Specialista in tassonomia e architettura dell’informazione

Cosa deve saper fare uno specialista in tassonomia e architettura dell’informazione? Cosa chiedono le aziende d’oltre oceano?

È possibile estrarre le richieste delle aziende e le competenze necessarie da una inserzione di lavoro pubblicata da Peter Morville e che qui vi ripropongo.

Manutenzione ed ottimizzazione

Lo specialista in tassonomia deve saper utilizzare al meglio la conoscenza scientifica del prodotto, l’architettura dell’informazione, le pratiche e le tecniche di analisi del sistema di contenuti a supporto di un architetto dell’informazione già strutturato in azienda.

Inoltre, si occuperà della manutenzione, ottimizzazione ed evoluzione della tassonomia e degli elementi IA attraverso le piattaforme di contenuti e attraverso gli strumenti, i materiali e i software che il mercato di riferimento offre.

Mantenimento delle tassonomie

Lo specialista in tassonomia dovrà aiutare l’azienda nello sviluppo e nel mantenimento delle varie tassonomie che supportano e guidano la struttura del sito web, così come la navigazione e le funzionalità di ricerca del sito.

Che cosa includono?

  • Le strutture di navigazione
  • La navigazione sul sito o sui siti di riferimento
  • La tassonomia principale del prodotto che guida la visualizzazione, l’attribuzione e il perfezionamento della ricerca.

Responsabilità in azienda

Le responsabilità di questa posizione includono l’assistenza nello sviluppo e nella gestione di regole di governance per i dati di prodotto, implementazione della tassonomia e collaborazione nel risolvere i problemi dell’ufficio marketing.

Supporto tra architetti dell’informazione

Lavorando con l’architetto dell’informazione strutturato (Senior) lo specialista in tassonomia si consulterà sui contenuti e sulla pagina web da strutturare andando a correggere i contenuti e le risorse web, nuovi ed esistenti. Ed aiuterà a far evolvere la struttura del sito web in modo scalabile, sostenibile e governabile.

Conoscenze SEO?

Inoltre, si preoccuperà di gestire la composizione delle URL, la manutenzione e l’evoluzione della struttura del sito, assicurandosi che le pagine e le risorse abbiano dati chiave e campi di metadati popolati e altre attività essenziali per il mantenimento dell’intero ecosistema.

Lo specialista in tassonomia aiuterà anche a scrivere i requisiti aziendali per supportare le richieste di contenuti web da migliorare sulla piattaforma di riferimento e offrirà consulenza in materia di tassonomia e architettura dell’informazione per lo sviluppo del sistema su cui lavora.

Altre aree in cui lo specialista collaborerà sono

  • Classificazione
  • Audit e ricerca su sito e sistema
  • Compilazione di metadati e manutenzione delle pagine
  • Attività sui dati di prodotto.

Responsabilità chiave dello specialista di tassonomia

Quali dunque le responsabilità che gli verranno affidate?

  • Implementare le modifiche alla tassonomia manuale per la navigazione di navigazione e la categorizzazione.
  • Creare file di importazione in formato testo, Excel per le modifiche di tassonomia di grandi dimensioni Microsoft Access e Microsoft Excel.
  • Sviluppare e mantenere la documentazione SOP per l’implementazione delle modifiche alla tassonomia all’interno dei sistemi.
  • Assistenza nella mappatura UNSPSC per le proprietà web.
  • Aiutare a gestire la tassonomia e l’elenco delle attività richieste dall’architettura dell’informazione.
  • Supportare la strategia del modello di prodotto lavorando con le informazioni sul prodotto.
  • Analizzare gli insiemi di attributi obbligatori per categoria di tassonomia, nonché l’insieme di attributi per il perfezionamento della ricerca e per categoria di tassonomia.

Gestione dei partner

Si tratta anche di una figura di congiunzione

  • Fornire supporto ai partner commerciali dell’azienda in qualità di leader aziendale ed aiuto a gestire requisiti, aspettative e note di rilascio per le modifiche tassonomiche.
  • Esaminare le richieste di nuove sezioni di pagine web, fornendo indicazioni strategiche e consigli per l’allineamento dei titoli delle pagine e gli URL in base agli standard aziendali, oltre a collocare nuovi contenuti all’interno dei siti attraverso le metodologie dell’architettura dell’informazione.
  • Guidare il team di produzione Web durante la creazione di pagine Web, garantendo che i campi dei dati chiave (titoli delle pagine e intestazioni, metadati) vengono raccolti e popolati correttamente nel CMS.
  • Assistenza allo sviluppo dei requisiti aziendali per i miglioramenti dei sistemi di contenuto.
  • Eseguire vari audit e altri lavori su fogli di calcolo per supportare la classificazione, la categorizzazione, manutenzione e documentazione di vari tipi di contenuto, risorse e campi dati.
  • Fornire al team informatico i dati di architettura dell’informazione, tassonomie.
  • Collaborare con il team nella manutenzione e nell’evoluzione del knowledge graph database e strumenti di gestione dell’ontologia.

Requisiti minimi / qualifiche

Quali sono i requisiti minimi per ricoprire questa posizione? le aziende chiedono.

  • Laurea in discipline scientifiche, Ingegneria informatica, o informatica.
  • Gestione delle informazioni
  • 2 anni o più di esperienza nella gestione della tassonomia di siti web, di architettura dell’informazione, di gestione delle informazioni, di gestione dati, di gestione del database o campo correlato, preferibilmente su sito e-commerce di grandi dimensioni.

Gestione dei dati

Altri requisiti minimi sono:

  • Conoscenza avanzata delle tecniche di lavorazione dei dati in Microsoft Word, Excel e Access.
  • Comprensione avanzata dei concetti di database: oggetti, tabelle, query, relazioni, ecc.
  • Conoscenza operativa di XML, XSL, Java, Impex e SQL sono un plus.
  • Familiarità con una delle seguenti soluzioni
    • CMS e MDM: Hybris PCM, Adobe, AEM, Lucidworks.
    • Python e tecniche avanzate di scripting dei dati
    • strumenti di database Nucleus, Neptune e AWS.

Collaborazione in team

La posizione che qui riporto è una posizione junior per cui sarà necessario avere grande capacità di collazione in team.

Attenzione specialisti in tassonomie

Questa non è un’offerta di lavoro, non c’è da parte mia nessuna richiesta di lavoro ma si tratta di un elenco di competenze necessarie per potersi proporre come architetto dell’informazione e specialista in tassonomie.

Suggerimenti di Siri, Ricerca e privacy

Per Apple, Siri è una funzionalità concepita in modo da proteggere le tue informazioni e consentirti di scegliere i contenuti da condividere.

Ma ci siamo già occupati della Privacy di Siri e del grading.

Così come, ingenerale, abbiamo scritto della privacy degli assistenti vocali.

Siri analizza come utilizzi i tuoi dispositivi e le tue app

Siri analizza come utilizzi i tuoi dispositivi e le tue app per fornirti suggerimenti personalizzati e affinare i risultati delle ricerche tramite l’elaborazione locale su dispositivo; inoltre si sincronizza sui tuoi dispositivi tramite iCloud utilizzando la codifica end-to-end.

Siri utilizza l’elaborazione locale su dispositivo per apprendere il modo in cui utilizzi i tuoi dispositivi e le tue app e rende la tua esperienza utente ancora più personalizzata.

Grazie ad informazioni salvate sul tuo dispositivo, come la cronologia di ricerca di Safari, i messaggi e-mail, i messaggi, i contatti o i dati forniti su altre app che hai installato, Siri è in grado di suggerirti scorciatoie e di fornirti suggerimenti in ricerche, Cerca, Safari, app e altro ancora. Quando utilizzi una scorciatoia suggerita da Siri, sei soggetto a termini e alle condizioni e alle politiche sulla privacy dell’app.

Siri usa iCloud per sincronizzare la personalizzazione su tutti i tuoi dispositivi Apple usando la codifica end-to-end.

Risultati di ricerca più rilevanti

Per rendere i suggerimenti e i risultati di ricerca più rilevanti, alcune informazioni vengono inviate ad Apple senza essere associate a te

Quando utilizzi i suggerimenti di Siri in Cerca, Safari o #images in Messaggi, le informazioni inviate ad Apple non ti identificano e sono associate a un identificatore casuale generato sul momento dal dispositivo. Il tuoi dispositivo può inviare ad Apple informazioni quali la posizione, gli argomenti di interesse (come ad esempio, cucina o calcio), termini di ricerca, suggerimenti selezionati e dati di utilizzo correlati. Queste informazioni non includono i risultati di ricerca che mostrano file o contenuti presenti sul dispositivo.

Se ti iscrivi a servizi in abbonamento di musica o video, i nomi di questi servizi e il tipo di abbonamento potrebbero essere inviati ad Apple. Il nome, il numero e la password del tuo account non verranno inviati ad Apple.

Queste informazioni vengono utilizzate per elaborare la tua richiesta e fornirti suggerimenti e risultati di ricerca più pertinenti e non sono collegate al tuo ID Apple, indirizzo e-mail o altri dati che Apple potrebbe avere ottenuto dal tuo uso di altri servizi Apple.

Alcune informazioni aggregate potrebbero essere utilizzate per migliorare altri prodotti e servizi Apple. I termini di ricerca comuni possono essere condivisi con un motore di ricerca web per migliorare i risultati della ricerca.

Suggerimenti dai motori di ricerca in Safari

Safari dispone di un un campo per le ricerche e per gli indirizzi web che ti consente di navigare sul web da un unico pratico posto. Quando i suggerimenti dai motori di ricerca sono abilitati, Safari chiederà suggerimenti al motore di ricerca selezionato in base a ciò che hai digitato.

Carica il risultato migliore in Safari

Se hai abilitato “Carica risultato migliore”, appena Safari determinerà un contenuto pertinente in base ai segnalibri e alla cronologia di navigazione, inizierà a caricare la pagina web in background. Se disabiliti questa opzione, la pagina verrà caricata normalmente.

