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Musica popolare italiana: Tunebook Neotrad Veneto

Il Tunebook Neotrad Veneto è una raccolta di spartiti musicali nata da un progetto che vuole riunire, valorizzare
e diffondere la creatività dei musicisti attivi in Veneto nell’ambito del cosiddetto balfolk.

Ho seguito il fenomeno quando vivevo a Venezia e ne sono stato fin da subito affascinato dagli ingredienti che vedono questa comunità crescere nel sottosuolo. E gli ingredienti sono la gioventù, la musica, la tradizione, l’innovazione, la capacità di riunirsi in modo sano.

Mi sono sempre stupito della poca attenzione a questo fenomeno. Da un lato lo snobbismo accademico e dall’altro il silenzio dei media, verso una comunità vera, fatta da persone vere. Per quello che mi riguarda io ho tentato, quando ho potuto, di dare visibilità a questi ragazzi.

Tunebook Neotrad Veneto

Si tratta di brani e composizioni originali, scritte e concepite appositamente per il ballo popolare, i cui autori sono tra i protagonisti in Veneto di quel vasto fenomeno conosciuto come “folk revival” che a partire dagli anni ’70 ha fatto scoprire e riscoprire in tutta Europa la musica collegata alla danza tradizionale, contribuendo ad arricchirla con nuove sonorità e melodie.

A questa iniziativa hanno partecipato 21 artisti e 7 gruppi musicali, per un totale di 46 composizioni originali. La raccolta include brani pensati per organetto, fisarmonica, pianoforte, violino, chitarra, mandola, bouzouki, clarinetto, contrabbasso, arpa
e ghironda che, naturalmente, potranno essere interpretati anche da altri strumenti. Inoltre, a molti spartiti per organetto sono state abbinate le rispettive tablature per facilitarne lettura ed esecuzione.

Tunebook Neotrad Veneto su SoundCloud

Intervista ad Alessandro Marchetti

Rieccoci. Rieccoci a parlare di Musica Neotrad con Alessandro Marchetti in particolare, ma anche con tutta la redazione che ha collaborato alla creazione di questo progetto.

Ho già scritto sui balli popolari così come ultimamente dei festival dei balli popolari dove si praticano i balli. Ed anche parlato delle sonorità dei Folk Fiction.

Tunebook Neotrad – Veneto

La prima domanda che penso doverosa, a distanza di un po’ di tempo dalla pubblicazione di questo lavoro è questa.È stato più bello il viaggio che ha portato alla luce vita questo lavoro o la sua distribuzione?

Entrambi questi momenti ci hanno regalato e continuano a darci grandi soddisfazioni. Questo viaggio è iniziato circa tre anni fa, nel 2015, e il Tunebook è uscito nel 2017, dopo due anni di intenso lavoro. Un lavoro di squadra tra noi curatori del progetto, tra i musicisti e che ha visto anche la partecipazione di tante altre persone che amano il mondo del balfolk. Tra queste non ringrazieremo mai abbastanza Maria Soffientino che ha seguito grafiche, impaginazione ed editing e Claudia Meoli che ha curato la traduzione in inglese dei testi.
Il Tunebook è stato presentato al festival Venezia Balla e siamo stati inviati a raccontare questa avventura musicale anche in Piemonte grazie all’amico Gabriele Ferrero e all’Associazione Culturale Lu Cunvent.
La curiosità e l’interesse verso questo progetto sono molto vivi e ci fanno piacere i complimenti che continuano ad arrivare.

Distribuzione del Tunebook

A proposito della distribuzione del Tunebook, come avviene?

La nostra idea è sempre stata quella di far conoscere a quante più persone possibile la musica, gli artisti, i gruppi musicali. Per questo motivo il progetto ha un sito web da cui è possibile scaricare gratuitamente la raccolta.
Abbiamo, inoltre, creato una pagina Facebook tramite la quale presentiamo i compositori e i loro progetti musicali e un account Soundcloud che permette di ascoltare alcuni brani.

Avete dei dati su quante persone stiano leggendo o utilizzando il Tunebook Neotrad – Veneto?

Non abbiamo dei dati precisi, ma sia noi che le altre persone che hanno collaborato al Tunebook ci siamo impegnati a promuovere e a diffondere questo lavoro collettivo parlandone con colleghi musicisti, appassionati di musica, ballerini e chi con noi condivide la passione per il balfolk e il neotrad. Ci piace evidenziare che il Tunebook non si rivolge solo ai musicisti; certo è una raccolta di spartiti, ma ci sono anche biografie degli artisti, descrizioni dei progetti musicali, aneddoti sui brani… c’è molto da leggere e da scoprire!

Tunebook Veneto. Il progetto

Facciamo un passo indietro. Com’è nato questo progetto e come è stato organizzato il lavoro tra voi curatori del Tunebook?

L’idea della raccolta è nata da tutti e tre in modo spontaneo e naturale: sentivamo l’esigenza di dare il via ad un’iniziativa, forse la prima del suo genere in Veneto, che documentasse e rendesse pubblica e fruibile la tanta originalità musicale espressa in ambito balfolk. Alessandro si è occupato delle comunicazioni e della definizione degli aspetti operativi del progetto; Stefano si è assunto il compito di raccogliere il materiale e di trascrivere i brani; Luciano, forte della sua esperienza come musicista e come maestro di organetto, è stato il punto di riferimento e il collegamento con molti compositori veneti.

I balli popolari

Passando dalla musica al ballo, quali sono le danze più presenti nel Tunebook, quelle per cui sono state scritte più melodie?

Naturalmente, mazurke e valzer! Ma ci sono anche molti altri balli: il circolo circassiano, la chapelloise, la bourrée, la maraichines, la polka, la scottish e anche danze venete… ce n’è per tutti i gusti e per tutti i balli!

La comunità dei balli folk e della musica neotrad è viva. Ci sono realtà ovunque. Ma una cosa che ho notato è che vive sempre una condizione clandestina. Perché, secondo voi?

Ci sentiamo di dire che non si tratta di una realtà così “clandestina”. Come dici, è anzi una comunità molto viva: ci sono tanti e importanti festival, concerti, gruppi di ballo, corsi, stage ed eventi culturali dedicati al balfolk e al neotrad.
L’interesse verso questo particolare mondo è in continua crescita e gli corrisponde un notevole fermento musicale di cui le composizioni contenute nel Tunebook sono una prova.
Recentemente è stato anche presentato un film a Cannes dal titolo “Le Grand Bal”.

Il mainstream televisivo ha riportato il ballo e la danza in auge. Vedi programmi televisivi o personaggi che creano eventi internazionali. Eppure la danza popolare, che poi è appunto popolare, non riesce ancora a coinvolgere. Che ne pensate?

Queste danze non nascono per offrire uno spettacolo, ma da un’esigenza interiore di ciascuna delle persone che vi prende parte. Le feste a ballo popolare sono occasioni di socialità in cui si incontrano persone, culture, tradizioni e grazie alle quali la tradizione stessa, lungi dall’essere considerata come una fotografia in bianco e nero, continua la sua storia anche arricchendosi di novità tanto nella danza quanto nella musica.
Inoltre, come dicevamo prima, c’è un grandissimo interesse da parte di persone di tutte le età e ciò mostra la capacità di coinvolgere ed emozionare.

Musica Neotgrad – Sentimenti ed emozioni

Come scrivete nell’introduzione al Tunebook, “Il documento che vi presentiamo ha valore sotto diversi punti di vista.” Valore di censimento dei musicisti-compositori attivi in Veneto nell’ambito del balfolk, così come valore storico e artistico. Cosa vi portate dentro di questa esperienza?

Il sentimento forse più forte è la gratitudine: per l’arte che i musicisti hanno condiviso con noi; per l’autentica dedizione di tutte le persone che con noi hanno lavorato; per tutti coloro che leggendo e suonando questa raccolta fanno vivere questo progetto.

La musica Neotrad è presente in tutta Italia. Questo Tunebook sarà replicato o imitato da altre regioni italiane? Le altre regioni italiane avranno la stessa capacità di fare comunità?

Come scriviamo nella prefazione al Tunebook, questo è il nostro auspicio: “che questo nostro primo tentativo catalizzi analoghe ricerche e raccolte anche al di là dei confini veneti per arrivare (ci piace pensarlo,
ci piace sognarlo) a dei Tunebook Neotrad di altre regioni che diano il giusto risalto e la meritata visibilità alla nuova musica per il ballo popolare nata in Italia e che possano un giorno comporre insieme un grande Tunebook Neotrad Italiano.”

Prospettive per il prossimo futuro? A quando la seconda, la terza, la quarta edizione?

Dopo tanto tanto lavoro siamo arrivati a questo primo Tunebook, ne siamo molto soddisfatti e contenti. Per ora ci viviamo il presente!
Per il futuro… Chi può saperlo? E il bello è anche questo!

Tunebook Neotrad Credits

I curatori di tunebook neotrad Veneto sono Alessandro Marchetti, Stefano Baldan e Luciano Giacometti. Ma in tanti sono stati a collaborare, oltre ai musicisti.

La socialità che caratterizza il mondo del balfolk ha innescato un un circolo virtuoso di collaborazioni che ha contribuito ad aumentare l’eleganza ed il pregio di questo progetto.

Si è potuto, così, contare sul lavoro di Maria Soffientino, che ha fatto diventare questo Tunebook oggetto della sua tesi di laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Cuneo e che si è occupata di grafiche, editing e impaginazione; sulla partecipazione di Claudia Meoli, laureata in lingua inglese presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, che ha seguito la lavorazione della raccolta fornendo preziosi consigli e che ha provveduto alle traduzioni; in questo processo di traduzione ci si è, inoltre,
potuti avvalere dell’aiuto e del supporto di Derek Stewart, i cui consigli sono stati fondamentali.

Grazie a tutti

Concludo questa intervista, come mio solito, ringraziando Alessandro Marchetti che è il mio punto di collegamento con tutta la redazione. Ma ovviamente grazie a tutti, sia per il lavoro fatto, sia per questa intervista che è stato condivisa con tutti. Grazie del vostro tempo e delle vostre risposte.

Il blog resta aperto a questo progetto, come ad altri progetti di altre regioni che vorranno raccontare la loro parte di storia. Sarebbe un vero piacere.

Un in bocca a lupo a tutti e buone danze!

Acustica – Elementi di fisica base – i fondamentali

L’acustica fisica è la scienza che studia il suono, le sue proprietà, il suo meccanismo di formazione, propagazione e ricezione. Oggi estende il suo campo di interesse a tutti i fenomeni vibratori della materia e a tutte le frequenze.

Acustica fisica. La produzione dei suoni

Se colpiamo un bicchiere con un coltello, il bicchiere emette un suono. Se appoggiamo leggermente i polpastrelli sull’orlo del bicchiere percepiamo un tremito. Premendo un poco, cessa il tremito. E con esso si estingue il suono.

Questa semplice esperienza ci dice che un bicchiere emette un suono quando si trova in vibrazione. Un suono, dunque, è sempre prodotto dalle vibrazioni di un corpo. Il corpo vibrante può essere un solido, come nel nostro esempio, oppure può essere un liquido o un gas.
Il suono di un violino è dato dalla vibrazione delle sue corde, il suono delle canne da organo è prodotto dalle vibrazioni dell’aria contenuta in esse; il suono delle parole ha origine dalla vibrazione delle corde vocali.

Si chiama sorgente sonora qualunque corpo che emette un suono.

Ma non tutti i corpi in vibrazione emettono suono. Le vibrazioni di un pendolo ad esempio sono del tutto silenziose. Perché si percepisca un suono occorre che le vibrazioni del corpo siano abbastanza rapide. Precisamente il numero di vibrazioni al secondo non deve essere minore di 16 mila e non maggiore di circa 10 mila vibrazioni al secondo. Quest’ultimo limite varia molto da persona a persona e può giungere sino ai 18.000 / 20.000.

I suoni che ci sono più familiari, come il parlare comune, costano di qualche centinaio di vibrazioni al secondo

Propaganda del suono

Perché un suono sia da noi percepito è necessario che tra noi e la sorgente sonora vi sia interposto un corpo elastico, sia esso solido, liquido, o aeriforme.

Nel vuoto il suono non si propaga.

