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50 comandi per Amazon Echo – Cosa puoi chiedere ad Alexa

Cosa puoi chiedere ad Alexa?

Amazon

ha creato una serie di video

pubblicati sul suo canale youtube

per spiegare e insegnare

ai propri clienti

come utilizzare Amazon Echo.

E quali sono i comandi più usati

o di uso comune per il suo smart speaker.

Sul blog ci stiamo occupando

dell’assistente vocale da molti punti di vista.

Qui di seguito

trovi un elenco approfondito di domande

che puoi porre ad Alexa

ed alcuni link con consigli di acquisto,

inerenti Alexa.

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I comandi più comuni per iniziare con Alexa?

Le domande più comuni che puoi chiedere ad Alexa sono

“alexa, che ore sono?”

Ma puoi chiedere informazioni chiedendo quale sia il sommario quotidiano, le informazioni sul meteo, che tempo farà a “nome città”, oggi/domani.

Ma puoi anche chiedere curiosità generali (chi è Lucio Dalla, dove è nato, le canzoni più famose, ecc.). Puoi prendere delle note, segnare un prememoria o ascoltare una playlist.

I comandi di Alexa sono davvero tanti. Alcuni sono standard e sono implementati da Amazon stessa. Altri invece sono creati dai fornitori di servizi attraverso le skills.

Cosa sono le skills di Alexa?

Si tratta di applicazioni create per alcune funzionalità di Alexa legate a servizi che stanno fuori da Amazon.

Per cui, se acquisti un irobot roomba, attraverso la skill Alexa di IRobot puoi controllare l’aspirapolvere. E così via. Tramite le skills non utilizzarai più l’applicazione principale, ma chiederai direttamente ad Alexa di attivare il dispositivo in questione.

Servizi e piattaforme che offrono le skill sono canali di notizie, radio e tv, dispositivi per la domotica e smart home, e altro .

Le funzionalità di Alexa sono le stesse per tutti i dispositivi?

Le funzionalità base di Alexa sono uguali sia che si usi Amazon Echo, Echo plus o dot ecc.

Escluso alcune funzionalità di Amazon Echo Show e Echo Studio, che hanno l’aggiunta di funzionalità più speciche come il video.

A quali domande risponde Alexa?

Comandi Alexa di base

basta/silenzio/stop
attiva/disattiva la modalità muto
alza/abbassa il volume
imposta il volume a 5
perché lampeggi in giallo
leggi/dimmi le mie notifiche
attiva modalità sottovoce (basterà sussurrare per ricevere risposte sussurrate, per esempio durante la notte)
elimina tutto quello che ho detto oggi.

Cosa chiedere a Alexa? Una casa connessa

Una premessa è necessaria. Molti dei comandi utili che si possono dare ad Alexa sono legati al mercato della domotica. Amazon, infatti, pensa ad una casa iperconnessa. E lo stesso dobbiamo pensare noi quando parliamo di assistenza vocale. Ripeto, per l’ennesima volta, saranno i mercati accessori a divulgare l’assistenza vocale e non il contrario.

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Amazon punta su questo. Sul futuro delle nostre case. Case di cui abbiamo già parlato, case invisibili. Ma anche gli altri big del settore spingono a trasformare le nostre abitazioni. Stanze con diffusori e sensori ovunque. Case con videocamere a circuito chiuso. Lampade connesse alla linea LAN e dispositivi connessi con il Wi-Fi.

Crediamo che il mercato della domotica crescerà? Crediamo che le nostre case si trasformeranno? Siamo tra coloro che connetteremo le nostre stanze? Crediamo che le carte di credito saranno usate sempre più spesso?

Se la risposta è affermativa crediamo anche alla diffusione degli assistenti vocali. Se la risposta è negativa, saremo scettici su tutta la linea.

Cosa posso chiedere ad Alexa?

Di seguito trovi circa 50 comandi che puoi dare ad Alexa

Aggiornamento 24 novembre 2018

Dopo l’arrivo di Amazon Echo a casa mia ho iniziato a fare le prime prove di Alexa. Ma soprattutto sto ricevendo periodicamente aggiornamenti sulle capacità di Amazon Alexa con le novità sui comandi alexa in italiano.

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Comandi Alexa Italia

Le domande che si possono fare ad Alexa si espandono e si arricchiscono quotidianamente.

Molte domande e risposte sono sviluppati da Amazon stesso, altre invece sono sviluppati da terzi parti, ossia da aziende che hanno interesse a farsi conoscere attraverso questo servizio. Per questi è necessario attivare le skill dall’app Alexa.

Comando di attivazione

Alexa che vive attraverso i dispositivi della famiglia Echo si attiva solamente se si pronuncia la parola “Alexa”. Oppure, scegliendo attraverso l’app, tra Alexa, appunto “Echo”, “Computer” o “Amazon”.

Cosa fare con Alexa

  • ricercare notizie, meteo, sport
  • eseguire streaming di musica, radio, video (solo su echo show) e audiolibri
  • creare liste della spesa e delle cose da fare,
  • creare promemoria, sveglie, impegni e calendario
  • effettuare chiamate e videochiamate (solo su echo show)
  • inviare messaggi tra dispositivi Echo o utilizzando Skype
  • controllare dispositivi smart della tua casa intelligente come termostati WiFi, lampadine smart e luci a LED, telecamere e videocitofoni connessi, serrature WiFi, ecc.)

Comandi Alexa su dispositivo

  • Riconosci la mia voce (Impostazioni>Account Alexa>Voci riconosciute>la tua voce)
  • stop / basta / silenzio
  • attiva/disattiva la modalità muto
  • alza/abbassa il volume
  • perché lampeggi in giallo?
  • riproduci/leggi/dimmi le mie notifiche
  • attiva modalità sottovoce (basterà sussurrare per ricevere risposte sussurrate, per esempio durante la notte)
  • elimina tutto quello che ho detto oggi

Riprodurre musica

Riproduci della musica/ musica rap/ musica allegra.
Metti Madonna nel salotto/Alexa, metti Shakira in tutte le stanze.
Riproduci musica per fare festa.
Riproduci l’ultimo album di Caparezza
Aggiungi questa canzone alla mia playlist.
Metti playlist Successi del momento su Apple Music
Segui Jovanotti su Amazon Music
Apri Radio 105
Riproduci Foresta notturna / Campane tibetane
Rriproduci rumore ambientale pioggia (temporale, ruscello, oceano, ecc.)
Alexa connetti dispositivo Bluetooth/connetti il mio telefono.

Mettere in pausa la musica

Musica per concentrarsi

Ti presentiamo Echo Flex – Controlla i dispositivi per Casa Intelligente con comandi vocali grazie ad Alexa

Tenersi informati

Chiedere qualunque cosa

Chiedere che ore sono

Svegliare qualcuno in camera.

Riprodurre le proprie playlist preferite

Consiglio di acquisto Amazon Echo (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con Alexa – Tessuto blu-grigio

Scegliere determinati generi musicali

Fare chiamate telefoniche specifiche

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Telefonare a Uber

Leggere messaggi

Inviare messaggi

Chiedere consigli in cucina

Cambiare canali in TV

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Rimanere connesso con la chiamata stanza-a-stanza

Parlare da una stanza all’altra con l’interfono

Accendere le luci

Controllare colore e tonalità delle lampadine

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa

Chiedere conferma degli appuntamenti presi

Sintonizzarsi sulla proprie preferenze

Utilizzare Alexa come cronometro

Con il nuovissimo Echo Show, anche il time-out può essere una bella cosa. Chiedi a Alexa di creare timer con nome e osservare il conto alla rovescia. Inoltre puoi guardare video e notizie, controllare casa intelligente e altro ancora.

Controllare i robots della casa

Trovare cereali in più posti rispetto alla cucina? Pulisci la tua casa senza alzare un dito. Chiedete ad Alexa di controllare i dispositivi domestici intelligenti, compresi Roomba vacuum.

Controllare gli accessori connessi della casa

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Creare liste di cose da fare

Alexa, svegliami domattina alle 7 / disattiva sveglia (di domani)
Svegliami alle 8 con “We will rock you” dei Queen

Imposta una sveglia ricorrente nei giorni feriali alle 6.30

Svegliami alle 6 con Radio 105 (esempio)
Imposta il timer per 20 minuti
Imposta il timer per la torta per 40 minuti
Annulla il timer per la torta
Che ora è?
Quali sono i giorni festivi quest’anno?
Aggiungi cena con Luigi il 3 maggio al calendario
Quali sono i miei impegni oggi?
Mi ricordi di controllare il forno tra 10 minuti?
Skill Raccolta rifiuti potrai creare un calendario che ti ricordi quale tipo di rifiuto buttare in quale giorno.

Trovare un negozio nelle vicinanze

Ordinare una pizza

Segnare appuntamenti e anniversari sul calendario

Fare ingelosire la propria ragazza

Echo SubIl potente subwoofer per il tuo Echo – Richiede un dispositivo Echo e un servizio di musica in streaming compatibili.

Lanciare la monetina

Connettere Alexa alle telecamere a circuito chiuso

Connettere amici e familiari

Controllare accessori Amazon

Acquistare prodotti di vario genere nello store Amazon

Acquistare biglietti del cinema

Acquista Nuova Ring Stick Up Cam Battery, videocamera di sicurezza in HD con sistema di comunicazione bidirezionale, colore bianco, compatibile con Alexa.

Trasmettere emozioni

Intrattenimento

Alexa, canta una canzone rap
Dimmi una barzelletta
Qual è il significato della vita?
Quando morirò?
Come stai?
Chi è tuo padre?
Mi vuoi sposare?
Suona la chitarra
Dimmi un colmo
Come fa il leone?
Qual è la prima regola del Fight Club
Raccontami una storia
Racconta il Brutto Anattracolo
Qual è il tuo supereroe preferito
Apri Domanda del giorno
Raccontami una barzelletta su Pierino
Dimmi una freddatura
Dimmi uno scioglilingua
Fammi un indovinello
Fai beatbox
Fai il rumore del vento
Dimmi un proverbio
Racconta una fiaba.

Comunicare con gli animali

Petlexa il tuo assistente vocale per animali.

Comandi di Streaming audio e video

Avrai bisogno di abbonamento Unlimited se hai intenzione di ascoltare l’intero catalogo (+50 milioni di brani). L’azienda offre comunque un piano mensile ad hoc per i dispositivi Echo.

Se invece sei un utente Prime potrai usufruire di Prime Music ed ascoltare una parte limitata del catalogo (2 milioni). Clicca sul banner qui sotto per maggiori informazioni.

E’ comunque possibile utilizzare ed impostare come servizio predefinito Spotify, anche se è necessario un account Spotify Premium. Non solo, anche il supporto ad Apple Music è stato aggiunto. Basta attivare la skill Apple Music.

In quanto allo streaming di video, se disponi di uno smart display, potrai chiedere di vedere video su Prime Video, Vevo, ecc.

Come con Chromecast per Google, Fire TV Stick (la versione con il telecomando Alexa), permetterà di chiedere all’assistente (direttamente dal telecomando) di controllare la navigazione.

Gestione tempo, sveglie e calendario

Creare liste

Che tempo fara? il Meteo

Cibo, ricette e attività commerciali

Curiosità, calcoli matematici, fatti storici

Imparare l’inglese

Chiedere come si dice in inglese una frase

Chiedere di fare conversioni matematiche.

Shopping e acquisti su Amazon

Farti intrattenere

Chiedere citazioni di film e scambi di battute ironici

Alexa, canta una canzone rap
dimmi una barzelletta
qual è il significato della vita?
quando morirò?
come stai?
chi è tuo padre?
mi vuoi sposare?
suona la chitarra
dimmi un colmo
dammi un Easter egg sul cinema
come fa il leone?
qual è la prima regola del Fight Club
raccontami una storia
racconta il Brutto Anattracolo
qual è il tuo supereroe preferito
apri Domanda del giorno
raccontami una barzelletta su Pierino
apri Questo o quello
dimmi una freddatura
dimmi uno scioglilingua
fammi un indovinello
fai beatbox
fai il rumore del vento
dimmi un proverbio
racconta una fiaba

Chiamare con Skype

Controlla la domotica di casa tua

Philips Hue, Lifx, Osram, Hive, Yeelight, D-Link, TP-Link, Netatmo, Bticino, Tado, Arlo, Ring, iRobot Roomba, Proscenic, Asus e Neato.

Amazon Alexa Moments

Amazon Alexa Moments è una serie di video che l’azienda ha girato per presentare il suo assistente vocale. Alexa appunto. Lo ha fatto in modo divertente, ironico, e credo anche utile. Cioè simulando situazioni quotidiane e familiari. Alexa è installato in 3 dispositivi. L’ormai conosciuto smart speaker Amazon Echo, il fratello minore Amazon Echo dot e il nuovo Amazon Show.

In questi video si racconta come interagire con l’assistente vocale. E quali comandi dare o poter dare. Infatti è bene pensare ad Alexa come ad un telecomando universale.

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Comandi Alexa in italiano

Apple CarPlay e Android Auto

Apple CarPlay e Android Auto

sono i nuovi sistemi di CAR ENTERTAINMENT

che si trovano nelle auto di ultima generazione.

Quello che un tempo era l’autoradio, che stava in un DIN,

adesso ha il doppio dello spazio (sistema 2DIN).

Ed è un piccolo hardware che accompagna gli autisti del nuovo mondo.

Sul doppio DIN si installa un sistema operativo.

Aggiornamento 2020

Oltre ai sistemi Apple CarPlay e Android Auto, i due sistemi operativi da cui è partito questo articolo nel 2015, oggi si aggiunge il sistema Amazon di Echo Auto con assistenza vocale Alexa.

Aggiornamento Giugno 2019

iOs 13 il nuovo sistema operativo di Apple

Con questo aggiornamento Carplay subirà una rivoluzione per cui, le osservazioni e conclusioni fatte fino a marzo 2019 sono da prendere con le pinze.

Sarà mia cura aggiornare questa pagina al più presto e offrire il miglior servizio disponibile. Confido nella vostra comprensione per eventuali errori e ritardi. E se volete dare una mano, i commenti sono aperti al vostro contributo.

Siri

Apple ha svelato la nuova versione del proprio sistema operativo mobile iOs 13. Un sistema operativo pensato appositamente per un’esperienza completa con gli iPad più recenti.

Tra le novità principali sul lato audio

Siri aggiorna la propria voce che dovrebbe essere ancor più naturale e più piacevole da ascoltare. Si avvarrà dell’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Dal lato musicale supporterà le app di navigazione e musicali di terze parti e proporrà notifiche e consigli.

Il sistema sarà rilasciato a Settembre e l’assistente vocale potrà creare scorciatoie, condividere contenuti come canzoni o film e potrà integrarsi in modo più profondo con gli auricolari AirPods e Safari.

Carplay

Con il nuovo iOs 13 migliora appunto CarPlay.

Nell’home pagesaranno più disponibili più informazioni, l’applicazione dedicata alla musica sarà del tutto nuova e Siri lavorerà con Waze e con Pandora, ed occuperò meno spazio sullo schermo.

Siri e CarPlay saranno infatti integrati in modo che l’assistente vocale apple potrà effettuare suggerimenti durante la navigazione online, leggere i messaggi arrivati mentre si guida e aprire automaticamente il garage quando ci si avvicina a casa.

MotoriOnline si concentra sull’interfaccia spiegando che

  • si potranno aprire più app contemporaneamente.
  • avviare la funzione ‘non disturbare’.
  • Novità estetiche nell’ Homepage con gli angoli arrotondati.
  • Nuove visualizzazioni delle tabelle
  • Barra di stato ridisegnata.
  • Sarà possibile vedere le copertine degli album

Sinora, quando si utilizzava Apple CarPlay, era impossibile anche usare manualmente l’iPhone collegato, in quanto ogni app utilizzata sullo smartphone, veniva aperta automaticamente anche sul display dell’auto. Così venivano, ad esempio, tolte le mappe o la navigazione di chi stava guidando. Con la versione di iOS 13 non sarà più così, in quanto non ci sarà l’apertura automatica delle app dal telefono a CarPlay.

Aggiornamento Marzo 2019

Le aziende dei supporti hardware 2DIN inizialmente erano solo due. Kenwood e Pioneer. Oggi il mercato che si è allargato a dismisura. Anche aziende per lo più sconosciute ma comunque di alta qualità si sono lanciate. E sul mercato si trova di tutto. Basta fare una ricerca su internet e si trova un elenco abbondante.

Per i produttori di hardware, oggi, la vera guerra si combatte sulla possibilità o meno di permettere l’installazione di un sistema iOS o Android.

Apple Carplay

Carplay è la piattaforma di Apple dedicata all’uso dell’iPhone e all’intrattenimento in auto. E dalla presentazione ufficiale si mette subito in competizione con i navigatori satellitari.

Apple CarPlay è Il tuo copilota preferito.

È un modo più intelligente e più sicuro di usare il tuo iPhone al volante: si chiama CarPlay, e lo trovi su molti nuovi modelli di auto. CarPlay porta sul display della tua macchina le funzioni dell’iPhone che ti servono di più. Fatti dare indicazioni (mappe), telefona, invia e ricevi messaggi, ascolta la tua musica: sempre restando concentrato sulla strada. Connetti l’iPhone, e vai.

Apple è stata la prima a portare in produzione questo sistema di intrattenimento sulle auto. Anche se su una Ferrari. Per chi possiede un Apple iPhone 5S 16GB o un modello superiore come l’Apple iPhone 7 Smartphone 4G è la soluzione ideale per poter utilizzare le app di intrattenimento in macchina e aver garantita la sicurezza alla guida.

