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I migliori altoparlanti e sistemi per ascoltare musica

I migliori altoparlanti

per creare un sistema audio perfetto non esiste.

È tutto un equilibrio che dipende

dai nostri gusti sonori.

Ciascun appassionato di audio lo sa bene.

Questa è solo una guida

per chi si sta accingendo

ad un acquisto consapevole

di diffusori acustici

e sistemi di altoparlanti.

Aggiornamento 26 agosto 2020

L’articolo sui migliori altoparlanti è aggiornato periodicamente, per migliorarne la qualità e la lettura. Anche grazie al contributo dei lettori. In aggiunta è possibile trovare alcuni consigli di acquisto a cui dare un’occhiata testati da autorevoli professionisti che ne consigliano l’acquisto a chi cerca sistemi audio per la casa. E una pagina sugli altoparlanti per PC.

Casse stereo

Secondo gli audiofili più sfegatati scegliere un sistema di altoparlanti è una scelta che coinvolge le emozioni, i propri sentimenti e le proprie convinzioni più profonde. Insomma, coinvolge l’anima di chi ascolta. Questo è vero certamente per chi è in cerca della qualità, ha disponibilità economica e può rinunciare al design di moda per un altoparlante che però ha una qualità componentistica eccezionale. Per la stragrande maggioranza dei consumatori non è così. Perché al di là dei tecnicismi e delle prove di forza è bene sapere che non esistono i migliori altoparlanti da comprare. La scelta finale, troppo spesso, si basa su prezzo e forma, ossia sul design degli altoparlanti. I più attenti e meticolosi, al massimo, fanno attenzione a dove saranno posizionate le casse.

Sistema audio per l’ascolto

Se si pensa di acquistare un sistema di altoparlanti, diffusori audio, casse acustiche o speakers, (o come volete chiamare voi gli strumenti che emettono i suoni dal vostro stereo) si parte, infatti, quasi sempre dalla somma di denaro che si vuole o si può spendere. Sarebbe consigliabile però andare in qualche negozio dove poter ascoltare le casse che si avvicinano al prezzo che avete deciso di spendere. E in base anche al vostro gusto estetico fate il vostro acquisto.

Bene o male, a parità di prezzo, le caratteristiche e capacità da verificare sono, grosso modo, simili. Il prezzo è l’unica cosa fondamentale. Grazie alla tecnologia a disposizione, infatti, potete spendere qualunque cifra. E soprattutto se dovete scegliere tra il comprare il villino con piscina in montagna o una coppia di casse (vedi i migliori altoparlanti oltre i 100.000,00 euro che trovi in fondo alla pagina), è evidente che il potere di acquisto, prima della qualità, è tutto.

Attenzione alle nostre orecchie

Non solo. L’uso smodato di cellulari e di cuffie, l’inquinamento acustico e i vari rumori di sottofondo dei nostri personal computer, ogni giorno, rovinano la nostra capacità di ascolto. Diventiamo sempre più sordi. La percezione del suono e della musica si riduce, periodicamente, anche con l’età. Ai concerti o nelle feste ci roviniamo sempre un po’ le orecchie. Sporcizia, inquinamento e cotton fioc fanno il resto. Insomma, anche ad acquistare delle casse stratosferiche, alla fine si rischia di sentire veramente poco di quello che trasmettono i nostri diffusori acustici.

Quindi, secondo me, l’unica cosa che conta è quanto volete spendere e il vostro gusto sonoro. Infatti, alla domanda come scegliere il sistema di diffusori acustici l’unica risposta utile è ascoltando.

I migliori altoparlanti per ascoltare musica

Arriviamo finalmente alle casse acustiche da casa, per lo stereo, per ascoltare la nostra musica. Anche qui parto dalla fine e due cose mi sembrano importanti. L’ascolto delle casse e l’ambiente in cui verranno posizionate. Uno strumento di moda è ultimamente il Multiroom Wireless Sonos PLAY:5 Smart Speaker Hi-Fi. È un unico pezzo, è comodo, senza fili, ma come capirete leggendo più avanti, i limiti sono tanti. E comunque… Il vostro gusto sonoro viene sempre prima.

Ascoltare gli altoparlanti

Lo strumento di misura audio più sofisticato che esiste al mondo è il vostro orecchio. Anche se fosse malmesso e mal funzionante, risponde ai vostri gusti sonori e musicali. Dato che non esiste un sistema di diffusori acustici perfetto vi dovrete affidare, appunto, alle vostre orecchie e al vostro gusto sonoro. Come? Ascoltando. Ascoltate le casse acustiche che già avete a casa vostra. È la prima cosa da fare. Poi ascoltate le casse degli amici, dei parenti. Fate paragoni sonori con casse e marche diverse. Magari osservando o cercando di capire i materiali della componentistica, evitando i prodotti con troppa plastica intorno. Sempre che ve lo possiate permettere. E tenete presente sempre l’ambiente. Lo stesso impianto, le stesse casse acustiche, in ambienti diversi, suonano in modo diverso. Questo è fondamentale. Da non dimenticare.

Le casse sono l’anello di una lunga catena, quello finale. Se le casse sono un acquisto che fate per conto vostro, ricordatevi la compatibilità con quanto già avete in casa. Qui qualche tecnicismo ci è utile. Impedenza, potenza ed efficienza devono essere compatibili con l’amplificatore. A sua volta compatibile con lo stereo. Alla fine il suono deve piacere a voi e le casse devono incontrare e soddisfare i vostri gusti. Nessuno può giudicarli.

Ascolto in negozio

Gli audiofili veri ascoltano i migliori altoparlanti in negozio e poi portano fisicamente le loro casse nel negozio per fare il paragone con le casse che vogliono acquistare. Stiamo parlando di negozi di alto profilo. Dove vai a spendere cifre importanti. Non si tratta del centro commerciale.

Un sistema di altoparlanti suonerà in maniera diversa se si cambia ambiente di ascolto, anche se i criteri di base, le caratteristiche sonore, rimarranno le stesse in un intervallo ragionevole di prestazioni.

Collocazione dei diffusori acustici in casa

L’ideale per costruire un ambiente sonoro ottimale sarebbe quello di posizionare il vostro impianto stereo o i vostri diffusori acustici in mezzo ad uno spazio vuoto dove desiderate ascoltare la vostra musica e poi iniziare a costruire la casa tutto intorno. Non sto scherzando. Se non avete questa possibilità, cioè di comprare prima l’impianto stereo e poi costruire la casa allora avrete qualche problema e dovrete trovare sempre qualche compromesso. Diciamo che se siete gente comune l’impianto stereo si compra dopo aver comprato cucina e stanza da letto. E quasi sicuramente anche molto dopo l’acquisto del soggiorno e del salotto. Insomma, ci pensate davvero alla fine di tutti gli acquisti possibili e immaginabili. Anche dopo la televisione. Quindi sappiate che la vostra scelta è di compromesso. E le casse non sono mai posizionate nel posto giusto.

Altoparlanti fuori le librerie

Sarebbe utile evitare di infilare le casse in librerie e scaffali o appenderle ai muri. Altrimenti acquistare casse progettate per le librerie. La posizione ideale è su un lato di una parete, distante dalla parete stessa e ad altezza delle vostre orecchie da seduti. Il punto di ascolto, invece, sarebbe al vertice di un triangolo equilatero dove negli altri due vertici ci sono le casse.

E buona norma che lo spazio alle spalle delle casse acustiche sia sgombro così come quello compreso tra i tuoi stessi, che deve essere riempito dal suono e non da tavoli o altro.

Se non potete fare questo dovete sopportare il disgusto e lo sdegno degli audiofili.

Loudspeaker 2018 – 2019

Uno dei diffusori più audaci e tecnologicamente avanzato.

ELAC – Adante AS-61

Q Acoustic 3050I

Prezzo degli altoparlanti

Torno ancora sul prezzo perché, quando scrivo, penso al mio lettore come ad un amico che mi chiede un consiglio. Trovandomi tra amici di media agiatezza e con uno stipendio normale non posso immaginarmi che il prezzo non sia un problema. Il prezzo è la cosa che dovete davvero valutare. Solo così potrete restringere la gamma delle vostre scelte. Se volete rivolgervi a qualcosa di relativamente economico potete fare riferimento ai costruttori italiani che offrono prodotti interessanti. Ma non si tratta solo di costi. Se avete casa in Italia è consigliabile acquistare da queste marche vicine sonoramente alle nostre orecchie. Come vedremo tra poco.

Potete acquistare gli Indiana Line, per esempio, Indiana Line TESI 260 C – Diffusori a 2 vie da libreria. Si possono scegliere le casse acustiche della nota e diffusa RCF che propone Rcf Art 712-A Mk2 oppure il Diffusore amplificato da 700 WATT CONO 15″ DRIVER 3.5″ TWEETER 1.5″. Che poi… economico per modo di dire. Visto che possiamo anche spendere oltre gli 8000 euro con la coppia di diffusori HARIO URSA MAJOR

1.000 euro per casse e amplificatore

Flavio, nei commenti, invia un consiglio per avere casse e amplificatore stando all’interno di un budget di 1000 euro che mi sembra molto interessante. Scrive Flavio

Al posto delle B&W che paghi un po’ il nome, ti consiglio altre tre marche di casse acustiche. Le danesi DALI Zensor 3, (da scaffale) oppure le DALI Spektor 6 (da pavimento). le francesi Davis Acoustics Balthus 30 (da scaffale). Per ultime, le tedesche ELAC Bebut B6 (da scaffale), progettate da Andrew Jones. Come amplificatori stereo, stai su un entry level di NAD o di DENON.

Le DALI Zonsor 3 da scaffale stanno intorno ai 400,00 euro. Mentre siamo un può più su nel prezzo, quasi 600,00 euro per le sorelle maggiori DALI Spektor 6. Interessanti mi sembrano le ELAC Debut B6. Delle Davis Acoustics non ho trovato le Balthus 30 che sono di recente uscita. Su Amazon si trova il Davis Acoustics Dhavani Altoparlante senza fili per MP3 & Ipod, 30 – 20000 Hz, a 3 vie, che costa oltre le mille euro. Sugli amplificatori ci sarebbe anche da parlare. Vedremo. Se qualcuno, esperto, fosse disponibile ad una intervista, magari potremmo fare qualcosa insieme. Flavio consiglia gli amplificatori Nad e gli amplificatori stereo Denon.

Diffusori acustici

Ciascun brand di diffusori, in effetti, ha un suo modo di suonare. E non è che sia un caso. Ciascun progettista, progetta il diffusore acustico per determinati mercati. Ciascun mercato è influenzato da una cultura musicale diversa. A questa cultura sonora si rifà anche quando progetta un sistema di altoparlanti o un diffusore acustico specifico. Ogni cultura vive dei propri suoni e delle proprie melodie. I progettisti devono pensare a quale mercato si riferiscono. Se il progettista pensa di vendere le proprie casse al mercato inglese deve tenere conto che le case degli inglesi hanno quasi tutte la moquette. Questa smorza il suono e quindi la cassa suonerà diversamente di come suonerebbe in una stanza con pavimento di marmo. Se hai la moquette o tanti tappeti in casa pare che si consigli l’acquisto di queste casse —Le INFINITY Kappa 9. — Se hai un pavimento in marmo e poche tende in giro puoi comprare qualcosa del genere DB TECHNOLOGIES OPERA 12 – Cassa Attiva 1200W . — Oppure puoi affidarti alle marche italiane che ho segnalato poco fa. E se si può spendere qualcosa in più si può comprare la coppia di diffusori Sonus Faber Toy Tower Bianco HG. — Negli Stati Uniti, invece, vanno di moda i diffusori da pavimento KLIPSCH RF7 II BLACK adatti per ampie stanze e con un suono che le riempie.

Tecnicismi, caratteristiche e capacità da verificare

Gli altoparlanti si possono chiamare trasduttori, driver, speakers, duffusori, diffusori acustici o casse acustiche.

Un lettore del blog, Paolo, ci tiene a precisare.

Gli altoparlanti si possono chiamare trasduttori, driver, speaker, NON diffusori, diffusori acustici o casse acustiche, con questi termini si indica il diffusore completo, cioè l’altoparlante più il mobile (cassa).

i migliori altoparlanti per diffondere musica sono genericamente formati da tre elementi di base chiamate anche vie come spiegato nel capitolo Cosa sono le vie? Un tweeter per le frequenze alte; un midrange per le frequenze medie e un woofer per le frequenze basse. Non è detto che in una cassa siano sempre presenti tutti e tre gli elementi. Abbiamo casse acustiche con uno solo di questi elementi o con due.

Il segnale udibile dall’orecchio umano si estende dai 20 ai 20.000 Hz (unità di misura della frequenza). 20 Hz rappresentano un tono molto basso mentre 20.000 Hz un tono molto acuto.

Ma come funziona davvero un altoparlante?

Grazie ai contributi dei lettori questo articolo ha approfondito molti aspetti ed è diventato un po’ illeggibile. Per questo motivo abbiamo creato nuovi articoli che potranno essere ulteriormente approfonditi .

Come funziona un altoparlante.

Subwoofer

Stessa cosa abbiamo fatto per quanto riguardo ai subwoofer. Abbiamo preferito spostare le informazione in un’altra pagina dedicata.

AGGIORNAMENTO 21/11/2017

Un nuovo lettore del blog, Paolo, ha contribuito, con un commento, al miglioramento di questo articolo. Gliene sono grato. Intanto perché mi ha spinto a migliorare l’articolo e arricchirlo con link più tecnici e approfonditi. E poi penso che grati gliene devono essere tutti coloro che leggeranno questo articolo. Grazie a Paolo che ha dedicato il suo tempo nel condividere le sue conoscenze, questo articolo migliora il web. Grazie!

I migliori altoparlanti oltre i 100.000,00 euro

Ecco cosa intendo quando dico che il prezzo fa davvero la differenza. Ad essere sincero, anch’io mi sono stupito la prima volta che ho visto che un Cabasse Ocean da pavimento che costava 100 mila euro tondi. Fin quando non ho visto che un Raidh Acoustic D5.1 può costare anche 200 mila euro tondi. Poi ho visto che un altoparlante Gaudi mk ll della german-physics costa 226 mila euro e la Rokport technologies propone il suo Arrakis a 286.995,00 euro.

E se questi vi sembrano prezzi assurdi, sono ancora poca cosa rispetto alle casse Kharma. Questa ditta offre altoparlanti per tutte le tasche fino ad arrivare alla serie Enigma Veyron modello EV-1D  che si trova a 700.000,00 euro. Non preoccupatevi. A questo prezzo ti vendono la coppia. Ora, penso che tra i miei lettori non ci siano persone che si possano permettere questo tipo di sistemi audio. Ma non si sa mai. Se ci fossero mi propongo come direttore artistico personale. Organizzo personalmente concerti direttamente a casa vostra. Un concerto dal vivo costa decisamente meno e farò in modo che l’orchestra dal vivo si senta meglio.

Altoparlanti per tutte le tasche

Concludo questo lungo articolo sperando di essere stato utile e di avervi chiarito le idee su come comportarvi se decidete di acquistare un sistema di diffusori acustici o di costruire un sistema di altoparlanti. Ci sono altoparlanti per tutte le tasche. Intorno ai 50 mila euro c’è roba buona. Ma anche intorno ai 20 mila euro non fanno proprio schifo. Che poi se abitate in un condominio dove al pomeriggio non potete accendere la tv, vanno bene anche le casse da pc di cui vi ho parlato sopra. E amen ai diffusori acustici.