Ciò si dimostra facilmente mettendo sotto la campana pneumatica un campanello a mano a mano. Se si toglie l’aria dalla campana il suono del campanello si va sempre più affievolendo. E si spegnerebbe completamente se si potesse fare il vuoto perfetto nella Campana.

Il suono si propaga anche attraverso i liquidi e i solidi

Al mare se sott’acqua si fanno battere assieme due pietre immergendo un orecchio nell’acqua si sente distintamente il suono anche se si è molto lontani.

Per i corpi solidi la prova ci è data da semplici esperimenti appoggiando l’orecchio ad una lunga tavola sentiamo il più piccolo rumore per esempio il tic tac di un orologio posto all’altro estremo. Appoggiando l’orecchio per terra sentiamo lontano il calpestìo di un cavallo prima che il rumore giunga attraverso l’aria.

Velocità del suono

Il suono richiede un tempo finito per propagarsi da un punto ad un altro. Che il suono impieghi un tempo per propagarsi può essere determinato dalla nostra esperienza. E’ noto a tutti l’esperienza del ritardo del suono rispetto alla luce. Vediamo prima il lampo e poi sentiamo il rumore del tuono.

Tale velocità però può essere influenzata anche dalle condizioni in cui si trova l’aria, o comunque il corpo sul quale si propaga il suono.
Infatti, la velocità del suono dipende anche dalla temperatura e cresce col crescere di questa temperatura. Varia anche al variare della pressione.

A zero gradi centigradi, in condizioni normali, si è trovata che la velocità del suono sia di 331,60 metri al secondo. Arrotondando possiamo dire che nell’aria il suono si propaga con una velocità di un terzo di 1 chilometro. Cioè un chilometro ogni tre secondi. Nei liquidi la velocità di propagazione del suono è maggiore che nei gas. Per l’acqua pura a 0 gradi centigradi essa è circa 1410 metri al secondo. Nei solidi dipende dalla natura del solido ed è molto più grande della velocità che nei liquidi e nei gas. Per l’acciaio, ad esempio pare, si aggiri sui 4800 metri al secondo.

Onde sonore

Un corpo in rapida vibrazione emette un suono. Le vibrazioni si propagano attraverso l’aria e dopo un certo tempo arrivano al nostro orecchio e noi sentiamo il suono emesso dalla sorgente sonora.

Come si propagano le vibrazioni nell’aria

L’onda di compressione e l’onda di rarefazione si propagano entrambe nello stesso senso inseguendosi. Le due onde nel loro complesso si chiamano onda sonora.
Riprendendo l’esempio del bicchiere, colpendo i bordi del bicchiere, le pareti del bicchiere continuano a vibrare. Alla prima onda sonora segue una seconda e poi una terza quindi una quarta e così via. Cioè ad ogni vibrazione della sorgente corrisponde un’onda che si propaga nell’aria con la velocità di 340 metri al secondo.

In conclusione ogni particella d’aria di un’onda sonora oscilla nella direzione di propaganda dell’onda con ampiezza via via decrescente con la distanza della particella dalla sorgente sonora. Perché un suono si propaghi è necessario che le onde si formino o nell’aria, come abbiamo supposto finora, o in un liquido. In un solido è necessario cioè che le particelle dei corpi in cui il suono si propaga possano vibrare.

Ma soltanto i corpi elastici hanno questa proprietà quindi il suono non si propaga nei corpi non elastici detti anelastici. Per per questo motivo per isolare una stanza dai rumori esterni si rivestono le sue pareti con corpi anelastici. O come si dice comunemente soffici quali drappeggi di feltro,  spugna di gomma, eccetera.

Frequenza e lunghezza d’onda

Il moto della sorgente sonora è un moto vibratorio. Chiameremo periodo il tempo che la sorgente sonora impiega per compiere una vibrazione completa; frequenza il numero di vibrazioni per secondo.

Si chiama lunghezza d’onda e si suole indicare con la lettera greca lambda lo spazio percorso dal suono in un periodo.

La lunghezza d’onda è la distanza alla quale si propaga il suono in un periodo ma risulta che essa rappresenta anche lo spazio occupato in un certo istante da uno strato compresso e dal successivo rarefatto.

Per esempio quando Nell’aria si propaga un suono con frequenza 10000 vibrazioni al secondo la lunghezza d’onda è circa 3 cm cioè ogni onda sonora si compone di uno strato d’aria compressa e uno grave fatto ciascuno di spessore 1,5 cm.

Il Diapason

Il diapason è uno strumento semplice spesso adoperato per la produzione dei suoni perché da suoni di una determinata frequenza. Il diapason è una sbarra d’acciaio a forma di U con un prolungamento che serve da manico nella sua parte inferiore le gambe del diapason si chiamano rubbi.

I musicisti usano frequentemente il diapason normale che emette un suono con 435 vibrazioni al secondo una nota che essi chiamano il la della terza ottava. Rifacendosi a questa nota, si accordano i loro strumenti.

Riflessione del suono

Quando si produce un suono davanti ad un ostacolo avvengono diversi fenomeni. Una parte dell’energia sonora attraversa l’ostacolo e il suono si percepisce quindi anche al di là di esso. E’ noto a tutti che si percepiscono i suoni anche attraverso muri spessi da una camera all’altra.

Una parte del suono e assorbita dall’ ostacolo. La percentuale di energia sonora assorbita dipende dalle dimensioni geometriche dell’ostacolo e dalla sua natura. Sono molto assorbenti i corpi soffici come le stoffe, tessuti, eccetera per le ragioni dette precedentemente.

Eco e rimbombo

La parte rimanente dell’energia sonora si riflette, ossia ritorna indietro. Le leggi della riflessione del suono sono identiche alla leggi della riflessione della luce.

Il notissimo fenomeno dell’eco trova la sua spiegazione nella riflessione del suono.

Se l’intervallo di tempo tra le due percezioni è maggiore di un decimo di secondo l’Osservatore percepisce due suoni distinti. Siccome la velocità del suono e di 340 metri al secondo ne risulta che per avere due percezioni distinte occorre che il suono percorre almeno 34 metri cioè l’ostacolo deve distare dall’ osservatore almeno 17 metri.

Quando si tratta della parola siccome un uomo non riesce a pronunciare una sillaba in meno di un quinto di secondo per ottenere L’Eco di una sillaba la distanza tra chi parla e la parete che produce l’eco non deve essere minore di 34 m in modo che il tempo impiegato dal suono per l’andata e il ritorno sia appunto un quinto di secondo.

Si chiama rimbombo il prolungamento e il rinforzamento del suono prodotto dal suono riflesso che si aggiunge al suono diretto essendo l’intervallo che li separa minore di un decimo di secondo.

Talvolta il rimbombo è eccessivo e perciò sgradevole. perché chi lo percepisce sente un suono confuso. In tal caso si rimedia al difetto acustico dell’ambiente ricoprendo le pareti di materiale assorbente il suono, come drappeggi, tappeti, ed arredi vari.

Caratteri dei suoni

Ognuno di noi conosce una varietà grandissima di suoni. Alcuni assordanti come il fischio di una locomotiva, altri fastidiosi come il ronzio di una mosca, alcuni gravi come il suono di un contrabbasso, altri più piacevoli come una nota di violino. Avvertiamo suoni stridenti come il cigolio di un carro e altri dolci come il suono di un flauto.

Distinguiamo tutti questi suoni come se avessero delle personalità così come distinguiamo le persone dalla loro voce.

Eppure tre solamente sono i caratteri che distinguono i suoni tra di loro. Intensità, altezza e timbro.

Intensità

In acustica fisica l‘intensità è quel carattere per cui noi diciamo che un suono è fievole, un altro forte, un terzo assordante, eccetera.

Per esempio, se una sveglia squilla vicino, percepiamo un suono più intenso che se suonasse lontano.

L’intensità con cui noi percepiamo un suono dipende dalla quantità di energia sonora che nell’unità di tempo arriva al timpano del nostro orecchio. E questa quantità di energia dipende dall’ampiezza di migrazione delle particelle d’aria a contatto col nostro orecchio.

Più ampie sono queste vibrazioni e maggiore è l’intensità del suono percepito. E siccome l’ampiezza di vibrazione va diminuendo con la distanza, anche l’intensità del suono diminuisce con la distanza dell’osservatore della sorgente.

Altezza

L’altezza, in acustica, è quel carattere per cui diciamo che un suono è grave, un altro acuto, un terzo acutissimo. Per esempio la voce di un uomo normalmente è più grave di quella di una donna ed è questa la caratteristica per cui noi distinguiamo le voci maschili dalle femminili.

L’altezza di un suono dipende dalla frequenza, corrispondendo, a suoni più alti, frequenze maggiori.

L’altezza di un suono dipende dalla sua lunghezza d’onda corrispondendo ai suoi bassi lunghezze d’onda grandi. I suoni più bassi da noi abitualmente percepiti hanno lunghezza d’onda di una decina di metri e i suoni più acuti di una decina di centimetri.

Timbro

Il timbro è quel carattere speciale per cui distinguiamo due suoni aventi uguale intensità ed altezza, emessi da due sorgenti diverse.

Così noi distinguiamo le voci di due persone diverse, anche se sono di eguale altezza e intensità. Il motivo di questa diversità è dovuta appunto da ciò che chiamiamo timbro.

A causa del timbro diverso distinguiamo note uguali in altezza di intensità emesse una da un violino e l’altra da un pianoforte.

Il timbro dipende dalle caratteristiche della sorgente. Cioè dalla forma e dalle dimensioni dal materiale di cui è costituita e dipende, ancora in modo non del tutto noto, dalle modalità con cui avvengono le vibrazioni.

Risonanza

Le oscillazioni o vibrazioni che avvengono per una perturbazione momentanea si dicono libere. Tali sono ad esempio le oscillazioni di un pendolo che rimosso dalla posizione di equilibrio e abbandonato a se stesso. Le vibrazioni di una corda momentaneamente eccitata sono anche loro vibrazioni libere.

Quando  invece si fornisce periodicamente al corpo filante o vibrante l’energia che esso va gradatamente perdendo si ottengono le oscillazioni o vibrazioni forzate.

Si ha il fenomeno detto di risonanza quando nelle vibrazioni forzate c’è uguaglianza tra i periodi della causa eccitatrice e le oscillazioni del corpo.

Per capire bene questo concetto si pensi ad un ragazzo che si diverta su un’altalena.

L’altalena è un pendolo che ha un periodo proprio di oscillazione. Se il ragazzo vuole via via aumentare l’ampiezza di oscillazione dell’altalena, egli la deve spingere ad ogni periodo. Cioè il suo sforzo deve essere in risonanza con il periodo dell’ altalena.

I fenomeni di risonanza sono molto importanti nella meccanica pratica. Talvolta la risonanza è dannosa e pericoloso. Per esempio la risonanza dei ponti al passo cadenzato delle truppe potrebbe causare la rottura del ponte. infatti, sui ponti, i militari procedono a passo libero. 

Molti strumenti musicali come il pianoforte, il violino, la chitarra, hanno una cassa di risonanza che ha lo scopo di rinforzare i suoni emessi dalle corde. Le casse di risonanza di questi strumenti per la loro ampiezza e forma riescono a rinforzare questi suoni.

Fonti

La fonte di questa pagina è Mario Gliozzi – ELEMENTI DI FISICA Per gli istituti commerciali.

Altri libri di Fisica

Abbiamo Elementi di Fisica. Elettromagnetismo e Onde – Paolo Mazzoldi , Elementi di fisica tecnica per l’ingegneria – M. A. Corticelli e Elementi di fisica. Per le Scuole superiori. John D. Cutnell.

Termodinamica applicata Yunus A. Çengel , Elementi di fisica – Bersani – Bettati – Biagi , Elementi di fisica tecnica – Giulio Lorenzini  e Elementi di fisica. Tecnica ambientale di Piercarlo Romagnoni.

Classifiche musicali

Le classifiche musicali, gli album più venduti, sono stati da sempre un punto di riferimento per chi ascolta musica. Negli anni 80/90 la top ten era un classico di tutti i programmi musicali. Le classifiche, infatti, permettevano e permettono di avere conferme, di ascoltare quali sono le tendenze musicali del momento. Capire il contesto musicale e l’immaginario sonoro può essere un gioco divertente e interessante.