Scegli e controlla le informazioni che fornisci

Puoi controllare i suggerimenti di Siri in Impostazioni > Siri e ricerca. Se non desideri che i suggerimenti di Siri inviino informazioni ad Apple, puoi disattivare i suggerimenti di Siri in Siri e nelle ricerche. Per farlo, vai in Impostazioni> Safari.

Puoi visualizzare e controllare l’elenco completo delle funzionalità che Siri personalizza e delle app per le quali Siri suggerisce scorciatoie nella sezione “Siri e ricerca” di Impostazioni. Per impedire alle app di fornire informazioni per personalizzare Siri, vai nelle impostazioni di Siri e disabilitare l’opzione “Impara da questa app” nella sezione dedicata a ciascuna app. Da qui puoi anche controllare se Siri può inviarti suggerimenti nella ricerche o in “Blocco schermo” per ogni app.

Puoi disattivare i servizi di localizzazione per i suggerimenti di Siri in Impostazioni > Privacy > Localizzazione > Servizi di sistema > Suggerimenti da posizione. Se disattivi i servizi di localizzazione sul tuo dispositivo, la tua posizione precisa non verrà inviata ad Apple. Per fornire suggerimenti pertinenti, Apple può utilizzare l’indirizzo IP della connessione internet per stimare una posizione abbinandola a una regione geografica.

Se non desideri che la personalizzazione di Siri si sincronizzi sui tuoi dispositivi, puoi disabilitare Siri nelle impostazioni di iCloud.

Utilizzando i suggerimenti di Siri e Cerca, accetti e acconsenti a Apple e ai suoi consociati e agenti la trasmissione, la raccolta, il mantenimento, l’elaborazione e l’utilizzo di queste informazioni. Le informazioni raccolte da Apple saranno trattate in conformità alle norme sulla privacy di Apple. Per ulteriori informazioni, consulta la pagina www.apple.com/it/privacy

Le informazioni su prodotti non fabbricati da Apple, o su siti web indipendenti non controllati o testati da Apple, non implicano alcuna raccomandazione o approvazione. Apple non si assume alcuna responsabilità in merito alla scelta, alle prestazioni o all’utilizzo di prodotti o siti web di terze parti. Apple non esprime alcuna opinione in merito alla precisione o all’affidabilità dei siti web di terze parti. Per ulteriori informazioni contatta il fornitore.Data di pubblicazione: 15 novembre 2019

“Chiedi a Siri”, dettatura e privacy

Quando fai una richiesta, Siri invia alcuni dati su di te ad Apple per risponderti

Utilizzando Siri e Dettatura, ciò che dici e detti verrà inviato ad Apple per elaborare le tue richieste. In aggiunta a tali registrazioni audio, il tuo dispositivo invierà altri dati di Siri come:

i nomi, i soprannomi e le relazioni con te (ad esempio “Mio padre”) dei tuoi contatti, se li hai impostati;
la musica, i libri e i podcast che ti piacciono;
i nomi dei tuoi dispositivi e di quelli dei membri del tuo gruppo familiare di “In famiglia”;
i nomi dei dispositivi e dei membri di un’abitazione condivisa sull’app Casa;
i nomi degli album fotografici, delle app installate sul tuo dispositivo e i comandi rapidi che hai aggiunto tramite Siri.
Le tue richieste vengono associate ad un identificativo casuale e non al tuo ID Apple.

I dati che dai a Siri

I dati di Siri, che includono anche le trascrizioni delle tue richieste di Siri generate dal computer, vengono utilizzati per aiutare Siri e Dettatura sul tuo dispositivo iOS, e su qualsiasi Apple Watch o HomePod configurato con il tuo dispositivo iOS, a capirti meglio e a riconoscere ciò che dici.

I dati di Siri sono associati a un identificativo casuale generato dal dispositivo. Tale identificativo non è associato al tuo ID Apple, all’indirizzo e-mail o ad altri dati che Apple potrebbe avere tramite l’utilizzo di altri servizi Apple.

I dati di Siri e le tue richieste non vengono utilizzati per delineare il tuo profilo commerciale come utente e non vengono mai venduti a nessuno.

Se hai attivato i servizi di localizzazione, la posizione del tuo dispositivo al momento della richiesta verrà inviata a Apple per aiutare Siri e Dettatura a migliorare la precisione della risposta alle tue richieste.

Siri conserva solo una quantità minima di dati sui server di Apple.

Di default, Apple conserva le trascrizioni relative alle tue interazioni con Siri

Di default, Apple conserva le trascrizioni relative alle tue interazioni con Siri e Dettatura e potrebbe analizzarne una parte. Puoi acconsentire che una parte dell’audio delle tue interazioni con Siri e Dettatura venga salvata e analizzata dai dipendenti Apple al fine di sviluppare e migliorare Siri in Impostazioni > Privacy > Analisi e miglioramenti > Migliora Siri e Dettatura.

Cronologia

La tua cronologia di richieste viene associata all’identificativo casuale per un periodo fino a sei mesi.

La cronologia di richieste potrebbe includere trascrizioni, audio (per gli utenti che hanno deciso di abilitare “Migliora Siri e Dettatura”) e relativi dati associati alle richieste stesse, come le specifiche del dispositivo, la configurazione, le statistiche relative alle prestazioni e la posizione approssimativa del tuo dispositivo nel momento in cui è stata effettuata la richiesta.

Dopo sei mesi, la cronologia di richieste non è più associata all’identificativo casuale e potrebbe essere conservata per un periodo fino a due anni per aiutare Apple a sviluppare e migliorare Siri, Dettatura e altre funzionalità di elaborazione del linguaggio come “Controllo vocale”.

L’esigua porzione di richieste analizzate potrebbe essere conservata per un periodo superiore a due anni, senza l’identificativo casuale, per il miglioramento continuo di Siri.

“Usa con Siri” per le app di terze parti

Qualora scegliessi di consentire l’integrazione con la funzionalità “Usa con Siri” per le app di terze parti, alcuni dati da tali app potrebbero essere inviati ad Apple per aiutare Siri a comprendere le tue richieste e alcune porzioni potrebbero essere condivise con l’app per aiutare a fornire una risposta o a eseguire una certa azione (ad esempio, inviare un messaggio o prenotare una corsa).

Quando Siri interagisce con un’app di terze parti per tuo conto, vengono applicati i termini, le condizioni e le politiche relative alla privacy di tale app. Se scegli di consentire alle app di utilizzare Siri per la trascrizione, i dati vocali da trascrivere potrebbero essere inviati ad Apple.

Le tue impostazioni di Siri verranno sincronizzate su tutti i tuoi dispositivi Apple tramite la codifica end-to-end, se utilizzi iCloud. Se hai configurato “Ehi Siri”, un campione ridotto delle tue richieste verrà sincronizzato utilizzando la codifica end-to-end al fine di migliorare il riconoscimento personalizzato della funzionalità “Ehi Siri” su ciascun dispositivo.

Sei tu ad avere il comando e il controllo

Puoi disattivare “Chiedi a Siri” o Dettatura in qualsiasi momento.

Per disattivare “Chiedi a Siri”, apri Impostazioni > Siri e ricerca, quindi disattiva “Abilita ‘Ehi Siri’” e “Premi il tasto Home per Siri” o “Premi il tasto laterale per Siri”. Per disattivare Dettatura, apri Impostazioni > Generali > Tastiera, quindi disattiva “Abilita dettatura”.

Disattivando sia Siri sia Dettatura, Apple eliminerà i dati di Siri associati all’identificativo casuale.

Dettatura di Siri

La cronologia di richieste associata a un identificativo casuale e conservata per un periodo fino a sei mesi può essere eliminata in Impostazioni > Siri e ricerca > Cronologia di Siri e Dettatura > Elimina cronologia di Siri e Dettatura.

Puoi controllare quali app sono integrate con “Usa con Siri” in qualsiasi momento in Impostazioni > Siri e ricerca > [nome dell’app] > Usa con Siri.

Puoi scegliere di disattivare i servizi di localizzazione per Siri. Per farlo, apri Impostazioni > Privacy > Localizzazione > Siri e Dettatura e seleziona l’opzione Mai.

Se non desideri che le opzioni di personalizzazione di Siri vengano sincronizzate su tutti i tuoi dispositivi, puoi disabilitare Siri nelle impostazioni di iCloud.

È inoltre possibile limitare la possibilità di utilizzare Siri e Dettatura in Impostazioni > Tempo di utilizzo > Restrizioni contenuti e privacy > App consentite > Siri e Dettatura.

Puoi controllare quali app utilizzano Siri per la trascrizione in Impostazioni > Privacy > Riconoscimento vocale.

Utilizzando Siri o Dettatura

Utilizzando Siri o Dettatura, accetti e autorizzi la trasmissione, la raccolta, la conservazione, l’elaborazione e l’utilizzo di tali informazioni (inclusi i dati relativi al tuo input vocale e di Siri) da parte di Apple e dei suoi partner e licenziatari al fine di fornire e migliorare Siri e la funzionalità di dettatura per i prodotti e servizi Apple.

In qualsiasi momento, le informazioni raccolte da Apple tramite il tuo utilizzo di Siri o Dettatura verranno trattate in conformità alle norme sulla privacy di Apple che possono essere consultate sul sito www.apple.com/it/privacy.

Le informazioni su prodotti non fabbricati da Apple, o su siti web indipendenti non controllati o testati da Apple, non implicano alcuna raccomandazione o approvazione. Apple non si assume alcuna responsabilità in merito alla scelta, alle prestazioni o all’utilizzo di prodotti o siti web di terze parti.

Apple non esprime alcuna opinione in merito alla precisione o all’affidabilità dei siti web di terze parti. Per ulteriori informazioni contatta il fornitore.

Queste regole sono state pubblicate da Apple il 15 novembre 2019.

Pper gli aggiornamenti fai sempre riferimento al supporto di Apple.

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Come impostare la privacy su uno smart speaker.

Di refusi e correzioni mancate

Diversi anni fa mi fu chiesto un contributo sul tema delle radio. Era un periodo pieno.

