Come funziona un altoparlante?

Questo articolo su come funziona un altoparlante, faceva parte dell’articolo sui migliori altoparlanti e sistemi audio.

Come funziona un altoparlante?

Ora io non sono un ingegnere e quindi mi posso permettere di semplificare. Ma se gli esperti vogliono intervenire i commenti costruttivi e migliorativi, sono benvenuti. Gli altoparlanti in vendita sono quasi tutti altoparlanti dinamici. In pratica l’altoparlante trasforma il segnale elettrico in suono. Questo lo riesce a fare perché gli impulsi elettrici arrivano alla calamita che si trova nel diffusore. La calamita vibra, vibra la membrana e abbiamo il suono. Paolo precisa

La corrente arriva alla bobina che, immersa nel flusso magnetico provocato dalla calamita, vibra e fa vibrare la membrana dell’altoparlante, funziona come un microfono, ma al contrario, è pure assimilabile ad un motore elettrico.

Il progetto

Un diffusore acustico è il risultato di un progetto. Ci sono diffusori per spazi aperti e diffusori per spazi chiusi. Utilizzare delle casse nel luogo sbagliato o per finalità diverse da quello per cui sono state progettate darà dei pessimi risultati.

La costruzione

In base a come è costruito il mobile della cassa abbiamo indicativamente tre grandi famiglie, a seconda che il mobile sia completamente chiuso o aperto verso l’esterno. Sospensione pneumatica (cassa chiusa). Bass reflex (cassa aperta tramite un tubo) e linea di trasmissione (cassa aperta tramite un labirinto acustico). Questa configurazione è anche denominata con il termine caricamento.

caricamento, con questo termine si indicano i vari tipi di caricamento del woofer, cioè in sospensione pneumatica, bass reflex etc.
I diffusori non sono l’ultimo anello della catena, lo è il nostro cervello, la catena è composta dalla sorgente, dal preamplificatore, dal finale di potenza (spesso questi due elementi sono integrati nello stesso componente), dai diffusori, dall’ambiente di ascolto, dalle nostre orecchie (conformazioni diverse equalizzano diversamente) e dal nostro cervello, che reagisce diversamente in ognuno di noi.

Mentre per quanto scritto da Mario Bon la linea di trasmissione è

detto anche labirinto acustico. La linea di trasmissione è sostanzialmente un condotto di sezione costante dove una estremità è chiusa dell’altoparlante mentre l’altra lato è aperto (o chiuso). Storicamente la linea di trasmissione nasce per sfruttare woofer con fattore di merito totale Qts maggiore di uno e non adatti per una cassa chiusa o reflex.

Cassa chiusa…?

Il diffusore pneumatico è completamente “chiuso” e l’aria al suo interno non ha alcun contatto con quella esterna. La cassa chiusa in genere presenta un andamento più dolce alle basse frequenze. Questa caratteristica è una cosa positiva. Ma la rivista Audio Review dice che ci sono anche i contro

I contro della cassa chiusa sono sostanzialmente due. La scarsa tenuta teorica alle basse frequenze e poca estensione alle frequenze più profonde per le quali occorrono discrete dimensioni del woofer. Questa configurazione mal si addice a trasduttori di diametro inferiore agli 8 pollici ossia 20 cm con conseguenti volumi di lavoro inferiore ai 30 litri.

… o bass reflex?

Il diffusore in bass-reflex ha un buco sul mobile e l’aria al suo interno è in diretto contatto con quella esterna. In questo modo i bassi risuonano più forti. Ma anche qui Audio Review dice la sua.

Il bass reflex promette e permette pressioni simili ma con una estensione notevolmente maggiore rispetto alla sospensione pneumatica di identiche dimensioni. Sembrerebbe la panacea allora, ma il bass reflex si porta dietro altre limitazioni che la cassa chiusa no ha.

Si impone una scelta relazionata l’ambiente e alle caratteristiche sonore che ci possiamo permettere,  per non dover sopportare un divario stridente tra teoria e pratica punto.

