Nel nostro prossimo futuro l’assistenza vocale cambierà la nostra quotidianità. Alcune delle nostre abitudini, come guardare continuamente il cellulare, potrebbero ben presto diventare abitudini da vecchi. Più le interazioni conversazionali saranno utili, più ci abitueremo a parlare con i nostri dispositivi. Alcune azioni manuali diventeranno vocali.

Non sarà una rivoluzione improvvisa. Però sarà qualcosa che avverrà, visto i grossi investimenti che Amazon, Google, Apple e Microsoft, stanno impiegando.

Ho già spiegato che l’interfaccia vocale è una realtà e ripreso più volte il perché tutti i dispositivi vogliono parlare. E anche ho scritto sul perché si parla di assistenza vocale oggi, più di ieri nonostante i computer siano stati in grado di comprendere i comandi vocali fin dagli anni ’90 del secolo scorso.

Così come ha scritto Jeffrey Humble

L’innovazione tecnologica per l’elaborazione vocale sarà il principale driver nella diffusione delle interfacce vocali in altre industrie. Le interfacce touchscreen esistevano prima dell’iPhone, ma la tecnologia e le interazioni non erano ad un livello sufficiente per creare un’adozione diffusa. Finché Apple non si è mossa. La voce sta ora raggiungendo un punto di evoluzione simile.

Alla conferenza I/O 2017, e così come confermato dai nuovi business emergenti, Google ha ridotto la propria frequenza di errore dall’8,9% al 4,5%.

Risultati positivi per le macchine ma anche per il mercato che si vuole fondare su questo tipo di interfacce utente senza schermo.

Assistenza vocale cosa cambia

Di seguito si propone un elenco delle cinque industrie che stanno già subendo delle rivoluzioni interne. Nella loro evoluzione è compresa anche l’assistenza vocale. E si prevede che saranno proprio queste industrie a traghettare l’assistenza vocale nella nostra quotidianità.

I mercati più sensibili dunque sono il mercato delle automobili, la tecnologia indossabile, i call center e alcuni servizi al cliente di base, il mercato dei dispositivi e accessori per non vedenti e per finire la traduzione simultanea.

Le automobili

Le automobili sono già oggi connesse ad internet. Ci sono auto connesse tramite dispositivi come Apple Car e Android Auto. O ancora con una lunga serie di interfacce proprietarie.

Oggi l’auto è vista come uno strumento in cui si trascorrono molte ore della giornata e in cui si perde tempo. Al massimo si ascolta radio o si sta pericolosamente al telefono senza un vivavoce. L’idea delle major di questo settore è quello di trasformare questo spazio nel nostro ufficio mobile. O, meglio ancora, in un salotto dove condividere il proprio tempo in mobilità con la propria famiglia o i nostri amici e colleghi.

A questo si punta quando si parla di guida assistita. Ovviamente la strada è ancora lunga. Mancano ancora le infrastrutture che rendano la guida davvero sicura. E manca il via libera delle società assicuratrici che dovranno chiarire tutti i limiti giuridici della faccenda.

Prima di arrivare a questo un altro passaggio da effettuare (e anche quello più realizzabile con la tecnologia e le infrastrutture presenti) è l’assistenza vocale. Cioè prima di liberare le mani dal volante, l’assistenza vocale dovrà permettere all’autista di effettuare delle azioni per conto suo in modo chiaro, preciso ed istantaneo.

Molti autisti già fanno uso di assistenti vocali come OK Google per impartire comandi ai propri smartphone. Nel prossimo futuro si rivolgeranno alla loro auto.

Qualcuno sostiene che se l’industria automobilistica agisce rapidamente, la guida sarà un’esperienza molto diversa e l’auto potrebbe divenire una delle interfacce della nostra quotidianità.

I wearables. L’alta tecnologia indossabile

La tecnologia indossabile, in questi ultimi anni sta vivendo un momento di grande espansione.

Strumenti come Apple Watch fanno oggi un grande uso di Siri. E così il tentativo di altri brand puntano a rendere i loro dispositivi indossabili autonomi e sempre più diffusi proprio attraverso gli assistenti vocali.

Pensiamo a Google Glass e ad altri Smart Glass. Vi ricordate? Ad un certo punto si pensava che tutti dovessimo utilizzare questi occhiali e camminare guardando la televisione mentre si camminava. Il loro fallimento non fu dovuto ad una qualche mancanza tecnologica o ad un cattivo funzionamento. I Google Glass erano difficili da usare. Per fargli svolgere le sue funzioni era necessario muovere la testa in determinate direzioni. Cosa che dopo un po’ stancava e diventava insopportabile. Insomma la verità è che erano inutilizzabili.