Voglio acquistare le miglior casse per musica

Per la creazione di questo articolo, così come dicevo all’inizio mi sono avvalso della mia personale ricerca su internet da cui ho tratto gli spunti tecnici. E la lettura di riviste di settore che ho trovato in edicola. Inoltre, come avrete notato, l’articolo è perfettibile per cui aperto ai contributi dei lettori che vogliono correggere eventuali errori, precisare parole e concetti espressi male, aggiungere nozioni e conoscenze utili per migliorare il contenuto. Tengo a precisare, in fine, che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra. I link rimandano ad Amazon. Non ho attività di vendita di questi prodotti.

Home cinema, Home theatre, soundbar, altoparlanti esterni per la tv

L’Home cinema, home theatre,

merita una pagina dedicata sul blog.

Il sistema che permette di avere un audio cinematografico

e di immergersi nel suono dal proprio divano di casa

rientra tra le sonorità di cui mi occupo.

Il tema è correlato al miglior sistema di altoparlanti

per ascoltare musica dove potete trovare anche le specifiche tecniche

per poter scegliere al meglio un impianto audio.

Qui, ho preferito, raccogliere i consigli e i pareri specifici per un audio casalingo.

Home theatre speaker system

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Il sistema va composto con

Altoparlanti esterni per la tv

Il picco delle vendite di home cinema, home theatre, si ha avuto nel 2012. All’inizio è stata solo una moda, adesso, con i televisori “slim” spesso sono anche una necessità. Le casse dei televisori non riescono sempre a soddisfare le esigenze degli audiofili. E anche oggi, sebbene si parli di video in 4K, tranne in alcuni casi, non si fa gran riferimento alla qualità audio.

L’Home cinema è caratterizzato dall’avere delle mini casse diffuse nell’ambiente. E poi un enorme subwoofer da nascondere da qualche parte. Il modello è stato quello delle Bose® Acoustimass®, che costano un bel po’. E che poi sono state imitate nel tempo da tutto gli altri brand che si occupano di altoparlanti esterni per la TV. Se dunque da un lato, i televisori non suonano e dunque si ha bisogno di qualcosa che accompagni le immagini. E anche innegabile che avere delle casse esterne piccole permette di avere le migliori casse acustiche per casa.  Un audio di qualità in poco spazio.

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L’ambiente dove suona l’home cinema, home theatre

Come già scritto nell’articolo sui sistemi audio, metterei in evidenza alcune cose. E sicuramente bisogna ricordare che oltre alla qualità del sistema è bene avere cura della collocazione delle casse nello spazio che abbiamo a disposizione.

Infilarle, per comodità, in una libreria, attaccarle al muro (se non prescritto dal manuale), metterle dove si trova spazio, è qualcosa da evitare. Le casse, in genere, suonano meglio se si trovano distanziate dal muro. Capisco perfettamente che spesso è necessario. Ma è bene sapere che posizionate in maniera adeguata, le stesse casse suonano meglio. Magari siete già, più che soddisfatti dell’audio del vostro impianto. Questo è quello che importa. Il suono deve piacere a voi! Ma se potete distanziare le casse dalla parete vi accorgerete subito di avere a disposizione un suono migliore.

Ponendovi al centro di una stanza…

La posizione ideale è su un lato di una parete, distante dalla parete stessa e ad altezza delle vostre orecchie da seduti. Il punto di ascolto, invece, sarebbe al vertice di un triangolo equilatero dove negli altri due vertici ci sono le casse.

È buona norma che lo spazio alle spalle delle casse acustiche sia sgombro così come quello compreso tra le stesse casse. Spazio che deve essere riempito dal suono e non da tavoli o altro.

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Posizionare al meglio il vostro home cinema home theatre

Spesso, infatti, i sistemi home theatre sono posizionati in cucina o in soggiorno, oppure in un salotto. Luoghi che sono già ben arredati. Le piccole e potenti casse in commercio, purtroppo non sono il meglio, come ci è stato raccontato. Se fossero il meglio in commercio, molti produttori di diffusori acustici sarebbero davvero stupidi a continuare a costruire casse stereo di grandezza superiore.

Se noi, comuni mortali usiamo l’home cinema è principalmente perché sono il miglior compromesso tra qualità e prezzo. Insomma, costano poco e sono comodi da installare in ogni stanza e in qualunque ambiente. Le casse piccole, infatti, producono pochi suoni e la maggior parte del suono arriva dal subwoofer. Questo esprime la maggior parte del suono. Non a caso il subwoofer è notevolmente più grande. Per questo motivo bisognerebbe puntare ai migliori home cinema in commercio. Home theatre con una componentistica di qualità che supplisca a certi difetti strutturali.

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Soundbar

L’EISA Best buy Soundbar 2018 – 2019 ha decreatato il vincitore nel Polk Audio – magnifi Max

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Tra gli altoparlanti esterni un’altra possibilità di acquisto è la soundbar.

Soluzione comoda per chi ha problemi di spazio oppure non sopporta troppi fili in giro per casa.

Però ricordiamoci che, al di là della comodità, “il tutto in uno” potrebbe nascondere “il tutto e niente”. La soundbar simula il surround (fronte sonoro posteriore) e non produce il surround. E a meno che non si viva isolati in campagna anche il soundbar non verrà mai messo alla prova veramente.

Alcuni modelli che ho visto sul web soddisfano i bisogni della famiglia. Sia per qualità audio sia per il prezzo.

Si va dal basico Samsung HW-J355/EN Soundbar 120W a qualcosa di più sostanzioso come il Bose Solo 5 TV Sistema Audio, 

oppure il sistema wireless del Sonos Playbar. Ma possiamo anche arrivare ad un corposo Samsung hw-k950 compreso di subwoofer.

Sul web grande successo sta avendo la soundbar Panasonic modello SC-HTB485EGK con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Per schermi da 65” e oltre

LG SK10Y per riprodurre un sorprendente audio da cinema.

Home cinema, Home theatre

Ovviamente per l’acquisto di un sistema di Home Cinema c’è di tutto. Così come per il sistema audio difficile dare un consiglio certo. Come già sapete esiste un vasto mercato che cerca di soddisfare tutte le necessità e tutte le tasche. Il prezzo varia a seconda della qualità della componentistica che si trova all’interno. Le varianti sono tante e non sempre si riesce a comprendere chi realizza le migliori prestazioni.

Senza dare nessuna classifica ti propongo quello che ho visto io in giro.

Sony HT-RT3 Sistema Home Cinema 5.1 Canali, 600 W, Bluetooth

Yamaha YHT-2930 Kit Home Cinema 5.1

Samsung HT-J5500 Sistema Home Entertainment Blu-ray, 1000W, 5.1Ch

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Home teatre Subwoofer 2018 – 2019

SVS – SB-4000

Il mio home theatre

L’home cinema home theatre che io oggi comprerei è il kit della Yamaha YHT-2930. Lo stemma della Yahama è composto da tre diapason. A mio parere, in campo casalingo, stanno facendo un ottimo lavoro sull’audio. Personalmente, poi mi piace anche il design. Così come i sistemi Home theatre della Kenwood 5.1.

Personalmente sono ancora in possesso dell’home theatre che ho comprato 15 anni fa. Un vecchio Lenoir che oggi non esiste manco più. Si tratta di un sistema 5.1 analogico, non più compatibile con i nuovi televisori con l’uscita audio ottica. Quindi per evitare di buttare delle casse usate pochissimo ho dovuto acquistare un convertitore di audio da digitale ad analogico 5.1. In commercio purtroppo non c’è tanto. Quello che ho trovato è il PROZOR DAC Digitale ad Analogico 5.1 Convertitore Adattatore per Dispositivi Audio Suono Decoder SPDIF RCA Dolby AC3/ DTS Entrata Coassiale Ottico. Non è il massimo. Ma fa il suo lavoro e mi ha evitato di buttare queste casse che sono ancora nuove.

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Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra. I link rimandano ad Amazon.

EISA Awards – I migliori dispositivi audio dell’anno

Gli EISA Awards sono un elenco dei migliori dispositivi audio/video di tutto il mondo, provati e testati dalle migliori riviste di settore. L’European Imaging and Sound Association, chiamato EISA, è, infatti, l’organizzazione, senza fini di lucro, che raggruppa le più importanti riviste europee specializzate in audio, hi-fi, home theater, video, fotografia, elettronica, auto e multimedia portatili. Ogni anno redige una classifica dei migliori dispositivi da loro testati durante l’anno.

L’associazione conta oltre 50 riviste di settore di 29 diverse nazioni. Riviste di settore che per il loro prestigio sono riconosciute da tutti gli esperti del mondo.

EISA Awards 2018-2019

In questo breve articolo presento gli EISA Awards 2018-2019, raggruppati rispetto agli “Expert Group”, che riguardano il blog e dunque l’audio.

Chi è interessato a tutti i premi, può visitare il sito ufficiale degli EISA Awards e troverà anche altro.

Ovviamente non posso dare un parere mio personale perché non ho testato questi dispositivi, né ho un negozio di vendita di alcun dispositivo. Se, però, qualche lettore ha esperienza o cognizione di qualcuno di questi dispositivi sarebbe un piacere poterlo ospitare tra i commenti o anche in un aggiornamento di questo articolo.

HI-FI EXPERT GROUP

ANALOGUE MUSIC SYSTEM 2018-2019: Pro-Ject Juke Box S2
COMPACT MUSIC SYSTEM 2018-2019: Denon CEOL N10
ALL-IN-ONE SYSTEM 2018-2019: Naim Audio per il suo Uniti Atom
WIRELESS SYSTEM 2018-2019: DALI per il modello Callisto 6C & Sound Hub
STEREO SYSTEM 2018-2019: Marantz ND8006 – PM8006
STEREO RECEIVER 2018-2019: Yamaha R-N803D
AMPLIFIER 2018-2019: Primare  I15 Prisma
BEST BUY AMPLIFIER 2018-2019: Pioneer A-40AE
HIGH-END AMPLIFIER 2018-2019: NAD M32
STREAMER 2018-2019: Pro-Ject Stream Box S2 Ultra
DAC 2018-2019: Chord Electronics Hugo 2
TURNTABLE 2018-2019: Technics SL-1200GR
LOUDSPEAKER 2018-2019: ELAC Adante AS-61
BEST BUY LOUDSPEAKER 2018-2019: Q Acoustics 3050i
SMART LOUDSPEAKER 2018-2019: Harman Kardon Citation 500
HEADPHONE 2018-2019: Sennheiser HD 660 S
HIGH-END HEADPHONE 2018-2019: Focal Clear
HI-FI INNOVATION 2018-2019: Micromega M-One M-150

HOME THEATRE AUDIO EXPERT GROUP

HOME THEATRE AMPLIFIER 2018-2019: Denon AVC-X8500H ma in Italia si trova il Denon AVR-X1400H  
HOME THEATRE RECEIVER 2018-2019: Pioneer VSX-933
HOME THEATRE SPEAKER SYSTEM 2018-2019: KEF Q Series
BEST BUY HOME THEATRE SPEAKER SYSTEM 2018-2019: Jamo S 809 HCS / S 810 SUB / S 8 ATM
HOME THEATRE IN-WALL SPEAKER 2018-2019: Focal 300IWLCR6 / 300IW6
SOUNDBAR 2018-2019: LG SK10Y
BEST BUY SOUNDBAR 2018-2019: Polk Audio MagniFi MAX
HOME THEATRE SUBWOOFER 2018-2019: SVS SB-4000

HOME THEATRE VIDEO & DISPLAY EXPERT GROUP

HOME THEATRE TV 2018-2019: Philips 65OLED903
BEST BUY OLED TV 2018-2019: Philips 55OLED803
BEST BUY LCD TV 2018-2019: TCL 55DC760
ARTIFICIAL INTELLIGENCE TV 2018-2019: LG 65SK9500
PREMIUM OLED TV 2018-2019: LG OLED65E8
PREMIUM LCD TV 2018-2019: Samsung 65Q9FN
MONITOR INNOVATION 2018-2019: Sharp Aquos LV-70X500E
BEST BUY PROJECTOR 2018-2019: BenQ W1700
PREMIUM PROJECTOR 2018-2019: Sony VPL-VW760ES

COMBINED WITH HOME THEATRE AUDIO EXPERT GROUP
EISA HIGH-END UHD BLU-RAY PLAYER 2018-2019: Panasonic DP-UB9000 series
EISA BEST BUY UHD BLU-RAY PLAYER 2018-2019: Sony UBP-X700

IN-CAR ELECTRONICS EXPERT GROUP

HEAD UNIT 2018-2019: Pioneer AVIC-Z910DAB
HIGH-END COMPONENT 2018-2019: Audison TH K2 II A Coro
SMART UPGRADE 2018-2019: Match UP 7BMW
SUBWOOFER 2018-2019: Audison APBX 10 AS
PROCESSOR 2018-2019: Helix DSP MINI
AMPLIFIER 2018-2019: Ground Zero GZPA 4SQ
DSP AMPLIFIER 2018-2019: JL Audio VX800/8i
INTEGRATION 2018-2019: Mosconi Gladen Pico 8|12 DSP

MOBILE DEVICES EXPERT GROUP

Aggiungo i mobile device su cui sono installati gli assistenti vocali. La loro potenza e qualità permette a questi di funzionare al meglio.

CONSUMER SMARTPHONE 2018-2019: Nokia 7 Plus
LIFESTYLE SMARTPHONE 2018-2019: Honor 10
BEST BUY SMARTPHONE 2018-2019: NOA Element N10
NOISE CANCELLING HEADPHONES 2018-2019: AKG N700NC
MOBILE LOUDSPEAKER 2018-2019: JBL Xtreme 2
WIRELESS IN-EAR HEADPHONES 2018-2019: JBL Endurance DIVE
ARTIFICIAL INTELLIGENCE LOUDSPEAKER 2018-2019: LG XBOOM AI ThinQ WK7
MOBILE AUDIO PLAYER 2018-2019: Pioneer XDP-02U
EISA BEST SMARTPHONE 2018-2019: Huawei P20 Pro

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Musica popolare italiana: Tunebook Neotrad Veneto

Il Tunebook Neotrad Veneto è una raccolta di spartiti musicali nata da un progetto che vuole riunire, valorizzare
e diffondere la creatività dei musicisti attivi in Veneto nell’ambito del cosiddetto balfolk.

Ho seguito il fenomeno quando vivevo a Venezia e ne sono stato fin da subito affascinato dagli ingredienti che vedono questa comunità crescere nel sottosuolo. E gli ingredienti sono la gioventù, la musica, la tradizione, l’innovazione, la capacità di riunirsi in modo sano.

Mi sono sempre stupito della poca attenzione a questo fenomeno. Da un lato lo snobbismo accademico e dall’altro il silenzio dei media, verso una comunità vera, fatta da persone vere. Per quello che mi riguarda io ho tentato, quando ho potuto, di dare visibilità a questi ragazzi.