Potenza

La prima domanda che in genere si fa sulle casse è: che potenza ha la cassa? Intanto la cassa non ha potenza in sé. Si tratta di accessori passivi. La cassa sopporta una potenza, cioè sopporta una certa quantità di corrente. Non è cosa da poco capire la differenza tra avere una potenza di XX Watt e sopporta una potenza di XXX Watt. Quando ho compreso questo ho capito che la potenza non ha poi così tanta importanza. Infatti, diventa chiaro che gli altoparlanti devono essere allineati alla potenza dell’amplificatore. L’amplificatore, si che, trasmette potenza (elettricità) e potrebbe bruciare le casse, se queste non lo sopportano a sufficienza. Ma come vedremo tra poco si tratta davvero di equilibri fisici che adesso andiamo a vedere.

Caratteristiche della potenza

Quando leggete le caratteristiche di un diffusore la potenza viene espressa in Watt RMS o Watt PMPO (o solo PMP). Che cosa significano queste sigle?

RMS = Root Mean Squared. Indica la potenza continua gestibile dal diffusore;

PMPO = Peak Music Power Output. Indica la potenza di picco gestibile dal diffusore.

Quindi la misura “vera” che indica la potenza di un diffusore è quella RMS.
E soprattutto ricordate che conoscere la potenza RMS ha senso SOLO SE si conosce anche l’efficienza del diffusore. Una cassa con 40 watt RMS e 98 db suona molto più forte di una con 100 watt RMS e 85 db.

La potenza applicabile dipende strettamente dall’efficienza.

Efficienza

L’efficienza è la capacità del diffusore di reagire al segnale in ingresso. Qualcuno la chiama anche sensibilità. È una caratteristica importante perché a parità di potenza dell’amplificatore, un altoparlante più efficiente o sensibile, suona più forte. Ovviamente più un altoparlante è sensibile, più è difficile costruirlo, più è costoso. Praticamente, per avere lo stesso volume, un diffusore poco efficiente ha bisogno di amplificatori più potenti rispetto ad un diffusore più efficiente.

Un diffusore “normale” generalmente ha un’efficienza intorno agli 88 db e suona normalmente se pilotato da un amplificatore intorno ai 60 watt.
Un diffusore efficiente va intorno ai 90-92 db; è adatto a amplificatori di bassa potenza, tipo i valvolari, e suona alla grande con potenze intorno ai 20 watt. Famosi sono i diffusori Klipsch, che arrivano anche a 105 db! Diffusori con queste sensibilità tirano giù i soffitti con amplificatori da 3 watt!
Un diffusore poco efficiente ha una sensibilità minore di 85 db; questi diffusori hanno bisogno di amplificatori potenti, intorno agli 80 o ai 100 watt per suonare come si deve.

Gianni Cornara sulla confusione tra sensibilità ed efficienza spiega.

Spesso si usano indifferentemente i termini sensibilità ed efficienza, e spesso si utilizzano gli altoparlanti in modo improprio, avendo interpretato le specifiche tecniche in modo non coerente con i protocolli in base ai quali le specifiche tecniche sono definite.

Mentre ciò può essere poco rilevante nel caso di diffusori HiFi, che difficilmente vengono sollecitati, durante l’uso normale, cioè domestico, ai limiti delle loro potenzialità, nel caso di utilizzo professionale o musicale la corretta interpretazione dei parametri tecnici può evitare cattive sorprese.

Impedenza

L’impedenza è il valore della resistenza alla corrente continua del diffusore e si misura in “ohm”

Basta ricordarsi che a 0 Ohm si ha il classico cortocircuito elettrico ovvero polo positivo e negativo collegati insieme (e sapete quel che succede qualora vi capitasse una cosa del genere nell’impianto elettrico di casa…). Quindi, paradossalmente, più si sta lontani dallo zero e meglio è. 8 Ohms sono una impedenza di tutta sicurezza per tutti gli amplificatori, 4 Ohm vanno ancora bene ma è meglio usare allora amplificatori ben dotati in termini di capacità di pilotaggio (quasi tutti gli amplificatori moderni possono pilotare diffusori da 4 ohm).

Più della metà dei diffusori in commercio ha come impedenza il classico 8 ohm, che equivale all’impedenza più alta che troverete in comercio. Esistono diffusori con impedenza maggiore. Tutti gli altri oscillano tra i 6 e i 4 ohm. Fortunatamente i moderni amplificatori sono tutti protetti contro gli eccessi di carico.

