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Fare rete Ossia come fare squadra ed essere parte di un team

Fare rete è uno dei segreti del web. Imparare a stare insieme, fare squadra, essere parte di un team è il centro di un viaggio che poi aiuta a costruire comunità sempre più grandi e sempre più importanti.

Ogni maledetta domenica

Parto da questo discorso tratto dal film Ogni maledetta domenica.

Tre minuti

Non so cosa dirvi davvero. Tre minuti, alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Tre minuti. Questo è il tempo che le aziende vorrebbero dedicare alla loro presenza sul web. E non solo, risolvere tutti i loro problemi, risollevare le sorti della propria azienda, senza essersi allenati, senza cambiare nulla della propria azienda e vita professionale.

Io non posso farlo per voi

Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso “certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare”. Si perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi da anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.

Io non posso insegnarvi a fare il vostro mestiere. Gli imprenditori siete voi. Siete voi che scegliete, costruite e vendete un determinato prodotto. Io, un architetto dell’informazione, un social media manager, un consulente, posso trovare, insieme a voi, il messaggio, posso fare uscire i valori dell’azienda, comunicare al meglio gli aspetti positivi del prodotto e cercare e trovare i metodi migliori per parlare.

Ma il prodotto o l’impresa resta vostra.

Il tempo

Sapete col tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo, capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloce o troppo lento e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.

Le aziende di provincia si sono occupate di web dieci anni fa. Si sono fatti fare il sito web ed hanno aspettato che succedesse qualcosa. Siccome non è successo niente hanno abbandonato del tutto l’internet. Hanno lasciato sul web i loro siti obsoleti, stanno ancora ad aspettare.

Adesso si rendono conto che qualcosa non va. Ma sono davvero in ritardo. Qualcuno si sta svegliando e tra questi in molti non vogliono pagare senza vedere i risultati prima, Qualcuno vede altri fare i soldi e quindi vorrebbero recuperare i dieci anni passati in tre minuti. Vogliono fare i soldi anche loro, come se gli altri non ci stessero.

Piccole conquiste

In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire.

Eppure non è così che accadono le cose. Le cose accadono piano piano, nel tempo, conquistando piccoli spazi di internet, conquistando il cuore di clienti e di fans.

Iniziare a conquistare spazio

E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.

Bisogna cominciare da qualche parte. Intanto fare rete con i propri collaboratori, cercando professionisti seri. Con la consapevolezza che non esiste maledetto e subito. Che ci vuole tempo, costanza, professionalità, serietà, lavoro, tanto lavoro.

Ascoltare per fare rete

E se ci vuole una dote per fare rete è certamente ascoltare. Bisogna ascoltare, ascoltare le parole dell’altro, sentire le voci di chi ci da un consiglio, con umiltà e determinazione.

Se, invece, si ascolta solo il proprio pensiero, se si ragiona solo sulla risposta da dare senza riflettere sulle parole dell’altro non si fa rete, semmai si fa muro contro muro.

E si va a sbattere. Inutile iniziare un percorso dove qualcuno si farà sicuramente male.

Volete fare rete?

Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?

Cosa volete fare? Restare ad aspettare o scendere in campo? Iniziare a fare la vostra parte e iniziare il percorso? Oppure tirare a campare?

Sono scelte che non dipendono da chi vi farà consulenza? Sono scelte vostre, di imprenditori che volete fare impresa oggi, in un mondo contemporaneo.

Sono scelte di persone che vogliono essere presenti sul web in modo professionale ed efficace.

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