Quale università scegliere per trovare subito lavoro? Quali saranno i lavori del futuro? Quali le professioni che garantiranno la nostra sussistenza? Fino a qualche anno era possibile fare delle previsioni di questo genere. E bene o male bastava iscriversi all’università per trovare un lavoro adeguato.

Oggi il mondo del lavoro è profondamente cambiato. E come ripeto spesso il cambiamento culturale che stiamo vivendo è ancora in corso. Per cui nessuno oggi può dire davvero con certezza cosa accadrà fra tre o cinque anni, una volta finito il vostro percorso di studi.

E anche quando qualcuno lo sapesse, qualcuno di vostra fiducia vi consigliasse al meglio, poi, non bisogna mai mettere da parte le proprie capacità intellettive. Bisogna fare i conti con quello che si sa fare, con quello che riusciamo ad imparare e soprattutto quello che ci piace fare.

Orientamento

Oggi le università mettono a disposizione dei futuri studenti diverse opportunità di orientamento. Per le Università, lo studente è un prodotto da acquisire (conquistare), anche con finte illusioni, e da trasformare in un altro prodotto, il laureato. Il laureato si rivende. Più laureati produce una Università, più ha motivi di vantarsene, più lo Stato invia finanziamenti. Più studenti significano più corsi di laurea e quindi più docenti. L’università è una fabbrica e oggi la formazione è una delle tante parti dell’ingranaggio.

L’orientamento precede ormai di un paio d’anni l’iscrizione. Ma la riflessione dovrebbe riguardare tutti gli anni del liceo. La famiglia dovrebbe guidare senza imporre. Purtroppo, non solo spesso, non ci si pensa o ci si pensa in minima parte. Ma il più delle vote a 18 anni non si è davvero maturi per una scelta di questo genere.

Esperienze

Che poi tre o cinque anni, sono lunghi. Nel mezzo ci saranno amori, delusioni, esperienze di vita, conoscenze, nuove amicizie e tanta voglia di vita.

Quello che posso dire, anche per esperienza personale, a chi non ha le idee chiare è di iscriversi ad un corso di laurea più vicino alle proprie attitudini. Di pensare al proprio futuro migliore ma non strettamente legato al mercato del lavoro di oggi. Dopo di che, si può sempre cambiare corso di laurea. Non è mai troppo tardi. Si può sbagliare. È una scelta che fanno in tanti, un errore che si commette. Meglio cambiare corso di laurea piuttosto che insistere in qualcosa che non piace o in un corso che non si riesce a superare. Basta capire le ragioni delle scelte sbagliate per poter affrontare le scelte giuste.

E poi fra cinque anni si è persone davvero diverse. Dai 18 ai 25 anni le trasformazioni, le prospettive di vita saranno cambiate. Non sempre sono le stesse. Non sempre si sarà coerenti. Alla fine di un percorso di studi si capiscono tante cose che prima erano solo confuse.

Accettate l’incertezza e cercatevi di capire.

Trovare subito lavoro

Oggi una laurea, qualunque laurea, non garantisce a nessuno un lavoro. A meno che non sostituirai tuo padre, laureato, nella sua attività di famiglia. Tanto meno, la laurea garantisce un lavoro adeguato ai propri studi e alle proprie capacità. Ho visto e vedo ottimi laureati che pur trovando lavoro subito hanno subìto e subiscono le angherie di capi incompetenti e inadeguati.

Sebbene in Italia ci siano pochissimi laureati, il mondo del lavoro ancora richiede manovali. Una laurea aiuta, ma il lavoro oggi è una concessione. I datori di lavoro si considerano dei donatori di lavoro. E per quanto in alto si riesca ad arrivare, quello sarà il modo in cui si verrà trattati. Il lavoro stesso è la moneta. Per un lavoro dovresti accettare qualunque cosa.

E poi che significa trovare subito lavoro? Vi fareste operare da un ragazzo il giorno dopo la laurea? Vi fareste difendere in una causa da un neo laureato? Un po’ di gavetta tocca ed è toccata a tutti. Un po’ di sperimentazione sul campo è necessaria a prescindere. Che poi lo stage diventi il lavoro della vita, no. Ma senza esagerare, bisogna trovare i bravi maestri. E trascorrere un po’ di tempo a fare pratica.