Aggiornamento 26 gennaio 2019

Guido, un lettore che ha apprezzato questo articolo, rispetto all’impedenza arricchisce con il suo contributo questo aspetto.

L’ impedenza è il valore della resistenza elettrica alle correnti alternate e non a quelle continue.
Risposta in Frequenza: si potrebbe aggiungere che l’orecchio umano, o meglio la gran parte delle persone fino ai 20-25 anni di età, riescono a percepire le frequenze fino a 17.000/18.000 Hz, mentre quelle dai 50-60 anni in poi, difficilmente riusciranno udire suoni superiori ai 14.000/15.000 Hz, questo per una naturale degenerazione degli organi uditivi detta presbiacusia, che inizia, anche se molto gradualmente attorno ai 20 anni. Le frequenze di 20.000/22.000 Hz in realtà, possono essere udite solo da qualche particolare persona in giovane età. Quindi anche se la risposta in frequenza di una cassa acustica arrivasse solo a 18.000 Hz, il 99% dei comuni mortali nemmeno se ne accorgerebbe.

Crossover o filtro crossover

È un circuito elettronico che divide il segnale audio nelle singole componenti da inviare agli altoparlanti. La divisione della gamma audio in porzioni (o vie) viene effettuata da un circuito elettrico passivo interno alla cassa detto filtro crossover o più semplicemente crossover. Tale filtro divide il segnale audio proveniente dall’amplificatore in più vie e può anche svolgere altre funzioni più complesse come regolarizzare l’impedenza o l’abbinamento dei diversi altoparlanti. Normalmente è costituito da condensatori, resistenze ed induttanze.

Cosa sono le vie?

Sarebbe il numero degli altoparlanti, o meglio il numero dei tipi di altoparlanti, installati sul diffusore. Massimiliano, che ringrazio, nei commenti, mi scrive e corregge.

Il numero di vie non sono il numero di altoparlanti ma dipendono dal cross-over.

Per tutti i diffusori esiste un dato di risposta in frequenza (es. da 40 a 20 KHz) e poi vengono specificate le frequenze di incrocio del cross-over) Se la frequenza di incrocio è una sola (es. 1.800 HZ ) allora ci troviamo di fronte ad un 2 vie con il woofer che lavora da 40 a 1.800 HZ e il tweeter che lavora da 1.801 a 20 KHZ. Un due vie potrebbe però avere anche tre altoparlanti, con due woofer che lavorano in parallelo sulla stessa gamma di frequenze. Se ci sono due frequenze di incrocio tra l’estremo più basso di risposta in frequenza e quello più alto, allora siamo di fronte a un tre vie. Esistono poi anche le 2 vie e mezzo, in cui midrange e woofer lavorano in parallelo solo fino a una frequenza di incrocio e poi lavora solo il woofer per le frequenze più basse.

La stragrande maggioranza dei diffusori sul mercato è a due o tre vie, cioè 2 vie indicano una cassa con (almeno) un woofer e (almeno) un tweeter. Tre vie indica che una cassa ha (almeno) un woofer (almeno) un midrange e (almeno) un tweeter.

Normalmente nessun altoparlante è capace di riprodurre con la stessa correttezza la stessa fedeltà suono. Ossia è impensabile che una membrana che si muove 20 volte in un secondo, si muova anche 20000 volte al secondo con la stessa precisione.

il due vie è costituito da due altoparlanti specifici per riprodurre la gamba bassa e quella alta con una frequenza di incrocio tra i due con un solo punto, una potenziale criticità del rivoluzione, proprio dov’è il WR inizia ad attenuare la sua emissione e il Twitter viceversa inizia ad emettere pressione.

Meglio un due vie o un  tre vie?

Grazie al miglioramento della tecnologia si ha più facilità tecnica nel trovare il punto di incontro e quindi si hanno costi minori.

Questo non significa che i diffusori a 2 vie suonino sempre meglio di quelli a 3 vie. Se il progetto è fatto come si deve un diffusore a 3 vie è inarrivabile come qualità rispetto a uno a 2 vie. Purtroppo però in questo caso i costi lievitano verso l’alto.

