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50 comandi per Amazon Echo – Cosa puoi chiedere ad Alexa

Cosa puoi chiedere ad Alexa?

Amazon

ha creato una serie di video

pubblicati sul suo canale youtube

per spiegare e insegnare

ai propri clienti

come utilizzare Amazon Echo.

E quali sono i comandi più usati

o di uso comune per il suo smart speaker.

Sul blog ci stiamo occupando

dell’assistente vocale da molti punti di vista.

Qui di seguito

trovi un elenco approfondito di domande

che puoi porre ad Alexa

ed alcuni link con consigli di acquisto,

inerenti Alexa.

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I comandi più comuni per iniziare con Alexa?

Le domande più comuni che puoi chiedere ad Alexa sono

“alexa, che ore sono?”

Ma puoi chiedere informazioni chiedendo quale sia il sommario quotidiano, le informazioni sul meteo, che tempo farà a “nome città”, oggi/domani.

Ma puoi anche chiedere curiosità generali (chi è Lucio Dalla, dove è nato, le canzoni più famose, ecc.). Puoi prendere delle note, segnare un prememoria o ascoltare una playlist.

I comandi di Alexa sono davvero tanti. Alcuni sono standard e sono implementati da Amazon stessa. Altri invece sono creati dai fornitori di servizi attraverso le skills.

Cosa sono le skills di Alexa?

Si tratta di applicazioni create per alcune funzionalità di Alexa legate a servizi che stanno fuori da Amazon.

Per cui, se acquisti un irobot roomba, attraverso la skill Alexa di IRobot puoi controllare l’aspirapolvere. E così via. Tramite le skills non utilizzarai più l’applicazione principale, ma chiederai direttamente ad Alexa di attivare il dispositivo in questione.

Servizi e piattaforme che offrono le skill sono canali di notizie, radio e tv, dispositivi per la domotica e smart home, e altro .

Le funzionalità di Alexa sono le stesse per tutti i dispositivi?

Le funzionalità base di Alexa sono uguali sia che si usi Amazon Echo, Echo plus o dot ecc.

Escluso alcune funzionalità di Amazon Echo Show e Echo Studio, che hanno l’aggiunta di funzionalità più speciche come il video.

A quali domande risponde Alexa?

Comandi Alexa di base

basta/silenzio/stop
attiva/disattiva la modalità muto
alza/abbassa il volume
imposta il volume a 5
perché lampeggi in giallo
leggi/dimmi le mie notifiche
attiva modalità sottovoce (basterà sussurrare per ricevere risposte sussurrate, per esempio durante la notte)
elimina tutto quello che ho detto oggi.

Cosa chiedere a Alexa? Una casa connessa

Una premessa è necessaria. Molti dei comandi utili che si possono dare ad Alexa sono legati al mercato della domotica. Amazon, infatti, pensa ad una casa iperconnessa. E lo stesso dobbiamo pensare noi quando parliamo di assistenza vocale. Ripeto, per l’ennesima volta, saranno i mercati accessori a divulgare l’assistenza vocale e non il contrario.

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Amazon punta su questo. Sul futuro delle nostre case. Case di cui abbiamo già parlato, case invisibili. Ma anche gli altri big del settore spingono a trasformare le nostre abitazioni. Stanze con diffusori e sensori ovunque. Case con videocamere a circuito chiuso. Lampade connesse alla linea LAN e dispositivi connessi con il Wi-Fi.

Crediamo che il mercato della domotica crescerà? Crediamo che le nostre case si trasformeranno? Siamo tra coloro che connetteremo le nostre stanze? Crediamo che le carte di credito saranno usate sempre più spesso?

Se la risposta è affermativa crediamo anche alla diffusione degli assistenti vocali. Se la risposta è negativa, saremo scettici su tutta la linea.

Cosa posso chiedere ad Alexa?

Di seguito trovi circa 50 comandi che puoi dare ad Alexa

Aggiornamento 24 novembre 2018

Dopo l’arrivo di Amazon Echo a casa mia ho iniziato a fare le prime prove di Alexa. Ma soprattutto sto ricevendo periodicamente aggiornamenti sulle capacità di Amazon Alexa con le novità sui comandi alexa in italiano.

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Comandi Alexa Italia

Le domande che si possono fare ad Alexa si espandono e si arricchiscono quotidianamente.

Molte domande e risposte sono sviluppati da Amazon stesso, altre invece sono sviluppati da terzi parti, ossia da aziende che hanno interesse a farsi conoscere attraverso questo servizio. Per questi è necessario attivare le skill dall’app Alexa.

Comando di attivazione

Alexa che vive attraverso i dispositivi della famiglia Echo si attiva solamente se si pronuncia la parola “Alexa”. Oppure, scegliendo attraverso l’app, tra Alexa, appunto “Echo”, “Computer” o “Amazon”.

Cosa fare con Alexa

  • ricercare notizie, meteo, sport
  • eseguire streaming di musica, radio, video (solo su echo show) e audiolibri
  • creare liste della spesa e delle cose da fare,
  • creare promemoria, sveglie, impegni e calendario
  • effettuare chiamate e videochiamate (solo su echo show)
  • inviare messaggi tra dispositivi Echo o utilizzando Skype
  • controllare dispositivi smart della tua casa intelligente come termostati WiFi, lampadine smart e luci a LED, telecamere e videocitofoni connessi, serrature WiFi, ecc.)

Comandi Alexa su dispositivo

  • Riconosci la mia voce (Impostazioni>Account Alexa>Voci riconosciute>la tua voce)
  • stop / basta / silenzio
  • attiva/disattiva la modalità muto
  • alza/abbassa il volume
  • perché lampeggi in giallo?
  • riproduci/leggi/dimmi le mie notifiche
  • attiva modalità sottovoce (basterà sussurrare per ricevere risposte sussurrate, per esempio durante la notte)
  • elimina tutto quello che ho detto oggi

Riprodurre musica

Riproduci della musica/ musica rap/ musica allegra.
Metti Madonna nel salotto/Alexa, metti Shakira in tutte le stanze.
Riproduci musica per fare festa.
Riproduci l’ultimo album di Caparezza
Aggiungi questa canzone alla mia playlist.
Metti playlist Successi del momento su Apple Music
Segui Jovanotti su Amazon Music
Apri Radio 105
Riproduci Foresta notturna / Campane tibetane
Rriproduci rumore ambientale pioggia (temporale, ruscello, oceano, ecc.)
Alexa connetti dispositivo Bluetooth/connetti il mio telefono.

Mettere in pausa la musica

Musica per concentrarsi

Ti presentiamo Echo Flex – Controlla i dispositivi per Casa Intelligente con comandi vocali grazie ad Alexa

Tenersi informati

Chiedere qualunque cosa

Chiedere che ore sono

Svegliare qualcuno in camera.

Riprodurre le proprie playlist preferite

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Scegliere determinati generi musicali

Fare chiamate telefoniche specifiche

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Telefonare a Uber

Leggere messaggi

Inviare messaggi

Chiedere consigli in cucina

Cambiare canali in TV

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Rimanere connesso con la chiamata stanza-a-stanza

Parlare da una stanza all’altra con l’interfono

Accendere le luci

Controllare colore e tonalità delle lampadine

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa

Chiedere conferma degli appuntamenti presi

Sintonizzarsi sulla proprie preferenze

Utilizzare Alexa come cronometro

Con il nuovissimo Echo Show, anche il time-out può essere una bella cosa. Chiedi a Alexa di creare timer con nome e osservare il conto alla rovescia. Inoltre puoi guardare video e notizie, controllare casa intelligente e altro ancora.

Controllare i robots della casa

Trovare cereali in più posti rispetto alla cucina? Pulisci la tua casa senza alzare un dito. Chiedete ad Alexa di controllare i dispositivi domestici intelligenti, compresi Roomba vacuum.

Controllare gli accessori connessi della casa

Consiglio di acquisto Echo Plus (2ª generazione) – Hub per Casa Intelligente integrato e suono di ottima qualità – Tessuto antracite

Creare liste di cose da fare

Alexa, svegliami domattina alle 7 / disattiva sveglia (di domani)
Svegliami alle 8 con “We will rock you” dei Queen

Imposta una sveglia ricorrente nei giorni feriali alle 6.30

Svegliami alle 6 con Radio 105 (esempio)
Imposta il timer per 20 minuti
Imposta il timer per la torta per 40 minuti
Annulla il timer per la torta
Che ora è?
Quali sono i giorni festivi quest’anno?
Aggiungi cena con Luigi il 3 maggio al calendario
Quali sono i miei impegni oggi?
Mi ricordi di controllare il forno tra 10 minuti?
Skill Raccolta rifiuti potrai creare un calendario che ti ricordi quale tipo di rifiuto buttare in quale giorno.

Trovare un negozio nelle vicinanze

Ordinare una pizza

Segnare appuntamenti e anniversari sul calendario

Fare ingelosire la propria ragazza

Echo SubIl potente subwoofer per il tuo Echo – Richiede un dispositivo Echo e un servizio di musica in streaming compatibili.

Lanciare la monetina

Connettere Alexa alle telecamere a circuito chiuso

Connettere amici e familiari

Controllare accessori Amazon

Acquistare prodotti di vario genere nello store Amazon

Acquistare biglietti del cinema

Acquista Nuova Ring Stick Up Cam Battery, videocamera di sicurezza in HD con sistema di comunicazione bidirezionale, colore bianco, compatibile con Alexa.

Trasmettere emozioni

Intrattenimento

Alexa, canta una canzone rap
Dimmi una barzelletta
Qual è il significato della vita?
Quando morirò?
Come stai?
Chi è tuo padre?
Mi vuoi sposare?
Suona la chitarra
Dimmi un colmo
Come fa il leone?
Qual è la prima regola del Fight Club
Raccontami una storia
Racconta il Brutto Anattracolo
Qual è il tuo supereroe preferito
Apri Domanda del giorno
Raccontami una barzelletta su Pierino
Dimmi una freddatura
Dimmi uno scioglilingua
Fammi un indovinello
Fai beatbox
Fai il rumore del vento
Dimmi un proverbio
Racconta una fiaba.

Comunicare con gli animali

Petlexa il tuo assistente vocale per animali.

Comandi di Streaming audio e video

Avrai bisogno di abbonamento Unlimited se hai intenzione di ascoltare l’intero catalogo (+50 milioni di brani). L’azienda offre comunque un piano mensile ad hoc per i dispositivi Echo.

Se invece sei un utente Prime potrai usufruire di Prime Music ed ascoltare una parte limitata del catalogo (2 milioni). Clicca sul banner qui sotto per maggiori informazioni.

E’ comunque possibile utilizzare ed impostare come servizio predefinito Spotify, anche se è necessario un account Spotify Premium. Non solo, anche il supporto ad Apple Music è stato aggiunto. Basta attivare la skill Apple Music.

In quanto allo streaming di video, se disponi di uno smart display, potrai chiedere di vedere video su Prime Video, Vevo, ecc.

Come con Chromecast per Google, Fire TV Stick (la versione con il telecomando Alexa), permetterà di chiedere all’assistente (direttamente dal telecomando) di controllare la navigazione.

Gestione tempo, sveglie e calendario

Creare liste

Che tempo fara? il Meteo

Cibo, ricette e attività commerciali

Curiosità, calcoli matematici, fatti storici

Imparare l’inglese

Chiedere come si dice in inglese una frase

Chiedere di fare conversioni matematiche.

Shopping e acquisti su Amazon

Farti intrattenere

Chiedere citazioni di film e scambi di battute ironici

Alexa, canta una canzone rap
dimmi una barzelletta
qual è il significato della vita?
quando morirò?
come stai?
chi è tuo padre?
mi vuoi sposare?
suona la chitarra
dimmi un colmo
dammi un Easter egg sul cinema
come fa il leone?
qual è la prima regola del Fight Club
raccontami una storia
racconta il Brutto Anattracolo
qual è il tuo supereroe preferito
apri Domanda del giorno
raccontami una barzelletta su Pierino
apri Questo o quello
dimmi una freddatura
dimmi uno scioglilingua
fammi un indovinello
fai beatbox
fai il rumore del vento
dimmi un proverbio
racconta una fiaba

Chiamare con Skype

Controlla la domotica di casa tua

Philips Hue, Lifx, Osram, Hive, Yeelight, D-Link, TP-Link, Netatmo, Bticino, Tado, Arlo, Ring, iRobot Roomba, Proscenic, Asus e Neato.

Amazon Alexa Moments

Amazon Alexa Moments è una serie di video che l’azienda ha girato per presentare il suo assistente vocale. Alexa appunto. Lo ha fatto in modo divertente, ironico, e credo anche utile. Cioè simulando situazioni quotidiane e familiari. Alexa è installato in 3 dispositivi. L’ormai conosciuto smart speaker Amazon Echo, il fratello minore Amazon Echo dot e il nuovo Amazon Show.

In questi video si racconta come interagire con l’assistente vocale. E quali comandi dare o poter dare. Infatti è bene pensare ad Alexa come ad un telecomando universale.

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Comandi Alexa in italiano

Comandi Alexa in italiano – Le novità

I Comandi Alexa in italiano

vengono implementati periodicamente.

Amazon ha aperto una pagina apposita

e invia, a tutti coloro che hanno effettuato l’acquisto,

una mail con tutte le novità di Alexa.

Insomma, ci insegnano e ci educano

a come rivolgerci al nostro smart speaker.

Si tratta di una guida ai comandi vocali.

Ma io lo considero un vero e proprio corso di formazione

lento e inesorabile che seguirò e riproporrò su questo blog di volta in volta.

Avevo già scritto a riguardo i 50 comandi da chiedere ad Alexa.

Ma adesso sono in italiano.

Acquista Amazon Echo (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con Alexa – Tessuto blu-grigio.

Alexa! Buongiorno.

Amazon per esempio sostiene che

Le mie mattine non sono mai uguali.
Basta dire, “Alexa, buongiorno”.

Con questo comando Alexa ti informa di cosa accade in quel giorno, tipo partite importanti o curiosità del momento.

Cose da provare

Premettendo sempre la parola di accensione Alexa puoi chiedere.

“che cos’è una Skill?”
“qual è la circonferenza di Marte?”
“dammi un Easter egg.”
Scopri i divertenti contenuti nascosti di Alexa per aggiungere un elemento di sorpresa alla tua giornata.
“apri Virgin Radio.”
“raccontami una barzelletta.”
“metti l’ultimo brano di Katy Perry su Amazon Music.”

Il brano, per esempio, è in esclusiva su Amazon Music.

“dove posso vedere la Juve?”
“qual è il tuo libro preferito?”
“metti canzoni di Andrea Bocelli.”

Oppure chiedi. “Alexa, canta”. E con la sua voce e senza musica si improvvisa cantante.

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa di Amazon.

Cose da chiedere ad Alexa

“Alexa,

a cosa stai pensando?”
metti musica per dormire.”
alza il volume.”

com’è il meteo nel weekend?”
apri RDS.”
fammi un indovinello.”

“Alexa, chi è il capocannoniere della Champions League?”
qual è la tua musica preferita?”
a che ora tramonta il sole?”

“Alexa, ti bastan poche briciole.”
fai il rumore della foresta notturna.”
chi è il sindaco di Parma?”

Metti Alexa in ogni stanza Echo Dot (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con integrazione Alexa – Tessuto antracite.

Elenco comandi Alexa

“Alexa, buonasera.”
cos’è successo il 7 dicembre?”
apri Campane tibetane.”
cosa posso chiederti?”
hai un albero di Natale?”

“Alexa, apri Radio 105.”
è bello il film Bohemian Rhapsody?”
riproduci musica di Natale.”
qual è il tuo dolce preferito?”
apri Parola Magica.”

“Alexa, quanti anni ha l’universo?”
che animale è Balto?”
quanti giorni mancano a Capodanno?”

Genere musicale: “Alexa, metti musica rock.”
Scelta: “Alexa, testa o croce?”