La Sicurezza, infatti, pare sia l’obiettivo principale a cui Apple non voglia, al momento, rinunciare. Infatti, non appena si collega lo smartphone al sistema, la maggior parte delle app e delle funzionalità dell’iphone vengono disattivate in automatico. In questo modo è impossibile distrarsi mentre si guida.

Per CarPlay sul mercato online si trovano il doppio DIN Pioneer SPH-DA120 Autoradio e il Sony XAV-AX100 SintoMonitor 2DIN, display da 6,4″ Touch Screen.

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Siri, il punto di forza di Carplay

Uno dei punti di forza di Carplay è l’interfaccia vocale degli iPhone. Stiamo parlando di Siri, che attraverso l’uso di un microfono permette l’uso del telefono.

Siri, per chi non lo sapesse, è l’interfaccia sonora del mobile Apple. Siri ha una voce femminile e parla in modo colloquiale con l’utente Apple. Nell’immaginario americano Siri è una donna bionda, con meno di 30 anni. Siri risponde a molte domande, esegue comandi come leggere la posta, messaggi, o ancor meglio, ricercare musica sull’ Apple Music. Tra non molto, quando la tecnologia delle auto le renderà completamente autonome, pare entro 5 anni, sarà possibile chiedere anche di essere riportati a casa. Siri, in pratica, sta generando una user experience rivoluzionaria nel mondo dell’interazione (interfaccia) uomo macchina.

Siri è parte integrante del programma CarPlay. In pieno accordo con le direttive Apple, permette di non distogliere lo sguardo dalla strada e le mani dal volante.

CarPlay Apps

Le app vincenti sono principalmente quelle legate alla musica: Deezer, Spotify e TuneIn Radio, per esempio, per ascoltare musica e radio. E non c’è da sbizzarrirsi troppo. Sono solo 8 le applicazioni disponibili sul cruscotto e tra queste c’è la possibilità di ascoltare audio-libri.

Altro grande pregio, come tutti i prodotti Apple, Carplay non ha bisogno di alcuna configurazione. E quindi è di facile uso per qualunque utente.

CarPlay prevede l’utilizzo di un monitor touchscreen, multitouch e un processore che permette una gestione fluida nella grafica e nel feedback.

Come funziona Carplay

Guarda il video dimostrativo di Apple CarPlay del 2016.

Carplay: margini di miglioramento

Date le restrizioni per la sicurezza e le politiche strutturali di Apple i margini di miglioramento sembrano essere tanti.

Intanto l’ossessione alla sicurezza sta fortemente limitando la produzione di applicazioni dedicate. Come dicevamo molte funzioni dell’iPhone si disattivano. Se da un lato questa politica può essere condivisibile, alcune mancanze dall’altro lato sono abbastanza rilevanti. Ci si augura che alcune apps saranno potenziate e migliorate.

  • Bluetooth: Il CarPlay funziona quando l’iPhone è connesso alla sorgente tramite cavetto (sigh!). Questo è l’unico modo per scambiare dati e ricaricarsi.
  • Le mappe: se da un lato Siri è molto piacevole da ascoltare le mappe Apple pare non offrano le opportunità di Google Maps. Google Maps è meno piacevole da ascoltare ma è più dettagliata; e con più notizie anche sui servizi a disposizione sul territorio.
  • Connessione: va benissimo che le Apps dei social non siano contemplate, eventuali notifiche potrebbero essere pericolose. Ma manca anche Whatsapp e sta volta non per ragioni di sicurezza ma in favore, ovviamente, di iMessage.
  • Meteo: non c’è un app per il meteo. Per chi viaggia o si mette in auto potrebbe essere utile sapere il meteo della località in cui ci si sta dirigendo.
  • Consumo dati: usare CarPlay significa usare la connessione del proprio iPhone e ovviamente la connessione dati del proprio cellulare. Il consumo è ottimizzato ma non del tutto nullo.
  • Sistema dipendente: per chi fa parte del mondo Apple non è certo un problema avere a disposizione il dispositivo di ultima generazione targato Apple. CarPlay, infatti, funziona con iPhone5 o superiori. Un limite è che, affinché CarPlay funzioni davvero, l’iPhone deve essere sempre a portata di mano. Se si dovesse dimenticare il cellulare o se ci si dovesse trovare senza, CarPlay non funziona.

E se hai già una macchina? Pioneer

Pioneer, come già indicato, offre tutta una serie di sistemi doppio DIN dedicata all’adattamento della tua vecchia auto al nuovo sistema Carplay o Android auto. A seconda dello smartphone che hai. Nella serie Avic si trova il Pioneer, Avic-F80Dab, che è anche autoradio. Oppure il modello superiore Pioneer AVIC-F960DAB con antifurto.

Android Auto

Molto diversa è la politica di Google Android Auto che non pone tanti limiti o particolari restrizioni sull’uso di terze parti. Anzi. A mio parere, le estreme possibilità di libertà su questo sistema potrebbero mettere a rischio la sicurezza della guida. E pare strano che non si trovi una via di mezzo. Ad ogni modo. Qualche limite c’è. E i limiti presenti vengono automaticamente sbloccati quando la macchina viene parcheggiata.

Limiti di Android Auto

Con il sistema Google Android Auto, infatti, i limiti sono l’uso di Google Lollipop, che è la versione mobile di Google non ancora tanto diffusa. Per il resto si possono utilizzare tutte le possibilità offerte dalle aziende produttrici dell’hardware, sia del 2DIN, sia dello smartphone.

Anche per Android Auto ci sono poche app a disposizione ma si aspettano gli sviluppatori che potranno sbizzarrirsi.

Possibilità di Android Auto

Con Android Auto, dove l’hardware lo permette, si potrà far uso di cd, chiavette usb o hard disk. Le schede sd o microsd si possono utilizzare per caricare mappe per il navigatore o per la visione di video o immagini. Le plance doppio din Android supportano file audio .mp3, .wav, .ogg, .wma, .flac ma anche video come .avi, .divX, e immagini .jpeg.

Ci si interfaccia tramite Google Now. Si può far uso di WhatsApp, Skype, Google Play Music, Spotify, e lettori podcast, e manco a dirlo, si può gestire l’autoradio FM/AM e, dove ancora l’hardware lo permette, ascoltare radio satellitari.

Il telefonino anche se connesso al sistema resterà comunque libero, e se non ci si connette volontariamente ad internet non si ha consumo di dati.

Più connettori e sensori possiederanno gli hardware e le auto, più possibilità di connessione si potranno avere con la propria auto. Telecamere dedicate, controllo del motore e pneumatici, consumi e tutta la diagnostica di bordo e quant’altro potesse essere di nostro interesse. Insomma chi più ne ha più ne metta.

2DIN con Android: facciamo chiarezza

Daniele Favilla, Fondatore del progetto Web Car Stereo Center e 2DIN Blog, che ringrazio per il tempo che mi ha dedicato, mi ha scritto. Daniele mi segnala di non far confusione tra Google Android Auto e funzionamento 2DIN con Android. E mi scrive.

Google Android Auto ha un funzionamento del tutto simile a CarPlay ma con il vantaggio che i licenziatari che hanno la possibilità di sviluppare Apps sono molti di più. Anche il comparto Music di Android Auto offre un controllo simile alla gestione di un iPod ed ha un collegamento preferenziale con Google Play. Anche su Android Auto il telefono viene bloccato ma le notifiche sono attive, cosa che CarPlay non ha per le app non incluse. Su una cosa hai però ragione. Utilizzare Android Auto dipende dall’hardware esterno, dallo smartphone. Pur essendo diffuso è legato a Lollipop non tutti i dispositivi compatibili sono in grado di avviarlo correttamente. Qui entra in gioco la Ram ed il processore del telefono. In tutte le prove che ho fatto, solo sistemi “realmente” top di gamma sono stati in grado di avviare Android Auto.

Margini di miglioramento Google Android Auto

Insomma, pare di capire, che anche qui ci sono ampi margini di miglioramento.

  • Bluetooth: per tutti i sistemi è necessario connettersi con il cavetto, almeno qui si tratta di un cavetto micro usb.
  • Velocità: al sistema manca  la fluidità del sistema, che rispetto ad Apple CarPlay pare incepparsi e procedere a scatti e con un certo ritardo.
  • Assistenza vocale: la voce metallica di Google Now, alla lunga, potrebbe essere molto fastidiosa.
  • Libreria: connettendo il cellulare per ascoltare la musica presente sul proprio smartphone, sulla plancia non compaiono i titoli delle canzoni ma compaiono solo i tre pulsanti: uno centrale play/pause/stop e gli altri due avanti e indietro. I titoli compaiono quando ci si connette ad internet o alle app musicali.

Per  Android Auto sul mercato online si trova il già noto Sony XAV-AX100 SintoMonitor 2DIN compatibile sia con Android Auto, sia con Carplay.

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Stavo per dimenticare Mirror Link

In questa guerra tra i due giganti non potevano e non possono mancare certo le case di produzione di brand che lavorano intorno al mondo automotive. Per comprendere a pieno cos’è il Mirror Link ho fatto ancora riferimento a Daniele Favilla, che usa e testa, personalmente, questa strumentazione. Daniele mi ha concesso di trarre alcune informazioni dal suo esaustivo e indipendente articolo “Mirror Link. Cos’è e come funziona” tratto sempre dal suo 2DINBlog.it . Se siete interessati vi consiglio la lettura integrale per esaminare tale tecnologia in tutte le sue parti. Daniele scrive:

“Il Mirror Link è costituito da una tecnologia di collegamento tra uno smartphone ed un sistema di Infotaintment compatibile.” […]

E da quanto ci dice, la mancanza di una sua identità deriva dalla

implementazione di Mirror Link da parte delle aziende interessate (che) varia da caso a caso sia a causa delle esigenze di personalizzazione, un po’ come avviene con il sistema operativo degli smartphone con essa compatibili, Android, sia per la presenza di applicazioni specifiche che impattano sul layout modificandone l’aspetto.

Dal punto di vista audio, Mirror Link, di base, appare più forte dei suoi concorrenti. L’ascolto e la gestione dei contenuti web audio e radio, lo spazio ad applicazioni musicali o all’ascolto di audio libri, pare che sia alla base di molte app già approvate.Ed insomma è un sistema da approfondire.

E se volete vedere le capacità potete guardare qui l’ Upgarde versione capacitivo da 7 pollici touch screen con telecamera posteriore.

Conoscere Mirror Link

Su questa tecnologia Favilla ritiene che ci sia una mancanza di conoscenza generale e conclude:

Ritengo però che così come CarPlay, Android Auto, Smart Access, Appradio Mode ed App Link, anche Mirror Link sarà in futuro uno dei fattori principali di scelta di un sistema di Infotaintment anziché un altro, di una vettura invece di un altra o di un telefono al posto di un equivalente non compatibile perché l’utilizzo di uno smartphone da parte del conducente è sempre più pervasiva e in futuro sarà ancora più sinergica!

L’XSD Andriod 5.1 autoradio 2 DIN Adatta per BENZ A-class W169 B-class W245 con supporto lettore di navigazione DVD, GPS, macchina fotografica, Bluetooth, macchina fotografica. In un video trovi le prove dal vivo di tutti e tre i sistemi, con tre smartphone diversi.

Media station

Phonocar VM039

Acquista Phonocar VM039 Media Station Led Digitale 6.2″ Bluetooth Modulo GPS integrato per sistema di navigazione Frontalino estraibile

Phonocar è una plancia che legge quasi di tutto. Ha in dotazione due porte USB e un incresso per SDCard. E si può collegare anche allo smartphone. Il bluetooth invece ha delle limitazioni. Nel senso che non legge le cover dei dischi. Ma poi legge anche i formati video.
Si tratta di una plancia molto intuitiva, e di facile uso. E’ anche disponibile una gestione gestuale per mandare avanti o in dietro i brani. Ma è possibile collegare, se si preferisce i comandi con i comandi al volante.

Tra le media station sicuramente il Phonocar VM 039 è completo e affidabile.

Politiche delle case automobilistiche

Parlando invece delle auto che supportano il nuovo sistema ideato da Apple, oltre alle primissime Ferrari, Mercedes-Benz e Volvo, la piattaforma è compatibile anche con altri brand. BMW Group, Ford, General Motors, Honda, Hyundai Motor Company, Jaguar Land Rover, Kia Motors, Mitsubishi Motors, Nissan Motor Company, PSA Peugeot Citroën, Subaru, Suzuki, Toyota Motor Corp.

Le altre case autobilistiche cercano di integrare tutti i sistemi lasciando all’utente la possibilità di scegliere tra CarPlay, Android Auto o MirrorLink. Solo per dovere di cronaca, in quanto trascende da questo blog, accenno allo scontro in atto tra le case automobilistiche che propongono o meno i due/tre sistemi operativi di serie.

Le questioni sono molto rilevanti e di grande importanza. In primissimo piano ci sono la questione privacy degli automobilisti, lo scambio dati tra sistema operativo e sistema elettromeccanico, la raccolta dati sulle abitudini e consumi degli automobilisti. Se vi interessa vi propongo un articolo del POST a riguardo. Non si deve dimenticare che Google sta lavorando per entrare nel mercato delle auto con una macchina che guida da sola.

Questo solo per sottolineare che il comportamento delle case di produzione automobilistiche è ancora molto cauto. E’ anche per questa ragione che preferiscono proporre i loro sistemi di serie.

CarPlay e Android Auto. Un flop?

Alcune riviste di settore, come AUTOMOTO.it hanno messo in evidenza (Dicembre 2015) la scarsa diffusione dei sistemi e sostengono che si tratti solo di un mezzo flop.

Una ricerca di JD Power intitolata DrIVE (Driver Interactive Vehicle Experience) ha interpellato 4.200 proprietari di vetture di ultima generazione a 90 giorni dall’acquisto ed ha chiesto loro come valutano il loro rapporto con 33 funzionalità tra le più moderne.

ben il 43% ha dichiarato di non avere mai usato i sistemi di assistenza vocale, il 38% di non essersi mai collegato a Internet attraverso il wi-fi di bordo, il 35% di non aver mai usato i sistemi di parcheggio automatici, il 33% di non aver mai attivato l’head-up display e il 32% le app native che i costruttori installano sui sistemi di infotainment.

A me pare un po’ affrettato (siamo nel 2015) tirare le somme su una tecnologie ancora tutta da sviluppare. I limiti che presentano e che abbiamo esaminato sono del tutto superabili.  E l’uso dipenderà anche dalla forza di lancio che si vorrà dare a questa tecnologia. Si tratta di sistemi ancora non del tutto accettati dalle case automobilistiche che hanno in mano la diffusione del prodotto. Senza il loro appoggio sarà difficile che l’uso decolli.

CONCLUSIONI Sonore

La gestione tramite comandi vocali rappresenta uno dei punti di forza di tutti questi sistemi. E comunque vada a finire, lo studio e lo sviluppo di questi sistemi porterà delle migliorie. Non solo in campo automotive ma anche su altri dispositivi.

Apple è avanti a tutti con Siri ma l’interesse verso l’intelligenza artificiale non è più esclusiva di poche aziende futuriste. Anzi!

Una cosa è certa! L’interesse è fortissimo e il panorama del tutto vergine. Il mercato delle App per auto potrebbe essere un mercato miliardario che si aprirà nei prossimi 5 anni. E tutte queste Applicazioni dovranno interfacciarsi con gli assistenti vocali. I produttori di parti terze come Alpine, Kenwood e Pioneer, nonostante tutto, stanno proponendo le loro versioni di plance compatibili e nessuno vuole farsi trovare impreparato.

Aggiornamenti

L’articolo è destinato ad essere aggiornato periodicamente. Spero di restare al passo. Anche voi, nel frattempo potete contribuire con segnalazioni e aggiornamenti tramite commenti.

Aggiornamento Giugno 2017

Automotive Grade Linux

La sfida tra gli odierni sistemi intelligenti per auto si è notevolmente allargata. Oggi la tecnologia permette di avere prestazioni di controllo dell’auto senza margini di errore. Quello che manca oggi sono le infrastrutture.

Ad aver animato il mercato è stata comunque la comunicazione di Toyota in cui si dice che i sistemi 2DIN e di intelligenza artificiale non faranno uso né di Carplay, né di Android Auto. Ma appunto, faranno uso di Linux con il nuovo sistema operativo Automotive Grade Linux (AGL).

Linux OS, consentirà, secondo tradizione, lo sviluppo a chiunque sia in grado di sviluppare applicazioni. Portando all’estremo la personalizzazione del sistema. Toyota mette a disposizione le funzionalità di un software development kit con il quale gli sviluppatori potranno aggiornare in qualunque momento il sistema.

Nota di trasparenza

Questo post non è sponsorizzato! Non ho nessuna attività di vendita, montaggio e smontaggio dei prodotti presentati nell’articolo. I link commerciali rimandano ad Amazon per sostenere il blog.

Una premessa necessaria per i lettori. Personalmente non vendo, né monto questa strumentazione. Questo articolo è una analisi (anche sonora) sulle potenzialità di uno strumento in un mercato in evoluzione.

Già dal 2014, Apple e Google, si sono lanciati su questo mercato, allora, ancora del tutto vergine. Mercato che oggi si rivela molto ricco, sia in termini di business, sia in termini di innovazione. Le prime installazioni su auto sono arrivate agli inizi del 2015. Ma, come vedremo tra poco, i margini di miglioramento sono ancora notevoli.

Apple CarPlay e Android Auto permettono di introdurre in auto le potenzialità dei nostri smartphone. La semplicità dell’interfaccia è studiata per ridurre le distrazioni e rendere la guida sicura.

