Avan Trad è il secondo album dei Folk Fiction, il duo musicale veneto composto da Alessandro Marchetti e Matteo Marcon che, dopo il primo album “Yeppa!”, per realizzare questo album si sono attenuti al detto “Assaggia il nuovo ed il vecchio, ed attieniti al migliore”

Un album da ascoltare, da ballare e da sentire.

Avantrad si può ascoltare seduti ad una poltrona e sorseggiando una tazza di tè profumata, proprio per il piacere di ascoltare buona musica; oppure si può ascoltare in sottofondo, parlando e sorseggiando vino, in una bella serata tra amici.

Avantrad si può ballare, immersi in una sala, in un pub o in una piazza (perché no?). Ciascun brano è una danza folk popolare. E si sente che i due musicisti dei Folk Fiction ballano anche loro, ballano con il corpo e con le note. Ritmo, tempo e passi di danza sono scanditi, chi balla non può sbagliare. E non è merito da poco!

Avantrad si può sentire: si sente che c’è la voglia di ballare e il desiderio di far ballare. Non si tratta, infatti, di pura esecuzione di brani musicali bensì di interpretazioni nuove. Strumenti tradizionali come il bouzouki di Matteo, il pianoforte o l’organetto diatonico personale di Alessandro sono solo il mezzo per trasmettere buona musica, sonorità e passione.

E questo progetto trasuda di passione: è progetto sensoriale che va al di là delle note e della musica stessa.

Ritmi antichi sono il pretesto per innovare, per fare quel passaggio dal Neo Trad all’Avan Trad. 11 brani, con tempi tradizionali, scottish, boureée, mazurka, valzer. Tutti i doverosi rimandi alla musica folk servono per far ascoltare, alla fin fine, tanta musica contemporanea. Non mancano la ricerca musicale, la scuola dell’improvvisazione, le numerose influenze che arrivano dal jazz, dalla musica irlandese, ma anche dal folk francese, bretone ed una certa brezza arriva dalla musica celtica.

“Nulla è più nuovo di quello che fu a lungo dimenticato.”

Alessandro Marchetti e Matteo Marcon, infatti, più che la tradizione seguono la traduzione. Traduzione di quello che ascoltano in una lingua musicale arcaica che poi tramandano e trasmettono in un’altra lingua che suonano, più con il cuore che con le mani.

Se si dovesse descrivere Avantrad con una metafora non si potrebbe sbagliare. Avan Trad è una danza. Ciascun brano ha un ritmo severo, rigoroso e fermo come se le note seguissero un binario obbligato. Ma ha la leggerezza del piccolo passo di danza proprio dei balli popolari.

Non c’è spazio per mostrare virtuosismi o per inutili barocchismi, bastano le note, quelle giuste. E poi c’è tutta la generosità di voler seguire il flusso della danza. Tra i Folk Fiction, la Musica, chi ascolta e i ballerini si crea una relazione di fiducia che poche musiche instaurano. Basta farsi travolgere dalla musica, dalla gioia che si sprigiona e che scaturisce nella leggerezza.

La Musica è sempre avanti nel tempo

E, infine, il numeroso gruppo di musicisti di spessore che ha collaborato alla realizzazione di questo nuovo album mostra che la Musica è sempre avanti nel tempo. Sempre avanti nella tradizione, AvanTrad appunto. Condivisione e relazione sono i due pilastri intorno al quale si muovono la Musica e i Folk Fiction.

Che l’avventura di musica e di vita, così come la chiamano Alessandro e Matteo, continui nel tempo e trovi approdo sicuro nell’ascolto e la giusta meta desiderata in più ampi riconoscimenti.

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