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Sonoro da Oscar 2020

Un sonoro da Oscar per film da oscar ovviamente. Le nomination sonore non vengono quasi mai menzionate. Di solito fanno numero ma non sono mai messe in rilievo. Eppure non si tratta di film muti. In questo articolo trovate tutte le colonne sonore, i trailer e i documentari che hanno ricevuto la nomination agli Oscar. Almeno quello che di più rilevante sono riuscito a trovare. Non è un post da leggere in pochi minuti. Anzi, c’è da mettersi comodi e ascoltare. E se siete in viaggio, ancora meglio.

Nomination audio 2020

Migliore colonna sonora 2020

Il vincitore è Joker, dalla compositrice islandese Hildur Guonadottir .

Piccole Donne
Storia di un matrimonio
1917
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Migliore canzone originale 2020

Elton John e il suo fidato collaboratore Bernie Taupin vincono per la miglior canzone originale.

«(I’m gonna) love me again», nel film «Rocketman», sulla vita di Elton John.

“I’m standing With You”, da Atto di fede
“Into the Unknown”, da Frozen II – Il segreto di Arendelle
“Stand Up”, da Harriet
“(I’m Gonna) Love Me Again”, da Rocketman
“I Can’t Let You Throw Yourself Away”, da Toy Story 4

Miglior sonoro (“sound editing”) 2020

1917 Oscar come miglior sonoro 2020

Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”) 2020

Miglior montaggio sonoro 2020 va a Le Mans 66 che vince anche la statuetta per il miglior montaggio.

1917
Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Ad Astra

Nomination audio 2019

Migliore colonna sonora 2019

Ludwig Göransson – Black Panther
Terence Blanchard – BlacKkKlansman
Alexandre Desplat – L’isola dei cani (Isle of Dogs)
Marc Shaiman – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Nicholas Britell – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)

Migliore canzone 2019

Shallow (musica e testi di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt) – A Star Is Born
All the Stars (musica di Sounwave, Kendrick Lamar e Anthony Tiffith; testi di Kendrick Lamar, Anthony Tiffith e SZA) – Black Panther
I’ll Fight (musica e testi di Diane Warren) – Alla corte di Ruth – RBG
The Place Where Lost Things Go (musica di Marc Shaiman; testi di Marc Shaiman e Scott Wittman) – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
When a Cowboy Trades His Spurs for Wings (musica e testi di David Rawlings e Gillian Welch) – La ballata di Buster Scruggs (The ballad of Buster Scruggs)

Miglior sonoro 2019

Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali – Bohemian Rhapsody
Steve Boeddeker, Brandon Proctor e Peter J. Devlin – Black Panther
Jon Taylor, Frank A. Montaño, Ai-Ling Lee e Mary H. Ellis – First Man – Il primo uomo (First Man)
Skip Lievsay, Craig Henighan e José Antonio Garcia – Roma
Tom Ozanich, Dean A. Zupancic, Jason Ruder e Steve A. Morrow – A Star Is Born.

Miglior montaggio sonoro 2019

John Warhurst e Nina Hartstone – Bohemian Rhapsody
Benjamin A. Burtt e Steve Boeddeker – Black Panther
Ai-Ling Lee e Mildred Iatrou Morgan – First Man – Il primo uomo (First Man)
Ethan Van der Ryn e Erik Aadahl – A Quiet Place – Un posto tranquillo (A Quiet Place)
Sergio Díaz e Skip Lievsay – Roma

Nomination audio 2018

Migliore colonna sonora 2018

Alexandre Desplat – La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water)
Carter Burwell – Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Jonny Greenwood – Il filo nascosto (Phantom Thread)
John Williams – Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)
Hans Zimmer – Dunkirk

Migliore canzone 2018

Remember Me (musica e testi di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez) – Coco
Mighty River (musica e testi di Mary J. Blige, Raphael Saadiq e Taura Stinson) – Mudbound
Mystery of Love (musica e testi di Sufjan Stevens) – Chiamami col tuo nome (Call Me By Your Name)
Stand Up For Something (musica di Diane Warren, testi di Diane Warren e Lonnie Lynn) – Marcia per la libertà (Marshall)
This is Me (musica e testi di Benj Pasek e Justin Paul) – The Greatest Showman

Miglior sonoro 2018

Mark Weingarten, Gregg Landaker e Gary A. Rizzo – Dunkirk
Ron Bartlett, Doug Hemphill e Mac Ruth – Blade Runner 2049
Christian Cooke, Brad Zoern e Glen Gauthier – La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water)
David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce e Stuart Wilson – Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)
Julian Slater, Tim Cavagin e Mary H. Ellis – Baby Driver – Il genio della fuga (Baby Driver)

Miglior montaggio sonoro 2018

Richard King e Alex Gibson – Dunkirk
Mark Mangini e Theo Green – Blade Runner 2049
Nathan Robitaille e Nelson Ferreira – La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water)
Julian Slater – Baby Driver – Il genio della fuga (Baby Driver)
Matthew Wood e Ren Klyce – Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)

Nomination Oscar 2017

Miglior colonna sonora 2017

Justin Hurwitz – La La Land
Mica Levi – Jackie
Dustin O’Halloran e Hauschka – Lion – La strada verso casa (Lion)
Nicholas Britell – Moonlight
Thomas Newman – Passengers

Miglior canzone 2017

City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) – La La Land
Audition (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) – La La Land
Can’t Stop the Feeling! (Justin Timberlake, Max Martin e Karl Johan Schuster) – Trolls
The Empty Chair (J. Ralph e Sting) – Jim: The James Foley Story
How Far I’ll Go (Lin-Manuel Miranda) – Oceania (Moana)

Miglior sonoro 2017

Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow – La La Land
David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson – Rogue One: A Star Wars Story
Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye – Arrival
Greg P. Russell[5], Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth – 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

Miglior montaggio sonoro 2017

Sylvain Bellemare – Arrival
Wylie Stateman e Renée Tondelli – Deepwater – Inferno sull’oceano (Deepwater Horizon)
Robert Mackenzie e Andy Wright – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
Ai-Ling Lee e Mildred Iatrou Morgan – La La Land
Alan Robert Murray e Bub Asman – Sully

Nomination audio 2016

Miglior colonna sonora 2016

  • John WilliamsStar Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior canzone 2016

Miglior sonoro 2016

Miglior montaggio sonoro

Un post da conservare e da riascoltare. La musica ringrazia per il tuo tempo!

E per voi? Quale sonoro preferite? Quale colonna sonora fareste vincere?

I migliori altoparlanti e sistemi per ascoltare musica

I migliori altoparlanti

per creare un sistema audio perfetto non esiste.

È tutto un equilibrio che dipende

dai nostri gusti sonori.

Ciascun appassionato di audio lo sa bene.

Questa è solo una guida

per chi si sta accingendo

ad un acquisto consapevole

di diffusori acustici

e sistemi di altoparlanti.

Aggiornamento 26 agosto 2020

L’articolo sui migliori altoparlanti è aggiornato periodicamente, per migliorarne la qualità e la lettura. Anche grazie al contributo dei lettori. In aggiunta è possibile trovare alcuni consigli di acquisto a cui dare un’occhiata testati da autorevoli professionisti che ne consigliano l’acquisto a chi cerca sistemi audio per la casa. E una pagina sugli altoparlanti per PC.

Casse stereo

Secondo gli audiofili più sfegatati scegliere un sistema di altoparlanti è una scelta che coinvolge le emozioni, i propri sentimenti e le proprie convinzioni più profonde. Insomma, coinvolge l’anima di chi ascolta. Questo è vero certamente per chi è in cerca della qualità, ha disponibilità economica e può rinunciare al design di moda per un altoparlante che però ha una qualità componentistica eccezionale. Per la stragrande maggioranza dei consumatori non è così. Perché al di là dei tecnicismi e delle prove di forza è bene sapere che non esistono i migliori altoparlanti da comprare. La scelta finale, troppo spesso, si basa su prezzo e forma, ossia sul design degli altoparlanti. I più attenti e meticolosi, al massimo, fanno attenzione a dove saranno posizionate le casse.

Sistema audio per l’ascolto

Se si pensa di acquistare un sistema di altoparlanti, diffusori audio, casse acustiche o speakers, (o come volete chiamare voi gli strumenti che emettono i suoni dal vostro stereo) si parte, infatti, quasi sempre dalla somma di denaro che si vuole o si può spendere. Sarebbe consigliabile però andare in qualche negozio dove poter ascoltare le casse che si avvicinano al prezzo che avete deciso di spendere. E in base anche al vostro gusto estetico fate il vostro acquisto.

Bene o male, a parità di prezzo, le caratteristiche e capacità da verificare sono, grosso modo, simili. Il prezzo è l’unica cosa fondamentale. Grazie alla tecnologia a disposizione, infatti, potete spendere qualunque cifra. E soprattutto se dovete scegliere tra il comprare il villino con piscina in montagna o una coppia di casse (vedi i migliori altoparlanti oltre i 100.000,00 euro che trovi in fondo alla pagina), è evidente che il potere di acquisto, prima della qualità, è tutto.

Attenzione alle nostre orecchie

Non solo. L’uso smodato di cellulari e di cuffie, l’inquinamento acustico e i vari rumori di sottofondo dei nostri personal computer, ogni giorno, rovinano la nostra capacità di ascolto. Diventiamo sempre più sordi. La percezione del suono e della musica si riduce, periodicamente, anche con l’età. Ai concerti o nelle feste ci roviniamo sempre un po’ le orecchie. Sporcizia, inquinamento e cotton fioc fanno il resto. Insomma, anche ad acquistare delle casse stratosferiche, alla fine si rischia di sentire veramente poco di quello che trasmettono i nostri diffusori acustici.

Quindi, secondo me, l’unica cosa che conta è quanto volete spendere e il vostro gusto sonoro. Infatti, alla domanda come scegliere il sistema di diffusori acustici l’unica risposta utile è ascoltando.

I migliori altoparlanti per ascoltare musica

Arriviamo finalmente alle casse acustiche da casa, per lo stereo, per ascoltare la nostra musica. Anche qui parto dalla fine e due cose mi sembrano importanti. L’ascolto delle casse e l’ambiente in cui verranno posizionate. Uno strumento di moda è ultimamente il Multiroom Wireless Sonos PLAY:5 Smart Speaker Hi-Fi. È un unico pezzo, è comodo, senza fili, ma come capirete leggendo più avanti, i limiti sono tanti. E comunque… Il vostro gusto sonoro viene sempre prima.

Ascoltare gli altoparlanti

Lo strumento di misura audio più sofisticato che esiste al mondo è il vostro orecchio. Anche se fosse malmesso e mal funzionante, risponde ai vostri gusti sonori e musicali. Dato che non esiste un sistema di diffusori acustici perfetto vi dovrete affidare, appunto, alle vostre orecchie e al vostro gusto sonoro. Come? Ascoltando. Ascoltate le casse acustiche che già avete a casa vostra. È la prima cosa da fare. Poi ascoltate le casse degli amici, dei parenti. Fate paragoni sonori con casse e marche diverse. Magari osservando o cercando di capire i materiali della componentistica, evitando i prodotti con troppa plastica intorno. Sempre che ve lo possiate permettere. E tenete presente sempre l’ambiente. Lo stesso impianto, le stesse casse acustiche, in ambienti diversi, suonano in modo diverso. Questo è fondamentale. Da non dimenticare.

Le casse sono l’anello di una lunga catena, quello finale. Se le casse sono un acquisto che fate per conto vostro, ricordatevi la compatibilità con quanto già avete in casa. Qui qualche tecnicismo ci è utile. Impedenza, potenza ed efficienza devono essere compatibili con l’amplificatore. A sua volta compatibile con lo stereo. Alla fine il suono deve piacere a voi e le casse devono incontrare e soddisfare i vostri gusti. Nessuno può giudicarli.

Ascolto in negozio

Gli audiofili veri ascoltano i migliori altoparlanti in negozio e poi portano fisicamente le loro casse nel negozio per fare il paragone con le casse che vogliono acquistare. Stiamo parlando di negozi di alto profilo. Dove vai a spendere cifre importanti. Non si tratta del centro commerciale.

Un sistema di altoparlanti suonerà in maniera diversa se si cambia ambiente di ascolto, anche se i criteri di base, le caratteristiche sonore, rimarranno le stesse in un intervallo ragionevole di prestazioni.

Collocazione dei diffusori acustici in casa

L’ideale per costruire un ambiente sonoro ottimale sarebbe quello di posizionare il vostro impianto stereo o i vostri diffusori acustici in mezzo ad uno spazio vuoto dove desiderate ascoltare la vostra musica e poi iniziare a costruire la casa tutto intorno. Non sto scherzando. Se non avete questa possibilità, cioè di comprare prima l’impianto stereo e poi costruire la casa allora avrete qualche problema e dovrete trovare sempre qualche compromesso. Diciamo che se siete gente comune l’impianto stereo si compra dopo aver comprato cucina e stanza da letto. E quasi sicuramente anche molto dopo l’acquisto del soggiorno e del salotto. Insomma, ci pensate davvero alla fine di tutti gli acquisti possibili e immaginabili. Anche dopo la televisione. Quindi sappiate che la vostra scelta è di compromesso. E le casse non sono mai posizionate nel posto giusto.

Altoparlanti fuori le librerie

Sarebbe utile evitare di infilare le casse in librerie e scaffali o appenderle ai muri. Altrimenti acquistare casse progettate per le librerie. La posizione ideale è su un lato di una parete, distante dalla parete stessa e ad altezza delle vostre orecchie da seduti. Il punto di ascolto, invece, sarebbe al vertice di un triangolo equilatero dove negli altri due vertici ci sono le casse.

E buona norma che lo spazio alle spalle delle casse acustiche sia sgombro così come quello compreso tra i tuoi stessi, che deve essere riempito dal suono e non da tavoli o altro.

Se non potete fare questo dovete sopportare il disgusto e lo sdegno degli audiofili.

Loudspeaker 2018 – 2019

Uno dei diffusori più audaci e tecnologicamente avanzato.

ELAC – Adante AS-61

Q Acoustic 3050I

Prezzo degli altoparlanti

Torno ancora sul prezzo perché, quando scrivo, penso al mio lettore come ad un amico che mi chiede un consiglio. Trovandomi tra amici di media agiatezza e con uno stipendio normale non posso immaginarmi che il prezzo non sia un problema. Il prezzo è la cosa che dovete davvero valutare. Solo così potrete restringere la gamma delle vostre scelte. Se volete rivolgervi a qualcosa di relativamente economico potete fare riferimento ai costruttori italiani che offrono prodotti interessanti. Ma non si tratta solo di costi. Se avete casa in Italia è consigliabile acquistare da queste marche vicine sonoramente alle nostre orecchie. Come vedremo tra poco.

Potete acquistare gli Indiana Line, per esempio, Indiana Line TESI 260 C – Diffusori a 2 vie da libreria. Si possono scegliere le casse acustiche della nota e diffusa RCF che propone Rcf Art 712-A Mk2 oppure il Diffusore amplificato da 700 WATT CONO 15″ DRIVER 3.5″ TWEETER 1.5″. Che poi… economico per modo di dire. Visto che possiamo anche spendere oltre gli 8000 euro con la coppia di diffusori HARIO URSA MAJOR

1.000 euro per casse e amplificatore

Flavio, nei commenti, invia un consiglio per avere casse e amplificatore stando all’interno di un budget di 1000 euro che mi sembra molto interessante. Scrive Flavio

Al posto delle B&W che paghi un po’ il nome, ti consiglio altre tre marche di casse acustiche. Le danesi DALI Zensor 3, (da scaffale) oppure le DALI Spektor 6 (da pavimento). le francesi Davis Acoustics Balthus 30 (da scaffale). Per ultime, le tedesche ELAC Bebut B6 (da scaffale), progettate da Andrew Jones. Come amplificatori stereo, stai su un entry level di NAD o di DENON.

Le DALI Zonsor 3 da scaffale stanno intorno ai 400,00 euro. Mentre siamo un può più su nel prezzo, quasi 600,00 euro per le sorelle maggiori DALI Spektor 6. Interessanti mi sembrano le ELAC Debut B6. Delle Davis Acoustics non ho trovato le Balthus 30 che sono di recente uscita. Su Amazon si trova il Davis Acoustics Dhavani Altoparlante senza fili per MP3 & Ipod, 30 – 20000 Hz, a 3 vie, che costa oltre le mille euro. Sugli amplificatori ci sarebbe anche da parlare. Vedremo. Se qualcuno, esperto, fosse disponibile ad una intervista, magari potremmo fare qualcosa insieme. Flavio consiglia gli amplificatori Nad e gli amplificatori stereo Denon.

Diffusori acustici

Ciascun brand di diffusori, in effetti, ha un suo modo di suonare. E non è che sia un caso. Ciascun progettista, progetta il diffusore acustico per determinati mercati. Ciascun mercato è influenzato da una cultura musicale diversa. A questa cultura sonora si rifà anche quando progetta un sistema di altoparlanti o un diffusore acustico specifico. Ogni cultura vive dei propri suoni e delle proprie melodie. I progettisti devono pensare a quale mercato si riferiscono. Se il progettista pensa di vendere le proprie casse al mercato inglese deve tenere conto che le case degli inglesi hanno quasi tutte la moquette. Questa smorza il suono e quindi la cassa suonerà diversamente di come suonerebbe in una stanza con pavimento di marmo. Se hai la moquette o tanti tappeti in casa pare che si consigli l’acquisto di queste casse —Le INFINITY Kappa 9. — Se hai un pavimento in marmo e poche tende in giro puoi comprare qualcosa del genere DB TECHNOLOGIES OPERA 12 – Cassa Attiva 1200W . — Oppure puoi affidarti alle marche italiane che ho segnalato poco fa. E se si può spendere qualcosa in più si può comprare la coppia di diffusori Sonus Faber Toy Tower Bianco HG. — Negli Stati Uniti, invece, vanno di moda i diffusori da pavimento KLIPSCH RF7 II BLACK adatti per ampie stanze e con un suono che le riempie.

