Architettura dell’informazione sonora – Mixer #24

Selezione settimanale di notizie sull’ Architettura dell’informazione sonora, Innovazione, User Experience, Streaming, Audio, Musica e Sonorità.

Assistenza vocale

  • Il tema della settimana è il WWDC2016 della Apple. iOS 10 si presenta come un aggiornamento molto concreto del sistema operativo di Apple. Siri si allarga al Mac  e  l’applicazione nativa Music è stata completamente ridisegnata con un’interfaccia molto più intuitiva e semplice. Molte le novità della libreria, tra cui un reparto dedicato alla musica scaricata offline ed una dedicata ad artisti, album e canzoni aggiunti di recente. Poi arrivano i nuovi sistemi operativi per Mac, iPhone, Apple Tv, Apple Watch, Apple Pay, Continuity, cloud e scrivania da remoto. Tutte le novità in un solo articolo. E Siri vince la sua partita contro Cortana.
  • A conferma di quanto già scritto da questo blog sulla questione di genere sonara, Apple, nella versione italiana, darà la possibilità agli utenti di scegliere il genere di voce da dare. Siri avrà anche la voce maschile.
  • Microsoft ha acquistato Wand Labs, una startup che sviluppa applicazioni di messaggistica e in particolare la tecnologia dietro questa app che consente loro di agire in modo più intelligente.

Streaming

  • Il futuro della musica sarà lo streaming online, ormai ci sono pochi dubbi. Proprio per questo motivo Amazon, il colosso americano dell’e-commerce, ha deciso di non rimanere a guardare i concorrenti spartirsi i proventi musicali. Presto arriverà un nuovo servizio musicale, pronto a dare battaglia a Spotify, Apple Music eGoogle Music. Il lancio è previsto, secondo i rumors, a fine estate o autunno di quest’anno.
  • Twitter sfida Spotify e Apple e investe 70 milioni di dollari in SoundCloud, la piattaforma musicale con sede a Berlino amata da artisti, major e appassionati di musica, lanciata nel 2008. La notizia è riportata dal sito Re/Code, il microblog corteggiava SoundCloud almeno dal 2014. Nel 2013 aveva lanciato Twitter Music, che però era stato chiuso un anno dopo.
  • Quindici album di Prince sono stati pubblicati su Tidal, per celebrare il compleanno del cantante, che avrebbe compiuto 58 anni il 7 giugno 2016. Il servizio di streaming ha trovato circa 15 album tra i meno conosciuti e più rari dell’artista pubblicati tra il 1978 e il 2008.
  • Da mesi si parla di “streaming war”, etichetta bellicosa usata per sintetizzare la feroce concorrenza che sta caratterizzando il comparto dello streaming musicale. Una battaglia aspra come quella della ‘guerra dello streaming’ nasce da un motivo fondamentale: il presidio dell’industria musicale è attraente. Ma è attraente per motivi diversi.

Intelligenza artificiale

  • L’intelligenza artificiale cresce. Mentre si lavora a una macchina capace di analizzare e risolvere problemi, con un progetto che vede l’Italia in prima fila, un sistema intelligente supera per la terza volta il test di Turing. Wired (non io) lo definisce test di Turing sonoroDa WiredUn robot potrebbe guardare un marciapiede e istintivamente capire che il cemento è duro e l’erba è morbida, e per questo capire che cosa potrebbe accadere se cammina sull’uno o l’altro”. Ha commentato Andrew Owens, il ricercatore a capo dello studio: “Essere capaci di predire i suoni è un primo passo importante nell’essere capaci di predire le conseguenze dell’interazione fisica con il mondo”. Ma non tutti sono d’accordo.

Audio

Dal Blog

Nelle prossime settimane il blog si prende una pausa. Io mi prendo una pausa. Una pausa di revisione dei contenuti e di preparazione. Si aprono nuove avventure e bisogna fermarsi un po’. Il blog ritorna domenica 3 luglio 2016, per una piccola celebrazione. Il blog compie un anno. Poi si ritornerà con la solita cadenza settimanale. Nel frattempo iscrivetevi al nuovo feed, se ve lo siete perso.

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5 TED Talks per raccontare attraverso i suoni

5 TED Talks per raccontare attraverso i suoni. Un altro tassello per imparare ad ascoltare meglio il mondo, lo spazio o l’universo che ci circonda.