Le classifiche radio. Un circolo vizioso.

Le classifiche radio oggi non esistono più. È raro, tranne per qualche reminescenza nostalgica dei conduttori, sentir parlare di Top ten del momento. Eppure la rotazione musicale delle radio è basata sempre su queste top ten. O comunque sulle canzoni più ascoltate.

Perché si tratta di un circolo vizioso? Perché, posto che un gruppo di canzoni piaccia al pubblico, mettiamo secondo il principio degli album più venduti, le radio trasmettono quel gruppo di canzoni. Che saranno ascoltate sempre da più persone, che comprerà quel gruppo di album e che preferirà quei cantanti. E che quindi resteranno nelle classifiche dei più venduti.

Ecco come nascono i tormentoni. Ed ecco perché in radio gira sempre la stessa musica.

Compito delle radio dovrebbe essere la ricerca musicale. Non dico che debba essere lo scopo principale. Le radio hanno editori e devono mantenere relazioni con le case produttrici che forniscono la musica, appunto. Così come un lavoro di questo genere richiederebbe uno sforzo notevole di ricerca e di ascolto. Però non è impossibile da fare.

Sarebbe giusto dedicare almeno un programma alla ricerca musicale e sonora. Per dare spazio a chi non ne ha. Ma anche per dare una offerta sonora e musicale più ampia a chi ascolta la musica.

Classifica musicale Amazon Italia

Ho già pubblicato la classifica musica digitale di Amazon che raccoglie gli album e gli mp3 più venduti del momento.

Classifica musicale americana

La classifica musicale americana è tratta dal sito OfficialCharts e arricchita con i video dal blog.

A Deeper Understanding – The War On Drugs

Carry Fire Robert Plant

Lotta Sea Lice Courtney Barnett & Kurt Vile  via @

Songbook Chris Cornell

Hitchhiker Neil Young

Adios – Glen Campbell

Prisoner – Ryan Adams

Life Love Flesh Blood Imelda May

Pure Comedy – Father John Misty

Crack-Up – Fleet Foxes

Classifica musicale cinese

Tra le classifiche musicali di Shazam, applicazione per identificare canzoni, trovare testi (e, adesso, scoprire la musica Shazammata dagli artisti stessi, è presente la Top 100 – China. Qui sottolineo le prime 10 canzoni.

雪千尋 – Snow Chihiro

Perfect (Acoustic) – Ed Sheeran

Havana – Camila Cabello

Panama – Matteo

Be Apart – Tia Ray

Зая – Бамбинтон

Despacito (Remix)’da Daddy Yankee and Luis Fonsi

Rockstar [Explicit] – Post Malone

Shape of You – Ed Sheeran

Young Dumb & Broke – Khalid

Classifiche musicali

Spero che questo post musicale possa essere di gradimento a tutti i lettori del blog.

L’unica osservazione che mi sento di dire è che le differenze sonore tra occidente e oriente sono ormai minime. Sebbene l’immaginario sonoro e il contesto siano differenti, la musica tende ad unirsi, a mischiarsi, ad amalgamarsi.

L’unica forza che si oppone a questa naturale forma di evoluzione è il terrorismo, ossia quello che resta, almeno concettualmente, dell’Isis. Avevo scritto, diverso tempo fa, una analisi sonora dell’ISIS, in cui presentavo il fenomeno come format di comunicazione. Tanto è vero che nonostante la sconfitta fisica e militare, il fenomeno non è stato eliminato.

Amazon classifica musica digitale

Amazon classifica musica digitale è la raccolta degli elenchi di album e brani più venduti di Amazon. Amazon aggiorna ogni ora la relativa posizione. Per cui quello che vedi qui potrebbe variare rispetto alle reali vendite di cui io non posso avere prontezza.

Ad ogni modo le variazioni sono minime. L’aggiornamento avverrà una volta al mese, il primo venerdì di ogni mese. Vedrò se sarà possibile offre altre novità. Seguite il blog e scoprirete cosa bolle in pentola.

Intanto grazie per l’attenzione. E a voi la classifica musicale di Amazon per la musica digitale. I link rimandano ad Amazon dove poter procedere con l’acquisto.

Amazon classifica musica digitale

La classifica Amazon raccoglie anche le novità più interessanti e inoltre mette in evidenza anche i prodotti del momento. In questa pagina trovi i Bestseller in album e singoli.

Bestseller in Album MP3

Chosen – Måneskin

The Greatest Showman (Original Motion Picture Soundtrack)’da Various artists

Oh, Vita! Jovanotti

Tutte le migliori MINACELENTANO

Amore che torni – Negramaro

Vasco Modena Park – Vasco Rossi

Duets – Tutti cantano Cristina

Songs Of Experience – U2

‘÷’da Ed Sheeran 

Come neve – Giorgia & Marco Mengoni

Bestseller in Brani MP3

Con una cifra che può andare dai 60 centesimi ad un 1,50 euro è possibile acquistare un brano musicale. Nuove opportunità che modificano il comportamento dei consumatori.

E se sei interessato alla storia puoi leggere anche la vera storia dell’MP3. Il primo articolo in italiano.

Perfect – Ed Sheeran

Come neve da Giorgia & Marco Mengoni

Havana Camila Cabello feat. Young Thug

Ti Fa Stare Bene – Caparezza

Perfect Symphony (with Andrea Bocelli) – Ed Sheeran

Poetica – Cesare Cremonini

Direzione la vita – Annalisa

Buona fortuna – Benji & Fede

La mia versione dei ricordi – Francesco Gabbani

Leave a Light On – Tom Walker

Aggiornamenti

Il primo venerdì di ogni mese questa pagina sarà aggiornata. Mi piacerebbe cogliere le novità e riproporle in modo originale. Ma c’è bisogno di forze supplementari. Vedremo. Questa pagina vuole verificare la possibilità di poter intercettare tendenze musicali e proporre novità interessanti per i lettori del blog.

Ovviamente utilizzando strumenti di terze parti come Amazon. L’insuperabile Amazon. Al momento non riesco a fare di più. Se avete idee e proposte costruttive. Parliamone.

Sarebbe bello poter creare altre classiche musicali specialistiche per il blog. Così come avevo provato agli albori con la musica ascoltata dagli architetti dell’informazione. Sarebbe pure bello avviare delle collaborazioni con artisti e amanti del mondo musicale.

Insomma, i progetti e le idee non mancano. Cercherò di ottimizzare al meglio il tempo per un servizio ai lettori sempre più preciso e sostenibile per me e per voi lettori.

Sirene allertamento acqua alta – Venezia

Le sirene allertamento acqua alta sono il sistema di allarme che viene diramato per tutta la città di Venezia quando si sta per verificare il fenomeno dell’acqua alta.

La scorsa settimana nell’articolo in cui si parla di come creare un prodotto di successo anche con il sonoro, si parlava della storia degli allarmi. Durante la ricerca che ho svolto per quell’articolo mi sono imbattuto proprio sulle sirene allertamento acqua alta e di come queste trasmettono messaggi e significati per gli abitanti del luogo.

Cos’è e cosa provoca l’acqua alta a Venezia?

In molti pensano che l’acqua alta sia causata dalla pioggia. Perché spesso, in concomitanza con le piogge si verifica l’acqua alta. Ma la pioggia non ha nessuna influenza diretta. In realtà l’acqua alta è un fenomeno legato ad altri due fenomeni meteorologici. Il primo fenomeno è connaturato alla laguna e al mare, cioè la marea. Il mare, sia per l’attrazione che esercita la luna, sia per la forza centrifuga della sua rotazione, ogni 6 ore sale e ogni 6 ore si abbassa. Questo in laguna è un fenomeno visibile.

La pioggia influenza questo fenomeno indirettamente. Infatti quando si hanno le condizioni precedentemente spiegate, la pioggia gonfia i fiumi che sboccano sulla laguna e si aggiunge a quanto detto prima. La pioggia da sola, o i fiumi gonfi di acqua da soli, non provocano nessun fenomeno di acqua alta.

L’acqua alta è una calamità

Il fenomeno dell’acqua alta non è un fenomeno piacevole e divertente. Anzi. Si tratta di una calamità e una tragedia per i veneziani e per tutti coloro che lavorano e vivono a Venezia (foresti). Per chi non ha mai visto questo fenomeno o per turisti sprovveduti, vedere una città immersa nell’acqua può essere uno spettacolo indimenticabile. Per chi vive la città un po’ meno.

Negozianti, abitanti dei piani terra, ogni qualvolta arriva l’acqua alta vivono un disagio molto grave e pesante.

Basta un filo sfilacciato di un capo di abbigliamento per novinarlo per sempre. Un filo elettrico vecchio o temporaneamente scoperto, di cui non si pensava l’esistenza, in acqua, per mandare in corto circuito tutto l’impianto. E i numerosi accorgimenti non bastano mai. È sufficiente un centimetro in più rispetto all’acqua alta precedente per vanificare il lavoro fatto fino a quel momento.

Per cui, se vi trovate a Venezia, e i verifica il fenomeno dell’acqua alta, non fate il bagno, non divertitevi. E abbiate rispetto per quanti stanno lottando contro le forze dell’acqua. Oltre ad una questione igienica, quel momento è un momento tragico per molte persone.

Ad un metro dal livello del mare

Venezia è grosso modo costruita ad un metro dal livello de mare. Piazza San Marco è grosso modo a questa altezza. Tanto è vero che basta solo un’alta marea più grossa di altre per portare la Piazza sott’acqua. Altre zone sono poste a 10, 20, 30, 50 centimetri più in alto.

Ora il problema dell’acqua alta comincia ad interessare la città a 110 centimetri dal livello del mare, fino a coprire l’intera città se si arriva ad un livello di acqua alta eccezionale. Oltre i 160 centimetri scatta la calamità naturale.

Cosa succede a Venezia durante l’acqua alta

Dato che si tratta di una calamità naturale il comune ha avviato da lungo tempo gli allarmi e gli avvisi del caso. A Venezia esiste una istituzione ad alta professionalità e innovazione che è il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree.

Il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree, ha due compiti.

  • Lo studio del fenomeno al fine di produrre una previsione, a breve e medio termine, sempre più precisa;
  • La divulgazione dei dati principali oltre all’avviso alla popolazione in caso di alta marea eccezionale.

In caso di acqua alta tutti gli abitanti sono avvertiti con i canali più usati da ciascun cittadino. Si può essere chiamati al telefono, ricevendo un messaggio telefonico registrato. Oppure si possono ricevere SMS, scaricare applicazioni appositamente create, si possono vedere le previsioni su twitter o su internet e sui giornali cartacei. E infine c’è un sistema di sirene allertamento acqua alta di cui vi parlo oggi.

Insomma, se frequenti Venezia, è quasi impossibile non sapere quando ci sarà l’acqua alta. TI fossi perso tutte queste comunicazioni c’è sempre il passaparola della gente che ne parla abitualmente.

Il sistema di allertamento acqua alta

Il primo sistema usato dai veneziani per avvertire il verificarsi dell’acqua alta è stato il sistema delle sirene antiaeree. Queste sirene usate durante la seconda guerra mondiale sono state riadattate ad un uso civile.

Il sistema di sirene antiaereo è stato mantenuto fino alla fine del 2010, quando è stato sostituito da strumenti acustici più innovati e funzionali.

L’allarme, sia in passato che oggi, ad ogni modo, si azione tre ore prima che l’acqua alta raggiunga il picco massimo. Insomma, è il segnale (un tempo avvertito anche come qualcosa di molto lugubre) che, se ci si trova in casa, è bene restarci; e se si fosse in strada è meglio affrettarsi a rientrare.

A meno che non si ha un bel paio di Stivali di gomma da lavoro (che arrivino almeno al ginocchio), oppure degli stivali da pesca che ti tengo al sicuro da qualunque tipo di acqua alta. Per le donne ci sono anche dei modelli più sciccósi come gli Stivali di Gomma Basse.

Sirene allertamento acqua alta

Dal 2011 le cose sono leggermente cambiate e il comune ha modificato il sistema con segnali acustici che trasmettono non solo l’allarme, ma anche un messaggio, un significato.

Il suono comunica un messaggio linguistico/ numerico, ossia comunica il livello in centimetri dell’acqua alta e i 4 livelli di marea previsti.