Tecnicismi, caratteristiche e capacità da verificare

Gli altoparlanti si possono chiamare trasduttori, driver, speakers, duffusori, diffusori acustici o casse acustiche.

Un lettore del blog, Paolo, ci tiene a precisare.

Gli altoparlanti si possono chiamare trasduttori, driver, speaker, NON diffusori, diffusori acustici o casse acustiche, con questi termini si indica il diffusore completo, cioè l’altoparlante più il mobile (cassa).

i migliori altoparlanti per diffondere musica sono genericamente formati da tre elementi di base chiamate anche vie come spiegato nel capitolo Cosa sono le vie? Un tweeter per le frequenze alte; un midrange per le frequenze medie e un woofer per le frequenze basse. Non è detto che in una cassa siano sempre presenti tutti e tre gli elementi. Abbiamo casse acustiche con uno solo di questi elementi o con due.

Il segnale udibile dall’orecchio umano si estende dai 20 ai 20.000 Hz (unità di misura della frequenza). 20 Hz rappresentano un tono molto basso mentre 20.000 Hz un tono molto acuto.

Ma come funziona davvero un altoparlante?

Grazie ai contributi dei lettori questo articolo ha approfondito molti aspetti ed è diventato un po’ illeggibile. Per questo motivo abbiamo creato nuovi articoli che potranno essere ulteriormente approfonditi .

Come funziona un altoparlante.

Subwoofer

Stessa cosa abbiamo fatto per quanto riguardo ai subwoofer. Abbiamo preferito spostare le informazione in un’altra pagina dedicata.

AGGIORNAMENTO 21/11/2017

Un nuovo lettore del blog, Paolo, ha contribuito, con un commento, al miglioramento di questo articolo. Gliene sono grato. Intanto perché mi ha spinto a migliorare l’articolo e arricchirlo con link più tecnici e approfonditi. E poi penso che grati gliene devono essere tutti coloro che leggeranno questo articolo. Grazie a Paolo che ha dedicato il suo tempo nel condividere le sue conoscenze, questo articolo migliora il web. Grazie!

I migliori altoparlanti oltre i 100.000,00 euro

Ecco cosa intendo quando dico che il prezzo fa davvero la differenza. Ad essere sincero, anch’io mi sono stupito la prima volta che ho visto che un Cabasse Ocean da pavimento che costava 100 mila euro tondi. Fin quando non ho visto che un Raidh Acoustic D5.1 può costare anche 200 mila euro tondi. Poi ho visto che un altoparlante Gaudi mk ll della german-physics costa 226 mila euro e la Rokport technologies propone il suo Arrakis a 286.995,00 euro.

E se questi vi sembrano prezzi assurdi, sono ancora poca cosa rispetto alle casse Kharma. Questa ditta offre altoparlanti per tutte le tasche fino ad arrivare alla serie Enigma Veyron modello EV-1D  che si trova a 700.000,00 euro. Non preoccupatevi. A questo prezzo ti vendono la coppia. Ora, penso che tra i miei lettori non ci siano persone che si possano permettere questo tipo di sistemi audio. Ma non si sa mai. Se ci fossero mi propongo come direttore artistico personale. Organizzo personalmente concerti direttamente a casa vostra. Un concerto dal vivo costa decisamente meno e farò in modo che l’orchestra dal vivo si senta meglio.

Altoparlanti per tutte le tasche

Concludo questo lungo articolo sperando di essere stato utile e di avervi chiarito le idee su come comportarvi se decidete di acquistare un sistema di diffusori acustici o di costruire un sistema di altoparlanti. Ci sono altoparlanti per tutte le tasche. Intorno ai 50 mila euro c’è roba buona. Ma anche intorno ai 20 mila euro non fanno proprio schifo. Che poi se abitate in un condominio dove al pomeriggio non potete accendere la tv, vanno bene anche le casse da pc di cui vi ho parlato sopra. E amen ai diffusori acustici.

Voglio acquistare le miglior casse per musica

Per la creazione di questo articolo, così come dicevo all’inizio mi sono avvalso della mia personale ricerca su internet da cui ho tratto gli spunti tecnici. E la lettura di riviste di settore che ho trovato in edicola. Inoltre, come avrete notato, l’articolo è perfettibile per cui aperto ai contributi dei lettori che vogliono correggere eventuali errori, precisare parole e concetti espressi male, aggiungere nozioni e conoscenze utili per migliorare il contenuto. Tengo a precisare, in fine, che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra. I link rimandano ad Amazon. Non ho attività di vendita di questi prodotti.

Home cinema, Home theatre, soundbar, altoparlanti esterni per la tv

L’Home cinema, home theatre,

merita una pagina dedicata sul blog.

Il sistema che permette di avere un audio cinematografico

e di immergersi nel suono dal proprio divano di casa

rientra tra le sonorità di cui mi occupo.

Il tema è correlato al miglior sistema di altoparlanti

per ascoltare musica dove potete trovare anche le specifiche tecniche

per poter scegliere al meglio un impianto audio.

Qui, ho preferito, raccogliere i consigli e i pareri specifici per un audio casalingo.

Home theatre speaker system

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Il sistema va composto con

Altoparlanti esterni per la tv

Il picco delle vendite di home cinema, home theatre, si ha avuto nel 2012. All’inizio è stata solo una moda, adesso, con i televisori “slim” spesso sono anche una necessità. Le casse dei televisori non riescono sempre a soddisfare le esigenze degli audiofili. E anche oggi, sebbene si parli di video in 4K, tranne in alcuni casi, non si fa gran riferimento alla qualità audio.

L’Home cinema è caratterizzato dall’avere delle mini casse diffuse nell’ambiente. E poi un enorme subwoofer da nascondere da qualche parte. Il modello è stato quello delle Bose® Acoustimass®, che costano un bel po’. E che poi sono state imitate nel tempo da tutto gli altri brand che si occupano di altoparlanti esterni per la TV. Se dunque da un lato, i televisori non suonano e dunque si ha bisogno di qualcosa che accompagni le immagini. E anche innegabile che avere delle casse esterne piccole permette di avere le migliori casse acustiche per casa.  Un audio di qualità in poco spazio.

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L’ambiente dove suona l’home cinema, home theatre

Come già scritto nell’articolo sui sistemi audio, metterei in evidenza alcune cose. E sicuramente bisogna ricordare che oltre alla qualità del sistema è bene avere cura della collocazione delle casse nello spazio che abbiamo a disposizione.

Infilarle, per comodità, in una libreria, attaccarle al muro (se non prescritto dal manuale), metterle dove si trova spazio, è qualcosa da evitare. Le casse, in genere, suonano meglio se si trovano distanziate dal muro. Capisco perfettamente che spesso è necessario. Ma è bene sapere che posizionate in maniera adeguata, le stesse casse suonano meglio. Magari siete già, più che soddisfatti dell’audio del vostro impianto. Questo è quello che importa. Il suono deve piacere a voi! Ma se potete distanziare le casse dalla parete vi accorgerete subito di avere a disposizione un suono migliore.

Ponendovi al centro di una stanza…

La posizione ideale è su un lato di una parete, distante dalla parete stessa e ad altezza delle vostre orecchie da seduti. Il punto di ascolto, invece, sarebbe al vertice di un triangolo equilatero dove negli altri due vertici ci sono le casse.

È buona norma che lo spazio alle spalle delle casse acustiche sia sgombro così come quello compreso tra le stesse casse. Spazio che deve essere riempito dal suono e non da tavoli o altro.

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Posizionare al meglio il vostro home cinema home theatre

Spesso, infatti, i sistemi home theatre sono posizionati in cucina o in soggiorno, oppure in un salotto. Luoghi che sono già ben arredati. Le piccole e potenti casse in commercio, purtroppo non sono il meglio, come ci è stato raccontato. Se fossero il meglio in commercio, molti produttori di diffusori acustici sarebbero davvero stupidi a continuare a costruire casse stereo di grandezza superiore.

Se noi, comuni mortali usiamo l’home cinema è principalmente perché sono il miglior compromesso tra qualità e prezzo. Insomma, costano poco e sono comodi da installare in ogni stanza e in qualunque ambiente. Le casse piccole, infatti, producono pochi suoni e la maggior parte del suono arriva dal subwoofer. Questo esprime la maggior parte del suono. Non a caso il subwoofer è notevolmente più grande. Per questo motivo bisognerebbe puntare ai migliori home cinema in commercio. Home theatre con una componentistica di qualità che supplisca a certi difetti strutturali.

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Soundbar

L’EISA Best buy Soundbar 2018 – 2019 ha decreatato il vincitore nel Polk Audio – magnifi Max

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Tra gli altoparlanti esterni un’altra possibilità di acquisto è la soundbar.

Soluzione comoda per chi ha problemi di spazio oppure non sopporta troppi fili in giro per casa.

Però ricordiamoci che, al di là della comodità, “il tutto in uno” potrebbe nascondere “il tutto e niente”. La soundbar simula il surround (fronte sonoro posteriore) e non produce il surround. E a meno che non si viva isolati in campagna anche il soundbar non verrà mai messo alla prova veramente.

Alcuni modelli che ho visto sul web soddisfano i bisogni della famiglia. Sia per qualità audio sia per il prezzo.

Si va dal basico Samsung HW-J355/EN Soundbar 120W a qualcosa di più sostanzioso come il Bose Solo 5 TV Sistema Audio, 

oppure il sistema wireless del Sonos Playbar. Ma possiamo anche arrivare ad un corposo Samsung hw-k950 compreso di subwoofer.

Sul web grande successo sta avendo la soundbar Panasonic modello SC-HTB485EGK con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Per schermi da 65” e oltre

LG SK10Y per riprodurre un sorprendente audio da cinema.

Home cinema, Home theatre

Ovviamente per l’acquisto di un sistema di Home Cinema c’è di tutto. Così come per il sistema audio difficile dare un consiglio certo. Come già sapete esiste un vasto mercato che cerca di soddisfare tutte le necessità e tutte le tasche. Il prezzo varia a seconda della qualità della componentistica che si trova all’interno. Le varianti sono tante e non sempre si riesce a comprendere chi realizza le migliori prestazioni.

Senza dare nessuna classifica ti propongo quello che ho visto io in giro.

Sony HT-RT3 Sistema Home Cinema 5.1 Canali, 600 W, Bluetooth

Yamaha YHT-2930 Kit Home Cinema 5.1

Samsung HT-J5500 Sistema Home Entertainment Blu-ray, 1000W, 5.1Ch

Auna JW home theatre 5.1 surround (95 Watt, subwoofer, 5 altoparlanti satelliti, illuminazione a LED, ingresso RCA per collegare dispositivi esterni).

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Home teatre Subwoofer 2018 – 2019

SVS – SB-4000

Il mio home theatre

L’home cinema home theatre che io oggi comprerei è il kit della Yamaha YHT-2930. Lo stemma della Yahama è composto da tre diapason. A mio parere, in campo casalingo, stanno facendo un ottimo lavoro sull’audio. Personalmente, poi mi piace anche il design. Così come i sistemi Home theatre della Kenwood 5.1.

Personalmente sono ancora in possesso dell’home theatre che ho comprato 15 anni fa. Un vecchio Lenoir che oggi non esiste manco più. Si tratta di un sistema 5.1 analogico, non più compatibile con i nuovi televisori con l’uscita audio ottica. Quindi per evitare di buttare delle casse usate pochissimo ho dovuto acquistare un convertitore di audio da digitale ad analogico 5.1. In commercio purtroppo non c’è tanto. Quello che ho trovato è il PROZOR DAC Digitale ad Analogico 5.1 Convertitore Adattatore per Dispositivi Audio Suono Decoder SPDIF RCA Dolby AC3/ DTS Entrata Coassiale Ottico. Non è il massimo. Ma fa il suo lavoro e mi ha evitato di buttare queste casse che sono ancora nuove.

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Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra. I link rimandano ad Amazon.

Prodotti JVC Kenwood 2018

In questo articolo trovi le novità audio dei prodotti JVC Kenwood 2018. Questa pagina non è sponsorizzata ma è scritta per dare un servizio ai miei lettori attraverso un canale privilegiato che sono i comunicati stampa delle aziende.

I comunicati stampa che mi arrivano sono filtrati in base ai temi trattati dal blog e riadattati (in buona parte e per quanto possibile) secondo il mio linguaggio per i miei lettori.

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I prodotti

JVC Kenwood 2018

Agosto 2018

JVCKENWOOD partecipa alla prossima edizione di IFA presso il Berlin ExpoCenter City, da venerdì 31 agosto a mercoledì 5 settembre 2018.

Quest’anno lo stand JVCKENWOOD, da quanto scritto sul comunicato si troverà press la Hall 1.2 Booth 222. Saranno esposti una vasta gamma di prodotti elettronici per auto, che continuano a rappresentare una quota importante del mercato europeo, una linea di cuffie wireless adatte a molteplici situazioni di ascolto, videocamere consumer 4K, progettate per la registrazione outdoor e molti altri prodotti.

Inoltre sarà presentato un nuovo videoproiettore per l’ home theater. Già prima del lancio ufficiale sul mercato, il pubblico avrà la possibilità di assistere a una demo video ad altissima definizione. I visitatori, infine, potranno ammirare la riproduzione della supercar McLaren 720S, equipaggiata con il Digital Cockpit di JVCKENWOOD, sviluppato insieme a McLaren Automotive Ltd. (“McLaren Automotive”).

Prodotti elettronici per auto che rendono la guida e l’esperienza dei passeggeri più divertenti e confortevoli

La gamma comprende una serie di videocamere da cruscotto (Dash Cam), un prodotto sempre più richiesto, perché chi guida è sempre più consapevole dell’importanza della sicurezza. Sistemi di navigazione che supportano audio ad alta risoluzione e trasformano l’auto in un ambiente acustico estremamente dinamico. Prodotti car entertainment compatibili con Apple CarPlay/Android Auto™ . E, infine, sintolettori che supportano lo standard di radiodiffusione DAB (Digital Audio Broadcast), sempre più utilizzato in Europa.

1. Videocamere da cruscotto

Dash Cam

・ DRV-830 ad alta definizione WQHD (2560×1440) per registrazione video
・ per registrazione DRV-N520 3M (2304×1296) collegata al sistema di navigazione dell’auto
・ per registrazione DRV-410/430 3M (2304×1296)
・ standard per registrazione DRV-330 Full HD (1920×1080)

2. Sistema di navigazione per auto che supporta audio ad alta risoluzione e trasforma l’auto in un ambiente acustico estremamente dinamico

・DNX9180DABS: sistema di navigazione AV all’avanguardia con pannello HD
・DNX8180DABS, DNX5180DABS, DNX518VDABS, DNX451RVS: sistemi di navigazione AV

3. Sistema car entertainment compatibile con Apple CarPlay/Android Auto™ dal formato compatto per una facile installazione

・Sintolettore multimediale AV DMX7018DABS

4. Sintolettore audio e lettore DVD che supporta lo standard di radiodiffusione digitale DAB

Sintolettore

・CD 1DIN compatibile con DAB/Bluetooth® KDC-7200DAB DAB
・Sintolettore digitale KMM-BT504DAB compatibile con DAB/Bluetooth®
・CD 2DIN DPX7100DAB compatibile con DAB/Bluetooth®
・Lettore DVD 2DIN DDX4018DAB compatibile con DAB/Bluetooth®

Nuovi prodotti per sistemi di home audio compatibili con un’ampia gamma di sorgenti audio.
In fiera saranno presenti nuovi sistemi audio micro, equipaggiati con terminali USB/AUX/cuffie, compatibili con Bluetooth® e con un’ampia gamma di sorgenti audio, incluso lo standard di radiodiffusione digitale DAB (solo per il modello M-918DAB).

・Novità: microsistemi audio M-918DAB e M-718BT

Sistemi radio digitali professionali a libero uso

Si prenterà una gamma di eleganti sistemi radio digitali in formato tascabile, facili da utilizzare e adatti a innumerevoli applicazioni, anche nel tempo libero o al lavoro in attività non complesse.

・Sistemi radio digitali professionali TK-3601D e PKT-23

Videoproiettore per Home Theater equipaggiato con dispositivo D-ILA proprietario di JVC

Il nuovo videoproiettore per home theater è equipaggiato con un dispositivo D-ILA proprietario di JVC. Già prima del lancio ufficiale sul mercato, nello stand con i prodotti JVC Kenwood 2018, i visitatori potranno assistere a una demo video ad altissima definizione, che massimizza le prestazioni del videoproiettore.

Gamma di cuffie Bluetooth® per un ascolto piacevole in tante situazioni diverse

La gamma di cuffie Bluetooth® comprende le novità della serie Xtreme Xplosives (XX), con bassi profondi e un corpo robusto, cuffie da jogging della serie AE e cuffie con cancellazione del rumore: tutti i modelli si inseriscono nel crescente mercato delle cuffie wireless.

・ Novità: HA-XC70BT e HA-XP50BT (serie XX), con bassi profondi e un corpo robusto

Cuffie
・ wireless sportive HA-ET90BT, HA-ET50BT, HA-EC30BT (serie AE), ideali per il jogging
・ con cancellazione del rumore HA-S80BN
・ standard con archetto HA-S40BT, HA-S30BT, HA-S20BT

Gamma di videocamere commerciali progettate per l’uso outdoor

La gamma comprende anche due videocamere con schede di memoria, registrazione 4K e funzioni di protezione dall’acqua, dalla polvere, dagli urti e dalle basse temperature.

・ Videocamera 4K “Everio R” GZ-RY980
・ Videocamere full HD GZ-RX605, GZ-R495, GZ-R405 con quattro funzioni di protezione

Supercar McLaren 720S di McLaren Automotive

I visitatori avranno la possibilità di ammirare la riproduzione della McLaren 720S, una sportiva di lusso dotata di un’interfaccia completa all’avanguardia per la guida e di un digital cockpit sviluppato da JVCKNEWOOD insieme a McLaren Automotive nel Regno Unito.

Marzo 2018

I prodotti presentati sono elencati per mese e secondo l’ordine di distribuzione dato dalla casa di produzione.

