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Apple: privacy e “grading” di Siri

Oggi parliamo della privacy e grading dell’assistenza vocale di Apple, Siri.

Cos’è il grading?

Per Grading si intende una valutazione. Spesso è riferita all’ambito medico. Nel caso degli assistenti vocali, si tratta delle valutazione umana, su domande e risposte che vengono fatte attraverso smartspeaker.

Non sono Apple Addict

Premetto, doverosamente, che non posseggo alcun dispositivo Apple o Mac. Ritengo che, nonostante i prodotti Apple siano di ottima qualità, siano soprattutto accompagnati da un ancor migliore marketing.

Questo articolo, poi, è frutto della mia, personale, bolla informativa. Per cui se avete correzioni da suggerire o osservazioni da aggiungere tutti i lettori sono i ben venuti ad esprimersi costruttivamente, nei commenti.

Scandalo Apple sulla privacy di Siri

Un po’ più di un anno fa, (2019/2020) aveva fatto scalpore l’articolo del Guardian che raccontava come

“una piccola parte delle registrazioni di Siri viene trasmessa agli appaltatori che lavorano per l’azienda in tutto il mondo”.

Scandalo e scalpore che derivava dal fatto che Apple ha sempre rimarcato la sua totale differenza dagli altri competitor per la sua grande discrezione nei confronti dei proprio clienti e la massima protezione della loro privacy.

A sottolineare dunque che “quello che succede nel tuo iPhone (non) rimane nel tuo iPhone” dopo tutto.

Su Forbes, l’autore Jeb Su, racconta di come la posizione ufficiale del gigante della tecnologia era che la privacy degli utenti fosse un diritto umano fondamentale.

“Noi di Apple crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale. Ma riconosciamo anche che non tutti vedono le cose come noi. In un certo senso, il desiderio di mettere i profitti sulla privacy non è una novità “, ha affermato il CEO di Apple Tim Cook alla 40a Conferenza internazionale dei Commissari per la protezione dei dati e la privacy a Bruxelles lo scorso ottobre. “Questi frammenti di dati, ognuno abbastanza innocuo da solo, sono accuratamente assemblati, sintetizzati, scambiati e venduti. Portato all’estremo, questo processo crea un profilo digitale duraturo e consente alle aziende di conoscerti meglio di quanto tu possa conoscere te stesso. “

Proprio come Amazon Alexa o Google Assistant, l’assistente vocale di Apple, Siri, è sempre in ascolto.

Secondo il quotidiano britannico,

“ci sono stati innumerevoli casi di registrazioni che hanno caratterizzato discussioni private tra medici e pazienti, affari, affari apparentemente criminali, incontri sessuali e così via. Queste registrazioni sono accompagnate da dati dell’utente che mostrano posizione, dettagli di contatto e dati dell’app. “

Messaggi inviati erroneamente

Da quello che sostiene Apple, le registrazioni audio sono state inviate dopo un’attivazione accidentale di Siri, sia attraverso lo smartwatch dell’azienda Cupertino, l’altoparlante wireless HomePod o uno degli altri dispositivi mobili Apple tra cui l’iPhone, l’iPad o l’iPod touch.

Ma il problema, a mio parere, non sono tanto i messaggi, domande e risposte, che qualcuno deve per forza validare, ma che insieme a questi messaggi siano rimasti collegati dati dettagliati sufficienti per identificare un utente.

Cosa che contrasta con le continue comunicazioni di Apple.

Discorso di apertura di Stanford del 2019

“Se accettiamo come normale e inevitabile che tutto nelle nostre vite possa essere aggregato, venduto o addirittura trapelato in caso di un hack. Quindi perdiamo molto di più dei dati. Perdiamo la libertà di essere umani “,

ha dichiarato Cook al discorso di apertura di Stanford del giugno 2019.

“Tutto ciò che scrivi tutto ciò che dici, ogni argomento di curiosità, ogni pensiero randagio, ogni acquisto impulsivo, ogni momento di frustrazione o debolezza, ogni lamentela o lamentela, ogni segreto condiviso in confidenza. In un mondo senza privacy digitale, anche se hai fatto niente di male a parte pensare diversamente, inizi a censurarti. “

Tutte le aziende validano domande e risposte

Attenzione, qui si parla di Apple, ma non è la sola azienda ad impiegare il controllo umano, il grading, al fine di migliorare il proprio assistente vocale digitale.

Amazon, per esempio, ha un team di persone in tutto il mondo che analizza frammenti di conversazioni. Spesso i dispositivi con assistenza vocale Alexa registrano e caricano, senza il consenso o la conoscenza dell’utente, sul cloud, frammenti di conversazione.

E la ragione ufficiale è che, “queste registrazioni poi validate miglioreranno l’esperienza del cliente di Alexa “.

Ma anche qui, a quanto pare, i dati non vengono realmente anonimizzati e possono essere fatti risalire al proprietario effettivo dello smart speaker.

Google assistant

Anche Google ha ammesso di avere un team che esamina i frammenti di audio, meno dello 0,2% di tutte le registrazioni audio dichiarate.

David Monsees, Product Manager per la ricerca di Google, dice:

“Gli snippet audio non sono associati agli account utente come parte del processo di revisione e i revisori sono invitati a non trascrivere conversazioni in background o altri rumori e solo a trascrivere snippet diretti a Google”,

Policy privacy Apple

Apple stabilisce chiaramente nella sua politica sulla privacy che sta inviando ai suoi server…

“determinate informazioni come nome, contatti, musica che ascolti e ricerche”

per aiutare Siri a riconoscere la pronuncia e fornire risposte migliori.

Qualcuno sostiene che Apple ha creato un falso senso di privacy con i loro messaggi di marketing per distinguersi da Amazon e Google, i suoi diretti concorrenti nello smart assist.

Grading, nessuna garanzia e tanta fede

Lavorando in cloud e funzionando solo attraverso una connessione è necessario ricordare, sempre, che nessuno degli attuali assistenti vocali digitali (Alexa, Google e Siri) fornisce garanzie totali per proteggere la privacy di un utente.

Tuttavia, ciò potrebbe evolversi rapidamente con l’arrivo di sistemi di riconoscimento vocale e intelligenza artificiale (AI) sul dispositivo come quelli realizzati da Snips o la prossima generazione di Google Assistant presentati alla conferenza I / O di Google.

Comunicazioni ufficiali Apple

Sul miglioramento della protezione della privacy di Siri, Apple ha preso una posizione ufficiale che ha pubblicato sui propri canali.

Sappiamo che le recenti notizie sul personale che ascoltava le registrazioni audio di Siri nell’ambito del nostro processo di valutazione della qualità di Siri hanno destato preoccupazione nei nostri clienti. Abbiamo recepito le loro preoccupazioni, sospendendo immediatamente il processo di valutazione delle richieste di Siri effettuato da persone fisiche, e abbiamo iniziato una revisione approfondita delle nostre pratiche e politiche. Come conseguenza di questa revisione, abbiamo deciso di apportare alcune modifiche a Siri che saranno disponibili in un aggiornamento software in arrivo questo autunno. Puoi scoprire di più su queste modifiche in questo articolo su Apple Newsroom.

Cos’è il “grading” per Apple?

Prima che sospendessimo il processo di “grading”, cioè di valutazione, la nostra procedura prevedeva la revisione di un piccolo campione di audio provenienti da richieste Siri – meno dello 0,2% – e delle loro trascrizioni generate dal computer, per valutare quanto Siri rispondesse correttamente e migliorarne quindi l’affidabilità. Ad esempio: l’utente aveva intenzione di attivare Siri? Siri ha sentito la richiesta correttamente? Oppure, Siri ha risposto in modo appropriato alla richiesta? Utilizzando il processo di “grading” su un piccolo campione di richieste fatte a Siri nel corso del tempo, Apple può apportare notevoli miglioramenti, per garantire ai propri clienti di tutto il mondo la migliore esperienza possibile con Siri.
 

