Alexa Skill Blueprints è l’ultima novità annunciata da Amazon da qualche settimana. Si tratta di una funzione che consente a chiunque di creare un’abilità per l’assistente vocale Alexa senza dover conoscere codici o linguaggi di programmazione.

Amazon intende dare a chiunque sia in grado di digitare qualche frase all’interno di in un modulo online di personalizzare Alexa. Attenzione. Io ne parlo qui in italiano ma Alexa parla ancora in inglese. E lo stesso Amazon Echo, con annesse funzionalità in italiano, sarà ancora da venire in Italia.

Skills Amazon Alexa

Come già spiegato nell’articolo sulle Skills Amazon Alexa abbiamo visto cosa è possibile fare con un Amazon Echo in casa. Ogni settimana il canale di Amazon Echo ci presenta una capacità di Alexa. Si tratta di competenze standard che gli sviluppatori provvedono periodicamente ad aggiornare e ad arricchire.

Ma è possibile che tra queste trentamila competenze disponibili di Alexa manchi qualcosa? Si, a quanto pare qualcosa manca e precisamente manca tutto quello che una persona svolge ripetutamente ogni giorno. Azioni che magari potrebbero essere eseguite dall’assistente vocale.

Ed è proprio per coprire questo tipo di mansioni che Amazon offre la possibilità di personalizzare l’assistente vocale Alexa.

Alexa Skill Blueprints

Alexa Skill Blueprints è pensato come un gioco da costruire per le famiglie. Ci sono domande ripetitive che i familiari si rivolgono tra di loro? Ci sono informazioni che una persona di casa vuole condividere con il resto della famigli anche in sua assenza? Ecco che basta costruire la propria personale risposta e Alexa risponderà a quelle domande tutte le vote che gli verrà chiesto.

Vi invito a visitare il sito ufficiale di Alexa Skill Blueprints è subito vi renderete conto di cosa è possibile fare.

Ci sono funzioni come la possibilità di creare un elenco di frasi per la famiglia, rispondere a curiosità su compleanni, eventi, feste e ricorrenze. E possibile creare giochi d’avventura e quiz o un elenco.

Alexa Skill Blueprints è perfetto per le famiglie

Pat Higbie, CEO di XAPPmedia, ritiene che questa sia un’espansione positiva del set di funzionalità di Alexa per i consumatori.

Alexa Skill Blueprints è perfetto per le famiglie! Pensa a tutte le cose della casa che chiediamo alla mamma più e più volte, come “dove teniamo i calzini?” La mamma doverosamente risponde, ma risponde malvolentieri. Adesso le mamme possono trasformare le loro preziose conoscenze in conoscenze familiari attraverso Alexa.

Il naturale passo successivo è che le competenze di Blueprint siano condivisibili con altri account Amazon, in modo che possano lavorare su tutti i dispositivi della casa e quindi le risposte della famiglia possono ulteriormente condivise.

Alexa Skill Blueprints per un uso personale

Gli Alexa Skill Blueprints sono solo per un uso personale, quindi è possibile usarli solo sul proprio account. Cosa significa questo, che viene garantita la privacy del proprietario e che nessuno, che non faccia parte della famiglia, possa entrare in possesso di informazioni intime.

E se avessi un ospite? Amazon ha pensato anche a questo. Tra le blueprints Amazon ha sviluppato un modello Guest House che consente di aggiungere informazioni sulla casa a cui gli ospiti possono accedere facilmente. Modelli dello stesso genere sono forniti per animali domestici e baby sitter.

E qui si aprono nuove opportunità di sviluppo.

Perché Amazon ha lanciato Alexa Skill Blueprints?

Con questa mossa Amazon entra in una relazione sempre più intima con i propri clienti. Non solo consumatori ma anche sviluppatori e contributori della piattaforma. Insomma, Amazon vende un prodotto che ciascuno può personalizzare nel dettaglio.

Non è tutto oro quello che luccica

Chi ha già provato a creare le prime blueprints ha notato come funzionano. E’ tutto molto semplice perché si tratta di compilare e rispondere ad un form. Al termine del quale pubblicare la skill ed il gioco è fatto.

Qualche dubbio invece c’è nella registrazione per poter creare queste capacità. Ossia, è necessario creare un account sviluppatore Alexa (semplificato). Creare la capacità, uscire da questo account e rientrare nel proprio account da consumatore.

Un doppio canale che potrebbe dare fastidio ai consumatori entry.level a cui la piattaforma è dedicata.

Non dimentichiamo la concorrenza

Ciò che fa grande un assistente vocale però non è solo la personalizzazione. Ma anche la sua capacità di far parte di un contesto o ancora meglio un ecosistema in cui ci si ritrova facilmente.

Mi spiego meglio. Per tutti gli utenti, usare Alexa o Google Assistant non fa nessuna differenza. Come abbiamo potuto notare nella serie Controlla ogni cosa con la tua voce, ciascuno di noi, potrebbe parlare o dare comandi ad entrambi gli assistenti e non notare la differenza. Cambierebbe, semmai, solo il dispositivo che teniamo nelle mani.

La vera differenza la fa o la farà l’uso che l’assistente vocale ha con le terze parti. In questo senso Google vince a mani basse. Perché il suo assistente vocale è in contatto con una serie di applicazioni che già in tanti usiamo quotidianamente. Vedi Gmail, Calendar, Youtube e tutta una serie di servizi che Google offre. E  quindi, la personalizzazione che offrirà Google Assistant, se lo permetterà, sarà certamente più raffinata.

La battaglia tra i colossi si combatte tutta qui. Nella capacità di ciascun assistente vocale di essere coinvolgente. Le persone preferiranno “auto costruirsi” un assistenza vocale? E quindi avere una esperienza unica? Oppure preferiranno una funzionalità standard ma che li connette ad informazione e dati già presenti altrove?

Ad Alexa, apparentemente, spetterà il lavoro più grosso. E vedremo come si muoverà.

Rivoluzione o banalità?

Intanto già si sono polarizzate le opinioni degli esperti. Come al solito si va dall’entusiasmo sfrenato allo scetticismo più cinico.

Alcuni pensano che questo sia una funzione rivoluzionaria. C’è chi pensa per esempio che l’assistenza vocale possa rispondere al posto degli anziani in un momento del bisogno, quando non possono parlare, oppure aiutare anziani con capacità di memoria ridotta.

Altri invece sono completamente scettici perché le funzioni sono davvero basilari e se si vuole un assistente vocale con una buona usabilità. Già che non l’esperienza d’uso non è il massimo. Insomma, gli ingegneri del software possono dormire tranquillamente.

Conclusioni

Il mio parere come al solito sta nel mezzo ma rivolto verso gli ottimisti. Nel senso che per quanto scettici si voglia essere, noi qui continuiamo a parlare di sperimentazione, di percorsi possibili.

Le Alexa Skill Blueprints confermano la tendenza della tecnologia a rendersi sempre più invisibile. Conferma quanto già ripetuto dagli architetti dell’informazione da tempo. Che la rivoluzione che stiamo vivendo è culturale e non tecnologica. Ancora una volta la tecnologia si nasconde e permette a chiunque di trasformarsi in architetto dell’informazione o in provetto ingegnere. Con buona pace di tutti.

Insomma, in futuro sarà possibile personalizzare un assistente vocale? Si. potremo! Ed anche se non potremo personalizzare l’assistente vocale come lo farebbe un ingegnere, ci sarà chi avrà questa soddisfazione di crearne un pezzetto. O quanto meno di poter avere il piacere di una relazione più intima con il proprio assistente.

 

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