La pratica dell’ascolto è un antica usanza che potrebbe rivoluzionare il nostro futuro.

E’ così che la pensa Leon Berg, membro fondatore della The Ojai Foundation. La fondazione, infatti, si occupa di diffondere la pratica dell’ascolto chiamata “Pratica del Concilio”.

La pratica dell’ascolto

Si tratta di un metodo di ascolto e di racconto legato alle antiche culture tribali. Queste si riunivano intorno ad un fuoco per raccontare le antiche storie e trasmettere le buone pratiche del vivere quotidiano.

Ne 2001, Leon Berg, è andato in Israele per diffondere questa pratica. Ed ha messo insieme israeliani, Ebrei e Arabi, e fondare la Ma’agal Hakshava (Listening Circles).

Dal 2008 Leon e la sua compagna, Glori Zeltzer, si occupano di insegnare questa pratica negli Stati Uniti e ovunque venga richiesto.

La scuola dell’ascolto

Anche in Italia, dal 2009, a Milano, è presente una Scuola dell’Ascolto coordinata da Cesare Viviani, psicanalista e poeta, che da anni si occupa di questa pratica.

Si tratta di una esperienza davvero coinvolgente e al primo impatto difficile da attuare. Per questo motivo si parla di pratica. Perché è necessario ripetere l’esercizio spesso e periodicamente. Deve diventare una consuetudine, un modo naturale di approcciare l’altro essere umano. D’altronde ascoltare, come dice lo stesso Leon Berg, non è naturale ma è un esercizio di attenzione.

Buon ascolto!

Il potere dell’ascolto

Il potere dell’ascolto è pervasivo. Questo blog non si stancherà mai di invitare i suoi lettori all’ascolto. Ascolto finalizzato alla progettazione, ascolto finalizzato alla scoperta dei bisogni dell’utente, ascolto dell’altro per una comprensione del contesto in cui viviamo e ascolto di se stessi per la realizzazione dei propri sogni.

Il potere dell’ascolto di Mteto Maphoyi al TEDxTeen

Mteto Maphoyi racconta questo potere. Ascoltare i suoi sogni lo ha portato ad ascoltare la sua voce, il suo legame profondo con la musica lirica italiana che riproduce non per comprensione linguistica ma per comprensione sonora.

Il piacere della musica che va oltre ogni comprensione. La musica che crea legami, connessioni, relazioni persino con chi non c’è più. La potenza della musica entrare in un contesto di povertà e violenza ed è capace di modificare e rivoluzionare quel contesto.

Chi entra nel contesto musicale non ne rimane indifferente: con se porta la Passione e le Emozioni.

Il racconto di Mteto Maphoyi è da ascoltare.

Ed è uno dei Ted che si aggiunge a quanto già detto riguardo la praticadell’ascolto, ai  6 TED sull’ascolto che ogni designer dovrebbe ascoltare e ai 5 TED sul come farsi ascoltare .

Il potere dell’ascolto è infatti il potere di entrare in contatto con l’altro, qualcosa che l’user experience designer fa spesso.

E’ quello che generalmente si dovrebbe fare con l’empatia che non è la risposta giusta, ma è la capacità di comprendere l’altro.

https://youtu.be/Lactc2fWTsg

Nell’ascolto attivo perdiamo un pezzo di noi stessi, o meglio dobbiamo rinunciare ad un pezzo di noi, almeno momentaneamente. Rinunciamo ai nostri filtri, alle nostre difese, ci siamo, ma per l’altro, non per noi stessi.

Cercando informazioni sul potere dell’ascolto ho trovato un documento di Ann Weiser Cornell, dal titolo appunto il potere dell’ascolto, presentato alla 13° International Focusing Conference Shannon, Irlanda, nel Maggio 2001. Ann Weiser Cornell è una esperta di focusing e sull’argomento ha scritto diversi libri.

E traggo quanto ritengo possa essere utile alla progettazione.

Nell’ascolto ci deve essere

  1. uno scopo, lo scopo dell’ascolto.
  2. presenza di chi ascolta
  3. verifica di ciò che è stato detto e compreso
  4. ricapitolazione, sintesi di quanto si è detto.

Alla fine dell’ascolto si uscirà sempre diversi, ci sarà chi avrà guadagnato e chi avrà perso qualcosa e questa perdita non deve mai essere intesa come negativa. La perdita di una brutta idea o di un cattivo progetto è un risultato positivo anche se richiede un ulteriore lavoro di progettazione.

Per questo motivo l’ascolto è un momento di crescita sia per chi ascolta che per chi parla.

Dedicate un giorno all’ascolto

da Toni Fontana | Ott 23, 2015 |

Oggi vi propongo un piccolo esercizio. Cioè vi invito a dedicare un giorno, un ora, qualche minuto, un momento, all’ascolto!

Io avrei dovuto farvi trovare il consueto post del venerdì ma ho dedicato questo giorno, e anche domani, all’ascolto.

Due giorni interamente dedicati al IX Summit dell’architettura dell’informazione italiana.

Il titolo che Architecta, l’associazione che riunisce gli architetti dell’informazione italiani, ha dato a questo Summit è “Dall’Ascolto alla Progettazione” e la parola su cui ruoteranno tutti gli incontri e i laboratori sarà appunto ASCOLTO.

Per questo motivo ho deciso che non vi parlerò di architettura dell’informazione e neppure dell’ascolto stesso (sebbene, ad essere sincero, ci avevo pensato). Vi propongo, invece, un video da ascoltare, che reputo, personalmente, da ascoltare, o almeno, io l’ho ascoltato molte volte.

Ascoltatelo anche voi, è interessante, a prescindere! Dedicate del tempo all’ascolto, imponetevi per un giorno il silenzio, limitatevi allo stretto necessario. Se non ci riuscite provate mezza giornata, un’ora, qualche minuto, magari 10 minuti.

Provateci!

Gustatevi il piacere di ascoltare veramente qualcosa, il video che vi propongo è un pretesto, ma sarebbe ancora meglio riuscire ad ascoltare qualcuno, una persona; qualcuno che vi sta accanto e vicino o anche qualche estraneo, perché no?, per un giorno!

Ascoltate senza pensare a quello che dovreste dire, ascoltate senza giudicare quello che vedete, ascoltate e basta. Ascoltatelo e poi, se volete, ditemi l’effetto che fa. 

Ah, per cominciare, datemi ascolto! 😉

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