Chi si occupa del processo di “grading”? 

Quando i clienti scelgono di contribuire, lo fanno nella sicurezza che ad ascoltare campioni audio delle interazioni con Siri sono solo dipendenti Apple. Il nostro team eliminerà tutte le registrazioni effettuate a seguito dell’attivazione involontaria di Siri.

Perché conservate le trascrizioni dei clienti che non hanno scelto di contribuire a migliorare Siri?

Le trascrizioni generate dal computer vengono utilizzate per migliorare Siri e la sua affidabilità. Apple usa queste trascrizioni per perfezionare l’apprendimento automatico e migliorare Siri, conoscere i modelli di utilizzo comuni e aggiornare i modelli linguistici e di comprensione. Le trascrizioni possono anche essere utilizzate per risolvere problemi critici che influiscono sull’affidabilità di Siri.

Disabilitare Siri è l’unico modo per evitare che conservi le mie registrazioni audio e le trascrizioni?

Per impostazione predefinita, Apple non conserverà più l’audio delle tue richieste a Siri, a partire dall’aggiornamento software che rilasceremo nell’autunno del 2019. Le trascrizioni delle tue richieste audio generate dal computer potranno ancora essere utilizzate per migliorare Siri. Queste trascrizioni vengono associate a un identificatore casuale, che non è il tuo Apple ID, per un massimo di sei mesi. Se non vuoi che le trascrizioni delle registrazioni audio di Siri vengano conservate, puoi disabilitare Siri e Dettatura in Impostazioni.

Perché le politiche sulla privacy di Siri sono uniche tra gli assistenti digitali? 

In Apple crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale. Progettiamo i nostri prodotti per proteggere i dati personali degli utenti e lavoriamo costantemente per rendere ancora più efficaci queste protezioni. Questo vale anche per i nostri servizi.

Riteniamo che la privacy delle registrazioni audio dei clienti debba essere garantita per impostazione predefinita, senza bisogno di modificare le impostazioni del dispositivo. I clienti dovranno accettare esplicitamente di condividere le proprie registrazioni audio con Apple per contribuire a migliorare Siri.

Invece di collegare le informazioni alla tua identità tramite l’ID Apple o il tuo numero di telefono, Siri utilizza un identificatore casuale – una lunga stringa di lettere e numeri associati a un singolo dispositivo – per tenere traccia dei dati durante la loro elaborazione. Crediamo che questo sia un processo unico tra gli assistenti digitali oggi in uso. Per garantire un’ulteriore protezione, dopo sei mesi, i dati del dispositivo vengono dissociati dall’identificatore casuale.

In iOS è possibile controllare i dettagli su come Siri accede ai tuoi dati e su come proteggiamo le tue informazioni.

È sufficiente andare in Impostazioni > Siri e Cerca > “Chiedi a Siri” e privacy.
 

Siri è sempre in ascolto? Cosa fate per evitare che Siri ascolti quando non ho detto “Ehi Siri”? 

No.

Siri è una funzione progettata per attivarsi e inviare audio ad Apple solo quando attivi il tuo dispositivo pronunciando “Ehi Siri”, quando utilizzi la funzione Alza per parlare su Apple Watch o quando attivi fisicamente Siri usando gli appositi tasti su iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Apple TV, AirPods e HomePod.

Per riconoscere la frase “Ehi Siri”, elaboriamo l’audio esclusivamente sul dispositivo tramite diverse fasi di analisi per stabilire se corrisponde al modello di “Ehi Siri”. L’audio viene inviato al server solamente quando il dispositivo riconosce il modello di “Ehi Siri”. Sul server viene effettuata un’ulteriore mitigazione per analizzare l’intera richiesta e confermare che sia destinata a Siri.

Talvolta si verifica quella che chiamiamo una “falsa attivazione”, quando Siri si attiva in maniera involontaria. Ci impegniamo per ridurre al minimo le false attivazioni e abbiamo aggiornato la procedura di verifica per limitare l’accesso alle false registrazioni da parte dei revisori. Quando ripristineremo il programma di “grading”, il nostro team eliminerà tutte le registrazioni in cui l’attivazione di Siri viene considerata involontaria.

Perché Siri deve accedere ad alcune informazioni dell’utente.

Per portare a termine in modo più accurato operazioni personalizzate, Siri raccoglie e archivia determinate informazioni dal dispositivo. Ad esempio, quando Siri incontra un nome poco comune, potrebbe utilizzare i nomi dei tuoi Contatti per poterlo riconoscere correttamente.

In iOS puoi sapere in che modo Siri accede ai tuoi dati e come proteggiamo le tue informazioni. È sufficiente andare in Impostazioni > Siri e Cerca > “Chiedi a Siri” e privacy.

Siri utilizza il minor numero di dati possibile per fornire risultati accurati. Per esempio, quando fai una domanda su un evento sportivo, Siri utilizzerà la tua posizione approssimativa per darti risultati pertinenti. Ma se chiedi dov’è il negozio di alimentari più vicino, dovrà usare dati più specifici sulla posizione.

Se chiedi a Siri di leggerti i messaggi non letti, Siri ordina semplicemente al dispositivo di leggere ad alta voce i messaggi non letti. Il contenuto dei messaggi non viene trasmesso ai server di Siri, perché si tratta di informazioni inutili per portare a termine la richiesta.

Echo Auto Porta Alexa in auto con te

Echo Auto è l’ultimo dispositivo di casa Amazon per portare Alexa. l’assistenza vocale di Amazon, sulla propria Auto.

Se, per esempio, si è già possessori di un Amazon Echo, probabilmente si è già dentro il sistema Amazon e siamo abituati a dare comandi ad Alexa, abbiamo creato liste. impostato promemorie e quant’altro, e vogliamo portare questa esperienza sulla nostra auto.

Per fare questo abbiamo bisogno o di collegare il nostro smartphone all’auto oppure connettere Echo Auto alla nostra macchina ed usufruire dei servizi Amazon.

CarPlay e Android Auto

L’articolo su Carplay e Android Auto è stato uno dei primi articoli dove ho fatto il mio primo vero lavoro da blogger. Ho ricostruito e messo insieme il meglio che ho trovato sul web, integrato le informazioni con l’approfondimento di riviste specializzate e poi confrontato quanto scritto con una persona che montava sulle auto questi sistemi.

Oggi sarebbe da aggiornare, ma i principi base restano.

Ca..ta pazzesca?

Tra chi ha acquistato Echo Auto ci si divide in due fazioni.

C’è chi sostiene che sia del tutto inutile, e c’è chi sostiene che si tratti di un dispositivo indispensabile.

Mi pare che questo sia il livello della discussione sugli assistenti vocali, dove alle alte aspettative non corrisponde una piena consapevolezza.

A mio parere c’è una terza via che è quella di prendere questi dispositivi per quel che sono. Se, infatti, si possiede un’automobile di ultima generazione, acquistare un Echo Auto è del tutto inutile. Le auto connesse offrono probabilmente molti più servizi.

Cosa ben diversa se si possiede un auto vecchio modello, senza connessione. Ed uno smartphone di gamma medio bassa.

Offrendo una connessione ad Echo Auto, infatti, ad un prezzo modico, si avrà un dispositivo che comprende molto facilmente i comandi che gli vengono dati.

Certo con tutte le limitazioni del caso, ma se si vuole un assistente vocale in auto, Echo Auto è un’ottima scelta. Se, invece, si vuole Her o avere la sensazione di guidare una Tesla, la delusione sarà molto alta. E ripeto, se già siete in possesso di sistemi avanzati Echo Auto vi sembrerà un giocattolo deludente.