Per scrivere questo articolo ho letto tutto quello che ho trovato su internet e su riviste specializzate. E posso dire subito che, a mio parere, i limiti dei due sistemi stanno più che altro nelle eccessive restrizioni di un sistema (Apple CarPlay) e nelle eccessive aperture dell’altro (Android Auto).

Infine, questo articolo è stato pubblicato la prima volta l’11 dicembre 2015. L’ho rivisto e aggiornato in molte parti. Ma fondamentalmente, quanto già scritto è stato riconfermato.

Assistenza vocale nel futuro. Del perché (io penso) sarà sempre più diffusa

L’assistenza vocale nel futuro sarà sicuramente sempre più parte del nostro quotidiano. E gli assistenti vocali saranno sempre più usati. Sono ancora in molti gli scettici a riguardo, sebbene qualcuno si sta ricredendo e altri stanno correndo ai ripari occupandosi dell’argomento.

Io mi sono fatto l’idea che questa tecnologia sarà sempre più presente nell’immediato futuro perché basta osservare i movimenti delle aziende che sviluppano questa tecnologia e come le persone stanno reagendo (o comunque reagiscono) nei confronti della tecnologia.

Assistenza vocale nel futuro, nessun entusiasmo

Io spero sempre che il messaggio passi correttamente. Io non dico (e non ho mai detto) che saranno abbandonati del tutto gli schermi e si navigherà solo tramite assistenza vocale.

Quando pensiamo agli assistenti vocali, gli smart speaker, sono la punta più avanzata della tecnologia. E sebbene negli Stati Uniti la diffusione sia abbastanza vasta, nel mondo, questa diffusione potrebbe essere più limitata. Per ragioni, a mio parere, culturali.

Ma la vera rivoluzione è la capacità che i nostri dispositivi, quali smartphone, portatili e personal computer, i dispositivi del nostro quotidiano, stanno acquistando. Ossia quella di essere controllati dalla voce. Già su questo sta lavorando Microsoft con la sua assistente vocale, Cortana; già Google al suo stato embrionale, con l’ultima versione di Google Chrome, permette di effettuare ricerche vocali evitando la tastiera.

Una interazione con una interfaccia grafica esisterà ancora per molto tempo. E chi ha imparato, magari in ritardo, ad usare uno schermo, non è detto che imparerà a farne a meno.

Un grande fratello fatto da sensori

Quando mi trovo con qualche amico o conoscente che vuole capire di cosa mi occupo spiego che mi occupo di progettazione chatbot e studio gli assistenza vocale. E subito il mio interlocutore inizia a immaginare il mondo possibile. Tendenzialmente distopico e fatto di tanto immaginario cinematografico.

Mi rendo conto che le opinioni di queste persone sono indirizzate molto dalle paure indotte dai giornali. Qualcuno di più attento, volge la sua attenzione al costo dei sensori, altri puntano alla possibilità di essere ascoltato. E questi, per esempio, sostengono che l’essere umano reagirà a questa dose di controllo, respingendo la tecnologia.

Personalmente non ho la palla di vetro per prevedere il futuro. Anche se mi pare difficile il ritorno ad una età pre-tecnologica, visto che ci si può difendere dalla tecnologia con altra tecnologia. Però so per certo che i sensori costano sempre meno. Aziende come Xiaomi stanno sbarcando nel mercato occidentale e hanno tutte le intenzioni per affermarsi anche con questi prodotti.

Smart speaker negli Stati Uniti

Gli utenti di Smart Speaker crescono del 48% ogni anno e negli Stati Uniti, quest’anno, hanno raggiunto il numero di 90 milioni.

Si tratta di una crescita esplosiva rispetto a qualsiasi altro prodotto tecnologico, come lo smartphone o rispetto al trend delle tecnologie indossabili.

In Italia, purtroppo, è sempre difficile avere analisi di questo genere. Ma basta guardarsi intorno, tra i propri amici. Io vedo confermato il trend nella mia bolla informativa. Così come ho iniziato a vedere amici e conoscenti che iniziano ad acquistare i primi sensori, un po’ per gioco e un po’ per vantarsi.

Sensori di sicurezza

Quanto costa un impianto di sicurezza? In quanti possono permetterselo? Non lo so. Fatto sta che su Youtube aumentano i tutorial che invitano a trasformare una semplice webcam o il vecchio smaryphone in una telecamera di sorveglianza per controllare casa quando non si è presenti.

Si tratta e si tratterà di una nicchia, come sempre, ma una nicchia sempre più avanzata e sempre più a basso costo.

Un tempo per essere degli innovatori si dovevano spendere interi stipendi. Oggi, con poche decine di euro compri un interruttore o una lampada a controllo vocale.

Assistenza vocale e User experience

L’user experience frena l’assistenza vocale. L’ho scritto. In parte è vero e in parte no. E molti miei colleghi restano scettici. È pure vero che nessuno di noi mai si occuperà di progettare uno smart speaker, ma presto ci chiederanno di progettare i servizi e dunque di progettare chatbot.

In Italia, ma neanche in Europa, difficilmente avremo un’azienda che sviluppa un prodotto come uno smart speaker con un assistente proprietario. Ma personalmente mi sento in dovere di essere un buon amico dell’assistenza vocale e occuparmi di architettura dell’informazione conversazionale.

Se mai qualcuno avrà un dubbio in più o in meno rispetto alla tecnologia grazie a questo blog, io avrò raggiunto il mio obiettivo. E siccome sono convinto che questa tecnologia prenderà sempre più piede, sono qui ogni lunedì ad osservare cosa accade.

Noi non siamo l’utente medio

Anche in questo caso, o forse, più che in altri casi, dobbiamo tenere in mente che

noi non siamo l’utente medio.

Non posso dire che siccome io non faccio uso di uno strumento questo strumento non avrà successo. Non posso affermare che i miei dubbi sono e saranno i dubbi delle masse.

Prendiamo, per esempio, i problemi della privacy che giornali e giornalisti mettono sempre in primo piano. E che la stessa Unione Europea ha evidenziato con l’adeguamento al GDPR. Quanti, oggi, pongono attenzione alla propria privacy? A me pare che si tratti di una minoranza. Io personalmente non faccio dirette facebook. Ma quando ci troviamo nel bel mezzo di una manifestazione tutto intorno si accendono telefonini che trasmettono in diretta l’evento indicando a tutta la cerchia di amici di Facebook ( o gli sconosciuti di Instagram), dove si trovano e con chi si trovano. Svelando posizione, parole ed emozioni anche di chi sta accanto.

Foto di bambini e minorenni, di mamme incinte, di famiglie intere diffuse e condivise sono state sdoganate anche dalle mamme più attente.

Questo cosa ci dice? Ci dice che il concetto di privacy è stato ampiamente superato dalle persone. Le persone raccontano dove sono, cosa fanno, in tempo reale; indicano esattamente i luoghi dove si trovano, le loro abitudini. Per non parlare poi delle numerose app per chi è in cerca di relazioni.

Le app di geolocalizzazione sono sempre più insistenti. Le nostre case sempre più invisibili. E i nostri smartphone ci spingono a farci geolocalizzare sempre più frequentemente. La paura di telecamere sparse per la città sono solo un vecchio ricordo. Anzi, in nome della sicurezza, sempre più cittadini ne fanno richiesta in ogni dove.

Quante scope hai in casa?

Ad agosto 2018, l’associazione Ritrovarsi, ha organizzato un festival di arte contemporanea per la riqualificazione di un quartiere di Sciacca, in provincia di Agrigento. Il quartiere San Leonardo. Si tratta di un quartiere bellissimo, perché si tratta del centro storico, a struttura araba e con forti elementi della cultura ebraica. Il quartiere, oggi, è abitato da gente che economicamente è messa male. Molti disoccupati, molti piccoli delinquenti, diseredati di ogni tipo, persone con handicap vari. Molte case sono chiuse e abbandonate, alcune quasi diroccate.

Non a caso la scelta di riqualificare quello che è diventato un luogo sospeso. Ebbene, ad un certo punto, volendo spazzare un po’ di cartacce sparse per i vicoli, abbiamo chiesto una scopa e una paletta agli abitanti che ci stavano dando una mano. Ebbene, abbiamo avuto difficoltà a trovare una scopa. Per intenderci, manico di legno e spazzola. La risposta che abbiamo ricevuto è stata che quasi tutti avevano e posseggono una scopa elettrica. Per fortuna, alla fine, abbiamo trovato una famiglia faceva e fa uso di scopa e paletta, che ci ha gentilmente prestato.

Eppure scommetto che chi mi sta leggendo (se sei arrivato fin qui) ha più di una scopa per spazzare casa. E forse la scopa elettrica l’ha sempre desiderata ma non se l’è mai comprata.

Io, per esempio, in casa ne ho 4 di scope! Una per il terrazzo, due per la casa, una per la strada.

Una nicchia o una parte della popolazione

A mio parere ci sono fette di popolazione che saranno investite da questa tecnologia e ne faranno un uso massiccio.

La prima è sicuramente la nicchia dei curiosi degli intellettuali, quelli che compreranno gli smart speaker per provarli, per poterne parlare, e averne consapevolezza. Come hanno fatto Giorgio Robino e la sua compagna Giuditta Del Buono. (leggete il suo commento alla fine dell’articolo). Così come ci sarà la nicchia dei curiosi. Tanto più che, come dicevo poc’anzi, un tempo per essere innovativo dovevi spendere un botto di soldi, oggi basta davvero poco. Il solo limite è la curiosità.

Poi ci sarà una parte della popolazione benestante che lo comprerà per dire che lo ha comprato. Per mostrarsi e mostrare l’assistenza vocale agli amici, ai propri pari, che non saranno più pari. Lo farà perché può permettersi lussuriosamente di riempire di sensori la casa. Così come ha fatto Mark Zuckerberg.

Così come ci sarà chi non può permettersi di avere questa tecnologia in casa, ma avrà voglia di paragonarsi a chi sta davvero in alto. E acquisterà l’assistenza vocale a qualunque costo.

L’assistenza vocale oltre internet

In questo blog ho parlato di Google Duplex. E a parte le paure che si sono volute divulgare non ho trovato articoli che ne abbiano parlato in modo obiettivo.

Il fatto che l’assistente risponda al telefono significa che può fare anche a meno della rete internet. Questo significa che una moltitudine di persone oggi fuori dai giochi della rete, saranno riammessi dagli assistenti vocali. Allora il problema non sarà più se avere paura o meno della tecnologia, il problema, torno a dire, è di natura Etica.

Ossia, in parole sempre più chiare, quali risposte saranno date alle persone? Come saranno accolte da chi non ha nessun filtro a questa tecnologia?

Librerie contro televisori

Ebbene si, perché sarà proprio chi, in teoria, non può permettersi questa tecnologia a divulgarla sempre più. Saranno le persone, disoccupate, senza un mestiere, senza arte né parte.

Sono queste fasce di popolazione che hanno in casa lo Smart TV 70 pollici 4K. Queste famiglie non hanno pareti piene di librerie. Non acquistano libri o kindle, ma acquistano smartphone e tablet come se non ci fosse un domani.

Acquistano scope elettriche, non scope con cui ripulire economicamente la propria casa.

Assistenza vocale nel futuro, conclusioni

Ora quello che dico è questo. Siccome la diffusione di questa tecnologia, al momento, pare inarrestabile, non è bene per tutti parlarne e divulgare consapevolezza? Io ne sono pienamente convinto. E sono qui.

Forse, tra i miei lettori, ma anche tra i miei colleghi, c’è chi pensa che non dovrei essere io a occuparmene in quanto architetto dell’informazione. In quanto tale dovrei parlare di etichette e tag. Tra l’altro penso di farlo pure. O forse fraintendo io, ho capito male qualcosa. Ci sta anche. Se proseguo nel mio percorso è perché è stata l’architettura dell’informazione a darmi gli strumenti per giungere fin qui. E sono anche disposto ad uscire dal seminato ed aprire il dibattito. Se necessario.

Concludo qui dicendo che, certamente, ci sarà chi non userà mai i chatbot, gli assistenti vocali e continuerà ad entrare nei siti web tramite tastiera e grafica. Premerà pulsanti e clicckerà vita natural durante, come se nel mondo non accadesse nulla.

Ma ci sarà una parte che parlerà con gli strumenti. Forse non sarà la parte più istruita, forse sarà la parte più negletta. Molto probabilmente ancora sarà la parte esclusa, fino ad oggi, dall’internet come dimostra il rivoluzionario servizio di telefonia My Line.

Gli altri ne resteranno fuori? Quando i servizi parlanti saranno obbligatori? Sarà ancora così?

Insomma, il dibattito è aperto, così come (secondo me) la strada dell’assistenza vocale nel futuro.

L’immagine in evidenza è un opera d’arte esposta durante il festival di arte contemporanea Ritrovarsi 2018. Si tratta dell’opera “Rebus (7,1,4,1,5,1, 6)” di Zoo che su Instagram si definiscono: “Trois femmes ensemble” ci muoviamo all’interno di uno spazio che ci viene proposto, col dialogo troviamo punti in comune che diventano l’opera stessa.

Comandi Alexa in italiano – Le novità

I Comandi Alexa in italiano

vengono implementati periodicamente.

Amazon ha aperto una pagina apposita

e invia, a tutti coloro che hanno effettuato l’acquisto,

una mail con tutte le novità di Alexa.

Insomma, ci insegnano e ci educano

a come rivolgerci al nostro smart speaker.

Si tratta di una guida ai comandi vocali.

Ma io lo considero un vero e proprio corso di formazione

lento e inesorabile che seguirò e riproporrò su questo blog di volta in volta.

Avevo già scritto a riguardo i 50 comandi da chiedere ad Alexa.

Ma adesso sono in italiano.

Acquista Amazon Echo (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con Alexa – Tessuto blu-grigio.

Alexa! Buongiorno.

Amazon per esempio sostiene che

Le mie mattine non sono mai uguali.
Basta dire, “Alexa, buongiorno”.

Con questo comando Alexa ti informa di cosa accade in quel giorno, tipo partite importanti o curiosità del momento.

Cose da provare

Premettendo sempre la parola di accensione Alexa puoi chiedere.

“che cos’è una Skill?”
“qual è la circonferenza di Marte?”
“dammi un Easter egg.”
Scopri i divertenti contenuti nascosti di Alexa per aggiungere un elemento di sorpresa alla tua giornata.
“apri Virgin Radio.”
“raccontami una barzelletta.”
“metti l’ultimo brano di Katy Perry su Amazon Music.”

Il brano, per esempio, è in esclusiva su Amazon Music.

“dove posso vedere la Juve?”
“qual è il tuo libro preferito?”
“metti canzoni di Andrea Bocelli.”

Oppure chiedi. “Alexa, canta”. E con la sua voce e senza musica si improvvisa cantante.

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa di Amazon.

Cose da chiedere ad Alexa

“Alexa,

a cosa stai pensando?”
metti musica per dormire.”
alza il volume.”

com’è il meteo nel weekend?”
apri RDS.”
fammi un indovinello.”

“Alexa, chi è il capocannoniere della Champions League?”
qual è la tua musica preferita?”
a che ora tramonta il sole?”

“Alexa, ti bastan poche briciole.”
fai il rumore della foresta notturna.”
chi è il sindaco di Parma?”

Metti Alexa in ogni stanza Echo Dot (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con integrazione Alexa – Tessuto antracite.

Elenco comandi Alexa

“Alexa, buonasera.”
cos’è successo il 7 dicembre?”
apri Campane tibetane.”
cosa posso chiederti?”
hai un albero di Natale?”

“Alexa, apri Radio 105.”
è bello il film Bohemian Rhapsody?”
riproduci musica di Natale.”
qual è il tuo dolce preferito?”
apri Parola Magica.”

“Alexa, quanti anni ha l’universo?”
che animale è Balto?”
quanti giorni mancano a Capodanno?”

Genere musicale: “Alexa, metti musica rock.”
Scelta: “Alexa, testa o croce?”

Ricerca locale

“Alexa, qual è la pizzeria più vicina?”
Per ricevere risultati locali, indica la posizione del tuo dispositivo nell’App Alexa.

  • seleziona l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra,
  • Echo & Alexa,
  • scegli il tuo dispositivo Echo
  • inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

Comando sveglia Amazon Echo

“Alexa, metti una sveglia per le 7:00 del mattino.”
Per gestire le sveglie è necessario andare sull’App Alexa e seleziona una sveglia dal menu Promemoria e sveglia.

Per creare o modificare una sveglia nell’App Alexa:

  • scheda menu, seleziona Promemoria e sveglie.
  • Scegli il tuo dispositivo dal menu a discesa.
  • Seleziona la scheda Sveglie.
  • Seleziona Aggiungi sveglia per creare una sveglia.

Per modificare una sveglia esistente, torna alla scheda Sveglia e seleziona quella esistente.
Sui dispositivi Echo compatibili, puoi dire “Mostra le mie sveglie” per visualizzare un elenco. Quando suona la sveglia, puoi eseguire anche le seguenti azioni:

  • Per eliminarla, trascina il dito verso sinistra su una sveglia.
  • Per ignorarla, trascina il dito verso l’alto su Ignora.

Ma puoi anche chiedere “Alexa, svegliami con della musica classica.” Svegliati con la tua musica preferita da Amazon Music, Spotify o TuneIn.

Promemoria

“Alexa, ricordami di comprare carta da regalo.”

Per non dimenticare appuntamenti, scadenze o altre occasioni importanti puoi usare i promemoria. Per gestirli + necessario andare sull’App Alexa e selezionare

  • Promemoria e sveglia dal menu.

“Alexa, inizia la mia giornata.”