Tenevo a scrivere il contributo ma non ebbi molto tempo per scriverlo.

Così una sera mi misi a scrivere e lo inviai.

Quando il mio contributo fu pubblicato e lo andai a rileggere, trovai molti refusi di cui non mi ero reso conto, e una frase cancellata a metà, che poi veniva ripresa in modo corretto.

Ci rimasi molto male, primo perché il virgolettato era mio e feci realmente una brutta figura, ma poi perché il mio interlocutore, che aveva chiesto il contributo, non lesse minimamente quello che avevo scritto.

Quando chiedo un contributo per il mio blog, così come le interviste a persone di mio interesse, non solo leggo quanto mi viene inviato, ( perché lo chiederei, altrimenti?) correggo anche i refusi, se qualche frase non è chiara, aggiungo la punteggiatura. Se mi accorgessi che quello che voleva dire era diverso o il contrario di quello che ha scritto, inviterei a chiarire o a correggere l’errore. Non lo faccio solo per chi mi scrive, lo faccio soprattutto per tenere alto il livello del mio blog.

Il bello della comunicazione è quello di trasmettere il meglio. ne guadagna, principalmente il mio blog.

Penso che se mi fosse stato chiesto di correggere o di porre maggiore attenzione a quello che avevo scritto, ne avrebbe guadagnato anche il contenitore per cui scrissi quel mio articolo.

Penso che dovrebbe essere una pratica normale.

Non lo è.

Purtroppo.

Apple: privacy e “grading” di Siri

Oggi parliamo della privacy e grading dell’assistenza vocale di Apple, Siri.

Cos’è il grading?

Per Grading si intende una valutazione. Spesso è riferita all’ambito medico. Nel caso degli assistenti vocali, si tratta delle valutazione umana, su domande e risposte che vengono fatte attraverso smartspeaker.

Non sono Apple Addict

Premetto, doverosamente, che non posseggo alcun dispositivo Apple o Mac. Ritengo che, nonostante i prodotti Apple siano di ottima qualità, siano soprattutto accompagnati da un ancor migliore marketing.

Questo articolo, poi, è frutto della mia, personale, bolla informativa. Per cui se avete correzioni da suggerire o osservazioni da aggiungere tutti i lettori sono i ben venuti ad esprimersi costruttivamente, nei commenti.

Scandalo Apple sulla privacy di Siri

Un po’ più di un anno fa, (2019/2020) aveva fatto scalpore l’articolo del Guardian che raccontava come

“una piccola parte delle registrazioni di Siri viene trasmessa agli appaltatori che lavorano per l’azienda in tutto il mondo”.

Scandalo e scalpore che derivava dal fatto che Apple ha sempre rimarcato la sua totale differenza dagli altri competitor per la sua grande discrezione nei confronti dei proprio clienti e la massima protezione della loro privacy.

A sottolineare dunque che “quello che succede nel tuo iPhone (non) rimane nel tuo iPhone” dopo tutto.

Su Forbes, l’autore Jeb Su, racconta di come la posizione ufficiale del gigante della tecnologia era che la privacy degli utenti fosse un diritto umano fondamentale.

“Noi di Apple crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale. Ma riconosciamo anche che non tutti vedono le cose come noi. In un certo senso, il desiderio di mettere i profitti sulla privacy non è una novità “, ha affermato il CEO di Apple Tim Cook alla 40a Conferenza internazionale dei Commissari per la protezione dei dati e la privacy a Bruxelles lo scorso ottobre. “Questi frammenti di dati, ognuno abbastanza innocuo da solo, sono accuratamente assemblati, sintetizzati, scambiati e venduti. Portato all’estremo, questo processo crea un profilo digitale duraturo e consente alle aziende di conoscerti meglio di quanto tu possa conoscere te stesso. “

Proprio come Amazon Alexa o Google Assistant, l’assistente vocale di Apple, Siri, è sempre in ascolto.

Secondo il quotidiano britannico,

“ci sono stati innumerevoli casi di registrazioni che hanno caratterizzato discussioni private tra medici e pazienti, affari, affari apparentemente criminali, incontri sessuali e così via. Queste registrazioni sono accompagnate da dati dell’utente che mostrano posizione, dettagli di contatto e dati dell’app. “

Messaggi inviati erroneamente

Da quello che sostiene Apple, le registrazioni audio sono state inviate dopo un’attivazione accidentale di Siri, sia attraverso lo smartwatch dell’azienda Cupertino, l’altoparlante wireless HomePod o uno degli altri dispositivi mobili Apple tra cui l’iPhone, l’iPad o l’iPod touch.

Ma il problema, a mio parere, non sono tanto i messaggi, domande e risposte, che qualcuno deve per forza validare, ma che insieme a questi messaggi siano rimasti collegati dati dettagliati sufficienti per identificare un utente.

Cosa che contrasta con le continue comunicazioni di Apple.

Discorso di apertura di Stanford del 2019

“Se accettiamo come normale e inevitabile che tutto nelle nostre vite possa essere aggregato, venduto o addirittura trapelato in caso di un hack. Quindi perdiamo molto di più dei dati. Perdiamo la libertà di essere umani “,

ha dichiarato Cook al discorso di apertura di Stanford del giugno 2019.

“Tutto ciò che scrivi tutto ciò che dici, ogni argomento di curiosità, ogni pensiero randagio, ogni acquisto impulsivo, ogni momento di frustrazione o debolezza, ogni lamentela o lamentela, ogni segreto condiviso in confidenza. In un mondo senza privacy digitale, anche se hai fatto niente di male a parte pensare diversamente, inizi a censurarti. “

Tutte le aziende validano domande e risposte

Attenzione, qui si parla di Apple, ma non è la sola azienda ad impiegare il controllo umano, il grading, al fine di migliorare il proprio assistente vocale digitale.

Amazon, per esempio, ha un team di persone in tutto il mondo che analizza frammenti di conversazioni. Spesso i dispositivi con assistenza vocale Alexa registrano e caricano, senza il consenso o la conoscenza dell’utente, sul cloud, frammenti di conversazione.

E la ragione ufficiale è che, “queste registrazioni poi validate miglioreranno l’esperienza del cliente di Alexa “.

Ma anche qui, a quanto pare, i dati non vengono realmente anonimizzati e possono essere fatti risalire al proprietario effettivo dello smart speaker.

Google assistant

Anche Google ha ammesso di avere un team che esamina i frammenti di audio, meno dello 0,2% di tutte le registrazioni audio dichiarate.

David Monsees, Product Manager per la ricerca di Google, dice:

“Gli snippet audio non sono associati agli account utente come parte del processo di revisione e i revisori sono invitati a non trascrivere conversazioni in background o altri rumori e solo a trascrivere snippet diretti a Google”,

Policy privacy Apple

Apple stabilisce chiaramente nella sua politica sulla privacy che sta inviando ai suoi server…

“determinate informazioni come nome, contatti, musica che ascolti e ricerche”

per aiutare Siri a riconoscere la pronuncia e fornire risposte migliori.

Qualcuno sostiene che Apple ha creato un falso senso di privacy con i loro messaggi di marketing per distinguersi da Amazon e Google, i suoi diretti concorrenti nello smart assist.

Grading, nessuna garanzia e tanta fede

Lavorando in cloud e funzionando solo attraverso una connessione è necessario ricordare, sempre, che nessuno degli attuali assistenti vocali digitali (Alexa, Google e Siri) fornisce garanzie totali per proteggere la privacy di un utente.

Tuttavia, ciò potrebbe evolversi rapidamente con l’arrivo di sistemi di riconoscimento vocale e intelligenza artificiale (AI) sul dispositivo come quelli realizzati da Snips o la prossima generazione di Google Assistant presentati alla conferenza I / O di Google.

Comunicazioni ufficiali Apple

Sul miglioramento della protezione della privacy di Siri, Apple ha preso una posizione ufficiale che ha pubblicato sui propri canali.

Sappiamo che le recenti notizie sul personale che ascoltava le registrazioni audio di Siri nell’ambito del nostro processo di valutazione della qualità di Siri hanno destato preoccupazione nei nostri clienti. Abbiamo recepito le loro preoccupazioni, sospendendo immediatamente il processo di valutazione delle richieste di Siri effettuato da persone fisiche, e abbiamo iniziato una revisione approfondita delle nostre pratiche e politiche. Come conseguenza di questa revisione, abbiamo deciso di apportare alcune modifiche a Siri che saranno disponibili in un aggiornamento software in arrivo questo autunno. Puoi scoprire di più su queste modifiche in questo articolo su Apple Newsroom.

Cos’è il “grading” per Apple?

Prima che sospendessimo il processo di “grading”, cioè di valutazione, la nostra procedura prevedeva la revisione di un piccolo campione di audio provenienti da richieste Siri – meno dello 0,2% – e delle loro trascrizioni generate dal computer, per valutare quanto Siri rispondesse correttamente e migliorarne quindi l’affidabilità. Ad esempio: l’utente aveva intenzione di attivare Siri? Siri ha sentito la richiesta correttamente? Oppure, Siri ha risposto in modo appropriato alla richiesta? Utilizzando il processo di “grading” su un piccolo campione di richieste fatte a Siri nel corso del tempo, Apple può apportare notevoli miglioramenti, per garantire ai propri clienti di tutto il mondo la migliore esperienza possibile con Siri.
 

Chi si occupa del processo di “grading”? 

Quando i clienti scelgono di contribuire, lo fanno nella sicurezza che ad ascoltare campioni audio delle interazioni con Siri sono solo dipendenti Apple. Il nostro team eliminerà tutte le registrazioni effettuate a seguito dell’attivazione involontaria di Siri.

Perché conservate le trascrizioni dei clienti che non hanno scelto di contribuire a migliorare Siri?

Le trascrizioni generate dal computer vengono utilizzate per migliorare Siri e la sua affidabilità. Apple usa queste trascrizioni per perfezionare l’apprendimento automatico e migliorare Siri, conoscere i modelli di utilizzo comuni e aggiornare i modelli linguistici e di comprensione. Le trascrizioni possono anche essere utilizzate per risolvere problemi critici che influiscono sull’affidabilità di Siri.