E i rumori?

Dalle prove fatte da alcuni vlogger, anche a finestrino abbassato, Alexa riesce a percepire il comando della vostra voce. Già l’Amazon Echo a casa ascolta un vostro comando anche quando trasmette musica.

Certo se si riesce ad avere un po’ di “silenzio” le probabilità di errore si riducono notevolmente.

App Alexa

Echo Auto si connette all’App Alexa sul telefono e riproduce i contenuti dagli altoparlanti dell’auto attraverso l’ingresso AUX o connettendosi al Bluetooth dello smartphone.

Echo Auto ha al suo interno 8 microfoni che percepiscono il suono della voce da ogni direzione, anche riflessa. Mentre la grande capacità di ascolto di Alexa e il riconoscimento vocale a lungo raggio, fa si che i comandi vengano eseguiti, nonostante la musica e i rumori del traffico o del climatizzatore.

Molto più di un’autoradio

Dicevamo che per alcuni guidatori Echo Auto è una spesa inutile. Molti commenti di acquirenti non sono molto entusiasti dell’acquisto.

Forse per fruire a pieno di questo strumento, più di una autoradio è avere abbonamenti come Audible, Amazon Music, Apple Music, Spotify e Deezer, oppure usufruire di stazioni radio da tutto il mondo con TuneIn.

Verifica la compatibilità

Echo Auto non è compatibile con tutti i modelli di auto e di telefono. Per questo motivo è doveroso controllare, prima dell’acquisto che sia compatibile con il modello di auto che si possiede. Da verificare poi la trasmissione via Bluetooth e il supporto per la bocchetta d’aerazione incluso. In caso di incompatibilità sarà necessario un ulteriore acquisto.

Echo Auto è compatibile con il mio smartphone?

Alcuni smartphone non sono compatibili con Echo Auto. Anche questo è un dato da verificare.

Quando invece è compatibile Echo Auto si connette ad Alexa tramite l’App Alexa sul tuo telefono e utilizza i dati mobili dello stesso per connettersi a Internet e accedere ad altre funzionalità.

Ormai un po’ tutti abbiamo giga e giga a disposizione. Ma se non disponete di tanti giga dati, si potrebbero applicare i costi per il traffico dati del tuo operatore di telefonia mobile.

Come funziona Echo Auto?

Echo Auto si connette all’App Alexa sul tuo telefono e riproduce contenuti dall’impianto stereo della tua auto via Bluetooth o ingresso AUX. Quando accendi l’auto, assicurati di alzare il volume del telefono e selezionare l’ingresso corretto sull’impianto stereo, poi di’ “Alexa”, attendi il segnale acustico e fai la tua richiesta.

Notizie e intrattenimento a mani libere

Echo Auto accede ai tuoi contenuti preferiti usando l’App Alexa.

Basta chiederle di cercare un brano, un genere musicale, un artista o una stazione su Amazon Music, Apple Music, Spotify, Deezer e altri servizi.

Con TuneIn è possibile ascoltare stazioni radio locali o da tutto il mondo.

Con Audible, invece, avrai a tua disposizione la più grande raccolta di audiolibri del mondo. Inoltre, potrai ascoltare le ultime notizie o intrattenere i tuoi passeggeri con giochi come Akinator, Trivial Pursuit, Quiz Vero o Falso e molti altri.

Sfrutta il tempo che passi al volante

Echo Auto ti permette di aggiornare le tue Liste di cose da fare, impostare promemoria e controllare il tuo calendario tenendo sempre gli occhi sulla strada. Alexa può anche aiutarti a fare una chiamata, chiamare i dispositivi Echo compatibili in casa con Drop In o annunciare che stai per arrivare.

Personalizza Alexa con le Skill

Grazie alle migliaia di Skill disponibili, Alexa diventa sempre più intelligente. Le Skill sono come app che ti permettono di fare di più con il tuo dispositivo, come riprodurre suoni rilassanti o mettere alla prova le tue conoscenze.

Basta dire: “Alexa, quali sono le Skill più usate?”.

Progettato per tutelare la tua privacy

Alexa e i dispositivi Echo sono stati progettati con diversi elementi per la protezione della privacy.

Ad esempio, Echo è dotato di un apposito pulsante per disattivare i microfoni. Hai anche la possibilità di gestire le tue registrazioni vocali: puoi leggerle, ascoltarle o eliminarle in qualsiasi momento.

Uso del piano telefonico e compatibilità

Echo Auto usa il tuo piano telefonico e l’App Alexa per connettersi a Internet e accedere ad altre funzionalità.

Il tuo gestore telefonico potrebbe applicare costi aggiuntivi: consultalo per conoscere costi e limitazioni che potrebbero essere applicati al tuo piano tariffario.

Echo Auto è compatibile con Android 6.0 (o superiore) e su iOS 12 (o superiore). Tuttavia, questi smartphone non sono compatibili con Echo Auto.

Connettività

Echo Auto funziona al meglio sulle auto dove non sono disponibili Apple CarPlay o Android Auto. Su alcuni veicoli, Echo Auto non funziona al meglio se connesso via Bluetooth.

Se non riesci a connettere un dispositivo alla tua auto per riprodurre musica via Bluetooth o cavo AUX, potresti riuscire a connettere Echo Auto usando un accessorio supplementare, come un trasmettitore FM o un adattatore per cassette.

Caratteristiche tecniche

Processore

Mediatek MT7697, Intel Dual DSP con motore di inferenza

Dimensioni: 85 x 47 x 13,28 mm

Peso: 45 grammi.

Intervista a Riccardo Catagnano

Mi risulta difficile parlare di Riccardo Catagnano senza raccontare qualcosa di privato. Perché Riccardo Catagnano è un mio amico. Un amico di cui ho stima e nutro affetto. Una di quelle persone con cui ho condiviso pezzi di Vita, luoghi, amicizie, valori.

E quindi presentarlo formalmente come il Creative Director e Head of Branded Content di Connexia, una delle agenzie pubblicitarie più importanti d’Italia, è strano; ma è sicuramente un onore per il blog.

Di Riccardo non racconterò il CV. Su youtube trovate molte sue presentazioni, interviste e lezioni, in cui parla dei suoi progetti e del suo lavoro.

Riccardo Catagnano, un creativo

Prima di lasciarvi al perché di questa intervista e alle risposte di Riccardo, però, voglio raccontare questo breve aneddoto.

Premesso che parlare con Riccardo è sempre un piacere. Il suo pensiero è sempre brillante, un creativo 24 ore su 24, che smuove idee ad ogni chiacchierata.

Ricordo come, in una serata di agosto tra amici, ad una richiesta di un titolo per un nuovo format su youtube, Riccardo trovò il titolo perfetto, in pochi minuti, pensandoci per scherzo, quasi per gioco.

Ci sorprese tutti. Sembrò una di quelle magie che i maghi fanno fuori dal palco, per far divertire i bambini. Scoprì una moneta d’oro proprio dietro il nostro orecchio.

Di quel format l’autrice non ne fece nulla. A me è rimasto in mente il ricordo di questo aneddoto e chissà che prima o poi non riprenda quel titolo che varrebbe la pena avviare.

Perché intervisto un pubblicitario

Ma bando alle ciance. Perché intervisto sul blog un pubblicitario? E perché proprio Riccardo Catagnano?

Chi mi segue sa che mi occupo da tempo di assistenza vocale e chatbot e tempo fa mi sono interrogato sulla ricerca vocale. Ossia sul problema della ricerca fatta con glia assistenti vocali. Questi infatti, rispondono ad una domanda con un unica risposta.

