Cosa accadrebbe se mettessimo a confronto l’user experience sonora con l’audio casuale di un alto parlante? La domanda messa così sembrerebbe avere una risposta ovvia.

Il confronto sarebbe tra uno studio approfondito sull’utente che ascolta un determinato suono/annuncio o vive una certa esperienza e la casualità del suono e del “speriamo che l’utente senta o capisca qualcosa”; tra il rivolgersi ad uno specialista e il chiedere al primo passante in strada un parere dettagliato su un argomento qualsiasi.

Dispiace, in fondo, che in Italia ci sia grandi architetti di statura internazionale e poi ritrovarsi a non trovare su un sito web le informazioni che cerchiamo; a non capire annunci acustici di particolare importanza.

User Experience Vs Caso

Ma torniamo a noi, al nostro confronto tra User Experience contro Casualità.

Vi ripropongo l’audio che ho postato qualche settimana fa per dimostrarvi l’incomprensione di un annuncio di imbarco registrato in un terminal italiano. Ascoltatelo o riascoltatelo. Dura meno di un minuto.

Se lo avete riascoltato, così come la scorsa volta, sono certo che avrete sentito in sottofondo la suoneria di uno smartphone.

Quando in aeroporto ho registrato questo annuncio, volevo semplicemente dimostrare l’incomprensibilità di quanto veniva detto dalla hostess e a pensarci bene, quando ho riascoltato l’audio registrato quel telefonino mi diede fastidio perché “rovinava” quanto io volevo registrare in modo “pulito”. Ma il mio pensiero restava fisso sull’argomento e non ho voluto porre l’accento sull’unico suono chiaro di quella registrazione.

La musica e il suono del cellulare sarà risultato familiare se non a tutti, almeno alla maggioranza dei lettori di questo blog. Tanto familiare che, se non il modello, certamente in molti ne riconoscono la marca.

I brand che si occupano della produzione di smartphone hanno ben presente l’importanza dell’user experience e dell’user experience sonora tanto che sono attrezzati con laboratori di ricerca che si occupano di questa specifica esperienza sonora dell’utente. Forse non ci avete mai pensato perché si tratta di suoni e non di immagini ma la costruzione di un audio-logo ha la stessa importanza di un logotipo, di un logo grafico. Tanto è vero che l’audio logo si declina o varia per la definizione acustica di chiamate, messaggi e notifiche varie.

Suono come quarta dimensione dell’ UX design

Quando Christian Cantrell parlava del “suono come quarta dimensione dell’ UX design“, che ho ripreso con un post in italiano, Cantrell affermava proprio la necessità umana del silenzio quanto del suono e concludeva affermando che lo studio di questo suono ci porta si a conoscere lo strumento ma anche noi stessi.

Quando un nostro dispositivo è troppo silenzioso ci chiediamo se funzioni ancora. Ci preoccupiamo quando non riceviamo chiamate o notifiche varie (avete presente il tic di chi schiaccia ripetutamente lo smartphone?). Il rapporto con uno smartphone o altro dispositivo è un rapporto sempre più intimo e fisico e quindi anche sonoro.

mediamente l’utente controlla e usa il proprio smartphone circa 150 (!) volte al giorno

Mediamente l’utente controlla e usa il proprio smartphone circa 150 (!) volte al giorno

L’allarme con cui preferiamo svegliarci, lo snooze, la suoneria che decidiamo di usare o che scartiamo, la musica o il suono che decidiamo di associare a una determinata persona, l’optare per la vibrazione o il silenzio del cellulare rientrano tutte tra le possibilità e scelte sonore che il brand ha studiato per noi.

User Experience Sonora e sound brand

Quindi è chiaro che l’User Experience Sonora, lo studio delle sonorità contro la casualità del citofono del terminal, vince! Anzi, stravince! Nell’audio che vi ho proposto l’unica cosa che si sente forte e chiaro è lo squillo di quel cellulare, l’unica cosa che la nostra mente percepisce è un logo sonoro, un sound brand, una marca. Un brand che si fa pubblicità e che entra nell’esperienza di chi ci circonda con un semplice fischio.

Quali implicazioni?

Pensate dunque alle implicazioni che questi studi esercitano su tutti noi!

Quale suoneria avete scelto per il vostro smartphone di ultima generazione? Un vecchio e nostalgico trillo? O una suoneria polifonica? E per quali persone avete dedicato del tempo nella ricerca di una musica più identificativa?

A cosa pensate?

Riflettete su quanto questi suoni identifichino principalmente voi: come nostalgici di antichi suoni, semplici, giovani, futuristi, amanti della classicità, alla ricerca di suoni new age e antistress o quant’altro voi sentiate.

E quando la gente pensa a voi, pensa ad un suono? Ad una suoneria? Ad una musica in particolare? Pensate se ad un determinato suono milioni di persone pensassero ad un determinato brand e ad una determinata esperienza!

Ah, accade così?

Ecco!

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