Aprile 2018

Cuffie JVC HA-S20BT

JVCKENWOOD Corporation presenta la nuova linea di cuffie Bluetooth® JVC Flats Wireless.

Le cuffie JVC HA-S20BT sono modelli circumaurali con funzionamento Bluetooth, 11 ore di autonomia, un telecomando a tre pulsanti e un microfono integrati. Grazie al design piatto e pieghevole, si ripongono comodamente nella borsa o nello zaino.
Offrono una finitura satinata in quattro tonalità selezionate sulla base delle ultime tendenze: nero carbone, rosa cipria, blu chiaro, grigio caldo.

Prezzo/Disponibilità:
HA-S20BT sono disponibile da marzo 2018. Sono anche disponibili le cuffie JVC HA-S30BT Headset e le cuffie JVC HA-S40BT-B Black Supraaural Head-band.

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Cuffie JVC HA-ET90BT

JVCKENWOOD Corporation presenta le nuove cuffie “Truly Wireless”, che ampliano la gamma di cuffie sportive AE. Oltre a garantire l’impermeabilità, il nuovo modello HA-ET90BT è comodo da indossare e molto stabile, perché non si sposta nemmeno durante l’allenamento più intenso.

Le nuove cuffie JVC sono state create tenendo conto dei suggerimenti degli atleti, di cui soddisfano le esigenze: sono completamente wireless, resistono alle intemperie e non si staccano. Il grado di protezione IPX5 ne assicura l’impermeabilità, e permette di utilizzarle anche quando piove.

Sicurezza dell’indossabilità

La sicurezza dell’indossabilità è dovuta in particolare a tre caratteristiche:

  1. il gancio mobile (Pivot Motion) in morbida gomma posto sull’auricolare, che ruota per adattarsi alla forma dell’orecchio e garantisce la massima stabilità;
  2. la sporgenza rettangolare sul retro dell’auricolare con funzione di supporto;
  3. la geometria verticale, che si adatta alla forma dell’orecchio, offrendo un sostegno aggiuntivo.

Gli auricolari sono disponibili in due versioni (di tre formati ciascuna): la versione standard e la versione aperta, che permette di percepire i rumori ambientali durante l’uso. Il microfono integrato nell’auricolare sinistro e il pulsante multifunzione consentono di controllare la riproduzione della musica.

Le cuffie sono dotate di una custodia leggera che, quando è carica al 100%, garantisce due ricariche complete, per un’autonomia di sei ore . Le HA-ET90BT, inoltre, comprendono un morbido astuccio con clip per cintura per trasportare comodamente la custodia.

App JVC Headphones Manager

L’app JVC Headphones Manager vanta diverse funzioni utili, come l’indicatore del livello della batteria a 10 tacche, per agevolare la visualizzazione della carica residua, e il selettore della modalità audio, che permette di scegliere fra tre profili: flat, bass (per enfatizzare le frequenze basse) e clear (per enfatizzare le frequenze medio-alte). Infine, la pratica funzione “find” permette di localizzare uno o entrambi gli auricolari attraverso l’emissione di un segnale acustico e luminoso.

Prezzo/Disponibilità:
HA-ET90BT è già disponibile a 179,99€.

Le immagini di questo post sono concesse dal Database di immagini offerto da JVCKENWOOD Corporation

L’articolo è aggiornato e riproposto in base agli invii dell’ufficio stampa della JVC Kenwood. Non ho rapporti commerciali con la JVC Kenwood e non sono un loro rivenditore.

Il marchio e il logo Bluetooth sono di proprietà di Bluetooth SIG Inc., e il loro utilizzo è concesso in licenza a JVCKENWOOD Corporation. Tutti i nomi di marchi sono marchi, marchi registrati o nomi commerciali di proprietà dei rispettivi titolari.

Controlla ogni cosa con la tua voce – Siri

Siri Apple è l’assistente vocale del sistema iOS Apple. Sebbene sia l’assistenza vocale più matura, rispetto ai concorrenti, me ne occupo solo adesso perché non possiedo un iPhone. E quanto trovi in questo articolo è una ripresa di quanto già pubblicato altrove. Per cui, al di là di qualche mia osservazione, non penso di scrivere nulla di originale.

Siri Apple. Un po’ di storia

Nel 2010 Siri era nata come una applicazione separata dal sistema. Tanto che si stavano avviando sviluppi anche per l’allora nascente Blackberry e per Android. Sviluppi cancellati, quando nel 2011 Apple acquistò l’applicazione e iniziò a lavorare per l’integrazione nel sistema iOS.

Controlla ogni cosa con la tua voce

Gli assistenti vocali hanno tutti una propria personalità e una propria storia. Ma bene o male abbiamo capito che le azioni e i comandi che possiamo dare al nostro smartphone o al nostro futuro smart speaker sono molto simili. Tutto dipende all’interno di quale ecosistema ci troviamo.

Vedremo nelle prossime settimane delle comparative. Ma tutto sommato, tranne per Alexa che magari sarà preferita per gli acquisti su Amazon, Google Assistant, Siri e Cortana dipendono molto dalla scelta del sistema operativo. Rispettivamente Android, iOS e Windows.

Chissà forse in futuro sarà sviluppata una assistenza vocale talmente attrattiva che prima si sceglierà l’assistente vocale e di conseguenza il dispositivo. Chissà. Al momento prima si sceglie l’ecosistema, Apple, Amazon o Microsoft e in seguito ti prendi l’assistente vocale che trovi.

Hey Siri!

Il mio consiglio è quello di farsi guidare dalle indicazioni date dagli sviluppatori. In questo caso è bene seguire le indicazioni di Apple. E usufruire del’assistente vocale Apple per quello che sa fare.

Salteremo qualche passaggio in più che dovremmo fare sulla tastiera. E la nostra esperienza resterà positiva.

Hey Siri! Come si dice…?

Grazie a Siri Apple è possibile chiedere come si traduce una frase in una lingua diversa tra inglese, francese, spagnolo, tedesco e cinese mandarino.

Per esempio, basta chiedere “Hey Siri, come si dice <<dove si trova la stazione dei bus?>> in tedesco?” Oppure “Hey Siri, traduci buon anno in spagnolo”.

La risposta di Siri sarà una traduzione appropriata.

Fare più domande

Siri, come Google Assistant, è capace di rispondere a più domande di seguito, sullo stesso argomento. O meglio segue il discorso e non è necessario ripetere di cosa stiamo parlando. Forse è meglio fare qualche esempio.

Se chiediamo. “Hey Siri, quando è nato Lucio Dalla?” Dopo la risposta, vogliamo sapere magari il luogo di nascita. Non sarà necessario chiedere “Hey Siri, dove è nato Lucio Dalla?” Ma basterà chiedere semplicemente, “Dove?” Come se parlassimo ad una persona. E così via, almeno fino a quando non si interrompe la sequenza o cambiamo discorso.

Scrivere a Siri

Che senso ha scrivere ad un assistente vocale?

In effetti è un po’ strana questa funzione presente nell’iOS11. Cioè, invece di chiedere vocalmente un comando, lo scrivi sulla tastiera. Sembra essere un controsenso. Eppure, evidentemente le risposte e la capacità di dialogo, almeno secondo gli sviluppatori, sono diverse, rispetto ad una ricerca semplice su Safari.

Nelle intenzioni generali c’è chi pensa sia il modo per usare Siri in luoghi dove non vuoi far sentire le risposte di Siri ad altri o dove non vuoi disturbare. Ci sta. Ovviamente devi andare su impostazioni e attivare la funzione. Siri è attiva vocalmente o testualmente.

Chiedi della Musica

Se possiedi un iPhone e acquisti della musica molto probabilmente usi Apple Music. Ecco se è questo il tuo modo di fruire della musica Siri ti sarà molto utile.

In pratica Siri durante la tua navigazione impara quale sia la tua musica preferita, le canzoni che ascolti di frequente e in base a queste tue scelte può diventare il tuo Dj personale.

È possibile chiedere, infatti, “Hey Siri, suona qualcosa che mi piace”; oppure mentre ascolti qualcosa, “Fammi ascoltare qualcosa di simile”.

O ancora, puoi chiedere informazioni a Siri, su chi ha scritto la canzone, quando è stata pubblicata e cose del genere.

HomePod

Le capacità musicali di Siri miglioreranno ancora nel tempo. Ne sono convinti gli esperti. Infatti Siri, è l’assistente vocale del nuovo smart speaker di casa Apple. Smart Speaker che però da alcuni test che ho visto fare a degli utenti non è ancora al 100%.

5 registratori digitali portatili

Di registratori vocali in commercio ce ne sono diversi.

Si direbbe per tutti i gusti e per tutte le tasche.

A volte è difficile scegliere

e ci si affida a quello che si trova

nel negozio più vicino e più comodo.

L’elenco che vi propongo non è certamente l’elenco definitivo e i rivenditori potranno sicuramente consigliarvi e offrirvi dei prodotti equivalenti. Spiegate anche a loro cosa ci dovete fare, vi sapranno consigliare. Se mi permetto di consigliare questi registratori è perché li ho utilizzati personalmente per scopi professionali e anzi, con questo post potrai valutare meglio altri prodotti che troverai sul mercato.

Così ci sei. Hai letto i 6 consigli su come scegliere un buon registratore audio digitale , il tuo smartphone non ti basta, vuoi uno strumento in più o comunque pensi che con l’audio ci lavorerai spesso. Sei andato in giro su internet ma non sai deciderti e dunque… eccoti. Io ti propongo qualcosa che ho utilizzato e con cui mi sono trovato bene.

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Zoom H4nsp

A mio parere lo Zoom H4 è il miglior registratore digitale prodotto al mondo. Almeno se lo si usa professionalmente e se te lo devi portare in giro come unico strumento di lavoro. Si trattava del top di gamma, anche se adesso ci sono i fratelli maggiori, lo Zoom H6 e lo Zoom H8. Questi ultimi registratori però sono registratori per usi di un livello professionale più alto, dove hai bisogno di mobilità ma nello stesso tempo devi connettere più microfoni o più strumenti.

L’H4n può andare bene per un primo acquisto in prospettiva. I fratelli maggiori invece sono per un acquisto più consapevole e professionale. Nel sito e nella scheda tecnica troverai tutti i dettagli e i modi d’uso dello Zoom H4. Si tratta di un vero è proprio studio portatile. Personalmente, di questo registratore, apprezzo i microfoni. Sono ottimi. Hanno una sensibilità estrema e sono sfalsati. In questo modo realizzano un suono stereo reale.

Zoom H4NPRO

Lo Zoom H4NPRO pesa ed è robusto. È bene fare molta pratica con questo registratore e non improvvisarsi. Se si vogliono avere ottimi risultati devi sapere come si comporta in situazioni diverse. La forza, ma anche il difetto, dello Zoom H4N sta nella sua manualità; nell’opportunità che offre di controllare il suono. Senza automatismi, ma secondo i gusti personali di chi registra. Un consiglio? Meglio fare qualche prova prima del debutto. Se si sbaglia pulsante si rischia (anche) di non registrare nulla.

Particolare attenzione va posta alla configurazione delle tracce, 2 o 4 tracce. La configurazione standard è di due tracce stereo o due tracce in mono. Per avere la configurazione con 4 tracce in contemporanea è necessario configurare da menu.

Menu > Mode > 4CH

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TASCAM DR-40

La Tascam è tra le migliori aziende costruttrice di registratori. Ma a mio parere il suo punto di forza sono i registratori fissi tipo il Tascam DP-32SD Portastudio Digitale. Questo registratore, secondo le opinioni, ha il miglior rapporto qualità/prezzo/prestazioni.

Ad ogni modo sui registratori portatili la Tascam ci mette tutta la sua esperienza. Il Tascam DR-40 è l’equivalente di gamma della Zoom H4. La resa della registrazione audio è, infatti, molto simile allo Zoom H4n e in certe condizioni difficile capire le differenze. La cosa che non piace a me di questo registratore è il case plasticoso. Da l’idea di essere un giocattolo. È vero costa meno dello Zoom ma non è regalato. Se devi fare solo interviste audio e non pensi che non ti capiterà mai di registrare della musica o strumenti musicali, il Tascam è un ottimo prodotto.

Qui trovi la scheda tecnica

Zoom H2n

Il piccolo della casa coreana si è da poco evoluto ed è ideale per chi ha problemi di peso e di spazio. Così come il fratello maggiore Zoom H4n, lo Zoom H2N può aggiungersi a telecamere o a macchine fotografiche per fare i video. A me fa molta simpatia!

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Sony ICD-PX240

Sony con questo registratore portatile propone un registratore ad un buon prezzo. La piccola cassa è qualcosa di utile se avete dimenticato l’auricolare, ma difficilmente farete un ascolto continuo attraverso un registratore, non è fatto per questo. Almeno (spero) non lo farete con questo.

Il prezzo è il suo punto forte. E la memoria di 4 giga è notevole, ma è il più limitato di tutti i registratori fin qui presentati. Sony ICD PX240 registra solo in mp3 e arriva ad un massimo di 192kbps. Un limite solo se si pensa a volere, un giorno, un po’ di qualità in più e si ha necessità di editare quanto si è registrato, in modo più professionale. Certo c’è tanta facilità d’uso. Basta premere Rec e non ti devi preoccupare di nulla.

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Registratore vocale spia

Ho avuto modo di verificare che l’acquisto di un registratore digitale o un registratore vocale non è dovuto solo per effettuare registrazioni professionali o di studio. I registratori digitali sono utilizzati anche per spiare e/o registrare conversazioni private. Sul mercato si trovano appunto micro registratori spia.

Per questo motivo mi sembra opportuno spiegare quanto detto anche nell’articolo riguardante Facebook Live Audio e quanto scrive la dottoressa in giurisprudenza Giulia Grani che riporto anche si seguito. Infatti, se la registrazione è, bene o male, quasi sempre ammessa (verificate sempre con un buon avvocato) per un ascolto personale, la diffusione deve essere concordata. Il mancato avvertimento potrebbe provocare dei danni legali da non sottovalutare.

Registrazione

Occorre considerare sia il luogo in cui la registrazione viene effettuata, sia chi è ad effettuarla. Nel caso in cui la registrazione avvenga all’interno delle mura della privata dimora dell’ignaro soggetto registrato, sarà illecita solo se ad effettuarla sia un soggetto terzo, non partecipante alla conversazione.

Se la registrazione avviene all’interno dell’abitazione del soggetto registrante o in un qualsiasi luogo pubblico, è da considerarsi assolutamente lecita e in alcun modo lesiva della privacy. A confermare questo aspetto è stata anche una pronuncia della Corte di Cassazione che hanno stabilito che “chi dialoga accetta il rischio che la conversazione sia registrata“.

Diffusione

La diffusione di una registrazione viola la privacy ogniqualvolta avvenga per scopi diversi “dalla tutela di un diritto proprio o altrui”. Fuori dalla necessità di questo tipo di tutela, quindi, la semplice registrazione non è un reato se viene effettuata per fini personali, purché venga custodita privatamente e non diffusa. Nel caso in cui invece si pensasse di diffonderla, occorrerebbe necessariamente il consenso dell’interessato per non incorrere nel reato di trattamento illecito di dati personali.

Aggiornamento 15 marzo 2017

Riforma processo penale 2017

In seguito alla riforma del processo penale approvata dal Parlamento italiano, si stabilisce che chi diffonde registrazioni di conversazioni tra privati captate di nascosto al fine di infangare la reputazione o di intercettare le comunicazioni di un soggetto nell’ambito di una sua sfera privata, come la casa o l’automobile rischia fino a 4 anni di reclusione. Se, invece, le registrazioni costituiscono prova in un processo o sono utilizzate per il diritto di difesa o per l’esercizio del diritto di cronaca la punibilità viene sospesa.

Registratori audio vocali analizzati per i lettori

Per leggere gli aggiornamenti più recenti è possibile anche visualizzare i commenti alla fine dell’articolo. Dove rispondo ad eventuali domande dei lettori.

Aggiornamento 25 febbraio 2017

Come è possibile vedere dai commenti,  a cui rispondo sempre, questo articolo ha avuto un notevole successo. Ed è per questo motivo che ho deciso di aggiornalo con i registratori vocali che ho avuto il piacere di osservare e studiare proprio per i lettori che mi hanno chiesto informazioni a riguardo. Vi ringrazio per l’attenzione e spero di essere sempre utile. Dei registratori vocali seguenti non conoscono e non ho mai sentito la resa di registrazione. Né conosco il parere di amici professionisti del settore. Per cui il mio giudizio è parziale e si basa su quanto è possibile leggere e vedere sulla carta. Però magari questi registratori vocali rispondono anche alle tue esigenze.

Registratori vocali Zoom

Dopo tanti anni con due soli registratori, lo Zoom H2 e lo Zoom H4, negli ultimi anni, sono stati lanciati diversi registratori che si differenziano per prezzo e potenza. Personalmente il brand è una garanzia di robustezza e qualità. Però se dovessi acquistare qualcosa del genere, penserei dieci volte all’uso vero che ne dovrei fare.

Zoom H1

Lo Zoom H1/MB Registratore Digitale appartiene alla famiglia dei registratori base, entry level. Ha un costo contenuto e pare mantenere tutte le qualità dei fratelli maggiori. La cosa che a me piace è la protezione dedicata ai microfoni. Il che mi fa immaginare ad un registratore da battaglia. Anche se è sempre bene avere cura dei microfoni a condensatore. È comunque un registratore piccolo. Un giocattolino.

Leggi la scheda tecnica e acquista ZoomH1.

Zoom H6

Personalmente non ho accolto con grande entusiasmo lo Zoom H6. Lo trovo molto grande per essere portatile e in parte limitato per lavori più grossi. In effetti, poi, lo utilizzano designer del suono come Chiara Luzzana. Diciamo che tranne per la mobilità, se avessi la necessità di registrare 4 entrate (4 strumenti) preferirei acquistare un Tascam DR-60D MK2 e successivi. Oppure andrei a scegliere un mixer audio fisso e registrerei l’uscita del mixer.