Scrivevo infatti…

La risposta, o il risultato, però, non è la lista di risultati (SERP), cioè la famosa prima pagina dove tutti vogliono stare. No. Il risultato è una risposta unica e univoca scelta da Mister Google in persona.

O da altri assistenti vocali.

Insomma, mentre fino ad oggi la pubblicità si è inserita nelle nostre ricerche analogiche e digitali, da domani come farà?

Riccardo mi risponde con qualcosa che è già è stata fatta qualche anno fa. Riccardo di seguito racconterà un modo geniale che i pubblicitari hanno già trovato. Spiegando, tra le righe, che il pensiero dei creativi, come dei pubblicitari o dei comunicatori, troverà sempre il modo di utilizzare gli strumenti per raggiungere i propri obiettivi.

Enza, la deficienza artificiale

E chi meglio di Riccardo Catagnano poteva parlare di assistenti vocali dato che proprio lui è l’inventore di Enza, la deficienza artificiale?

Abbiamo realizzato una campagna pubblicitaria multisoggetto integrata, curando, con il supporto della nostra Media House interna, sia il concept creativo che la produzione di contenuti video.

La star dello spettacolo è Enza, il primo esempio noto di “stupidità artificiale”, che non semplifica la vita e non sa rispondere a nulla. Incapace di spiegare come la colazione possa essere deliziosa e leggera allo stesso tempo, Enza tormenta la famiglia innocente nello spot.

La campagna è stata trasmessa sulle principali reti televisive, sui canali digitali, su Radio e su Spotify, dopo una fase di teaser online. Enza e il suo fastidio hanno rilevato le pagine Facebook, Instagram e YouTube di Buondì Motta.

Intervista a Riccardo Catagnano

Con Riccardo dunque abbiamo parlato di pubblicità, di comunicazione, dati, di presente e di prospettive, che visto i tempi, non è male.

Qual è la tua definizione affettiva di pubblicità?

Se ci riflettessi un attimo, ti direi che è creare e raccontare, nel modo più inaspettato, le caratteristiche di un prodotto o i valori di una marca. Se invece dovessi risponderti a bruciapelo allora ti direi che è il modo più appagante che conosco per divertirmi ogni giorno insieme a gente incredibile, immaginando qualcosa che non c’è ancora.

Quale parte del tuo lavoro ti piace e ti diverte maggiormente? Quali sono i tuoi strumenti di lavoro?

Mi piace molto la fase di brainstorming: quando si insegue con il nostro team di lavoro l’idea in grado di sbaragliare la concorrenza, di sorprendere un cliente e -ancora più difficile- anche noi stessi. È un momento ricco di energia, ad altissimo potenziale creativo, nel quale ci metti dentro tutto te stesso: insight inaspettati, riflessioni più o meno profonde, ricordi… e poi tutto ciò che hai visto, letto e sentito fino a un attimo prima di metterti al lavoro.

Lavoro con agende sulle quali annoto pensieri, il computer che uso per scrivere , aggiornarmi e incontrare i miei e scrivanie sempre più di fortuna: dal piano di cottura a induzione (spento) della cucina, al comodino del letto, al tavolino della sala. Un giorno riuscirò a strappare il tavolo principale alla mia compagna: sono fiducioso.

Tu oggi fai parte di Connexia. Una agenzia specializzata nel digitale. Spieghi ai miei lettori cosa si intende per data driven creativity agency?

Di recente abbiamo evoluto il nostro posizionamento in “Creativity in love with data and technology”, più una “non-agenzia” che un’agenzia nel senso più tradizionale del termine. Veniamo ai dati: duando si devono trovare delle idee, da qualche parte bisogna pur cominciare. In Connexia, forse proprio per la vicinanza con Doxa, partiamo dall’estrazione di dati. Questi possono riguardare le abitudini delle persone alle quali ci rivolgiamo, i loro sogni, le aspirazioni, cosa pensano etc. Pensa che abbiamo sviluppato un tool proprietario, il Connexia Audience Tracker, per interrogare una platea rappresentativa della popolazione italiana. I nostri Data Analyst (come suggerisce il nome) analizzano questa mole di dati che danno il via al lavoro degli Strategist: sono loro a impostare la strategia di comunicazione che, una volta validata insieme, diventa un insight dal quale i creativi partono per creare idee, campagne e attività di comunicazione sempre più rilevanti per le persone.

Come nasce l’idea di introdurre un assistente vocale nella pubblicità? Parlaci di Enza, la deficienza artificiale.

Nasce proprio dall’analisi dei dati e dei comportamenti delle persone. I dati ci dicevano che -nei mesi in cui la campagna veniva concepita- l’interesse degli italiani per gli assistenti vocali stava crescendo. Un trend in arrivo direttamente dagli USA che stava sbarcando anche da noi. Ci piaceva quindi portare un po’ dello zeitgeist in comunicazione, ma facendolo in modo inaspettato. Raccontando un’assistente vocale sui generis, Enza: una Alexa un po’ particolare che al posto di dare risposte, fa domande. E, contrariamente alle più blasonate intelligenze artificiali sul mercato, progettate per semplificarci la vita, Enza complica la vita alla famiglia che l’ha adottata con vendette al limite del patetico. Il tutto -guarda caso- a colazione: il focus sul prodotto deve essere sempre al centro, mai perderlo di vista.

Gli assistenti vocali danno una risposta unica ed univoca alle domande delle persone che ne fanno uso. Nel mondo della pubblicità si sta pensando a come entrare in questo flusso? O la cosa non interessa?

Ci sono funzioni personalizzabili e i brand ne hanno fatto e ne fanno uso: le skill. Voglio però raccontarti un esempio particolarmente brillante di qualche anno fa in cui la pubblicità televisiva “duettava” con google home… Burger King pianifica in TV uno spot di 15”: uno spazio troppo breve per raccontare cosa ci fosse dentro a un whopper… ed ecco che entra in scena la creatività. L’attore dello spot in tv chiedeva ad alta voce “Ok Google, what is the Whopper Burger?”, attivando così l’assistente vocale di casa che recitava la definizione di Whopper scritta ad hoc su wikipedia. Il primo esempio al mondo in cui la tv attiva google home: la comunicazione che esce dallo schermo per entrare nelle case e interagire con un altro device. Interessante, trovi?

Cosa ne pensi tu dell’assistenza vocale e dell’intelligenza artificiale? Enza è la tua risposta definitiva?

Di intelligente c’è ancora poco nell’intelligenza artificiale: la strada è ancora lunga. Per adesso è soltanto un mezzo “alternativo” per passare dei comandi: attivare l’aspirapolvere, mettere su un brano o sapere che tempo farà. L’intelligenza artificiale non è poi così intelligente come pensiamo. Enza poi…

A gennaio dicevi che “Diversity and inclusion” sono il nuovo trend della pubblicità nel 2020. Lo sono ancora oggi nell’era post covid? Puoi raccontarci qualcosa di questo trend? Quale è stato il trend precedente?

Diciamo che il covid ha scombinato qualsiasi previsione, trasformando il covid stesso in un trend che sfortunatamente sta tornando in auge. Le marche si sono sforzate di mostrare vicinanza con le persone, generando nuovi spot tv realizzati in pieno lockdown, producendo contenuti di intrattenimento, provando a infondere positività anche con azioni concrete. I brand hanno ritrovato un loro ruolo più sociale mettendo per un attimo da parte il profitto immediato e investendo nella collettività. Un trend che in Connexia abbiamo monitorato con una data application, una vera e propria “mappa della generosità”. …E siamo tornati a parlare di dati: coincidenza?

Il covid ci costringe ad andare alla ricerca di quello che chiamiamo nuova normalità. Come la pubblicità può aiutare aziende e persone in questa ricerca?