Raccontare storie, come ci ha spiegato Leon Berg è una pratica antica. Un bisogno umano. Attraverso il racconto e la condivisione di esperienze si crea quella che chiamiamo appartenenza, si instaurano amicizia e rispetto. Quando ci accade qualcosa sentiamo l’impulso di raccontarlo. A tutti piacciono le storie! Le ascoltiamo volentieri! E volentieri le tramandiamo. Vere o inventate, non importa.

Ovviamente non tutti raccontano tutto a tutti. A volte c’è bisogno di qualche stimolo. Le interviste sono fatte per questo. Ma raccontare attraverso le parole non è il solo modo di raccontare. Noi umani raccontiamo anche attraverso la musica. La musica è un linguaggio, il nostro linguaggio ha anche una componente musicale.

In questo post ho raccolto i 5 TED più interessanti sul racconto attraverso i suoni

Victor Wooten al TEDxGabriolaIsland racconta della sua esperienza come musicista, di aver imparato prima il linguaggio musicale e poi il linguaggio verbale. Impariamo anche noi il nostro tone of voice: nessuno ce lo può rubare e non lo possiamo perdere. Impariamo una lingua e impariamo anche la sua musicalità. E questo accade meglio se impariamo ad essere dei buoni ascoltatori. La Musica è un linguaggio, è uno stile di vita e può salvare il mondo!

Avevo già proposto Dave Isay e lo ripropongo perchè con lui condivido il pensiero che ciascuno intorno a noi ha una storia da raccontare e una storia che il mondo ha bisogno di ascoltare.  Ascoltare e raccontare storie significative migliora noi stessi.

E’ possibile mangiare la tua canzone preferita? Se fossi un Cyborg forse si. Neil Harbisson si definisce tale, un cyborg e la sua fondazione si occupa di diffondere il messaggio. Neil Harbisson soffre di una malattia agli occhi che non gli permette di vedere i colori. Per comprendere meglio il mondo ha studiato uno strumento che emana suoni diversi in base al coloro che vede. Ma lascio a lui la parola, che ve lo racconti.

Mi piacciono le cose invisibili, mi piacciono le cose invisibili che influenzano la realtà e le cose visibili: come la musica e come l’architettura dell’informazione. Evan Grant si occupa di Cimatica che è il procedimento con il quale è possibile visualizzare il suono, la sostanza di ciò che non vediamo. Ogni cosa emana informazioni, dati, che noi sentiamo attraverso il suono o la vibrazione. Il suono ha effetti sulla materia e crea forme nella materia.

La conoscenza dello spazio che abbiamo oggi è dovuta tanto all’osservazione dello spazio, quanto dall’ascolto delle onde che sono arrivate sul pianeta terra. Una storia dell’universo in suoni esiste e Honor Harger ci fa ascoltare qualcosa.

BONUS

Kak King presenta un concerto di musica e colori, da ascoltare e da vedere. Non saprei cosa affascina di più. La musica certamente crea un contesto, aggiunge significato ad immagini molto belle che da sole però ci direbbero poche cose o nulla.

 

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #23

Mixer #23

Selezione settimanale di notizie sull’ Architettura dell’informazione sonora, Innovazione, User Experience, Streaming, Audio, Musica e Sonorità.

Assistenza vocale

  • Quasi tutti i possessori di iPhone, il 98%,  hanno utilizzato Siri. L’uso però cala a causa della vergogna di parlare in pubblico con uno smartphone. Fino a quando? Almeno fino a quando non cambieranno le abitudini.
  • I poeti salveranno il mondo? Da giovane ci credevo davvero. Adesso un po’ meno. Però la Poesia è qualcosa di davvero importante per sentirci umani. La poesia può aiutare l’intelligenza umana.
  • Questa estate Cortana entrerà a far parte del sistema XBox One. I giocatori della famosa console potranno utilizzare i comandi vocali per poter giocare o restare in collegamento con i propri amici.
  • Come sarà Siri da grande? “C’è chi sta lavorando per dare al nostro ecosistema digitale la facoltà di capire il linguaggio naturale, e dunque i nostri desiderata, in modo sempre più lucido e raffinato: in futuro, scommette la grande G, potremo riprodurre una canzone, impostare un timer per il forno, controllare lo stato del vostro volo o spegnere le luci di casa parlando a un software come fosse una sorta di maggiordomo virtuale.”
  • Nasce Arianna: sistema di navigazione assistita per non vedenti ed è un sistema di navigazione assistita a basso costo e poco invasivo sull’ambiente dedicato a non vedenti e ipovedenti, con l’obiettivo di aumentarne l’autonomia.

