Di ambienti semantici ho parlato nell’articolo precedente dedicato alle fake news. Per questo motivo voglio approfondire l’argomento e condividere la lettura del libro La misura e la grana. Semantica del corpus ed analisi del web. Si tratta di un libro che consiglio. Secondo me chiarisce, in modo chiaro, quale sia il concetto di ambiente semantico.

Cos’è la semantica?

La semantica studia il significato delle cose. E se vogliamo trasmettere significato e senso, ci tocca studiarla e approfondirla.

La definizione che il web ne da è questa.

  1. La scienza dei significati destinati a essere definiti e cristallizzati da parole significanti quando si tratti di nozioni o azioni, e da segnali morfologici quando si tratti di rapporti sintattici.
  2. In filosofia, parte della logica diretta a determinare i limiti di un linguaggio corretto e rigoroso mediante l’analisi dei ‘simboli’ linguistici d’uso comune; in senso più ristretto, lo studio delle relazioni fra espressioni linguistiche e il mondo cui si riferiscono o che dovrebbero descrivere.

Campi semantici, cosa sono

Se non fosse chiaro cosa sono i campi semantici, propongo due definizioni di base. Secondo la Treccani i campi semantici sono

gruppi di parole organizzati in modo omogeneo sulla base del loro significato.

Mentre il sito grammaticaitalianapuntoit spiega

Tutte le parole che conosciamo e via via impariamo come si organizzano nella nostra mente? Possiamo dare un ordine o classificarle? Le parole si classificano secondo rapporto di significato: una parola ne richiama alla mete un’altra che appartiene alla medesima “ famiglia” o area di significato. L’insieme delle parole che appartengono alla medesima area di significato forma un CAMPO SEMANTICO. Per area di significato si intende un ambito della realtà.

Un esempio pratico poi può essere il campo semantico di mare

La misura e la grana di François Rastier

Ho letto questo La misura e la grana un paio di anni fa, anche se è stato pubblicato nel 2013. L’autore François Rastier è un importante linguista francese.

Direttore di ricerca presso il Centre national de la recherche scientifique (Parigi), linguista specializzato nel campo della semantica. Il suo approccio sintetizza i risultati dell’ermeneutica e della filologia al fine di sviluppare una semantica dei testi di natura storica e comparata, fondata sulla linguistica di corpus. Il suo progetto intellettuale si situa nel quadro più generale di una semiotica delle culture.

Questo libro mi ha chiarito ulteriormente alcuni concetti che conoscevo. E mi ha permesso un bel ripasso, in modo scientifico ma anche piacevole. La misura e la grana parte da una storia personale dell’autore.

Nel 2004 dopo aver pubblicato il libro Arti e scienze del testo. Per una semiotica delle culture Francois Rastier viene chiamato per essere intervistato da un giornalista. Il tema su cui avrebbe dovuto rispondere il professore sarebbe stato l’amore. In effetti, all’interno di Arti e scienze del testo, c’è un capitolo titolato “L’esempio dei sentimenti nel romanzo francese”. Questo, evidentemente, lo definiva, agli occhi del giornalista, un esperto sul tema dell’amore.

Ambienti semantici. Cos’è l’amore?

Francois Rastier accettò di essere intervistato e quando incontrò il giornalista, prima di cominciare l’intervista, lui stesso chiese.

In quale corpus?

Cioè in quale corpus il giornalista desiderava che gli venisse spiegato il significato di Amore. Eh, si! Perché Francois Rastier era ed è un esperto dell’amore all’interno del corpus del romanzo francese e specificatamente dal 1820 al 1970. Sul significato di amore prima o dopo, il nostro autore non aveva ricostruito nessun corpus.

Le mie riflessioni e l’architettura dell’informazione

Francois Restier parte dalla parola “amore” che ha un significato diverso per ciascun corpus o per i diversi corpora a cui appartiene. La parola, la frase, il discorso, hanno un senso e un significato solo se legati al suo corpus. Ora, se pensiamo ad un sito web come un corpus si può avere chiaro come determinate parole possano avere senso all’interno di certi siti, e nessun significato in altri.

Questo significa che pur progettando un sito e costruendo strutture con un’ottima trovabilità, al suo interno, gli autori che producono contenuti per il sito stesso, dovrebbero, poi, sottolineare e rimarcare il contesto creato dall’architetto dell’informazione. Se questo lavoro di coerenza contestuale non viene seguito il lavoro dell’architettura dell’informazione viene menomato.

In questo senso un progetto dove viene applicata l’architettura dell’informazione deve essere il lavoro di una squadra coerente. Progettista, progetto, sviluppatori e autori devono condividere lo stesso corpus di parole e di significato.

Ecco perché, progetti mono autoriali, anche senza una progettazione vera e propria, funzionano meglio di ambienti e progetti più complessi. Se gli autori variano nel tempo e non usano tassonomie ed etichettature coerenti, sarà difficile che il contesto sia anch’esso coerente. Sta anche qui, una certa difficoltà di affermazione della disciplina.

La grafica e il font trasmettono i nostri valori

Io non sono un grafico e non ho ancora fatto nessun corso di tipografia. Me ne dispiaccio e prima o poi, ne farò uno.

Nella terza parte del libro, “Applicazioni e prospettive”, Francois Rastier si trova un capitolo dal titolo “La Semiotica dei siti razzisti e prevenzione della xenofobia”. Il capitolo è fitto di spunti. Ma quel che mi ha colpito maggiormente è come la grafica e il font vanno ad identificare anche il pensiero del sito. In questo caso, in modo evidente, attraverso i fonts celtici. Infatti, se si facesse una ricerca per fonts, risulterebbe che il 99% dei siti che usano questo font sono siti che inneggiano alla xenofobia.

Insomma, un’ulteriore conferma dell’importanza del segno e di cosa può dire il segno.

La misura e la grana

Concludo riportando alcune parti del libro. Parto dalla premessa dove Francois Rastier fa pubblicare tre versi tratti da un poema morale di cinquantamila versi e redatto in persiano durante il XIII secolo. Li reputo molto belli e molto significati.

L’uomo intelligente bada

alla grana del senso, non si

limita alla sua misura

(Rmi, Mathnawì, II, 3622).

La misura e la grana. Semantica del corpus ed analisi del web utilizza metodi quantitativi. Questi possono essere limitativi e dunque si applica

lo studio qualitativo della grana specifica di fenomeni discorsivi e culturali divenuti finalmente osservabili

Il libro, dalla quarta di copertina, spiega

Come orientarsi nel Web senza imporre la rigidità di parole-chiave e un’architettura delle conoscenze predeterminata

E si conclude affermado che questo libro

è il più importante contributo recente alla fondazione di una semantica del corpus, in grado di fare piazza pulita di una serie di luoghi comuni della vulgata semiotica e filosofica e di prospettare dei metodi operativi e sorvegliati di studio delle banche dati, dei patrimoni testuali e del Web.

Insomma, La misura e la grana. Semantica del corpus ed analisi del web è un libro da leggere o quanto meno da avere nella propria biblioteca e da cui, ogni tanto, estrarre qualche pensiero utile per chi si occupa di architettura dell’informazione o di contenuti.

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