Come funziona il nuovo sistema?

  1. Una sirena richiama l’attenzione sull’allarme-marea.
  2. Segue un segnale che ha la funzione di indicare il livello di marea atteso.

Quest’ultimo segnale prevede 4 “livelli” sonori in scala, quanti sono i livelli di marea da segnalare.

  • 110 cm: un suono prolungato sulla stessa “nota”
  • 120 cm: due suoni in scala crescente
  • 130 cm: tre suoni in scala crescente
  • 140 cm e oltre: quattro suoni in scala crescente

Quindi per capire i nuovi segnali è sufficiente contare i suoni.
Il segnale è ripetuto più volte per consentire un più facile riconoscimento del livello di marea previsto.
I segnali sono stati studiati per essere semplici, facili da ricordare e acusticamente efficaci anche nelle difficili condizioni di propagazione del suono a Venezia.
Vengono impiegate frequenze facilmente udibili anche dagli anziani.

Ascolta i segnali di allertamento acqua alta

Se vuoi fare una prova e capire di cosa si tratta ti basta scaricare e ascoltare i suoni di seguito.

Un approfondimento sulle sirene di allertamento acqua alta

Sul sito del comune di Venezia c’è un bellissimo approfondimento riguardo il nuovo sistema che garantisce la copertura sonora uniforme su tutto il territorio.

Il nuovo sistema prevede una sequenza di due segnali, il primo (attenson) serve per catturare l’attenzione e riproduce per qualche secondo un suono assimilabile a quello della tradizionale sirena; il secondo (earcon) si incarica di fornire l’informazione circa l’altezza di marea prevista, mediante uno o più toni di diversa altezza che si susseguono.

In particolare: l’earcon riferito a una marea di 110 cm è composto da un unico tono, quello riferito ai 120 cm comprende due toni in scala crescente, e poi, sempre in scala crescente tre toni per i 130 cm e quattro per i 140 cm.
Dai 120 cm in su, l’ultimo tono ha una durata maggiore delle precedenti per avvertire chi ascolta che si è arrivati all’ultimo “scalino” del segnale acustico. Come per le vecchie sirene elettromeccaniche, il messaggio che segnala il livello di marea (earcon) viene ripetuto per cinque volte.

Il nuovo sistema ha tre caratteristiche

  1. Semplice.
  2. Facile da ricordare.
  3. Acusticamente efficace.
rappresentazione grafica dei segnali acustici

Sistema di diffusione acustica come mezzo di comunicazione

Più in generale, il nuovo sistema di diffusione acustica costituisce un nuovo e flessibile mezzo di comunicazione che arricchisce le infrastrutture destinate alla informazione e alla protezione della cittadinanza . Grazie alla sostituzione delle sirene elettromeccaniche (che potevano diffondere un solo tipo di segnale) con una moderna tecnologia digitale, è possibile in ogni momento arricchire l’insieme dei segnali e comunicare tempestivamente alla cittadinanza informazioni di rilevanza collettiva.

Si tratta di sirene elettromeccaniche, apparecchiature ad emissione omnidirezionale che trasformano energia meccanica in pressione sonora; questo genere di conversione comporta un elevato assorbimento di energia elettrica, inoltre il risultato finale non è ottimale per vari motivi.

Set di suoni

Il set di suoni è il risultato di numerosi studi e test. Prima in laboratorio, dove si sono ricercati i segnali più facili da comprendere e ricordare. Successivamente è stata svolta una sperimentazione “dal vivo” in città.

Conclusioni

Il nuovo sistema di sirene allertamento acqua alta, oltre ad essere all’avanguardia e molto più efficiente del precedente, ha anche dei vantaggi a lungo termine. I messaggi utilizzati, al momento, sono quelli relativi all’acqua alta. Ma nulla impedisce che questo sistema possa essere, un giorno, utilizzato per altro tipo di messaggi rivolti alla popolazione, in base alle necessità che la comunità veneziana avrà nel tempo.

Ed infine, è un ottimo esempio per me e il mio blog spiegare cosa significa trasmettere un significato o un messaggio attraverso il suono. Ma se siete giunti fin qui, lo sapete già!

Concerti 2020 Italia. Cosa portare e cosa non portare ad un concerto allo stadio

Cosa non portare ad un concerto allo stadio? Scrivo questo articolo per rendere un servizio ai miei lettori che questa estate si recheranno a concerti e manifestazioni all’aperto o in luoghi chiusi.

Sapere cosa poter portare con sé e cosa invece lasciare a casa penso sia una cosa importante. In questo modo sarà possibile per tutti noi trascorrere una bella serata e permettere alle forze dell’ordine di svolgere al meglio il loro lavoro.

Grandi eventi e concerti posticipati al 2021

Niente concerti di rilievo o grandi eventi live in questa estate 2020

Alla luce delle linee guida disposte dal governo in tema di salute pubblica sono vietati assembramenti al di sopra di 1000 persone. I grandi eventi dal vivo sono dunque tutti posticipati al 2021.

Estate 2020. I grandi eventi live si fermano, alla luce delle disposizioni governative in tema di salute pubblica che vietano assembramenti di persone.

Porta con te del disinfettante tipo AMUCHINA.

Comunicato Assomusica

Una decisione condivisa dalla gran parte dei produttori e organizzatori di spettacoli di musica dal vivo, che fanno sentire unita la loro voce. Un segnale necessario che non significa che la musica dal vivo si arrenderà.

L’appuntamento con i grandi eventi live dell’estate 2020 è infatti rimandato al 2021, che sarà una stagione ancora più grande e magica che mai.

CLICCA QUI per l’elenco degli eventi previsti in cartellone sui quali verranno dati dettagli prossimamente da ogni singolo organizzatore.

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Le condizioni per organizzare eventi al di sotto di 1000 persone

Posti a sedere pre assegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori.

Il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. le regioni e le province autonome possono stabilire una diversa data, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori.

Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni.

Restano comunque sospese le attività in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi.

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Spettacoli dal vivo e cinema

Mantenimento del distanziamento interpersonale, anche tra gli artisti.

Misurazione della temperatura corporea agli spettatori, agli artisti, alle maestranze e a ogni altro lavoratore nel luogo dove si tiene lo spettacolo, impedendo l’accesso in caso di temperatura maggiore di 37,5 °C.

Utilizzo obbligatorio di mascherine anche di comunità per gli spettatori.

Utilizzo di idonei dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori che operano in spazi condivisi e/o a contatto con il pubblico.

Garanzia di adeguata periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti chiusi e dei servizi igienici di tutti i luoghi interessati dall’evento, anche tra i diversi spettacoli svolti nella medesima giornata.

Adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria e rispetto delle raccomandazioni concernenti sistemi di ventilazione e di condizionamento.

Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.

Divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.

Utilizzo della segnaletica per far rispettare la distanza fisica di almeno 1 metro anche presso le biglietterie e gli sportelli informativi, nonché all’esterno dei luoghi dove si svolgono gli spettacoli.

Regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale nell’accesso.

Limitazione dell’utilizzo di pagamenti in contanti, ove possibile.

Vendita dei biglietti e controllo dell’accesso, ove possibile, con modalità telematiche, anche al fine di evitare aggregazioni presso le biglietterie e gli spazi di accesso alle strutture.

Comunicazione agli utenti, anche tramite l’utilizzo di video, delle misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire nei luoghi dove si svolge lo spettacolo.

Prevenzione e sicurezza concerti in Italia 2018

Personalmente ritengo che non sia un caso che l’ISIS abbia preso di mira proprio i concerti. Così come l’arruolamento dell’ISIS avviene, anche, attraverso la musica, così si colpisce un momento sociale particolare che lo stato islamico avversa con estrema ferocia.

In Italia si sta procedendo ad un piano straordinario della sicurezza per rendere queste manifestazioni più sicure possibile.

Sul sito del ministero dell’interno avremo tutte le news riguardanti la sicurezza. E se ci rechiamo ad un concerto che comprendiamo essere di particolare interesse, come quello di Vasco Rossi, per esempio, è meglio informarsi e aggiornarsi sulla situazione.

I prefetti adotteranno le ordinanze in applicazione delle leggi di Pubblica Sicurezza. Per cui in tutti gli eventi pubblici si avrà il divieto di vendita e assunzione di superalcolici e a tutte le bevande contenuti in bottiglie di vetro. Al di là delle ordinanze dei singoli sindaci dei comuni interessati.

Cosa non portare ad un concerto allo stadio?

Il nuovo piano di Sicurezza per i concerti 2018 prevede una serie di oggetti non consentiti. In ogni caso, di volta in volta che ci si reca in uno stadio o ad un concerto, sarà sempre necessario prendere visione dei regolamenti dell’impianto in cui si svolge l’evento.

Ad ogni modo non sono più consentiti più gli zaini, le valigie e/o i trolley.

Poi non sono consentiti bombolette spray (antizanzare, deodoranti e creme solari), trombette da stadio, armi, materiale esplosivo, oggetti da punta o da taglio, catene, bevande alcoliche, sostanze stupefacenti, veleni, sostanze nocive, materiale infiammabile, lattine, bottiglie di vetro, borracce di metallo, bottiglie di plastica, animali di qualsiasi genere e taglia, bastoni per selfie, treppiedi, ombrelli, aste, strumenti musicali, penne, puntatori laser.

A questi si aggiungono alcuni consigli di ordine generico, come non portare cose di valore, macchine fotografiche, videocamere e tablet. Quest’ultimi espressamente vietati.

Regole da rispettare

ALL’INTERNO DELL’IMPIANTO È VIETATO introdurre:
VALIGIE, TROLLEY, BORSE e ZAINI.
BOMBOLETTE SPRAY (antizanzare, deodoranti, creme solari, etc…)
TROMBETTE DA STADIO
detenere ARMI, MATERIALE ESPLOSIVO, ARTIFIZI PIROTECNICI, FUMOGENI, RAZZI DI SEGNALAZIONE, PIETRE, COLTELLI o ALTRI OGGETTI da PUNTA o TAGLIO; e CATENE;
bevande alcooliche di qualsiasi gradazione;
detenere SOSTANZE STUPEFACENTI, VELENI, SOSTANZE NOCIVE, MATERIALE INFIAMMABILE;
Accedere e trattenersi in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti;
vendere all’interno dell’impianto bevande contenute in LATTINE, BOTTIGLIE DI VETRO, BORRACCE DI METALLO o BOTTIGLIE DI PLASTICA di qualsiasi dimensione;
ANIMALI DI QUALSIASI GENERE E TAGLIA;
BASTONI PER SELFIE e TREPPIEDI;
OMBRELLI e ASTE;
STRUMENTI MUSICALI;
PENNE e PUNTATORI LASER;
DRONI e AEREOPLANI TELECOMANDATI;
APPARECCHIATURE PER LA REGISTRAZIONE AUDIO/VIDEO;
MACCHINE FOTOGRAFICHE PROFESSIONALI e SEMIPROFESSIONALI;
VIDEOCAMERE, GOPRO, IPAD e TABLET;
BICICLETTE, SKATEBOARD, PATTINI e OVERBOARD;
TENDE e SACCHI A PELO;
TUTTI GLI ALTRI OGGETTI ATTI AD OFFENDERE;

Inoltre è vietato.

Esporre materiale che ostacoli la visibilità agli altri spettatori o che interferisca con la segnaletica di emergenza o che, comunque, sia di ostacolo alle vie di fuga verso le uscite;
Svolgere qualsiasi genere di attività commerciale che non sia stata preventivamente autorizzata, per iscritto, dalla società organizzatrice dell’evento;
Porre in essere atti aggressivi nei confronti del personale addetto al controllo;
Danneggiare o manomettere in qualsiasi modo strutture, infrastrutture e servizi dell’impianto;
Arrampicarsi su balaustre, parapetti, divisori ed altre strutture non destinate alla permanenza del pubblico;
Stazionare su percorsi di accesso e di esodo e su ogni altra via di fuga.

Cosa portare ad un concerto allo stadio?

Alcuni consigli per poter trascorrere un concerto nel modo migliore sono quelle di avere un bel paio di scarpe comode e un abbigliamento comodo e leggero. Niente magliette o pantaloni bianchi, ma indumenti che si possono sporcare o con il quale ci si possa sedere sull’erba senza problemi. Inoltre, ricordate che se ci si bagna o si viene bagnati dagli idranti gli indumenti bianchi diventano trasparenti.

