Avrete sicuramente visto Inside Out realizzato dai Pixar Animation Studios e diretto da Pete Docter insieme al co-regista Ronnie del Carmen e che ha ricevuto l’Oscar come Miglior film di animazione. Ma lo avete ascoltato attentamente? Se non lo avete fatto vi consiglio di farlo e vi spiego perché.

Il suono dell’intero film è stato curato da Ren Klyce di Skywalker Sound, che ha ricostruito un paesaggio sonoro immaginario e sperimentale alla pari del paesaggio visivo.

Su youtube ho trovato questo video dove potrete ascoltare con attenzione in lingua originale le differenze sonore.

Se avete posto attenzione ai suoni e alle voci, senza farvi distrarre dalla storia, vi sarete sicuramente accorti che i suoni della mente sono pieni, corposi e tridimensionali, rispetto ai suoni del mondo esterno che sono piatti, senza corposità e piuttosto freddi.

Intervista a Bill Desowitz su Inside Out e il suo sound

In una intervista di Bill Desowitz, su Indiewire.com, Ren Klyce racconta alcuni dei suoi segreti per la realizzazione del film di animazione.

Intanto Ren Klyce è stato coinvolto anche nella scrittura della sceneggiatura. La cosa ha permesso al sound designer di capire fin dall’inizio gli obiettivi del film e comprenderlo in profondità.

Il primo studio è partito dalla divisione tra mondo della mente e mondo reale: identificare i suoni diversi che si sarebbero avuti nelle due dimensioni. Da questa suddivisione, le altre scelte sarebbero venute di conseguenza.

La voce di Joy è stato un punto fondamentale su cui avrebbe girato intorno il mondo della mente . E a seguire si sarebbero sviluppate le voci delle altre emozioni.

E così siamo arrivati a questa idea che quando siamo dentro la mente di Riley, si ha un campo sonoro che coinvolge tutto intorno con gli altoparlanti, come fossimo a teatro. Quando ci si trova al di fuori della sua mente, a San Francisco con i suoi genitori, il suono è piatto. Non ci siamo sempre attenuti a questa regola, ma questo era uno dei nostri capisaldi iniziali.

A queste differenziazioni sono seguite altre differenziazioni. Si ha un suono per i ricordi fondamentali contro i ricordi regolari, e poi, si ha un suono che si sviluppa contemporaneamente allo svilupparsi dei ricordi.

La console di Inside out

La console è stata pensata come quella di Star Trek e dell’ Enterprise e si è pensato dovessero essere dei rumori plasticosi da giocattoli.

I ricordi di base, hanno colpito un po’ tutti.  Sono suoni molto particolari, come gli angeli che cantano in una campana di una chiesa. E andando avanti, quando i ricordi si perdono, si sono creati dei suoni che si stessero sbriciolandosi e disintegrandosi.

Alla fine i suoni più acustici sono stati utilizzati per i ricordi normali, ma la memoria di base ha richiesto più suoni che si sono evoluti, a seconda che ci fosse un segnale musicale di cosa stesse accadendo.

Perché l’altra cosa importante per il regista era che il suono della memoria, al centro della scena, non andasse a scontrarsi con la colonna sonora di Michael Giacchino.

E’ stato difficile perché il suono della memoria si sente quattro o cinque volte durante tutto il film. Ogni iterazione doveva somigliare alla precedente ma, in realtà, i suoni erano tutti diversi. Così alla fine abbiamo mixato il suono di un campanello reale con la creazione di una campana sintetizzata, che è stato uno dei pochi suoni sintetizzati nel film.

Suoni fisiologici o immaginario?

Ci sono state un sacco di discussioni circa la struttura di contorno. Si sarebbero dovuti sentire i suoni del sangue? E che tipo di suoni sarebbero dovuti essere? La piattezza del suono in fin dei conti non sarebbe mai dovuta essere spettrale o portare alla paura. Ma tutto doveva essere accogliente, confortante.

Dalle parole di Ren Klyce comunque, quello che gli è piaciuto sono state le discussioni tra lui e il regista che gli ha lasciato libertà di sviluppo.

Le discussioni non sono state mai tecniche ma sulle emozioni e su quello che il suono doveva trasmettere.

Concludendo, adesso ascolterete con orecchie diverse il passaggio di Gioia, Tristezza e Bing Bong attraverso la camera di astrazione. Buon ascolto!