Ricerca locale

“Alexa, qual è la pizzeria più vicina?”
Per ricevere risultati locali, indica la posizione del tuo dispositivo nell’App Alexa.

  • seleziona l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra,
  • Echo & Alexa,
  • scegli il tuo dispositivo Echo
  • inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

Comando sveglia Amazon Echo

“Alexa, metti una sveglia per le 7:00 del mattino.”
Per gestire le sveglie è necessario andare sull’App Alexa e seleziona una sveglia dal menu Promemoria e sveglia.

Per creare o modificare una sveglia nell’App Alexa:

  • scheda menu, seleziona Promemoria e sveglie.
  • Scegli il tuo dispositivo dal menu a discesa.
  • Seleziona la scheda Sveglie.
  • Seleziona Aggiungi sveglia per creare una sveglia.

Per modificare una sveglia esistente, torna alla scheda Sveglia e seleziona quella esistente.
Sui dispositivi Echo compatibili, puoi dire “Mostra le mie sveglie” per visualizzare un elenco. Quando suona la sveglia, puoi eseguire anche le seguenti azioni:

  • Per eliminarla, trascina il dito verso sinistra su una sveglia.
  • Per ignorarla, trascina il dito verso l’alto su Ignora.

Ma puoi anche chiedere “Alexa, svegliami con della musica classica.” Svegliati con la tua musica preferita da Amazon Music, Spotify o TuneIn.

Promemoria

“Alexa, ricordami di comprare carta da regalo.”

Per non dimenticare appuntamenti, scadenze o altre occasioni importanti puoi usare i promemoria. Per gestirli + necessario andare sull’App Alexa e selezionare

  • Promemoria e sveglia dal menu.

“Alexa, inizia la mia giornata.”

Routine

Ci sono cose che ripeti ogni giorni? Azioni che ripeti oppure che ti piace fare quotidianamente. Sei un abitudinario? C’è qualcosa che ti piace ascoltare ogni giorni? Ecco, Alexa ti da la possibilità di creare una Routine per utilizzare un singolo comando e attivare una serie di azioni automaticamente. Per esempio

  • accendere la luce
  • ascoltare le notizie
  • sapere qual è il tuo prossimo impegno.

Per creare una Routine, si va sempre sull’App Alexa e selezionare Routine dal menu.

Servizio musicale predefinito Amazon

Per scegliere il servizio musicale predefinito tra Amazon Music, Spotify e TuneIn, è necessario andare  sull’App Alexa e selezionare

Impostazioni > Musica.

“Alexa, apri Suoni Rilassanti.”
Una delle skill di Alexa è Suoni Rilassanti. Infatti, oltre alla musica è possibile richiedere dei suoni come la pioggia o le onde del mare, o il suono di un ruscello. In questo modo si può ricreare un’ atmosfera personalizzata. Amazon dice per rilassarsi, dormire o studiare meglio.

“Alexa, prossima canzone.”
“Alexa, recita una poesia.”

Amazon Music

“Alexa, metti la playlist Best of 2018 su Amazon Music.”

Così come puoi chiedere durante l’esecuzione di che canzone si tratta. Fosse mai che non conoscessi le canzoni che la playlist ti propone. La pronuncia inglese purtroppo non è delle migliori e non sempre si capisce il titolo della canzone.  Oppure puoi chiedere i dettagli della canzone.

Notizie e Notiziari Alexa

Alexa fornisce un sommario delle notizie più importanti del giorno. In automatico ti rinvia al TG di Sky TG24. Però è anche possibile scegliere le emittenti preferite e personalizzare il Sommario quotidiano.

  • Apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni
  • > Sommario quotidiano

Però è pure possibile leggere le prime pagine o l’editoriale di diversi giornali quotidiani che si sono premuniti di creare delle skill. Interessante ascoltare l’editoriale del giorno del Corriere della Sera.

Meteo Alexa

“Alexa, oggi pioverà?”

Per ricevere le previsioni del tempo locali, si indica la posizione del dispositivo nell’App Alexa. Sul mio è impostata la posizione del mio primo ingresso su Amazon. Questa la procedura

  1. Aprire l’App Alexa
  2. Selezionare l’icona Dispositivi (nell’angolo in basso a destra)
  3. > Echo & Alexa
  4. > scegli il tuo dispositivo Echo
  5. > inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

“Alexa, che rumore fa l’oceano?”
“Alexa, qual è la capitale del Cile?”

Giocare con Amazon Alexa

“Alexa, apri Vero o Falso.”

Filastrocche per bambini

“Alexa, apri Filastrocche della Buonanotte.” Per ascoltare 20 brevi racconti per bambini, bisogna consentire l’accesso alle Skill per bambini.

  • Apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni
  • > Account Alexa
  • > Skill per bambini.

Il gioco delle tabelline

Alexa, apri il gioco delle tabelline.

Con Alexa le tabelline diventano un gioco! Consenti l’accesso alle Skill per bambini per iniziare a giocare. Per farlo, apri l’App Alexa e seleziona Impostazioni > Account Alexa > Skill per bambini.

Clem Quiz

Clem Quiz è un vero e proprio quiz della Clementoni. Puoi giocare da solo, contro Alexa, o in due. Dai primi tentativi però pare che ci sia qualche problema. Perché sebbene sia divertente alcune risposte non sono comprese. E quindi si interrompe il divertimento. Comunque da provare, certamente da implementare da parte di Amazon.

“Alexa, apri Clem Quiz.”

Per usare questa Skill, devi consentire l’accesso alle Skill per bambini. Per farlo,

  1. apri l’App Alexa e seleziona
  2. impostazioni
  3. > Account Alexa
  4. > Skill per bambini.

Interessante che la Clementoni ci tenga a dire, sulla pagina della privacy, che non raccoglie dati.

Quiz di Frisbee

“Alexa, apri I Quiz di Frisbee.”

Testa la tua conoscenza sui cartoni animati di Frisbee. Consenti l’accesso alle Skill per bambini per iniziare il quiz.

  • apri l’App Alexa
  • seleziona Impostazioni,
  • Account Alexa
    • Skill per bambini.

Comando luci Amazon Alexa Echo

“Alexa, accendi la luce.”
Il prossimo passo per la domotica è connettere Alexa ai dispositivi per Casa Intelligente compatibili, come luci e prese.

Se possiedi un dispositivo Echo Plus, ti basterà dire “Alexa, scopri i miei dispositivi” per connetterli ad Alexa. Altrimenti hai bisogno di un hub compatibile con Alexa e i tuoi dispositivi, ossia serve un ponte wifi che colleghi l’Amazon Dot o Amazon Echo ai dispositivi intelligenti della casa, come lampadine, termostati, etc.

Amazon Prime

Dov’é il mio ordine?

Se sei cliente Prime, puoi chiedere ad Alexa di dirti per quando è prevista la consegna del tuo ordine Amazon, anche se non l’hai effettuato usando Alexa.

LE PIÙ RICHIESTE di ottobre

Età di Alexa: “Alexa, quanti anni hai?”
Musica: “Alexa, metti un po’ di musica.”
Programmi TV: “Alexa, cosa c’è stasera in TV?”

Queste tre frasi mi suggeriscono che le persone stiano giocando e provando le capacità di Alexa. Voler sapere la sua età è segnale di un gioco, e nello stesso tempo di umanizzazione dello strumento. La musica invece è il cuore di questo strumento, che almeno inizialmente sarà sempre pensato come una cassa. E infine la buona vecchia TV, che tutti vogliono scalzare e che invece non si riesce. Chissà, staremo a sentire.

Comandi Novità dicembre 2018

Le novità di dicembre sono tutte dedicate alle feste natalizie. del tipo, “Alexa, come si dice ‘buone feste’ in inglese?” Oppure si può augurare un Buon Natale!

E poi c’è sempre la parte musicale: “qual è la tua canzone di Natale preferita?”. Cosa molto utile è farsi suggerire il cenone di Natale. O meglio qualche ricetta per il Natale. Aggiungere alla lista della spesa un panettone, per controllare poi proprio la lista.

Alexa, può riprodurre, chiedendolo musica di Natale per bambini. Oppure Raccontare una storia. O ancora, si può chiedere. Alexa, aiutami a rilassarmi.

Alexa Auto

Con Alexa auto basta chiedere “Alexa, c’è traffico?” Se lo chiedi, Alexa ti chiede la tua posizione, attraverso l’App e poi vuole sapere il percorso. In effetti, trovandoti a casa… difficiel saperlo. Per aggiungere il punto di partenza e la destinazione, vai sull’App Alexa e seleziona

Impostazioni > Traffico dal menu.

Domande varie

“Alexa, pronto sorveglianza?” “apri Capitali del Mondo.” quanto è alto il monte Cervino?” “apri Rumore del Ruscello.”

Santo del giorno: “Alexa, che Santo è oggi?”
Affetto: “Alexa, ti voglio bene.”
Preferenza: Alexa, qual è il tuo colore preferito?”

Comandi Novità novembre 2018

Alexa!
Dimmi un colmo.
Apri Radio Italia.
Mi dici una curiosità sul cibo?
Metti l’ultimo album di Marco Mengoni.
Chi è stato il primo Presidente della Repubblica Italiana?
Com’è finito il campionato di Formula 1?
Racconta una fiaba.
Fai il rumore del temporale.
Apri Corriere della Sera.
Quanto è il 20% di 59?
Alexa, giochiamo a carta, sasso, forbice.
Quanti anni ha Piero Angela?
Chi ha scritto La Divina Commedia?

Cinema e geolocalizzazione

Che cosa c’è al cinema? Per ricevere risultati locali, indica la posizione del tuo dispositivo nell’App Alexa:

  • Seleziona l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra
  • Echo & Alexa
  • Scegli il tuo dispositivo Echo
  • Inserisci il tuo indirizzo in Posizione.

Versi di animali: “Alexa, come fa il cane?” 
Popolazione: “Alexa, quante persone ci sono al mondo?”
Chiamata: “Alexa, effettua una chiamata.”

Novità dicembre 2018

Per il periodo natalizio si può chiedere ad Alexa di cantare un grande classico delle canzoni natalizie.
“Alexa, cantami ‘Jingle Bells’”.

Cose nuove da provare

Tenendo presente che il comando di accenzione è sempre Alexa, o computer o altro che decidete, queste sono le novità di dicembre

Qual è il tuo film di Natale preferito?

Cosa significa ossimoro?”

Dimmi l’oroscopo di oggi.. Che è l’oroscopo di Paolo Fox

Fammi un indovinello sul Natale.

Hai cucinato gli arancini per il 13 dicembre?

Fai il rumore del fuoco.

Dove sono le Maldive?

“Alexa, fai Drop In.”

Connettiti ai dispositivi Echo registrandoli sullo stesso account o a quelli dei tuoi contatti (se questi ti hanno concesso l’autorizzazione).

Per esempio, quando la cena è pronta, puoi chiamare il dispositivo Echo del salotto da quello della cucina per comunicare che è pronto in tavola.

Non disturbare

Attiva la modalità Non disturbare quando non desideri ricevere chiamate e messaggi sul tuo dispositivo.

Giochi e sport

Apri Il gioco della bottiglia.

Quanti scudetti ha vinto la Fiorentina?

Con chi passi il Natale?

Alexa, quanti metri sono 10 piedi?

Aggiungi un evento al calendario.

Collega il tuo calendario e chiedi ad Alexa di aggiungere un nuovo evento o dirti cos’hai in programma.

Per iniziare, vai sull’App Alexa e seleziona Impostazioni > Calendari dal menu.

Le più richieste di novembre

Temperatura: “Alexa, quanti gradi ci sono?

Citazione cinematografica: “Alexa, qual è la prima regola del Fight Club?”

Traduzione: “Alexa, come si dice ‘buongiorno’ in giapponese?

Come impostare Google Assistant per inviare messaggi

Sapete che è possibile impostare Google Assistant per inviare messaggi? Perché se siete alla guida della vostra macchina…

  • dovreste guidare e basta.
  • Potreste utilizzare il buon vecchio vivavoce.
  • Attivare Google Assistant.

Google Assistant, infatti, senza spendere un centesimo, vi permette di far eseguire alcuni comandi su qualunque smartphone. Lo avete già sul vostro telefonino se avete un sistema Android. Mentre chi possiede un Apple può chiedere a Siri.

Guida e basta

Pensa che quando ero vivo, non guidavo neanche male. Qualche volta ho anche frenato su una striscia pedonale, ma se ero un po’ in ritardo ad un nuovo appuntamento, io passavo sulle strisce a non meno di duecento.

Quando guidi, guida e basta. Cosa ti costa?

Scrivo questo articolo semplicemente per autodifesa. Non lo scrivo per nessun altro motivo. Voglio salvarmi la vita. E approfitto anche del mio blog personale per cercare di capire il perché avete in mano una tecnologia utile come un vivavoce o un assistente vocale, a costo zero, e continuate a non utilizzarla.

Alcuni giorni fa, per andare a trovare mio fratello in negozio ho dovuto attraversare la strada. Quante volte vi capita in un giorno di attraversare una strada? Guardo a sinistra, guardo a destra. Non passa nessuno. In lontananza una macchina procedeva lentamente e secondo i miei calcoli sarei passato in sicurezza.

Nonostante la distanza di sicurezza attraverso di corsa e in totale sicurezza. Quando arrivo sul marciapiede la macchina si trovava molto distante da me. Ripeto, mi trovavo sul marciapiede. Guardo all’interno della macchina e la signora alla guida stava inviando un messaggio. Ad un tratto, forse per un balzo della macchina o vedendo un’ombra, la signora sterza all’improvviso, verso il marciapiede, dove mi trovavo io.

Si è trattato di un attimo nel vedermi schiacciato dall’auto. Fortunatamente con una seconda sterzata, la signora riporta l’auto in carreggiata.

Io mi sono spavento tantissimo. La signora ha continuato a inviare messaggi o non so chissà che cosa.

Guidare e basta. È troppo?

Il mio amico Sandro Franzo, ha pubblicato qualche giorno fa, sul suo profilo Facebook, questa foto.

Fortunatamente è sceso dall’auto illeso dicendo che stava scrivendo un messaggio alla sua ragazza…

Ecco. Un altro che scrive e invia messaggi mentre guida. Non si è fatto nulla, non è successo nulla di grave. Eppure quanti incidenti accadono per la distrazione? E nello specifico per la distrazione di uno smartphone?

Per questi motivi di vita quotidiana ritengo necessario e urgente questo articolo. Nulla di nuovo, nulla di originale. Semplicemente l’ennesimo contributo sul web.

Io voglio salvarmi la vita e non è detto che con questo articolo io ci riesca.

Come impostare Google Assistant per inviare messaggi

Innanzitutto è necessario avere sul proprio telefonino Google Assistant. In genere, tutto si dovrebbe preimpostare quando si accede per la prima volta sul proprio smartphone. Ma se avete negato permessi e altro, magari non c’è nulla di impostato.

Dunque partiamo proprio dai primi passi.

  • Andate su Google Store, scaricate gratis l’applicazione e apritela.
  • In basso a destra trovate > altro. Cliccate , poi su > impostazioni.
  • Voce
  • Mach voice.
  • Sbloccate

Usate la vostra voce! La tecnologia non serve per farci perdere solo tempo. La tecnologia serve per migliorare la nostra vita. Evitare gli incidenti significa vivere meglio. Salvare la vita a se stessi e agli altri significa vivere in un mondo migliore. Arrivare a casa sani e salvi e abbracciare le persone che amiamo è vivere alla grande! Non lo pensate anche voi?

Allora, rilassatevi per un attimo, prendete il vostro smartphone e seguite le istruzioni!

“Ok Google!” invia messaggio whatsapp

Ho già scritto riguardo ai comandi che potete dare a Google Assistant. Non è difficile.

Qui di seguito le parole esatte da pronunciare per fare eseguire esattamente i comandi.