Streaming

  • Le nicchie saranno il futuro (anche se in Italia il futuro tarda ad arrivare. Playboy lancia un nuovo servizio di streaming.  roba di nicchia. Il servizio abbina la musica a foto di modelle di Playboy.
  • La competizione tra Apple Music e Spotify è una vera e propria guerra. E allora gli strumenti possono essere i più svariati. Spotify tratta con Troy Carter, manager che ha contribuito al successo di Lady Gaga: potrebbe attrarre artisti in esclusiva per differenziare l’offerta Spotify dalle altre piattaforme.

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5 Principi guida dell’User Experience

5 principi guida che si possono usare per condurre a buon fine un processo di progettazione incentrato sull’utente.

1. Comprensione
Una buona progettazione è facile da comprendere. Se l’utente comprende quello che deve fare senza essere costretto a chiedere una spiegazione dettagliata si è raggiunto l’obiettivo.  Il che non significa comprensione del testo, o del font, ma comprensione del contesto in cui ci si trova.

2. Chiarezza
Una buona progettazione è onesta. L’utente dovrebbe comprendere le parole che si scrivono, i valori che trasmette il sito o il prodotto e il valore del vostro contenuto. La mancanza di chiarezza e trasparenza non aiuta l’utente.

La regola d’oro da seguire è quella di spiegare agli altri come vorreste che gli altri spiegassero a voi.

3. Fiducia
Una buona progettazione inspira fiducia. Se si è onesti, chiari e trasmettiamo valori positivi inspireremo fiducia. La fiducia porta alla conversione e dunque porta guadagni.

Se un sito non è chiaro e non inspira fiducia difficilmente qualcuno affiderà un commento o una carta di credito a quel sito.

4. Familiarità

La progettazione innovativa è dirompente e colpisce l’utente. Ma è meglio una progettazione che riesce a convertire e a portare guadagni. Per convertire è necessario che l’utente percepisca il sito web e il contesto in cui si trova come familiare. Modelli, icone e stili riconoscibili permettono all’utente di avvicinarsi al prodotto con molta più facilità.

5. Semplicità

La semplicità è  il distillato di lunghe ore di lavoro, di squadre e team che fanno ricerca approfondita sull’utente. Quando l’utente non si accorgerà di queste fatiche ed eseguirà una azione (quasi) senza rendersene conto la progettazione avrà raggiunto il suo obiettivo.

Se si hanno in mente questi 5 principi si potrà più facilmente capire il punto di vista dell’utente, si avrà chiaro cosa chiedere e cosa farsi dire dall’utente per migliorare l’esperienza.

Per chi vuole approfondire rimando agli esempi di questi 5 principi guida dell’User Experience.

 

Assistenza vocale ed Etica

Assistenza vocale etica. Forse penserete che si tratta di uno strano connubio. Cosa c’entra la progettazione di un assistente vocale con l’Etica? Molti architetti dell’informazione concordano sul fatto che sarà necessario, prima o poi, avviare anche una discussione sull’Etica di riferimento per la costruzione di siti web e app. La domanda tipica è: quale mondo digitale vogliamo costruire?

Tempo fa ho analizzato la questione di genere sonora, questione culturale ed anche Etica, appunto.

Già nel 2012 Luciano Floridi, docente di logica ed epistemologia all’Università di Oxford, metteva in luce, in un volume open access “The Onlife Manifesto” la pervarsività delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT).

la pervasività delle ICT le rende delle vere e proprie “forze sociali” che impattano in maniera radicale sulla nostra stessa concezione di “chi siamo” e sul nostro modo di concepire e relazionarci con la realtà circostante, assumendo un enorme significato etico, legale e politico. Un percorso con il quale abbiamo iniziato a confrontarci solo di recente e che è caratterizzato da quattro grandi trasformazioni: l’offuscamento della distinzione tra reale e virtuale, il venir meno della distinzione tra uomo, macchina e natura, la sostituzione di una condizione di scarsità di informazioni con una di abbondanza e il passaggio dai concetti di proprietà e relazioni binarie a quelli di processi e reti.

Il concetto di ON-LIFE mi affascina e mi incuriosisce: la pervasività delle informazioni, della tecnologia, dei dispositivi che indossiamo, l’iper connessione, al di là dello spazio e a volte anche del tempo. Questo è il vero cambiamento, questo modifica sul serio i nostri concetti e dunque i nostri pensieri.

Lo so, mi si rimprovera che non dovrei occuparmene. Mi si consiglia da più parti che questo blog dovrebbe osservare e parlare solo di interfacce, specializzandomi sull’argomento e di non divagare. Il buon senso e i buoni maestri mi ripetono che non si dovrebbe MAI parlare di quello che non si conosce.