Tunebook Neotrad Veneto

Si tratta di brani e composizioni originali, scritte e concepite appositamente per il ballo popolare, i cui autori sono tra i protagonisti in Veneto di quel vasto fenomeno conosciuto come “folk revival” che a partire dagli anni ’70 ha fatto scoprire e riscoprire in tutta Europa la musica collegata alla danza tradizionale, contribuendo ad arricchirla con nuove sonorità e melodie.

A questa iniziativa hanno partecipato 21 artisti e 7 gruppi musicali, per un totale di 46 composizioni originali. La raccolta include brani pensati per organetto, fisarmonica, pianoforte, violino, chitarra, mandola, bouzouki, clarinetto, contrabbasso, arpa
e ghironda che, naturalmente, potranno essere interpretati anche da altri strumenti. Inoltre, a molti spartiti per organetto sono state abbinate le rispettive tablature per facilitarne lettura ed esecuzione.

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Intervista ad Alessandro Marchetti

Rieccoci. Rieccoci a parlare di Musica Neotrad con Alessandro Marchetti in particolare, ma anche con tutta la redazione che ha collaborato alla creazione di questo progetto.

Ho già scritto sui balli popolari così come ultimamente dei festival dei balli popolari dove si praticano i balli. Ed anche parlato delle sonorità dei Folk Fiction.

Tunebook Neotrad – Veneto

La prima domanda che penso doverosa, a distanza di un po’ di tempo dalla pubblicazione di questo lavoro è questa.È stato più bello il viaggio che ha portato alla luce vita questo lavoro o la sua distribuzione?

Entrambi questi momenti ci hanno regalato e continuano a darci grandi soddisfazioni. Questo viaggio è iniziato circa tre anni fa, nel 2015, e il Tunebook è uscito nel 2017, dopo due anni di intenso lavoro. Un lavoro di squadra tra noi curatori del progetto, tra i musicisti e che ha visto anche la partecipazione di tante altre persone che amano il mondo del balfolk. Tra queste non ringrazieremo mai abbastanza Maria Soffientino che ha seguito grafiche, impaginazione ed editing e Claudia Meoli che ha curato la traduzione in inglese dei testi.
Il Tunebook è stato presentato al festival Venezia Balla e siamo stati inviati a raccontare questa avventura musicale anche in Piemonte grazie all’amico Gabriele Ferrero e all’Associazione Culturale Lu Cunvent.
La curiosità e l’interesse verso questo progetto sono molto vivi e ci fanno piacere i complimenti che continuano ad arrivare.

Distribuzione del Tunebook

A proposito della distribuzione del Tunebook, come avviene?

La nostra idea è sempre stata quella di far conoscere a quante più persone possibile la musica, gli artisti, i gruppi musicali. Per questo motivo il progetto ha un sito web da cui è possibile scaricare gratuitamente la raccolta.
Abbiamo, inoltre, creato una pagina Facebook tramite la quale presentiamo i compositori e i loro progetti musicali e un account Soundcloud che permette di ascoltare alcuni brani.

Avete dei dati su quante persone stiano leggendo o utilizzando il Tunebook Neotrad – Veneto?

Non abbiamo dei dati precisi, ma sia noi che le altre persone che hanno collaborato al Tunebook ci siamo impegnati a promuovere e a diffondere questo lavoro collettivo parlandone con colleghi musicisti, appassionati di musica, ballerini e chi con noi condivide la passione per il balfolk e il neotrad. Ci piace evidenziare che il Tunebook non si rivolge solo ai musicisti; certo è una raccolta di spartiti, ma ci sono anche biografie degli artisti, descrizioni dei progetti musicali, aneddoti sui brani… c’è molto da leggere e da scoprire!

Tunebook Veneto. Il progetto

Facciamo un passo indietro. Com’è nato questo progetto e come è stato organizzato il lavoro tra voi curatori del Tunebook?

L’idea della raccolta è nata da tutti e tre in modo spontaneo e naturale: sentivamo l’esigenza di dare il via ad un’iniziativa, forse la prima del suo genere in Veneto, che documentasse e rendesse pubblica e fruibile la tanta originalità musicale espressa in ambito balfolk. Alessandro si è occupato delle comunicazioni e della definizione degli aspetti operativi del progetto; Stefano si è assunto il compito di raccogliere il materiale e di trascrivere i brani; Luciano, forte della sua esperienza come musicista e come maestro di organetto, è stato il punto di riferimento e il collegamento con molti compositori veneti.

I balli popolari

Passando dalla musica al ballo, quali sono le danze più presenti nel Tunebook, quelle per cui sono state scritte più melodie?

Naturalmente, mazurke e valzer! Ma ci sono anche molti altri balli: il circolo circassiano, la chapelloise, la bourrée, la maraichines, la polka, la scottish e anche danze venete… ce n’è per tutti i gusti e per tutti i balli!

La comunità dei balli folk e della musica neotrad è viva. Ci sono realtà ovunque. Ma una cosa che ho notato è che vive sempre una condizione clandestina. Perché, secondo voi?

Ci sentiamo di dire che non si tratta di una realtà così “clandestina”. Come dici, è anzi una comunità molto viva: ci sono tanti e importanti festival, concerti, gruppi di ballo, corsi, stage ed eventi culturali dedicati al balfolk e al neotrad.
L’interesse verso questo particolare mondo è in continua crescita e gli corrisponde un notevole fermento musicale di cui le composizioni contenute nel Tunebook sono una prova.
Recentemente è stato anche presentato un film a Cannes dal titolo “Le Grand Bal”.

Il mainstream televisivo ha riportato il ballo e la danza in auge. Vedi programmi televisivi o personaggi che creano eventi internazionali. Eppure la danza popolare, che poi è appunto popolare, non riesce ancora a coinvolgere. Che ne pensate?

Queste danze non nascono per offrire uno spettacolo, ma da un’esigenza interiore di ciascuna delle persone che vi prende parte. Le feste a ballo popolare sono occasioni di socialità in cui si incontrano persone, culture, tradizioni e grazie alle quali la tradizione stessa, lungi dall’essere considerata come una fotografia in bianco e nero, continua la sua storia anche arricchendosi di novità tanto nella danza quanto nella musica.
Inoltre, come dicevamo prima, c’è un grandissimo interesse da parte di persone di tutte le età e ciò mostra la capacità di coinvolgere ed emozionare.

Musica Neotgrad – Sentimenti ed emozioni

Come scrivete nell’introduzione al Tunebook, “Il documento che vi presentiamo ha valore sotto diversi punti di vista.” Valore di censimento dei musicisti-compositori attivi in Veneto nell’ambito del balfolk, così come valore storico e artistico. Cosa vi portate dentro di questa esperienza?

Il sentimento forse più forte è la gratitudine: per l’arte che i musicisti hanno condiviso con noi; per l’autentica dedizione di tutte le persone che con noi hanno lavorato; per tutti coloro che leggendo e suonando questa raccolta fanno vivere questo progetto.

La musica Neotrad è presente in tutta Italia. Questo Tunebook sarà replicato o imitato da altre regioni italiane? Le altre regioni italiane avranno la stessa capacità di fare comunità?

Come scriviamo nella prefazione al Tunebook, questo è il nostro auspicio: “che questo nostro primo tentativo catalizzi analoghe ricerche e raccolte anche al di là dei confini veneti per arrivare (ci piace pensarlo,
ci piace sognarlo) a dei Tunebook Neotrad di altre regioni che diano il giusto risalto e la meritata visibilità alla nuova musica per il ballo popolare nata in Italia e che possano un giorno comporre insieme un grande Tunebook Neotrad Italiano.”

Prospettive per il prossimo futuro? A quando la seconda, la terza, la quarta edizione?

Dopo tanto tanto lavoro siamo arrivati a questo primo Tunebook, ne siamo molto soddisfatti e contenti. Per ora ci viviamo il presente!
Per il futuro… Chi può saperlo? E il bello è anche questo!

Tunebook Neotrad Credits

I curatori di tunebook neotrad Veneto sono Alessandro Marchetti, Stefano Baldan e Luciano Giacometti. Ma in tanti sono stati a collaborare, oltre ai musicisti.

La socialità che caratterizza il mondo del balfolk ha innescato un un circolo virtuoso di collaborazioni che ha contribuito ad aumentare l’eleganza ed il pregio di questo progetto.

Si è potuto, così, contare sul lavoro di Maria Soffientino, che ha fatto diventare questo Tunebook oggetto della sua tesi di laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Cuneo e che si è occupata di grafiche, editing e impaginazione; sulla partecipazione di Claudia Meoli, laureata in lingua inglese presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, che ha seguito la lavorazione della raccolta fornendo preziosi consigli e che ha provveduto alle traduzioni; in questo processo di traduzione ci si è, inoltre,
potuti avvalere dell’aiuto e del supporto di Derek Stewart, i cui consigli sono stati fondamentali.

Grazie a tutti

Concludo questa intervista, come mio solito, ringraziando Alessandro Marchetti che è il mio punto di collegamento con tutta la redazione. Ma ovviamente grazie a tutti, sia per il lavoro fatto, sia per questa intervista che è stato condivisa con tutti. Grazie del vostro tempo e delle vostre risposte.

Il blog resta aperto a questo progetto, come ad altri progetti di altre regioni che vorranno raccontare la loro parte di storia. Sarebbe un vero piacere.

Un in bocca a lupo a tutti e buone danze!

Prodotti JVC Kenwood 2018

In questo articolo trovi le novità audio dei prodotti JVC Kenwood 2018. Questa pagina non è sponsorizzata ma è scritta per dare un servizio ai miei lettori attraverso un canale privilegiato che sono i comunicati stampa delle aziende.

I comunicati stampa che mi arrivano sono filtrati in base ai temi trattati dal blog e riadattati (in buona parte e per quanto possibile) secondo il mio linguaggio per i miei lettori.

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I prodotti

JVC Kenwood 2018

Agosto 2018

JVCKENWOOD partecipa alla prossima edizione di IFA presso il Berlin ExpoCenter City, da venerdì 31 agosto a mercoledì 5 settembre 2018.

Quest’anno lo stand JVCKENWOOD, da quanto scritto sul comunicato si troverà press la Hall 1.2 Booth 222. Saranno esposti una vasta gamma di prodotti elettronici per auto, che continuano a rappresentare una quota importante del mercato europeo, una linea di cuffie wireless adatte a molteplici situazioni di ascolto, videocamere consumer 4K, progettate per la registrazione outdoor e molti altri prodotti.

Inoltre sarà presentato un nuovo videoproiettore per l’ home theater. Già prima del lancio ufficiale sul mercato, il pubblico avrà la possibilità di assistere a una demo video ad altissima definizione. I visitatori, infine, potranno ammirare la riproduzione della supercar McLaren 720S, equipaggiata con il Digital Cockpit di JVCKENWOOD, sviluppato insieme a McLaren Automotive Ltd. (“McLaren Automotive”).

Prodotti elettronici per auto che rendono la guida e l’esperienza dei passeggeri più divertenti e confortevoli

La gamma comprende una serie di videocamere da cruscotto (Dash Cam), un prodotto sempre più richiesto, perché chi guida è sempre più consapevole dell’importanza della sicurezza. Sistemi di navigazione che supportano audio ad alta risoluzione e trasformano l’auto in un ambiente acustico estremamente dinamico. Prodotti car entertainment compatibili con Apple CarPlay/Android Auto™ . E, infine, sintolettori che supportano lo standard di radiodiffusione DAB (Digital Audio Broadcast), sempre più utilizzato in Europa.

1. Videocamere da cruscotto

Dash Cam

・ DRV-830 ad alta definizione WQHD (2560×1440) per registrazione video
・ per registrazione DRV-N520 3M (2304×1296) collegata al sistema di navigazione dell’auto
・ per registrazione DRV-410/430 3M (2304×1296)
・ standard per registrazione DRV-330 Full HD (1920×1080)

2. Sistema di navigazione per auto che supporta audio ad alta risoluzione e trasforma l’auto in un ambiente acustico estremamente dinamico

・DNX9180DABS: sistema di navigazione AV all’avanguardia con pannello HD
・DNX8180DABS, DNX5180DABS, DNX518VDABS, DNX451RVS: sistemi di navigazione AV

3. Sistema car entertainment compatibile con Apple CarPlay/Android Auto™ dal formato compatto per una facile installazione

・Sintolettore multimediale AV DMX7018DABS

4. Sintolettore audio e lettore DVD che supporta lo standard di radiodiffusione digitale DAB

Sintolettore

・CD 1DIN compatibile con DAB/Bluetooth® KDC-7200DAB DAB
・Sintolettore digitale KMM-BT504DAB compatibile con DAB/Bluetooth®
・CD 2DIN DPX7100DAB compatibile con DAB/Bluetooth®
・Lettore DVD 2DIN DDX4018DAB compatibile con DAB/Bluetooth®

Nuovi prodotti per sistemi di home audio compatibili con un’ampia gamma di sorgenti audio.
In fiera saranno presenti nuovi sistemi audio micro, equipaggiati con terminali USB/AUX/cuffie, compatibili con Bluetooth® e con un’ampia gamma di sorgenti audio, incluso lo standard di radiodiffusione digitale DAB (solo per il modello M-918DAB).

・Novità: microsistemi audio M-918DAB e M-718BT

Sistemi radio digitali professionali a libero uso

Si prenterà una gamma di eleganti sistemi radio digitali in formato tascabile, facili da utilizzare e adatti a innumerevoli applicazioni, anche nel tempo libero o al lavoro in attività non complesse.

・Sistemi radio digitali professionali TK-3601D e PKT-23

Videoproiettore per Home Theater equipaggiato con dispositivo D-ILA proprietario di JVC

Il nuovo videoproiettore per home theater è equipaggiato con un dispositivo D-ILA proprietario di JVC. Già prima del lancio ufficiale sul mercato, nello stand con i prodotti JVC Kenwood 2018, i visitatori potranno assistere a una demo video ad altissima definizione, che massimizza le prestazioni del videoproiettore.

Gamma di cuffie Bluetooth® per un ascolto piacevole in tante situazioni diverse

La gamma di cuffie Bluetooth® comprende le novità della serie Xtreme Xplosives (XX), con bassi profondi e un corpo robusto, cuffie da jogging della serie AE e cuffie con cancellazione del rumore: tutti i modelli si inseriscono nel crescente mercato delle cuffie wireless.

・ Novità: HA-XC70BT e HA-XP50BT (serie XX), con bassi profondi e un corpo robusto

Cuffie
・ wireless sportive HA-ET90BT, HA-ET50BT, HA-EC30BT (serie AE), ideali per il jogging
・ con cancellazione del rumore HA-S80BN
・ standard con archetto HA-S40BT, HA-S30BT, HA-S20BT

Gamma di videocamere commerciali progettate per l’uso outdoor

La gamma comprende anche due videocamere con schede di memoria, registrazione 4K e funzioni di protezione dall’acqua, dalla polvere, dagli urti e dalle basse temperature.

・ Videocamera 4K “Everio R” GZ-RY980
・ Videocamere full HD GZ-RX605, GZ-R495, GZ-R405 con quattro funzioni di protezione

Supercar McLaren 720S di McLaren Automotive

I visitatori avranno la possibilità di ammirare la riproduzione della McLaren 720S, una sportiva di lusso dotata di un’interfaccia completa all’avanguardia per la guida e di un digital cockpit sviluppato da JVCKNEWOOD insieme a McLaren Automotive nel Regno Unito.