L’assistente vocale si accende dicendo “Ok Google” e dopo potete chiedere:

  • Invia messaggio WhatsApp a “Nome Contatto”
  • Invia WhatsApp
  • Messaggio WhatsApp
  • Messaggio WhatsApp a “Nome Contatto”
  • Dettare il messaggio,
  • correggere o confermare

La qualità del riconoscimento vocale di Google Assistant è abbastanza buona. Qualche volta però, può capitare che non capisca. I motivi possono essere vari, un rumore di sottofondo, una nostra pronuncia non corretta. Per esempio, tra i miei contatti, Google Assistant ha problemi nel riconoscere il cognome Friscia, che sente come Brescia. In questo caso basta modificare il contatto con qualcosa di più semplice, in modo che sia univoco e facile da riconoscere.

Leggere i testi dei messaggi ricevuti con Android

Con un assistente vocale si possono pure leggere i messaggi e le notifiche ricevute. Questa operazione è leggermente più complicata. Ossia, per fare questo dovete scaricare sul vostro smartphone un’altra applicazione.

Tra quelle più consigliate, e che ti consiglia lo stesso google assistant, c’è il “Lettore di notifiche free, messaggi SMS, email” se ne avete provate altre, basta commentare in fondo.

A detta dell’autore si tratta di una applicazione

per utenti ESPERTI, in grado di gestire più di 100 opzioni e con la pazienza di consultare fino a 23 video di YouTube in inglese o in italiano! Se non sei esperto, non scaricarla, oppure, se la scarichi comunque, e poi non sei in grado di usarla, EVITA ALMENO DI SCRIVERE RECENSIONI NEGATIVE, io ti avevo AVVERTITO, e poi leggi il punto 2 per capire perché sarebbe CONTRO IL TUO STESSO INTERESSE!

La sua caratteristica è che è gratuita e che l’autore, se siete costruttivi, è disponibile a correggere eventuali difetti.

Codice della strada – Articolo 173

Anche se gli inasprimenti della legge, dice Wired, sono una bufala l’articolo 173 del codice della strada prescrive.

1. Il titolare di patente di guida, al quale in sede di rilascio o rinnovo della patente stessa sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l’obbligo di usarli durante la guida.
2. È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani).
3. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 326.
3-bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 161 a euro 647. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.

Adesso, se hai letto questo articolo non hai più scuse. Usa lo smartphone in modo utile. E se non ti trovi bene con questi sistemi, o il tuo smartphone non è all’altezza del compito, non farti alcun problema. Guida e basta!

Amazon Alexa parla italiano con i suoi smart speakers

Amazon Alexa arriva in Italia! Il 30 ottobre 2018 ha inizio il futuro dell’assistenza vocale in lingua italiana! Credo che sia un momento importante anche per questo blog. Perché ne ho parlato in lungo e in largo, perché dopo 3 anni in cui parlavo in modo teorico degli assistenti vocali, oggi ne posso avere uno smartspeaker reale tra le mani. Insomma, è un momento felice che bisogna festeggiare e ricordare.

Amazon poi arriva con un armamentario di smarspeaker imponente. Non uno ma 4 smarspeaker di ultima generazione, e kit di base per l’internet delle cose.

Amazon alexa italia

Chi segue il blog da più tempo sa che mi occupo di Amazon Alexa da un paio di anni. Me ne sono occupato perché l’impatto che ha già avuto negli Stati Uniti è notevole. Amazon è un ecosistema digitale importante, la sua architettura dell’informazione è presa ad esempio da molti User Experience Designer.

Amazon ci ha cambiato in questi ultimi anni. Per esempio, ha scardinato la paura che abbiamo di affidare i dati della nostra carta di credito o prepagata ad un sito internet. Ha colpito duramente le grosse catene di vendita, sta mettendo a dura prova i piccoli negozianti. E’ vero, ma sta anche lavorando al negozio del futuro e per chi vive in provincia da la possibilità di una finestra sul commercio unica.

E, da oggi, da domani, tutto questo sarà possibile farlo anche attraverso la propria voce, con Amazon Alexa Italia. Un progetto, quello di Alexa, nato per gioco e diventato, invece, il progetto di punta dell’innovazione targata Amazon.

Alexa cos’è

Per spiegare cos’è Alexa uso le parole di Amazon.

Amazon Alexa è un utile applicazione che può fornire aggiornamenti su ciò che accade nel mondo, riprodurre le canzoni preferite, a cui fare domande, creare liste ed altro ancora. Amazon Alexa si adatta e impara nel tempo, offrendo un’esperienza personalizzata.

Tiene anche in considerazione le tue preferenze di vocabolario.

Amazon Alexa Italia semplifica la connessione a diversi dispositivi della tua casa con un solo comando per ogni attività.

Smartphone o Smartspeaker?

Tra le altre cose Amazon invita a scaricare Alexa sul proprio telefonino, in modo da potersi connettere con altri che usano la stessa applicazione.

Lo scopo è quello di far entrare più persone all’interno dello stesso ecosistema.

Alexa comando vocale

Su questo blog ho scritto un paio di articoli su cosa chiedere ad Alexa, che tra l’altro sono anche comandi che puoi dare a qualsiasi assistente vocale.

Dice Amazon.

Le principali caratteristiche degne di nota sono:

  • Creare gruppi di luci intelligenti e controllare tutte le luci in una stanza con un solo comando.
  • Chiamare e inviare messaggi ai possessori di dispositivi Amazon Echo e a chiunque altro con l’app Alexa sul proprio telefono o tablet.
  • Adattarlo alle esigenze e preferenze personali.
  • Collegarsi stabilmente con i dispositivi compatibili Alexa per chiamare casa o per far sapere alla propria famiglia che è ora di cena o controllare un parente anziano.
  • Ascoltare la tua musica preferita.
  • Chiedere all’assistente di leggere le ultime notizie o gli aggiornamenti meteo (e altro).
  • Con la musica multi-room, creare gruppi di dispositivi Echo compatibili sulla stessa rete Wi-Fi per riprodurre la musica su tali dispositivi.
  • Con Smart Home, configurare i dispositivi, controllare o controllare lo stato delle luci intelligenti, serrature e termostati a casa e in viaggio.

Amazon echo

Amazon Echo è un altoparlante che puoi controllare con la tua voce, senza dover usare le mani.

Echo si connette all’Alexa Voice Service per riprodurre musica, effettuare chiamate, inviare e ricevere messaggi, cercare informazioni, notizie e risultati sportivi, darti le previsioni del tempo e molto altro. Basta chiedere.

Inoltre, Amazon Echo è un altoparlante progettato sapientemente per riempire qualsiasi stanza con un suono pieno e ricco. Grazie ai sette microfoni di cui è dotato e alla tecnologia di beamforming, è in grado di sentirti da qualsiasi direzione, anche mentre stai ascoltando della musica.

Quando vuoi usare Echo, devi semplicemente pronunciare la parola di attivazione “Alexa” ed Echo si attiverà e risponderà alla tua richiesta.

Amazon Alexa parla italiano. Ma lavora per la CIA?

Il sospetto che Alexa ci ascolti 24 ore su 24 ore è un sospetto che hanno in molti. Alexa come tutti gli altri assistenti vocali. I giornali generalisti mettono sempre il dubbio su questo aspetto. Personalmente non lavoro per Amazon o per Google, per cui non posso mettere la mano sul fuoco. Ma è una paura davvero indotta che, al momento, non ha nessun fondamento.

Le aziende come Google, Amazon, Microsoft, hanno sempre negato qualsiasi possibilità di ascolto al di là delle richieste effettuate. E se un controllo viene effettuato da queste aziende, lo fa già tracciando tutta la nostra navigazione. E se dovessero davvero ascoltare le nostre conversazioni, significa che già lo fanno sui nostri smartphone.

Tutti coloro che lavorano e raccontano questi dispositivi garantiscono all’infinito che l’ascolto da parte del dispositivo si limita al momento in cui si da il comando di accensione “Alexa” “ok Google” “Ehi Siri”. Io ci credo in buona parte perché tradire questa fiducia o affermare questo sospetto significherebbe la fine di questi dispositivi.

Chi, infatti, sopporterebbe di avere una spia in casa?

Come spegnere Amazon Echo

Amazon Alexa si può sempre spegnere.

Controlla la musica con la tua voce

Amazon ha sempre creato dispositivi massicci e ad alte potenzialità. Si veda per esempio il kindle Fire. Un tablet a tutti gli effetti con una potenza davvero incredibile. Amazon infatti non guadagna dai suoi dispositivi, ma da quello che ci fai con i suoi dispositivi. Per cui offre ad un prezzo relativamente contenuti prodotti di alta qualità.

Amazon Echo è dotato di un woofer con cavità downfiring da 63 mm e un tweeter da 16 mm con processore Dolby, per toni cristallini e una risposta dei bassi dinamica in tutta la stanza. Puoi riprodurre la tua musica preferita da Amazon Music, Spotify, TuneIn e da altri servizi musicali.

Con Amazon Music, potrai cercare musica in base all’artista o al periodo, oppure lasciare che Alexa scelga la musica per te. Gli iscritti a Prime possono ascoltare in streaming oltre 2 milioni di brani degli artisti più famosi grazie a Prime Music, senza pubblicità né costi aggiuntivi.

Con Amazon Music Unlimited, avrai accesso a oltre 50 milioni di brani, inclusi quelli più recenti, a soli 3,99€ al mese su un dispositivo Echo. Dopo aver configurato il tuo dispositivo Echo, Amazon Music Unlimited sarà disponibile in prova gratuita per 14 giorni senza dover sottoscrivere un abbonamento; dopodiché, potrai iscriverti e ottenere un periodo di uso gratuito di 30 giorni. Scopri di più.

Amazon Alexa prezzo

Alexa arriva da noi provvista già di 400 diverse skill e non solo a bordo dei dispositivi Echo, ma anche di prodotti terzi provenienti da aziende come Bose, Sonos, Harman Kardon, Jabra, Hama, NETGEAR, Huawei, Sony, Riva, Motorola, TIM e altre.

Le offerte di lancio dal 24 al 30 ottobre sono davvero impareggiabili.

Si parte dai 35,99 euro necessari per Echo Dot passando per i 59,99 di Echo, i 77,99 di Echo Spot e gli 89,99 di Echo Plus. Le consegne avranno inizio il 30 ottobre.

Amazon Alexa tutti i dispositivi disponibili

Echo Dot (3ª generazione) – Altoparlante intelligente di piccole dimensioni.

Amazon Echo (2ª generazione) – Altoparlante intelligente classico.

Amazon Echo Spot – Un altoparlante intelligente dotato del video.

Echo Dot (3ª generazione) + Amazon Smart Plug, compatibile con Alexa

Amazon Echo Spot + EZVIZ ezCube Pro IP Telecamera.

Echo Plus (2ª generazione) + Philips Hue White Lampadinada

Kit per la casa Amazon Alexa

Echo Stereo System – 2 Echo (2ª generazione).

Amazon Echo (2ª generazione) + Philips.

Sonos One, lo Smart Speaker per Ascoltare la Musica

Cuffie Bose QuietComfort 35 II Wireless con Alexa integrata.

Acquisti on-line per Alexa e la Casa intelligente: Dispositivi con Alexa integrata.

Promozione Echo da un’ampia selezione nel negozio Musica Digitale

Guida alle skill di Alexa

Le skills sono le applicazioni vocali di Alexa. Le skill permettono di attivare nuove funzionalità e contenuti che arricchiscono l’esperienza con i dispositivi Echo e con integrazione Alexa. Amazon offre la guida che trovate qui di seguito.

Ti potrebbero interessare anche questi articoli già pubblicati nel tempo sul blog

Qualcuno di questi articoli potrebbe essere datato. Sto procedendo ad aggiornarli. Se vuoi contribuire e condividere la tua esperienza commenta liberamente e costruttivamente!

Controlla ogni cosa con la tua voce – Skills Amazon Alexa

 

50 comandi per Amazon Echo – Cosa puoi chiedere ad Alexa

 

Alexa Skill Blueprints: come personalizzare Alexa senza scrivere alcun codice

 

Dal Suono come quarta dimensione dell’UX Design ad Alexa

 

 

Smartphone vs Smartspeaker? Amazon sceglie Alexa

 

Navigatori per moto. TomTom o Garmin? Quale voce scegli?

In commercio

si trovano navigatori per moto

per tutti i gusti e di diverse marche.

Anche se la competizione si concentra 

tra TomTom e il brand avversario Garmin.

Ciascun motociclista ha poi la sua idea di viaggio e di navigatore e ascoltare il loro parere non aiuta tantissimo a decidere quale sia il miglior navigatore per moto.

Sicuramente un navigatore deve essere utile per i motociclisti che viaggiano e voglio avere la certezza del loro percorso per arrivare dritti alla meta.

Il navigatore è utile per chi vuole programmare prima il proprio percorso. O anche per quelli che volendo deviare e darsi all’avventura vogliono essere sicuri di non perdersi.

Ne fanno tranquillamente a meno chi ama l’avventura e chi sta in sella a prescindere.

Il bello di un viaggio in moto sta nel viaggio stesso, la meta è solo una banale scusa.

Aggiornamento navigatori per moto 2018/2019

TomTom Rider 550

Dalla prima pubblicazione di questo articolo sono arrivati nuovi modelli. Di seguito per esempio vi presentiamo il TomTom Rider 550

Test Tom Tom Rider 550, il nuovo navigatore per chi viaggia.

Per quel che ci riguarda il TomTom Rider 550 è un navigatore compatibile con Siri e Google assistant che sblocca tutte le funzioni vocali dello smartphone. Quindi abbiamo lettura ad alta voce e risposta ai messaggi, chiamate e riproduzione di musica.

Interessante, per chi considera lo scooter anche una moto (senza offesa), è da valutare il TomTom 1SP0.001.04 VIO. un navigatore per Scooter con navigazione dettagliata della città. Mostra gli avvisi sulla presenza di tutor e autovelox fissi. Offre percorsi alternativi per evitare il traffico e visualizza le chiamante dello smartphone.

Garmin Zumo

Altro navigatore non preso in considerazione nella prima stesura dell’articolo e che oggi presentiamo senza giudizio è il Garmin Zumo 346LMT-S WE – Navigatore per Moto con Mappa Italia e Europa Occidentale, Connessione Smartphone e aggiornamenti mappe via WiFi Display 4.3″.

Navigatore per moto. Oltre le mappe, la voce.

Un navigatore dovrà sicuramente guidarti con delle mappe ben aggiornate. Di seguito pongo l’attenzione su tre modelli consigliati dagli utenti sul web. Personalmente non so quale sia il miglior navigatore. Quello che mi interessa sottolineare è la cura che TomTom e Garmin pongono alla voce. Dal punto di vista sonoro, infatti, i due brand hanno due filosofie leggermente diverse.

TomTom è impegnata nella creazione di voci ufficiali e preconfezionate per i propri utenti. Questi si possono limitare a scaricare la voce che preferiscono.

Garmin propone, invece, una sola voce standard, Silvia, per tutti. E lascia agli utenti la creazione di ulteriori varianti. Infatti, la Garmin ha creato un software apposito dove ciascun utente può creare la propria voce personalizzata.

Quest’ultima possibilità fa si che gli utenti possano offrire archivi di voci alternative. Però sinceramente, o ci si fida ciecamente del sito e della persona che propone il file, oppure caricare voci non ufficiali o di dubbia provenienza è certamente sconsigliato. O meglio. Personalmente non utilizzerei mai questi file.

Voce tomtom

Per TomTom sono disponibili 3 tipi di voci di navigazione ufficiali.

Le voci standard che sono preinstallate su tutti i dispositivi TomTom. Si tratta di voci registrate che forniscono istruzioni vocali per il percorso.
Le voci sintetizzate che utilizzano la tecnologia di sintesi vocale per la lettura dei nomi delle strade, dei messaggi di testo in arrivo, delle informazioni meteo e così via. Non tutti i dispositivi supportano l’utilizzo delle voci sintetizzate.
Le voci premium che sono state registrate da personaggi famosi e sono disponibili per l’acquisto.