Certo, non potrò mai parlare dello scibile sonoro. Ne sono consapevole. Ma in un blog che porta il mio nome, voglio trovare gli argomenti che vorrei leggere, approfondire e su cui riflettere.

Risposte o risposte mancate?

Già nel 2011, sollevava questioni etiche il fatto che Siri fosse contro l’aborto, per esempio. Quando si chiedevano informazioni riguardo la parola, l’assistente vocale non rispondeva o rimandava ad altri risultati. Solo a gennaio del 2016, senza tanta pubblicità Apple ha effettuato l’aggiornamento e Siri ha iniziato a dare notizie specifiche, indicazioni e informazioni sugli ospedali che lo praticano, in base alle leggi del Paese in cui l’assistente vocale viene interrogato. Non c’è stato un’evoluzione tecnologica, evidentemente qualcosa, tra lo staff di progettazione, è cambiato.

Rispondere o non rispondere, dare indicazioni o non darle, è una decisione umana. La macchina risponde a quello che noi diciamo di rispondere.

Mi aiuti? Ma quanto mi aiuti?

Su Mixer #11 dell’8 aprile 2016 avevo riportato questa notizia

Da uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine e ripreso da economictimes.indiatimes.com è risultato che gli assistenti vocali Siri, Cortana, S-Voice e GoogleNow non comprendono le richieste di aiuto riguardo abusi e violenza subita. Non trovano neanche soluzione a stati depressivi o a tentativi di suicidio.

In quest’ultimo caso e sulla depressione tutti gli assistenti vocali hanno dato risposte multiple, anche se non soddisfacenti. Sui casi di stupro e/o violenza subita dalle donne solo Cortana ha fornito i numeri per i centri anti violenza, ascolto e assistenza. Dopo la pubblicazione della ricerca, Apple è corsa ai ripari ed ha corretto, o meglio, modificato le risposte a determinate domande.

Un assistente vocale deve aiutarti, è fatto per questo motivo. Ma un assistente vocale deve tenerti su di morale? Deve prendersi cura di te? Deve preoccuparsi se il tuo stato d’animo è depresso?

In questi giorni a causa delle gravi notizie di cronaca si è molto parlato, anche sui social, dell’indifferenza, sull’indifferenza che ci circonda. Un assistente vocale può essere indifferente alle nostre sofferenze? Alle nostre richieste di aiuto? Deve essere empatico? In futuro i nostri assistenti vocali dovranno calcolare il quoziente di simpatia? Chissà!

Ma superiamo anche questo ostacolo e poniamo caso che le risposte siano quelle “giuste”, la domanda successiva sarebbe “giuste per chi?”. Anche quando l’assistente vocale potrà indirizzarci adeguatamente ad un centro specializzato, quale Centro sarà? Il miglior Centro della zona o dello Stato? Sarà un Centro pubblico o privato? Il più costoso o il più conveniente?

Le risposte, ad ogni modo, non riguardano la macchina, ma chi la macchina la programma e la progetta.

Mi ascolti o non mi ascolti?

Nell’articolo Assistenti vocali sul mercato concludevo dicendo

L’assistenza vocale sarà dunque la nostra compagna; ci ascolterà e risponderà al meglio alle nostre esigenze. In realtà soddisferà le esigenze dei loro produttori. Con buona pace della nostra privacy.

“Frase inquietante” commenta un lettore. Non saprei.

Gli assistenti vocali sono sempre all’erta e pronti ad essere risvegliati. Hanno tante cose da dire, ma prima ancora hanno tante cose da ascoltare.

Ogni giorno rinunciamo ad un pezzo di libertà in cambio di benefici che calcoliamo, frettolosamente, convenienti. Diamo il consenso esplicito a pagine e pagine di contratti, senza leggerli, senza considerare nessuna evenienza o conseguenza. A tal proposito Pier Luca Santoro raccontava di come, nel 2010 (sei anni fa!), 7500 clienti Hanno venduto l’anima per non leggere il contratto ad una azienda inglese. Accettiamo di condividere con Applicazioni le nostre gallerie fotografiche, la nostra telecamera; affidiamo a Multinazionali i nostri pensieri, i nostri gusti personali, le nostre emozioni, le nostre opinioni politiche pur di restare in contatto con i nostri amici. Accettiamo di essere pedinati da app e satelliti per muoverci in città, come in autostrada, per muoverci meglio e guadagnare qualche minuto in più per fare qualche cosa in più.