Routine

Ci sono cose che ripeti ogni giorni? Azioni che ripeti oppure che ti piace fare quotidianamente. Sei un abitudinario? C’è qualcosa che ti piace ascoltare ogni giorni? Ecco, Alexa ti da la possibilità di creare una Routine per utilizzare un singolo comando e attivare una serie di azioni automaticamente. Per esempio

  • accendere la luce
  • ascoltare le notizie
  • sapere qual è il tuo prossimo impegno.

Per creare una Routine, si va sempre sull’App Alexa e selezionare Routine dal menu.

Servizio musicale predefinito Amazon

Per scegliere il servizio musicale predefinito tra Amazon Music, Spotify e TuneIn, è necessario andare  sull’App Alexa e selezionare

Impostazioni > Musica.

“Alexa, apri Suoni Rilassanti.”
Una delle skill di Alexa è Suoni Rilassanti. Infatti, oltre alla musica è possibile richiedere dei suoni come la pioggia o le onde del mare, o il suono di un ruscello. In questo modo si può ricreare un’ atmosfera personalizzata. Amazon dice per rilassarsi, dormire o studiare meglio.

“Alexa, prossima canzone.”
“Alexa, recita una poesia.”

Amazon Music

“Alexa, metti la playlist Best of 2018 su Amazon Music.”

Così come puoi chiedere durante l’esecuzione di che canzone si tratta. Fosse mai che non conoscessi le canzoni che la playlist ti propone. La pronuncia inglese purtroppo non è delle migliori e non sempre si capisce il titolo della canzone.  Oppure puoi chiedere i dettagli della canzone.

Notizie e Notiziari Alexa

Alexa fornisce un sommario delle notizie più importanti del giorno. In automatico ti rinvia al TG di Sky TG24. Però è anche possibile scegliere le emittenti preferite e personalizzare il Sommario quotidiano.

  • Apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni
  • > Sommario quotidiano

Però è pure possibile leggere le prime pagine o l’editoriale di diversi giornali quotidiani che si sono premuniti di creare delle skill. Interessante ascoltare l’editoriale del giorno del Corriere della Sera.

Meteo Alexa

“Alexa, oggi pioverà?”

Per ricevere le previsioni del tempo locali, si indica la posizione del dispositivo nell’App Alexa. Sul mio è impostata la posizione del mio primo ingresso su Amazon. Questa la procedura

  1. Aprire l’App Alexa
  2. Selezionare l’icona Dispositivi (nell’angolo in basso a destra)
  3. > Echo & Alexa
  4. > scegli il tuo dispositivo Echo
  5. > inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

“Alexa, che rumore fa l’oceano?”
“Alexa, qual è la capitale del Cile?”

Giocare con Amazon Alexa

“Alexa, apri Vero o Falso.”

Filastrocche per bambini

“Alexa, apri Filastrocche della Buonanotte.” Per ascoltare 20 brevi racconti per bambini, bisogna consentire l’accesso alle Skill per bambini.

  • Apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni
  • > Account Alexa
  • > Skill per bambini.

Il gioco delle tabelline

Alexa, apri il gioco delle tabelline.

Con Alexa le tabelline diventano un gioco! Consenti l’accesso alle Skill per bambini per iniziare a giocare. Per farlo, apri l’App Alexa e seleziona Impostazioni > Account Alexa > Skill per bambini.

Clem Quiz

Clem Quiz è un vero e proprio quiz della Clementoni. Puoi giocare da solo, contro Alexa, o in due. Dai primi tentativi però pare che ci sia qualche problema. Perché sebbene sia divertente alcune risposte non sono comprese. E quindi si interrompe il divertimento. Comunque da provare, certamente da implementare da parte di Amazon.

“Alexa, apri Clem Quiz.”

Per usare questa Skill, devi consentire l’accesso alle Skill per bambini. Per farlo,

  1. apri l’App Alexa e seleziona
  2. impostazioni
  3. > Account Alexa
  4. > Skill per bambini.

Interessante che la Clementoni ci tenga a dire, sulla pagina della privacy, che non raccoglie dati.

Quiz di Frisbee

“Alexa, apri I Quiz di Frisbee.”

Testa la tua conoscenza sui cartoni animati di Frisbee. Consenti l’accesso alle Skill per bambini per iniziare il quiz.

  • apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni,
  • Account Alexa
    • Skill per bambini.

Comando luci Amazon Alexa Echo

“Alexa, accendi la luce.”
Il prossimo passo per la domotica è connettere Alexa ai dispositivi per Casa Intelligente compatibili, come luci e prese.

Se possiedi un dispositivo Echo Plus, ti basterà dire “Alexa, scopri i miei dispositivi” per connetterli ad Alexa. Altrimenti hai bisogno di un hub compatibile con Alexa e i tuoi dispositivi, ossia serve un ponte wifi che colleghi l’Amazon Dot o Amazon Echo ai dispositivi intelligenti della casa, come lampadine, termostati, etc.

Amazon Prime

Dov’é il mio ordine?

Se sei cliente Prime, puoi chiedere ad Alexa di dirti per quando è prevista la consegna del tuo ordine Amazon, anche se non l’hai effettuato usando Alexa.

LE PIÙ RICHIESTE di ottobre

Età di Alexa: “Alexa, quanti anni hai?”
Musica: “Alexa, metti un po’ di musica.”
Programmi TV: “Alexa, cosa c’è stasera in TV?”

Queste tre frasi mi suggeriscono che le persone stiano giocando e provando le capacità di Alexa. Voler sapere la sua età è segnale di un gioco, e nello stesso tempo di umanizzazione dello strumento. La musica invece è il cuore di questo strumento, che almeno inizialmente sarà sempre pensato come una cassa. E infine la buona vecchia TV, che tutti vogliono scalzare e che invece non si riesce. Chissà, staremo a sentire.

Comandi Novità dicembre 2018

Le novità di dicembre sono tutte dedicate alle feste natalizie. del tipo, “Alexa, come si dice ‘buone feste’ in inglese?” Oppure si può augurare un Buon Natale!

E poi c’è sempre la parte musicale: “qual è la tua canzone di Natale preferita?”. Cosa molto utile è farsi suggerire il cenone di Natale. O meglio qualche ricetta per il Natale. Aggiungere alla lista della spesa un panettone, per controllare poi proprio la lista.

Alexa, può riprodurre, chiedendolo musica di Natale per bambini. Oppure Raccontare una storia. O ancora, si può chiedere. Alexa, aiutami a rilassarmi.

Alexa Auto

Con Alexa auto basta chiedere “Alexa, c’è traffico?” Se lo chiedi, Alexa ti chiede la tua posizione, attraverso l’App e poi vuole sapere il percorso. In effetti, trovandoti a casa… difficiel saperlo. Per aggiungere il punto di partenza e la destinazione, vai sull’App Alexa e seleziona

Impostazioni > Traffico dal menu.

Domande varie

“Alexa, pronto sorveglianza?” “apri Capitali del Mondo.” quanto è alto il monte Cervino?” “apri Rumore del Ruscello.”

Santo del giorno: “Alexa, che Santo è oggi?”
Affetto: “Alexa, ti voglio bene.”
Preferenza: Alexa, qual è il tuo colore preferito?”

Comandi Novità novembre 2018

Alexa!
Dimmi un colmo.
Apri Radio Italia.
Mi dici una curiosità sul cibo?
Metti l’ultimo album di Marco Mengoni.
Chi è stato il primo Presidente della Repubblica Italiana?
Com’è finito il campionato di Formula 1?
Racconta una fiaba.
Fai il rumore del temporale.
Apri Corriere della Sera.
Quanto è il 20% di 59?
Alexa, giochiamo a carta, sasso, forbice.
Quanti anni ha Piero Angela?
Chi ha scritto La Divina Commedia?

Cinema e geolocalizzazione

Che cosa c’è al cinema? Per ricevere risultati locali, indica la posizione del tuo dispositivo nell’App Alexa:

  • Seleziona l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra
  • Echo & Alexa
  • Scegli il tuo dispositivo Echo
  • Inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

Versi di animali: “Alexa, come fa il cane?” 
Popolazione: “Alexa, quante persone ci sono al mondo?”
Chiamata: “Alexa, effettua una chiamata.”

Novità dicembre 2018

Per il periodo natalizio si può chiedere ad Alexa di cantare un grande classico delle canzoni natalizie.
“Alexa, cantami ‘Jingle Bells’”.

Cose nuove da provare

Tenendo presente che il comando di accenzione è sempre Alexa, o computer o altro che decidete, queste sono le novità di dicembre

Qual è il tuo film di Natale preferito?

Cosa significa ossimoro?”

Dimmi l’oroscopo di oggi.. Che è l’oroscopo di Paolo Fox

Fammi un indovinello sul Natale.

Hai cucinato gli arancini per il 13 dicembre?

Fai il rumore del fuoco.

Dove sono le Maldive?

“Alexa, fai Drop In.”

Connettiti ai dispositivi Echo registrandoli sullo stesso account o a quelli dei tuoi contatti (se questi ti hanno concesso l’autorizzazione).

Per esempio, quando la cena è pronta, puoi chiamare il dispositivo Echo del salotto da quello della cucina per comunicare che è pronto in tavola.

Non disturbare

Attiva la modalità Non disturbare quando non desideri ricevere chiamate e messaggi sul tuo dispositivo.

Giochi e sport

Apri Il gioco della bottiglia.

Quanti scudetti ha vinto la Fiorentina?

Con chi passi il Natale?

Alexa, quanti metri sono 10 piedi?

Aggiungi un evento al calendario.

Collega il tuo calendario e chiedi ad Alexa di aggiungere un nuovo evento o dirti cos’hai in programma.

Per iniziare, vai sull’App Alexa e seleziona Impostazioni > Calendari dal menu.

Le più richieste di novembre

Temperatura: “Alexa, quanti gradi ci sono?

Citazione cinematografica: “Alexa, qual è la prima regola del Fight Club?”

Traduzione: “Alexa, come si dice ‘buongiorno’ in giapponese?

Echo Amazon istruzioni

Questa pagina

si alimenta

delle risposte e dei dubbi

che ho rispetto al mio

Amazon Echo di seconda generazione.

Dopo

le mie prime impressioni

ho voluto scrivere alcuni passaggi

della guida completa,

almeno su quei problemi che ho riscontrato io.

Echo Amazon istruzioni

Spero che sia utile per tutti coloro

che cercano istruzioni riguardo

il proprio dispositivo Amazon.

Per domande e contributi usate i commenti,

magari arricchiamo maggiormente questa pagina.

Amazon Echo anello luminoso

Lo stato dei dispositivi Echo avviene attraverso segnali visivi e attraverso l’anello luminoso che si trova in alto del dispositivo.

Se c’è una cosa che mi ha colpito, per esempio, è che il dispositivo è attivo e pronto per rispondere alle domande quando tutte le luci sono spente.

Luce Blu / Ciano

Blu fisso con sfumature ciano che ruotano: Il dispositivo è in fase di accensione.

Blu fisso con sfumature ciano che puntano verso la persona che parla: Alexa sta elaborando la richiesta.

Alternanza di blu fisso e ciano: Il dispositivo sta rispondendo alla richiesta.

Luce arancione / rossa / gialla

Luce arancione che ruota in senso orario: Il dispositivo si sta connettendo alla rete Wi-Fi.

Luce rossa fissa: Hai disattivato il microfono sul dispositivo. Premi il pulsante Microfono per riattivarlo.

Luce gialla lampeggiante: Hai un messaggio o una notifica in attesa. Di’ “Riproduci i miei messaggi” o “Che notifiche ho?” Per maggiori informazioni, visita Informazioni su Messaggi Alexa.

Luce verde

Luce verde lampeggiante: Hai ricevuto una chiamata. Oppure, qualcuno sta facendo Drop In sul tuo dispositivo. Per maggiori informazioni, visita Rispondere o ignorare chiamate su Echo o su un altro dispositivo supportato.

Luce verde che ruota in senso orario: Sei in una chiamata attiva. Oppure, sei in una chiamata Drop In attiva sul tuo dispositivo.

Luce bianca / violetta

Luce bianca: Stai regolando il livello del volume sul dispositivo.

Luce violetta lampeggiante: Si è verificato un errore durante la configurazione del Wi-Fi. Per maggiori informazioni, consulta Echo non si connette al Wi-Fi.

Luce viola singola dopo aver interagito con Alexa: La modalità Non Disturbare è attiva. Per maggiori informazioni, consulta Utilizzare la funzionalità Non disturbare per Alexa.

Cambiare la posizione del dispositivo Alexa

I primi dati che Amazon Alexa raccoglie sono quelli che trova sul proprio account Amazon. Non so perché ma è andato a prendere il primo indirizzo che avevo registrato, quando mi sono iscritto, tanti anni fa, ad Amazon. Per cui, quando chiedevo che tempo farà domani, invece di darmi le previsioni della Sicilia, mi indicava il meteo di Venezia.

E allora ho dovuto aggiungere l’indirizzo corretto al mio dispositivo.

Per cambiare la posizione dei tuoi dispositivi Alexa è necessario entrare nell’app Alexa sullo smartphone e seguire la procedura.

  • Seleziona l’icona Dispositivi, in basso a destra.
  • Clicca sul tuo dispositivo che ti interessa o aggiungine uno nuovo.
  • Andare su Posizione (dispositivo)
  • Inserire l’indirizzo completo.
  • Salvare premendo il tasto Salva, in alto a destra.

Per cambiare il Paese, basta selezionare Cambia accanto al nome del paese.

In ogni caso l’applicazione ti offre alla fine anche dei suggerimenti, se avessi sbagliato qualcosa, o aggiunto qualcosa in più. Se si hanno più dispositivi Alexa è necessario aggiornare il percorso per ciascun dispositivo. Così come è necessario verificare le sveglie. Immagino se si cambia, addirittura, fuso orario.

Impostare una sveglia

Per impostare una sveglia è sufficiente dire con la propria voce

  • “Imposta una sveglia per [ora della giornata]”.

Per chiedere di impostare una sveglia ripetuta, puoi dire

  • “Imposta una sveglia ripetuta per [giorno della settimana] alle [ora]”.

Puoi impostare inoltre una sveglia ripetuta alla stessa ora ogni giorno, per un giorno della settimana, settimanale o festivo. Pronuncia il comando

  • “Imposta una sveglia ripetuta per ogni [giorno/giorno della settimana/fine settimana] alle [ora]”.

Al suono della sveglia, puoi dire “Posponi” per rimandarla di altri 9 minuti.

Sui dispositivi Echo compatibili, puoi anche toccare lo schermo per rimandare di altri 9 minuti. In alternativa, puoi dire “Stop” quando la sveglia suona.

Dopo aver creato una nuova sveglia con la tua voce, puoi modificarla dall’App Alexa.

Una cosa interessante è che per le sveglie e i timer non è necessario avere la connessione internet o il wifi.

Per creare o modificare una sveglia nell’App Alexa:

  • Nella scheda menu, seleziona Promemoria e sveglie.
  • Scegli il tuo dispositivo dal menu a discesa.
  • Seleziona la scheda Sveglie.
  • Seleziona Aggiungi sveglia per creare una sveglia.
  • Per modificare una sveglia esistente,
  • torna alla scheda Sveglia
  • Seleziona quella esistente.

Quando suona la sveglia, puoi eseguire anche le seguenti azioni:

  • Per eliminarla, trascina il dito verso sinistra su una sveglia.
  • Per ignorarla, trascina il dito verso l’alto su Ignora.

Non riesco a capire

Può capitare che all’accensione di Alexa, la risposta sia: in questo momento non riesco a capire, mentre si accende l’anello rosso.

Perché non capisce quello che gli diciamo? Cerchiamo di capire assieme quali sono le cause per il quale Alexa non capisce e scopriamo come risolvere il problema, prima di farsi prendere un infarto.

Intanto, partiamo dal presupposto che può capitare. E non è un problema di Alexa o del nostro smart speaker ma è un problema di connessione.

Il cerchio rosso illuminato, infatti, indica che il dispositivo non è collegato a internet.

Le operazioni da fare in ordine sono.

Staccare la corrente elettrica, aspettare almeno dieci secondi e far riavviare Amazon Echo. Se alla fine di questa operazione l’anello passa da blu a rosso, significa che il dispositivo è ancora disconnesso.

Connessione satura

Può capitare che la connessione sia satura. Ossia ci siano connessi troppi dispositivi alla connessione di casa, oppure state scaricando troppi dati, come uno streaming in alta definizione. E non c’è banda sufficiente per Alexa per connettersi.

Quindi staccate o interrompete queste attività di download e riprovate.

Riavviate il modem

Se ancora non succede nulla, provate a riavviare il modem.

Configurate Alexa

Può accadere che Alexa abbia dimenticato la password o perso del tutto la configurazione. La configurazione avviene tramite app. Andate su dispositivi, vi indicherà che il dispositivo è off, cliccate e seguite la procedura.

L’applicazione dice che dopo la luce azzurra, si accende la luce arancione. A me non è comparsa la luce arancione, quindi ho provveduto all’accenzione manuale, ossia premendo il tasto di attivazione (per intenderci il tasto con il punto) per 6 secondi, o almeno fin quando Alexa non dice che sta procedendo alla configurazione. A questo punto, Alexa si connette con la rete wifi o con il vostro cellulare. Decidete la rete di connessione e provvedete a ricaricare la password.

A questo punto, se non è accaduto altro, avrete Alexa nuovamente in rete e funzionante!