La voce italiana di Chiara è una voce gratis per TomTom ma se si vuole qualcosa di più interessante TomTom ha aperto un vero e proprio negozio delle voci.

Si va dalle voci dei cartoni come le voci dei Simpson (in lingua inglese), alle voci di celebrità, comici e films (tutte a pagamento e in inglese).

Le voci standard che offre TomTom per tutte le lingue, invece, sono voci gratis. TomTom offre delle istruzioni su come installare e gestire le voci per TomTom.

Garmin Voice Studio

Garmin offre la voce italiana denominata Silvia. Se si vuole si può scaricare dall’apposita pagina di Garmin. Ma offre a tutti la possibilità di personalizzare, come si preferisce, la voce del proprio navigatore Garmin.

La stessa Garmin presenta il proprio software gratis.

Voice Studio™ è un’applicazione software gratuita di Garmin grazie alla quale è possibile realizzare la propria voce guida personalizzata da utilizzare sui navigatori Garmin compatibili. Con Voice Studio™ la creazione della nuova voce guida è gratuita, semplice e rapida. Grazie a Voice Studio™, e alle decine di veicoli gratuiti disponibili in Garmin Garage, il navigatore Garmin diventa completamente personalizzabile.

Se poi si è in cerca di ulteriori aggiornamenti si può andare direttamente su Garmin Garage e trovare il necessario per personalizzare il proprio navigatore.

3 modelli di navigatori per moto consigliati dai motociclisti

Difficile capire il perché di certi giudizi. E purtroppo non ho la possibilità di comparare i due brand. Gli utenti si limitano a dire che l’uno o l’altro è un ottimo modello in quanto soggettivamente si trovano bene. Ma nessuno mi pare dia un parere oggettivo.

Ad ogni modo, i modelli di cui i motociclisti si fidano sono essenzialmente tre.

Il miglior navigatore per moto

Il miglior navigatore satellitare per moto deve essere realizzato con materiali solidi e robusti, infatti è cosa diversa rispetto navigatori per auto.

Per questo motivo lo schermo del navigatore è uno schermo antiriflesso e possiede un touch screen da utilizzare anche con i guanti.

I modelli più moderni e aggiornati sono compatibili con gli assistenti vocali in modo da collegarsi con il proprio smartphone o con una videocamera o un interfono per parlare o ascoltare musica.

I migliori navigatori per moto possiedono anche le opzioni di scegliere percorsi avventurosi o panoramici. e alcuni indicano persino gli itinerari con curve e la difficoltà del manto stradale per una maggiore sicurezza del motociclista.

Navigatori TomTom

TomTom Rider 400

Il TomTom Rider 400 GPS per Moto, Europa Completa è tra i navigatori più usati della TomTom. Gli utenti sono molto soddisfatti del nuovo aggiornamento che ha risolto diversi problemi. Tra questi problemi c’era la lentezza del ricalcolo del percorso. Adesso pare che tutto sia molto più fluido. Inoltre, grazie all’ultimo aggiornamento è possibile effettuare le chiamate direttamente dal TomTom.

TomTom aiuta nella scelta dei propri modelli a seconda dell’uso che se ne vuole fare. Infatti, se si è motociclisti occasionali ci si può limitare a comprare il modello TomTom Rider 42 Navigatore GPS per Moto, con le mappe di 23 Paesi. Oppure se si è dei motociclisti accaniti ci si può spingere su modelli più avanzati come TomTom Rider 450. Se si aggiungono altri cento euro si ha anche il pacchetto premium NAVIGATORE GPS TOMTOM RIDER 450 PREMIUM PACK che garantisce mappe a vita.

Su Wired scrivono

Il 450 funziona anche offline per non perdere mai la copertura e offre anche 150 percorsi preinstallati curati da MotoPlus, Adventure Bike Rider e Tourenfahrer

Compatibilità auricolari per TomTom Rider

TomTom ha verificato la compatibilità di una serie di interfoni e auricolari compatibili con i propri modelli Rider 400/410 e Rider 40. Tuttavia se dall’elenco ufficiale mancasse il proprio auricolare, TomTom dichiara che

se il tuo auricolare è dotato di un profilo Bluetooth® dovrebbe essere supportato dal dispositivo Rider.

Garmin navigatori

Garmin Zumo 390

Di contro c’è il Garmin. I modelli più gettonati sono il Garmin Zumo 390LM Navigatore Moto Impermeabile con Schermo da 4.3″, Mappa Europa Completa e Aggiornamento Mappa a Vita e il modello successivo Garmin Zumo 395LM EU sempre con Display 4.3″. Si tratta di modelli equivalenti al TomTom rider 400.

Secondo le riviste di settore la serie Zumo pare essere davvero all’avanguardia.

Un’altra caratteristica esclusiva di Garmin ed estremamente utile è la Smart Notification, tecnologia attraverso la quale è possibile leggere sullo schermo le notifiche del proprio Smartphone: email, sms, info dai social… sarà quindi sempre possibile stare in contatto con i propri amici.

Garmin Zumo LM 590

A quanto pare in passato i TomTom, erano lenti nel ricalcolo, avevano una autonomia di batteria scarsa, touch scadente. Per questo motivo chi ha acquistato il Garmin Zumo 595LM Navigatore per Moto Avanzato si è ritrovato su un altro pianeta.

Pur tuttavia i motociclisti si lamentano del costo eccessivo di questo modello rispetto ai modelli inferiori. Il Garmin offre molte funzionalità per il motociclista e la grafica è molto accattivante, ma secondo alcuni il TomTom è migliore per la pianificazione dei percorsi. Idem per l’aggiornamento degli autovelox.

Quanti pollici?

Altro problema per chi deve acquistare un navigatore per moto è la dimensione. Senza dubbio è necessario verificare i propri gusti estetici. Ma altro elemento da tenere in considerazione è la vostra capacità visiva. Con l’età questa diminuisce e un 5 pollici potrebbe essere la soluzione migliore rispetto al 4,3” per evitare di avere problemi in futuro.

Comparativa Garmin TomTom di Motociclismo.it

Il sito Motociclismo.it ha effettuato una bellissima comparativa tra 4 modelli. 2 modelli di navigatore per moto Garmin e due navigatori per moto TomTom. Luca Nagini, che firma l’articolo, ha stilato la classifica seguente.

Al primo posto ha messo il Garmin Zumo 396LM – Navigatore Gps per Moto, Schermo da 4,3″.

Segue il Navigatore per moto TomTom Rider 500, da 4,3 pollici, con percorsi tortuosi e collinari dedicati alle moto, aggiornamenti tramite WiFi, compatibile con Siri e Google Assistant.

Il terzo posto è del Garmin Zumo 595LM EU Navigatore per Moto Avanzato, Mappa Italia e Europa Completa, Spotify e Funzioni Smart, Display 5.0″.

E ultimo, per modo di dire, il TomTom Rider 40 GPS per Moto.

Accessori e strumenti dei navigatori per moto

Per quanto riguarda l’acquisto degli accessori molti sono davvero indispensabili. Abbiamo gli accessori TomTom originali oppure gli accessori originali Garmin.
Oppure si possono preferire accessori compatibili per navigatori.
Abbiamo così un comodo Parasole impermeabile con aggancio per manubrio, una serie di supporti per moto e bici.

Supporto Moto / Bici Da Manubrio Per Navigatore TomTom Serie START 60

BuyBits bulloni a U Supporto per moto con 17mm adattatore per Garmin Nuvi Navigatore satellitare Culle / Supporti

Supporto per Manubrio Moto per TomTom XXL

Supporto per forcella moto per TomTom Rider Rider 40 & 400

Custodia Antiurto rigida per TomTom Rider

E anche un Caricatore universale per moto USB da attaccare al proprio GPS, navigatore satellitare, Smart Phone, ecc. può essere utile.

Classifica dei migliori navigatori per moto: i primi 4

Su internet ci si diverte a fare le classifiche e alcuni siti specializzati danno questa classifica

Garmin Zumo 346LMT-S WE – Acquista su Amazon

Garmin Zumo 396LMT-S EU – Acquista su Amazon

TomTom Rider 50 – Acquista su Amazon

Garmin Zumo 595LM EU – Acquista su Amazon

Il porta navigatore

Un buon porta navigatore deve dare la possibilità di essere posizionato sopra il quadro comandi. Questa posizione secondo molti motociclisti è la posizione ideale ( e a me sembra anche al più sensata). Dato che permette di guardare la strada senza distrarsi.
Ciascun brand offre il proprio porta navigatore, ma a quanto pare non sono in tanti a montarlo. Generalmente vengono venduti dei Supporti universali per montare il navigatore Tom Tom Rider 40 e 400 a cui poi ciascuno adatta il proprio navigatore.
La GiVi offre la Staffa Traversino da montare dietro il cupolino anche come porta smartphone.

Givi S957B – Acquista su Amazon

Altri si affidano alle proprie officine di riferimento per avere dei supporti artigianali fatti ad hoc per il proprio navigatore, il modello della propria moto e soprattutto per le proprie necessità estetiche personali.
I problemi che si affrontano per un porta navigatore sono il peso del navigatore e le vibrazioni del manubrio. Se, infatti, non si è soddisfatti degli accessori originali del proprio navigatore, né di un supporto artigianale, le case di produzione di accessori come la GiVi offrono qualcosa a tal proposito. Così è possibile acquistare un porta smarphone.

Per chi acquista un Garmin Zumo 390 LM la staffa per moto dovrebbe essere in dotazione.

Contenuto della confezione:
zūmo 390LM
City Navigator® NT precaricato per l’Europa
Aggiornamenti mappe a vita¹ (indicato da “LM” dopo il numero di modello sulla confezione)
Staffa da moto con cavo alimentazione a fili liberi
Staffa a ventosa per automobile
Cavo alimentazione con adattatore accendisigari
Cavo USB
Guida rapida

Prudenza. Sempre!

Nell’augurarvi tutto il meglio, non trovo miglior conclusione a questo articolo se non con la mitica frase di Nico Cereghini.

Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza. Sempre!

Senza dimenticare Casco, protezioni e paraschiena.

Navigatore per auto

Tralascio la possibilità di avere un navigatore per auto, in quanto ormai, è possibile utilizzare e trasformare in un navigatore il proprio cellulare o tablet. Tanto più che gli stessi navigatori per auto si stanno trasformando in tablet.

Navigatore auto con l’app di Google Maps

In molti casi basta collegarsi a google maps e/o scaricare l’app. Oppure è possibile scaricare una applicazione come Waze. In tanti ormai utilizzano il proprio smartphone o il proprio iPhone come navigatore. Google offre un supporto chiaro sulle impostazioni da seguire. Sia per sistemi Android, sia per iPhone e iPad.

Navigatore auto con app TomTom per Android

Se, invece, ci si vuole affidare comunque ad un brand affermato come TomTom si può caricare sul proprio smartphone l’applicazione TomTom per Android. Il TomTom Navigazione GPS Traffic – TomTom GO Mobile.

La nuova app TomTom GO Mobile combina la più recente tecnologia di navigazione TomTom per auto con informazioni all’avanguardia sul traffico. Sceglierai sempre il miglior percorso disponibile grazie a informazioni sul traffico precise e in tempo reale per arrivare a destinazione più velocemente, ogni giorno.

Tante sono le persone soddisfatte da questa applicazione. Ma attenti agli aggiornamenti dello smartphone che potrebbero bloccare l’app. Meglio avere un tablet o smartphone di qualità. In questo caso si vedono tutti i limiti di uno smartphone rispetto ad un navigatore.

Ma quando si è in moto magari è meglio evitare di sottoporre il proprio smartphone o iPhone a vibrazioni e pericoli vari. O semplicemente alle intemperie. Per risolvere queste problema, infatti TomTom ha messo in commercio TomTom Vio che è un monitor del telefono da porre sul manubrio.

Occhi puntati sulla strada

Nel tempo mi sono occupato di auto connesse, assistenti vocali o dell’uso di un vivavoce durante la guida. Si tratta di temi correlati al blog. Ogni giorno che passa vedo sempre più gente usare i cellulare mentre guida in maniera esagerata. Ormai il cellulare si posiziona sul manubrio e si leggono e scrivono messaggi mentre si guida con estrema leggerezza. Senza curarsi minimamente del rischio.

Gli incidenti inspiegabili tra amici e conoscenti sono in continuo aumento. La gente perde il controllo della propria macchina lungo il rettilineo senza alcuna ragione apparente. E per questo, predico ormai ovunque che bisogna guidare e basta. Se non rispondi non muore nessuno!

Un navigatore dunque deve permetterti al meglio di tenere gli occhi sulla strada e di stare attento alla guida e agli automobilisti che possono venirti a finire sopra.

Perché trovi navigatori per moto su questo blog non specializzato?

Io non sono un motociclista. Sono stato un possessore di un Fantic Motor e di una Vespa Special ma non sono andato oltre.

Mio fratello, invece, è sempre stato un motociclista. E siccome spesso gli parlo dei miei lavori e del blog, ecco che tra una cosa e l’altra ci siamo messi a parlare dei navigatori TomTom e dei loro vantaggi.

Mio fratello mi ha parlato entusiasticamente dei navigatori per moto. In particolar modo dei TomTom e delle sue  capacità vocali. E così sono andato a vedere di che si trattava. E dato che il tempo è sempre qualcosa di importante ho ottimizzato la cosa condividendo con voi quanto ho trovato io. Porgendo il mio orecchio anche ai navigatori per moto Garmin.

Tengo a dire che questo post non è sponsorizzato e non ho nessun legame con i brand di cui parlo.

I link rimandano al mio programma di affiliazione ad Amazon. E le proposte che faccio derivano dall’uso professionale e personale che ne ho fatto nel tempo. Ed anche dai pareri scambiati con altri professionisti del settore audio.

Non ho attività di vendita di navigatori per moto.

Facebook Live Audio

Facebook Live Audio è una nuova funzione presente sulla piattaforma per il 2017. Sarà disponibile a tutti a fine gennaio. Lo abbiamo saputo direttamente da Facebook con un post dedicato sul blog aziendale.

Questo articolo è stato pubblicato la prima volta il 16 maggio 2016. Ed è periodicamente aggiornato.

Come faccio a trasmettere audio in diretta facebook?

Come spiegato da Facebook, per avviare una trasmissione audio in diretta, accedi all’app Facebook per Android.

Tocca In diretta in alto alla tua sezione Notizie.
Tocca in alto a destra.
Tocca Audio in diretta.
Tocca Inizia un audio in diretta.

Tieni presente che non sarà possibile passare da una trasmissione audio a una trasmissione video in diretta.

Nota: se stai trasmettendo da una Pagina Facebook, potrai accedere alle metriche relative agli ascoltatori e al tempo di ascolto su Strumenti di pubblicazione e Insights.

Cos’è Facebook Live Audio

Il 20 dicembre 2016, Shirley Ip, Product Specialist, e Bhavana Radhakrishnan, Software Engineer, di Facebook scrivono

Continuiamo a migliorare l’esperienza di Facebook Live, abbiamo ascoltato i feedback per migliorare nuovi strumenti e funzioni che costruiamo. La nostra nuova opzione Live Audio rende facile andare in diretta con l’audio quando questo formato sarà preferito dai broadcaster.

Proprio come con un video in diretta su Facebook, gli ascoltatori potranno scoprire contenuti audio dal vivo nel News Feed. Gli utenti potranno fare domande, commentare e reagire, in tempo reale durante la trasmissione, e condividere facilmente con i loro amici.

Con questa nuova funzione, si potranno fare trasmissioni audio da zone con poca banda di connessione. Il video e le immagini non sempre sono necessarie.