Esistono poi anche soluzioni diverse. Con costi, anch’essi diversi. Esistono anche diffusori monovia, cioè con un singolo altoparlante “larga banda”. Anche qui è questione di gusto sonoro e solo l’ascolto può darvi una risposta “giusta”.

Risposta in frequenza

È la quantità di frequenze che il diffusore è in grado di riprodurre. In genere si trova scritto che un altoparlante ha una risposta in frequenza tra i 20 Hz e i 22 kHz. Questo significa che la cassa riproduce tutti i suoni che noi, come esseri umani siamo in grado di percepire.

Cavi

Infine ci sarebbero anche i cavi da verificare. Anche qui c’è un mondo da esplorare. Gli audiofili sostituiscono i cavi di fabbrica sia interni che esterni. A volte, dicono, che il cambio migliori notevolmente il suono. Il risultato del suono sarà certamente migliore. Ma ve la sentite di smontare e risaldare tutti i cavi? Di una cassa nuova? Io no. Una cassa non è molto complicata. Ma saldare e saldare bene non è cosa da tutti.

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Speriamo di aver risposto a tutte le vostre domande tecniche e se ci sono errori, segnalatelo nei commenti, sarà un piacere poterci confrontare e correggere.

Altoparlanti e sistemi audio da acquistare

Zoom H8 Recensione

Chi segue questo blog

sa perfettamente che sono un grande estimatore della ZOOM

e dei suoi registratori digitali.

Li ho usati professionalmente, li uso a casa da anni e ne ho scritto sul blog.

Ho provato per i lettori

Serie H

La serie H della Zoom è una delle serie più fortunate e preziose tra i registratori portatili. Musicisti, ingegneri del suono, sound designer, amanti dell’audio e dei suoni conoscono ed usano registratori Zoom per il proprio lavoro.

L’H4n, per esempio, ha vinto numerosi premi di settore. La solidità dei materiali e la capacità di catturare i suoni in modo profondo, per me sono dei capisaldi. E poi la possibilità di poter registrare anche attraverso microfoni su 4 canali, ne ha fatto un registratore davvero multi uso.

Non solo un ottimo dittafono, come qualcuno ancora oggi lo chiama, ma anche strumento flessibile per registrare a casa qualcosa di professionale ad un costo contenuto. Forse, come già detto in altre occasioni, un po’ più caro dei concorrenti, ma con qualità altissima.

Acquista Zoom – H4nPro/IFS – registratore 4 tracce – interfaccia USB

Zoom H8

L’ultimo arrivo che la Zoom ha rilasciato da qualche mese è il registratore Zoom H8. Un registratore ambizioso che porta con se il meglio della ricerca di questi anni. Espandendo le possibilità di registrazione in maniera sorprendete. E diciamo che tutto quello che c’è stato tra lo Zoom h4n e questo registratore sono stati degli esperimenti per raggiungere questa perfezione.

Il registratore Zoom H8 viene fornito con una coppia di microfoni X-Y stereo sostituibili, così come già avveniva con lo Zoom H6, ed ha la possibilità di espansione con ulteriori moduli e microfoni di nuova concezione.

Puoi vedere lo spot The Zoom H8 Handy Recorder. Video.

Le opzioni includono un microfono Array Ambisonic a quattro capsule che deriva dall’ H3 VR (che l’H8 può decodificare in una varietà di formati stereo e multicanale) e un Expander Capsule, che fornisce quattro ingressi microfonici aggiuntivi.

Dai una occhiata a Zoom – H3-VR/IFS – registratore VR con tecnologia Ambisonic

Moduli dello Zoom H8

La caratteristica dello Zoom H8 è che si tratta di un registratore portatile a più moduli. Tre sono di base. E questi sono in pratica espandibili.

In alto abbiamo il modulo dei microfoni che sono intercambiali a seconda della nostra necesittà.

Con l’Expander Capsule installato, è possibile catturare contemporaneamente il segnale da 12 microfoni. Qualcosa di davvero eccezionale per un registratore portatile.

Il cuore dello Zoom H8 si trova nel modulo centrale ottagonale, la fonte di registrazione che comprende due ingressi “combinati” per segnali mic / linea / strumento, oltre a quattro ingressi mic XLR semplici.