Marzo 2018

I prodotti presentati sono elencati per mese e secondo l’ordine di distribuzione dato dalla casa di produzione.

Aprile 2018

Cuffie JVC HA-S20BT

JVCKENWOOD Corporation presenta la nuova linea di cuffie Bluetooth® JVC Flats Wireless.

Le cuffie JVC HA-S20BT sono modelli circumaurali con funzionamento Bluetooth, 11 ore di autonomia, un telecomando a tre pulsanti e un microfono integrati. Grazie al design piatto e pieghevole, si ripongono comodamente nella borsa o nello zaino.
Offrono una finitura satinata in quattro tonalità selezionate sulla base delle ultime tendenze: nero carbone, rosa cipria, blu chiaro, grigio caldo.

Prezzo/Disponibilità:
HA-S20BT sono disponibile da marzo 2018. Sono anche disponibili le cuffie JVC HA-S30BT Headset e le cuffie JVC HA-S40BT-B Black Supraaural Head-band.

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Cuffie JVC HA-ET90BT

JVCKENWOOD Corporation presenta le nuove cuffie “Truly Wireless”, che ampliano la gamma di cuffie sportive AE. Oltre a garantire l’impermeabilità, il nuovo modello HA-ET90BT è comodo da indossare e molto stabile, perché non si sposta nemmeno durante l’allenamento più intenso.

Le nuove cuffie JVC sono state create tenendo conto dei suggerimenti degli atleti, di cui soddisfano le esigenze: sono completamente wireless, resistono alle intemperie e non si staccano. Il grado di protezione IPX5 ne assicura l’impermeabilità, e permette di utilizzarle anche quando piove.

Sicurezza dell’indossabilità

La sicurezza dell’indossabilità è dovuta in particolare a tre caratteristiche:

  1. il gancio mobile (Pivot Motion) in morbida gomma posto sull’auricolare, che ruota per adattarsi alla forma dell’orecchio e garantisce la massima stabilità;
  2. la sporgenza rettangolare sul retro dell’auricolare con funzione di supporto;
  3. la geometria verticale, che si adatta alla forma dell’orecchio, offrendo un sostegno aggiuntivo.

Gli auricolari sono disponibili in due versioni (di tre formati ciascuna): la versione standard e la versione aperta, che permette di percepire i rumori ambientali durante l’uso. Il microfono integrato nell’auricolare sinistro e il pulsante multifunzione consentono di controllare la riproduzione della musica.

Le cuffie sono dotate di una custodia leggera che, quando è carica al 100%, garantisce due ricariche complete, per un’autonomia di sei ore . Le HA-ET90BT, inoltre, comprendono un morbido astuccio con clip per cintura per trasportare comodamente la custodia.

App JVC Headphones Manager

L’app JVC Headphones Manager vanta diverse funzioni utili, come l’indicatore del livello della batteria a 10 tacche, per agevolare la visualizzazione della carica residua, e il selettore della modalità audio, che permette di scegliere fra tre profili: flat, bass (per enfatizzare le frequenze basse) e clear (per enfatizzare le frequenze medio-alte). Infine, la pratica funzione “find” permette di localizzare uno o entrambi gli auricolari attraverso l’emissione di un segnale acustico e luminoso.

Prezzo/Disponibilità:
HA-ET90BT è già disponibile a 179,99€.

Le immagini di questo post sono concesse dal Database di immagini offerto da JVCKENWOOD Corporation

L’articolo è aggiornato e riproposto in base agli invii dell’ufficio stampa della JVC Kenwood. Non ho rapporti commerciali con la JVC Kenwood e non sono un loro rivenditore.

Il marchio e il logo Bluetooth sono di proprietà di Bluetooth SIG Inc., e il loro utilizzo è concesso in licenza a JVCKENWOOD Corporation. Tutti i nomi di marchi sono marchi, marchi registrati o nomi commerciali di proprietà dei rispettivi titolari.

Bluetooth – Cos’è e come funziona

Il bluetooth è una tecnologia di connessione

tra dispositivi differenti.

Inizialmente, furono proprio i produttori di telefonino

e auricolari a pensare allo sviluppo

di questa tecnologia.

L’idea iniziale era quella di permettere

lo scambio di trasmissioni vocali semplici.

E lo standard doveva permettere

di collegare il proprio PC a periferiche

come stampanti, tastiere, telefoni,

microfoni, senza usare fili o cavi.

Indice

Grazie al bluetooth tutti i telefonini e molti dispositivi possono scambiarsi dati e informazioni. Oggi, infatti, questa tecnologia è impiegata in moltissimi dispositivi come cuffie, amplificatori, riproduttori, car audio. E viene utilizzata proprio per l’ascolto della musica. E come recita il sito ufficiale del marchio bluetooth.

the possibilities are only limited by your imagination

Come funziona il bluetooth?

La tecnologia Bluetooth consente il collegamento senza fili ad altri dispositivi. La comunicazione radio crea la cosiddetta rete personale, senza fili e a basso consumo energetico, detta WPAN Personal Area Network.

Il protocollo opera nella banda della frequenza medica scientifica, a 2,4 gigahertz, per ridurre eventuali interferenze radio. In generale, un apparecchio con questa tecnologia può gestire la comunicazione con altri 7 dispositivi ma solo un dispositivo online per volta può comunicare col master. Per comunicare i dispositivi devono riconoscersi. Uno dei dispositivi si rende master mentre gli altri si rendono individuabili in modalità di attesa. La connessione vera e propria avviene quando si rende noto l’indirizzo dell’altro dispositivo. E quindi rispettare il processo di accoppiamento che si svolge tramite lo scambio di una chiave segreta condivisa.

Connettersi tramite Bluetooth su un dispositivo Android

Il Bluetooth si attiva per connettere alcuni dispositivi al telefono senza dover ricorrere ad alcun cavo. Per accoppiare un accessorio al vostro smartphone Android è necessario prima di tutto accendere il dispositivo che si vuole connettere, un microfono Bluetooth o una cassa, poi bisogna andare nelle impostazioni del telefonino e cercare nella sezione delle connessioni la dicitura o l’icona Bluetooth.In questa sezione si trovate una parte per accoppiare un dispositivo da controllare con lo smartphone e il nome del vostro dispositivo, se altri dispositivi si devono connettere al vostro smartphone. Questa dicitura è modificale e personalizzabile.

Attivati entrambi i dispositivi è necessario aspettare qualche secondo che i due dispositivi vicini si riconoscano e si accoppino. I dispositivi restano accoppiati finché non vengono disaccoppiati. E questo è comodo perché una volta eseguito questo accoppiamento, la prima volta, da impostazioni, le volte successive i dispositivi si accoppiano automaticamente o comunque tutte le volte che attivate il bluetooth da impostazioni veloci.

Tecnologia per ascoltare musica?

Gli audiofili si interrogano su quale livello di qualità audio abbia davvero il bluetooth. Lo diciamo subito. Il bluetooth non è fatto per l’alta qualità audio. Né ha mai avuto voluto ambire a trasmissioni Hi-Fi. Anzi. Nonostante oggi lo standard sia stato potenziato, il bluetooth risponde essenzialmente a tre bisogni.

  1. La possibilità di non usare i cavi per la trasmissione di dati.
  2. Un protocollo unico per mettere in contatto dispositivi di marche diverse.
  3. Un basso consumo per la trasmissione dei dati.

Questo avviene, solo utilizzando una comunicazione radio a bassa potenza e corto raggio.

Il Bluetooth non è il wi-fi

Come è scritto su Wikipedia, non è il wi-fi. Il Wi-Fi infatti è

un protocollo nato per fornire elevate velocità di trasmissione con un raggio di copertura molto maggiore, a costo di un consumo di corrente più elevato e di un hardware molto più costoso. Infatti la rete creata dal Bluetooth viene definita come personal area network (PAN), mentre il Wi-FI ne forma una chiamata local area network. In questo senso il Bluetooth può essere paragonato al bus USB mentre il Wi-FI può essere paragonato alla rete ethernet.

Il Wi-Fi è veloce, consuma molta energia ed è ad ampio raggio. Il bluetooth è un po’ più lento, consuma poca energia ed è a corto raggio.

Qualità audio Bluetooth

Questa tecnologia, come ho già detto, non è nata per la riproduzione musicale ad alta fedeltà. Ma è nato per evitare la scomodità dei cavi da attaccare ai propri telefonini alle cuffie, auricolari e a kit vivavoce vari. Infatti, la banda è ristretta e il segnale audio di conseguenza viene notevolmente compresso. Per questo motivo, se si vuole utilizzare il bluetooth, per ascoltare musica e si vuole godere del proprio sistema Hi-Fi sarebbe utile, anzi, è vivamente consigliato l’utilizzo di un adattatore audio.

Facilità d’uso

Connettere un dispositivo è generalmente molto facile. Ovviamente non è possibile spiegare tutte le variabili di ciascuna marca. Ma a meno che non ci siano difetti specifici, basta trovare il simbolo bluetooth e seguire le indicazioni. Se qualcosa non va, assicurati che i dispositivi siano vicini. Ricordatevi che non potete utilizzare il bluetooth per grandi perimetri. E inoltre che non ci siano altri dispositivi che possano interferire.

La storia del bluetooth

All’inizio della diffusione dei primi cellulari, le grandi aziende produttrici di telefonini tentarono di realizzare soluzioni proprietarie, per mettere in comunicazione i propri dispositivi. Ma come spesso accade in questi casi non fu possibile trovare la soluzione da soli. Sia perché i costi della ricerca erano elevati, sia perché le soluzioni proprietari risolvevano il problema sono in parte. E per i dispositivi dello stesso brand. Dunque, Intel, Ericsson, Nokia, e IBM, decisero di unire le forze e arrivare allo sviluppo di una tecnologia che raggiungesse un tipo di connettività elevato e traversale. Utile per tutti.

Bluetooth, ossia dente blu

Il nome tradotto dall’inglese significa letteralmente dente blu. E a quanto pare è la storpiatura inglese del nome Blåtand (dente blu in danese antico). Questo era il soprannome di Aroldo I di Danimarca, Re Vichingo, che ebbe il merito di unificare politicamente e religiosamente, per la prima volta, la Danimarca.

Forse si voleva intendere che lo standard bluetooth avrebbe unificato dispositivi differenti tra di loro. E in effetti, così è stato. E comunque, il simbolo bianco su sfondo blue, che è il logo rappresentante della tecnologia, è lo stemma di Araldo I, o meglio, le iniziali in simboli runici scandinavi, del suo nome. La fondazione dell’organismo di rappresentanza del Bluetooth è relativamente giovane. Il Bluetooth Special Interest Group fu costituito nel 1998. Ed è un organismo che ha il compito di pubblicare le specifiche dello standard, di proteggere il marchio ed evangelizzare sulla tecnologia. Inoltre ha il compito di concedere in licenza il marchio ai costruttori che ne fanno richiesta e che incorporano la tecnologia nei propri prodotti.

Conclusioni

Se dunque la qualità audio non è da alta fedeltà certamente il bluetooth propone una qualità audio molto alta. Chi compra un dispositivo con questa tecnologia dal canto suo cerca la comodità d’uso, l’assenza di cavi, la possibilità di usare una cassa, per esempio, collegato ad un pc e al telefonino. In questo modo poter ascoltare la musica in giardino e sentire lo squillo del telefono dalla cassa, mentre si sta facendo dell’altro (e non perdersi la chiamata). Chi usa il bluetooth cerca i bassi consumi per risparmiare la batteria del proprio smartphone. Cerca i costi contenuti, un buon prodotto, senza pretese, ma che svolga bene la propria funzione.

Sembra poco? Visto il successo di questa tecnologia, pare proprio di no. E tu? Hai già acquistato delle casse bluetooth? Hai esperienze positive o negative da condividere? Scrivi un commento e raccontalo al web. E se hai trovato utile o interessante questo articolo consiglialo ai tuoi amici o condividilo sui tuoi social preferiti. Grazie!

Casse da acquistare

Potresti essere interessato ad acquistare delle casse bluetooth.

Migliori casse bluetooth impermeabili

Quali sono le migliori casse bluetooth impermeabili? Chissà! Avevo già parlato di bluetooth Speakers e Auricolari e per l’occasione di alcune casse testate da amici miei. E non stiamo certo parlando di altoparlanti e casse di migliaia di euro. Le piccole casse bluetooth che elenco di seguito costano poche decine di euro, sono impermeabili all’acqua e utili d’estate.

Di queste casse, anche per quanto costano, potrete farne quel che volete. Siamo già in mezzo all’estate e fra bagni e docce frequenti ci sta poter ascoltare un po’ di musica anche quando siamo in doccia senza rischiare la pelle o il nostro impianto elettrico.

Se portate la cassa in spiaggia, ovviamente, mi raccomando, state attenti alla sabbia e rispettate i vostri vicini che magari non gradiscono la musica.

Ad ogni modo queste casse possono essere utilizzate anche d’inverno nel vostro bagno e come dicevo in piena sicurezza.

Le casse bluetooth impermeabili più vendute

Tra le più vendute e quindi più recensite ci sono.

  • La cassa Neuftech Bluetooth Altoparlante Impermeabile da Doccia – Wireless Speaker Waterproof Con Microfono Integrato per Smartphone Apple iphone 6s 6 Plus 5s 5c 4s, ed anche per Samsung Galaxy S6 Edge S5 Note 5 4 3, HTC, Mp3 Player.
  • La VicTsing Altoparlante da Doccia è una cassa bluetooth 5W Impermeabile con Ventosa e Gancio di Metallo, utilizzabile anche come speaker vivavoce con microfono integrato, per iPhone Smartphone Android Tablet e PC.
  • E infine l’Altoparlante Bluetooth 20W, VTIN Cassa Bluetooth 4.0 Portatile Impermeabile, Crashproof, Speaker Senza Fili con Incorporato Microfono e Doppia Cassa, 25 Ore di riproduzione, raggio di connessione bluettoth di 10 Metri, Ingresso Aux-in, per iPhone Smartphone Android e Tablet PC. Molto interessante!

Casse bluetooth impermeabili scelti da Amazon

Poi ci sono le casse scelte e garantite da Amazon. Tra queste le VicTsing, che abbiamo anche tra i più venduti Altoparlante da Doccia. Cassa Bluetooth 5W Impermeabile IPX5 con ventosa e gancio di metallo.

Inoltre si hanno marche blasonate come l’altoparlante Sony SRS-XB30 Wireless Portatile, Extra Bass, Bluetooth, NFC, USB, Resistente all’Acqua IPX5; e le Bose SoundLink Revolve+ Diffusore Portatile, con Bluetooth,  oppure le Bose SoundLink Color II Diffusore Bluetooth.

Luca, tramite twitter condivide la sua esperienza, consigliando le Bose Soundlink Micro. Che a questo punto, io preferirei.