C’è chi non è d’accordo con me. Questi affermano che un mixer costa di più e che, ovviamente, sono meno maneggevoli di un registratore portatile. Non mi si convince, perché un peso specifico ce lo ha anche questo registratore professionale e il costo dello Zoom H6 resta notevole. Salvo qualche offerta. E non solo. Le tracce registrate dallo Zoom direttamente dal cavo sono tracce in mono. Che poi vanno editate. Qui mi fermo. Si aprono altri scenari e pareri su cui non mi addentro. Tanto più lo Zoom mi convince meno adesso che è arrivato lo Zoom H8. Un registratore definitivo!

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Aggiornamento 12 gennaio 2018

Configurazione tracce Zoom H4 e H6

Per far comprendere meglio, la zoom, da manuale consiglia queste due configurazioni che trovi nell’immagine di seguito.

Le sei tracce dello Zoom H6, o le 4 tracce dell’H4n sono da intendere in questo modo. Due tracce stereo provenienti dai due microfoni integrati, e le restanti tracce provenienti dai microfoni esterni. Queste entrate solo in mono. La configurazione standard prevede che premendo i pulsanti sul registratore puoi registrare o in stereo, ossia dai microfoni integrati, o in mono, agganciando un microfono esterno. Per poter avere una registrazione di 4 o 6 tracce, a seconda se si usa l’H4n o l’H6, è necessario andare dentro il menu cercare la cartella MODE e cliccare su 4CH o 6CH. In questo modo avrai la configurazione indicata da manuale.

MENU > MODE > 4CH

Zoom H5

Così anche per lo Zoom H5 un registratore audio intermedio, nella opportunità di utilizzo e nel prezzo. Il design è molto scarno. I microfoni sono messi in evidenza. Anche troppo, a mio parere. Se si impigliano in cavi e situazioni varie potrebbero danneggiarsi pericolosamente.

Sia dello Zoom H5 che dello Zoom H6, invece, la cosa veramente interessante mi sembra l’intercambiabilità del microfono. Infatti per entrambi i modelli sono state pensate delle capsule Zoom SGH-6 Microfono. L’SGH-6 è un microfono direzionale che raccoglie i suoni solo nella direzione su cui è puntato. È utile per registrare singoli strumenti oppure da montare su telecamere utilizzate per le interviste. Al momento in cui scrivo è una novità per i registratori portatili. Anche qui Lo Zoom H5 tira la volata allo Zoom H8 che concentra le qualità dei suoi predecessori.

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Registratori portatili Tascam

Come già detto, la Tascam offre il meglio nei registratori fissi. Nei teatri, nelle sale di registrazione c’è sempre almeno un Tascam. Sulla linea portatile, offre tanti modelli per accontentare un mercato ampio, con prezzi vari e interessanti.

Tascam DR-22

Il Tascam DR-22WL pare un registratore digitale portatile interessante ma poco sicuro. Il wifi permette di trasferire i files senza l’uso di fili. Inoltre è possibile condividere, via mail o sui social (a registrazione avvenuta, tramite cellulare o rete pubblica) quanto si è registrato. Come dicevo a Filippo (il lettore che mi ha scritto nei commenti), la cosa può essere divertente ed utile. Ma non mi fido dei registratore “che fanno anche…” qualcos’altro.

Poi, cosa che mi allarma molto è il feedback di chi ha acquistato il registratore e si lamenta che durante la registrazione non si può toccare, per evitare rumori molesti. Dato che un registratore portatile lo si usa in movimento ritengo questo difetto un difetto molto grave. Non ho le prove e non so che uso reale ne fa l’utente. Personalmente la cosa mi allarma, non poco.

Tascam DR-05

La distribuzione di sigle e numeri hanno un senso per le ditte che lo propongono. Si tratta di linee di prodotto e di evoluzioni varie. Certo non sono sempre chiarificatrici. Infatti, il Tascam DR-05 pare offrire molte più opzioni professionali del Tascam DR-22. Registra in wav, compresso in formato mp3, microfono integrati omnidirezionali. Possibilità di registrare con impostazioni automatiche o manuali, controllare il guadagno o azionare il limiter per evitare il clipping. Sulla carta, il rapporto qualità/prezzo è buono.

Qualcuno potrebbe imbattersi anche sul Tascam DR-05 VER 2. Da quanto leggo sulla scheda tecnica con la versione 2 si può registrare l’audio su una base già registrata sul registratore. Mantenendo l’audio originale separato. Tipo una lettura a voce su una musica registrata precedentemente? Questo è un lavoro che non farei. Io registrerei le due tracce, separatamente. E poi su un programma di editing come Audacity (English Edition) oppure più professionale ma da acquistare Audition CS5.5 4 macintosh Italian Retail farei la sovapposizione. Su entrambi i registratori è possibile inserire un microfono esterno con minijack.

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Tascam DR-44WL

Il Tascam DR-44WL è un registratore palmare a 4 tracce con funzioni Wi-Fi. Registra fino a 96 kHz/24 bit con formato WAV, oppure in MP3. Supporta le card SD/SDHC/SDXC anche con un adattatore da card microSDHC 4 GB.
IL Tascam DR-44WL registra 4 tracce, ma attenzione, come lo Zoom H4n. Due tracce sono intese in stereo, provenienti dai due microfoni integrati, a condensatore unidirezionali in configurazione X-Y. E due tracce in mono dai microfoni esterni Ingressi analogici XLR/TRS (con alimentazione Phantom 24/48V) compatibili con segnali di linea +4 dBu.

In più c’è una connessione Wi-Fi sia Android che iOS con USB 2.0 ad alta velocità a/da un computer. Come gli altri registratori portatili è alimentato da quattro batterie AA, adattatore AC incluso o alimentazione tramite il bus USB.

Registratori audio Olympus

Non ho mai utilizzato o posseduto registratori Olympus ma sono i registratori, forse, più visti e venduti nei centri commerciali. Nella gamma di base hanno prezzi relativamente convenienti. Mi pare che siano questi i registratori che posso consigliare per chi mi chiede cosa comprare per registrare lezioni universitarie o simili, o vuole spendere poco.

Però ripeto, per certi usi, un cellulare va bene. Certo, non da lasciare sulla cattedra del prof, mentre squilla o riceve messaggi vari. Io non vendo, né posseggo un negozio di articoli musicali, per cui non saprei consigliarvi altro.

Olympus WS-853

Mi pare che un registratore molto semplice sia l’ Olympus WS-853 piccolino ma con ottime potenzialità di espandere la scheda SD fino a 32 Giga di memoria. Tipo oltre 2000 ore di registrazione. Che poi sono numeri assurdi. Che fanno riferimento ad un machismo di potenza che non guarda alla realtà. Dopo che hai registrato di seguito (o messo insieme in un più momenti) 83 giorni di audio di fila, quanti giorni dovrai utilizzare per editare e rendere queste registrazioni utilizzabili e condivisibili? E con un registratore di base?

Olympus LS

Mentre sulle fasce medio alte come il caso del Olympus LS-12 oppure il successivo registratore audio Olympus LS-14 anche l’Olympus si allinea alla qualità di registrazione e ai prezzi dei diretti concorrenti. Questi registratori, però, non sono più disponibili perché sostituiti dall’Olympus, LS-P4 PCM e FLAC Musica e Registratore Vocale, Memoria da 8 GB, Slot MicroSD, USB, Bluetooth.

Tra i top di gamma troviamo poi anche l’Olympus LS-100 Registratore Musicale Digitale che equivale ai registratori fin qui proposti.

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Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra. I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. Ad ogni modo, ribadisco che la proposta dei primi 5 registratori deriva dall’uso professionale e personale che ne ho fatto nel tempo. Ed anche dai pareri scambiati con altri professionisti del settore audio. Mentre le successive proposte sono registratori vocali che ho visto sulla carta, insieme ai lettori che me li hanno sottoposti per un parere. Non ho attività di vendita di questi prodotti. E insomma, avete i consigli su cosa pensare prima di comprare un registratore, avete i consigli su quali possono essere i registratori più adatti, non resta che scatenare la vostra fantasia e augurarti una buona registrazione!

Vuoi un consiglio? Come vedi dai commenti sono a disposizione dei miei lettori. Ma prima condividi l’articolo. Se sei arrivato fin qui, magari l’articolo potrebbe essere utile anche per altri. Condividilo, per favore, con altre persone che sai essere interessate a comprare un registratore vocale digitale. Grazie!

Le migliori cuffie per ascoltare musica. E come sceglierle

Le migliori cuffie al mondo per ascoltare musica non esistono.

Le cuffie, infatti, sono dei diffusori.

E dal punto di vista tecnico

rispondono ai criteri che ho già descritto

sull’articolo sistemi audio e diffusori acustici.  

Anche in questo caso, così come per i registratori vocali 

continuo a parlare della mia esperienza professionale in radio. Alla fine, ho aggiunto anche una lista di cuffie che valuterò nel tempo anche con i lettori se vi farà piacere.

Indice

Come scegliere le cuffie migliori?

Questa è una bella domanda. Peccato che la risposta sia delle peggiori. Le cuffie migliori economiche, le migliori al mondo, non esistono. La verità è che è necessario capire che tipo di orecchie ha chi ascolta un determinato paio di cuffie.

Si! Perché le nostre orecchie e la sensibilità del nostro udito non è uguale per tutti. Il suono, infatti, ha uguali caratteristiche fisiche per tutti. Ma la nostra percezione del suono si differenzia da persona a persona. L’amore per i bassi, per esempio, può essere un gusto generale ma non assoluto. Se abbiamo un udito malmesso, non sentiremo tutte le frequenze che la miglior cuffia riproduce.

Per questo motivo, articoli come questo, sono indicativi. Non sono e non possono essere definitivi per chiunque.

Per scegliere le cuffie migliori per musica ti devi affidare al tuo orecchio. E poi ti puoi fidare anche delle tue mani, per verificare la struttura e la qualità dei materiali. E poi se vuoi essere proprio sicuro di quello che stai comprando prima di tutto viene la comodità. La forma del nostro padiglione è diversa da persona a persona. Se prevedi che devi stare molte ore con le cuffie è bene che non ti facciano male. A parità di prezzo scegli quella che ti suona meglio. Se le senti allo stesso modo scegli quella che ti da più sensazione di qualità.

Cuffie per ascoltare musica

Parto da quello che ho io in casa. Poca roba e a basso costo. Al momento, le mie cuffie personali sono delle semplici Sennheiser PC3 con microfono. La spugna dei padiglioni si è sfaldata presto. Ma io continuo ad usarle. Per brevi periodi, vanno benissimo. Anche se quando lavoro più a lungo, fanno un po’ male le orecchie. Per cui le uso solo quando non devo disturbare in casa.

AKG K240 da studio

In radio ho sempre utilizzato cuffie AKG. Le più usate sono state le AKG K240 da studio. Si tratta di cuffie tradizionali molto comuni negli studi radiofonici. Così come è facile trovare le cuffie chiuse AKG K72 che sono più delicate. Queste ultime sono davvero fantastiche. E sono da signori! Sono cuffie personali. Nel senso che vanno usate da una sola persona. Appena le usa qualcun’altro rischiate che ve le rompano. (Una volta è capitato di trovarne un paio a pezzi sul tavolo della radio. Non ho mai capito come è possibile ridurre delle cuffie in quel modo. Forse qualche studente ha sfogato la sua rabbia contro l’Università o un prof su quelle povere cuffie).

Per fare i video utilizzavo le cuffie Sennheiser HD201 stereo. Se necessiti di concentrazione sono ottime per isolarti. Se accendi l’audio non senti neanche le bombe.

Per la mobilità, invece, uso gli auricolari. Su cui non vado a guardare le caratteristiche tecniche. Le cuffie o gli auricolari devono piacere a te. Poi ci vai in giro e se ti senti a disagio perché magari sono troppo vistose, o hai paura di perderle perché troppo care, non ha alcun senso. A me piace molto il suono prodotto dalle AKG Y20 Soft Touch Cuffie con Filo, e Sacchetto di Trasporto compatibili con Dispositivi Apple iOS e Android. Però potrei pure comprare questi Auricolari Bluetooth, c’ est Q10 Cuffie Wireless Auricolari sweatproof con cancellazione del rumore da usare anche in palestra, per la corsa e per l’escursionismo. E compatibili su iPhone 6s Plus, Samsung Galaxy S5, S6 e Android Phones. Oppure, le più vendute e ricercate del momento sono le cuffie ad archetto ripiegabile AKG K430 Compatibile con Iphone.

Le migliori cuffie secondo i lettori

I lettori sono per me sempre al centro del mio lavoro di scrittura e di ricerca. E per questo motivo vi mostro l’elenco di cuffie per ascoltare musica consigliati da chi legge il blog.

Enrico consiglia sempre le Cuffie AKG

Mentre Simone propone le Pryma Classic 0|1 Cuffia Chiusa Circumaurale Over-Ear

Ma non è sempre detto che si debba spendere centinaia di euro per una cuffia. La più venduta resta la cuffia economica Sennheiser HD 201 Circumaurale Dinamica Over-Ear Stereo, Modello Chiuso.

Cuffie per iPhone

Per chi possiede un iPhone i lettori si fidano delle Cuffie auricolari EarPods ORIGINALI APPLE per iPhone 4S 5 5S 6 6S Plus SE con jack cuffie 3.5 mm in BLISTER RETAIL PACK. Se si vuole approfondire anche l’argomento mi ero occupato dell’iPhone 7 e della scelta di abbandonare il jack.

Migliori cuffie economiche

Altre cuffie interessanti perché economiche o con un buon rapporto qualità prezzo sono le Sennheiser e le SkullCandy

Sennheiser CX 3.00 Auricolare In-Ear

SkullCandy Uproar Cuffie di Tipo On-Ear, Wireless, Multicolore

Sony MDR-XB950AP Cuffie Extra Bass con Microfono in Linea, Driver da 40 mm, 106 dB, 24 &x3A9;

Le cuffie migliori secondo gli esperti

AKG K 240 MK II

Al di là di quello che uso io e i lettori, vi propongo alcune discussioni che ho avuto modo di leggere da altri professionisti del settore. Si è partiti dalla domanda se le cuffie supra aurali AKG K 240 MK II fossero delle buone cuffie per musicisti. E così pare che sia.

Beyerdynamic

Francesco Donadel Campbell che è un esperto di cuffie aggiungeva un altro consiglio, proponendo le cuffie da studio professionali AKG K271 MKII. Qui però stiamo parlando di Alta Fedeltà e i prezzi si alzano abbondantemente. Ci sarebbero le cuffie da studio Beyerdynamic 710717 Dt 1770 Pro magari con un amplificatore. Se sei disposto a spendere quasi 600 euro per un paio di cuffie sul sito ziomusic trovi una recensione.

Altre cuffie aperte da provare pare che siano le Beyerdynamic DT 1990 PRO ma a detta di Francesco Donadel Campbell non migliori delle Dt 1770. E se vuoi seguire la moda dei mastering engineer puoi acquistare le AUDEZE LCD-2 che ti arrivano direttamente dal Giappone.

Infine, le cuffie Beyerdynamic producono cuffie molto valide. Sono infatti una tradizione, per qualcuno quasi una religione. Figurarsi che alcuni clienti sono talmente legati alle cuffie beyerdynamic DT 880 PRO che nonostante siano state lanciate molti anni fa, queste cuffie sono ancora in commercio.

Cuffie per ascoltare musica Amazon

Chi mi segue sa che parlo di cose che conosco. E se qualcuno mi fa qualche domanda ho solo il desiderio di saper rispondere. Eppure in molti dopo aver ricevuto un consiglio mi chiedono

Puoi consigliarmi dell’altro?

Magari nei commenti controlliamo insieme, nel tempo, quali possiamo ritenere migliori. E questo elenco lo approfondiamo insieme. Che ne dite?

Migliori cuffie

L’elenco di cuffie per ascoltare musica (aggiornato) di questo articolo dimostra di quante cuffie di alto livello esistano sul mercato. Per cui è davvero difficile dire quali siano davvero le cuffie migliori. Ma esistono dei dati oggettivi, misurati da tecnici e pareri di esperti del settore a cui affidarsi per la scelta delle migliori cuffie. In questo articolo cerco di dare, dove possibile,un unico consiglio per ciascun genere di cuffie in modo che si possano scegliere al meglio secondo le proprie esigenze e la propria capacità di spesa.

Tra le migliori cuffie troviamo la  cuffia circumaurale Focal Elear in alluminio. Una cuffia ben progettata dal suono corposo e potente. E se avete 1000 euro da spendere per una cuffia queste sono le vostre cuffie!

Focal Clear tradizionali

Auricolari in ear Sennheiser

Ho trovato molto consigliati questi auricolari In-Ear Sennheiser CX 5.00 per iPhone/iPod/iPadoppure gli auricolari Sennheiser CX300

Mentre visivamente mi piacciono gli auricolari Sennheiser MX 365 e per chi possiede Apple iphone/iPod/iPad gli auricolari Sennheiser Momentum In-Ear. Poi se si può spendere un po’ di soldi e si vuole gli auricolari Sennheiser IE 800 (800 sta per gli euro da sborsare?) oppure con soli mille e cinquecento euro ti puoi portare a casa le Jh Audio Cuffie Auricolari Angie Astell% 26kern.

Cuffie Sennheiser

Se mentre si lavora si ha la possibilità di ascoltare musica in ufficio, oppure si fanno tante telefonate o video chiamate la Sennheiser offre le DW-Office-Cuffie senza fili 1 auricolare.

Eisa Headphone 2018 – 2019

Sennheiser HD 660s

Altre cuffie Sennheiser

Sennheiser RS 175 Circumaurale Padiglione auricolare Nero

le cuffie wireless Sennheiser RS4200 II Set 2

le eleganti Sennheiser Momentum M2 ASI-Cuffie Layla, color avorio

E ancora le Sennheiser DW Pro 2 USB – EU DECT oppure le cuffie stereofoniche Sennheiser MB 660 UC MS.