Sapere e saper fare

Anna Maria Testa si chiede “Perché dovremmo chiederci che cosa sappiamo fare bene“. Penso che siano da riprendere alcuni suggerimenti utili.

Noi esseri umani facciamo fatica a riconoscere le nostre capacità come tali, dice Business Insider. E aggiunge alcuni suggerimenti interessanti. Il primo è: scrivi tutto quel che sai fare bene su una serie di foglietti, comprese le cose che ti sembrano irrilevanti perché ti vengono facili. Non è per niente detto che siano facili per tutti.

Il secondo suggerimento è: cerca gli schemi, perché è più che probabile che alcune capacità siano correlate. E, infine, raggruppa le capacità in: cose che ti piace fare, cose per fare le quali puoi farti pagare, cose che vuoi saper fare meglio, cose che non fai più da molto tempo.

Il terzo suggerimento è: se nessuna delle capacità che hai elencato c’entra con il tuo lavoro attuale, facci un pensiero. Se invece non ti è venuta in mente neanche mezza capacità, telefona a un amico e domandagli: che cosa sono bravo a fare?
Il risultato di questo esercizio dovrebbe essere un di più di speranza e di consapevolezza. Se funziona, non è niente male.

Personalmente ho sempre amato sapere. La mia curiosità mi spinge a informarmi su qualunque cosa. E ad essere sincero su molte cose, mi bastava questa soddisfazione. Per fortuna o purtroppo, mi sono sempre ritrovato, come in un destino scritto, a dover fare e a dover saper fare. E, insomma, è andata bene.

I mestieri del futuro

Nessuno sa prevedere il futuro. Luca De Biase se lo chiede e lo chiede ai suoi lettori. Si possono osservare le tendenze, i nuovi business emergenti. Ma la certezza che tutto quello che studiamo oggi sia ancor più utile fra 5 anni, non la può dare nessuno.

Certamente ci sarà bisogno di programmatori, di conoscitori di linguaggi di programmazione, per applicazioni e bot. Cose che oggi vorrei saper fare volentieri. Purtroppo, durante la mia carriera scolastica ho avuto professori mediocri. Tutti mi vedevano un ottimo professore di italiano e nessuno mi diede la preparazione adeguata per affrontare le materie scientifiche. Per cui mi laureai in lettere moderne.

Scelta che oggi rivendico e che, per quanto mi riguarda, si è rivelata vincente. La scelta mi ha permesso di realizzare i miei sogni. Grazie alla mia laurea in lettere sono entrato nel mondo della comunicazione. E grazie ai miei studi, alla flessibilità mentale, oggi sono uno splendido architetto dell’informazione.

Abbiamo bisogno di umanisti

Il web è un luogo che va riempito di contenuti, di buoni contenuti soprattutto. Il mondo ha bisogno di umanisti che mettano al centro l’uomo. E checché se ne dica, la lezione umanistica è al momento l’unica che può aiutare a capire l’uomo meglio e a soddisfare i bisogni della gente. Riuscire a mescolare diligentemente un sapere informatico ad un sapere umanistico penso sia un buon compromesso per un futuro migliore.

Ovviamente iscriversi in un corso umanistico non deve essere la scusa per evitare l’uso di strumenti e conoscenze basilari della tecnologia contemporanea.

Poi, come sempre, ci sarà sempre bisogno di medici, infermieri e di ingegneri. Di badanti e di artigiani, adeguati ciascuno ai propri tempi. I progettisti dovranno (o dovrebbero) avere un ruolo più rilevante di quello che hanno oggi. Penso che ci sarà bisogno di tanti analisti o di persone che sappiano leggere e interpretare le analisi fatte dai computer. Però non sempre a ciò di cui ha bisogno una società corrisponde un posto di lavoro adeguato.

Quale università scegliere?

Quello che consiglierei ad un ragazzo, se me lo chiedesse, è di scegliere con una mentalità aperta. La scelta di un corso di laurea dovrebbe essere generata dalla voglia di voler imparare un mestiere, imparare a fare qualcosa. Magari poi in corso, pensare che tutto ciò che si studia è utile o lo sarà. Dallo studio della Lingua latina alla Storia, alla Matematica.