Zaini trasparenti

Se prima gli zaini e zainetti erano una vera comodità, adesso non è più possibile portarli con se. Almeno non quelli di grandi dimensioni. Il consiglio dunque è quello di procurarsi uno zaino trasparente, dove tutto è  reso visibile anche dall’esterno. L’acqua e le bevande sono da acquistare all’interno dell’impianto. Mentre è preferibile che si mangi prima di partire da casa. Così potrai evitare le code agli stand e dedicherai tutto il tempo al concerto.

Ma soprattutto collabora con le forze dell’ordine e rendi le procedure di controllo le più veloci possibili.

Aggiornamento 14 luglio 2017

Questa mattina ho ascoltato in radio che la misura massima consentita di uno zaino equivale alla grandezza di un foglio A4. Ossia di uno zaino grande 21 centimetri per 30. Tipo uno zaino di questo genere, con una capienza di 10 litri: Eastpak Orbit – Zaino piccolo, 33.5 x 23 x 15 cm. Insomma, bisogna portare davvero il minimo indispensabile. Se i controlli saranno severi questa sarà la misura massima di uno zaino consentito.

Concerti 2018 Italia

Un articolo di Gabriele Antonucci del 9 maggio 2018 su Panorama ci regala un elenco di 100 concerti da non perdere nel 2018.

In cartellone da Roger Waters agli U2, dalla coppia Jay-Z e Beyoncé ai Guns ‘N’ Roses, fino a Vasco Rossi, Jovanotti e Negramaro

Concerti 2017 Italia

L’estate è la stagione dei concerti e delle manifestazioni musicali di maggior interesse.

Giovanni Ansaldo, giornalista di Internazionale, offre una “Piccola guida ai concerti dell’estate 2017”. Ma anche Cooming soon, ha stilato un elenco esaustivo per tutti i concerti 2017 in Italia. Mentre l’ansa sull’articolo sulle misure di sicurezza regala una infografica dei concerti rilevanti.

Così se segui i consigli di Momondo che propone di viaggiare inseguendo i migliori concerti in Italia, cerca di seguire queste regole. Sempre.

Un momento di gioia

Collabora con le forze dell’ordine. Non polemizzare su controlli più severi e non intraprendere discussioni se non sono costruttive. Segnala se vedi qualcosa di strano, ma non allarmare inutilmente né i tuoi vicini, né le forze dell’ordine.

Non diffondere notizie di cui non sei sicuro. Questo vale nella realtà come nel web. Evita di divulgare “i sentito dire” che possano aumentare la paura o il panico.

Un concerto è un momento di gioia. E dunque trascorretelo con serenità.

Buon divertimento!

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Architettura dell’informazione sonora – Mixer #33

Mixer. Notizie sonore su Architettura dell’informazione, User Experience, Sonorità, Assistenza vocale, Intelligenza artificiale, Streaming, Musica e… tutto il suono che ha un senso e un significato. 

Dal blog

Ho aggiornato l’articolo su Isis stato islamico comunicazione sonora marketing e reclutamento Lo ritengo un ottimo articolo e un buon esempio di architettura dell’informazione.

Mixer #33

Ogni anno la rivista di analisi aziendale Fast Company stila una classifica delle società più promettenti. Quest’anno nella categoria media è apparso il nome di Radiotopia, network di podcasting attivo a partire dal 2013. Ne parla il sito the sub marine in italiano.

L’intelligenza artificiale (in breve AI – artificial intelligence) è un programma informatico, cioè software, che impara ad assolvere compiti che richiedono forme di intelligenza come quella umana. Due video per capirla.

‘La La Land’ sound mixer Ai-ling Lee in inglese.

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Architettura dell’informazione sonora – Mixer #32

Mixer. Notizie sonore su Architettura dell’informazione, User Experience, Sonorità, Assistenza vocale, Intelligenza artificiale, Streaming, Musica e… tutto il suono che ha un senso e un significato. 

Dal Blog

Domani sarò al wiad palermo. Parlerò alle 11.30. Vi aspetto!

Mixer #32

L’assistente vocale di Microsoft Cortana farà da promemoria leggendo le mail.

Samsung inserirà all’interno del prossimo flagship, il Galaxy S8, un nuovo assistente vocale. Al club degli Alexa, Siri e Google Assistant si unirà quindi anche Bixby, progettato da Viv, società composta da fuoriusciti del gruppo che ha ideato Bixby.

Condividi consapevolmente!

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Architettura dell’informazione sonora – Mixer #31

Mixer. Notizie sonore su Architettura dell’informazione, User Experience, Sonorità, Assistenza vocale, Intelligenza artificiale, Streaming, Musica e… tutto il suono che ha un senso e un significato. 

Dal Blog

Ieri sono stato intervistato da Radio Star me Up Lunedì, posto l’intervista.

Mixer #31

Gli speaker intelligenti Amazon Echo ed Echo Dot con al loro interno l’intelligenza artificiale Alexa sono arrivati in Germania e Gran Bretagna.

Arriva Davis, l’assistente virtuale che misura le performance dell’azienda.

Secondo alcune fonti interne, Google avrebbe unito i team che lavorano su YouTube Music e Play Music.

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Architettura dell’informazione sonora – Mixer #30

Mixer. Notizie sonore su Architettura dell’informazione, User Experience, Sonorità, Assistenza vocale, Intelligenza artificiale, Streaming, Musica e… tutto il suono che ha un senso e un significato. 

Dal Blog.

Ci riprovo. A distanza di qualche mese dall’ultimo numero riprovo a fornire questo servizio. Che è utile, principalmente, a me stesso. L’intenzione è sempre la stessa. I temi pure. Ma un formato diverso. Si tratterà di semplice curatela dell’informazione. Pochi link, massimo tre. Sarà tutto? Sarà il meglio? Ovviamente no.

Il digest e l’eventuale commento (spontaneo), la copertura di tutte le notizie, per come l’ho realizzato per 29 settimane, non è sostenibile, se non è sostenuto dai lettori che sarebbero interessati.

Nella speranza di non rubare tempo ma di aggiungere conoscenze, vi lascio a questa nuova versione. E grazie sempre dell’attenzione!

Mixer #30

Intelligenza artificiale

L’Intelligenza artificiale batte uomo a poker. E vince 1,7 milioni di dollari. Mentre la Fondazione Zuckerberg, acquisisce una startup dell’intelligenza artificiale che si chiama Meta ed è un search engine per ricercatori. E’ in grado di riconoscere autori e citazioni e fornire i documenti più rilevanti invece di quelli ottimizzati dal SEO. La Chan Zuckerberg Initiative lo renderà gratis per tutti. La conferma di un mercato pronto a esplodere.

Assistenza vocale

Siri potrà pescare dati dagli account iCloud per farsi più intelligente, ma gli utenti dovranno darle il permesso.

 

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Giornalismo radiofonico secondo Nieman Lab

Il giornalismo radiofonico è quel campo del giornalismo in cui si pubblicano notizie attraverso la radio, la propria voce e i suoni. La scrittura per la radio, infatti, è diversa rispetto alla scrittura per il cartaceo. Se si vuole scrivere per la radio, è necessario usare una scrittura colloquiale, una scrittura parlata.

Nel mondo anglofono, il giornalismo radiofonico in sé non esiste. O meglio, non esiste la suddivisione che si fa in Italia e c’è un’altra suddivisione. Si parla più ampiamente di Brodacast Journalism. Ossia, radio, web e televisione sono accomunati dalla pubblicazione elettronica.

Il Nieman Lab ogni anno, ad inizio anno, chiede ad alcune delle personalità più brillanti del giornalismo nel mondo, quello che pensano del futuro del giornalismo. Ed ho deciso di riportare qui sul blog alcuni pensieri dei broadcaster intervistati. E in particolar modo dei broadcaster che parlano di radio. Nei link trovi gli articoli integrali, che vale la pena leggere. Qui di seguito trovi quello che ho ritenuto importante sottolineare e condividere. Anche se, ad essere sincero, sono un po’ stufo di leggere soluzioni e previsioni, che poi nei fatti, nessuno realizza o mette in atto. Alla fine, come al solito, le mie brevi parole da ricordare.

Giornalismo radiofonico secondo Nieman Lab (anno 2016, previsioni 2017)

Interfaccia neutrale?

Non esiste un’interfaccia neutrale di Sara M. Watson, critico tecnologia e affiliata con Digital Asia Hub.

Da qualunque touchpoint riceviamo le notizie, i punti di accesso alle informazioni sono sempre più personalizzati. Cioè, non esiste più esperienza neutra.

Le questioni chiave per i lettori saranno: per che cosa stiamo ottimizzando il contenuto? Per la responsabilità civile? Per dare rilevanza personale? Qualità? Per esporre la diversità delle fonti e/o dei punti di vista? Tempo sul sito?

Fiducia

Fiducia è Il nuovo click di Michael Kuntz, vice presidente senior delle entrate digitali in USA Today Network.

Nel 2016, la solita battaglia dei media per l’attenzione sembrava più una guerra. Alimentata principalmente da una stagione politica senza precedenti. I consumatori sono stati bombardati da una litania incessante di “breaking news“, titoli riciclati e storie false.

Abbiamo combattuto contro noi stessi e, nello stesso tempo, ci siamo arresi troppo facilmente sul nostro territorio verso i giganti delle piattaforma. Coloro che hanno sempre monopolizzato la più grande economia dell’attenzione.

Non tutto è perduto.

La fiducia, indipendentemente dall’orientamento politico di una società multimediale o dalle credenze istituzionali, si trovano dove le notizie possono lasciare un segno e continueranno a prosperare in futuro. Sappiamo che la fiducia porta ad un maggiore impegno e alla volontà di pagare per i contenuti di valore.

Per i marchi che stanno cercando di connettersi con i consumatori in modo più significativo e autentico, il tempo trascorso sarà la moneta digitale del futuro, al di là del click.

Il futuro del business delle notizie digitali, che è il futuro delle notizie per sé, è in gioco. Se non vinciamo la guerra della fiducia del lettore, saremo lasciati a combattere piccole battaglie per pochi investimenti pubblicitari. La buona notizia è che è una guerra che possiamo vincere.

Acquistare Fiducia

La FIDUCIA dipende dai dettagli di ELIZABETH JENSEN mediatore di NPR.

Gli ascoltatori stanno prestando attenzione. Anche se a molti lettori basta leggere i titoli dei giornali.

Spero che il 2017 sia  l’anno in cui il giornalismo, che cerca di ricostruire la fiducia, in mezzo al pubblico, ponga un’enfasi rinnovata sui fondamentali. Nonostante tutte le pressioni del tempo. Quando i fatti saranno controllati due volte. Quando gli analisti “mostreranno il loro lavoro”, spiegando come sono giunti alle loro conclusioni. Quando le correzioni necessarie saranno pubblicate in modo rapido e ben visibile. Quando la trasparenza fiorirà. E sì, quando sarà analizzata ogni parola.

Voci autentiche

Voci autentiche, non notizie false di Laura Walker, Presidente e CEO di New York Public Radio.

I mezzi di comunicazione hanno la responsabilità di coprire storie “piccole”. (Al momento) Essi illuminano, approfondiscono le “grandi” storie.

Come mezzo sonoro, la radio pubblica – e adesso l’esplodere del podcasting – deve dare voce alla gente. Con la specificità locale e il fascino personale. Le storie individuali e le voci autentiche hanno il potere di creare empatia, la connessione e la comprensione.

Prevedo che nel 2017, più organi di informazione potranno ascoltare più profondamente il popolo di questo paese con genuina curiosità e senza preconcetti. Per trovare fili comuni e soluzioni comuni. Per colmare un abisso che è più ampio di quanto abbiamo realizzato. Voci autentiche – notizie verificate. Nel 2017, compito dei media sarà lasciare che la gente dica la propria.

Podcast

PODCASTS dive Into BREAKING NEWS di Andrea Silenzi è ospite del perché oh perché.