Ma cosa succede di tutti questi dati? Qualcuno li vende, ovviamente. Pensiamo che sia inquietante, comodo o la cosa non ci interessa?

Non sono più in tanti ad invocare il diritto alla Privacy . E anche a me che scrivo queste righe, l’argomento sembra ozioso e quasi fuori dal tempo. Tutto quello che facciamo è pubblico, anzi, se non dici quello che fai o sei reticente agli interrogatori di chiunque, un po’ infastidisci. Ti salva solo la scaramanzia, davanti al quale, il terzo grado si ferma. Eppure è un diritto e anche se si tratta di uno dei tanti diritti che stiamo perdendo dovremmo esserne, almeno, consapevoli.

E’ grosso modo la stessa questione, ma con fini evidentemente differenti, delle intercettazioni.

Tra le intercettazioni ad uso della magistratura ci sono anche conversazioni private, intime, che non riguardano il procedimento. Per raccoglierle un magistrato ha analizzato la necessità di ascoltare. Nel caso degli assistenti vocali saremo noi stessi ad acquistare i prodotti che ci ascolteranno; saremo noi stessi a posizionare i microfoni nelle nostre case, per essere meglio ascoltati. Cosa accadrà delle nostre conversazioni private? Saranno registrate, immagazzinate, analizzate e studiate? Chi le ascolterà? Chi le potrà ascoltare? E quale Legge o Etica potrà garantirne la riservatezza. Semmai ancora questa parola avrà un senso.

Assistenza vocale etica

Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali (Il Messaggero, 17 febbraio 2016) si riferisce all’uso di intercettazioni private che vanno al di là del procedimento penale e delle persone terze che non sono coinvolte nel procedimento. Nella conclusione oltre a consigliare una maggiore garanzia da parte della legislazione, insiste “Oltre ad una legge serve un Etica“:

E tuttavia nessuna norma, di per sé sola, potrà mai garantire il migliore equilibrio tra i vari diritti in gioco, in assenza di un’etica e deontologia professionali capaci di tracciare il limite (non scolpito nella legge ma da ricercare di volta in volta, in concreto) oltre il quale il doveroso esercizio di una funzione essenziale quale quella informativa, magistratuale o difensiva, non può spingersi.

Su questo terreno si gioca una delle partite più importanti per la nostra democrazia: è necessario che ciascuno, per parte sua, vi fornisca il proprio contributo.

Assistenza Vocale ed Etica cammineranno sempre di più su binari paralleli. La discussione è aperta, non da ora.

Le domande e gli interrogativi pure.

Che poi a qualcuno importi qualcosa è un’altra storia.

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #22

Mixer #22

Selezione settimanale di notizie sull’ Architettura dell’informazione sonora, Innovazione, User Experience, Streaming, Audio, Musica e Sonorità.

Assistenza vocale

  • In attesa dell’aggiornamento estivo, Microsoft ha introdotto due nuove funzioni per trasformare Cortana in un Dj personale. Cortana, integrato con Groove Music (nella versione in abbonamento) riprodurrà i brani di un cantante o di una playlist. Mentre vocalmente si potrà impostare un timer. Piccolezze ma interessanti.
  • Apple, nei prossimi aggiornamenti di Siri, introdurrà una nuova tecnologia, simile a VIV, con il quale l’assistente vocale, potrà rispondere a domande più naturali, con una percentuale di riuscita di rispondere correttamente del 90%. VocalIQ, scrive Business Insider, funzionerà talmente bene da eliminare quasi totalmente la necessità di ricorrere allo schermo del dispositivo. Forse potremo sapere di più dopo il 13 giugno, in occasione del WWDC, dove Siri2 potrebbe essere presentato.
  • Anche Asus si fa avanti con il proprio assistente (vocale) Zenbo: robotizzazione dell’assistente vocale, si tratta di un piccolo robot – assistente tutto fare per la famiglia. Zenbo intrattiene i bambini ma può anche badare agli anziani e dare l’allarme in caso di malore.
  • Lo scorso mese ho parlato di interfacce ibride e in effetti se cambiano gli usi della rete da parte degli utenti cambierà, in parte, anche il mondo della ricerca (search) e quindi della SEO. Michele De Capitani, una intervista, sostiene: “La rivoluzione che è alle porte sono i BOT e gli assistenti virtuali come Siri, OK Google e altri progetti che si stanno sviluppando e che cambieranno l’esperienza di ricerca, rendendola sempre più personalizzata, veloce e guidata.”