Per chi ha già letto l’articolo su come diventare un dj ed è ancora alle prime sperimentazioni potrebbe acquistare le AKG K181DJ Cuffie DJ stereo headphones . Per me AKG è sempre una garanzia. Oppure le Shure SRH550DJ. E per finire Skullcandy MixMaster Mike Cuffie Over-Ear. Si tratta di cuffie da DJ Professionali.

Auricolari Shure

Di auricolari ce ne sono di ogni genere. Ne ho viste un paio interessanti Shure SE425-CL Auricolari ad isolamento sonoro con doppio microdriver ad alta definizione ma anche gli auricolari ad isolamento sonoro Shure SE846-CL con Quadruplo MicroDriver

Cuffie Shure

La Shure è una marca autorevole. In giro ho trovato le cuffie tutte della stessa serie, modello da studio Shure SRH440oppure Shure SRH840 Cuffie Monitor e le cuffie chiuse Shure SRH1540

EtyMotic Research

Non conoscevo questa marca, ma leggendo su internet ho visto che sono molto consigliate. Tra gli auricolari si possono acquistare gli Etymotic hf3 oppure della stessa serie gli ETYMOTIC – HF5. Interessante l’attenzione per i più piccoli, con delle cuffie dedicate ai bambini, gli Etymotic ETY kids 5 anche colorati. Così come non conoscevo le Ultimate Ears che offrono Auricolari 640s Ultimate inEar | EP Power Bass | modello 2016 | Cavo resistente in fibra aramidica

Cuffie Bose

Chi non conosce le cuffie Bose? A me piace provarle durante i miei viaggi in aereo. Spesso tra uno scalo e l’altro si può avere questo piacere. Dal momento che non dovevo comprare, non ho mai segnato quelle che mi sono piaciute di più. Quindi vi propongo un elenco senza cognizione. Anche se tra queste ci sarebbe la mia cuffia. Mi sa che questa sarà la prima sezione ad essere aggiornata al più presto! Promesso!

Bose ® SoundSport ® Cuffie In-Ear per Dispositivi Samsung e Android.

Bose® QuietComfort® 35 Cuffie Wireless.

Bose SoundLink Cuffie Bluetooth On-Ear.

Bose® QuietComfort® 25  Acoustic Noise Cancelling®  cuffie per dispositivi Apple.

Auricolari Skullcandy

Ho letto di queste cuffie perché su alcuni modelli la skullcandy offre una garanzia a vita. Certo lo scheletro non è nel mio stile. Ma immagino siano cuffie dedicate ad un pubblico ben preciso.

SkullCandy Inkd 2.0 Cuffie In-Ear, con microfono Incorporato.

Skullcandy Explore More Collezione Ink’d 2.0

Cuffie Skullcandy

SkullCandy Crusher Cuffie di Tipo Over-Ear, con microfono incorporato,

SKULLCANDY casque Aviator Chrome Black w MIC 2012.

Ma se hai 4 mila euro da spendere per delle cuffie puoi comprare le Skullcandy Lowrider SC BLUE 23020100

Cuffie senza fili

La casa di produzione SkullCandy propone anche delle belle cuffie bluethoot senza fili con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Si tratta delle HESH 3 consigliate anche dalla Dj Georgia Mos

Migliori cuffie al mondo

Tra le cuffie migliori al mondo si possono elencare le cuffie della HiFiMan. E se vuoi diventare un professionista dell’ascolto queste cuffie possono essere delle cuffie di riferimento.

HiFiMAN HE1000 cuffia circumaurale (Head-band, 8 – 65000 Hz, 90 dB, 35 Ω). Si tratta di una cuffia dal design avveneristico. Ma anche da una costruzione all’avanguardia come il diaframma nanoparticella e  il circuito magnetico di tipo asimmetrico.

L’evoluzione delle HiFiMan HE 1000 e quindi davvero le migliori cuffie del mondo sono le cuffie HiFiMan Susvara per la sua capacità di rendere un suono reale e di riprodurre il silenzio assoluto durante le pause.

Caratteristiche tecniche delle cuffie

Le cuffie in buona sostanza sono dei diffusori. Per cui, se sei interessato alle caratteristiche tecniche e alle loro definizioni, ti rimando al mio articolo sui migliori sistemi di altoparlanti.

Qui ti posso dire di controllare essenzialmente 4 caratteristiche essenziali per valutare un paio di cuffie. Se vuoi puoi approfondire anche su Wikipedia. In sintesi.

  1. La risposta in frequenza –cioè la gamma di suoni che la cuffia è in gradi di riprodurre. Il nostro orecchio, quando funziona al meglio percepisce dai 20 ai 20.000Hz. Questo è il minimo. Meno di questo range significa che non sentiresti tutto quello che potresti sentire. Ma non è detto che tu senta tutto. Vabbè, ci siamo capiti.
  2. La linearità in frequenza, ovvero quanto sia costante il livello di suono emesso.
  3. L’Impedenza. A maggiore impedenza corrisponde migliore qualità del suono e minore volume complessivo del suono. E’ tutto un equilibrio. L’ideale sarebbe conoscere l’impedenza di riproduzione da parte dei dispositivi dove andranno attaccate le cuffie (pc, computer, tablet, mp3). Dovrebbero avere lo stesso grado di impedenza.
  4. Sensibilità indica il massimo livello di suono riproducibile fedelmente. Più il valore in decibel è alto più il volume del suono è riprodotto fedelmente.

Attenzione alle orecchie

Quando metti le cuffie non dimenticare mai di abbassare il volume del tuo dispositivo.

Le cuffie per ascolare musica non vanno mai ascoltate ad alti volumi. Lo so che si pensa che non accada mai niente. Così non è. Perché ammesso che il timpano non si rompa nell’immediato, nel tempo sicuramente si danneggia. Mettendo le cuffie non si ha nessun filtro e la vibrazione sonora va direttamente a sbattere sul timpano. Quindi le cuffie vanno messe per non disturbare gli altri, per non creare ritorni sul microfono, e non per spararsi la musica nelle orecchie.

Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cuffie per ascoltare musica. I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. Questo mi permette di rendere sostenibile il lavoro di ricerca svolto dal blog. Ribadisco che le proposte che faccio derivano dall’uso professionale e personale che ne ho fatto nel tempo. Ed anche dai pareri scambiati con altri professionisti del settore audio. Mentre le ulteriori proposte sono prodotti che ho visto sulla carta, insieme ai lettori che me li hanno sottoposti per un parere o un consiglio. Non ho attività di vendita di questi prodotti.

Scegli il microfono più adatto alle tue esigenze

I microfoni sono un argomento

strettamente legato all’articolo sui registratori vocali digitali.

Articolo che sta avendo un grande successo di lettori e contatti.

Uno dei lettori, infatti, dopo aver acquistato il Tascam DR – 05 mi ha chiesto un consiglio per un nuovo acquisto riguardante un microfono esterno.

Indice microfoni

Il commento del lettore

Filippo è un affezionato lettore del blog che si è lasciato consigliare da me e dal blog per l’acquisto di un registratore. Dopo un po’ di tempo mi scrive.

Ciao, mi trovo molto bene con il registratore che hai consigliato, Tascam DR-05, vorrei prendere un microfono esterno, e non so quale prendere, alcuni hanno il condensatore altri no.
Ho visto questi due, vanno bene o c’è di meglio? non intendo prendere, un microfono di bassa qualità.
Grazie

Filippo mi indica un paio di microfoni davvero basici. Si tratta di un certo Zalman Microfono e del microfono Speedlink Spes Microfono Clip.

Una risposta veloce

Trattandosi di un commento ho risposto nell’immediato.

Ciao Filippo, mi fa molto piacere che i miei consigli ti siano stati utili. E che ti trovi bene con il Tascam DR-05. Sui microfoni apri un nuovo capitolo. Approfitto per scrivere degli appunti e scrivere un articolo dedicato. I due microfoni che mi sottoponi sono davvero basici. E se mi dici che vuoi un microfono di qualità, te li sconsiglio vivamente.

Forse per cominciare. Io ne ho comprato uno di questi quando facevo interviste per la mia tesi. Mai usato. Forse non ha mai funzionato. Non ricordo. Si, c’è di meglio. Qualcosa di molto meglio potrebbe essere il Rode  a cui molti ormai si affidano per una buona qualità ad un costo contenuto. Se invece vuoi il massimo dovresti prendere il Sennheiser MKE40. A cui dovresti aggiungere un adattatore da Lemo 3 Pin a Jack. In mezzo ci sta il Sennheiser ME2. Il Rode mai usato. Gli altri due, invece, li ho utilizzati personalmente. ME2 è ottimo. MKE40 è superlativo!
Alla prossima!

Ma mi sono impegnato a scrivere l’articolo che stai leggendo, perché Filippo, che non conosco e che non ho mai incontrato, è un lettore che stimola a rendere questo blog un luogo migliore. Uno di quei lettori che studia e che mi sottopone quello che ha visto. Per cui merita una risposta approfondita ai suoi quesiti.

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Cosa devi fare con un microfono?

Innanzi tutto, come mia consuetudine, è sempre bene riflettere su cosa devi fare con il microfono. Qual è l’attività che vuoi o devi svolgere con quel microfono? Per situazioni diverse sono necessari microfoni diversi. Per registrare in studio o registrare interviste in strada si richiedono microfoni diversi. Registrare un conferenza o un relatore ad un tavolo potrebbe richiedere un microfono diverso da quello che si utilizza per far intervenire le persone del pubblico.

Ci sono alcune domande da porsi e a cui rispondere.

Che cosa vuoi registrare?

Hai bisogno di registrare la tua voce, un parlato, il canto? Oppure il microfono ti serve per registrare uno strumento musicale?

Per voci potenti, tamburi e chitarre hai bisogno di un microfono dinamico. Per strumenti acustici o un parlato in studio è preferibile un microfono a condensatore.

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Dove devi registrare?

Sapere il contesto dove devi registrare apre un capitolo complesso quale è quello dell’acustica dei luoghi. Ma è facile capire che usare un microfono in una sala conferenze o in uno studio di registrazione sono cosa diversa.

In determinati contesti, come in un concerto di musica classica, è meglio scegliere un microfono direzionale per determinati gruppi di strumenti. Mentre per una conferenza dove c’è un parlato costante potrebbe andare bene anche un omnidirezionale.

Quale microfono scegliere?

Vai sul sito Audio Test Kitchen e verifica la qualità di 65 e oltre microfoni di alta qualità.

Ormai la tecnologia sonora è talmente avanzata che trovi davvero di tutto e a qualunque prezzo. Su Amazon si trovano microfoni per tutte le tasche. Mi è capitato un paio di volte di sentirmi dire che 100 euro per un microfono siano una cifra esorbitante. In realtà è il minimo sindacale. Al di sotto di questa cifra non sono il solo che pensa che stiamo parlando di giocattoli fatti bene. Certo anche un microfono economico può soddisfare le nostre necessità. Ma non pensiamo che quel prezzo sia troppo alto o troppo basso. Quel che costa, vale. Per cui, il prezzo è già una discriminante su che tipo di microfono vogliamo o possiamo avere.

Un secondo elemento da verificare è la qualità del suono. E quanto meno che non abbia fruscii o rumori di sottofondo. Anche se qui le variabili non dipendono solo dal microfono. Il microfono va poi in un registratore o in un mixer o su un amplificatore e in casse e altoparlanti per ascoltare musica che possono migliorare come peggiorare il risultato.

E infine la sensibilità del suono. Si tratta di quali frequenze il microfono riesce a registrare rispetto ad altre. Per cui a seconda della sensibilità del microfono puoi captare un suono a una determinata distanza oppure no.

Microfoni dinamici e a condensatore

I microfoni dinamici sono preferibili ai microfoni a condensatori se si deve andare a registrare in esterno; per cantare e se devi andare spesso in giro. I microfoni dinamici sono resistenti, comodi, molto versatili per molti usi.

I microfoni a condensatore sono invece preferibili per registrazioni in studio o al chiuso. Si tratta di microfoni molto sensibili. Il suono della voce risulta molto naturale. Ma si tratta anche di strumenti molto fragili, sensibili all’umidità e ai colpi bruschi. È bene tenerli fermi in un posto.

Attenzione. I microfoni a condensatore (generalmente) richiedono una alimentazione. Per cui è necessario che il microfono abbia una batteria, o avere un mixer, o una scheda audio che alimenti il microfono.

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Microfoni cardiodi e microfoni direzionali

In base a come il microfono è costruito riceve il suono da una data direzione. Il microfono cardioide è detto così perché riceve il segnale in uno spazio, intorno al microfono, che ha la forma di un cuore. Generalmente i microfoni gelato e a condensatore sono cardioidi.

I microfono cardiodi si differenziano dai microfoni detti direzionali, in quanto questi, generalmente più lunghi e affusolati, prendono poco suono intorno al microfono e tanto nella direzioni in cui sono puntati.

Attacchi del microfono

Attenzione anche agli attacchi del microfono. Ossia verificate se l’entrata che avete a disposizione; quella dove dovete attaccare il microfono e il cavo sia un attacco XLR, che aumenta la qualità del suono ripreso, oppure un attacco jack o minijack. Oppure se  avete a disposizione solo una entrata USB.

Microfoni per tutti i gusti

Dette queste quattro parole sui microfoni ho scelto alcuni microfoni che possono essere utili e interessanti in base a quello che dovete fare.

Sia inteso che io ne ho usati una parte. Personalmente, prima dell’acquisto di alcuni di questi, mi sono lasciato consigliare dai fornitori che vincevano le gare d’appalto alla Radio. Non mi reputo un esperto del settore. Semmai un buon fruitore di microfoni.

Microfono per voce e cantato

Shure SM58

Se ti stai avviando alla carriera del canto è bene avere il popolarissimo Shure SM 58. Si tratta di un microfono robusto con una buona tecnica costruttiva. Ottimo per i live, ma adattabile anche alla registrazione in studio. Anche economico.

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Un microfono da studio

Rode NT1A

Un microfono con un ottimo rapporto qualità prezzo è il Rode NT 1A. Non considerato tra i microfoni professionali, ma fa bene il suo lavoro. Se stai costruendo il tuo primo studio radiofonico è  un ottima scelta.
Forse conviene comprare anche l’intero kit con Antipop sempre molto utile.

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Microfoni per podcast professionale

Shure SM7B

Lo Shure SM 7B è un microfono senza età indicato proprio per la voce. Puoi creare degli ottimi podcast come ci puoi cantare canzoni rock. A quanto pare è stato utilizzato anche da Michael Jackson per il suo album Thriller.

sE Electronics SE2200A II

L’sE Electronics sE2200a II è un microfono con cui è possibile registrare strumenti acustici, pianoforti e ovviamente la tua voce. Permette riprese stereofoniche ed è davvero molto versatile. Se hai una web radio direi che questo è un ottimo microfono per i tuoi programmi.

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Neumann TLM 102

Il TLM 102 è più che professionale. È un microfono mitico. Si tratta di un microfono che in tanti vorrebbero possedere. Il prezzo non è affatto abbordabile e deve essere associato a strumentazione studio di valore equivalente.

Ecco, con il Neumann TLM 102, che ha bisogno di potenza, avrete bisogno di una scheda audio esterna di qualità.

Microfoni lavalier

Per i microfoni levalier ripropongo quelli di cui sopra. Il Rode con Filtro Anti-pop, per Smartphone e Tablet.

Il Sennheiser ME2 che è un classico. Anche se mi bisogna ingegnarsi per non farlo strusciare sulle giacche.

E, infine, il Sennheiser MKE40. A cui si deve aggiungere un adattatore da Lemo 3 Pin a Jack o minijack.

Il Rode non l’ho mai usato. Gli altri due, invece, li ho utilizzati per il mio lavoro Video con i radio trasmettitori. Come pure un buon prodotto pare essere RODELink Filmmaker Kit.

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Microfono radio per conferenze

Akg SR40

Se organizzate qualche festa o conferenza. Se volete passare un microfono a molte persone senza dover pensare ai fili e volete spendere poco vi possono consigliare un microfono radio AKG SR40. Devo ammettere che fa bene il suo lavoro. Sempre di entry level stiamo parlando. Ma per cominciare non è male.

Microfoni usb

Esistono centinaia di microfoni usb e ognuno ha le sue caratteristiche. Ognuno di essi riprende l’audio in modo diverso e con un qualità diversa. Un microfono usb è un microfono per PC e che puoi collegare al tuo computer senza bisogno di altri attacchi.

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Microfoni usb per pc o mac per registrare musica e podcast

Quando si parla di microfono a condensatore con cavo usb non possiamo pensare che si abbia la stessa qualità del microfono a condensatore con cavo XLR e scheda audio esterna. La qualità è molto più bassa anche se soddisfa pienamente le necessità di tutti gli ascoltatori.

Samson Meteor USB

Samson meteor è un microfono molto comune per il suo prezzo. Si tratta di un microfono assemblato in plastica e piccolo. Però la base è accessorio comodo. Non aspettiamoci grandi cose. Per un uso molto casalingo o per chiamate skype di bassa qualità.

Samson G-track

Per avere qualcosa in più, sempre sulla stessa marca possiamo scegliere il Samson G-track. Microfono con cui è possibile registrare musica e creare podcast.  È possibile controllare il suono. Meglio fare delle prove e sperimentare i livelli che più vi piacciono.

Zoom H4n

C’è da dire che lo Zoom H4n, oltre ad essere un registratore, è anche un microfono. E tra l’altro anche di ottima qualità. Se si collega ad un Pc tramite il cavo USB, il sistema ti da la possibilità di usare il registratore come microfono. Se usato con Camtasia o altro programma di screenshot video, è necessario sincronizzare le impostazioni del programma al microfono.

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Microfoni per iPhone

iRig Field

Se possedete un iPhone conoscerete sicuramente l’IK Multimedia. L’iRig Mic Field è un microfono digitale per iPhone adatto per registrare musica, come per registrare l’audio di un video. Si collega all’iPhone o all’ iPad ed è possibile registrare audio di ottima qualità.

Rode iXY

Altro microfono sempre per i dispositivi Apple è il Rode iXY con connettore Lightning. Anche qui si parla di ottima qualità di ripresa. Un ottimo accessorio per chi usa l’iphone per motivi professionali ed ha bisogno di leggerezza per potersi muovere.