Casse e diffusori impermeabili

Sfogliando e navigando si trova davvero di tutto per cui aggiungo

Bluetooth audio speakers

Non mancano poi sul mercato gli speaker. Questi si aggiungono ai sistemi audio per ascoltare musica non bluetooth. Anche in questo caso, l’amico Michele consiglia le CasseBluedio BS-3 con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Ottimo prodotto.
Anche qualche giorno di autonomia della batteria.
Ottima fedeltà, considerato per il costo.

Giovanni, altro mio amico, che mi ha confessato di voler aprire un negozio di dispositivi consiglia invece la Cassa 4.0 Wireless Portatile Impermeabile VTIN

Aggiornamento 04/08/2018

Ti potrebbero interessare anche le casse bluetooth impermeabili.

L’ormai amico (virtuale) e lettore attento dei miei tweet, Luca Spatocco, che contribuisce con i suoi tweet al blog, consiglia la proposta AmazonBasics – Altoparlante portatile, nero.

Adattatori bluetooth audio

I modelli presenti sul mercato sono molti, come al solito. Per fortuna, in questo caso, tra i prodotti concorrenziali e quelli davvero da considerare non si ha una grossa differenza economica. Supportato anche dal parere di riviste di settore vi posso consigliare l’uso di alcuni adattatori.

Il Philips AEA2500 Adattatore Hi-Fi.

Il Logitech Audio, anche accompagnato con il Sistema di Altoparlanti, formato da Subwoofer e due Satelliti.

Il ricevitore Arcam Miniblink.

L’Adattatore Y11 della Yamaha

E il sofisticato Bose SoundTouch Wireless Link.

Inoltre è consigliato anche l’adattatore bluetooth della Sony che purtroppo non è disponibile ma di cui si possono apprezzare le specifiche sul sito della SonyMobile.

Bluetooth cuffie e auricolari

Gli auricolari in commercio sono davvero tanti. E comunque il prezzo di acquisto è sostenibile.

A darmi un parere sui dispositivi di questo genere è il mio amico Michele, che stanco di cavi e fili ha comprato due dispositivi bluetooth.

Il primo dispositivo consigliato sono le Cuffie HIPPOX. Auricolari Sportivi con Microfono a prova di rumore per palestra corsa e trekking. Sono resistenti al sudore e compatibili con iPhone 7 e dispositivi Android Samsung.
Michele mi dice.

mediamente soddisfatto.
buona qualità,
si interfaccia contemporaneamente al telefono ed all’altro dispositivo.
Per cui mentre ascolti la musica al computer e ti arriva la telefonata entro in circolo il telefono.
La durata non è eccessiva due tre ore e copre una distanza di circa 2 metri.

E la tua esperienza?

E tu? Hai esperienza di casse bluetooth impermeabili? Cosa hai acquistato? Cosa hai preso? E con quali ti trovi meglio? Aggiungi il tuo contributo nei commenti!

Precisazioni

Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra.

Festival balli popolari

I festival dei balli popolari sono dei grandi meeting di ragazzi che si riuniscono per ballare e divertirsi in modo sano, tra danze e buona musica.

Il mio unico evento di balli popolari a cui ho partecipato  è VeneziaBalla. Un’esperienza davvero bella, appassionante e divertente.

Venezia Balla 2018

Purtroppo l’edizione 2018 non ci sarà. Lo spiega chiaramente il comunicato che si trova sull’home del sito ufficiale.

Si trattava e si tratta di un festival che ha attirato l’attenzione di musicisti e ballerini proveniente da tutta Europa. Considerato che la maggior parte delle persone sono sempre stati volontari, molte strutture non sono certo gratis.  E giustamente si avrebbe (avuto) bisogno di un sostegno sia pubblico che privato. Ma a quanto pare questo non avviene.

Un vero peccato. Confidiamo nell’ultima frase che ci da speranza.

Venezia Balla va dunque in vacanza per il 2018 ma non temete, si tratta di un arrivederci e non certo di un addio!

In assenza del Festival, vi consiglio di seguire i vari gruppi che sono presenti sul territorio veneto.

Nel sito potete trovare informazioni riguardo a:
> CORSI di danze popolari promossi dai membri dell’associazione nel territorio di Venezia, Mestre
> EVENTI & NEWS folk nei dintorni di Venezia\Mestre
> FESTIVAL VENEZIA BALLA
> Eventi nel Veneto (INFORMADANZE)
> Cos’è la DANZA POPOLARE

Folkalooonga

Non sarà certo VeneziaBalla ma lo spirito e l’organizzazione sono quelli dei gruppi di balli popolari veneziani. E quindi mi fa molto piacere che si organizzi questa Folga longa, che farà danzare per ore e ore chi ha voglia di danzare. Appuntamento il 29 settembre 2018. Tenetevi in formati seguendo la pagina facebook di cerchi nell’acqua.

Vialfrè

Vialfrè è invece il festival dei festival. Quello a cui tutti vanno o vogliono andare. Chissà, un giorno, andrò anch’io sebbene ho perso il mio allenamento e non ho più le occasioni di ballo che avevo a Venezia.

Anche in questo caso lascio parlare il sito del granbaltrad.

Il Gran Bal Trad è un festival dedicato alla danza e alla musica tradizionale, nato dal desiderio di mettere in contatto differenti modi di esprimere la danza e la musica. Si propone di offrire ai partecipanti un quadro variegato di alcuni esempi delle varie culture presenti in Europa, non dimenticando di proporre uno spaccato di tradizionale tipico della nostra Italia.

Le giornate del Gran Bal Trad si articolano in atelier di danza e di strumento al mattino e al pomeriggio, e proseguono fino all’alba con le serate di ballo su 5 grandi palchi.

Sono presenti più di 250 tra insegnanti ed artisti, provenienti da tutta Europa, impegnati ad ogni ora del giorno e della notte in atelier di danza e di strumento, concerti serali, conferenze.

Sono cinque giorni durante i quali migliaia di persone sono spettatori e protagonisti di una full immersion nella danza e nella musica tradizionali. Quest’anno il Festival si terrà dal 27 Giugno al 1 Luglio.

Calendario aggiornato Balfolk, workshop e Festival

Di festival ce ne sono abbastanza in giro. Potete essere aggiornati dal calendario del sito io ballo folk. Rudimentale come sito, ma aggiornatissimo e funzionale.

Balli popolari e balfok in Italia e all’estero

Di seguito un po’ di link utili da seguire per la vostra zona di riferimento.

LOMBARDIA

TOSCANA

PIEMONTE e VALLE D’AOSTA

FRIULI VENEZIA GIULIA

VENETO

MARCHE

PUGLIA

Eventi tutto l’anno gruppo facebook.

E le altre regioni?

Difficile tenere nota o andare a rintracciare tutti gli appuntamenti che si svolgono in Italia. Si tratta di un mondo interessantissimo ma altrettanto sommerso.

Se vorrete aggiungere la vostra regione o aggiungere qualche evento basta commentare questo articolo. Aggiornerò volentieri l’articolo.

FRANCIA

http://www.musictrad.org/concerts/index.php

http://www.tradzone.net/forum/

solo bretagna: http://www.tamm-kreiz.com/agenda.html

zona di Parigi: http://trad75.free.fr/

SVIZZERA

 http://www.danseinfo.ch/

Assistenza vocale su auto connesse

L’assistenza vocale su auto connesse

è una evoluzione naturale del modo di vivere contemporaneo.

E forse sarò ripetitivo.

Il problema di chi, come me, pubblica settimanalmente contenuti è proprio questo.

Rischia di dire sempre le stesse cose.

Spero che non sia il mio caso. Almeno spero sempre di aggiungere un pezzetto di conoscenza che nelle precedenti puntate mancava.

Ne ho parlato in parte riguardo ai settori in pieno sviluppo dove l’assistenza vocale sarà elemento principale. L’ho ricordato anche durante il mio talk al Wiad Palermo “Senti chi parla!”

E a ripetercelo è anche businessinsider da oltre oceano.

Il tempo

Il tempo è una misura limitata per l’essere umano. E la quantità di tempo trascorso per informarci e formarci si riduce o si amplia a seconda dei nostri periodi di vita. Per questo motivo chi produce contenuti, come il mio blog, (ma il problema è principalmente per i produttori di contenuti informativi, generalisti), ha sempre più difficoltà a conquistare lettori/consumatori.

Una piattaforma che può far recuperare un po’ di tempo alle persone è l’automobile. E nello specifico l’auto connessa.

Auto connessa

La macchina, fino ad oggi, è stata una proprietà, un veicolo che viene guidato. Ci fa risparmiare tempo nelle lunghe distanze, ce ne fa perdere, in mezzo al traffico, nelle distanze a breve. Per molti che ancora hanno macchine di vecchia generazione è ancora così. Le nuove prospettive d’uso della macchina, però, sono altre.

  • Sicuramente, in futuro, non sarà più una proprietà. Già molte case automobilistiche propongono auto in affitto o in abbonamento.
  • L’auto è sempre più un luogo di intrattenimento. Lo abbiamo visto, per esempio, quando parlavo di Carplay e Android Auto.
  • Ma sarà anche un servizio.

In futuro la macchina sarà un luogo dove incontrarsi e vivere parte della nostra giornata. In auto si svolgeranno video chiamate, riunioni di famiglia, riunioni di lavoro. Il tutto favorito dalla guida assistita che guiderà per noi e ci porterà a destinazione. Così come in questi giorni la sta presentando Renault al Salone di Ginevra di questi giorni.

EX Go Renault, guarda il video.

Ma oltre ai momenti di lavoro e convivialità, il tempo trascorso in macchina potrà diventare un momento di formazione e informazione.

Cosa che in buona parte avviene già, con grave pericolo per la circolazione. Nonostante i divieti e l’invito a guidare e basta, le persone che parlano al telefono, inviano messaggi, scrivono, senza curarsi della guida, sono sempre più numerose.

La radio

Già l’anno scorso io parlavo di auto come luogo ideale sonoro. È proprio questo spazio sonoro che ha salvato la radio.

E’ in questo spazio e la connessione con gli autisti in mezzo al traffico che gli ascolti restano ancora alti.

Con l’arrivo della connessione internet, sono convinto che la radio dovrà fare i conti con altri concorrenti. O magari troeverà una nuova vitalità. Almeno lo auguro a tutti i miei amici che in radio sono rimasti e ci lavorano.

Il tempo in auto

Sempre secondo businessinsider

Le persone trascorrono più tempo in auto ogni anno e la crescita delle auto connesse trasformerà probabilmente questi minuti supplementari in tempo digitale.

Ci sarà il bisogno di offrire servizi. E di conseguenza sarà necessario offrire approcci diversi.

L’assistenza vocale su auto connesse sarà all’interno di tutto il pacchetto.

L’auto a guida assistita

Già da questa estate si svolgeranno importanti esperimenti sulla guida assistita con l’introduzione di taxi in mezzo ad altro traffico.

Questo cambierà il modo di chiamare il taxi, all’interno dell’auto dovranno essere introdotti nuovi servizi. Le persone faranno sempre i propri affari, ma forse vorranno essere coinvolti in esperienze di viaggio nuove, inaspettate.

Fra qualche anno, forse anche Uber sarà un’altra cosa. Forse il mondo del traffico, sarà qualcosa che non esisterà e magari le nostre macchine in connessione con un sistema metropolitano ci farà risparmiare e/o recuperare altro tempo.

Cosa faremo del nostro tempo

Lo abbiamo detto altre volte. Come trascorriamo il tempo definisce chi siamo.

L’ecosistema delle auto connesse si evolverà, farà evolvere le nostre abitudini quotidiane. Le auto connesse modificheranno anche lo spazio che ci circonda, in quanto avranno bisogno di sensori e infrastrutture che oggi non sono presenti nelle nostre città.

Si modificherà il mondo dei media, nasceranno altri servizi, saranno disponibili nuove opportunità di lavoro. Certo, prima di tutto questo, vedremo molti lavori scomparire. Questo è il prezzo del cambiamento, delle rivoluzioni. E in particolar modo di una rivoluzione culturale così profonda come quella che stiamo vivendo.

Intervista a Stefano Arciero e la ripresa binaurale

Ho conosciuto Stefano Arciero grazie a Francesca Clementoni, amica conosciuta grazie alla passione comune per la radio e per i suoni. Lettrice del blog, radiofonica e amante dell’audio ha avuto il piacere di contribuire mettendomi in contatto con Stefano. E gliene sono davvero grato.

Da qualche mese a questa parte, infatti, il blog è diventato un centro di studio che unisce coloro che amano il suono e l’innovazione. I commenti stanno diventando sempre più numerosi e c’è davvero uno scambio e una costruzione di valore intorno ai temi trattati.

Tutte le foto di questo articolo sono state concesse al blog da Stefano Arciero e Vs3D.

Chi è Stefano Arciero?

Dal suo sito professionale Vs3D si legge.

Stefano Arciero si laurea nel 2007 con una Tesi Sperimentale (durata nove mesi) sulla Sintesi Binaurale, realizzata mediante Filtri Digitali e tanto calcolo matematico.
Subito dopo inizia il percorso di “Specializzazione” ed ha la fortuna di imbattersi nel sito Terzo Orecchio di Franko Russo e di ascoltare le Registrazioni Binaurali da lui realizzate.
Usando semplicemente il suo allenato orecchio, Stefano comprende subito che non è possibile eguagliare la qualità ed il realismo del Sistema Binaurale Neumann®, né l’esperienza raggiunta da Franko nei suoi lunghi anni di sperimentazione diretta.
Così decide di abbandonare il suo percorso di ricerca sulla sintesi, formule comprese, per dedicarsi completamente alla Ripresa Binaurale, come allievo, socio, amico, fratello di Franko.

Ma ci sarebbe molto altro ancora da dire. La sua competenza sul suono è molto vasta. Quando ci siamo sentiti mi ha raccontato di un mondo sonoro in evoluzione pieno di meraviglie.

Intervista a Stefano Arciero

Ci sarebbe sicuramente tanto altro da chiedere a Stefano. Ma non aggiungo altro. E magari più avanti ci saranno altre occasioni per invitarlo. Stefano Arciero è stato generosissimo nelle risposte. Più che una intervista si tratta di una guida all’audio binaurale. Ed è davvero un onore poter ospitare qui sul blog le sue parole.

Solo un consiglio prima di cominciare a leggere, recuperate un paio di cuffie. Sarebbe meglio avere delle cuffie di ottima qualità, ma vanno bene quelle che vi ritrovate. Durante la lettura Stefano consiglia alcuni brani da ascoltare e che vi faranno capire, al meglio, di cosa stiamo parlando.

L’audio 3D è una esperienza! Ricorderete a lungo questo articolo. Mettetevi comodi e, come dice lo stesso Stefano Arciero, godetevi il viaggio!

Ascolto

Cos’è per te l’ascolto? Quale definizione emozionale/affettiva daresti?

Esistono differenti modi di ascoltare che dipendono dal tipo di attenzione e concentrazione che mettiamo nell’ascolto. L’attenzione dovrebbe essere sempre presente e vigile come ad esempio quando camminiamo in città circondati dai rumori del traffico e delle persone.

Ascoltare Audio in 3D può sicuramente stimolare e favorire un ascolto consapevole, e saper ascoltare è una competenza peraltro sempre più richiesta nel mondo del lavoro.