Il modulo inferiore è un touchscreen di controllo a colori, dove sono ospitate le slot per schede SD, una porta USB e i mini-jack di uscita cuffie e linea.

Il touchscreen consente l’accesso a tutti i controlli di registrazione e alle funzionalità del software di H8,

Zoom – H1n/IFSregistratore palmare stereo digitale

Software Zoom H8

Un altro elemento di forza è il software del registratore basato su tre applicazioni ognuna utilizzabile per un uso diverso.

Abbiamo dunque tre applicazioni per ciascuna utilità.

  1. Podcast.
  2. Music.
  3. Field.

Altre caratteristiche includono il controllo remoto tramite un’app iOS, una suite di amplificatori per chitarra e processori di modellazione di effetti e la possibilità di funzionare come interfaccia audio per computer multicanale tramite USB.

Zomm H8: multitrack and USB Audio interface.

Applicazioni per ogni tuo lavoro

Lo Zoom H8 è un registratore portatile tutto fare. Io ho sempre detto che per scegliere bene un registratore devi prima pensare a cosa ci devi fare. Questo registratore invece offre tante possibilità di utilizzo. Sembrerebbe essere il registratore della vita e per qualunque lavoro audio.

Il Podcast

L’applicazione Podcast semplifica la produzione di un podcast. E consente, grazie ai Sound Pad dedicati, di aggiungere alla tua registrazione effetti sonori e basi musicali. Tra cui 13 suoni di alta qualità preinstallati oppure puoi caricare altri effetti o suoni tramite una scheda SD, sempre per un massimo di 13 suoni.

Cioè in pratica puoi registrare i tuoi suoni e te li puoi gestire “live” nel momento in cui ti servono.

L’app Podcast può contenere fino a 4 microfoni e due canali Sound Pad.

L’App Music

Music si concentra sulla registrazione e sul monitoraggio. Consente di eseguire overdub e persino di un mixer completo, con controllo sulla compressione, EQ ed effetti.

Con l’app MUSIC controllii:

  • livelli audio,
  • fader,
  • misurazione e altro.

E collegandosi al Guitar Lab di Zoom tramite USB si può accedere a un assortimento infinito di amplificatori ed effetti.

L’App Field

L’applicazione Field è rivolta, infine, ai progettisti del suono. Dispone, a quanto pare, di misurazioni ad alta risoluzione.

Questa applicazione è dunque ideale per registrazioni sul campo, design del suono e conferenze. Ti dà accesso immediato a misurazioni precise per ogni tracci.

  • Regola il tipo di input,
  • lo-cut, compressione,
  • limitatore,
  • noise gate
  • e altre impostazioni dei tasti.

Il Mic Capsule

L’H8 viene fornito con il microfono Zoom XYH-6. Questa capsula fornisce due microfoni unidirezionali di alta qualità abbinati, per catturare il segnale direttamente davanti al registratore. Con il sistema di capsule microfoniche Zoom puoi scambiare facilmente le capsule per assicurarti di utilizzare sempre il microfono giusto per il lavoro.

Sei capsule microfoniche intercambiabili che possono essere sostituite facilmente come gli obiettivi di una fotocamera

Prossima generazione
Sistema di capsule
Lo Zoom Capsule System 2.0 consente di aggiungere fino a 4 canali audio alla connessione capsula dell’H8, creando nuovi modi per espandere le tue capacità di registrazione. (Le capsule microfoniche V2.0 verranno rilasciate questo inverno.)

COMBINAZIONE XY / AB MIC

XAH-8

La capsula XAH-8 offre registrazioni stereo incontaminate. Ruota facilmente le capsule da un modello XY stretto a un modello AB ampio per migliorare l’immagine stereo delle tue registrazioni.

AMBISONIC MIC

VRH-8

VRH-8 è una capsula microfonica Ambisonic che utilizza quattro microfoni a condensatore per offrire registrazioni audio a 360 gradi. Un accelerometro integrato aiuta a garantire che la capsula sia sempre perfettamente allineata, mentre il decoder Ambisonic di bordo gestisce automaticamente le conversioni necessarie, risparmiando tempo in post-produzione.