Un assistente vocale, invece, aggiungerebbe un valore enorme ai Google Glass. Se pensate che una grossa fetta della popolazione (basta scendere in strada e osservare un po’) cammina osservando il proprio smartphone, capirete che presto si potrebbe tornare a parlare di questo accessorio.

Così come per molti altri accessori indossabili, che di colpo diventerebbero facilmente usabili da chiunque.

Call center e Servizio clienti

Altro mercato in cui gli assistenti vocali imprimeranno il loro cambiamento è il mercato dell’assistenza clienti. Al momento i call center e il servizio clienti delle aziende si stanno indirizzando verso lo sviluppo dei chatbot. Certamente un modo economico per avviare la propria innovazione. Ma l’assistenza vocale è altro.

Qualsiasi ruolo che si basa sulla comunicazione sarà migliorato con un’interfaccia vocale. Una connessione umano-umana sarà sempre ideale, ma ci sono molte situazioni in cui l’interfaccia vocale potrebbe aumentare la connessione.

Nel campo dei call center l’assistenza vocale riuscirà a risolvere problemi semplici. Per esempio, potrà dare informazioni di base e alleggerire il lavoro degli assistenti al call center. Almeno di coloro che resteranno assunti. Perché è facile comprendere che su larga scala anche questo settore vivrà un momento di crisi (leggasi licenziamenti). Insomma, il consiglio è quello di specializzarsi e aumentare le proprie competenze e risolvere problemi sempre più complessi.

Su questo campo è bene andarci cauti, ma sicuramente qualche esperimento verrà fatto. E sarà interessante vedere l’effetto che fa. Se ci pensiamo le grandi compagnie telefoniche o energetiche hanno costretto molti clienti ad abituarsi alle loro metodologie di contatto.

E dopo un certo disagio ci abitueremo anche a questo.

Dispositivi per non vedenti

Le interfacce conversazionali consentiranno a coloro che hanno disturbi visivi di interagire con il mondo in modi che finora gli sono stati negati. L’accessibilità sul web e su smartphone è ancora oggi un tema su cui si discute e su cui molte aziende ancora fanno orecchie da mercante. Le aziende che sviluppano tecnologia innovativa, invece, pare stiano mostrando una maggiore sensibilità. E sicuramente aiuteranno questa parte di popolazione.

Con l’assistenza vocale, i non vedenti o ipovedenti, potranno avere la stessa facilità d’uso dei vedenti e lo stesso grado di accessibilità di un touchscreen.

Da questo punto di vista l’assistenza vocale non solo cambierà la nostra quotidianità, ma migliorerà la vita di alcune persone che oggi vivono alcuni disagi.

Traduzione della lingua e interpretazione in tempo reale

Già è da tempo che funziona Skype translator con cui si attiva una traduzione simultanea. Ma un assistente vocale sarebbe un vero e proprio traduttore per qualunque lingua del pianeta.

E Google Translate è uno degli esempi in prima linea su questo settore. Da applicazione per la traduzione di testo si è sviluppato in un traduttore con capacità di ascolto.

Anche qui ne sentiremo delle belle.

Conclusioni

I progressi fatti fin ora sono stati lenti ma inesorabili. Come già detto nell’articolo architettura dell’informazione conversazionale il contesto è ancora impreparato ad accogliere l’assistenza vocale. Non siamo pronti con le infrastrutture e non siamo pronti mentalmente. Il cellulare ci basta. Ma lo sviluppo è sempre più preciso e gli errori sempre più limitati.

Chi sviluppa l’assistenza vocale a lungo termine pensa ad un mondo diverso da quello in cui viviamo. Possiamo guardare a queste persone e a questa tecnologia con scetticismo ma la loro visione non è del tutto folle. L’assistenza vocale non si diffonderà da se. Saranno le industrie, saranno altri settori industriali, a diffonderne l’uso.

Non scompariranno né le tastiere, né gli schermi, ma questi diventeranno accessori che faciliteranno l’uso. Diventeranno accessori utili ma non necessari, insomma, secondari.

Siamo solo all’inizio ma, come si dice ormai su molti campi, è solo questione di capire quando accadranno le cose e non se accadranno. Perché è certo che accadranno.