Ascoltare per me significa fare davvero attenzione al tipo di suono che riceviamo e alla sua posizione nello spazio e attraverso l’ascolto 3D è possibile monitorare l’ambiente circostante a 360°. Da anni ascolto materiale audio utilizzando o ottimi diffusori oppure tramite cuffie stereo di buona qualità (attualmente ho cinque modelli di cuffie). Sono sicuro che utilizzare buoni diffusori o buone cuffie ed ascoltare materiale sonoro originale in una sala trattata può favorire il relax, la concentrazione nel lavoro e può migliorare l’umore.

In base alla mia esperienza posso dire con certezza che la cosa più importante quando ascoltiamo è l’attenzione e che, solo concentrandosi ed allenandosi, è possibile riuscire a raggiungere un ascolto sempre più consapevole.

Anni fa non ascoltavo musica con buoni impianti o buone cuffie, mi facevo bastare un 2.1 da 90 euro dell’elettronica di consumo e cuffie da 70 euro. È stato bello riscoprire le sfumature e i dettagli di tante produzioni e album che ho ascoltato per ore, durante veri e propri allenamenti dell’orecchio, nei primi mesi in cui ho iniziato ad occuparmi seriamente di registrazioni binaurali ed utilizzavo, come oggi, Monitor Adam e cuffie da studio.

Da un punto di vista emotivo, la musica è legata alle nostre esperienze passate ed è normale che alcuni brani o registrazioni ambientali possano evocare ricordi affettivi che in qualche modo sono legati al tipo di suoni utilizzati e che questi ricordi possano influenzare l’ascolto. Allo stesso modo i pensieri che abbiamo nel momento in cui andiamo ad ascoltare. Quando si lavora ad un mix, infatti, sarebbe meglio fare qualche esercizio di respirazione e liberare la mente.

Riassumendo per me l’ascolto è fortemente legato a quanto siamo attenti e concentrati sia nell’ascoltare i nostri pensieri e sia nell’ascolto di materiale sonoro per così dire “esterno” a noi, facendo attenzione a capirne il significato, utilizzando elementi intrinseci della sorgente sonora X, come la profondità, la naturalezza, la timbrica, il panorama sonoro in cui è immersa, il riverbero naturale e la posizione nello spazio XYZ;

Audio 3D o Binaurale

Intanto Audio 3D e Binaurale sono la stessa cosa? O mi sbaglio?

La ripresa Audio Binaurale professionale è una ripresa a 360° sferici. Ciò significa che possiamo posizionare una sorgente sonora in qualsiasi punto dello spazio e possiamo registrare ed ascoltare questa illusione sonora provenire dalla medesima posizione che aveva rispetto alla testa artificiale al momento della registrazione.

Tale registrazione non solo cattura la sorgente diretta ma anche tutte le sue riflessioni nell’ambiente circostante a 360°. Molti ascoltatori commentano: “sembra di essere lì”, proprio sul luogo della ripresa! Questo perché siamo circondati dal Suono che, nell’ascolto in cuffia, viene percepito esterno alla scatola cranica e non interno come il Mono (che suona al centro della testa) o lo Stereo (non Binaurale che si sposta da sinistra a destra sempre dentro la testa). I Suoni Binaurali sono esterni a noi e caratterizzati da una distanza “r”, distanza tra la Dummy Head e la sorgente sonora.

I segnali L e R che arrivano alle nostre orecchie vengono, all’interno del Microfono Binaurale, elaborati da un circuito “psico-dinamico”, un vero gioiello (!) della Tecnologia Neumann. Questo circuito elettronico, che fa molte cose, riesce ad imitare il comportamento dei tre ossicini dell’orecchio medio (i più piccoli del corpo umano) e quindi cattura più o meno suono in base all’intensità e restituisce una dinamica Naturale, ideale per la Musica Classica, Sperimentale e per il Jazz. Il tutto a partire dalle due capsule Neumann di elevatissima qualità alloggiate nel condotto uditivo della Testa, una per l’orecchio sinistro e l’altra per il destro. Quindi alla domanda spesso ricorrente: quanti microfoni ci sono dentro? Possiamo rispondere con certezza: Due!

Esistono molti sistemi di spazializzazione del suono, alcuni usano molti diffusori per poter posizionare al meglio le sorgenti intorno l’ascoltatore.

Il Binaurale invece ha la miglior resa utilizzando cuffie stereo (meglio se di buona qualità, anche se la spazializzazione si può apprezzare con cuffie scarse o mediocri).

Nell’ascolto in cuffia sei tu che entri nell’ambiente dove sono stati registrati i suoni. La frase che ricorre più spesso fra i tanti che si sottopongono ad ascolti di materiale Binaurale è appunto: ”sembra di essere lì”. Hai, infatti, davvero l’illusione di essere al posto della testa artificiale nel punto in cui è stata realizzata la registrazione. Per me è un modo unico di ascoltare i suoni nello spazio circostante! Non solo davanti o dietro come si può fare con i sistemi surround, dove viene a mancare l’asse verticale (… e quindi sono 2D) e le sorgenti possono essere posizionate su un piano (e non nello spazio!) ma a 360 gradi sferici.

Con l’Audio Binaurale possiamo apprezzare una voce che ci sussurra vicino l’orecchio o uno strumento in lontananza oppure i tuoni dall’alto e la pioggia intorno a noi. Il Binaurale copre quasi tutto il campo sonoro intorno a noi, vicino l’orecchio (sussurrato) – lontano, in base al raggio r che c’è tra la testa artificiale e la sorgente sonora.

Credo che si debba utilizzare il sistema più adatto al tipo di progetto che si intende realizzare e in base ai risultati artstici che si vogliono ottenere. Spesso mi capita di suggerire ai musicisti, che mi propongono idee che secondo me non sono compatibili con il Binaurale, le tecniche di ripresa stereo tradizionali. Quello che noi vogliamo fare è preservare la naturalezza di queste riprese e concretizzare dei progetti di qualità che siano stati pensati per usare lo spazio intorno all’ascoltatore quindi andando a stimolare l’ascolto di sorgenti sonore che provengono, ad esempio, da dietro o da sopra o da sotto.

C’è da dire una cosa. Nel campo visivo, dove appunto vediamo, molti non riescono a percepire la profondità. Questo è dovuto chiaramente al fatto che proprio perché davanti vediamo, il cervello se non vede le sorgenti sonore non si convince abbastanza e viene a mancare la profondità proprio nel campo visivo. Questo mi è capitato con alcuni studenti durante i corsi. Però, dopo alcune sedute di ascolto mirate, anche queste persone riescono a percepire la profondità nel campo visivo. Quindi alla fine è tutto un discorso di allenamento dell’orecchio, che inizia con ascolti di registrazioni naturalistiche ad occhi chiusi.

Vorrei anche aggiungere che se si utilizza una testa professionale (come la Neumann) i suoni sono ottimizzati per l’ascolto tramite diffusori grazie al circuito psico-dinamico che vi è all’interno. Se i diffusori sono posizionati davanti a noi perdiamo il 3D. La qualità timbrica e la dinamica naturale restano invariate. Ma provate invece a mettere i diffusori uno di fronte l’altro, come una grossa cuffia, ed ascoltate materiale Binaurale. Accadono cose davvero notevoli ed interessanti!

Registrazione binaurale

Come sei arrivato alla registrazione binaurale?

Ho scoperto l’Audio Binaurale durante il corso di Audio Digitale all’Università Tlc di Roma, tenuto dal Prof. Aurelio Uncini, un esperto in materia.

Mi ero talmente appassionato che decisi di fare una tesi sperimentale e cercare di creare un plug-in in grado di spazializzare sorgenti mono. Feci tantissime ricerche iniziando da Shaffer e il paesaggio sonoro, poi ho scoperto le registrazioni Olofoniche di Hugo Zuccarelli, genio dell’Audio (vanta collaborazioni con Pink Floyd, Michael Jackson e molti altri grandi della musica). Per il progetto tesi utilizzai il Pure Data, un software basato sul c++ e open source. Avevo progettato un plug in ed utilizzavo quattro microfoni per catturare i segnali ambientali. Dopo mesi di test riuscivo a spazializzare una sorgente mono, ad esempio una voce.

Prendevo la voce di Marley o di Morrison in mono e la facevo girare intorno la testa. Tutto molto carino ma la qualità timbrica mancava chiaramente perché i microfoni impiegati erano di basso costo e poi si sovrapponevano i quattro rumori di fondo. Dopo la tesi iniziai a cercare studi di registrazione e un giorno mi sono imbattuto nel sito di Franko Russo. Utilizzava un microfono Binaurale professionale dal 2001. Ascoltai le prime due rec, le onde del mare “In Barca”

e “il Temporale”

e rimasi a bocca aperta. Sembrava davvero di essere su una barchetta bagnati dalle onde intorno. Scrissi a Franko per fargli i miei complimenti e da quel giorno c’è stato un feeling particolare, sicuramente basato sul modo di ascoltare in comune che abbiamo, e che ci ha portato a fare tante esperienze e tante collaborazioni con Artisti italiani, molti dei quali stimavo già da anni.

Registrazione in audio 3D

L’audio 3D è una rivoluzione per chi ascolta, ma anche una rivoluzione per chi registra. Cosa hai dovuto cambiare nel tuo modo di lavorare?

Prima di iniziare ad occuparmi di Audio 3D avevo avuto solo alcune esperienze pratiche di registrazione. E questo da un lato è stato un vantaggio perché chi inizia, ma ha già metabolizzato un metodo di lavoro, fa fatica a comprendere che con il Binaurale si lavora diversamente.

Per prima cosa è molto più importante la fase di pre-produzione rispetto alla post-produzione perché non è possibile avere tutto il controllo che si ha nelle riprese mono. Si devono scegliere le location, gli ambient e i riverberi naturali che si desidera utilizzare. Si devono fare degli schemi sulla posizione delle sorgenti sonore, siano esse acustiche o amplificate.

Bisogna fare delle prove per poi riascoltare ed eventualmente correggere, andando a spostare le sorgenti: il che significa fare il mix fisicamente, alzando o allontanando amplificatori, disponendo sistemi di più diffusori, regolando i volumi rispetto alla testa e rispetto all’ascolto dei musicisti e così via. Parlo già di mix, nel senso che lo si fa prima della registrazione. Se metto una chitarra a sinistra rispetto alla testa poi non potrò cambiare la sua posizione. Quando parlo di pre-produzione intendo proprio dire che si inizia a mixare facendo delle prove e regolando il tutto prima della rec, dopo si va in scena!

Per molte persone la registrazione è un atto passivo. Così non è. Ma in questo caso più che mai. Ci racconti del tuo lavoro di progettazione?

Conosco molti musicisti che secondo me non amano molto riascoltarsi, altri invece sono appassionati di registrazione, di sperimentazione ed alcuni sono anche dei bravissimi tecnici ed ingegneri del suono. Non credo che la registrazione sia un atto passivo, anzi.

Credo invece che sia molto simile alla fotografia sia a livello emozionale sia per il fatto che puoi immortalare quel momento, puoi per un attimo fermare il tempo e conservarlo per sempre. E come nella fotografia puoi essere quanto più naturale possibile e vicino alla realtà o puoi ritoccarla (nel limite del possibile) per tentare di migliorarla.

In particolare mi riferisco alla musica live, lì devono funzionare alcune cose: l’acustica della location (e qui si apre un capitolo enorme sugli spazi in cui si fanno live, almeno di musica rock in Italia); la qualità dell’amplificazione, la bravura e l’orecchio del fonico, la magia e l’affiatamento dei musicisti, il coinvolgimento del pubblico. Quando progetto una ripresa professionalmente è su questi parametri che ragiono in collaborazione con gli artisti.

Nella ripresa Binaurale c’è sempre un’importante componente creativa, abbiamo la possibilità di registrare una soggettiva sonora, quale soggettiva ricreare? Il punto di ascolto del pubblico a centro sala o il punto d’ascolto del direttore d’orchestra? Ci sono infinite possibilità. Ma ciò dipende anche dalla componente e dal contributo creativo che può desiderare l’artista. Audio immersivo significa che, usando una cuffia, io posso essere trasportato in una scena sonora. La scena va progettata e creata, possiamo portare i fan e gli ascoltatori dentro il suono, questo per me è magico ma bisogna farlo bene.

Da quello che ho letto, forse mi sbaglio, mi pare di capire che c’è bisogno di team multidisciplinari. Quali incontri inaspettati sono arrivati?

Ci sono stati molti incontri inaspettati. Oltre ad aver conosciuto Franko Russo, pioniere delle tecniche di ripresa Binaurale, ho
conosciuto validi Videomaker e registi aperti alla tecnologia Audio Binaurale, come Filippo Chiesa, grazie al quale abbiamo realizzato un interessante progetto di realtà aumentata per il Museo Casa Natale Giuseppe Verdi di Busseto. Lì Abbiamo girato scene in Audio3D/Video ambientate nell’800 dove la soggettiva era quella di G.Verdi da bambino. I visitatori possono fruire di questi contenuti utilizzando iPad e cuffie che vengono dati all’ingresso del museo.

Un altro compagno di viaggio è stato Victor Ortega che ha filmato i nostri primi esperimenti di utilizzo di due Teste Binaurali sincronizzate, ciò che noi chiamiamo “6D-Audio” basato sulla provocatoria formula 3D+3D=“6D”! Vi invito a consultare i loro lavori, decisamente eleganti e di classe.

Poi c’è Oscar Serio, regista specializzato in videoclip musicali con il quale stiamo collaborando ad un progetto di ripresa Video in 360 con Audio Binaurale.

Sicuramente non può mancare Hugo Zuccarelli che abbiamo avuto l’onore di ascoltare via skype in collegamento da Buenos Aires e che ci ha raccontato della sua tecnologia di diffusione sonora in Audio 3D attraverso casse acustiche opportunamente progettate e che sta avendo un grande successo nel Teatro Ciego dove fa ascoltare interi album con la platea interamente al buio.

Come ti prepari quando devi registrare?

Per prima cosa ascolto materiale audio dell’artista che andrò a registrare. Nel caso di progetti multimediali invece cerco di ragionare sul metodo più semplice che può essere adottato per ottenere il risultato migliore. Mi capita quasi sempre di immaginare prima quello che andremo a realizzare. Cerco di visualizzare la location, la disposizione degli strumenti, delle voci e gli ambient. Ovviamente ragiono a 360 gradi, chiedendomi ad esempio “cosa posizioniamo dietro, cosa davanti, cosa in alto?”

Il suono della chitarra ad esempio preferisco posizionarlo dietro la testa quando uso configurazioni che prevedono suoni intorno al microfono. Per me la scena sonora è come un disegno in cui gli equilibri dei suoni sono paragonabili agli equilibri dei colori. Sono convinto, e lo dico da chitarrista che da adolescente amava sperimentare con i microfoni ambientali per registrare le prove, che almeno una volta nella vita bisogna registrare il proprio sound in Audio Binaurale, grazie al quale si scoprono sfumature probabilmente ignorate prima e un’elevata qualità timbrica.

Chi ha ascoltato l’audio binaurale dice di aver vissuto un’esperienza. A quali esperienze hai lavorato fino ad oggi?