A me fa piacere che i podcast siano un modo per acquisire notizie ed informazioni senza essere legati ad uno schermo o su una sedia. Nel 2016, i miei podcast preferiti sono stati quelli che mi hanno aiutato a digerire le notizie del giorno.

A me, sembra inevitabile che questa tecnologia abbia il potenziale per essere utilizzata per un telegiornale regolarmente aggiornato.

Molti nuovi ascoltatori arriveranno in cerca di un rifugio dalle false notizie di Facebook; o dall’ideologo disordine di Twitter. Nel 2017 vedremo l’ascesa di più telegiornali, di sperimentazione. Lasciate che la gara abbia inizio.

Stratificazione del Podcasting

Stratifica il Podcasting di Eric Nuzum. Vice presidente senior per lo sviluppo di contenuti originali presso  Audible.

Il 2016 è stato l’anno che l’industria del podcasting. Come mai? Si è  professionalizzata.

Guardo all’industria del podcast come ad una industria matura. Vedo un parallelo con l’industria della musica antica. Per gran parte della sua vita, l’industria musicale ha seguito un ciclo. Gli imprenditori appassionati hanno dato vita ad etichette indipendenti, e sono cresciute. La maggior parte di questi indipendenti di successo sono stati acquistati da società e sono state assorbite … ma non solo. Ci sono state alcune piccole etichette indipendenti che sono rimaste piccole. Coloro che fortunatamente sono rimaste piccole hanno saputo bilanciare il proprio mercato. Da un lato non avevano la distribuzione e la commercializzazione delle major. Ma dall’altro lato erano liberi di lanciare i propri colpi e di decidere il proprio futuro.

Il 2017 sarà l’anno in cui il podcasting si stratificherà. L’anno della distinzione tra major e indipendenti. Il 2017 sarà il punto in cui ciò che divide questi due strati sarà più rilevante di ciò che li unisce.

Bambini e Millennial per il podcast

BAMBINI salite sul treno dei PODCAST Libby Bawcombe, Senior Designer prodotto visivo a NPR.

I podcast per bambini saranno di moda quest’anno. Ora che gli adulti stanno consumando più podcast che mai, vedremo modelli di business emergere basati sulla condivisione di podcast con i bambini – che sono naturalmente impegnati ascoltatori e che amano la narrazione.

L’anno passato (2016), la conversazione intorno ai podcast per bambini ha continuato a raccogliere interesse. Le organizzazioni di analisi dei media, come Nieman Lab, continuano ad esplorare i benefici per i bambini ad ascoltare i podcast. In più i loro effetti duraturi sullo sviluppo e l’apprendimento.

Questi punti chiave determineranno se i podcast per bambini potranno avere successo anche quest’anno.

Si potrebbe auspicare che avvengano cambiamenti nel comportamento. I genitori potrebbero considerare i podcast per bambini come un antidoto al “tempo da trascorrere davanti allo schermo”. Offrendo esperienze di ascolto divertenti ed educativi per i bambini.

Le interfacce utente: Sarebbe bello se si trovasse un’applicazione o un sito web che è stato progettato per far trovare trovare ai bambini podcast creati per loro.
Ora è il momento di prendere ciò che abbiamo imparato dalla podcast e applicarlo ai nostri ascoltatori più piccoli. Credo che i bambini siano il nostro futuro. Dobbiamo insegnare loro bene e fargli ascoltare podcast.

L’anno del Podcast

L’ANNO DEL PODCAST Asma Khalid è un giornalista di NPR.

Sì, avete sentito questa previsione tante volte. E hai ragione, il podcasting non è una cosa nuova. Lo conosciamo già da oltre un decennio. Ma, nel 2016, con una serie di podcast politici, nati per le elezioni presidenziali, gli organi di informazione hanno realizzato quale sia il potenziale del podcasting come fonte di notizie primaria. Si sono resi conto che c’è una fame di notizie audio on-demand. E che si rivolge ad un pubblico più giovane (si pensi 35 e sotto).

Podcasting è a volte liquidato come niente di più che una radio nelle orecchie. Ma mi permetto di dissentire. E’ molto più intimo di una radio tradizionale. E gli editori che realizzeranno la potenza di questa intimità probabilmente avranno un vantaggio nel lungo periodo.

In un mercato affollato, forse è questo che i giovani vogliono. Notizie affidabili con una prospettiva affidabile. Non sono alla ricerca di obiettività onnisciente, ma di fiducia e prospettive veritiere.

Le prossime sfide

Prossima guerra CLASS PODCASTING’S di Nicholas Quah ,scrive Hot Pod.

“le persone che hanno a cuore le notizie vere sono ormai una nicchia” lo vedremo nel prossimo anno. Diverse aziende, alcune nuove e alcune già esistenti, probabilmente spingeranno più in profondità tra intelligenza, informazioni, notizie e contenuti, e pagheranno un prezzo di conseguenza.

Parole da ricordare

Mi pare che ci sia poco da aggiungere. Vorrei solo dire che sebbene anche qui ho sottolineato l’intervento di Asma Khalid nel quale si afferma che questo sia l’anno del podcast, io non credo a questa affermazione.

Non è l’anno del podcast. Trovate il mio pensiero a riguardo nell’articolo dedicato al tema. Nonostante Facebook Live Audio.

Da segnare e da ricordare, ripeto, solo alcune parole: Interfaccia, Fiducia, Voci autentiche e Sfide.

Interfaccia. Sempre più la comprensione del mondo avverrà tramite una o più interfacce.

Fiducia. La nuova moneta. Sempre più rara. Chi saprà conquistarla avrà il mondo ai suoi piedi.

Voci autentiche. Le storie, che siano di parole o di voci o di suoni, saranno sempre il sale delle nostre vite.

Sfide. Siamo tutti sulla stessa barca. Grandi e piccoli. Nessuno si senta escluso.

Vinile contro download

“Vinile contro download. Il vinile supera il download nel mercato inglese.” Questa notizia è stata data a metà dicembre 2016 in un TG1 RAI (di cui non trovo il link).

La cosa mi è suonata proprio male. Perché a quanto ne so io il mercato del vinile è un mercato di nicchia. E tanto i toni erano euforici che persino mia madre chiedeva: ma come è possibile?

La mia risposta immediata è stata quella di dire che è vero che il vinile è in ripresa. Le percentuali di vendita si sono raddoppiate, negli ultimi due anni, ma rispetto alla sua quasi estinzione del 2006. Da qui al ritorno al vinile però ce ne passa.

Il ritorno del vinile

Quello che generalmente si sente o si legge in giro quando si parla di ritorno del vinile è che

  • Possedere un LP in vinile da la sensazione di possedere la musica
  • Il vinile ha un suono più caldo
  • Il vinile è sinonimo di qualità
  • Gli utenti hanno nostalgia del periodo analogico
  • I giovani sembrano ritornare al passato.
  • Siamo in presenza di un cambiamento nelle abitudini di spesa dei consumatori.

Insomma, forse non lo dicono mai, ma tra le righe si intende che la gente stia tornando a comprare LP in vinile. O che si preferisce il vinile al digitale.

Alla ricerca della fonte

Come sapete io non sono un giornalista. Per cui se sbaglio mi scuserò e la categoria non ne avrà a male. Ma da architetto dell’informazione mi occupo di giornalismo e comunicazione. Siccome l’argomento mi interessa (e sfiora il blog nelle sue sonorità) sono andato a verificare. Tanto più che, fin dalla sua pubblicazione, il blog ha adottato il Verification HandBook.

La prima ricerca della fonte mi fa rendere conto che è una notizia che viene pubblicata periodicamente. Ogni tre mesi vengono fatti dei report sui risultati delle vendite. E i giornali riprendono le comunicazioni soprattutto durante il periodo di Natale o di fine anno.

Per esempio Wired ne parla già nel 2014. Ma poi si trovano anche altri articoli in periodi dove si ha poco da scrivere. Non posso credere, però, che il TG1 RAI abbia ripreso una notizia vecchia di due anni. E così continuo a cercare e finalmente trovo delle buone fonti.

La fonte originale

La fonte, pare che sia un report fornito dalla Entertainment Retailers Association (ERA).

L’ERA è un’organizzazione commerciale del Regno Unito formata appositamente per fungere da forum per i settori fisici e digitali al dettaglio e all’ingrosso delle industrie di musica, video e videogiochi.

Come confermato da Repubblica.it che parla anch’esso di ritorno del vinile e di passo indietro dell’industria verso questo vecchio formato. Il giornalista accenna al fatto che

La questione è ovviamente molto più complessa

ma non prosegue nella spiegazione.

Datamediahub.it

Pier Luca Santoro tra i suoi post-it , di qualche mese fa, ci da qualche numero.

Ma che Musica Maestro – I dati rilevati da Deloitte per FIMI e relativi al primo semestre del 2016 certificano il sorpasso del digitale, guidato dallo streaming, sul prodotto fisico a livello nazionale. Il segmento digitale è oggi il 51%, trascinato dall’imponente crescita dei servizi di streaming, che rappresentano il 40% del mercato totale e segnano un incremento del +51%. Sempre prevalente il repertorio italiano che rappresenta il 44% contro il 38% del repertorio internazionale. Dall’altro lato, continua anche la corsa del vinile che, con un’ulteriore 43% di crescita, rappresenta oggi il 5% del mercato italiano.

Il Telegraph

Il Telegraph ricalca quanto detto dal TG1 e da Repubblica.

Per la prima volta dal 2006, dopo 10 anni, la vendita del vinile supera le vendite dei downloads digitali, nel mercato del Regno Unito. È Natale la gente vuole comprare qualcosa di fisico per se stessi e per gli amici e ritiene il vinile qualcosa di interessante.

La top ten del vinile

The top ten vinyl sales included several new releases on vinyl. Metallica’s Hardwired to Self-Destruct, Pink Floyd’s Animals, Live at the Hollywood Bowl from the Beatles, and the soundtrack to Stranger Things by Kyle Dixon and Michael Stein.

Amy Winehouse’s Back to Black, the Guardians of the Galaxy soundtrack and Nirvana’s Never Mind also made an appearance, far more popular on vinyl than in any other medium.

The top ten downloads saw Now That’s What I Call Music 95 reach the number one slot, with songs by Little Mix, Bruno Mars, Dodie and Emile Sande joining various compilations.

Il Guardian

Anche se il Telegraph conferma, continuo ad avere dei dubbi e continuo la mia ricerca. Trovo un articolo sul The Guardian e comincio a capire qualcosa di più.

Nell’articolo Hannah Ellis-Petersen informa che nel Regno Unito si verificano tre fenomeni.

  1. Stanno rinascendo alcuni negozi musicali che vendono la musica in vinile.
  2. Alcuni artisti (che se lo possono permettere, come vedremo più avanti) rivolgono la loro attenzione a questo formato per riacquistare un contatto fisico con i fans.
  3. C’è un gruppo di acquirenti che, approfittando di trovarsi nel Regno Unito, comprano un determinato vinile, proprio nel Regno Unito, in quanto oggetto simbolico.

L’ABC

L’ABC è ancora più accurata nella notizia. Tutti concordi: il vinile supera le vendite del digitale, ma… c’è un MA grande quanto una casa… in termini numerici il download è sempre superiore.

Money spent on vinyl records more than that spent on digital music in UK, but downloads still ahead in terms of numbers sold

Ossia, i pochi vinili venduti costano molto di più delle migliaia di file digitali sempre più venduti.

Chi compra il vinile non lo ascolta

Un sondaggio della stessa ABC conferma che, tra coloro che comprano l’album in vinile, la metà degli acquirenti neppure apre la confezione. E un altro 7 percento di persone non ha neppure un giradischi a casa dove ascoltarlo.

Chris Heard, proprietario della Carnival Records in Great Malvern dice che certamente il trend incoraggia i fanatici del vinile ma che la notizia dovrebbe essere data con attenzione.

“The reality is, the world has changed. The technology has changed. So while it’s great vinyl is still going after 60 years, the genie’s out of the bottle”. He said, adding that vinyl would always take a back seat to digital formats and streaming services from now on.

“It seems that a lot more artists are using vinyl as a way to give their fans a tangible way of showing their fandom, while also providing a digital download so that their music can also be consumed on the go.”

Chi usufruirebbe del ritorno al vinile?

