Musica e produttività è uno dei temi più interessanti riguardo l’ascolto della musica a lavoro. La scienza oggi ha strumenti che permettono una analisi più approfondita del nostro cervello e delle nostre reazioni. E così è possibile verificare il potere della musica, gli effetti della musica sul nostro cervello.

Ma non è che si fanno ogni giorno ricerche di questo genere. O meglio, non si fanno ogni giorno su larga scala. Si tratta anche di ricerche sofisticate e molto invasive; da svolgere durante l’orario di lavoro; e che entrano nella sfera intima delle persone.

Musica a lavoro

Alcune settimane fa è stata sponsorizzata una ricerca in cui si diceva che l’85% dei professionisti ascolta musica sul posto di lavoro. Come ho spiegato nel mio articolo, anche se il dato fosse vero (lo è solo in parte), riguarda un periodo lavorativo davvero singolare, cioè la ricerca è stata realizzata nella settimana di ferragosto, cioè nella settimana meno lavorativa dell’anno.

Sui social tutti i dipendenti che ascoltano musica mentre lavorano hanno gioito perché questo confermava una loro convinzione e una loro abitudine. Ed è vero, infatti, che la musica aumenta la produttività. Ma non per tutti. Io non ho dati per confermarlo, ma azzarderei a dire che, per tutto l’arco dell’anno, questa percentuale si abbassa notevolmente.

E per esperienza personale, su un piano di un ente pubblico con 4 uffici su circa 50 dipendenti, solo 2 colleghi ascoltavano musica o avevano la musica in sottofondo. Magari neppure la ascoltavano veramente ma la musica li fa lavorare meglio. Per cui siamo al 4 percento. Un po’ lontani dall’85% pubblicizzato.

Ricerche online

Le ricerche effettuate negli anni passati, almeno quelle che ho trovato io, non riguardano la percentuale di persone che ascoltano musica a lavoro. Ma riguardano principalmente proprio la produttività.

Dal 2005 al 2014

Tra il 2010 e il 2011 è stata pubblicata la ricerca sulla produttività e green economy, tra cui per una volta sola si parla dei vantaggi della musica, ma riguarda i vantaggi di una comunità che si coalizza intorno a qualcosa. Sul tema immagino ci sia anche qualcosa di più recente.

Nel 2012 il New York Time pubblicava un articolo su come la musica può migliorare la produttività a lavoro. Articolo che, però, rimanda ad una ricerca del 2005.

Nel 2014 Fast Company scrive un lungo articolo sugli effetti della musica a lavoro, con tanto di generi che funzionano meglio, ma riprende sempre la ricerca del 2005 come base del ragionamento. Articolo ripreso un po’ di tempo dopo su un altro sito, anche qui senza citare la fonte.

Sempre del 2014 ho trovato una ricerca eseguita da prsformusic su quanto la musica permetta agli ascoltatori a lavoro di essere accurati. Prs Music inoltre edita un sito che si occupa del tema produttività a lavoro.

2015 – 2016

Di recente ho trovato l’articolo del 2016 in cui si spiega il potere della musica per ridurre stress e ansietà. Che poi sarebbe il potere della meditazione, dell’aiuto che la musica può dare a rilassarsi e dormire bene.

Da quanto scrive Chad Grill su Medium non ci sono ricerche recentissime sul tema della neuromusicologia. E rimanda ad un abstract del 2015 sull’acustica negli uffici a spazio aperto.

Sempre del 2016 è l’articolo intervista del Business insider a Daniel J. Levitin autore del libro This Is Your Brain on Music.

Christopher Maynard su consumeraffairs presenta i vantaggi della musica nel favorire la collaborazione tra colleghi. E ci offre la fonte della ricerca del 2016.

Ricerca 2017

Quello che ho trovato poi di quest’anno è stata l’inforgrafica offerta da business linkedin. E un articolo che suggerisce come la riproduzione musicale incrementa la promozione dei negozi.

Non ho trovato altro. O meglio, nella mia bolla informativa non ho trovato altri articoli o ricerche pubbliche.

Se trovate qualcosa in più o ne sapete più di questo articolo basta commentare e arricchire l’articolo.

Musica, lavoro e produttività

Mi piace quanto scritto dalla redazione di StartUpItalia

L’arte decora lo spazio, la musica decora il tempo e ti aiuta a impiegarlo meglio. Specie sul luogo di lavoro dove ascoltare note può aumentare la tua produttività.

Grosso modo tutti propongono la loro playlist. Ma io credo che se davvero si deve essere produttivi, la playlist deve essere proprio nostra, pensata dal nostro cervello e voluta con cognizione di causa. Deve semmai essere la playlist della nostra radio preferita, che comunque pensa a noi che amiamo quella radio. Che non derivi, insomma, da algoritmi che non ci appartengono.

Musica e produttività

Insomma, le ricerche fatte su musica e produttività sono abbastanza vecchie. Su queste si basa la convinzione e la credenza che la Musica può aumentare la produttività. E ancora queste ricerche non sono state smentite. La musica permette al nostro cervello di rilassarsi e di concentrarsi. Ma molto dipende, a mio parere, anche dal modo di lavorare del nostro cervello, dal tipo di musica che si ascolta (le parole di una canzone, per forza di cose, distraggono). E infine, dal tipo di azione che stiamo eseguendo a lavoro. Tre varianti essenziali che una ricerca seria dovrebbe prendere in considerazione oggi.

Insomma, produttività si, ma non per tutti.

Io vi posso pure proporre la mia playlist, quella del blog. La uso quando faccio pulizie, quando rimetto a posto casa o la mia stanza, oppure quando faccio lavori manuali. Ma quando studio o scrivo non riesco ad ascoltare questa playlist.

Ad ogni modo quello che è certo è che la musica non fa male! A nessuno! Anzi! Buon ascolto!

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