Intelligenza artificiale

  • Nei sogni dei ricercatori Google , l’intelligenza artificiale del futuro dovrebbe essere creativa: potrà dipingere e creare musica. Durante il Moogfest un festival di musica e tecnologia che si è svolto in North Carolina, Google ha anticipato “Magenta”, progetto che verrà lanciato ufficialmente a Giugno. Nonostante Magenta si affidi a TensorFlow, l’archivio “open source” per l’apprendimento automatico, i risultati non sono stati propriamente artistici. Ma anche questa strada è aperta.
  • Gli scenari che apre l’intelligenza artificiale sono sconosciuti e poco prevedibili. Saranno immediati? Certamente no. Eppure nasce il Future Life Institute per valutare gli impatti sul mondo del lavoro. Tra i fondatori Elon Musk.

Streaming

  • Spotify va molto bene ma nello stesso tempo perde utili. Riusciranno gli sponsor a salvare il modello di business?

Dal Blog

  • Il blog aderisce alla campagna GUIDA E BASTA lanciata da Anas e Polizia Stradale. Nel 2014 circa 37 mila incidenti sono stati causati dalla distrazione degli autisti da smartphone. Ogni giorno, si rischia la vita e la propria incolumità per colpa di persone che mentre guidano telefonano, chattano o inviano SMS. Assurdo. Se proprio non possiamo staccare lo sguardo dal nostro telefonino la tecnologia ci aiuta. Usate il viva voce, presente in tutti i cellulari, ormai, oppure attrezzatevi di assistenza vocale. C’è, esiste e funziona. Chiedo ai lettori, per quanto è loro possibile, di condividere questa campagna e contribuire con questo messaggio: GUIDA E BASTA!
  • Il venerdì non sembra un buon giorno per la pubblicazione di Mixer. Proviamo con il sabato, in questo modo recupero anche un giorno di notizie e completo davvero la settimana.
  • Ho aggiornato la pagina Architettura dell’informazione e periodicamente aggiungerò contributi per far comprendere meglio cosa sia questa disciplina.

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4 ingredienti per la progettazione

Ingredienti per la progettazione, quattro banalità per la progettazione, piuttosto che quattro ingredienti. Purtroppo a guardar bene il panorama del web tra le aziende che vivono e lavorano in provincia c’è un mondo virtuale da formare e da costruire.

1 – Progettazione a 360 gradi.

Avere un sito web responsive, mobile frendly, dovrebbe essere ormai un obbligo per i siti che nascono oggi. Così non è, così non lo è ancora. Ancora sono tante le aziende che non progettano i loro siti in base anche alle esigenze degli utenti che li cercano su smartphone o su tablet.

2 – Raccontare
Un sito web racconta una storia, intesse relazioni con gli utenti, attraverso il sito si dovrebbe imparare a conoscere i gusti dei propri utenti che saranno futuri/potenziali clienti. L’ideale di tutte le storie sarebbe quella di riuscire a condividere le storie degli utenti. Impresa non facile. L’epoca della condivisione in realtà è un’epoca di voyerismo, egoismo e di auto-celebrazione.

3 –  Risolvere problemi
Perché una persona dovrebbe visitare il vostro sito? Perché dovrebbe concedervi il suo tempo? Risolvergli un problema potrebbe essere una risposta. Ma risolvere problemi può essere declinato anche nel dare risposte corrette a possibili domande, arricchire il bagaglio cultura dell’utente, offrirgli un servizio. Se siete così bravi, ricordatevi degli amici!

4 – Monitorare e tenere traccia del proprio lavoro

Il web è un ecosistema vivo, in continua evoluzione. Cambia il web, cambia il modo che gli utenti usano il web. Bisogna monitorare, ascoltare questi mutamenti, osservare e poi agire. L’azione deve essere tracciata, la sperimentazione richiede un report finale dove segnare le azioni che hanno avuto successo e soprattutto quelle che ci hanno fatto perdere un cliente.

Gli strumenti non mancano. Già Google Analytics ci da tante informazioni riguardo gli utenti e ci dice soprattutto se il progetto è ben voluto, se leggono e per quanto tempo leggono i nostri articoli, vedono le nostre pagine. Insomma se il popolo del web ha accolto oppure no il nostro progetto.