Come gli Smartspeaker rivoluzioneranno il mondo con la loro voce

Gli smartspeaker rivoluzioneranno il mondo con la loro voce? E come? Lo rivoluzioneranno per davvero? Oppure, molto più semplicemente, il mondo lo stiamo rivoluzionando noi e gli assistenti vocali ne prenderanno atto? Forse non c’è nulla di rivoluzionario a parlare con una macchina, se poi questo ci fa tornare ad essere umani.

Questo articolo è stato scritto il 23 aprile 2018 e aggiornato il 19 novembre 2018

A tal proposito mi è molto piaciuto, per esempio, l’incipit di un articolo di Antonio Garcia Martinez che dice.

La voce è il medium umano primordiale. I neonati riconoscono la voce della madre nel momento in cui sono nati, avendo sentito una versione soffocata di esso in utero. Nell’ultimo minuto, urliamo o piangiamo per aiuto o gioia.

Anche le nostre comunicazioni più astratte testuali o informatizzate sono inquadrate come “conversazioni”, imitando il tipo di dialogo faccia a faccia – ricco di corpo, sotto testo, calore emotivo e insinuazioni – la cui crescente assenza ha generato un centinaio di sostituti virtuali.

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Conversazioni del passato, conversazioni del presente futuro

Stiamo assistendo ad una rivoluzione unica. Se pensiamo che abbiamo impiegato secoli per imparare a parlare come parliamo adesso, l’italiano di Dante non è il nostro italiano, ogni forma di cambiamento ci appare come un deterioramento. Ma la lingua cambia, si modifica. Lo fa perché quando ci esprimiamo dall’altra parte c’è qualcuno che ci ascolta e reagisce a quello che noi diciamo. Reagisce perché comprende.

Il fatto che a comprendere e a reagire sia un piccolo oggetto meccanico non cambia molto. Perché dietro quell’oggetto ci sono persone che parlano anch’esse. E che anzi, vogliono comprenderci al meglio. Tecnicamente molto complesso, nella pratica continua ad essere una evoluzione naturale.

Lingue eterne

Quando ho studiato linguistica all’università, mi colpì molto il fatto che una lingua muore quando muore il penultimo essere umano che la usa. La lingua non è qualcosa di unidirezionale. Esiste fin quando comunica. Quando l’ultimo uomo parla con se stesso non sta usando la lingua; può pure elencare al vento milioni di parole, inventarne di nuove. Ma dirà solo parole morte di una lingua morta.

Affidare la lingua ad una macchina forse significa affidare una lingua all’eternità. Sebbene un po’ meccanica e non tanto melodica. Anche con questa rivoluzione linguistica dovremo fare i conti.

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Qualche prova interessante

Stiamo tutti facendo le nostre prove con il nuovo Google Assistant. Abbiamo aspettato a lungo questo momento.

Se non le avete ancora letto ci sono due belle prove fatte in casa Robino – Del Buono.

Hanno acquistato un Google Home mini e lo chiamano “il sasso”. E mi piace molto questo termine.

Per quanto in molti sperano che fallisca, per quanto l’user experience non sia ottima, per quanto gli scettici sono numerosi e la diffusione sarà limitata anche nel tempo, l’assistenza vocale entrerà ed entra con prepotenza nelle case. Lo fa e lo farà in modi del tutto nuovi, inaspettati, originali. Fosse solo per curiosità, avremo qualcosa di questo genere in casa.

Per tutti diventerà un oggetto vivo. Più vivo di altri oggetti nonostante più simile ad un sasso. Oggetto che darà vita ad altri oggetti. Una interfaccia di azione unico.

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Smartspeaker rivoluzioneranno il mondo

Antonio Martinez si lancia in una predizione.

Tra touchscreen e voce, il battere a macchina tornerà ad essere l’abilità di un professionista specializzato, limitata a autori molto anziani, programmatori e (forse) antiquari hipsters che faranno il caffè ancora con la moka. Mia figlia di 2 anni non imparerà mai a guidare, invece guiderà la sua auto a guida autonoma.

Si parlerà in una stanza vuota e ti aspetterai che il cloud, insieme alle sue ancelle dell’IA, risponda.

Gli annunci mirati saranno generati dinamicamente, basati su quelle richieste, riempiranno le lacune del  flusso onnipresente di musica, podcast e libri. Forse saranno persino sintetizzati dal momento che le cosiddette pubblicità “host-read” superano le voci umane casuali.

Le tastiere dei computer si uniranno alle macchine da scrivere nei display dei musei storici e quella laringe complicata, unica tra i primati, sarà la prima serie degli assistenti vocali.

Conclusioni

Ora io non so se Martinez abbia ragione. Sapete che le predizioni non mi piacciono. Io non so se questa rivoluzione sia più o meno imminente. Certo è che il corso di questa tecnologia si è avviato e stia aprendo a nuovi mercati in pieno sviluppo. Ma guardando alla Storia, io mi aspetto che, prima o poi, dovremo fare i conti con qualche fermata di arresto. Vedi anche il recente provvedimento del GDPR il regolamento europeo sulla Privacy che obbliga ad un consenso informato e consapevole delle persone.

Sono e saranno inevitabili le resistenze di chi verrà scalzato da questa tecnologia. Ad ogni modo la Legge sarà sempre e comunque in ritardo rispetto alle potenzialità e ai pericoli che sono sottesi ad ogni spinta innovativa.

Dovrà essere chi usa queste tecnologie a farne un uso etico. Per quanto possibile.

Consapevolezza

E, insomma, il problema non è se assistenti vocali e smartspeaker rivoluzioneranno il mondo o meno. Non credo sia possibile fermare il mondo e il suo corso storico. Il problema è aumentare la consapevolezza. Lo ripeterò fino alla nausea. È necessario essere consapevoli del mondo che stiamo vivendo.

C’è da mettersi insieme, fare rete, per questo scopo, per contribuire ad un web migliore. Che significa, poi, nell’era dell’Onlife, un mondo migliore. Dove, con buona pace di tutti, ci saranno schermi e interfacce conversazionali. E semmai il problema sarà quello di restare umani, profondamente umani. Capaci di azioni di valore e condivisione.

Aggiornamento 19 novembre 2018

La rivoluzione è arrivata anche in Italia, nel momento in cui smart speaker come Google Home o l’appena acquistato Amazon Alexa Echo hanno iniziato a parlare italiano.

Ti potrebbe interessare i 50 comandi che puoi dare ad Amazon Alexa oppure i comandi in italiano che Amazon stessa aggiunge periodicamente e che suggerisce ai suoi clienti.

Io ho iniziato a scrivere le mie prime impressioni sul Amazon Echo. Certo, si tratta di un solo dispositivo, la famiglia Echo è molto grande, però sto cercando altre persone che ne possano parlare a tutti.

Stai in ascolto!

Google Home non ha paura di Halloween né di Alexa. E tu?

Google, quasi in corrispondenza del lancio di Amazon Alexa Italia e della festa di Halloween, lancia il suo attacco commerciale attraverso il suo smartspeaker.

Google, infatti, ha da tempo lanciato il suo smartspeaker Google Home. Ma non ha spinto più di tanto nella comunicazione e divulgazione dello strumento.

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Caro amico ti scrivo…

Personalmente vedo Google come uno strano essere vivente. Grande e grosso come un elefante ma dall’astuzia di un ghepardo. Una specie di grosso T-Rex o lndominus rex creato in laboratorio per l’ultima puntata di Jurassic World.

Google sa di essere grosso, ma molto grosso. E sa che ogni passo che fa ha una eco rilevante sul web e sulle nostre vite. Così come pesante sarebbe un errore o un passo falso.

Ed è per questo motivo che quando Google, Mister Google in persona, invia una mail lo fa con molta cura e attenzione. Certo, qualche traduzione alla google translate potrebbe essere evitata. Ma qui non parliamo del dettaglio, qui parliamo di un movimento se non globale, almeno nazionale e internazionale. Non oso immaginare il numero di mail che viene inviato in contemporanea.

Ed in questo senso, Google non sta intasando le nostre mail con i suoi messaggi. Al momento, personalmente, da marzo 2018, ne ho appena ricevute 7, compresa quella di questi giorni.

Ti presentiamo Blink XT2 | Telecamera di sicurezza per interni/esterni con archiviazione sul cloud, audio bidirezionale, autonomia di 2 anni | Sistema a 1 telecamera.

Cosa chiedere a Google Assistant per Halloween?

Cosa ci scrive Google? Principalmente Google ci sta educando. Ci insegna, senza troppa pressione, quello che possiamo chiedere e come lo dobbiamo chiedere. Impareremo, in modo quasi inconscio, ma impareremo. Anzi, impariamo.

Google Home si presenta in modo divertente. Come l’assistente da brividi, vista l’occasione.

Festeggia Halloween insieme al tuo Assistente Google.

Inizia dicendo: “Ok Google”
” Spaventami”
” Raccontami una storia di paura”
” Da cosa ti travesti per Halloween?”

E prosegue poi con gli inviti commerciali al proprio store.

Ancora senza costume? Niente paura!
È spaventosamente semplice prepararsi per Halloween con l’Assistente Google

” Scrivi a Martina da cosa ti travesti?”
” Dov’è il negozio di costumi più vicino?”
” Ricordami di comprare un costume alle 17.00″
” Aggiungi i trucchi alla lista della spesa”
” Riproduci un video tutorial sul trucco da zombie in TV”*

Prova questo sul tuo telefono

A questo punto Google “spiega” (o ci fa capire) che è connesso anche con i servizi interni al sistema di casa Alphabet, come Google Foto.

Cerchi ispirazione per il tuo costume dal passato ma non riesci a ritrovare quella vecchia foto? Ritrovala facilmente con l’Assistente Google.

” Fammi vedere le mie foto di Halloween”

Scopri di più sul tuo Assistente Google

E infine punta alla domotica, all’uso che puoi fare del tuo Google Home se lo connetti con la tua casa.

L’Assistente Google per la casa
Musica da paura per la tua festa di Halloween con Google Home. Prova a controllare contemporaneamente più dispositivi con la funzione “gruppo di altoparlanti”.

Conclusioni

Google lentamente ma sempre in modo incisivo entra dentro le nostre mail, le nostre case, le nostre abitudini per educarci all’uso dell’assistenza vocale. Ovviamente a beneficio del proprio store e dei propri interesse. Ma nello stesso tempo, questo lavoro va anche a beneficio di tutta la tecnologia che si sta diffondendo.

Piano piano, senza troppo frastuono, con tutti i limiti di una tecnologia che ha visto la luce da poco tempo, ma sempre inesorabile. Sempre più parte del nostro futuro e del nostro quotidiano.

Google Home Halloween Features 2018 Video.

Amazon Alexa parla italiano con i suoi smart speakers

Amazon Alexa arriva in Italia! Il 30 ottobre 2018 ha inizio il futuro dell’assistenza vocale in lingua italiana! Credo che sia un momento importante anche per questo blog. Perché ne ho parlato in lungo e in largo, perché dopo 3 anni in cui parlavo in modo teorico degli assistenti vocali, oggi ne posso avere uno smartspeaker reale tra le mani. Insomma, è un momento felice che bisogna festeggiare e ricordare.

Amazon poi arriva con un armamentario di smarspeaker imponente. Non uno ma 4 smarspeaker di ultima generazione, e kit di base per l’internet delle cose.

Amazon alexa italia

Chi segue il blog da più tempo sa che mi occupo di Amazon Alexa da un paio di anni. Me ne sono occupato perché l’impatto che ha già avuto negli Stati Uniti è notevole. Amazon è un ecosistema digitale importante, la sua architettura dell’informazione è presa ad esempio da molti User Experience Designer.

Amazon ci ha cambiato in questi ultimi anni. Per esempio, ha scardinato la paura che abbiamo di affidare i dati della nostra carta di credito o prepagata ad un sito internet. Ha colpito duramente le grosse catene di vendita, sta mettendo a dura prova i piccoli negozianti. E’ vero, ma sta anche lavorando al negozio del futuro e per chi vive in provincia da la possibilità di una finestra sul commercio unica.

E, da oggi, da domani, tutto questo sarà possibile farlo anche attraverso la propria voce, con Amazon Alexa Italia. Un progetto, quello di Alexa, nato per gioco e diventato, invece, il progetto di punta dell’innovazione targata Amazon.

Alexa cos’è

Per spiegare cos’è Alexa uso le parole di Amazon.

Amazon Alexa è un utile applicazione che può fornire aggiornamenti su ciò che accade nel mondo, riprodurre le canzoni preferite, a cui fare domande, creare liste ed altro ancora. Amazon Alexa si adatta e impara nel tempo, offrendo un’esperienza personalizzata.

Tiene anche in considerazione le tue preferenze di vocabolario.

Amazon Alexa Italia semplifica la connessione a diversi dispositivi della tua casa con un solo comando per ogni attività.

Smartphone o Smartspeaker?

Tra le altre cose Amazon invita a scaricare Alexa sul proprio telefonino, in modo da potersi connettere con altri che usano la stessa applicazione.

Lo scopo è quello di far entrare più persone all’interno dello stesso ecosistema.

Alexa comando vocale

Su questo blog ho scritto un paio di articoli su cosa chiedere ad Alexa, che tra l’altro sono anche comandi che puoi dare a qualsiasi assistente vocale.

Dice Amazon.

Le principali caratteristiche degne di nota sono:

  • Creare gruppi di luci intelligenti e controllare tutte le luci in una stanza con un solo comando.
  • Chiamare e inviare messaggi ai possessori di dispositivi Amazon Echo e a chiunque altro con l’app Alexa sul proprio telefono o tablet.
  • Adattarlo alle esigenze e preferenze personali.
  • Collegarsi stabilmente con i dispositivi compatibili Alexa per chiamare casa o per far sapere alla propria famiglia che è ora di cena o controllare un parente anziano.
  • Ascoltare la tua musica preferita.
  • Chiedere all’assistente di leggere le ultime notizie o gli aggiornamenti meteo (e altro).
  • Con la musica multi-room, creare gruppi di dispositivi Echo compatibili sulla stessa rete Wi-Fi per riprodurre la musica su tali dispositivi.
  • Con Smart Home, configurare i dispositivi, controllare o controllare lo stato delle luci intelligenti, serrature e termostati a casa e in viaggio.

Amazon echo

Amazon Echo è un altoparlante che puoi controllare con la tua voce, senza dover usare le mani.

Echo si connette all’Alexa Voice Service per riprodurre musica, effettuare chiamate, inviare e ricevere messaggi, cercare informazioni, notizie e risultati sportivi, darti le previsioni del tempo e molto altro. Basta chiedere.

Inoltre, Amazon Echo è un altoparlante progettato sapientemente per riempire qualsiasi stanza con un suono pieno e ricco. Grazie ai sette microfoni di cui è dotato e alla tecnologia di beamforming, è in grado di sentirti da qualsiasi direzione, anche mentre stai ascoltando della musica.

Quando vuoi usare Echo, devi semplicemente pronunciare la parola di attivazione “Alexa” ed Echo si attiverà e risponderà alla tua richiesta.

Amazon Alexa parla italiano. Ma lavora per la CIA?

Il sospetto che Alexa ci ascolti 24 ore su 24 ore è un sospetto che hanno in molti. Alexa come tutti gli altri assistenti vocali. I giornali generalisti mettono sempre il dubbio su questo aspetto. Personalmente non lavoro per Amazon o per Google, per cui non posso mettere la mano sul fuoco. Ma è una paura davvero indotta che, al momento, non ha nessun fondamento.

Le aziende come Google, Amazon, Microsoft, hanno sempre negato qualsiasi possibilità di ascolto al di là delle richieste effettuate. E se un controllo viene effettuato da queste aziende, lo fa già tracciando tutta la nostra navigazione. E se dovessero davvero ascoltare le nostre conversazioni, significa che già lo fanno sui nostri smartphone.

Tutti coloro che lavorano e raccontano questi dispositivi garantiscono all’infinito che l’ascolto da parte del dispositivo si limita al momento in cui si da il comando di accensione “Alexa” “ok Google” “Ehi Siri”. Io ci credo in buona parte perché tradire questa fiducia o affermare questo sospetto significherebbe la fine di questi dispositivi.

Chi, infatti, sopporterebbe di avere una spia in casa?

Come spegnere Amazon Echo

Amazon Alexa si può sempre spegnere.

Controlla la musica con la tua voce

Amazon ha sempre creato dispositivi massicci e ad alte potenzialità. Si veda per esempio il kindle Fire. Un tablet a tutti gli effetti con una potenza davvero incredibile. Amazon infatti non guadagna dai suoi dispositivi, ma da quello che ci fai con i suoi dispositivi. Per cui offre ad un prezzo relativamente contenuti prodotti di alta qualità.

Amazon Echo è dotato di un woofer con cavità downfiring da 63 mm e un tweeter da 16 mm con processore Dolby, per toni cristallini e una risposta dei bassi dinamica in tutta la stanza. Puoi riprodurre la tua musica preferita da Amazon Music, Spotify, TuneIn e da altri servizi musicali.

Con Amazon Music, potrai cercare musica in base all’artista o al periodo, oppure lasciare che Alexa scelga la musica per te. Gli iscritti a Prime possono ascoltare in streaming oltre 2 milioni di brani degli artisti più famosi grazie a Prime Music, senza pubblicità né costi aggiuntivi.

Con Amazon Music Unlimited, avrai accesso a oltre 50 milioni di brani, inclusi quelli più recenti, a soli 3,99€ al mese su un dispositivo Echo. Dopo aver configurato il tuo dispositivo Echo, Amazon Music Unlimited sarà disponibile in prova gratuita per 14 giorni senza dover sottoscrivere un abbonamento; dopodiché, potrai iscriverti e ottenere un periodo di uso gratuito di 30 giorni. Scopri di più.