La comunicazione può immaginare e suggerire nuovi modelli, può invitare a riequilibrare i consumi, può contribuire alla ricerca di una dimensione più etica, una ennesima “new frugality” nella vita degli individui e delle aziende. Noi, non a caso, siamo da poco diventati una Società Benefit e invitiamo altre aziende a farlo. Perché pensiamo che ognuno di noi possa essere motore di cambiamento della società.

Prospettive future? Si procede a vista? Oppure si ritorna ai piani pre covid?

Nonostante il periodo, non ci fermiamo un attimo. Bisogna continuare a immaginare, a costruire, procedendo con oculatezza lungo un percorso più accidentato del previsto, ma che resta un percorso. E in questo percorso, incontriamo e tocchiamo anche temi decisamente attuali: proprio adesso siamo on air con la nuova saga di Buondì Motta, con un personaggio estremamente attuale… un complottista-negazionista che, non riuscendosi a spiegare la leggerezza e golosità di Buondì, trasforma la colazione in una cospirazione. Ogni spot, nuovo complotto. Una campagna coraggiosa creata sentendo lo zeitgeist e che ha generato conversazione online, alimentato dibattito e per la quale ho personalmente ricevuto minacce e maledizioni. Ma nessuna di questa è andata a segno. Almeno fino ad adesso…

E per finire le ultime 3 domande più leggere.

Consiglia un libro: Quello che non ti dicono, nel senso dell’ultimo libro di Calabresi.

Consiglia un brano musicale o un cd. Sto riscoprendo i classici Disney grazie a Lola, nostra figlia. Visto che abbiamo nominato la new frugality magari potrei suggerire l’ascolto di “Lo stretto indispensabile” da “Il libro della giungla”.

Consiglia un film: Jojo Rabbit. L’abbiamo proiettato su un lenzuolo durante le scorse vacanze. Se non l’hai ancora visto, ti aspetto l’estate prossima in campagna per una seconda visione al Nuovo Cinema Ragana.

Ringraziamenti a Riccardo Catagnano

Ho avuto anch’io il piacere di apprezzare Jojo Rabbit, ma rivedrò molto volentieri il film al Nuovo Cinema Ragana. Dunque accettando questo invito fin da oggi, ringrazio ancora Riccardo per avermi concesso questa intervista e per aver dedicato parte del suo tempo al blog.

Davvero grazie di cuore per tutto!

Amazon echo, studio, dot, ring. Alexa ovunque.

Alexa è ormia al centro di tutti i prodotti che Amazon presenta al mercato.

Al momento solo in lingua inglese e prevalentemente per il mercato americano. Ma presto arriveranno anche dalle nostre parti e in italiano.

Siete pronti?

Acquista Amazon Echo (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con Alexa.

La voce di Alexa

Amazon ha dichiarato che sta lavorando al miglioramento della voce di Alexa, per renderla sempre più naturale ed espressiva e ancora, sarà in grado di rispondere alle richieste in più di una lingua.

A permettere questo sarà il nuovo algoritmo text-to-speech.

Alexa e la voce delle celebrità

Samuel L.Jackson: Alexa’s newest celebrity voice

Alexa nel prossimo e breve futuro potrà avere la voce delle celebrità. Si è cominciato con Samuel L. Jackson famosissimo per le sue scene di Pulp Fiction e di tanti altri film.

Amazon venderà pacchetti vocali che modificheranno la voce del nostro dispositivo. In italiano, sarà un buon affare per i nostri doppiatori.

Pulp Fiction ITA – Ezechiele 25 – 17

Nuova modalità multi-lingua

Come dicevamo il miglioramento di Alexa riguarderà la capacità di comprensione di due lingue in contemporanea. Inglese e spagnolo negli USA, francese e inglese in Canada, hindi e inglese in India.

Sarà una bella sfida.

Automobili

Avevamo già parlato di Apple Car e Android auto. Amazon non poteva tenersi ancora lontano per altro ulteriore tempo da questo mercato.

Nei veicoli della General Motors, tra cui le Cadillac, Chevrolet, Buick e GMC hanno di serie l’assistenza vocale di Amazon, Alexa.

Privacy

Mettiamo ogni giorno i nostri dati sul web senza alcun ritegno, ma continuiamo ad avere paura che la nostra privacy sia sempre compromessa.

Per limitare questa paura Amazon ha inserito alcuni nuovi comandi in favore della trasparenza.

  • Dimmi cos’hai sentito
  • Perché hai fatto così?

Prodotti Amazon Alexa

Oltre ad Amazon Echo, che ormai conosciamo e che usiamo anche in Italia, Amazon ha messo in campo altri prodotti di nuova generazione e che coinvolgono sempre maggiormente le persone.

Echo Dot

Acquista Echo Dot (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con integrazione Alexa – Tessuto antracite.

Amazon ha presentato una nuova versione di Echo Dot. Alla vecchia versione è stato aggiunto un orologio nella parte frontale.

Il nuovo Echo dot si può utilizzare, infatti, come una sveglia da comodino.

Mostra l’ora, l’impostazione della sveglia, svolge l’attività di conto alla rovescia quando si avvia un timer ed indica la temperatura nella città in cui ci si trova.

Acquista Echo Dot (3ª generazione) – Altoparlante intelligente con orologio e Alexa – Tessuto grigio chiaro.

Echo Studio

Echo Studio è un altoparlante mirato principalmente all’ascolto della musica. Ha una qualità audio superiore rispetto ai suoi fratelli maggiori ed è pensato principalmente per i clienti Amazon Music HD.

Ti presentiamo Echo Studio – Altoparlante intelligente con audio Hi-Fi e Alexa di Amazon

Echo Show 8

L’ultima versione di Echo Show dà la possibilità di consultare il Web, utilizzare alcune applicazioni e avviare videochiamate, che ora possono essere di gruppo coinvolgendo tutti i membri della propria famiglia che possiedono un Echo.

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Sicurezza della casa

Amazon allarga i propri mercati di interesse. La domotica sarà uno dei campi di maggiore interesse per gli assistenti vocali, come abbiamo più volte detto su questo blog.

Alexa Guard, il dispositivo di sicurezza per la casa rileva rumori come vetri rotti o allarmi dei rilevatori di fumo.

Quando è in modalità Away Mode, ossia a casa deserta si avvia l’analisi di varie attività umane come passi, colpi di tosse, discorsi e porte che si aprono e chiudono.

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Ring

Ring è l’azienda che si occupa di sistemi per la sicurezza della casa.

La novità più importante è una nuova versione della Ring Stick Up Cam, ora disponibile sia in una edizione a batteria sia in una alimentata da un pannello solare, per l’utilizzo nelle aree esterne.

La videocamera serve per sorvegliare l’interno e il perimetro della casa: quando rileva un movimento, invia una notifica al proprio smartphone avvisando che sta succedendo qualcosa mentre non si è in casa.

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Fetch

Amazon ha messo a punto un nuovo sistema radio a bassa larghezza di banda che consente di collegare e tenere sotto controllo dispositivi a notevole distanza. Si chiama Sidewalk.

La prima applicazione di questa nuova soluzione è Fetch, una sorta di tracker che può essere applicato ad un guinzaglio, o su un indumento del figlio per tenerlo sotto controllo.

Il sistema funziona fino a oltre un chilometro di distanza e secondo Amazon la copertura potrà essere estesa, man mano che altri utenti lo adotteranno.

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Echo Flex

Echo Flex è una spina elettrica dotata di un piccolo altoparlante che sfrutta le funzionalità di Alexa.

Si tratta di un dispositivo che si può dunque inserire in una qualsiasi presa della casa e allargare l’assistenza vocale in ogni stanza-

Echo Flex presenta anche una presa USB, che può essere utilizzata per ricaricare il proprio smartphone oppure per aggiungere altri moduli al dispositivo.