EXPANDER CAPSULE

EXH-8

La capsula EXH-8 fornisce 4 ingressi XLR aggiuntivi, per un totale di 10. Ogni ingresso aggiuntivo ha una manopola di guadagno e un interruttore pad dedicati. Puoi persino usare i tuoi microfoni a condensatore preferiti: basta collegare una fonte di alimentazione alla capsula EXH-8 per fornire alimentazione phantom.

Telecomando

Puoi monitorare i misuratori di livello e premere REC, PLAY e STOP in ciascuna modalità di applicazione H8. Basta inserire il BTA-1 sul tuo H8 e collegarti al tuo dispositivo iOS.

  • BTA-1 venduto separatamente.

Entrate e uscite

H8 offre 4 ingressi XLR con interruttori pad dedicati e controllo del guadagno. 2 prese combo XLR / TRS aggiuntive con interruttori Hi-Z consentono di acquisire segnali a livello di linea, microfoni o registrare direttamente chitarre e bassi elettrici.

Monitora le tracce utilizzando l’uscita cuffie integrata da 1/8 “o connettiti direttamente alla videocamera utilizzando l’uscita di linea stereo dedicata.

Multi-Channel Interfaccia audio

L’H8 è una potente interfaccia audio USB. Collegati tramite USB al tuo PC, Mac, iPad o tablet per un massimo di 12 canali di registrazione simultanea.

Tempo di registrazione

Con 4 batterie AA si arriva a registrare più di 15 ore di audio wav ed mp3. O registra per sempre con l’adattatore AD-17 opzionale.

Editing all’avanguardia

Zoom H8 viene fornito con una licenza di download gratuita per Cubase LE e il software WaveLab Cast di Steinberg.

WaveLab Cast ti aiuta a finalizzare il tuo progetto con una vasta gamma di strumenti completi di modifica, mixaggio e perfezionamento.

Podcasting

WaveLab Cast ti collega direttamente con le directory dei podcast, come Spreaker. Puoi caricare episodi rapidamente, oltre a creare e pubblicare direttamente feed RSS.

Audio per video

Importa il tuo file video e WaveLab Cast estrarrà automaticamente l’audio.

È possibile utilizzare gli strumenti di modifica per

  • ridurre il rumore indesiderato,
  • modificare i livelli
  • rimuovere sibilanti forti.

Le opzioni di misurazione ti consentono di creare nuove tracce, sfumare la tua musica, utilizzare l’EQ e la compressione.

Ricollega l’audio al file video utilizzando le funzioni di esportazione di WaveLab Cast.

Registrazione sul campo

WaveLab Cast supporta una qualità audio fino a 96 KHz e include un ricampionatore di fascia alta. RestoreRig rimuove il rumore e i suoni indesiderati. È possibile assemblare nuovi file utilizzando lo snap funzioni e opzioni di dissolvenza incrociata.

Quando finisci puoi esportare i tuoi file audio in qualsiasi formato audio.

Caratteristiche

  • Applicazioni personalizzate per la registrazione sul campo, musica e podcast
  • 3 interfacce distinte per la registrazione sul campo, la musica e il podcasting
  • Capsule di input intercambiabili
  • Registrazione simultanea a 12 tracce
  • Quattro ingressi microfonici e due connettori combo XLR / TRS
  • Guadagna manopole di controllo e pad da -20dB o switch Hi-Z per ciascun ingresso
  • La capsula X / Y XYH in dotazione fornisce un ingresso secondario tramite un mini jack stereo da ⅛ ”Mic / Line In
  • Alimentazione phantom per quattro ingressi XLR principali: + 24 / + 48V
  • Display touchscreen LCD a colori di grandi dimensioni
  • Registra direttamente su schede SD, SDHC e SDXC fino a 512 GB
  • Audio fino a 24 bit / 96kHz in WAV conforme BWF o una varietà di formati MP3
  • Le funzioni di registrazione automatica, pre-registrazione e registrazione di backup significano che non perderai mai quel risultato perfetto
  • Effetti integrati, tra cui filtro low-cut, compressione e limitazione
  • Interfaccia audio USB multicanale e stereo per PC / Mac / iPad
  • Accetta batterie alcaline AA standard, ricaricabili NiMH o al litio
  • Oltre 15 ore di funzionamento con 4 batterie alcaline AA