Microfono per iOS

Zoom IQ7 – Registratore portatile iOS

Lo Zoom IQ7 è il registratore che Zoom ha pensato per i possessori di smartphone Apple. Audio di alta qualità per dispositivi iOS. Compatibile con connettore lightning. Per registrazioni in formato verticale od orizzontale è sufficiente spostare le capsule. Da utilizzare con app originali Apple.

Se si vuole risparmiare qualcosa si può acquistare lo Zoom IQ5.

Shure Motiv MV88

Altro bel gioiello per chi possiede un iPad è il microfono Shure Motiv MV88 . La Shure non poteva che presentarsi al meglio anche in questa occasione. Inoltre si ha a disposizione una applicazione che permette di regolare con preset standard alcuni tipi di registrazione in base all’ambiente in cui ci si trova.

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Microfono per Youtube

Se sei già uno youtuber o se si vuole iniziare a creare video per il proprio canale Youtube il microfono maggiormente consigliato sul web è il Blue Yeti Pro. Un microfono che è un vero e proprio investimento sulla propria carriera.

Sempre per youtuber professionisti si ha il Blue Spark. Di solito viene utilizzato al posto del Blue Yeti. Certamente ha un bel design vintage e prestazioni elevate. Inoltre il sostegno per la scrivania è sicuramente molto utile.

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Microfoni USB per registrazioni musicali

Rode NT- USB

Per registrazioni musicali si ha il Rode NT. Il microfono si attacca al vostro PC e potete controllare tutto da li.

Marshall MXL – USB

Un altro microfono per artisti musicali  molto usato è il Marshall MXL USB da non confondere con il Marshall Mxl condenser. IL primo ha l’attacco USB e si collega al pc. Il secondo ha bisogno dell’attac XLR. Con questo microfono si hanno alcuni controlli integrati che ti permettono di adattarlo al cantato o al semplice parlato. Secondo i propri gusti.

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Microfono per smartphone

Per dotare un o smartphone di microfono esterno potrebbe essere necessario acquistare un adattatore rode sc6 che permette due ingressi microfonici.

Dunque si può acquistare un rode video mic pro. Ha un pad con un filtro per il vento e un preamplificatore con 20db in più.

L’alternativa economica è adattare rode sc6l uno o due microfoni lavallier tra i cinesi tipo boya bym1 con 6.5 metri di cavo o se vuoi spendere un po di più ma con tanta qualità in più rode smart lav ha il filo corto quindi potrebbe servirti una prolunga sempre rode.

Se non si vogliono avere fili allora adattatore rode sc6l e rode wireless go.

Rode VideoMic Me

Rode presenta il VideoMic Me come microfono per smartphone. Come si può notare è un microfono direzionale molto leggero, che va collegato direttamente allo smartphone. Qualche utente si lamenta dei rumori di sottofondo non filtrati, ma si ritiene che un accessorio come questo sia per uso personale e per migliorare le proprie dirette Facebook live audio.

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Accessori per microfoni

Gli accessori di base sono molto spesso forniti in abbinamento al microfono. Però magari qualcosa può mancare oppure è necessario avere il ricambio. Di solito si ha bisogno di un para microfono in spugna. Attenzione a scegliere quello che si adatta meglio alla forma della griglia del microfono.

Se si vuole evitare del tutto il vento (quando si è in esterna) è necessaria una cuffia antivento. Sempre da adattare al modello del proprio microfono.

Se si vuole restare con le mano libere e ci si trova in studio si può acquistare un’asta microfonica a giraffa. Io ho sempre amato un’asta di sospensione a braccio. Però con il tempo e se si usa un microfono pesante la regolazione non è delle migliori. L’accessorio più comodo e che dura nel tempo è certamente un’asta da tavolo con base in ghisa.

L’asta a volte è venduta separatamente dal supporto del microfono, ossia dove viene fissato il microfono. Per cui verificate.
Se usate l’asta da tavolo forse potrebbe essere necessario un supporto elastico antivibrazione. Per evitare anche il pop delle labbra esistono dei filtri antipop.

Se acquisti un microfono non usb avrai bisogno di cavi xlr. E se si vuole creare uno studio in casa e si ha bisogno di silenzio si può pure acquistare uno Schermo fonoassorbente.

La lista potrebbe continuare. Si sa che negli accessori ci si può sbizzarrire. Però in questo caso, molti di questi accessori per microfoni proposti migliorano il modo di lavorare e il livello di registrazione.

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Per chi vuole approfondire

Questo post non è indirizzato a chi è un tecnico ma a chi vuole o deve fare un primo acquisto. A chi è indeciso nella scelta e i microfoni gli sembrano tutti uguali. Se hai già una buona conoscenza dei microfoni magari è necessario qualche altro tipo di approfondimento. E se poi si vuole arricchire l’articolo è sempre possibile farlo.

Se hai voglia di studiare avrai già dato un’occhiata alla parola su Wikipedia e probabilmente hai già visitato il sito ufficiale della Shure. Si può iniziare da queste prime fonti.

Se invece si vuole acquistare qualche libro ce ne sono di datati ma che offrono le basi di come è fatto un microfono.

Così abbiamo “I segreti dei microfoni” di Davide Scullino oppure i “Microfoni” di Umberto Nicolao.

Tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui sopra. I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. Ad ogni modo, ribadisco che alcuni dei microfoni proposti sono stati da me utilizzati. E che l’elenco è stato composto da ricerche personali sul web.

Non ho attività di vendita di questi prodotti.

E tu quale microfono hai scelto?

Chiara Luzzana, l’artista del suono che da voce a oggetti e città del mondo

Chiara Luzzana è una compositrice, sound designer e artista sonora, crea suoni dalla vita di ogni giorno. È una persona che ho conosciuto, quasi per caso, mentre navigavo su Twitter e conducevo la mia quotidiana ricerca di notizie sonore. Ho subito percepito le affinità elettive, la passione del suono, dell’audio e della registrazione. Dopo aver navigato sul sito personale di Chiara Luzzana e letto del suo attuale progetto The Sound of the city, ho voluto subito conoscerla.

Così, mentre mi trovavo sul bus verso Palermo, gli ho scritto di getto, dal mio Kindle. Non sono riuscito ad aspettare la sera per scrivere una lettera ben confezionata. Le ho scritto, ho presentato velocemente il blog e chiesto se poteva concedermi una intervista. Mi ha risposto in breve tempo e accettato di rispondere alle mie domande. Ed è quindi con immenso piacere che condivido con voi le mie curiosità sul lavoro di Chiara Luzzana. Personalmente seguirò con molta attenzione la sua carriera professionale perché sono certo che avrà uno splendido futuro.

Chiara Luzzana – Sound Designer – Soundtrack’s Composer – Dj – Creator of “The Sound Of City” project. chiaraluzzana.com – thesoundof.city

Chiara Luzzana sta portando avanti un progetto che ha attirato la mia attenzione The sound of city. Per chi è appassionato di contesti sonori, audio, suoni e ascolto, Chiara è una figura che bisogna seguire, per le sue intuizioni, per il modo in cui lavora, per i progetti che ha svolto e per tutti quelli a cui si dedicherà in futuro.

Chi è Chiara Luzzana

Chiara è nata a Milano, ma oggi è una cittadina del mondo. Per vivere compone colonne sonore ed è ingegnere del suono. Da oltre 10 anni sperimenta, registra, costruisce microfoni e strumenti per l’ascolto della materia. Trasforma i rumori prodotti da oggetti e materiali vari in musica.

Chiara Luzzana traduce la realtà in suono. I registratori sono solo uno strumento con cui raccogliere i rumori. La sua creatività, le sue emozioni trasformano un rumore, per altri insignificante, in un suono di senso.

Il livello artistico di Chiara è riconosciuto ormai ovunque. Persino l’Italia si è accorta di aver un talento in casa. La Biennale di Venezia le ha commissionato la composizione delle colonne sonore per i propri padiglioni espositivi attraverso istallazioni audio. E’ considerata tra i Sound Designer più innovativi e visionari del momento. È docente di Sound Design in alcune tra le più prestigiose Accademie d’Arte Italiane e Cinesi. Ha il proprio studio a Milano e Shanghai.

È, infine, sound designer e compositrice per Swatch, Valentino, Diesel, Jean-Paul Gaultier, Discovery Channel, Sky, Vodafone, Deejay Tv, Real Time e Rai Tv.

Chiara Luzzana Swatch

Chiara ha realizzato per la mostra Swatch Faces 2015 la prima colonna sonora realizzata esclusivamente con i suoni degli orologi. Ha ascoltato e registrato i singoli pezzi degli orologi e poi ha trasformato i rumori in suoni creando una nuova musica.

“Quando lavoro con i suoni sono una esploratrice, li devo scoprire nei lati più nascosti. Mi piace dare voce a ciò che è nato senza.” (Chiara Luzzana)

Chiara Luzzana – 60Bpm – The Sound of Swatch from Chiara Luzzana on Vimeo.

THE SOUND OF CITY ®

Chiara Luzzana – THE SOUND OF CITY – www.thesoundof.city

Ma il vero pezzo forte del lavoro di Chiara è “THE SOUND OF CITY” ® che lascio presentare alle stesse parole di Chiara Luzzana.

Creare la colonna sonora di ogni città a partire dai suoni caratteristici di ciascuna di esse.
Il progetto ha inizio nel 2014 con la composizione della colonna sonora di Shanghai, citt° nella quale l’Artista ha vissuto in seguito alla vittoria di una residenza artistica.
Per Chiara le città sono una fonte preziosa di riflessione. Ogni rumore casuale, diventa musica.
Marchio registrato dal 2015, il progetto si svilupperà in vari volumi stampati su vinile (il primo in edizione limitata, in uscita a Settembre 2017), in aggiunta ad installazioni audio, performance dal vivo ed un film documentario. Il primo capitolo di THE SOUND OF CITY ® è stato presentato alla 11a Biennale di Shanghai lo scorso Ottobre 2016 ed ad un TEDx.
Il primo capitolo riguarda le seguenti Citta: Shanghai, Milano, New York, Zurigo, Tokyo, Venezia.
Il secondo capitolo è previsto per Gennaio 2018.

“Ho ideato e creato il progetto mondiale THE SOUND OF CITY ® per indagare nell’intimo sonoro di ogni “giungla di cemento”. Ogni luogo ha qualcosa da raccontare ed un’anima da mostrare; io trasformo in musica quei suoni, quelle frequenze armoniche e quei rumori, che nella vita quotidiana passano inosservati. Ed e cosi che un semaforo diventa un sintetizzatore, un clacson, un sassofono, tombini come drum machines e vociare in orchestre d’archi. Nel silenzio delle albe metropolitane, armata di microfoni e cuffia, mi ritrovo ad esplorare luoghi sconosciuti, lasciandomi accarezzare le orecchie dalle “contraddizioni” sonore che ogni “giungla di cemento” offre.” Chiara Luzzana

Intervista a Chiara Luzzana a cura di Toni Fontana

Ho letto tutto quello che ho trovato su internet di Chiara. Tra i testi e le interviste che Chiara ha rilasciato ho potuto leggere tra le righe la passione con cui fa il suo lavoro. E seppure i contatti con Chiara siano stati tutti digitali, mi pare di conoscerla da tantissimo tempo.

Di seguito, in corsivo, le mie riflessioni e le domande che sono nate andando alla scoperta di questa straordinaria artista. E sono davvero felice del risultato di questa intervista che si è rivelata un piacevole scambio di idee.

Silenzio

Qual è la tua definizione “emotiva” di silenzio? Ossia qual è la definizione di silenzio per Chiara Luzzana? Mi piacerebbe sapere cos’è il silenzio per una persona che si occupa di suoni e rumori.

Se partiamo dal presupposto che dopo la rivoluzione industriale, il silenzio è stato pressoché sostituito dagli hertz della corrente elettrica, possiamo ben comprendere che il silenzio, intorno a noi, non esiste. Ecco perché per me il silenzio, ha una connotazione intima, e potrei definirlo come la pace interiore. Quella è la mia definizione di silenzio.

Traduzione

La sound designer Chiara Luzzana – THE SOUND OF CITY – www.thesoundof.city

I tuoi progetti si occupano di trasformare i rumori in suoni e di montare e smontare la musica. La trasformazione è anche una traduzione. In letteratura un tema sempre combattuto è stato quello della traduzione come tradimento. Umberto Eco sosteneva che il tradimento è insito nell’atto del tradurre che non è solo trasposizione da una cultura ad un’altra ma anche adattamento di concetti e contenuti. Nella musica il suono o il rumore è invece universale. È cosi? E allora, il tuo tradurre il rumore in suono è una forma di sovversione o di rimettere ordine in ciò che non ha ordine?

Dici bene, è una traduzione. Nel rumore c’è la più grande quantità di armoniche, semplicemente io le rendo musica. Si, è una sorta di sovversione, ribaltare i piani, anche se vuoi di provocazione. La musica è un linguaggio, e come tale ha tanti “accenti”
differenti. Se non esistesse una traduzione, a ciò che nasce puro, non avremmo la grande fortuna di comprendere diversità e superare i nostri limiti.

Tra il rumore e la sua traduzione, c’è quel grande spazio colmato dall’emozione: il mio vivere mi ha portato a superare molti ostacoli, rinascendo a vita nuova. Ecco perché per me il rumore ha una connotazione positiva e nutriente. Non potrebbe mai essere un tradimento, ma una lunga e fedele storia d’amore.

Città

Ho letto in una tua intervista che ti fai accarezzare dalle “contraddizioni” sonore che ogni giungla di cemento offre. Quali sono per te queste contraddizioni sonore. E il tuo lavoro artistico è un atto rivoluzionario ad un mondo troppo rumoroso? Questa giungla di cemento dove i rumori sono indistinguibili è affascinante oppure sarebbe necessario un
po’ di silenzio? Sarebbe meglio abbassare il volume?

Viviamo con le cuffie noise canceling. Perché? Per alienarci ed isolarci maggiormente?
Questo è terribile.

Io adoro le contraddizioni, perché da loro nasce la creatività, nasce il nuovo, nasce l’originale.

Le città, che amo definire giungle di cemento, sono in realtà come un’immensa palette cromatica. Isoli il suono che vuoi, e lui diventa protagonista. Ed è contraddittorio come in una stessa città, l’ordine ed il disordine dei suoni trovino un loro equilibrio.

Si, vuole essere un atto rivoluzionario, ed estremo, per ricordarci che non abbiamo bisogno di cancellare il rumore. Ma abbiamo bisogno di imparare ad ascoltarlo. Imparare ad ascoltarlo.

Registrazione

Il tuo modo di procedere è un modo, a mio avviso, artigianale. Registrare, non è un atto passivo, ma un momento di azione, faticoso anche fisicamente, ma soprattutto intellettualmente perché è un momento creativo. Questo tuo modo di procedere è per me bellissimo e affascinante. Ma chi è fuori da questo contesto sonoro pensa, appunto, che per registrare basta premere un pulsante e poi fa tutto il registratore. Cosa diresti a queste persone?

Lì inviterei a camminare e vivere con me una città a caso. ☺
THE SOUND OF CITY ® ha alcune regole di base, che mi sono imposta perché altrimenti rischierei di essere troppo vaga. Una di queste è camminare e registrare per 24 ore la città. Accada quel che accada. Perdendosi in essa. Senza meta.

Prima di iniziare i vari volumi delle città, ho un periodo che precede i viaggi, dedicato alla preparazione fisica e mentale. Perché aldilà dell’aspetto piacevole di ricerca sonora, è realmente un progetto faticoso sotto molti aspetti.

Però di base c’è un principio che per me è inalienabile, ed è che per raggiungere il piacere, occorre fare fatica. E per me il suono è anche fatica. La registrazione perfetta, è fatica.

Ed è faticoso anche uscire a cena con amici, ed essere catturata da tutti i suoni e cercare di non sembrare una psicopatica (ahah)

Chiara Luzzana a Milano

Hai registrato i suoni di Milano. Milano è la capitale della finanza, è la capitale della moda. Eppure, dal video si vede che, hai registrato i suoni dell’alba, della pulizia delle strade, dei giardinieri; neanche i rumori del mercatino, ma la preparazione. Hai registrato i rumori dell’attivismo nascosto. A me è sembrato che ti avvicinavi ai tuoi simili, operai, gente che lavora la terra.
Così come poi hai toccato le opere d’arte dei tuoi colleghi artisti che usano i materiali fisici. Scelta “politica”? Voglia di inviare un messaggio di ribellione ad un immaginario luogo comune di una città evanescente e superficiale? Oppure semplicemente una scelta tecnica?

Milano è tanto di più di quell’apparente pellicola snob che la ricopre. Milano ha un substrato di persone che lavorano sodo, che credono nei loro ideali, che si sporcano le mani.

Io sono una persona abbastanza solitaria, e non vivo i party mondani di Milano. Ecco perché la mia traduzione è rivolta a questo substrato attivo e vitale. Le persone che hanno reso e rendono bella Milano. Da chi pulisce le nostre strade, a colui che impreca perché il suo orto in centro è stato distrutto! Milano è stupenda, ed ho voluto descrivere quel sapore operaio di verità. Non la Milano da bere. Non il tram tecnologico. Ma il tram con i freni che cigolano, perché quello è cuore pulsante di Milano. Una Milano vera. Senza fronzoli. Pratica. Come è la musica.

Progettazione

Nel momento della progettazione, hai delle idee preconcette, ci sono delle cose che vuoi trasmettere già da prima la registrazione? Come studi la città? C’è un ascolto che precede la registrazione? L’analisi del contesto sonoro procede attraverso un tuo ascolto personale? Ascolti anche le persone che vivono la città? Oppure l’ispirazione nasce nel momento stesso in cui registri?

Una seconda regola del progetto è che (ad eccezione della mia città), le altre debbano essere sconosciute. Perché nell’incoscienza, nella non conoscenza, attivo la mia curiosità e mi lascio trasportare solo dall’istinto.