Per ora gli accessori presentati sono due: un sensore di movimento e una luce notturna.

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Echo Glow

Echo Glow è una lampada che può essere controllata tramite gli altri Echo.

La luce che produce non è molto intensa. Ma i LED di cui è fornita possono avere vari colori. Questi possono anche accompagnare la musica producendo effetti luminosi particolari.

Eero

Di recente Amazon ha acquistato il marchio Eero. Una azienda che produce dispositivi router per accedere a Internet e offrire una migliore copertura WiFi all’interno della propria casa.

Una nuova rete modulare, ossia si possono aggiungere più dispositivi a seconda delle necessità e della grandezza dello spazio in cui si vuole utilizzare il WiFi, integra Alexa nei dispositivi connessi.

Amazon Smart Oven

Lo scorso anno Amazon aveva presentato un microonde “intelligente”, che dava la possibilità di cucinare con l’aiuto di Alexa per quanto riguarda le ricette e i tempi di cottura.

Di recente si ha un nuovo forno, Amazon Smart Oven, che è sia un microonde sia un forno tradizionale.

Per funzionare deve essere collegato a un Amazon Echo.

Scansionando il codice a barre di una pietanza attraverso un Amazon Echo Show, il nuovo Amazon Smart Oven si auto-programmerà per cucinare la pietanza nel modo migliore.

Il database include moltissimi prodotti di Whole Foods, catena di supermercati che Amazon possiede da un paio d’anni.

Lezioni di cucina

Sui dispositivi Echo Show saranno disponibili lezioni di cucina, sia in tempo reale sia on-demand, realizzate in partnership con Food Network.

Alexa Replenishment

Alexa avviserà se i dispositivi smart home presenti in casa avranno bisogno di qualche tipo di rifornimento – per esempio batterie da cambiare per una serratura smart o il filtro di un robot aspirapolvere.

Tecnologia indossabile

Altro mercato che nel futuro avrà un grande sviluppo è il mercato delle tecnologie indossabili.

Echo Loop

Amazon ha presentato Echo Loop, un piccolo anello da indossare e che consente di avere Alexa a portata di mano.

Il dispositivo si collega allo smartphone. Si può utilizzare come un telefono per telefonare, portando l’anello all’orecchio.

Echo Frames

Alexa si troverà pure nella montatura degli occhiali.

L’idea è di poterla utilizzare per ottenere informazioni, comandare altri dispositivi e rispondere alle telefonate senza utilizzare direttamente lo smartphone.

Echo Buds

Gli echo buds sono auricolari senza fili.

Sfruttano un sistema di cancellazione del rumore e, a seconda dello smartphone che si utilizza, possono interagire con altri assistenti vocali oltre ad Alexa, come Siri e l’Assistente Google.
Echo Buds costano 129,99 dollari e saranno disponibili da fine ottobre negli Stati Uniti, mentre non sono noti prezzo e data di vendita per l’Italia.

Amazon echo, studio, dot, ring, Alexa

Molti di questi dispositivi, al momento, sono dei prototipi o in via sperimentale. Alcuni, invece, saranno presenti sul mercato americano entro fine anno.

Non sappiamo bene quale sarà l’accoglienza del grande pubblico. Io sono convinto di si. Lo spiegavo nel mio perché gli assitenti vocali avranno successo.

Comunque la pensiate questi dispositivi esistono e offrono una grande gamma di utilizzo.

Senza fare alcuna previsione, se saranno ben accolti saranno realtà anche in Italia e nel nostro contesto.

Fino ad un paio di anni fa, infatti, io stesso sostenevo che gli assistenti vocali entravano in un contesto di cui non facevano parte.

Oggi, il discorso sta cambiando. Negli Stati Uniti aumentano le vendite degli Smart Speaker. E gli assistenti vocali, anche se non utilizzati, diventano sempre più protagonisti.

Insomma, è sempre più il caso di prendere consapevolezza e sapere come vanno utilizzati.

Chi c’è dietro Alexa?

Ti sei mai chiesto chi c’è dietro Alexa?

Ti stai chiedendo di chi è la voce di Alexa? O forse stai pensando a chi ha riscritto dall’inglese la versione italiana di Alexa? Oppure chi manovra dall’alto le sorti dell’azienda? O ancora chi controlla e vigila sulle conversazioni delle persone?

Cerco di rispondere alle tue domande, qualunque sia stato il fine che intendevi. Certo che dietro ad Alexa ci sono delle persone. Persone in carne ed ossa.

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Di chi è la voce di Alexa?

Secondo un video trovato su youtube (forse una parodia) che potete vedere di seguito, nella lingua inglese la voce di Alexa è la voce Susan Caplin.

Ma non ho trovato nessuna fonte da parte di Amazon che confermi questa notizia. Anzi su Google non si trova neppure il nome di una attrice che si chiama Susan Caplin.

Da quello che sono riuscito a trovare la voce di Alexa è stata generata grazie alle regole di sintesi vocale (TTS) e tecnologia di intelligenza artificiale.

Grazie alla tecnologia di selezione dell’unità vocale, viene creata un’esperienza realistica. Per questo motivo la domanda su chi sia la voce di Alexa è un po’ più complessa.

Ho chiesto direttamente ad Alexa di chi fosse la sua voce e lei ha risposta che la sua voce è solo sua e del tutto originale.

La mente dietro Amazon Alexa

Ma chi ha avuto l’idea di creare Amazon Echo e successivi dispositivi smart speaker? La mente che si cela dietro Amazon Alexa è quella di Toni Reid, Vice Presidente di Alexa Experience & Echo Devices, Amazon.

Toni Reid supervisiona l’organizzazione di Alexa Experience. Si concentra sulla promozione della consapevolezza e del coinvolgimento delle funzionalità, sullo sviluppo della personalità di Alexa e sul mantenimento della fiducia dei clienti, tra le altre aree. Toni Reid è entrata a far parte del team Alexa nel 2014.

Ma ToniReid è diventata dipendente Amazon già nel 1998 come reclutatore e ha lavorato in diversi team Amazon, tra cui Amazon Fresh, IMDb e Amazon Media Group. Nel corso della sua carriera, ha contribuito a lanciare alcune delle iniziative di alto profilo di Amazon, come Dash, i raggi X su Amazon Video e, più recentemente, i dispositivi Echo e Alexa.

Si trova nell’elenco delle donne più potenti di Fortune, nell’elenco delle persone più creative di Fast Company e Recode 100.

Toni si è laureata in Antropologia all’Università del Nord del Texas.

Ci sono loro!

Se non hai ancora soddisfatto la tua curiosità puoi continuare la lettura su altri punti di vista, almeno su altri due.

Il primo punto di vista è quello del complotto. E se pensi che dietro all’assistenza vocale ci sia la costruzione di un grande fratello, ti avverto che, non sei solo. I giornali e i giornalisti, in generale, la pensano proprio così.

E il secondo punto di vista, chiamiamolo più laico, è quello di sapere chi siano i programmatori, le persone che stanno lavorando al progetto Alexa Italia.

Se credi al complotto

In tanti, nonostante le vendite siano in continuo aumento, pensano che gli assistenti vocali siano stati creati per spiare le nostre case.

Secondo alcuni si tratta, infatti, di dispositivi che stando in ascolto ventiquattro ore al giorno, dovrebbero poi prevedere i nostri acquisti, le nostre scelte.

Al momento, non c’è nessuna evidenza che questo possa accadere.

È vero che Alexa ti sente, ma non ti ascolta. Ossia ti sente quando chiami “Alexa” e ti ascolta solo dopo il comando di accensione.