La prima esperienza magica fu l’incontro tra me, Franko Russo e John De Leo, che rimase effettivamente colpito dal nostro tipo di registrazione. Con lui provammo il primo esperimento in “Giochi di Voce in 3D”

ottenendo davvero un risultato sorprendente. La voce strepitosa di John De Leo, venne spazializzata e resa ancora più unica grazie alla pulizia della registrazione Binaurale. Dopo questo incontro le collaborazioni furono tantissime.

Tra i tanti artisti con cui abbiamo avuto l’onore di lavorare sicuramente va citato il Banco del Mutuo Soccorso, storica Band del Rock Prog. italiano, con i quali registrammo diversi live durante il Tour 2011/2012, e fu un’esperienza incredibilmente emozionante. Catturare il sound dal vivo del Banco, la magia della Voce di Francesco Di Giacomo significava per me portarmi a casa ogni sera un pezzo di storia. Così come l’incontro con i 99 Posse, registrati dal vivo a Napoli nel 2014, con il microfono circondato da un pubblico di 30.000 persone che cantavano a ritmo!

Grazie a speciali microfoni è possibile realizzare delle registrazioni dalla qualità mai sentita prima, raccontaci di questi microfoni. Di che si tratta?

Si tratta di microfono speciali del marchio tedesco Neumann. Vengono chiamati “Dummy Head” o Teste Artificiali. Una robot, forma di testa umana in grado di replicare la fisiologia dell’udito umano. Basati sul concetto di due capsule microfoniche alloggiate in un simulacro di testa, i Neumann possiedono tutta la tecnologia per ottenere dei suoni spazializzati, potenti e ricchi nel contenuto informativo in frequenza.

I microfoni sono alloggiati nel condotto uditivo e i due segnali vengono inoltrati al circuito interno che simula i tre ossicini dell’orecchio medio e restituisce una dinamica davvero naturale. I microfoni sono dotati di uscite per l’oscilloscopio e permettono di effettuare misure acustiche molto accurate.

L’aspetto che a noi interessa è la creazione di mondi sonori tridimensionali che possono avere diverse applicazioni, dalla produzione di musica o audiolibri, allo streaming in audio immersivo fino ai contenuti multimediali per le strategie di marketing.

C’è anche un lavoro di editing dopo? O bastano i microfoni speciali a rendere l’audio tridimensionale?

C’è un lavoro di post-produzione. Come ogni altro microfono anche il KU 100 ha un proprio diagramma polare e in base a quello bisogna equalizzare il materiale sonoro acquisito che comunque risulta già spazializzato. L’equalizzazione, le automazioni sui volumi, servono per rendere la traccia più fluida. In un secondo momento si può intervenire con i compressori per comprimere leggermente e tirare su di volume la traccia badando bene a stare lontani dai valori di compressione raggiunti a causa della Loudness War. Le nostre tracce vengono ottimizzate per l’ascolto con più cuffie e diffusori e mantengono sempre una dinamica naturale.

Come ascoltare al meglio l’audio tridimensionale? Nei video presenti su internet si consigliano cuffie e occhi chiusi. Tu cosa consigli?

Il miglior ascolto è proprio con le cuffie correttamente indossate, L a sinistra ed R a destra ad occhi chiusi. Abbiamo comunque utilizzato diverse tecnologie dal video 2D alla stereoscopia grazie al Prof. Roberto Soldati di IAF Visualresearch.

Accade che alcune persone non riescano a percepire la profondità nel campo visivo. Questo succede perché quando le sorgenti entrano nel campo visivo e non le vediamo, poiché non c’è una ripresa video, il cervello si convince di meno dell’illusione sonora. Dietro di noi, invece, riusciamo a percepire tutti i movimenti delle sorgenti sonore e la profondità.

Integrando una ripresa Binaurale con il Video diamo la possibilità all’ascoltatore di vedere cosa accade nel campo visivo e quindi di ottenere una percezione sonora ancora più immersiva dove si rafforza la profondità dei suoni.

Badate bene è un problema di noi vedenti che si risolve con l’allenamento e che i non vedenti non hanno poiché abituati ad ascoltare senza vedere, bypassando le informazioni visive.
Con molti videomaker abbiamo lavorato sulle sceneggiature andando a pianificare le riprese prima della registrazione, con schemi e disegni in cui il punto di riferimento delle scene è sempre la soggettiva Audio/Video formata dal blocco Microfono Binaurale + Videocamera.

Il Microfono Ku100 è forse l’unico che risolve tutte le problematiche legate all’ascolto tramite diffusori come ad esempio il “Crosstalk”. Possiamo quindi godere della timbrica, della naturalezza e della profondità di una ripresa Binaurale utilizzando due casse che, di solito, sono posizionate davanti a noi. Questo in qualche modo fa perdere l’effetto tridimensionale ma: provate ad ascoltare con due casse poste ai lati della testa come una grossa cuffia! Cosa accade?

Leggo su una rivista “Il termine 3D audio, quindi, dovrebbe essere usato soltanto in quei casi dove le casse sono più di tre e queste disposte come minimo a tetraedro, sicuramente ad altezze diverse l’una dall’altra. Non sono tecnicamente 3D, di conseguenza, tutti i sistemi 5.1 o 7.1 con le casse disposte alla stessa altezza, tutti i sistemi stereo e, meno che mai, i sistemi binaurali da ascoltare utilizzando una cuffia. Possono riprodurre audio 3D i sistemi Ambisonics, 3D-EST e in generale tutti quelli che prevedono il posizionamento delle casse a diverse altezze, come il VBAP, il DBAP e il Level Control System”. Che si fa? Come si ascolta?

Non per essere di parte ma, dopo aver provato diversi sistemi, l’unico modo che ho avuto per ascoltare una voce sussurrata vicino l’orecchio è stato il Sistema Binaurale. E questo permette ad esempio nella musica di poter fare cose che non è possibile fare con altre tecnologie se non con il Binaurale o con l’Olofonia.

Uso spesso sorgenti spazializzate che vicino l’orecchio come back vocal che entrano ed escono all’interno di un brano. Si ha davvero la sensazione che la persona sia a pochi centimetri da noi.

La magica Voce di John De Leo, Artista che per me è sempre stato un punto di riferimento sin da quando ascoltai per la prima volta i suoi vocalizzi, in Giochi di Voce 3D è una testimonianza di cosa si può sperimentare.

Ad ogni modo c’è molta fiducia da parte nostra nel lavoro che sta facendo Hugo Zuccarelli con i suoi diffusori progettati per coprire intere platee. Lì il pubblico fa un ascolto immersivo senza l’ausilio delle cuffie e io non vedo l’ora di provare questo sistema anche perché siamo in contatto con Hugo ed è un personaggio straordinario che vi consiglierei di intervistare.

Nonostante sono anni che si studia l’audio tridimensionale, non si hanno ancora lavori su larga scala con questa tecnologia. O comunicati tali. Secondo te perché?

Credo che ci siano diversi problemi come il metodo di lavoro che è completamente diverso dagli altri e ci sono pochi tecnici che se ne occupano. Poi bisogna utilizzare location particolari che non sempre si trovano facilmente e comunque hanno dei costi che incidono sul budget.

Il microfono Neumann è poco utilizzato poiché con il suo costo i tecnici preferiscono comprare 3/4 microfoni mono, ma il risultato sarà di un altro tipo. La speranza è che con l’aumentare dell’uso degli smartphone, sempre più persone useranno nel quotidiano le cuffie e questo favorirà la diffusione dell’Audio Binaurale come riportato in un articolo dell’AES  .

Una nostra idea che abbiamo realizzato è stato trasmettere in streaming Audio 3D e lo abbiamo fatto dal Roxy Bar di red Ronnie. Abbiamo dimostrato che è possibile, proprio perché la traccia Binaurale è Stereo, trasmettere live e dare la possibilità agli ascoltatori di avere la sensazione di essere nel luogo della ripresa, circondati non solo dai suoni ma dal pubblico. Qui trovate un paio di finali di puntata del Roxy Bar in cui veniva spento l’impianto per favorire i suoni acustici.

Ed in Italia? Come senti il panorama sonoro?

Se parliamo di musica devo dire che in Italia ci sono situazioni molto differenti tra loro.

Da una parte ci sono artisti che lavorano per grandi major e che magari sono entrati nel circuito degli show televisivi, realizzati proprio per “testare” questi ragazzi, andando ad analizzare tutte le variabili in ballo per poter capire su chi investire. A quel punto hanno tutti i mezzi per produrre musica, di consumo?

Dall’altra parte ci sono artisti e musicisti che, partiti dal basso, continuano a portare la loro musica e il loro messaggio con progetti autoprodotti. Ho conosciuto artisti che sono davvero puri. Scrivono testi impegnati denunciando ciò che non funziona in questo sistema e continuano a lottare per portare energia positiva nei luoghi dove le persone si aggregano per ascoltare un genere di musica, sicuramente non commerciale, che stimola la riflessione.

Quello che stiamo cercando di fare è di far capire agli Artisti che, tralasciando la parte tecnica della tecnologia, sul piano creativo si possono realizzare davvero tante cose, molte già testate e tante altre ancora da scoprire essendo il campo dell’Audio Binaurale ancora non totalmente esplorato, anzi.

Progetti futuri?

Molti. Stiamo sviluppando un sistema di trasmissione streaming Audio 3D / Video portatile e di facile installazione. Come dicevo sopra, abbiamo già trasmesso l’audio Binaurale in streaming durante alcune delle puntate del Roxy Bar di Red Ronnie ed abbiamo verificato che se il tutto viene fatto per bene gli ascoltatori da casa o tramite uno smartphone possono essere, come diciamo noi, “tele-audiotrasportati” nel posto in cui stiamo facendo la ripresa audio 3D / Video live.

E questo è uno dei progetti a cui tengo particolarmente, ha il suo fascino. Poter pensare di indossare una buona cuffia ed avere la sensazione di essere in un qualsiasi teatro del mondo ed ascoltare un concerto di musica classica o jazz in tempo reale con l’audio immersivo è davvero bello.

L’altro progetto è una grande libreria di suoni, rumori, ambient, Binaurali ed abbiamo già molto materiale. E poi ci saranno i miei brani ovviamente in Binaurale.

Ringraziamenti

Non posso che fare i miei migliori auguri a Stefano Arciero per i suoi progetti. Come amante delle sonorità non posso che augurarmi una diffusione capillare di questo tipo di suoni. Per cui…

Grazie Stefano e alla prossima!

Potete seguire Stefano anche su Facebook alla pagina Vs3D “Viaggi Sonori 3D”.

Einaudi Stile Libero Extra – Innovazione e musica

Einaudi Stile Libero Extra è una pagina interamente dedicata ai libri che la casa editrice Einaudi pubblica per la sua collana Stile Libero Extra. Una collana dedicata in buona parte all‘innovazione e alla musica. Dunque per una convergenza di interessi consiglio la lettura di questi libri e testi che ritengo molto interessanti per i lettori del blog.

Einaudi Stile Libero Extra

1996-2016 VENT’ANNI DI STILE LIBERO – Einaudi Stile Libero nasce nel 1996, diretta da Severino Cesari e Paolo Repetti, come sezione di original inserita negli “Einaudi Tascabili”. Col tempo “Stile libero” diventa una collana autonoma articolata nelle sezioni Big, Noie, Extra, Dvd e Inside. Pubblica narrativa contemporanea, italiana e straniera, aperta all’ innovazione e alla contaminazione dei generi; saggistica in presa diretta sulla realtà; e una sezione varia attenta in particolare ai linguaggi espressivi della comicità, della musica e del graphic novel.

La cambio io la vita che… Tutta la mia storia

di Patty Pravo

“Poi c’era il mio aspetto. Sarebbe ipocrita dire che sarei diventata quella che sono senza la bellezza. Credo che sarei diventata un po’ meno famosa e di certo gli inizi sarebbero stati meno facili. O forse avrei trovato il modo di essere bella comunque, chissà. Forse avrei compensato diversamente, perché penso davvero che la bellezza sia questo, in fondo: brillare di ciò che si ha. È una questione di aura, di luce che trasmetti entrando in una stanza. Un dono. (…)”

La cambio io la vita che… Tutta la mia storia di Patty Pravo.

Cromorama. Come il colore ha cambiato il nostro sguardo

di Riccardo Falcinelli

Perché le matite gialle vendono di più delle altre? E perché Flaubert veste di blu Emma Bovary? Perché nei dipinti di Mondrian il verde non c’è mai? E perché invece Hitchcock lo usa in abbondanza?

Cromorama. Come il colore ha cambiato il nostro sguardo di Riccardo Falcinelli.

Il silenzio: Uno spazio dell’anima

di Erling Kagge

In media, perdiamo la concentrazione ogni otto secondi: la distrazione è ormai uno stile di vita, l’intrattenimento perpetuo un’abitudine. E quando incontriamo il silenzio, lo viviamo come un’anomalia; invece di apprezzarlo, ci sentiamo a disagio. Ma che cos’è il silenzio? Dove lo si trova? E perché oggi è piú importante che mai? Queste sono le tre domande che Kagge si pone, e trentatre sono le possibili risposte che offre. Trentatre riflessioni scaturite da esperienze, incontri e letture diverse, e tutte animate da un’unica certezza: che il silenzio sia la chiave per comprendere piú a fondo la vita

Il silenzio: Uno spazio dell’anima di Erling Kagge

Non aspettarmi vivo. La banalità dell’orrore nelle voci dei ragazzi jihadisti

di Anna Migotto

Il contagio islamista sembra essersi diffuso come una malattia esantematica, finché il paradiso non è diventato la destinazione ambita da molti ventenni in cerca di un posto nel mondo. Migotto e Miretti scrivono un libro pieno di inedite testimonianze. Un viaggio crudo e scioccante nella quotidianità e nell’immaginario dei ragazzi sedotti da Da’ish, per scoprire che il paesaggio svelato è insieme esotico e ben più familiare del previsto.

Non aspettarmi vivo. La banalità dell’orrore nelle voci dei ragazzi jihadisti di Anna Migotto

Free: La fine dell’industria discografica

di Stephen Witt

Frutto di anni di ricerca e a metà strada tra inchiesta, saggio e romanzo d’azione, Free ripercorre ogni tappa dell’èra della pirateria: dalle prime piattaforme di file-sharing alle indagini dell’Fbi e ai successivi processi, fino a una sorta di legalizzazione che ha permesso a Apple di trasformare in business il mercato clandestino degli mp3, cambiando per sempre il nostro modo di pensare alla musica.

Free: La fine dell’industria discografica. di Stephen Witt

Critica portatile al visual design

di Riccardo Falcinelli

Dürer era un visual designer come Steve Jobs? Perché Eva Longoria, di Desperate Housewives, apprezza Photoshop come regalo di Natale? Scopo del catalogo Ikea è informare o incantare? Walter Benjamin ha sbagliato previsioni? E il visual designer è un pericoloso rivoluzionario, un puro esperto di grafica o un progettista di futuro?

Critica portatile al visual design di Riccardo Falcinelli

Le variazioni del dolore: La vita, dopo l’inferno, grazie alla musica

di James Rhodes

Relazioni distorte e distruttive, ospedali psichiatrici, alcol. Fino all’incontro con la musica classica, con Bach in particolare, e alla scoperta di come le composizioni piú sublimi siano state scritte da uomini che hanno avuto esistenze drammatiche e destini tragici.