Con Facebook Live Audio e un sistema Android è possibile ascoltare l’audio anche quando aprite un’altra applicazione o bloccate lo smartphone. Cosa che non si può fare con Facebook Live Video. Chi ha un sistema iOS, ossia, possiede un iPhone, se vuole ascoltare l’audio, al momento, deve lasciare l’applicazione aperta.

Come funziona Facebook live audio

Facebook Live Audio

Facebook Live Audio funzionerà esattamente come il Live Video. A fine gennaio 2017, sulla nostra app di Facebook, dal pulsante Live potremo scegliere se fare un Video o un Audio.

Vai su Live e sulla destra compaiono i soliti tre punti che ti rimandano alla diretta audio. La telecamera sarà disattivata automaticamente e si può fare la diretta.

Quando una pagina inizia una trasmissione in diretta audio gli abbonati al feed e i seguaci riceveranno una notifica. Facebook userà l’immagine di copertina della pagina come immagine. E gli ascoltatori potranno lasciare commenti e reazioni, mentre la trasmissione è in corso. Le trasmissioni possono durare fino a quattro ore.

Industria del podcast in crescita

Come conferma anche Recode, l’industria dei podcast è in crescita. E anch’io ad Aprile 2016 avevo scritto un post sui fenomeni dei Podcast negli Stati Uniti. Adesso si ritorna a ripetere che l’anno del podcast sia il 2017.

Ma che i podcast possano prendersi una rivincita sui video è abbastanza difficile. Magari Facebook spingerà questo genere di contenuti grazie alle leve sull’algoritmo. Ma dubito che possa cambiare le preferenze del grande pubblico. Anche perché i numeri di un video possono aumentare a dismisura, facendo partire il video ogni volta che ci passi sopra, anche senza audio. Per fare un podcast devi per forza parlare. E da utente, un podcast, lo devi ascoltare. E far partire l’audio senza autorizzazione da parte dell’utente potrebbe essere una cattiva mossa.

Facebook sta testando questa funzionalità con un ristretto numero di partner selezionati, tra cui BBC e Harper Collins. E sempre la rivista Recode solleva il dubbio che Facebook stia pagando i partner per fargli utilizzare Live Audio. Così come ha finanziato i grandi editori per utilizzare i Live Video.

Cosa posso fare con Facebook Live Audio

I timidi e gli introversi potranno avere la propria rivincita mediatica. L’audio potrebbe essere un canale anonimo che permette di aprirsi più facilmente rispetto ai video.

Si avrà la possibilità di trasmettere per 4 ore di fila. E dunque si potrà:

  1. Trasmettere un proprio programma
  2. Distribuire meglio le puntate di un programma già esistente.
  3. Leggere dal vivo testi tratti dai propri libri, se si è uno scrittore o autore.
  4. Se sei una celebrità, comunicare con i fans senza pensare a come si appare.
  5. Sei un reporter? Trasmettere da zone con bassa connessione o aree di crisi.
  6. Un musicista? Divulgare i concerti dal vivo o durante le sessioni in studio.

Tra gli addetti ai lavori, ci saranno altre opportunità di creatività. Ma sul mercato, secondo me, poco cambia.

Cosa non posso fare con Facebook Live Audio

Il sito Tom’s Hardware paventa la possibilità di un uso scorretto di Facebook Live Audio. Una funzione che potrebbe mettere in pericolo la nostra privacy. Cosa che sarebbe potuta già accadere anche con Facebook Live Video o con qualunque telefonino o registratore. E accade, ripetutamente, con foto e discussioni pubbliche e private (anche) su altre piattaforme.

Ne ho parlato ampiamente riguardo l’Onlife Manifesto contesto, pubblico e privato, attenzione. Però per i più ignari, per chi ancora non ha piena consapevolezza della pervasività dell’architettura dell’informazione è bene ripetere quanto scrive la dottoressa in giurisprudenza Giulia Grani.

nonostante l’iniziativa sia nata con le migliori intenzioni, occorre fare estrema attenzione: questa nuova funzionalità, se utilizzata scorrettamente e messa nelle mani sbagliate, potrebbe risultare pericolosamente lesiva della privacy di ciascuno di noi.

Vale la pena dunque ricordare quali sono le regole.

Registrazione

Occorre considerare sia il luogo in cui la registrazione viene effettuata, sia chi è ad effettuarla.

Nel caso in cui la registrazione avvenga all’interno delle mura della privata dimora dell’ignaro soggetto registrato, sarà illecita solo se ad effettuarla sia un soggetto terzo, non partecipante alla conversazione.

Se la registrazione avviene all’interno dell’abitazione del soggetto registrante o in un qualsiasi luogo pubblico, è da considerarsi assolutamente lecita e in alcun modo lesiva della privacy. A confermare questo aspetto è stata anche una pronuncia della Corte di Cassazione che hanno stabilito che “chi dialoga accetta il rischio che la conversazione sia registrata“.

Diffusione

La diffusione di una registrazione viola la privacy ogniqualvolta avvenga per scopi diversi “dalla tutela di un diritto proprio o altrui”. Fuori dalla necessità di questo tipo di tutela, quindi, la semplice registrazione non è un reato se viene effettuata per fini personali, purché venga custodita privatamente e non diffusa. Nel caso in cui invece si pensasse di diffonderla, occorrerebbe necessariamente il consenso dell’interessato per non incorrere nel reato di trattamento illecito di dati personali.

Insomma, se la registrazione è, bene o male, quasi sempre ammessa (verificate sempre con un buon avvocato), la diffusione deve essere concordata. E con Facebook Live Audio (o video), siamo già sul campo della diffusione.

Facebook diventa una radio?

“Facebook diventa radio, lancia i Live audio” titola una agenzia di stampa italiana e molti siti fanno eco a questa affermazione. Ma così non è. Facebook non è una radio e non lo diventerà. Così come non è e non è stata una televisione con i Facebook Live Video. Kurt Wagner racconta

Facebook, l’anno passato, ha spinto editori e personaggi famosi ad usare la sua rete sociale per trasmettere video in diretta. Ora ha un’altra idea: l’audio dal vivo, o qualcosa che somiglia ad una radio o ad un podcast tradizionale.

Facebook non produce contenuti. Facebook lavora per far produrre contenuti al suo interno. Comprendere questo fa tutta la differenza. Semmai le radio dovranno, a mio parere, porsi nuove domande. Soprattutto le web radio. Saranno in grado di cogliere le opportunità senza farsi fagocitare?

Il contesto

Ma ritorniamo al Facebook Live Audio. Riprendendo il comunicato di Facebook, Vincenzo Cosenza, detto Vincos, sul suo autorevole blog scrive

Facebook vuole diventare una piattaforma multimediale completa ossia in grado di ospitare contenuti di qualunque tipo. La roadmap di Zuckerberg ha dato precedenza al video, passando per il live streaming, il formato a 360°, lo streaming a 360°, fino ad arrivare alla realtà virtuale (ancora in fase di sviluppo).
Mancava un pezzetto a questo puzzle ambizioso: l’audio. Ma qualche giorno fa è arrivato l’annuncio ufficiale di Live Audio.
La funzione porterà il podcast alle masse, permettendo a tutti di fare dirette audio per raccontare eventi, fare interviste, trasmettere musica, senza consumi eccessivi di traffico dati.

L’ecosistema

Mancava un pezzetto. E sono pienamente d’accordo. Non condivido, invece, la conclusione e la prosecuzione del post. Vincos sostiene che il concetto di podcast verrà rinnovato grazie all’interattività.

Gli strumenti per l’interattività sui podcast ci sono da tempo. Gli embed, le chat sui siti delle radio e delle webradio sono cosa vecchia. E il successo di questa interazione è stato sempre altalenante. Molto dipende da chi conduce o dagli ospiti. Qualcuno prova ad usare i feed di Twitter, ma questi hanno una funzione diversa.

Per capire meglio, io penso che si debbano inforcare le lenti dell’architettura dell’informazione e guardare, in profondità, alla struttura di Facebook.

Mark Zuckerberg sta procedendo a costruire un ecosistema digitale.  All’interno dell’ecosistema ci sono utenti visivi, auditivi e cinestetici. Facebook vuole che tutti questi utenti restino il maggior tempo possibile dentro la piattaforma. Fino ad oggi erano stati soddisfatti i bisogni degli utenti visivi con Facebook Live Video (la maggioranza); gli utenti cinestetici, con le Reaction e le mention (un altro gruppo bello grosso). Mancava una risposta agli utenti uditivi (una minoranza). Mancava Facebook Live Audio.

È chiaro che Facebook studia e crea una architettura che accolga tutti. Un ecosistema digitale per tutti, con una esperienza positiva per tutti. Muovendosi su una piattaforma che coinvolge 1,65 miliardi di persone, lo deve fare lentamente. Ma la direzione è questa. (In futuro, forse, dentro la piattaforma si potranno comprare prodotti. Forse si potranno spendere e condividere soldi o altro. Quando avverrà non è che sarà l’anno dell’e-commerce. Anche se qualcuno lo scriverà.) Mark Zuckerberg vuole che Facebook sia l’internet.

Broadcaster

La parola chiave, semmai, secondo la mia opinione, è broadcaster. Ai broadcaster Facebook si rivolge. Ossia si rivolge a persone che comunicano con tutti i mezzi elettronici e multimediali. Perché attraverso canali multipli e multimediali, oggi, si comunica.

Conclusione

A mio modesto parere, la scossa riguarda solo gli addetti ai lavori. Sempre che vogliano raccogliere la sfida.

Se, invece, non avete mai creato un file audio o un podcast. Se avete sognato e sognate di fare un programma, o di dire qualcosa, alla radio, adesso ne avrete l’opportunità. Direttamente da casa vostra, o dal luogo che preferite. Sperimentate!

Ma attenzione! Se volete entrare nel mondo dell’audio o della Radio, fatelo perché siete curiosi di sentire l’effetto che fa.  Fatelo perché magari ci sono dei buoni motivi per farlo. Fatelo perché vi potrebbe piacere, perché sicuramente vi divertirete. Fate un vostro programma perché imparerete più di quello che pensate di sapere. Fatelo per voi stessi! E non perché quest’anno sarà l’anno del podcast. O peggio ancora, perché qualche vostro punto di riferimento su internet inizia a farlo da quest’anno. Fatelo perché se la cosa vi piace e vi appassiona, anche se non sarà l’anno del podcast, (o se anche, alla fine, non vi dovesse piacere) avrete imparato un mestiere e potrebbe essere utile per fare anche altro.

Adesso avete Facebook Live Audio!

AGGIORNAMENTO del 21 Gennaio 2017

Il blog di Franz Russo ci ricorda che proprio in questi giorni:

Facebook lancia dei nuovi strumenti che vedono Facebook Live spostarsi verso la modalità desktop. Infatti, tra le novità che vengono lanciate, quella che certamente spicca su tutte è quella di poter lanciare le diretta anche dal proprio pc, fisso o portatile. Il limite, però, è che questa possibilità resta possibile solo per le pagine pubbliche, e non per i profili personali.

Insomma, Facebook sviluppa ed investe su Facebook Live. Il che fa pensare ad ulteriori sviluppi anche su Facebook Live Audio.

Aggiornamento 30 maggio 2018

E la musica? E i diritti d’autore? Quale radio?

Nei commenti, qualcuno fa riferimento ai diritti d’autore. E quelli vanno rispettati a prescindere. Sempre! Per questo la SIAE ha una sezione tutta dedicata alle licenze di Servizi Streaming che comprendono anche licenze per la Telefonia Mobile.

Che non evita di dover chiedere autorizzazioni alle case discografiche o direttamente a Facebook a trasmettere musica.

A tal proposito un lettore mi scrive.

Se Facebook quando eseguo un video/audio cancella il mio video o abbassa e alza i volumi perché sto violando diritti d’autore di cosa stiamo parlando? Quale musica pretende che inserisca?

Fare radio non è solo fare il dj, non è solo trasmettere musica. Forse sono stato poco esplicito. Per me fare radio è anche condividere pensieri e contenuti. Fare radio è imparare a parlare davanti ad un pubblico, sapere cosa dire davanti al microfono, superare la timidezza di esporsi, ricercare contenuti di interesse. Fare rado per me è anche capire le difficoltà che si incontrano nel divulgare un pensiero. Facebook live audio, non è una radio, ma può essere un laboratorio dove imparare a fare radio.

A me pare che sia una opportunità per sperimentare su stessi cosa si sa fare e poter andare con cognizione di causa a proporsi in radio.

In bocca al lupo!

Controlla ogni cosa con la tua voce – Skills Amazon Alexa

Le skills Amazon Alexa sono le capacità di compiere delle azioni da parte dell’assistente vocale di Amazon. Far controllare ogni cosa ad Alexa, infatti, è uno degli obiettivi che si propone l’azienda di Jeff Bezos. La potenza di Alexa, l’assistente vocale di Amazon, è l’enorme archivio di comandi e capacità che può attivare attraverso il suo smart speaker. Sarebbero, infatti, 7500 le capacità di Alexa anche se non saranno certamente tutte capacità divertenti da usare.

I 50 comandi da chiedere ad Alexa, infatti, sono solo un assaggio di quello che può fare Amazon Echo.

Le capacità di Alexa

Per Alexa le capacità (dette skills) sono come delle App che vanno ad arricchire l’assistente. Aziende o privati sviluppatori, possono sviluppare capacità per Alexa, che ne certifica l’accettazione. In questi ultimi due anni le capacità di Alexa si sono moltiplicate. E questo ha reso Amazon Echo sempre più efficiente e sempre più utile. E quindi sempre più appetibile e acquistabile.

Alexa risponde alle esigenze delle persone reali, perché sviluppato da persone reali o da aziende che rispondono ad bisogni reali.

Come funziona Amazon Alexa

Come già scritto da GQItalia

Alexa funziona in maniera del tutto simile a Siri o Google Assistant. Si basa su un concetto di domanda-risposta in cui l’AI interroga un database infinito di domande. La sua forza sta nel complicato sistema neurale messo a punto da Amazon per decifrare i nostri comandi, che permette all’intelligenza artificiale di interagire con noi in maniera semplice e fluida.

E nei sensibilissimi microfoni inseriti da Amazon nell’Echo, che captano la voce anche se c’è rumore o musica in sottofondo. Seppur con una grossa limitazione di base: l’impossibilità di ricevere due comandi nello stesso tempo.

Se, ad esempio, vuoi accendere le luci della tua smart home e ascoltare la musica non puoi chiedere entrambe le cose nella stessa frase, ma dovrai scandirle una per una. Poco male se si tratta di due domande, ma se vuoi farti un memo per la lista della spesa, questo può essere un problema. Ad ogni modo, dobbiamo prepararci ad interagire con l’assistente di Amazon, man mano che l’abitazione smart diventerà una realtà alla portata di tutti (e siamo già vicinissimi a questo risultato): perché è proprio la casa connessa ad essere fondamentale per lo sviluppo di Alexa e viceversa.

Fai i tuoi acquisti nel tuo negozio online preferito

Se sei un cliente Amazon, un po’ come accade con il Kindle, acquistare attraverso Amazon Echo sarà semplicissimo. Amazon Echo è fatto proprio per questo.

Amazon Echo, insieme ai tanti dispositivi ormai disponibili, è lo smart speaker perfetto per i tuoi acquisti online.

Ma magari non sempre troviamo quel che cerchiamo su Amazon. O magari troviamo su altri siti lo stesso prodotto ad un prezzo inferiore.

Per superare questo “ostacolo”, alcune aziende stanno sviluppando nuove capacità per Alexa. Come Ocado

Ocado è un supermercato online britannico che in contrasto con i suoi principali concorrenti, la società non ha catene di negozi e fa tutte le consegne a domicilio dai suoi magazzini.

L’applicazione, da quanto apprendo dalle riviste di settore, sarebbe poi in grado di rispondere anche sulle condizioni di spedizione e dove si trova il pacco che attendi comodamente a casa tua.

Imparare qualcosa immediatamente

Per molti l’assistenza vocale è l’applicazione delle applicazioni.