Disabilitare Siri è l’unico modo per evitare che conservi le mie registrazioni audio e le trascrizioni?

Per impostazione predefinita, Apple non conserverà più l’audio delle tue richieste a Siri, a partire dall’aggiornamento software che rilasceremo nell’autunno del 2019. Le trascrizioni delle tue richieste audio generate dal computer potranno ancora essere utilizzate per migliorare Siri. Queste trascrizioni vengono associate a un identificatore casuale, che non è il tuo Apple ID, per un massimo di sei mesi. Se non vuoi che le trascrizioni delle registrazioni audio di Siri vengano conservate, puoi disabilitare Siri e Dettatura in Impostazioni.

Perché le politiche sulla privacy di Siri sono uniche tra gli assistenti digitali? 

In Apple crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale. Progettiamo i nostri prodotti per proteggere i dati personali degli utenti e lavoriamo costantemente per rendere ancora più efficaci queste protezioni. Questo vale anche per i nostri servizi.

Riteniamo che la privacy delle registrazioni audio dei clienti debba essere garantita per impostazione predefinita, senza bisogno di modificare le impostazioni del dispositivo. I clienti dovranno accettare esplicitamente di condividere le proprie registrazioni audio con Apple per contribuire a migliorare Siri.

Invece di collegare le informazioni alla tua identità tramite l’ID Apple o il tuo numero di telefono, Siri utilizza un identificatore casuale – una lunga stringa di lettere e numeri associati a un singolo dispositivo – per tenere traccia dei dati durante la loro elaborazione. Crediamo che questo sia un processo unico tra gli assistenti digitali oggi in uso. Per garantire un’ulteriore protezione, dopo sei mesi, i dati del dispositivo vengono dissociati dall’identificatore casuale.

In iOS è possibile controllare i dettagli su come Siri accede ai tuoi dati e su come proteggiamo le tue informazioni.

È sufficiente andare in Impostazioni > Siri e Cerca > “Chiedi a Siri” e privacy.
 

Siri è sempre in ascolto? Cosa fate per evitare che Siri ascolti quando non ho detto “Ehi Siri”? 

No.

Siri è una funzione progettata per attivarsi e inviare audio ad Apple solo quando attivi il tuo dispositivo pronunciando “Ehi Siri”, quando utilizzi la funzione Alza per parlare su Apple Watch o quando attivi fisicamente Siri usando gli appositi tasti su iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Apple TV, AirPods e HomePod.

Per riconoscere la frase “Ehi Siri”, elaboriamo l’audio esclusivamente sul dispositivo tramite diverse fasi di analisi per stabilire se corrisponde al modello di “Ehi Siri”. L’audio viene inviato al server solamente quando il dispositivo riconosce il modello di “Ehi Siri”. Sul server viene effettuata un’ulteriore mitigazione per analizzare l’intera richiesta e confermare che sia destinata a Siri.

Talvolta si verifica quella che chiamiamo una “falsa attivazione”, quando Siri si attiva in maniera involontaria. Ci impegniamo per ridurre al minimo le false attivazioni e abbiamo aggiornato la procedura di verifica per limitare l’accesso alle false registrazioni da parte dei revisori. Quando ripristineremo il programma di “grading”, il nostro team eliminerà tutte le registrazioni in cui l’attivazione di Siri viene considerata involontaria.

Perché Siri deve accedere ad alcune informazioni dell’utente.

Per portare a termine in modo più accurato operazioni personalizzate, Siri raccoglie e archivia determinate informazioni dal dispositivo. Ad esempio, quando Siri incontra un nome poco comune, potrebbe utilizzare i nomi dei tuoi Contatti per poterlo riconoscere correttamente.

In iOS puoi sapere in che modo Siri accede ai tuoi dati e come proteggiamo le tue informazioni. È sufficiente andare in Impostazioni > Siri e Cerca > “Chiedi a Siri” e privacy.

Siri utilizza il minor numero di dati possibile per fornire risultati accurati. Per esempio, quando fai una domanda su un evento sportivo, Siri utilizzerà la tua posizione approssimativa per darti risultati pertinenti. Ma se chiedi dov’è il negozio di alimentari più vicino, dovrà usare dati più specifici sulla posizione.

Se chiedi a Siri di leggerti i messaggi non letti, Siri ordina semplicemente al dispositivo di leggere ad alta voce i messaggi non letti. Il contenuto dei messaggi non viene trasmesso ai server di Siri, perché si tratta di informazioni inutili per portare a termine la richiesta.

Previsioni 2021 con RUM

La scorsa settimana Salvatore La Rosa ha scritto questo post su Facebook che mi ha colpito. Si tratta di un elenco di previsioni che in base a quanto sta accadendo oggi, hanno un alto tasso di probabilità di avverarsi.

Salvatore commenta infatti il suo post dicendo

Almeno quattro delle previsioni che ho fatto hanno una probabilità di avverarsi in 24 mesi (anni 2021 e 2022) di oltre il 70%. Almeno tre hanno una certezza del 100% in quanto stanno avvenendo già adesso.

Apple e Sony

Sia Apple sia Sony sono in fasi avanzate per l’ingresso nel settore auto.

In primavera i tribunali USA decideranno in merito alle pratiche commerciali di Google nei confronti dei suoi partner hardware che fabbricano e vendono cellulari Android. Tali decisioni potranno ampiamente accelerare la frammentazione (già in corso) del mercato Android.

App Store

Apple molto probabilmente (e auspicabilmente) dovrà cedere e ammettere l’esistenza di app store paralleli, che avranno i loro modelli di business e non quelli stabiliti o incoraggiati da Apple.

Streaming

Le aziende che fanno streaming via Internet entreranno con forza nel mercato sport e in particolare, in Europa e Italia, nel calcio, tagliando quindi una o due arterie alle televisioni broadcast pay.

New Bank

Nasceranno new bank che non saranno startup fintech ma aziende di altro tipo, che reintermedieranno prodotti e servizi di banche tradizionali (e di startup fintech).

Social

Le piattaforme social si beccheranno i diritti e i doveri di “editori” come qualsiasi casa editrice o testata giornalistica. Per contenere le loro “liability”, le piattaforme faranno nascere anche in Occidente un qualche tipo di social scoring, basato sull’attendibilità/affidabilità delle persone rispetto ai loro comportamenti online e alle cose che pubblicano. Ciò IMHO sarà un rimedio peggiore del male.

Amazon Prime Video

A fine 2021 Amazon/PrimeVideo annuncerà di essere in trattative avanzate per l’acquisto dei Warner Village. I cinema diventeranno un canale distributivo integrato con lo streaming e nei Village fioriranno anche i supermercati automatici e centri di distribuzione/vendita diretta di Amazon.

Amazon e salute

Amazon lancerà ufficialmente il suo store per prodotti farmaceutici e occhiali con prescrizione.

Apple e healthcare

Apple, facendo finta di nulla come fa sempre, acquisterà due o tre piccole società biotech per “progetti sperimentali legati al mondo healthcare”.

Apple Watch Series 7

A fine 2021 Apple lascerà il mondo a bocca aperta con il suo Apple Watch Series 7, che implementerà un metodo predittivo per la diagnosi rapida del Covid, basato su rilevazione costante di dati corporei e machine learning / correlazione degli stessi con pattern dati associati a pazienti Covid di tutto il mondo. Gli Apple Watch 7 si venderanno come se fossero cornetti freschi in un bar italiano e Apple si prenderà l’80% del mercato mondiale degli orologi (meccanici, al quarzo e smartwatch).

I prossimi 12-24 mesi saranno molto interessanti e inoltre… Ah, scusate ho finito il rum, ne continuiamo a parlare domani magari.

Chi vivrà vedrà

Sarà davvero interessante ritornare qui sul blog per vedere e osservare come è andata a finire. Soprattutto per analizzare le vie intraprese rispetto ad oggi.

Conversazioni

Se ti è piaciuto questo contenuto ti potrebbero interessare altre conversazioni social.

Tra le cose che non mi piacciono dei social, infatti, è proprio il fatto che, tra le tante parole di intrattenimento, a volte, si trovano post e conversazioni di grande interesse che si perdono dopo un tempo brevissimo.

Proprio per salvare parole interessanti e di valore è nata questa sezione.

Fare rete Ossia come fare squadra ed essere parte di un team

Fare rete è uno dei segreti del web. Imparare a stare insieme, fare squadra, essere parte di un team è il centro di un viaggio che poi aiuta a costruire comunità sempre più grandi e sempre più importanti.

Ogni maledetta domenica

Parto da questo discorso tratto dal film Ogni maledetta domenica.

Tre minuti

Non so cosa dirvi davvero. Tre minuti, alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Tre minuti. Questo è il tempo che le aziende vorrebbero dedicare alla loro presenza sul web. E non solo, risolvere tutti i loro problemi, risollevare le sorti della propria azienda, senza essersi allenati, senza cambiare nulla della propria azienda e vita professionale.

Io non posso farlo per voi

Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso “certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare”. Si perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi da anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.

Io non posso insegnarvi a fare il vostro mestiere. Gli imprenditori siete voi. Siete voi che scegliete, costruite e vendete un determinato prodotto. Io, un architetto dell’informazione, un social media manager, un consulente, posso trovare, insieme a voi, il messaggio, posso fare uscire i valori dell’azienda, comunicare al meglio gli aspetti positivi del prodotto e cercare e trovare i metodi migliori per parlare.

Ma il prodotto o l’impresa resta vostra.

Il tempo

Sapete col tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo, capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloce o troppo lento e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.

Le aziende di provincia si sono occupate di web dieci anni fa. Si sono fatti fare il sito web ed hanno aspettato che succedesse qualcosa. Siccome non è successo niente hanno abbandonato del tutto l’internet. Hanno lasciato sul web i loro siti obsoleti, stanno ancora ad aspettare.