Se ipotesi dell’ascolto continuo fosse pure vera dovrebbe essere vera su tutti i dispositivi e telefonini e smartphone che hanno in se un microfono. Anche questi ultimi sarebbero in continuo ascolto. Non c’è sistema operativo che non abbia il suo assistente vocale. E non c’è applicazione di messaggistica che non chiede il consenso a collegare microfono e telecamera.

Perché ci chiederebbero il consenso?

Se Amazon Echo sta in casa, il nostro smartphone sta ovunque.

Il nostro smartphone ci geolocalizza in ogni dove e spia già tutte le nostre conversazioni. Poi se si decide di usare un qualche servizio Google, ci arrivano richieste di opinioni su luoghi e locali che frequentiamo. Incrociando i dati potrebbero pure sapere chi frequentiamo maggiormente. Ed entrare, senza problemi nella nostra intimità.

Qualcuno studia le nostre risposte

Qualche settimana fa, il Guardian, insieme ad altri giornali americani e poi ripresi da quelli italiani, ha lanciato l’allarme.

Ad Amazon ci sarebbero degli impiegati addetti ad ascoltare le nostre domande. Nell’articolo si svelerebbe che alcuni dipendenti sono addetti ad ascoltare alcune domande scelte a campione.

Personalmente non ci trovo niente di male. Principalmente perché Amazon nell’informativa chiede il permesso di poter inviare le registrazioni a persone umane.

Lo scopo è quello di migliorare l’esperienza dei clienti. E immagino che si tratti di risolvere parole ambigue, pronunce difettose e cose del genere.

L’obbiezione è che queste registrazioni poi vengono inviate in tutto il mondo e questo non viene chiarito da Amazon.

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Analisi della lingua

L’ analisi delle risposte permette alla macchina di imparare. Chi, se non una persona vera, dovrebbe insegnare una lingua? La presenza umana istruisce la macchina a correggere gli errori e a dare risposte più pertinenti.

Se poi qualcuno si è scambiato qualche pronuncia divertente, per ridere tra colleghi, ha sbagliato ma non penso sia questo il complotto, se si tratta di un complotto.

Come già scritto tempo fa l’intelligenza artificiale è ancora tutta da far crescere e se le macchine parlano, parlano il nostro linguaggio.

Dietro Alexa ci sono delle persone

E allora è bene ribadire cosa sia Alexa. Dato che l’ho già detto più volte, magari, dirlo con altre parole.

Possiamo intanto imparare cosa puoi chiedere ad Alexa e tutti i comandi che vengono aggiornati ed implementati periodicamente.

Per esempio, possiamo ricordarci qualche scadenza, impostare un timer, possiamo acquistare sensori per la domotica che ci permettano di spegnere le luci di una stanza come di una intera casa; in certe città possiamo pure ordinare la spesa.

Michele Ravetta, 34 anni, Senior Product Manager per il team di Alexa spiega.

Alexa è un servizio vocale in grado di semplificarci la vita rispondendo a comandi vocali.

Un servizio intelligente

Alexa è un servizio vocale basato sul sistema Cloud, uno strumento che ‘comprende’ il linguaggio naturale ed esegue le nostre disposizioni sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale e machine learning.

Il sistema consta di due parti: Alexa è il ‘cervello’, un servizio nel Cloud che comprende ed elabora i comandi; poi c’è il dispositivo fisico, dotato di microfoni e altoparlanti, che ci permette di interagire con Alexa. Questo tipo di dispositivo si chiama Echo, ed è disponibile in vari formati e prezzi, per ogni stanza della casa.

Manuel Giollo e Claudio Delli Bovi, scienziati del linguaggio

Ad insegnare la lingua italiana ad Alexa sono due scienziati del linguaggio italianissimi: Manuel Giollo, dottorato in Informatica e Claudio Delli Bovi, dottore in Linguistica Computazionale ed Elaborazione del linguaggio naturale.

Entrambi fanno parte di un team di ricercatori con base a Torino.

Chi ha reso Alexa italiana?

Come funziona Alexa?

I due scienziati ci spiegano in dettaglio come funziona Alexa.

Ossia, pronunciando la parola Alexa, o la parola Computer, lo smart speaker si accende. Questa parola viene anche detta parola di attivazione. Il dispositivo Amazon Echo si connette al Cloud, dove vive l’assistenza vocale Alexa, e riceve il nostro comando vocale.

Una volta ricevuta la domanda o l’ordine che impartiamo, l’assistenza vocale interpreta quello che diciamo ed esegue il comando.

L’intelligenza di Alexa si sviluppa in modo non dissimile da quella umana,” spiega. “Un essere umano ci mette circa 15 anni ad apprendere una lingua attraverso l’esperienza: fin da piccolo è esposto a stimoli vocali, dal parlato di genitori e amici, ai film, alla musica.

A un computer, invece, vengono sottoposti milioni di campioni audio perché ‘faccia esperienza’ di tutte le variazioni del linguaggio in modo accelerato.” Modi di dire e inflessioni regionali compresi: “Alexa capisce gli accenti, da Milano a Palermo, e le espressioni locali, come la variante toscana ‘spengere’ per ‘spegnere’.

Imparare grazie all’esperienza

Ma che significa quando diciamo che Alexa ‘comprende’ il linguaggio?

Come primo passo ‘trascrive’ la frase pronunciata e ne classifica le combinazioni più importanti per interpretarne il significato: pizza, ordina, una. A questo punto può eseguire l’ordine impartito dall’utente.

La lingua italiana è complessa. Il linguaggio che usiamo abitualmente non è di facile comprensione per una macchina. Mentre tra noi umani molte parole possono essere sottintese, la macchina ha bisogno di avere esplicato quasi tutto.

I due raccontano che l’espressione “Mettimi l’ultimo di Jovanotti” , per esempio, non è una domanda immediata come la possiamo intendere noi. L’ultimo cosa?

Di fronte a una frase mai sentita prima, Alexa può inizialmente avere dei dubbi: ma più interagiamo con lei, più lei impara. È un sistema dinamico, che migliora con l’uso. Alexa diventa sempre più intelligente.

E se moltiplichi tutte le varianti possibili si comincia a capire la difficoltà della previsione e quanto sperimentale è ogni novità che viene proposta.

Una personalità italiana

La squadra del cuore di Alexa.

Alexa è un computer, ma i clienti interagiscono con lei come con un individuo. Per questo è dotata di personalità,” chiarisce Lorenzo Bruschetti, 34 anni, Product Manager Localization. “Io ho aiutato a italianizzarla: se l’Alexa originale ama il baseball e le camminate nel parco del Grand Canyon, la nostra Alexa è fan del calcio e per una passeggiata sceglierebbe un luogo storico come il parco di Villa Borghese a Roma.

Le skill – abilità aggiuntive

Al di là delle funzioni di base che Alexa offre, per arricchire ulteriormente l’esperienza, esistono le skills.

Ad occuparsi di questa parte è un’latra persona; Giulia Poli, responsabile del team.

Si tratta di abilità che permettono ad Alexa di fornire servizi di altre aziende o sviluppatori, come controllare i programmi in TV per un giorno specifico o raccontarci una ricetta di cucina.

E queste skills saranno quelle parti di Alexa che faranno entrare l’assistente vocale all’interno della nostra quotidianità. Cosa che è ancora in divenire.

Chi c’è dietro Alexa Amazon?

Al di là di come la pensiate, di tutto questo interesse su chi c’è dietro Alexa, come su chi c’è dietro ogni assistenza vocale, quello che mi interessa di più è che gli assistenti vocali stanno ponendo delle domande, che evidentemente richiedono delle risposte.

Dubbi sulla privacy, domande sul futuro della comunicazione così come sul futuro della radio.