Amazon Alexa prezzo

Alexa arriva da noi provvista già di 400 diverse skill e non solo a bordo dei dispositivi Echo, ma anche di prodotti terzi provenienti da aziende come Bose, Sonos, Harman Kardon, Jabra, Hama, NETGEAR, Huawei, Sony, Riva, Motorola, TIM e altre.

Le offerte di lancio dal 24 al 30 ottobre sono davvero impareggiabili.

Si parte dai 35,99 euro necessari per Echo Dot passando per i 59,99 di Echo, i 77,99 di Echo Spot e gli 89,99 di Echo Plus. Le consegne avranno inizio il 30 ottobre.

Amazon Alexa tutti i dispositivi disponibili

Echo Dot (3ª generazione) – Altoparlante intelligente di piccole dimensioni.

Amazon Echo (2ª generazione) – Altoparlante intelligente classico.

Amazon Echo Spot – Un altoparlante intelligente dotato del video.

Echo Dot (3ª generazione) + Amazon Smart Plug, compatibile con Alexa

Amazon Echo Spot + EZVIZ ezCube Pro IP Telecamera.

Echo Plus (2ª generazione) + Philips Hue White Lampadinada

Kit per la casa Amazon Alexa

Echo Stereo System – 2 Echo (2ª generazione).

Amazon Echo (2ª generazione) + Philips.

Sonos One, lo Smart Speaker per Ascoltare la Musica

Cuffie Bose QuietComfort 35 II Wireless con Alexa integrata.

Acquisti on-line per Alexa e la Casa intelligente: Dispositivi con Alexa integrata.

Promozione Echo da un’ampia selezione nel negozio Musica Digitale

Guida alle skill di Alexa

Le skills sono le applicazioni vocali di Alexa. Le skill permettono di attivare nuove funzionalità e contenuti che arricchiscono l’esperienza con i dispositivi Echo e con integrazione Alexa. Amazon offre la guida che trovate qui di seguito.

Ti potrebbero interessare anche questi articoli già pubblicati nel tempo sul blog

Qualcuno di questi articoli potrebbe essere datato. Sto procedendo ad aggiornarli. Se vuoi contribuire e condividere la tua esperienza commenta liberamente e costruttivamente!

Controlla ogni cosa con la tua voce – Skills Amazon Alexa

 

50 comandi per Amazon Echo – Cosa puoi chiedere ad Alexa

 

Alexa Skill Blueprints: come personalizzare Alexa senza scrivere alcun codice

 

Dal Suono come quarta dimensione dell’UX Design ad Alexa

 

 

Smartphone vs Smartspeaker? Amazon sceglie Alexa

 

UX Book Club BARI: un incontro per parlare di architettura dell’informazione sonora

Come saprete, lunedì 12 novembre 2018, sono stato invitato dall’ UX Book Club BARI, per parlare di architettura dell’informazione sonora. Un incontro, organizzato insieme a Sprint Lab e Impact Hub Bari che ci ha ospitato. Per me è stata una esperienza che mi ha trasmesso tante emozioni e mi ha portato a lunghe riflessioni.

Chi continuerà a seguirmi potrà leggere nel 2019.

Comunità

Avere una comunità così attiva nel sud Italia non è facile. Come meridionali, lo dico da siciliano, non riusciamo a fare comunità, a stare insieme, a crescere e confrontarci costruttivamente. Ma soprattutto non riusciamo ad essere costanti. A Bari, invece, Bianca Bronzino (oggi anche Presidente dell’associazione Architecta per il biennio 2019-2020) è riuscita nell’impresa.

Gli incontri a Bari sono continui e periodici, sono il frutto di attivismo ed entusiasmo. Non si può non apprezzare e stimare questo impegno che coinvolge più persone. Bianca, il motore di questa comunità è riuscita a mettere insieme un bel gruppo di persone. Riesce a farle incontrare, riesce a farle sentire comunità.

Architettura dell’informazione sonora

Contesti sonori, assistenza vocale e progettazione.

Ho raccontato il percorso che ho seguito nel tempo su questo blog, sottolineando i vari passaggi che sento di dover sottolineare sempre. Contesto sonoro, consapevolezza, progettazione.

Qualcuno, più che sentir parlare di architettura dell’informazione sonora, si aspettava una qualche parte del mio corso di progettazione chatbot che avevo svolto a Roma e poi a Milano. Mi spiace ma la mia intenzione non era quella di sintetizzare ore e ore di corso.

Forse nella mia esposizione è sembrato che ci fosse poco di pratico e non fruibile nell’immediato. Che bisognava mettere le mani in pasta. Forse, alcuni concetti sono stati troppo concentrati. Ma è sempre difficile accontentare tutti, quando non si conosce il livello di cultura digitale di tutti.

Quello che mi premeva (e spero di essere riuscito nell’impresa) era instillare gocce di riflessione sul tema.

Gli strumenti

La maggior parte delle persone è interessata a conoscere come funzionano gli strumenti. Ne ho parlato con la mia amica Maria Grazia. Al mio ritorno in Sicilia ho raccontato dell’incontro, delle sensazioni e dei feedback che ho ricevuto. Lei fa la maestra di scuola elementare. Ho raccontato della predilezione delle persone per gli strumenti. E lei mi ha confermato questo distacco tra chi fa le cose e chi le pensa (e dunque le progetta). Mi raccontava, per esempio, delle volte in cui lei ha seguito corsi di formazione tenuti da pedagogisti.

Le maestre, che stanno ogni giorno a contatto con i bambini, per certi versi, non riescono sempre ad applicare ciò che la pedagogia insegna. Così come i pedagogisti spesso non comprendono certe dinamiche della classe: i problemi pratici, le mille varianti dello stare a contatto con bambini e genitori.

Eppure, ammetteva sempre Maria Grazia, non esisterebbe insegnamento senza una pedagogia, senza uno studio dei problemi dal punto di vista teoretico, psicologico e didattico. Si può essere delle brave maestre anche senza teoria, ma se si posseggono conoscenze specifiche si può essere più brave. E magari commettere meno errori.

Tra teoria e pratica

Chi fa teoria spesso si dimentica della pratica, è vero. Chi si ritrova spesso proiettato verso il futuro, si distacca dalla quotidianità. Ma solo un pensiero avanzato, solo una ricerca su sentieri sconosciuti permette (ed ha permesso) all’essere umano la sua evoluzione.

Ricordo un brano di un film dove uno scienziato raccontava di un suo folle esperimento. Lo spiegava ad un altro collega. Il collega rispondeva che quell’esperimento non avrebbe portato a nulla.

La risposta dello scienziato fu, “Si. Io l’ho dimostrato!”.

La ricerca e la progettazione, almeno a mio modo di vedere, può pure portare a risultati molto diversi da quelli che ci aspettiamo. Per questo è essenziale che ci sia. Non è mai un nulla di fatto, ma è un qualcosa che indica comunque una strada da seguire o da non seguire.

Etica ed assistenza vocale

Al solito ho fatto il mio riferimento all’Etica. E al solito il consiglio è stato quello di non occuparmene. Al solito io concordo solo in parte. Non sono io, certo, che me ne devo occupare, non sono io il nome autorevole che possa indicare la direzione. Ammesso che si possa essere da soli nell’indicare un qualcosa.

Eppure… Eppure penso che chiunque ha il dovere di porsi domande morali. E guardando al fenomeno degli assistenti vocali se scorgo un punto debole, che non tutto scorre, che qualche dubbio c’è, mi sento in dovere di metterlo in luce. Evitare l’argomento non lo troverei corretto, né tanto meno etico.

Sono disposto a rischiare di dire qualcosa in più, persino di sbagliare, piuttosto che rinunciare alla riflessioni e/o a spingere alla consapevolezza chi mi ascolta o mi legge.

Bari centro e Barivecchia

Non ero mai stato a Bari in vita mia. Quando ho chiesto dove dormire mi è stato consigliato di dormire in centro. Così ho cercato un B&B al centro, vicino al mare ed ho prenotato.

Sono stato molto contento quando ho visto questo documentario della RAI “Eroi di Strada” proprio su Bari.

La terza puntata è ambientata nella grande periferia di Bari: un viaggio per conoscere chi, piccolo o grande eroe, ce l’ha fatta. Da Libertà a San Paolo, attraversando Japigia e Carrassi, fino ad arrivare a Bari vecchia, un tempo sotto il controllo della criminalità organizzata e oggi un centro cittadino e turistico. Racconti di disagio sociale, di degrado, di una criminalità, che è ancora radicata in questi quartieri abbandonati dalle istituzioni e spesso invisibili a molti. Ma anche storie di riscatto di chi in questi luoghi è riuscito a coltivare un talento, a realizzare il suo sogno. Tra i protagonisti della puntata Ermal Meta, Renzo Rubino, Gio Sada e Vladimir Luxuria.

Alcuni romani mi avevano fatto terrorismo. “Barivecchia non è il centro di Bari. Ma è il vecchio borgo dove si riunisce la malavita dei bassifondi della città” mi dicevano.

Eppure quando sono entrato a Barivecchia, sebbene la strada fosse un po’ buia mi è sembrata subito frequentata. Ed infatti, giunto nella piazza principale ho trovato una piazza piena di locali, frequentata da ragazze e ragazzi di ogni età. Non è affatto un luogo malfamato. Anzi. È un luogo molto turistico e molto bello.

Il proprietario del B&B mi conferma le dicerie sul luogo. Ma mi racconta anche che sono 20 anni che le varie amministrazioni ci lavorano. Così come ci lavora la Polizia, l’esercito, le istituzioni. Basta farsi un giro per rendersene conto. La zona è tutta riqualificata nei minimi particolari. I turisti sono ben visti, ovunque stanno nascendo B&B e tra pizzerie e ristoranti la zona è viva.

Barivecchia è bellissima, da visitare, da vedere. Ve la consiglio!

UX Book club Bari

UX Book club Bari

Alla fine, posso dire che l’esperienza barese è stata eccezionale. Ho visitato una città splendida, che non avevo mai visitato. Ho mangiato benissimo, dormito benissimo. Visto luoghi e chiese davvero suggestive.

Infine, ho ricevuto un messaggio vocale che mi ha emozionato tantissimo. Una ragazza del pubblico che ha riflettuto su quanto esposto da me si è resa conto solo dopo dell’immenso mondo che assistenti vocali e chatbot aprono. Opportunità e pericoli. Insomma, ha preso consapevolezza. E questo, almeno chi segue il blog lo sa, non può che ripagarmi di tutte le fatiche, visto che ogni articolo è volto a questa consapevolezza. E quell’incontro questo voleva trasmettere. Attenti la questione riguarda tutti!

Grazie!

Ringrazio ancora la comunità barese e spero di rivederla anche in altre occasioni. Faccio i miei in bocca al lupo a tutti. Che il loro movimento coinvolga altre città e faccia conoscere tutte le meraviglie di uno splendido Sud Italia.

Google Home, cos’è e come funziona

Google Home è un diffusore acustico a comando vocale.

Ossia, un altoparlante ad attivazione vocale.

Nell’articolo precedente abbiamo parlato del

nome dato da Google al suo assistente vocale rispetto ai concorrenti

e sulla scelta della neutralità senza dare una umanità all’assistenza vocale. 

Notizie recenti, però, dicono che anche Google voglia dare un volto.

Google Assistant note importanti

Google Assistant per funzionare richiede una connessione Internet.

Se volete controllare qualcosa con Google Home

in casa o con altri dispositivi sono necessari dispositivi intelligenti compatibili.

Ad esempio, se chiedi “Riproduci Stranger Things sulla TV” è necessario avere una TV collegata a Chromecast, mentre per controllare dispositivi come luci e termostati sono necessari luci e termostati intelligenti collegati a Google Home. Per  controllare dispositivi come macchine del caffè, baby monitor e ventilatori di casa sono necessari interruttori e/o prese intelligenti compatibili. E quindi si tratta di costi che non sono compresi con il dispositivo Google Home.

Infatti, per accedere ad alcuni contenuti potrebbero essere necessari altri abbonamenti.

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Google Home funzionalità multiutente

Ed in fine, si possono collegare fino a sei account per ciascun Google Home e ottenere risposte personalizzate.

Anche se utilizzi la funzionalità Multiutente e Google Home è impostato per riconoscere la tua voce, tieni presente che una voce simile alla tua o una registrazione della tua voce potrebbe far sì che Google scambi qualcun altro per te.

Aggiornamento 05 aprile 2018

L’articolo che segue è stato pubblicato il 17 ottobre del 2016. E si parla di Google Assistant al futuro. Oggi Google Home è disponibile anche in Italia. Ed acquistabile con Google Assistant italiano.

Google Home. Cosa è?

Google Home è un diffusore collegato attraverso Wi-fi dal quale è possibile controllare la propria casa (connessa) e un assistente vocale per chi lo vuole utilizzare. Google Home è un accessorio senza interfaccia. O meglio, la sua interfaccia è l’audio e l’ascolto della voce dell’utente. Senza voce non funziona.  Sul dispositivo l’unica cosa che si può premere è un pulsante per il mute che impedisce di ascoltare e di essere ascoltati.

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Google Home: come funziona e cosa fa

Google Home Bianco è principalmente uno speaker wifi, una piccola cassa. Per questo è possibile ascoltare musica, streaming, podcast e tutto l’audio che c’è disponibile sul cloud o sulla rete internet a cui si è collegati. Al momento del lancio, Google Home funzionerà con le applicazioni tipo YouTube Music, Spotify, Pandora, Google Play Music, TuneIn, e iHeart Radio. Grazie a queste applicazioni e al supporto di Google Assistant, l’intelligenza artificiale di Google, si potrà chiedere di avviare una canzone del proprio cantante preferito e se già si fosse ascoltato una canzone più volte, Assistant  capirà di quale canzone si tratta e la riproporrà. Oppure si può essere  più precisi sul titolo e Google Assistant eseguirà il comando.

Ovviamente i grandi assenti sono i servizi musicali e video di Amazon e Apple. Non sto qui a spiegarlo ma Google sta sfidando proprio Amazon e Apple su un mercato occupato già dai due brand.

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Controllo della casa

Ma Google Home è anche di più. Perché può (e vuole) essere il centro di una casa connessa. Il primo centro operativo dell’internet delle cose, l’interfaccia audio con cui si potrà controllare la propria casa. Google Home avrà già installato la compatibilità con Nest, SmartThings, Philips Hue, e IFTTT. Questo significa che sarà in grado di controllare i dispositivi selezionati dello Smarthome, attivare le vostre ricette IFTTT e agire su Chromecast. Grazie a Chromecast, infatti, sarà pure possibile controllare altri diffusori audio. In questo modo con il comando vocale si potrà controllare l’audio multi room di una casa. Ma anche controllare il televisore e tutto ciò che è connesso.

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Motore di ricerca

E infine, Google Home è (e resta), anche, un motore di ricerca. Google, infatti, non tradisce la propria missione principale, che è quella di cercare parole per gli utenti, nel modo migliore. Google Assistant è il suo plus. In pratica, oltre ad una ricerca semplice, del tipo

Consigli su come scegliere un registratore digitale

E’ possibile fare ricerche più complesse. Si potranno fare domande del tipo: “Qual’era la popolazione degli Stati Uniti quando è stata fondata la Nasa?” Oppure si può simulare una vera e propria conversazione. Se, infatti, state chiedendo informazioni a Google Home riguardo un attore o una attrice, alla fine della risposta, potete continuare il dialogo senza ripetere il nome dell’attore e usare i pronomi. Google Assistant assocerà il “lui” o il “lei” alla persona di cui stavate parlando ed eseguirà ricerche in quel senso.

Google Home Assistant. Come funziona.

Google Assistant è una intelligenza artificiale e su Google Home si potrebbe usare in modo utile. Google ha immaginato una serata tipo di una famiglia che vuole andare al cinema, da soli o con i bambini. In questo caso Google Assistant potrebbe indicare i film migliore per i più piccoli, fornire informazioni sulle recensioni, indicarti un luogo dove mangiare prima di entrare in sala e guidarti per tutto il percorso senza incontrare traffico. Ovviamente Google Assistant sarà collegato a tutti i vostri accessori, meglio se facenti parte della gamma Google, ma anche con Google Android Auto.

La nota ufficiale di Google ha spiegato la sua nuova assistenza in questo modo:

“L’assistente è colloquiale – un dialogo a due vie in corso tra l’utente e Google che capisce il tuo mondo e consente di ottenere le cose fatte. Rende facile l’acquisto dei biglietti per il cinema, mentre sei in viaggio, scopre il ristorante migliore per la vostra famiglia, oppure dove mangiare un boccone prima che inizi il film, e poi vi aiuta a guidare fino alla sala. “

Ovviamente usando solo la tua voce. Per approfondire vi potrebbe interessare il mio articolo su Google Assistant.

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Attivazione vocale speaker wireless home page di google

Innanzitutto bisogna impostare e settare i dispositivi. Per fare questo si deve installare l’app Google Home sul proprio smartphone di ultima generezione e configurare le impostazioni iniziali per l’altoparlante. Ciascun modello ha le proprie forme di settaggio. A seconda del proprio abbonamento, per esempio, potrebbe essere necessario dover creare un account in aggiunta all’account Google.

1 Accedere a Google Play o all’App Store dallo smartphone/iPhone.
Installare l’app Google Home sullo smartphone/iPhone.
Per i dettagli visitare il sito web all’indirizzo google.com/cast/setup/.
2 Avviare l’app e seguire le istruzioni su schermo per configurare le impostazioni iniziali dell’altoparlante.
Impostare l’altoparlante in modo che utilizzi la stessa connessione Wi-Fi dello smartphone/iPhone.