Daniel Baremboim dice che la musica è parte essenziale delle fisicità dello spirito umano. Come fai a scegliere gli oggetti che vuoi far suonare? Senti questa fisicità dello spirito?

È un attrazione. Come per le persone. Sono attirata a loro come se mi chiedessero di restituirgli una voce.

Istinto puro. Irrazionalità.

Ascolto

Uno degli obbiettivi di questo blog è quello di educare all’ascolto e di far comprendere come il suono arricchisce/crea un contesto, che il suono restituisce significati, in forma di suoni come di parole. E inoltre mi preme far comprendere che il mondo dei suoni è una parte del nostro essere più profondo. Come pensi che si possa educare all’ascolto? Quali azioni intraprendere?

Non avendo paura. Perché le persone sono terrorizzate dal sentire. In ogni senso. E sai di cosa hanno più paura? Del silenzio. Perché il silenzio è la via per guardarsi dentro. E spesso questo fa paura.

Educare all’ascolto significa innanzitutto intraprendere un percorso con se stessi.
Internamente.

Secondariamente, e parlando in modo più pratico, l’educazione all’ascolto dovrebbe iniziare in età infantile. Anche solo spiegando che non esiste solo la musica che ci viene proposta, ma che musica può essere anche il riverbero della nostra stanza preferita.

Per te chi è un ascoltatore?

Chi non ha paura di sentire.

Emozioni

Chiara Luzzana – THE SOUND OF CITY – www.thesoundof.city

Nella trasmissione delle emozioni, quali emozioni preferisci trasmettere?

Fiducia ed etica. Voglio che, indipendentemente che sia per lavoro o durante la mia vita quotidiana, una persona possa sentirsi al sicuro con me. In tutti i sensi. Voglio che sappia che ciò che ha tra le “mani ” è la parte più sincera di me.

Dici amaramente che i problemi di genere, in Italia, sono ancora molto forti. La musica dovrebbe essere un linguaggio universale, che va al di là delle questioni di genere. Questo dimostra tutto il provincialismo di questo nostro Paese, l’Italia. Cosa vuoi dire ad una ragazza che ama i suoni? Cosa ti piacerebbe dire ad una di quelle ragazze che viene a vedere/ascoltare le tue performance?

Vorrei dire loro di non sentirsi un genere. Di sentirsi un’anima. Viviamo in un paese dove le donne tengono ancora gli ombrelli al moto GP o durante comizi politici. Difficilmente riusciremo, in tempi brevi, a fare cambiare questa opinione di noi.

La musica, pur essendo un sostantivo femminile, è molto maschilista, soprattutto in Italia.

Ma la risposta migliore è impegnarsi, faticare. Credere nei sogni e nelle proprie passioni non ha sesso. Il sesso si materializza quando è imposto dall’ignoranza.

Se THE SOUND OF CITY ® fosse realizzato da un uomo, molto probabilmente non si porrebbe neppure il problema di camminare in solitaria per 24 ore in una città sconosciuta. Ecco, purtroppo io, da donna, non mi sento mai completamente al sicuro.
Ci sono quindi una serie di limiti che devo superare, non solo con me, ma anche con l’ambiente circostante.

Futuro

Hai detto: “La musica ha un senso oltre le singole note. Per me i suoni sono parole” E poi hai anche confermato il fatto che il progetto The Sound of City è un lavoro teoricamente infinito. Tra sessant’anni ci ritroviamo qui e parliamo di questo divenire del progetto. E allora mi chiedo, alla fine del racconto o del progetto, cosa vorresti leggere? Qual’è la tua visione finale?

Non vedo l’ora di quell’intervista.

E ti direi: sai Toni, ho visto ed ascoltato il mondo, l’ho registrato e reso musica, imparando che il volume da alzare non è per sentire forte, ma per sentire bene. A fondo. E dopo avere ascoltato tutto, ora mi godo il silenzio dentro me.
_______________________________________
CREDITS:
www.chiaraluzzana.com
www.thesoundof.city

Per concludere

Sono grato a Chiara Luzzana per questa intervista dove ha svelato il suo mondo sonoro. Sono grato all’universo twitter per avermi fatto conoscere Chiara. E conto che prima o poi passa ad ascoltare la Sicilia, i templi greci di Selinunte e Agrigento; oppure i teatri di Segesta e Siracusa.

Fra 60 anni conto di esserci ancora per chiedere a Chiara la concessione di un’altra intervista. Ascoltare chi ha ascoltato tutto il mondo immagino sia una esperienza unica. Anche se immagino che ci guarderemo negli occhi e lei starà tutto il tempo in silenzio. Ma chissà, tra 60 anni trasmetteremo l’intervista attraverso cip telepatici, in realtà aumentata io dalla Sicilia e lei da Shangai con audio tridimensionale, chissà. Ma magari ci aggiorniamo prima. Io seguirò Chiara e conto di raccontarvi ancora i suoi progetti.

Aggiornamento 21 dicembre 2017

Extra ordinary metal. Soundtrack by Chiara Luzzana e Alessi adventure

Chiara riesce a trasformare gli oggetti in suoni e sonorità e ci fa viaggiare in luoghi inesplorati. Questa è la sua forza e questo è il motivo per cui seguo Chara, sia per i suoi progetti personali, sia per progetti più commerciali come questo dedicato all’azienda Alessi, che vende prodotti casalinghi iconici e di design.

Come spiegato sul sito della Alessi

una sfida ai limiti dell’impossibile creare un nuovo modo di esprimere la ricerca del design e sviluppare ulteriormente la dimensione emotiva di un concetto.

Far risaltare il suono

Il risultato è la colonna sonora che traduce l’essenza trascendente ed eterea del progetto “Extra Ordinary Metal” – una serie di accessori da tavolo che rappresenta una nuova interpretazione della superficie metallica attraverso l’uso dell’ottone, materiale già utilizzato da Alessi negli anni ’20 e anni ’30 – in una composizione.

Chiara Luzzana osserva: “Creo musica usando suoni catturati dalla vita di tutti i giorni. Tutto ciò che puoi vedere, puoi sentire. Extra Ordinary Metal, una colonna sonora di Chiara Luzzana è un esempio concreto di come sfidare l’impossibile per Alessi: la capacità di trasporre un metaprogetto – cioè una serie di riferimenti teorici, culturali ed emotivi – in un nuovo linguaggio di comunicazione.

#ExtraOrdinaryMetal

Come registrare audio per principianti

Registrare audio, registrare suoni, è una pratica che richiede esperienza. Non basta schiacciare un bottone e aspettare che il registratore o lo smartphone faccia tutto da solo. Serve anche la nostra partecipazione.

Qui di seguito non troverete delle vere e proprie tecniche di registrazione, ma dei consigli pratici raccolti sul campo. Come al solito non può essere del tutto esaustivo perché durante un evento sonoro può accadere di tutto.

Se volete possiamo approfondire nei commenti ciascun caso personale.

Come registrare un audio?

Prima di scrivere l’articolo sui registratori da consigliare avevo dato dei consigli su come scegliere un registratore audio vocale. Questi consigli non sono stati sufficienti. Perché ciascuno di noi ha richieste specifiche. Ciò che interessa a molti non è tanto cosa accade prima di acquistare un registratore, ma cosa accade dopo.

Prendo, ad esempio, l’ultima richiesta di aiuto che mi è arrivata da parte di un amico. Penso che comprenda un po’ tutte le richieste che mi arrivano. E vi giro quanto ho scritto a lui, perché ritengo i miei lettori come degli amici.

Mi scrive Daniele.

Io faccio molte registrazioni in giro e sono in genere di questo tipo:
– interviste uno a uno all’aperto
– interviste di gruppo all’interno
– meeting all’interno di sale riunioni
– workshop all’interno di aule, quindi con persone che parlano un po’ più distanti

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Come fare una buona registrazione audio

Come ho risposto a Daniele, un registratore che riduca il rumore di fondo e renda la voce nitida è il sogno di tutti i fonici. O il loro incubo. Dato che se un registratore fosse in grado di farlo, per davvero, il loro lavoro non avrebbe più senso di esistere.

Un buon registratore registra fedelmente i suoni che vengono emessi. Un buon registratore registra alla massima qualità possibile. E se è abbastanza professionale da la possibilità di integrare (aggiungere) al registratore microfoni e ovviamente cuffie.

Un buon registratore registra tutti i suoni. Il registratore non pone attenzione a cosa dice il nostro interlocutore, non seleziona il discorso che interessa a noi, non fa distinzione tra il parlato e una campana di sottofondo. Un registratore, registra indistintamente tutto e tutti. Se noi ascoltiamo la persona che ci parla o la musica eseguita e non udiamo cosa accade intorno, al nostro registratore non importa. Lui registra. Registra quello che ascoltiamo e tutto il contorno.

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Se vogliamo usare una metafora: un registratore è l’equivalente del nostro orecchio. Un registratore non è il nostro cervello. Nel senso che il registratore percepisce tutto quello che è un suono, ma non fa distinzioni rispetto al suo suono di interesse. Infatti, se siamo al centro di un ristorante pieno di persone, noi riusciamo ad interloquire con le persone che ci sono accanto. E anche se le altre persone parlano o urlano, il nostro cervello pone attenzione a quello che interessa a noi. Il cervello si cura soltanto di ciò che gli interessa. Cercando, il più possibile, di capire e comprendere il nostro interlocutore.

Situazioni diverse registrazioni diverse

Probabilmente chi usa un registratore si trova spesso nelle stesse situazioni elencate dal mio amico Daniele.

  • Interviste all’aperto,
  • registrazioni di conferenze in auditorium,
  • registrazione in piccole aule
  • e così via.

Come registrare una voce

Ciascuna situazione, presa qui ad esempio, richiede soluzioni diverse. Non possiamo eseguire le stesse azioni, per situazioni differenti. Dunque è necessario adattarsi per avere il risultato migliore.

  • Se ci troviamo in una piccola aula si può mettere il registratore sul tavolo e non avere problemi.

Ma anche in queste situazione le variabili della realtà possono cambiare. Come? Per esempio, se ti trovi in un aula piccola, metti il registratore sul tavolo dove si trova la sedia del professore e lui, quel giorno, si va a sedere all’ultimo banco perché proprio quel giorno ha una idea democratica della lezione.

Registrare una conferenza

Se registriamo una conferenza in una aula magna allora sarebbe meglio posizionarsi accanto ad una cassa.

Certo l’ideale sarebbe avere la possibilità di attaccare il registratore ad una uscita del mixer.

Ma anche quando si è sicuri che avrai l’audio perfetto attraverso il mixer o la cassa, si scarica la batteria del microfono, il conferenziere non usa o non sa usare il microfono e decide di parlare a voce alta. Tanto lo sentono tutti i presenti.

Si tratta solo di alcune delle centinaia di situazioni in cui ci si può trovare nella realtà. E in queste nuove situazioni ti devi inventare qualcosa per avvicinarti alla tua fonte del suono.

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Registratore audio

Il registratore non lavora per noi

Tutto questo per dire che un registratore registra, ma non lavora al nostro posto. Se portiamo con noi il nostro registratore e vogliamo ottenere un file audio da riascoltare, dobbiamo curare la nostra registrazione. Solo in casi eccezionali ci si può permettere di posizionare il registratore in un posto e registrare senza alcun problema.

Marco Giusti intervistato da Toni Fontana
Marco Giusti intervistato da Toni Fontana

La regola è che per eseguire una registrazione si controlli attivamente il registratore, dal momento dell’accensione al momento dello spegnimento del registratore stesso. Durante l’intervista bisogna tenere occhi e orecchie ben aperti. Se non si è in grado di fare questo esercizio, meglio portarsi qualcuno che segua la fase di registrazione.

2 consigli fondamentali per registrare audio

Escludo che tu possa avere un assistente fonico alla registrazione. Non staresti qui a leggere questo articolo. Piuttosto immagino che sei da solo, e devi intervistare una o più persone, al chiuso o all’aperto. Non si possono elencare in un articolo tutte le variabili che la realtà ci offre. La vita è originale!

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I due consigli che ti posso dare e che valgono sempre in ogni situazione sono:

  1. Usare sempre un paio di cuffie per ascoltare l’audio in fase di registrazione.
  2. Usare un copri vento o para microfono.

Auricolari da ascolto

Se abbiamo gli auricolari riusciamo a sentire quello che il registratore registra e quindi se non sentiamo la voce, possiamo chiedere di ripetere quello che non abbiamo sentito.

In altre situazione, magari, non possiamo chiedere di ripetere tutto il discorso. Ma, almeno, sappiamo perfettamente quello che sta accadendo e perché. Senza arrivare a casa, certi di avere l’intervista del secolo in tasca e, invece, accorgerci, quando è troppo tardi che ci eravamo dimenticati di selezionare l’entrata microfonica corretta. Capita!

Grazie alle cuffie, riusciremo (quasi) sempre, e nel peggiore dei casi, a salvare qualcosa. Se ti trovi da solo a registrare e ad intervistare, io ti consiglio delle semplici cuffie auricolari in ear o se si vuole qualcosa di più sofisticato le cuffie auricolari Sennheiser. Se, invece, hai prospettive professionali sull’audio puoi leggere il mio articolo sulle cuffie per ascoltare musica.

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Copri vento

Il coprivento si usa sempre quando si è all’aperto. Non è necessario che ci sia vento. Usatelo. Non potete mai immaginare cosa accade durante una intervista. A volte anche se fate una registrazione in un interno, dipende dalle situazioni, potrebbe essere utile. Un copri vento potrebbe salvare una registrazione persino da come parla il nostro interlocutore. A volte basta un para vento in spugna, ottimo per gli interni, altre volte ci vuole un paravento in pelliccia, ottimo per gli esterni.

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Un registratore non edita le tracce

Stavo cercando un registratore digitale con una qualità audio piuttosto buona, in grado di ridurre il rumore di fondo e rendere la voce abbastanza distinta.

Hai qualcosa da consigliarmi?

Ripeto. Un registratore registra. Registra tutto.

Alcuni registratori possono registrare alcune gamme di suono, eliminare le gamme alte o le gamme basse. Ma questa opzione taglia di netto l’audio mantenendosi all’interno di certi limiti. Si tratta, certamente, di una prima edizione dell’audio. Ma è una edizione netta, senza se e senza ma, che non puoi più correggere. E soprattutto non permette grandi manovre in fase di edizione vera e propria.

Alcuni registratori lo fanno in automatico. Con altri si deve giocare con la sensibilità del registratore. Guarda caso i registratore più scadenti promettono funzioni che migliorano la voce (senza grossi sforzi) ed eliminano tutto ciò che non ci interessa. Come per magia. Spero di non essere troppo brutale quando dico che ci vuole, invece, tanta tecnica.

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Edizione di un file audio

Qui andiamo in un altro campo, che qui accenno.

Un registratore non edita il suono. Ed io dubiterei se lo facesse. Non è quella la sua funzione.

Quando è necessario editare un file? Se durante la nostra intervista non abbiamo spento il condizionatore dell’aria perché ci faceva piacere registrare al fresco, non possiamo lamentarci che il registratore abbia sentito troppo. Possiamo limitare il fruscio, ma se vogliamo eliminarlo dobbiamo eliminarlo alla fonte. Se proprio alla fonte non si può eliminare un suono allora saremo costretti ad editare la traccia.

Come editare un file audio?

Toni Fontana in fase edizione audio
Toni Fontana in fase edizione audio

L’edizione di un file audio è una professione. E per editare un file audio è necessario un programma (software). Per farlo bene non basta un paragrafo o un intero articolo su come editare un file audio. Ci vuole un corso. Ci vuole tanta pratica

Due primi passaggi da fare per mettere in evidenza un suono (la voce) rispetto ad un altro è quello di equalizzare l’intero audio. Già sapere equalizzare bene potrebbe risolvere molti dei nostri problemi. Se invece abbiamo un fruscio consistente forse sarà necessario usare alcuni filtri per eliminare le bande sonore che ci danno fastidio.

Solo una premessa, quando parliamo di fruscio, parliamo di un fruscio costante e presente su tutto il file audio di interesse.

Quando si elimina il fruscio, infatti, si elimina una gamma di suoni per tutto l’audio interessato. Generalmente questa gamma di suoni è diversa dal suono che ci interessa che potrebbe essere una voce. Altre volte è molto simile. In questo caso siamo un po’ nei guai. Il programma modifica pure il suono o la voce che ci interessa mettere in evidenza. È necessario, dunque, saper dosare i suoni e avere equilibrio. La voce potrebbe diventare troppo metallica.

Se ci interessa solo capire quel che viene detto dal registrato, può anche andare bene. Ma se dobbiamo far riascoltare la registrazione ad un pubblico, per esempio, potrebbe essere un vero problema.

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Registrare audio di qualità è l’obiettivo di chi ha in mano un registratore.

Il mio articolo in cui consiglio i migliori registratori audio vocali presenti sul mercato, che ho usato e uso, è l’articolo con più lettori e commenti di tutto il blog. E siccome l’acquisto di un registratore è un’azione che richiede uno sforzo di fiducia molto alto, i miei lettori mi chiedono una ulteriore conferma. Purtroppo spesso si chiede ad un registratore di risolvere situazioni che solo un mixer potrebbe risolvere. Il registratore raccoglie i suoni, non li corregge,  e non è detto che li debba correggere.

Spesso, per avere una registrazione ottimale dobbiamo mettere in atto alcune azioni creative. Insomma, la nostra creatività fa parte del nostro lavoro di registrazione.

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Conclusioni su come fare una registrazione audio

Registrare è un mestiere. Fare il fonico è una professione. Editare anche. Non è possibile improvvisarsi dall’oggi al domani. E seppure questo articolo ti da delle dritte e probabilmente non ti farà commettere gli errori che io stesso ho commesso, potresti sbagliare sempre.

Con il tempo, la tua attenzione uditiva sarà allenata a rendersi conto del contesto sonoro che ti circonda e saprai se stai registrando la voce dell’intervistato o le campane di mezzogiorno. Ma l’errore è, comunque, dietro l’angolo. Le valutazioni che fai possono essere fallaci. Qualche volta dimenticherai le cuffie, qualche altra volta, preso dal lavoro o dall’eccitazione, dimenticherai di cambiare le batterie che ti sembravano cariche e, invece, appena premi il tasto Rec sono solo ad una misera tacca.