Così, per esempio, grazie ad Alexa non sarà necessario aprire la calcolatrice del tuo dispositivo. Puoi infatti, semplicemente chiedere ad Alexa di fare un calcolo matematico per te.

O ancora Alexa può diventare il tuo dizionario casalingo chiedendo la definizione di una parola, oppure il significato di un concetto. Su Wikipedia o su altra fonte che noi possiamo indicare.

Usare l’audio con la tua voce

Se acquisti un audio libro, Alexa leggerà per te il libro nei momenti in cui si è soli e non si possono usare le mani. Per esempio mentre si è cucina; mentre si monta il proprio sistema audio o il proprio navigatore sulla moto.

Attraverso un comando vocale puoi chiedere ad Alexa di leggere, di fermarsi, di riprendere dal punto precedente. Ma è anche possibile saltare un capitolo che non piace.

Mentre se si ha un abbonamento Spotify Music sarà semplice ascoltare la musica e le proprie playlist preferite.

Orologio in cucina

Quanti di voi hanno un orologio in cucina? E quanti in casa? In casa mia abbiamo un vecchio orologio a pendolo che suona ogni quarto d’ora, con armonie in crescendo. Usiamo questo orologio come orologio di casa. Personalmente, il più delle volte guardo il mio smartphone o al peggio il televisore.

Mio papà, invece, ha un orologio da polso e non usa altro.

Ebbene nella casa del futuro possiamo chiedere ad Alexa che ore sono, in qualunque momento. Non solo, se avessimo bisogno di un timer che ci ricordi i tempi di cottura di una nostra ricetta, ci pensa sempre Alexa con la sua funzione timer.

Risparmia sulla benzina

Fuel Finder è una applicazione che, in base alla tua posizione, indica qual è la stazione di benzina più conveniente nei dintorni. Purtroppo non è ancoa disponibile in Italia. Al momento è disponibile e svolge il proprio servizio negli Stati Uniti e in Canada. Qualcuno promette che presto arriverà anche da noi.

Quando arriverà, insieme ad Amazon Echo, prima di uscire di casa potremo chiedere ad Alexa di indicarci dove andare a fare benzina, al minor prezzo, nella nostra città.

5 minuti di relax

Cosa c’è di meglio che respirare?

Se la tua vita è troppo stressante o sei ansiosa, o vuoi prenderti 5 minuti di pausa, Alexa ha un comando per guidarti in alcuni esercizi di respirazione per farti rilassare.

Conclusioni

Insomma ci sarà da stare davvero comodi. Rinunceremo a gran parte della nostra privacy per avere il controllo di ogni cosa grazie al nostro assistente vocale. Che sia Alexa o altro assistente.

Ci sentiamo la prossima settimana, in questo viaggio nel mondo degli assistenti vocali presenti nel nostro quotidiano.

Donare la voce – VocalID, Una parola per NeMO, Common Voice e Libroparlato

È possibile donare la voce a chi non ce l’ha. Alcune malattie degenerative, infatti, compromettono spesso l’apparato fonetico e portano ad una sorta di mutismo. La tecnologia oggi messa a disposizione è quella dei sintetizzatori vocali. Questi sintetizzatori però hanno un suono meccanico, diciamo robotico. Mancano di calore, di calore umano.

Per questo motivo qualcuno ha pensato di risolvere il problema e creare una voce più umana con il contributo di tutti. Ne parla il sito disabili.com.

Secondo l’idea di Rupal Patel “le voci sintetizzate devono essere uniche come le impronte delle proprie mani”. Lei, ospite alla conferenza TED, è la creatrice e direttrice di VocalID (vocal identity), la compagnia che raccoglie migliaia di voci da tutto il mondo, crea profili dettagliati e li rivende a persone che ne fanno richiesta.

Rupal Patel fa notare che la voce di Stephen Hawking a volte è la stessa ad essere utilizzata da una bambina di 5 anni, colpita da una malattia differente: “Ciascuno di noi ha una impronta vocale unica che ne riflette l’età, la grandezza ma anche lo stile di vita e la personalità. Citando il poeta Longfellow ‘la voce umana è l’organo dell’anima’”.

Non immagineremmo mai di dare ad una bambina una protesi di un arto di un uomo adulto. Perché non è lo stesso con la voce del sintetizzatore?

VocalID

VocalID è una applicazione in inglese, solo per la lingua inglese e a pagamento.

Per registrare la propria voce serve trovarsi in una stanza molto silenziosa e avere un microfono abilitato del proprio dispositivo smartphone. Il processo è semplice ma richiede molto tempo. Alcune ore. Dopo la registrazione, alcune persone dedicate all’applicazione selezionano la voce in base ad età, sesso, nazionalità, per creare profili unici.

Queste configurazioni personalizzate verranno associate a persone senza voce, con caratteristiche simili al donatore ed implementate nel suo sintetizzatore.

Rupal Patel – Voci artificiali uniche come impronte.

Una parola per NeMO

Su questa scia Una parola per Nemo è una applicazione che permette di donare una parola ai malati di SLA che perdono la parola, in italiano.

A fine anno 2017 il centro Clinico NeMO ha lanciato una campagna #unaparolapernemo e invita tutti a partecipare alla creazione di un archivio di voci, regalando una parola ai pazienti a cui la voce è venuta a mancare a causa della malattia.

Nemo my voice video.

Per restituire dunque una voce umana alle persone affette da SLA il Centro Clinico NeMO ha lanciato questa campagna #unaparolapernemo.

COME DONARE #unaparolapernemo

Tutti possono contribuire a una parola per NeMO, scaricando la App NeMO-MY VOICE su App Store per chi possiede i prodotti Apple oppure su Android con Google Play registrando una parola. La parola verrà inviata dall’App stessa in un vocabolario posto nel cloud che converge nel progetto “Banca della Voce”.

L’App NeMO-MY VOICE può essere scaricata su tutti gli smartphone dalle piattaforme App Store e Google Play al costo di 2,30 euro. Il ricavato dei download andrà in donazione al Centro Clinico NeMO per sostenere tutte le progettualità di “Voice Banking”, è stata sviluppata dalla Società di Information Technology No-Hup.

Common Voice di Mozilla

Un altro progetto di donazione della propria voce è stato ideato da Mozilla. Lo scopo principale di Common Voice è quello di dare voce all’intelligenza artificiale. Ma nulla vieterà in futuro di utilizzare questa tecnologia proprio per favorire i malati di malattie degenerative e disabili.

Altra caratteristica di Common Voice è la gratuità della donazione della propria voce.

Secondo Wired

Mozilla ha deciso di creare un enorme archivio disponibile a tutti gli sviluppatori che vogliano progettare meccanismi conosciuti come “speech-to-text”, cioè capaci di riconoscere e trascrivere gli audio in testo.

Il progetto di crowdsourcing si chiama Common Voice e funzionerà, utenti permettendo, come motore open source di riconoscimento vocale, dal quale potranno poi attingere tutti quelli che vogliono creare applicazioni per il web o dispositivi vari.

L’appello “Dona la tua voce!” fa eco all’obiettivo di raggiungere 10mila ore di audio con accenti differenti (la lingua scelta è l’inglese) da mettere poi a disposizione pubblicamente entro la fine dell’anno.

Per chi vuole partecipare, il funzionamento è semplice: basta andare sul sito, o sulla relativa app per iOS, e registrare le frasi che sottopone (si possono anche riascoltare ed eventualmente cambiare).

Libroparlato

Altro progetto per donare la voce è Libroparlato che ha lo scopo di creare audiolibri per non vedenti. Qui le richieste sono un po’ più alte. Non basta donare la voce. È necessario superare un provino e rispettare alcune regole.

Dal sito è possibile leggere che possono partecipare

Tutti coloro che possono dedicare gratuitamente e costantemente alcune ore libere alla settimana per questa attività, nel rispetto dei tempi assegnati dal Centro, in questo modo sarà possibile consegnare ai nostri utenti gli audiolibri in tempo utile.

Così come avere alcuni prerequisiti artistici

Per diventare donatori di voce è necessario possedere una lettura chiara, espressiva, non monotona, non declamatoria; Possedere la capacità di modulare la voce cambiando il tono quando necessita: il rispetto della punteggiatura assume un ruolo importantissimo nella gradevolezza di ascolto.

Donare la voce

La nostra voce è lo strumento che ci permette di entrare in relazione con il mondo. Non è solo un canale di comunicazione. Attraverso la nostra voce gli altri comprendono il nostro stato d’animo, quello che proviamo. Ad un orecchio attento non sfugge neanche se diciamo la verità o meno.

Ne abbiamo parlato diverse volte qui sul blog. Partendo dalle geografie emozionali e geografie dell’ascolto siamo arrivati a parlare della prima volta che si entra a far parte del contesto sonoro, così come per parlare di come la nostra voce influenza il nostro stato d’animo.

Insomma, è uno strumento importante e potente. Farne un buon uso è importante. Almeno quanto riuscire a donarlo a chi non ne possiede la facoltà.

5 settori che l’assistenza vocale trasformerà

Nel nostro prossimo futuro l’assistenza vocale cambierà la nostra quotidianità. Alcune delle nostre abitudini, come guardare continuamente il cellulare, potrebbero ben presto diventare abitudini da vecchi. Più le interazioni conversazionali saranno utili, più ci abitueremo a parlare con i nostri dispositivi. Alcune azioni manuali diventeranno vocali.

Non sarà una rivoluzione improvvisa. Però sarà qualcosa che avverrà, visto i grossi investimenti che Amazon, Google, Apple e Microsoft, stanno impiegando.

Ho già spiegato che l’interfaccia vocale è una realtà e ripreso più volte il perché tutti i dispositivi vogliono parlare. E anche ho scritto sul perché si parla di assistenza vocale oggi, più di ieri. Nonostante i computer siano stati in grado di comprendere i comandi vocali fin dagli anni ’90 del secolo scorso.

Così come ha scritto Jeffrey Humble

L’innovazione tecnologica per l’elaborazione vocale sarà il principale driver nella diffusione delle interfacce vocali in altre industrie. Le interfacce touchscreen esistevano prima dell’iPhone, ma la tecnologia e le interazioni non erano ad un livello sufficiente per creare un’adozione diffusa. Finché Apple non si è mossa. La voce sta ora raggiungendo un punto di evoluzione simile.

Alla conferenza I/O 2017, e così come confermato dai nuovi business emergenti, Google ha ridotto la propria frequenza di errore dall’8,9% al 4,5%.

Risultati positivi per le macchine ma anche per il mercato che si vuole fondare su questo tipo di interfacce utente senza schermo.

Assistenza vocale cosa cambia

Di seguito si propone un elenco delle cinque industrie che stanno già subendo delle rivoluzioni interne. Nella loro evoluzione è compresa anche l’assistenza vocale. E si prevede che saranno proprio queste industrie a traghettare l’assistenza vocale nella nostra quotidianità.

I mercati più sensibili dunque sono il mercato delle automobili, la tecnologia indossabile, i call center e alcuni servizi al cliente di base, il mercato dei dispositivi e accessori per non vedenti e per finire la traduzione simultanea.

Le automobili

Le automobili sono già oggi connesse ad internet. Ci sono auto connesse tramite dispositivi come Apple Car e Android Auto. O ancora con una lunga serie di interfacce proprietarie.

Oggi l’auto è vista come uno strumento in cui si trascorrono molte ore della giornata e in cui si perde tempo. Al massimo si ascolta radio o si sta pericolosamente al telefono senza un vivavoce. L’idea delle major di questo settore è quello di trasformare questo spazio nel nostro ufficio mobile. O, meglio ancora, in un salotto dove condividere il proprio tempo in mobilità con la propria famiglia o i nostri amici e colleghi.

A questo si punta quando si parla di guida assistita. Ovviamente la strada è ancora lunga. Mancano ancora le infrastrutture che rendano la guida davvero sicura. E manca il via libera delle società assicuratrici che dovranno chiarire tutti i limiti giuridici della faccenda.

Prima di arrivare a questo un altro passaggio da effettuare (e anche quello più realizzabile con la tecnologia e le infrastrutture presenti) è l’assistenza vocale. Cioè prima di liberare le mani dal volante, l’assistenza vocale dovrà permettere all’autista di effettuare delle azioni per conto suo in modo chiaro, preciso ed istantaneo.

Molti autisti già fanno uso di assistenti vocali come OK Google per impartire comandi ai propri smartphone. Nel prossimo futuro si rivolgeranno alla loro auto.

Qualcuno sostiene che se l’industria automobilistica agisce rapidamente, la guida sarà un’esperienza molto diversa e l’auto potrebbe divenire una delle interfacce della nostra quotidianità.

I wearables. L’alta tecnologia indossabile

La tecnologia indossabile, in questi ultimi anni sta vivendo un momento di grande espansione.

Strumenti come Apple Watch fanno oggi un grande uso di Siri. E così il tentativo di altri brand puntano a rendere i loro dispositivi indossabili autonomi e sempre più diffusi proprio attraverso gli assistenti vocali.

Pensiamo a Google Glass e ad altri Smart Glass. Vi ricordate? Ad un certo punto si pensava che tutti dovessimo utilizzare questi occhiali e camminare guardando la televisione mentre si camminava. Il loro fallimento non fu dovuto ad una qualche mancanza tecnologica o ad un cattivo funzionamento. I Google Glass erano difficili da usare. Per fargli svolgere le sue funzioni era necessario muovere la testa in determinate direzioni. Cosa che dopo un po’ stancava e diventava insopportabile. Insomma la verità è che erano inutilizzabili.

Un assistente vocale, invece, aggiungerebbe un valore enorme ai Google Glass. Se pensate che una grossa fetta della popolazione (basta scendere in strada e osservare un po’) cammina osservando il proprio smartphone, capirete che presto si potrebbe tornare a parlare di questo accessorio.

Così come per molti altri accessori indossabili, che di colpo diventerebbero facilmente usabili da chiunque.

Call center e Servizio clienti

Altro mercato in cui gli assistenti vocali imprimeranno il loro cambiamento è il mercato dell’assistenza clienti. Al momento i call center e il servizio clienti delle aziende si stanno indirizzando verso lo sviluppo dei chatbot. Certamente un modo economico per avviare la propria innovazione. Ma l’assistenza vocale è altro.

Qualsiasi ruolo che si basa sulla comunicazione sarà migliorato con un’interfaccia vocale. Una connessione umano-umana sarà sempre ideale, ma ci sono molte situazioni in cui l’interfaccia vocale potrebbe aumentare la connessione.

Nel campo dei call center l’assistenza vocale riuscirà a risolvere problemi semplici. Per esempio, potrà dare informazioni di base e alleggerire il lavoro degli assistenti al call center. Almeno di coloro che resteranno assunti. Perché è facile comprendere che su larga scala anche questo settore vivrà un momento di crisi (leggasi licenziamenti). Insomma, il consiglio è quello di specializzarsi e aumentare le proprie competenze e risolvere problemi sempre più complessi.

Su questo campo è bene andarci cauti, ma sicuramente qualche esperimento verrà fatto. E sarà interessante vedere l’effetto che fa. Se ci pensiamo le grandi compagnie telefoniche o energetiche hanno costretto molti clienti ad abituarsi alle loro metodologie di contatto.

E dopo un certo disagio ci abitueremo anche a questo.

Dispositivi per non vedenti

Le interfacce conversazionali consentiranno a coloro che hanno disturbi visivi di interagire con il mondo in modi che finora gli sono stati negati. L’accessibilità sul web e su smartphoneè ancora oggi un tema su cui si discute e su cui molte aziende ancora fanno orecchie da mercante. Le aziende che sviluppano tecnologia innovativa, invece, pare stiano mostrando una maggiore sensibilità. E sicuramente aiuteranno questa parte di popolazione.

Con l’assistenza vocale, i non vedenti o ipovedenti, potranno avere la stessa facilità d’uso dei vedenti e lo stesso grado di accessibilità di un touchscreen.

