Registrare audio di qualità è l’obiettivo di chi ha in mano un registratore. Il mio articolo in cui consiglio i migliori registratori audio vocali presenti sul mercato, che ho usato e uso, è l’articolo con più lettori e commenti di tutto il blog. E siccome l’acquisto di un registratore è un’azione che richiede uno sforzo di fiducia molto alto, i miei lettori mi chiedono una ulteriore conferma. Purtroppo spesso si chiede ad un registratore di risolvere situazioni che solo un mixer potrebbe risolvere. Il registratore raccoglie i suoni, non li corregge,  e non è detto che li debba correggere.

Spesso, per avere una registrazione ottimale dobbiamo mettere in atto alcune azioni creative. Insomma, la nostra creatività fa parte del nostro lavoro di registrazione.

Come registrare un audio?

Prima di scrivere l’articolo sui registratori da consigliare avevo dato dei consigli su come scegliere un registratore audio vocale. Questi consigli non sono stati sufficienti. Perché ciascuno di noi ha richieste specifiche. Ciò che interessa a molti non è tanto cosa accade prima di acquistare un registratore, ma cosa accade dopo.

Prendo, ad esempio, l’ultima richiesta di aiuto che mi è arrivata da parte di un amico. Penso che comprenda un po’ tutte le richieste che mi arrivano. E vi giro quanto ho scritto a lui, perché ritengo i miei lettori come degli amici.

Mi scrive Daniele.

Io faccio molte registrazioni in giro e sono in genere di questo tipo:
– interviste uno a uno all’aperto
– interviste di gruppo all’interno
– meeting all’interno di sale riunioni
– workshop all’interno di aule, quindi con persone che parlano un po’ più distanti

Un orecchio non è un cervello

Come ho risposto a Daniele, un registratore che riduca il rumore di fondo e renda la voce nitida è il sogno di tutti i fonici. O il loro incubo. Dato che se un registratore fosse in grado di farlo, per davvero, il loro lavoro non avrebbe più senso di esistere.

Un buon registratore registra fedelmente i suoni che vengono emessi. Un buon registratore registra alla massima qualità possibile. E se è abbastanza professionale da la possibilità di integrare (aggiungere) al registratore microfoni e ovviamente cuffie.

Un buon registratore registra tutti i suoni. Il registratore non pone attenzione a cosa dice il nostro interlocutore, non seleziona il discorso che interessa a noi, non fa distinzione tra il parlato e una campana di sottofondo. Un registratore, registra indistintamente tutto e tutti. Se noi ascoltiamo la persona che ci parla o la musica eseguita e non udiamo cosa accade intorno, al nostro registratore non importa. Lui registra. Registra quello che ascoltiamo e tutto il contorno.

Se vogliamo usare una metafora: un registratore è l’equivalente del nostro orecchio. Un registratore non è il nostro cervello. Nel senso che il registratore percepisce tutto quello che è un suono, ma non fa distinzioni rispetto al suo suono di interesse. Infatti, se siamo al centro di un ristorante pieno di persone, noi riusciamo ad interloquire con le persone che ci sono accanto. E anche se le altre persone parlano o urlano, il nostro cervello pone attenzione a quello che interessa a noi. Il cervello si cura soltanto di ciò che gli interessa. Cercando, il più possibile, di capire e comprendere il nostro interlocutore.

Situazioni diverse registrazioni diverse

Probabilmente chi usa un registratore si trova spesso nelle stesse situazioni elencate dal mio amico Daniele. Interviste all’aperto, registrazioni di conferenze in auditorium, registrazione in piccole aule e così via. Ciascuna situazione, presa qui ad esempio, richiede soluzioni diverse. Non possiamo eseguire le stesse azioni, per situazioni differenti. Dunque è necessario adattarsi per avere il risultato migliore.

Se ci troviamo in una piccola aula si può mettere il registratore sul tavolo e non avere problemi. Se registriamo una conferenza in una aula magna allora sarebbe meglio posizionarsi accanto ad una cassa. Ma anche in queste situazione le variabili della realtà possono cambiare. Come? Per esempio, se ti trovi in un aula piccola, metti il registratore sul tavolo dove si trova la sedia del professore e lui, quel giorno, si va a sedere all’ultimo banco perché proprio quel giorno ha una idea democratica della lezione. Oppure ti metti accanto alla cassa più grossa dell’aula magna per essere certo di sentire tutto e di avere il massimo della qualità, e il conferenziere non usa o non sa usare il microfono. E parla a voce alta. Tanto lo sentono tutti i presenti.

