Una web radio universitaria è una vera e propria radio che negli anni le università hanno sviluppato sul web per abbattere i costi delle trasmessioni attraverso il web.

Una web radio universitaria è uno spazio, un luogo, un ritrovo, una passione, una dimensione.

Ho preso spunto dall’articolo di Emma Westlund ” 7 buone ragioni per far parte di una radio” che mi è stato suggerito da Alessandra Stefanini. Emma Westlund elenca i punti di vista degli studenti, giustamente. Io che ho diretto per quasi 9 anni una web radio universitaria, pur condividendo con gli studenti lo spirito e il punto di vista, aggiungo qualche sfumatura diversa.

Far parte di una radio è un sogno, un sogno per chi ama la radio, per chi la ascolta. Il sogno è alla base di ciascun speaker. Chiunque oggi fa radio a livello nazionale o internazionale è partito da una piccola radio. Da una radio personale, locale, del proprio paese o quartiere. Far parte di una radio, diventare un dj o un autore di una radio è un sogno che cresce, che cresce nel tempo. Si tratta di un sogno che non tutti realizzano. Ma è un percorso che vale la pena percorrere.

Provare, all’università, non costa nulla.

Far parte della web radio è una opportunità 

Iniziare a collaborare all’interno di una struttura abitua a capire com’è il mondo del lavoro. Si inizia ad imparare quelle che sono dette le soft skills, le competenze trasversali che mettono in luce le qualità personali e le capacità di entrare in relazione con gli altri.

Fa Curriculum

In una web radio universitaria si impara una professione. Non si impara solo a parlare al microfono. Si possono imparare tutte le professioni che stanno dietro ai microfoni. Collaborare alla propria web radio universitaria fa curriculum. Anche se oggi l’università offre molti stage curriculari e non, poter scrivere di aver fatto parte di una radio, aver ricoperto un ruolo organico o di responsabilità è qualcosa che non tutti i laureati possono vantare. Tra i primi colloqui, la radio sarà certamente al centro delle vostre prime selezioni.

E’ divertente

Entrare in una web radio universitaria è un modo per staccare dagli studi, allentare la tensione e lo stress degli esami. La radio è un luogo divertente, dove si incontrano altri ragazzi e ragazze, studenti e studentesse di altri corsi di laurea e dove si conoscono persone nuove e interessanti. Si allargano i propri orizzonti. Si impara divertendosi.

Si ha un programma

Creare un programma è impegnativo. Si impara prima di tutto a studiare davvero. Non si studia per l’esame ma per far capire agli altri, comunicare e informare chi ci ascolta. Più cose si conoscono, più si padroneggiano gli argomenti, più piacevole sarà l’ascolto. Il giudizio verso noi stessi è spesso molto più severo dei professori. Avere un programma significa prendersi la responsabilità di quello che si dice.

Un laboratorio per imparare

La web radio universitaria è un laboratorio. Nessuno chiederà di essere già un professionista. Da una web radio tutto comincia. Un format, una voce, un programma, un dj. Da qui nascono i professionisti del futuro. In una radio universitaria si impara. Più si ha voglia e passione, più si scoprono cose nuove. Anche se non si diventerà una/un professionista, parlare in radio arricchisce, volenti o nolenti. Si diventa più bravi a parlare e ad avere un eloquio più sciolto. E una volta imparate le basi, se non si è troppo istituzionalizzati, si può iniziare a sperimentare.

Bando alla timidezza

In una web radio non si può essere timidi. In una web radio si parla alla radio. Eppure ci sono tante professioni che stanno in silenzio e non stanno davanti al microfono. Si può cominciare da questi ruoli, forse più nascosti ma sicuramente più essenziali. La web radio universitaria può spezzare la timidezza e far scoprire nuovi talenti. Ho visto ragazzi e ragazze molto timidi, con un filo di voce, sbocciare e diventare adulti davanti ad un microfono. Quale migliore occasione?

Gestione del tempo

In una web radio si impara a gestire il tempo. Il tempo degli studi fondamentalmente. Se non vuoi ingrassare il numero dei fuoricorso (esistono ancora?), la radio è una scelta che deve essere fatta consapevolmente e non si deve aggiungere ad altre mille cose. Ad ogni modo, la radio richiede tempo, non solo per la creazione del format. La sala di trasmissione o di registrazione non sarà sempre disponibile. La condivisione di uno spazio richiede il rispetto per il luogo e per il lavoro degli altri. Poi ci sarà il tempo del programma in se: il tempo di dire l’essenziale in dato periodo e che sia tutto quello che si vuol dire.

Puntualità e Spirito di Servizio

Puntualità e spirito di servizio sono al centro di una buona web radio. Dal momento che si avrà il proprio programma radiofonico, si richiederà puntualità nella messa in onda. Il rispetto dei tempi, della puntata, lo richiede la radio e il programma, come dicevamo. Ma prima della radio lo richiedono gli ascoltatori. A questi si offre un servizio. Se il servizio sarà puntuale e di qualità gli ascoltatori ritorneranno. Altrimenti, ogni sforzo sarà fine a se stesso e non si vedranno i risultati.

Ricerca musicale

In Italia non si fa una grande ricerca musicale. In radio si ascoltano le musiche e i cantanti più ascoltati. Il che significa che più le radio trasmettono la stessa canzone, più quella canzone diventa la più ascoltata. In una web radio e nel proprio programma, si possono evitare questi meccanismi. Anche se si usa un format di radio parlata, ci dovrà essere comunque una scelta musicale minima, di sottofondo o di contorno. Si condivide la musica e gli autori che più si amano. Nelle web radio si fa ricerca musicale, non perché ci siano competenze professionali, ma perché c’è la curiosità dei ventenni che su questo campo supera le competenze più comuni. E poi ci sono anche ragazzi che musicalmente sono più avanti dei professionisti.

Creare archi di relazione

Durante la prima puntata il numero di ascoltatori oscilla tra lo zero e il maggior numero di persone, di solito amici e parenti, che hai convinto/costretto ad ascoltarti. Raggiungere gli altri significa imparare a crescere, a curare un programma, rendersi conto di tutte le difficoltà che si devono affrontare per far crescere qualcosa. Il successo di un programma è qualcosa che arriva dopo del tempo, dopo aver offerto qualcosa di interessante. Una radio ben affermata aiuta, ma a ciascun programma è affidata la propria responsabilità.

Undicesimo motivo

Una lista di buoni motivi deve sempre avere un bonus, qualcosa che accomuna un po’ tutti e che è il filo rosso che lega tutti i punti precedenti. Ed eccomi qui con il mio bonus. Spesso in radio ci si avvicina da soli. La passione della radio per la radio è qualcosa che accomuna la stragrande maggioranza dei giovani. Ma la passione del voler fare radio non è così diffusa come si può pensare. Nelle proprie compagnie o tra colleghi universitari magari si è i soli a voler condividere qualcosa con il maggior numero di persone possibile. Anche il pensiero che quello che pensiamo non interessi a nessuno può tenere lontano un ragazzo o una ragazza dalla radio. Lanciatevi, andate, sarete sempre e comunque ben accolti. E poi l’undicesimo motivo per far parte di una radio è che si cucca. Si può entrare da soli in radio e uscirne in coppia. Non è una certezza ma una buona possibilità. A vent’anni non è male! Viva la Radio, viva la Web Radio Universitaria!

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