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Un’altro elemento, che emerge dall’articolo dell’ABC, è che i piccoli negozi indipendenti, così come le case di produzione indipendente, sebbene siano quelli che spingono il mercato, sono quelli che meno usufruiscono di questo ritorno. Perché la maggior parte di questi dischi vengono venduti o dai supermercati o dagli e-commerce.

Anche così, il digitale continua a dominare. Nel 2015, nonostante i ricavi di download digitale in calo del 12 per cento rispetto all’anno precedente, la musica digitale ha rappresentato il 62 per cento del mercato totale, rispetto al 59 per cento nel 2014.

Non so quanto difficile sia spiegare questo in un servizio di pochi minuti. Ma la notizia merita attenzione. Il mercato musicale è molto complesso.

Meglio il vinile o il CD?

Personalmente condivido molto quanto scriveva Francesco Farabegoli su PRISMO già nel novembre 2015. Farabegoli addirittura parla di bufala riguardo il ritorno del venile. Vi consiglio la lettura integrale dell’articolo. Qui di seguito vi riporto alcuni dei passi più rilevanti del lungo articolo.

Ciò che mette in risalto Farabegoli è che in tanti cercano di convincere gli altri che la musica suona meglio su un giradischi. La musica ha un suono più caldo (uno degli aggettivi più usati in questo contesto).

Il vinile fa figo

La prima domanda che balza in mente: quali sono le caratteristiche che distinguono un formato più figo da un formato migliore?

La superiorità del vinile è un mito. E il “calore” del supporto analogico è spesso dato da riproduttori e da impianti stereo di valore. Tanto che attuali vinili e ristampe su vinile sono compressi e masterizzati in digitale.

Il vinile un mercato stabile: produrre vinile costa

Perché si investe sul vinile, allora? Perché, per ora, è un mercato stabile. Il vinile è l’unico supporto fisico che al momento può contare su un gruppo di consumatori affezionati, per giunta in espansione.

Il problema è che di dischi fisici se ne vendono così pochi da non giustificare quasi in nessun caso le economie di scala sufficienti. E per una notevole quantità di uscite tocca scegliere se stampare in CD o in vinile. Il vinile ultimamente vende meglio. Ma produrlo costa molto di più: anche 7 euro per le stampe speciali, contro i 3 scarsi del CD. Senza contare questioni di spazio fisico. In un singolo LP sono contenuti 40 minuti di musica contro i 70/80 del CD. Ma pensate ai costi che devono affrontare i musicisti costretti dal loro genio debordante a imbarcarsi nella stampa di un doppio LP). La febbre del vinile, in un mercato musicale asfittico, non è più la rinascita di un formato alternativo. È diventata una sostituzione in pompa magna del principale formato in cui viene venduta la musica.

Dal vinile al CD la schizofrenia dell’ascolto

Il CD sta morendo – nessun dubbio in questo. Il punto è un altro. La distribuzione della musica ha fatto passi da gigante nell’ultimo quindicennio. È possibile ascoltare tantissima musica, quasi gratis, in qualunque posto e senza nemmeno il bisogno di possederla su un supporto fisico. Ha senza dubbio molto senso che una striminzita minoranza di appassionati decida di fare una scelta hardcore. Ma molti di noi stanno vivendo felicemente una schizofrenia dell’ascolto che vista da fuori sfonda il muro del paradosso, unendo ascolti scomodi/pesanti/costosi/hi-fi in vinile tra le mura di casa ad ascolti comodi/leggeri/economici/lo-fi in giro per il mondo.

In conclusione, Farabegoli, si chiede

Che senso ha incaponirsi a praticare un formato che è la più radicale negazione di questo concetto? A che pro celebrarne il ritorno in pompa magna come se sia destinato a salvare la musica? E soprattutto: siamo convinti che sia un buon affare? Quanto potrà mai durare la febbre del vinile?

Domande molto interessanti a cui sarebbe bello trovare risposte.

Vinile contro Download. Un po’ di numeri

Il mercato del Regno Unito

Per comprendere meglio quanto voglio dire in questo articolo mi vengono in soccorso i numeri.

Sul tanto vantato mercato inglese ho trovato (sempre grazie ad articoli che enunciavano il ritorno del vinile) un articolo (oggi cancellato) che afferma che nel Regno Unito si sono superati i 3 milioni di copie di album in vinile. Alla nota 7 però leggo:

Vinyl represents approximately 2.6 per cent of the overall UK recorded music market based on Album Equivalent Sales, and around 4.7 per cent of total album sales.

(L’ Album Equivalent Sales è una è una metrica standard dell’industria musicale che consente di comparare la vendita dei formati fisici con i formati in streaming in modo che il consumo di musica totale può effettivamente essere misurato e segnalato).

Ma di cosa si tratta? A cosa è dovuto questo clamoroso successo? Al fatto che 30 titoli pubblicati hanno venduto più di 10.000 copie ciascuno nel 2016. L’artista in vinile più venduto è stato David Bowie, con 5 album postumi, che supera Amy Winehouse. Stiamo parlando di cimeli, di ricordi e non di musica.

Il mercato degli Stati Uniti

Attenzione. Fino ad adesso, sebbene la notizia sia stata ripresa anche dalla stampa italiana, e continui a far notizia, abbiamo parlato del mercato del Regno Unito. Qualche giorno fa ho trovato uno studio della società BuzzAngle Music che parla del mercato degli Stati Uniti. Se vuoi approfondire puoi scaricare il pdf. Lo studio spiega che il settore dello streaming ha duplicato gli introiti, nonostante le vendite di album e singoli, fisici e digitali, siano in calo.

the percentage of subscription streams rose from 62% of the total in 2015 to 76% of the total in 2016. The number of 2016 subscription streams grew over 2.25x the 2015 subscription streams amount. So not only is streaming growing nicely, but the overall composition is also shifting to subscription-based consumption. The combination of these two trends will result in higher average revenue per user and more profitability for the industry.

In questo studio è messo in evidenza che le vendite del vinile aumentano del 25,9%. Ma in piccolo leggiamo che il vinile rappresenta l’8% di tutte le vendite degli album fisici. Che a loro volta calano di quasi il 12%, arrivando al 51,6% del mercato totale. Il che significa che quel quasi 26% in più di vendite di vinili equivale all’1% sull’intero mercato musicale. Che non ci fa certo schifo. Ma non lo chiamerei ritorno al vinile.

Un esempio concreto: Drake

Tralasciamo le percentuali sul mercato totale. Per capire i volumi mi pare utile fare un esempio concreto: Drake. Sempre secondo lo studio di BuzzAngle 2016 sul mercato statunitense Drake è l’artista dell’anno. Vince l’album dell’anno per Views e canzone dell’anno con One dance.

Per cui abbiamo che Drake, con l’album Views, ha venduto 1,510,987 di album e 5,354,978 canzoni singole. E che l’album è stato ascoltato in streaming 2,874,424,661. Quasi 3 miliardi di volte.

Ora Drake non ha pubblicato un vinile e non sappiamo quanti vinile avrebbe venduto. Ma l’album in vinile di maggior successo negli Stati Uniti, nello stesso arco di tempo, è stato Blurryface dei Twenty one pilots che ha venduto 49,004 album.

Il vinile è una nicchia di lusso

Il mercato del vinile è un mercato costoso, di lusso. Sia per chi lo ascolta, sia per chi lo produce.

Per i musicisti che dovrebbero pubblicare e produrre in vinile, Wired ricorda che

La United Record Pressing, fornisce anche preventivi in tempo reale, e per la stampa di 500 vinili da 12″, a partire da file WAV, si parla di circa 1500 dollari più spese di spedizione.

Sia per chi ascolta. Per rispettare l’ascolto Hi-Fi non solo si ha bisogno di un giradischi, che costa; ma anche di un impianto stereo che restituisca un suono quantomeno decente. Stiamo parlando di un impianto che supera abbondantemente un migliaio di euro. Tanto per gradire. Più il costo del vinile, che non è certo economico (si va dai 30 ai 35 euro, per LP comuni).

Il vinile ha un futuro?

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Il vinile è una nicchia di mercato. Solo se lo pensiamo in questi termini avrà un futuro. Ma da solo non salverà il mercato musicale. Almeno non nei prossimi 5 o 10 anni. E neanche se ogni settimana si facesse un servizio televisivo che lo affermi.

Al momento, non c’è nessun vinile contro download, né tanto meno vinile contro digitale. Non c’è nessun ritorno e nessun sorpasso. Tanto più che prima la registrazione è digitale e poi si passa su vinile.

Altro che audiofili. Anzi. Con buona pace degli audiofili.

La notizia vera, almeno secondo me, è che il vinile si è trasformato in un oggetto di culto, o da collezione, per un mercato di lusso.

La musica analogica è diventata una nicchia di lusso, un mercato per collezionisti. Questo va sottolineato. Magari ci sono anche degli aspetti sociali, come il volersi identificare con un immaginario che un disco in vinile porta con sé. Magari c’è il tentativo di essere percepiti dagli altri come affini a quel mondo.

Non c’è nessun ritorno al vinile, sebbene le vendite economicamente valgano di più dei download. Dal punto di vista economico non mi pare che ci sia alcuna novità. La gente che ha i soldi spende molti più soldi di chi non ne ha. Tra chi ha i soldi, siccome il vinile fa figo, si compra la musica anche in vinile. Ma la tendenza non è verso il vinile. Chi ascolta musica si abbona ai servizi streaming. E chi compra il vinile, poi, a casa, lo mette sugli scaffali o in cantina. E non ha intenzione di ascoltarlo.

CD o Vinile. Consapevolezza e chiarezza

Spero di aver fatto un po’ di chiarezza sull’argomento. Almeno mi sono chiarito io. E quanto meno, mi pare di aver ricostruito un contesto dove inserire la notizia. Probabilmente, sentiremo ancora questa notizia, ma spero che la prossima volta abbiate più consapevolezza di cosa accade davvero. Continuare a dire, senza spiegare, che c’è un ritorno al vinile perché il mercato del vinile è in crescita, sarebbe come dire che, siccome il mercato delle auto d’epoca è in crescita, le famiglie stiano tornando a comprare i maggioloni o altre auto d’epoca. Ci credereste?

È chiaro che stiamo facendo un paragone sbagliato. È chiaro che oggi, parlare di musica in vinile e di musica digitale significa parlare di insiemi diversi.

Anche questa, secondo me, è una notizia. Anzi, se adesso è chiaro anche a voi, è una buona informazione su cui poter pensare e riflettere.

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iPhone 7

L’iPhone 7 arriva sul mercato e sebbene si sappia già tutto di lui, fa comunque discutere. I giornali offrono pubblicità gratis a manetta e la comunicazione di Apple deve solo imboccare quello che vuol far sapere. Anche se c’è sempre qualcuno che si chiede cosa ci sia davvero di nuovo.

La mia amica Virginia Fiume mi chiede su Twitter cosa penso io della scelta di Apple di togliere il jack audio dal proprio iPhone 7 e iPhone 7 S.

Ovviamente Virginia mi ha chiesto chiarimenti e dopo aver promesso una risposta immediata ho iniziato a scrivere. Purtroppo la questione è abbastanza complicata ed ho ritardato un po’ nella risposta sul blog per creare un articolo utile a più persone possibile.

Attraverso l’audio passano diversi concetti.

I giornali hanno presentato e continuano a presentare l’assenza come una innovazione o addirittura come una rivoluzione. In realtà non c’è tanto di innovativo perché Apple ha semplicemente cambiato protocollo di comunicazione, passando dal mini-jack al protocollo USB-C. Il jack viene eliminato e la stessa funzione avverrà attraverso il Cavo Lightning su USB con cui i precedenti iPhone si ricaricavano o con cui il telefonino scambia dati.

Dal mini-jack al protocollo USB-C

157609754-centrale-telefonica-telefonista-telefonare-serieIl connettore elettrico per il trasporto di segnali analogici fu inventato nel XIX secolo (1878) per l’uso nei centralini telefonici pubblici: si tratta di uno degli standard più vecchi tra i connettori elettrici ancora in uso.

Tale connessione però permette principalmente il trasporto di segnali audio. In minima parte viene anche utilizzato per caricare batterie di piccoli elettrodomestici. Infatti si tratta di fili che trasmettono un segnale elettrico. Ma si tratta di un mercato marginale.