Non distruggete la vostra creatività, non diventate aridi durante i vostri studi, non permettete ai professori di appiattire i vostri pensieri e prendetevi cura dei professori che invece vi arricchiscono, che vi fanno vedere la loro materia di insegnamento e il mondo con occhi diversi.

Imparate una disciplina

Il nostro sistema educativo, sebbene ha subito numerose riforme, come dice Sir Ken Robinson, è grosso modo ancora basato su una struttura non adeguata ai tempi. Non che sia del tutto sbagliata. Ma certamente spesso troviamo corsi inadeguati e inappropriati. Dove gli aggiustamenti diventano un’ora in più di matematica ed inglese. E via.

In questo sistema l’importanza dello studio riguarda le singole materie. Bisogna essere bravi in ogni materia. Sia al liceo che all’università, viene indicata una materia da studiare e da approfondire. Più nozioni, formule, date e dati, imparate a memoria, più sarete ritenuti meritevoli.

Quello che un bravo insegnante dovrebbe richiedere e uno studente dovrebbe fare è invece andare un po’ oltre. Sarebbe necessario riuscire a trovare professori che spieghino la disciplina o le discipline. Sarebbe necessario far capire l’utilità di quello che si studia, concretizzarlo e attualizzarlo. Insegnare una disciplina significa insegnare a guardare il mondo con una lente ben precisa.

Una disciplina osserva, applica i concetti e le proprie categorie, cerca e trova correlazioni, in base al proprio sapere. Si arriva a questo grado di conoscenza attraverso lo studio delle materie. Non è certo un traguardo immediato. Ma almeno si tracci la linea. Si pensi ai mattoni di una costruzione e non a pietre o macigni da macinare. O peggio ancora a bocconi amari da inghiottire.

Architetura dell’informazione

Purtroppo ad oggi non c’è un corso di laurea completo in architettera dell’informazione. Però ci si può preparare. E rimando al capitolo come diventare architetto dell’informazione.

Per chi mi segue sa che l’architettura dell’informazione è una disciplina che vede il mondo reale e virtuale attraverso la struttura delle cose. Un architetto dell’informazione cerca di andare in profondità.

Personalmente credo in questa disciplina. E sono anche fiducioso che presto sarà riconosciuto a chi pratica l’architettura dell’informazione il giusto ruolo. La progettazione e la capacità di andare in profondità prima o poi sarà premiata dai fatti.

Conclusioni

Wiston Churchill scrisse una volta:

Gli imperi del futuro saranno imperi dell’intelligenza!

Formazione permamente

Qualunque laurea sarete in grado di conseguire, sappiate che dovrete continuare a studiare. Per certi versi si inizia a studiare davvero, proprio dopo la laurea. In fondo durante gli anni universitari, per quanto si approfondiscano certi argomenti, poi si deve mettere nel conto che ci si deve fermare per arrivare preparati all’esame.

Dopo, le vie della conoscenza e della curiosità vi porteranno a spaziare, ad essere più profondi e dettagliati. Senza un esame alle porte che bussa prepotente, la curiosità vi porterà a conoscere informazioni e curiosità che erano superflue per un esame, ma magari utili per il vostro lavoro. Si tratta di avventure nel mondo della conoscenza. Auguro di gustarvi almeno uno di questi momenti. Prima di pensare ad un lavoro subito, pensate ad un momento di studio vero e profondo. Penso sia un momento da sperimentare.

Creatività

E secondo studiate con creatività, allenate la vostra creatività. Non è detto che siate o diventiate creativi, ma potete esercitarvi nell’esserlo. E non vi farà male.

L’intelligenza artificiale non è dietro l’angolo. E se sapete guardare bene la realtà, le paure sono altre. Ma l’automazione si. Tutto quello che può essere automatizzato, che l’uomo produce in serie, è in fase di automazione. Ed oggi non vengono automatizzati solo la creazione di prodotti fisici, ma anche prodotti che possono essere intesi intellettualmente. Per cui solo la creatività salverà il vostro lavoro.

La creatività umana sarà sempre unica. Sviluppare questa capacità potrà aiutare voi e noi tutti.

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Quale università scegliere ultima modifica: 2017-08-21T07:00:41+00:00 da Toni Fontana