Si tratta solo di alcune delle centinaia di situazioni in cui ci si può trovare nella realtà. E in queste nuove situazioni ti devi inventare qualcosa per avvicinarti alla tua fonte del suono.

Marco Giusti intervistato da Toni Fontana

Marco Giusti intervistato da Toni Fontana

Il registratore non lavora per noi

Tutto questo per dire che un registratore registra, ma non lavora al nostro posto. Se portiamo con noi il nostro registratore e vogliamo ottenere un file audio da riascoltare, dobbiamo curare la nostra registrazione. Solo in casi eccezionali ci si può permettere di posizionare il registratore in un posto e registrare senza alcun problema.

La regola è che per eseguire una registrazione si controlli attivamente il registratore, dal momento dell’accensione al momento dello spegnimento del registratore stesso. Durante l’intervista bisogna tenere occhi e orecchie ben aperti. Se non si è in grado di fare questo esercizio, meglio portarsi qualcuno che segua la fase di registrazione.

2 consigli fondamentali per registrare audio

Escludo che tu possa avere un assistente fonico alla registrazione. Non staresti qui a leggere questo articolo. Piuttosto immagino che sei da solo, e devi intervistare una o più persone, al chiuso o all’aperto. Non si possono elencare in un articolo tutte le variabili che la realtà ci offre. La vita è originale!

I due consigli che ti posso dare e che valgono sempre in ogni situazione sono:

  1. Usare sempre un paio di cuffie per ascoltare l’audio in fase di registrazione.
  2. Usare un copri vento o para microfono.

Auricolari da ascolto

Se abbiamo gli auricolari riusciamo a sentire quello che il registratore registra e quindi se non sentiamo la voce, possiamo chiedere di ripetere quello che non abbiamo sentito.

In altre situazione, magari, non possiamo chiedere di ripetere tutto il discorso. Ma, almeno, sappiamo perfettamente quello che sta accadendo e perché. Senza arrivare a casa, certi di avere l’intervista del secolo in tasca e, invece, accorgerci, quando è troppo tardi che ci eravamo dimenticati di selezionare l’entrata microfonica corretta. Capita!

Grazie alle cuffie, riusciremo (quasi) sempre, e nel peggiore dei casi, a salvare qualcosa. Se ti trovi da solo a registrare e ad intervistare, io ti consiglio delle semplici cuffie auricolari in ear o se si vuole qualcosa di più sofisticato le cuffie auricolari Sennheiser. Se, invece, hai prospettive professionali sull’audio puoi leggere il mio articolo sulle cuffie per ascoltare musica.

Copri vento

Il coprivento si usa sempre quando si è all’aperto. Non è necessario che ci sia vento. Usatelo. Non potete mai immaginare cosa accade durante una intervista. A volte anche se fate una registrazione in un interno, dipende dalle situazioni, potrebbe essere utile. Un copri vento potrebbe salvare una registrazione persino da come parla il nostro interlocutore. A volte basta un para vento in spugna, ottimo per gli interni, altre volte ci vuole un paravento in pelliccia, ottimo per gli esterni.

Un registratore non edita le tracce

Stavo cercando un registratore digitale con una qualità audio piuttosto buona, in grado di ridurre il rumore di fondo e rendere la voce abbastanza distinta.

Hai qualcosa da consigliarmi?

Ripeto. Un registratore registra. Registra tutto.

Alcuni registratori possono registrare alcune gamme di suono, eliminare le gamme alte o le gamme basse. Ma questa opzione taglia di netto l’audio mantenendosi all’interno di certi limiti. Si tratta, certamente, di una prima edizione dell’audio. Ma è una edizione netta, senza se e senza ma, che non puoi più correggere. E soprattutto non permette grandi manovre in fase di edizione vera e propria.

Alcuni registratori lo fanno in automatico. Con altri si deve giocare con la sensibilità del registratore. Guarda caso i registratore più scadenti promettono funzioni che migliorano la voce (senza grossi sforzi) ed eliminano tutto ciò che non ci interessa. Come per magia. Spero di non essere troppo brutale quando dico che ci vuole, invece, tanta tecnica.

Edizione di un file audio

Qui andiamo in un altro campo, che qui accenno.

Un registratore non edita il suono. Ed io dubiterei se lo facesse. Non è quella la sua funzione.