Da questo punto di vista l’assistenza vocale non solo cambierà la nostra quotidianità, ma migliorerà la vita di alcune persone che oggi vivono alcuni disagi.

Traduzione della lingua e interpretazione in tempo reale

Già è da tempo che funziona Skype translator con cui si attiva una traduzione simultanea. Ma un assistente vocale sarebbe un vero e proprio traduttore per qualunque lingua del pianeta.

E Google Translate è uno degli esempi in prima linea su questo settore. Da applicazione per la traduzione di testo si è sviluppato in un traduttore con capacità di ascolto.

Anche qui ne sentiremo delle belle.

Conclusioni

I progressi fatti fin ora sono stati lenti ma inesorabili. Come già detto nell’articolo architettura dell’informazione conversazionale il contesto è ancora impreparato ad accogliere l’assistenza vocale. Non siamo pronti con le infrastrutture e non siamo pronti mentalmente. Il cellulareci basta. Ma lo sviluppo è sempre più preciso e gli errori sempre più limitati.

Chi sviluppa all’assistenza vocale a lungo termine pensa ad un mondo diverso da quello in cui viviamo. Possiamo guardare a queste persone e a questa tecnologia con scetticismo ma la loro visione non è del tutto folle. L’assistenza vocale non si diffonderà da se. Saranno le industrie, saranno altri settori industriali, a diffonderne l’uso.

Non scompariranno né le tastiere, né gli schermi, ma questi diventeranno accessori che faciliteranno l’uso. Diventeranno accessori utili ma non necessari, insomma, secondari.

Siamo solo all’inizio ma, come si dice ormai su molti campi, è solo questione di capire quando accadranno le cose e non se accadranno. Perché è certo che accadranno.

Visivo, auditivo o cinestetico? Come ti relazioni con il mondo?

Visivo, auditivo o cinestetico? Come ti relazioni meglio con il mondo? Con gli occhi? Con l’udito? Oppure ti connetti al mondo in un modo che non sai spiegare? Non dico niente di nuovo in questo articolo. C’è caldo, io sono a lavoro, quindi il tempo per scrivere è davvero poco. Ma soprattutto c’è caldo, anche se oggi si sta un po’ meglio. Non avevo previsto le temperature calde di questi giorni in Sicilia. Così, cerco di ridurre un po’ le mie parole e vi scrivo di un argomento di cui potete parlare sotto l’ombrellone. Diciamo vacanziero.

Se, infatti, vi trovate al mare, in questo momento vi state godendo un bel panorama oppure vi  trovate davanti ad un bel vedere umano.  Magari avete in sottofondo il suono delle onde, annusate i profumi del mare, della vostra pelle o della pelle della vostra compagna, provate la piacevole sensazione della sabbia sotto i piedi, e siete lì a pregustare il sapore dell’acqua salata del mare. E se, invece, siete a lavoro potreste immaginare tutto questo con la fantasia. Esentire tutte queste sensazioni pur stando in luogo ben lontano dal mare.

Visivo, auditivo o cinestetico

Saprete sicuramente che ciascuno di noi si relazione al mondo in modo diverso. Se non lo sapevate, è così. Oltre al bagaglio culturale, che ci permette di osservare il mondo con occhio critico, abbiamo anche un sistema primitivo di relazionarci con il contesto che ci circonda.

Questo sistema primitivo è composto dai nostri sensi. In base al senso che usiamo maggiormente usiamo determinate parole, amiamo determinate cose che ci circondano. Diciamo dunque che una persona, basandosi su questo principio può essere “classificato” una persona visiva, auditiva o cinestetica. In modo del tutto generico, in occidente, si calcola che il 50-55% delle persone è visivo; il 25-30% è cinestetico e il 20-25% è auditivo. In modo del tutto indicativo e arbitrario potrei azzardare a dire che i lettori di questo blog sono soprattutto auditivi.

Queste percentuali non sono assolute, ma semplicemente indicative. Perché far prevalere un senso o preferire l’uso di un senso non significa affatto che gli altri sensi non vengano utilizzati. Le circostanze e il contesto modificano il nostro modo di relazionarci con il mondo.

Il contesto

Avrete ormai imparato che gli architetti dell’informazione sono “fissati” con il contesto. Almeno io lo sono. Non posso farne a meno. Perché a seconda del contesto ci comportiamo in modo diverso. Il contesto ci condiziona fortemente. E così accade ai nostri sensi. Il contesto può farci cambiare totalmente approccio. In un contesto al buoi o con poca luce, infatti, anche se fossimo persone visive, saremmo costretti ad attivare gli altri sensi. E al buio il senso che maggiormente si attiva è l’udito. Ma anche il tatto diventa più sensibile. E viceversa se siamo in una situazione silenziosa, i nostri occhi porgono più attenzione a quello che vediamo o leggiamo.

In pratica chiudendo un canale, immediatamente, il cervello aumenta la sensibilità e l’attenzione sugli altri sensi.

Questo avviene perché il cervello è sempre impegnato a farci sopravvivere. Il nostro cervello è molto legato alla vita e si preoccupa di preservarci da qualunque pericolo possa arrivare dall’esterno.

I sensi sono 5

I nostri sensi sono il mezzo fisico con il quale ci relazioniamo con il mondo. Le percezioni e le emozioni sono, invece, il risultato dell’elaborazione del nostro cervello che trasforma questi segnali in informazioni utili per la nostra sopravvivenza.

Questa elaborazione è del tutto personale e soggettiva. In base al nostro modo di comunicare riceviamo e inviamo feedback (risposte positive o negative) ai nostri interlocutori.

Come comunica l’essere umano?

La maggior parte delle persone pensa che l’essere umano comunichi attraverso l’uso delle parole, pronunciate o scritte. E questo è vero per il 7% del messaggio comunicato. La maggior parte della comunicazione avviene attraverso il linguaggio non verbale che sta alla base della comunicazione. Questo, in percentuale, vale molto più delle parole stesse. Cioè, il modo di parlare, il tono della voce, le nostre espressioni facciali, il modo di guardare dei nostri occhi, il nostro gesticolare o meno, sono più importanti delle parole.

Un esempio a riguardo è la scena del film The Terminal di cui mi sono occupato per parlare riguardo il non luogo e le architetture dell’informazione. Vi consiglio di leggerlo o rileggerlo. Forse alla luce di questo articolo sarà più chiaro cosa volevo dire.

Quando ascoltiamo una persona che parla in modo forbito, ricordiamo quel modo di parlare e non le parole forbite che ha utilizzato. Ricordiamo il concetto, il messaggio che ci ha lanciato. Ma le parole scompaiono. Sono quasi certo che alla fine di questo articolo forse parlerete con i vostri amici di quanto vi ho scritto, aggiungendo i vostri pensieri e i vostri ricordi. Ma certamente non userete le mie parole. E se ne parlerete, non sarà tanto per tutte le parole utilizzate, ma per la sensazione che vi ho procurato, per il tono di voce pacato e leggero che ho usato, per quanto avrete sentito vicino il tema che sto trattando.

La comunicazione non verbale

L’essere umano parla, usa le parole e questa è una verità. Ma quando l’essere umano parla emette anche dei suoni, usa un tono di voce, usa degli intercalari, diventa espressivo nei racconti, comunica con i gesti, con la posizione del proprio corpo, delle braccia, porta con se simboli, ha una postura, usa l’espressione del viso. Mostriamo se siamo emozionati o non lo siamo affatto. Emaniamo odori più o meno piacevoli. Anche quello è un modo di comunicare.

E lo stesso accade nella scrittura. Perché quando si legge, ricostruite nella vostra mente, nelle vostre orecchie il tono di voce dell’autore. Forse, ve lo immaginate pure mentre parla visivamente. Anzi, il messaggio, se ben scritto, può diventare più potente, perché nasce dal vostro interno.

Non è un caso, secondo me, che Luisa Carrada abbia dato il titolo del suo intervento scrivere per farsi ascoltare.

Per chi vuole approfondire

Se siete in vena di lettura e volete approfondire questi temi, mi sono occupato in maniera più complessa di questo tempo in due articoli. Si tratta di due articoli scritti quando avevo appena cominciato a capire cosa significasse scrivere per un blog. Però restano due articoli, a mio parere, molto validi.

Geografie emozionali e geografie dell’ascolto

Il non luogo e le architetture dell’informazione

E voi?

E voi? Qual’è il canale sensitivo che preferite per la vostra comunicazione? Voi come vi definireste? Come vi relazionate, voi lettori? in modo visivo, auditivo o cinestetico?

 

Nuovi business emergenti – Trend vocali – Internet trends report

Tra i nuovi business emergenti si sta affermando la ricerca vocale e l’uso dell’assistenza vocale. A dirlo è Mary Meeker che il 31 maggio 2017 ha presentato e pubblicato il celebre report sui principali trend dell’anno in corso. Ho ritenuto importante per i miei lettori estrapolare alcune slide che vanno a rafforzare alcune cose che ho detto nel tempo sul blog.

Chi è Mary Meeker?

Mary Meeker è una donna statunitense che vive nella Silincon Valley e si è da sempre occupata di internet e nuove tecnologie. Il suo lavoro di venture capitalist consiste nell’intercettare i trend di internet. Lo fa perché investe e fa investire nelle start up di maggiore interesse e a maggior impatto economico. Nel 2014 è stata inserita nella lista di Forbes al settatasettesimo posto tra le donne più potenti nel mondo.

Da 22 anni  a questa parte rende pubbliche le slide delle sue presentazioni. Condividendo il suo parere. E se da un lato la Meeker raccoglie trend che sono già in atto, certamente le sue parole favoriscono alcuni di questi trend. Se non altro per l’attenzione che ne deriva.

Nuovi business emergenti 2017

Queste slide confermano molte delle cose che ho già detto e analizzato sul blog. Dico questo non per paragonarmi a Mary Meeker. Vivo nella provincia italiana dove la gente ha problemi di sopravvivenza e il successo del singolo è ritenuto il fallimento della comunità. Ma lo dico semplicemente per affermare che alcuni trend sono talmente evidenti che chiunque può rendersi conto di quello che sta accadendo. Basta una connessione decente e saper osservare il mondo.

Ricerca vocale

Intanto si conferma l’uso della voce come metodo di ricerca.

Smart speaker

Così come già detto sull’ architettura dell’informazione conversazionale e come sottolineato nel mio intervento tra architettura dell’informazione e audio, che ho tenuto al WIAD Palermo,  Amazon Echo si conferma tra gli smart speaker più interessanti. Le sue capacità migliorano in maniera notevole e l’aggiunta dello schermo nel nuovo Amazon Echo Show porterà nuovi sviluppi.

Linguaggio Naturale

La capacità di comprensione degli assistenti vocali ha raggiunto i livelli umani. In effetti, noi non capiamo e sentiamo tutto quello che ci viene detto e spiegato. Per cui un margine di errore è nella natura umana così come nella natura dell’assistenza vocale.

Musica e streaming

La musica e lo streaming hanno subito un notevole mutamento delle abitudini dei fruitori. Proprio nelle scorse settimane si è dato per morto il file mp3. Magari andate a rivedere la vera storia dell’mp3. E capirete l’origine della disfatta di questo mercato un tempo tanto florido.

Oggi il mercato musicale è in ripresa. Ma siamo ancora lontani dai tempi d’oro degli anni 2000 quando si compravano gli oggetti fisici quali cd musicali e dvd per ascoltare musica. Ed anche in questo grafico si può vedere/capire che il ritorno al vinile è una notizia da contestualizzare.

Perché si diffonde lo streaming? Perché sono proprio cambiate le modalità di fruizione della musica.

Musica e Video

L’evoluzione del digitale vedrà audio e video sempre più connessi.

 

Sottoscrizione a Spotify e streaming

Come ho raccontato nell’articolo sulla storia dell’mp3, un’intera generazione ha commesso un reato quale il furto di musica. Questi file, però andavano incamerati in un lettore mp3 o in un hard disk. I giovani di oggi, invece, oggi preferiscono sottoscrivere un abbonamento Spotify Music.

Anche se poi, altro dato di interesse è sapere che pochi sono gli artisti tengono davvero su l’interno mercato musicale.

Ricerca e algoritmi

Ricerche correlate, algoritmi, machine learning, saranno tutti gli strumenti utilizzati per migliorare la nostra esperienza e la nostra relazione con i video e la musica. Netflix per i video e Spotify per la musica sono i pionieri in questo campo. Ma rendiamoci conto che le big company sono alla ricerca di nuovi mercati pronti a scalzare anche i pionieri.

Conclusioni

Come potete osservare voi stessi il sonoro è un tema abbastanza rilevante. E anche molto complesso. Al suo interno c’è molta evoluzione. Tutto può accadere. La ricerca vocale può prendere il sopravvento, come potrebbe essere superata dalla realtà virtuale. Spotify sembra farla da padrone sul mercato. Ma come sappiamo ci sono grandi interessi in campo. I servizi streaming sono sempre in competizione. I margini non sono altissimi e si può cadere da un momento all’altro.

Detto questo difficile che si possano fare previsioni. Si possono solo osservare le tendenze. E se avete interessi ai nuovi business emergenti, potete lanciarvi ma con la consapevolezza che si tratta di scommesse. Dove la vittoria non è affatto scontata.

 

Analisi sonora del trailer Her, il film di Spike Jonze

Oggi vi propongo una analisi sonora del film Her per sottolineare alcune delle difficoltà che progettisti e ingegneri devono affrontare nella realizzazione degli assistenti vocali. Il discorso è sempre ampio. Come al solito, cerco di sintetizzare, per quanto posso. E per forza di cose sarò parziale.

Come già sa chi mi segue, sono stato intervistato da Fabio Bruno per il mio intervento al Wiad Palermo. Su cosa sia l’architettura dell’informazione e sugli assistenti vocali. Fabio, tra le altre cose, mi ha chiesto se arriveremo presto ad avere un assistente vocale come nel film di Spike Jonze.

Per chi non lo conoscesse o non avesse visto il film racconto in breve di che si tratta. Ho riletto e mi pare che non ci sia nessuno spoiler. Ma meglio avvertire che dopo questa lettura, probabilmente, vedrete il film con occhi e orecchie molto diverse. Quindi, se non lo avete ancora visto, consiglio una prima visione del film senza lettura del presente articolo.

Her recensione film

Purtroppo, come capirete presto, non mi sono goduto a pieno il film. Perché, già dal trailer, avevo fatto caso ad una serie di cose che stonavano.

Her è la storia di un impiegato di nome Theodore. Il suo lavoro è quello di scrivere lettere personali per conto di altri. Separato dalla moglie, non riesce a rifarsi una vita, e si rifiuta di divorziare. In questa fase di non accettazione della vita, Theodore acquista un sistema operativo animato da intelligenza artificiale, con interfaccia conversazionale. Il sistema è talmente avanzato che pare essere davvero umano. Talmente umano e talmente femminile che il protagonista inizia una relazione con l’assistente vocale.

La voce originale del sistema operativo è quella di Scarlett Johansson. Mentre nel doppiaggio italiano la voce è quella di Micaela Ramazzotti, che però non è una doppiatrice e non è neppure la doppiatrice ufficiale di Scarlett Johansson. Infatti la Johansson è generalmente doppiata o da Perla Liberatori o da Domitilla D’Amico. Tanto che il film in alcune sale è stato proiettato in lingua originale.

Al di là dei miei commenti sull’assistenza vocale il film mi è piaciuto. E alla fine dell’articolo vi dirò il perché.

Assistenza vocale. Ci siamo davvero?

Fabio Bruno mi ha chiesto se siamo vicini a questo modello di riferimento. La mia risposta a Fabio è stata abbastanza secca. No. Non siamo vicini a questo modello. No perché il film racconta di sentimenti umani che difficilmente un assistente vocale riuscirà a comprendere. Si sta migliorando la biometria e quindi la capacità di comprensione dei sentimenti primari. Ma la lingua è un fenomeno complesso. E al momento si stanno migliorando degli aspetti di base. Che per noi magari sono ovvi. Non per una macchina.