Le variazioni del dolore: La vita, dopo l’inferno, grazie alla musica di James Rhodes.

Il libro di Morgan. Io, l’amore, la musica, gli stronzi e Dio

di Marco Morgan Castoldi

L’autobiografia di un uomo complesso e consapevole, un artista che ha dedicato l’intera esistenza alla musica, e l’ha condivisa con generosità attraverso lo spettacolo. Un libro per raccontare le storie e le verità di una delle popstar italiane più significative degli ultimi vent’anni.

Il libro di Morgan. Io, l’amore, la musica, gli stronzi e Dio di Marco Morgan Castoldi.

Libri e risorse del blog

Il blog sta dedicando molte risorse alla divulgazione di libri e di formazione.

Al momento le altre pagine dedicate ai libri sono

i libri da leggere per un architetto dell’informazione.

E i libri consigliati da Marco Montemagno.


La pagina sarà in continuo aggiornamento in base alle pubblicazioni che saranno fatte dalle Einaudi editore.

Il blog, così come l’autore del blog, non ha nessuna relazione commerciale con Einaudi editore. Né questo post è sponsorizzato. I link rimandano ad Amazon.

Georgia Mos tra musica house e innovazione

Georgia Mos, nome d’arte di Giorgia Moschini, è una DJ italiana che molti conoscono per la sua partecipazione alla terza edizione di Top DJ. Oggi mi pare però riduttivo definire Georgia Mos per la sua partecipazione ad un programma tv. Georgia oggi è conosciuta in Italia per la sua bravura e la sua attività lavorativa presso eventi di rilievo nazionale e internazionale. E da pochi giorni riconosciuta tra la Top100 del DJaneMag.

Georgia Mos su Facebook

Georgia Mos biografia

Di Georgia Mos si sa (quasi) tutto. Si sa tutto nel senso che sui social Georgia condivide il suo volto, il suo lavoro e i luoghi che visita. Molto interessante, per esempio, è stato seguire il suo viaggio in India, documentato con le Instagram Stories che hanno mostrato un’India quotidiana.

Sul sito georgiamos.com è possibile trovare i contatti per collaborazioni e i social appunto. Si trova una breve intervista concessa per il programma Top dj e l’unica biografia che si trova (facilmente) è quanto scritto sul sito di Radio 105.

Intervista a Georgia Mos

La musica

La tua definizione affettiva di musica.

La musica rappresenta molto per me. Le sensazioni che mi scatena interiormente quando l’ascolto e la produco è qualcosa di inspiegabile. A livello affettivo la musica è molto legata al mondo interiore e c’è sicuramente una corrispondenza con il mondo affettivo; è espressione di quello che proviamo e di come siamo.

Che musica ascolti oltre alla musica house?

Amando follemente la musica in generale ascolto diversi generi (oltre alla musica dance chiaramente ). Amo il pop, il blues e l hip hop.

Qual’è secondo te la differenza tra musica e rumore?

Fondamentalmente la musica da un piacere all’ascolto mentre il rumore no, quindi deriva dalla qualità delle vibrazioni. In molte tracce comunque sono inseriti “rumori” all’interno della melodia stessa , il che rende, soprattutto nella musica dance la traccia più interessante.

Progettazione e sperimentazione secondo Georgia Mos

Qual’è il tuo rapporto con la sperimentazione? C’è qualcosa che reputi innovativo nelle tue performance?

Amo sperimentare. Mi piace registrare suoni nuovi e lavorarli con Ableton o usare la mia loopstation. Durante alcune serate invece mi piace utilizzare anche la mia voce su alcune strumentali.

Consideri la tua voce uno strumento musicale. Progettazione o improvvisazione?

La voce è uno strumento musicale a tutti gli effetti, richiede pratica e allenamento. Amo progettare e lasciare sempre un 10% all’improvvisazione legata all’emozioni e adrenalina dell’esibizione.

Quanto tempo dedichi allo studio e alla progettazione delle tue serate?

Non eseguo mai un dj set studiato nel minimo dettaglio (o perlomeno non ancora), mi piace lasciare a seconda del locale dove suono e a seconda del pubblico spazio all’improvvisazione del momento. L’energia della pista ti trasmette tanto e ti guida in quello che vorrebbe ascoltare in quel momento senza però tradire quello che senti tuo e che ti piace davvero suonare.

Georgia Mos, DJ internazionale

La tua carriera inizia all’estero. Mentre in Italia sei stata una novità. Che ne pensi?

Esatto ho iniziato ad avvicinarmi alla mondo della musica dance e del djing a Londra, 4 anni fa.

Sono sempre stata legata alla musica fin dall’età di 8 anni quando ho iniziato a studiare canto e solfeggio. A londra mi sono subito legata alla musica elettronica e ho studiato produzione musicale. Dopodichè sono stata tre mesi in America ( New York e Miami) dove ho suonato in diversi locali tra i quali il Nikki Beach.

Al mio ritorno in Italia, a Milano, sono stata selezionata per il programma “Top dj” in onda su Italia uno dove ho vissuto un’esperienza bellissima, tosta e divertente con altri 9 concorrenti. Ora lavoro moltissimo in Italia anche se amo viaggiare e suonare in Paesi all’estero.

Il tuo lavoro ti porta a viaggiare. Cosa ti porti dietro, musicalmente, dai tuoi primi viaggi all’estero?

Amo ogni volta cercare di capire il tipo di sound e di usanze per ogni paese ovviamente cercando di portare sempre il mio stile, ma è interessante vedere come per ogni paese la musica possa scatenare reazioni differenti sulle persone.

C’è qualcosa che vuoi condividere del tuo ultimo viaggio in India?

Un’esperienza incredibile. L’India è davvero magica, un paese da vedere assolutamente. Purtroppo in tour non si ha molto tempo per visitare le città nelle quali ci si esibisce. Ho fatto tre show in 5 giorni ( due giorni sono stati per il viaggio), e gli spostamenti tra una città e l’altra avvenivano con gli aerei, quindi era davvero poco il tempo per girare e visitare i posti piu interessanti delle città. Mi ha colpito la loro cordialità e disponibilità e la loro BDM “Bolliwood dance music” simile alla nostra Edm ma con influenze e testi indiani.

Diventare DJ. I consigli di Georgia Mos

Ho recensito tempo fa un film, We are friend. In una scena si spiega in maniera scientifica il metodo per far muovere le persone e portarle a ballare. Hai visto il film? Hai un tuo metodo? Si tratta di una invenzione cinematografica o c’è qualcosa di vero?

Si ho visto il film! È risaputo scientificamente che quando proviamo un’ emozione molto forte il nostro cuore raggiunge i 128 battiti per minuto, quindi musicalmente si dice che suonando a 128 bpm si arrivi “nel cuore” delle gente riuscendo a farla ballare. Non è una regola specifica, ogni aumento o diminuzione di bpm ti da reazioni differenti, dai 90 bpm fino ai 160 bpm. Nei mie set suono prevalentemente tra i 126 e 128 bpm perchè il tipo di musica che suono si esprime in maniera ottimale in quella velocità.

Molti ragazzi vogliono sapere come diventare un/una DJ. E sul tema ci sono libri e vengono tenuti TED e conferenze. Tre consigli a che vuole seguire il tuo percorso?

Ce ne sono tanti, ma i primi tre che mi vengono in mente sono studiare e prepararsi tecnicamente, avere una propria personalità musicale in modo da distinguersi nelle proprie produzioni e nei dj set live, seguire la parte marketing ovvero la promozione, i social ecc.. spesso questo ultimo punto non viene preso molto in considerazione ma l’interazione con il proprio pubblico attraverso i social è davvero importante per fidelizzarlo.

Un dj trascina le folle e le controlla con la musica. Studi più le masse o te stessa?

Esprimo quello che ho dentro e quando sono sulle stage mi viene spontaneo, non studio esattamente cosa fare o non fare nei minimi dettagli per coinvolgere la massa. Il pubblico apprezza il “vero” e il non il costruito.

Georgia Mos curiosità

Sapevi che su Google le persone cercano “Georgea Mos età” e “Georgea Mos altezza”? Secondo te, perché?

Sull’età c’è sempre molta curiosità, i dj generalmente dimostrano sempre meno anni, sono rimasta sconvolta quando ho scoperto l’età attuale di artisti come David Guetta, Bob Sinclair o Nervo e Alison Wonderland, quindi ammetto che anche io vado a cercare l’ètà degli altri dj:) Fortunatamente per quanto mi riguarda mi danno sempre meno anni di quelli che ho effettivamente. Per quanto riguarda l’altezza non me l’aspettavo ci fosse questa curiosità!

Concludo ringraziandoti di cuore per aver risposto alle mie domande e per aver dedicato il tuo tempo ai miei lettori. L’ultima domanda. Hai progetti musicali diversi dalle performance? Dove ti vedremo questo autunno/inverno?

Assolutamente! Sto lavorando in studio su delle produzioni che usciranno all’inizio del 2018 dove partirà anche un tour per la Cina. Non vedo l’ora!

Freeda intervista Geogia Mos

Georgia Mos sui Social

Se vuoi seguire Georgea Mos la trovi sui social.

Facebook Georgia Mos Official mi pare il profilo più istituzionale.

Instagram a me pare il canale più personale e il più aggiornato sulla sua attività.

E per ascoltare qualcosa di Georgia basta visitare il suo canale SoundCloud

Georgia Mos si trova anche su Twitter ma a me pare che non sia il suo canale preferenziale.

Perché intervisto Georgia Mos

Seguo Georgia Mos sui social da un po’ di tempo. Analizzo le strategie di artisti e influencer. Di lei mi ha colpito certamente l’uso che fa della sua immagine. Ma soprattutto la sua ricerca innovativa sul campo. In un mondo in cui ci si distingue, grosso modo, per il tipo di musica che si mette sui piatti, ho trovato interessanti le sue capacità comunicative e imprenditoriali. Georgia, infatti, cerca di innovare il suo mestiere di DJ, utilizzando e inserendo la sua voce come strumento musicale.

L’intervista è volta a scoprire qualcosa di più di questo mondo e del pensiero di Georgia Mos.

L’intervista va ad arricchire la serie di interviste che il blog ha intrapreso per approfondire i temi della sonorità

Context is the king!

Context is the king!

Non si tratta di un refuso.

Siamo abituati a sentirci dire che Content is the king,

specialmente da chi si occupa di marketing.

Ma nelle conversazioni conta il contesto!

Nelle architetture dell’informazione conta il contesto.

Quando parliamo di architettura dell’informazione conversazionale dobbiamo mettere in primo piano il contesto.

Lo ripeto.

Quando parliamo di architettura dell’informazione stiamo parlando di contesti.

E questo è vero nella progettazione così come nello sviluppo.

Lunga vita al re

Wired augura lunga vita al re contesto. Racconta di come agli albori del world wide web il contenuto fosse il re. Affermazione che, se contestualizziamo, possiamo dire essere in buona parte vera ancora oggi. Appunto. Contestualizziamo, mettiamo in evidenza il contesto; mettiamo in relazione questa affermazione con altre affermazioni.

Anche se sono passati 20 anni le cose non sono cambiate, si sono complicate. Al contenuto si sono aggiunti, in questi ultimi e pochi anni, altri fattori che necessitano di contesto per essere capite. Il mobile, il nostro smartphone, che ci rende, umani, digitali ed iperconnessi, ha complicato la relazione che abbiamo con l’ambiente che ci circonda. Il nostro essere Onlife ha modificato le case e gli spazi che abitiamo.

Il “modo” di comunicare è contestuale al modo di recepire l’informazione. La forma che questa esperienza assume è diventata importante quanto il contenuto effettivo che viene trasmesso. Il contesto è tutto. Il contesto è il re. Per qualcuno il contesto è Dio.

Context is King

Quando ci relazioniamo con una informazione dobbiamo determinare il significato del testo. Vogliamo e dobbiamo capire cosa significa quel testo. In quale contesto è stato scritto e in quale contesto viene letto?

Si tratta di una esperienza comune quella di osservare che le persone assumono conclusioni prima di iniziare a leggere un testo. Le persone tendono a creare sempre un proprio contesto. Ciascuno di noi tende a convalidare le proprie conclusioni predeterminate. Conclusioni corrette o scorrette a seconda del contesto.

Creare contesto per il proprio pubblico

La creazione di un contesto non è cosa facile e immediata. Ci vuole tempo, ricerca, metodo. Ci vuole rispetto e cura. E non basta sapere la ricetta. E non è detto che, anche con tutte le buone intenzioni, ci si riesca.

Rispettare le persone

Quando si vuole creare un contesto il rispetto per le persone è fondamentale. Rispetto per quello che stanno facendo e dove lo stanno facendo. Rispettare dove le persone vogliono avere il loro punto di contatto con noi e con il nostro contenuto.

Curare l’esperienza

Curare l’esperienza significa non interrompere le persone in quello che stanno facendo. Fosse anche che stiano perdendo tempo. E questo non lo sappiamo. Dipende. Ma ancor più attenzione dobbiamo avere se le persone sono impegnate seriamente a leggere o ad informarsi, attraverso un video o un testo.

Abbiate cura dell’esperienza e abbiate cura della risorsa più preziosa: il tempo.

Il contesto per capire

Il contesto serve a capire. Senza contesto si è privi delle fondamenta della comprensione. Per comprendere una notizia abbiamo sempre avuto bisogno di un contesto. E se a leggere i giornali sono sempre meno persone non è perché non si ha bisogno di notizie. Anzi. C’è bisogno di notizie e c’è bisogno di capire. Sempre

Come sarebbe possibile comprendere la situazione politica siriana se non si avesse conoscenza del contesto? Cioè senza essere a conoscenza delle relazioni che questa nazione ha con le altre nazioni che gli stanno intorno; senza conoscere le relazioni che ha con il passato, con la sua storia. Come possiamo comprendere il format comunicativo dell’Isis, senza sapere quale sia la differenza tra un sunnita e uno sciita?

Ovviamente il contesto richiede un formato più lungo, richiede mappe, grafici. Ma se alla fine si capisce quello che sta accadendo, chi rinuncerebbe a questa soddisfazione?

Perché il contesto è re

David Walsh, ceo e presidente di Genband, lo dice in altre parole.

In un mondo in cui tutti e tutto può essere collegato, in un mondo dove le macchine e gli esseri umani possono interagire in molteplici modi, l’opportunità di comprendere il comportamento e offrire esperienze più utili e divertenti sta diventando il vero gioco della comunicazione in tempo reale.

I social media hanno creato un mondo completamente nuovo. Le persone sono più veloci a informare gli altri. Più veloci dei media tradizionali.

Basta seguire i più attivi produttori di contenuti per Instagram Stories, per esempio. Si tratta di vere e proprie televisioni. Altro che grande fratello. La vita intima delle persone è sempre più originale di qualunque script di qualunque autore.

Context is King per Jodi Beggs

Jodi Beggs spiega come il contesto modifica la percezione della realtà e quindi determina anche il valore delle persone e dei prodotti in un determinato contesto.

Il contesto in cui viviamo è in continuo mutamento. E il successo di un determinato prodotto (anche musicale) dipende dal contesto.

Guarda il video di Jodi Beggs al TedxBoston – Conten is the kink.