Quando è necessario editare un file? Se durante la nostra intervista non abbiamo spento il condizionatore dell’aria perché ci faceva piacere registrare al fresco, non possiamo lamentarci che il registratore abbia sentito troppo. Possiamo limitare il fruscio, ma se vogliamo eliminarlo dobbiamo eliminarlo alla fonte. Se proprio alla fonte non si può eliminare un suono allora saremo costretti ad editare la traccia.

Come editare un file audio?

Toni Fontana in fase edizione audio

Toni Fontana in fase edizione audio

L’edizione di un file audio è una professione. E per editare un file audio è necessario un programma (software). Per farlo bene non basta un paragrafo o un intero articolo su come editare un file audio. Ci vuole un corso. Ci vuole tanta pratica

Due primi passaggi da fare per mettere in evidenza un suono (la voce) rispetto ad un altro è quello di equalizzare l’intero audio. Già sapere equalizzare bene potrebbe risolvere molti dei nostri problemi. Se invece abbiamo un fruscio consistente forse sarà necessario usare alcuni filtri per eliminare le bande sonore che ci danno fastidio.

Solo una premessa, quando parliamo di fruscio, parliamo di un fruscio costante e presente su tutto il file audio di interesse.

Quando si elimina il fruscio, infatti, si elimina una gamma di suoni per tutto l’audio interessato. Generalmente questa gamma di suoni è diversa dal suono che ci interessa che potrebbe essere una voce. Altre volte è molto simile. In questo caso siamo un po’ nei guai. Il programma modifica pure il suono o la voce che ci interessa mettere in evidenza. È necessario, dunque, saper dosare i suoni e avere equilibrio. La voce potrebbe diventare troppo metallica.

Se ci interessa solo capire quel che viene detto dal registrato, può anche andare bene. Ma se dobbiamo far riascoltare la registrazione ad un pubblico, per esempio, potrebbe essere un vero problema.

Conclusioni

Registrare è un mestiere. Fare il fonico è una professione. Editare anche. Non è possibile improvvisarsi dall’oggi al domani. E seppure questo articolo ti da delle dritte e probabilmente non ti farà commettere gli errori che io stesso ho commesso, potresti sbagliare sempre.

Con il tempo, la tua attenzione uditiva sarà allenata a rendersi conto del contesto sonoro che ti circonda e saprai se stai registrando la voce dell’intervistato o le campane di mezzogiorno. Ma l’errore è, comunque, dietro l’angolo. Le valutazioni che fai possono essere fallaci. Qualche volta dimenticherai le cuffie, qualche altra volta, preso dal lavoro o dall’eccitazione, dimenticherai di cambiare le batterie che ti sembravano cariche e, invece, appena premi il tasto Rec sono solo ad una misera tacca.

Per registrare un audio si richiede meticolosità, attenzione e organizzazione. Non si accettano distrazioni. Poi con il tempo, se fai sempre le stesse cose, e acquisti maneggevolezza del tuo registratore, ogni passaggio verrà in automatico.

Personalmente mi diverto di più nelle fasi creative. Nella fase di preparazione e nella fase di edizione. Proprio perché durante l’intervista non posso godermi la chiacchierata. Certo, ho visto e ascoltato colleghi che durante la registrazione non avevano nessuna cura della registrazione o dell’interlocutore. Altre colleghe che facevano domande su interessi personali e non su interessi degli ascoltatori. Ma ci vuole anche faccia e carattere. E soprattutto bisogna non riascoltarsi. Altrimenti si avrebbe cognizione di causa di quello che si chiede e si dice.

Se posso permettermi un ultimo consiglio è proprio questo. Riascoltatevi. Riascoltatevi con serenità e senza pregiudizi. Scorgete gli errori, anche i più piccoli, non per giudicarvi, ma per migliorarvi.

Una buona registrazione vi darà sempre grandi soddisfazionie e questo, per me, è quel che conta davvero.

Post Scriptum

Qualcuno potrebbe notare che nelle foto che riporto, io stesso, non porto le cuffiette. Vero è. Parlo bene e razzolo male. Sarebbe stato comunque meglio averle.

A mia discolpa posso solo dire che le condizioni di registrazione erano ottime. In entrambe le situazioni, io e l’intervistato ci trovavamo, al chiuso, in zone con pochissime persone, lontani dalle persone che parlano (che anzi possono creare atmosfera e dare profondità all’audio). E, infine, tenevo d’occhio i livelli del registratore per mantenere il suono sempre allo stesso livello, avvicinando o allontanando il registratore. Situazione ideale, non facilmente ripetibile.

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