Adesso si rendono conto che qualcosa non va. Ma sono davvero in ritardo. Qualcuno si sta svegliando e tra questi in molti non vogliono pagare senza vedere i risultati prima, Qualcuno vede altri fare i soldi e quindi vorrebbero recuperare i dieci anni passati in tre minuti. Vogliono fare i soldi anche loro, come se gli altri non ci stessero.

Piccole conquiste

In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire.

Eppure non è così che accadono le cose. Le cose accadono piano piano, nel tempo, conquistando piccoli spazi di internet, conquistando il cuore di clienti e di fans.

Iniziare a conquistare spazio

E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.

Bisogna cominciare da qualche parte. Intanto fare rete con i propri collaboratori, cercando professionisti seri. Con la consapevolezza che non esiste maledetto e subito. Che ci vuole tempo, costanza, professionalità, serietà, lavoro, tanto lavoro.

Ascoltare per fare rete

E se ci vuole una dote per fare rete è certamente ascoltare. Bisogna ascoltare, ascoltare le parole dell’altro, sentire le voci di chi ci da un consiglio, con umiltà e determinazione.

Se, invece, si ascolta solo il proprio pensiero, se si ragiona solo sulla risposta da dare senza riflettere sulle parole dell’altro non si fa rete, semmai si fa muro contro muro.

E si va a sbattere. Inutile iniziare un percorso dove qualcuno si farà sicuramente male.

Volete fare rete?

Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?

Cosa volete fare? Restare ad aspettare o scendere in campo? Iniziare a fare la vostra parte e iniziare il percorso? Oppure tirare a campare?

Sono scelte che non dipendono da chi vi farà consulenza? Sono scelte vostre, di imprenditori che volete fare impresa oggi, in un mondo contemporaneo.

Sono scelte di persone che vogliono essere presenti sul web in modo professionale ed efficace.

Poco confronto in provincia

Qual è la disgrazia di chi vive in provincia?

Secondo me è la mancanza di confronto.

Premetto che amo vivere in provincia. Le dimensioni, gli spazi i rapporti sono tutti a misura d’uomo. Le città, oggi, sono invivibili. Sono care economicamente e colme di miseria.
Nelle città c’è tutto ma sono sempre meno le persone che possono permettersi di viverla.
La finisco qui perché il discorso che voglio fare è un altro.

Dicevo la mancanza di confronto.
In città, o sarebbe meglio dire nei centri dove la competizione è alta, e la città è uno di questi luoghi, le persone sono costrette a dare il massimo. Intanto si ha un gran numero di persone che arrivano da ogni parte. E ogni giorno puoi incontrare una persona più brava di te.

Dunque più è alta la competizione, più le persone sono spinte a fare meglio. Questa spinta se da un lato è ciò che arreca molte ansie e conduce molti a fare una vita sempre più frenetica e sempre più lontana da se stessi, è alla base di molti progetti innovativi. Che nascono appunto nelle città.

Nella provincia, nel piccolo paesino di provincia questa spinta è molto rara. E dove avviene, spesso avviene per un intervento dall’alto. Certo c’è il numero di persone che è esiguo rispetto ad una città. Il paese non attrae competenze e talenti. Eppure è proprio la provincia che crea i talenti, che li forma, che li plasma, che da quella spinta propulsiva per sbancare in città.

E questo avviene, secondo me, perché il confronto non è solo la discussione tra individui. Ma è anche relazione con l’ambiente che ci circonda. Le nostre strade, i palazzi, le altre professionalità.

Nel film i cento passi si parla dell’importanza della bellezza. Che anche le cose brutte ( e aggiungo io, le cose sbagliate) trovano una loro logica per il solo fatto di esistere.
E così capita di vedere locandine e comunicazioni fatte male. Ma non perché chi le ha fatte non sa fare il suo mestiere. Anzi. Ma fatte male perché ci sono refusi, date sbagliate, imperfezioni varie.

Piccole cose, che sarebbero facilmente evitabili, se qualcuno avesse dato un’ultima lettura.
Nel tempo ti abitui a questo modo di fare, che è del privato quanto del pubblico. Dalla locandina con qualche refuso si può passare ad una buca mai riparata, ad un restauro mal fatto. Un parco aperto e poi chiuso. Non è che manca il parco, il teatro, manca la chiave per aprire il portone. Tutto questo diventa la normalità.

Dunque quella tendenza del fare meglio, in provincia diventa un continuo lasciar andare. Nessuno si scusa, nessuno corregge. Tutto scorre.

Tutto va bene, anche quando tutto va male.

Piattaforme mangia tempo

Le piattaforme che utilizziamo quotidianamente,

da piattaforme di incontro,

sono diventate

  • piattaforme mangia tempo, se si è fruitori di contenuti;
  • piattaforme mangia soldi, se si è produttori di contenuti con la volontà di far leggere i propri contenuti.

Nel mese di settembre 2020 si è fatto un gran parlare, proprio sulle piattaforme, in un documentario prodotto da Netflix dal titolo The social dilemma. Documentario già dimenticato.

Piattaforme e Internet

Personalmente non mi piace quando volontariamente o involontariamente si fa confusione tra piattaforme e internet.

Primo perché quando si fa questa confusione si addossano ad internet colpe che non ha e secondo queste colpe oscurano le numerose opportunità che internet ha offerto ed offre.

Non che internet non sia pieno di pericoli. Ma se vi trovate a leggere questo articolo è grazie ad internet. Se io ho la possibilità di comunicare e confrontarmi con voi che mi leggete è grazie ad internet. Se riesco a formarmi e informarmi a bassissimo costo è grazie ad internet.

The Social dilemma

Gigio Rancilio ha scritto un articolo interessante sul tema

mentre

Alberto Puliafito ha commentato al volo il documentario.

il punto di vista è monolitico: ci sta, il film è a tesi, non ci vuole il contraddittorio. Ma allora il racconto dovrebbe essere ineccepibile. Invece è pieno di crepe (Snapchat Dismorphya? Seriously?)

la parte di fiction è poco onesta

la correlazione causa-effetto è data per scontata

l’uso dei dati è manipolatorio nella direzione che indichi nel tuo pezzo (far paura)

è un gran contenuto di marketing per i protegonisti

paradossalmente è una straordinaria pubblicità per Facebook & C (ah, manipolano? Fammi un po’ vedere)

è assolutorio nei confronti della politica e di chi inonda le piattaforme di contenuti manipolatori

i tech ‘pentiti’ si sentono dei gran fighi e sanno cos’è meglio per noi

in generale è manipolativo

Come abbiamo già visto in passato le nostre case sono invisibili. Possiamo rendercene conto, osservando la nostra attività social, come trascorriamo il tempo quando siamo connessi, quanto tempo trascorriamo dentro le piattaforme. Se non riusciamo ad essere abbastanza introspettivi (brutto segno!) possiamo osservare i ragazzi in strada, i giovani che ci circondano, i vostri figli (io non ne ho) o ai figli dei nostri amici.

Piattaforme mangia tempo

La realtà è che vogliamo, senza riuscirci, restare al passo con tutti gli impulsi che ci lanciano,

E su questo tentativo vano, che ci tiene dentro la piattaforma, le piattaforme guadagnano.

In un mondo dove lo slogan è “condivido dunque sono” non c’è spazio per la solitudine.

E tutti siamo alla ricerca di notorietà (sempre più spesso a tutti i costi).

Piattaforme mangia soldi

Il blog, lo avranno notato i più attenti, dall’estate 2020, è uscito fuori dalle piattaforme, lasciando la pagina social, e non ha più forme di condivisione dirette.

Chi vuole condividere un articolo deve copiare il link del browser e postarlo sulle proprie bacheche. Insomma deve fare uno sforzo e un gesto consapevole di condivisione.

Si tratta di una scelta drastica, forse anche auto distruttiva, ma per quanto minimale non voglio far parte del grande gioco dei social.

I contenuti che pubblico sulla pagina dedicata è mostrata ad una piccola percentuale di lettori mentre all’interno delle piattaforme se non si sponsorizza un post, se non si paga il dazio alle piattaforme, l’articolo, così come i contenuti, sono concessi ad una piccola parte del pubblico.

Internet è una opportunità

Internet è un bagaglio di conoscenza che nessuna civiltà ha mai conosciuto. Al suo interno possono nascere comunità e le persone possono creare progetti da far crescere, fisicamente localmente o internazionalmente.

Le piattaforme social nascono dentro Internet, dentro questo sistema. E non viceversa. Le piattaforme hanno tratto e traggono la loro idea di comunità, di connessione, dall’idea primordiale dell’internet. Non il contrario.

Il problema nasce se pensiamo che le piattaforme, che i social network, siano l’Internet. Il problema nasce se pensiamo che il tempo trascorso su un blog, su un sito che propone corsi di formazione, sia uguale a quello trascorso su Facebook o su Tik tok.

Siamo confusi e volutamente ci confondono, siamo immersi in un mare di informazione che non riusciamo più a distinguere il vero dal falso. Ed in questo magma è difficile astrarsi.

È solo colpa delle piattaforme?

Se le cause o le colpe ci sono probabilmente si trovavano e si trovano già nella nostra quotidianità. Forse le piattaforme (pensiamo che facebook nasce nel 2004, in Italia io ne ho sentito parlare nel 2007) hanno seguito il vento. Oggi, in molti sostengono che le piattaforme amplificano quello che esiste nel reale.

Oggi penso a tutte le mie relazioni umane e mi chiedo se sono stati davvero i social a dissolvere e annacquare il concetto di amicizia. Oppure già da tempo si è delineata una società che ha spinto alla competizione estrema. Forse il mito della flessibilità e della mobilità, che ci doveva rendere tutti più ricchi, ha tradito un’intera generazione che oggi si trova sempre più disagiata, sempre più precario e senza futuro. Forse questa generazione rimasta in aria, non ancora vecchia e non più giovane, vive di invidia sociale per chi pare ce l’abbia fatta?

Insomma non è che, già prima che le piattaforme prendessero piede, le nostre relazioni fossero già deteriorate e questa nuova situazione abbia dato spazio all’invidia sociale dissolvendo i legami tra amici, tra colleghi e comunità di riferimento?