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Il nuovo sistema, nato già da un paio di anni, invece, l’USB-C consentirebbe di semplificare i collegamenti multi-canale di vari gadget permettendo il passaggio di elettricità e altro. Già nel 2015 nel corso dell’annuale Developer Forum, Intel aveva annunciato la propria collaborazione con l’USB Implementers Forum. Se ne parlava qualche mese fa sulle riviste.

Tra i vantaggi del connettore USB-C, la possibilità di creare dispositivi più sottili, il supporto integrato a funzionalità di gestione avanzata dell’audio per la soppressione di rumore, la gestione di profili, il supporto a funzionalità di discovering di dispositivi collegati e altro ancora. Tecnologie digitali integrate in auricolari con questo connettore, immagina AnandTech, potrebbero essere sfruttate per misurare la temperatura corporea durante gli esercizi fisici. Il connettore USB-C potrebbe essere sfruttato non solo per il collegamento ma anche per ricaricare dispositivi wireless.

A che prezzo?

Tutto questo ha un prezzo che (probabilmente) sarà ben volentieri pagato dalla maggior parte dei clienti Apple.

  1. Innanzitutto la mancanza di alta qualità. D’altronde il nostro standard di ascolto è il file .mp3 a 128 kb e per la stragrande maggioranza degli ascoltatori è il massimo che si possa desiderare. Così non è. Ma poco importa. Con buona pace degli audiofili e di coloro che ancora acquistano sistemi audio ad alta fedeltà.
  2. Ci sarà poi un prezzo da pagare in moneta sonante. Se non si vogliono buttare le proprie cuffie si dovrà comprare un adattatore. Oppure, se si vuole aumentare la qualità audio sarà fondamentale acquistare un DAC (un convertitore digitale/analogico) di elevata qualità. Oppure ci sono i nuovi AirPodsLightning direttamente nella confezione dell’iPhone 7. O da acquistare a soli 159 dollari.
  3. E infine c’è il prezzo più caro. Cioè accettare di essere controllati in tutto e per tutto da Apple. Ma ci arriviamo. E’ per questo che il post mi ha richiesto più tempo.

Coraggio

Apple, attraverso le parole di Philip W. Schiller, più noto come Phil Schiller, vicepresidente per il product marketing a livello mondiale di Apple, presenta la scelta di togliere il jack come una scelta coraggiosa. Non si può dire, infatti, che sia innovativa. Lo fa dire agli altri. E sui social, almeno su Linkedin si riflette che la stessa osservazione del “come faremo, senza?” è stata ripetuta più volte negli anni. Si pensi al floppy disk, ai dvd, adesso anche, in parte, all’hard disk e ora per quanto riguarda le cuffie.

Come faremo senza il mitico jack? Lo abbiamo sempre usato!” Tim Cook ha risposto: “semplicemente, non ci basiamo su quello che è stato, ma sulla nostra visione di come sarà il futuro dell’audio”. Ecco, così è la vita. Molti basano le proprie scelte su ciò che è sempre stato, su ciò che si è sempre fatto. Altri, se ne fregano di quel che è stato e agiscono sulla base di ciò che sognano, perché sanno che l’unico modo per realizzare i sogni è guardare avanti

L’obiezione è che Apple ha il brevetto del connettore digitale lightning. Si tratta di speculazione, di business plan, di una ulteriore chiusura del walled garden ammantata di innovazione.

Coraggio?

Da quando non c’è più il compianto Steve Jobs, la Apple non ha più svolto a pieno il suo ruolo innovativo. Ma punta alla massima potenza in spazi sempre più ridotti. Apple lo ripete di continuo nel video di presentazione dell’iPhone 7. (video)

Devin Coldewey, per techcrunch.com non la ritiene affatto una scelta coraggiosa. In breve, spiega che:

  • Lo spazio recuperato è davvero poco.
  • La porta Lightning è totalmente inadatta per l’invio e la ricezione di audio.
  • I dati non hanno bisogno di andare alle cuffie, né le cuffie devono inviare i dati indietro.
  • Il jack da 3,5 mm è più utile di quanto si pensi. E’ robusto, familiare, sicuro, e così via. Funziona in modo affidabile, in tutto il mondo, e con milioni di dispositivi. Senza il permesso di Apple.

Ecco, il punto: avere il permesso di Apple.

Ecosistema Apple: il suo Walled Garden

L’architettura dell’informazione progetta ecosistemi digitali. I grandi brand, quelli che stanno indirizzando il mondo, questi ecosistemi li stanno sempre più allargando e chiudendo. Apple, ma tutti i grandi brand sperano che tutti ne facciano parte e al loro interno si faccia di tutto. La guerra tecnologica sta tutta qui.

Il walled garden di Apple è la sua forza. Il walled garden è il vanto di una mega nicchia che compra Appleperché Apple (ai tempi) era innovativo, è figo, perché ha un design avveniristico, perché il sistema iOS non prende virus e così via…

Ma è anche la sua debolezza. Se vuoi condividere file o usare una pennetta usb che ha toccato un pc dovrai trovare altre strade che non sia il semplice contatto fisico. Come vedremo tra poco ci sono ancora, o è meglio dire c’erano ancora, degli escamotage per scavalcare il muro. Ma ad Apple questa cosa non piace. Apple sta contrastando in tutti i modi questa possibilità e il nuovo protocollo è un tassello fondamentale a tenerti buono nell’ecosistema di Apple.

Apple ne ha tutta la forza e il potere, per farlo. E lo fa.

Stiamo parlando di una religione e, come tale, forza e debolezza del sistema coincidono. Sostenitori e detrattori non troveranno mai un punto di incontro. E qui il punto non è da che parte stare. A mio parere il punto è capire.

AirPods Lightning

Tra le poche cose che forse si potevano ancora comprare di concorrenza, c’erano le cuffie con il jack. Di colore bianco, anche se non fossero state Applesi potevano usare, senza alcun pregiudizio degli altri.

Adesso anche questa possibilità, viene eliminata. Il primo paio di cuffie pare che sia offerto nel pacchetto. Ma se le prime si rompono o le perdi, il secondo paio di cuffie costa 159 dollari. Una bella cifra che si sarà costretti a pagare.

Se nasceranno altri prodotti di concorrenza, i produttori che vogliano creare degli adattatori o cuffie di concorrenza, dovranno pagare una licenza. Con un nuovo accessorio, Apple apre un nuovo mercato, interno al proprio mercato, e da un colpo a chi costruisce cuffie.

Virginia risponde che lei usa le cuffie wireless e si trova benissimo. Infatti, non c’è nulla di innovativo nell’eliminazione dei fili. Cuffie e casse senza fili già esistono e sono sempre più usati. Ma il wirelles o il bluethooth non fanno parte del business di Apple e non farebbe guadagnare direttamente la Apple. E non risolverebbe il problema del controllo.

AirPods e iOS: non più smart ma intelligenti?

Siccome le parole sono importanti mi sembra interessante segnalare il post di Licia Corbolante sul suo blog.

Il nome AirPods è un bel gioco di parole su earpods, il termine specifico di Apple per gli auricolari (nel lessico generico inglese sono invece earbuds o earpieces). I due elementi aire pod richiamano prodotti già esistenti e così il nuovo nome risulta familiare e facile da ricordare ma allo stesso tempo distintivo e innovativo.

Da smart a intelligent

C’è un altro dettaglio del video che ha attirato la mia attenzione: viene usato due volte l’aggettivo intelligentintelligent high-efficiency playback e intelligent connection to all your Apple devices.

Nel sito Apple si trovano ripetuti riferimenti “intelligenti” anche nelle descrizioni del sistema operativo iOS: Intelligent suggestionsiOS intelligently picks up on scheduling details; more intelligent and expressive ways ecc.

Aggiungo io: che non sia un primo passo verso l’introduzione all’intelligenza artificiale? Apple presto vorrà far usare il suo assistente vocale. Siri, su cui sta investendo.

I bisogni

I bisogni delle persone però restano quel che conta. Oltre alla speculazione Apple avrà sicuramente considerato i bisogni dei propri clienti. Così come Virginia, usa le cuffie wireless, anche tanti altri utenti ne iniziano a fare uso.

Via i cavi, via la polvere dietro le scrivanie, via la confusione sui tavoli da studio, via il problema da dove far passare il cavo quando piove, fa freddo o quando si va a correre.

Basta attaccare le cuffie alle orecchie e il gioco è fatto. Ma è questo quello che accadrà con gli AirPods?

La rete non è tanto d’accordo. Il nuovo iPhone 7 è ritenuto troppo sottile e leggero. Gli Airpod sono un po’ ridicoli e facili da perdere. O persino da ingoiare se si hanno bambini in casa.

Insomma, al momento sembrano più gli svantaggi che i vantaggi. Però la religione Apple giustificherà l’uso, per cui non mi pronuncio.

Consapevolezza. Sempre!

Paolo Attivissimo ha scritto un post molto interessante che consiglio di leggere e che vi ripropongo in parte se non avete voglia di cliccare.

Premessa. Io non sono contro gli ecosistemi chiusi o contro i walled garden. Anzi, li progetto. E mi piacerebbe che chi costruisce un sito fisico o digitale lo progettasse come un ecosistema. Difficile pensare ad una esperienza utente positiva se non è almeno in parte controllata e/o guidata.

Quello che però vado predicando da un po’ di tempo a questa parte è la consapevolezza. Essere consapevoli del contesto dove ci troviamo. Essere consapevoli che i nostri dati sono in mano ad aziende private con forti interessi su quei dati, essere consapevoli che con i nostri dati l’azienda ci fa soldi a palate, ci rende, non dico liberi, ma un po’ più autonomi.

Questa consapevolezza, sono convinto, ci farà comportare sul web con più accortezza e renderebbe  il web un posto migliore.

Le cose veramente da sapere

Il nuovo iPhone rende sempre più difficile estrarre audio dal dispositivo senza passare dai controversi filtri anticopia: l’eliminazione della presa per cuffie chiude sempre più strettamente il cosiddetto analog hole, la “falla analogica”, ossia la possibilità finora presente di poter aggirare sempre e comunque eventuali restrizioni arbitrarie all’uso esportando l’audio attraverso l’uscita analogica.

Paolo Attivisimo riporta poi quanto scritto dalla Electronic Frontier Foundation dove si spiegano le implicazioni a lungo termine della scelta di Apple.

…Quando infili un cavo audio in uno smartphone, funziona e basta. Non importa se le cuffie sono state fabbricate dalla stessa marca che ha fabbricato il telefono. Non importa neanche cosa intendi fare con il segnale audio: funziona comunque, sia che il cavo vada ad un altoparlante, sia che vada a un mixer o a un registratore.

Il Cavo Lightning funziona diversamente. I fabbricanti devono applicare e pagare un compenso di licenza per creare un dispositivo compatibile con Lightning… se è impossibile connettere a un iPhone un altoparlante o un altro dispositivo audio senza che lo governi il software di Apple, allora le grandi aziende dei media possono fare pressioni su Apple perché limiti i modi in cui i clienti di Apple possono usare i loro contenuti. Dato che la legge statunitense protegge le tecnologie di gestione dei diritti digitali (DRM), può essere illegale eludere le eventuali restrizioni anche se lo si fa per ragioni perfettamente legali. Non manca di certo il precedente: queste aziende spinsero Apple a includere il DRM in iTunes.

Da chi dipendiamo?

…Va riconosciuto ad Apple che è stata chiara nel dire che non userà la nuova concezione per imporre restrizioni. Ma sta proprio qui il problema: non dovremmo essere costretti a dipendere dal permesso di un fabbricante per usare i suoi apparecchi nel modo che desideriamo (o per fabbricare periferiche o accessori per quegli apparecchi). Quello che possiamo fare con i nostri dispositivi dovrebbe dipendere dai limiti della tecnologia stessa, non dalle decisioni di politica dei loro fabbricanti.

Insomma chi acquista un iPhone7 e i prossimi potenziamenti sarà sempre più controllato da Apple. O meglio sarà sempre più libero di acquistare altri prodotti Apple e beccarsi i loro prezzi, tra l’altro, in Italia, sempre più cari rispetto al resto del mondo.

Niente di male. Ripeto. Basta esserne consapevoli!

A tutti, buon iPhone 7 !