Come registrare un audio pulito

Per registrare un audio si richiede meticolosità, attenzione e organizzazione. Non si accettano distrazioni. Poi con il tempo, se fai sempre le stesse cose, e acquisti maneggevolezza del tuo registratore, ogni passaggio verrà in automatico.

Personalmente mi diverto di più nelle fasi creative. Nella fase di preparazione e nella fase di edizione. Proprio perché durante l’intervista non posso godermi la chiacchierata. Certo, ho visto e ascoltato colleghi che durante la registrazione non avevano nessuna cura della registrazione o dell’interlocutore. Altre colleghe che facevano domande su interessi personali e non su interessi degli ascoltatori. Ma ci vuole anche faccia e carattere. E soprattutto bisogna non riascoltarsi. Altrimenti si avrebbe cognizione di causa di quello che si chiede e si dice.

Se posso permettermi un ultimo consiglio è proprio questo. Riascoltatevi. Riascoltatevi con serenità e senza pregiudizi. Scorgete gli errori, anche i più piccoli, non per giudicarvi, ma per migliorarvi.

Una buona registrazione vi darà sempre grandi soddisfazionie e questo, per me, è quel che conta davvero.

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Post Scriptum

Qualcuno potrebbe notare che nelle foto che riporto, io stesso, non porto le cuffiette. Vero è. Parlo bene e razzolo male. Sarebbe stato comunque meglio averle.

A mia discolpa posso solo dire che le condizioni di registrazione erano ottime. In entrambe le situazioni, io e l’intervistato ci trovavamo, al chiuso, in zone con pochissime persone, lontani dalle persone che parlano (che anzi possono creare atmosfera e dare profondità all’audio). E, infine, tenevo d’occhio i livelli del registratore per mantenere il suono sempre allo stesso livello, avvicinando o allontanando il registratore. Situazione ideale, non facilmente ripetibile.

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Come diventare un DJ – We are your friends

Diventare un Dj non è cosa facile e che si realizza (solo) leggendo post su come diventare un Dj o su come far partire una festa. I ragazzi che ho visto crescere con questo sogno hanno una passione per la musica e per le feste. Io non sono un Dj, ma nei miei 10 anni di esperienza in Radio, di dj ne ho visti parecchio. I grandi Dj sono appassionati e divoratori di tutte le novità musicali, anche oltre la musica che propongono alle feste. E soprattutto sono ragazzi che si sono lanciati su tutte le feste possibili e immaginabili.

Se ti trovi su questa pagina per sapere come diventare un Dj dimostri già di essere curioso e questo indica che sei sulla buona strada. Primo perché ti stai informando. E secondo perché condividiamo una passione in comune: il suono.

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Hai già visto il Ted-Ed di Cole Plante? Ritengo il suo intervento molto semplice ma essenziale.

I suoi consigli su come diventare Dj sono:

  1. Chiedere agli amici Dj, se ne hai qualcuno
  2. Naviga su internet ascoltando i Dj più famosi e di moda
  3. Osserva la strumentazione a loro disposizione, saranno i tuoi strumenti

Il bello di tutto questo è che la tecnologia oggi permette di fare il Dj con un app di pochi euro, sul tablet o sullo smartphone. Oppure si può iniziare a fare sul serio con una strumentazione di qualche centinaio di euro, che puoi farti regalare da amici e parenti.

Getting started as a DJ: Mixing, Mashups and Digital Turntables. Video

Ad ogni modo, che tu voglia diventare un dj o sei semplicemente curioso, voglio condividere una parte del film “We are your friends” in cui si spiega in 4 passi come un dj fa partire una festa.

We are your friends

We are your friends è un film del 2015 diretto da Max Joseph e interpretato da Zac Efron ed Emily Ratajkowski. Racconta la storia di un Dj che tra amori impossibili e aspettative degli amici, cerca la sua strada verso la fama e il successo.

Il film non è niente di speciale. La colonna sonora è incentrata su musica tamarra e neanche tanto nuova. Sebbene nel film si vedono tanti camei di DJ molto conosciuti. E come se non bastasse il mixaggio sonoro lascia molto a desiderare. Il racconto di chi lo ha visto con orecchie abituate alla musica disco è impietoso. Interessante è il viaggio intrapreso dal protagonista, la sua scoperta del suono. Anche un Dj, un professionista del suono, un conoscitore del mixaggio, può essere sordo al suono che ci circonda.

La scoperta del suono può essere la scoperta di se stessi.

https://youtu.be/NCJkntL8uMo

Ad un certo punto del film il protagonista fa una lezione su come il DJ riesce a controllare la festa e spingere le persone a ballare seguendo 4 semplici passi.

Insomma, tutta questione del giusto Mixaggio!

Come diventare un DJ

Step 1

far partire una festa

Il Dj deve far uscire la gente dalla testa e farli entrare nel loro corpo. Per farlo servono:

Il senso del ritmo di un cavernicolo
Una infarinatura di matematica
La conoscenza anatomica di uno studente del primo liceo

Per esempio, i bassi controllano la zona del corpo del bacino: la zona più importante per un dj ma anche per un ballerino da discoteca

Al centro della sala ci sarà sempre della resistenza, resistenza ad entrare in pista e ballare. Quindi…

Step 2

Sii paziente!

Step 3

Bisogna cercare tra la folla chi non ha paura di scatenarsi: magari i due più estroversi, che già si muovono e ballano in mezzo agli altri. Sono quelli che trascineranno la festa. Ne basta trovare anche una.

Step 4

Agganciati gli estroversi, bisogna concentrarsi sul loro battito cardiaco.

Ogni Dj ha il suo battito. Scegli il tuo. Puoi partire però idealmente dai 120 BPM equivalente al battito di un fondista.

Il BPM fa la differenza. Il BPM determina il modo in cui si muove il tuo corpo.

  1. Il reggae è lento: 60 BPM – Che sono pure i battiti del relax e della concentrazione
  2. La dubstep è 140 BPM ma può essere rallentata a metà per arrivare a 70 BPM
  3. L’House oscilla tra i 110 e i 130 BPM
  4. L’Hardcore viaggia sui 190/195 BPM

Una volta sincronizzati con il battito cardiaco dei vostri ballerini di riferimento portate su i BPM, traccia dopo traccia. Da 120 in su. Un mito popolare dice che 128 BPM sia il ritmo ideale per armonizzarsi con il battito del cuore.

128 BPM è il numero magico.

Fake Blood – I think I like it ( Official video HD)

A quel punto sono già tutti che ballano.

Avete il controllo della folla, del loro intero sistema circolatorio e quindi della festa.

Dalla teoria alla pratica!

Questa è la teoria. Ovviamente, la pratica richiede tante ore di ascolto e playlist sempre aggiornate che rispecchino il gusto del pubblico ma anche lo stile del Dj.

In rete, se non ci siete capitati prima di approdare a questa pagina ci sono pagine valide che spiegano più in dettaglio come avviare la propria carriera.

Partire da wikiHow mi pare così banale che banale sarebbe non inserire il link, poi comediventaredj.it in italiano mi pare sia fatto bene e dove puoi acquistare delle guide. E infine top-dj.it con i consigli di buon senso o con i consigli di Martin Garrix

Buon divertimento e in bocca al lupo!

6 consigli su come scegliere un registratore digitale

I 6 consigli su come scegliere un buon registratore sono dedicati a tutti coloro che vogliono creare audio di qualità o hanno la necessità di avere uno strumento in più rispetto al proprio smartphone. Certo, nell’emergenza e in assenza di altro, i risultati di una registrazione con uno smartphone sono accettabili. E se il registratore lo usate saltuariamente lo smartphone può essere la scelta più economica.

Ma andiamo subito al sodo!

Come scegliere un registratore

Qui di seguito i miei consigli personali basati sulla mia esperienza.

1) Cosa ci dovete fare

Mi pare che sia il consiglio più banale ma anche quello più doveroso. Pensate al perché lo state comprando. Il vostro smartphone, ma anche il vostro PC (dotato di microfono e un programma di registrazione, anche free) possono effettuare delle registrazioni. Dovete prendere degli appunti personali? Oppure dovete far ascoltare ad altri un prodotto audio. Pensate alle situazioni più frequenti in cui vi troverete ad utilizzarlo: al chiuso, all’aperto, in viaggio, a lavoro?

2) Valutate il peso

Sul mercato esistono registratori di diverse dimensioni e peso. Una cosa è portarsi in giro un registratore di 50 grammi, altra cosa è portarsi mezzo chilo di peso, in più, in borsa. Se hai già valutato il primo consiglio, cioè cosa ci devi fare ti sarà facile dedurre per quanto tempo lo dovrai portare in giro. Andate a lezione in metropolitana? Sarete carichi con borse piene di cianfrusaglie, libri, pc e altro? Oppure seguite la conferenza stampa andando in taxi accompagnati comodamente dal luogo di lavoro fin sotto il luogo dell’evento? Potete o dovrete intervistare chiunque, in qualunque posto e momento? Lo portate in giro sempre, in ogni luogo e insieme ad altre attrezzature? E’ il vostro strumento principale di lavoro o l’unico oggetto che portate in giro durante determinate situazioni?

Avere il registratore figo e poi lasciarlo a casa non è cosa buona.

3) Microfono integrato o possibilità di “espansione”

Nei registratori digitali il microfono è integrato ma in alcuni modelli è possibile aggiungere microfoni esterni di qualità migliore rispetto al microfono integrato. Magari all’inizio vi potrà bastare il microfono integrato e in molti casi è più che sufficiente. Se però potete prevedere, grosso modo, che userete il registratore per scopi professionali valutate questa opzione. Potrebbe tornarvi utile anche se volete usare un microfono radio a distanza.

4) Formato di registrazione audio mp3 o wav

Un buon registratore da la possibilità di registrare, almeno, nei due formati audio più comuni: il diffusissimo mp3 e il meno noto wav.

Il formato mp3 è un formato compresso, di bassa qualità ma che ha il grande vantaggio di occupare poco spazio all’interno di una memoria, utile per la condivisione o per lo streaming. Per bassa qualità si intende che in caso di un necessario editing, sul file avrete pochi bit su cui lavorare e le modifiche che potreste fare potrebbero essere poche. Se dovete registrare, però, una lezione universitaria, il formato mp3 va benissimo.

Il formato wav è invece un formato non compresso e quindi con grandi quantità di informazioni audio all’interno del file. Se andate a modificare l’audio la qualità scadrà ma almeno potreste ottenere un ottimo mp3.

Se non dovete editare il file, per un ascolto comune, i due file risultano all’orecchio uguali.

5) Memoria

Non sottovalutate lo spazio della memoria e anche in questo caso la possibilità di espansione attraverso schede SD o mini SD. 1 giga di memoria per un registratore audio digitale è sufficiente. Ma come dicevo prima bisogna valutare cosa ci dovete fare. Se registrate in mp3 un solo giga vi può bastare per registrare un’intera giornata. Se invece registrate in wav potete registrare poche ore.

6) Frequenza di campionamento

Ci viene in aiuto il buon Wikipedia

La frequenza di campionamento è la misura espressa in hertz del numero di volte al secondo in cui un segnale analogico viene misurato e memorizzato in forma digitale (da “digit” che in inglese significa “cifra”; in questo caso, nel mondo informatico e elettronico, il significato varia in “cifra binaria”).

Si va dagli 8 kHz che sono la qualità audio del telefono di casa fino a 2822 KHz. Per un buon registratore cerchiamo qualcosa tra i 41-44KHz e gli 88 KHz. Quindi più alti sono gli hertz, migliore sarà la traduzione che il registratore farà della voce o della musica in informazioni informatiche.

la frequenza di campionamento è il parametro che si utilizza quando si “traduce” un fenomeno naturale – comprensibile per l’essere umano – in una rappresentazione numerica – “comprensibile” cioè utilizzabile per un computer e per quelle macchine il cui funzionamento è basato sul bit.

In questo caso si parla di quantizzazione (lunghezza della parola digitale) e anche qui il massimo è meglio.

In pratica meglio scegliere registratori che traducano a 16 bit o meglio ancora a 24 bit. Ne hai trovato uno straordinario a 8 bit? Meglio di no.

In conclusione, un BONUS

Se comprate un registratore, comprate un registratore che registri, che faccia solo quello e lo faccia bene!

Radio, radioline, video e quant’altro, assolutamente vietati. Se volete il tutto in uno significa che state cercando uno smartphone e non un registratore.

Adesso che avete valutato cosa dovete fare e a cosa dovete stare attenti, potete valutare 5 registratori digitali portatili da consigliare. O che almeno io consiglio perché nel tempo li ho usati personalmente.

Lo snooze: una curiosità

Snooze in inglese significa letteralmente sonnellino o sonnecchiare. In senso più largo è qualcosa che da fastidio. In pratica è la funzione di posposizione dell’allarme. Lo snooze dopo la prima sveglia ricomincia a suonare ogni 5 o 10 minuti; e così via fino allo spegnimento da parte dell’utente che decide di alzarsi e porre fine al tormento.

Un ricordo

Durante i miei anni universitari ho conosciuto un tizio che puntava la sua sveglia alle 7.30 del mattino e andava avanti, ogni 10 minuti, a silenziare il proprio snooze, fino a mezzogiorno. A quell’ ora si alzava definitivamente. Non ho mai capito perché lo facesse. Oggi penso che forse ammazzava i suoi sensi di colpa torturandosi ogni mattina. Chissà.

Ad ogni modo, scusate la digressione, in questo post vi voglio parlare di una curiosità riguardante lo snooze. Curiosità che forse non sapete perché non ve lo siete mai chiesto.

Perché non posso regolare lo snooze?

La curiosità sta nella risposta ad una di quelle domande improbabili che a pochi viene in mente di fare: perché lo snooze in alcuni dispositivi suona dopo 9 minuti e in altri dopo 10 o multipli di 5? Perché non poter decidere quanto altro tempo poter dormire o tormentarsi?

A chiederselo siamo in tanti. E trovare una risposta non è facile. Ma la risposta c’è! A quanto pare, la regola è da attribuire ai primi orologi analogici che hanno fatto uso di questa opzione.

Dall’analogico …

Se si va a vedere com’è fatto un orologio meccanico, ci si rende conto che il calcolo dell’ora è dato dall’insieme di ingranaggi che fanno muovere le lancette ad una determinata velocità. Senza che fosse scritto da nessuna parte, quando fu introdotto la funzionalità dello snooze nei primi orologi meccanici, la misura della rotella che andava a ri-azionare l’allarme andava a corrispondere al tempo di 9/10 minuti. Quello era lo spazio disponibile e quello usarono gli orologiai.

La modifica dell’ingranaggio necessita la modifica dell’intero orologio.

… Al digitale

I primi dispositivi digitali ad utilizzare tale tecnologia e traslarono dall’analogico al digitale la funzione, furono i prodotti Apple. Senza alcuna ragione apparente, o forse senza chiederselo, o forse, ancora, pensando che i 9 minuti fossero un minutaggio corretto per dar abbastanza fastidio e svegliarsi, hanno riprodotto su telefonini e smartphone questo schema. Dico senza ragione, perché nel digitale non sono presenti rotelline e ingranaggi. La decisione di un arco di tempo non è costretta appunto dall’arco della rotellina. Sarebbe molto facile fare decidere all’utente la regolazione dello snooze. Magari obbligando ad un minimo. D’altronde non sarebbe così diverso dal decidere l’ora della sveglia.

I dispositivi Android, forse per distinguersi da Apple, hanno, applicato al loro sistema lo standard dei 10 minuti. E poi si ha la possibilità di scegliere solo tra multipli di 5 minuti.

Cambiare tempo di snooze sveglia iPhone

Se qualcuno volesse cambiare lo snooze iPhone in modo autonomo e personale, a seconda del proprio ritmo biologico, non può farlo. O meglio, dovrà scaricare applicazioni apposite per incrementare questa funzione.

Nei vostri iPhone non è possibile modificare lo snooze o cambiare il ritardo della sveglia. Se volete controllare e personalizzare lo snooze è necessario scaricare applicazioni aggiuntive che trovate nel negozio iTunes.

Personalmente non possiedo un iPhone per cui non saprei consigliarvi per esperienza diretta. Su internet ho visto che in tanti usano l’app Alarm Clock Pro oppure Sleep Cycle Alarm Clock. Quest’ultima applicazione utilizza i sensori per monitorare i cicli di sonno e impostare una sveglia adeguata al vostro sonno.

Applicazioni per modificare snooze su iPhone

Modificare la ripetizione della sveglia su iPhone non è possibile. Ma appunto, c’è una applicazione per tutto. Eccone alcune consigliate dall’Itunes store.

Alarm Clock Free by iHandy Inc. – Link iTunes Store dove scaricare app

Wakeapp! by Lemondo Entertainment – Link iTunes Store dove scaricare app

Custom Alarm Clock for iPhone by Hunka Web Solutions – Link iTunes Store dove scaricare app

LED Machines by AriadneWare – Link iTunes Store dove scaricare app

Ripeto non ho mai utilizzato un iPhone né tali applicazioni per cui non ho nessun commento da fare.

Conclusioni e domande sullo snooze

Eppure la domanda mi resta. Perché la personalizzazione non potrebbe essere una funzione di serie? Perché mi devo scaricare un’ulteriore applicazione per fare qualcosa che nel digitale sarebbe semplice da fare?

Se vi è venuta un po’ di curiosità  andate a guardare anche voi sul vostro dispositivo. Verificate se potete decidere o meno la tempistica del vostro snooze. Magari qualche pezzo grosso legge questo articolo e decidere di aggiornare lo snooze.

Se non me ne accorgo e non mi ricordo di aggiornare, scrivetelo nei commenti. Mi farà piacere! E farà piacere anche ai lettori del blog!

P.s.

Nei giorni di festa, se avete la fortuna di fare ferie, ricordatevi di disattivare tutte le sveglie! Buone feste!