Il wiad palermo si svolgerà il 18 febbraio 2017, così come in tutto il mondo, per celebrare, anche in Sicilia, l’architettura dell’informazione.

WIAD Italia

La prima osservazione è che il WIAD si svolge, in Italia, in ben 3 città: Palermo, Roma, Verona/Trento. In quella che la scorsa settimana ho chiamato WIAD Italia. Non è una cosa banale e non è cosa da poco. Se andate a spulciare i programmi conoscerete i teorici dell’architettura dell’informazione italiana.

Questo conferma che, nonostante la figura professionale dell’architetto dell’informazione tardi ad affermarsi, l’Italia è tra le Nazioni più attente all’innovazione. In Italia l’architettura dell’informazione si pratica ad alti livelli ed è pronta a divulgare cultura digitale a chi ne ha bisogno.

Palermo, la Sicilia… tutto il mondo è paese!

La seconda osservazione è più personale e soggettiva.

A Palermo c’è molta attenzione verso l’architettura dell’informazione. E questo  ha fatto molto piacere. E’ davvero entusiasmante. Non dico questo perché sono stato invitato a parlare. Tornare nella città che hai lasciato da studente è una bella emozione. Certo. Non posso negarlo.

Ma è entusiasmante anche perché in Sicilia, più che altrove, c’è bisogno dell’applicazione della disciplina. C’è bisogno di ordine, di parlare alla gente, di cercare quali sono i veri bisogni delle persone. In una Regione martoriata da problemi atavici, l’architettura dell’informazione potrebbe alleviare, almeno in parte, i disagi della gente comune. Almeno nei rapporti con gli enti pubblici e privati.

Raggiungere l’impossibile?

Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile.

Nonostante le esperienze negative, continuo ad avere fiducia nella gente, credo nel prossimo. Da umanista credo in un risveglio consapevole, che venga dalla condivisione di conoscenza.

Il WIAD dura solo un giorno e passerà velocemente. Eppure, anche in un solo giorno, si può prendere coscienza di sé, degli altri, del proprio contesto e aggiungere il proprio significato. E questo è vero tanto più se si pratica l’architettura dell’informazione e si predica l’User Experience. In qualunque parte del mondo connesso ci si trovi, ciascuno di noi non si trova più in periferia e non è più solo. Ciascuno di noi può cercare e trovare un senso al contesto in cui vive.

Io, personalmente, per quanto mi sarà concesso, darò il mio contributo.

Il mio intervento al WIAD Palermo

Concludo con una breve anticipazione sul mio intervento di sabato 18 febbraio.

Architettura dell’informazione conversazionale: dal suono come quarta dimensione dell’ UX Design ad Alexa

Nel mio intervento partirò da una domanda. Cosa accade quando i nostri dispositivi sono troppo silenziosi? Farò ascoltare alcuni suoni. I suoni da cui deriviamo. E mostrerò alcuni esempi di dispositivi divenuti silenziosi. Sarà una brevissima storia del suono che arriverà alla progettazione di suoni per i dispositivi diventati, appunto, troppo (o del tutto) silenziosi.

Dalla progettazione dei suoni alla progettazione delle interfacce vocali il passo è breve. O quanto meno, in linea di principio, è breve. Nei fatti poi è molto complesso e le implicazioni sono molte. Però progettare suoni e voci segue la stessa logica. Avere risposte di senso da un dispositivo.

Parlare con le macchine è stato da sempre il sogno di ricercatori e pionieri della scienza. Tante sono le interfacce vocali presenti sul mercato. Quelle più conosciute sono Siri della Apple, Cortana di Microsoft e Alexa di Amazon. Ciascuna interfaccia ha una sua caratteristica. Ma è Alexa l’assistente vocale più interessante. Concluderò spiegando proprio questo, in relazione all’architettura dell’informazione.

Se siete curiosi venite a Palermo, sarà un piacere stringervi la mano e ascoltare le vostre opinioni.

Dovrei intervenire alle 11.30 subito dopo Yvonne Bindi, autrice del libro Language design: guida all’usabilità delle parole per professionisti della comunicazione.

Vi aspetto!

Visitate il sito www.wiadpalermo.com  per tutte le informazioni logistiche, gli sponsors, gli altri speakers.

L’evento è gratuito, la registrazione però è gradita per organizzare meglio l’accoglienza e per usufruire del pranzo insieme alla comunità. Registrati su eventbrite

Il programma e le informazioni sono tratte dal sito www.wiadpalermo.com

Saluto degli organizzatori e introduzione alla giornata di Roberto Ragonese, Pmo Coworking, Domenico Schillaci, PUSH, Eliana Messineo, FabLab Palermo, Luisa Di Martino, UX Book Club Palermo

10:20 – Saluto degli Sponsor
10:30 – Gaetano Lombardo

Prodotti e produttori: una rete di materie prime

In piena globalizzazione dei consumi la loro differenziazione si polarizza attorno alle storie dei singoli prodotti e dei loro produttori: una rete di informazioni da mettere a sistema per crescere congiuntamente come territorio, sfruttando l’originalità di ogni nodo, per difenderne l’identità.

11:00 – Yvonne Bindi

Linguaggio, design e usabilità delle parole

Per progettare buoni oggetti e ambienti i designer devono conoscere come si comportano le persone, che rapporto hanno con lo spazio, con il tempo, con forme e colori. Così, chi progetta interazioni verbali, messaggi e segnaletica deve conoscere che rapporto hanno i parlanti con le parole, come le usano, come le percepiscono, per quali ragioni le interpretano male e perché certi significati sono più probabili o facili di altri. Le parole che incontriamo spesso fanno bene il loro lavoro, ma se sono progettate male, aggregate in messaggi difficili, posizionate in modo improprio diventano inutili o addirittura dannose, causando disagi e problemi. Nel talk saranno analizzati alcuni messaggi per comprendere come usare meglio le parole ovunque esse si trovino: nelle interfacce, nella segnaletica, nei comandi vocali, nei menù, negli ambienti fisici come in quelli digitali.

11:30 – Toni Fontana

Architettura dell’informazione conversazionale: dal suono come quarta dimensione dell’ UX Design ad Alexa

12:00 – Mauro Filippi

La trovabilità nell’arte urbana. Street Art Factory: la città come dispositivo museale

E se le opere di street art avessero anch’esse le targhette? Come si fruisce il patrimonio di arte urbana delle città? Come si accede in modo diretto alle informazioni sugli artisti e suoi luoghi?
Street Art Factory come caso sperimentale di mappatura digitale aumentata dell’arte di strada di Palermo.

12:20 -Spazio domande e conclusioni mattina

13:30 – Pausa pranzo al Sanlorenzo Mercato

14:30 – Diego Lavecchia, Fabio Nucatolo, Maurizio Schifano

Workshop: Fruttato o secco? I diversi gradi dell’esperienza

Tutti sappiamo quanto spesso, per i non esperti, sia difficile riuscire a scegliere il vino giusto. Come possono un software, un ambiente o un prodotto migliorare la nostra esperienza? Il workshop vuole fare immergere i partecipanti in questo scenario, dando la possibilità ai partecipanti di partire da una classificazione dei dati di base, stimolandoli successivamente a ricercare una buona idea e a concretizzare la rapida realizzazione di un elaborato finale, esplorando metodi di brainstorming, elaborazione di pattern e prototipazione rapida.

A sabato 18 febbraio!

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