Zoom H8 Specifiche tecniche principali

Dalla guida veloce di ZOOM scopriamo

  • Numero di canali in ingresso 8 (capsula microfonica XY, 1-4, A, B)
  • Numero di canali in uscita 1 (combinato stereo cuffie/linea)
  • Connettori MIC IN Connettore microfonico ZOOM
  • INPUT 1-4 Jack XLR (2: HOT)
  • INPUT A/B Jack combo XLR/TRS (XLR: 2 hot, TRS: TIP hot)
  • USB USB Micro-B

Usando un cavo USB per il trasferimento dati. E’ possibile l’operatività con alimentazione USB bus.

Altre specifiche tecniche

REMOTE ZOOM BTA-1 o altro adattatore wireless dedicato
LINE OUT Mini stereo da 3.5 mm
PHONE OUT Mini stereo da 3.5 mm
Alimentazione Phantom +24 V/+48 V (ON/OFF indipendente per INPUTS 1–4, A e B)
Registratore Supporto di registrazione
Card conformi alle specifiche SD/SDHC/SDXC
Formati WAV: 44.1/48/96 kHz, 16/24-bit, mono/stereo MP3: 128, 192, 320 kbps
N. max. di tracce in registrazione simultanea 12 (MIC IN, registrazione di backup, 1-4, A, B, e LR)
Interfaccia audio Modalità multitraccia 44.1/48/96 kHz, 16/24-bit, 12-in/2-out
Modalità stereo mix 44.1/48 kHz, 24-bit, 2-in/2-out
Accordatore Chromatic/Guitar/Bass/Open A/Open D/Open E/Open G/ DADGAD
Diffusore incorporato Diffusore mono da 400 mW 8Ω

Display Schermo touch LCD 2.4″ (320×240) full-color
Alimentazione • 4 batterie tipo AA (alcaline, NiMH o Litio)
• Adattatore AC (ZOOM AD-17): DC 5 V/1A
• Alimentazione USB bus

Tempo stimato di operatività in continuo usando le batterie (ore:minuti) Con batterie alcaline
Usando mic. XY, 44.1 kHz/24-bit (stereo × 1): ca.15:00
• Questi valori sono approssimazioni.
• I tempi di operatività in continuo a batteria sono stati determinati da test interni. Possono variare in base
alle condizioni di utilizzo.

Dimensioni esterne H8: 116.4 mm (W) × 163.3 mm (D) × 48.6 mm (H) XYH-6: 78.9 mm (W) × 60.2 mm (D) × 45.2 mm (H)
Peso H8: 354 g XYH-6: 130 g

Usando un cavo USB progettato per la ricarica, le funzioni interfaccia audio, lettore di card SD e connessione Guitar Lab non sono utilizzabili.

Acquista il tuo Zoom H8.

Emozioni e musica – 5 TED da ascoltare

Il connubio emozioni e musica è qualcosa di innato e di profondo del nostro essere umano.

Relazione con il suono

Qual è la vostra relazione con il suono?

Se non ci avete mai pensato sicuramente vi sorprenderà quanto sia importante la nostra relazione con il suono. In base al paesaggio sonoro o contesto sonoro che ci circonda, produciamo, ascoltiamo, cambiamo i nostri comportamenti e atteggiamenti.

Su di noi la musica ha un effetto

  • fisiologico
  • psicologico
  • cognitivo
  • comportamentale

Suono e intelligenza

La musica ha degli effetti sul nostro cervello. Ci spinge a provare emozioni, disinibisce limiti, o ci confonde.

Lo sanno bene coloro che compongono colonne sonore, la musica che si vede; permette ai negozi di abbigliamento di vendere anche qualche capo in più, o addirittura inibisce le nostre capacità gustative in un ristorante rumoroso.

Attraverso la musica è possibile pure indottrinare gruppi di persone, come faceva e forse continua a fare lo Stato Islamico detto ISIS.

Ma la musica cura, anche c’è persino una branca della medicina orientale che se ne occupa.

Gli effetti mentali ed emozionali della musica

La risposta emozionale alla musica

Il potere della musica

Il potere curativo della musica

Musica ed emozioni attraverso il tempo