La voce della felicità che suono ha? Mi pare una buona domanda per il periodo natalizio. L’anno scorso avevo proposto 10 canzoni scritte per il Natale.  Ma quest’anno penso che molte più persone siano alla ricerca della felicità.

E siccome la ricerca della felicità, come spiega in un video Stefano Bussolon, è uno dei tanti obiettivi dell’architettura dell’informazione, mi sembra opportuno parlare della voce della felicità.

La voce, che voce!

Mi ero occupato della voce, qualche tempo fa, in un breve articolo La voce, che voce! Spiegavo il perché quando sentiamo la nostra voce registrata da un registratore audio, questa non ci piace.

In breve, senza ripetere le stesse parole, quando parliamo, sentiamo la nostra voce con molta più ricchezza di suoni rispetto a quello che sentono gli altri (o un registratore). Ciascuno di noi ha il privilegio di sentire le vibrazioni delle proprie corde vocali che risuonano sul nostro corpo, dal torace al cranio, principalmente. Senza queste vibrazioni la voce diventa più metallica.

Il tono di voce (tone of voice)

Quando si inizia un progetto si chiede spesso al cliente quale tono di voce voglia usare per comunicare ai propri utenti.  E’ un passo molto importante che può risolvere molti problemi a venire.

Noi stessi, abbiamo un nostro tono di voce naturale. Si tratta di quel tono di voce, quel nostro modo di porci alle altre persone. Non lo impariamo a tavolino, non lo decidiamo sempre consapevolmente. Il nostro tono di voce lo impariamo nel tempo. Nel tempo lo modifichiamo e lo correggiamo. Anche temporaneamente quando ci diamo un tono.

Nella creazione di questo tono, quando impariamo a parlare, siamo influenzati dalla nostra mamma, dalla lingua madre, soprattutto, e ovviamente dalla famiglia. Ma anche i nostri compagni di scuola, i cartoni animati che ascoltiamo, e le nostre esperienze, fanno la loro parte.

Il nostro tono di voce influenza anche il nostro umore. Così, un piccolo ritocco sonoro potrebbe farci felice.

Ad inizio anno (gennaio 2016), un gruppo di ricercatori guidati da Jean-Julien Aucouturier del Centro Nazionale Francese per la ricerca scientifica ha eseguito un esperimento pubblicato negli Atti della National Academy of Science (PNAS) sulla manipolazione della voce.

E’ stata realizzata una piattaforma audio digitale in grado di modificare il tono emotivo della voce in tempo reale. La piattaforma è in grado di rendere la voce e i suoni verso tonalità più felici o più tristi.
Ai partecipanti (109 persone) è stato chiesto di leggere alcuni racconti di Haruki Murakami, tratti dalla raccolta The Elephant Vanishes, ad alta voce, e contemporaneamente ascoltare la propria voce alterata attraverso le cuffie.

I risultati hanno mostrato che quando le persone hanno sentito la propria voce alterata verso tonalità felici o tristi, lo stato emotivo dei partecipanti si è modificato in base alla modifica apportata. Ovviamente i partecipanti non erano a conoscenza che le loro voci venivano alterate o che questa modifica potesse influenzare il loro umore.

Lo studio

Lo studio si inserisce nella più ampia ricerca sul nostro comportamento fisico e su cosa può influenzare il nostro stato d’animo. Si spiega che

i soggetti che hanno ascoltato la propria voce manipolata al suono più felice hanno mostrato un aumento di positività sulle emozioni testate. I soggetti che hanno ascoltato una versione triste della propria voce hanno sentito meno positività.

I risultati sono stati meno definitivi rispetto all’emozione della paura. Forse perché non si trattava di storie e di situazioni paurose.

In fondo il tono della voce serve a comprendere gli stati d’animo degli altri. Il meccanismo è uguale se usiamo gli stessi spunti per capire noi stessi. In altre parole, se suoniamo felici, ci sentiamo felici.

Inoltre, lo studio ha dimostrato che siamo consapevoli delle nostre espressioni emotive e che il nostro stato d’animo può essere modificato anche se non ne abbiamo coscienza.

Così il nostro risultato rafforza il quadro più ampio della teoria sulla percezione di sé: spesso usiamo le stesse strategie inferenziali per capire noi stessi come ciò che usiamo per capire gli altri

scrivono gli autori.

Il suono della voce può influenzare l’umore

“Precedenti ricerche hanno suggerito che le persone cercano di gestire e controllare le proprie emozioni, per esempio trattenere un’espressione o rivalutare i sentimenti. Abbiamo voluto indagare che tipo di persone hanno consapevolezza delle proprie espressioni emotive “,

ha detto Aucouturier.

Gli autori, Jean-Julien Aucouturier e Katsumi Watanabe, della Waseda University e dell’Università di Tokyo in Giappone, suggeriscono che questa ricerca apre le porte ad altre sperimentazioni. Infatti, la modifica della voce potrebbe trovare applicazione nei trattamenti terapeutici dei disturbi dell’umore.

l’ascolto di ricordi, carichi emotivamente, con un tono di voce modificata potrebbe potenzialmente essere usato per trattare i disturbi dell’umore.

Magari cerco qualche medico che ne possa parlare e approfondire la questione in seguito. Ma chi volesse approfondire la questione può già leggere due interessanti articoli che vi riporto:

  1. Lund University. (2016, January 11). The way you sound affects your mood. ScienceDaily. Retrieved from www.sciencedaily.com/releases/2016/01/160111162659.htm

  2. Springer Science+Business Media. (2012, December 11). Emotion in voices helps capture listener’s attention, but in the long run the words are not remembered as accurately. ScienceDaily. Retrieved from www.sciencedaily.com/releases/2012/12/121211112742.htm

Buon Natale e buone feste!

Insomma, il mio augurio per questo Natale è:

Siate felici! Che come è scritto nel piccolo principe:

“Il mondo ha solo bisogno di persone felici”.

Buone feste!

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