 

Assistenti vocali sul mercato

Gli assistenti vocali sul mercato fanno, grosso modo, tutti la stessa cosa. Ma Siri, Google, Cortana e Alexa, con alle spalle le relative aziende, hanno profili diversi:

  • Google Now sfrutta le capacità di Google e quindi fa prettamente ricerca.
  • Siri di Apple è l’unica ad avere una sua personalità ed è la più naturale di tutte le assistenze vocali.
  • Cortana, secondo quanto dichiarato dalla stessa Microsoft, è impegnata ad aiutare l’utente ad essere più produttivo.
  • Alexa di Amazon, che tra gli assistenti vocali è l’unico senza uno schermo, si propone di fornire le migliori risposte per ascoltare musica, leggere un libro audio, fornire notizie, vedere il saldo del conto bancario Capital One, e chiamare una macchina Uber.

Alexa, assistente vocale che è integrata con Echo, è vista da tutti con molta attenzione perché è di proprietà di Amazon. Un progetto nato quasi per scherzo, dal punto di vista progettuale molto indietro rispetto agli avversari, ma proprio perché si tratta di Amazon, ha una impronta molto più commerciale e invasiva degli altri.

Mentre Google, Apple e Microsoft, infatti, stanno allargando e chiudendo i loro ecosistemi, Amazon è già da tempo un ecosistema chiuso, con i suoi utenti felici di stare al suo interno. Google, Apple e Microsoft se vogliono vendere qualcosa devono fare accordi con altri per vendere questo qualcosa. Amazon, al contrario, il proprio ecosistema ce lo ha già, i clienti già spendono e sanno come spendere i propri soldi all’interno dello Store con fiducia immensa.

Nei prossimi mesi tutte le grandi aziende di tecnologia tenteranno, in tutti i modi, di tenerci al loro interno. Per capire questa tendenza basta pensare agli Instant Article di Facebook. Il loro scopo non è quello di tenerci informati, ma quello di tenerci più a lungo dentro le pagine Facebook e non uscire dalla piattaforma. Più tempo noi, come utenti, trascorriamo su Facebook, più facilmente siamo vendibili a chi produce pubblicità.

Se da un lato dunque si tenta di migliorare l’esperienza utente all’interno delle piattaforme, spingendo gli utenti a fare l’interesse delle piattaforme, dall’altro lato l’assistente vocale sarà la ciliegina sulla torta.

Aparna Chennapragada, la direttrice di prodotto di Google, dice che,

Una delle cose che stiamo cercando di capire è, come far rimanere questo assistente con l’utente. Il che significa a casa, in macchina, a lavoro, ma anche in vacanza, ovunque lui (l’utente) vada.

L’assistenza vocale sarà dunque la nostra compagna; ci ascolterà e risponderà al meglio alle nostre esigenze. In realtà soddisferà le esigenze dei loro produttori. Con buona pace della nostra privacy.

Architettura dell’informazione sonora – Mixer #21

Mixer #21

Selezione settimanale di notizie sull’ Architettura dell’informazione sonora, Innovazione, User Experience, Streaming, Audio, Musica e Sonorità.

Assistenza vocale

Streaming

  • Spotify, il servizio stremaing svedese, svelato in 10 punti che forse non conoscete. A stuzzicare la curiosità ci sono le playlist ideale dei personaggi di Game of Thrones e i suggerimenti a quale casata dovreste appartenere in base ai vostri gusti musicali. Interessante la galassia di terze parti piccole ma che fanno il successo del servizio.
  • Sempre su Spotify, una società di consulenza svela che solo il 30% degli utenti tiene su il business dell’azienda svedese. Considerato che nonostante i ricavi aumentano e il bilancio chiude in rosso, dicono dai vertici, a causa degli investimenti di espansione, io direi che c’è da stare prudenti. Chi ha un modello diverso e migliore si faccia avanti!

Sound

  • La regolazione del volume dell’audio su un dispositivo iOS può sembrare un po’ confusa. E magari Siri parla con un livello audio nettamente diverso da quello delle app. In effetti, per iOS non esiste un unico livello audio generale dell’iPhone o dell’iPad: parti diverse del sistema operativo hanno “voci” differenti.
  • Ogni tanto vengono scritti articoli che sfidano l’utente (call to action) per attirare click e coinvolgere i lettori. Questo articolo sfida i cultori dell’audio a capire la qualità audio dei diversi file. Ma chi si occupa di audio ben conosce la miriade di varianti che influenzano i suoni. La qualità di registrazione è cosa ben diversa dalla qualità di riproduzione.
  • Facebook ha comprato Two Big Ears, azienda specializzata in tecnologie di audio spaziale che consentono di vivere contenuti di realtà virtuale con audio immersivo e dunque con tutte le sfumature di profondità, distanza e intensità tipiche di uno show dal vivo.
  • La società statunitense Human ha raccolto 5 milioni di dollari per sviluppare il progetto Sound: un prodotto innovativo per cuffie wireless. Oltre a riprodurre la musica da un qualsiasi dispositivo connesso tramite Bluetooth, amplificare i suoni dell’ambiente e trasformarsi in altoparlanti di qualità le cuffie Human Sound saranno in grado di tradurre le lingue straniere in tempo reale, ma bisognerà attendere l’estate per avere maggiori dettagli dallo stesso produttore.
  • La comprensione del linguaggio di un cane avviene attraverso segnali sonori. Un articolo che ci racconta qualcosa del mondo cinefilo ma anche di noi stessi.