Non dovremmo dimenticare che l’istruzione umana è la più lunga tra gli esseri viventi. Un essere umano, per essere auto sufficiente in natura richiede una istruzione di anni. Senza contare che possiede uno strumento di calcolo potentissimo che si chiama cervello.

Cerco, dunque, di argomentare meglio la mia risposta.per i lettori del blog. E lo faccio invitando a guardare, per il momento, il solo trailer. Analizzo solo questo. E se vi siete persi al cinema il film, è disponibile il DVD Lei (Her).

Configurazione di benvenuto del sistema OS1

Il film racconta che il sistema operativo ha bisogno di essere configurato. Per cui ci indica che si tratta di un sistema personalizzabile. Purtroppo la configurazione (per ragioni cinematografiche) è breve e generica. Si tratta di due sole domande. E queste due analizziamo.

Prima però farei notare che viene confermata una questione di genere che resta sempre aperta. Sappiamo dal trailer e comunque a breve nel film, che l’assistenza vocale avrà una voce femminile e ha desideri da donna. Eppure la configurazione non viene fatta da una rispettiva voce femminile. Ma da una voce maschile. Rimando alle conclusioni dell’articolo già scritto. Però mi pare un piccolo elemento su cui riflettere.

Nella configurazione di benvenuto, il sistema chiede a Theodore: lei è socievole o asociale.

Si tratta di una domanda molto semplice. Tipica di una intelligenza artificiale. Si tratta di un automatismo da seguire. Questa domanda rimanda alla personalizzazione e all’attenzione verso l’utente. Ci fa pensare che l’intelligenza artificiale si comporterà diversamente a seconda della risposta.

Eppure, se da un lato, l’intelligenza artificiale tende a semplificare, per capire meglio, noi umani non siamo semplici. Il protagonista, infatti, ad una domanda semplice risponde con una risposta molto complessa. Ossia risponde: ultimamente non sono stato molto socievole.

Il sistema

Che significa? Forse per qualcuno di noi può essere chiaro. Forse le immagini ci aiutano a capire cosa significa la risposta data. Ma un sistema operativo non possiede queste informazioni. A meno che non vengono introdotte nel sistema da qualcuno. Ultimamente non sono stato molto socievole può significare di tutto. Ciascuno di noi per comprendere il significato di questa frase deve lanciare delle connessioni sul proprio vissuto o sul vissuto dell’altro. Cosa potrebbe significare? Significa che prima era socievole e (solo) ultimamente è diventato asociale? Oppure significa che prima era asociale e ultimamente è più asociale di prima? E queste due varianti, questi due gradi di socievolezza, cosa comporterebbero nella relazione uomo-macchina?

La risposta, a me dice, che gli esseri umani siamo complessi. Mi spiega che nessuno è mai qualcosa o il suo contrario. Non sempre riusciamo a spiegarlo agli altri dopo anni di convivenza. E non sempre gli altri riescono a capirci pienamente.

Perché un’intelligenza artificiale dovrebbe capirci al volo?

Seconda domanda

La seconda domanda del sistema operativo invece è molto più complessa di quanto sia la prima risposta. Si chiede: come definirebbe il rapporto con sua madre? Domanda da un milione di dollari a cui molte persone dedicano anni e anni di psicanalisi per dare una risposta. Eppure in questo caso il sistema operativo ascolta per un po’ e poi, in effetti, non ascolta l’intero ragionamento.

Potrei fermarmi qui. Perché già in due domande c’è tutta la complessità umana e tutta la difficoltà di un assistente vocale che deve far ricorso a risorse che spesso non ha e forse mai potrà avere. La comprensione reciproca è qualcosa di molto difficile. La creazione di archi di relazione è complessa non solo tra umani, ma anche nella relazione uomo-macchina. Se fosse semplice comprendere le relazioni tra le cose e le persone molti mestieri non avrebbero motivo di esistere.

Il trailer continua

Continuo perché il trailer, seppure breve, è molto intenso. E fa un elenco di elementi molto interessanti che raccontano il film ma anche l’assistente vocale.

L’assistenza vocale è divertente, ha desideri, ha desiderio di imparare. Ha un punto di vista. Theodore dice: mi piace come vedi il mondo. L’assistenza vocale ha un carattere; è curiosa, impicciona, una vera ficcanaso. Inizia a fare domande esistenziali. Come si condivide la vita con qualcuno? Prende consapevolezza della sua spiritualità. Cosa si prova ad essere vivi? Con il tempo inizia ad avere il desiderio di fisicità e quindi fa domande su abbracci, carezze e toccamenti.

Pur volendo tralasciare tutte le questioni etiche che queste domande evocano, qui ci sono tanti problemi di progettazione. Desideri e voglie dovranno essere sempre progettati e poi messi a disposizione delle scelte possibili dall’intelligenza artificiale. Al momento una macchina fa scelte in base alle soluzioni possibili.

Ridere è cosa umana

Ma c’è stato un elemento che più di tutti mi è saltato alle orecchie. L’assistenza vocale ride.

Dicevamo che il protagonista afferma che l’assistente vocale è divertente. E fin qui ci possiamo credere. Fino ad un certo punto ma possiamo crederci.

Dico fino ad un certo punto non perché sia impossibile. Tutte le assistenze vocali sul mercato già raccontano storielle divertenti. Si tratta anzi di uno dei test più ricorrenti. In fondo niente di trascendentale. L’assistenza vocale cerca e trova una delle barzellette più lette sul web e ce la racconta.

Che poi questa storiella o barzelletta ci faccia ridere diventa un po’ più complicato. Non solo perché non tutte le barzellette ci fanno ridere. L’assistenza vocale non ha i tempi comici. Ma potrebbe darsi che già conosciamo il finale. Ad ogni modo… ci sono ottime possibilità che la barzelletta riesca.

Altra cosa, come vediamo sul trailer, è il caso contrario. Ossia Theodore, ad un certo punto, racconta lui una barzelletta all’assistenza vocale. E sorprendentemente la fa ridere. Ridono insieme.

Ora, ridere è una cosa seria. Ma è soprattutto cosa umana. Mi viene in mente quanto François Rabelais, (1494-1553) scriveva ai suoi lettori nel libro Gargantua e Pantagruel.

Meglio è di risa che di pianti scrivere,
Ché rider soprattutto è cosa umana.

Si, ridere è soprattutto cosa umana e non da assistenti vocali. La risata, il gioire insieme, implica una enorme quantità di elementi che neanche noi sappiamo del tutto spiegare. Il gioire insieme comporta uno scambio di informazioni non solo sonore o verbali, ma anche di alchimie che compongono la vita.

Siamo ancora lontani

In questo senso dico che siamo ancora lontani da assistenti vocali di questo genere. Film di questo genere ci fanno dimenticare la realtà. Fanno alzare le nostre aspettative. E di conseguenza aumentano la nostra delusione quando facciamo uso di un assistente vocale nel nostro quotidiano.

In questo momento i progettisti sono a lavoro su una relazione unidirezionale. Ossia gli assistenti vocali devono rispondere alle domande e alle richieste di azione che noi chiediamo.

È vero che le intelligenze artificiali oggi fanno scelte, giocano a poker e vincono. Pure bluffando. Ma, nel frattempo, non si relazionano all’altro giocatore come farebbe un umano.

In altri contesti, sappiamo che dando un comando la macchina esegue, salvo malfunzionamenti. Non sappiamo se la cosa può accadere al contrario. L’umano obbedirebbe pedissequamente ad eventuali ordini della macchina?

La direzione di sviluppo dei bot, delle intelligenze artificiali e degli assistenti vocali è quella giusta. I bot, gli assistenti vocali, trovano applicazioni sempre più valide. Finora si è giocato. Molti ancora ci giocano. A molti questo gioco non piace. Ma l’evoluzione esiste. E piano piano anche lo scetticismo indiscriminato vacillerà.

Non sarà cosa da pochi giorni o da cavalcare come soluzione immediata. Insomma, non ci siamo ancora. Sappiamo anche che la realtà supera sempre la fantasia. Per cui siamo qui ad aspettare.

Nel frattempo una bella relazioni tra umani e umane ci potrà consolare ancora per un bel po’!

Perché il film mi è piaciuto

Nonostante tutto, il film mi è piaciuto perché ha dei meriti. Che qui elenco.

  1. Ha il grande merito di parlare del rapporto uomo macchina senza evocare mondi distopici. Non dobbiamo scappare dalla tecnologia. La dobbiamo usare e usare al meglio.
  2. Mi ha fatto riflettere il lavoro di Theodore, che scrive lettere intime per altri. Magari la sua azienda, più che una azienda di editoria, fa parte di altre intelligenze artificiali ibride che fanno ricorso all’intelligenza umana per migliorarsi e per rendere un servizio migliore. Mi pare una buona notizia per gli umanisti. Magari un lavoro del futuro.
  3. Spike Jonze non evoca, almeno non direttamente, paure nei confronti delle nuove tecnologie. Anzi, ci racconta un mondo possibile. Forse perdiamo qualcosa, ma acquisiamo altro. Ogni giorno è così. Ogni giorno c’è uno scettico che non è convinto. Quel che conta è essere felici.
  4. La felicità può essere un percorso per conoscere meglio noi stessi. Ogni qualvolta ci relazioniamo con qualcosa o con qualcuno, conosciamo meglio noi stessi. Il viaggio di Theodore è proprio questo, nella conoscenza dell’assistente vocale egli fa un viaggio in se stesso.

Dal punto di vista del blog, poi, altro merito del film è che questo viaggio il protagonista lo intraprende e lo percorre attraverso un contesto sonoro. È attraverso l’ascolto della parola, attraverso le geografie dell’ascolto che Theodore fa esperienza di se stesso. Le relazioni sonore, infatti, sono molto intime e ci mettono a parte di un mondo solo nostro.

Mi verrebbe da dire, conosci te stesso! Per quanto difficile e doloroso,per quanto profondo o superficiale possa essere il percorso, ci sarà sempre e comunque utile. Con o senza assistente vocale.

La voce della felicità

La voce della felicità che suono ha? Mi pare una buona domanda per il periodo natalizio. L’anno scorso avevo proposto 10 canzoni scritte per il Natale.  Ma quest’anno penso che molte più persone siano alla ricerca della felicità.

E siccome la ricerca della felicità, come spiega in un video Stefano Bussolon, è uno dei tanti obiettivi dell’architettura dell’informazione, mi sembra opportuno parlare della voce della felicità.

La voce, che voce!

Mi ero occupato della voce, qualche tempo fa, in un breve articolo La voce, che voce! Spiegavo il perché quando sentiamo la nostra voce registrata da un registratore audio, questa non ci piace.

In breve, senza ripetere le stesse parole, quando parliamo, sentiamo la nostra voce con molta più ricchezza di suoni rispetto a quello che sentono gli altri (o un registratore). Ciascuno di noi ha il privilegio di sentire le vibrazioni delle proprie corde vocali che risuonano sul nostro corpo, dal torace al cranio, principalmente. Senza queste vibrazioni la voce diventa più metallica.

Il tono di voce (tone of voice)

Quando si inizia un progetto si chiede spesso al cliente quale tono di voce voglia usare per comunicare ai propri utenti.  E’ un passo molto importante che può risolvere molti problemi a venire.

Noi stessi, abbiamo un nostro tono di voce naturale. Si tratta di quel tono di voce, quel nostro modo di porci alle altre persone. Non lo impariamo a tavolino, non lo decidiamo sempre consapevolmente. Il nostro tono di voce lo impariamo nel tempo. Nel tempo lo modifichiamo e lo correggiamo. Anche temporaneamente quando ci diamo un tono.

Nella creazione di questo tono, quando impariamo a parlare, siamo influenzati dalla nostra mamma, dalla lingua madre, soprattutto, e ovviamente dalla famiglia. Ma anche i nostri compagni di scuola, i cartoni animati che ascoltiamo, e le nostre esperienze, fanno la loro parte.

Il nostro tono di voce influenza anche il nostro umore. Così, un piccolo ritocco sonoro potrebbe farci felice.

Ad inizio anno (gennaio 2016), un gruppo di ricercatori guidati da Jean-Julien Aucouturier del Centro Nazionale Francese per la ricerca scientifica ha eseguito un esperimento pubblicato negli Atti della National Academy of Science (PNAS) sulla manipolazione della voce.

E’ stata realizzata una piattaforma audio digitale in grado di modificare il tono emotivo della voce in tempo reale. La piattaforma è in grado di rendere la voce e i suoni verso tonalità più felici o più tristi.
Ai partecipanti (109 persone) è stato chiesto di leggere alcuni racconti di Haruki Murakami, tratti dalla raccolta The Elephant Vanishes, ad alta voce, e contemporaneamente ascoltare la propria voce alterata attraverso le cuffie.

I risultati hanno mostrato che quando le persone hanno sentito la propria voce alterata verso tonalità felici o tristi, lo stato emotivo dei partecipanti si è modificato in base alla modifica apportata. Ovviamente i partecipanti non erano a conoscenza che le loro voci venivano alterate o che questa modifica potesse influenzare il loro umore.

Lo studio

Lo studio si inserisce nella più ampia ricerca sul nostro comportamento fisico e su cosa può influenzare il nostro stato d’animo. Si spiega che

i soggetti che hanno ascoltato la propria voce manipolata al suono più felice hanno mostrato un aumento di positività sulle emozioni testate. I soggetti che hanno ascoltato una versione triste della propria voce hanno sentito meno positività.

I risultati sono stati meno definitivi rispetto all’emozione della paura. Forse perché non si trattava di storie e di situazioni paurose.

In fondo il tono della voce serve a comprendere gli stati d’animo degli altri. Il meccanismo è uguale se usiamo gli stessi spunti per capire noi stessi. In altre parole, se suoniamo felici, ci sentiamo felici.

Inoltre, lo studio ha dimostrato che siamo consapevoli delle nostre espressioni emotive e che il nostro stato d’animo può essere modificato anche se non ne abbiamo coscienza.

Così il nostro risultato rafforza il quadro più ampio della teoria sulla percezione di sé: spesso usiamo le stesse strategie inferenziali per capire noi stessi come ciò che usiamo per capire gli altri

scrivono gli autori.

Il suono della voce può influenzare l’umore

“Precedenti ricerche hanno suggerito che le persone cercano di gestire e controllare le proprie emozioni, per esempio trattenere un’espressione o rivalutare i sentimenti. Abbiamo voluto indagare che tipo di persone hanno consapevolezza delle proprie espressioni emotive “,

ha detto Aucouturier.

Gli autori, Jean-Julien Aucouturier e Katsumi Watanabe, della Waseda University e dell’Università di Tokyo in Giappone, suggeriscono che questa ricerca apre le porte ad altre sperimentazioni. Infatti, la modifica della voce potrebbe trovare applicazione nei trattamenti terapeutici dei disturbi dell’umore.

l’ascolto di ricordi, carichi emotivamente, con un tono di voce modificata potrebbe potenzialmente essere usato per trattare i disturbi dell’umore.

Magari cerco qualche medico che ne possa parlare e approfondire la questione in seguito. Ma chi volesse approfondire la questione può già leggere due interessanti articoli che vi riporto:

  1. Lund University. (2016, January 11). The way you sound affects your mood. ScienceDaily. Retrieved from www.sciencedaily.com/releases/2016/01/160111162659.htm

  2. Springer Science+Business Media. (2012, December 11). Emotion in voices helps capture listener’s attention, but in the long run the words are not remembered as accurately. ScienceDaily. Retrieved from www.sciencedaily.com/releases/2012/12/121211112742.htm

Buon Natale e buone feste!

Insomma, il mio augurio per questo Natale è:

Siate felici! Che come è scritto nel piccolo principe:

“Il mondo ha solo bisogno di persone felici”.

Buone feste!