Forse che la competizione sempre più estrema, la richiesta sempre più alta di formazione, la laurea prima, poi il master, poi il master di secondo livello, poi andare all’estero per imparare l’inglese, poi l’inglese da solo non basta, meglio una seconda lingua straniera, meglio se impari il tedesco, no, il cinese. E se a tutto questo continuo formarsi non sia arrivato nulla? Al peggio le famiglie non sono riuscite a finanziare e a competere, i ragazzi hanno avuto esperienze negative e sono rimasti indietro. E al meglio oggi hanno raggiunto un lavoro ma hanno una vita a pezzi, una famiglia che non vedono mai, costruita solo nelle vacanze.


A questo si aggiunge il distanziamento sociale a cui siamo oggi costretti. Le comunità si rafforzeranno, le relazioni cresceranno ad un nuovo stadio di energia, oppure saremo sempre più soli?

La ricerca di senso

Solo la ricerca di senso può salvarci, o può frenare il degrado.

Sono convinto, infatti, che la consapevolezza dei timori, come la consapevolezza delle opportunità, possa aiutare a trovare un giusto equilibrio all’uso degli strumenti.

In questo senso l’architettura dell’informazione ha un ruolo non solo all’interno dei siti web, ma anche nella diffusione di una cultura digitale consapevole. L’architettura dell’informazione come disciplina della ricerca di senso assume una responsabilità che va oltre l’organizzazione delle informazioni.

Non è tutto male e non è tutto bene. Viviamo in un mondo complesso, dentro una società interconnessa e non ci sono solo zone grigie o nere. Abbiamo bisogno di istruzione, abbiamo bisogno di cultura, cultura digitale. Dobbiamo favorire le buone pratiche, essere noi stessi attori attivi nel creare contenuti positivi. Dobbiamo rendere conveniente far creare contenuti di qualità.

Perché se è vero che le macchine possono incastrarci, se è vero che le piattaforme possono mangiare il nostro tempo, è anche vero che, nonostante tutto, solo le persone possono dare un senso a tutto questo.

Mondo complesso

Ma vorrei sottolineare la complessità di questo mondo e di come ci siamo arrivati.

  • La competizione estrema, l’invidia sociale, il dissolversi delle relazioni è qualcosa che ci viene dalla società analogica.
  • Se è pur vero che questa patologia è diffusa è anche vero coinvolge una parte del mondo e non la sua interezza; riguarda persone che fanno parte di un dato ceto sociale, che svolgono un lavoro di un certo livello e che hanno determinate capacità economiche.

C’è ancora chi vive in un mondo analogico, disconnesso, privo di internet. E non penso che questo mondo che non ha accesso ad internet sia migliore o che la disconnessione sia auspicabile.

Ripeto, viviamo in un mondo complesso. E penso che sia meglio divulgare cultura digitale piuttosto che spingere sulle paure che dobbiamo analizzare ed osservare.

Dal mio punto di vista, abbiamo la necessità e il bisogno di acquisire consapevolezza per usare gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione. Connessi con noi stessi e con le persone.

Del fare, a prescindere dagli altri

Navigando sul web e su Youtube scopro un canale di uno scrittore, che ha creato un canale personale. In questo canale lo youtuber, anche avanti con gli anni, raccoglie appunti, riflessioni, interviste, incontri più o meno casuali, pensieri, versi, passi di libri. Da un lato non tutto è improvvisato, ma c’è un parziale caos ragionato.

L’autore, chiude l’esperienza di un altro canale con oltre 6000 iscritti, per iniziare una nuova esperienza partendo da zero.

Non nomino l’autore né il canale perché traggo dal suo lavoro delle considerazioni personali, che non hanno avuto nessun confronto con l’autore stesso né con i suoi intervistati.

Intervista ad un regista

Tra i tanti video di questo canale trovo l’intervista ad un regista. E l’autore del canale gli fa una domanda bel precisa e puntuale.

Ma quando fai un nuovo film? Si un regista e un regista deve fare i film!

Il regista risponde che a lui i film non glieli fanno fare. E che i suoi film stanno dentro ad un cassetto.

L’intervistatore controbatte che oggi giorno non si ha bisogno di chi ti faccia fare un film ma basta un telefonino e i film si fanno.

Abbiamo bisogno di professionisti

Devo dire che non sono molto d’accordo con questa affermazione.

Per fare un film ci vogliono le professionalità, ci vuole il lavoro di professionisti, ci vuole una certa organizzazione. E dunque ci vogliono i soldi. Per fare un film ci vuole una cinepresa professionale e ci vogliono tutte le professionalità che stanno attorno ad un film. E poi i costumi, le luci, i suoni.

Lo capisco, fare cinema è costoso, fare un film costa, perché se vuoi fare qualcosa fatto bene devi chiamare i professionisti e devi pagarli.

Fare un film con il telefonino, come ci mostrano le pubblicità, sarebbe possibile, ma ci vuole un’idea forte.

Eppure…

Eppure un dubbio mi è venuto.

Il dubbio è: è meglio stare in silenzio in attesa di fare il film come ai vecchi tempi e secondo tutti suoi sacri crismi, oppure si può approfittare della nuova tecnologia, dei nuovi mezzi e delle nuove opportunità per dire qualcosa?

Perché se è vero che per fare un film ci vogliono i soldi, l’alternativa non può e non deve essere l’immobilismo o il silenzio.

Prigionieri di se stessi

Mi chiedo se raggiunto un certo livello professionale non si diventi prigionieri di se stessi. Mi metto nei panni del regista. Forse che il regista si chiede cosa penserebbe la gente di un video di un regista fatto con il telefonino, cosa direbbero o scriverebbero i critici cinematografici di un video fatto male da un regista più o meno conosciuto?

Ma più in generale un professionista che ha fatto un buon lavoro fino ad oggi può permettersi di ricominciare da capo, di ricominciare da zero?

C’è gente che lo fa con coraggio, con spensieratezza, fregandosene del cosa pensano gli altri e fa. Altri, invece, forse a me anche più simpatici, forse anche più saggi, più riflessivi, anche più grandi, non lo fanno. Non riescono a sconfiggere la vergogna dell’errore, dell’imperfezione.

Questo scrittore lo ha fatto. Con un cellulare e con le sue idee. Certo, lui non è un regista, non vende i suoi film, ma in ogni caso si mette in gioco e si concede la possibilità di migliorare.

Penso che sia sempre meglio rimboccarsi le maniche e fare e sperimentare.

E dunque un regista deve fare i film, uno scrittore deve scrivere, un insegnante deve insegnare, un architetto del’informazione deve progettare. A prescindere da quello che gli viene concesso.

L’importanza della noia

Oggi, più che mai, sottovalutiamo l’importanza della noia. In un passo del libro di Sherry Turkle, Insieme ma soli, si parla proprio della noia.

La noia come tempo dell’evoluzione

L’essere umano, nella sua evoluzione ha avuto bisogno e continua ad avere bisogno di momenti di inattività. Questo tempo di noia, nell’età adolescenziale, serve per imparare a pensare in autonomia; in età avanzata l’inattività serve ad allenare la propria introspezione.

Ed invece oggi sentiamo sempre più spesso sentire le persone che vivono una vita stressante. Lavoro, ufficio, aperitivo, incontri di lavoro, vacanze, uscite fuori porta obbligate, costringono singoli e famiglie ad un continuo organizzare il tempo a disposizione.

Neppure una pandemia mondiale e lockdown ripetuti hanno rallentato la vita di molti. Anzi. Per qualcuno è diventato tutto ancor più frenetico.

Il tempo senza vuoto

Tempo che manca sempre nell’arco delle 24 ore giornaliere.

A questo stress si aggiunge quello di figli e bambini. che a volte hanno una vita piena, più dei loro genitori, senza tempo libero, senza tempi morti o di noia. Alcuni amici e conoscenti mi raccontano delle attività dei loro figli come se fossero manager di aziende multinazionali. Lezione di musica, palestra, lezione di lingua straniera, (in epoca precovid tutta l’attività motoria come piscina, calcio). Senza contare poi tutti gli input di smartphone e contatti.

I mantra di questo Tempo e di questa Società sono incalzanti. La competizione comincia già alle scuole primarie, nella scelta della scuola, delle classi e dei compagni. Il tempo è sempre meno per raggiungere gli obiettivi quotidiani, la cultura del successo (del successo ad ogni costo) sempre più impellente.

Il tempo dell’innovazione

Eppure, ci ricordano gli psicologi che la noia è uno stimolo potente. La noia incendia la fantasia e costruisce le risorse emotive interiori.

Una vita stressata e strapiena di cose da fare, senza mai un attimo di pausa e noia, ci impedisce di capire cosa ci accade intorno a discapito nostro e di chi ci sta intorno.

Il tempo della noia, se consapevole, è il tempo dell’innovazione, dell’inventiva, della scoperta.

Ogni tanto annoiatevi.

Buone feste!

Il blog vi augura buone feste! Buona fine e un buon inizio 2021.

Ripartenze e progettazione

Non ci sarà una ripartenza a breve. Capisco che si tratta di una affermazione radicale, ma la ritengo necessaria. È necessario comprendere che l’era Covid durerà 20 anni e solo alla fine di questi decenni avremo qualcosa di nuovo. Non si sa se migliore o peggiore, rispetto a quello che conosciamo. Sicuramente molto diverso dal passato.

Per cui quando parlo di ripartenza non intendo il ritorno al mondo precedente, alla fine di questa o di altre pandemie, all’economia dei primi anni venti del 2000. Per ripartenza intendo l’inizio di un nuovo mondo che avremmo avuto tutto il tempo di progettare. Abbiamo pensato erroneamente che il lungo periodo di pace che abbiamo vissuto sarebbe durato ancora a lungo, quasi all’infinito.

Se non lo abbiamo progettato prima, questo mondo, va progettato oggi, ogni giorno, oggi.

La caduta dell’impero

Eppure i segnali c’erano tutti.

