Site icon Toni Fontana

Chatbot in tempo di guerra

Accadono cose, nella Vita, che colpiscono in profondità.
In questi ultimi due anni, sono accadute diverse cose: alcune che condivido anche con voi che mi leggete, altre sono più personali, come la pandemia, che ha davvero disabilitato tutti, per passare ad una serie di lutti improvvisi e inaspettati e, per non finire, alle malattie devastanti in famiglia, tra amici e conoscenti.

Nonostante scrivere sia, per me, una forma di sopravvivenza, in questi giorni sono messo a dura prova. Ogni giorno che passa cerco le ragioni per dare un senso al blog davanti alle tragedie che viviamo quotidianamente.

Guerra e Pace

Mi chiedo se, davanti alle immagini di guerra a cui assistiamo da spettatori, da analisti, da persone che si interessano ai problemi del proprio tempo, ha senso scrivere di chatbot, assistenza vocale e architettura dell’informazione.

Capisco chi non si ferma, chi continua, chi trova nel flusso le proprie ragioni di vita, ma io non ce la faccio.

Mi fermo per riflettere ed esprimere il mio pensiero interamente indignato davanti alle violenze, ai massacri, alle torture di una guerra assurda.

Ucraina, rifugiati e chatbot

Non possiamo fare a meno di seguire la guerra in Ucraina. Inutile dire che ci preoccupa tutti.

E così in questo tempo, vediamo l’applicazioni della tecnologia nella crisi umanitaria di questa guerra: chatbot, progettazione delle conversazioni e intelligenza artificiale sono stati messi sul campo per aiutare i rifugiati.

Per esempio, il governo ucraino ha creato diversi chatbot di Telegram per aggiornare le mappe (Washington Post) per probabili attacchi aerei russi (Post Facebook della polizia ucraina, visualizza la traduzione). Dora, un’azienda IT in Romania, dove molti ucraini stanno migrando, sta utilizzando la sua tecnologia chatbot per collegare i rifugiati con l’aiuto di cui hanno bisogno.

Nel 2019, era stato sviluppato un chatbot per aiutare i futuri rifugiati a cercare assistenza legale prima che si rivolgessero ai trafficanti per attraversare i confini.

La sfida da parte del blog (e di tutti coloro che sono interessati al mondo dei chatbot) è quella di continuare lo sviluppo di queste applicazioni anche oltre l’attuale guerra.

L’UNHCR, l’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite, ha il proprio Servizio per l’Innovazione proprio per supportare questo.

Per la Salute e la Pace

Ad ogni modo, due anni fa, il blog si è fermato, sopraffatto dagli eventi e dal numero sempre crescente di decessi da Covid.

Oggi, come due anni fa, ho bisogno di fare qualcosa.

Stanno accadendo cose importanti che richiedono la nostra attenzione. C’è una situazione, sul campo, complessa, che merita la nostra riflessione. Si stanno decidendo le sorti di un nuovo ordine.

Il mio blog non ha una funzione di intrattenimento. E le mie parole, forse anche queste che stai leggendo, mi sembrano superflue.

Il blog, dunque, si ferma ancora una volta, per una riflessione personale e, per quel che vale, per inviare un messaggio di Pace.

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