Google Home vs Amazon Echo

Google Home nasce come diretto avversario di Amazon Echo. Che come spesso ho detto è tra gli assistenti vocali più interessanti dal punto di vista commerciale. Gli assistenti vocali di Apple e Microsoft aiutano l’utente a fare determinate cose. Ma nella sostanza aiutano ad usare, in un determinato modo, i software di cui fanno parte.

Amazon Echo, oltre ad avere le funzioni di un comune assistente vocale, permette di fare acquisti diretti sullo store Amazon. Puoi acquistare un album mentre è riprodotta una canzone. Oppure acquistare un libro mentre stai ascoltando un programma radio. O ancora acquistare un prodotto che ti viene in mente di comprare, in qualunque momento della giornata. Alexa è la concretizzazione della commessa o del commesso del negozio Amazon. La potenza di Alexa sta nel fatto che non deve richiamare una app terza. Alexa è integrato con l’ecosistema Amazon. E questo funziona, tanto che Echo ha venduto molti dispositivi e  Amazon ha lanciato ulteriori versioni del dispositivo. E così ha iniziato lo sviluppo per altri Paesi oltre gli Stati Uniti.

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Google Home vincerà la lotta? Quale futuro?

Fino a questo momento Amazon Echo era stato l’unico assistente vocale che offrisse determinati servizi di acquisto. Adesso invece c’è un nuovo concorrente diretto sullo stesso mercato. Amazon Echo ha alcuni vantaggi su Google Home. Come dicevo prima, Alexa è integrata con l’ecosistema Amazon, gode della sua stessa fiducia degli utenti. L’assistente vocale Amazon  ha più di 3.000 opzioni che personalizzano la personalità di Alexa. E in più Amazon ha già avviato la compatibilità con altre app esterne, tra le quali Uber.

Google Home, dal canto suo, ha aperto la possibilità a tutti gli sviluppatori per creare opzioni extra. Ma ci vorrà del tempo per equipararsi ad Alexa che certamente non resterà immobile. Almeno teoricamente. La battaglia è appena cominciata, anche se lentamente. Come riportato da Gartner, la gente potrebbe spendere fino a 2.1 miliardi di dollari per l’acquisto di altoparlanti intelligenti, entro il 2020. E’ comprensibile che non si voglia lasciare scoperto questo mercato.

La stampa italiana

Google Home parla inglese e ci vorrà del tempo prima che parli pure italiano. Come ho detto già nell’introduzione, per permettere a Google Home di parlare una lingua diversa è necessario riprogrammare il software e programmare, di conseguenza, tutta la semantica linguistica. Per Google, probabilmente non sarà difficile, ma si richiedono investimenti che prevedano ritorni almeno equivalenti.

Eppure già in Italia si crea allarmismo e preoccupazione.In alcuni articoli della stampa (oggi scomparsi dal web) si chiedeva se usare Google Home sia un bene o se l’ascolto continuo del dispositivo fosse un incubo. Certo, i problemi ci sono. Chi segue il mio blog li conosce. Qualcosa ho già detto riguardo gli assistenti vocali sul mercato. Che ben venga la discussione su tecnologia ed Etica. Ancora nello specifico su Assistenza vocale ed Etica . Parliamo dello svanire dei confini tra virtuale e reale, come ricordavo parlando dell’Onlife Manifesto. Ma analizziamo con distacco la tecnologia che ci viene proposta per poterla comprendere. E creare in questo modo consapevolezza sull’uso dello strumento.

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Cosa fare con Google Home. Un elenco

Il sito webnews fa un utile elenco delle cose che si possono fare con Google Home.

Le cose che si possono fare sono moltissime, trasformando un semplice device da poche decine di euro in un elemento per il controllo completo dell’esperienza tra le mura domestiche:

sveglia: si impartiscono le istruzioni e la sveglia viene automaticamente programmata e avviata;

timer, per avere un promemoria rapido circa qualcosa che si deve fare entro pochi minuti;

calcolatrice: si chiede a Google Home di effettuare un calcolo;

agenda: si possono esplorare gli appuntamenti già in calendario o se ne possono aggiungere di nuovi;

chiacchiere: si può chiedere a Google Home una barzelletta;

dizionario: si possono chiedere informazioni circa specifiche parole ottenendone pronuncia e significato;

traduzioni: si può chiedere una traduzione a Google;

informazioni e ricerche: se si chiede a Google Home di indicare la distanza tra la Terra e la Luna, la ricerca su Google sarà automatica e la risposta direttamente riprodotta sullo speaker attraverso il sintetizzatore vocale;

finanza, per restare aggiornati sugli indici azionari;

voli aerei, per avere aggiornamenti sugli orari e sui ritardi;

giochi: perché con Google Home si può anche giocare, pur nei limiti di una interazione vocale;

IFFTT, ossia impartire ordini sulla base di uno schema IF-THEN: “se esco di casa spegni le luci”;

controllo delle luci;

guide locali, per avere istruzioni circa orari, numeri di telefono, indirizzi e altre informazioni;

notizie, ottenendo aggiornamenti sui temi preferiti;

chiedere il meteo;

nutrizione, per sapere calorie e altre informazioni sul cibo;

podcast, da cercare e riprodurre senza un solo click;

lista degli acquisti, per non dimenticare nulla;

sport, per avere informazioni continue sulle partite in corso;

controllo del termostato, portando avanti un ulteriore controllo domotico sulla casa.

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Google Home Spotify

È possibile usare Spotify su Google Home e così ascoltare la propria musica preferita. Basta usare i comandi vocali. Basta configurare l’app e smart speaker. Il primo passo è quello di impostare Google home con l’apposita app. Dall’app collegare gli account Google e Spotify. E infine impostare Spotify come servizio di riproduzione musicale predefinito. A questo punto è già possibile usare i comandi vocali per usufruire del servizio.

I comandi che possono essere richiesto sono in inglese.

“Ok Google, play Spotify”

“Ok Google, play my Discover Weekly”

“Ok Google, play Pop”

“Ok Google, what song is this?”

Navigatori per moto. TomTom o Garmin? Quale voce scegli?

In commercio

si trovano navigatori per moto

per tutti i gusti e di diverse marche.

Anche se la competizione si concentra 

tra TomTom e il brand avversario Garmin.

Ciascun motociclista ha poi la sua idea di viaggio e di navigatore e ascoltare il loro parere non aiuta tantissimo a decidere quale sia il miglior navigatore per moto.

Sicuramente un navigatore deve essere utile per i motociclisti che viaggiano e voglio avere la certezza del loro percorso per arrivare dritti alla meta.

Il navigatore è utile per chi vuole programmare prima il proprio percorso. O anche per quelli che volendo deviare e darsi all’avventura vogliono essere sicuri di non perdersi.

Ne fanno tranquillamente a meno chi ama l’avventura e chi sta in sella a prescindere.

Il bello di un viaggio in moto sta nel viaggio stesso, la meta è solo una banale scusa.

Aggiornamento navigatori per moto 2018/2019

TomTom Rider 550

Dalla prima pubblicazione di questo articolo sono arrivati nuovi modelli. Di seguito per esempio vi presentiamo il TomTom Rider 550

Test Tom Tom Rider 550, il nuovo navigatore per chi viaggia.

Per quel che ci riguarda il TomTom Rider 550 è un navigatore compatibile con Siri e Google assistant che sblocca tutte le funzioni vocali dello smartphone. Quindi abbiamo lettura ad alta voce e risposta ai messaggi, chiamate e riproduzione di musica.

Interessante, per chi considera lo scooter anche una moto (senza offesa), è da valutare il TomTom 1SP0.001.04 VIO. un navigatore per Scooter con navigazione dettagliata della città. Mostra gli avvisi sulla presenza di tutor e autovelox fissi. Offre percorsi alternativi per evitare il traffico e visualizza le chiamante dello smartphone.

Garmin Zumo

Altro navigatore non preso in considerazione nella prima stesura dell’articolo e che oggi presentiamo senza giudizio è il Garmin Zumo 346LMT-S WE – Navigatore per Moto con Mappa Italia e Europa Occidentale, Connessione Smartphone e aggiornamenti mappe via WiFi Display 4.3″.

Navigatore per moto. Oltre le mappe, la voce.

Un navigatore dovrà sicuramente guidarti con delle mappe ben aggiornate. Di seguito pongo l’attenzione su tre modelli consigliati dagli utenti sul web. Personalmente non so quale sia il miglior navigatore. Quello che mi interessa sottolineare è la cura che TomTom e Garmin pongono alla voce. Dal punto di vista sonoro, infatti, i due brand hanno due filosofie leggermente diverse.

TomTom è impegnata nella creazione di voci ufficiali e preconfezionate per i propri utenti. Questi si possono limitare a scaricare la voce che preferiscono.

Garmin propone, invece, una sola voce standard, Silvia, per tutti. E lascia agli utenti la creazione di ulteriori varianti. Infatti, la Garmin ha creato un software apposito dove ciascun utente può creare la propria voce personalizzata.

Quest’ultima possibilità fa si che gli utenti possano offrire archivi di voci alternative. Però sinceramente, o ci si fida ciecamente del sito e della persona che propone il file, oppure caricare voci non ufficiali o di dubbia provenienza è certamente sconsigliato. O meglio. Personalmente non utilizzerei mai questi file.

Voce tomtom

Per TomTom sono disponibili 3 tipi di voci di navigazione ufficiali.

Le voci standard che sono preinstallate su tutti i dispositivi TomTom. Si tratta di voci registrate che forniscono istruzioni vocali per il percorso.
Le voci sintetizzate che utilizzano la tecnologia di sintesi vocale per la lettura dei nomi delle strade, dei messaggi di testo in arrivo, delle informazioni meteo e così via. Non tutti i dispositivi supportano l’utilizzo delle voci sintetizzate.
Le voci premium che sono state registrate da personaggi famosi e sono disponibili per l’acquisto.

La voce italiana di Chiara è una voce gratis per TomTom ma se si vuole qualcosa di più interessante TomTom ha aperto un vero e proprio negozio delle voci.

Si va dalle voci dei cartoni come le voci dei Simpson (in lingua inglese), alle voci di celebrità, comici e films (tutte a pagamento e in inglese).

Le voci standard che offre TomTom per tutte le lingue, invece, sono voci gratis. TomTom offre delle istruzioni su come installare e gestire le voci per TomTom.

Garmin Voice Studio

Garmin offre la voce italiana denominata Silvia. Se si vuole si può scaricare dall’apposita pagina di Garmin. Ma offre a tutti la possibilità di personalizzare, come si preferisce, la voce del proprio navigatore Garmin.

La stessa Garmin presenta il proprio software gratis.

Voice Studio™ è un’applicazione software gratuita di Garmin grazie alla quale è possibile realizzare la propria voce guida personalizzata da utilizzare sui navigatori Garmin compatibili. Con Voice Studio™ la creazione della nuova voce guida è gratuita, semplice e rapida. Grazie a Voice Studio™, e alle decine di veicoli gratuiti disponibili in Garmin Garage, il navigatore Garmin diventa completamente personalizzabile.

Se poi si è in cerca di ulteriori aggiornamenti si può andare direttamente su Garmin Garage e trovare il necessario per personalizzare il proprio navigatore.

3 modelli di navigatori per moto consigliati dai motociclisti

Difficile capire il perché di certi giudizi. E purtroppo non ho la possibilità di comparare i due brand. Gli utenti si limitano a dire che l’uno o l’altro è un ottimo modello in quanto soggettivamente si trovano bene. Ma nessuno mi pare dia un parere oggettivo.

Ad ogni modo, i modelli di cui i motociclisti si fidano sono essenzialmente tre.

Il miglior navigatore per moto

Il miglior navigatore satellitare per moto deve essere realizzato con materiali solidi e robusti, infatti è cosa diversa rispetto navigatori per auto.

Per questo motivo lo schermo del navigatore è uno schermo antiriflesso e possiede un touch screen da utilizzare anche con i guanti.

I modelli più moderni e aggiornati sono compatibili con gli assistenti vocali in modo da collegarsi con il proprio smartphone o con una videocamera o un interfono per parlare o ascoltare musica.

I migliori navigatori per moto possiedono anche le opzioni di scegliere percorsi avventurosi o panoramici. e alcuni indicano persino gli itinerari con curve e la difficoltà del manto stradale per una maggiore sicurezza del motociclista.

Navigatori TomTom

TomTom Rider 400

Il TomTom Rider 400 GPS per Moto, Europa Completa è tra i navigatori più usati della TomTom. Gli utenti sono molto soddisfatti del nuovo aggiornamento che ha risolto diversi problemi. Tra questi problemi c’era la lentezza del ricalcolo del percorso. Adesso pare che tutto sia molto più fluido. Inoltre, grazie all’ultimo aggiornamento è possibile effettuare le chiamate direttamente dal TomTom.

TomTom aiuta nella scelta dei propri modelli a seconda dell’uso che se ne vuole fare. Infatti, se si è motociclisti occasionali ci si può limitare a comprare il modello TomTom Rider 42 Navigatore GPS per Moto, con le mappe di 23 Paesi. Oppure se si è dei motociclisti accaniti ci si può spingere su modelli più avanzati come TomTom Rider 450. Se si aggiungono altri cento euro si ha anche il pacchetto premium NAVIGATORE GPS TOMTOM RIDER 450 PREMIUM PACK che garantisce mappe a vita.

Su Wired scrivono

Il 450 funziona anche offline per non perdere mai la copertura e offre anche 150 percorsi preinstallati curati da MotoPlus, Adventure Bike Rider e Tourenfahrer

Compatibilità auricolari per TomTom Rider

TomTom ha verificato la compatibilità di una serie di interfoni e auricolari compatibili con i propri modelli Rider 400/410 e Rider 40. Tuttavia se dall’elenco ufficiale mancasse il proprio auricolare, TomTom dichiara che

se il tuo auricolare è dotato di un profilo Bluetooth® dovrebbe essere supportato dal dispositivo Rider.

Garmin navigatori

Garmin Zumo 390

Di contro c’è il Garmin. I modelli più gettonati sono il Garmin Zumo 390LM Navigatore Moto Impermeabile con Schermo da 4.3″, Mappa Europa Completa e Aggiornamento Mappa a Vita e il modello successivo Garmin Zumo 395LM EU sempre con Display 4.3″. Si tratta di modelli equivalenti al TomTom rider 400.

Secondo le riviste di settore la serie Zumo pare essere davvero all’avanguardia.

Un’altra caratteristica esclusiva di Garmin ed estremamente utile è la Smart Notification, tecnologia attraverso la quale è possibile leggere sullo schermo le notifiche del proprio Smartphone: email, sms, info dai social… sarà quindi sempre possibile stare in contatto con i propri amici.

Garmin Zumo LM 590

A quanto pare in passato i TomTom, erano lenti nel ricalcolo, avevano una autonomia di batteria scarsa, touch scadente. Per questo motivo chi ha acquistato il Garmin Zumo 595LM Navigatore per Moto Avanzato si è ritrovato su un altro pianeta.

Pur tuttavia i motociclisti si lamentano del costo eccessivo di questo modello rispetto ai modelli inferiori. Il Garmin offre molte funzionalità per il motociclista e la grafica è molto accattivante, ma secondo alcuni il TomTom è migliore per la pianificazione dei percorsi. Idem per l’aggiornamento degli autovelox.

Quanti pollici?

Altro problema per chi deve acquistare un navigatore per moto è la dimensione. Senza dubbio è necessario verificare i propri gusti estetici. Ma altro elemento da tenere in considerazione è la vostra capacità visiva. Con l’età questa diminuisce e un 5 pollici potrebbe essere la soluzione migliore rispetto al 4,3” per evitare di avere problemi in futuro.

Comparativa Garmin TomTom di Motociclismo.it

Il sito Motociclismo.it ha effettuato una bellissima comparativa tra 4 modelli. 2 modelli di navigatore per moto Garmin e due navigatori per moto TomTom. Luca Nagini, che firma l’articolo, ha stilato la classifica seguente.

Al primo posto ha messo il Garmin Zumo 396LM – Navigatore Gps per Moto, Schermo da 4,3″.

Segue il Navigatore per moto TomTom Rider 500, da 4,3 pollici, con percorsi tortuosi e collinari dedicati alle moto, aggiornamenti tramite WiFi, compatibile con Siri e Google Assistant.

Il terzo posto è del Garmin Zumo 595LM EU Navigatore per Moto Avanzato, Mappa Italia e Europa Completa, Spotify e Funzioni Smart, Display 5.0″.

E ultimo, per modo di dire, il TomTom Rider 40 GPS per Moto.

Accessori e strumenti dei navigatori per moto

Per quanto riguarda l’acquisto degli accessori molti sono davvero indispensabili. Abbiamo gli accessori TomTom originali oppure gli accessori originali Garmin.
Oppure si possono preferire accessori compatibili per navigatori.
Abbiamo così un comodo Parasole impermeabile con aggancio per manubrio, una serie di supporti per moto e bici.

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E anche un Caricatore universale per moto USB da attaccare al proprio GPS, navigatore satellitare, Smart Phone, ecc. può essere utile.