Un’ intera generazione di ragazzi nati negli anni 80 e 90, hanno sperimentato un mondo del lavoro sempre più precario. Mentre ci sembrava di avanzare di carriera, in realtà le nostre vite private e pubbliche sono peggiorate. Nessuno oggi, con le sole proprie forze è più in grado di costruirsi una casa, di avere risparmi, di vivere una vita in autonomia, senza sfiorare il limite di povertà.

Una bellissima trilogia di Raffaele Ventura testimonia questa decadenza di una generazione tradita. Alla laurea non sempre corrisponde un lavoro. Gli investimenti che ciascuno fa per migliorare la propria formazione sono e restano in passivo.

Certo possiamo raccontarcela e pensare che vivere in 20 metri quadri di casa a testa sia sufficiente, non avere una pensione sia normale, ma così non è.

Ci siamo detti, spessissimo, il mondo sta cambiando. Ma era solo un mantra per allontanare il cambiamento che è avvenuto davvero.

Cambiamenti climatici

Senza contare lo tsunami dei cambiamenti climatici a cui andiamo incontro allegramente. Questo si che vedrà crollare letteralmente case, modificherà i territori, i paesaggi che viviamo. Il mondo oggi sta cambiando nelle relazioni, a breve cambierà anche fisicamente. E chissà se saremo in grado di adattarci.

Nel libro Patti scellerati, ad un certo punto, l’autore scrive che il grado di corruzione è talmente elevato che la mente e l’animo umano stenta a credere che sia possibile. Davanti ad affermazioni forti, tendiamo a non credere. Ci auto assicuriamo che non sia così. Non vogliamo vedere una realtà catastrofica. Meglio pensare al ritorno al passato che prepararsi al cambiamento.

Il cambiamento, infatti, sarebbe ed è più doloroso.

Avere consapevolezza

Anche se non vogliamo credere alla caduta dell’impero, è bene avere consapevolezza di questo tempo.

Lo dico senza alcun pessimismo. L’essere umano si adatta e dunque non è mai la fine, semmai è sempre una trasformazione.

Se un compito si è dato questo blog è quello della consapevolezza. E così proseguirà nel tempo.

L’antichità dopo la modernità

Io non so se quello che stiamo vivendo sia un passo in dietro o in avanti. Difficile fare un’analisi quando si è immersi nel liquido della quotidianità. Come il pesce non sa nulla dell’acqua in cui nuota, così è difficile fare previsioni su quello che sta accadendo, al massimo si può osservare.

In fondo, il distanziamento sociale, o i familiari che non si abbracciano e non si baciano, le relazioni controllate, le raccomandazioni igienico sanitarie locali, nazionali e religiose, non sono comportamenti nuovi alla nostra civiltà.

C’è da leggere Armi, acciaio e malattia, per comprendere che guerre e pestilenze ci hanno portato a quel che siamo ed hanno favorito la nostra evoluzione.

Ripartire dal progetto

Voi come state ripartendo? Quale riflessione vi state portando dietro da questo 2020 così agitato? Io, per esempio, sono ripartito e sto ripartendo dall’inizio.

Dopo la brutta sbandata di inizio anno ho ripreso vecchi progetti, arricchiti di esperienza e di resilienza.

Il vantaggio di avere un progetto è proprio questo.

Con il trascorrere del tempo, capita di sbagliare strada, di allungare percorsi che in quel determinato momento pensiamo siano giusti, corretti, più vantaggiosi. Capita. A volte si viene sommersi dalle cose da fare e si perde anche la retta via. Sbagliare è umano. Così come correggere la rotta è umano.

Avere un progetto ti rimette in sesto quando cadi. Rivedi da dove sei partito, quali erano gli obiettivi iniziali e nel tempo puoi vedere cosa è andato storto e cosa ha funzionato. Avendo un progetto ci si rialza meglio, si può riprendere e ripartire con tutta l’esperienza acquisita.

L’essenziale

Il sito è ritornato ad essere un blog. È sempre stato un blog. In questi 5 anni (ci avviamo a festeggiare il sesto anno) non è cambiato quasi nulla. Ogni settimana si trova un contenuto nuovo. E cosa c’è di meglio di un tema WordPress, il re dei blog? Inutile aggiungere fronzoli.

Un blog secco dedicato a chi ha interesse a parlare di architettura dell’informazione, relazioni, contesti, sonorità, assistenza vocale e progettazione di chatbot e interfacce vocali e conversazionali.

Sto riportando tutto all’essenziale, l’essenziale necessario, che per me è la scrittura.

Le relazioni

Su Facebook ho cancellato oltre mille contatti. Ho cancellato tutto quello che era malsano. Una mia amica mi ha invitato alla ricerca di persone partorienti.

Persone che fanno nascere idee, pensieri positivi, persone con prospettive, sogni, visioni a lungo termine.

E di relazioni sane abbiamo tutti bisogno. Per questo motivo continuerà la rubrica delle interviste. Mi piacerebbe dare spazio ai giovani, ai ragazzi appena usciti dal master in architettura dell’informazione. Ci proverò.

E per il 2021?

Non mi aspetto niente di buono per il 2021. Ci sarà ancora tanto dolore da gestire. Ho intorno persone anziane, persone fragili, a rischio. Ho paura per loro.

Senza contare la crisi economica che incombe nelle città, nella vita quotidiana delle persone. I soldi che arriveranno per la ricostruzione impiegheranno molto tempo prima di arrivare sulle tavole degli italiani.

Se siamo qui, io a scrivere e voi a leggere, ci troviamo in una condizione di privilegio, che voglio rispettare.

Il blog del nuovo anno

Il blog continuerà con maggiore cura dei contenuti che daranno risposte a domande precise. Mi piacerebbe avere un anno pieno di domande e di risposte. Anche per gli altri progetti personali di cui vorrei parlare anche ai lettori di questo blog.

A febbraio terrò un corso su radio, audio e podcasting per ragazzi di scuola superiore secondaria. Ci sto lavorando. Come a dire che si riparte nuovamente dalle origini.

Qualche sfida

Poi per il 2021 raccolgo qualche sfida.

La prima è quella consigliata da Massimo Curatella di scrivere mezzo milione di parole in un anno. Si tratta di un esercizio che non molti sono in grado di portare a termine. Io non ho mai contato le parole, so che dedico molto tempo alla scrittura, ma non sono costante. Ci provo.

Anni fa, Nik, un ragazzo che frequentava la radio, si pose come sfida quella di pubblicare ogni giorno una foto. 365 foto in un anno. Dopo quell’esperienza avviò la sua carriera di fotografo. Oggi è un fotografo.

Ci sarebbe anche la sfida dei video. Non uno al giorno, per carità. Ma sto facendo qualche considerazione e forse non c’è una ragione vera per non affrontare la sfida. Chi vivrà vedrà.

Una borsa degli attrezzi

Anche se tutto intorno è tragedia, possiamo sempre aggrapparci a noi stessi, fare affidamento ai nostri sogni, alle nostre speranze, alla nostra Fede se siamo credenti.

Chi mi segue sa che ho cara questa espressione. Una borsa degli attrezzi ben solida aiuta chiunque.

Ed è con questa borsa degli attrezzi a tracolla che vivrò, per quanto possibile questo 2021 che sta per arrivare.

Buone feste e Buon Anno!

A voi, lettori e amici, auguro un 2021 splendente. Godetevi quello che avete e apprezzatelo, sempre! Buone feste!

Buone feste!

Buon Natale

Caro lettore…. Tanti auguri di Buon Natale!

Chi mi segue sa che questa pandemia mi ha toccato profondamente e un blog condivide anche i momenti più difficili.

Durante il lockdown di marzo il blog si è fermato. Io mi sono fermato. Non riuscivo a scrivere, sovrastato dalle preoccupazioni private e dall’infodemia. Non riuscivo a parlare di altro. E sono solo riuscito a scrivere una pagina come osservatorio coronavirus.

Nel mio privato, ho quasi radicalmente sospeso gli incontri sociali in presenza. E sul sito ho ripreso a scrivere solo da qualche mese, riorganizzando le idee. Ma di questo ne parlerò la prossima settimana.

Le nuove routine

Paradossalmente, questa seconda ondata, non mi ha sorpreso. Tutto sommato ho già metabolizzato le mie nuove routine. Ho ripreso a scrivere, ho ripreso a progettare per il nuovo anno 2021.

Mi spiace, per i tanti professionisti depressi, che si erano fatti prendere dal facile ottimismo dell’Andrà tutto bene e che si aspettavano grandi cose per questo fine anno.

Così non è, così non sarà.

Certo, mancano anche a me tutte le persone che abbracciavo e toccavo, ma ho ritrovato nuove routine, nuove cose da fare. Ho ripreso contatto con la terra. La mia terra.

Il lato negativo

Come leggevo da qualche parte, non ricordo dove, in realtà non stiamo godendo dei vantaggi dello smartworking. Chi lavorava già da remoto, in questa situazione di stress si sta stancando come tutti coloro che non erano abituati a stare per ore davanti al computer.

Il contatto con le persone ci rende umani, ci insegna a stare tra la gente e in società. Allontanarsene, senza un paracadute, non penso ci renderà migliori. Anzi.

Come sostiene GIORGIA SERUGHETTI (filosofa)

Zoom è l’altro virus nella società dell’iper-stanchezza

Tra l’altro, guardando da lontano il mondo, forse si corre il rischio di guardare il mondo in modo distaccato. Meno sentimentale e più analitico. Come si dice? Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Forse è accaduto anche a me. Prima del Covid guardavo con più trasporto il mondo. Avevo fiducia nelle persone. Gli aspetti romantici della vita mi coinvolgevano. Oggi, ammetto che questo succede molto meno.

Il lato positivo

Vivendo tra i luoghi più lontani dall’Italia, pur vivendo in territorio italiano. in questi anni è stata dura restare al passo con le mie comunità di riferimento. E si comprende ancora meglio se davvero queste comunità sono davvero di riferimento.

