connesse e sono connesse anche con la musica, questi ricordi saranno molto più profondi e molto più ricordabile nel tempo, rispetto ad altri ricordi.

La musica è piacere, è memoria, è voglia di costruire qualcosa insieme. Come il sesso e una torta di cheescake. Sono cose che ci piace consumare, si ricordano nel tempo ed è meglio farle insieme ad altri.

Rivelare la musica con le neuroscenze

E infine Ardon Shorr, parla di musica classica come di informazione. Ascoltare musica significa imparare. Il meccanismo è uguale. Ci sono due tipi di noia. Il primo tipo di noia è quando qualcosa ci annoia perché troppo facile. Il secondo tipo di noia è quando qualcosa ci risulta troppo difficile. La musica classica appartiene a questo secondo tipo. La musica è complessa da capire. Le informazioni che può contenere una sinfonia sono troppe per essere assorbite contemporaneamente se non abbiamo gli strumenti per apprendere e capire. Se raggruppiamo le informazioni, se comprendiamo che la musica ha delle frasi e una struttura, anche la musica classica può diventare più facile da capire. Come nell’architettura dell’informazione la comprensione della struttura ci fa comprendere il contenuto. Forma e contenuto, struttura e contenuto sono strettamente legati. Questo ci permette di capire meglio che la musica è qualcosa di cui abbiamo bisogno.

Gli effetti della musica sul nostro cervello dunque sono davvero positivi. Ascoltare musica è qualcosa di piacevole, cercare di imparare, non è necessario diventare concertisti, produrrà effetti positivi in ogni ambito della nostra vita. Sia dal punto di vista lessicale, motorio, psicologico e umorale.