Classifica dei migliori navigatori per moto: i primi 4

Su internet ci si diverte a fare le classifiche e alcuni siti specializzati danno questa classifica

Garmin Zumo 346LMT-S WE – Acquista su Amazon

Garmin Zumo 396LMT-S EU – Acquista su Amazon

TomTom Rider 50 – Acquista su Amazon

Garmin Zumo 595LM EU – Acquista su Amazon

Il porta navigatore

Un buon porta navigatore deve dare la possibilità di essere posizionato sopra il quadro comandi. Questa posizione secondo molti motociclisti è la posizione ideale ( e a me sembra anche al più sensata). Dato che permette di guardare la strada senza distrarsi.
Ciascun brand offre il proprio porta navigatore, ma a quanto pare non sono in tanti a montarlo. Generalmente vengono venduti dei Supporti universali per montare il navigatore Tom Tom Rider 40 e 400 a cui poi ciascuno adatta il proprio navigatore.
La GiVi offre la Staffa Traversino da montare dietro il cupolino anche come porta smartphone.

Givi S957B – Acquista su Amazon

Altri si affidano alle proprie officine di riferimento per avere dei supporti artigianali fatti ad hoc per il proprio navigatore, il modello della propria moto e soprattutto per le proprie necessità estetiche personali.
I problemi che si affrontano per un porta navigatore sono il peso del navigatore e le vibrazioni del manubrio. Se, infatti, non si è soddisfatti degli accessori originali del proprio navigatore, né di un supporto artigianale, le case di produzione di accessori come la GiVi offrono qualcosa a tal proposito. Così è possibile acquistare un porta smarphone.

Per chi acquista un Garmin Zumo 390 LM la staffa per moto dovrebbe essere in dotazione.

Contenuto della confezione:
zūmo 390LM
City Navigator® NT precaricato per l’Europa
Aggiornamenti mappe a vita¹ (indicato da “LM” dopo il numero di modello sulla confezione)
Staffa da moto con cavo alimentazione a fili liberi
Staffa a ventosa per automobile
Cavo alimentazione con adattatore accendisigari
Cavo USB
Guida rapida

Prudenza. Sempre!

Nell’augurarvi tutto il meglio, non trovo miglior conclusione a questo articolo se non con la mitica frase di Nico Cereghini.

Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza. Sempre!

Senza dimenticare Casco, protezioni e paraschiena.

Navigatore per auto

Tralascio la possibilità di avere un navigatore per auto, in quanto ormai, è possibile utilizzare e trasformare in un navigatore il proprio cellulare o tablet. Tanto più che gli stessi navigatori per auto si stanno trasformando in tablet.

Navigatore auto con l’app di Google Maps

In molti casi basta collegarsi a google maps e/o scaricare l’app. Oppure è possibile scaricare una applicazione come Waze. In tanti ormai utilizzano il proprio smartphone o il proprio iPhone come navigatore. Google offre un supporto chiaro sulle impostazioni da seguire. Sia per sistemi Android, sia per iPhone e iPad.

Navigatore auto con app TomTom per Android

Se, invece, ci si vuole affidare comunque ad un brand affermato come TomTom si può caricare sul proprio smartphone l’applicazione TomTom per Android. Il TomTom Navigazione GPS Traffic – TomTom GO Mobile.

La nuova app TomTom GO Mobile combina la più recente tecnologia di navigazione TomTom per auto con informazioni all’avanguardia sul traffico. Sceglierai sempre il miglior percorso disponibile grazie a informazioni sul traffico precise e in tempo reale per arrivare a destinazione più velocemente, ogni giorno.

Tante sono le persone soddisfatte da questa applicazione. Ma attenti agli aggiornamenti dello smartphone che potrebbero bloccare l’app. Meglio avere un tablet o smartphone di qualità. In questo caso si vedono tutti i limiti di uno smartphone rispetto ad un navigatore.

Ma quando si è in moto magari è meglio evitare di sottoporre il proprio smartphone o iPhone a vibrazioni e pericoli vari. O semplicemente alle intemperie. Per risolvere queste problema, infatti TomTom ha messo in commercio TomTom Vio che è un monitor del telefono da porre sul manubrio.

Occhi puntati sulla strada

Nel tempo mi sono occupato di auto connesse, assistenti vocali o dell’uso di un vivavoce durante la guida. Si tratta di temi correlati al blog. Ogni giorno che passa vedo sempre più gente usare i cellulare mentre guida in maniera esagerata. Ormai il cellulare si posiziona sul manubrio e si leggono e scrivono messaggi mentre si guida con estrema leggerezza. Senza curarsi minimamente del rischio.

Gli incidenti inspiegabili tra amici e conoscenti sono in continuo aumento. La gente perde il controllo della propria macchina lungo il rettilineo senza alcuna ragione apparente. E per questo, predico ormai ovunque che bisogna guidare e basta. Se non rispondi non muore nessuno!

Un navigatore dunque deve permetterti al meglio di tenere gli occhi sulla strada e di stare attento alla guida e agli automobilisti che possono venirti a finire sopra.

Perché trovi navigatori per moto su questo blog non specializzato?

Io non sono un motociclista. Sono stato un possessore di un Fantic Motor e di una Vespa Special ma non sono andato oltre.

Mio fratello, invece, è sempre stato un motociclista. E siccome spesso gli parlo dei miei lavori e del blog, ecco che tra una cosa e l’altra ci siamo messi a parlare dei navigatori TomTom e dei loro vantaggi.

Mio fratello mi ha parlato entusiasticamente dei navigatori per moto. In particolar modo dei TomTom e delle sue  capacità vocali. E così sono andato a vedere di che si trattava. E dato che il tempo è sempre qualcosa di importante ho ottimizzato la cosa condividendo con voi quanto ho trovato io. Porgendo il mio orecchio anche ai navigatori per moto Garmin.

Tengo a dire che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui parlo.

I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. E le proposte che faccio derivano dall’uso professionale e personale che ne ho fatto nel tempo. Ed anche dai pareri scambiati con altri professionisti del settore audio.

Non ho attività di vendita di navigatori per moto.

Progettare chatbot: nuovo corso UXUniversity

Progettare chatbot significa studiare tutte le possibilità di realizzazione di un chatbot. E come? Pensando, insieme, a tutti i modi possibili per simulare una conversazione reale.

Progettare chatbot, il perché di un corso

Molte aziende si stanno interessando alla realizzazione di chatbot. E al solito, c’è chi lo sta facendo molto bene e chi male. A rispondere a questa esigenza di sviluppo, sono stati per primi gli informatici e gli ingegneri. Dico anche giustamente, perché all’inizio di questo trend, i primi strumenti di costruzione necessitavano la conoscenza di linguaggi di codice.

Essendo dei veri e propri tecnici la maggior parte di questi ottimi professionisti si sono concentrati nello studio degli strumenti. Ossia il focus della loro attività sta nello studio di quei programmi che ti permettono di realizzare un chatbot con o senza la conoscenza di un linguaggio di codice. Attenzione. Senza di loro non avremmo avuto la possibilità di questa tecnologia a disposizione di tutti. Per cui gliene saremo sempre grati!

Ma senza una progettazione, senza un percorso, ci si affida principalmente alla sensibilità del singolo professionista. Che può afferrare il senso del nostro business, così come può fraintenderlo.

Certo, lavorando sullo strumento, si è in parte costretti a pensare, per carità. Ma se ci sono percorsi che permettono di avere a disposizione un maggior numero di attrezzi? Perché non utilizzarli?

È certo, infatti, che il momento della progettazione e della ricerca siano più importanti della realizzazione vera e propria. Perché se abbiamo studiato, fatto ricerca sulle persone e se abbiamo progettato bene, il processo di realizzazione è più semplice e veloce.

Lo scenario

Nel sesto appuntamento di UX on the Sofa ho parlato di come il web stia cambiando, e dei nuovi modi per navigare sul web con l’aiuto degli assistenti vocali. Ci sarà una grande diffusione della domotica, come di smart speaker per la casa. Insomma, saremo circondati da sistemi sonori che cambieranno la nostra quotidianità.

Certamente questi mutamenti non riguarderanno l’intera popolazione, anche se questo è l’obbiettivo degli assistenti vocali. Staremo a vedere. Il blog sarà vigile sul tema.

Un nuovo corso UXUniversity

Nel corso si lavorerà insieme per creare un chatbot semplice ma efficace. Ma soprattutto con tutti gli elementi necessari perché funzioni.

I chatbot e i servizi di assistenza vocale sono il nuovo trend delle interfacce conversazionali. Volete sperimentare anche voi questa nuova tecnologia? State pensando di aggiungere un chatbot ai vostri servizi? Molte grandi imprese li stanno già sperimentando da tempo e anche i privati iniziano ad affidarsi a questi servizi di customer care.

Questo corso parte dalla conoscenza della tecnologia, fornisce un percorso da seguire per ideare e realizzare un chatbot semplice ma efficace. Metteremo al centro della nostra progettazione i principi dell’Architettura dell’informazione e dell’UX Design.

Si tratta di un lavoro multidisciplinare, che richiede competenze trasversali per creare un chatbot con una personalità e una funzionalità mirata. Faremo riferimento ad altri corsi dell’UXUniversity.

Argomenti trattati

Architettura dell’informazione sonora
Cosa sono i chatbot e gli assistenti vocali: storia e differenze
I settori di sviluppo – Benefici e monetizzazione
Casi studio in Italia e negli USA
Come si crea un chatbot – Un percorso trasversale
(Chatbot strategy, Naming, Personas, Sceneggiatura, Tone of voice, UX Storytelling.)
Progettazione delle conversazioni
Gli strumenti
Come parlano gli strumenti
Distribuzione e analisi
Argomenti non trattati
Chatbot Engine
Intelligenza artificiale e machine learning
Linguaggi di programmazione e codici
Cosa imparerete
A cosa serve un chatbot, se ti serve davvero un chatbot
Come progettare un chatbot
Scrivere dialoghi per chatbot
Cosa non dimenticare

Cosa c’è dentro?

Dentro al corso ci sono tante cose. Troverete me, i miei studi classici e umanisti, i corsi di formazione e di sceneggiatura che ho seguito, così come quelli di social media marketing; sarà possibile scorgere le mie letture, la mia passione per il cinema, ma anche i miei corsi di lingua straniera. Ci sono le mie esperienze personali, le mie passioni e desideri, così come la mia attività professionale tra architettura dell’informazione e radio. E poi ci sono tre anni e passa mesi di blogging, di discussioni sul campo, di commenti, e contributi di lettori e amici.

Ma soprattutto dentro questo corso c’è il cuore e l’amore di far bene le cose. Spero che vi sia utile!

WIAD Palermo 2018

In questo corso, forse, ci troverete anche un po’ del WIAD Palermo 2018 che, se non mi conoscete ancora, vi ripropongo con il mio intervento Senti chi parla. Che magari vi fa venire voglia di saperne di più!

Iscriviti, iscrivetevi!

Se dunque hai letto il programma intero del corso progettare i chatbot.

E se sai chi sono o hai già letto la presentazione che UX University fa di me.

E se sei interessato a costruire e progettare chatbot per i tuoi canali personali o aziendali non ti resta che iscriverti.

Hai la possibilità di farlo a Roma o a Milano.

  • Venerdì 9 novembre a Roma
  • Lunedì 3 dicembre a Milano.

E a Palermo? E in Sicilia? Possiamo pensarci. Se ci sono persone interessate e raggiungiamo un buon numero di persone possiamo organizzare anche nella mia regione di origine!

La prossima fase dell’User Experience

Quale futuro dell’User Experience ci aspetta? “La prossima fase dell’User Experience” non è un titolo che mi sono inventato io. Ma è il titolo di articolo della rivista online fastcodesign. Chi mi segue da tempo, sa benissimo, che in questo blog non sono mai stato auto celebrativo e che semplicemente e umilmente mi sono messo a studiare un argomento che solo tre anni fa era come fantascienza ed oggi è piena realtà.

Di cose già dette e scritte

Parlare del futuro dell’user experience comporta seguire sentieri non battuti e significa anche essere soggetti a critiche; o prendersi le battute degli scettici. Però chi mi legge sa che io preferisco parlare delle tendenze. Credo che chi guarda in profondità il web, come fanno gli architetti dell’informazione, ogni tanto, debba essere un po’ visionario.

In fondo se non avessi guardato al futuro con fiducia oggi non sarei qui a scrivere di un argomento attualissimo.

Ho sempre pensato all’User experience come cambio di paradigma. In questi anni ho scritto articoli come La nuova interfaccia utente non è l’interfaccia utente. Ma ho scritto anche in termini critici e dubbiosi dando spazio a scettici come Tony Aube che parlava di interfacce del futuro. Ho osservato che le interfacce del futuro saranno interfacce ibride (passatemi il termine, che devo ancora chiarire ai miei lettori).

Niente false promesse

Ancora ci sono dubbi, mille domande. Ma dove di dovere stanno lavorando alle risposte. E se è vero che in Italia non si avrà la tecnologia o la disponibilità di creare lo smart speaker del futuro, da qui, da questo blog, possiamo far partire idee, sollevare dubbi o possiamo semplicemente ragionare.

Che le interfacce conversazionali siano la nuova tendenza nel design dei prodotti digitali è un dato di fatto. E questo nasce dal fatto che gli assistenti vocali od anche i semplici chatbot possono diventare il centro delle nostre case o delle nostre vite, aprendo e chiudendo una serie di applicazioni adatte per la nostra casa o sul nostro smartphone.

Futuro dell’User Experience

Ho già scritto di come l’UX frena lo sviluppo degli assistenti vocali. La prossima fase dell’UX nascerebbe dunque da una domanda. Cosa succede se il bot ci annoia o se ci fa perdere interesse? Nelle interfacce conversazionali, la personalità è la nuova UX.

Autori e interpreti hanno evocato personalità artificiali per millenni. È logico che siano all’avanguardia nella progettazione di nuove interazioni software.

“Vogliamo che le persone si divertano a gestire il nostro software, ma ora abbiamo una tavolozza molto limitata con cui progettare l’esperienza”, afferma Ben Brown, co-fondatore di Howdy, un chatbot “digital coworker” che viene eseguito all’interno dello strumento di comunicazione dell’ufficio Allenta e automatizza le cose come riunioni sullo stato del progetto e prendere ordini di pranzo.

“È quasi l’ultima sfida per il design digitale, perché nella maggior parte dei casi non si ha il controllo di ciò che sembra. Come puoi far bollire l’intera esperienza dell’app in due righe di testo? Non c’è nient’altro sullo schermo ma quello. “

Lo sforzo tecnico, la tecnologia si va via nascondendo. E, lo ripeto ancora una volta, l’interesse delle aziende di sviluppo è quello di inserire servizi all’interno degli assistenti vocali.

In primo luogo, ripensare il “designer”

Quando la parte grafica non sarà più la parte principale, i requisiti di base per la progettazione di un robot diventeranno radicalmente diversi.

Ed oggi nel mondo dei designer sono entrati a far parte artisti performativi, autori teatrali, radiofonici, sceneggiatori. E tutta questo con buona pace di chi pensa che l’User Experience design sia una nicchia. A mio pare non è così. E come chi si occupa oggi del micro copy di moduli e bottoni, così questa nuova generazione di designer sta entrando nel nostro mondo di progettisti.

A chi ci rivolgiamo?

Dispositivi come Google Home sono e saranno oggetti con cui parliamo. E noi designer, così come le persone comuni dobbiamo chiederci, o meglio, avere consapevolezza, “a cosa stiamo parlando?”

L’assistente vocale del futuro sarà più simile ad HAL del film 2001 Odissea nello spazio? Oppure sarà più vicino a Samantha del film HER? O ancora, sarà più simile a R2-D2?

Cosa combina Facebook?

Facebook M, ad esempio, un chatbot per l’assistente personale che vive nell’app Messenger di Facebook, vuole che sia trattato come un genio digitale che può fare qualsiasi cosa, dalla prenotazione di un tavolo al ristorante all’acquisto di un’auto.

Non vogliamo limitare le persone ai tipi di cose che chiedono a questo punto.

Afferma Jeremy Goldberg, product designer del team M.

Può essere incredibilmente personale e vogliamo che costruiscano una relazione con esso.

Come se fosse un “dio in una scatola”:

L’evidente impegno di Facebook nel creare un UX genio è così rigorosa che Goldberg non descrive come M risponde (o meglio, come non risponde) quando non può fare qualcosa. È letteralmente un yes man. Tanto che, per il momento, quando non sa qualcosa fa ricorso all’aiuto dell’uomo.

Oltre a Facebook c’è di più

Ma non c’è solo Facebook. Un altro assistente intelligente è Howdy che ha un approccio opposto.

“Vediamo davvero Howdy come un droide astro-mech [di Star Wars]”, dice Brown. “R2-D2 è il droide di Luke Skywalker, ma puoi avere il tuo, ognuno con le sue stranezze e le cose uniche che ha imparato e che hai insegnato.” A proposito, Brown e il suo team hanno creato una personalità a metà strada tra R2 -D2 e TARS, il robot a forma di monolite di Interstellar. “Un elemento fondamentale per la personalità del nostro robot”

Ma c’è anche il bot di pianificazione delle riunioni di X.ai (di nome Amy o Andrew a seconda delle preferenze) che, per esempio, non è autorizzato a utilizzare pronomi di genere. I progettisti del bot, infatti, non vogliono che un utente si possa offendere. Così come non vogliono che il bot sia troppo invadente. Per questo, bastano poche parole, come “zitto!” O “stai zitto”, per spegnere il bot.

Architettura dell’informazione conversazionale

Se una nuova generazione di designer faranno il loro lavoro, la via è già tracciata. Le persone non abbandoneranno il bot.

Perché se è vero che in alcuni casi la gente sbaglia e litiga con gli assistenti vocali, che non ascoltano o non capiscono, le persone inviano anche segnali di cortesia agli assistenti vocali. E questo fa ben sperare.

Il software deve fare un buon lavoro, perché la gente sa che è un robot, ma sente ancora il bisogno di dire grazie.

E secondo te? Quale futuro dell’User Experience ci aspetta?