Durante questi ultimi 5 anni, spostarsi, recarsi in città, ha richiesto fatiche fisiche ed economiche non indifferenti. Organizzarsi a casa, liberarsi di impegni, fare spazio per almeno una settimana per avere il lusso di incontrare qualcuno, partecipare a conferenze e convegni, non è stato facile.

Molti incontri sono saltati. Anche qualche opportunità è stata perduta perché mi trovavo ai confini dell’impero.

Oggi, invece, che tutto si è spostato online le distanze si sono annullate. Non importa più dove vivo, il luogo dove mi trovo, ma importa solo la presenza, una telecamera ed una buona connessione.

Città e periferia

Qualche tempo fa avevo in mente un progetto sulle città. E mi dispiace non averlo sviluppato. Oggi il mondo dell’era Covid si è capovolto.

Chi, negli anni, si è spostato nelle grandi città per approfittare delle opportunità che offriva, così come chi è emigrato al Nord, oggi è penalizzato. Non solo perché i rischi di contagio sono maggiori, ma perché le opportunità di incontro, come i convegni, le conferenze, i concerti, la musica dal vivo, sono stati del tutto eliminati. Se qualcosa avviene, si svolge online, fruibile da tutti, ovunque ci si trovi.

In città, restano però gli alti costi della vita, e una qualità della vita, che già da tempo, non è più all’altezza delle aspettative.

A dire il vero, già prima dell’era Covid non erano tanti che si potevano permettere di frequentare cinema, concerti, ristoranti e quant’altro. Ma qualche briciola arrivava. Se non altro, i contatti e la vicinanza fisica ai “centri di potere”, permetteva relazioni più efficaci.

Oggi, come dicevo, la periferia sta vivendo il suo momento di gloria. Distanziamento, bassi costi della vita. Basta avere una connessione stabile e ci si connette con il mondo.

Questo era già possibile anche prima, ma oggi è tutto più strutturato. tanto che non sono pochi i ritorni al borgo natìo.

Buon Natale

Parleremo del blog la prossima settimana, per rinnovare gli auguri del nuovo anno.

Questa settimana volevo appunto condividere il mio nuovo spirito e il mio nuovo punto di vista. Anche per salvare gli ultimi sprazzi di sentimentalismo che posseggo.

E volevo poi concentrami nell’augurare a tutti un mega Buon Natale, di vero cuore!

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Echo Auto Porta Alexa in auto con te

Echo Auto è l’ultimo dispositivo di casa Amazon per portare Alexa. l’assistenza vocale di Amazon, sulla propria Auto.

Se, per esempio, si è già possessori di un Amazon Echo, probabilmente si è già dentro il sistema Amazon e siamo abituati a dare comandi ad Alexa, abbiamo creato liste. impostato promemorie e quant’altro, e vogliamo portare questa esperienza sulla nostra auto.

Per fare questo abbiamo bisogno o di collegare il nostro smartphone all’auto oppure connettere Echo Auto alla nostra macchina ed usufruire dei servizi Amazon.

CarPlay e Android Auto

L’articolo su Carplay e Android Auto è stato uno dei primi articoli dove ho fatto il mio primo vero lavoro da blogger. Ho ricostruito e messo insieme il meglio che ho trovato sul web, integrato le informazioni con l’approfondimento di riviste specializzate e poi confrontato quanto scritto con una persona che montava sulle auto questi sistemi.

Oggi sarebbe da aggiornare, ma i principi base restano.

Ca..ta pazzesca?

Tra chi ha acquistato Echo Auto ci si divide in due fazioni.

C’è chi sostiene che sia del tutto inutile, e c’è chi sostiene che si tratti di un dispositivo indispensabile.

Mi pare che questo sia il livello della discussione sugli assistenti vocali, dove alle alte aspettative non corrisponde una piena consapevolezza.

A mio parere c’è una terza via che è quella di prendere questi dispositivi per quel che sono. Se, infatti, si possiede un’automobile di ultima generazione, acquistare un Echo Auto è del tutto inutile. Le auto connesse offrono probabilmente molti più servizi.

Cosa ben diversa se si possiede un auto vecchio modello, senza connessione. Ed uno smartphone di gamma medio bassa.

Offrendo una connessione ad Echo Auto, infatti, ad un prezzo modico, si avrà un dispositivo che comprende molto facilmente i comandi che gli vengono dati.

Certo con tutte le limitazioni del caso, ma se si vuole un assistente vocale in auto, Echo Auto è un’ottima scelta. Se, invece, si vuole Her o avere la sensazione di guidare una Tesla, la delusione sarà molto alta. E ripeto, se già siete in possesso di sistemi avanzati Echo Auto vi sembrerà un giocattolo deludente.

E i rumori?

Dalle prove fatte da alcuni vlogger, anche a finestrino abbassato, Alexa riesce a percepire il comando della vostra voce. Già l’Amazon Echo a casa ascolta un vostro comando anche quando trasmette musica.

Certo se si riesce ad avere un po’ di “silenzio” le probabilità di errore si riducono notevolmente.

App Alexa

Echo Auto si connette all’App Alexa sul telefono e riproduce i contenuti dagli altoparlanti dell’auto attraverso l’ingresso AUX o connettendosi al Bluetooth dello smartphone.

Echo Auto ha al suo interno 8 microfoni che percepiscono il suono della voce da ogni direzione, anche riflessa. Mentre la grande capacità di ascolto di Alexa e il riconoscimento vocale a lungo raggio, fa si che i comandi vengano eseguiti, nonostante la musica e i rumori del traffico o del climatizzatore.

Molto più di un’autoradio

Dicevamo che per alcuni guidatori Echo Auto è una spesa inutile. Molti commenti di acquirenti non sono molto entusiasti dell’acquisto.

Forse per fruire a pieno di questo strumento, più di una autoradio è avere abbonamenti come Audible, Amazon Music, Apple Music, Spotify e Deezer, oppure usufruire di stazioni radio da tutto il mondo con TuneIn.

Verifica la compatibilità

Echo Auto non è compatibile con tutti i modelli di auto e di telefono. Per questo motivo è doveroso controllare, prima dell’acquisto che sia compatibile con il modello di auto che si possiede. Da verificare poi la trasmissione via Bluetooth e il supporto per la bocchetta d’aerazione incluso. In caso di incompatibilità sarà necessario un ulteriore acquisto.

Echo Auto è compatibile con il mio smartphone?

Alcuni smartphone non sono compatibili con Echo Auto. Anche questo è un dato da verificare.

Quando invece è compatibile Echo Auto si connette ad Alexa tramite l’App Alexa sul tuo telefono e utilizza i dati mobili dello stesso per connettersi a Internet e accedere ad altre funzionalità.

Ormai un po’ tutti abbiamo giga e giga a disposizione. Ma se non disponete di tanti giga dati, si potrebbero applicare i costi per il traffico dati del tuo operatore di telefonia mobile.

Come funziona Echo Auto?

Echo Auto si connette all’App Alexa sul tuo telefono e riproduce contenuti dall’impianto stereo della tua auto via Bluetooth o ingresso AUX. Quando accendi l’auto, assicurati di alzare il volume del telefono e selezionare l’ingresso corretto sull’impianto stereo, poi di’ “Alexa”, attendi il segnale acustico e fai la tua richiesta.

Notizie e intrattenimento a mani libere

Echo Auto accede ai tuoi contenuti preferiti usando l’App Alexa.

Basta chiederle di cercare un brano, un genere musicale, un artista o una stazione su Amazon Music, Apple Music, Spotify, Deezer e altri servizi.

Con TuneIn è possibile ascoltare stazioni radio locali o da tutto il mondo.

Con Audible, invece, avrai a tua disposizione la più grande raccolta di audiolibri del mondo. Inoltre, potrai ascoltare le ultime notizie o intrattenere i tuoi passeggeri con giochi come Akinator, Trivial Pursuit, Quiz Vero o Falso e molti altri.

Sfrutta il tempo che passi al volante

Echo Auto ti permette di aggiornare le tue Liste di cose da fare, impostare promemoria e controllare il tuo calendario tenendo sempre gli occhi sulla strada. Alexa può anche aiutarti a fare una chiamata, chiamare i dispositivi Echo compatibili in casa con Drop In o annunciare che stai per arrivare.

Personalizza Alexa con le Skill

Grazie alle migliaia di Skill disponibili, Alexa diventa sempre più intelligente. Le Skill sono come app che ti permettono di fare di più con il tuo dispositivo, come riprodurre suoni rilassanti o mettere alla prova le tue conoscenze.

Basta dire: “Alexa, quali sono le Skill più usate?”.

Progettato per tutelare la tua privacy

Alexa e i dispositivi Echo sono stati progettati con diversi elementi per la protezione della privacy.

Ad esempio, Echo è dotato di un apposito pulsante per disattivare i microfoni. Hai anche la possibilità di gestire le tue registrazioni vocali: puoi leggerle, ascoltarle o eliminarle in qualsiasi momento.

Uso del piano telefonico e compatibilità

Echo Auto usa il tuo piano telefonico e l’App Alexa per connettersi a Internet e accedere ad altre funzionalità.

Il tuo gestore telefonico potrebbe applicare costi aggiuntivi: consultalo per conoscere costi e limitazioni che potrebbero essere applicati al tuo piano tariffario.

Echo Auto è compatibile con Android 6.0 (o superiore) e su iOS 12 (o superiore). Tuttavia, questi smartphone non sono compatibili con Echo Auto.

Connettività

Echo Auto funziona al meglio sulle auto dove non sono disponibili Apple CarPlay o Android Auto. Su alcuni veicoli, Echo Auto non funziona al meglio se connesso via Bluetooth.

Se non riesci a connettere un dispositivo alla tua auto per riprodurre musica via Bluetooth o cavo AUX, potresti riuscire a connettere Echo Auto usando un accessorio supplementare, come un trasmettitore FM o un adattatore per cassette.

Caratteristiche tecniche

Processore

Mediatek MT7697, Intel Dual DSP con motore di inferenza

Dimensioni: 85 x 47 x 13,28 mm

Peso: 45 grammi.

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