Musica

  • Avete già pensato alle vacanze? State prenotando il vostro viaggio? Avete concordato le ferie? Quest’anno i viaggiatori potranno usufruire di un nuovo e piacevole servizio d’intrattenimentoTripAdvisor si è alleato, infatti, con Google Play Music per offrire ai turisti l’accesso gratuito ad alcune playlist tematiche create ad hoc per le più celebri destinazioni di viaggio. Due mesi di prova gratuita, poi servizio a pagamento.
  • Secondo una stima dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), nel 2014 sono stati persi circa 170 milioni di euro a causa della pirateria, il 5,2% di tutte le vendite. Per essere più precisi, 57 milioni sono riferite al supporto fisico (CD, vinili ecc..) e 113 milioni riguardano il mercato digitale. Aumenta l’ascolto legale ma i ricavi sono bassi. L’Italia sta volta non è tra le peggiori. Resta valida la mia analisi sullo streaming e il mercato musicale mondiale.
  • My Music Vision, è un progetto legato al mondo della musica e vuole diventare il punto di riferimento per tutti coloro che, con le note musicali, ci vivono, si appassionano o semplicemente le amano. Una piattaforma social per musicisti, artisti emergenti e professionisti del settore creata dalla startup italiana Internet of Artists, fondata a Londra da alcuni professionisti del nostro paese attivi in diversi ambiti. Leonardo.it ha intervistato Riccardo Barbieri Torriani, il fondatore assieme a Sergio Curadi Naumann del progetto.
  • Google, con il progetto Magenta punta a insegnare alle macchine come dipingere e comporre musica. In attesa di essere presentato in modo puntuale a partire dal primo giugno, Magenta è stato anticipato al Moogfest, un festival di musica e tecnologia in North Carolina.

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Errori di usabilità

Quali sono gli errori di usabilità più frequenti presenti nei siti Web? Più che dei veri e propri errori si tratta di dimenticanze o di sottovalutazione di alcune problematiche.
Alcuni degli errori più frequenti nella progettazione dei siti Web sono:

  1. Dimenticare a quale tipo di utente, persona, lettore, ci si sta rivolgendo. Chi è? Cosa fa? Perché deve venire sul nostro sito? Cosa deve venire a fare sul nostro sito? Quale comportamento deve tenere una volta atterrato sul sito? Lo abbiamo già detto: la progettazione di un sito web o di un prodotto deve mettere al centro l’utente. Una progettazione utile deve seguire l’user centered design.
  2. Dimenticare quale sia l’obiettivo che si vuole raggiungere con il sito. Un sito che vende un prodotto è diverso da un sito che racconta un prodotto. E la diversità non è solo grafica.
  3. Sottovalutare il problema della velocità di caricamento del sito, la pesantezza delle immagini e dei contenuti multimediali. Non sempre è facile, la richiesta da parte dei committenti di inserire gallerie di immagini e la bassa qualità di certi server, non aiuta. Si può cominciare dallo stabilire misura e peso delle immagini.
  4. Eccedere nell’uso di GIF animate ed animazioni con flash. Adesso pare che sia passato di moda e l’introduzione dell’user experience sta portando anche coloro che creano siti web senza progettazione ad allargare i propri orizzonti.
  5. Non tenere presente le caratteristiche dei diversi browser o dei diversi sistemi operativi usati dagli utenti. Penso che nessuno possa prescindere da Google e Google Chrome o da Apple e Safari, anche se si usa come browers predefinito Firefox o altro. Sarebbe un errore che si pagherebbe con l’introvabilità.
  6. Infine, sottovalutare l’importanza del contenuto, di quello che si scrive e del valore che deve avere ciò che si scrive. Le discussioni su quanto lungo o breve debba essere un articolo non valgono nulla se il contenuto manca di valore. Il contenuto di valore è tra le cose più importanti di un sito web, almeno importante come la sua struttura che ci permette di trovarlo.