La mia paura è però che queste domande rimangano relegate all’assistenza vocale e non a tutti i dispositivi digitali che ci circondano. Non credo che si possa o si debba ritornare all’età della pietra. E mi pare eccessivo rinunciare a tutte le comodità che la tecnologia ci offre per le storture umane.

Sono convinto che siamo ancora in tempo per riappropriarci della consapevolezza d’uso. Non è mai troppo tardi.

Tutti i nostri dispositivi possono essere utilizzati senza farci utilizzare. Noi possiamo ancora fermarci a pensare. O possiamo almeno rallentare e riflettere.

Amazon Alexa Echo a casa mia. Le prime prove e impressioni.

Amazon Alexa Echo è arrivata a casa mia! Qualche giorno di ritardo, in mezzo ad allerte meteo abbastanza gravi, ma ce l’ha fatta. Nelle prossime settimane vi racconterò le mie impressioni e come sempre le mie osservazioni. Anche se in questi giorni non potrò testarlo a lungo, ma ci sarà tempo.

Queste settimane sono colme di eventi. Arriva Amazon Alexa in Italia, Google Home si propone come assistente vocale senza paura. E come un battito di farfalla, arriva il mio corso di progettazione chatbot. E, per finire, l‘incontro con la comunità di Bari, per parlare di assistenza vocale, contesti sonori e sonorità.

Racconterò di come si evolve la reciproca conoscenza, tra me e Alexa. E ci vorrà del tempo. Purtroppo non faccio parte di coloro a cui è stato inviato già da giorni. In giro si trova già un bel po’ di materiale. Mi spiace. Qui il blog va lentamente. Cerco di ragionare, di pensare, di non farmi prendere dall’entusiasmo. Che già è difficile. Ad ogni modo, non è questione di velocità. A me, come a chi segue questo blog, piace comprendere.

Vuoi scrivere anche tu di Amazon Alexa?

Io ho già iniziato a chiedere in giro pareri ed opinioni riguardo questa tecnologia. Paura? Curiosità? Vedremo.

Già sui miei canali social si è alzata l’attenzione. In tanti mi hanno chiesto di far sapere loro la mia opinione. Son qua apposta!

Quindi commentate, o meglio, scrivetemi ad architettodellinformazione [at] gmail.com pubblicherò le vostre impressioni e le vostre opinioni. Ne scriverò e ne parlerò molto volentieri. Per cui se possiedi un dispositivo della famiglia Amazon Alexa fatti avanti.

Ai miei colleghi e ad altri esperti chiederò poi una chiacchierata da inserire tra le mie interviste.

L’arrivo di Amazon Alexa Echo

A quanto pare sono stato abbastanza fortunato ed ho ricevuto il pacco due giorni dopo il previsto. Chi ha ordinato un Amazon Alexa Plus a quanto pare dovrà aspettare ancora. Le istruzioni sono ridotte al minimo. E questo mi fa ben sperare. Mi immagino una presentazione in grande stile, un benvenuto, una presentazione tra trombe e violini.

Così apro il pacco e mi appresto a dare energia elettrica ad Amazon Echo. Ma niente trombe. Peccato.

Alexa mi chiede di configurare Echo attraverso l’applicazione e aspetta.

Devo ammettere, poi, che mi sarebbe piaciuto configurare verbalmente Alexa. Ma la configurazione avviene tramite applicazione, appunto. Ad indicare, forse, che sulla configurazione le persone hanno bisogno di una interfaccia visiva.

Scarica l’App Alexa

Vado allora a riprendere le istruzioni che mi erano arrivate già via mail. Mi accorgo solo in un secondo momento che all’interno del pacco c’è un bugiardino che spiega.

Leggo

Dopo aver ricevuto il tuo nuovo Amazon Echo, scarica l’App Alexa dal browser del tuo cellulare (andando sul sito https://alexa.amazon.it) o dal tuo Appstore preferito (per Android o iOS).

Il processo di configurazione verrà avviato automaticamente all’apertura dell’App. Durante la configurazione dovrai connettere Echo a Internet, quindi assicurati di avere la password della tua rete Wi-Fi a portata di mano.

Dopo aver effettuato la connessione e associato Echo al tuo account Amazon, potrai iniziare a usare il tuo dispositivo. L’App Alexa ti consente di gestire i tuoi contatti, consultare le Liste della spesa e di cose da fare, controllare da remoto la musica sul tuo Echo, collegare i tuoi account, accedere al menu Impostazioni e molto altro.

Perché non posso dettare la configurazione? Si tratterebbe di dettare la password del proprio wifi.

Grande capacità di comprensione e suono

Oltretutto Alexa comprende davvero in maniera sorprendente. E questa sua capacità mi fa dimenticare le due piccole delusioni iniziali. Alla parola di accensione Amazon echo risponde immediatamente. Ho la sensazione che sia molto più reattiva di Google Assistant. Comprende se accelero nel parlato. Comprende anche se le mie frasi si allungano.

Alexa è in allerta sempre. Posso alzare o abbassare il volume dello smartspeaker mentre è in esecuzione il brano.

Tra l’altro Amazon Echo possiede un suono potente ma equilibrato. Giorgio Robino mi diceva che il suo Amazon Dot tende verso i bassi. Al primo approccio devo dire che Amazon Echo ha un suono piacevole e non forzato. I bassi mi sembrano abbastanza equilibrato. E diciamo che oltre alla mia impressione uditiva, la presenza di un Amazon Echo Sub, un subwoofer per Amazon Echo, mi fa intendere che per chi ama i bassi si deve affidare ad un secondo strumento.

Anello luminoso di Amazon Alexa Echo

Configuro Amazon Alexa, configuro l’App Alexa e tutto mi sembra che funzioni alla grande. A questo punto faccio le prime domande e verifico il buon funzionamento dello smartspeaker. Funziona!

Ma Amazon Echo ha, nonostante tutto, una componente visiva di comunicazione. L’anello luminoso. Vedo, infatti, uno strano anello luminoso acceso. Quando Alexa ti ascolta questo anello è di un blu ipnotico. Ma senza ascolto e senza avergli chiesto nulla, l’anello luminoso è giallo. Chiedo ad Alexa una spiegazione. La risposta non è delle migliori. Ossia mi risponde di fare riferimento alla sezione assistenza del sito.

Non sarebbe opportuno insegnare ad Alexa come funziona? Immagino che l’assistenza debba risolvere problemi più grossi che non spiegare il funzionamento dell’anello luminoso. Tanto è vero che lì’esperienza di ricerca non è delle migliori. Per capire cosa accade ad Amazon Alexa devo cercare bene su Google. L’assistenza infatti comprende una guida completa di Amazon Alexa.

Scopro che ho un messaggio. Chiedo ad Alexa di leggermelo e lei lo fa. Si tratta di un messaggio che mi dice che io stesso ho configurato l’applicazione.

La reazione dei miei genitori

Dopo le prime prove e dopo aver ascoltato un po’ di musica, ho presentato Alexa ai miei genitori.

Con mia grande sorpresa si sono fatti delle grasse risate ad ascoltare Alexa. Lei che rispondeva alle mie domande sul meteo o che mi ha subito proposto una canzone napoletana per mio padre.

Mia madre ha fatto memoria di KIT: Supercar. Vi ricordate? È stata una lunga serie televisiva che abbiamo visto per tanti anni a casa mia. Chissà che la passione per l’assistenza vocale non sia nata anche da lì.

Mio padre, invece, ha rivelato di sentirsi come in un film di fantascienza. Davvero sorpreso e meravigliato di essere parte di un futuro a cui forse neppure pensava di poter partecipare.

Mi ha fatto davvero un gran piacere. Anche perché finalmente i miei genitori hanno capito di cosa scrivo su questo blog. Sapevano già, ma non riuscivano ad immaginare.

Vi terrò aggiornati sulle prossime prove!